Primo Piano

Vangelo Migrante: XXI domenica del Tempo Ordinario (Vangelo Mt 16, 13-20)

20 Agosto 2020 - Parabole e domande: Gesù, ha scelto queste due forme particolari di linguaggio perché sono generative e coinvolgenti. In questa domenica con le domande “la gente chi dice che sia il Figlio dell’Uomo?” e “ma voi chi dite che io sia?” sembra voler muovere i suoi discepoli a guardare avanti: le risposte appagano e fanno stare fermi, le domande invitano a cercare e a camminare! Dinanzi al Suo operato si era creata non poca confusione: lo circondavano ammirazione e sconcerto: “nessuno può fare i segni che fai tu…; un grande profeta è sorto tra noi…; insegnava loro come uno che ha autorità…”; ma anche “è posseduto da uno spirito immondo; è fuori di sé; questo linguaggio è duro: chi può intenderlo?” Comunque un modo di fare fuori dagli schemi entro i quali si era cristallizzata l’immagine del Messia atteso da Israele. E siccome non si crede per sentito dire, Gesù va dritto al punto: ‘ma chi sono io per voi, per te?’ Un assedio che vuole espugnare il cuore dei discepoli, e il nostro, affinché possa esprimere dal profondo una consapevolezza di una intima e personale relazione con Lui. Non ha bisogno della risposta di Pietro per avere informazioni o conferme ma per sapere se Pietro gli ha aperto il cuore; a Lui interessa quella relazione. E la trova; non tanto nella risposta ma in ciò che di Lui arde nelle parole di Pietro: non sono parole secondo la carne ma di una sapienza che proviene dal Padre. In quel momento avviene una rivoluzione: Gesù destituisce il potere costituito dal sommo sacerdote in carica, Caifa (pietra), e pone il nuovo Cefa (Pietro) a capo della nuova casa, quella a cui Egli stesso, Gesù, si offre come pietra, roccia, su cui edificare, costruire il nuovo popolo di Dio. E gli promette la consegna sulle spalle delle chiavi del palazzo (cfr. prima lettura), il regno dei cieli, perché possa orientare il reale e la storia verso il Regno di Dio: assieme alla comprensione del mistero offrire la compassione della misericordia. Quelle chiavi (sulle spalle) sono il mistero della croce: Caifa metterà in croce Cristo, Pietro porterà la croce di Cristo. E con quelle chiavi la Chiesa cammina!

p. Gaetano Saracino

 

Centro Astalli: “lasciar morire in mare i migranti non ci rende più sicuri o immuni dai mali del mondo”

20 Agosto 2020 -
Roma - Il Centro Astalli esprime "profondo cordoglio" e "dolore" per le vittime e "preoccupazione per la sorte dei migranti che "cercavano di venire in Europa per fuggire dalla Libia, paese in guerra e altamente instabile". Così il centro dei gesuiti per i rifugiati dopo il naufragio che ha causato la morte di almeno 45 persone al largo della costa libica. "Evacuare i migranti dalla Libia è l’unico modo per interrompere l’ecatombe nel Mediterraneo", evidenzia il Centro Astalli che chiede l'impegno di risorse per "aprire vie legali e quote d’ingresso negli Stati europei per coloro che fuggono da povertà, guerre e crisi umanitarie. Lasciar morire in mare i migranti non ci rende più sicuri o immuni dai mali del mondo".

R.I.

 

Suore Scalabriniane: diario da Lesbo (2)

20 Agosto 2020 - Lesbo - Una donna si avvicina a noi. E’ venuta sola fin qui, a Lesbo, partendo dal Camerun. Ha 34 anni. Ha descritto il campo di Moria, dove vive, come un luogo di violenza. Vivevano in 20 in una delle centinaia di tende dell’area. Racconta delle condizioni precarie in cui è costretta a stare: il loro pavimento di terra è il luogo in cui mangiano e fanno i bisogni. Vivono lì tutte donne: hanno dovuto montare loro stesse un precario impianto elettrico spesso inutile, visto che rimangono al buio. La paura, specie tra loro, è costante: spesso si sentono le urla delle risse vicino alla loro tenda e, quando accade, non osano muoversi, temendo anche che con il coltello si arrivi a tagliare la tela della tenda e usare loro violenza. Nel campo di Moria le donne vengono violentate anche sotto gli occhi di chi dovrebbe occuparsi della sicurezza. Non muovono un dito e non vogliono entrare nel campo. Lasciano che lì dentro ci si autoregoli e prevalga la legge del più forte. Per andare a mangiare la fila è interminabile e spesso si vedono lunghe scie di sangue. Per i bagni e per lavarsi ci si alza alle 5 del mattino perché già poche ore dopo l’acqua è finita. C’è un certo sentimento di ostilità nell’Isola. I migranti percepiscono di non essere ben accolti e pensano che quella di farli stare male sia una strategia per disincentivare gli arrivi e farli rientrare a casa, luogo dove si sentono molto meno protetti che in Europa. Un nuovo gruppo di suore scalabriniane, oggi, si stanno preparando a dare il cambio al nostro. Una missione che vogliamo continuare a seguire, qui, in questo angolo di mondo.

Suore Scalabriniane

  La prima puntata qui 

Mci Germania-Scandinavia: riprende l’attività l’Udep

20 Agosto 2020 -

Francofore – L’Ufficio della Delegazione delle Missioni cattoliche Italiane in Germania e Scandinavia che cura l’Erwachsenenbildung, l’UDEP (Ufficio Documentazione e Pastorale), dal primo di settembre potrà essere di nuovo pienamente attivo. Lo annuncia il delegato nazionale, p. Tobia Bassanalli in una lettera alle Mci. "Senza responsabile dal settembre del 2014, ora il posto potrà essere di nuovo occupato", scrive: l’Udep potrà riprendere la sua attività di formazione degli adulti e di ricerca. A guidarlo sarà la dr.ssa Paola Colombo, laureata in filosofia,  giornalista della ex-Radio Monaco e di Radio Colonia. Si affiancherà alla caporedattrice del mensile delle mci di Germania e Scandinavia, "Corriere d’Italia", Licia Linardi, curerà l’ufficio stampa e le altre pubblicazioni della Delegazione che attualmente è  anche impegnata nella stesura di un volume sulla storia del "Corriere d’Italia" in occasione del 70mo di fondazione.

R.Iaria

Naufragio migranti: almeno 45 morti davanti alle coste libiche

20 Agosto 2020 -

Milano - È successo quello che si temeva. Almeno 45 persone hanno perso la vita in un naufragio al largo della Libia, lunedì scorso. A confermare l’ennesima tragedia annunciata sono le agenzie Onu (Oim e Unhcr/ Acnur) in una nota congiunta. "Il peggiore naufragio da inizio anno davanti alle coste della Libia" scrivono in un tweet insieme.

"Senza un’operazione di soccorso dedicata e un meccanismo per gli sbarchi guidati dall’Ue, altre vite andranno perse nel Mediterraneo" avvertono. Circa 37 sopravvissuti, provenienti principalmente da Senegal, Mali, Ciad e Ghana, si legge in una nota, sono stati soccorsi da pescatori locali e posti in stato di detenzione dopo lo sbarco. Questi hanno riferito al personale dell’Oim che altre 45 persone, compresi cinque minori, hanno perso la vita a causa dell’esplosione del motore dell’imbarcazione al largo della costa di Zuara.

"Si continua a registrare l’assenza di programmi di ricerca e soccorso dedicati e a guida Ue. Temiamo che senza un incremento immediato delle capacità di ricerca e soccorso, ci sia il rischio che si verifichino disastri analoghi a quelli in cui si è registrato un elevato numero di morti nel Mediterraneo centrale, prima del lancio dell’operazione Mare Nostrum", denunciano le due organizzazioni.

L’Unhcr/Acnur e l’Oim esprimono forte preoccupazione per i recenti ritardi nelle operazioni di ricerca e soccorso. "Esortiamo gli Stati a rispondere rapidamente al verificarsi di tali eventi e a mettere a disposizione in modo sistematico e strutturato un porto sicuro per le persone soccorse in mare. I ritardi registrati nei mesi recenti, e l’omissione di assistenza, sono inaccettabili e mettono vite umane in situazioni di rischio evitabili". Intanto almeno altre quattro imbarcazioni con a bordo 450migranti hanno fatto perdere le tracce nel Mediterraneo centrale nelle ultime ore. Una di queste, localizzata nell’Area di ricerca e soccorso (Sar) delle acque libiche, con a bordo almeno 100 persone, è considerata dispersa.

A lanciare l’ennesimo allarme su Twitter l’ong Alarm Phone. Stando alla segnalazione, le altre tre barche si troverebbero in zona Sar maltese. Le tre imbarcazioni trasporterebbero rispettivamente 120, 80 e 150 passeggeri. Gli ultimi contatti risalgono alla mattinata di ieri.

Intanto proseguono anche gli sbarchi. Questa volta non si tratta però dell’isola di Lampedusa dove ieri sono invece cominciate le operazioni di imbarco sulla nave quarantena Aurelia di 250 migranti ospitati nell’hotspot sull’isola ormai al collasso. Un’imbarcazione con a bordo 115 migranti di varie nazionalità è stata intercettata al largo delle acque calabresi e condotta nel porto di Crotone. L’imbarcazione, secondo le prime informazioni, sarebbe partito dal porto di Antalaya in Turchia. L’operazione di soccorso è avvenuta la scorsa notte, con le persone provenienti da Siria, Afghanistan e Somalia. Fra essi ci sono 26 donne e 21 minori. Il sistema di soccorso è stato allestito nell’area portuale, con il personale medico che ha effettuato i primi accertamenti sanitari, al termine dei quali i migranti sono stati trasferiti nel centro di accoglienza di Isola Capo Rizzuto per il periodo di quarantena. A Lampedusa invece, dopo i ripetuti arrivi autonomi dei giorni scorsi, nel centro di accoglienza rimangono 800 migranti (a fronte di una capienza di 190) e la prefettura di Agrigento, d’intesa con il Ministero, sta lavorando per trovare posti disponibili in altre strutture sul territorio nazionale. Nel 2020, gli arrivi complessivi hanno già superato quota 16.700, il quadruplo rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. E nella notte sulla grande delle Pelagie non si sono verificati nuovi sbarchi. (Daniela Fassini - Avvenire)

Imprese straniere in Italia: la comunità più numerosa è originaria del Marocco

19 Agosto 2020 - Roma - La comunità straniera più numerosa per attività commerciali in Italia (63.619) è originaria del Marocco, seguita da quella cinese (52.727) e da quella romena (52.014). Più distanziata la coppia Albania (34.020) e Bangladesh (30.528). E’ quanto emerge da uno studio pubblicato da Unioncamere e Infocamere condotto attraverso il Registro delle Imprese e che fa emergere “profili molto diversi da paese a paese quanto a creazione di cluster territoriali”. Ad esempio, la comunità marocchina - la più numerosa in assoluto - è poco concentrata a livello territoriale con una presenza che raggiunge il massimo a Torino, dove ha sede il 7,1% dei tutte le attività originarie da quel paese. All'opposto, comunità più piccole - come quella egiziana o del Bangladesh - si segnalano per una forte tendenza alla concentrazione territoriale, al punto che nella sola Milano si raccoglie il 43,5% di tutte le imprese con un titolare nato in Egitto e a Roma ha messo le radici il 42,3% di tutti gli imprenditori provenienti dal Golfo del Bengala. Allo stesso modo si possono delineare cluster settoriali legati ai paesi di origine dei titolari: ad esempio, l'85% della presenza senegalese è nel commercio, come anche il 70% circa di nigeriani, marocchini e albanesi, mentre opera nelle costruzioni il 59% dei romeni e il 40% degli egiziani.  

Imprese straniere: in Italia 631 mila

19 Agosto 2020 - Roma - Continua a crescere la comunità delle imprese di stranieri in Italia ma l’effetto della pandemia ne frena l’espansione. Nel primo semestre del 2020 il saldo tra le nuove imprese e quelle che hanno chiuso i battenti si è attestato a 6.119 unità, portando lo stock di imprese di stranieri a raggiungere il valore di 621.367 unità, l’1% in più rispetto al 31 dicembre scorso. Se confrontato con lo stesso dato del 2019, il progresso evidenzia però un forte “effetto-frenata” dovuto al Covid-19: tra gennaio e giugno dello scorso anno, infatti, il bilancio tra aperture e chiusure di imprese di stranieri aveva fatto segnare 10.205 imprese, il 40% in più rispetto al dato di quest’anno. E’ quanto risulta dalla fotografia scattata da Unioncamere e InfoCamere sulle imprese di stranieri nel periodo gennaio-giugno dell’anno in corso, a partire dai dati del Registro delle Imprese delle Camere di Commercio. La concentrazione maggiore di imprese di stranieri continua a registrarsi in Toscana, dove il 14,2% di tutte le attività economiche ha origini fuori dall’Italia. Liguria (13,7) e Lombardia (12,6) sono le regioni che seguono da vicino, insieme a Lazio, Emilia-Romagna e Friuli Venezia Giulia (tutte oltre il 12%). Con più del 10% anche il Veneto e Piemonte. La provincia a maggior tasso di imprenditoria straniera resta saldamente quella di Prato, con una quota del 30% sul totale delle iniziative imprenditoriali locali. Molto distanziata (con il 17,3%) segue Trieste, mentre altre quattro province (Firenze, Imperia, Reggio Emilia e Milano) si collocano oltre la soglia del 15%. Nei primi sei mesi del 2020, i progressi più sensibili hanno riguardato Roma (con 832 imprese di stranieri in più tra gennaio e giugno), Milano (+515) e Torino (+499) che occupano anche le prime tre posizioni in termini di numerosità assoluta di iniziative di stranieri (rispettivamente con 70.898 nella capitale, 58.316 nel capoluogo meneghino e 27.175 in quello sabaudo). La forma giuridica più diffusa resta quella dell’impresa individuale (475mila unità pari il 76,5% del totale, una quota di molto superiore alla media italiana, ridottasi negli ultimi decenni a circa il 52%). Poco meno di 100mila imprese di stranieri adottano invece la forma di società di capitali (96.964 unità, il 15,6% del totale). Le attività in cui si registrano il maggior numero di inziative di stranieri sono il commercio (circa 160mila), l’edilizia (120mila) e l’alloggio e ristorazione (48mila). Guardando però all’incidenza di queste realtà sul totale delle imprese operanti in Italia, i settori con l’incidenza più elevata di imprese di stranieri sono le telecomunicazioni (32,9%) e la confezione di articoli di abbigliamento (dove si arriva al 32%).

Mitilene: parrocchia e comunità di Sant’Egidio

19 Agosto 2020 - Lesbo - Circa 150 volontari della Comunità di Agios Aigidi, insieme ai sacerdoti, si alternano a Mitilene ogni settimana nel mese di agosto, offrendo i loro servizi ai rifugiati a Lesbo. La loro collaborazione con la parrocchia cattolica di Mitilene è armoniosa e scorre senza intoppi per il secondo anno quest'anno. La parrocchia li aiuta in ogni modo e aiutano la parrocchia offrendo il pasto ogni domenica ai profughi cattolici che vanno in chiesa in chiesa. La domenica di agosto, la Divina Liturgia nella chiesa parrocchiale di Panagia a Mitilene per i profughi cattolici, si tiene alle 10:00 in francese, alle 11:30 in inglese. e alle 19:00 a Panagiouda, fuori Moria, per chi non poteva venire la mattina in chiesa parrocchiale, mentre per i cattolici di lingua greca si tiene ogni secondo sabato alle 19:00. A circa 350 persone - per lo più famiglie con bambini molto piccoli provenienti da Afghanistan, Iran, Siria - è stato permesso di lasciare ogni giorno il Moria Pub per la loro cena, offerta dalla Comunità di Sant'Egidio in uno spazio in affitto. appena fuori Moria. Il tutto avviene nel rigoroso rispetto delle normative contro la diffusione del Covid-19, ma in un clima davvero di festa: la gratitudine visibile sui volti dei profughi aiuta a superare le barriere linguistiche. Attualmente ci sono circa 15.000 rifugiati a Lesbo. Molte Ong hanno cessato le loro attività e lasciato l'isola negli ultimi mesi, mentre si moltiplicano gli episodi di intolleranza e violenza nei loro confronti. La Chiesa cattolica attraverso la parrocchia della Trasfigurazione della Vergine, Caritas Hellas e la Comunità di Agios Aegidio rimane sui bastioni per aiutare i bisognosi. (P. Leon Kiskinis, parroco - www.santegidio.org)

Papa Francesco: “curare il virus dell’ingiustizia sociale, della disuguaglianza e dell’emarginazione”

19 Agosto 2020 - Città del Vaticano - "La pandemia ha messo allo scoperto la difficile situazione dei poveri e la grande ineguaglianza che regna nel mondo. E il virus, mentre non fa eccezioni tra le persone, ha trovato, nel suo cammino devastante, grandi disuguaglianze e discriminazioni. E le ha aumentate!". Lo ha detto Papa Francesco, nell’udienza generale di oggi, trasmessa in diretta streaming dalla biblioteca del palazzo apostolico, continuando il nuovo ciclo di catechesi sul tema: “Guarire il mondo” e incentrando la sua meditazione sull’argomento “L’opzione preferenziale per i poveri e la virtù della carità”. Dalla catechesi del Papa traspare la consapevolezza che "la risposta alla pandemia è duplice". "Da un lato, è indispensabile trovare la cura per un virus piccolo ma tremendo, che mette in ginocchio il mondo intero. Dall’altro, dobbiamo curare un grande virus, quello dell’ingiustizia sociale, della disuguaglianza di opportunità, della emarginazione e della mancanza di protezione dei più deboli", ha osservato papa Francesco, che ha ribadito, citando l' Evangelii gaudium, come "in questa doppia risposta di guarigione c’è una scelta che, secondo il Vangelo, non può mancare: è l’opzione preferenziale per i poveri". Il Pontefice ha, quindi, spiegato che "questa non è un'opzione politica, non un'opzione ideologica, di partiti", ma "è al centro del Vangelo". Papa Francesco ha poi indicato "un criterio-chiave di autenticità cristiana": "I seguaci di Gesù si riconoscono dalla loro vicinanza ai poveri, ai piccoli, ai malati e ai carcerati, agli esclusi e ai dimenticati, a chi è privo del cibo e dei vestiti". "Alcuni pensano, erroneamente, che questo amore preferenziale per i poveri sia un compito per pochi, ma in realtà è la missione di tutta la Chiesa", ha evidenziato il Papa, citando san Giovanni Paolo II.

“Prega con noi”: questa sera con mons. Marcianò

19 Agosto 2020 -

Roma - Prosegue in questo mese di agosto l’iniziativa promossa da Tv2000 e da InBlu Radio intitolata "Prega con noi". Si tratta della recita del Rosario ogni settimana da un Santuario o una parrocchia lungo la nostra Penisola.Questa volta la recita della preghiera mariana più popolare si svolgerà dalla chiesa dell’ordinariato militare per l’Italia,dedicata a Santa Caterina a Magnanapoli, che si trova a Roma. A presiedere la preghiera sarà l’ordinario militare per l’Italia, l’arcivescovo mons. Santo Marcianò. L’ordinariato ha giurisdizione su tutti i cappellani militari presenti nel nostro Paese. Curano la pastorale all’interno delle caserme e delle strutture militari. Nell’ambito della cura pastorale vi è anche la realizzazione di pellegrinaggi in Santuari mariani in Italia e anche in Europa, appuntamenti molto partecipati dai militari italiani. La nuova tappa di questo cammino di preghiera, promosso dalla televisione e la radio della Chiesa italiana, coinvolgerà dunque l’ordinariato. La trasmissione del Rosario avverrà oggi alle 21 su Tv2000 e InBlu Radio.

Viminale: 207mila le domande per emersione rapporti di lavoro

18 Agosto 2020 -
 
Roma - Si è conclusa la procedura di emersione dei rapporti di lavoro, avviata lo scorso 1 giugno ai sensi dell'articolo 103, comma 1, del decreto legge n. 34 del 19 maggio 2020, che ha riguardato i settori dell'agricoltura, del lavoro domestico e dell'assistenza alla persona. Il totale delle domande ricevute dal portale del ministero dell'Interno ammonta a 207.542.  Il dato, fornito dal Ministero dell'Interno, evidenzia una prevalenza di quelle riguardanti il lavoro domestico e di assistenza alla persona, che costituisce l’85% del totale delle domande trasmesse (176.848), rispetto alle domande per l'emersione del lavoro subordinato, che hanno riguardato quindi il 15% del totale (30.694). La Lombardia è la regione da cui sono state inviate il maggior numero di richieste per il settore del lavoro domestico e di assistenza alla persona (47.357) mentre al primo posto per il lavoro subordinato si trova la Campania (6.962). A livello provinciale ai primi tre posti ci sono Milano (22.122), Napoli (19.239) e Roma (17.318) per le domande per l'emersione del lavoro domestico, e Caserta (2.904), Ragusa (2.005) e Latina (1.897) per l'emersione del lavoro subordinato. Sui 176.848 datori di lavoro che hanno presentato domanda di emersione per il settore domestico, 136.138 sono di nazionalità italiana, mentre, per il lavoro subordinato, sono italiani 28.013 datori su 30.694 richiedenti. Rispetto al Paese di provenienza del lavoratore, infine, ai primi posti risultano l'Ucraina, il Bangladesh e il Pakistan per il lavoro domestico e di assistenza alla persona; l'Albania, il Marocco e l'India per il lavoro subordinato. Per quanto riguarda invece le richieste di permesso di soggiorno temporaneo presentate agli sportelli postali da cittadini stranieri (ai sensi dell'articolo 103, comma 2, del decreto rilancio), il totale ammonta a 12.986. I dati conclusivi, forniti dal Viminale, mostrano, a livello provinciale, nelle prime tre posizioni nell'invio di questa tipologia di domande, Verona (675), Cuneo (466) e  Cosenza (423), seguite  da Milano (406).

R.I.

 

Xenofobia: vari episodi dal Nord al Sud Italia

18 Agosto 2020 - Roma - La retorica del contagio “d’importazione” – che prende di mira i migranti dimenticando la leggerezza dei nostri ragazzi al rientro dalle vacanze – è solo la manifestazione più superficiale della xenofobia nel nostro Paese. Perché l’Italia che odia, specie in questa estate post lockdown, è capace di prendere forme molto più concrete e pericolose. Lo dimostrano i 159 episodi di razzismo registrati da Lunaria nel 2020. Dati che si fermano al 31 marzo scorso e all’appello mancano molti altri casi. L’ultimo caso è avvenuto ieri a Grosseto, sul litorale della Giannella. Un ragazzo di colore di 18 anni è stato aggredito fisicamente e verbalmente da un turista romano di 40 anni. «Sei negro, te ne devi andare», gli ha urlato in faccia l’uomo. Visibilmente ubriaco, si è avvicinato al ragazzo e lo ha preso per il collo strattonandolo e urlandogli che non doveva esserci lì, poi è scappato. I militari quando lo hanno rintracciato hanno scoperto che il quarantenne aveva il corpo con tatuaggi inneggianti al Ventennio fascista. Il 40enne avrebbe anche precedenti per rissa e resistenza a pubblico ufficiale. L’uomo è stato denunciato direttamente dai carabinieri per lesioni personali con l’aggravante dell’odio e della discriminazione razziale. Nella città toscana non è il primo caso. Nei giorni scorsi un episodio analogo era toccato a Mamady Dabakh Mankara, senegalese di 25 anni regolarmente residente a Grosseto e assunto in una cooperativa impegnata con ragazzi disabili. Il 3 agosto scorso, sulla spiaggia libera di Castiglione della Pescaia, è stato preso a pugni per il solo fatto essersi sdraiato all’ombra di un gazebo, evidentemente troppo vicino al padre di famiglia sistemato lì accanto. Che per questo ha deciso di aggredirlo, dopo averlo insultato e avergli intimato di allontanarsi. A cercare di trattenere l’uomo dalla rabbia, oltre ad alcuni bagnanti di passaggio, anche il figlio, che ha inutilmente tentato di spiegare al papà che lì c’era posto per tutti. E ancora. Per le vie della movida di Marsala, un gruppo di ragazzi ha pensato bene di circondare un giovane di colore, impedendo ai passanti di intervenire mentre un bullo lo pestava a sangue. Ci sono poi le numerose aggressioni documentate dai reportage di Avvenire ai danni dei braccianti agricoli del Foggiano. Il 4 agosto, Victor, un ragazzo nigeriano di 22 anni, stava andando al lavoro in bicicletta. A un tratto è stato affiancato da due persone a bordo di uno scooter che, senza dire una parola, gli hanno sparato con una pistola a pallini. Tre colpi lo hanno raggiunto a un braccio e alle gambe. Qualche giorno prima, il 30 luglio, è stato aggredito anche Luis, nigeriano come Victor. Stava andando a prendere l’autobus per l’area industriale, dove lavora per la Princes, la grande multinazionale conserviera di zona. Mentre camminava ha visto arrivare il solito motorino. Una delle due persone a bordo gli ha lanciato contro il treppiede di un ventilatore, colpendolo a un piede. Poi gli insulti, «Bastardo!» e infine la fuga. Ma l’intolleranza non è appannaggio esclusivo del Mezzogiorno e l’odio non risparmia gli immigrati neanche al Nord. Lo dimostra il caso di Ivrea, dove neanche una settimana fa, sul muro di una palazzina di via Olivetti, è comparsa una scritta che invitava «i negri» a lasciare la città. Mentre a una 40enne di colore, ma nata in Italia, è stato recapitato un pacco contenente un grosso ratto morto. Ma non basta, perché ciclicamente anche la comunità cinese torna ad essere oggetto di aggressioni razziste. Era successo l’estate scorsa ed è accaduto di nuovo, a Livorno. Pochi giorni fa, in pieno giorno, uno sconosciuto ha gettato una scatola in un negozio gestito da cinesi. Era un piccolo ordigno rudimentale, che esplodendo ha causato un incendio. La titolare e un dipendente sono rimasti feriti e lievemente intossicati dal fumo della combustione. Nella stessa città, il giorno prima degli avvenimenti, un uomo di 65 anni era stato arrestato dopo aver confessato di essere l’autore, nel corso dei mesi precedenti, degli spari contro un palazzo occupato abusivamente, un kebab, un minimarket gestito da immigrati provenienti dal Bangladesh e un circolo Arci. (M.Marcelli-Avvenire)

Uganda: “l’eroe del Covid” tra i rifugiati del campo di Palabek è il salesiano don Roger

18 Agosto 2020 - Roma - Don Roger Mukadi Mbayo, giovane sacerdote salesiano della Repubblica Democratica del Congo, vive a Palabek, nel nord dell'Uganda e condivide le sfide quotidiane con oltre 54.000 rifugiati sud sudanesi. Con strutture minime per l'istruzione, l'assistenza medica e la sicurezza di base, la situazione a causa della pandemia è ancora più difficile. I rifugiati del posto lo chiamano “Covid hero”, l’eroe del Covid. La sua storia è racconta dall'agenzia dei salesiani Ans. Tra gli sfollati sud sudanesi del campo di Palabek vi sono almeno 25.000 bambini che non vanno più a scuola a causa del lockdown e vivono una situazione di stress ed isolamento. Conoscendo la loro situazione, i salesiani hanno organizzato attività educative e giovanili, seguendo le linee guida per proteggere la loro salute. Ogni giorno raggiungono più di 400 bambini e giovani. Alcune delle attività sono state anche orientate alla generazione di reddito e alla realizzazione di strutture per il futuro. I giovani hanno seminato l'erba nei campi da gioco, piantato centinaia di alberi, preparato orti, registrato canzoni e video per sensibilizzare sulla diffusione del Coronavirus. Tutte le attività sono state coordinate da don Roger. Ordinato sacerdote nel 2018, è al suo primo incarico. (Patrizia Caiffa - Sir)

Migrantes: a Torino il Corso di Alta Formazione

18 Agosto 2020 -
Roma – Si svolgerà a Pianezza (Torino), dal 31 agosto al 4 settembre,  la prima edizione del Corso di alta formazione organizzata dalla Fondazione Migrantes  in collaborazione con il SIMI (Scalabrini International Migration Institute).
Si tratta di un novità, creata dopo che molti direttori diocesani Migrantes avevano manifestato la volontà di occasioni per continuare ad incontrarsi e a formarsi. Secondo le previsioni il Corso si terrà ogni anno nella regione italiana scelta per la celebrazione solenne della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, in modo anche da valorizzare le buone pratiche presenti nei nostri uffici territoriali, spiega la Migrantes. Quest'anno la regione ecclesiastica scelta per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato è Piemonte-Valle d'Aosta. Il 27 settembre la celebrazione eucaristica principale si terrà a Torino, presieduta dall'arcivescovo, mons. Cesare Nosiglia e sarà trasmessa, alle ore 11, da Rai Uno.

R.I.

 

Migrantes Asti: da domani il progetto “Migrantespoint”

14 Agosto 2020 - Asti – “Migrantespoint”. Questo il progetto promosso dall’Ufficio Migrantes di Asti e che partirà il prossimo 18 agosto. Si tratta di un centro di ascolto e servizi rivolto agli stranieri presenti nel territorio diocesano. Il progetto nasce dal dialogo dell’Ufficio con le diverse comunità etniche presenti e dalla consapevolezza delle “molteplici difficoltà che devono affrontare i cittadini di origine straniera nel comprendere il funzionamento delle procedure italiane per quanto riguarda documenti, accesso ai servizi, ricerca del lavoro e della casa”. Da qui la necessità di un luogo dove “non solo si possano reperire informazioni utili, ma anche imparare a diventare autonomi e gestire in modo indipendente il proprio futuro, un luogo dove gli stranieri possano sia ottenere risposta alle domande circa documenti, accesso a possibilità di istruzione, lavoro e abitare, ma anche un accompagnamento nei vari percorsi, non un semplice sportello, ma uno strumento di riscatto e d’emersione”, spiegano a Migrantes. Per questo saranno presenti dal martedì al sabato, in via Carducci 22, due operatori e una rete di volontari delle diverse comunità etniche. Figura preziosa sarà anche un mediatore culturale, che si occuperà di accompagnare fisicamente le persone nello sbrigare le varie necessità (es. accompagnare in questura, in ospedale, al centro per l’impiego e così via) e prendere consapevolezza della realtà astigiana. Lo sportello, inoltre, prevede di diventare un polo di incontri di orientamento e formazione sulle varie tematiche di interesse del mondo migrante. Per informazioni è possibile  scrivere a migrantespoint@gmail.com.

R.Iaria

Lesbo: in pellegrinaggio al Lifejacket Graveyard il “cimitero dei giubbotti di salvataggio”

17 Agosto 2020 - Lesbo - Una croce fatta col legno delle barche naufragate sulle coste di Lesbo ha accompagnato il pellegrinaggio silenzioso di una delegazione della Comunità di Sant'Egidio al luogo dove vengono gettati i giubbotti di salvataggio e i gommoni dei viaggi verso l'Europa. Raccontano tanta ingiustizia e sofferenza i poveri effetti personali - giacche a vento, biberon, radioline - in questo “che è un non-luogo, che non ha neppure un nome” ed e genericamente indicato come "Lifejacket Graveyard": un “simbolo evidente della chiusura dell'Europa” e di quella "cultura dello scarto" di cui parla papa Francesco. Insieme ai 30 volontari, provenienti da Italia, Polonia, Spagna e Ungheria, in questi giorni sull'isola greca, alcuni rifugiati afgani, siriani e di vari paesi africani, che conoscono bene quel breve e pericolosissimo tratto di mare che separa la Turchia dalla Grecia: in esso “hanno perso la vita loro sorelle, fratelli e amici”, spiega la Comunità di Sant’Egidio. Dopo la preghiera della croce e l'invocazione per la protezione di Maria sulla vita di tutti i migranti, è stato deposto un mazzo di fiori in memoria delle vittime.  

Emigrazione italiana: domani la notte dei ricercatori

17 Agosto 2020 - Paludi - Nuovo appuntamento per il "Piccolo Festival delle Spartenze", promosso dall'Associazione asSud e giunto quest'anno alla quinta edizione. Sarà l'occasione, per diversi studiosi di origine calabrese e italiana che vivono all'estero e all'estero si sono affermati dal punto di vista culturale e professionale. In particolare studiosi e ricercatori  che si stanno occupando specificatamente della pandemia in corso. Sarà una notte Covid, dove gli ospiti si confronteranno sulle ultime novità circa gli esiti dell’analisi del virus e delle disposizioni legislative in materia, spiega il direttore del Festival, Giuseppe Sommario che domani sera sarà collegato da un luogo emblematico della diaspora calabrese del territorio del rossanese:  l’Abbazia di Santa Maria ad Gruttam, davanti alla quale gli emigranti si recano prima di partire. All'evento parteciperanno parlamentari di origine calabrese  eletti in Calabria e all’estero, che daranno il loro contributo circa l’impegno della politica nella questione dell’emigrazione universitaria e interagiranno con i protagonisti della serata. Con loro i sindaci dei due borghi dell’entroterra che condividono la bellezza dell’Abazia di Santa Maria ad Gruttam, Cropalati e Paludi e il parroco don Agostino De Natale. A parlare della loro attività sul fronte Civid19, via web e in presenza, saranno Federico Caobelli, medico specialista, responsabile della diagnostica cardionucleare presso l’ospedale universitario di Basilea; Rosa Manzo, ricercatrice con esperienza in diritto internazionale generale e diritto ambientale internazionale nella città di Oslo; Laura Surace, specializzata in “Molecular Biology and Genetic” che conduce i suoi studi sul sistema immunitario e le malattie complesse in Francia presso l’Istituto Pasteur e Romina Vuono, esperto in Biotecnologie e Bio-Patologia Molecolare che opera nell’università di Kent. È possibile interagire con loro attraverso domande e quesiti da inviare alla mail segreteriadellespartenze@gmail.com oppure tramite i commenti della Diretta Facebook. Durante la serata, verrà presentata inoltre una nuova collana diretta da Giuseppe Sommario ed edita dall'editore rossanese Ferrari.

R.Iaria

Latina: minacce al sociologo Omizzolo per il suo impegno accanto ai braccianti migranti.

17 Agosto 2020 - Latina - “Qualcuno chiama alle 08.00 del mattino. Numero sconosciuto. Voce maschile…Dice che ‘devo smetterla con le mafie... perché ci stai facendo perdere la pazienza’ (traduzione mia). Continua con altre minacce e accuse. Lo avverto (con toni e parole, devo dire la verità, poco carine) che denuncerò tutto alla polizia e che non mi faccio intimidire da nessuno”. Lui risponde male dicendo che non gliele importa nulla e Omizzolo gli dice “Allora se sei così coraggioso dimmi come ti chiami. “Attacca subito dopo. Sono solo vigliacchi senza dignità”. A descrivere quanto accaduto è lo stesso giornalista e sociologo, Marco Omizzolo che nei giorni scorsi ha ricevuto minacce per il suo impegno a favore dei braccianti agricolo, soprattutto migranti, impegnati nella zona di Latina e dintorni. Omizzolo ha ricevuto una serie di messaggi di solidarietà: tra queste quella del sindaco di Latina Damiano Coletta e il direttore generale della Fondazione Migrantes, don Gianni De Robertis.

La vita inizia con l’incontro con i fratelli e tra i fratelli: la storia di Adam

14 Agosto 2020 - Salerno - 6 agosto 2019 “si fa doccia nudo in strada”... arrestato... portato in carcere...Ma chi era? "Un ragazzo nigeriano di circa 30 anni, viveva in strada, mangiava in strada, dormiva in strada, non parlava con nessuno, aveva paura della confusione, aveva delle problematiche di socializzazione e di relazione". Lo racconta il direttore dell'Ufficio Migrantes Salerno-Campagna-Acerno, Antonio Bonifacio parlando della storia di Adam, un senza fissa dimora. "Dopo un procedimento giudiziario per far riconoscere la sua difficoltà psichiatria che aveva necessità di una Cura non di una Repressione - racconta Bonifacio -  viene accolto in una esperienza cristiana cattolica per farlo iniziare a vivere quella 'umanità' di cui aveva bisogno. Cose semplici: un letto, una doccia, vestiti e,  cosa forse determinante fratelli che si prendono cura del fratello. Inizia il suo parlare, il suo aver cura di se, aver attenzione nel vestirsi, nel lavarsi, il raccontare la sua storia, l'aver cura degli spazi dove viveva. Il dialogo ed impegno condiviso con l'Asl porta all'accoglienza in un centro specializzato per la cura del suo disagio e quindi l'inserimento in una comunità con il recupero giorno per giorno della sua socialità". Dopo un anno... 10 agosto 2020 inizia un lavoro... inizia un nuovo cammino di vita...  "La vita inizia con l'incontro con i fratelli e tra i fratelli", spiega Bonifacio.

GMMR: il quarto video di Papa Francesco in preparazione alla Giornata

14 Agosto 2020 - Città del Vaticano - Domenica 27 settembre 2020, si celebrerà la 106° Giornata Mondiale dei Migranti e dei Rifugiati (GMMR). Quest’anno, con il titolo “Come Gesù Cristo, costretti a fuggire”, Papa Francesco invita a scoprire la realtà degli sfollati interni in modo più profondo. Ogni mese, un video di Papa Francesco e altri materiali multimediali approfondiscono i sotto-temi presenti nel Messaggio. Il tema di questo mese, il quarto, il Papa esplora il sotto-tema “Condividere per crescere”. Il video offre la testimonianza di vita vera di una persona sfollata interna che spiega come come la condivisione ci rende più umani, ci fa credere di più in Dio e sente che siamo i Suoi figli. Nel video, Papa Francesco esorta a condividere per crescere insieme, senza escludere nessuno (Il video si può scaricare dalla Sezione Migranti e Rifugiati del Dicastero per lo Sviluppo Umano Integrale).