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Madre Cabrini: è iniziato con testimonianze e foto il Luglio cabriniano

8 Luglio 2021 - Lodi - Dopo la Santa Messa, il Luglio Cabriniano si è aperto ieri a Sant'Angelo con l'inaugurazione di una mostra che ripercorre gli emozionanti giorni della santificazione di Francesca Saverio Cabrini, ospitata fino al 15 luglio nella cappella a lei dedicata all'interno della Basilica. Una mostra che raccoglie interessanti documenti, come le cronache dei giornali dell'epoca, ad esempio quella dell'Osservatore Romano, in cui è riportato il discorso del Pontefice. Pio XII, secondo quanto riporta il quotidiano, descrisse questa donna «sorta come una stella da un umile paese lombardo» come una vera e propria «eroina dei tempi moderni». I testi sono corredati dalle immagini storiche e da un filmato realizzato dalla fotografa Simona Malattia che racconta quegli incredibili momenti. «Per il primo Luglio Cabriniano, settantacinque anni fa, a Sant'Angelo si riversarono centocinquantamila persone» ha infatti spiegato il parroco don Ermanno Livraghi, commentando le varie immagini per i presenti. Le fotografie sono state concesse dall'Archivio della Casa Natale, dall'archivio Gino Mascheroni e dall'archivio Pinuccio Rusconi, oltre che da quello di Antonio Saletta, che ha offerto anche la sua collaborazione per l'allestimento della mostra e la sua consulenza storica. Un ringraziamento è stato pronunciato anche nei confronti della tipografia Cerri e Servida per la stampa, e alle volontarie dell'Associazione Missione Cabriniana Oggi. Don Mario Cipelli, invece, che ha presieduto la Messa e benedetto la mostra, ha spiegato come Madre Cabrini fosse «una grande santangiolina, una santa dalla personalità spiccata, come donna prima ancora che come religiosa»: «È stata segno dell'alleanza delle donne del suo tempo con la Chiesa, e ancora oggi dobbiamo attingere alla sua fede, alla sua capacità di andare incontro ai piccoli, ai sofferenti» ha affermato durante l'omelia. La prima giornata del Luglio Cabriniano si è conclusa con l'elevazione spirituale in piazza XV Luglio, durante la quale sono stati letti alcuni testi di Madre Cabrini, alternati agli intermezzi del corpo bandistico Santa Cecilia, che si è esibito per la prima volta da un anno e mezzo. La settimana prossima, il 15 luglio, per il 171esimo della nascita della santa ci sarà come sempre a mezzogiorno il momento dell'Angelus con il volo delle colombe, e alle 21, la festa si chiuderà con la santa Messa celebrata dal vescovo Maurizio Malvestiti. (Federico Gaudenzi – Il Cittadino)

Parlamento Europeo: approvati due fondi per aiutare a migliorare la gestione di flussi migratori

8 Luglio 2021 - Strasburgo – Il Parlamento Europeo ha approvato il Fondo per l'asilo, la migrazione e l'integrazione 2021-2027, del valore di 9,88 miliardi di euro, che ha l’obiettivo di rafforzare la politica comune di asilo, sviluppare la migrazione legale in linea con le esigenze degli Stati membri, sostenere l'integrazione dei cittadini dei paesi terzi e contribuire alla lotta contro la migrazione irregolare. Su richiesta del Parlamento, il fondo dovrebbe servire anche a convincere gli Stati membri a condividere più equamente la responsabilità di ospitare rifugiati e richiedenti asilo in tutta l'UE. La maggior parte dei fondi (63,5%) sarà assegnata a programmi gestiti congiuntamente dall'UE e dagli Stati membri, con i finanziamenti che varieranno a seconda, tra gli altri fattori, del numero di cittadini di paesi terzi residenti nel paese, delle richieste di asilo ricevute, delle decisioni di rimpatrio prese e dei rimpatri effettuati. L'altro 36,5% sarà gestito direttamente dall'UE e dedicato, tra le varie azioni, all'assistenza d'emergenza, al reinsediamento e all'ammissione umanitaria da paesi non-UE e al trasferimento di richiedenti asilo e rifugiati in altri Stati membri, "come parte degli sforzi di solidarietà". Il Fondo per la gestione integrata delle frontiere, per un valore di 6,24 miliardi di euro, contribuirà a rafforzare la gestione delle frontiere esterne, garantendo al tempo stesso il rispetto dei diritti fondamentali. Sosterrà anche a una politica comune e armonizzata dei visti e finanzierà misure di protezione per le persone vulnerabili che giungono in Europa, in particolare i bambini non accompagnati. Entrambi i testi legislativi sono stati approvati senza votazione finale, poiché nessun emendamento al testo concordato col Consiglio è stato adottato (conformemente alla seconda lettura della procedura legislatura ordinaria). I Regolamenti che istituiscono i due Fondi entreranno in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea e si applicheranno retroattivamente dal 1° gennaio 2021.    

Mci Germania-Scandinavia: il Consiglio di Delegazione allarga la partecipazione dei laici

7 Luglio 2021 - Francoforte - Il crescente coinvolgimento dei laici nelle responsabilità di gestione ecclesiale, ha portato il Consiglio di Delegazione delle Missioni Cattoliche Italiane in Germania e Scandinavia alla decisione di ampliare la partecipazione nel Consiglio stesso delle rappresentanze del laicato italiano. Tra le associazioni cattoliche il Consiglio di Delegazione  "ritiene utile che vengano coinvolte le Acli Germania, attraverso la presenza del rispettivo Presidente o di un suo rappresentante, e di un esponente dei Consigli Pastorali, al momento per esempio con la cooptazione di uno dei presidenti più presenti e attivi nelle videoconferenze di categoria, e successivamente, appena possibile, con la votazione diretta tra tutti i presidenti dei consigli pastorali", riferisce una nota. Il Consiglio di Delegazione ha deciso inoltre di portare un contributo specifico al Convegno delle Mci europee che si svolgerà a Roma in novembre  attraverso la preparazione di due documenti: uno sui cambiamenti in atto nelle diocesi in relazione alle Comunità d’altra madre lingua (affidato a Paola Colombo, Udep) e l’altro sulla situazione delle nostre Comunità Italiane in Germania (affidato al consigliere don Pierluigi Vignola).

CEI: domenica “preghiera per i migranti morti” in tutte le parrocchie italiane

7 Luglio 2021 - Roma - Le tragedie che continuano a verificarsi nel Mediterraneo e lungo le diverse rotte marittime e terrestri “scuotono le coscienze e chiedono di guardare con lucidità al fenomeno delle migrazioni”. Lo afferma oggi una nota della CEIche invita a leggere in tutte le parrocchie italiane, domenica 11 luglio, in occasione della festa di San Benedetto, una preghiera per tutti i migranti. “Il Mediterraneo è diventato il cimitero più grande dell’Europa”, ha affermato Papa Francesco all’Angelus del 13 giugno scorso, aggiungendo la domenica successiva (20 giugno): “Apriamo il nostro cuore ai rifugiati; facciamo nostre le loro tristezze e le loro gioie; impariamo dalla loro coraggiosa resilienza!”. Secondo l’Organizzazione Mondiale per le Migrazioni (OIM), nei primi cinque mesi dell’anno sono morte nel Mediterraneo centrale 632 persone (+200% rispetto allo scorso anno), di cui 173 accertate e 459 disperse. Sono più di quattro al giorno, “a cui purtroppo occorre aggiungere – scrive la CEI - le vittime degli ultimi tragici naufragi, delle altre rotte del mare, tra cui quella delle Canarie che ha avuto una tremenda escalation nell’ultimo anno, e i tanti fratelli e le tante sorelle morti lungo il deserto del Sahara, in Libia o nei Balcani”. Di fronte a questo dramma, la Presidenza della CEI invita quindi le comunità ecclesiali a “non dimenticare quanti hanno perso la loro vita mentre cercavano di raggiungere le coste italiane ed europee”. E come segno concreto propone che in tutte le parrocchie, domenica 11 luglio, venga letta una preghiera: “sarà un modo per fare memoria ed esortare ogni cristiano a essere, sull’esempio del Santo patrono d’Europa, messaggero di pace e maestro di civiltà”. Ecco il testo della preghiera: “Per tutti i migranti e, in particolare, per quanti tra loro hanno perso la vita in mare, naviganti alla ricerca di un futuro di speranza. Risplenda per loro il tuo volto, o Padre, al di là delle nostre umane appartenenze e la tua benedizione accompagni tutti in mezzo ai flutti dell'esistenza terrena verso il porto del tuo Regno. Al cuore delle loro famiglie, che non avranno mai la certezza di ciò che è successo ai loro cari, Dio sussurri parole di consolazione e conforto. Lo Spirito Santo aleggi sulle acque, affinché siano fonte di vita e non luogo di sepoltura, e illumini le menti dei governanti perché, mediante leggi giuste e solidali, il Mare Nostrum, per intercessione di san Benedetto, patrono d’Europa, sia ponte tra le sponde della terra, oceano di pace, arco di fratellanza di popoli e culture. Preghiamo”. (R. Iaria)  

75° canonizzazione di Madre Cabrini: portare l’amore di Gesù fino ai confini della terra

7 Luglio 2021 - Lodi  - “L’anniversario della canonizzazione della nostra fondatrice Santa Francesca Saverio Cabrini è per noi Missionarie del Sacro Cuore di Gesù un’occasione per riconfermare la nostra missione: portare l’amore di Gesù fino ai confini della terra, in modo particolare ai più vulnerabili”. Lo afferma suor Barbara Staley, superiora generale delle Missionarie del Sacro Cuore (Msc), in occasione del 75° anniversario della canonizzazione di santa Francesca Saverio Cabrini, avvenuta il 7 luglio 1946. “Lei leggeva i giornali, ovunque si trovasse, per sapere che cosa accadeva nel mondo, perché non si può rispondere ai problemi della società, non si può portare l’amore di Cristo nel mondo se non si conosce che cosa sta succedendo – aggiunge la superiora -. Fu una donna in anticipo sui tempi, la sua dedizione e il suo mandato di servire Dio non si sono ridotti a una questione solo spirituale, ma incarnata. Oggi noi Suore e laici Cabriniani lavoriamo per essere mani, cuore, occhi, orecchie di Cristo nel mondo, traducendo l’amore per il Sacro Cuore di Gesù in opere concrete di carità”.

“Prega con noi”: questa sera da Fiesole con mons. Meini

7 Luglio 2021 - Roma - Nuovo appuntamento stasera per la recita del Rosario "Prrega con noi", iniziativa di Tv2000 e radio InBlu2000 che invitano i fedeli, le famiglie e le comunità religiose a ritrovarsi, alle 20.50, per recitare insieme la preghiuera mariana. La recita sarà trasmessa  su Tv2000 (canale 28 e 157 Sky), InBlu2000, e su Facebook dal Santuario di Santa Maria in Primerana a Fiesole (Firenze). A guidarla mons. Mario Meini, vescovo di Fiesole.

Mons. Russo al corso Migrantes: rimanere con lo sguardo sulla vita delle persone

7 Luglio 2021 - Roma - "Bisogna imparare a vedere, ad andare a fondo alle cose, a non morire di superficialità e rimanere con lo sguardo sulla vita delle persone". Lo ha detto ieri sera il segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana, mons. Stefano Russo, celebrando la liturgia a conclusione della seconda giornata dei lavori del corso di formazione “Linee di pastorale migratoria“ promosso dalla Fondazione Migrantes e al quale partecipano circa 50 persone tra nuovi direttori diocesani Migrantes, nuovi cappellani etnici e sacerdoti che si preparano a svolgere il proprio ministero di accompagnamento con gli italiani che vivono all’estero. Per mons, Russo fin quando tutti noi, nei nostri servizi ecclesiali, "sapremo guardare e vedere le folle, i loro bisogni, le loro stanchezze, il loro fiato grosso, allora l'azione ecclesiale  avrà un senso, altrimenti tutto rischia di essere una specie di cerimonia fredda e lontana dalla vita di tutti".  Il presule ha voluto anche sottolineare che l’Eucaristia celebrata dentro convegni o all’interno di corsi di formazione dice “lo stile dei nostri incontri. Ci muoviamo, organizziamo assemblee dei corsi di formazione dando lo specifico taglio di credenti in Gesù. Lasciamo - ha quindi aggiunto - le nostre case le nostre cose, anche le nostre piccole comodità, per dare spazio nella nostra vita all’azione di Gesù. Non sia questo corso di formazione solo una specie di aggiornamento sulle cose da fare ma diventi per voi, per tutti  un luogo dove conoscere e servire Gesù in modo nuovo, più appassionato, alimentato anche dalle testimonianze e dalle tante cose che avete sentito fino a questo momento e che sentirete nei prossimi giorni. Tutti noi abbiamo imparato qualcosa non solo perché qualcuno ce le ha spiegate ma perché abbiamo visto e sperimentato che quelle stesse cose dette, ripetute, spiegate, potevano essere poi realmente fatte". Mons. Russo ha sottolineato anche l’importanza delle parole nuove, di parole “mai dett: riuscire a dare parole perché tutti possono capire. Portare l'annuncio del Vangelo con le parole del vostro gruppo etnico perché tutti possono accoglierlo". (Raffaele Iaria)

Madre Cabrini: domani gli eventi per ricordare i 75 anni dalla canonizzazione

6 Luglio 2021 - Roma - Ricorrono domani i 75 anni della canonizzazione di Madre Francesca Cabrini, la protettrice dei migranti.  Era, infatti, il 7 luglio 1946 quando venne canonizzata a Roma da papa Pio XII che, quattro anni dopo la proclama “Patrona universale degli emigranti”. Nata a Sant'Angelo Lodigiano (LO) il 15 luglio 1850 da una modesta famiglia di agricoltori fu nazionalizzata negli Stati Uniti e divenne la prima santa di questo Paese. Appassionata fin da bambina per la vita missionaria fondò l'Istituto delle Missionarie del Sacro Cuore di Gesù, a Codogno (LO) nel 1880. Per le circostanze storiche e per la volontà del Papa Leone XIII, il suo sogno missionario orientato alla Cina, venne spostato agli Stati Uniti e all'America del Sud, dove milioni di italiani emigravano in cerca di lavoro, di speranza e di migliori condizioni di vita. Madre Cabrini divenne così, la voce, la sostenitrice, la custode e la Madre di migliaia e migliaia di emigranti. Per loro aprì scuole, orfanotrofi, educandati, ospedali e centri sociali, contribuendo ad integrare nelle nuove culture i nostri connazionali emigrati. Ma il suo ardore missionario non si limitò agli emigrati, viaggiò continuamente, attraversando l'Atlantico 24 volte, passando la Cordigliera delle Ande a cavallo, percorrendo in treno, in carrozza, a piedi, ogni terra, fondando scuole in Centro America, Brasile e Argentina, in molti stati dell'America del Nord, in Europa. Dappertutto volle far conoscere l'Amore di Gesù, farlo amare con le opere e le idee, con l'esempio delle sue missionarie, la preghiera, la solidarietà, e la cultura della vita e della speranza. Morì a Chicago il 22 dicembre 1917. E domani, 75mo anniversario della sua canonizzazione, partirà un calendario di eventi e celebrazioni nella diocesi di Lodi per ricordare la sua opera. Alle 10 Santa Messa concelebrata dai sacerdoti del vicariato e presieduta da don Mario Cipelli, seguita alle 11 dall'inaugurazione della mostra fotografica “7 Luglio 1946: Canonizzazione di Santa Francesca Cabrini”. Il giorno successivo – scrive il quotidiano della diocesi dii Lodi “Il Cittadino - alle 21, le celebrazioni in lingua in basilica, con la Messa in spagnolo, presieduta da don Angelo Dragoni, missionario in Messico dal 1967 al 1988, seguita dalla benedizione delle tradizionali violette, mentre venerdì sarà celebrata la messa in albanese presieduta da don Antonio Giovannini, con la partecipazione degli immigrati ucraini e romeni. Lunedì 12, sempre alle 21, la Santa Messa sarà celebrata in francese da don Gianfranco Pizzamiglio e martedì 13 in italiano, presieduta da don Angelo Manfredi, con un'intenzione speciale per gli emigrati italiani e in particolare per i santangiolini che sono all'estero per lavoro. Giornata clou delle celebrazioni il 15 luglio, anniversario della nascita di Madre Cabrini, che si aprirà con la Santa Messa delle 7.30 in basilica, presieduta dal parroco monsignor Ermanno Livraghi, con la partecipazione dei fedeli della parrocchia di Santa Cabrini di Codogno, che ricordano don Giorgio Croce. Alle 12, invece, occhi puntati al cielo in piazza XV Luglio, con l'Angelus e il tradizionale volo delle colombe, presieduto da Suor Maria Regina Canale, consigliera generale delle figlie del Sacro Cuore e la partecipazione di Suor Stella Maris Elena, assistente generale per l'America Latina e del personale laico della Curia Generalizia di Roma. Alle 21 sarà il vescovo di Lodi monsignor Maurizio Malvestiti a celebrare la Santa Messa in piazza XV Luglio. Madre Cabrini è stata un esempio per “camminare insieme verso a un noi sempre più grande”, dice oggi il presidente della Fondazione Migrantes, mons. Gian Carlo Perego ricordando la sua figura di religiosa che a cavallo dell’Ottocento e del Novecento, lasciò S. Angelo lodigiano per seguire gli emigranti italiani che emigravano negli Stati Uniti d’America – oltre 1 milione negli ultimi vent’anni dell’Ottocento- , e occuparsi in particolare delle donne e dei minori. “ Siamo vicini come Fondazione Migrantes alle Figlie del Sacro Cuore e alla Diocesi di Lodi in occasione delle celebrazioni di questo 75° anniversario della canonizzazione di Madre Cabrini, affidando all’intercessione  della madre dei migranti, che ha attraversato l’oceano numerose volte – “fra un’onda e l’altra” – come Ella scrive (28 aprile 1890) - , animata da una straordinaria capacità di contrastare la secolarizzazione tra gli emigranti, da uno stile nuovo, popolare, di evangelizzazione in emigrazione, dalla valorizzazione della comunicazione a tutela dei diritti dei migranti e contro ogni discriminazione, per la libertà nell'amministrazione dei beni a favore dei poveri emigranti, per la fedeltà alla Chiesa. Madre Cabrini, che aveva ricevuto anche la cittadinanza statunitense nel 1909, sarà la prima Santa degli Stati Uniti d’America”, dice mons. Perego. (Raffaele Iaria)  

Europarlamento: oggi il voto su fondi per aiutare i Paesi Ue a migliorare la gestione di flussi migratori

6 Luglio 2021 - Stasburgo - Tra gli argomenti oggi alla seconda giornata di plenaria dell’Europarlamento a Strasburgo quello dell'immigrazione con il voto su due fondi per aiutare i Paesi Ue a migliorare la gestione di flussi migratori e delle frontiere e facilitare l’integrazione dei cittadini di Paesi terzi. Il Fondo per l’asilo, la migrazione e l’integrazione 2021-2027, del valore di 9,88 miliardi di euro, “mira a rafforzare la politica comune di asilo, sviluppare la migrazione legale in linea con le esigenze degli Stati membri, sostenere l’integrazione dei cittadini dei Paesi terzi e contribuire alla lotta contro la migrazione irregolare”. Su richiesta del Parlamento, il fondo dovrebbe servire anche a convincere gli Stati membri a condividere più equamente la responsabilità di ospitare rifugiati e richiedenti asilo in tutta l’Ue, posizione più volte sostenuta dall’Italia. Inoltre il Fondo per la gestione integrata delle frontiere, per un valore di 6,24 miliardi di euro, dovrebbe contribuire a “rafforzare la gestione delle frontiere esterne, garantendo al tempo stesso il rispetto dei diritti fondamentali”.

 Tavolo Asilo: “basta stragi”

6 Luglio 2021 - Roma - Nel Mediterraneo si continua a morire. Le stragi di migranti che cercano di raggiungere le coste europee sono ormai quasi quotidiane, col rischio che si consumino nell’indifferenza generale. Il Tavolo Asilo e Immigrazione ha inviato una lettera aperta al presidente Draghi, perché fermi questa situazione e interrompa il finanziamento alla cosiddetta Guardia costiera libica. I motivi che hanno indotto il Tavolo Asilo e Immigrazione a prendere questa iniziativa verranno illustrati in una conferenza stampa che si terrà domani, mercoledì 7 luglio alle 15 presso la sala Caduti di Nassirya del Senato. Parteciperanno alcuni parlamentari che sostengono l’iniziativa. Le associazioni riunite nel Tavolo Asilo ricordano che "la politica dei respingimenti continua, nonostante lo stesso Alto Commissario delle Nazioni Unite Filippo Grandi sia intervenuto più volte per affermare che la Libia non può essere considerata Paese sicuro, visto che i diritti, compreso quello d’asilo, non vengono rispettati e chiedendo dunque di far cessare i respingimenti in quel Paese. Nonostante tutto questo, il Parlamento sta per votare la delibera sulle missioni militari all’estero, tra cui anche il rinnovo di quella in Libia". "Noi pensiamo - affermano - che sia necessario un radicale cambio di rotta, mettendo in campo provvedimenti finalizzati al salvataggio delle persone, evacuando le persone rinchiuse in tutti i centri di detenzione in Libia, per inviarle verso Paesi dove i diritti siano rispettati". Del Tavolo Asilo fanno parte : A Buon Diritto, Acli ActionAid, Amnesty international Italia, Arci, Casa dei diritti sociali, Centro Astalli, Cgil, Cies, Comunità Papa Giovanni XXIII, Cnca, Comunità di S. Egidio, Conngi, Emergency, Europasilo, Fcei, Fondazione Migrantes, Intersos, Legambiente, Medici del Mondo Italia, Medu, Movimento Italiani senza cittadinanza, Msf, Oxfam, Refugees Welcome Italia, Save the children, Senza Confine, Simm.

In Famiglia: prendersi cura di Noè

6 Luglio 2021 - Il 25 luglio prossimo sarà celebrata la prima giornata mondiale dei nonni e degli anziani, voluta da papa Francesco e che per quell'occasione ha già diffuso un messaggio particolarmente incoraggiante. Un passaggio rivela quanto il pontefice abbia a cuore la missione ancora viva di chi è avanti negli anni. "Non importa quanti anni hai, se lavori ancora oppure no, se sei rimasto solo o hai una famiglia, se sei diventato nonna o nonno da giovane o più in là con gli anni, se sei ancora autonomo o se hai bisogno di essere assistito, perché non esiste un’età per andare in pensione dal compito di annunciare il Vangelo, dal compito di trasmettere le tradizioni ai nipoti. C’è bisogno di mettersi in cammino e, soprattutto, di uscire da sé stessi per intraprendere qualcosa di nuovo". Avremo, forse, occasione di riprendere questo testo per intero, ma intanto soffermiamoci, nel nostro cammino biblico, su un anziano di grande spessore. C'è un piccolo episodio al termine della grande storia di Noè che mi ha sempre fatto pensare (Gn 9, 20-28). Noè appare un gigante di autorevolezza e competenza. Dio lo sceglie per la sua rettitudine e lui si dimostra all'altezza, non solo come uomo, ma come grande ingegnere. Seppur seguendo un libretto di istruzioni divine, la sua fedeltà lo premia perché fa tutto come deve e nei tempi stabiliti. Poi affronta il diluvio, con la sua famiglia e le specie animali... chissà quali pensieri la notte prima di dormire, chissà quali domande con moglie e figli... Poi il discernimento per capire se ci sarà terra con l'invio della colomba. Insomma Noè non sbaglia mai e poi... probabilmente ormai molto avanti negli anni, si concede il lusso, nella nuova terra ritrovata di coltivare una vigna, segno di alleanza con la natura e con Dio, pianta del vino, da sempre oggetto e simbolo della gioia degli uomini. Ebbene, di fronte a questo "ben di Dio", Noè perde il controllo e si ubriaca rimanendo nudo al pubblico ludibrio. L'uomo è fragile, ogni uomo, ancor più quello anziano, qualunque siano state le imprese della sua vita. Come ci si comporta nei confronti della debolezza dei vecchi? La Bibbia come sempre dipinge un quadro di umanità profonda. Un figlio lo deride e lo indica alla vergogna degli altri... Perché lo fa? Perché manca così di rispetto a suo padre? Forse ha subito dei torti? Forse non è stato mai abbastanza gratificato dal suo papà che gli ha lesinato qualche apprezzamento di troppo? Oggi avremmo molte voci autorevoli che ci potrebbero spiegare quali danni può provocare nei figli l'assenza dei padri. Gli studi di Risè, poi quelli di Recalcati, per citare solo due nomi assai noti credo che troverebbero nell'interrogare quel figlio senza pudore tanti perché e tante argomentazioni. È un fatto, però, che gli altri due figli chiamati, di fronte allo spettacolo del padre in quello stato pietoso, assumono l'atteggiamento diametralmente opposto: lo coprono ed evitano perfino di guardare loro stessi le parti intime del padre. Un'attenzione che Noè poi ripagherà con una benedizione grande e solenne ma che nel compiersi stessa riceve la sua ricompensa. I figli pudichi sono come quei figli che vediamo al capezzale dei loro genitori nelle case o nelle Rsa sparse per il nostro Paese. Uomini e donne che si dedicano anima e corpo ai loro genitori, ai loro avi. Con pudore, nel silenzio, nella dignità, ascoltano il lamento di chi soffre, ascoltano anche spesso deliri o nenie senza senso, unica voce rimasta ai loro cari. Se spesso sono badanti straniere a compiere i gesti di cura più intimi, come samaritani venuti da lontano, migliaia sono i figli che non abbandonano i loro genitori quando perdono il senno e le forze, ma sono loro a fianco con umiltà, senza ribrezzo, colmi di gratitudine per la vita ricevuta e che ora passa di mano. Anche Gesù immagina l'anziano Pietro a cui qualcuno cingerà la veste e che porterà magari dove non vorrà andare, ma quanta tenerezza scorgiamo anche in questa sagoma di anziano delineata dal Signore. Lunga vita, sia - dunque - a chi avrà la Grazia di avere al suo fianco un figlio, capace di assumere un ruolo di paternità ed accoglienza proprio per chi l'ha generato. (Giovanni M. Capetta – Sir)

Mons. Perego: “il viaggio e il sogno sono due elementi che caratterizzano anche la vita dei migranti

6 Luglio 2021 - Roma - “Il viaggio e il sogno sono due elementi che caratterizzano anche la vita dei migranti. Un viaggio non facile e un sogno che è animato dalla speranza di un futuro migliore”. È quanto ha detto ieri sera l’arcivescovo di Ferrara-Comacchio, mons. Gian Carlo Perego, presidente della Fondazione Migrantes, nell’omelia della celebrazione eucaristica a conclusione della prima giornata del corso di formazione “Linee di pastorale migratoria” promosso dalla Fondazione Migrantes. Citando la storia di Giacobbe che si rivolge al Signore per essere protetto nel viaggio mons. Perego sottolinea che questa è la preghiera  che “abbiamo ritrovato anche tra i materiali dei migranti naufragati” come la preghiera, ad esempio,  di un diacono eritreo, morto durante la traversata del Mediterraneo, ritrovata in un diario di viaggio che era “una sola unica preghiera. E’ la preghiera che oggi vogliamo rivolgere al Signore per tutte le nostre sorelle e fratelli migranti, in cammino verso una terra dove trovare casa, protezione, lavoro, giustizia, pace: in una parola, vita”. La storia della salvezza – ha quindi aggiunto il presule – “è anche storia di migrazione, di cammini, di ricerca”.  

Sr. Dias: i movimenti migratori in sé “tendono verso il rinnovamento della società

6 Luglio 2021 - Roma - “Come i percorsi riportati dalla Bibbia, anche i movimenti migratori odierni nascono da un profondo desiderio di cambiare il mondo. I migranti bramano per un mondo più giusto e più umano, per il diritto di acquistare il suo pane quotidiano degnamente”. Lo ha detto ieri sera sr. Elizangela Chaves Dias, intervenendo al corso di formazione di pastorale migratoria promosso dalla Fondazione Migrantes e in corso a Roma fino a venerdì. I movimenti migratori in sé “tendono verso il rinnovamento della società, al superamento delle differenze etniche, alla conformazione di un nuovo cielo e una nuova terra, tramite la cultura dell’incontro, della pace e della libertà. I movimenti umani, volontari o forzati, promuovono – ha detto la religiosa - il concepimento di una società basata sulla fratellanza universale, aprendo strada ad una maggiore giustizia sociale e allo sviluppo in favore della persona”. Il fenomeno delle migrazioni – ha quindi aggiunto spiegando il tema del “forestiero nella Sacra Scrittura” – “non è una novità in sé, anzi è insito nella logica propria della vita”. Oltrepassando le frontiere i migranti arrivano, ormai, alle “nostre porte” e “fanno sentire la gravità della loro vulnerabilità, risvegliando con il loro ‘grido di dolore’ l’impegno etico-sociale e religioso-morale nei confronti della vita minacciata, stimolando i credenti a cercare fondamento o ispirazione per una risposta socio-pastorale, in favore dei migranti, nella Parola di Dio”. Per sr. Dias dal principio alla fine il lettore della Bibbia si confronta con l’universo dei migranti e delle migrazioni nelle sue più diverse espressioni e prospettive, attraverso le voci dei narratori, dei legislatori, dei saggi, degli oranti, dei profeti, dei re, degli evangelisti, degli apostoli e del proprio Dio, migrante con i migranti, pellegrino sulla terra”.

Vescovi e sindaci insieme a Firenze: missione fraternità

6 Luglio 2021 - Firenze - Un evento «che il Signore ci ispira per i nostri tempi». Così il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, ha definito ieri mattina il secondo incontro dei vescovi del Mediterraneo che seguirà l’appuntamento di Bari del 2020 e che si terrà fra febbraio e marzo del 2022 a Firenze. «La Provvidenza – ha aggiunto – ha un suo disegno specifico su questa area e noi siamo chiamati a farcene interpreti». Il saluto del porporato ha aperto i lavori del comitato scientifico che si è riunito a Roma e assemblerà il nuovo G20 ecclesiale che radunerà i pastori di venti Paesi nella città del sindaco “santo” Giorgio La Pira che ha ispirato l’iniziativa con la sua profezia di pace fra le nazioni. Di fatto si è già messa in moto la macchina organizzativa della Cei che preparerà il forum. Al centro dell’evento fiorentino ci sarà la questione della cittadinanza. È quanto stabilito nell’incontro online che a metà giugno ha riunito alcuni vescovi del bacino, in rappresentanza delle macro-aree del Mediterraneo, ossia di Europa, Balcani, Medio Oriente e Nord Africa. La scelta del tema non è casuale. Infatti il summit “religioso” del 2022 sarà affiancato da un incontro dei sindaci di cento città del Mediterraneo organizzato da Palazzo Vecchio. A invitarli il sindaco di Firenze, Dario Nardella. Saranno due appuntamenti in contemporanea ma paralleli e distinti che si concluderanno con un momento comune e, forse, con un documento condiviso sulle emergenze e le sfide dell’area intorno alle quali la comunità ecclesiale e quella civile possono convergere. «Cittadinanza implica osservare la reciproca interazione fra la città, con le autorità e le componenti di essa, e le Chiese», ha sottolineato il vicepresidente della Cei, Antonino Raspanti, vescovo di Acireale e coordinatore organizzativo. A fare da comune denominatore la fraternità, cara al magistero di papa Francesco. In particolare, la fraternità sarà declinata guardando ai credenti di altre fedi (sulla scia del Documento di Abu Dhabi), al versante sociale (in particolare alle povertà e al fenomeno migratorio) e alla cura dell’ambiente. In agenda anche l’intenzione di rilanciare alcune intuizioni scaturite a Bari: dai gemellaggi fra le Chiese del Mediterraneo (che coinvolgano non solo sacerdoti ma anche laici e famiglie da inviare in alcune zone) alla volontà di promuovere momenti di preghiera per la pace nell’intero bacino. (G.Gamb.- Avvenire)

Migrantes: oggi la seconda giornata del Corso di Formazione

6 Luglio 2021 - Roma - Riprenderanno questa mattina con le Lodi - presiedute da don Marco Yaroslav Semehen - i lavori del Corso di Formazione "Linee di pastorale migratoria" della Fondazione Migrantes rivolta ai nuovi direttiri diocesani, ai cappellani etnici e ai sacerdoti destinati alla Missiioni cattolice Italiane. Il programma della giornata prevede una relazione dello storico Michele Colucci sull'immigrazione e una relazione di Simone Varisco sulla storia della mobilità.  Nel pomeriggio una relazione sullo statuto della Fondazione Migrantes affidata al presidente, l'arcivescovo mons. Gian Carlo Perego e una relazione "Pastorale e Migrazione sull'attualità liquida e frammentata: una sfida per un noi più grande" affidata a p. Aldo Skoda. La giornata si concluderà con una celebrazione eucaristica.

Mons. Perego: Madre Cabrini, un esempio per camminare insieme verso un ‘noi’ sempre più grande

5 Luglio 2021 - Roma - “Era appena terminata la guerra e iniziava anche nel nostro Paese una nuova ondata di emigrazione quando Papa Pio XII canonizzò, il 7 luglio 1946, la Madre Francesca Cabrini, la religiosa lodigiana, che a cavallo dell’Ottocento e del Novecento, lasciò S. Angelo lodigiano per seguire gli emigranti italiani che emigravano negli Stati Uniti d’America – oltre 1 milione negli ultimi vent’anni dell’Ottocento- , e occuparsi in particolare delle donne e dei minori”. Lo ha detto oggi pomeriggio l’arcivescovo, mons. Gian Carlo Perego, presidente della Fondazione Migrantes portando il suo saluto ai partecipanti al Corso di formazione sulla pastorale migratoria, iniziato oggi pomeriggio e che vede la partecipazione di circa 40 persone tra nuovi direttori e operatori diocesani Migrantes, nuovi cappellani per le comunità cattoliche di migranti in Italia e le missioni italiane all’estero. “Siamo vicini – ha aggiunto - come Fondazione Migrantes alle Figlie del Sacro Cuore e alla Diocesi di Lodi in occasione delle celebrazioni di questo 75° anniversario della canonizzazione di Madre Cabrini, affidando all’intercessione  della madre dei migranti, che ha attraversato l’oceano numerose volte – “fra un’onda e l’altra” – come Ella scrive (28 aprile 1890) - , animata da una straordinaria capacità di contrastare la secolarizzazione tra gli emigranti, da uno stile nuovo, popolare, di evangelizzazione in emigrazione, dalla valorizzazione della comunicazione a tutela dei diritti dei migranti e contro ogni discriminazione, per la libertà nell'amministrazione dei beni a favore dei poveri emigranti, per la fedeltà alla Chiesa. Madre Cabrini, che aveva ricevuto anche la cittadinanza statunitense nel 1909, sarà la prima Santa degli Stati Uniti d’America”.  Per usare le parole di Papa Francesco nel messaggio per la prossima Giornata mondiale dei migranti, Madre Cabrini è stata – ha concluso mons. Perego -  un esempio per “camminare insieme verso a un noi sempre più grande”.  

Mons. Perego: le sfide dell’incontro e di un “noi” sempre più grande

5 Luglio 2021 -  Roma - Oggi sono circa 272 milioni i migranti internazionali, la maggior parte (74%) in età economicamente attiva (tra 20 e 64 anni), 164 milioni sono lavoratori migranti, 26 milioni i rifugiati, 4,2 milioni i richiedenti asilo e 50,8 milioni gli sfollati interni sia a causa di conflitti e violenze (45,7 milioni) che di catastrofi naturali (5,1 milioni). Sono alcuni dati forniti questo pomeriggio da mons. Gian Carlo Perego, presidente della Fondazione Migrantes, in apertura del corso di formazione migratoria che si è aperto a Roma. In Italia i migranti internazionali sono 5.300.000, la maggior parte in età economicamente attiva; 2 milioni le famiglie; quasi tre milioni i lavoratori; 207.000 rifugiati: solo 1 su 10 di coloro che sono sbarcati in Italia si sono fermati nel nostro Paese. Solo 80.000 il saldo tra ingressi e uscite: “l’Italia non attrae più in questo momento, ma sta ritornando ad essere un grande Paese di emigrazione giovanile”: a 5.300.000 immigrati corrispondono altrettanti cittadini italiani all’estero. Di fronte a questi dati – ha spiegato mons. Perego – “sembra che l’unica modalità di governare le migrazioni sia quella di creare muri, barriere ai confini. La storia degli imperi, invece, ci insegna che i confini sono le strade per passare da un paese all’altro. Se le merci si controllano, le persone, anzitutto si accolgono e si accompagnano. Volerle fermare crea intolleranza da entrambe le parti, clandestinità, tratta, sfruttamento, che non creano sicurezza e tutela certamente”. Tra le sfide mons. Pergo ha citato quella degli studenti stranieri nel nostro Paese. La realtà scolastica multietnica e multiculturale che riguarda ormai il 10% di studenti in Italia e in alcuni contesti del Nord e del centro si arriva anche al 25% degli studenti pone la “sfida dell’accompagnamento. Solo il 48% degli studenti migranti ha un iter regolare, mentre il 39% perde mediamente un anno e il 12%  anche due anni. Mentre le ripetenze degli studenti italiani  sono al 14%, quelle degli studenti stranieri arrivano al 27%.” Per il presidente della Commissione Cei per le migrazioni e della Fondazione Migrantes “passare dalla periferia alla città è la sfida del cammino dei migranti. Nella città dove arrivano i migranti via via si spostano – lo vediamo anche nell’emigrazione italiana in alcune città come Londra, Bruxelles, New York -  dalla periferia alla città. L’inclusione nelle aree urbane a maggiore vulnerabilità sociale vede già in campo una ventina di Comuni italiani, da Milano, a Palermo, che alcune politiche sostengono nell'affrontare con soluzioni molto varie la specificità delle sfide che affrontano quotidianamente”. Per quanto riguarda la pastorale mons. Perego parla di sfida dell’incontro e sfida del costruire un ‘noi’ sempre più grande.  

Il progetto “Confini” tra le SDGs Good Practices dell’ONU

5 Luglio 2021 - Roma - "Confini", il progetto educativo sul tema dell’immigrazione di Sophia impresa Sociale rivolto alle scuole superiori e medie è stato inserito tra le SDGs Good Practices: è un modello per come si propone di promuovere un mondo più sostenibile, secondo l’Agenda 2030 delineata dall’Onu nel 2015. A Confini è stata riconosciuta la capacità di permettere agli studenti di “formare la propria percezione dell'immigrazione e di una società multiculturale e inclusiva basata su una corretta informazione sul fenomeno migratorio nella loro società e nel mondo”, contribuendo in particolare allo sviluppo dell'obiettivo 4: “Fornire un’educazione di qualità, equa e inclusiva e opportunità di apprendimento per tutti”. Anche grazie al sostegno della Fondazione Migrantes, il team di Sophia ha sviluppato negli anni una metodologia di insegnamento che si è dimostrata efficace per far maturare negli studenti una nuova percezione del migrante e del fenomeno migratorio, la “Information and Knowledge for Change” (IK4C). Secondo questa metodologia, il cambiamento avviene in primo luogo, grazie alla lettura in classe di storie di emigrazione e l’incontro con chi ha vissuto in prima persona le difficoltà nel lasciare il proprio paese e nell’integrarsi; in secondo luogo grazie alle informazioni fornite da un formatore di Sophia, sui dati economici, sui i numeri reali del fenomeno migratorio, le motivazioni di chi parte e le leggi sull’emigrazione, grazie all’ausilio di un Dossier e di dati puntuali. Al termine degli incontri - nell’era pre-covid - Sophia organizza un evento pubblico nel quale gli studenti sono chiamati a presentare un progetto ai loro colleghi, insegnanti e figure di spicco della politica e dell’ambito no-profit, sull’argomento che più li ha colpiti. La Fondazione Migrantes è stata di deciso supporto sia per la realizzazione del libro “Là non morirai di fame”, che racconta la storia di Dullal, dal Bangladesh, sia nella realizzazione del Dossier Migrazione, adattamento per studenti del Rapporto Immigrazione di Caritas Italiana e Fondazione Migrantes. Il riconoscimento dato a Confini arriva un anno dopo il suo “debutto” all’estero: dopo sei edizioni “italiane” e numerosissimi studenti formati è nato il desiderio di formare sul tema dell’immigrazione anche i giovani dei paesi dove è forte la spinta ad emigrare. Confini è diventato dunque “Educare Senza Confini” e è da oggi attivo in tre paesi diversi: Italia, Senegal e Guinea. “Questo riconoscimento ci rende felici e ci sprona a fare ancora meglio per l’anno prossimo: abbiamo già previsto tantissime novità e non vediamo l’ora di incontrare nuovi studenti!” commenta Erik Conte, responsabile dei progetti educativi di Sophia in Italia e all’estero. (A.C.)  

Papa Francesco: Bruni, è in buone condizione “vigile e in respiro spontaneo”

5 Luglio 2021 - Città del Vaticano - "Sua Santità Papa Francesco è in buone condizioni generali, vigile e in respiro spontaneo". Lo afferma questa mattina il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Matteo Bruni spiegando che l’intervento chirurgico per la stenosi diverticolare effettuato nella serata di ieri  ha "comportato una emicolectomia sinistra ed ha avuto una durata di circa 3 ore". Si prevede una degenza di circa 7 giorni "salvo complicazioni", conclude Bruni.

La preghiera e gli auguri della CEI a Papa Francesco

5 Luglio 2021 - Roma - "Vicinanza" della Chiesa in Italia, delle comunità e dei fedeli a papa Francesco "con l’augurio di una buona convalescenza e pronta guarigione" arriba dal presidente della Conferenza Episcopale Italiana il card. Bassetti dopo l'intervento chirurgico subito dsa Pontefice ieri sera al Policlinico Gemelli. "Nell’apprendere la notizia del Suo ricovero al Policlinico Gemelli per un intervento chirurgico - scrive il card. bassetti in un messaggio -  abbiamo pregato per Lei affidando al Padre la Sua salute. Ci siamo lasciati guidare dalle parole del Salmo che abbiamo proclamato nella liturgia domenicale: 'I nostri occhi sono rivolti al Signore'. Affidiamo al Signore i medici e tutto il personale sanitario che, con passione e amore, si stanno prendendo cura di Lei e di tutti i pazienti e gli ammalati". "Anche in questa occasione - conclude il porporato - ci ha insegnato come affrontare la sofferenza. Lo sguardo rivolto agli impegni dei prossimi mesi (il viaggio in Ungheria e in Slovacchia a settembre) e il sorriso abituale dalla finestra del Palazzo Apostolico, con cui ci dà appuntamento ogni domenica, sono una grande testimonianza. Non bisogna mai cedere allo sconforto anche nelle ore della fatica più dura. Grazie, Padre Santo! La attendiamo domenica prossima, dalla finestra del Palazzo Apostolico, per pregare insieme l’Angelus e ascoltare la Sua parola".