Primo Piano

Il bimbo e la foresta

14 Dicembre 2021 - In quei boschi splendidi e immensi di Ucraina ero stato anni addietro accompagnato da padre Pavel Vyshkovsky che a Roma si era laureato in storia del cristianesimo con una tesi sull’Holodomor, lo sterminio per fame che tra il 1932 e il 1933 Stalin aveva voluto per piegare il popolo ucraino ribellatosi all’ingiustizia del suo regime: cinque milioni di vittime, moltissimi i bambini. Fui colpito da un incontro di alcune centinaia di bambini raccolti da padre Pavel per un giorno di giochi attorno ad alcune suore, preti, laici. Una festa nel bosco alla quale anche gli alberi partecipavano. Al termine il vescovo mi chiese: “Quando torna in Italia dica che molti di questi bambini sono i figli di donne ucraine al servizio di persone italiane, sono mamme che mandano i soldi del loro lavoro per sostenere i piccoli rimasti qui”. Non mancai di dirlo e di scriverlo. In molto altri Paesi dell’Est europeo vissi simili esperienze, il messaggio del vescovo ucraino si ripeté, l’immagine di quei bimbi nella foresta ucraina non si è cancellata. Si è fatta ancor più viva e graffiante di fronte a quelle che vengono da questi luoghi segnati dalla sofferenza e dalla morte di bambini appena nati o non ancora nati, di mamme e di papà disperati. Morti o abbandonati sotto un manto europeo, non solo quello delle istituzioni dell’Unione europea, che raggela invece di riscaldare. Gli alberi delle foreste di Ucraina, testimoni di una disumanità senza frontiere e che vede estendersi l’ombra di un conflitto, hanno cercato e cercano di proteggere con i rami e con la legna per il fuoco. Faremo il presepio e ci augureremo Buon Natale anche quest’anno. La statuetta del bambino che metteremo nella culla avrà il volto del piccolo morto per il gelo tra Polonia e Bielorussia oppure annegato nelle acque del Mediterraneo o nel fiume al confine tra Messico e Usa? È una domanda che irrompe e attende una risposta dalla coscienza più che da nobili concetti, da dotte citazioni, da rispettabili omelie. Anche le grandi questioni che oggi impregnano i media e l’opinione pubblica quali il futuro della democrazia, la ripresa economica, la lotta al virus e la difesa dell’ambiente sono a un bivio: o si chinano come gli alberi della foresta di fronte a un bambino oppure non hanno né senso né futuro. È notte nei boschi di Ucraina, sul Mediterraneo, al confine tra Messico e Usa, in mille altri presepi nel mondo compreso quello della stazione Termini di Roma dove un giovane è morto assiderato. È notte in strade e piazze vicine alle nostre case. È notte anche per il creato manomesso e violentato. Il presepio ha sempre un senso profondo e da riscoprire ogni anno: rasserena e nello stesso tempo provoca. Nella notte del mondo lascia intravvedere un chiarore che oggi richiama quelle luci verdi accese per un bambino nel buio della foresta di Ucraina che è il buio della foresta del mondo. (Paolo Bustaffa)

Migrantes: domani la presentazione del Report “Il Diritto d’Asilo”

10 Dicembre 2021 - Roma - Adam ha 16 anni e un sogno, quello di diventare medico. È nato in un campo profughi in Darfur. A 11 anni è fuggito dal Sudan da solo, e da allora ha perso i contatti con la sua famiglia. In Libia ha lavorato nei campi in condizioni di schiavitù e per alcuni mesi è stato rinchiuso in un centro di detenzione. Per sfuggire alle violenze e ai conflitti nel Paese è andato in Niger, dove è stato accolto in un campo per rifugiati ad Agadez. Bloccato in mezzo al deserto, senza poter andare a scuola e senza prospettive, Adam ha visto tanti suoi coetanei partire verso la Libia, in cerca di un imbarco per l’Europa. Il Niger, il Paese con l’indice di sviluppo umano più basso al mondo, è stato per anni uno snodo cruciale dei flussi migratori verso il Mediterraneo. Ma dal 2015 le politiche dell’UE hanno determinato la chiusura delle frontiere verso nord, aumentando di molto i rischi per chi prova ad attraversare il Sahara. Tuttavia la sorte di Adam è stata diversa: il 15 ottobre 2021 è potuto partire in aereo direttamente per l’Italia, insieme ad altri quattro ragazzi, nell’ambito del progetto “Pagella in tasca-Canali di studio per minori rifugiati”, promosso da InterSOS in partenariato, fra gli altri, con l’UNHCR e la Fondazione Migrantes. Dopo aver trascorso un mese in una struttura di prima accoglienza a Torino, è stato accolto da una famiglia affidataria e finalmente ha iniziato ad andare a scuola. “Pagella in tasca” porterà in Italia dal Niger, con il suo nuovo canale di ingresso legale e sicuro, ancora altri 30 minori non accompagnati. È un vero progetto pilota creativo e innovativo (anche se rimane una goccia nel mare dei rifugiati e migranti che, dall’inferno e dalle spiagge di Libia, tentano la sorte sulla rotta “illegale” e pericolosa del Mediterraneo centrale: da gennaio all’inizio di novembre 2021 vi hanno già perso la vita o sono rimasti dispersi in oltre 1.200, contro i 1.000 stimati in tutto il 2020). E viene raccontato nel volume fresco di stampa Il diritto d’asilo. Report 2021. Gli ostacoli verso un noi sempre più grande (Tau Editrice 2021, pp. 360, euro 20,00), che sarà presentato a Roma il prossimo 14 dicembre. Questo rapporto, promosso dalla Fondazione Migrantes, è ormai giunto alla quinta edizione e oggi è l’unico in Italia dedicato specificamente al mondo dei richiedenti asilo, dei rifugiati e delle migrazioni forzate. Con una forte centratura sull’Europa e sul nostro Paese, offre saggi e contributi che affrontano questi argomenti da prospettive inedite e multidisciplinari, oltre ad aggiornamenti statistici mirati. L’edizione 2021 riprende nel titolo il Messaggio di papa Bergoglio per la 107ª Giornata mondiale del migrante e del rifugiato (il testo viene riportato integralmente nel volume) e i suoi 12 contributi sono curati da un’équipe di autori che, oltre ad essere studiosi di questi temi, nel corso degli anni hanno seguito e continuano a seguire concretamente i richiedenti asilo e i rifugiati nei loro percorsi in Italia, o sono essi stessi rifugiati. Come negli anni scorsi, ha contribuito alla realizzazione del rapporto la redazione dell’osservatorio Vie di fuga. Quattro le parti che scandiscono il volume: “Dal mondo con lo sguardo rivolto all’Europa”, “Tra l’Europa e l’Italia”, “Guardando all’Italia” e un “Approfondimento teologico”. Questi invece i temi dei contributi: 2020-2021, il COVID-19 non ferma guerre, violenze e disuguaglianzeUltima fermata Schengen? Diritto d’asilo e gestione delle frontiere interne nella politica dell’UELa proposta di Patto europeo su immigrazione e asilo: la (non) riformaLe politiche europee e il nuovo Patto sulla migrazione e l’asilo: il punto di vista dei rifugiatiL’affido omoculturale dei minori stranieri non accompagnati: il sistema olandese e quello italiano a confrontoPagella in tasca: i “canali di studio” per minori rifugiatiLa fame di aria: l’inverno della primavera araba nel C.P.R. di TorinoIl sistema di accoglienza tra distruzione e riforme a pezzi: a che punto siamo?La protezione speciale dopo il decreto-legge 130/2020: un’innovazione importanteUna riflessione a viva voce. La dignità come fondamento dei diritti umani dei rifugiati: retorica o tutela efficace?Arte, pratiche e saperi: “Trame migranti” a MessinaFratelli tutti” migranti. Le prime tre parti del rapporto sono accompagnate da altrettante sezioni statistiche con graficitabelle e schede di dati e fatti” sulle migrazioni forzate e il diritto d’asilo nel mondo, nell’UE e in Italia, con numeri e serie storiche aggiornate a buona parte del 2021: dall’impatto del COVID-19 sulla protezione internazionale ai drammi vissuti ogni giorno da milioni di persone in fuga da guerre, persecuzioni, violenze, climate change. Dai “grandi dati” su arrivi e sbarchi alle stime sui morti e i dispersi alle frontiere dell’UE (dalle Canarie a Cipro, dalla nuova frontiera esterna della Manica ai gelidi confini con la Bielorussia, al collo di bottiglia misero e violento della rotta balcanica). Dai numeri sui richiedenti protezione in Europa e in Italia agli esiti che essi ottengono, all’applicazione del regolamento “Dublino III”. Dalle lodevoli (ma limitate) iniziative di reinsediamento, ricollocazione, evacuazione umanitaria e dei “corridoi umanitari” all’accoglienza che il nostro Paese offre a richiedenti e rifugiati. Senza dimenticare fenomeni opachi e inquietanti che non possono essere taciuti, come, in questo 2021, l’escalation dei migranti intercettati dalla Guardia costiera “libica” e di quelli rinchiusi nei famigerati centri di detenzione del Paese nordafricano, i respingimenti sommari e illegali nei Balcani e dalla Grecia, la criminalizzazione delle ONG... Rispetto all’edizione 2020 si aggiungono quest’anno dati e schede sulla situazione dello sradicamento forzato nel mondo alla metà del 2021, sulla situazione in Afghanistan (incluse le gravi responsabilità dell’Occidente in questo disastro umanitario, certo, ma anche geo-politico), sulle procedure “di frontiera” e “accelerata” in Europa, sui minori non accompagnati richiedenti protezione nell’UE e sui ricorsi in materia d’asilo e sulle vittime di tratta in Italia. Ad arricchire le pagine del volume, infine, una serie di fotografie a colori del fotografo indipendente Alessio Mamo, che ritraggono cittadini afghani a Kabul e in diversi contesti di migrazione, in Bosnia, a Lesbo e a Calais.  «Nei giorni in cui viene chiuso questo rapporto la tentazione di farsi prendere dallo sconforto e da un senso di impotenza è davvero alta – tirano le somme, nelle Conclusioni, le curatrici del volume Mariacristina Molfetta e Chiara Marchetti –.  La vecchia Europa sembra sempre più chiusa in se stessa e pochi sono gli spiragli di speranza, sia che si guardi ai singoli Stati, sia che si considerino le politiche dell’Unione. Entrare in Europa sarà sempre più difficile, costoso pericoloso. Il tema della solidarietà rimane quasi solo una questione di principio, sia a livello globale, sia a livello di Unione, sia ancora a livello interno dell’Italia. Non possiamo però arrenderci supinamente a questo scenario, e ci preme quindi richiamare anche i pochi ma significativi aspetti positivi che si affacciano timidamente alla ribalta e che hanno bisogno di tutta la nostra fiducia e tenacia per poter prosperare: l’introduzione della nuova protezione speciale, le vie sperimentali per l’accesso legale e sicuro nel nostro Paese di minori attraverso i visti per studio, e il protagonismo dei rifugiati che iniziano a prendere pubblicamente parola nel dibattito pubblico e scientifico. Possono forse sembrare piccoli lumi in un panorama fosco e disperante, ma dimostrano che il cambiamento è sempre possibile e che va costruito giorno per giorno, mettendo insieme risorse e volontà plurali e trasversali».  
  Il programma della presentazione in presenza e on line   Martedì 14 dicembre 2021 - ore 10.00 nell’aula magna di Casa La Salle, via Aurelia 472, 00165 - Roma Ingresso libero sino a esaurimento dei posti con green pass   e in diretta streaming sul canale Youtube: youtube.com/ChiesaCattolicaItaliana e sul profilo Facebook: facebook.com/conferenzaepiscopaleitaliana della Conferenza Episcopale Italiana   Gli interventi Stefano Russo, segretario generale della CEI Gian Carlo Perego, presidente della Fondazione Migrantes Cristina Molfetta e Chiara Marchetti, curatrici del rapporto Yagoub Kibeida dell’associazione UNIRE Michele Rossi della rete Europasilo Franco Nero, Attore Modera Duccio Facchini, direttore del mensile Altreconomia​

Vescovi Guatemala su incidente ai migranti: vittime sono “persone spinte da mancanza di opportunità”

13 Dicembre 2021 - Roma - “Come pastori siamo profondamente commossi per il terribile incidente accaduto il 9 dicembre, a Corzo de Chiapas, in Messico, dove sono morti decine di fratelli migranti, e molti altri sono rimasti feriti. In grande maggioranza erano giovani. Sono persone che, spinti dalla mancanza di opportunità, si erano messi in viaggio verso il cosiddetto sogno americano”. Lo ha scritto, riferisce l'agenzia Sir,  la Conferenza episcopale guatemalteca (Ceg) in seguito all’incidente accaduto nel sud del Messico, dove un camion che li trasportava clandestinamente è uscito di strada nei pressi di Tuxtla Gutiérrez, capoluogo del Chiapas. Nell’incidente sono morte almeno 55 persone, in gran parte di nazionalità guatemalteca tra cui alcuni minori. Continua la nota dei vescovi, firmata da firmata da mons. Gonzalo de Villa y Vásquez, arcivescovo di Città del Guatemala e presidente della Conferenza episcopale (Ceg), e mons. Antonio Calderón Cruz, vescovo di Jutiapa e segretario generale: “Consapevoli che tale incidente ha aggravato la precaria situazione nella quale si trovavano queste famiglie, vogliamo esprimere la nostra solidarietà e vicinanza a quelle più colpite e offriamo le nostre preghiere per il riposo eterno dei defunti e per il pronto recupero di coloro che sono stati feriti”. Il messaggio esprime la convinzione che “situazioni di ingiustizia e povertà, corruzione e criminalità in varie Paesi, costringono le persone a migrare e a esporsi a situazioni come queste, mostrando come sempre più le politiche migratorie siano disumane”. In particolare, essendo gran parte delle vittime del Guatemala, “questo incidente evidenzia il nostro male e mostra la realtà rispetto alla quale tanti credono che solo migrando troveranno un orizzonte di vita degno”. Conclude la nota: “Chiediamo alle autorità governative che i familiari ricevano informazioni tempestive e accurate, che le persone ferite continuino a ricevere cure mediche adeguate, che sia assicurato un trattamento rispettoso alle vittime e un rimpatrio dignitoso dei defunti”.

Migrantes Brescia: il 16 dicembre la presentazione del Rapporto Italiani nel mondo

13 Dicembre 2021 - Brescia – Su iniziativa della Migrantes di Brescia sarà presentato, Giovedì 16 dicembre alle ore 18, il “Rapporto Italiani nel mondo” della Fondazione Migrantes. A presentarlo la curatrice Delfina Licata mentre durante la serata porteranno una testimonianza le Suore Operaie della Santa Casa di Nazareth della comunità di Peterborough (Inghilterra). Modererà l’incontro Giuseppe Ungari, vicedirettore dell’Ufficio Migrantes della diocesi di Brescia. L’evento sarà trasmesso sul Canale YouTube e sulla pagina Facebook del settimanale diocesano “La Voce del Popolo”.

Italiani nel Mondo: da oggi l’assemblea del Cgie

13 Dicembre 2021 - Roma - Il Consiglio Generale degli italiani all’Estero si riunirà in Assemblea plenaria a Roma, in presenza e in forma virtuale, da oggi al 17 dicembre per partecipare alla 44.mo appuntamento dal suo insediamento e per l’occasione celebrerà il Trentennale, assieme al sottosegretario per gli italiani all’estero, ai funzionari della Farnesina, ai parlamentari di Camera e Senato eletti nella circoscrizione esteri e, in particolare, alle figure più significative che lo hanno caratterizzato, con una retrospettiva sulla sua storia decennale, dalla quale ripartire per programmare e costruire il futuro delle oramai ampie e diffuse comunità italiane sparse nei cinque continenti. L’assemblea sarà trasmessa in streaming sulle pagine facebook e YouTube del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero. Come nel periodo degli esodi migrazioni lo sguardo dei nostri connazionali era rivolto al mondo nuovo, così oggi "dobbiamo sforzarci - spiega una nota - a guardare sempre con gli occhi degli altri come i nostri connazionali sono accolti e integrati in ambiti, ambienti e culture nuovi consapevoli che, il nostro destino non può e non deve essere legato alla fuga dai luoghi familiari, bensì dovrà interconnettersi per cogliere le opportunità della modernità e della mobilità, che caratterizza il nostro tempo. Le esperienze maturate dalla crisi sanitaria degli ultimi due anni testimoniano le belle esperienze collaborative e di solidarietà maturate all’estero che hanno concorso a sollevare le difficoltà nazionali". Dall’istituzione del CGIE il mondo è cambiato profondamente, sono superate le divisioni che "contrapponevano culture, sistemi politici e interessi sui quali erano costruite le ragioni della diaspora. Quelle condizioni, tuttavia, hanno assunto aspetti nuovi e continuano ad alimentare gli espatri che concorrono numericamente a rendere la rappresentanza degli italiani all’estero la ventunesima regioni più numerosa d’Italia. La dimensione degli italiani all’estero produce ricchezze, va regolamentata e riportata nel circuito virtuoso del soft power che caratterizza l’immagine e il peso dell’Italia nel mondo". La 44^ Assemblea plenaria del CGIE si svolgerà a Roma il 14 dicembre, nell’Auditorium, TH Roma - Carpegna Palace Domus Marie Hotel” in via Aurelia 48. A seguire, nei giorni 15-17 dicembre, sempre a Roma, si svolgeranno i lavori della IV Assemblea Plenaria della Conferenza Permanente Stato-Regioni-Province Autonome-CGIE ospitata nel Centro Convegni Angelicum alla quale parteciperanno ministri, presidenti di regioni e dei consigli regionali e provinciali, assieme ai consiglieri del CGIE e vari rappresentanti del mondo organizzato degli italiani all’estero. Tema di questo evento è la grandezza degli italiani all’estero, che costituiscono la 21.ma regione italiana.  

La domenica del papa: la concretezza della fede

13 Dicembre 2021 - Città del Vaticano  - In piazza San Pietro ci sono i bambini con le statuette del bambinello del presepio nelle loro mani, a ricordare che la nostra gioia è in quella mangiatoia. La terza domenica di Avvento, posta com’è a metà del percorso verso il Natale, ci fa riflettere non solo su chi è il festeggiato, Gesù, ma anche sul fatto che la venuta del Signore non può provocare altro che gioia nel credente: “siate sempre lieti nel Signore” scrive Paolo ai Filippesi, “il Signore è vicino”. Domenica gaudete, dunque, dedicata alla letizia, alla gioia – non l’effimera allegria – attesa dell’incontro con il Signore che nasce. Festa che nelle nostre strade è anticipata dalle luci, dalle vetrine con richiami spesso difficili da ignorare, anche in tempi di crisi. Papa Francesco all’Angelus ci invita a gioire ma anche a non dimenticare drammi e difficoltà dei nostri fratelli. Subito l’Ucraina, appello e preghiera “perché le tensioni siano risolte attraverso un serio dialogo internazionale e non con le armi. Che questo Natale porti pace all’Ucraina”. E nuova richiesta affinché si fermi la corsa agli armamenti: “le armi non sono la strada”, afferma Francesco. Le parole di Paolo agli abitanti di Filippi “siate sempre lieti nel Signore”, e “il Signore è vicino”, sono invito che deve scuoterci dal torpore di una vita triste, vuota e vissuta senza entusiasmo. Il Natale, ricordava Papa Benedetto “ci aiuta a riscoprire il senso e il gusto della gioia cristiana, così diversa da quella del mondo”. Per gioire, affermava ancora, abbiamo bisogno “non solo di cose, ma di amore e di verità: abbiamo bisogno di un Dio vicino, che riscalda il nostro cuore, e risponde alle nostre attese profonde”. Nel Vangelo di questa domenica, Luca ci porta di nuovo ad ascoltare le parole di Giovanni Battista, uomo austero, senza compromessi, che ha scelto il deserto come sua dimora. Eppure, la gioia è stata, come dire, la cifra della sua esistenza, il tono della sua vita. Non invita a fuggire nel deserto, a ricoprirsi di pelli di animali; il luogo della conversione è la vita in cui deve prendere forma la parola di Dio, che dona salvezza. Un Dio che viene e che è più forte di lui, ricorda, al quale non è degno di slegale i lacci dei sandali. Le parole di Giovanni non contrastano, dunque, con l’invito alla gioia di questa domenica, perché a ben vedere il suo invito alla conversione, è messaggio di speranza, ricerca di un volto al di là e sopra ogni giustizia, il volto della misericordia. Così papa Francesco che ripropone la domanda che è stata rivolta a Giovanni il Battista: “che cosa dobbiamo fare?”. È un interrogativo, ha commentato, che “non parte da un senso del dovere”, ma dall’entusiasmo per la venuta del Signore. Domanda che ha un significato più alto: “cosa fare della mia vita? A cosa sono chiamato? Che cosa mi realizza?”. Interrogativi che ci ricordano che “la vita ha un compito per noi. Non è senza senso, non è affidata al caso”. In questo tempo siamo “indaffarati in tanti preparativi, per regali e cose che passano, ma chiediamoci che cosa fare per Gesù e per gli altri”. Così Giovanni Battista dà risposte diverse alle folle – “chi ha due tuniche, ne dia a chi non ha” – ai pubblicani – “non esigente nulla di più di quanto vi è stato fissato” – ai soldati, alle loro domande; a “ciascuno è rivolta una parola specifica, che riguarda la situazione reale della sua vita”. Perché la fede, dice il Papa, “non è una teoria astratta, una teoria generalizzata, no, la fede tocca la carne e trasforma la vita di ciascuno”. Quale, allora, la concretezza della nostra fede, chiede Francesco: “è una cosa astratta o è concreta? La porto avanti nel servizio agli altri, nell’aiuto?”. Chiediamoci, “cosa posso fare concretamente? In questi giorni, mentre siamo vicini al Natale. Come posso fare la mia parte? Prendiamo un impegno concreto, anche piccolo, che si adatti alla nostra situazione di vita, e portiamolo avanti per prepararci a questo Natale. Ad esempio: posso telefonare a quella persona sola, visitare quell’anziano o quel malato, fare qualcosa per servire un povero, un bisognoso. Ancora: forse ho un perdono da chiedere o un perdono da dare, una situazione da chiarire, un debito da saldare. Magari ho trascurato la preghiera e dopo tanto tempo è ora di accostarmi al perdono del Signore. Fratelli e sorelle, troviamo una cosa concreta e facciamola!”. (Fabio Zavattaro – Sir)  

Preghiera dei fedeli: III domenica di Avvento

11 Dicembre 2021 -

Il Signore rinnova per noi la gioia dell’attesa della sua venuta. Affidiamo a Lui la nostra preghiera fiduciosa, acclamando: ASCOLTACI o SIGNORE!

  1. In questi giorni, in cui si ridesta la nostra speranza, chiediamo al Signore la grazia di volgere verso di Lui la nostra mente e il nostro cuore, il nostro desiderio e la nostra attesa di Lui,preghiamo:
  2. Domandiamo al Signore che si rinnovi, in noi cristiani, il desiderio della conversione del cuore, per testimoniare negli ambienti in cui viviamo la gioia dell’attesa del Suo Natale e della Sua venuta gloriosa,preghiamo:
  3. Preghiamo per i nostri pastori che ci accompagnano al Natale di Gesù: il Papa, i vescovi, i presbiteri e tanti testimoni di fede e di carità; preghiamo per gli ammalati, gli anziani, e tutte le persone che patiscono sofferenze psichiche e fisiche, preghiamo:
  4. Signore, in questi giorni noi continuiamo a vedere persone morte di disperazione, di freddo, di stenti. Tantissimi, troppi nostri fratelli non accolti, non amati e lasciati morire nell’indigenza e tra l’indifferenza delle gente, anche nostra. Perdonaci Signore!Preghiamo: Accogli, Dio nostro Padre, i desideri e le speranze nostre e dell’intera umanità, per poter riconoscere e accogliere il Figlio che tu doni al mondo. Tu che vivi e regni……

 

Migrantes: Il diritto d’asilo. Report 2021, “Gli ostacoli verso un noi sempre più grande”

10 Dicembre 2021 - Roma - Adam ha 16 anni e un sogno, quello di diventare medico. È nato in un campo profughi in Darfur. A 11 anni è fuggito dal Sudan da solo, e da allora ha perso i contatti con la sua famiglia. In Libia ha lavorato nei campi in condizioni di schiavitù e per alcuni mesi è stato rinchiuso in un centro di detenzione. Per sfuggire alle violenze e ai conflitti nel Paese è andato in Niger, dove è stato accolto in un campo per rifugiati ad Agadez. Bloccato in mezzo al deserto, senza poter andare a scuola e senza prospettive, Adam ha visto tanti suoi coetanei partire verso la Libia, in cerca di un imbarco per l’Europa. Il Niger, il Paese con l’indice di sviluppo umano più basso al mondo, è stato per anni uno snodo cruciale dei flussi migratori verso il Mediterraneo. Ma dal 2015 le politiche dell’UE hanno determinato la chiusura delle frontiere verso nord, aumentando di molto i rischi per chi prova ad attraversare il Sahara. Tuttavia la sorte di Adam è stata diversa: il 15 ottobre 2021 è potuto partire in aereo direttamente per l’Italia, insieme ad altri quattro ragazzi, nell’ambito del progetto “Pagella in tasca-Canali di studio per minori rifugiati”, promosso da InterSOS in partenariato, fra gli altri, con l’UNHCR e la Fondazione Migrantes. Dopo aver trascorso un mese in una struttura di prima accoglienza a Torino, è stato accolto da una famiglia affidataria e finalmente ha iniziato ad andare a scuola. “Pagella in tasca” porterà in Italia dal Niger, con il suo nuovo canale di ingresso legale e sicuro, ancora altri 30 minori non accompagnati. È un vero progetto pilota creativo e innovativo (anche se rimane una goccia nel mare dei rifugiati e migranti che, dall’inferno e dalle spiagge di Libia, tentano la sorte sulla rotta “illegale” e pericolosa del Mediterraneo centrale: da gennaio all’inizio di novembre 2021 vi hanno già perso la vita o sono rimasti dispersi in oltre 1.200, contro i 1.000 stimati in tutto il 2020). E viene raccontato nel volume fresco di stampa Il diritto d’asilo. Report 2021. Gli ostacoli verso un noi sempre più grande (Tau Editrice 2021, pp. 360, euro 20,00), che sarà presentato a Roma il prossimo 14 dicembre. Questo rapporto, promosso dalla Fondazione Migrantes, è ormai giunto alla quinta edizione e oggi è l’unico in Italia dedicato specificamente al mondo dei richiedenti asilo, dei rifugiati e delle migrazioni forzate. Con una forte centratura sull’Europa e sul nostro Paese, offre saggi e contributi che affrontano questi argomenti da prospettive inedite e multidisciplinari, oltre ad aggiornamenti statistici mirati. L’edizione 2021 riprende nel titolo il Messaggio di papa Bergoglio per la 107ª Giornata mondiale del migrante e del rifugiato (il testo viene riportato integralmente nel volume) e i suoi 12 contributi sono curati da un’équipe di autori che, oltre ad essere studiosi di questi temi, nel corso degli anni hanno seguito e continuano a seguire concretamente i richiedenti asilo e i rifugiati nei loro percorsi in Italia, o sono essi stessi rifugiati. Come negli anni scorsi, ha contribuito alla realizzazione del rapporto la redazione dell’osservatorio Vie di fuga. Quattro le parti che scandiscono il volume: “Dal mondo con lo sguardo rivolto all’Europa”, “Tra l’Europa e l’Italia”, “Guardando all’Italia” e un “Approfondimento teologico”. Questi invece i temi dei contributi: 2020-2021, il COVID-19 non ferma guerre, violenze e disuguaglianzeUltima fermata Schengen? Diritto d’asilo e gestione delle frontiere interne nella politica dell’UELa proposta di Patto europeo su immigrazione e asilo: la (non) riformaLe politiche europee e il nuovo Patto sulla migrazione e l’asilo: il punto di vista dei rifugiatiL’affido omoculturale dei minori stranieri non accompagnati: il sistema olandese e quello italiano a confrontoPagella in tasca: i “canali di studio” per minori rifugiatiLa fame di aria: l’inverno della primavera araba nel C.P.R. di TorinoIl sistema di accoglienza tra distruzione e riforme a pezzi: a che punto siamo?La protezione speciale dopo il decreto-legge 130/2020: un’innovazione importanteUna riflessione a viva voce. La dignità come fondamento dei diritti umani dei rifugiati: retorica o tutela efficace?Arte, pratiche e saperi: “Trame migranti” a MessinaFratelli tutti” migranti. Le prime tre parti del rapporto sono accompagnate da altrettante sezioni statistiche con graficitabelle e schede di dati e fatti” sulle migrazioni forzate e il diritto d’asilo nel mondo, nell’UE e in Italia, con numeri e serie storiche aggiornate a buona parte del 2021: dall’impatto del COVID-19 sulla protezione internazionale ai drammi vissuti ogni giorno da milioni di persone in fuga da guerre, persecuzioni, violenze, climate change. Dai “grandi dati” su arrivi e sbarchi alle stime sui morti e i dispersi alle frontiere dell’UE (dalle Canarie a Cipro, dalla nuova frontiera esterna della Manica ai gelidi confini con la Bielorussia, al collo di bottiglia misero e violento della rotta balcanica). Dai numeri sui richiedenti protezione in Europa e in Italia agli esiti che essi ottengono, all’applicazione del regolamento “Dublino III”. Dalle lodevoli (ma limitate) iniziative di reinsediamento, ricollocazione, evacuazione umanitaria e dei “corridoi umanitari” all’accoglienza che il nostro Paese offre a richiedenti e rifugiati. Senza dimenticare fenomeni opachi e inquietanti che non possono essere taciuti, come, in questo 2021, l’escalation dei migranti intercettati dalla Guardia costiera “libica” e di quelli rinchiusi nei famigerati centri di detenzione del Paese nordafricano, i respingimenti sommari e illegali nei Balcani e dalla Grecia, la criminalizzazione delle ONG... Rispetto all’edizione 2020 si aggiungono quest’anno dati e schede sulla situazione dello sradicamento forzato nel mondo alla metà del 2021, sulla situazione in Afghanistan (incluse le gravi responsabilità dell’Occidente in questo disastro umanitario, certo, ma anche geo-politico), sulle procedure “di frontiera” e “accelerata” in Europa, sui minori non accompagnati richiedenti protezione nell’UE e sui ricorsi in materia d’asilo e sulle vittime di tratta in Italia. Ad arricchire le pagine del volume, infine, una serie di fotografie a colori del fotografo indipendente Alessio Mamo, che ritraggono cittadini afghani a Kabul e in diversi contesti di migrazione, in Bosnia, a Lesbo e a Calais.  «Nei giorni in cui viene chiuso questo rapporto la tentazione di farsi prendere dallo sconforto e da un senso di impotenza è davvero alta – tirano le somme, nelle Conclusioni, le curatrici del volume Mariacristina Molfetta e Chiara Marchetti –.  La vecchia Europa sembra sempre più chiusa in se stessa e pochi sono gli spiragli di speranza, sia che si guardi ai singoli Stati, sia che si considerino le politiche dell’Unione. Entrare in Europa sarà sempre più difficile, costoso pericoloso. Il tema della solidarietà rimane quasi solo una questione di principio, sia a livello globale, sia a livello di Unione, sia ancora a livello interno dell’Italia. Non possiamo però arrenderci supinamente a questo scenario, e ci preme quindi richiamare anche i pochi ma significativi aspetti positivi che si affacciano timidamente alla ribalta e che hanno bisogno di tutta la nostra fiducia e tenacia per poter prosperare: l’introduzione della nuova protezione speciale, le vie sperimentali per l’accesso legale e sicuro nel nostro Paese di minori attraverso i visti per studio, e il protagonismo dei rifugiati che iniziano a prendere pubblicamente parola nel dibattito pubblico e scientifico. Possono forse sembrare piccoli lumi in un panorama fosco e disperante, ma dimostrano che il cambiamento è sempre possibile e che va costruito giorno per giorno, mettendo insieme risorse e volontà plurali e trasversali».  
  Il programma della presentazione in presenza e on line   Martedì 14 dicembre 2021 - ore 10.00 nell’aula magna di Casa La Salle, via Aurelia 472, 00165 - Roma Ingresso libero sino a esaurimento dei posti con green pass   e in diretta streaming sul canale Youtube: youtube.com/ChiesaCattolicaItaliana e sul profilo Facebook: facebook.com/conferenzaepiscopaleitaliana della Conferenza Episcopale Italiana   Gli interventi Stefano Russo, segretario generale della CEI Gian Carlo Perego, presidente della Fondazione Migrantes Cristina Molfetta e Chiara Marchetti, curatrici del rapporto Yagoub Kibeida dell’associazione UNIRE Michele Rossi della rete Europasilo Franco Nero, Attore Modera Duccio Facchini, direttore del mensile Altreconomia​

Migrantes Vicenza: un incontro sui diritti umani

10 Dicembre 2021 - Vicenza - In occasione del 73° anniversario della Dichiarazione universale dei Diritti Umani, Migrantes Vicenza (in collaborazione con diverse realtà associative che sul territorio si occupano di migranti, accoglienza e diritti umani) organizza un incontro-dibattito in programma oggi, 10 dicembre, alle ore 18 presso il Centro Culturale San Paolo (Viale Ferrarin 30, Vicenza). Interverranno Mario Faggionato (presidente Giuristi Democratici), Giorgio Brizio (autore di “non siamo tutti sulla stessa barca”), Stefano Canestrini (Centro Astalli), Franco Balzi (sindaco di Santorso), Francesco Zanni, Martina Corbetti e Beppe Caccia. Modera il dibattito Beatrice Peruffo. “Il Papa a Cipro, a Lesbo e ad Atene, con parole accorate, ha richiamato lʼattenzione del mondo sui tanti muri innalzati da paesi ricchi contro chi è più povero, contro chi è diverso, contro chi viene indicato come nemico, contro i migranti”, spiega Luciano Carpo, vice delegato Migrantes Vicenza: “Sparsi nei vari continenti, si contano ben 63 muri", ricorda Carpo: il più famoso quello al confine USA-Mexico, ma ce ne sono  molti in Asia, in Israele, in Grecia-Turchia, nel Nord Africa a Ceuta Melilla, lungo i Balcani, tra Polonia e Bielorussia. "Addirittura ben 12 paesi europei hanno chiesto finanziamenti europei per costruire muri, senza contare il Mediterraneo usato come muro ‘controʼ e diventato ormai ‘un freddo cimitero senza lapidiʼ – come lo ha definito il Papa – che segnano le disuguaglianze tra Nord e Sud del mondo, disuguaglianze aggravate dagli interessi economici geopolitici-militari, dalla scarsa vaccinazione contro il Covid e dai disastri naturali dovuti ai cambi climatici.”  Dallʼincontro – che potrà essere anche seguito online in diretta sul Canale YouTube Diocesi di Vicenza – scaturirà anche un video che sarà successivamente messo a disposizione delle scuole e degli studenti per riprendere e amplificare la discussione.  

Vangelo Migrante: III domenica di Avvento (Vangelo Lc 3, 10-18)

9 Dicembre 2021 - Le parole del profeta Sofonia nella prima lettura e un certo successo della predicazione di Giovanni Battista, introducono il tema di questa terza domenica di Avvento detta della gioia: ‘gaudete!’ Di che gioia si tratta? Il popolo avverte che è in arrivo un cambiamento ed ha la forma della “revoca di una condanna”, come annunciato dal profeta: “rallegrati figlia di Sion (…) il Signore ha revocato la tua condanna”; il cambiamento è, addirittura, una persona: “viene colui che è più grande di me a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali”, predica Giovanni. Un’aspettativa dinanzi alla quale molti chiedono al Battista: io che cosa posso fare? Lo chiedono le folle, i pubblicani e, persino, i soldati. La pagina di Vangelo si sofferma sulle risposte di Giovanni il Battista a ciascun gruppo e sull’annuncio delle qualità del Messia. Giovanni non dà risposte definitive: il suo è sempre un preparare, predisporre la strada a Colui che ha la risposta definitiva. Per questo, esorta le folle a praticare una giustizia distributiva: “chi ha due tuniche, ne dia a chi non ne ha, e chi ha da mangiare, faccia altrettanto”. Ai pubblicani raccomanda: “non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato”; e ai soldati: “non maltrattate e non estorcete niente a nessuno; accontentatevi delle vostre paghe”. Questa è la missione di Giovanni … e anche la nostra: annunciare e praticare una giustizia.  Non sono queste le cose che salvano (lo vediamo tutti i giorni) ma di sicuro sono queste le cose che preparano la Salvezza. E sono necessarie perché il Compimento di Dio possa realizzarsi. Giovanni porge il primo livello della conversione: interrompere il male. È decisivo, perché è da lì si costruisce il nuovo. Se pensiamo che per accogliere Dio occorre fare cose fantasmagoriche, ci sbagliamo. Quello che serve, invece, è interromperne alcune. E, spesso sono queste le cose che ci fanno soffrire di più perché all’apertura al nuovo, anche a quel che desideriamo, si oppone quello che temiamo di perdere. Il titolare della salvezza, arriverà e porterà pienezza di vita nuova, dice Giovanni, ma c’è un puntino che spetta a noi ed è l’inizio di quella venuta. Il movimento possibile, quello che io posso fare, lo devo fare. È su quello che vedremo fiorire l’impossibile che spetta a Dio. (p. Gaetano Saracino)  

Migrantes: il rapporto Asilo su “Gli ostacoli verso un noi sempre più grande”

9 Dicembre 2021 - Roma - “Gli ostacoli verso un noi sempre più grande” è il titolo della nuova edizione del report “Il diritto d’asilo” della Fondazione Migrantes, che sarà presentato il 14 dicembre a Roma (ore 10, aula magna di Casa La Salle). Interverranno, tra gli altri, mons. Stefano Russo, segretario generale Cei; mons. Gian Carlo Perego, presidente Fondazione Migrantes; Cristina Molfetta e Chiara Marchetti, curatrici del volume; Yagoub Kibeida, Michele Rossi e l'attore Franco Nero.

Migrantes Concordia-Pordenone: domenica “Natale nel Mondo”

9 Dicembre 2021 - Pordenone - Domenica prossima, 12 dicembre, nella chiesa di San Pietro Apostolo di Cordenons, alle ore 15.00, si svolgerà la manifestazione “Natale nel mondo”. Si tratta di un’iniziativa organizzata dalla Commissione diocesana Migrantes della diocesi di Concordia-Pordenone: è un’occasione d’incontro e di condivisione tra le diverse comunità cattoliche presenti sul territorio, che propongono i loro canti tradizionali di Natale. Per la comunità italiana si esibiscono il Coro della parrocchia di San Francesco di Pordenone, il Coro della parrocchia della Madonna delle Grazie di Pordenone e il Complesso multietnico Coro Sconfinato. Partecipano con i loro canti natalizi tradizionali le comunità filippina, ghanese, nigeriana, rumena e ucraina: è un appuntamento che le diverse comunità condividono da otto anni per prepararsi insieme alla celebrazione del Santo Natale.

L’importanza delle parole

9 Dicembre 2021 - Roma - Arrivati agli ultimi giorni dell’anno è partita la consueta analisi e classificazione delle parole maggiormente utilizzate durante il 2021. Le espressioni che hanno scandito i dodici mesi non solo fotografano la vita sociale di un determinato contesto, evocando vicende e stili di vita, ma disegnano anche una sorta di abbecedario della memoria collettiva. In questo senso, sarebbe bello se il lemma che racchiude l’intero anno che sta per finire - e fosse di augurio a quello che inizierà - fosse proprio PAROLA. Una sintesi perfetta per invocare un’attenzione maggiore nell’esprimersi, per evitare un uso sproporzionato di vocaboli che, più che creare ponti, generano profonde ferite. Ma soprattutto è memoria forte di un principio basilare: non servono tante parole, ma le giuste parole. (Vincenzo Corrado)

Mon. Perego: il viaggio del Papa a Cipro e in Grecia è anche un appello concreto all’Europa

9 Dicembre 2021 - Roma -  Il viaggio a Cipro e in Grecia è anche un appello concreto all’Europa, a tutti i Paesi che formano la “casa comune” europea, a "superare interessi nazionali e considerazioni politiche per rimettere al centro, nella politica migratoria, la dignità della persona migrante". Lo scrive oggi mons. Gian Carlo Perego, presidente della Fondazione Migrantes, in un editoriale per il settimanale "Famiglia Cristiana" in uscita oggi.  Il viaggio diventa - scrive mons. Perego -  così "una critica aperta allo scandalo di 10 muri che si sono alzati ai confini dei Paesi europei e a un accordo continuamente rimandato per rivedere il regolamento di Dublino con l’impegno alla distribuzione dei richiedenti asilo e rifugiati in tutti i 27 Paesi europei. Da Lesbo, in comunione con le altre Chiese cristiane, può rinascere l’Europa della solidarietà". Il presidente della Migrantes evidenzia come il viaggio sia stato preceduto dall’incontro in Santa Marta con 12 rifugiati accompagnati dall’elemosiniere e dall’incontro con 15 profughi ospitati presso la parrocchia di Santa Maria degli Angeli di Fiumicino e come il papa, nell'Angelus  di domenica 28 novembre abbia ricordato con "sofferta partecipazione i migranti morti nel Canale della Manica e i migranti che continuano a morire nelle acque del Mediterraneo, come anche la situazione drammatica al confine tra Polonia e Bielorussia che si unisce al dramma dei migranti della Rotta balcanica". Il Papa "unisce sempre alle parole i fatti, i gesti ai discorsi, per rendere credibile il messaggio della Chiesa. Laddove ci sono sofferenza, un’umanità ferita per le privazioni, le violenze, la fuga da guerre e cambiamenti climatici, ha ricordato il Papa sempre all’Oim, non possono prevalere le considerazioni diplomatiche, non si possono semplicemente 'difendere le agende politiche'". (R.Iaria)

Campagna “Io Accolgo”: venerdì la presentazione dell’iniziativa “Dove sono finit@ le afghane e gli afghani?”

9 Dicembre 2021 - Roma - In occasione della Giornata internazionale per i diritti umani del 10 dicembre, la campagna Io accolgo lancia un’iniziativa nazionale “Dove sono finit@ le afghane e gli afghani?”. La crisi afghana è infatti emblematica di quanto sta succedendo lungo tutte le frontiere europee: a Calais, lungo la Rotta Balcanica, nel Mar Mediterraneo come sulla frontiera tra Bielorussia e Polonia, dove la situazione è particolarmente difficile. Per denunciare la gravità di quanto succede, le organizzazioni sociali polacche si stanno mobilitando e hanno lanciato un appello ad esporre alle finestre, al tramonto, delle simboliche lanterne verdi, appello che la Campagna ha raccolto e rilancia in Italia nella giornata del 10. Di tutto questo e delle tante iniziative promosse sia a livello locale che nazionale dal 10 al 18 dicembre, Giornata internazionale per i diritti di tutti i lavoratori migranti e delle loro famiglie, si parlerà venerdì 10 dicembre, alle ore 12.00, presso l’hotel dei Borgognoni in via del Bufalo 126 (Piazza di Spagna) a Roma. Durante l’incontro verranno anche presentate le proposte di Io accolgo per un nuovo Patto Europeo per i diritti e l’accoglienza e verrà illustrata la proposta di ordine del giorno che chiediamo agli enti locali di far votare dai consigli comunali e regionali. Della Campagna fanno parte A Buon Diritto, ACLI, ActionAid, AOI, ARCI, ASGI, Caritas italiana, Casa della Carità (Mi), CEFA Onlus, Centro Astalli, CGIL, CIAC Onlus, CIAI, CIR, CNCA, Comunità di S. Egidio, CONNGI, Ero Straniero, EuropAsilo, FCEI, FOCSIV, Focus casa dei diritti sociali, Fondazione Archè, Fondazione Banca Etica, Fondazione Migrantes, Forum Terzo Settore, Gruppo Abele, ICS Trieste, Intersos, Legambiente, Link-Coordinamento universitario, Lunaria, Medici del mondo Italia, Medici Senza Frontiere, NAIM, Oxfam, Rainbow4Africa, ReCoSol, Refugees Welcome Italia,  Rete degli studenti Medi, Rete della Conoscenza, Saltamuri, Save the Children Italia, Senza Confine, UIL, Unione degli Studenti, Unione degli Universitari, UNIRE APS.

Papa Francesco ha pregato per i popoli che soffrono duramente per le guerre e la crisi climatica

9 Dicembre 2021 -
Roma - Ha pregato per i popoli che soffrono duramente per le guerre e la crisi climatica papa Francesco ieri mattina, poco prima dell'alba, davanti alla statua dell'Immacolata Concezione in a Piazza di Spagna. "Questa mattina, nella Solennità dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, poco prima delle 6.15, Papa Francesco si è recato in Piazza di Spagna per un atto di venerazione a Maria Immacolata, anche quest’anno in forma privata", ha etto il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Matteo Bruni. "Mentre attorno era notte, il Papa ha deposto un cesto di rose bianche alla base della colonna sulla cui sommità si trova la statua della Madonna e si è fermato in preghiera, chiedendoLe il miracolo della cura, per i tanti malati; della guarigione, per i popoli che soffrono duramente per le guerre e la crisi climatica; e della conversione, perché sciolga il cuore di pietra di chi innalza muri per allontanare da sé il dolore degli altri", ha spiegato Bruni.
Il Papa, poi, si è recato a Santa Maria Maggiore dove ha continuato la preghiera davanti all’icona di Maria Salus Populi Romani. (R.I.)

Papa Francesco: “davanti ai volti di chi emigra, non possiamo tacere, non possiamo girarci dall’altra parte”

9 Dicembre 2021 - Città del Vaticano - "Il mio augurio per Cipro è che sia sempre un laboratorio di fraternità, dove l’incontro prevalga sullo scontro, dove si accoglie il fratello, soprattutto quando è povero, scartato, emigrato. Ripeto che davanti alla storia, davanti ai volti di chi emigra, non possiamo tacere, non possiamo girarci dall’altra parte". Papa Francesco torna sul tema dei migranti ricordando il suo recente viaggio a Cipro e in Grecia dove ha anche voluto tornare a Lesbo per visitare i migranti nel campo. "A Cipro, come a Lesbo, ho potuto guardare negli occhi questa sofferenza: per favore, guardiamo negli occhi gli scartati che incontriamo, lasciamoci provocare dai visi dei bambini, figli di migranti disperati. Lasciamoci scavare dentro dalla loro sofferenza per reagire alla nostra indifferenza; guardiamo i loro volti, per risvegliarci dal sonno dell’abitudine!". è stato l'appello del pontefice che ha ringraziato per l'accoglienza ricevuta in questo 35mo viaggio internazionale. Anche in Grecia  "ho ricevuto un’accoglienza fraterna. Ad Atene ho sentito di essere immerso nella grandezza della storia, in quella memoria dell’Europa: umanesimo, democrazia, sapienza, fede. Anche lì ho provato la mistica dell’insiemenell’incontro con i fratelli Vescovi e la comunità cattolica, nella Messa festosa, celebrata nel giorno del Signore, e poi con i giovani, venuti da tante parti, alcuni da molto lontano per vivere e condividere la gioia del Vangelo. E ancora, ho vissuto il dono di abbracciare il caro Arcivescovo ortodosso Ieronymos: prima mi ha accolto a casa sua e il giorno seguente è venuto a trovarmi. Custodisco nel cuore questa fraternità", ha detto il Pontefice. (R.Iaria)

Card. Parolin: messaggio agli italiani in Usa e al quotidiano “America Oggi”

7 Dicembre 2021 - Roma - "Molte sono le sfide che ancora ci attendono, a cominciare da quella della pandemia e da quella delle migrazioni, su cui Papa Francesco ha fortemente attirato l’attenzione durante questo viaggio a Cipro e in Grecia, Paesi che si trovano drammaticamente al centro del fenomeno, ma il Natale ci ricorda che non siamo soli ad affrontarle, perché c’è l’Emmanuele, il Dio con noi, venuto ad abitare per sempre su questa nostra terra e ad accompagnarci con la sua luce e la sua grazia nel nostro pellegrinaggio terreno". Lo scrive il card. Pietro Parolin, Segretario di Stato della Santa Sede, in un messaggio al quotidiano in lingua italiana "America Oggi", diffuso negli Stati Uniti. Rivolgendosi anche agli italiani che vivono negli Usa il porporato scrive: "si ravvivi dunque la speranza e con la speranza il senso di responsabilità in ciascuno di noi per collaborare con Lui a costruire, fin da quaggiù, il suo regno di giustizia, di amore e di pace. Accompagno questi auguri con una speciale preghiera per ciascuno di voi, i vostri cari e le vostre intenzioni di bene". (R. Iaria)  

Vescovi Messico: appello al Governo sul tema dei migranti

7 Dicembre 2021 - Città del Messico- “Oggi più che mai è urgente un intervento deciso dei tre livelli di governo, nel rispetto dei diritti fondamentali dei migranti. La responsabilità e l’obbligo sono molto chiari: spetta al governo del Messico creare condizioni dignitose per l’esercizio di tutti i diritti per tutte le persone in conformità con la Costituzione politica del Messico”. Lo afferma la Conferenza Episcopale del Messico in un messaggio diffuso domenica e intitolato “Urgente appello al Governo del Messico”. La Chiesa messicana torna ad alzare la sua voce sulla situazione migratoria e soprattutto sull’emergenza che si continua a vivere alla frontiera sud, nel Chiapas e in particolare nel territorio della diocesi di Tapachula. Un’emergenza, accusa il messaggio, acuita dall’atteggiamento delle autorità, mentre aumentano anche le violenze tra gli stessi stranieri, in questo momento in maggioranza haitiani: “La situazione dei migranti a Tapachula ha assunto una dimensione e una complessità allarmanti. Oltre al sovraffollamento, ai ritardi nelle procedure di richiesta del riconoscimento dello status di rifugiato e del visto umanitario, a vessazioni e abusi da parte delle autorità locali e federali, ora si sono aggiunte la disperazione ed episodi di violenza da parte loro, in risposta alle tante promesse non mantenute dal Governo federale”. La tensione è dovuta, tra l’altro, alle promesse non mantenute di trasferimento dei migranti più a nord. Voci che hanno alimentato degli spostamenti massicci, come quello che ha interessato la torrida strada costiera del Chiapas. “La situazione che stiamo vivendo – scrivono i vescovi – è caotica: sofferenza, disperazione e violenza. In mezzo a questa complessa realtà, la Chiesa cattolica, attraverso la diocesi di Tapachula, è rimasta ferma nel fornire assistenza umanitaria ai migranti, preoccupata anche da una politica confusa e inefficace del Governo federale, dall’indifferenza del Governo statale e il ruolo di spettatori delle amministrazioni comunali. Il nostro desiderio di aiutare è molto grande, facciamo il possibile al meglio delle nostre capacità e, sebbene le risorse siano limitate, continueremo sempre a farlo con sollecitudine e con profondo spirito cristiano”. Inoltre, si legge nel testo, “riceviamo con disappunto la notizia che il governo del Messico ha deciso di riprendere il programma Mpp, meglio conosciuto come “Quédate en México (Rimani in Messico) poiché viola molteplici principi internazionali in materia di rifugiati e asilo, come il diritto a un giusto processo e non respingimento. Con profonda sincerità ci auguriamo che le persone nel contesto migratorio che si trovano in territorio messicano possano vedere una luce di speranza in questa valle di indifferenza, dolore”.  

Papa Francesco: “Se non risolviamo il problema dei migranti rischiamo di far naufragare la civiltà”

7 Dicembre 2021 - Città del Vaticano – “Se non risolviamo il problema dei migranti rischiamo di far naufragare la civiltà”. Lo ha detto ieri pomeriggio papa Francesco nella consueta conferenza stampa sull’aereo che lo riportava a Roma dopo il viaggio a Cipro e in Grecia. Il pontefice ammonisce chi alza muri e fili spinati: “se avessi davanti un governante che impedisce l’immigrazione con la chiusura delle frontiere e con i fili spinati gli direi: pensa al tempo in cui tu fosti migrante e non ti lasciarono entrare, volevi scappare… Ma i governi devono governare e se arriva un’ondata migratoria non si governa più? Ogni governo deve dire chiaramente quanti migranti può ricevere, è un suo diritto, ma allo stesso tempo i migranti vanno accolti, accompagnati, promossi”, ha detto il papa.  Se un governo “non può fare questo deve entrare in dialogo con altri Paesi. La Ue deve costruire armonia per la distribuzione dei migranti. In Europa non c’è una linea comune. I migranti vanno integrati: perché se non integri il migrante, questo maturerà una cittadinanza di ghetto. E avrai un guerriero”, ha aggiunto papa Francesco rispondendo ad una domanda. Certo, non è facile. I rappresentanti dei governi europei devono mettersi d’accordo. E se uno Stato manda indietro un migrante nel suo Paese allora deve integrarlo là, non lasciarlo sulla costa libica”. (R.Iaria)