30 Novembre 2020 - Roma - Negli ultimi cinque anni sono
entrate irregolarmente nel territorio dell’Unione Europea
circa 2 milioni di persone, gran parte delle quali in fuga da Paesi coinvolti in
conflitti interni o internazionali. Il numero di quanti non sono riusciti a completare il viaggio, ma anche la sofferenza di chi ce l’ha fatta, sono enormi.
Nello stesso periodo gli arrivi attraverso una forma di “
ammissione umanitaria” sono stati circa
100.000, appena il
5%. Pochi ma comunque significativi, perché rappresentano la speranza di un’alternativa: ciascuno di essi è un atto di eccezione alla regola e riafferma la dignità dell’essere umano. Una
vicenda per tutte, quella di una
madre e una
bambina somale, viene ripercorsa in uno dei contributi del
nuovo report 2020 sul diritto d’asilo della
Fondazione Migrantes, che sarà presentato in online il prossimo
3 dicembre.
Nimco, la madre, è fuggita dalla follia misogina di
Al-Shabaab. Donna, nubile e membro di un
clan minoritario, era un bersaglio ideale per gli integralisti: l’hanno minacciata, ordinandole di trasferirsi a vivere con il padre di sua figlia Ayaan, le hanno ucciso il fratello e sequestrato il padre. Ma lei si è ribellata, a costo di lasciare la bambina ai familiari. Ha accettato
umiliazioni in Etiopia, le
violenze dei trafficanti in Sudan, i
pericoli del mare e una
traversata “irregolare” dall’Egitto, fino a quando in Italia le è stato riconosciuto lo
status di rifugiata. Qui ha potuto ricongiungersi con la piccola Ayaan, portata dalla zia e dalla nonna in Etiopia (dove hanno vissuto in
condizioni estreme), grazie all’iniziativa di un progetto
SIPROIMI piemontese e all’impegno in prima persona di alcuni
volontari italiani ed etiopi: quasi quattro mesi dopo un primo decreto del Tribunale di Roma, il
31 gennaio 2020 la tutrice della bimba ha finalmente ricevuto un visto d’ingresso per l’Italia. Dopo una settimana, finalmente
«nell’ascensore che sta per restituirla alla madre dopo tre anni, Ayaan brilla. Freme come ogni bambina a cui è stata promessa una sorpresa. Un’enorme festa di compleanno, così grande da contenere tutte quelle che non ha avuto prima…».
Non ci sono solo storie, naturalmente, nel volume fresco di stampa
Il diritto d’asilo. Report 2020. Costretti a fuggire… ancora respinti (Tau Editrice 2020, pp. 400, euro 20,00). Il rapporto è ormai giunto alla quarta edizione e oggi è l’unico in Italia dedicato specificamente al mondo dei
richiedenti asilo, dei
rifugiati e delle
migrazioni forzate. Con una forte centratura sull’Europa e sul nostro Paese, offre alcuni
saggi e contributi che affrontano questi argomenti da
prospettive inedite e
multidisciplinari, oltre ad
aggiornamenti statistici mirati.
L’edizione 2020 è stata realizzata come negli anni scorsi da un’
équipe di autori che, oltre ad esserne studiosi, accompagnano da anni, concretamente, richiedenti asilo e rifugiati nei loro percorsi. Il volume si articola in
cinque parti: “
Con lo sguardo rivolto all’Europa”, “Tra l’Europa e l’Italia”, “Guardando all’Italia”, “Approfondimento: la rotta balcanica” e, novità preziosa, un
“Approfondimento teologico”. Le sezioni
sono formate da
12 contributi: “Più
persone in fuga nel mondo, meno
protezione in Europa”, “
Sbarchi e porte chiuse”, “Exodus, in ascolto della
Libia”, “Amore fuorilegge:
madre e figlia che hanno vinto la rivoluzione”, “L’
accoglienza alla prova dei
decreti sicurezza: una ricerca nelle città e nei territori”, “Richiedenti asilo tra
domanda di protezione e
regolarizzazione”, “
Accoglienza ai tempi del
coronavirus”, “
Partecipazione e
responsabilità durante il
Covid”, “
Rotta balcanica, un sistema di
violenza nel cuore dell’Europa”, “Lo snodo della
Bosnia-Erzegovina”, “Il diritto alla
protezione: naufragato al confine fra
UE e Turchia?” e “
Il principio di destinazione universale dei beni per un approccio integrale alle
migrazioni”.
Le prime quattro parti del rapporto sono accompagnate da altrettante selezioni di
dati statistici sulle migrazioni forzate e il diritto d’asilo nel
mondo, nell’
UE, in
Italia e lungo la
rotta balcanica: dai “grandi dati” su
arrivi e “sbarchi” alle cifre su
fenomeni meno “trasparenti” ma non meno significativi, dalle
cifre “positive” sul (poco) che si riesce a fare in termini di
asilo e
accoglienza a quelle dei
drammi vissuti ogni giorno da
milioni di persone. A corredo della prima parte, un
focus di tabelle, grafici, schede e cartine è dedicato agli
sfollati interni, cioè alle persone a cui
Papa Francesco ha voluto dedicare il
Messaggio per la
106a Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato che si è celebrata lo scorso 27 settembre. Infine, il rapporto è completato da alcune pagine di “
Conclusioni” e dagli
abstract in italiano e in inglese dei 12 contributi.
«Ancora una volta – afferma don
Giovanni De Robertis, direttore generale della Fondazione Migrantes –,
l’augurio è che Il diritto d’asilo. Report 2020
possa aiutarci tutti a costruire un sapere più fondato rispetto a chi è in fuga e arriva a chiedere protezione nel nostro continente e nel nostro Paese. E che possa aiutarci a restare “umani”, a essere concretamente vicini a chi è più in difficoltà, per non dover più dire, come siamo stati obbligati nel sottotitolo del volume, “Costretti a fuggire… ancora respinti”
».
La presentazione prevede, in mattinata, dalle 11 alle 13 sui canali informativi della Conferenza Episcopale Italiana (
YouTube e
Facebook), gli interventi del Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana, Mons. Stefano Russo, Syed Hasnain, presidente UNIRE (Unione Nazionale Italiana Rifugiati ed Esuli), Mons. Guerino Di Tora, Presidente della Commissione CEI per le Migrazioni e della Fondazione Migrantes. A moderare e illustrare i dati e principali del Rapporto le due curatrici Mariacristina Molfetta e Chiara Marchetti.
Nel pomeriggio, dalle 16.00 alle 18.00, la sessione è dedicata agli approfondimenti, in diretta su
Zoom e sulla
pagina Facebook di Vie di Fuga. Intervengono per la Sezione Italia Magda Bolzoni (Dentro e fuori l’accoglienza dopo i decreti sicurezza) e Elena Rozzi (L’Italia e l’accoglienza alla prova del Covid-19), introduce e modera Chiara Marchetti; per la Sezione Rotta balcanica, Gianfranco Schiavone (La rotta balcanica e la violenza nel cuore d’Europa) e Le foto della rotta Balcanica nel volume di Michele Lapini e Valerio Muscella, introduce e modera Mariacristina Molfetta; per la Sezione etica Maurizio Veglio (Il visto di ingresso per motivi umanitari e le ragioni di Stato) e Don Giuseppe Laterza (Lo sviluppo umano integrale e la condivisione dei beni), introduce e modera don Giovanni De Robertis, Direttore Generale della Fondazione Migrantes.