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Papa Francesco: “la migrazione è un diritto doppio: diritto a non migrare, diritto a migrare”
Città del Vaticano - «La migrazione è un diritto doppio: diritto a non migrare, diritto a migrare». Papa Francesco è atterrato da poche ore a Ciampino dopo una tre giorni in una delle terre più martoriate: l’Iraq. Durante il volo di ritorno, parlando con i giornalisti che lo hanno accompagnato ha detto che la gente irachena «non ha nessuno dei due, perché’ non possono non migrare, non sanno come farlo. E non possono migrare perché’ il mondo ancora non ha preso coscienza che la migrazione è un diritto umano». La volta scorsa – ha continuato il pontefice – un sociologo italiano, parlando dell’inverno demografico in Italia «mi diceva che entro quarant’anni dovremo ’importare’ stranieri perché’ lavorino e paghino le tasse delle nostre pensioni. In Francia sono stati più furbi, sono andati avanti di dieci anni con la legge a sostegno della famiglia, il loro livello di crescita è molto grande». «Ma la migrazione la si vive come un’invasione», ha aggiunto: “«Ieri ho voluto ricevere dopo la messa, perché lui lo ha chiesto, il papà di Alan Kurdi, questo bambino, che è un simbolo: per questo io ho regalato la scultura alla Fao. È un simbolo che va oltre un bambino morto nella migrazione, un simbolo di civiltà che muoiono, che non possono sopravvivere, un simbolo di umanità. Servono urgenti misure perché la gente abbia lavoro nei propri Paesi e non debba migrare. E poi misure per custodire il diritto di migrazione. È vero che ogni Paese deve studiare bene la capacità di ricevere, perché non è soltanto la capacità di ricevere e lasciarli sulla spiaggia. È riceverli, accompagnarli, farli progredire e integrarli. L’integrazione dei migranti è la chiave». Il papa ha quindi ringraziato «i Paesi generosi che ricevono i migranti: il Libano che ha, credo, due milioni di siriani; la Giordania è generosissima: più di un milione e mezzo di migranti. Grazie a questi Paesi generosi! Grazie tante!”. (Raffaele Iaria)
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Papa Francesco: viaggio in Iraq “un dovere verso una terra martoriata da tanti anni”
Roma - Papa Francesco è arrivato in Iraq. E' infatti atterrato all’aeroporto Internazionale di Baghdad, prima tappa del suo viaggio in questo Paese. Al suo arrivo, è stato accolto dal Primo Ministro della Repubblica d’Iraq, Mustafa Abdellatif Mshatat, conosciuto come AlKadhimi, per un breve incontro privato nella Sala Vip dell’aeroporto, dopo il quale si è trasferito al Palazzo presidenziale per la cerimonia ufficiale di benvenuto. In volo ha ringraziato i giornali - 74 di 15 Paesi - che viaggiano con il Volo papale. E, incontrandoli, ha detto - dopo il saluto del direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Matteo Bruni - di essere «contento di riprendere i viaggi, e questo è un viaggio emblematico. È anche un dovere verso una terra martoriata da tanti anni. Grazie di accompagnarmi. Io cercherò di seguire le indicazioni e non dare la mano ad ognuno, ma non voglio rimanere lontano: passerò per salutarvi più da vicino. Grazie tante». (R. Iaria)
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Migrantes: in distribuzione il numero di Marzo della rivista “MigrantiPress”
Roma - “Con cuore di Padre” è il titolo della copertina del nuovo numero della rivista mensile della Fondazione Migrantes, “MigrantiPress”. A dicembre Papa Francesco ha scritto una lettera sulla figura di San Giuseppe ed ha indetto un Anno speciale che si concluderà l'8 dicembre 2021. Sono note a tutti la “predilezione” dell’attuale pontefice per le persone umili e poco appariscenti, e la sua diffidenza verso la mentalità “moderna”, che mette sempre al centro il calcolo economico e l’autoaffermazione ad ogni costo. Tutto ciò – si legge nell’editoriale del giornale - emerge con chiarezza anche nelle riflessioni sulla figura di San Giuseppe, del quale si mettono in evidenza soprattutto l’assoluto disinteresse che ne caratterizzò la vita e la gratuità del suo amore per Gesù e Maria, ad imitazione del “cuore di Padre” con cui Dio guarda l’umanità intera.
Nel numero, in distribuzione in questi giorni, articoli su San Giuseppe e la gente del viaggio e la devozione del beato Scalabrini a San Giuseppe e su San Gemine, santo protettore immigrato di san Gemine. E poi articoli sulla rotta balcanica, sugli studenti internazionali e, ancora, i 70 anni del mensile delle Missioni Cattoliche Italiane di Germania e Scandinavia, “Corriere d’Italia”. Spazio anche alle difficoltà della gente dello spettacolo viaggiante durante questo tempo di pandemia. E poi il “Lessico dell’immigrazione “ e “Gli italiani che hanno fatto...”.
Istat: peggiorano le condizioni di famiglie sia con stranieri sia di soli italiani
Roma - Peggiorano le condizioni di famiglie sia con stranieri sia di soli italiani. Lo sottolinea l'Istat nel report sulle "stime preliminari povertà assoluta e elle spese per consumi". Nel 2020, l’incidenza di povertà assoluta passa dal 4,9% al 6,0% tra le famiglie composte solamente da italiani, dal 22,0% al 25,7% tra quelle con stranieri, che conoscono una diffusione del fenomeno molto più rilevante e tornano ai livelli del 2018. Tuttavia, tra il 2019 e il 2020 si riduce la quota di famiglie con stranieri sul totale delle famiglie povere, passando da oltre il 30% al 28,7% (più del 31% nel 2018). Questo seppur limitato cambiamento strutturale si può imputare al considerevole incremento di famiglie povere composte solamente da italiani che rappresentano circa l’80% delle 335mila famiglie in più che si contano nel nostro Paese nel 2020.