p. Gaetano Saracino
Primo Piano
Centro Astalli: “lasciar morire in mare i migranti non ci rende più sicuri o immuni dai mali del mondo”
R.I.
Suore Scalabriniane: diario da Lesbo (2)
Suore Scalabriniane
La prima puntata quiMci Germania-Scandinavia: riprende l’attività l’Udep
Francofore – L’Ufficio della Delegazione delle Missioni cattoliche Italiane in Germania e Scandinavia che cura l’Erwachsenenbildung, l’UDEP (Ufficio Documentazione e Pastorale), dal primo di settembre potrà essere di nuovo pienamente attivo. Lo annuncia il delegato nazionale, p. Tobia Bassanalli in una lettera alle Mci. "Senza responsabile dal settembre del 2014, ora il posto potrà essere di nuovo occupato", scrive: l’Udep potrà riprendere la sua attività di formazione degli adulti e di ricerca. A guidarlo sarà la dr.ssa Paola Colombo, laureata in filosofia, giornalista della ex-Radio Monaco e di Radio Colonia. Si affiancherà alla caporedattrice del mensile delle mci di Germania e Scandinavia, "Corriere d’Italia", Licia Linardi, curerà l’ufficio stampa e le altre pubblicazioni della Delegazione che attualmente è anche impegnata nella stesura di un volume sulla storia del "Corriere d’Italia" in occasione del 70mo di fondazione.
R.Iaria
Naufragio migranti: almeno 45 morti davanti alle coste libiche
Milano - È successo quello che si temeva. Almeno 45 persone hanno perso la vita in un naufragio al largo della Libia, lunedì scorso. A confermare l’ennesima tragedia annunciata sono le agenzie Onu (Oim e Unhcr/ Acnur) in una nota congiunta. "Il peggiore naufragio da inizio anno davanti alle coste della Libia" scrivono in un tweet insieme.
"Senza un’operazione di soccorso dedicata e un meccanismo per gli sbarchi guidati dall’Ue, altre vite andranno perse nel Mediterraneo" avvertono. Circa 37 sopravvissuti, provenienti principalmente da Senegal, Mali, Ciad e Ghana, si legge in una nota, sono stati soccorsi da pescatori locali e posti in stato di detenzione dopo lo sbarco. Questi hanno riferito al personale dell’Oim che altre 45 persone, compresi cinque minori, hanno perso la vita a causa dell’esplosione del motore dell’imbarcazione al largo della costa di Zuara.
"Si continua a registrare l’assenza di programmi di ricerca e soccorso dedicati e a guida Ue. Temiamo che senza un incremento immediato delle capacità di ricerca e soccorso, ci sia il rischio che si verifichino disastri analoghi a quelli in cui si è registrato un elevato numero di morti nel Mediterraneo centrale, prima del lancio dell’operazione Mare Nostrum", denunciano le due organizzazioni.
L’Unhcr/Acnur e l’Oim esprimono forte preoccupazione per i recenti ritardi nelle operazioni di ricerca e soccorso. "Esortiamo gli Stati a rispondere rapidamente al verificarsi di tali eventi e a mettere a disposizione in modo sistematico e strutturato un porto sicuro per le persone soccorse in mare. I ritardi registrati nei mesi recenti, e l’omissione di assistenza, sono inaccettabili e mettono vite umane in situazioni di rischio evitabili". Intanto almeno altre quattro imbarcazioni con a bordo 450migranti hanno fatto perdere le tracce nel Mediterraneo centrale nelle ultime ore. Una di queste, localizzata nell’Area di ricerca e soccorso (Sar) delle acque libiche, con a bordo almeno 100 persone, è considerata dispersa.
A lanciare l’ennesimo allarme su Twitter l’ong Alarm Phone. Stando alla segnalazione, le altre tre barche si troverebbero in zona Sar maltese. Le tre imbarcazioni trasporterebbero rispettivamente 120, 80 e 150 passeggeri. Gli ultimi contatti risalgono alla mattinata di ieri.
Intanto proseguono anche gli sbarchi. Questa volta non si tratta però dell’isola di Lampedusa dove ieri sono invece cominciate le operazioni di imbarco sulla nave quarantena Aurelia di 250 migranti ospitati nell’hotspot sull’isola ormai al collasso. Un’imbarcazione con a bordo 115 migranti di varie nazionalità è stata intercettata al largo delle acque calabresi e condotta nel porto di Crotone. L’imbarcazione, secondo le prime informazioni, sarebbe partito dal porto di Antalaya in Turchia. L’operazione di soccorso è avvenuta la scorsa notte, con le persone provenienti da Siria, Afghanistan e Somalia. Fra essi ci sono 26 donne e 21 minori. Il sistema di soccorso è stato allestito nell’area portuale, con il personale medico che ha effettuato i primi accertamenti sanitari, al termine dei quali i migranti sono stati trasferiti nel centro di accoglienza di Isola Capo Rizzuto per il periodo di quarantena. A Lampedusa invece, dopo i ripetuti arrivi autonomi dei giorni scorsi, nel centro di accoglienza rimangono 800 migranti (a fronte di una capienza di 190) e la prefettura di Agrigento, d’intesa con il Ministero, sta lavorando per trovare posti disponibili in altre strutture sul territorio nazionale. Nel 2020, gli arrivi complessivi hanno già superato quota 16.700, il quadruplo rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. E nella notte sulla grande delle Pelagie non si sono verificati nuovi sbarchi. (Daniela Fassini - Avvenire)
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“Prega con noi”: questa sera con mons. Marcianò
Roma - Prosegue in questo mese di agosto l’iniziativa promossa da Tv2000 e da InBlu Radio intitolata "Prega con noi". Si tratta della recita del Rosario ogni settimana da un Santuario o una parrocchia lungo la nostra Penisola.Questa volta la recita della preghiera mariana più popolare si svolgerà dalla chiesa dell’ordinariato militare per l’Italia,dedicata a Santa Caterina a Magnanapoli, che si trova a Roma. A presiedere la preghiera sarà l’ordinario militare per l’Italia, l’arcivescovo mons. Santo Marcianò. L’ordinariato ha giurisdizione su tutti i cappellani militari presenti nel nostro Paese. Curano la pastorale all’interno delle caserme e delle strutture militari. Nell’ambito della cura pastorale vi è anche la realizzazione di pellegrinaggi in Santuari mariani in Italia e anche in Europa, appuntamenti molto partecipati dai militari italiani. La nuova tappa di questo cammino di preghiera, promosso dalla televisione e la radio della Chiesa italiana, coinvolgerà dunque l’ordinariato. La trasmissione del Rosario avverrà oggi alle 21 su Tv2000 e InBlu Radio.
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R.I.
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