Primo Piano

Cei: “invitiamo le comunità a pregare per la pace”

21 Febbraio 2023 -
“Tutto il mondo è in guerra, è in autodistruzione. Fermiamoci in tempo!”.
Il grido accorato di Papa Francesco scuote le coscienze e chiede un impegno forte a favore della pace: è tempo di trovare spazi di dialogo per porre fine a una crisi internazionale aggravata dalla minaccia nucleare. Ad un anno dall’invasione russa di uno Stato indipendente, l’Ucraina, vogliamo tornare a ripetere il nostro “no” deciso a tutte le forme di violenza e di sopraffazione, il nostro “mai più” alla guerra. Per questo, invitiamo le comunità ecclesiali ad unirsi in preghiera per invocare il dono della pace nel mondo.
In Ucraina, così come in tanti (troppi) angoli della terra risuona infatti l’assordante rumore delle armi che soffoca gli aneliti di speranza e di sviluppo, causando sofferenza, morte e distruzione e negando alle popolazioni ogni possibilità di futuro. Sentiamo come attuale l’appello lanciato sessant’anni fa da san Giovanni XXIII nell’Enciclica Pacem in terris: «Al criterio della pace che si regge sull’equilibrio degli armamenti, si sostituisca il principio che la vera pace si può ricostruire nella vicendevole fiducia» (n. 39).
Se da una parte è urgente un’azione diplomatica capace di spezzare la sterile logica della contrapposizione, dall’altra tutti i credenti devono sentirsi coinvolti nella costruzione di un mondo pacificato, giusto e solidale. Il tempo di Quaresima ci ricorda il valore della preghiera, del digiuno e della carità, le uniche vere armi capaci di trasformare i cuori delle persone e di renderci “fratelli tutti”.
Aderendo all’iniziativa del Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa (CCEE), invitiamo a celebrare venerdì 10 marzo una Santa Messa per le vittime della guerra in Ucraina e per la pace in questo Paese. Sarà un’occasione per rinnovare la nostra vicinanza alla popolazione e per affidare al Signore il nostro desiderio di pace. Chiedere la conversione del cuore, affinché si costruisca una rinnovata cultura di pace, sarà il modo in cui porteremo nel mondo quei germogli della Pasqua a cui ci prepariamo.
La Presidenza della CEI

Viminale: da inizio anno sbarcate 12.372 migranti sulle coste italiane

21 Febbraio 2023 -
Roma - Sono 12.372 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane dall' inizio dell'anno. Di questi 1.515 - secondo il dato diffuso oggi dal ministero degli Interni - sono di nazionalità guineana (12%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Costa d’Avorio (1.367, 11%), Pakistan (967, 8%), Tunisia (608, 5%), Egitto (430, 3%), Siria (338, 3%), Afghanistan (336, 3%), Camerun (325, 3%), Mali (323, 3%), Burkina Faso (293, 2%) a cui si aggiungono 5.870 persone (47%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione.

Card. Zuppi: pensarci e essere senza muri perché siamo tutti parte dell’unica famiglia umana

21 Febbraio 2023 - Roma - Un primo diritto cui educare,  diceva Giovanni Paolo II,   è quello alla libertà dalla paura”. Lo ha ricordato oggi il presidente della Conferenza Episcopale Italiana, il card. Matteo Zuppi, nel corso  della Cerimonia di inaugurazione dell’Anno Accademico dell’Università degli Studi Roma Tre. “Nella vita privata la paura – ha detto il porporato nella sua Lectio magistralis sul tema “L'educazione ai diritti e alla pace” - si esprime con la chiusura nella propria bolla esistenziale. Nella vita pubblica, la paura ha un grande ruolo nella ricerca del consenso e non ha sempre bisogno di prove, bastano le narrazioni”. Il pensiero del card- Zuppi è andato al tema dell’immigrazione e dei profughi, a “una rappresentazione che introduce dentro invasioni che non ci stanno, a fronte di numeri modestissimi, a confronto con qualunque paese del terzo mondo e molti paesi europei. Mentre sovrabbondano i dati e le ragioni razionali che mostrano come l’immigrazione sia benefica per la nostra civiltà, la nostra economia, la nostra demografia, il nostro welfare”. Solo l’accoglienza può “farci riaccendere il gusto di concorrere a svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società. È curioso: siamo condizionati da troppe paure e alcune evidenze ci mettono paura che deve diventare scelta, consapevolezza, non dissennatezza o ottimismo pericoloso e ignavo. La conoscenza libera tante paure, come ad esempio quella dell’Islam, nemico per eccellenza, che rispetto a una ventina di anni fa si è attenuata”. E parlando della cultura ha sottolineato che una “cultura senza cuore finisce per essere una cultura che non serve agli uomini e alle donne anche quando contiene più modernità e innovazione, perché non aiuta a ricucire il bisogno fondamentale di ritrovare la bellezza del vivere insieme, di ricostruire un noi in società frammentate, non guarisce dalla paura dell’altro, non offre ragioni per costruire nuove forme di vivere ‘la convivialità delle differenze, come diceva don Tonino Bello, e per aiutare noi stessi e il mondo a pensarci e a essere senza muri, che sono il primo dogmatismo, quello che impedisce di vedere la verità più semplice: che tu hai una faccia simile alla mia, anche quando è diversa, che l’altro è mio fratello e mia sorella, che siamo tutti parte dell’unica famiglia umana. Se una università non aiuta a scoprire e a costruire le basi di tutto questo fallisce il suo obiettivo”. (R.Iaria)

Cei: un Sussidio liturgico-pastorale per la Quaresima e la Pasqua

21 Febbraio 2023 -
Roma - Con il Mercoledì delle Ceneri, domani 22 febbraio, inizia il periodo della Quaresima, "tempo forte" che prepara alla Pasqua. Nella Quaresima di quest'anno entrano le ferite del mondo: dalle calamità naturali, come il devastante terremoto che ha colpito Turchia e Siria provocando oltre 47mila morti, alle guerra sparse in tutto il globo, a cominciare da quella in Ucraina alle porte dell’Europa. "Fratelli e sorelle, non dimentichiamo chi soffre e facciamo in modo che la nostra carità sia attenta, sia una carità concreta", ha detto papa Francesco domenica 19 febbraio all’Angelus. E anche quest’anno la Chiesa italiana, aderendo alla proposta del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccce), propone per venerdì 10 marzo 2023 di celebrare una Messa «per le vittime della guerra in Ucraina e per la pace in questo Paese".
La Conferenza Episcopale Italiana ha predisposto un Sussidio Liturgico-Pastorale elaborato dall’Ufficio Liturgico Nazionale . Disponibile online, il testo fa propria l’immagine del “cantiere” scelta per accompagnare il secondo anno di Cammino sinodale declinandola nelle indicazioni liturgiche del “Cantiere della Celebrazione”, nei commenti alle letture bibliche del “Cantiere della Parola” e nelle meditazioni delle orazioni collette del “Cantiere della Preghiera”. Il Sussidio contiene anche le presentazioni teologiche e liturgiche del tempo e le proposte per il canto, insieme alle schede, curate dal Servizio per la Pastorale delle persone con disabilità e da Caritas Italiana, finalizzate a incoraggiare nelle comunità un atteggiamento inclusivo e a tradurre in concreti gesti di carità quanto celebrato. “Se la Quaresima è il tempo della conversione, i cinquanta giorni di Pasqua sono un 'laetissimum spatium' per uscire dall’oscurità della notte e vivere l’incontro con il Risorto, gustare la gioia e alimentare la speranza, crescere nella comunione e raccontare le meraviglie da Dio compiute”, sottolinea nell’introduzione mons. Giuseppe Baturi, arcivescovo di Cagliari e Segretario Generale della CEI, per il quale il Sussidio “potrà risultare utile per i presbiteri, chiamati a crescere nell’arte del celebrare, e per le nostre assemblee, desiderose di vivere con verità la purificazione quaresimale e la gioia della Pasqua”.

Movimento Europeo: “No ai muri, rispettiamo i valori dell’Ue”

21 Febbraio 2023 -

Milano - Una petizione “urgente” al Parlamento europeo sul “Rispetto del diritto internazionale, dei valori dell’Unione e dei diritti dell’uomo”: è quella sottoscritta dalla Sezione italiana del Movimento europeo, contro i muri e per il rispetto dei migranti che bussano alla porte dell’Europa. «Abbiamo una sessantina di associazioni che hanno già aderito e poi circa 300 firme individuali – informa Pier Virgilio Dastoli, presidente del consiglio italiano del Movimento europeo e primo firmatario della petizione – e poi l’abbiamo messo su Change .org e da domani (oggi, ndr) la trasformiamo in una petizione a livello europeo». Nel mirino del Movimento ci sono le decisioni prese sul fronte migratorio nel corso del Consiglio europeo straordinario dello scorso 9 febbraio e in particolare il punto in cui «si chiede alla Commissione di mobilitare immediatamente ingenti fondi e mezzi dell’Ue per sostenere gli Stati membri nel rafforzamento delle capacità e delle infrastrutture di protezione delle frontiere, dei mezzi di sorveglianza — compresa la sorveglianza aerea — e delle attrezzature. In tale contesto, il Consiglio europeo invita la Commissione a mettere a punto rapidamente la strategia di gestione europea integrata delle frontiere». I firmatari ritengono che «il Parlamento europeo debba respingere le conclusioni del Consiglio europeo usando tutti gli strumenti istituzionali di cui l’assemblea dispone» in particolare proprio quel paragrafo 23. Ma, sempre in tema di gestione dei flussi migratori, non c’è solo questo a preoccupare. In aggiunta c’è anche la lettera di Ursula Von der Leyen, del 26 gennaio e i suoi “quattro pilastri” sulla migrazione che «sembrerebbe rappresentare un mutamento di approccio della Commissione europea rispetto al Migration Pact del settembre 2020 – sottolineano i firmatari della petizione – passando dalla priorità del diritto internazionale, dei principi e dei valori dell’Unione europea e della tutela dei diritti fondamentali ad un’Europa che respinge e che esclude» Il terzo punto, sul quale puntano il dito riguarda infine «le richieste al Consiglio europeo dei governi di Austria, Danimarca, Estonia, Grecia, Lettonia, Lituania, Malta e Slovacchia». Nel documento, gli 8 Paesi attaccano duramente l’attuale sistema di asilo europeo “e il suo bassissimo tasso di rimpatri”, dal momento in cui rappresenterebbero un “fattore di attrazione” per cittadini di Paesi terzi che “non necessitano di protezione internazionale” ma “continueranno a rischiare la vita nei pericolosi viaggi verso l’Europa”. «Lunedì depositeremo la petizione al Parlamento – aggiunge Dastoli – anche perché il 9 marzo ci sarà un consiglio Interni e Giustizia che darà azione alle sciagurate conclusioni del 9 febbraio». Ma la “guerra” del Movimento non si ferma alla petizione. «Abbiamo deciso di costituire un osservatorio di monitoraggio di quello che avverrà nei prossimi mesi – conclude il numero uno del Movimento in Italia – in particolare come verranno usati quei 6 miliardi e 700 milioni di euro per il controllo delle frontiere». Se saranno cioè «esclusi finanziamenti per la costruzione di muri e fili spinati, su quale linea di bilancio saranno prelevati questi fondi, se sarà necessario un bilancio suppletivo e rettificativo». (D. Fas.)

Bulgaria: 18 migranti morti in un camion

20 Febbraio 2023 -
Roma - “Scioccati e profondamente addolorati dal fatto che 18 migranti di origine afghana, tra cui un minorenne, sono stati trovati morti la sera del 17 febbraio in un camion abbandonato nei pressi di Sofia, la capitale della Bulgaria”. Lo si apprende dalla posizione delle agenzie dell’Onu operanti in Bulgaria, tra cui l’Alto commissariato per i profughi, l’Organizzazione internazionale per la migrazione e l’Unicef, in seguito al tragico bilancio. Secondo le informazioni provenienti dalle autorità bulgare, riferisce l'agenzia Sir, il camion ha trasportato 52 persone, tra cui alcuni minorenni. I sopravvissuti sono stati portati in ospedali a Sofia. “I migranti – si legge nella dichiarazione – sono stati trovati in condizioni pietose, con mancanza di ossigeno, esposti all’umidità e al freddo, affamati”. Le agenzie dell’Onu si congratulano con le autorità per le azioni rapidamente intraprese, inclusi gli ospedali che hanno assicurato assistenza e cure per i migranti. Unicef, Iom e l’Alto commissariato per i profughi esprimono la loro disponibilità a cooperare con le autorità e i sopravvissuti ma anche la loro convinzione che i responsabili per questo delitto presto saranno puniti dagli organi della giustizia. “Centinaia di persone hanno perso la propria vita lungo le rotte dei migranti in Europa dal 2014”, si legge nella dichiarazione, mentre viene precisato che “le cause dirette che in questo caso hanno provocato la morte durante la migrazione in Europa sono legate a trasporto pericoloso”. Dunque, l’appello è per “azioni concrete per diminuire i casi mortali nelle rotte dei migranti promuovendo la collaborazione regionale con scopo la difesa dei diritti e della vita delle persone”.

Viminale: da inizio anno sbarcate 12.096 migranti sulle coste italiane

20 Febbraio 2023 -
Roma - Sono 12.096 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane da inizio anno. Di queste 1.043 sono di nazionalità ivoriana (9%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Pakistan (967, 8%), Guinea (925, 8%), Tunisia (549, 4%), Egitto (430, 3%), Siria (338, 3%), Afghanistan (336, 3%), Bangladesh (253, 2%), Eritrea (236, 2%), Camerun (225, 2%) a cui si aggiungono 6.796 persone (56%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione. 861 soni i minori stranieri non accompagnati che hanno raggiunto il nostro Paese via mare. I dati sono aggiornati a oggi e sono stati diffusi dal Ministero dell'Interno.

Corridoi umanitari Cei: in arrivo 100 rifugiati afghani

20 Febbraio 2023 -

Roma - Mercoledì arriveranno in Italia dal Pakistan un gruppo di circa cento rifugiati afghani nell’ambito del programma di Corridoi umanitari della Conferenza Episcopale Italiana, dalla Comunità di Sant' Egidio e dalla Fcei sulla base dei protocolli siglati con il Governo Italiano.Questi nuovi arrivi avvengono a un anno dall’inizio della guerra in Ucraina e saranno occasione, per presentare dati e storie sulle iniziative di accoglienza che Caritas Italiana, per conto della Cei, ha messo in atto, sia in favore del popolo ucraino, sia di profughi da altri Paesi.

Anci: più posti per i minori non accompagnati

20 Febbraio 2023 -

Roma - L’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati rimane il tema che più preoccupa i sindaci. Secondo Matteo Biffoni, delegato Anci alle Politiche migratorie e sindaco di Prato, "i Comuni fanno la loro parte ma è fondamentale incrementare strumenti appropriati e ordinari, così da non mettere in difficoltà sindaci e comunità coinvolte. C’è piena collaborazione tra Comuni e prefetti – prosegue Biffoni – ma è necessario allargare l’accoglienza dei minori soli". E per "rispondere alle effettive esigenze, consentendo ai Comuni di poter offrire una concreta e qualificata presa in carico – conclude il delegato Anci – occorre aumentare i posti Sai a loro dedicati di almeno 4.000 unità".

Lo sbilanciamento dell’amore

20 Febbraio 2023 -
Città del Vaticano - L’evangelista Matteo ci porta ancora a riflettere sul Discorso della montagna, o meglio ci pone di fronte a quelle ‘antitesi’ che caratterizzano la novità del messaggio cristiano: “avete inteso che fu detto […] ma io vi dico”. Apparente contraddizione tra il Primo e il Nuovo Testamento. Non si tratta, però, di una semplice continuazione di quanto abbiamo ascoltato nella pagina di domenica scorsa, quando il richiamo che ci veniva dalle parole di Gesù era quello di non impoverire il grande dono di Dio che ci ha chiamati beati, ma di essere sale e luce del mondo. Così siamo chiamati a fare un altro passo in avanti e lo capiamo già dall’accostamento tra la prima lettura, tratta dal Levitico, il libro dei sacerdoti – dove leggiamo: “siate santi perché io, il Signore vostro Dio, sono santo. Non coverai nel tuo cuore odio contro tuo fratello” – e il brano del primo Vangelo “siate perfetti come è perfetto il Padre vostro che è nei cieli”. Ecco l’obiettivo cui tendere e che ha come presupposto quell’”amare i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano” che si contrappone all’”amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico” iscritto nella legge del taglione, che però voleva essere un freno imposto alla vendetta indiscriminata. Gesù ci provoca, dice il Papa all’Angelus, ci chiede di andare oltre la legge e accettare di amare il proprio nemico, di fare senza attendere di ricevere qualcosa in cambio del nostro gesto; noi cerchiamo di compiere gesti che corrispondano alle nostre aspettative, dice il vescovo di Roma, “preferiamo amare soltanto chi ci ama per evitare le delusioni, fare del bene solo a chi è buono con noi, essere generosi solo con chi può restituirci un favore; e a chi ci tratta male rispondiamo con la stessa moneta, così siamo in equilibrio”. Ma questo non basta, non è cristiano; bisogna strappare dal cuore la radice stessa della vendetta e dunque riuscire ad amare anche il nemico. Anche nella lettera di Paolo ai Corinti troviamo una ricetta per essere discepoli: mai montarsi la testa. Gesù ci provoca, dice Francesco, e ci chiede di fare qualcosa di straordinario, “che va oltre i limiti del consueto, che supera le prassi abituali e i calcoli normali dettati dalla prudenza”. Noi tentiamo di “restare nell’ordinario dei ragionamenti utilitari”, Cristo invece “ci stimola a vivere lo sbilanciamento dell’amore. Gesù non è un bravo ragioniere: no! Sempre conduce allo sbilanciamento dell’amore. Non meravigliamoci di questo. Se Dio non si fosse sbilanciato, noi non saremmo mai stati salvati: è stato lo sbilanciamento della croce che ci ha salvati!”. Uno “sbilanciamento” che nella storia della Chiesa ha avuto molti testimoni che si sono opposti al male con il bene, come il cardinale Francois Xavier Van Thuan che ha trascorso 13 anni nelle carceri vietnamite, nove dei quali in isolamento, senza un processo, un giudizio e una condanna. Ma la sua “ribellione” era nei messaggi che scriveva di nascosto e che faceva uscire dalla prigione, messaggi di speranza, racconti di come celebrava messa con una goccia di vino e frammenti di ostia. Le autorità lo temevano perché parlava di amore e perdono, aprendo così una breccia anche nel cuore dei suoi carcerieri”. La lezione che ci viene dalla pagina del Vangelo di Matteo è che Dio “ci ama mentre siamo peccatori, non perché siamo buoni o in grado di restituirgli qualcosa”. Questa è la mentalità che dobbiamo cercare di assumere “perché solo così lo testimonieremo davvero”. Il Signore, afferma Francesco, “ci propone di uscire dalla logica del tornaconto e di non misurare l’amore sulla bilancia dei calcoli e delle convenienze. Ci invita a non rispondere al male con il male, a osare nel bene, a rischiare nel dono, anche se riceveremo poco o nulla in cambio. Perché è questo amore che lentamente trasforma i conflitti, accorcia le distanze, supera le inimicizie e guarisce le ferite dell’odio”. E non può mancare, anche questa domenica, il pensiero per la martoriata Ucraina, per i drammi di “tanti popoli che soffrono a causa della guerra o a motivo della povertà, della mancanza di libertà o delle devastazioni ambientali”. Ancora, il terremoto in Siria e Turchia: “l’amore di Gesù ci chiede di lasciarci toccare dalle situazioni di chi è provato”. (Fabio Zavattaro - Sir)

Migrantes Emilia Romagna: sabato 25 febbraio la presentazione del Rapporto Immigrazione con il card. Zuppi e i vescovi Perego e Corazza

17 Febbraio 2023 -

Bologna – Sarà presentato sabato 25 febbraio dalle ore 10.30 nell’Aula Magna del Seminario di Bologna il XXXI Rapporto Immigrazione realizzato dalla Fondazione Migrantes e dalla Caritas Italiana. L’evento è promosso dall’Ufficio Migrantes dell’Emila Romagna insieme agli Uffici regionali per l’ecumenismo e il dialogo e le comunicazioni sociali. I lavori saranno introdotti dall’arcivescovo di Ferrara-Comacchio e presidente della Commissione Cei per le Migrazioni e della Fondazione Migrantes, mons. Gian Carlo Perego. Seguiranno gli interventi di Simone Varisco della Fondazione Migrantes, di Davide Rondoni, responsabile dell’Ufficio Comunicazioni Sociali della Conferenza Episcopale dell’Emilia Romagna, del vescovo di Forlì-Bertinoro, mons. Livio Corazza , delegato dei vescovo della regione per l’Ecumenismo e di don Paolo Boschini della Facoltà teologica dell’Emilia Romagna. Le conclusioni saranno affidate al card. Matteo Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana. (R.Iaria)

Mons. Baturi: l’8xmille primo esempio di democrazia fiscale in Italia

17 Febbraio 2023 - Roma - "Il sistema di finanziamento alla Chiesa è come uno specchio che permette alla Chiesa di riflettere sul proprio ruolo, sul rapporto con lo Stato e con i fedeli". L’arcivescovo di Cagliari, Giuseppe Baturi, segretario generale della Cei, è intervenuto ieri a Roma al convegno nazionale su “Il Sovvenire nel Cammino sinodale”. Il presule ha definito uno spartiacque l’accordo del 18 febbraio 1984, tra Repubblica italiana e Santa Sede, che ha modificato il sistema di finanziamento. Mons. Baturi ha ricordato che "il cambiamento è avvenuto per il sistema democratico e per un’evoluzione di consapevolezza della Chiesa, perché ogni sistema di finanziamento è come uno specchio che ci restituisce l’immagine della comunità". Indicando le sfide attuali, il segretario generale della Cei ha ribadito che "i valori dell’attuale sistema sono di solidarietà e di uguaglianza" ed ha aggiunto che  il sistema "si presenta come un tentativo di applicare al sistema fiscale una forma di democrazia diretta. L’8xmille è stato la prima esperienza di democrazia fiscale". Dopo aver richiamato l’importanza della trasparenza, il segretario generale della Cei ha concluso dicendo che "non può esistere una comunità cristiana che non gestisce i beni per la comunione e per la carità".  

Mci Germania e Belgio: domani i funerali di don Stefani

17 Febbraio 2023 - Roma – Si svolgeranno domani, sabato 18 febbraio, alle 10,30, nella chiesa di Meulenberg, in Belgio, i  funerali di don Renzo Stefani, scomparso il 5 febbraio scorso. Nato il 10 giugno 1946 a Pramaggiore (Venezia), da piccolo – 4 anni - emigrò, con la famiglia in Belgio dove lavorava il padre Giovanni. Qui abitavano nelle baracche messe a disposizione delle famiglie dei minatori. A 15 anni don Stefani entra in seminario a St. Truiden e viene ordinato sacerdote il 25 giugno 1971. Studia successivamente a Roma e poi ritorna in Belgio come cappellano per gli italiani in diverse località: Meulenberg, Beringen e Maasmechen. Successivamente ha guidato le Missioni cattolice Italiane di Ulm, Remscheid e Krefeld in Germania. In una intervista diceva che “esseere missionario è essere pastore per questi uomini e donne che hanno lasciato la loro terra. La nostra. Un popolo che emigrava altrove per cercare  da altri pane e solidarietà. Ed è – aggiungeva – sostenere la loro fiducia un Dio che li ha presi per mano”. (R.Iaria)

Onu: “L’Italia ritiri il decreto Ong”

17 Febbraio 2023 - Milano - Si muove anche l'Onu contro il decreto sulle Ong. Dalle Nazioni Unite arriva una dura nota e l'invito all'Italia a ritirare quella che già da settimana prossima potrebbe diventare legge. È proprio il capo per i diritti umani Volker Türk a esprimere «serie preoccupazioni - riporta una nota dell'Alto commissariato di Ginevra - per una proposta di legge in Italia che potrebbe ostacolare la fornitura di assistenza salvavita da parte delle organizzazioni umanitarie di ricerca e soccorso nel Mediterraneo centrale, con conseguenti più morti in mare». «È semplicemente il modo sbagliato per affrontare questa crisi umanitaria», afferma Türk, esortando il governo italiano a ritirare la proposta di legge e a consultare i gruppi della società civile, in particolare le stesse organizzazioni non governative che si occupano di ricerca e soccorso, «per garantire che qualsiasi proposta di legge sia pienamente conforme al diritto internazionale dei diritti umani, al diritto internazionale sui rifugiati e ad altri quadri giuridici applicabili, comprese la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare e la Convenzione internazionale sulla ricerca e il salvataggio in mare».

Vangelo Migrante: VII Domenica del Tempo Ordinario

16 Febbraio 2023 -
In questa settima domenica del tempo ordinario, alle soglie della Quaresima, il Vangelo proietta una scandalosa aurora sugli occhi dei cristiani, uno scorcio di quel “non ancora” che illumina e provoca il “già” di chi ascolta. Chi è venuto a dare compimento alle parole di Mosè le sta, via via, rendendo perfette liberandole dai limiti che la paura ha sinora imposto loro e adesso, in quest’ultimo commento, sembra giungere quasi stravolgerle. “Avete udito che fu detto: «Occhio per occhio e dente per dente»”: seguendo l’ordine in cui i precetti e divieti della Legge vengono elencati nel libro dell’Esodo, dopo il Decalogo, Gesù va a interpretare il cosiddetto “codice dell’Alleanza” dove si trova la legge del taglione (cf. Es 21,24). Legge, che dai vari membri del corpo, verrà estesa all’intera vita, nel Deuteronomio: “Il tuo occhio non avrà compassione: vita per vita, occhio per occhio, dente per dente” (19,21). In realtà viene ad esservi stabilita una giustizia retributiva ben superiore a quella sproporzionata che la precedeva: la legge di Lamec, figlio di Caino. In essa, infatti, era detto: “Ho ucciso un uomo per una mia scalfittura e un ragazzo per un mio livido. Sette volte sarà vendicato Caino, ma Lamec settantasette” (Gen 4,23-24). Un’asimmetria che ci ricorda qualcosa di molto più recente rispetto ai tempi del Caino biblico, quando la morte di un tedesco valeva la vendetta della morte di dieci italiani. La Legge del Sinai dimostra di essere madre di una più alta civiltà quando stabilisce che ogni vita vale come l’altra, sia quella del re sia quella del cittadino comune, sia quella del povero sia quella del ricco, conferendo alla vita un valore assoluto. Ma due sono i limiti su cui Gesù va a intervenire: il primo è quello che ivi si intenda la vita del fratello ebreo e non di tutti gli umani al mondo; ancorché non manchino delle attenzioni per la vita del “nemico”, infatti, quella che viene protetta con la comminazione della vendetta è la vita del fratello, del figlio di Abramo circonciso. Non per nulla Gesù prosegue dicendo: “Avete inteso che fu detto: «Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico»”. Il prossimo è quello che fa parte della tua famiglia, della tua etnia, della tua “nazione” – oggi qualcuno direbbe! – mentre nel “nemico” ci sono tutti gli altri: gli stranieri, i pagani, quelli che sono fuori dal “muro” della tua appartenenza. Qualcosa che viene spontaneo paragonare a tanti consigli che sentiamo dare oggi in Europa: stabiliamo un confine tra noi e i migranti, i profughi, i mussulmani, tutti coloro che premono alle porte – immaginarie – ed erette proprio dal limes escludente della legge. Il secondo limite sta nel fatto che la vendetta tradisce la ragione stessa per cui Dio donò la Legge ad Israele: perché avesse la vita! La vendetta non riesce infatti che ad accumulare morte su morte. Ed è per questo che, sin dalle pagine del libro dell’Esodo, poco dopo che vi leggiamo sulla legge del taglione vediamo che Dio stesso si trova a trasgredirla! Verso quel popolo che alle pendici del monte Sinai, infatti, avrebbe meritato la morte perché s’era fabbricato un vitello d’oro per adorarlo, Dio rinunciò alla vendetta e si fece per loro pura misericordia. Quel popolo che da alleato era divenuto un nemico del suo Dio fu trattato da Lui come un figlio adorato! Cui si perdona perché possa vivere e mutare il suo cuore e capire che l’unica “giustizia” che genera vita è la grazia dell’amore, è la fraternità universale, è la riconciliazione offerta incondizionatamente, che abbatte il muro fra amici e nemici. Di questa “giustizia” di Dio – “che fa piovere sui giusti e sugli ingiusti” – Gesù riconosce la radice nell’antica legge di Mosè e cerca di spiegarla a chi, pur sapendola a memoria, sembra non averla ben compresa. Qualcosa che rispecchia  l’ignoranza anche di molti tra noi cristiani che ancora si scandalizzano del porgi l’altra guancia, che non vedono ancora altra soluzione che quella armata a chi fa la guerra. “Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli”. Chi si dice cristiano non può rinunciare a quell’unica, originaria “differenza” che Tertulliano già riconosceva: “Amare gli amici lo fanno tutti, i nemici li amano soltanto i cristiani” (Ad Scapulam 1,3). “Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? (…) Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste”. (Rosanna Virgili)  

Politiche della cura nelle migrazioni transnazionali: un percorso formativo on line dal 7 marzo

16 Febbraio 2023 - Bergamo: "Politiche della cura nelle migrazioni transnazionali". Questa la proposta formativa a cura di Centro Fo.R.Me, centro di formazione, ricerca e mediazione rivolto a operatori e professionisti impegnati nei percorsi di inclusione, accoglienza e cura delle persone richiedenti asilo e rifugiate. Si tratta di sei incontri dedicati al tema. La formazione si svolgerà da remoto su piattaforma Microsoft Teams ed è previsto l’accreditamento ECM. Il primo incontro è previsto per il 7 marzo. Il percorso mira ad introdurre sguardi plurali e fornire strumenti per poter meglio cogliere la complessità dell’esperienza della “dislocazione involontaria”, per andare ad ampliare il concetto di trauma e vittima, comprendere in quali orizzonti considerare la violenza di genere e sessuale, recuperando le analisi su quanto gli immaginari sedimentati di genere, cultura e razza possano opacizzare le dimensioni del dolore e le richieste di aiuto, spiegano i promotori.

Papa Francesco: “tutto il mondo è in guerra”

16 Febbraio 2023 -
Roma - “Tutto il mondo è in guerra! Sono un po’ pessimista”. Lo  ha detto il Papa, negli incontri avuti con i gesuiti nella Repubblica Democratica del Congo e in Sud Sudan, riportati in un articolo della rivista della Compagnia di Gesù, “La Civiltà cattolica”, di prossima uscita. “La Siria vive una guerra da 12 anni, e poi lo Yemen, il Myanmar con il dramma dei rohingya”, ha fatto notare papa Francesco: “Anche in America Latina ci sono tensioni e conflitti. E poi questa guerra in Ucraina. Tutto il mondo è in guerra, ricordiamocelo bene. Ma io mi domando: l’umanità avrà il coraggio, la forza o persino l’opportunità di tornare indietro? Si va avanti, avanti, avanti verso il baratro. Non so: è una domanda che io mi faccio. Mi dispiace dirlo, ma sono un po’ pessimista”. “Oggi davvero sembra che il problema principale sia la produzione di armi”, ha detto ancora il Pontefice sottolineando che “c’è ancora tanta fame nel mondo e noi continuiamo a fabbricare le armi. È difficile tornare indietro da questa catastrofe. E non parliamo delle armi atomiche! Credo ancora in un lavoro di persuasione. Noi cristiani dobbiamo pregare tanto: ‘Signore, abbi pietà di noi!’”. “In questi giorni mi colpiscono i racconti delle violenze”, ha rivelato Francesco: “Mi colpisce soprattutto la crudeltà. Le notizie che vengono dalle guerre che ci sono nel mondo ci parlano di una crudeltà persino difficile da pensare. Non solo si uccide, ma lo si fa crudelmente. Per me questa è una cosa nuova. Mi dà da pensare. Anche le notizie che arrivano dall’Ucraina ci parlano di crudeltà. E qui in Congo lo abbiamo ascoltato dalle testimonianze dirette delle vittime”.

Germania: afflusso record di sfollati

16 Febbraio 2023 - Berlino - In Germania nell'ultimo anno sono arrivati oltre un milione di rifugiati ucraini. È la stima di media e Caritas, basata sui dati ufficiali del governo federale di Berlino. Secondo l'ufficio federale di statistica Destatis nel 2021 in tutta la Germania risiedevano circa 138.000 ucraini, il 31 ottobre 2022 l'ultimo dato ufficiale sottolineava che gli ucraini registrati erano 1.019.000, quindi secondo Caritas «nel primo trimestre del 2023 si supererà il milione di ucraini arrivati in Germania nell'ultimo anno». Ma quanti ne arriveranno ancora? È la domanda di opinione pubblica e mondo politico tedeschi. «Temiamo una nuova ondata di rifugiati provenienti dall'Ucraina se gli attacchi portati dall'esercito russo continueranno a distruggere le infrastrutture e a colpire le centrali elettriche. Le temperature rigide stanno già costringendo moltissimi civili ad abbandonare le proprie città», ha sottolineato ad inizio anno il responsabile di Caritas Deutschland per l'Ucraina, Gernot Krauss. Una nuova ondata di rifugiati, in concomitanza con la controffensiva russa di fine inverno, potrebbe mettere a dura prova la macchina dell'accoglienza tedesca. Nell'ultimo anno sono aumentati anche i richiedenti asilo da Siria, Afghanistan ed Iran, oltre 220.000, e il governo tedesco è pronto anche a dare il via libera ad un permesso di soggiorno trimestrale per tutte le persone coinvolte nel terremoto devastante che ha colpito le regioni a cavallo tra la Turchia e la Siria. (V.S.)

Save the Children: “4,2 milioni di rifugiati ucraini hanno ottenuto nel 2022 protezione temporanea in Europa”

16 Febbraio 2023 -
Roma - “Nel 2022 il conflitto in Ucraina ha spinto 4,2 milioni di persone, in gran parte donne e bambini, a cercare salvezza e sicurezza in Europa, dove  hanno avuto la possibilità immediata di accedere alla protezione temporanea. I bambini ucraini, con le loro famiglie e in molti casi anche da soli, hanno affrontato enormi sfide e rischi quando sono fuggiti sotto le bombe dal loro Paese. L’Europa e gli Stati membri hanno dimostrato in questo caso, concretamente, che è possibile predisporre e gestire, anche in larga scala, l’accoglienza e la protezione di chi fugge da una situazione di pericolo grave se c’è la volontà politica di farlo”. Lo dichiara in una nota Save the Children, che dall’inizio dell’escalation del conflitto in Ucraina ha assistito i bambini rifugiati ucraini in 13 Paesi europei e dal 2015 sostiene i minori rifugiati provenienti da altri conflitti o crisi umanitarie nelle zone di frontiera e all’interno dei Paesi europei. L’ong sottolinea in un rapporto  la gravità delle condizioni affrontate dai migranti che cercano di raggiungere la salvezza in Europa attraverso le rotte del Mediterraneo o dei Balcani. “L’impegno dell’Unione dovrebbe essere quello di garantire vie sicure e legali di accesso alle persone che fuggono da conflitti, violenze o povertà estrema, in particolare alle bambine, ai bambini e alle loro famiglie,  ma non essendoci modi sicuri e legali per i minori di raggiungere l’Europa e chiedere asilo, il 90% dei rifugiati a cui è stata concessa protezione nei Paesi europei è stato costretto a utilizzare percorsi insicuri attraverso terra e mare”. Il rapporto diffuso oggi  rileva che dal 2019 più di 8.000 persone su circa mezzo milione sono morte o disperse sulle rotte del Mediterraneo verso l’Europa, e tra coloro che sono arrivati in Europa il 20% era costituito da bambini. Save the Children mette inoltre in evidenza come le misure dure e drastiche  adottate dall’Ue e dai Paesi membri, determinati a impedire ai rifugiati di entrare nel loro territorio e a “respingere” illegalmente il loro tentativo, siano state fra le cause della morte di bambini e famiglie in cerca di salvezza e di come l’accoglienza e la protezione che l’Europa ha saputo mettere in campo con i rifugiati ucraini abbia dimostrato che queste morti e maltrattamenti non erano e non sono inevitabili.

Migrantes Messina-Lipari-S. Lucia del Mela: domani incontro sulle migrazioni forzate

15 Febbraio 2023 - Messina - Domani, giovedì 16 febbraio 2023 alle ore 19.00, presso il salone “san Francesco” della parrocchia S. Maria dell’Arco (viale della Libertà, 129 - Messina), si terrà un incontro sul tema “Migrazioni forzate e protezione. Riflessioni sul diritto d’asilo”. Interverrà Mariacristina Molfetta, antropologa culturale e ricercatrice della Fondazione Migrantes. Su invito del parroco, mons. Letterio Gulletta "abbiamo pensato - spiega a www.migrantesonline.it il direttore della Migrantes della diocesi di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela, Santino Tornesi -  ad un momento di confronto e riflessione su un tema così sensibile che interpella la società civile e le nostre comunità parrocchiali". Perché, come affermano i vescovi italiani: "L’approccio educativo al fenomeno dell’immigrazione può essere la chiave che spalanca la porta a un futuro ricco di risorse e spiritualmente fecondo” (EVBV, 14). L’incontro, pensato per i giovani e gli operatori pastorali della parrocchia, è aperto a quanti sono sensibili a questa tematica e sono impegnati nel mondo della mobilità umana. Introdurrà l’incontro Santino Tornesi  mentre la moderazione sarà a cura del giornalista  Fortunato Marino. (R.Iaria)