Primo Piano

Basilea: cento anni del pellegrinaggio degli italiani a Mariastein

16 Settembre 2019 - Basilea - In occasione del centenario del “Pellegrinaggio degli italiani a Mariastein” la parrocchia italiana di San Pio X ha proposto alla vigilia momenti di riflessione e celebrazione con la partecipazione del Card. Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento, e già presidente della Fondazione Migrantes. Il porporato, dopo l’incontro sul tema “le migrazioni di ieri e di oggi” di venerdì scorso, ieri mattina ha guidato il pellegrinaggio che ha visto la partecipazione delle comunità cattoliche di lingua italiana della diocesi di Basilea. Da 100 anni la comunità di lingua italiana residente nel Nord-Ovest della confederazione elvetica mantiene fede ad un incontro con la Vergine di Mariastein. Fu nel 1919, a conclusione della Prima  guerra mondiale che gli italiani di Basilea e regione fecero voto di recarsi ogni anno in pellegrinaggio a Mariastein. E divenne tradizione, spiegano alla parrocchia San Pio X. Il pellegrinaggio, da un secolo, si svolge nella terza domenica di settembre, giorno del Digiuno Federale. “Quest'anno vogliamo solennemente rinnovare il voto fatto dai migranti di 100 anni fa e mantenuto vivo con fedeltà fino ai nostri giorni”, affermano i promotori: la comunità “viene sollecitata a lasciarsi coinvolgere da questo avvenimento per sentirci popolo di Dio in cammino nei contemporanei e complessi luoghi di frontiera tra le culture, le lingue, le religioni costruendo ponti di speranza per avvicinare le distanze tra le diversità e impedire i muri della diffidenza”. “Luoghi di frontiera: luoghi di speranza”, è stato il motto che ha guidato il nostro pellegrinaggio del centenario: “è luogo di frontiera la nostra città. È luogo di frontiera la nostra fede. È luogo di frontiera l'Europa stessa. Sono luoghi di frontiera anche i nostri cuori. Ma sono anche i luoghi privilegiati della speranza per alimentare il sogno e l'impegno che garantisca un futuro di fiducia, di accoglienza e di comunione alle generazioni future”. (R.Iaria)

Papa Francesco: pregare per i governanti, loro faranno lo stesso per il popolo

16 Settembre 2019 - Città del Vaticano - Pregare anche per i governanti e per i politici, perché “possano portare avanti dignitosamente la loro vocazione”. Così Papa Francesco nella Messa di questa mattina a Casa Santa Marta. La prima celebrazione dopo la pausa estiva. Riflettendo sulla Prima Lettera di San Paolo apostolo a Timoteo, il Pontefice – riferisce Vaticannews osserva come si esorti “tutto il popolo di Dio” a pregare, in una “richiesta universale”: si facciano “senza collera e senza polemiche”, evidenzia papa Francesco, “domande, suppliche, preghiere e ringraziamenti per tutti gli uomini” e al contempo “per i re e per tutti quelli che stanno al potere” affinché conducano “una vita calma e tranquilla, dignitosa e dedicata a Dio”: “Paolo sottolinea un po’ l’ambiente di una persona credente: è la preghiera. E’ la preghiera di intercessione, qui: ‘Che tutti preghino, per tutti, perché possiamo condurre una vita calma e tranquilla, dignitosa e dedicata a Dio’. La preghiera perché questo sia possibile. Ma c’è un accenno sul quale io vorrei fermarmi: ‘Per tutti gli uomini - e poi aggiunge - per i re e per tutti quelli che stanno al potere’. Si tratta dunque della preghiera per i governanti, per i politici, per le persone che sono responsabili di portare avanti un’istituzione politica, un Paese, una provincia”. Essi, afferma, ricevono “adulazioni da parte dei loro favoriti o insulti”. Ci sono politici ma anche preti e vescovi, dice il Papa, che sono insultati, “qualcuno se lo merita”, aggiunge, ma ormai è “come un’abitudine”, richiamando quello che definisce un “rosario di insulti e di parolacce, di squalificazioni”. Eppure chi è al governo “ha la responsabilità di condurre il Paese”: e noi - si chiede il Pontefice - “lo lasciamo solo, senza chiedere che Dio lo benedica”? “Sono sicuro” - prosegue - che non si preghi per i governanti, anzi: sembrerebbe che la preghiera ai governanti sia “insultarli”. E così, constata, “va la nostra vita nei rapporti” con chi è al potere. Ma San Paolo, spiega, è “chiaro” nel chiedere di “pregare per ognuno di loro perché possano portare avanti una vita calma, tranquilla, dignitosa nel loro popolo”. Quindi ricorda come gli italiani abbiano vissuto da poco “una crisi di governo”: “Chi di noi ha pregato per i governanti? Chi di noi ha pregato per i parlamentari? Perché possano mettersi d’accordo e portare avanti la patria? Sembra che lo spirito patriottico non arrivi alla preghiera; sì, alle squalificazioni, all’odio, alle liti, e finisce così. ‘Voglio dunque che in ogni luogo gli uomini preghino alzando al cielo mani pure, senza collera e senza polemiche’. Si deve discutere e questa è la funzione di un parlamento, si deve discutere ma non annientare l’altro; anzi si deve pregare per l’altro, per quello che ha un’opinione diversa dalla mia”. Di fronte a chi pensa che quel politico sia “troppo comunista” o “un corrotto” , il Papa, citando poi anche l’odierno Vangelo di Luca, non chiede di “discutere di politica” ma - insiste - di pregare. C'è poi chi afferma che la "politica è sporca". Ma Paolo VI, sottolinea, riteneva che fosse "la forma più alta della carità": “Può essere sporca come può essere sporca ognuna delle professioni, ognuna… Siamo noi a sporcare una cosa ma non è la cosa in sé che è sporca. Credo che noi dobbiamo convertirci e pregare per i politici di tutti i colori, tutti! Pregare per i governanti. E’ questo che Paolo ci chiede. Mentre ascoltavo la Parola di Dio mi è venuto in mente questo fatto tanto bello del Vangelo, il governante che prega per uno dei suoi, questo centurione che prega per uno dei suoi. Anche i governanti devono pregare per il loro popolo e questo prega per un servo, forse per un domestico: ‘Ma no, è il mio servo, io sono responsabile di lui’. I governanti sono responsabili della vita di un Paese. E’ bello pensare che se il popolo prega per i governanti, i governanti saranno capaci pure di pregare per il popolo, proprio come questo centurione che prega per il suo servo”.  

Mci Germania e Scandinavia: da oggi il convegno nazionale sul tema “Sale della terra”

16 Settembre 2019 - Francoforte – Si svolgerà da oggi al 19 settembre a Bergisch Gladbach, vicino  Colonia, il Convegno Nazionale delle Missioni Cattoliche Italiane in Germania e Scandinavia sul tema “Sale della terra”. “ A nessuno sfugge la disgregazione sociale in corso, sia per la divaricazione tra le classi sociali, che per le aggressività verbali, il facile ricorso alla violenza, l’assoluta mancanza di rispetto nel confronto tra posizioni diverse, le spaccature sempre più marcate nella vita politica e sociale”, afferma il delegato nazionale p. Tobia Bassanelli. Mercoledì è prevista la relazione del direttore generale della Fondazione Migrantes, don Gianni De Robertis sul tema “Il sale della terra: il contributo della Chiesa per la coesione sociale”.

Riccardi: “il problema non è l’esistenza dei confini, ma l’odio che fa a pezzi il mondo”

16 Settembre 2019 - Madrid -  “Il problema non è l’esistenza dei confini. E’ invece come vivere le frontiere in un mondo, grande e talvolta terribile. Spesso confini respingenti o impregnati di odio fanno a pezzi il mondo, creano un insidioso clima conflittuale”. Lo ha detto Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio, aprendo ieri pomeriggio a Madrid l’Incontro internazionale nello “Spirito di Assisi” che quest’anno ha per tema “Pace senza confini”. Riccardi ha sottolineato nel suo discorso come in un mondo globalizzato “nessuno è garantito, se non da una pace più grande. Le mie frontiere non mi preservano!”. Il pensiero va subito alle questioni ecologiche. “Quando l’Amazzonia brucia, anche noi bruciamo con la grande foresta! La terra rivela che tutti siamo concretamente legati. Le religioni lo insegnano da millenni: l’umanità, le persone, i popoli, hanno tutti un comune destino”. L’incontro promosso dalla Comunità di Sant’Egidio cade quest’anno a 30 anni dalla caduta del muro di Berlino, nel 1989. In questo periodo, purtroppo, “sono sorti nuovi confini”. “Alcuni non sono frontiere, ma muri”, ha detto Riccardi. Costruiti “per ragioni militari, difensive, per frenare i migranti, per proteggere lo spazio nazionale”. Ciò che più preoccupa è “una ripresa di prospettive nazionali antagoniste o nazionaliste, reazioni semplificate a una globalizzazione che appare minacciosa, semplificazione che sembra proteggere da problemi complessi. Non mi voglio abbandonare ad allarmismi”, ha ribadito Riccardi. “Ma non si può vivere l’oggi con le sue sfide complesse senza il respiro umanesimo planetario”. E ha concluso: “I confini esistono, ma non possono diventare muri né disegnare il futuro. I credenti li superano con lo sguardo del cuore e con la parola del dialogo”.

Papa Francesco: la casa comune “non sopporta muri che separano”

16 Settembre 2019 - Madrid – “In questi primi due decenni del XXI secolo abbiamo, purtroppo, assistito, con enorme tristezza, allo spreco di quel dono di Dio che è la pace, dilapidato con nuove guerre e con la costruzione di nuovi muri e nuove barriere”. Lo ha scritto ieri Papa Francesco in un messaggio ai partecipanti all’incontro di preghiera per la Pace sul tema “Pace senza confini” in corso a Madrid (fino a domani) e su iniziativa della diocesi di Madri e della Comunità di Sant’Egidio. Per il papa la pace va “continuamente incrementata di generazione in generazione con il dialogo, l’incontro e la trattativa. È insensato, nella prospettiva del bene dei popoli e del mondo, chiudere gli spazi, separare i popoli, anzi contrapporre gli uni agli altri, negare ospitalità a chi ne ha bisogno e alle loro famiglie”. In questo modo si fa “a pezzi” il mondo, “usando la stessa violenza con cui si rovina l’ambiente e si danneggia la casa comune, che chiede invece amore, cura, rispetto, così come l’umanità invoca pace e fraternità. La casa comune – ha scritto ancora - non sopporta muri che separano e, ancor meno, che contrappongono coloro che la abitano. Ha bisogno piuttosto di porte aperte che aiutino a comunicare, a incontrarsi, a cooperare per vivere assieme nella pace, rispettando le diversità e stringendo vincoli di responsabilità”. La pace è “come una casa dalle molte dimore che tutti siamo chiamati ad abitare”. “Quello che stiamo vivendo è un momento grave per il mondo. Tutti dobbiamo stringerci – vorrei dire con un solo cuore e una sola voce – per gridare che la pace è senza confini, senza frontiere”, ha scritto ancora Papa Francesco: “un grido che sale dal nostro cuore. È lì, infatti, dai cuori, che bisogna sradicare le frontiere che dividono e contrappongono. Ed è nei cuori che vanno seminati i sentimenti di pace e di fraternità”. All’incontro di Madrid partecipano oltre 300 leader delle grandi religioni mondiali insieme a rappresentanti del mondo della cultura e delle istituzioni. Nella capitale spagnola sono arrivati, da tutta Europa, migliaia di persone pronte per vivere quello che risulta uno dei più grandi eventi popolari dell’anno all’insegna della pace e del dialogo; tra loro, centinaia di giovani, che nella giornata di sabato si sono riuniti in assemblea con l’intenzione di dar vita a un grande movimento di pace in Europa in un tempo attraversato da troppa violenza, aggressività e razzismo. Ieri l’apertura del meeting con gli interventi del fondatore della Comunità di Sant’Egidio, Andrea Riccardi, del card. Carlos Osoro Sierra, del presidente della Repubblica Centrafricana, Faustin-Archange Touadéra, dell’Alto commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, Filippo Grandi, dell’economista statunitense Jeffrey Sachs, del rabbino capo di Tel Aviv Meir Lau, del metropolita ortodosso russo Hilarion e del cancelliere dell’università di Al-Azhar, Mohammad Al-Mahrasawi. Tra le altre personalità di rilievo, che interverranno fino a domani alle 27 tavole rotonde in programma, il card. Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, l’ambientalista indiana Vandana Shiva, padre Solalinde, che in Messico difende i migranti, il beninese Grégoire Ahongbonon, che si batte per la dignità e la cura dei malati di mente in Africa, l'europarlamentare Pietro Bartolo e l'arcivescovo di Bologna mons. Matteo Zuppi, che il prossimo 5 ottobre sarà creato cardinale da papa Francesco che nel suo messaggio ha evidenziato come la preghiera è “alla radice della pace” e “la preghiera per la pace, in questo tempo segnato da troppi conflitti e violenze, unisce ancor più tutti noi, al di là delle differenze, nel comune impegno per un mondo più fraterno”. (Raffaele Iaria)  

Papa Francesco benedice icona mariana per la Siria

16 Settembre 2019 - Città del Vaticano - Nello stesso giorno in cui nelle parrocchie siriane vengono distribuiti i seimila rosari benedetti da Papa Francesco lo scorso 15 agosto, il Pontefice benedice l’icona della “Beata Vergine Maria Addolorata, consolatrice dei siriani”. Un nuovo gesto di papa Francesco  a sostegno della campagna di preghiera “Consola il mio popolo”, promossa da Aiuto alla Chiesa che Soffre assieme alle Chiese cattoliche e ortodosse della Siria, in favore dei cristiani siriani i cui parenti sono stati rapiti o uccisi negli otto anni di conflitto. Ieri mattina, presso la Casa Santa Marta, il papa ha incontrato una delegazione di ACS guidata dal card. Mauro Piacenza, presidente internazionale della Fondazione, e benedetto un’icona realizzata da un artista greco-ortodosso in occasione di questa particolare campagna di preghiera. Già il 15 agosto il Pontefice aveva dimostrato il proprio sostegno all’iniziativa invitando eccezionalmente il direttore esecutivo internazionale di ACS, Thomas Heine-Geldern, ad affacciarsi dal balcone del suo studio al termine dell’Angelus, durante la benedizione dei Rosari. I seimila rosari benedetti dal Papa, realizzati da artigiani cristiani di Betlemme e Damasco sono stati distribuiti ieri nelle parrocchie di tutte le 34 diocesi siriane – sia cattoliche che ortodosse - in occasione della festa dei Sette dolori della Beatissima Vergine Maria. Durante le Sante Messe e le diverse processioni, i fedeli hanno pregato per le persone uccise e rapite e per le loro famiglie. Sono circa 2000 le famiglie cristiane che hanno perso uno dei loro cari durante il conflitto, 800 quelle dei cristiani rapiti. Assieme ai Rosari vengono distribuite delle Bibbie in arabo donate da ACS e delle croci in legno d’ulivo della Terra Santa, benedette dal patriarca siro-ortodosso Efrem III. Papa Francesco ha più volte aderito ad iniziative ACS a beneficio della martoriata popolazione siriana. Domenica 2 dicembre dopo l’Angelus, il Pontefice aveva acceso un cero aderendo alla campagna di preghiera della Fondazione “Candele per la Pace in Siria”. A seguito dell’incontro di ieri il card. Piacenza, con “animo intensamente grato al Santo Padre per la Sua affettuosa vicinanza, come sempre laddove ci siano lacrime da asciugare”, evidenzia come il mondo abbia tanto bisogno di compassione e la festa dell’Addolorata “ci dia una lezione di compassione vera e profonda, di materna tenerezza. Maria soffre per Gesù ma soffre anche con Gesù e la passione di Cristo è partecipazione a tutto il dolore dell’uomo”.      

Grandi: “ora basta parlare di porti chiusi ma rispondiamo alle crisi umanitarie e alle ansie degli europei”

16 Settembre 2019 - Madrid – “La relativa facilità con cui si è permesso l’ultimo sbarco dei migranti in Italia mi fa ben sperare: forse ora il dibattito pubblico finirà di essere distratto dai dettagli e potrà concentrarsi sui veri problemi”. Lo ha detto ieri sera Filippo Grandi, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati, non citando direttamente i migranti sbarcati dalla nave Ocean Viking a Lampedusa. Grandi è intervenuto a Madrid all’assemblea inaugurale del convegno interreligioso “Pace senza Confini” organizzato dalla diocesi della capitale spagnola e dalla Comunità di Sant’Egidio. Ai leader religiosi e politici, l’Alto Commissario Unhcr ha chiesto di ricordare i 71 milioni di sfollati, “i quali – ha affermato – sono un test, un barometro per le nostre società”. Per questo, secondo Grandi “occorre concentrare l’attenzione sulla cooperazione necessaria per la soluzione dei problemi globali che spingono le persone a migrare, rispondere alle ansie degli europei, mantenere la tenuta dei nostri valori con iniziative di solidarietà concrete, come i corridoi umanitari”.  

Papa Francesco: a novembre viaggio apostolico in Thailandia e Giappone

13 Settembre 2019 - Città del Vaticano -  Papa Francesco, dal 19 al 26 novembre 2019, visiterà Thailandia e Giappone. Lo ha comunicato oggi ai giornalisti il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Matteo Bruni. “Su invito del Governo del Regno della Thailandia e dei Vescovi del Paese, Sua Santità Papa Francesco compirà un Viaggio Apostolico nel Regno della Thailandia dal 20 al 23 novembre 2019”, ha detto Bruni aggiungendo che il papa  “accogliendo l’invito del Governo e dell’Episcopato del Giappone, compirà un Viaggio Apostolico nel Paese dal 23 al 26 novembre 2019, dove visiterà le città di Tokyo, Nagasaki ed Hiroshima”.  Tema della vista in Giappone è “Proteggere ogni vita” e riprende - comunica la Sala Stampa della Santa Sede - l’enciclica Laudato si’. Il tema della visita del Papa in Giappone esprime la determinazione del Pontefice e della chiesa giapponese a proclamare il Vangelo della vita portato da Cristo, pregando e lavorando per la pace. “Discepoli di Cristo, discepoli missionari” è il motto del viaggio in Thailandia che si inserisce come culmine delle celebrazioni per la fondazione del vicariato apostolico del Siam. Prima di Papa Francesco aveva visitato i due Paesi Giovanni Paolo II: in Giappone nel 1981 e in Thailandia nel 1984. (Raffaele Iaria)  

Migrantes Gaeta: una riflessione in vita della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato

13 Settembre 2019 - Gaeta - Il prossimo 29 settembre si celebra la Giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato. L'Ufficio Migrantes della diocesi di Gaeta desidera offrire brevi spunti di riflessione in vista di questa giornata. Come suggerisce il titolo del messaggio di papa Francesco, riflettere sul tema riferito ai migranti e rifugiati non significa focalizzare l'attenzione su una categoria specifica ma, in una visione più ampia, riguarda l' atteggiamento verso l' altro e che “rappresenta un campanello d'allarme che avvisa il declino morale a cui si va incontro se si continua a concedere terreno alla cultura dello scarto”. Molti pensano che gli esclusi della società sono come un prezzo da pagare per garantire la sicurezza, un' idea che difficilmente si riesce a mettere in discussione. Già papa san Paolo VI nell' enciclica Populorum Progressio del 1967 riflettendo sul progresso dell'umanità, affermava che “i poveri restano ognora poveri, mentre i ricchi diventano sempre più ricchi. Che i ricchi sappiano almeno che i poveri sono alla loro porta e fanno la posta agli avanzi dei loro festini”. Sono passati oltre 50 anni da questo documento e purtroppo “la tendenza ad un accentuato individualismo, unito alla mentalità utilitaristica, e moltiplicato dalla rete mediatica, produce la 'globalizzazione dell' indifferenza'”. La giornata Migrantes è un aiuto per riflettere sulle nostre paure, sulla nostra incapacità di coltivare la cultura dell' incontro. Papa Francesco incoraggia a “recuperare alcune dimensioni essenziali della nostra esistenza cristiana e della nostra umanità, che rischiano di assopirsi in un tenore di vita ricco di comodità. Interessandoci a loro migranti e rifugiati” ci interessiamo anche di noi, di tutti. Il problema non è il fatto di avere dubbi e timori verso coloro che accogliamo, ma il fatto che questi dubbi e timori condizionano il nostro modo di pensare e di agire rendendoci intolleranti. La paura ci priva del desiderio e della capacità di incontrare l' altro, la persona diversa da me, privandoci di un' occasione di incontro col Signore. Lui che ha detto ai discepoli nel Vangelo: “Coraggio, sono io, non abbiate paura”. (Maria Giovanni Ruggieri - direttore diocesano Migrantes Gaeta)

MCI Germania: il 3 ottobre Giornata per i volontari

13 Settembre 2019 - Francoforte - Fedeli alla tradizione della Zona che dedica la Festa dell’Unità tedesca del 3 ottobre alla formazione dei collaboratori pastorali, il Coordinamento delle Missioni Cattoliche Italiane della Zona Centro della Germania promuove una giornata con i membri dei propri Consigli ed i collaboratori pastorali che si svolgerà presso la Missione Cattolica Italiana di Frankfurt/Nied  dalle ore 9.30 alle 16.30. Le elezioni dei nuovi CP nelle diocesi di Mainz, Limburg e Fulda il 9/10 novembre prossimo hanno consigliato di scegliere come tema “Il Consigliere: un membro attivo e responsabile della sua comunità”. Dopo l’accoglienza e la preghiera di apertura, introdurrà il tema una riflessione di don Danilo Dorini su alcuni brani del nuovo testamento. Nel pomeriggio i lavori continuano in assemblea. La giornata verrà conclusa con la celebrazione di una Santa Messa alle 15.30. Per info MCI di Ffm-Nied (tel. 00416915391890).

L’autentica tradizione

13 Settembre 2019 - Roma - “La convergenza e l’interattività consentite dalle piattaforme digitali devono favorire sinergie, integrazione e gestione unitaria. Questa trasformazione richiede percorsi formativi e aggiornamento, nella consapevolezza che l’attaccamento al passato potrebbe rivelarsi una tentazione perniciosa. Autentici servitori della tradizione sono coloro che, nel farne memoria, sanno discernere i segni dei tempi e aprire nuovi tratti di cammino”. Le parole, rivolte lo scorso anno da Papa Francesco ad Avvenire, hanno fatto da filo conduttore a Mons. Stefano Russo, Segretario generale della CEI intervenuto alla presentazione dei palinsesti di Tv2000 e del circuito radiofonico InBlu. Rimandano a uno sguardo, con cui interpretare questa stagione; a una disponibilità fattiva, nel segno della collaborazione e della condivisione. È l’augurio fiducioso con cui riprendere il lavoro quotidiano. (d. Ivan Maffeis)

Ucraini: a Firenze il pellegrinaggio dei Vescovi della Chiesa Greco-Cattolica

13 Settembre 2019 - Firenze - La parrocchia cattolica ucraina di San Michele Arcangelo a Firenze con il sostegno dell’Arcidiocesi di Firenze e con il Patrocinio del Comune di Firenze, in collaborazione con la Fondazione Giorgio La Pira e Associazione Ucraina-Firenze “Lilea” ONLUS, sta organizzando un evento straordinario per la Chiesa e per la città di Firenze. Dal 1 al 10 settembre a Roma si è svolto il Sinodo Santo di tutti i vescovi del mondo della Chiesa Greco-Cattolica Ucraina. Il tema principale di riflessione è “Comunione nella vita e nella testimonianza della Chiesa Greco-Cattolica Ucraina”. Dopo il Sinodo, i vescovi ucraini parteciperanno all’incontro annuale dei vescovi cattolici orientali d’Europa e alla fine incontreranno a Roma Papa Francesco. Alla conclusione di questi due grandi eventi a Roma, Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk, Capo della Chiesa Greco-Cattolica Ucraina insieme con tutti i vescovi sinodali si recherà il 14-15 settembre in pellegrinaggio al Duomo di Firenze per venerare la reliquia di San Giovanni Crisostomo, la cui festa cade proprio il 14 settembre. Oltre la memoria di San Giovanni Crisostomo, a motivo della sua reliquia che si custodisce nella Cattedrale, è bello – spiega una nota -  che durante il pellegrinaggio si ricorderanno altri due significativi eventi di grazia: il 580° anniversario del Concilio di Firenze (6 luglio 1439), che vide la significativa partecipazione del Card. Isodoro Metropolita di Kiev; il 55° anniversario della visita a Firenze del martire della fede il Card. Josyf Slipyj (24-26 gennaio 1964). Il Card. Slipyj era il Metropolita di Lviv degli ucraini, capo della chiesa greco-cattolica ucraina (1944-1984) ed era stato incarcerato dalle autorità sovietiche e fu liberato e lasciato partire per Roma agli inizi del 1963, dove restò in esilio. Fu creato cardinale da Paolo VI nel 1965 e morì a Roma nel 1984. Durante il Pellegrinaggio sarà ricordato il venerabile Giorgio La Pira, il “sindaco santo” di Firenze (1955-1965), che aveva rapporti d’amicizia con il Card. Slipyj che gli scrisse in una lettera: “Firenze La attende di nuovo… anche Palazzo Vecchio sarà felice di aprirLe le sue porte et di mostrarLe le sue sale”. Dopo 55 anni, il successore di Card. Slipyj, Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk, Capo della Chiesa Greco-Cattolica, il 14-15 settembre verrà in pellegrinaggio a Firenze per venerare la reliquia di San Giovanni Crisostomo, ma anche per incontrare il Sindaco di Firenze e per ringraziarlo per la vicinanza di Firenze verso Kiev, capitale ucraina, città gemellata da 52 anni, città di fede, cultura e solidarietà. Il culmine del Pellegrinaggio sarà la Divina liturgia Pontificale che verrà celebrata domenica 15 settembre alle ore 13.30 nella Cattedrale di Santa Maria del Fiore. La liturgia sarà presieduta da Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk, Capo della Chiesa Greco-Cattolica Ucraina, e concelebrata da tutti i vescovi e i sacerdoti e assistita dal card. Giuseppe Betori, Arcivescovo di Firenze. La celebrazione sarà animata dai due cori “Felicio” (Ucraina) e quello dei Monaci della Fraternità Monastica di Gerusalemme della Badia Fiorentina.

In Italia 98 rifugiati detenuti a Tripoli: fra loro anche 52 minori senza famiglia

13 Settembre 2019 - Roma - Un gruppo di 98 rifugiati è stato evacuato ieri dalla Libia in Italia dall’ACNUR, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati. Si tratta della terza evacuazione umanitaria diretta realizzata quest’anno verso il paese, riferisce l’Agenzia dell’Onu, sottolineando che “con il conflitto che continua a infuriare in Libia, le operazioni di evacuazione rappresentano un’ancora di salvezza per i rifugiati più vulnerabili che si trovano nei centri di detenzione e in contesti urbani e che hanno un disperato bisogno di sicurezza e protezione”. Provengono da Eritrea, Etiopia, Somalia e Sudan, e tra esse vi sono anche 52 minori non accompagnati.

Migrantes Catanzaro-Squillace: domenica la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato

12 Settembre 2019 - Catanzaro - Avrà luogo domenica, 15 Settembre, presso la Piazza San Nicola di Squillace Lido, la Giornata Mondiale del Migrante e Rifugiato 2019.  Diverse le attività organizzate dall’Ufficio  Migrantes della diocesi di Catanzaro-Squillace e dalla Fondazione Città Solidale Onlus. Ad introdurre la giornata la Solenne Celebrazione Eucaristica presieduta dall’arcivescovo Mons. Vincenzo Bertolone e a seguire musica e animazione a cura dei beneficiari dei SIPROIMI di Girifalco e Gasperina. Dice Padre Piero Puglisi, direttore dell’ufficio Migrantes della diocesi e Presidente di Città Solidale: “Il nostro lavoro in diocesi, e particolarmente nelle nostre strutture di accoglienza, è finalizzato ad offrire opportunità a centinaia di persone con disagio, anche persone straniere. In questo anno, questa manifestazione assume un’importanza particolare per noi che lavoriamo per i migranti perché, nel contesto socio-politico che stiamo vivendo, è importante ribadire e dimostrare che, attraverso percorsi di vera e sana integrazione sul territorio, la presenza e l’integrazione dei migranti può arricchire l’intera società e, dunque, ogni persona”. A conclusione della serata verranno rilasciate in cielo 4 lanterne che simboleggiano le quattro azioni individuate dal Santo Padre per la Giornata Mondiale del Migrante e Rifugiato dello scorso anno: accogliere, proteggere, promuovere e integrare.  

Fratel Biagio Conte: oggi arriverà alla sede di Strasburgo del Parlamento europeo

12 Settembre 2019 - Roma – Il missionario laico Biagio Conte, dopo 65 giorni di cammino penitenziale, in cui ha percorso 1.000 km, arriverà oggi alla sede di Strasburgo del Parlamento Europeo, cercherà di incontrare i responsabili e autorità dell’Unione Europea per consegnare loro una lettera. Ne dà notizia lo stesso Fratel Biagio con una telefonata fatta da un paesino tedesco ai volontari della missione. Fratel Biagio è partito l’otto luglio, con il traghetto, dal porto di Palermo rendendosi esule dall’Italia sulle rotte dei migranti, approdando a Genova, per poi proseguire per Milano dove ha incontrato rappresentati del Comune di Milano e l’arcivescovo di Milano Mons. Mario Delpini. Poi, sempre rigorosamente a piedi è andato in Svizzera, a Bellinzona, ha attraverso tutto il Ticino e ha scalato sotto la grandine il Monte San Gottardo. Il 14 agosto ha raggiunto il santuario di Sachseln dove è sepolto e venerato San Nicolao della Flue, patrono della Svizzera; lì ha pregato per tutto il popolo svizzero. Ha proseguito per Berna dove, al Palazzo Federale, ha incontrato alcuni funzionari del Governo Svizzero. Ha parlato anche con tante persone comuni, sacerdoti e Vescovi, che lo hanno accolto e incoraggiato. Poi, nei giorni scorsi si è voluto recare a Baden, nel Canton Argovia, un comune della Svizzera di circa 20.000 abitanti, dove ha vissuto per qualche anno da piccolo. Suo padre, non trovando lavoro in Sicilia, si recò in Svizzera, con tutta la famiglia, come migrante. In diverse zone della Svizzera Fratel Biagio ha trovato tanti migranti italiani provenienti dalla Sicilia, dalla Campania, dalla Calabria, dalla Puglia che lo hanno accolto con grande gioia. Ora mancano gli ultimi 30 km, perché il missionario arrivi a piedi a Strasburgo, sede del Parlamento Europeo, successivamente si incamminerà verso la sede europea di Lussemburgo e infine alla sede del Parlamento Europeo di Bruxelles.

Medicina solidale: il 16 settembre parte la prima “farmacia di strada” a Roma

12 Settembre 2019 - Roma - Si terrà il prossimo 16 settembre, alle ore 16:00, l’inaugurazione della prima “Farmacia di strada” di Roma, il progetto nato dalla collaborazione di Medicina Solidale con Assogenerici, Banco Farmaceutico e FOFI (Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani). I medicinali verranno distribuiti all’interno di un percorso terapeutico avviato presso l’ambulatorio in Via della Lungara di Medicina Solidale.

Festival Circo Latina: ad ottobre la ventesima edizione

12 Settembre 2019 - Latina - L’International Circus Festival of Italy celebrerà ad Ottobre i suoi primi venti anni con una edizione che si annuncia del tutto straordinaria. Il festival si svolgerà dal 17 al 21 Ottobre e vedrà artisti provenienti da tutto il mondo con spettacoli di grande Circo e numerosi eventi collaterali che “consegneranno alla Storia dello Spettacolo dal vivo una delle più imponenti celebrazioni del Circo, della sua antica tradizione e della sua straordinaria capacità di accomunare sotto la stessa Tenda, artisti, operatori di settore, ed appassionati, differenti per provenienza, cultura, religione”, spiegano i promotori.

Associazioni: ricorso Tribunale di Milano per “sbloccare subito il reddito di cittadinanza per i cittadini stranieri”

12 Settembre 2019 - Milano - “Il blocco nella erogazione del reddito di cittadinanza esclude a tempo indeterminato i cittadini stranieri senza alcuna giustificazione e deve quindi essere immediatamente rimosso”. Lo affermano Asgi, Avvocati per Niente, Fondazione Guido Piccini e Naga, che hanno depositato un ricorso al Tribunale di Milano chiedendo di ordinare all’Inps di modificare la circolare e procedere all’esame delle domande presentate dai cittadini stranieri alle stesse condizioni previste per gli italiani. La vicenda è conseguenza del cd “emendamento Lodi” (la vicenda delle mense scolastiche precluse ai bambini stranieri) che è stato introdotto in sede di conversione del decreto legge n. 4/19 sul reddito di cittadinanza. L’emendamento prevede l’obbligo per tutti i cittadini extra Ue di produrre non solo l’attestazione Isee come i cittadini italiani e europei, ma anche certificazione – spesso impossibile da reperire – “rilasciata dalla competente autorità dello Stato estero, tradotta in lingua italiana e legalizzata dall’autorità consolare italiana” attestante la situazione reddituale e patrimoniale all’estero nonché la composizione del nucleo familiare. “Si tratta – precisano le quattro associazioni – di una richiesta già di per sé illegittima (in quanto l’Isee viene già rilasciato dopo le verifiche dell’Agenzia delle entrate alla quale sia italiani che stranieri devono denunciare redditi e patrimoni esteri) e comunque spesso impossibile da soddisfare per l’inesistenza, nei Paesi di provenienza, di un adeguato sistema di certificazione. La norma prevede comunque che un successivo decreto ministeriale stabilisca i Paesi per i quali è ‘oggettivamente impossibile’ procurarsi tale documentazione, ma il termine per l’emanazione del decreto è scaduto il 18 luglio scorso e il decreto non è stato emanato”.  

Chiese d’Europa: Plenaria sul tema “Europa, tempo di risveglio? I segni della Speranza”

12 Settembre 2019 -

Santiago de Compostela - L’annuale Assemblea Plenaria del Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa si svolgerà a Santiago de Compostela, presso l’Hospedería San Martín Pinario, dal 3 al 6 ottobre 2019, su invito dell’arcivescovo di Santiago, Mons. Julián Barrio Barrio, e con il sostegno dell’intera Conferenza Episcopale Spagnola.

Il tema scelto per questa Plenaria è: “Europa, tempo di risveglio? I segni della Speranza”. I lavori prenderanno il via da un’analisi culturale, politica e sociale della situazione europea, soprattutto della storia recente, affidata alla filosofa francese Chantal Delsol.

Si passerà, poi, a individuare gli elementi più significativi che influiscono sul tessuto ecclesiale e civile del nostro Continente, facendo memoria viva delle radici cristiane insite nella storia e nella cultura europea.

Infine, saranno i membri del CCEE, presentando le iniziative più rilevanti delle proprie Conferenze episcopali, a raccontare quei segni di speranza cristiana che, ogni giorno, germogliano nelle nostre comunità e che trovano nella vita e nell’esempio dei santi un segno particolarmente incoraggiante.

Quest’anno, poi, ricorrono i venti anni dalla proclamazione di tre donne a sante patrone dell’Europa. Il 1° ottobre 1999, infatti, san Giovanni Paolo II ha proclamato Santa Brigida di Svezia, Santa Caterina da Siena e Santa Teresa Benedetta della Croce, compatrone d’Europa, insieme a San Benedetto da Norcia e ai Santi Cirillo e Metodio.

Bolivia: vicinanza ai migranti da parte della Chiesa, che chiede agli Stati politiche pubbliche adeguate

11 Settembre 2019 - Cochabamba - Preoccupazione e vicinanza ai migranti è stata manifestata dalla Chiesa cattolica della Bolivia in occasione della Giornata nazionale dei migranti e dei rifugiati, celebrata l’8 settembre. La Pastorale della mobilità umana ha organizzato una fiera gastronomica internazionale e interculturale di cui sono stati protagonisti gli stessi migranti, nell'ambito delle attività di raccolta fondi per continuare il suo lavoro al servizio di migranti e rifugiati che arrivano in Bolivia. Secondo le informazioni diffuse dalla Conferenza episcopale boliviana (CEB) e ripresi dall’agenzia Fides, Mons. Oscar Aparicio, arcivescovo di Cochabamba e Vice Presidente della CEB, durante la sua omelia nella Cattedrale ha espresso preoccupazione e vicinanza ai migranti, evidenziando la situazione di quanti arrivano dal Venezuela, quella dei giovani migranti che lasciano i loro paesi per andare a studiare, i politici costretti a lasciare la loro nazione, coloro che cercano migliori condizioni di vita e lasciano la campagna per la città. Il vescovo ausiliare di La Paz e Segretario generale della CEB, Mons. Aurelio Pesoa, ha letto la dichiarazione emessa al termine della riunione dei Consigli episcopali permanenti delle Conferenze di Cile, Perù e Bolivia, tenutasi a Lima il 3 e 4 settembre, in cui si chiede ai governi e alle rispettive agenzie pubbliche degli Stati coinvolti, “di analizzare e dialogare in profondità le politiche pubbliche che devono essere attuate in modo coordinato per rispondere al fenomeno migratorio”.