Primo Piano

Papa Francesco ai migranti: “provo tanto dolore per voi, sappiate che vi sono vicino”

29 Novembre 2021 - Città del Vaticano – “Quanti migranti – pensiamo questo – quanti migranti sono esposti, anche in questi giorni, a pericoli gravissimi, e quanti perdono la vita alle nostre frontiere!”. È stato questo l’appello di Papa Francesco, ieri mattina, al termine della preghiera mariana dell’Angelus. “Sento dolore per le notizie sulla situazione in cui si trovano tanti di loro: di quelli che sono morti nel Canale della Manica; di quelli ai confini della Bielorussia, molti dei quali sono bambini; di quelli che annegano nel Mediterraneo. Tanto dolore pensando a loro. Di quelli che – ha aggiunto il Papa - sono rimpatriati, a Nord dell’Africa, sono catturati dai trafficanti, che li trasformano in schiavi: vendono le donne, torturano gli uomini. Di quelli che, anche in questa settimana, hanno tentato di attraversare il Mediterraneo cercando una terra di benessere e trovandovi, invece, una tomba; e tanti altri”. Ai migranti che si trovano in queste situazioni di crisi papa Francesco assicura la preghiera, e “anche il mio cuore: sappiate che vi sono sempre vicino”. Il Pontefice ha quindi Ringraziato tutte le istituzioni impegnate “ad alleviare le loro sofferenze” ed ha rinnovato l’appello “accorato a coloro che possono contribuire alla risoluzione di questi problemi, in particolare alle Autorità civili e militari, affinché la comprensione e il dialogo prevalgano finalmente su ogni tipo di strumentalizzazione e orientino le volontà e gli sforzi verso soluzioni che rispettino l’umanità di queste persone”. (Raffaele Iaria)  

Mons. Perego: parola del Papa “profondamente segnate dalla sofferenza per il dramma dei migranti”

29 Novembre 2021 - Roma - Le parole di Papa Francesco all'Angelus di ieri mattina, domenica 28 novembre - erano “profondamente segnate dalla sofferenza per il dramma dei migranti ai confini tra Polonia e Bielorussia e dei migranti che sono morti attraversando La Manica o che continuano a morire nel Mediterraneo”. Lo dice oggi a www.migrantesonline.it, il Presidente della Commissione CEI per le Migrazioni e della Fondazione Migrantes, mons. Gian Carlo Perego sottolineando che si tratta di “una sofferenza, quella del Papa, che invita all'impegno e alla responsabilità di tutti: di ciascuno di noi, di ogni Stato e istituzione. Una 'casa comune', quale deve essere per noi l'Europa, non può – conclude mons. Perego - vedere crescere muri, ma nuove opportunità di protezione, nuove strade di libertà e di sicurezza per chi cerca pace e giustizia”. (R. Iaria)  

La domenica del Papa: Tempo di Avvento, tempo per vigilare

29 Novembre 2021 - Città del Vaticano - Inizia, con questa domenica, il cammino di Avvento, come dire, il tempo e la storia individuati nel loro momento finale, come leggiamo in Luca e nelle parole di Geremia, la prima lettura: verranno giorni nei quali io realizzerò le promesse di bene che ho fatto alla casa di Israele. Cammino che il credente è chiamato a ripercorrere nella pazienza, nella speranza e nell’attenzione ai segni della salvezza. Con Luca possiamo dire che l’atteggiamento che caratterizza questo tempo è la pazienza; l’attesa della realizzazione delle promesse di bene, pazienza in vista di quel “risollevatevi e alzate il capo”. “Chi entra in casa nostra ammiri noi piuttosto che le suppellettili” scriveva Seneca. Come dire, siamo sommersi dalle cose esteriori, dal superfluo. Nei giornali, e non solo, è già frenesia degli acquisti, nonostante la crisi, la pandemia. Nelle nostre strade si moltiplicano le luci natalizie. Luca ci dice di stare bene attenti che “i cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita”. Il tempo di Avvento è, dunque, invito a non guardare alla facciata, ma andare in profondità, cogliere il significato interiore. In questa domenica papa Francesco ci invita anche a guardare a quanti sono in difficoltà e nelle sofferenze, come i migranti. Il suo è un forte, accorato appello rivolto alle autorità e a quanti hanno la possibilità di contribuire a risolvere queste situazioni “affinché la comprensione e il dialogo prevalgano finalmente su ogni tipo di strumentalizzazione e orientino le volontà e gli sforzi verso soluzioni che rispettino l’umanità di queste persone”. Il suo pensiero va a quanti hanno perso la vita nel Canale della Manica, ai profughi al confine Bielorussia e Polonia, a coloro la cui vita si conclude tra le onde del Mediterraneo, ai bambini; a quanti sono rimpatriati e “sono catturati dai trafficanti, che li trasformano in schiavi: vendono le donne, torturano gli uomini”. Migranti “esposti, anche in questi giorni, a pericoli gravissimi”, che perdono la vita “alle nostre frontiere. Sento dolore per le notizie sulla situazione in cui si trovano tanti di loro”, dice il Papa. Cogliamo l’invito, in questa prima domenica di Avvento, a “alzare il capo”, e guardare anche le crisi e le ferite del tempo in cui viviamo. Da Francesco l’impegno a non essere “cristiani addormentati”, ma capaci di essere là dove sofferenza, dolore, diritti negati chiedono un supplemento di coraggio. “Alzare il capo” per non permettere “che il cuore si impigrisca e che la vita spirituale si ammorbidisca nella mediocrità”. Ci sono tanti “cristiani addormentati, cristiani anestetizzati dalle mondanità spirituali, cristiani senza slancio spirituale, senza ardore nel pregare”. Cristiani, ancora, afferma Francesco, “che guardano sempre dentro, incapaci di guardare all’orizzonte. E questo porta a ‘sonnecchiare’, a tirare avanti le cose per inerzia, a cadere nell’apatia, indifferenti a tutto tranne che a quello che ci fa comodo. E questa è una vita triste”. Ecco allora il verbo vigilare “per non trascinare le giornate nell’abitudine, per non farci appesantire dagli affanni della vita”. Vigilare anche per non trovarci accomodati “sulla poltrona della pigrizia”, perché, per il vescovo di Roma, “è triste vedere i cristiani in poltrona”. Poi si chiede quali sono “le mediocrità che mi paralizzano”, i vizi “che mi schiacciano a terra e mi impediscono di sollevare il capo”; sono “attento o indifferente” ai pesi che “gravano sulle spalle dei fratelli”. Il rischio è il sonno interiore, quel girare sempre attorno a noi stessi e restare bloccati nel chiuso della propria vita coi suoi problemi, le sue gioie e i suoi dolori. Il grande nemico della vita spirituale, afferma ancora, è l’accidia, “quella pigrizia che fa precipitare, scivolare nella tristezza, che toglie il gusto di vivere e la voglia di fare. È uno spirito negativo, uno spirito cattivo che inchioda l’anima nel torpore, rubandole la gioia”. Poi, com’è nel suo stile, Francesco aggiunge “un ingrediente essenziale” e dice: “il segreto per essere vigilanti è la preghiera”. Quando sentiamo che “l’entusiasmo si raffredda, la preghiera lo riaccende, perché ci riporta a Dio, al centro delle cose”. La preghiera “risveglia l’anima dal sonno e la focalizza su quello che conta, sul fine dell’esistenza”. (Fabio Zavattaro – SIR)  

Preghiere dei Fedeli: I Domenica di Avvento

27 Novembre 2021 -

Ci facciamo voce di tutta la creazione, che attende con impazienza la venuta del Signore, e imploriamo con insistenza la sua misericordia. Lo invochiamo dicendo:

Vieni, Signore Gesù.

  1. Per la santa Chiesa di Dio, perché riconosca sempre la visita del Signore e sia memoria vivente del suo amore, preghiamo. 2. Per noi, uomini del nostro tempo, perché sappiamo vivere con sapienza il presente, facendo attenzione al passaggio di Dio nella nostra vita, preghiamo. 3. Per noi, spesso ciechi di fronte ai dolori delle persone che ci vivono accanto, perché sappiamo ritrovare speranza e pienezza di vita nell'amore e nella solidarietà, preghiamo. 4. Per gli oppressi, i perseguitati, per tutti i fratelli e le sorelle senza patria, perché possano trovare in noi, discepoli del Signore, i difensori della dignità e della libertà dell'uomo, preghiamo. 5. Per le nostre comunità, perché il Signore le trovi vigilanti nell'attesa del Suo ritorno, in una concreta testimonianza di fiducia tra persone, di fede in Dio Padre, di fedeltà ai nostri impegni quotidiani, di amore e di rispetto per ogni uomo e donna, senza alcuna discriminazione di razza, etnia o appartenenza politica, preghiamo.

 

O Dio, nostro Padre e redentore, che hai cura di tutti i tuoi figli, esaudisci le nostre preghiere. Concedi che il corso degli eventi nel mondo sia guidato nella pace, secondo la tua volontà, e che la Chiesa conosca la gioia di servirti con serenità e vigilanza. Per Cristo nostro Signore.

CIF: le due facce dell’Occidente

26 Novembre 2021 - Roma - “Sotto i nostri occhi nel Canale della Manica è avvenuta l’ennesima strage di immigrati. A contorno il rimbalzo delle responsabilità, mentre sarebbe stato meglio il silenzio” cosi Renata Natili Micheli, Presidente nazionale del Centro Italiano Femminile. Che conclude “Le nazioni europee si sentono asserragliate e respingono con fermezza l’invasione da parte di quanti oggi immigrati sono soltanto testimoni di una condizione di povertà, conseguenza di secoli di sfruttamento e depauperamento delle risorse che hanno arricchito il nostro Occidente”.

Istat: scenario migratorio positivo ma incerto

26 Novembre 2021 - Roma - Superato lo shock pandemico, si ipotizza che le immigrazioni dall’estero possano recuperare i livelli mediamente rilevati nel quinquennio 2015-2019 a partire dall’anno 2023. Da tale momento, con una quota di immigrati intorno alle 280mila unità, lo scenario mediano contempla un sostanziale rientro alla normalità, in concomitanza della ripresa economica e della progressiva attuazione del PNRR. Lo afferma oggi l’Istat nel Report sulle previsioni delle Popolazione residente e delle famiglie. Nel medio e lungo termine si prevede, quindi, una graduale diminuzione degli ingressi fino al valore di 244mila nel 2070. Cumulato sull’intero periodo di previsione, lo scenario mediano prefigura, pertanto – sottolinea l’Istituto di Statistica - un insediamento a carattere permanente di 13,3 milioni di immigrati.  Anche le emigrazioni per l’estero dovrebbero recuperare nel giro di pochi anni i valori espressi nel quinquennio antecedente l’avvento della pandemia. Nello scenario mediano si presuppone in seguito una loro evoluzione stabile, da circa 145mila uscite annue nel 2025 a 126mila nel 2070. In totale, sull’intero arco di proiezione gli emigrati dall’Italia sarebbero circa 6,9 milioni. Il saldo migratorio con l’estero risultante in base allo scenario mediano è, pertanto, ampiamente positivo: superato il 2020 (+79mila unità), dal 2021 esso si riporta al valore di +141mila, cui segue una continua e regolare flessione che conduce l’indicatore al valore di +118mila nel 2070. I flussi migratori con l’estero sono però contrassegnati da profonda incertezza, scrive l’Istat: le migrazioni internazionali sono governate, da una parte, da normative suscettibili di modifiche, dall’altra, da fattori socio-economici interni ed esterni al Paese di non facile interpretazione. Si pensi, ad esempio, alla pressione migratoria esercitata nei Paesi di origine, alle politiche di integrazione degli immigrati, alla modulazione del mercato del lavoro, all’emigrazione di cittadini residenti in Italia. Tutti questi fattori hanno la potenzialità di dare luogo a scenari migratori assai diversificati. La quota di immigrati dall’estero, ad esempio, presenta al 2070 un intervallo di confidenza al 90% che varia tra 188mila e 380mila unità. Nel medesimo anno si prevede, inoltre, che il valore delle emigrazioni possa cadere in un intervallo compreso tra 62mila e 189mila unità. Premesso che l’analisi di risultati a così lungo termine debba necessariamente accompagnarsi a una grande cautela – sottolineano i ricercatori dell’Istat - in realtà “ci rivela due possibili fotografie del futuro tra loro molto diverse, persino alternative. Da un lato quella di un Paese molto attrattivo, dall’altro quella di un Paese che potrebbe radicalmente mutare la sua natura di accoglienza per tornare a essere un luogo da cui emigrare. Peraltro, nel quadro di tutte le simulazioni condotte, scaturisce che la probabilità che il Paese possa conseguire un saldo netto con l’estero di segno negativo è tutt’altro che scarsa, per quanto bassa. Tale prospettiva ha infatti una probabilità di realizzarsi che va dall’1,3% nel 2040 al 4,1% nel 2050% e all’8,5% nel 2070”.

Migrantes Porto Santa Rufina: una messa con la comunità latino americana

26 Novembre 2021 - Porto Santa Rufina - Nella V Giornata Mondiale dei Poveri, lo scorso 14 novembre, nella parrocchia di San Giovanni Battista a Cesano è stata celebrata la Messa con la comunità latinoamericana. A presiedere la funzione il coordinatore nazionale delle comunità latinoamericane in Italia, don Luis Fernando Lopez Gallego. Con lui sull’altare il parroco padre José Manuel Torres Origel e il diacono Enzo Crialesi, direttore dell’Ufficio Migrantes di Porto-Santa Rufina. Alla celebrazione era presente l’ambasciatore dell'Honduras presso la Santa Sede, Carlos Antonio Cordero. La liturgia è stata animata dal coro femminile del Perù, con i canti della tradizione nazionale dei tanti fedeli che rappresentavano sei nazioni latinoamericane (Messico, Honduras, Argentina, Colombia, Perù, Bolivia). Nell'omelia don Luis Fernando ha invitato la comunità a ritrovare le radici cattoliche specialmente con le Celebrazioni Eucaristiche domenicali e con le feste tradizionali nazionali. Il sacerdote ha richiamato anche le parole di Papa Francesco per questa Giornata: «non voltatevi davanti alle sofferenze, prestate la vostra voce a chi soffre ed è più fragile, noi cristiani dobbiamo essere testimoni di compassione e presenze attente nell'indifferenza diffusa». Prima della benedizione finale don José a invitato tutti a diffondere questa celebrazione che si tiene la seconda domenica del mese in lingua spagnola nella chiesa nel borgo di Cesano, per diventare una comunità che intende integrarsi, portando la bellezza delle tradizioni nella cultura cattolica italiana. Al termine l'ambasciatore Cordero ha salutato con gioia le persone presenti e il direttore Migrantes ha portato i saluti del vescovo, mons. Ruzza, amministratore apostolico di Porto-Santa Rufina.  

Campagna Ero straniero: “sanatoria 2020, rilasciati 38.000 permessi di soggiorno su 230.000 domande”

26 Novembre 2021 - Roma - “Come campagna Ero straniero seguiamo con grande attenzione l’attuazione della regolarizzazione straordinaria prevista dal governo nel maggio 2020 , preoccupati in particolare dai tempi troppo lunghi dell’esame delle 230.000 domande presentate e dalla situazione di precarietà che tale ritardo sta determinando”: lo hanno dichiarato i promotori illustrando alla Camera dei deputati, il terzo approfondimento sul tema. “Dai dati risalenti alla fine di ottobre scorso emerge che poco più di un terzo delle pratiche è stato finalizzato finora da parte delle prefetture e sono solo 38.000 circa i permessi di soggiorno rilasciati dalle questure a procedimento ultimato. Ancora critica la situazione in alcune grandi città: a Milano, delle 25.900 domande ricevute, sono in via di rilascio solo 2.551 permessi di soggiorno. A Roma su 17.371 domande, sono 1.242”. Come sottolineato nell’ultimo rapporto della Fondazione Moressa su 456 mila posti di lavoro persi nel 2020 a causa dell’emergenza Covid, il 35% ha riguardato cittadini stranieri. Le donne sono state più colpite degli uomini.  “Tra le questioni più sentite da chi è in attesa di ottenere i documenti – hanno ricordato i promotori – c’è il divieto, di fatto, di lasciare l’Italia: i lavoratori e le lavoratrici in emersione, pur avendo una posizione regolare sul territorio, non possono rientrare nel Paese di origine fino a che la procedura non si conclude”.  la situazione dei ritardi negli uffici potrebbe ulteriormente peggiorare perché il 31 dicembre finisce la proroga dei contratti interinali presso il Ministero dell’interno e, salvo interventi legislativi in tempi brevissimi, si va verso lo stallo definitivo della regolarizzazione. Per scongiurare tale scenario la campagna ha elaborato alcuni emendamenti alla legge di bilancio, che verranno presentati in Senato da senatori di gruppi parlamentari diversi (tra cui Bonino, De Petris, Errani, Nannicini). Due degli emendamenti sono pensati come interventi a breve termine, necessari a “salvare la sanatoria”. Il primo prevede l’autorizzazione a stanziare le risorse necessarie a prorogare almeno per il 2022 i contratti degli interinali già assunti. Il secondo garantisce la prosecuzione dei procedimenti in corso consentendo alle persone in attesa, di superare gli ostacoli burocratici emersi a causa del protrarsi dei tempi dell’esame delle domande e ottenere finalmente il permesso di soggiorno. Vi è poi un emendamento più strutturale con cui si propone di mettere fine al sistema illogico delle sanatorie, introducendo un percorso sempre accessibile per uscire dall’irregolarità e rientrare nell’economia legale, e che produrrebbe entrate, nuove e stabili, per lo Stato.

Il Vangelo quotidiano dei diseredati d’Europa

26 Novembre 2021 - Milano - «Vi sono ancora molte altre cose compiute da Gesù che, se fossero scritte una per una, penso che il mondo stesso non basterebbe a contenere i libri che si dovrebbero scrivere». Questa sorta di invito a comporre un quinto Vangelo contenuto nell’ultimo versetto di quello di Giovanni è in filigrana il senso più puntuale di un libro davvero pregevole e originale, come si desume anche dal titolo Bi@mail. Messaggi dalle periferie del mondo di George Sporschill e Ruth Zenkert. Il volume raccoglie le lettere che gli autori hanno inviato nel corso degli anni ai loro amici e sostenitori per raccontare i piccoli e grandi eventi della loro vita quotidiana rileggendoli alla luce di episodi della Bibbia. Bimail in tedesco sta infatti per biblische mail. Ma di cosa si occupano di preciso Sporschill e Zenkert? Di accoglienza degli emarginati. Lo fanno dal 1980, quando rivolsero la propria attenzione ai senzatetto, ai tossicodipendenti e agli ex carcerati di Vienna: il primo, gesuita, ordinato nel 1979 e incardinato in una parrocchia della capitale austriaca, decide di impegnarsi con la Caritas a favore dei diseredati e fonda una Scuola biblica che attira Ruth, allora insoddisfatta del proprio lavoro in banca. Da allora, la loro vita è contrassegnata dall’avvio di opere per gli ultimi. Fino al 1991 a Vienna, subito dopo e sino al 2012 a Bucarest con i bambini di strada, infine da quella data a oggi in Transilvania per aiutare i rom, poverissimi e rifiutati da tutti. L’accenno al quinto Vangelo appare in una delle mail di Ruth, che racconta la storia della piccola Paula che salva dal suicidio un amico della madre. «Quanti miracoli vediamo ogni giorno? Quante volte non ci accorgiamo di essere stati fortunati e diamo invece tutto per scontato? Ognuno di noi potrebbe continuare a scrivere il Vangelo». E ancora, nella stessa pagina: «Se avessi potuto o dovuto decidere tutto nella mia vita, dove e chi sarei oggi? Attraverso giri tortuosi, passando per esperienze dolorose e gioiose alla fine sono arrivata qui, a Hosman, in un piccolo villaggio della Transilvania a vivere in mezzo alle famiglie rom. Qui non abbiamo bisogno di televisioni perché viviamo ogni giorno avventure incredibili, storie d’amore appassionanti, tragiche disgrazie, veri e propri romanzi polizieschi'» Come si intuisce, i messaggi di padre George e di Ruth, oltre a raccontare i fatti significativi che accadono, sono pieni di intuizioni sapienziali e domande spesso urticanti rivolte a tutti noi. Scrive a sua volta Sporschill, divenuto famoso qualche anno fa per aver pubblicato il libro Conversazioni notturne a Gerusalemme col cardinal Martini: «L’educazione degli sbandati e dei vagabondi è il giardino che mi è stato affidato. Devo occuparmene e prendermene cura. La cura è il compito che l’uomo ha ricevuto riguardo al Giardino del’Eden. Nel compito educativo viviamo le delizie del paradiso, ma anche una costante fatica, la sensazione di essere sopraffatti, logorati, sfiniti…». È una storia di successi e di insuccessi quella che emerge; molti dei bambini che sopravvivevano nelle fogne di Bucarest dopo il crollo del comunismo in Romania, rubando e sniffando colla, sono stati salvati e sono divenuti collaboratori di padre Georg e di Ruth, spesso assumendo ruoli di primo piano. Nella loro opera a Hosman, non lontano da Sibiu, hanno creato una scuola di musica, una casa d’accoglienza dove i bambini possono mangiare, lavarsi e studiare, e tante altre iniziative come un laboratorio di tessitura artigianale e un’officina. In un villaggio vivono, ai margini vicino a un torrente, in baracche e casupole senza acqua ed elettricità, i rom. Non è facile farli uscire dalla propria miseria e in queste newsletter non c’è nessuna idealizzazione. Un giorno accade che un intraprendente studente universitario tedesco porti un kit di celle solari per portare gratis la luce nelle capanne: un regalo importante che dopo pochi giorni fa una brutta fine perché la maggior parte vengono vendute per comprare sigarette o liquori… Ma non c’è rassegnazione, semmai consapevolezza della difficoltà della situazione. «Vivo da tempo nel mondo dei rom – si legge in un altro passaggio scritto da Ruth –, riuscirò mai a capirli? Quante volte mi inganno sul loro conto: bisogni e gioie qui hanno confini molto labili. Comprendersi reciprocamente richiede uno sforzo incredibile da parte di tutti». Ci sono pure giorni pieni di luce, come quando i giovani musicisti rom danno spettacolo al centro del villaggio e incontrano il favore anche dei romeni di solito indifferenti se non ostili. O come quando l’orchestra della scuola di musica partecipa a un concorso nazionale vincendo un premio. La musica viene considerata un mezzo ideale per incontrare i rom in nome di un progetto educativo partito da lontano. Da quando il maestro elementare di padre Georg aveva dato il compito ai bimbi più meritevoli di prendersi cura dei compagni più deboli. Come ha fatto l’educatore ebreo e polacco Janusz Korczak che ha accompagnato sino alla fine, anche quando avrebbe potuto salvarsi, i suoi bambini alla stazione che avrebbe portato tutti a morire nei lager nazisti. Osservando Stana, madre di dieci figli abbandonata dal marito ubriaco, e la sua dedizione ai bambini pur nella povertà più estrema, Ruth crede di intuire cos’è la vita eterna realizzata da Gesù raccogliendo attorno a sé alcuni discepoli e mostrando un nuovo stile di vita basato sull’amore incondizionato degli uni verso gli altri. «Lei combatte per i suoi figli – commenta –, non ha quasi nulla eppure dà tutto di sé per gli altri. In ogni persona, per quanto diversa, c’è sempre del bene». (Roberto Righetto – Avvenire)        

Argentina: colletta nazionale di aiuto a migranti e rifugiati

26 Novembre 2021 - Buenos Aires - Seguendo il motto indicato da Papa Francesco per la Giornata mondiale del Migrante 2021, "Verso un ‘noi’ sempre più grande”, si terrà sabato 27 e domenica 28 novembre, in tutte le parrocchie, cappelle, centri missionari e scuole cattoliche dell’Argentina, la Colletta nazionale di aiuto ai Migranti e ai Rifugiati. È organizzata dalla CEMI (Commissione Episcopale dei Migranti e degli Itineranti), dipendente dalla Conferenza Episcopale Argentina. In una nota, ripresa dall’agenzia Fides per questa circostanza, si ricorda che “la pandemia ci ha fatto vivere una delle crisi più dolorose degli ultimi tempi. Tra coloro che hanno sofferto di più per le sue conseguenze ci sono i migranti. Senza un tetto sicuro, senza la sicurezza di un piatto di cibo, con pochissime opportunità di ottenere un lavoro decente. La CEMI lavora da tempo per poter dare una risposta concreta ai loro bisogni”. Dal 1951 infatti la CEMI ha la missione di promuovere e garantire, alla luce della parola di Dio e del Magistero della Chiesa, la dignità e i diritti umani delle persone in situazione di mobilità umana, offrendo loro opportunità concrete di inserimento e di partecipazione nel tessuto sociale argentino. Attraverso la colletta nazionale, circa 5.000 persone migranti, rifugiate e richiedenti asilo potranno essere assistite e accompagnate dalla CEMI e dalle Delegazioni pastorali disseminate in tutto il paese. “La storia del cristianesimo ci insegna che dalle comunità primitive alla nuova evangelizzazione di oggi, il dialogo e l'interculturalità continuano ad essere occasione di crescita nella nostra Chiesa – scrive Padre Flavio Lauria, direttore della rivista del CEMI “Migracion” nell’ultimo numero -. Il dialogo, l'incontro, l'ospitalità diventano poi percorsi per una rinnovata proposta evangelica. I flussi migratori contemporanei costituiscono una vera frontiera missionaria, un'opportunità privilegiata di annunciare Cristo e il Vangelo. Dobbiamo testimoniare concretamente la fede cristiana attraverso la carità e nel profondo rispetto delle altre credenze religiose. Da questo impegno può nascere un futuro migliore, un futuro, come ci dice Francesco, ‘a colori’, costruito in armonia tra molti popoli differenti, attraverso relazioni interculturali che creano una piena armonia tra tutti i popoli”. Tra i sussidi messia disposizione delle comunità per incentivare la colletta, ci sono il messaggio di Papa Francesco, il manifesto, un video da diffondere nei social media.

Lucchesi nel mondo: oggi un convegno su “Oltre le mura”

26 Novembre 2021 - Lucca – "Oltre le Mura: tra passato e futuro le relazioni internazionali di una piccola capitale". Questo il tema del convegno promosso per oggi da “Lucchesi nel Mondo” con Fondazione Campus, Lands of Giacomo Puccini, Comune di Lucca, Fondazione Crl e Mondialcarta. Due le sessioni previste: la prima, dalle 9,30, alla Fondazione Campus. Le relazioni saranno incentrate sull'evoluzione delle comunità italiane all'estero e l'importanza del turismo delle radici, per il cui sviluppo sul territorio lucchese l'associazione si è spesa negli ultimi anni realizzando iniziative promozionali presso le comunità all'estero. La sessione pomeridiana si svolgerà alla sede dell'associazione (Castello di Porta San Pietro). Le relazioni saranno incentrate sull'importanza storica di Lucca come snodo viario con il conseguente sviluppo di commerci e industrie e come meta di visitatori illustri. Parteciperanno Ilaria del Bianco, Presidente Lucchesi nel Mondo, Enrica Lemmi, docente universitaria; Massimo Marsili, direttore di Lucca Promos e a lungo direttore della Fondazione Puccini di Lucca; Delfina Licata, curatrice per la Fondazione Migrantes del Rapporto Italiani nel mondo. Nel pomeriggio il professor Alessandro Bedini, il professor Luca Molà, la professoressa Ilaria Sabbatini; Bruno Micheletti direttore dell'Istituto Storico Lucchese.  

Vangelo Migrante: I domenica di Avvento (Vangelo Lc 21,25-28 e 34-36)

25 Novembre 2021 -  Con la prima domenica di Avvento ha inizio il nuovo anno liturgico. Il motivo dominante dell’Avvento non è il ricordo della nascita di Gesù ma l’invito ad accogliere la sua venuta nella nostra vita, oggi; e, quindi, a passare dal clima facile ed emotivo del Natale al coraggio di interrogarci sullo scopo ultimo della nostra vita: l’incontro con Lui. Incoraggiati da questa prospettiva ci dirigiamo sul Vangelo: “vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia”, esordisce Gesù con un linguaggio apocalittico. Ci consola quello che segue: “vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria. Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina”.  “Alzate il capo”, è la chiave. Quando sta accadendo qualcosa di difficile, è proprio quello il momento della liberazione perché può segnare un punto di rottura, può coincidere con un tornante che apre un nuovo orizzonte dove affiora la speranza. E tutto cambia. Gesù non ci lascia in balia degli eventi ma li pone in un cammino che è orientato verso un fine, uno scopo, una meta e che proviene da una promessa di bene, quella con cui tutti nasciamo. Si guardi ai bambini: hanno un bagaglio di positività e di apertura al bello e al buono che sono straordinari. Eppure molto del nostro tempo lo trascorriamo in bilico tra il sublime e il tragico, tra il meraviglioso e il deturpato. È un attimo: gli stessi fatti possono portare una persona alla crescita e un’altra all’implosione; una a vivere, l’altra morire. Gesù parla di postura. I fatti difficili esistono e sono lo spartitraffico; dalla postura dinanzi ad essi, dipende il nostro futuro: “state attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita”. Gli appesantimenti sono le zavorre che uccidono la vita perché rubano noi a noi stessi e ci rubano il reale alienandolo. Sicchè, quando arriva la tempesta questa ci abbatte. La vita è una chiamata a cose grandi e, come tutte le cose grandi, anche a sfide difficili. “Alzate il capo”: chi si apre alla sapienza di Dio comprende che è giunto il momento di crescere, assume una posizione tra la terra e il cielo e affronta la vita. Non è forza di volontà ma postura necessaria per vedere chi sta arrivando, per ascoltare qualcuno che sta parlando con noi, anche in quelle situazioni; proprio come accade in un momento di grazia, di gioia e di consolazione. Per fare Natale, occorre essere nel reale: lì arriva Dio e lì ci parla la Sua Provvidenza! Buon cammino di Avvento! (p. Gaetano Saracino)    

Caritas: don Marco Pagniello nuovo direttore. Gli auguri della Migrantes

25 Novembre 2021 -
Roma - Don Marco Pagniello della diocesi di Pescara-Penne è il nuovo direttore di Caritas italiana. Lo ha nominato il Consiglio Permanente della Cein riunitosi a Roma durante i lavori dell'Assemblea Straordinaria della Cei conclusasi oggi a Roma. 
A don Pagniello gli auguri di un proficuo lavoro da parte della Fondazione Migrantes. (R.I.)

Cei: inaccettabile il dramma dei migranti che si consuma sia sulle rotte marittime sia su quelle terrestri

25 Novembre 2021 -
Roma - "L’inaccettabile dramma dei migranti che si consuma sia sulle rotte marittime sia su quelle terrestri, alle porte dell’Europa e ai confini tra gli Stati, scuote le coscienze e invoca una
risposta ispirata ai quattro verbi indicati da Papa Francesco: accogliere, proteggere, promuovere e integrare".
Lo si legge oggi nel comunicato finale dei lavori dell'Assemblea straordinaria della Cei che si è svolta a Roma. Per i vescovio italiani "avere cura degli ultimi è l’unica strada per costruire un mondo di pace e di benessere comune". Per la Chiesa che è in Italia – è stato detto durante i lavori – "stare accanto ai più deboli è una scelta che si rinnova ogni giorno nella verità e nella carità".
Sotto la guida del card. Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, l’assise è stata aperta da un incontro riservato con Papa Francesco ed è poi proseguita con una relazione del card. Basset apprezzata dai vescovi che hanno rimarcato - si legge nel comunicato - "la preoccupazione per una situazione sociale e ambientale che rischia di penalizzare soprattutto i giovani e i più deboli, oltre
che l’invito a fare del Cammino sinodale un’occasione di incontro e di ascolto di tutti, in particolare di quanti vivono con difficoltà l’appartenenza ecclesiale o sono disillusi". In questo senso la divisione dei vescovi in “gruppi sinodali” ha offerto la possibilità di una condivisione fraterna nella prospettiva del servizio pastorale nella propria comunità e di una più ampia collegialità. È stato un vero e proprio "esercizio di sinodalità praticata e vissuta nella comunione del ministero episcopale, che ha permesso di cogliere in profondità il valore della narrazione delle proprie esperienze: il Signore è presente nel vissuto personale e comunitario". (Raffaele Iaria)

Card. Nichols: “terribile perdita di così tante vite umane è un tragico richiamo all’azione”

25 Novembre 2021 -

Roma - “La terribile perdita di così tante vite umane nella Manica è un tragico richiamo all’azione”. È quanto afferma il card. Vincent Nichols, arcivescovo di Westminster e primate della Chiesa cattolica inglese, in una dichiarazione al Sir sulla morte ieri di oltre 30 migranti nella Manica, al largo di Calais. “Questa tragedia – dice il cardinale – illustra chiaramente sia la malvagità spietata dei trafficanti sia la disperazione di coloro che cercano di sfuggire alla povertà, ai conflitti o alle persecuzioni in cerca di una vita migliore. Ognuno è figlio di Dio, con dignità e valore innati. Una cooperazione internazionale mirata, vie sicure di migrazione e sforzi congiunti per combattere la povertà sono tutti necessari di fronte ad un flusso globale di un’umanità disperata”.

Sassoli: “piangiamo le vittime ma dobbiamo agire per garantire che non accada di nuovo”

25 Novembre 2021 - Strasburgo -  “Ieri almeno 27 persone sono morte nella Manica. È l’ultima di una lunga serie di tragedie avvenute nei mari che circondano l’Europa”. Lo afferma David Sassoli, presidente del Parlamento europeo, da Strasburgo, dove l’assemblea è riunita in sessione plenaria. La notizia del naufragio di un’imbarcazione nel Canale della Manica viene discussa anche all’Eurocamera, mentre altre imbarcazioni sono giunte oggi a Dover dopo una pericolosa traversata. Sassoli afferma: “Oggi piangiamo le vittime ma dobbiamo anche agire per garantire che non accada di nuovo”.

Educare senza confini: cambiare la percezione degli studenti sul fenomeno migratorio

25 Novembre 2021 - Roma - In un’Europa che è pronta a ergere muri per tener fuori i migranti, Sophia Impresa Sociale crea ponti: grazie al sostegno della Fondazione Migrantes, è partita la nuova edizione di Educare senza Confini che ha l’obiettivo di cambiare la percezione degli studenti sul fenomeno migratorio. Il progetto si svolge nelle scuole di Italia, Senegal e Guinea, dove formatori esperti, che hanno avuto un’esperienza diretta di migrazione, presentano la propria testimonianza e i dati reali sul fenomeno agli studenti. In Africa però Educare senza Confini ha anche un altro obiettivo: rendere consapevoli dei rischi dell’emigrazione irregolare i ragazzi che hanno intenzione di partire formando anche il corpo insegnanti. Gli incontri nelle classi cominceranno a gennaio. Prima però gli studenti di quasi 23 (per adesso) istituti di Roma leggeranno il libro “Là non morirai di fame” che racconta la storia di migrazione di Dullal, divenuto socio di Sophia e volto del progetto, o il Dossier Immigrazione. “Un modo per leggere gli ultimi avvenimenti con altri occhi” commenta Marco Ruopoli, presidente di Sophia. Davanti infatti alla possibilità di una nuova ondata di profughi causata dalla delicata situazione in Afghanistan, dodici paesi europei (Austria, Bulgaria, Cipro, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Grecia, Ungheria, Lituania, Lettonia, Polonia e Slovacchia) hanno chiesto a Bruxelles di finanziare con fondi europei la costruzione di muri alle loro frontiere. Molti paesi al confine esterno dell’UE hanno poi provveduto autonomamente, ereggendo dei muri per tener fuori i profughi, rendendo la loro situazione ancor più drammatica. “Una corretta percezione del fenomeno è fondamentale” continua Marco.  “Per questo noi, in uno dei due incontri di Educare senza Confini, portiamo agli studenti  il nostro Dossier nel quale ci sono i dati aggiornati sull’immigrazione: spesso infatti i giovani, pur avendo gli strumenti, non si informano adeguatamente e si lasciano influenzare. Così finiscono per avere solo una visione parziale e distorta del fenomeno. Anche l’incontro con chi ha vissuto sulla propria pelle la migrazione è importante: sentire le motivazioni che li hanno spinti a lasciare tutto li fa entrare in empatia con loro”. “La migrazione porta tanti frutti. Se non fossi venuto in Italia, non avrei incontrato Marco e non avremmo dato vita a Sophia. Ai ragazzi serve trasmettere questo messaggio”, sostiene Mor Amar, rifugiato politico della Mauritania e socio fondatore della cooperativa di Roma. (Alessio Mirtini)    

Viminale: da inizio anno sbarcate 61.476 persone migranti

24 Novembre 2021 - Roma - Sono 61.476 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane da inizio anno. Di questi 15.005 sono di nazionalità tunisina (24%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Egitto (7.352, 12%), Bangladesh (7.257, 12%), Iran (3.665, 6%), Costa d’Avorio (3.469, 6%), Iraq (2.481, 4%), Guinea (2.216, 4%), Marocco (2.117, 3%), Eritrea (2.081, 3%), Siria (1.779, 3%) a cui si aggiungono 14.054 persone (23%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione. Il dato è stato diffuso dal Ministero degli Interni, considerati gli sbarchi rilevati entro le 8 di questa mattina.

Tv2000: parte ‘Finalmente domenica’, nuovo programma con Lucia Ascione

24 Novembre 2021 - Roma- Parte il 28 novembre ‘Finalmente domenica’, il nuovo programma domenicale di Tv2000, in diretta alle 17.00 dagli studi di Via Aurelia. Condotto da Lucia Ascione, il programma si rivolge a tutta la famiglia: un’ora in cui si alternano approfondimenti sull’attualità, interviste a personaggi famosi e protagonisti dello spettacolo e della cultura, storie di talento e riscatto, di amore e solidarietà, testimonianze di fede e di conversione. Spazio agli eventi più importanti del pontificato di Papa Francesco. Il nome del programma sottolinea la volontà e la necessità di tornare “finalmente” a emozionarsi, sentirsi vicini, a sorridere e pensare al futuro con speranza. Ideato da Fausto Della Ceca e scritto con Giuseppe Cutrona e Milly Provinciali. Produzione: Vincenzo Guida. Regia: Alessandro Tresa.  

“Gli italiani all’estero e la pandemia”: domani un incontro alla Camera dei Deputati

24 Novembre 2021 - Roma - "Gli italiani all’estero e la pandemia”. È questo il tema di un incontro che si svolgerà domani alla Camera dei Deputati durante il quale sarà presentato uno studio dell’associazione "CHEuropa". Interverranno Attilio Di Battista, cofondatore dell’Associazione; Antonella Del Rosso, cofondatrice della stessa e ricercatrice presso il CERN; Delfina Licata della Fondazione Migrantes, Giulia Pastorella, autrice del volume “Exit Only” e Toni Ricciardi, storico delle Migrazioni dell’Università di Ginevra. A concludere il deputato, eletto all’estero, Massimo Ungaro.