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Covid-19: migranti burundesi bloccati nel Sud Kivu per la chiusura del confine
Kinshasa – “A causa dell'isolamento per la lotta al Covid-19, attualmente nel villaggio di Katogota osserviamo la chiusura dei confini. Quindi è impossibile per gli immigrati burundesi che si trovano nel nostro villaggio tornare nel loro Paese” afferma una nota dell’organizzazione umanitaria ACMEJ, che opera in questo villaggio del Sud Kivu, nell’est della Repubblica Democratica del Congo (RDC), al confine col Burundi.
Gli espatriati burundesi sono arrivati nella RDC per visitare parenti e amici, altri per cercare un lavoro, altri ancora fuggono dall'insicurezza nel loro Paese. Al momento - riferisce l’agenzia Fides - alcuni sono ospitati dalle famiglie d’accoglienza, altri stanno in case prese in affitto. Si moltiplicano però i conflitti tra la popolazione di Katogota e gli immigrati che non possono più permettersi di pagare l’affitto della casa, mentre alcuni di loro sono diventati un pesante fardello per le famiglie che li ospitano.
Anche il centro medico locale che non ha i mezzi economici per garantire cure gratuite, si è lamentato di essere sopraffatto dalla situazione degli immigrati burundesi affetti da diverse malattie che non sono in grado di sostenere le spese mediche. I burundesi hanno bisogno urgente di aiuti umanitari soprattutto per i bambini che continuano ad ammalarsi. È quindi altamente auspicabile e urgente che le organizzazioni umanitarie inviino aiuti agli immigrati in difficoltà, in primis medicinali e assistenza medica.
"Auspichiamo che i governi del Burundi e della RDC guidino una discussione bilaterale per la riapertura delle frontiere, nel rispetto delle misure di barriera contro il Covid-19. Ciò consentirebbe a questi immigrati di tornare a casa e la situazione della comunità di Katogota potrebbe alleggerirsi” conclude l’ACMEJ.
Italiani nel mondo: oggi e domani incontro sulla mobilità italiana in Europa
Trento – "Mobilità e migrazioni all’interno dei confini dell’Europa": questo il tema di un incontro che si svolgerà oggi e domani in modalità online, promosso da UNAIE (Unione Nazionale delle Associazioni degli Immigrati e degli Emigrati) e EZA (Europäisches Zentrum für Arbeitnehmerfragen – Centro europeo per le questioni dei lavoratori) ed organizzata dall’Associazione Trentini nel Mondo.
Si partirà dalla realtà dell’Italia e del Trentino per approfondire poi quelle di Francia, Germania e Svezia con gli interventi di Alberto Tafner, Luciano Rocchetti, Lara Olivetti, Delfina Licata, Edith Pichler e Frederic Spagnoli. Sabato mattina, a partire dalle ore 09.00, il focus sarà posto sull’est europeo, con l’attenzione rivolta in particolare alla Rotta balcanica, via di emigrazione da qualche mese tristemente al centro delle cronache per la drammaticità delle condizioni affrontate da chi cerca, lungo questa strada, una fuga verso un futuro migliore. Interverranno Irina Diana Mădroane, Gyorgy Laitaj, Rumen Valchev e Caterina Ghobert. Seguirà una Tavola rotonda, che metterà a confronto le esperienze di lavoratori italiani impegnati in diversi paesi europei: Luca Endrizzi (Francia), Giada Pellegrin (Lussemburgo), Elisabetta Zontini (Regno Unito), Paolo Bastiani (Regno Unito).La conclusioni saranno affidate a Vittorino Rodaro.