Primo Piano

Viminale: da inizio anno 2.596 persone sbarcate sulle coste italiane

13 Marzo 2020 - Roma – Sono 2.596 i migranti sbarcati sulle coste italiane dall’inizio dell’anno. Il dato, diffuso dal ministero degli Interni, è aggiornato a questa mattina alle 8. In base a quanto dichiarato dai migranti arrivati 440 sono di nazionalità bengalese (17%). Dall’Algeria (308, 12%), dalla Costa d’Avorio (283, 11%), Sudan (245, 9%), Somalia (172, 7%), Tunisia (137, 5%), Guinea (121, 5%), Mali (115, 4%), Marocco (112, 4%), Nigeria (70, 3%) a cui si aggiungono 593 persone (23%) provenienti da altri Stati. Fino ad oggi sono stati 459 i minori stranieri non accompagnati ad aver raggiunto il nostro Paese via mare.

Cei: stanziato mezzo milione di euro dai fondi otto per mille a sostegno del Banco Alimentare

13 Marzo 2020 - Roma - La Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana, accogliendo una richiesta di sostegno della Fondazione Banco Alimentare Onlus, ha deciso oggi lo stanziamento di mezzo milione di euro dai fondi otto per mille, che i cittadini destinano alla Chiesa cattolica, in favore delle attività di una rete che comprende 21 Banchi in tutta Italia. “L’attuale contingenza - dichiara il presidente della Fondazione, Giovanni Bruno - ci sta mettendo a dura prova e presto potrebbero risentirne le oltre 7.500 strutture caritative con noi accreditate che sostengono circa 1.500.000 di persone. Le nostre spese per far fronte alla situazione aumentano. Se continuerà così, saremo messi in grave difficoltà e costretti, presumibilmente, a ridurre l’attività”. Il sostegno della Chiesa italiana vuol essere – spiega una nota della Cei - un segno concreto di prossimità, oltre che un invito a tutti a non cedere alla paura e alla diffidenza verso il prossimo. La fede, la speranza e la carità ci chiamano a una nuova fantasia, con cui affrontare insieme l’emergenza e le sue conseguenze.  

L’appello dell’ACNUR: “Dopo 9 anni di guerra il mondo non dimentichi Idlib”

13 Marzo 2020 - Milano - Quando la crisi in Siria è ormai entrata nel suo decimo anno, il popolo siriano continua a essere vittima di una tragedia immane. A denunciare l'immutata gravità della situazione è l'ACNUR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati. “Da quando il conflitto è iniziato nel marzo 2011, uno ogni due uomini, donne o bambini sono stati costretti, spesso più di una volta, alla fuga. Oggi, quella siriana è la popolazione rifugiata di dimensioni più vaste su scala mondiale”. Nonostante la maggior parte dei rifugiati presenti nei Paesi limitrofi viva al di sotto della soglia di povertà, i siriani fuggiti “fanno tutto il possibile per guadagnarsi da vivere e investire in un futuro per sé e per le proprie famiglie: i rifugiati conservano la speranza di far ritorno a casa, ma si impegnano per contribuire alle economie dei Paesi che li accolgono con generosità”. Nella Siria nordoccidentale, da dicembre 2019 gli scontri hanno causato la fuga di almeno un milione di persone, attualmente in condizioni disperate”. Molte delle aree che ospitano campi profughi, allestiti con tende, sono da tempo sotto la neve. “Gli ultimi nove anni - afferma l'ACNUR - hanno rappresentato anche una storia di eccezionale solidarietà. I governi e le popolazioni di Turchia, Libano, Giordania, Iraq, Egitto, nonché di alcuni Paesi al di fuori della regione, hanno assicurato ai siriani protezione e sicurezza aprendo loro scuole, ospedali, e le proprie case. Grazie ai generosi contributi di governi donatori, del settore privato e dei singoli cittadini, gli aiuti hanno potuto essere intensificati. A quella che era cominciata come una risposta umanitaria si è aggiunto l’impegno di attori chiave per lo sviluppo, come la Banca Mondiale, che assicura sostegno strutturato a governi e istituzioni dei Paesi di accoglienza, rafforzando le capacità di resilienza delle comunità di accoglienza e dei rifugiati”. Dal 2012 a oggi, oltre 14 miliardi di dollari hanno finanziato il Piano regionale di risposta alla crisi di rifugiati e per la resilienza (Refugee Response and Resilience Plan/3RP), implementato da una coalizione di oltre 200 partner e coordinato dall'Acnur e daUndp. Numerosi altri interventi sono stati assicurati mediante accordi di cooperazione bilaterale e altri meccanismi multilaterali. “La crisi entra ormai nel suo decimo anno e desidero esortare tutta la comunità internazionale a non dimenticare coloro che continuano a restare sfollati all’interno della Siria - dichiara Filippo Grandi, Alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati - e quanti sono stati costretti a fuggire oltre confine. È nostro dovere riconoscere e sostenere la generosità mostrata dai Paesi limitrofi, essendosi trattato di uno dei più grandi gesti di solidarietà degli ultimi decenni. Tuttavia, dobbiamo continuare a garantire il nostro sostegno. Sono necessari sforzi ulteriori”. In questi nove anni, afferma l'ACNUR, “la sfida maggiore è stata quella di riuscire a mantenere ed espandere il sostegno a tutta la regione”. A fronte di una richiesta di 5,4 miliardi di dollari, “il Piano 3RP per il 2019 è stato finanziato per il 58 per cento. Il divario tra esigenze reali e risorse disponibili si allarga inarrestabilmente. La carenza di aiuti e l’accesso limitato a servizi sanitari e istruzione generano un aumento dei costi giornalieri e rischiano di spingere le famiglie rifugiate in un’irreversibile spirale di vulnerabilità. Per la disperazione, alcuni rifugiati sono costretti a ritirare i propri figli da scuola per farli lavorare. Altri riducono il numero di pasti. Altri ancora si danno alla prostituzione, contraggono matrimoni precoci, cadono vittime di lavoro minorile”. Sostegno è inoltre necessario per quanti desiderino usufruire del diritto di fare ritorno a casa. Il Global Compact sui Rifugiati, approvato dalle Nazioni Unite nel dicembre 2018, offre a governi e settore privato un modello per l’approccio di tutta la società alle crisi di rifugiati, mediante l’attuazione di una risposta più efficiente e un’equa condivisione di responsabilità. Le vite dei rifugiati siriani e delle comunità che li accolgono dipendono da tali misure.  

Fondazione Migrantes: da oggi al 25 marzo uffici chiusi

13 Marzo 2020 - Roma - In seguito al DPCM dell’11 marzo, gli uffici della Fondazione Migrantes resteranno chiusi da oggi, venerdì 13, a mercoledì 25 marzo compresi, salvo eventuali altre disposizioni.  La linea telefonica è funzionante e qualcuno risponderà in remoto in modo da continuare ad accompagnare quanti hanno bisogno e stare vicino a chi è più in difficoltà perché in mobilità. Notizie sul mondo della mobilità sul nostro sito, http://www.migrantesonline.it​, dove troverete, di giorno in giorno, aggiornamenti e non solo.  

CEI: gli auguri a Papa Francesco nel settimo anniversario della sua elezione

13 Marzo 2020 - Roma - Oggi inizia l’ottavo anno di pontificato di Papa Francesco. Era, infatti, il 13 marzo del 2013 quando il conclave, dopo la rinuncia di Papa Benedetto XVI, eleggeva il Card. Jorge Mario Bergoglio, Arcivescovo Buenos Aires, sul soglio di Pietro. La fumata bianca arrivò alle 19:06, al quinto scrutinio. È il 266º successore di Pietro. “Conserviamo tra i ricordi più cari quella sera del 13 marzo di sette anni fa: il tempo era incerto, piovigginava a Roma, ma già dal mattino si percepiva nell’aria che sarebbe stata una giornata che sarebbe rimasta nel cuore per sempre”, scrive in un messaggio il card. Gualtiero Bassetti, presidente della CEI: “molte persone da più parti raggiungevano Piazza San Pietro con la curiosità di scoprire in diretta il colore della ‘fumata’. Santità – scrive il porporato - vogliamo pensare che quegli occhi rivolti verso l’alto non fossero solo di curiosità ma anche di attesa: il popolo attendeva il Papa dall’alto e non da lontano. Guardavano in alto per scoprire la volontà di Dio, per mettere i propri occhi nel cuore di Dio e per incrociare gli occhi del Papa, anche se a distanza. In questo giorno in cui Lei ricorda il Suo anniversario ci permetta ancora di rendere grazie al Signore per i suoi innumerevoli doni”. “Santità, Le vogliamo dire grazie”, scrive il Presidente della CEI: “per le parole, per il tono delle Sue parole, per il continuo cercare di spingersi verso il cuore dell’umanità ferita e redenta. Grazie per l’attenzione che costantemente rivolge alle persone che fanno fatica: molti ci dicono che la Sua presenza e le Sue parole sono luoghi in cui riprendere le forze per affrontare ogni giornata. Grazie perché ci ricorda che siamo doni di Dio per la vita di tutti i fratelli e le sorelle che incontriamo. Grazie per il Suo instancabile lavoro, per la freschezza delle Sue azioni, per il Suo spingersi sempre oltre quando c’è bisogno di annunciare una bellezza. Grazie per la Sua attenzione a questo tempo complicato, fatto di emergenze e di situazioni drammatiche. Ci permetta, Santità, di affidare al Suo cuore di Padre il cammino, l’impegno e la fatica del popolo italiano”. “Padre Santo, preghiamo per Lei, il Signore La conservi in buona salute. Le chiediamo – conclude il Card. Bassetti - umilmente di pregare per la Chiesa che è in Italia, per tutti coloro che in questo momento stanno soffrendo, perché il Signore conceda a tutti la forza necessaria per ripartire”.

Papa Francesco: pregare per i pastori che devono accompagnare il popolo di Dio

13 Marzo 2020 -   Città del Vaticano – Una preghiera per i “pastori che devono accompagnare il popolo di Dio in questa crisi. Il Signore gli dia la forza e la capacità di scegliere i mezzi per aiutare” è stata rivolta questa mattina da Papa Francesco all’inizio della messa mattutina a Casa Santa Marta. Il pontefice ha chiesto di pregare Dio affinché i pastori “non lascino solo il Santo popolo fedele di Dio", senza Parola, sacramenti e preghiera. In questi giorni- ha detto ancora – ci uniamo agli ammalati e alle famiglie che soffrono questa pandemia”. Il Papa, commentando le letture del giorno ha detto che non dobbiamo appropriarci del dono che ci è stato dato, dono che non va ideologizzato perché altrimenti perde la sua natura di dono. Occorre ricevere il dono come dono e trasmetterlo come dono “non come proprietà in modo settario rigido e clericalista”.​  

Presidenza CEI: una Chiesa di terra e di cielo

12 Marzo 2020 - Roma - Viviamo una situazione gravissima sul piano sanitario - con ospedali sovraffollati, personale sanitario esposto in prima linea - come su quello economico, con conseguenze enormi per le famiglie dell’intero Paese, a maggior ragione per quelle già in difficoltà o al limite della sussistenza. Le comunicazioni del Governo rappresentano uno sforzo di incoraggiamento, all’interno di un quadro di onesto realismo, con cui si chiede a ogni cittadino un supplemento di responsabilità. A questo riguardo, facciamo nostre le parole di questa mattina del Santo Padre Francesco: “Soprattutto io vorrei chiedervi di pregare per le autorità: loro devono decidere e tante volte decidere su misure che non piacciono al popolo. Ma è per il nostro bene. E tante volte, l’autorità si sente sola, non capita. Preghiamo per i nostri governanti che devono prendere la decisione su queste misure: che si sentano accompagnati dalla preghiera del popolo”. La Chiesa c’è, è presente. A partire dai suoi Pastori - Vescovi e sacerdoti - condivide le preoccupazioni e le sofferenze di tutta la popolazione. È vicina nella preghiera: l’appuntamento con il Rosario in famiglia promosso per il giorno di San Giuseppe è solo un esempio di una preghiera che si eleva continua. Televisioni, radio, piattaforme digitali sono ambienti che - se non potranno mai sostituire la ricchezza dell’incontro personale - rivelano potenzialità straordinarie nel sostenere la fede del Popolo di Dio. È una Chiesa, la nostra, presente, anche in questo frangente, nella carità: siamo edificati da tanti volontari delle Caritas, delle parrocchie, dei gruppi, delle associazioni giovanili, delle Misericordie, delle Confraternite… che si adoperano per sollevare e aiutare i più fragili. “I cristiani non si differenziano dagli altri uomini - osserva la lettera A Diogneto -: vivono nella carne, ma non secondo la carne. Vivono sulla terra, ma hanno la loro cittadinanza in cielo”. È con questo sguardo di fiducia, speranza e carità che intendiamo affrontare questa stagione. Ne è parte anche la condivisione delle limitazioni a cui ogni cittadino è sottoposto. A ciascuno, in particolare, viene chiesto di avere la massima attenzione, perché un’eventuale sua imprudenza nell’osservare le misure sanitarie potrebbe danneggiare altre persone. Di questa responsabilità può essere espressione anche la decisione di chiudere le chiese. Questo non perché lo Stato ce lo imponga, ma per un senso di appartenenza alla famiglia umana, esposta a un virus di cui ancora non conosciamo la natura né la propagazione. I sacerdoti celebrano quotidianamente per il Popolo, vivono l’adorazione eucaristica con un maggior supplemento di tempo e di preghiera. Nel rispetto delle norme sanitarie, si fanno prossimi ai fratelli e alle sorelle, specialmente i più bisognosi. Da monasteri e comunità religiose sappiamo di poter contare su un’orazione continua per il Paese. Con questo spirito, viviamo i giorni che abbiamo davanti: quelli fino al 25 marzo (termine dell’attuale decreto), quelli successivi, nei quali resta in vigore il decreto precedente (fino al 3 aprile), quelli che traguardano. Giorni, tutti, intrisi di fiducia nel Mistero pasquale. (La Presidenza della CEI)  

La Quaresima a un metro di distanza

12 Marzo 2020 - Roma - Come trasformare in una opportunità l’esperienza ansiosa generata dalla presenza del virus, che gira quasi in tutto il mondo, al di là dei confini di ogni Stato? In che modo stiamo vivendo l’invito a rallentare il passo, per poter custodire noi e gli altri? Come ci stiamo rendendo conto del grande dono dell’esistenza ricevuta dal Datore di ogni bene, per viverla integralmente, anche quando sperimentiamo la nostra fragilità? In questi giorni tutti siamo invitati a fissare la distanza di un metro l’uno dall’altro. Ci siamo chiesti: dobbiamo rispettare un metro lineare o un metro quadrato? Se è un metro lineare rischiamo di guardare solo secondo una prospettiva, se quadrato avremo più possibilità di allargare gli orizzonti e renderci più conto in modo reale di chi ci sta vicino, non per difenderci, ma per divenire persone capaci di relazione. Agganciati dalla frenesia dei contatti virtuali con tutto il mondo, spesso ignoriamo chi ci sta vicino, collocato ad un metro di distanza: non vediamo nessuno, non percepiamo la presenza dell’altro. In questo tempo ci sembra si sentir parlare per la prima volta dello spazio salutare, al di là della sua forma geometrica, che può intercorrere tra una persona e l’altra. Sembra che tutti siamo atterrati in questi giorni per la prima volta sulla terra e ci sentiamo incapaci di situarci in uno spazio dove ognuno riconosce la propria esistenza e quella dell’altro. La gente è preoccupata e sta vivendo drammaticamente il disagio, perché causato da un evento che sfugge al controllo: in molti vanno in confusione. Abituati a prevedere e a conoscere anticipatamente tutto, ormai non riusciamo ad accettare che possa accadere qualcosa al di fuori della nostra portata. Mentre alcuni individui sembrano quasi schizzati nei movimenti e si guardano attorno con sospetto, altri minimizzano a tal punto che si rifiutano di riconoscere il pericolo e, per esorcizzare la paura inconscia, negano l’evidenza, bypassando persino le restrizioni indicate per la custodia del bene comune. E se scegliessimo di individuare e di accogliere la realtà così com’è, che comprende anche un’esperienza sgradevole da vivere, che cosa succederebbe? Probabilmente avremmo un contatto diverso con noi stessi e con gli altri: ci scopriremmo persone capaci di gestire con dignità la difficoltà generalizzata, di stare a distanza debita dall’altro, senza oltrepassare il confine fissato. Ad un metro di distanza si può decidere di rispettare la propria e altrui esistenza. Com’è difficile, a volte, fermarsi davanti alla persona che ci sta di fronte, occhi negli occhi, come accadde ad Adamo ed Eva, per riconoscere nella relazione il suo diritto di esistere. In questi giorni non si sa come strutturare il tempo, come riempire i vuoti, in che modo vivere le relazioni ravvicinate e costanti con persone reali e non solo con quelle virtuali. Si ripresenta il “dilemma dei porcospini” (A. Schopenhauer), i quali, un giorno d’inverno, sentendo il bisogno di riscaldarsi, cercarono di avvicinarsi. Si accorsero, però, che la troppa vicinanza causava ferite a causa degli aculei, perciò si sforzarono più volte di trovare la giusta distanza che permettesse loro di riscaldarsi. Il contatto diretto con le persone di carne richiede anche a noi di trovare la distanza che custodisca la vita e, per far questo, occorre allenamento. Dove sta Dio in tutto questo? Lo stiamo cercando? Come ci sta animando la fede, per vivere intensamente questo evento senza sentirci abbandonati da Lui? Dove abbiamo relegato la preghiera? Come valorizzare questo periodo per diventare sempre più persone umane capaci di vivere non solo per se stesse, ma per donarsi agli altri come ci ha insegnato Gesù? In questo tempo di corsa planetaria attraverso i contatti virtuali, gli eventi della storia non determinati da algoritmi programmati, oggi ci interpellano: fermati, riprendi la tua vita tra le mani, ascolta il silenzio e il palpitare dell’esistenza, godi dei momenti di solitudine e ascolta Dio che ti parla, senti la terra sotto i piedi, godi del tuo esserci e dell’esserci degli altri, scopri di essere abitato dall’amore, chiediti che senso ha la tua vita, struttura il tempo vivendolo con te stesso, con gli altri, guarda le stelle, l’alba e il tramonto, vivi l’ordinarietà della vita, senti il profumo dell’altro, dei fiori, guarda e gioisci per la bellezza del creato, porta il tuo contributo responsabile all’umanità, per edificare la società dell’amore fondata sulla giustizia, sulla pace, sulla solidarietà, scopri nella tua vita la presenza di Dio che ti ama. Accogliendo questa Quaresima alternativa come risorsa, possiamo scoprire il ritmo del tempo cadenzato costantemente dall’amore di Dio. Allora tutto acquista un senso, anche il virus che ci spinge a ritrovare i confini dell’esistenza abitata dallo Spirito, mentre riscopriamo la bellezza della vita in profondità e in relazione con gli altri. (Diana Papa - Sir)  

CEI: in preghiera per il Paese

12 Marzo 2020 -

Roma - In questo momento di emergenza sanitaria, la Chiesa italiana promuove un momento di preghiera per tutto il Paese, invitando ogni famiglia, ogni fedele, ogni comunità religiosa a recitare in casa il Rosario (Misteri della luce), simbolicamente uniti alla stessa ora: alle 21 di giovedì 19 marzo, festa di San Giuseppe, Custode della Santa Famiglia.

Alle finestre delle case la Chiesa Italiana propone di esporre un piccolo drappo bianco o una candela accesa. TV2000 offrirà la possibilità di condividere la preghiera in diretta.​

Vangelo Migrante: il commento alla III domenica di Quaresima (Vangelo Gv 4, 5-42. La Samaritana)

12 Marzo 2020 - Roma - Per tre domeniche il Vangelo di Giovanni ci accompagnerà, attraverso alcuni segni, nel Mistero di Gesù: chi è, da dove viene e dove ci porta. Scopriamoli. Il primo è l’incontro con la Samaritana. Dio attende al pozzo della storia, paziente e rispettoso, un luogo dove per necessità occorre passare. L’umanità ferita se n’è andata e, di tanto in tanto, deve tornare ad attingere acqua per andare avanti. Come la donna Samaritana: essa sa che può caricarsela solo un po' alla volta e per questo deve passarci spesso. Gesù è là e chiede. Umiliandosi nel chiedere da bere permette alla donna, simbolo dell’umanità, di volgergli lo sguardo. Non pretende attenzione né contesta le sue carte sporche. Le ferite sono squarci attraverso i quali fa passare la sua luce per offrire non un pozzo ma una sorgente, non gli amori ma l’Amore. E rivela che dinanzi ad una donna e, per di più, samaritana c’è il Dio di ogni uomo. Non quello delle identità e delle appartenenze, dei primati e dei distinguo ma quello che abita la storia, le fragilità e i bisogni di tutto l’uomo. La scelta da fare è se tornare ad abbeverarci a pozzi esauriti o esauribili o passare alla fonte da dove l’acqua sgorga. Il Risorto che adoreremo a Pasqua è questa fonte che zampilla per la vita eterna. (P. Gaetano Saracino)  

ImmiMath e la rivoluzione culturale dell’e-learning

12 Marzo 2020 - Roma - L'immigrazione è convivenza ed integrazione a 360 gradi ed uno dei punti centrali per l'inserimento dei più piccoli è quello della formazione culturale. Per integrarli bisogna dare loro gli strumenti materiali per studiare ed aggiornarsi partendo dalla matematica, materia principale del sistema di formazione europeo. Si punta all'e-learning e nasce ImmiMath, una piattaforma online e gratuita per studenti migranti finanziata con il sostegno della Commissione Unione Europea e coordinata dall'Università di Vienna, nella persona del docente Andreas Ulovec. Il progetto vede particolarmente coinvolta la Sicilia, protagonista grazie alla partenership tra VITECO, società specializzata in soluzioni e-learning del cluster di aziende JO Group, con sede a Catania, e l'Università di Palermo, insieme all'Università di Nitra (Slovacchia). “La piattaforma online già disponibile per scuole elementari e medie, è composta da dodici giochi inerenti aritmetica, geometria e algebra– ha dichiarato Giuseppe Ursino, Fondatore Ceo della JO Group - Un’innovazione che si avvicina al concetto di ‘tele-scuola’ fondamentale in caso di obbligo di chiusura degli istituti didattici per ragioni igienico-sanitarie o logistiche, come in emergenze quali quelle originate dal Coronavirus. Uno strumento – continua Ursino - ideato per adattarsi alla natura multiculturale della società moderna e delle conseguenti sfide di integrazione della didattica, che costituisce uno dei cambiamenti più significativi in grado di influenzare le scuole in molti paesi europei”. Qual è l'obiettivo di questo progetto? “Bisogna sviluppare, testare e diffondere materiali didattici e di apprendimento basati sulle TIC ("software di apprendimento") per l'insegnamento della matematica in aule multiculturali e multilingue, con particolare attenzione agli studenti migranti ma soprattutto fornire attività di formazione degli insegnanti in servizio ("sviluppo professionale") presentando e utilizzando il software di apprendimento” spiega il fondatore di JO Group. L'Italia in questo modo raggiunge gli standard europei? “Si può fare ancora tanto, ma siamo sulla buona strada – conclude Ursino – . Tra i nostri progetti futuri abbiamo desiderio di inserire l'insegnamento di altre materie e la creazione di un programma che sarà creato appositamente per i bambini bilingue, i cosiddetti immigrati di seconda generazione, cioè nati in Italia da genitori non italiani”. Cliccando ai seguenti link potete curiosare e provare a giocare  per scoprire il mondo di ImmiMath: http://www.immimath-project.eu/; https://www.vitecoelearning.eu/ImmiMATH/ (Rossella Avella)

Parma: una nuova casa per i rifugiati “esclusi”

12 Marzo 2020 - Parma - Wonderful Word, il mondo meraviglioso che canta Louis Armstrong, è il nome della casa di Parma che dallo scorso 23 dicembre accoglie migranti. Ed è davvero tutto bellissimo per chi come Salung, 31 anni, arrivato dal Gambia dopo un viaggio della speranza, con un permesso umanitario, ha vissuto per un anno in una ex pizzeria divenuta rifugio di invisibili. “Ora dormo bene, posso fare la doccia, lavare i miei vestiti”, sorride Salung mentre racconta. “La vita qui è molto bella – gli fa eco Dawda, altro gambiano –, le persone in questa casa ci hanno dato coraggio, studiamo, facciamo un corso per magazzinieri”. Wonderful Word è un edificio su tre piani nella proprietà dei missionari Saveriani che questi hanno dato in comodato gratuito a Ciac (Centro immigrazione asilo e cooperazione) coordinatore della “Civiltà dell’accoglienza”. Una rete quest’ultima che comprende Caritas Parma e Fidenza, Cav, Comunità Betania, Di Mano in Mano, Istituto Buon Pastore, Pozzo di Sicar, San Giuseppe. “Eravamo alla ricerca di luoghi già a fine 2018, perché con i “decreti Salvini” molte persone sarebbero finite in strada e sarebbe nato un problema sociale”, ci racconta Emilio Rossi, presidente Ciac e responsabile della struttura. Dopo convegni e incontri pubblici “abbiamo capito che la solidarietà esiste e resiste, che le persone non rinunciano alla propria umanità. Il governo ha creato esclusi, la comunità si fa carico di accoglierli”. Il progetto non riceve finanziamenti pubblici – nell’ultimo piano della struttura verrà aperta a breve una casa per ferie per autofinanziarsi – e si sostiene tramite le associazioni. In questo solco è arrivata la risposta dei Saveriani pronti a fare missione anche in Italia, e di una sessantina di volontari che aiutano a mandare avanti la struttura. Tra loro c’è chi, come Elena, 73enne con otto anni di volontariato in carcere alle spalle, insegna agli ospiti della casa a fare le pulizie. C’è Anastasia, origini greche, che di anni ne ha 29, è laureata in giurisprudenza con una tesi sul diritto d’asilo. E poi Bernadette e Franco, lei insegnante in pensione, lui cardiochirurgo, che oltre a essere impegnati in Africa con Emergency, hanno sentito il bisogno di condividere nella città in cui vivono quanto ricevuto nella vita. La struttura di Parma può ospitare fino a 15 persone di entrambi i sessi – al momento della nostra visita c’erano nove uomini – che prima di essere ammesse fanno un colloquio con l’area legale, per verificare la regolarità dei documenti, e con quella sociosanitaria: vengono considerati come fossero beneficiari dell’ex Sprar. “Soprattutto – dice Chiara Marchetti, a capo dell’area progettazione di Ciac – devono avere la volontà di inserirsi nel percorso che è sperimentale perché prevede una responsabilità diffusa di volontari e ospiti”. Per il buon esito del progetto è importante un ricambio veloce ma equilibrato delle persone ospitate: il tempo di permanenza di tre mesi può essere prorogato, non all’infinito, affinché il migrante sia in grado di condurre una vita dignitosa. A distanza di due mesi e mezzo dall’apertura della struttura si è deciso di farla conoscere dopo aver verificato – conclude Rossi – “che non è più un esperimento solo ideale, ma che può stare in piedi: è una casa che ha una sua forza”. Tanto grande da aver “infranto quella separazione che Salvini voleva creare tra noi e gli stranieri”. La speranza è che questo meraviglioso mondo di Parma possa propagarsi anche fuori dai confini della provincia. (Matteo Billi – Avvenire)  

CEI: un sito per buone prassi, contributi di riflessione, notizie e materiale pastorale

12 Marzo 2020 - Roma - In questo tempo di prova e di difficoltà per tutti, la Chiesa che è in Italia vuole dare segni di speranza e di costruzione del futuro. A partire dal presente. È da oggi on line https://chiciseparera.chiesacattolica.it, ambiente digitale che raccoglie e rilancia le buone prassi messe in atto dalle nostre diocesi, offre contributi di riflessione e approfondimento, condivide notizie e materiale pastorale. Un'iniziativa, promossa dalla Segreteria Generale della Cei, per testimoniare ancora e sempre l’impegno della Chiesa che vive in Italia nel continuare a tessere i fili delle nostre comunità. La convinzione che ci guida è che le criticità, lo smarrimento, la paura non possano spezzare il filo della fede, ma annodarlo ancora di più in speranza e carità. Chiciseparera.chiesacattolica.it vuole essere anche un punto di riferimento per riscoprire un senso di appartenenza più profondo. Il nome stesso “Chi ci separerà?” (Rm 8,35) indica un percorso impegnativo: la certezza – spiega la CEI in una nota - che, pur circondati da una minaccia, niente potrà mai separarci da quell’Amore che ci unisce, perché figli e fratelli, e ci rende comunità. In questo senso bisogna osare, mettersi in cammino e non fermarsi. Il sito appena pubblicato intende guardare oltre il tempo presente. E quell’oltre non può che essere anche la qualità di una comunicazione pensata e che faccia pensare. È l’orizzonte a cui tendere.  

Papa Francesco: non dimentichiamo chi come i migranti forzati trovano muri. E poi la preghiera per le autorità

12 Marzo 2020 - Città del Vaticano - Papa Francesco invita a pregare “in questo momento di pandemia” per chi è chiamato a governare, per le “autorità che devono decidere su misure che non piacciono al popolo, ma è per il nostro bene. E spesso l'autorità si sente sola, non capita”. Il papa ha iniziato così la messa mattutina celebrata a Casa Santa Marta e diffusa dai media vaticani. Commentando il vangelo del ricco epulone e del povero Lazzaro che propone la liturgia odierna  papa Francesco ha parlato dell’ “abisso dell'indifferenza”: “a Lampedusa quando sono andato ho parlato della globalizzazione dell'indifferenza. Noi oggi siamo preoccupati perchè i negozi sono chiusi, o perché non posso passeggiare... preoccupati per le nostre cose dimenticando i poveri, che è nei confini cercando la libertà, i migranti forzati che trovano un muro fatto di ferro e filo spinato. Sappiamo che esiste questo ma viviamo nell'indifferenza”. Spesso conosciamo ciò che succede nel mondo, il dolore che si vive ma “questa informazione non scende al cuore”: “quanti bambini patiscono la fame, non hanno le medicine, non possono andare a scuola? Lo sappiamo e diciamo poveretti... Tanti di noi vivono in questo distacco tra quel che sanno e quello che sentono. Il cuore è staccato dalla mente: sono indifferenti”. Papa Francesco si è quindi soffermato sul povero e sul ricco: il povero aveva un nome, si chiamava Lazzaro e “anche il ricco lo sapeva. Ma non sappiamo il nome del ricco. Il Vangelo non lo dice. Non aveva nome, aveva perso il nome. Aveva gli aggettivi: ricco, potente... Questo è quello che causa l'egoismo, fa perdere la nostra identità. Ci porta a valutare gli aggettivi e la mondanità aiuta, siamo caduti nella cultura dell'aggettivo”. Da qui la richiesta “al Signore di ricevere la grazia di non cadere nell'indifferenza per fare invece qualcosa per gli altri”. (Raffaele Iaria)  

Migrantes: a luglio il corso di formazione “Linee di pastorale migratoria”

11 Marzo 2020 - Roma - Il Corso di formazione “Linee di pastorale migratoria”, organizzato ogni anno dalla Fondazione Migrantes, si svolgerà presso Casa La Salle a Roma dal 6 al 10 luglio 2020. I destinatari del Corso sono i Direttori Migrantes regionali e diocesani di recente nomina e i loro Collaboratori; i Cappellani etnici (di recente nomina) che svolgono il ministero nelle Diocesi italiane e i missionari per gli italiani all'estero di nuova nomina; religiosi, religiose, laici impegnati nel volontariato e interessati alle migrazioni. Per iscrizioni https://iniziative.chiesacattolica.it/EventiCEI/page.jsp?action=landing&eventid=CEI-APPUNTAMENTO-18968

Coronavirus: la disponibilità delle aziende circensi in Italia

11 Marzo 2020 - Roma - L'Ente Nazionale Circhi, considerata l'emergenza che l’Italia sta vivendo a causa dell’epidemia da Coronavirus, ritiene di “poter mettere a disposizione alcune strutture che in tempi normali ospitano famiglie e bambini gioiosi nell'assistere all'antica arte che va in scena sulla pista di segatura”. E’ quanto scrive il presidente dell’organizzazione di categoria, Antonio Buccioni, in una lettera alle principali Istituzioni italiane sottolineando che attualmente anche i circhi sono inattivi, ma “desiderano attivarsi per il bene comune, offrendo ciò di cui dispongono: tendoni e chapiteau, nel caso possano risultare utili ad affrontare le necessità del tempo presente”. “Nell'augurare a Voi e a tutti i Vostri collaboratori di poter continuare a svolgere la preziosa opera di guida e coordinamento per debellare il virus che tanta sofferenza sta creando in Italia, in Europa e nel mondo intero – conclude Buccioni - anche a nome di tutta la gente del circo italiano, Vi esprimo sincera gratitudine”.

Coronavirus: su InBlu Radio ogni giorno il Papa da S. Marta e il card. De Donatis dal Divino Amore

11 Marzo 2020 - Roma - InBlu Radio, il network delle radio cattoliche della Cei, in questo momento delicato per l’emergenza Coronavirus incrementa il proprio palinsesto con tre nuovi appuntamenti religiosi per accompagnare gli ascoltatori e rendere un servizio ai fedeli. Da giovedì 12 marzo alle ore 7, viene trasmessa in diretta la messa celebrata da Papa Francesco nella cappella di Santa Marta. E alle ore 19 in onda una messa dal Santuario del Divino Amore celebrata per tutta la prima settimana dal vicario del Papa per la Diocesi di Roma, il card. Angelo De Donatis. A conclusione della programmazione religiosa alle 22.30 viene invece trasmesso in differita il Rosario da Lourdes. “La radio continua ad essere uno dei mezzi comunicazione più diffusi – spiega il direttore di Tv2000 e InBlu Radio, Vincenzo Morgante – per questo oltre che su Tv2000 abbiamo deciso di allargare la nostra offerta anche su InBlu Radio che grazie al DAB e al web è raggiungibile ovunque. Vogliamo essere sempre più vicini e uniti ai nostri ascoltatori. Rafforziamo gli appuntamenti religiosi in diretta del nostro palinsesto radiofonico convinti - aggiunge Morgante - che anche questo rientri nell'offerta di servizio pubblico ai cittadini, specie in un momento particolare come quello che tutti stiamo vivendo”.  

Card. Bassetti: non dobbiamo cadere nella tentazione del pessimismo, dello sconforto, della disperazione

11 Marzo 2020 -

Roma – “Non dobbiamo cadere nella tentazione del pessimismo, dello sconforto, della disperazione, ma piuttosto coniughiamo prudenza e discernimento”. È quanto afferma oggi il presidente della Cei, il card. Gualtiero Bassetti, in una intervista al quotidiano “Avvenire” sottolineando che oggi “più che mai il nostro Paese ha bisogno di responsabilità, individuale e collettiva” e aggiungendo che nonostante la sospensione delle Messe “con il popolo” e delle celebrazioni pubbliche, “la Chiesa non è né rassegnata né disarmata, ma è al fianco del popolo”. Oggi “ci scopriamo – ha detto il porporato - vulnerabili, fragili, inermi, di fronte a un ‘nemico’ che non possiamo vedere ma di cui subiamo tutta la minacciosità. È il momento della vulnerabilità ed è il momento della fortezza”. La Chiesa italiana è “ben consapevole delle difficoltà dei territori e delle molte persone che, a causa dell’emergenza, attraversano un guado lavorativo particolarmente insidioso. Le misure di contenimento del virus incidono necessariamente sulle nostre abitudini e il sacrificio necessario si ripercuote sull’attività di tanti. A loro siamo vicini con preoccupazione fraterna. È questa infatti – ha detto il card. Bassetti - una criticità da non lasciare in secondo piano e che, se non affrontata con misure opportune, rischia di trasformarsi in dissesto strutturale anche dopo aver contenuto l’urgenza sanitaria. Perciò ritengo che si riveleranno decisivi provvedimenti di sostegno e progettualità a medio - lungo periodo che potranno essere messi in campo anche contando su un ruolo più solidale dell’Unione Europea”.

“Dopo la fortezza, non dimentichiamo la speranza”, ha continuato il porporato: “ho già avuto modo di dire, e lo ripeto ancora, che c’è una paura che serve, che si rivela necessaria per valutare attentamente i rischi e poter prevedere e promuovere contromisure adeguate. Agendo corresponsabilmente siamo in grado di contribuire alla risoluzione di questo frangente. Le istituzioni sono compatte: un segno forte per il nostro Paese che ha bisogno di punti saldi di riferimento”. Papa Francesco ha deciso di affidare l’Italia alla Madonna, insieme con il mondo intero. L’Itala – ha spiegato il presidente della Cei - ha sempre avuto “uno speciale legame con la Vergine. Lo testimoniano anche le tante lettere ed email che mi sono arrivate in questi giorni, in cui mi si chiedeva di affidare la nazione in difficoltà alla protezione della Madre di Dio. Il Papa, con profetica intuizione e straordinaria sensibilità, si è fatto interprete di questa richiesta che viene dal nostro popolo. Tutto ciò mi riempie di grande gioia. Ed è veramente un’ispirazione del Signore”.

 

Brasile: la presidenza della Cnbb in visita nel Roraima per conoscere i progetti di accoglienza dei migranti venezuelani

11 Marzo 2020 -

Roma - È in corso, dall’8 e fino al 12 marzo, una visita della presidenza della Conferenza nazionale dei vescovi del Brasile (Cnbb) alla diocesi di Roraima, in collaborazione con le Forze armate, per conoscere l’attività della Chiesa e, in particolare, la situazione dei migranti venezuelani e della loro accoglienza. Secondo il presidente della Cnbb, don Walmor Oliveira de Azevedo, la visita alla diocesi di Roraima, risponde a un appello umanitario per sapere cosa succede a Roraima, a causa dell’arrivo dei venezuelani in fuga per crisi nel loro Paese e in cerca di un’opportunità. “Questo è un problema che riguarda non solo Roraima, ma il Brasile, il mondo e ognuno di noi”, ha detto.

Papa Francesco: continuiamo a pregare per gli ammalati di questa epidemia

11 Marzo 2020 - Città del Vaticano – Continuano le celebrazione in streaming della messa mattutina di Papa Francesco a Casa Santa Marta senza la presenza dei fedeli. Una celebrazione che il pontefice ha voluto dedicare alle persone che, rinchiuse in carcere, soffrono per la paura dell’epidemia del coronavirus che sta coinvolgendo maggiormente l’Italia. Il papa ha pregato per gli ammalati di questa epidemia che ha causato ormai, anche nel nostro Paese, centinaia di morti. Commentando le letture della liturgia odierna papa Francesco è ritornato a parlare del diavolo che lavora a distruggere con uno stile particolare, quello dell’accanimento. “Quando c’è accanimento” contro un cristiano, una persona, “c’è l’odio e la vendetta del diavolo sconfitto. Pensiamo ai tanti cristiani crudelmente perseguitati. Pensiamo ad Asia Bibi: 9 anni in carcere, a soffrire: accanimento del diavolo”. Nel vangelo Gesù, mentre si avvicina a Gerusalemme, dice: “Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell’Uomo sarà consegnato ai capi dei sacerdoti e agli scribi. Lo condanneranno a morte, lo consegneranno ai pagani perché venga deriso, flagellato, crocifisso”. “Non è soltanto una sentenza di morte: c’è di più”, dice il papa: “C’è l’umiliazione, c’è l’accanimento. E quando c’è accanimento nella persecuzione di un cristiano, di una persona, c’è il demonio. Il demonio ha due stili: la seduzione, con le promesse del mondo, come ha voluto fare con Gesù nel deserto, sedurlo e con la seduzione fargli cambiare il piano della redenzione, e se questo non va, l’accanimento. Non ha mezzi termini, il demonio. La sua superbia è così grande che cerca di distruggere, e distruggere godendo della distruzione con l’accanimento”. Il riferimento del pontefice va quindi alle persecuzioni di tanti santi, di tanti cristiani che “non (solo) li uccidono, ma anche li fanno soffrire e cercano per tutte le vie di umiliarli, fino alla fine. Non confondere una semplice persecuzione sociale, politica, religiosa con l’accanimento del diavolo. Il diavolo si accanisce, per distruggere”, sottolinea citando poi i due ladri che erano crocifissi con Gesù e che sono stati condannati: “crocifissi e lasciati morire in pace. Nessuno li insultava: non interessava. L’insulto era soltanto per Gesù, contro Gesù. Gesù dice agli apostoli che sarà condannato a morte, ma sarà deriso, flagellato, crocifisso … Si fanno beffa di Lui. E la strada per uscire dall’accanimento del diavolo, da questa distruzione, è lo spirito mondano, quello che la mamma chiede per i figli, i figli di Zebedeo. Gesù parla di umiliazione, che è il proprio destino, e lì gli chiedono apparenza, potere. La vanità, lo spirito mondano è proprio la strada che il diavolo offre per allontanarsi dalla Croce di Cristo”, spiega papa Francesco sottolineando che “la propria realizzazione, il carrierismo, il successo mondano: sono tutte strade non cristiane, sono tutte strade per coprire la Croce di Gesù”. E quindio la preghiera affinchè il Signore “ci dia la grazia di saper discernere quando c’è lo spirito che vuole distruggerci con l’accanimento, e quando lo stesso spirito vuole consolarci con le apparenze del mondo, con la vanità. Ma non dimentichiamo: quando c’è accanimento, c’è l’odio, la vendetta del diavolo sconfitto. È così fino a oggi, nella Chiesa. Pensiamo a tanti cristiani, come sono crudelmente perseguitati. In questi giorni, i giornali parlavano di Asia Bibi: nove anni in carcere, soffrendo. È l’accanimento del diavolo”. (R.Iaria)