Primo Piano
Viminale: da inizio anno sbarcate 12.372 migranti sulle coste italiane
Card. Zuppi: pensarci e essere senza muri perché siamo tutti parte dell’unica famiglia umana
Cei: un Sussidio liturgico-pastorale per la Quaresima e la Pasqua
Movimento Europeo: “No ai muri, rispettiamo i valori dell’Ue”
Milano - Una petizione “urgente” al Parlamento europeo sul “Rispetto del diritto internazionale, dei valori dell’Unione e dei diritti dell’uomo”: è quella sottoscritta dalla Sezione italiana del Movimento europeo, contro i muri e per il rispetto dei migranti che bussano alla porte dell’Europa. «Abbiamo una sessantina di associazioni che hanno già aderito e poi circa 300 firme individuali – informa Pier Virgilio Dastoli, presidente del consiglio italiano del Movimento europeo e primo firmatario della petizione – e poi l’abbiamo messo su Change .org e da domani (oggi, ndr) la trasformiamo in una petizione a livello europeo». Nel mirino del Movimento ci sono le decisioni prese sul fronte migratorio nel corso del Consiglio europeo straordinario dello scorso 9 febbraio e in particolare il punto in cui «si chiede alla Commissione di mobilitare immediatamente ingenti fondi e mezzi dell’Ue per sostenere gli Stati membri nel rafforzamento delle capacità e delle infrastrutture di protezione delle frontiere, dei mezzi di sorveglianza — compresa la sorveglianza aerea — e delle attrezzature. In tale contesto, il Consiglio europeo invita la Commissione a mettere a punto rapidamente la strategia di gestione europea integrata delle frontiere». I firmatari ritengono che «il Parlamento europeo debba respingere le conclusioni del Consiglio europeo usando tutti gli strumenti istituzionali di cui l’assemblea dispone» in particolare proprio quel paragrafo 23. Ma, sempre in tema di gestione dei flussi migratori, non c’è solo questo a preoccupare. In aggiunta c’è anche la lettera di Ursula Von der Leyen, del 26 gennaio e i suoi “quattro pilastri” sulla migrazione che «sembrerebbe rappresentare un mutamento di approccio della Commissione europea rispetto al Migration Pact del settembre 2020 – sottolineano i firmatari della petizione – passando dalla priorità del diritto internazionale, dei principi e dei valori dell’Unione europea e della tutela dei diritti fondamentali ad un’Europa che respinge e che esclude» Il terzo punto, sul quale puntano il dito riguarda infine «le richieste al Consiglio europeo dei governi di Austria, Danimarca, Estonia, Grecia, Lettonia, Lituania, Malta e Slovacchia». Nel documento, gli 8 Paesi attaccano duramente l’attuale sistema di asilo europeo “e il suo bassissimo tasso di rimpatri”, dal momento in cui rappresenterebbero un “fattore di attrazione” per cittadini di Paesi terzi che “non necessitano di protezione internazionale” ma “continueranno a rischiare la vita nei pericolosi viaggi verso l’Europa”. «Lunedì depositeremo la petizione al Parlamento – aggiunge Dastoli – anche perché il 9 marzo ci sarà un consiglio Interni e Giustizia che darà azione alle sciagurate conclusioni del 9 febbraio». Ma la “guerra” del Movimento non si ferma alla petizione. «Abbiamo deciso di costituire un osservatorio di monitoraggio di quello che avverrà nei prossimi mesi – conclude il numero uno del Movimento in Italia – in particolare come verranno usati quei 6 miliardi e 700 milioni di euro per il controllo delle frontiere». Se saranno cioè «esclusi finanziamenti per la costruzione di muri e fili spinati, su quale linea di bilancio saranno prelevati questi fondi, se sarà necessario un bilancio suppletivo e rettificativo». (D. Fas.)
Bulgaria: 18 migranti morti in un camion
Viminale: da inizio anno sbarcate 12.096 migranti sulle coste italiane
Corridoi umanitari Cei: in arrivo 100 rifugiati afghani
Roma - Mercoledì arriveranno in Italia dal Pakistan un gruppo di circa cento rifugiati afghani nell’ambito del programma di Corridoi umanitari della Conferenza Episcopale Italiana, dalla Comunità di Sant' Egidio e dalla Fcei sulla base dei protocolli siglati con il Governo Italiano.Questi nuovi arrivi avvengono a un anno dall’inizio della guerra in Ucraina e saranno occasione, per presentare dati e storie sulle iniziative di accoglienza che Caritas Italiana, per conto della Cei, ha messo in atto, sia in favore del popolo ucraino, sia di profughi da altri Paesi.
Anci: più posti per i minori non accompagnati
Roma - L’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati rimane il tema che più preoccupa i sindaci. Secondo Matteo Biffoni, delegato Anci alle Politiche migratorie e sindaco di Prato, "i Comuni fanno la loro parte ma è fondamentale incrementare strumenti appropriati e ordinari, così da non mettere in difficoltà sindaci e comunità coinvolte. C’è piena collaborazione tra Comuni e prefetti – prosegue Biffoni – ma è necessario allargare l’accoglienza dei minori soli". E per "rispondere alle effettive esigenze, consentendo ai Comuni di poter offrire una concreta e qualificata presa in carico – conclude il delegato Anci – occorre aumentare i posti Sai a loro dedicati di almeno 4.000 unità".
Lo sbilanciamento dell’amore
Migrantes Emilia Romagna: sabato 25 febbraio la presentazione del Rapporto Immigrazione con il card. Zuppi e i vescovi Perego e Corazza
Bologna – Sarà presentato sabato 25 febbraio dalle ore 10.30 nell’Aula Magna del Seminario di Bologna il XXXI Rapporto Immigrazione realizzato dalla Fondazione Migrantes e dalla Caritas Italiana. L’evento è promosso dall’Ufficio Migrantes dell’Emila Romagna insieme agli Uffici regionali per l’ecumenismo e il dialogo e le comunicazioni sociali. I lavori saranno introdotti dall’arcivescovo di Ferrara-Comacchio e presidente della Commissione Cei per le Migrazioni e della Fondazione Migrantes, mons. Gian Carlo Perego. Seguiranno gli interventi di Simone Varisco della Fondazione Migrantes, di Davide Rondoni, responsabile dell’Ufficio Comunicazioni Sociali della Conferenza Episcopale dell’Emilia Romagna, del vescovo di Forlì-Bertinoro, mons. Livio Corazza , delegato dei vescovo della regione per l’Ecumenismo e di don Paolo Boschini della Facoltà teologica dell’Emilia Romagna. Le conclusioni saranno affidate al card. Matteo Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana. (R.Iaria)