18 Luglio 2019 - Roma - Come ogni anno riparte l’iniziativa Mare sicuro con la quale la Guardia costiera è impegnata, lungo ottomila chilometri di coste italiane, più i laghi Maggiore e di Garda, a garantire la sicurezza dei villeggianti. Un lavoro che si svolge tutto l’anno, ma che ha nei mesi estivi la massima concentrazione con l’impiego di oltre tremila persone, 300 mezzi navali e 15 mezzi aerei. Un impegno che la giornalista di “Famiglia Cristiana”, Annachiara Valle racconta nel volume “Mare sicuro” attraverso storie esemplari che mettono in evidenza l’abnegazione e la professionalità di chi ogni giorno è chiamato a salvare vite umane in mare (bagnanti, diportisti e chiunque si trovi in difficoltà), a tutelare l’ambiente marino e costiero e a controllare l’intera filiera ittica.
Il volume sarà presentato lunedì mattina, 22 luglio, a Roma presso la Libreria San Paolo di Via della Conciliazione. Interverranno Cosimo Nicastro, capotano di Vascello e capo Ufficio Comunicazione della Guardia Costiera, il direttore di “Famiglia Cristiana”, don Antonio Rizzolo e l’autrice Annachiara Valle.
Primo Piano
Creato
18 Luglio 2019 - Roma - “Quando viene abbandonata la legge di Dio, la legge dell’amore, finisce per affermarsi la legge del più forte sul più debole. Il peccato che abita nel cuore dell’uomo – e si manifesta come avidità, brama per uno smodato benessere, disinteresse per il bene degli altri e spesso anche per il proprio – porta allo sfruttamento del creato, persone e ambiente, secondo quella cupidigia insaziabile che ritiene ogni desiderio un diritto”.
È l’amara constatazione di Papa Francesco che, nel Messaggio per la Quaresima 2019, invitava i cristiani ad una vera “conversione”, sottolineando lo stretto legame tra Casa comune, umanità e poveri. In questo numero della newsletter che ci accompagna nei mesi estivi e ci prepara alla Giornata nazionale per la custodia del Creato, in programma il primo settembre, abbiamo scelto di mettere al centro della riflessione l’ecologia, in quella prospettiva “integrale” indicata dal Papa. Facendo riferimento al dramma, spesso dimenticato, dei profughi ambientali e alle potenzialità della terra, elemento da cui trarre sostentamento e su cui far fiorire dignità, inclusione e pace. (don Leonardo Di Mauro, don Francesco Soddu, don Giuseppe Pizzoli, don Gianni De Robertis e don Bruno Bignami)
Sassoli: basta far morire povera gente in mare
18 Luglio 2019 - Strasburgo - “La voce del Parlamento e le decisioni del Parlamento, specie quando sono così a grande maggioranza devono essere rispettate di più”. È il presidente David Sassoli a rivendicare con fermezza, in conferenza stampa a margine dell’incontro con il premier finlandese Antti Rinne, un ruolo più incisivo per il Parlamento. Il riferimento è alla gestione dei flussi dei migranti e alla riforma dell’accordo di Dublino che è stata votata in emiciclo il 16 dicembre del 2017 e poi “messa in un cassetto”, ha segnalato Sassoli. “Su Dublino il Parlamento ha indicato delle linee di riforma per consentire all’Europa di avere strumenti per intervenire”. Perché “se si dice che chi arriva in Italia, in Grecia, in Spagna, a Malta, a Cipro, arriva in Europa, è evidente che l’Europa ha la possibilità di organizzare la propria presenza e il proprio intervento”. Da Sassoli quindi l’invito al Consiglio di riprenderla, e lo dico “non da presidente, ma con tutto il Parlamento”. Se “l’Europa non ha gli strumenti” per intervenire, ogni volta è “solo un’emergenza”. Occorre invece “programmare un intervento sulle migrazioni”, con tempi e visione. (Sir)
Verso il centenario dell’Apostolato del mare: uno tsunami di preghiere
17 Luglio 2019 - Roma - Un vecchio adagio recita: «Se sai da dove vieni, sai dove stai andando». Parole che tornano alla mente dopo che la scorsa domenica il cardinale Turkson, prefetto del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, ha annunciato le tappe della celebrazione del centenario dell’Apostolato del mare, che culminerà con il Congresso mondiale a Glasgow dal 29 settembre al 4 ottobre 2020. L’anniversario, infatti, porta a riscoprire le radici per alimentare un’attività che, toccando la vita concreta delle persone — i marittimi, i pescatori e le loro famiglie — è naturalmente orientata al presente e al futuro. Ed è quanto avverrà nei mesi che precedono l’evento, per i quali lo stesso Dicastero vaticano ha indicato alcuni suggerimenti operativi: una serie di attività da coordinare tramite comitati locali, con i quali organizzare celebrazioni periodiche, incontri ecumenici di preghiera, pellegrinaggi, seminari e simposi.
Lo sguardo al passato, quindi, per comprendere meglio e valorizzare l’identità dell’“apostolato del mare”. Già nei secoli passati, sacerdoti e religiosi di varie congregazioni si avventuravano nei porti di tutto il mondo, visti come luoghi violenti e di perdizione, per cercare di salvare e redimere le anime.
Nel XIX secolo la Società di San Vincenzo de’ Paoli aprì centri per i marittimi cattolici a Dublino, Londra, New Orleans, Philadelphia, Quebéc e Sydney. In Italia, il vescovo di Piacenza, il beato Giovanni Battista Scalabrini, assegnò alcuni cappellani ai porti di Genova e New York, e inviò i suoi missionari a bordo delle navi per accompagnare le migliaia di migranti europei che partivano in cerca di un avvenire migliore nell’America del Nord e del Sud. Ma tutto questo non era ancora sufficiente.
Nel maggio 1890 Leone XIII scelse di dedicare ai marittimi un’intenzione speciale per l’Apostolato mondiale della preghiera. Il gesuita Goldie, redattore dell’edizione inglese del «Messaggero del Sacro cuore», scrisse: «Nessuna classe del nostro popolo è forse così priva di aiuto spirituale, nessuna che ne ha più bisogno di loro. I marittimi sono difficili da raggiungere; tra loro è perfino quasi impossibile stimare il numero di cattolici, poiché è parte della loro condizione l’essere dispersi al di là di ogni speranza di essere riuniti in una comunità...». L’anno successivo, a Londra, venne istituito un Comitato speciale dei marittimi della Società cattolica della verità (Catholic Truth Society); il suo scopo era quello di rifornire con materiale di lettura cattolica «le barche della Royal Navy, le navi mercantili, le navi militari, i bastimenti degli emigranti, i pescatori d’altura, le navi da addestramento, e le navi ospedale». Un altro gesuita, padre Gretton, nella primavera del 1895, fondò il ramo marittimo dell’Apostolato della preghiera, noto come Apostolato del mare. I marittimi che desideravano diventarne membri dovevano farlo attraverso apposita iscrizione che dava loro diritto a una tessera nominale per attestarne l’appartenenza. L’unico obbligo cui dovevano sottostare era la recita dell’offerta al Sacro Cuore di Gesù. Altre norme raccomandate erano un atto di contrizione da fare ogni notte e «praticare la rinuncia a se stessi nell’uso della bevanda inebriante in riparazione al cuore di Cristo ferito».
Sebbene fossero stati fatti molti tentativi per iniziare un’assistenza per marittimi cattolici in Scozia a Glasgow già nel 1893, nulla fu definitivo fino al 1899 quando il gesuita Egger istituì un ramo dell’Apostolato del mare nel porto di Clydeside. Volantini con un modulo di iscrizione furono stampati in francese, tedesco, italiano e spagnolo, oltre all’inglese. Più di duecentomila persone si iscrissero all’Apostolato del mare durante gli otto anni in cui fu attivo a Glasgow (1899-1907).
Questa lunga strada ha portato ad arrivare allo storico 4 ottobre 1920, data che viene considerata la nascita dell’Apostolato del mare così come si è sviluppato nel XX secolo. Infatti, in quel giorno, un piccolo gruppo di persone si riunì nella città scozzese e “rifondò” l’Apostolato del mare. Oltre all’aspetto religioso (eredità dell’Apostolato della preghiera), venne introdotta anche la dimensione dell’assistenza ai marittimi promuovendo il loro sviluppo spirituale, morale e sociale. Come? Lavoro pratico e preghiera.
Il lavoro pratico comportava la visita alle navi nei porti, la distribuzione di letteratura cattolica, l’istituzione di luoghi di ricreazione per i marittimi cattolici, il lavorare per il benessere dei marittimi che sono estranei alla società in base alle esigenze di ciascuno posto. Inoltre, mantenere i marittimi cattolici in contatto tra loro e con la Chiesa per mezzo di un gruppo internazionale di marittimi. La strada della preghiera richiedeva invece l’impegno nella recita di preghiere quotidiane per conseguire gli obiettivi dell’associazione e l’obbligo di ricevere la comunione almeno una volta all’anno (o celebrare la messa — nel caso del sacerdote) per le intenzioni dell’Apostolato.
Venne anche ideato un logo che oggi riporta la scritta «Stella Maris», e l’immagine di un’ancora (la speranza) unita a un salvagente (la fede) con un cuore (la carità) al centro, raggi di luce e il colore blu del mare.
«Stella maris» è il nome con il quale ormai viene identificato l’Apostolato, con il chiaro riferimento alla Vergine Maria “stella del mare”, tanto cara a generazioni di marittimi e pescatori cristiani. Proprio la promozione di questa devozione è uno dei suggerimenti indicati per il cammino di preparazione al centenario. I cappellani sono invitati a celebrare abitualmente la messa votiva, a organizzare pellegrinaggi a santuari dedicati, a distribuire immaginette sacre e rosari. Lo scorso 14 luglio, il Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, in occasione della Domenica del mare, ha diffuso una speciale preghiera che rivolge invocazioni a «Dio Padre tenerissimo, mare infinito», a Gesù «Divino timoniere», allo Spirito «che aleggia sulle acque» e alla Madonna «Stella maris».
L’apertura ufficiale della preparazione al centenario si svolgerà il prossimo 4 ottobre con una celebrazione da tenersi in tutti i centri Stella maris. E nella celebrazione si suggerisce di coinvolgere, a livello nazionale e internazionale, le agenzie governative soprattutto quelle nei porti, la società civile, le agenzie di finanziamento, i sindacati, le organizzazioni marittime, i partner ecumenici e i singoli individui che hanno dato il loro contributo nella crescita e nello sviluppo dell’Apostolato in giro per il mondo. Senza di loro il servizio dell’Apostolato ai marittimi, ai pescatori e alle loro famiglie certamente faticherebbe.
Per restare fedeli alla missione di essere “la voce di chi non ha voce”, il Dicastero sottolinea l’opportunità in questo periodo, di organizzare seminari e simposi sul benessere marittimo, per promuovere e difendere i diritti umani e lavorativi. Con la medesima finalità, può essere utile istituire dei premi speciali per riconoscere l’impegno e la dedizione di quelle organizzazioni e di quegli individui che hanno contribuito alla crescita di Stella maris e si sono adoperati nel perseguimento dei suoi obbiettivi.
Un periodo speciale si vivrà nell’agosto 2020 quando, per volontà del Papa, l’intenzione universale dell’Apostolato della preghiera sarà dedicata a «tutte le persone che lavorano e vivono del mare, compresi marinai, pescatori e le loro famiglie». Ci aspettiamo che da questo “tsunami” di preghiere tutta la gente del mare tragga benefici materiali e spirituali.
Per non limitare la celebrazione del centenario soltanto a una serie di eventi, si suggerisce inoltre che nel 2020 sia realizzato un «progetto del centenario» nel paese o nelle diocesi come segno concreto e tangibile dell’impegno e della dedizione della Chiesa al servizio di marittimi, pescatori e delle loro famiglie. E nei centri in cui si lavora fianco a fianco con altre confessioni cristiane, sarà bene organizzare momenti specifici di preghiera ecumenica. (p. Bruno Ciceri - direttore internazionale dell’Apostolato del mare – Osservatore Romano)
Bellunesi nel mondo: a Canale d’Agordo la festa annuale
17 Luglio 2019 - Roma - Il paese di Papa Luciani, Canale d’Agordo, è pronto ad ospitare la tradizionale “Festa dei Bellunesi nel Mondo”. L’evento si terrà nella giornata di domenica 21 luglio e vedrà la partecipazione di molti emigranti provenienti da tutto il mondo, oltre alla attiva presenza degli ex emigranti. Il programma prevede alle ore 10.30 ritrovo in piazza a Canale d’Agordo; ore 11.00 Santa Messa concelebrata dal Vescovo di Belluno-Feltre Mons. Renato Marangoni, con la partecipazione del coro “Val Biois”; seguirà il saluto delle autorità presenti; ore 12.30 corteo con i gagliardetti delle Famiglie Bellunesi e delle Associazioni locali dal centro del paese fino alla “Baita del Cacciatore” (circa 600 metri di camminata). La giornata proseguirà con il pranzo e un intrattenimento musicale con il sindaco di Vigo di Cadore. Grazie al supporto della Fondazione Papa Luciani si avrà la possibilità di visitare il museo a lui dedicato presente nel centro del paese con una visita guidata a cura del direttore Loris Serafini.
«Ringrazio il sindaco Colcergnan», sono le parole del presidente dell’AssociazioneAbm Oscar De Bona, «gli Alpini, la riserva di Caccia, la Famiglia Ex emigranti dell’Agordino e tutte le persone di Canale d’Agordo per la preziosa collaborazione e disponibilità». Grazie al supporto del panificio “Crock” si avrà la possibilità, al termine del pranzo, di assaggiare il tipico dolce locale: il carfogn.
«Proprio ieri», conclude De Bona, «assieme al mio direttore Marco Crepaz ho potuto verificare l’ottima organizzazione e il luogo stupendo che ospiterà i nostri emigranti, i nostri soci e simpatizzanti. Vi aspettiamo a Canale d’Agordo».
Fondazione Missio: in Brasile l’incontro dei missionari italiani
17 Luglio 2019 - Roma - Si svolgerà da lunedì 22 a venerdì 26 luglio presso il Centro de Treinamento de Líderes de Itapuã (rua Alves Ribeiro, 235, Loteamento Pedra do Sal – Itapuã – Salvador – BA) l’incontro delle missionarie e dei missionari italiani presenti in Brasile.
“L’audacia della tenerezza: una lettura missionaria dei segni dei tempi” è il tema della settimana, che prevede anche una riflessione (affidata alla teologa Serena Noceti) sulla preparazione al Sinodo dell’Amazzonia, nella mattinata di giovedì 25. Partecipa all’incontro anche don Giuseppe Pizzoli, Direttore dell’Ufficio Nazionale per la cooperazione missionaria tra le Chiese e Direttore Generale della Fondazione Missio.
Card. DiNardo a Trump: “fuorviante e insostenibile” il metodo nei confronti degli immigrati
17 Luglio 2019 - New York - Ha scritto direttamente a Trump il card. Daniel DiNardo, Presidente della Conferenza Episcopale Americana, per invitarlo a riconsiderare le azioni messe in atto nei confronti degli immigrati da parte del Dipartimento per la sicurezza e che da settimane hanno creato un panico diffuso nelle comunità immigrate del Paese.
“Condanno questo approccio – scrive DiNardo – perché ha creato un clima di paura nelle nostre parrocchie e sta causando un’inaccettabile sofferenza in migliaia di bambini al confine, poiché le autorità doganali separano le famiglie”. Il presidente dei vescovi Usa dichiara “fuorviante e insostenibile” il metodo utilizzato dall’agenzia per l’immigrazione che attraverso questi piani vorrebbe dissuadere gli abitanti del Centroamerica dalla fuga dai loro Paesi. “È contrario ai valori americani e cristiani cercare di impedire alle persone di emigrare qui quando fuggono per salvare le loro vite e trovare sicurezza per le loro famiglie”, prosegue scagliandosi contro la decisione, presa stamani dall’amministrazione, di modificare le domande di asilo, in modo da aggiungere ulteriori ostacoli e barriere a chi ne avrebbe diritto: una decisione che dovrebbe entrare in vigore domani e che per i giuristi pone non pochi dubbi sulla sua legittimità e legalità. Secondo la nuova legge, i migranti che arrivano nel territorio degli Stati Uniti dal confine sud-occidentale non saranno ritenuti idonei a presentare domanda di asilo se non presenteranno richiesta per un rifugio sicuro in un Paese terzo, per raggiungere il quale è d’obbligo viaggiare per gli Usa. “Questo ci sottrae ad un dovere morale – ribadisce DiNardo – e impedisce agli Stati Uniti di assumere un ruolo guida nella comunità internazionale come garante del diritto di asilo”. Il cardinale invita, più che ad agire con ordini esecutivi, norme e minacce, a ricercare le cause e le giuste soluzioni ad una crisi umanitaria che spinge le famiglie a fuggire pur di salvarsi la vita e ad attuare una riforma umana del sistema dell’immigrazione dove anche la compassione e la dignità non vengano meno.(Sir)
Medecins du Monde: “migranti richiusi in container alla frontiera”
17 Luglio 2019 - Parigi - “Ogni notte, al posto di frontiera di Mentone, delle persone vengono rinchiuse in container. Affinché cessino le violazioni dei diritti degli esiliati al confine franco-italiano invitiamo il relatore speciale dell’Onu a venire sul terreno”.
Lo ha scritto su Twitter l’Ong francese, Medecins du Monde, affermando di essersi rivolta alla procura di Nizza, per denunciare questi oltraggi “inaccettabili” ai diritti fondamentali dell’uomo.
Mons. Cacucci incontra i braccianti migrati di Puglia in sit-in nella cattedrale di Bari
17 Luglio 2019 - Bari - “La dignità umana va difesa senza se e senza ma. Va superato il concetto di accoglienza incentrato sul mero assistenzialismo. Bisogna restituire dignità all’accoglienza. Solo così si potrà superare l’idea di invasione. La denuncia da sola non è sufficiente, servono proposte concrete”. Lo ha detto oggi l’arcivescovo di Bari-Bitonto, mons. Francesco Cacucci, dopo aver incontrato
60 braccianti – migranti provenienti dalla provincia di Foggia ed in particolar modo da Borgo Mezzanone che si erano ritrovati nella Basilica di San Nicola per un sit-in pacifico e che avevano richiesto un incontro con il presule per denunciare lo sfruttamento dei braccianti in Puglia.
Mons. Cacucci si impegnato a sentire i vescovi di Puglia e il Governatore Emiliano per riflettere “sulle istanze portate quest’oggi da questi lavoratori” che si sono mostrati “grati” per l'ascolto ricevuto dall’arcivescovo. mons. Cacucci. La manifestazione si è conclusa dopo l'incontro con l'arcivescovo. “Siamo entrati in questo istante nella Basilica di san Nicola di Bari con un gruppo di braccianti di Foggia e Borgo Mezzanone. Lavoratori costretti a lavorare in condizioni disumane, sfruttati. Papa Francesco dice che il lavoro conferisce dignità all'uomo però quello dei braccianti è un lavoro fatto di disumanità, è privo di diritti e di dignità. Chiediamo un confronto con l'arcivescovo Cacucci perché la Regione Puglia e il Governo continuano a latitare” veniva detto in mattinata in un breve video postato sui social dal sindacalista Aboubakar Soumahoro entrato in cattedrale insieme a un gruppo di braccianti per lo più africani, impiegati nella raccolta di pomodori nelle campagne del foggiano. (R.Iaria)
Scalabriniane: sostegno a Clarisse e Carmelitane
16 Luglio 2019 - Roma - Le suore missionarie di San Carlo Borromeo/Scalabriniane sostengono l’appello delle Clarisse e delle Carmelitane inviato al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e al presidente del Consiglio Giuseppe Conte lo scorso 11 luglio. Nel testo le religiose esprimono la loro “preoccupazione per il diffondersi in Italia di sentimenti di intolleranza, rifiuto e violenta discriminazione nei confronti dei migranti e rifugiati che cercano nelle nostre terre accoglienza e protezione”. L’appello è stato accolto dalla provincia San Giuseppe delle Scalabriniane (a cui fa riferimento l’Italia) e da tutta la Congregazione. La superiora provinciale suor Milva Caro sostiene l’appello di clarisse e carmelitane facendo notare: “il più profondo apprezzamento, appoggio e comunione” perché “in questo modo diventiamo tutti costruttori di una nuova umanità che mettono al centro l'umano e l'umanità. Le Suore Scalabriniane in coscienza verso la vocazione ricevuta non possono fare diversamente e continueranno nelle loro possibilità ad essere un semplice strumento di mediazione e di accoglienza verso chi cerca una nuova dignità nel nostro Paese”.
“Un impegno intercongregazionale è sempre più necessario, per dare l’ennesimo segnale di come la vita religiosa femminile sia contraddistinta da una sola voce – dice suor Neusa de Fatima Mariano, superiora generale – Anche una lettera come questa può pesare nelle coscienze civili. La preoccupazione della crescita dei sentimenti di intolleranza in Italia è la stessa di molti Paesi d’Europa e del resto del mondo. Far passare la migrazione come problema vuol dire mettere in discussione gli stessi valori di fratellanza e umanità che contraddistinguono una politica di pace”.
Svizzera: da “Domenica dei Popoli” a “Giornata dei Migranti”
16 Luglio 2019 - Zurigo - Fino al 2018 in Svizzera si celebrava la “Domenica dei Popoli”. Da quest’anno cambia nome. Si chiamerà “Giornata dei Migranti” e si celebrerà il 29 settembre, Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. “Unitamente ai cattolici del mondo intero vivremo quindi uno stesso giorno di solidarietà con immigrati e immigrate e pregheremo assieme a loro e per loro”, scrivono in una lettera Mons. Jean-Marie Lovey, Vescovo di Sion e Presidente della Commissione Migrazione della Conferenza Episcopale elvetica e Karl-Anton Wohlwend, Direttore nazionale “Migratio”. E spiegando il tema della Giornata, scelto da Papa Francesco “Non si tratta solo di migranti” spiegano che il messaggio del Papa per questa Giornata “mette in chiaro che si tratta di voi e di noi. Si tratta di ciascuno di noi, di noi tutti, delle nostre paure e delle nostre speranze”.
I vescovi svizzeri, inoltre, durante la loro 324a assemblea ordinaria del mese di giugno, hanno deciso di promuovere una colletta nazionale obbligatoria in occasione della “Giornata dei migranti”.
CEI: una mano tesa verso il Sud del mondo
16 Luglio 2019 - Roma - Sono stati resi noti i dati relativi alla riunione del Comitato per gli interventi caritativi a favore del Terzo Mondo della CEI tenutasi nei giorni scorsi a Roma. Sono stati approvati 74 progetti, per i quali saranno stanziati € 13.380.085 così suddivisi: € 8.700.977 per 48 progetti in Africa, € 2.532.465 per 15 progetti in America Latina; € 1.171.136 per 9 progetti in Asia; € 975.507 per 2 progetti in Medio Oriente.
Tra i progetti più significativi tre sono in Africa. Uno in Angola, per la costruzione, su un terreno di proprietà della diocesi di Luanda, di un centro equipaggiato denominato Sao Vicente de Paulo, a Belas, che dia ospitalità a circa 300 anziani indigenti, per 100 dei quali in modo stabile. La struttura conterrà 26/30 case ad uso abitativo, una piscina per la ginnastica in acqua, un ambulatorio, una sala mensa e un salone per le attività comuni, di cui beneficeranno anche i non residenti. Gli ospiti beneficeranno anche di assistenza sanitaria. Il municipio comprende circa 80.000 abitanti che vivono per la maggior parte in zone rurali molto povere, in situazioni precarie e di disagio sociale, anche a causa della guerra civile. In Camerun, è stata finanziata la realizzazione di un programma formativo attraverso il quale contrastare, per le donne tra i 16 e i 35 anni, gli abusi, la violazione dei diritti e l’emergenza igienico-sanitaria. In un primo momento saranno coinvolte le associazioni femminili presenti sul territorio per proporre programmi formativi; sarà poi implementata la formazione professionale delle donne, per dare loro maggiori possibilità formative; l’ultima fase sosterrà le donne per l’avvio di piccole attività imprenditoriali. Saranno inoltre predisposti dei punti per l’approvvigionamento di acqua potabile nei quartieri di Bortoua, non ancora serviti dagli impianti idrici pubblici. In Tanzania, invece, è stata finanziata la realizzazione di una fattoria per la rieducazione e il reinserimento sociale delle donne rurali a Kiloka, nella Diocesi di Morongo. Tra le attività formative proposte, in primis alle donne disagiate, l’allevamento di animali e l’agricoltura in vista dell’auto-sostenibilità, da raggiungere anche grazie al micro-credito. Tra i progetti latino-americani più interessanti ne menzioniamo due: uno ad Haiti e uno in Perù. Nell’isola caraibica è stato finanziato un progetto ecologico per l’industrializzazione dei rifiuti plastici. L’obiettivo è di creare un’impresa di trasformazione dell’80% dei rifiuti in plastica della zona per la produzione di mattoni da costruzione, integrando 20 dipendenti e 100 collaboratori e rispondendo così al bisogno di lavoro e di un salario dignitoso. Un vecchio magazzino verrà convertito in una fabbrica, acquistando alcune macchine che comprimono la plastica senza l’uso di sostanze chimiche. Il buon funzionamento verrà garantito anche dalla presenza in loco di una comunità religiosa. In Perù, nella diocesi di Carabayllo, un progetto punterà a coinvolgere i giovani in percorsi di volontariato ed esperienze di condivisione per promuovere impegno sociale, partecipazione e responsabilità. Verrà realizzato a Villas de Ancòn un centro polivalente di aggregazione giovanile con scuola di musica e campo sportivo, e con tutte le attività correlate, tra le quali anche la costruzione di strumenti musicali partendo da materiali di scarto. Segnaliamo, infine, ancora un progetto che sarà realizzato in Asia, in Pakistan, per assistere 100 famiglie senzatetto (circa 800 persone), vittime della schiavitù e del lavoro minorile a Charkwal, nel Punjab. Verranno realizzati alloggi a basso costo con una stanza singola, cucina comune aperta e bagno.
CIAI: a Palermo la presentazione di una “cartella sociale” per i Msna che facilita l’inclusione
16 Luglio 2019 - Palermo - Sarà presentata per la prima volta in Italia, a Palermo, una “cartella sociale” che contiene i dati e le informazioni su ogni singolo minore straniero non accompagnato (Msna) presente nel circuito dell’accoglienza: i suoi percorsi di apprendimento, le procedure amministrative, i desideri e i progetti. Si tratta di una delle azioni più innovative del progetto Ragazzi Harraga coordinato dal CIAI (Centro Italiano di Aiuti all’Infanzia) in partenariato con altre realtà, tra cui il Comune di Palermo, l’Associazione Santa Chiara, la cooperativa Libera…mente.
Ancora prima che venisse approvata la Legge 47/2017, “Disposizioni in materia di misure di protezione dei minori stranieri non accompagnati”, il CIAI insieme alle organizzazioni del partenariato del Progetto si è interrogato – si legge in una nota - sulla necessità di un’azione combinata per migliorare il dialogo tra le istituzioni, gli enti, le associazioni e i tutori e le tutrici che insieme collaborano da anni alla costruzione di processi di inclusione per minori migranti non accompagnati nel capoluogo siciliano. Un’azione che ha portato alla prima cartella sociale del territorio italiano e che sarà presentata domani insieme a un primo bilancio sul suo funzionamento e sugli elementi che emergono dai dati raccolti. Sarà anche un’occasione di confronto più generale sullo stato del sistema di accoglienza in Italia, a fronte dei recenti cambiamenti politico-normativi, e di elaborazione condivisa di proposte per il futuro. La presentazione durante il convegno “Minori migranti soli: storie, problematiche ed evoluzione della loro condizione attraverso i percorsi della cartella sociale Harraga”. (R.Iaria)
Mons. Lorefice: “no alla spietata massima del ‘prima noi’”
16 Luglio 2019 - Palermo - “Non possiamo essere donne e uomini del ‘si salvi chi può’, donne e uomini che mancano al loro stesso essere, trascinati dall’indifferenza, dalla preoccupazione per se stessi, secondo la spietata massima: ‘prima noi!’”. Lo ha detto l’arcivescovo di Palermo, Mons. Corrado Lorefice, nel suo discorso alla città, pronunciato ieri sera, in piazza Marina, in occasione del festino della patrona, santa Rosalia.
“Vogliamo essere dinanzi al diluvio costruttori di arche della salvezza e della custodia, dove entreremo per ultimi, dopo aver fatto spazio a tutti”, ha aggiunto il presule. Mons. Lorefice, citando le parole di Papa Francesco ad Abu Dhabi, ha ripreso l’immagine dell’arca: “Penso stasera a tre arche da mettere su in fretta, per custodire la casa comune, il creato, e per porre i presupposti dell’arcobaleno, della nostra rinascita”. La prima “arca da costruire, la prima realtà del creato da proteggere sono i corpi, i corpi concreti, i corpi di carne”. Poi, le case e le famiglie e, infine, la città. Anzitutto, il riferimento ai “corpi tanto reali quanto invisibili, che si annidano nelle macerie della storia, distrutti da una corrente gelida di annientamento e di indifferenza”. Una situazione che – ha sostenuto l’arcivescovo – genera sgomento. “È lo sgomento che ci afferra al cospetto dei barconi affondati, dei campi di concentramento libici, che continuano la loro sistematica distruzione nazista dell’umano con la nostra colpevole complicità, dei popoli dell’Africa e del Sud del pianeta, martoriati dallo sfruttamento dell’Occidente, ridotti allo stremo e alla morte, lo sgomento davanti a tutti i corpi viventi che finiscono la loro avventura nel non senso, nell’abisso del nulla”. (Sir)
“Pace senza confine”: a Madrid con oltre 300 leader della religioni l’incontro di preghiera promossa dalla Comunità di Sant’Egidio
16 Luglio 2019 - Roma - Di fronte ad un mondo che è ancora attraversato da troppe guerre e ha assistito, nell’ultimo anno, ad una preoccupante crescita di tensioni e conflitti in diversi Paesi, la Comunità di Sant’Egidio chiama a raccolta uomini e donne di pace per partecipare ad un grande incontro internazionale che si terrà a Madrid dal 15 al 17 settembre 2019.
“Pace senza confini”, promosso insieme all’arcidiocesi della capitale spagnola, ha l’obiettivo di dare “risposte concrete di pace e di dialogo non solo di fronte ai focolai di guerre esistenti ma anche ad un clima di conflitto permanente a cui si stanno abituando le nostre società, a partire dalla violenza del linguaggio verbale e dal risorgere di fenomeni di razzismo e xenofobia”.
Rinnovando lo “spirito di Assisi” - come fa ogni anno Sant’Egidio assumendo l’eredità della prima grande Preghiera per la Pace, voluta da Giovanni Paolo II nell’ottobre 1986 – si intende far crescere quella rete di dialogo, capace in passato di operare una “pace preventiva” in tanti angoli del mondo e di dissociare in modo fermo le religioni dalle guerre e da ogni forma di violenza e di terrorismo.
Per tre giorni leader cristiani, ebrei, musulmani e delle religioni asiatiche interverranno, insieme a rappresentanti delle istituzioni e del mondo della cultura, in una trentina di tavole rotonde. Tanti gli argomenti al centro dell’attenzione, non solo il dialogo interreligioso e la prevenzione dei conflitti, ma anche la necessità del disarmo, l’emergenza ambientale, il futuro dell’Europa, il fenomeno delle migrazioni, i temi dello sviluppo e della giustizia sociale.
Prevista la partecipazione di numerose personalità istituzionali, religiose e del mondo della cultura, per il momento oltre 300, provenienti da tutti i continenti, tra cui l’arcivescovo di Madrid, cardinale Carlos Osoro Sierra, l’Alto commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, Filippo Grandi, l’economista statunitense Jeffrey Sachs, il presidente della Repubblica Centrafricana, Faustin-Archange Touadera, il rabbino capo di Tel Aviv, Israel Meir Lau, il rettore dell’università di Al-Azhar, Mohammad Al-Mahrasawi e il fondatore della Comunità di Sant’Egidio, Andrea Riccardi.
In migliaia arriveranno da tutta Europa per assistere all’evento, che sarà di fatto una grande manifestazione per la pace. Il programma prevede l’inaugurazione nel pomeriggio di domenica 15 settembre al Palacio Municipal de Congresos de Madrid, lo svolgimento dei panel per tutta la giornata del 16 e la mattina del 17 (nel centro storico della Capitale) e la cerimonia finale nella Plaza de la Catedral de la Almudena.
Apostolato del Mare: a Glasgow nel 2020 le celebrazioni del centenario
15 Luglio 2019 - Roma - Si svolgerà dal 29 settembre al 4 ottobre 2020 a Glasgow, in Scozia, il XXV Congresso mondiale dell’Apostolato del mare che coinciderà con la celebrazione del centenario di quest’opera della Chiesa cattolica per il servizio pastorale nei porti e a bordo delle imbarcazioni. Lo ha annunciato il cardinale Turkson Prefetto della Dicastero vaticano per lo Sviluppo Umano ed Integrale in una lettera inviata ieri, 14 luglio, ai presidenti delle Conferenze episcopali, ai vescovi promotori, ai coordinatori regionali, ai direttori nazionali, ai cappellani e ai volontari. Il centenario, la cui preparazione partirà dal prossimo 4 ottobre, sarà un’occasione per fare memoria e rendere grazie a tutte le persone che negli ultimi cento anni hanno servito la gente del mare, per discernere il presente e tracciare il futuro del nostro ministero, al fine di rispondere all’evoluzione dei bisogni dei marittimi, dei pescatori e delle loro famiglie. La cerimonia di chiusura si terrà nella cattedrale scozzese di Sant’Andrea a Glasgow.
Nella lettera il prefetto del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale ripercorre il percorso degli ultimi cento anni a partire dalla sera del 4 ottobre 1920 in cui, nell’Istituto cattolico di Cochrane Street a Glasgow, si discusse sulla necessità di rilanciare l’attività pastorale di visita delle navi nelle parrocchie rivierasche: quella sera «iniziava una nuova era per la pastorale dei marittimi della Chiesa cattolica». Da allora in poi i Pontefici hanno benedetto e incoraggiato lo sviluppo di questo apostolato. A partire da Pio XI che approvò le prime costituzioni nell’aprile del 1922 «nella certezza che una così nobile iniziativa, largamente secondata dallo zelo di fervorose anime sacerdotali... vada sempre più dilatandosi nelle zone marittime dei due emisferi». Fino a Papa Francesco che lo scorso anno, nell’Angelus dell’8 luglio, in occasione della Domenica del mare, espresse «un ricordo particolare per coloro che in mare vivono situazioni di lavoro indegno, come pure per quanti si impegnano a liberare i mari dall’inquinamento». Come ricorda il cardinale Turkson, dal gruppo iniziale di persone che si riunirono a Glasgow e di cui conosciamo solo tre nomi (Peter F. Anson, un convertito dall’anglicanesimo, Arthur Gannon e fratel Daniel Shields, SJ), oggi l’apostolato del mare assiste marittimi, pescatori e le loro famiglie in tutto il mondo, con una presenza in 261 porti di 55 Paesi, con oltre 200 cappellani di porto e centinaia di visitatori di navi e di volontari. Un ministero che è cresciuto negli anni e si è adattato alle continue trasformazioni dell’industria marittima, restando comunque fedele alla missione iniziale «di rivelare Cristo a coloro che navigano a bordo delle navi, e che lavorano in acque profonde, allo scopo di condurli ad una maggiore conoscenza di Cristo e della sua Chiesa». (Oss.Romano)
Mons. Cipolla: basta paure e barbarie
15 Luglio 2019 - Padova - «Preghiamo san Benedetto affinché aiuti l’Europa a fare scelte coraggiose di solidarietà, di accoglienza e di inclusione» e perché in ciascuno «cresca il desiderio di comprendere in modo sapiente quanto stiamo vivendo, per imparare a farci carico dei fenomeni mondiali» a partire dai comportamenti quotidiani e «a perseverare nell’opera di comunione e fraternità verso ogni fratello e ogni popolo che ci tende la mano».
Contro le barbarie di linguaggio e atteggiamenti verso migranti e soccorritori, che contaminano anche le comunità cristiane, si appella al patrono d’Europa, il vescovo di Padova, Claudio Cipolla, in una lettera.
Un invito rivolto alla Chiesa di Padova affinché recuperi spazi di riflessione, e abbia «il coraggio della verità evangelica, che ci aiuta ad aprire nuove frontiere per gestire la complessità» uscendo dai «confini di sterili paure», nell’intento di «rinnovare lo sviluppo sociale, trasformare gli assetti di ingiustizia e inequità e promuovere un’azione di pace comune». (S.Mel.- Avvenire)
Tradizioni Popolari: oggi l’inaugurazione della IV edizione della Scuola estiva
15 Luglio 2019 - Roma – Sarà inaugurata oggi la quarta edizione della Scuola estiva di storia delle tradizioni popolari dedicata quest'anno a “Cantastorie nel Capo di Leuca. Viaggiando tra Mediterraneo, Balcani, Africa”. La Scuola, istituita dall'associazione Liquilab, è promossa da Liquilab con Comune di Tricase, Mibac - Istituto centrale per la demoetnoantropologia, Regione Puglia – Assessorato all'Industria turistica e culturale, con il patrocinio di Provincia di Lecce e dell'Università del Salento ed è realizzata in collaborazione con una folta rosa di associazioni e fondazioni internazionali. Dopo l'anteprima di ieri, con la giornata di oggi si entra nel vivo dei progetti in corso a cura dell'associazione Liquililab, in bilico tra storia e contemporaneo. L'appuntamento è a Tricase (Lecce) in Piazzetta Dell’Abate presso l'ex Convento dei Domenicani.
La manifestazione unisce l'approfondimento nell'ambito della ricerca demoetnoantropologica con la proposta performativa, attraverso un fitto calendario di seminari, workshop, spettacoli e una residenza antropologica e artistica.
Gli eventi serali sono gratuiti e aperti a tutti, mentre è possibile partecipare ai workshop e alla residenza artistica iscrivendosi gratuitamente (infoliquilab@gmail.com - +39 348 3467609).
Festival del Circo di Latina: ad ottobre la XX edizione
15 Luglio 2019 - Latina - L’International Circus Festival of Italy celebrerà ad Ottobre i suoi primi venti anni con una edizione che si annuncia “straordinaria”, dicono i promotori. L’evento si svolgerà dal 17 al 21 Ottobre a Latina con spettacoli di grande Circo e numerosi eventi collaterali che “consegneranno alla Storia dello Spettacolo dal vivo una delle più imponenti celebrazioni del Circo, della sua antica tradizione e della sua straordinaria capacità di accomunare sotto la stessa Tenda, artisti, operatori di settore, ed appassionati, differenti per provenienza, cultura, religione…”, si legge in una nota del Festival annunciando anche il sodalizio con il Cirque Du Soleil, conosciuto ed apprezzato in per la sua capacità di introdurre motivi di innovazione nel Circo tradizionale pervenendo così ad allestimenti di spettacolo dal vivo di “straordinaria bellezza ed efficacia”.
Parolin: “Le chiusure aumentano i problemi”
15 Luglio 2019 - Roma - «Stiamo attenti perché se ci chiudiamo non risolveremo neanche i nostri problemi ma li aumenteremo». Sono le parole del Segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin, a margine della consacrazione della cappella dell’ospedale di Chioggia. Nel suo intervento il porporato ha voluto richiamare ai rischi della «chiusura», spiegando che non è certo costruendo muri e barriere che ci si apre al futuro. «Non è per egoismo che ci apriamo - ha aggiunto Parolin - ma è una conseguenza immediata quella di creare ancora più difficoltà se c’è chiusura nei confronti degli altri, di chi sta peggio di noi». Affermazioni che riassumono la dottrina cristiana e che sono intrise di realismo. Il timore, infatti, è che alimentando le paure, si operino scelte improntate al rifiuto dell’altro, generando tensioni e conflitti. «Le scelte politiche – ha suggerito il Segretario di Stato – vanno fatte dai responsabili della politica però queste scelte devono rifarsi ai valori alla base di ogni convivenza civile». E guardando proprio alla nuova cappella dell’ospedale, il cardinale Pietro Parolin ha detto che «ci aiuteranno, in questa ricerca di nuova linfa, le vetrate che riassumono i modi e le forme in cui si esprime la Misericordia della Chiesa».