Primo Piano
Il senso del Natale
Festival della Migrazione: “soddisfatti del superamento dei decreti sicurezza”
Migrantes Cosenza-Bisignano: domenica messa con i migranti presieduta da mons. Nolè
Eurostat: pandemia frena arrivi e richieste di asilo
Roma - Durante il terzo trimestre del 2020, 111.700 richiedenti asilo per la prima volta hanno presentato domanda di protezione internazionale negli Stati membri dell’Unione europea. Lo segnala Eurostat in occasione della Giornata del migrante, registrando un aumento del 132% rispetto al secondo trimestre del 2020. “Tuttavia, nonostante questo aumento, il numero di domande era ancora inferiore a quello dei periodi di rendicontazione pre Covid-19 del terzo (159.900) e del quarto trimestre del 2019 (177.200). Con 18.100 richiedenti per la prima volta nel terzo trimestre del 2020, i siriani sono rimasti il gruppo più numeroso di persone in cerca di protezione internazionale, davanti agli afgani (11.200 richiedenti per la prima volta) e ai venezuelani (9.600). Il numero più alto di richiedenti è stato registrato in Germania (con 27.200 richiedenti), seguita dalla Spagna (26.900) e Francia (21.700). “Le domande di protezione internazionale pendenti sono quelle che sono state presentate in qualsiasi momento e sono ancora all’esame delle autorità nazionali competenti alla fine del periodo di riferimento. In altre parole, si riferiscono allo stock di domande per le quali le decisioni sono ancora in sospeso. Alla fine di settembre 2020, 790.800 domande di protezione erano all’esame delle autorità nazionali”.
Scalabriniani: “Commissione Ue e Stati membri si facciano garanti del pieno rispetto delle norme più basilari del diritto comunitario e internazionale”
Roma - “Risulta che, alla data di ottobre 2020, siano 6.770 i richiedenti asilo e migranti accolti in campi situati nella Federazione della Bosnia Erzegovina. Si stima che il numero di coloro che dormono all’addiaccio o in palazzi abbandonati nel Cantone di Una Sana e altrove nel Paese va da 2.000 a 3.500 persone”. Questi i numeri che “Dunja Mijatović, Commissaria per i diritti umani del Consiglio d’Europa ha messo nero su bianco pochi giorni fa, supportati dai recenti video ‘rubati’ alle frontiere interne ed esterne dell’Ue e divenuti virali a conferma delle accuse già presentate in questi anni”: lo ricorda una nota diffusa oggi dai Missionari Scalabriniani, in occasione della Giornata internazionale per i diritti dei migranti. “Quei fotogrammi raccolti sul campo non lasciano troppi dubbi, le sequenze sono dure, le urla sono intollerabili. Colpiscono in particolare le clip ‘riprese’ da un ragazzo afghano che dice di aver nascosto il cellulare negli slip ed aver potuto così girarle e alla fine denunciare l’accaduto”, sottolinea fratel Gioacchino Campese, presidente della Ascs-Agenzia Scalabriniana per la cooperazione allo sviluppo.“Le riammissioni a catena, denuncia anche l’Ics (Consorzio Italiano di Solidarietà-Ufficio rifugiati di Trieste), con cui dal confine italo–sloveno ‘si deportano illegalmente i rifugiati fino in Bosnia, hanno l’effetto di esporre le persone a condizioni inumane e a un rischio di morte: vanno pertanto immediatamente fermate’. E fatti simili – prosegue la nota dei Missionari Scalabriniani – accadono anche in Bosnia dove vengono da tempo denunciati episodi di violenza ed uso estremo della forza da parte della polizia”. Di qui la denuncia: “Come Missionari Scalabriniani, nell’occasione della Giornata internazionale per i diritti dei migranti 2020, ripetiamo che non è accettabile restare muti una volta di più su questi respingimenti violenti, utilizzati, di fatto, come principale se non unico ‘strumento di controllo dei confini’ con gli Stati europei”. E l’appello: “La Commissione europea e gli Stati membri della Ue, inclusa l’Italia, devono con urgenza farsi garanti del pieno rispetto delle norme più basilari del diritto comunitario e internazionale, attualmente calpestate e ignorate di fatto”.
Cagliari: domani l’incontro di mons. Baturi con il mondo migrante
BeWeb: una storia che è generatività
Vangelo Migrante: IV domenica di Avvento (Vangelo Lc 1,26-38)
Migrantes: parte un ciclo di incontri di approfondimento del Rapporto Italiani nel Mondo sulle Province nell’ambito del Festival della Migrazione
Cei: gli auguri a Papa Francesco nel giorno del Suo compleanno
Viminale: da inizio anno sbarcate 33.312 persone migranti sulle coste italiane
Natale: gli auguri “scomodi” di Migrantes, Missio e Caritas Toscana
Parlamento Ue: rivedere accordo di Dublino
Comece: “Covid-19 ha aggravato la situazione dei migranti”
Viminale: da inizio anno sbarcate 33.238 persone migranti
“Prega con noi”: oggi Rosario dalla diocesi di Mantova su Tv2000 e InBlu Radio
Istat: invecchiamento della popolazione residente in Italia rallentato dalla presenza di stranieri più giovani
Roma - “La più giovane struttura per età della popolazione straniera rallenta il processo di invecchiamento della popolazione residente in Italia”. È quanto certifica l’Istat, diffondendo i dati definitivi 2018 e 2019 del “Censimento permanente della popolazione e delle abitazioni”.
L’età media degli stranieri è più bassa di 11,5 anni rispetto a quella degli italiani (34,7 anni contro 46,2 anni nel 2019). Anche il numero di persone che raggiungono l’età da lavoro è superiore rispetto a coloro che stanno per ritirarsi dal lavoro. A beneficiare della più giovane struttura per età degli stranieri sono soprattutto le due ripartizioni del Nord Italia dove si registrano i più bassi valori dell’età media e dell’indice di vecchiaia, nonché le percentuali più alte di bambini in età 0-4 anni (circa il 7%).
Stando ai dati diffusi, la struttura per genere della popolazione residente in Italia si caratterizza per una maggiore presenza di donne. Nel 2019 le donne sono 30.591.392 – il 51,3% del totale – e superano gli uomini di 1.541.296 unità. Anche tra gli stranieri prevalgono di poco le donne. Il genere non costituisce un elemento di differenziazione tra italiani e stranieri, in quanto in entrambi i casi le donne prevalgono, pressoché della medesima entità (51,7% nella popolazione straniera e 51,2% per quella italiana).
Italiani nel Mondo: continua il percorso di avvicinamento al II Congresso FAIM
Roma - La Commissione congressuale FAIM (Forum della Associazioni Italiane nel Mondo), composta da 27 membri provenienti da molte parti del mondo, continua il suo percorso di avvicinamento al II Congresso FAIM che, causa pandemia covid tutt’ora persistente, è stato posticipato al 2021. Nell’ultimo incontro dell’11 dicembre scorso la Commissione ha concordato di elaborare una traccia di documento congressuale da discutere prima e durante il Congresso per permettere un apporto significativo di tutti i soci.
Per l’elaborazione del documento congressuale, i componenti la Commissione hanno deciso di impegnarsi su quattro Focus tematici dai quali scaturirà il documento ufficiale quale file rouge del prossimo Congresso: Nuova emigrazione, cambiamenti della struttura quantitativa e qualitativa delle nostre collettività, nuovi fabbisogni e soluzioni; 2. Forme di partecipazione e rappresentanza Comites, Cgie, relazioni con Parlamento, governo, Maeci, Regioni, ecc.; Processi di aggregazione sociale e di integrazione in relazione agli attuali processi migratori. Le ragioni del FAIM e la centralità dell’Associazionismo e sue prospettive in ambito europeo e mondiale; Informazione e Comunicazione nel FAIM e tra l’Associazionismo.