Primo Piano

Mons. Di Tora: atto in Libia “disumano”

3 Luglio 2019 - Roma - Mons. Guerino Di Tora, presidente della Commissione episcopale Cei per le Migrazioni e presidente della Fondazione Migrantes condanna il raid in Libia su un centro di detenzione migranti che ha causato oltre 40 morti e 35 feriti, tra cui donne e bambini. “Un atto deplorevole, di disumanità nei confronti di gente che già sta subendo una persecuzione in questi campi di detenzione”, ha detto il presule a Vatican News: “diventa veramente qualcosa che rasenta l’assurdità umana, la follia. Dobbiamo veramente rimetterci in un atteggiamento non solo di attenzione ma di comprensione di fronte a certe problematiche che riguardano l’umanità intera”. Per mons. Di Tora il fenomeno delle migrazioni, “questo fenomeno di gente che deve fuggire da guerre - e non c’è solo la guerra delle armi, c’è anche la guerra della fame, della siccità, della desertificazione, - ci interpella tutti. Dobbiamo tutti poterci sentire corresponsabili. E allora diventa per noi una presa di coscienza umana - umana! - Prima ancora che cristiana. Certo per noi cristiani rappresenta qualche cosa in più: il richiamo che il Signore ci fa di fronte a queste situazioni, di non lasciare l’altro, il nostro prossimo, in realtà disumane, di soccorrerlo, di accoglierlo”.

Impiego e integrazione: è la fattoria di Tiggiano

3 Luglio 2019 - Roma - Mobilitati per la carità e l’inclusione. Il secondo riconoscimento del concorso Cei «Tuttixtutti» (https://www.migrantesonline.it/2019/07/03/i-volti-della-chiesa-in-uscita/) arriva ad un progetto agroalimentare nato a Tiggiano (Lecce), paese bianco sospeso sull’azzurro del Capo di Leuca, dove il gruppo parrocchiale di Sant’Ippazio da tempo lavora (anche insieme alla Caritas di Ugento-Santa Maria di Leuca) a strumenti innovativi per incidere sull’emergenza disoccupazione, non solo giovanile, parallelamente all’accoglienza dei migranti che risalgono il Mediterraneo. «I nostri strumenti sono cooperazione e creatività» spiegano i promotori. L’opera, firmata da don Lucio Ciardo, nativo di Alessano, già tra i 'ragazzi' seminaristi di don Tonino Bello nei primi anni Ottan- ta, e da esperti di comunicazione, proprietari di trattori, cestelli per la potatura e seminatrici, guide turistiche, un ingegnere afghano rifugiato, braccianti italiani e migranti, per lo più sottopagati. Hanno ragionato sulle potenzialità della tipica carota di sant’Ippazio o pestanaca: colori che virano dall’avorio al viola, alimentoantichissimo, prelibatezza del Salento, simbolo della biodiversità pugliese,oggi diffusa all’estero ma quasi scomparsa dalle tavole degli italiani.«La cooperativa promuoverà la produzione biologica, la raccolta rigorosamente manuale e la vendita, con il doppio intento di creare posti di lavoro e un modello di integrazione» spiega don Ciardo. Il flusso di chi viene a bussare alla porta della parrocchia è alto, e il concorso è stata l’occasione per raccogliere una sfida difficile, candidandosi ad un fondo iniziale, per poi consolidarsi sul mercato. Anche grazie a servizi collaterali, come la manutenzione del verde, la pulizia dei terreni e l’aratura. Una speranza di giustizia e dignità per i troppi senza impiego, in una 'terra-finestra' sul Mediterraneo - come aveva intuito nitidamente don Tonino Bello - perché il lavoro possa diventare un bene comune. «La comunità possiamo farla assopire – aggiunge il parroco –, ma non accade se costruiamo la comunione».

Migrantes: oggi al Caravita concerto “Il Canto del Sole”

3 Luglio 2019 - Roma - La Fondazione Migrantes, in collaborazione con Nota Preziosa Management, presenta l’oratorio moderno “Il Canto Del Sole” di e con Lucia Lanzara coi Tamburi Ben Kadì e la partecipazione straordinaria di Ismaila Mbaye. Il Canto del Sole è un concerto per la pace, per voce e percussioni, scritto in occasione dello scoppio della guerra in Iraq. Contaminazione pura, le atmosfere oniriche della voce si fondono ai ritmi tribali tradizionali dei tamburi africani. Lucia Lanzara ha anche fondato i Ben Kadí col sostegno della Migrantes. Si tratta di un gruppo di percussionisti formato da ragazzi MSNA che hanno affrontato il “viaggio“. Ben Kadí in africano significa “insieme è meglio”. Questa è la Mission dei Ben Kadí: sensibilizzare al riconoscimento reciproco attraverso l’arte.

Oggi presidio del Movimento “Digiuno di Giustizia”

3 Luglio 2019 - Roma - Si terrà oggi, 3 luglio alle 13,30 davanti a Piazza San Pietro e da lì proseguirà fino a Piazza Montecitorio un presidio promosso dal Movimento “Digiuno di Giustizia” che hanno dato inizio ad una staffetta fatta da persone singole, associazioni, gruppi spontanei, comunità religiose che per un anno ha portato avanti “un piccolo segno di protesta, indignazione e di richiamo alla coscienza di tutti gli uomini e le donne di buona volontà” per la sorte dei migranti. “È passato un anno da quando l'accorato appello di Mons. Raffaele Nogaro, Padre Alex Zanotelli, Suor Rita Giaretta, Don Alessandro Santoro della Comunità delle Piagge, Padre Giorgio Ghezzi e della Comunità del Sacro Convento di Assisi”, scrive p. Alex Zanotelli che ricorda le parole di papa Francesco: "Avete mai pianto, quando avete visto affondare un barcone di migranti?” “È il naufragio dei migranti, dei poveri, dei disperati, ma è anche il naufragio dell’Europa, e dei suoi ideali di essere la ‘patria dei diritti umani’, scrive Zanotelli.

I volti della “Chiesa in uscita”

3 Luglio 2019 - Roma - La «Chiesa in uscita» oggi in Italia è fatta di comunità che non ti aspetti e progetti di crescente spessore. Professionisti prestati al volontariato e sacerdoti, giovani, genitori e pensionati, tra testimonianza evangelica e scelte di cittadinanza, si misurano con bilanci, sostenibilità economica e break even, in reazione al degrado culturale e occupazionale. Capaci di creare posti di lavoro, promuovere cooperative agricole bio o dare vita a doposcuola di qualità in quartieri o paesi dove non c’è niente. Spesso con un innegabile ruolo di supplenza rispetto alle istituzioni. L’istantanea è nei 10 migliori progetti sociali parrocchiali, che ogni anno la Cei mette in luce con il concorso «Tuttixtutti». Le risorse in palio – da 15mila a mille euro – vengono da fondi 8xmille. E faranno da volano per nuove imprese destinate a camminare poi sulle loro gambe. Su oltre 400 partecipanti, il primo premio 2019 (15mila euro) è andato alla parrocchia Santissima Annunziata di Caccamo (Palermo) per la fattoria sociale «Bio pollaio». Secondo, con 12mila euro, un altro piano di agricoltura solidale per creare nuova occupazione, firmato da don Lucio Ciardo e parrocchiani di Sant’Ippazio a Tiggiano (Lecce). Terza la parrocchia Santa Elisabet- ta Anna Seton di Livorno: il gruppo di padre Carmine Madalese potrà contare su un fondo di 10mila euro destinati alla Casa per i familiari dei degenti in cura nel vicino ospedale cittadino. È una risposta alla povertà sanitaria anche la farmacia-ambulatorio con servizi medici gratuiti: 4° posto e 8mila euro per i parrocchiani dell’Immacolata Concezione di San Vito Chietino (Chieti) e don Fabio Ambrosio Iarlori. Quinta, con 6mila euro, la comunità del Sacro Cuore di Gesù, a Marigliano (Napoli): contro la disoccupazione giovanile dilagante e le maglie dei clan di camorra strette attorno alle nuove generazioni, avvierà un corso professionale per panettieri e pizzaioli. Scuola di alto artigianato tessile in parrocchia dell’Immacolata Concezione, a Seminara (Reggio Calabria), dove imprenditori da 4 generazioni rimasti senza eredi hanno deciso di trasferire ai giovani di don Mino Ciano know how e marchio“Gioite”. Un piano territoriale veicolerà anche scuole e visite turistiche alloshowroom e ai telai. Recupero dell’invenduto dei panifici e redistribuzione alle famiglie disagiate valgono 4mila euro al gruppo di don Rosario Rosati, a Sant’Alberto a Trapani. Oratorio e catechismo “di inclusione” per i bambini disabili sono la novità, sostenuta dalla Cei con 3mila euro, di cui si doterà la comunità dei Santi Nazaro e Celso a Bresso (Milano), affidata a don Andrea Carrozzo. A Messina, nella periferia tra Villaggio Aldisio e Fondo Fucile, dove si estende la più grande baraccopoli siciliana, con tetti di lamiera e amianto, 2mila euro serviranno a don Enrico Colafemina e ai volontari del Santissimo Salvatore per aprire un doposcuola su misura per bambini con disturbi di apprendimento. Infine, decima con mille euro, la parrocchia di San Bonifacio, a Verona: proporrà un corso di street art ai «ragazzi del muretto » che in parrocchia non ci vanno. Gli educatori di don Emilio Centomo li inviteranno a dipingere un murales in oratorio, perché diventi «un luogo – annotano i progettisti – di nuove amicizie, dove scoprire i loro sogni». «Tuttixtutti è una grande opportunità per le parrocchie italiane – spiega Matteo Calabresi, responsabile del Servizio Promozione Cei – in otto anni di storia, il nostro concorso nazionale ha realizzato moltissime proposte, con risposte concrete ai bisogni di famiglie, giovani e anziani». Un grande piano di formazione all’economia ecclesiale, che ha chiesto alle parrocchie candidate di organizzare eventi spiegando ai fedeli come richiedere e alimentare le risorse della Chiesa, attraverso 8xmille e offerte per il sostentamento dei sacerdoti. «Con gli incontri formativi le comunità hanno scoperto da vicino come funziona il sistema di sostegno economico alla Chiesa, ancora poco noto – aggiunge Calabresi – ma è scuola di trasparenza, corresponsabilità e comunione». (Laura Delsere)

Summit Diaspore: un incontro sulla stampa multietnica

2 Luglio 2019 - Roma – In incontro-confronto sul tema della stampa multietnica quello di oggi pomeriggio presso la sede dell’agenzia Dire sul tema “L'informazione che cambia. Notizie dall'Italia plurale”, promosso dal Summit nazionale delle Diaspore. “Non chiamiamola stampa multietnica, bensì interculturale, per favorire il senso di parità”, ha detto Ahmad Ejaz, giornalista pachistano della rivista “Azad”, rivolta alla sua comunità di origine in Italia. Secondo Ejaz oggi è importante partire dal lessico per costruire una nuova cultura e un nuovo linguaggio. “Io - ha detto - provengo dal mondo islamico e mi fa strano leggere sui giornali, in caso di attentati, la parola 'kamikaze', che è giapponese. Io scrivo invece 'attacco suicida', anche per ricordare che secondo l'islam, il suicidio è vietato da Dio”. Ma per migliorare questa situazione, “gli 'aborigeni italiani' devono aiutarci, insieme agli stranieri e alle seconde generazioni". Per Raffaele Iaria, redattore di Migrantesonline.it, “bisogna insistere sui dati di una presenza attiva delle comunità straniere in Italia per smentire stereotipi o una linea informativa che porta spesso a nascondere il ruolo svolto nella società italiana da cinque milioni di persone presenti in Italia”. Per questo – ha detto Iaria – occorre dar “conoscere” le tante iniziative positive, le storie e i progetti di integrazione. Ad introdurre i lavori il direttore dell’agenzia Dire che ha evidenziato l’importanza di conoscere per costruire. Tra gli interventi quello di Lucia Joana Metazama, presidente dell'Associazione delle donne mozambicane in Italia, di Oles Horodetskyy, giornalista di origine ucraina, di Zakariya Mohamed Ali di origine sudanese e di Stephen Ogongo, giornalista keniano, fondatore della testata 'Cara Italia', il quale incoraggia anche un giornalismo "che spinga le persone a pensare, investendo nella formazione dei professionisti della comunicazione".  

Migrantes Cosenza-Bisignano: parte il terzo campo “Convivialità delle Differenze”

2 Luglio 2019 - Cosenza - Anche quest’anno l’Ufficio Migrantes della diocesi di Cosenza-Bisignano propone, per il terzo anno consecutivo, un week-end di incontro, conoscenza e scambio interculturale per giovani, adulti e famiglie. Si parte il 12 al 14 Luglio sul tema “Convivialità delle Differenze” che si svolgerà a Quaresima di Aprigliano (Lorica - Cs). L’invito – spiega il direttore diocesano Pino Fabiano - è rivolto a giovani ed adulti e famiglie italiane e migranti per “vivere un’esperienza di incontro, conoscenza e scambio interculturale e interreligioso che vedrà, in questo momento di particolare diffidenza e paura, i partecipanti impegnati, durante i tre giorni, a ‘costruire fraternità’ attraverso il gioco, la riflessione comune, la preghiera, i canti, la musica e le danze nel bel panorama della Sila cosentina. Un invito a partecipare rivolto a chi oggi vuole aprirsi all’incontro con l’altro vincendo la paura!”

Stampa multietnica: oggi un incontro all’agenzia “Dire”

2 Luglio 2019 - Roma - Carta e penna, poi pc, app, video e social. Strumenti che possono contribuire a cambiare la narrativa sulle migrazioni, ma solo impegnando reti di redazioni e talenti, con strategie e canali mediatici efficaci. Di questo, e delle sinergie necessarie, si parlerà nella sede dell'agenzia 'Dire' oggi pomeriggio durante l’incontro “L'informazione che cambia. Notizie dell'Italia plurale”, un incontro con i giornalisti e la stampa multietnica. “Sarà un confronto per discutere insieme su come possiamo elaborare strategie in grado di contribuire a un racconto nuovo” sottolinea Cleophas Dioma, il coordinatore del Summit nazionale delle diaspore, il progetto sostenuto tra gli altri dall'Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics) che propone l'appuntamento. L’incontro di oggi parte dall'assunto che per fornire un'informazione libera da pregiudizi su migranti e comunità di origine straniera sia fondamentale coinvolgere direttamente le loro risorse e capacità. Al centro dei lavori proposte e iniziative per un racconto dell'Italia nuova che rovesci stereotipi e restituisca appieno la varietà e la ricchezza dei contributi delle diaspore, anche su un piano professionale, imprenditoriale e culturale. All'incontro, introdotto dai saluti del direttore dell’agenzia Dire Nico Perrone e moderato dal giornalista Vincenzo Giardina, sono invitati in particolare giornalisti e comunicatori delle comunità di origine straniera. A intervenire, in rappresentanza del Summit nazionale delle diaspore, oltre al coordinatore, Cleophas Dioma, anche Tana Anglana, esperta di migrazioni e cooperazione. La prospettiva, conclusi i lavori, immaginati come tappa di un percorso, è la redazione di proposte e linee guida che siano base di un'alleanza per un'informazione multiculturale, più completa e inclusiva.

Migrantes: lunedì 8 la presentazione di “88 Giorni nelle farm australiane”

2 Luglio 2019 - Roma - Sarà presentato al senato, il prossimo 8 luglio, il volume “88 giorni nelle farm australiane. Un moderno rito di passaggio”. Si tratta di una ricerca della Fondazione Migrantes curata da Michele Grigoletti e Giuseppe Casarotto. Ad aprire i lavori, moderati da Isabella Liberatori dell’Agenzia Nove Colonne, il senatore, eletto all’Estero, Francesco Giacobbe e i saluti di don Giovanni De Robertis, Direttore generale della Fondazione Migrantes. Seguiranno gli interventi dei curatori della ricerca Grigoletti e Casarotto, di Riccardo Giumelli dell’Università di Verona ed Eleonora Camilli dell’agenzia Redattore Sociale. A concludere Luigi Maria Vignali, Direttore Generale per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie del MAECI.

Cgie: una prima verifica oggi sul seminario di Palermo

2 Luglio 2019 - Roma – Idee e progetti per connettere, assistere, informare, formare e rappresentare i giovani italiani nel mondo. A due mesi e mezzo dal Seminario di Palermo per la creazione di una rete di giovani italiani nel mondo, realizzato per iniziativa del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, verrà presentato questo pomeriggio al Senato, lo stato dell’arte del lavoro che ha permesso la tenuta dell’iniziativa e soprattutto la dozzina di progetti che i 115 delegati di Palermo intendono realizzare. “La dinamica generata è forte, e come istituzioni – ciascuna con le sue specifiche responsabilità e mezzi a disposizione – abbiamo il dovere morale di accompagnare questi giovani nei bisogni e nelle speranze che hanno espresso, nonché di incoraggiarli al massimo perché rinnovino le nostre istituzioni di rappresentanza l’anno prossimo, in occasione delle elezioni di Comites e CGIE” dice Maria Chiara Prodi, presidente della Commissione del CGIE “Nuove Migrazioni e Generazioni Nuove” responsabile dell’iniziativa. Michele Schiavone, segretario generale del CGIE evidenzia che “Troppo spesso si considerano i giovani che emigrano come una fatalità, la loro voce troppo dispersa per essere raccolta. Il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, appoggiandosi sulle reti dei Comites e delle Consulte Regionali per l’Emigrazione, con il preziosissimo contributo delle istituzioni partner del Seminario, ha voluto dimostrare cosa può fare una rete capillare presente su ogni territorio, selezionando e formando questi giovani che rappresentano – certamente non in maniera esclusiva, ma necessaria – la meglio gioventù del Nostro Paese”. Durante la presentazione alcuni progetti oggetto dell’azione dei ragazzi e la proiezione di u documentario realizzato da Denny Biancardi, che ha raccolto queste voci che non sono più disperse, ma parte di un progetto che intende legarli in maniera sistematica all’Italia.

Campese: lo studio del magistero sulle migrazioni “necessario ed attuale oggi”

2 Luglio 2019 - Roma - Lo studio, la conoscenza, la comunicazione e la recezione del magistero sulle migrazioni “necessario ed attuale oggi” è allo stesso tempo “così sconosciuto. Un magistero la cui conoscenza, come dice Chiesa e mobilità umana, rientra tra i compiti della pastorale ordinaria: catechesi, predicazione, formazione…”. A dirlo ieri sera Gioacchino Campese, docente del Simi, intervenendo al corso di Pastorale Migratoria promosso dalla Fondazione Migrantes in corso fino a venerdì 5 luglio. Il corso questa mattina continuerà con un exursus storico e sullo Statuto della Fondazione Migrantes affidati a Simone Varisco e al Direttore Generale della Fondazione, don Gianni De Robertis mentre nel pomeriggio sono attese relazioni di Luca Insalaco su “Cittadinanza e integrazione: politiche migratorie in Italia” e di Michele Colucci sulla “Storia dell’immigrazione in Italia”.

Don Pilo: il fenomeno migratorio ci tocca da vicino

1 Luglio 2019 - Roma - “Lo Straniero nella Sacra Scrittura”. E’ stato questo il tema, affidato al biblista don Alessandro Pilo, che ha aperto il corso di Pastorale Migratoria promosso dalla Fondazione Migrante sin corso fino a venerdì 5. Per don Pilo il fenomeno migratorio è “un evento che ci tocca nel profondo” e rappresenta “una chiamata di Dio. Un fenomeno – ha spiegato - che ci chiama all’accoglienza dello straniero. Nelle Bibbia lo straniero è al centro”. Il biblista ha citato diversi passaggi biblici sottolineando come le diversità esistono e vanno lette “alla luce della Parola di Dio”: occorre leggere alla luce della Parola di Dio “la cultura dell’accoglienza. Lo scontro con l’immigrato è spesso basato sulla paura. L diversità ci fa paura perché ci tocca da vicino. Ma anche lo straniero ha paura perché vive in un mondo che non è il suo”. Per don Pilo “non basta inneggiare all’uguaglianza. La diversità non deve bloccare”. Il corso è stato aperto da una introduzione del direttore generale della Fondazione Migrantes, don Gianni De Robertis.

Volo dell’Angelo: per la prima volta una bambina “migrante”

1 Luglio 2019 - Isernia - Una bella storia di integrazione va in scena questa sera, 1 luglio e domani 2, a Vastogirardi, piccolo comune dell’Alto Molise in provincia di Isernia. Qui dal 1911, in occasione della festa patronale, si svolge il rito della sacra rappresentazione del “Volo dell’Angelo”, nel giorno in cui la chiesa (2 luglio), festeggia la visita di Maria a sua cugina Elisabetta. Il rito del “Volo dell’Angelo” nel piccolo comune altomolisano forse ricorda l’angelo che annunziò a santa Elisabetta e suo marito san Zaccaria che avrebbero avuto un figlio anche se erano in età avanzata. “L’angioletto” di Vastogirardi da sempre è rappresentato da una bambina di età compresa tra i quattro e sei anni che si fa “volare” ad un’altezza non eccessiva grazie ad un cavo d’acciaio teso tra la facciata della chiesa e il balcone della casa difronte, che dista circa 40 metri. La bambina viene assicurata al cavo per mezzo di una imbracatura, che oggi risulta del tipo di quella usata per le arrampicate sportive, e attraverso un congegno di carrucole viene fatta scorrere, da mani esperte, verso la statua della Madonna delle Grazie, per l’occasione posta fuori della chiesa. A Vastogirardi, se è vero che gli angioletti sono di sesso femminile, è pur vero che possono essere cittadine del mondo, non hanno bisogno di dimostrare la propria cittadinanza o l’appartenenza per sangue alla popolazione del luogo per indossare i serafici abitini (bianco per la sera del 1 luglio e celeste per il giorno del 2 e ali di piume bianche) e scorrere su quella fune e far emozionare la folta platea che riempie la piazza e le strade adiacenti la chiesa. Elena Pallotto, cinque anni, capelli biondi e ricci è l’angioletto edizione 2019, e dopo 108 anni è anche la prima bimba con la mamma immigrata. I suoi genitori non sono nativi del luogo, la mamma, Cleopatra viene da Piatra Neamt, una cittadina della Romania, il papa Luigi è della zona e ha un’azienda zootecnica. Una bella storia di integrazione è quella di Luigi e “Cleo”, come tutti amichevolmente chiamano la signora, che arrivò 14 anni fa a Vastogirardi e da allora non si è più spostata. Luigi e Cleopatra stanno insieme da più di 10 anni, sposati da due, oltre ad Elena hanno un altro figlio più grande, Emilio. Elena, ha raccontato la mamma, dalla prima volta che vide il “Volo dell’Angelo”, disse che lo avrebbe voluto fare anche lei, così la paziente e insostituibile “maestra Stella”, la maestra dell’asilo comunale che da anni prepara gli angioletti, si è messa subito al lavoro per istruirla, oltre che scrivere e insegnarle la preghiera da recitare alla Madonna in una delle “uscite” che fa l’angioletto. La bimba, al suono della musica della banda, oltre alla preghiera porta l’incenso, un cesto pieno di petali di fiori che sparge sulla statua e sulla folla sottostante e, nell’ultima uscita del giorno 2 luglio, un dono, quasi sempre un oggetto d’oro, che la famiglia dona alla Madonna come ringraziamento e ricordo. Il santo protettore di Vastogirardi è San Nicola, si festeggia il 3 luglio il giorno seguente alla rappresentazione del “Volo dell’Angelo”, e la bimba vestita da angelo apre la processione assieme ai bambini che indossano il saio della prima comunione. (Nicoletta Di Benedetto)

Papa: lunedì messa per i migranti in Vaticano

1 Luglio 2019 - Città del Vaticano - In occasione del VI anniversario della visita a Lampedusa, lunedì 8 luglio, papa Francesco celebrerà una Messa per i Migranti, alle ore 11, nella Basilica di San Pietro. Parteciperanno- spiega il direttore della Sala stampa della Santa Sede, Alessandro Gisotti - alla celebrazione circa 250 persone tra migranti, rifugiati e quanti si sono impegnati per salvare la loro vita. Gisotti spiega che alla celebrazione, presieduta dal Papa all’Altare della Cattedra, prenderanno parte solo le persone invitate dalla Sezione Migranti e Rifugiati del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, a cui “il Santo Padre ha affidato la cura dell’evento”. Papa Francesco – aggiunge il direttore della Sala Stampa – “ desidera che il momento sia il più possibile raccolto, nel ricordo di quanti hanno perso la vita per sfuggire alla guerra e alla miseria e per incoraggiare coloro che, ogni giorno, si prodigano per sostenere, accompagnare e accogliere i migranti e i rifugiati”.(R.I.)

Migrantes e Caritas Bari: non possiamo rimanere indifferenti

1 Luglio 2019 - La Caritas e la Migrantes della Diocesi di Bari-Bitonto invitano a vivere “due semplici segni” in giorni in cui sentiamo più forti le preoccupazioni legati ai nostri fratelli e sorelle immigrati. Tra questi la proposta per oggi, 1 lunedì di “un digiuno che si trasformi in gesto di carità e accoglienza” e un momento di riflessione, silenzio e preghiera dalle 20.30 alle 21.30 sul lungomare di Bari presso Largo Giannella. “Sentendo anche noi quella ‘immensa tristezza’ di cui parlava pochi giorni fa papa Francesco a seguito dell'immagine di quel papà con la figlioletta di due anni riversi morti nel Rio Grande “accogliamo il suggerimento a pregare per questi nostri fratelli chiedendo al buon Dio un sussulto di umanità nelle nostre scelte”, spiegano Caritas e Migrantes: “non possiamo rimanere indifferenti”. L’iniziativa di oggi “non è una manifestazione contro nessuno” ma “piccoli gesti per non rinunciare a farci accoglienti”.

Mons. Moraglia: “illusorio” risolvere la questione proponendo “muri”

1 Luglio 2019 - Venezia – “Ritengo illusorio e non confacente con la realtà pensare di risolvere, oggi, la questione epocale dei migranti costruendo barriere fisiche alla nostra frontiera orientale che, pure, certamente va controllata e ‘regolata’”. E’ quanto afferma in una dichiarazione il Patriarca di Venezia, mons. Francesco Moraglia sottolineando che la risposta alla tragedia umana di interi popoli “non può essere quella dei ‘muri’, ma quella della politica. Una politica che, una buona volta, voglia affrontare tale vicenda senza pregiudizi ideologici o ingenuo buonismo ma con realismo”. Accogliere chi si trova nello “status” di migrante o rifugiato è “un dovere e un principio fondamentale, riconosciuto dalla nostra Costituzione (art. 10) e dalla Convenzione di Ginevra. Oggi, però – spiega - nessun Paese è in grado di rispondere da solo. Ecco, allora, l’appello veramente pressante - e che dovrebbe trovare tutti coesi - alla politica europea e mondiale perché attivi a livello planetario una sorta di ‘piano Marshall’. La politica europea, in particolare, deve trovare responsabilità, lucidità, volontà e modalità condivise, uscendo da angusti schemi e schieramenti, per regolamentare un fenomeno che tocca in modo universale non solo l’Italia ma l'intero continente europeo”. All’interno di questa “ineludibile” azione politica – continua il Patriarca - l'opera del volontariato è “necessaria per arrivare a dare risposte all’altezza della grande emergenza-migrazioni e parlo di un volontariato autenticamente ispirato da grandi valori e non strumentalizzabile. L’impegno di tutti - a livello personale e sociale - è garantire una integrazione reale, vera, dal volto umano, creando un contesto favorevole e culturalmente ‘attrezzato’. Di fronte a tali questioni ci accomuna il compito urgente - per chi ha responsabilità politiche, culturali, sociali, ecclesiali - di saper affrontare tali situazioni con intelligenza e cuore, senza fuggire i problemi, nel rispetto di tutti, di chi accoglie e di chi è accolto, e garantendo a tutti, nessuno escluso, legalità e sicurezza. Questo dobbiamo perseguire, in Italia e in Europa, sapendo guardare oltre gli interessi particolari, con realismo e lungimiranza, con senso della giustizia, tutelando i diritti e il rispetto dei doveri di tutti”.

Acli: salvare vite umane non può essere considerato reato

1 Luglio 2019 - Roma – Le Acli invitano il Governo italiano e i governi europei ad “aprire corridoi umanitari e passaggi sicuri affinché, per salvare vite umane, non si debba infrangere la legge”. Il nostro Paese, che è “la porta d’Europa, non può far finta di non vedere ciò che succede oltre i propri confini. La Libia non è un porto sicuro e per questo motivo è giustificato il gesto della Capitana della Sea Weatch che ha deciso di rivolgersi all’Italia piuttosto che portare i naufraghi nei lager libici”. Le Acli esprimono, quindi, il “loro sostegno e la loro solidarietà alla Capitana Carola lasciata sola di fronte al proprio senso di responsabilità nel prendere una decisione che riguardava vite umane. Il valore della sua disobbedienza civile ci ricorda che le leggi non devono mai scavalcare l’umanità”.

Card. Parolin: salvare vite è “stella polare”

1 Luglio 2019 - Matera - “Io credo che la vita umana va salvata in qualsiasi maniera, ecco. Quindi quella deve essere la stella polare che ci guida, poi tutto il resto è secondario”. Lo ha detto, sabato scorso, il segretario di Stato della Santa Sede, il card. Pietro Parolin, rispondendo ai giornalisti, a Potenza, a conclusione della messa celebrata nell’ultima giornata della Festa del quotidiano “Avvenire”, riferendosi alla vicenda della nave Sea Watch 3 della ong tedesca. Per il porporato oggi occore “sottolineare i segni di speranza”: “L'unica risposta che oggi possiamo dare alle sfide del mondo presente è una testimonianza autentica di vita cristiana, un cristianesimo che vive le fondamenta degli atti di Dio, ma che poi sa tradursi anche in opere a favore della società. La testimonianza è la parola chiave dei cristiani di tutti i tempi”. Dialogando con il direttore di Avvenire Marco Tarquinio sul tema: “La diplomazia della Santa Sede con Papa Francesco” il card. Parolin ha evidenziato che “le finalità della diplomazia della Santa Sede asi sintetizzano nella ricerca e nella promozione della pace, che nella Gaudium et Spes non è solo assenza di conflitto, ma che deriva dall'ordine e della giustizia, somma di beni materiali e spirituali. Altre diplomazie hanno interessi economici o militari. Papa Francesco si inserisce nel solco della Chiesa, invitandoci a non considerare i problemi in astratto, ma nella concretezza, avendo sempre di fronte i volti delle persone: bambini, anziani, emarginati, vittime di violenza”. Durante il colloquio il segretario di Stato della Santa Sede si è soffermato sul tema delle migrazioni sottolineando che è un tema “non facile”. La Chiesa “deve ricordare i principi del Vangelo, i laici devono avere l'autonomia sulle scelte che spettano alla politica. Ma il principio che guida le scelte politiche deve essere guidato dalla solidarietà, rispettose della persona umana e della sua dignità. Ci si divide su questi temi, e le divisioni non portano alle soluzioni migliori, l'invito è ad affrontare insieme queste situazioni. Evitare l'esasperazione dei toni, che non serve a risolvere i problemi, che vanno affrontati in maniera costruttiva. La comunità mondiale ha cercato di dare delle risposte con il Global Compact. La collaborazione è un metodo indispensabile”.

Faim: a Roma un seminario sulle nuove emigrazioni

29 Giugno 2019 - Roma - “Europa: tutelare le nuovi migrazioni, quali responsabilità”: è stato questo il tema di un seminario che si è svolto ieri a Roma su iniziativa del Forum delle Associazioni Italiane nel Mondo (Faim) al quale aderisce anche la Fondazione Migrantes. “Da quindici anni la storia migratoria italiana ha ripreso a inseguire i tornanti della diaspora dell’inizio e della metà del secolo scorso raggiungendo cifre da esodo di massa, contrastanti con il ruolo di potenza riconosciutole tra i Paesi più avanzati; tuttavia sembra non far più notizia la sostanziosa percentuale dei sei milioni di italiani all’estero, mentre i riflettori sono specularmente proiettati sugli artifici della politica immigratoria di questi ultimi mesi”, ha scritto in un messaggio il segretario generale del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, Miche Schiavone ricordando che da lunedì si svolgerà l’Assemblea generale. Schiavone plaude all’iniziativa del Forum ed ne evidenzia l’l’importanza nel proporre “soluzioni pratiche e di stimolo, nella ricerca di strumenti per governare i fenomeni migratori”. Aprendo i lavori il moderatore dell’incontro, Pietro Lunetto ha sottolineato come l’incontro del Faim cade in un momento particolare: oggi il tema migrazioni è, infatti al centro della cronaca quotidiana. Leggendo i dati, però, “sembra non essere l’invasione il vero problema quanto piuttosto l’evasione: ossia la costante e annuale partenza degli italiani verso l’estero. Ormai da oltre dieci anni i flussi migratori italiani verso l’estero non si fermano”. Tra i vari interventi della giornata quello di Enrico Pugliese (RPPS-CNR), Presidente del Comitato scientifico Faim, che ha evidenziato la ripresa “significativa” dell’emigrazione italiana nell’ultimo decennio mentre p. Lorenzo Prencipe, presidente del Centro Studi Emigrazione ha invitato a riflettere su dati e cifre legati ai flussi migratori nel mondo. “Nel 2018 l’Onu ha fissato in 258 milioni i cosiddetti migranti internazionali, inserendo in questa categoria anche le persone nate all’estero ossia oltre il 3% della popolazione mondiale; il 95% della popolazione mondiale invece non è mai emigrata dal proprio Paese. E’ inesatto sostenere che l’Europa si faccia carico di tutte le emigrazioni, considerando che è la stessa Europa ad essere la seconda area esportatrice di migranti subito dopo l’India e l’Asia in generale. La rotta migratoria più frequentata è quella tra il Messico e gli Stati Uniti, non quella del Mediterraneo; al secondo posto c’è quella tra l’India e l’Arabia Saudita”. Prencipe ha quindi ricordato come dal 2008, con la grande crisi economica mondiale, il numero di emigrati italiani è aumentato toccando i 120 espatri lo scorso anno. Dopo un excursus storico dell’associazionismo da parte di Matteo Sanfilippo e diverse testimonianze da vari Paesi le conclusioni del portavoce del Faim, Rino Giuliani che ha riepilogato gli obiettivi del seminario ed ha ribadito che il Faim è “un soggetto sufficientemente attivo, rispetto ad altre realtà che ruotano attorno all’emigrazione italiana: riusciamo ad essere propositivi svolgendo positivamente il nostro ruolo sussidiario”.  

Diocesi di Torino: la rete di volontari pronti ad accogliere

28 Giugno 2019 - Torino - Proseguono a Torino le iniziative della società civile in risposta al blocco dello sbarco delle 42 persone, da oltre 10 giorni costrette sulla nave Sea Watch a Lampedusa. La Diocesi di Torino è "vicina" a chi vuole esprimere la propria solidarietà e partecipa ad alcune delle iniziative. Prosegue quindi il presidio davanti alla Chiesa di San Dalmazzo (Via Garibaldi) dove, come a Lampedusa, dalle ore 20.00 alle ore 07.00 un gruppo di persone dorme sul sagrato in segno di protesta e per tenere alta l’attenzione sul caso umano della Sea Watch. La Diocesi  ha anche dato la sua disponibilità ad accogliere le persone una volta sbarcate. E’ quindi in corso l’organizzazione dell’eventuale prossima accoglienza. Giovedì 27 giugno, alle ore 17.00, presso l’Ufficio Migrantes di Torino si è tenuto un primo incontro con tutti i volontari disponibili a dare il proprio contributo in termini di tempo, forze, idee per gestire l’arrivo, le strutture e l’accoglienza. Erano presenti una quarantina di persone e altrettante non presenti hanno dato la loro disponibilità. Oltre alla Diocesi torinese (il Vescovo ha messo a disposizione alcuni posti in Curia, via Val della Torre) hanno dato disponibilità all’accoglienza la Diocesi di Asti (per 5 persone), quella di Vercelli (4 posti) e quella di Alba (3 posti). Da una prima analisi degli spazi disponibili - fa sapere la diocesi attraverso Migrantes - si è pensato, almeno in un primo momento, di accogliere le persone in due centri messi a disposizione della Diocesi, entrambi con una capacità di circa 15 posti. Questo per "concentrare gli sforzi e per valutare la strada migliore da proporre alle persone accolte. Dopo un primo momento di accoglienza comunitaria si potrebbe pensare allo spostamento di alcuni migranti in famiglia, in appartamenti messi a disposizione e in altre realtà di accoglienza diffusa. Essendo un’accoglienza che non beneficerà di risorse economiche, si pensava al momento dell’arrivo di lanciare una raccolta fondi per le spese correnti di vitto e alloggio. Le accoglienze avranno soprattutto necessità di volontari che supportino nella gestione quotidiana e negli accompagnamenti. Si stanno dunque censendo le tipologie di disponibilità e le reti attivabili". Molte le disponibilità espresse dal privato sociale: il circolo ARCI La Poderosa potrebbe mettere a disposizione spazi per scuola di italiano e altre attività, oltre a dei mediatori nigeriani, gambiani ed ivoriani. L’Associazione Camminare Insieme, che si occupa di offrire assistenza sanitaria gratuita a migranti e persone in difficoltà economica, potrebbe mettere a disposizione i suoi spazi per screening medici e prime cure. Era presente anche il gruppo delle Famiglie Accoglienti di Torino, nato attorno ai nuclei familiari che hanno aderito all’accoglienza nella loro abitazione di rifugiati attraverso il progetto SPRAR Rifugio Diffuso, gestito dalla Pastorale Migranti per il Comune di Torino.