Primo Piano

Card. Zuppi: “che muoia un bambino e una donna di freddo mi fa star molto male”

14 Novembre 2022 - Roma - Quello delle migrazioni "è un problema che va affrontato insieme, l'Europa deve aiutare tutti i paesi compreso l'Italia che sono più esposti all'immigrazione, forse c'è da concentrarsi in maniera come abbiamo detto in tanti anni costruttiva e non divisiva". Lo ha detto il presidente della Cei, card. Matteo Zuppi, a margine di un evento sulla natalità svoltasi sabato a Roma. "Soltanto insieme si affronta un problema così perché soltanto insieme - ha aggiunto - si affrontano problemi di questo rilievo". Alla domanda su come abbia vissuto personalmente gli ultimi sbarchi, ha risposto: "Che muoia un bambino e una donna di freddo mi fa star molto male".  

Migrantes: anche a Reggio Calabria il progetto “Diffusamente” sull’accoglienza degli Ucraini

14 Novembre 2022 - Reggio Calabria - A Reggio Calabria, il “Comitato per le mamme e i bambini dell’Ucraina”, il “Centro Ascolto G.B. Scalabrini”, il “Centro diocesano Migrantes” e la Parrocchia Sant’Agostino, gestita dai Missionari Scalabriniani, si sono impegnati a rispondere alle necessità delle persone in fuga dall’Ucraina, giunte nel territorio diocesano a causa della guerra, che ormai da mesi sconvolge quella nazione. In particolare, l’unione di alcuni enti, volontari e collaboratori ha permesso di dare urgente accoglienza e opportune indicazioni sia ai profughi Ucraini, sia a chi si è reso disponibile a offrire loro una dignitosa ospitalità. Diverse organizzazioni di volontariato, tra cui parrocchie, associazioni laiche e cattoliche, cooperative sociali, patronati sindacali e singoli cittadini, hanno unito le forze per dare ascolto, vicinanza, accoglienza e accompagnamento soprattutto alle mamme e ai minori Ucraini. Il metodo scelto è stato quello dell’accoglienza diffusa, centrato su progetti familiari personalizzati, che prevedevano non solo la risposta ai bisogni materiali più impellenti, ma anche una presa in carico globale dei nuclei familiari. Grazie alla Fondazione Migrantes della Conferenza Episcopale Italiana e alla sua collaborazione con l’ACRI (Associazione delle Fondazioni delle casse di risparmio in Italia), questi organismi hanno avuto sostegno anche dal progetto “Diffusamente”, riguardante l’accoglienza nelle parrocchie e nelle famiglie di persone e famiglie ucraine, fuggite dalla guerra nel corso del 2022. Il progetto ha sostenuto l’accoglienza di 1100 persone Ucraine – 589 adulti e 481 minori, 311 famiglie – fuori dai circuiti istituzionali (Prefettura, Protezione civile, Comuni…), in 18 province italiane. L’ACRI ha messo a disposizione la somma di 100.000 euro, integrati da un contributo della Fondazione Migrantes. Il progetto “Diffusamente” sarà presentato al Festival dell’immigrazione a Modena il 23 novembre, in un convegno che vedrà la partecipazione di  Francesco Profumo, Presidente ACRI, di mons. Gian Carlo Perego, Presidente della Fondazione Migrantes, di don Marco Jaroslav Semehen, Rettore della Basilica di S. Sofia, a Roma, e Direttore Migrantes dell’Esarcato Apostolico degli Ucraini in Italia.  

Foyer Catholique: inaugurato a Bruxelles il “focolare” culturale e spirituale nel cuore del quartiere europeo

14 Novembre 2022 - Bruxelles - Un luogo di educazione, cultura, catechesi, dialogo, voluto 60 anni fa da laici cristiani impegnati nella costruzione della “casa comune europea”: una storia che si rinnova e che guarda al futuro. È stato inaugurato, nei giorni scorsi  a Bruxelles il rinnovato Foyer Catholique Européen, nel cuore del quartiere europeo della capitale belga. L’antico edificio, in Rue du Cornet al numero 51, è stato completamente ristrutturato, compresa la cappella oggi arricchita da un gigantesco mosaico dell’artista italiano Andrea Mastrovito raffigurante lo Spirito Santo. Il presidente del Consiglio di amministrazione, Lorenzo Mannelli, ha fatto gli onori di casa ripercorrendo la storia del Foyer, che nel corso del tempo ha cambiato quattro sedi ma ha mantenuto la vocazione originaria, tra la pastorale, la promozione culturale e l’ecumenismo. Lo stesso Mannelli ha quindi indicato alcune linee di sviluppo dell’attività del Foyer. All’inaugurazione erano presenti la regina madre, Paola Ruffo di Calabria; il vescovo ausiliare di Bruxelles-Malines, mons. Jean Kockerols; il vescovo di Bergamo, mons. Francesco Beschi; mons Hrvoje Skrlec in rappresentanza della nunziatura presso l'Unione europea; la vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno; il direttore generale della Fondazione Migrantes, mons. Pierpaolo Felicolo; numerosi esponenti del mondo religioso e istituzionale belga e comunitario. Don Claudio Visconti, responsabile Migrantes della comunità italiana cattolica a Bruxelles – anima del progetto e della nuova vita del Foyer –, è intervenuto per illustrarne le prossime finalità religiose e spirituali. Andrea Mastrovito – che da anni vive e opera a New York – ha invece spiegato il senso dell’opera che arricchisce la cappella, realizzata con materiali ligneo e inserti di pagine della Bibbia. Infine mons. Kockerols ha benedetto, dopo un momento di preghiera, il Foyer, le persone che vi operano e le sue prossime attività.

Perseveranti, severi e decisi

14 Novembre 2022 - Città del Vaticano - In questa penultima domenica del tempo ordinario Paolo e Luca ci aiutano a riflettere sulla condizione umana; il primo, l’apostolo delle genti, affronta con la comunità di Tessalonica il tema della speranza e dell’operosità e chiede loro di allontanarsi da chi conduce una vita disordinata e oziosa. Luca, con le parole di Gesù, invita a vivere il tempo presente con sapienza, discernimento e perseveranza. Il Signore dice che ci saranno distruzioni e persecuzioni, ma, scrive l’evangelista, “non lasciatevi ingannare”, “non andate dietro” ai falsi profeti, “non vi terrorizzate”. L’invito è chiaro: non perdere la fiducia nella parola di Dio. Non è un caso che Luca termini il brano dicendo: nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto. Sorprendente questa frase: Gesù annuncia distruzioni, persecuzioni, sofferenze, eppure invita a non disperare, a perseverare anche nei giorni bui. È il tempo della contraddizione della speranza. Gesù parla dalla città di Gerusalemme che lo vedrà morire sulla croce, città che cadrà nel 70 dopo Cristo, il cui tempio sarà distrutto. Ma è proprio qui che avviene il fatto che pone in secondo piano tutte le altre cose, aprendo il cuore alla speranza: la resurrezione di Gesù. Nella domenica, Giornata mondiale dei poveri, l’invito che ci viene dalle letture, dice in San Pietro il Papa è di non lasciarsi ingannare, di non leggere “i fatti più drammatici in modo superstizioso o catastrofico, come se fossimo ormai vicini alla fine del mondo e non valesse la pena di impegnarci più in nulla di buono”; ancora, di non lasciarci guidare dalla paura magari affidandoci alle “fandonie di maghi o oroscopi, che non mancano mai” o a “qualche messia dell’ultim’ora, in genere sempre disfattisti e complottisti”. Ecco allora la parola perseveranza. Essere “severi, ligi, persistenti”, dice Francesco, in ciò che sta a cuore al Signore, concentrandoci “su ciò che resta, per evitare di dedicare la vita a costruire qualcosa che poi sarà distrutto, come quel tempio, e dimenticarsi di edificare ciò che non crolla, di edificare sulla sua parola, sull’amore, sul bene; perseveranti, severi e decisi “nell’edificare su ciò che non passa”, ovvero “costruire ogni giorno il bene”. La Giornata mondiale dei poveri è l’occasione, attraverso le parole di Gesù, di “rompere quella sordità interiore che tutti noi abbiamo e che ci impedisce di ascoltare il grido di dolore soffocato dei più deboli”, di “piangere con loro e per loro” nel vedere “quanta solitudine e angoscia si nascondono anche negli angoli dimenticati delle nostre città”. Lì si vede “tanta miseria e tanto dolore e tanta povertà scartata”. Nell’omelia in San Pietro Papa Francesco dice: “anche oggi viviamo in società ferite e assistiamo, proprio come ci ha detto il Vangelo, a scenari di violenza – basta pensare alle crudeltà che sta soffrendo il popolo ucraino –, di ingiustizia e di persecuzione”. Sull’Ucraina il vescovo di Roma tornerà anche nel discorso dopo la recita dell’Angelus parlando di terra martoriata: “la pace è possibile. Non rassegniamoci alla guerra”; alla “sciagura della guerra che provoca la morte di tanti innocenti e moltiplica il veleno dell’odio”. Oggi molto più di ieri, afferma il Papa nella basilica vaticana, “tanti fratelli e sorelle, provati e sconfortati, migrano in cerca di speranza, e tante persone vivono nella precarietà per la mancanza di occupazione o per condizioni lavorative ingiuste e indegne”. Di qui l’invito “forte e chiaro” che viene dalle parole del Vangelo a non lasciarci ingannare: “non diamo ascolto ai profeti di sventura; non facciamoci incantare dalle sirene del populismo, che strumentalizza i bisogni del popolo proponendo soluzioni troppo facili e sbrigative. Non seguiamo i falsi messia che, in nome del guadagno, proclamano ricette utili solo ad accrescere la ricchezza di pochi, condannando i poveri all'emarginazione", ha affermato il Papa. In mezzo all’scurità “accendiamo luci di speranza”, e nelle situazioni drammatiche cogliamo “occasioni per testimoniare il Vangelo della gioia e costruire un mondo più fraterno, almeno un po' più fraterno; impegniamoci con coraggio per la giustizia, la legalità e la pace, stando a fianco dei più deboli. Non scappiamo per difenderci dalla storia, ma lottiamo per dare a questa storia, che noi stiamo vivendo, un volto diverso". (Fabio Zavattaro - Sir)

Il neonato senza vita sul barchino

11 Novembre 2022 -

Lampedusa - Una donna uccisa dal freddo. Un neonato trovato morto su un barchino, perché non ha retto la traversata. Il dolore di Lampedusa non finisce mai. Gli sbarchi si susseguono sul molo di quello che, nonostante tutto, rimane un avamposto di speranza e solidarietà. E la cronaca somma, in abbondanza, le storie delle persone migranti, in cerca di un approdo. In trentasei ore, questo il bollettino del pomeriggio di ieri, si sono registrati circa settecento arrivi. L’hotspot conta più di milletrecento ospiti. Mercoledì scorso, una giovane donna è morta al poliambulatorio dell’isola, per ipotermia. I medici hanno cercato di salvarla, senza riuscirci.  Successivamente, si è consumata la tragedia di un neonato della Costa d’Avorio. La sua mamma era partita dalla Tunisia, con l’idea di curare quel bambino fragile, di appena venti giorni, e di assicurargli un futuro migliore. «Sono qui da un anno e un mese – dice don Carmelo Rizzo, parroco di Lampedusa -. Sapevo delle tante difficoltà, ma qui si incontra la morte ogni giorno. Ed è terribile quando vedi arrivare un bambino senza vita, con i parenti che gridano per la disperazione». Lancia un appello, don Carmelo: «Si garantiscano viaggi in sicurezza. Non si può continuare così». Il presidio di soccorso dell’isola è guidato dal dottore Francesco D’Arca che è a Lampedusa da due mesi. E’ lui che racconta, da vicino, i drammi a ripetizione. « La situazione è molto pesante – dice il dottore –. Il nostro impegno è massimo, ogni giorno. Con la ragazza abbiamo tentato il tutto per tutto, purtroppo non c’è stato niente da fare». Poi, quell’altra pagina tremenda. « L’allarme lo abbiamo ricevuto intorno alle 23 di mercoledì – spiega il dottore D’Arca –. Abbiamo appreso che c’era un neonato morto. La mamma è una ragazza di diciannove anni. A quanto pare, il bambino soffriva di problemi respiratori e si erano imbarcati anche per farlo curare». Francesco D’Arca è un medico di lungo corso. Ha lavorato nelle corsie della chirurgia d’urgenza, nell’ospedale Villa Sofia, prima che l’Asp di Palermo lo mandasse dentro la più estrema delle trincee. Ma perfino un camice bianco con anni di curriculum non può che rimanere scosso. «La mamma del neonato – racconta – ha chiesto di guardare per l’ultima volta suo figlio e la zia ha scattato una foto da inviare al papà, rimasto in Costa d’Avorio. Noi non dimenticheremo mai quello che abbiamo visto». La politica, ovviamente, è in fibrillazione. «È un continuo ricevere chiamate da parte delle forze dell’ordine per informarmi che ci sono cadaveri. Mi sembra di assistere a un bollettino di guerra e ciò che mi preoccupa è che stia diventando una quotidianità, nell’indifferenza dell’Europa. È duro lavorare in queste condizioni, innanzitutto umanamente e poi perché il nostro Comune non può sopportare questo peso, anche per l’insufficienza di risorse umane, strumentali e finanziarie». Sono parole del sindaco di Lampedusa e Linosa, Filippo Mannino, che ha scritto al premier Giorgia Meloni e al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi per un incontro urgente. «Vanno cercate soluzioni durature e fattibili alle problematiche che hanno ricaduta diretta su questo territorio – aggiunge Mannino – . (Roberto Pugliesi - Avvenire)

Migrantes: in Italia il primo corridoio umanitario per minori migranti soli

11 Novembre 2022 -
Roma - È il primo corridoio umanitario per minori migranti soli, una esperienza unica in Italia, in Europa e forse nel mondo. Serve a dare la possibilità di studiare e realizzare il loro sogno di vita a bambini e ragazzi fuggiti da conflitti e povertà da soli, senza familiari ad accompagnarli. Il progetto, promosso da Intersos insieme ad Unhcr, Agenzia Onu per i rifugiati, si intitola “Pagella in tasca. Canali di studio per minori rifugiati” ed è realizzato grazie a un protocollo d’intesa con i ministeri degli Affari esteri e della cooperazione italiana, dell’Interno e del Lavoro. L’idea nasce con l’appoggio della diocesi di Torino. È stato finanziato dalla Conferenza episcopale italiana con 400.000 euro, tramite la Campagna “Liberi di partire, liberi di restare”. Tra gli altri partner, la Fondazione Migrantes della Cei e il Comune di Torino. Nell’ottobre 2021 è arrivato un primo gruppo di cinque ragazzi, il 12 ottobre 2022 sono sbarcati all’aeroporto di Torino altri quattro. Ora stanno preparando le carte per far partire altri cinque ragazzi. Sono tutti sudanesi, provenienti dai campi per rifugiati in Niger. L’obiettivo è inserirli in famiglia tramite l’affido familiare, con una borsa di studio di 12 mesi che permette loro di iniziare o proseguire gli studi. In totale il progetto prevede l’arrivo in Italia di 35 ragazzi, tra i 16 e i 17 anni. Hanno tutti situazioni drammatiche alle spalle.

(foto Martina Martelloni per-INTERSOS)

“Una forte motivazione allo studio è stato il criterio principale di selezione” spiega al Sir Elena Rozzi, coordinatrice del progetto “Pagella in tasca” di Intersos. “Il paradosso è che i minori stranieri non accompagnati, che sono tra i più vulnerabili, non possono accedere ai corridoi umanitari tradizionali. Le procedure che dovrebbero tutelarli, nei fatti li escludono”, precisa. I motivi sono complicazioni di carattere burocratico, anche perché è necessario il consenso dei genitori (spesso non rintracciabili). Inoltre devono essere accolti in strutture apposite per minori. Gli operatori di Intersos hanno però scoperto che  in Italia “esiste un permesso di soggiorno per studio per i ragazzi tra i 15 e i 17 anni che non viene mai utilizzato. Così lo abbiamo sfruttato. Poi una volta inseriti in famiglia e nei percorsi scolastici possono fare richiesta d’asilo con le normali procedure. Non è stato facile: le procedure per i minori sono più complicate e i tempi si sono allungati più del previsto ma ci siamo riusciti. I ragazzi si sono inseriti molto bene in famiglia. Le cose stanno andando oltre le nostre aspettative”. Intersos accompagna le famiglie affidatarie con la mediazione culturale, il supporto educativo, il sostegno nelle pratiche per la richiesta d’asilo. I servizi sociali dei Comuni coinvolti si occupano di seguire le famiglie, che rientrano nei tradizionali percorsi di affidamento familiare. La maggior parte sono a Torino, un paio di ragazzi sono ad Alba e a Genova ma l’intenzione sarebbe di estendere la rete. La coordinatrice del progetto lancia a questo proposito un appello: “Ci piacerebbe che altri Comuni e realtà della società civile partecipassero”. Alcuni ragazzi stanno frequentando le 150 ore delle scuole speciali per l’alfabetizzazione degli adulti. Uno di ha imparato a leggere e a scrivere in italiano a 17 anni. Altri sono inseriti alle scuole medie, uno al terzo anno di liceo linguistico: “Hanno una volontà e una forza eccezionale, che ha consentito loro di sopravvivere alla guerra in Darfur, alla Libia e ai campi profughi. Dedicano moltissimo tempo allo studio”. Nel frattempo alcuni ragazzi hanno compiuto la maggiore età. Alcune famiglie del primo gruppo hanno già chiesto al Tribunale per i minorenni di Torino il proseguimento amministrativo dell’affido fino ai 21 anni. “Nonostante tutte le difficoltà stanno facendo progressi immensi – conclude l’operatrice -. Speriamo riescano ad ottenere una qualifica e poi a trovare un lavoro. Con questo progetto vogliamo dimostrare di poter aprire una via in un campo finora inesplorato. Ci auguriamo che queste procedure diventino un modello replicabile. È una modalità importante per sottrarre i bambini e ragazzi che viaggiano soli al rischio tratta e sfruttamento nei viaggi illegali”. In Niger (foto Martina Martelloni per Intersos).

Tra i ragazzi arrivati in Italia c’è Omar (è un nome di fantasia), 17 anni, sudanese. Il suo sogno è fare il medico. Aveva solo 13 anni quando le milizie janjaweed, il terrore della gente che vive in Darfur, hanno attaccato il campo profughi in cui viveva, torturando e uccidendo alcuni membri della sua famiglia. Omar ha vissuto la terribile esperienza dei campi di detenzione in Libia e poi nel 2020 è riuscito a fuggire in Niger, e ha chiesto asilo in un campo per rifugiati ad Agadez. Grazie all’incontro con gli operatori di Intersos è riuscito ad arrivare a Torino, dove è stato accolto da una famiglia affidataria. Ha già imparato l’italiano, si trova benissimo in famiglia e si impegna strenuamente nello studio.

(foto Fabio Bucciarelli per INTERSOS )
 

Vangelo Migrante: XXXIII Domenica del Tempo Ordinario | Vangelo (Lc 21,5-19)

10 Novembre 2022 - I discepoli ammirano l’architettura del tempio. Gli occhi di Gesù si spingono più in là: egli vede la distruzione di quello che vedono, l’apparizione di falsi profeti, le guerre e la distruzione di Gerusalemme, i cataclismi naturali e le persecuzioni dei cristiani e della Chiesa. In mezzo a tutte queste catastrofi, dov’è la buona notizia su Dio e sull’uomo? Per comprenderla è necessario operare lo stesso passaggio che Gesù fa compiere ai suoi discepoli. Le sue parole sorprendono e turbano i presenti che per lo meno vorrebbero indicazioni più precise: “Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?” Il desiderio di conoscere con precisione il futuro nasconde la segreta speranza di esser rassicurati che non si tratta di un evento immediato, e quindi ci si illude di poter programmare senza fretta e senza paura la propria vita. Ma Gesù, ‘nella fine’ delle cose, indica ‘il fine’ di ogni cosa, il senso di tutto, sicchè l’unica cosa necessaria è convertirsi. È solo nella relazione con il Signore che la persecuzione può diventare testimonianza, la contesa sapienza, la carenza generosità, l’ingiustizia perdono, la povertà condivisione. Solo una vita che si riconosce nelle mani di Dio è resa libera da questo mondo. L’alternativa è quella di contare i giorni a rovescio. Chi lo comprende, non rimanderà a domani la propria conversione. Gesù è esplicito: ad ogni immagine della ‘fine’ sovrappone il germoglio della speranza: “non vi terrorizzate (…) non è subito la fine; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo (…) metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno (…) Avrete allora occasione di dare testimonianza. (…). Io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere. (…). Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto”. Nessuna cosa è eterna. Ma l’uomo sì. Si spegneranno le stelle prima che l’uomo si spenga. Saranno distrutte le pietre, ma l’uomo sarà al sicuro nel palmo della mano di Dio. Non resterà pietra su pietra delle sue magnifiche costruzioni, ma l’uomo resterà e nemmeno un suo capello andrà perduto; l’uomo resterà, nella sua interezza, dettaglio su dettaglio. Perché Dio, come un innamorato, ha cura di ogni dettaglio del suo amato. Nel mondo che cade finiscono tanti punti di riferimento ma si annunciano anche sentori di primavera. Posta al termine dell’anno liturgico, questa Parola che riguarda gli ultimi momenti della vita pubblica di Gesù, ci invita a guardare questo mondo che porta nel grembo un Altro mondo. Ogni giorno c’è un mondo che muore, ma ogni giorno c’è anche un mondo che nasce. Oggi, le migrazioni ne sono l’icona. (p. Gaetano Saracino)  

Venti giorni di speranza inghiottiti dal mare

10 Novembre 2022 - Roma - Ci sono notizie che non si vorrebbe mai scrivere, perché sono così tragiche che le parole vengono meno. È il caso del neonato di soli 20 giorni, originario delle Costa d’Avorio, approdato senza vita, nella notte, a Lampedusa. Il suo corpicino si trovava a bordo di un barchino con 36 migranti, soccorsi al largo dell’isola. Il piccolo soffriva di problemi respiratori ed ora le sue spoglie riposano presso il cimitero di Cala Pisana. Ma in 36 ore a Lampedusa sono approdati 640 migranti, dei quali 118 solo ieri notte, tanto che l’hotspot dell’isola ne ospita al momento 1.365.

Ucraina: si allenta la fuga dal Paese. Rifugiati verso Polonia, Germania e Romania. In maggioranza donne e minori

10 Novembre 2022 -
Roma - Nel settembre 2022, tra gli Stati membri dell’Ue per i quali sono disponibili dati, la Polonia ha concesso il maggior numero di status di protezione temporanea alle persone (in grandissima maggioranza donne e bambini) in fuga dall’Ucraina (53.545) a seguito dell’invasione russa. La Polonia è seguita da Germania (51.980), Romania (9.715), Spagna (5.745) e Irlanda (4.925). Rispetto ad agosto 2022, il numero di ucraini che ricevono protezione temporanea è diminuito in 18 dei 25 Stati membri dell’Ue con dati disponibili. Le maggiori diminuzioni sono state osservate in Polonia (-13.735 persone rispetto ad agosto 2022), seguita da Germania (-10.160) e Francia (-2.830). Nel frattempo, gli incrementi più elevati sono stati registrati in Irlanda (+900), Danimarca (+345) e Cipro (+105).
Il 30 settembre 2022, e tra i Paesi per i quali sono disponibili dati, la Polonia ha segnalato il numero più alto di beneficiari ucraini di protezione temporanea con un totale di 1,4 milioni, seguita da Germania (813mila ucraini), Spagna (145mila) e Bulgaria (134mila). I dati fanno parte di uno studio di Eurostat e si riferiscono alle concessioni di protezione temporanea in base alla decisione di esecuzione 2022/382 del Consiglio Ue, del 4 marzo 2022, che stabilisce l’esistenza di un afflusso massiccio di sfollati dall’Ucraina a causa dell’invasione della Russia. “Rispetto alla popolazione di ciascuno Stato membro, la percentuale più alta di cittadini ucraini cui è stata concessa protezione temporanea nel settembre 2022 per mille abitanti è stata registrata in Estonia (1,8 con protezione temporanea ogni mille abitanti), seguita da Polonia (1,4) e Lituania, Lettonia e Irlanda (tutti 1.0)”, si legge nel documento. La Germania ha concesso il maggior numero di protezioni temporanee per i minori ucraini (persone di età inferiore a 18 anni) con un totale di 15.460 (rappresentanti il 30% degli ucraini a cui è stata assegnata protezione in Germania nel settembre 2022), seguita dalla Polonia (13.980, 26%) e Romania (2.865, 29%). In particolare, in tutti i paesi per i quali sono disponibili i dati di settembre 2022, i bambini di età inferiore ai 14 anni rappresentavano tra il 61% e l’87% di tutti i bambini a cui è stata assegnata la protezione temporanea. Negli Stati membri dell’Unione “la maggior parte degli ucraini a cui è stata assegnata la protezione temporanea erano donne, comprese le ragazze”. Il maggior numero di donne che hanno ricevuto protezione temporanea è stato segnalato dalla Polonia (33.650, che rappresentano il 63% degli ucraini che hanno ricevuto protezione in Polonia a settembre), Germania (30.785, o 59%) e Romania (5.605, o 58%). Allo stesso modo, il maggior numero di maschi che hanno ricevuto protezione temporanea è stato segnalato anche dalla Germania (21.110, o 41%), seguita da Polonia (19.900) e Romania (4.115). (Foto Eurostat)

Viminale: da inizio anno sbarcate 89.826 persone migranti sulle nostre coste

10 Novembre 2022 -
Roma - Sono 89.826 le persone migranti sbarcate sulle coste da inizio anno. Il dato è del ministero degli Interni ed è aggiornato alle 8 di questa mattina. Di questi 18.321 sono di nazionalità egiziana (20%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Tunisia (17.069, 19%), Bangladesh (12.590, 14%), Siria (6.618, 7%), Afghanistan (6.584, 7%), Costa d’Avorio (3.600, 4%), Guinea (2.917, 3%), Pakistan (2.208, 3%), Iran (2.170, 3%), Eritrea (2.014, 2%) a cui si aggiungono 15.635 persone (18%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione.

Naufragio in Tunisia: 2 morti e 4 dispersi

10 Novembre 2022 - Roma - Ennesima tragedia nelle acque del Mediterraneo centrale. Un’imbarcazione con a bordo 16 persone è affondata nella notte tra il 7 e l’8 novembre al largo di Capo Angela, nel governatorato di Biserta. La Guardia costiera tunisina giunta sul luogo con due motovedette ha soccorso 10 persone, recuperato due cadaveri ed è alla ricerca di almeno 4 dispersi mancanti ancora all’appello. Le ricerche sono ancora in corso con l’ausilio di un aereo militare. Lo ha reso noto il portavoce della Guardia nazionale di Tunisi sulla propria pagina Facebook precisando che 6 persone sono state salvate nei pressi del luogo dell’affondamento della barca, mentre altre quattro sono riuscite a raggiungere la riva a nuoto.

Un violino dal legno delle barche dei migranti

10 Novembre 2022 - Cremona - Il legno dei barconi approdati a Lampedusa trasformato in strumenti musicali. Una mutazione avvenuta grazie al progetto Metamorfosi, nato nel Laboratorio di Liuteria nella Casa di Reclusione Milano-Opera, e alla Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti, presieduta da Arnoldo Mosca Mondadori. Uno di questi strumenti – il Violino del Mare (nella foto pubblicata da Avvenire) – è esposto al Museo del Violino di Cremona, accanto ai capolavori di Stradivari. Lo si potrà anche ascoltare nei momenti di natura didattica rivolti alle scuole.

Migrantes Pavia: al Sacro Cuore la Santa Messa in inglese

9 Novembre 2022 - Pavia - Dal 13 di novembre alla cappella del Sacro Cuore del Ticinello a Pavia (via Colombo, 10) verrà celebrata la Santa Messa in lingua inglese. La nuova proposta viene portata avanti dall'Ufficio Migrantes della Diocesi di Pavia, il cui referente territoriale è don Franco Tassone, coadiuvato da suor Ornella. La prima celebrazione, come detto, è prevista per domenica 13 novembre alle ore 15.30. A presiedere sarà padre Vineesh Kochulcudiyil dei Fratelli dell’India e Sri Lanka. Le celebrazioni si svolgeranno ogni seconda del mese. Ecco il calendario completo: 13 novembre, 11 dicembre, 8 gennaio, 12 febbraio, 12 marzo, 9 aprile, 14 maggio, 11 giugno.  

Rom e sinti: venerdì a Napoli l’evento “LabRom”

9 Novembre 2022 - Napoli - Associazione 21 luglio, in partenariato con la Diocesi di Napoli e Comitato Campano Con i Rom, e con il patrocinio del Comune di Napoli, organizza l’evento “LabRom. Laboratori sulla questione rom in Italia”. LabRom, evento che si replica su scala nazionale in altre città metropolitane italiane, rappresenta uno spazio all’interno del quale amministrazioni pubblici e organizzazioni hanno la possibilità di far emergere bisogni, illustrare “buone pratiche”, confrontarsi sulle problematiche legate alla presenza di comunità rom in emergenza abitativa. All’evento parteciperanno, tra gli altri: il Vice-Sindaco e Assessore all’Urbanistica del Comune di Napoli Laura Lieto, l’Assessore al Welfare del Comune di Napoli Luca Trapanese, il referente sulla questione rom dell’Ufficio Nazionale Anti Discriminazioni Razziali presso la Presidenza del Consiglio di Ministri, Roberto Bortone, il rappresentante di Associazione 21 luglio Carlo Stasolla, il rappresentante del Comitato Campano Con i Rom padre Alex Zanotelli. L'evento si terrà venerdì 11 novembre alle ore 9,00 presso la Chiesa Santa Maria della Speranza dei Padri Gesuiti  a Napoli (Via Arcangelo Ghisleri 5).

Mons. Renna: “ha vinto il coraggio della verità. Ora inizi una nuova stagione di accoglienza responsabile e condivisa”

9 Novembre 2022 - Catania - "Ha vinto il coraggio della verità che ha riconosciuto nel volto di queste persone quello di uomini e donne con una inalienabile dignità e per noi cristiani, sempre e comunque, fratelli; il buon senso delle istituzioni; l’opera dei medici che hanno agito secondo ‘scienza e coscienza’, a cui va immensa riconoscenza di tutti; l’opera, fedele alla propria alta vocazione, della Protezione civile e della Croce Rossa”. Così l’arcivescovo di Catania, mons. Luigi Renna, commenta la soluzione della vicenda che ha coinvolto le navi Humanity 1 e Geo Barents, dopo l’autorizzazione ieri sera a far sbarcare i 35 migranti ancora rimasti a bordo. “Ora guardiamo al futuro perché tutto ciò che è avvenuto in questi giorni a Catania sia prevenuto ed inizi una nuova stagione, a livello nazionale ed europeo, nella quale la qualità della nostra civiltà sia anche sinonimo di accoglienza responsabile e condivisa di chi fugge in cerca di speranza”, sottolinea l’arcivescovo. “Nell’incontro seppur fugace di domenica sera sulla banchina del porto – racconta mons. Renna -, ho percepito che una umanità dolente, così simile ai ‘vinti’ del nostro Giovanni Verga, sullo stesso mare dei Malavoglia, chiedeva di vincere una partita difficile,  quella della vita, che può essere affrontata solo con una legislazione lungimirante ed una solidarietà capace di affrontare le urgenze”.  

Dall’Anno scalabriniano al Convegno di spiritualità sul tema: “Io verrò a radunare tutte le genti” (Is 66,18)

9 Novembre 2022 - Roma - L’Anno scalabriniano, nel 25° della beatificazione del vescovo e fondatore (1997-2022), giunge oggi alla sua conclusione: cominciato il 7 novembre 2021 con alcuni  eventi nella città di Como, diocesi di origine di Scalabrini, si conclude il 9 novembre di quest’anno a Piacenza, la sua diocesi da vescovo. In mezzo c’è stato lo straordinario evento della canonizzazione di Scalabrini. Il tema dell’anno è stato “Fare patria dell’uomo il mondo”, “un invito - ricorda p. leonir Chiarello nell’odierno messaggio di chiusura, da un lato e di rilancio dall’altro - a dare patria a  chi patria non ha, sviluppare in particolare la missione che allarga i confini oltre l’abituale e il risaputo tentando strade inesplorate, essere a fianco a chi è lontano da casa perché possa sentirsi a casa”. L’obiettivo dell’Anno scalabriniano è stato quello di seguire le orme di Scalabrini, coltivarne la  aspirazione alla santità. Per questo se un Anno scalabriniano si chiude, esso diventa anche “un rilancio perché ci introduce nell’anno in cui ci dobbiamo  preparare al convegno sulla Spiritualità scalabriniana, che si terrà dal 9 al 14 ottobre 2023” aggiunge p. Chiarello. Tale evento vedrà alcune tappe: una prima fase vedrà una lettura personale, seguita da incontri di area e di gruppi di interesse per un confronto che approfondisca in che modo la spiritualità scalabriniana viene vissuta oggi, fedele alle origini ma reinventandosi in modo creativo.  Una terza fase sarà il momento dell’assemblea regionale/provinciale sulla spiritualità con riflessioni specifiche del contesto di ogni  regione/provincia e anche con l’aiuto di esperti. Il convegno, dal tema “Io verrò a radunare tutte le genti” (Is. 66,18), costituirà l’ultima tappa dell’iter preparatorio.

Parlamento Ue: emergenza razzismo, risoluzione in plenaria su minoranze e migranti

9 Novembre 2022 - Bruxelles - Il Parlamento europeo, che si riunisce in plenaria oggi e domani a Bruxelles, discuterà e adotterà – all’interno di un ordine del giorno fittissimo – una risoluzione che espone i “problemi persistenti del razzismo”, proponendo possibili soluzioni e invitando le istituzioni europee a dare l’esempio. Una nota dell’Eurocamera spiega: “Valutando le sfide che le minoranze, i migranti e le persone Lgbtqi devono affrontare nell’Ue, la relazione della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni affronta diverse questioni dalla mancata attuazione della Decisione quadro sulla lotta contro razzismo e xenofobia in diversi Paesi membri, all’uso di retorica razzista da parte di alcuni media e alla diffusione di teorie cospirative”. La risoluzione che sarà messa ai voti domani offre potenziali soluzioni, come “rendere i discorsi d’odio un reato ai sensi della legislazione dell’Ue” e “utilizzare l’intelligenza artificiale per contribuire a ridurre l’impatto dei pregiudizi umani”. Il rapporto esamina anche questioni particolarmente rilevanti per gruppi specifici come bambini, rom, ebrei, donne e persone di origine africana.

Migrantes: anche a Brescia il progetto “Diffusamente” per migranti ucraini

9 Novembre 2022 - Brescia - La Fondazione Migrantes, in collaborazione con ACRI (l’Associazione delle Fondazioni delle casse di risparmio in Italia), ha realizzato il progetto “Diffusamente” riguardante l’accoglienza nelle parrocchie e nelle famiglie di persone e famiglie ucraine fuggite dalla guerra nel corso del 2022. ACRI ha messo a disposizione la somma di 100.000 euro, integrati da un contributo della fondazione Migrantes. Nella Diocesi di Brescia l’accoglienza è stata seguita dai processi di Caritas diocesana. L’Ufficio Migrantes, attraverso la Parrocchia “san Giovanni Battista” della Stocchetta (sede delle Cappellanie Etniche), ha accolto in forma autonoma alcune famiglie legate alla comunità cattolica ucraina di rito orientale. A questa Parrocchia e al Centro Migranti è andato il contributo stanziato di euro 3.000 per l’accoglienza. Il fondo è stato trasmesso attraverso l’Ufficio per i Migranti della diocesi a seguito della comunicazione della Segreteria della Fondazione Migrantes.

Sbarchi Catania, Lorusso: “Le autorità imbavagliano la stampa”

8 Novembre 2022 - Roma - "Impedire ai giornalisti di svolgere il proprio lavoro nel porto di Catania, dove sono ormeggiate le navi Humanity 1 e Geo Barents, non è ammissibile. È auspicabile, pertanto, che Prefettura e Autorità portuale di Catania accolgano la richiesta dei cronisti di numerose testate nazionali e locali di essere messi nelle condizioni di documentare la situazione dei migranti a bordo delle due navi. Continuare a impedire loro di lavorare e di informare l'opinione pubblica non è soltanto negazione del diritto di cronaca, ma rappresenta un inaccettabile bavaglio indegno di un Paese civile". Lo afferma, in una nota, Raffaele Lorusso, segretario generale della Fnsi, il sindacato dei giornalisti.

Rapporto Italiani nel Mondo Migrantes: Licata, l’Italia sta ancora facendo i conti con “l’onda lunga della pandemia

8 Novembre 2022 - Roma - L'Italia sta ancora facendo i conti con “l’onda lunga della pandemia", per cui nel 2021 ci sono state 83.791 partenze per ‘espatrio’ (erano 109.528 l’anno precedente), la cifra più bassa rilevata dal 2014, quando erano più di 94.000. Sono partiti meno anziani, meno famiglie, meno minori. Lo ha detto questa mattina Delfina Licata, curatrice del Rapporto Italiani nel Mondo della fondazione Migrantes presentatndo i dati dell'edizione 2022. Chi è partito per espatrio è invece prevalentemente maschio (54,7%), giovane tra i 18 e i 34 anni (41,6%) o giovane adulto (23,9%), il 66,8% è celibe o nubile. Il 78,6% di chi ha lasciato l’Italia è andato in Europa, il 53,7% è partito dal Settentrione d’Italia. Le prime regioni di partenza sono Lombardia (19%), Veneto (11,7%), Sicilia (9,3%), Emilia Romagna (8,3%), Campania (7,1%)”. Da gennaio a dicembre 2021 si sono iscritti complessivamente all’Aire (Anagrafe residenti italiani all’estero) 195.466 cittadini italiani: -12,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, quando erano 222.260.