Primo Piano

Campagna “Io accolgo”: “primo passo” il superamento dei decreti sicurezza ma “resta molto da fare”

21 Dicembre 2020 - Roma - “Un primo risultato positivo, utile e importante per aprire un nuovo ciclo di riforme sull’intera gestione del sistema immigrazione in Italia”. Con queste parole i rappresentanti della campagna IoAccolgo salutano la conversione in legge dei Decreti Immigrazione avvenuta n Senato. “Crediamo che sia anche una nostra prima vittoria, sin dall’inizio abbiamo contrastato in tutti i modi le evidenti storture presenti nei decreti Salvini che ora vengono superati, anche se ancora non in maniera definitiva e abbiamo lavorato insieme per una nuova normativa che rispettasse i diritti dei cittadini migranti, sottolineano i promotori della Campagna in un post su facebook.

Il senso del Natale

21 Dicembre 2020 - Città del Vaticano - In questo tempo segnato dalla pandemia, celebrare il Natale ha un sapore diverso. Le nostre strade portano già i segni della festa, forse ancora più evidenti di altri anni, quasi un modo per esorcizzare preoccupazioni e sofferenze. Ci sono tutte le apparenze della festa, il Natale è già alle porte, ma c’è un’euforia diversa, un modo altro di vivere queste giornate di attesa. Siamo chiamati a compiere azioni che contrastano con il clima natalizio, con quel desiderio di feste, cenoni e riunioni di parenti, che ha sempre accompagnato questi giorni, forse facendoci dimenticare chi è il festeggiato. Come a Betlemme, rischiamo di lasciare fuori dalla porta delle nostre case l’unico ospite necessario, colui che ha scelto di nascere povero tra i poveri, in una mangiatoia. Questo Natale, chiede Papa Francesco all’Angelus, sia per ognuno occasione di rinnovamento interiore, di preghiera, di conversione, di passi avanti nella fede e di fraternità tra noi. “Guardiamoci intorno, guardiamo soprattutto a quanti sono nell’indigenza: il fratello che soffre, dovunque si trovi, il fratello che soffre ci appartiene. È Gesù nella mangiatoia: chi soffre è Gesù”. Il Natale, afferma il Papa, sia una vicinanza a Gesù in questo fratello e in questa sorella. È “il presepe al quale dobbiamo recarci con solidarietà”, dove “incontreremo davvero il Redentore nelle persone che hanno bisogno”. Il senso del Natale, “di questa festa che è soprattutto dono”, ci dice Francesco, è Dio che “dimora con l’uomo e ogni uomo può trovare in lui, in Cristo, la sua casa”. Ancora è “gratuità in Dio che sceglie di farsi uomo in uno sconosciuto villaggio della Galilea, in un contesto familiare fatto di gioie e di povertà. In Cristo appare al mondo come qualcosa di inatteso, capace però di capovolgere i criteri umani”. In questa ultima domenica di Avvento Luca, nel suo Vangelo, ci consegna l’immagine di Maria e del suo “sì”; come già nel giorno dell’Immacolata, l’8 dicembre, ascoltiamo l’annuncio dell’angelo alla ragazza di Nazareth, una donna di una povera regione ai margini della Terra Santa, alla periferia, si potrebbe dire, dell’Impero romano. Luca ci presenta prima Elisabetta “sterile e avanti negli anni”, e il marito Zaccaria cui l’angelo annuncia che sua moglie darà alla luce un figlio e si chiamerà Giovanni, perché “nulla è impossibile a Dio”. Poi ecco Maria cui l’angelo annuncia che “il Signore è con te”, lei che è “piena di grazia”. Dice il Papa: “sembra un annuncio di pura gioia, destinato a fare felice la Vergine: chi tra le donne del tempo non sognava di diventare la madre del Messia? Ma, insieme alla gioia, quelle parole preannunciano a Maria una grande prova”. Era promessa sposa a Giuseppe – padre della tenerezza, dell’obbedienza, dell’accoglienza; padre nell’ombra, nelle definizioni di Papa Francesco nella Lettera apostolica Patris corde – e per la Legge di Mosè non poteva avere altri rapporti, pena la condanna alla lapidazione. Per Maria una “scelta cruciale”: dire “sì” a Dio rischiando tutto, compresa la vita, oppure declinare l’invito e andare avanti con il suo cammino ordinario”. Lei risponde: “avvenga per me secondo la tua parola”. Ecco il sì, il “fiat”, spiega il Papa che “indica un desiderio forte, indica la volontà che qualcosa si realizzi”. Non dice “se deve avvenire, avvenga”, oppure “se non si può fare altrimenti”. Non è rassegnazione, non è “accettazione debole e remissiva […], non è passiva, è attiva. Non subisce Dio, aderisce a Dio. È un’innamorata disposta a servire in tutto e subito il suo Signore”. Non perde tempo a riflettere, non chiede spiegazioni, non cerca risposte per essere certa di non incorrere nella legge mosaica. “Non fa aspettare Dio, non rinvia”. Non dice domani: “quante volte la nostra vita è fatta di rinvii”. È un sì pronto, coraggioso. In questo tempo difficile di pandemia, anziché lamentarci “facciamo qualcosa per chi ha di meno: non l’ennesimo regalo per noi e per i nostri amici, ma per un bisognoso cui nessuno pensa”. L’altro consiglio è andare a pregare; dice Francesco: “non lasciamoci ‘portare avanti’ dal consumismo”, che ci ha sequestrato il Natale. “Il consumismo non è nella mangiatoia di Betlemme: lì c’è la realtà, la povertà, l’amore”. (Fabio Zavattaro - Sir)

Festival della Migrazione: “soddisfatti del superamento dei decreti sicurezza”

19 Dicembre 2020 - Modena  - “Al termine del festival della Migrazione abbiamo posto all’attenzione una agenda con proposte per una gestione seria e articolata delle politiche migratorie. Tra questi punti il superamento dei cosiddetti ‘decreti sicurezza’. Salutiamo con favore l'approvazione del nuovo decreto e auspichiamo che la nostra agenda venga assunta come un programma per questa legislatura”. Lo afferma Edoardo Patriarca, portavoce del Festival della Migrazione. L’agenda proposta a fine novembre, infatti, sui decreti sicurezza diceva: “Anzitutto salutiamo con favore il decreto ‘Lamorgese’: reintroduce una forma di protezione umanitaria per gestire i casi che non rientrano nella rigida normativa per i rifugiati, archivia la criminalizzazione delle Ong (anche se le multe, seppur ridotte, rimangono), reintroduce modalità di assistenza nei confronti dei richiedenti asilo puntando sulla collaborazione con gli enti locali, consente l’iscrizione anagrafica nei comuni di residenza, pone il divieto di espulsione per chi ha conseguito una vita strutturata in Italia. Auspichiamo sia l’inizio per promuovere nuove forme di partecipazione e coprogettazione, una visione che oltre alla logica dell’accoglienza e della protezione possa inverare anche la politica dell’inclusione con una rete diffusa su tutto il territorio che sia sottratta all’emergenza e coinvolga quanto più è possibile il dinamismo del Terzo Settore e degli Enti Locali”. Patriarca conclude: “Abbiamo chiuso una stagione davvero triste e inutile e siamo tornati a due anni fa. Ora chiediamo alla politica, presente durante le giornate del nostro festival, di valutare con serietà le proposte della nostra agenda”.

Migrantes Cosenza-Bisignano: domenica messa con i migranti presieduta da mons. Nolè

18 Dicembre 2020 -   Cosenza - Domenica 20 dicembre l'arcivescovo di Cosenza - Bisignano, mons. Francesco Nolè, incontrerà le comunità migranti e con lor celebrerà una liturgia eucaristica nella cattedrale di Cosenza. “Sarà un momento per celebrare il Natale e per ritrovarci con le comunità migranti”, dice Pino Fabiano, direttore della Migrantes diocesana. Alla celebrazione saranno così presenti la comunità filippina, ucraina, russa, ecuadoregna, bulgara, rumena, polacca e africana anglofona. “In un momento dove ancora risulta complicato pensare di organizzare anche momenti di socialità, ci è sembrato doveroso ritrovarci per pregare insieme al nostro vescovo e a quanti vorranno unirsi insieme a noi nella preghiera sempre nel rispetto delle norme anti-Covid”, aggiunge Fabiano che ha promosso l'incontro.

Eurostat: pandemia frena arrivi e richieste di asilo

18 Dicembre 2020 -

Roma - Durante il terzo trimestre del 2020, 111.700 richiedenti asilo per la prima volta hanno presentato domanda di protezione internazionale negli Stati membri dell’Unione europea. Lo segnala Eurostat in occasione della Giornata del migrante, registrando un aumento del 132% rispetto al secondo trimestre del 2020. “Tuttavia, nonostante questo aumento, il numero di domande era ancora inferiore a quello dei periodi di rendicontazione pre Covid-19 del terzo (159.900) e del quarto trimestre del 2019 (177.200). Con 18.100 richiedenti per la prima volta nel terzo trimestre del 2020, i siriani sono rimasti il gruppo più numeroso di persone in cerca di protezione internazionale, davanti agli afgani (11.200 richiedenti per la prima volta) e ai venezuelani (9.600). Il numero più alto di richiedenti è stato registrato in Germania (con 27.200 richiedenti), seguita dalla Spagna (26.900) e Francia (21.700). “Le domande di protezione internazionale pendenti sono quelle che sono state presentate in qualsiasi momento e sono ancora all’esame delle autorità nazionali competenti alla fine del periodo di riferimento. In altre parole, si riferiscono allo stock di domande per le quali le decisioni sono ancora in sospeso. Alla fine di settembre 2020, 790.800 domande di protezione erano all’esame delle autorità nazionali”.

Scalabriniani: “Commissione Ue e Stati membri si facciano garanti del pieno rispetto delle norme più basilari del diritto comunitario e internazionale”

18 Dicembre 2020 -

Roma - “Risulta che, alla data di ottobre 2020, siano 6.770 i richiedenti asilo e migranti accolti in campi situati nella Federazione della Bosnia Erzegovina. Si stima che il numero di coloro che dormono all’addiaccio o in palazzi abbandonati nel Cantone di Una Sana e altrove nel Paese va da 2.000 a 3.500 persone”. Questi i numeri che “Dunja Mijatović, Commissaria per i diritti umani del Consiglio d’Europa ha messo nero su bianco pochi giorni fa, supportati dai recenti video ‘rubati’ alle frontiere interne ed esterne dell’Ue e divenuti virali a conferma delle accuse già presentate in questi anni”: lo ricorda una nota diffusa oggi dai Missionari Scalabriniani, in occasione della Giornata internazionale per i diritti dei migranti. “Quei fotogrammi raccolti sul campo non lasciano troppi dubbi, le sequenze sono dure, le urla sono intollerabili. Colpiscono in particolare le clip ‘riprese’ da un ragazzo afghano che dice di aver nascosto il cellulare negli slip ed aver potuto così girarle e alla fine denunciare l’accaduto”, sottolinea fratel Gioacchino Campese, presidente della Ascs-Agenzia Scalabriniana per la cooperazione allo sviluppo.“Le riammissioni a catena, denuncia anche l’Ics (Consorzio Italiano di Solidarietà-Ufficio rifugiati di Trieste), con cui dal confine italo–sloveno ‘si deportano illegalmente i rifugiati fino in Bosnia, hanno l’effetto di esporre le persone a condizioni inumane e a un rischio di morte: vanno pertanto immediatamente fermate’. E fatti simili – prosegue la nota dei Missionari Scalabriniani – accadono anche in Bosnia dove vengono da tempo denunciati episodi di violenza ed uso estremo della forza da parte della polizia”. Di qui la denuncia: “Come Missionari Scalabriniani, nell’occasione della Giornata internazionale per i diritti dei migranti 2020, ripetiamo che non è accettabile restare muti una volta di più su questi respingimenti violenti, utilizzati, di fatto, come principale se non unico ‘strumento di controllo dei confini’ con gli Stati europei”. E l’appello: “La Commissione europea e gli Stati membri della Ue, inclusa l’Italia, devono con urgenza farsi garanti del pieno rispetto delle norme più basilari del diritto comunitario e internazionale, attualmente calpestate e ignorate di fatto”.

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Cagliari: domani l’incontro di mons. Baturi con il mondo migrante

18 Dicembre 2020 - Cagliari – Domani, sabato 19 dicembre 2020, dalle ore 9 alle 13.30, l’arcivescovo di Cagliari, Mons. Giuseppe Baturi incontrerà le comunità di immigrati presenti nel territorio diocesano in Episcopio nell’ambito dell’iniziativa È Natale, il vescovo incontra gli immigrati. Promossa dalla Caritas diocesana di Cagliari in collaborazione con l’Ufficio diocesano Migrantes l’iniziativa vedrà la presenza delle autorità locali, del direttore della Caritas diocesana don Marco Lai e del direttore dell’Ufficio diocesano Migrantes p. Stefano Messina, oltre che dei rappresentanti delle principali comunità immigrate di diverse nazionalità, nel pieno rispetto delle normative anti-covid. L’iniziativa prevede un momento di saluto e conoscenza, in cui le singole comunità, divise in gruppi, saliranno nella sede vescovile per lo scambio di auguri e per un’offerta reciproca del messaggio di pace, sulla linea dall’ultima enciclica di Papa Francesco Fratelli tutti, in cui quest’ultimo considera indispensabile, riconoscendo la dignità di ogni persona umana, “far rinascere tra tutti un’aspirazione mondiale alla fraternità”  

BeWeb: una storia che è generatività

18 Dicembre 2020 - Il 20° anniversario di BeWeb (Beni ecclesiastici in web) permette una riflessione sul senso del tempo, sugli anni passati e su quelli che si aprono. Papa Francesco nella Evangelii gaudium esprime un principio che può accompagnare e sostenere il ragionamento: “Il tempo è superiore allo spazio”. Credo che tra i suoi significati ci sia anche il privilegiare le azioni che generano nuovi dinamismi culturali e mediatici, coinvolgendo persone e gruppi che li porteranno avanti, finché fruttifichino in importanti avvenimenti storici. È generatività perché non ci si accontenta d’iniziare, ma si vuole portare avanti. È tensione e responsabilità per il futuro. È generatività perché non si pretende di fare da soli, ma si vuole coinvolgere, nutrire speranza per chi verrà dopo e non interrompere il patto generazionale. BeWeb riassume questo patto di generatività che lega passato, presente e futuro. (Vincenzo Corrado)

Vangelo Migrante: IV domenica di Avvento (Vangelo Lc 1,26-38)

17 Dicembre 2020 - Dove abita Dio? Dire: ‘in cielo, in terra e dappertutto’, è una risposta alquanto vaga. Nel Vangelo odierno, l’annuncio dell’angelo e il sì di Maria, invece, ci dicono che Dio abita dove lo si lascia entrare. Il resto è girare attorno e fare come Davide (prima lettura) che alla fine di una vita costellata di vantaggi e di successi ottenuti in nome di Dio, si accorse di una grave dimenticanza: Dio non aveva ancora una casa, abitava sotto una tenda. Per rimediare, avrebbe voluto costruirgli un tempio, ma Dio non volle. Non poteva accontentarsi di una casa accanto a quella di Davide. Dio voleva una casa insieme a lui. E Dio stesso la realizzerà: sarà una casa nuova e diversa rispetto a quella progettata dal Re. Sarà una casa nella quale Dio sarà Padre e Davide, e la sua discendenza, saranno figli. Davide è una profezia: parla di noi, del destino di ogni uomo e dell’umanità nel suo insieme. Preoccupati da forme di paura e occupati in fatiche per costruirci una casa, un territorio nostro, anche con dei confini marcati, alla fine ci accorgiamo che Dio è rimasto fuori. Dio è un ‘attendato’, … o un naufrago. A differenza di Davide, Maria si dichiara da subito “la serva del Signore”, totalmente disponibile alla Sua iniziativa. Rassicurata dall’angelo, abbandona i suoi progetti: “avvenga per me secondo la tua parola”. Maria apre la porta del suo cuore a Dio, lo lascia entrare. Offre la sua umile disponibilità alla collaborazione, consapevole della povertà delle proprie risorse, ma certa che Dio le renderà sufficienti per l’opera che deve compiere. Intuisce che il compito è difficile ed esigente, percepisce però di non essere sola, sa di poter trovare gioia facendosi serva e fidandosi della parola del Signore. Maria lascia che si edifichi nel suo grembo il perfetto tempio di Dio. Non una costruzione fatta da mano d’uomo, ma dall’opera del Padre che attraverso l’azione dello Spirito Santo, e la disponibilità di un’umile ragazza d’Israele, realizza l’incarnazione del Verbo, appunto il perfetto tempio di Dio. Tocca agli uomini diventare il tabernacolo di un Dio che si fa uomo. E noi, quell’Uomo, lo lasciamo entrare? Sappiamo accoglierlo? Siamo consapevoli che Dio rende sempre sufficienti le nostre povere risorse, se sappiamo fidarci di Lui? Oppure viviamo ancora nell’illusione e nell’affanno di costruirci una casa, una patria da soli, con recinti e steccati, per dare un senso alla nostra vita? Se non ci liberiamo da questa illusione e da questa presunzione, inevitabilmente la nostra vita sarà affannosa e affannata. E, alla fine, sterile e inutile. p. Gaetano Saracino

Migrantes: parte un ciclo di  incontri di approfondimento del Rapporto Italiani nel Mondo sulle Province nell’ambito del Festival della Migrazione

17 Dicembre 2020 - Roma - Prende il via un ciclo di videoconferenze dedicate allo “Speciale Province d’Italia 2020” contenuto nel Rapporto Italiani nel Mondo 2020 (RIM), promosso dalla Fondazione Migrantes nell’ambito del Festival della Migrazione.  Il 18 dicembre, dalle 16 alle 18, primo appuntamento, alcuni degli autori della quindicesima edizione del RIM si troveranno a dialogare sul tema della mobilità italiana e delle aree interne, in collaborazione con l’Università di Ginevra. L’attuale mobilità non è una questione solo del Nord Italia. Che tra il Settentrione e il Meridione di Italia vi siano divari profondi è storia conosciuta, quanto questi divari abbiano a che fare con la mobilità spesso lo si ignora, così come si è poco consapevoli che la narrazione di una nuova mobilità, soprattutto dal Nord Italia, spesso urta con la realtà. Il vero divario non è tra Nord e Sud, ma tra città e aree interne. Sono luoghi che si trovano al Sud ma anche al Nord, ma che al Sud diventano doppia perdita: verso il Settentrione e verso l’estero. A svuotarsi ancora sono i territori già provati da spopolamento, senilizzazione, da eventi calamitosi o da sfortunate congiunture economiche. Nel primo appuntamento si punteranno i riflettori sulle province di Avellino, Bergamo, Cosenza, Potenza, Terni, Oristano, Vicenza.  A introdurre e coordinare i lavori sarà Delfina Licata, curatrice e caporedattrice del RIM. Interverranno: per Bergamo, Paolo Barcella; per Cosenza, Giuseppe Sommario; per Potenza, Donato Di Sanzo; per Terni, Gianluca Gerli; per Oristano, Marisa Fois; per Vicenza, Giuseppe Casarotto. Le conclusioni saranno affidate a Toni Ricciardi, membro della Commissione Scientifica del RIM. È possibile seguire l’evento sulla home page di www.festivalmigrazione.it oppure sulla pagina https://www.facebook.com/festivalmigrazione o, ancora, sul canale https://www.youtube.com/channel/UCIkQTdGqDl_CurK0NGzezdg  

Cei: gli auguri a Papa Francesco nel giorno del Suo compleanno

17 Dicembre 2020 - Roma - La Presidenza della CEI ha inviato un messaggio di auguri a Papa Francesco per il Suo compleanno. “Nella giornata in cui compie gli anni, la Chiesa che è in Italia nel porgerLe gli auguri eleva al Signore la lode e il ringraziamento. Nell’assicurarLe la preghiera di tutte le nostre Comunità, Le rinnoviamo l’impegno a vivere il Suo insegnamento e la Sua testimonianza di vita. Su un tracciato sicuro: l’amore!”, scrive la presidenza Cei. “Grazie Padre Santo, si legge ancora, per averci ricordato la fonte dell’amore. Nell’assicurarLe la preghiera di tutte le nostre Comunità, Le rinnoviamo l’impegno a vivere con gratitudine e speranza il Suo insegnamento e la Sua testimonianza di vita. Su un tracciato sicuro: l’amore! Qui i testo integrale.

Viminale: da inizio anno sbarcate 33.312 persone migranti sulle coste italiane

17 Dicembre 2020 -
Roma - Sono 33.312 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane da inizio anno. Degli oltre 33.300 migranti sbarcati in Italia nel 2020, 12.731 sono di nazionalità tunisina (38%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Bangladesh (4.132, 12%), Costa d’Avorio (1.807, 6%), Algeria (1.379, 4%), Pakistan (1.358, 4%), Egitto (1.206, 4%), Sudan (1.099, 3%), Marocco (996, 3%), Afghanistan (950, 3%), Somalia (876, 3%) a cui si aggiungono 6.778 persone (20%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione.

Natale: gli auguri “scomodi” di Migrantes, Missio e Caritas Toscana

17 Dicembre 2020 - Firenze - “È un Natale diverso quello che ci prepariamo a vivere... Un Natale diverso perché mancherà sì qualcosa, ma potremo scoprire più da vicino l’essenziale, quello che conta, ciò che non passa e non può essere nascosto per nessun motivo, da nessuna causa: Dio si fa uomo, in Gesù di Nazareth”. E’ quanto si legge in un biglietto di auguri di Migrantes, Missio e Caritas Toscana firmato dal card. Paolo Lojudice, arcivescovo di Siena-Colle Val d’Elsa-Montalcino e dal vescovo di Pescia Roberto Filippini, rispettivamente responsabili per la Conferenza episcopale toscana della Migrantes e del servizio della carità.  Un Natale “più vero – scrivono  - che ci permetterà di scoprirci più vicini anche se distanziati, più aperti anche se col volto in maschera, più disposti a collaborare se scopriamo quanto è importante fare le cose insieme e che, se fatte insieme, producono frutti molto più abbondanti”. Quattro le parole che sul biglietto formare una croce: accogliere, promuovere, proteggere, integrare. “Auguri scomodi per un Natale di fraternità”, è il titolo cmposto da alcune riflessioni di don Tonino Bello e alcuni passaggi dell’enciclica “Fratelli Tutti” di Papa Francesco. Parole che “ci mostrano il volto della Chiesa della misericordia che dona al mondo il volto bello di Dio, infinita tenerezza di padre e di madre”.

Parlamento Ue: rivedere accordo di Dublino

17 Dicembre 2020 -
Bruxelles - Il regolamento Dublino III del 2013 attribuisce “una responsabilità sproporzionata su una minoranza di Stati membri, soprattutto nei periodi di grande afflusso di migranti”. Lo attesta una risoluzione del Parlamento europeo (approvata con 448 voti favorevoli, 98 contrari e 149 astensioni): l’attuale legislazione, in sostanza, non garantirebbe “un’equa ripartizione delle responsabilità tra gli Stati membri né un rapido accesso alle procedure di asilo”. Per questa ragione, gli eurodeputati chiedono “l’introduzione di un meccanismo di solidarietà per garantire la continuità del diritto fondamentale di asilo nell’Unione e la ripartizione delle responsabilità tra gli Stati membri”. “L’inadeguata applicazione della gerarchia dei criteri – aggiunge una nota dell’Eurocamera –, in particolare l’uso eccessivo del criterio del Paese di primo ingresso, e l’inefficace attuazione dei trasferimenti, hanno aumentato la pressione su alcuni Stati”, ovvero Grecia, Italia, Malta, Cipro e Spagna. I deputati “deplorano che il Consiglio, contrariamente al Parlamento, non abbia preso posizione sulla proposta di riforma del regolamento di Dublino del 2016”, bloccando così il processo e lasciando che l’Unione disponesse dello “stesso insieme di norme che si sono dimostrate inefficaci nella gestione di un numero elevato di arrivi”. I deputati chiedono maggiori risorse e capacità per gli Stati membri in prima linea, finché il sistema di Dublino non sarà riformato. Il Parlamento, riunito questa settimana in plenaria, ha adottato, con 512 voto favorevoli, 134 contrari e 49 astensioni, una seconda risoluzione sull’attuazione dell’attuale direttiva sui rimpatri. I deputati sottolineano che “una politica di rimpatrio efficace è uno degli elementi fondamentali di una politica dell’Ue in materia di asilo e di migrazione ben funzionante” e che dal 2015 il numero di decisioni di rimpatrio eseguite è in diminuzione, non necessariamente a causa della diminuzione degli ingressi irregolari. Tuttavia, “l’efficacia della politica Ue di rimpatrio non dovrebbe essere misurata solo in termini di tassi di rimpatrio, ma anche in base alla sostenibilità degli stessi e all’attuazione delle garanzie dei diritti fondamentali, al rispetto delle garanzie procedurali e all’efficacia dei rimpatri volontari”. (G.B. - Sir)

Comece: “Covid-19 ha aggravato la situazione dei migranti”

17 Dicembre 2020 - Roma - Porre “l’essere umano, la dignità umana e il bene comune” al centro dei futuri negoziati sulla proposta di Patto dell’UE sulla migrazione e l’asilo. È quanto chiede la Comece (Commissione degli episcopati dell’Ue) all’Unione europea e ai suoi Stati membri in una Dichiarazione pubblicata in vista della Giornata internazionale dei migranti che si celebra il 18 dicembre. Il testo include una serie di raccomandazioni politiche elaborate da un gruppo di lavoro della Comece, che ha preso in esame il testo proposto dalla Commissione europea il 23 settembre scorso. Gli esperti della Comece hanno quindi messo nero su bianco una serie di considerazioni. “Siamo preoccupati – affermano subito nell’introduzione – per la reale efficacia che il Patto può avere nell’alleviare la difficile situazione, aggravata dal Covid-19, in cui si trovano migranti e rifugiati”. Sono uomini, donne, bambini, in situazioni di vulnerabilità, spesso vittime di tratta, che “necessitano di una speciale attenzione in quanto la pandemia di Covid-19 ha esacerbato la loro povertà, la loro esclusione sociale e la loro stigmatizzazione”.  Per questo, gli esperti della Comece ritengono della “massima importanza istituire un meccanismo equo ed efficace di solidarietà e condivisione delle responsabilità tra gli Stati membri, che metta al centro la dignità umana, oltre al bene comune”. Da questo punto di vista, a parere della Comece, il nuovo meccanismo di solidarietà flessibile proposto nel Patto suscita “diverse preoccupazioni”, in quanto “lascia agli Stati membri la facoltà di decidere se accogliere o meno i richiedenti asilo, che continueranno a gravare ingiustamente sugli Stati membri che si trovano ai confini esterni, in particolare sul confine esterno dell’Europa meridionale”. “L’Ue dovrebbe rispondere il più possibile, in uno spirito di solidarietà e generosità, alle esigenze dei migranti e dei richiedenti asilo, e non solo ridurre le pressioni migratorie aumentando i rimpatri”. La Comece riconosce gli sforzi compiuti dall’Ue per incoraggiare gli Stati membri ad espandere le vie legali di accesso come la “private sponsorship” e i corridoi umanitari ma incoraggia anche a dare ulteriore impulso e sostegno a queste iniziative. Riguardo invece alle frontiere, gli esperti della Comece scrivono: “Temiamo che l’uso di procedure rigorose in materia di asilo e rimpatrio alla frontiera possa in pratica compromettere lo spirito di accoglienza e il diritto di asilo, ridurre i diritti procedurali, mettere in atto una detenzione diffusa e condizioni di accoglienza inadeguate”, con il rischio di aumentare la pressione alle frontiere esterne all’Ue. Secondo gli esperti dei vescovi europei, “la detenzione dovrebbe essere solo una misura di ultima istanza basata su una decisione individuale, strettamente necessaria e proporzionata, limitata nel tempo e regolarmente rivista, che non dovrebbe essere applicata ai bambini o alle donne incinte”. E poi aggiungono: “Sebbene i controlli alle frontiere siano un diritto legittimo degli Stati sovrani, non dovrebbero automaticamente tradursi in muri tra le persone”. La Dichiarazione riserva una attenzione particolare alla situazione umanitaria alle frontiere marittime esterne dell’Ue: in particolare la Manica, le Isole Canarie e il Mar Mediterraneo, dove “un gran numero di persone compie viaggi pericolosi e spesso fatali per raggiungere l’Europa e all’interno dall’Europa il Regno Unito. Occorre fare di tutto – l’appello – per evitare che le coste dell’Ue diventino immensi cimiteri, intensificando le operazioni di ricerca e soccorso”. Il documento si conclude facendo riferimento alla presenza, alle frontiere dell’Ue, di organizzazioni della società civile, chiese e organizzazioni religiose che con il loro operato consentono e favoriscono “un’accoglienza adeguata e umana dei migranti e dei richiedenti asilo” a sostegno quindi delle autorità pubbliche. “Vengono messe a disposizione strutture” che forniscono ai richiedenti asilo e ai migranti assistenza psicologica, fisica, spirituale, religiosa e sociale. “Il loro lavoro – scrivono gli esperti della Comece – deve essere riconosciuto e il sostegno fornito rafforzato e compreso”.  

Viminale: da inizio anno sbarcate 33.238 persone migranti

16 Dicembre 2020 - Roma - Sono 33.238 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane da inizio anno. Il dato è stato diffuso dal ministero degli Interni, considerati gli sbarchi rilevati entro le 8 di questa mattina. Degli oltre 33mila migranti sbarcati in Italia nel 2020, 12.673 sono di nazionalità tunisina (38%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Bangladesh (4.132, 12%), Costa d’Avorio (1.807, 6%), Algeria (1.379, 4%), Pakistan (1.358, 4%), Egitto (1.206, 4%), Sudan (1.099, 3%), Marocco (996, 3%), Afghanistan (950, 3%), Somalia (876, 3%) a cui si aggiungono 6.762 persone (20%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione. Fino ad oggi sono stati 4.298 i minori stranieri non accompagnati ad aver raggiunto il nostro Paese via mare. Il dato, aggiornato al 14 dicembre, è superiore a quello dei minori stranieri non accompagnati sbarcati sulle coste italiane lungo tutto il 2019 (1.680) e nel 2018 (3.536) mentre mostra un calo rispetto al 2017 (15.779).

“Prega con noi”: oggi Rosario dalla diocesi di Mantova su Tv2000 e InBlu Radio

15 Dicembre 2020 - Roma - "Prega con noi" Tv2000 e InBlu Radio invitano i fedeli, le famiglie e le comunità religiose a ritrovarsi, mercoledì 16 dicembre alle 21, per recitare insieme il Rosario che verrà trasmesso da Tv2000 (canale 28 e 157 Sky), InBlu Radio, e su Facebook. La preghiera sarà trasmessa dal Santuario della Beata Vergine Maria delle Grazie a Curtatone, in provincia di Mantova, con Mons. Marco Busca, vescovo di Mantova.  

Istat: invecchiamento della popolazione residente in Italia rallentato dalla presenza di stranieri più giovani

16 Dicembre 2020 -

Roma - “La più giovane struttura per età della popolazione straniera rallenta il processo di invecchiamento della popolazione residente in Italia”. È quanto certifica l’Istat, diffondendo i dati definitivi 2018 e 2019 del “Censimento permanente della popolazione e delle abitazioni”.

L’età media degli stranieri è più bassa di 11,5 anni rispetto a quella degli italiani (34,7 anni contro 46,2 anni nel 2019). Anche il numero di persone che raggiungono l’età da lavoro è superiore rispetto a coloro che stanno per ritirarsi dal lavoro. A beneficiare della più giovane struttura per età degli stranieri sono soprattutto le due ripartizioni del Nord Italia dove si registrano i più bassi valori dell’età media e dell’indice di vecchiaia, nonché le percentuali più alte di bambini in età 0-4 anni (circa il 7%).

Stando ai dati diffusi, la struttura per genere della popolazione residente in Italia si caratterizza per una maggiore presenza di donne. Nel 2019 le donne sono 30.591.392 – il 51,3% del totale – e superano gli uomini di 1.541.296 unità. Anche tra gli stranieri prevalgono di poco le donne. Il genere non costituisce un elemento di differenziazione tra italiani e stranieri, in quanto in entrambi i casi le donne prevalgono, pressoché della medesima entità (51,7% nella popolazione straniera e 51,2% per quella italiana).

Italiani nel Mondo: continua il percorso di avvicinamento al II Congresso FAIM

16 Dicembre 2020 -

Roma - La Commissione congressuale FAIM (Forum della Associazioni Italiane nel Mondo), composta da 27 membri provenienti da molte parti del mondo, continua il suo percorso di avvicinamento al II Congresso FAIM che, causa pandemia covid tutt’ora persistente, è stato posticipato al 2021. Nell’ultimo incontro dell’11 dicembre scorso la Commissione ha concordato di elaborare una traccia di documento congressuale da discutere prima e durante il Congresso per permettere un apporto significativo di tutti i soci. 

Per l’elaborazione del documento congressuale, i componenti la Commissione hanno deciso di impegnarsi su quattro Focus tematici dai quali scaturirà il documento ufficiale quale file rouge del prossimo Congresso: Nuova emigrazione, cambiamenti della struttura quantitativa e qualitativa delle nostre collettività, nuovi fabbisogni e soluzioni; 2. Forme di partecipazione e rappresentanza Comites, Cgie, relazioni con Parlamento, governo, Maeci, Regioni, ecc.; Processi di aggregazione sociale e di integrazione in relazione agli attuali processi migratori. Le ragioni del FAIM e la centralità dell’Associazionismo e sue prospettive in ambito europeo e mondiale; Informazione e Comunicazione nel FAIM e tra l’Associazionismo.  

CEI: oggi la presentazione di un volume sulla fase terminale della vita terrena

16 Dicembre 2020 - Roma -Sarà presentato oggi, mercoledì 16 dicembre, alle ore 10.30, – con una conferenza stampa online – il volume “Alla sera della vita. Riflessioni sulla fase terminale della vita terrena”. Il testo, elaborato dall’Ufficio nazionale per la pastorale della salute, è frutto di una riflessione rigorosa e approfondita, condivisa nella Commissione Episcopale per il servizio della carità e la salute. Si tratta di uno strumento pastorale che indaga con responsabilità e rispetto quel delicato momento dell’esistenza definito “processo del morire”. Se infatti è sempre difficile parlare della morte con serietà e pacatezza, riconoscendo la nostra vulnerabilità e le nostre angosce, tanto più lo è in un tempo in cui l’esperienza della pandemia ha acuito queste paure in modo imprevedibile e dirompente. Con “Alla sera della vita”, l’Ufficio nazionale per la pastorale della salute intende dare il proprio contributo per recuperare la dimensione autenticamente umana del processo del morire, poiché ricercare e attuare ciò che è rispettoso della dignità di ogni persona è pienamente rispondente alla sua missione e all’espressione più autentica dell’agire del credente. Alla conferenza stampa, moderata da Vincenzo Corrado, Direttore dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali, interverranno don Massimo Angelelli, Direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale della salute, Mons. Carlo Redaelli, Arcivescovo di Gorizia e Presidente della Commissione Episcopale per il servizio della carità e la salute, Assuntina Morresi, docente di Chimica Fisica all’Università degli Studi di Perugia e membro del Comitato Nazionale di Bioetica, e don Vito Piccinonna, presidente della Fondazione “Opera Santi Medici Cosma e Damiano - Bitonto - Onlus”.