Primo Piano

Vescovi Europa: provvedere all’attuazione pratica di leggi che esaltino la solidarietà e promuovano la dignità umana

3 Giugno 2021 - Roma - Al termine del seminario congiunto CCEE-SECAM, che si è svolto nei giorni 1 e 2 giugno sul tema: “La solidarietà nella promozione della dignità umana alla luce di Fratelli tutti”, i 20 rappresentanti delle Conferenze Episcopali continentali dell’Africa e dell’Europa hanno approvato un messaggio finale indirizzato a “tutti i nostri fratelli vescovi, sacerdoti, diaconi, religiosi e religiose e fedeli laici della Chiesa di Dio che è in Africa e in Europa”. “Come vescovi e pastori, - scrivono i partecipanti, - riaffermiamo la nostra comunione e collegialità e ci impegniamo a lavorare per promuovere la dignità umana, la fraternità e la solidarietà, che sono al centro dell’esistenza umana e di una pacifica convivenza. Come figli dell’unico Padre, dobbiamo essere aperti gli uni agli altri e lavorare intensamente per costruire un’autentica fratellanza non solo tra le nostre comunità locali ma anche con persone di diversa estrazione culturale, identità razziale ed etnica, posizioni religiose e politiche, status sociale ed economico”. Inoltre, “in un mondo pieno di atteggiamenti di odio, ostilità ed estremismo, violenza e spargimento di sangue (cfr. FT n. 285), invitiamo tutti ad accogliere l’accorato appello del Santo Padre per il dialogo interreligioso come via per stimolare l’amicizia, la pace e l’armonia e per garantire la libertà religiosa, che è un diritto umano fondamentale per tutti i credenti”. E aggiungono: “nel promuovere il dialogo culturale, interreligioso ed ecumenico, e consapevoli che la Chiesa è madre, chiediamo che ogni chiesa locale sia ‘una casa dalle porte aperte’, per sostenere la speranza, costruire ponti, abbattere muri e spargere semi di riconciliazione”. Infine rivolgono un appello ai “leader politici, le autorità civili e gli organismi come l’Unione Africana, l’Unione Europea e le Nazioni Unite” perché si impegnino a “provvedere all’attuazione pratica di leggi e protocolli che esaltino la solidarietà e promuovano la dignità umana. In particolare, a promuovere la difesa della vita, della famiglia, della libertà educativa e religiosa, così come l'accoglienza e l'integrazione dei migranti, e l’accesso universale ai vaccini anti Covid-19”. E invocano “la pace per tutti quei paesi che, in Africa, Europa, Medio Oriente e in tutto il mondo, vivono situazioni di conflitto”.

Migrantes: il messaggio del Faim per la nomina di mons. Perego a Presidente

3 Giugno 2021 -

Roma - Il Comitato di Coordinamento Faim saluta la nomina di mons. Giancarlo Perego a Presidente della Fondazione Migrantes, nomina che "rafforza l’attenzione e l’impegno verso il mondo delle migrazioni".

Insieme a Mons. Perego - si legge in una nota - "abbiamo iniziato il nuovo percorso dell’associazionismo degli italiani nel mondo che dagli Stati Generali ha portato alla costituzione del FAIM (Forum delle Associazioni Italiane nel Mondo) in un impegno condiviso dell’associazionismo verso il mondo dei migranti".

Migrantes Andria: uno store con laboratorio in città grazie alla Fondazione e all’8X1000

3 Giugno 2021 - Andria - Sulla porta d’ingresso risalta in bellavista il logo de “La Téranga”: una barchetta di carta in mezzo al mare che sembra fragile e precaria. Un'onda anomala o un soffio di vento potrebbe affondarla. Invece, la nostra barchetta di carta in quattro anni ha solcato mari sereni e agitati, ha attraversato in compagnia tanti orizzonti e ora è approdata in questo nuovo porto. La sartoria sociale, che non è solo un'occasione per creare una vetrina dei manufatti, attentamente lavorati, cuciti e personalizzati dai sarti della Tèranga e dagli ospiti della “Comunità Migrantesliberi”, è anche uno spazio che adotta come filosofia quella della riparazione e del riuso. La sartoria sociale diventa così un luogo di piccola imprenditorialità etica, con una grande attenzione alle persone e all'ambiente. È grazie alla fiducia dei tanti che credono nel nostro progetto e a chi si è soffermato sul valore dei manufatti: non solo prodotti sartoriali, ma storie di rinascita. Il giorno dell’inaugurazione di questa nuova progettualità, sostenuta anche dall’8xmille della Chiesa Cattolica tramite la Fondazione Migrantes della Conferenza Episcopale Italiana e della Diocesi di Andria, è un giorno non scelto a caso: il 31 di Maggio la chiesa ricorda la visita che Maria Vergine fece alla sua parente Elisabetta dopo avere ricevuto l'annuncio che sarebbe diventata madre di Gesù per opera dello Spirito Santo. All’angelo inviato da Dio, Maria risponde: “Ecco la serva del Signore, avvenga di me secondo la tua parola” (Lc 1,38). Maria si lascia forgiare dalla Parola, riceve forma dalla parola di Dio che ascolta. L’Angelo che visita Maria, non le dice che cosa deve fare, in che cosa praticamente consista il suo servizio. Non riceve nessun ordine di servizio, nessun compito. Con l’intelligenza dell’amore, parte e si mette al servizio di Elisabetta. Nessuno glielo ha ordinato o commissionato. Maria, “si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda” (cf Lc 1,39). L’espressione “in fretta”, indica un atteggiamento di attenzione, di rapidità. Maria è visitata, ma visita chi è lontano. La verità dell’amore è dimostrata dalla “rapidità di correre verso gli altri”. Nella vita quotidiana, in famiglia, in comunità, nei centri di carità e in tanti altri luoghi spesso si suddividono i compiti, i servizi e questo facilita la vita, l’organizzazione, ma c’è il rischio di fermarsi ai ruoli prefissati, alle abitudini, e di dimenticare che il servizio dell’amore, della prossimità, richiede creatività, disponibilità, chiede l’intelligenza del cuore che sa anticipare i bisogni dell’altro. Visitare implica uscire dalla propria casa, dal proprio ego, dalle proprie abitudini. Questo punto vendita, meglio, di incontro e di prossimità è, anche, segnato da situazioni di povertà e di emarginazione, di mancanze; tante storie esistenziali diverse e sfilacciate. L’incontro quindi diventa concretezza non nega l’alterità, ma riconosce, intreccia e tesse. (Geremia Acri – Direttore Migrantes Andria)  

Mamady e “educare senza confini”

3 Giugno 2021 - Roma - Il Parlamento Europeo ha chiesto all’Unione di adottare una politica migratoria europea unitaria e favorire nuovi canali per la migrazione legale. La risoluzione, approvata con ben 495 voti il 20 Maggio, manifesta una nuova consapevolezza europea: la migrazione legale è infatti un fenomeno da incoraggiare, non solo per contrastare il traffico di esseri umani, ma anche per sopperire alla mancanza di forza lavoro nel vecchio continente. Una risoluzione quanto mai importante considerando anche la ripresa della migrazione irregolare: da inizio anno infatti sono già 13 776 le persone arrivate sulle coste italiane. Oltre al problema interno della gestione e redistribuzione di chi arriva, vi è il dramma umanitario: le condizioni terribili a cui è sottoposto chi parte, le migliaia di morti in mare e l’azione senza scrupoli dei trafficanti di persone. Sophia Impresa Sociale, cooperativa romana che da tempo fornisce sostegno ai migranti in condizioni di vulnerabilità, ha appreso la drammaticità della situazione proprio ascoltando le storie di chi ha vissuto in prima persona le difficoltà incontrate durante la traversata. Mamady è uno di loro. Ha lasciato il suo paese, la Guinea, a 17 anni senza dire nulla alla sua famiglia e senza sapere a cosa sarebbe andato incontro. Il giovane guineano per arrivare in Europa ha dovuto scontare una durissima prigionia in Libia e attraversare il deserto, affrontando una volta in Italia, degrado, odio e mancanza di sostegno. Grazie a “Creare Valore Attraverso l’Integrazione” progetto di Sophia sostenuto dalla campagna "Liberi di Partire, Liberi di Restare" promossa dalla Conferenza Episcopale Italiana, Mamady ha potuto ritrovare la sua dignità ed iniziare un percorso di integrazione che oltre al lavoro gli ha permesso di migliorare la lingua con corsi di italiano e la propria posizione legale con la consulenza di esperti. Un sostegno che si è basato sul creare insieme e sul lavorare con: Mamady infatti ha espresso ai collaboratori di Sophia il desiderio di tornare nel proprio paese per sensibilizzare i ragazzi sulla migrazione e fare in modo che “altri non fanno come me”, dando vita al progetto educativo in Guinea “Educare senza Confini” (nel numero di giugno di Migranti-press" un articolo su questo progetto, ndr). “Il problema maggiore” rivela Marco, presidente di Sophia “è proprio l’informazione. Solo un terzo dei giovani che vogliono partire conosce le vie legali per raggiungere l’Europa. Per questo la risoluzione approvata dal Parlamento Europeo mi dà molta fiducia e mi fa sperare che in futuro non si ripetano storie tragiche come quella di Mamady”. Aprire le porte ad una legislazione europea sulla migrazione legale infatti significa combattere la migrazione irregolare e favorire l’integrazione facendo un passo in più verso il “Noi sempre più grande” sperato da Papa Francesco. E’ proprio l’inclusione la realtà di cui a detta di Sylvie Guillame, “l’Europa ha bisogno” e che Sophia ha imparato essere la forza che genera veramente valore. (Arianna Cocchi)    

Gli negano la casa: «Non è italiana»

3 Giugno 2021 - Milano - «La proprietà per sue motivazioni personali vuole inquilini italiani e no animali». Insieme alle condizioni contrattuali c’era anche questa frase nell’sms che una donna nigeriana ha ricevuto da un’agenzia immobiliare di Paderno Dugnano, in provincia di Milano, alla quale aveva chiesto informazioni su un annuncio di un appartamento in affitto. La donna, in Italia da cinque anni e dipendente di una Residenza assistenziale per anziani, riferisce il quotidiano Avvenire - si è rivolta agli avvocati dell’Associazione studi giuridici sull’immigrazione, che sono quindi intervenuti scrivendo una lettera all’agenzia immobiliare e, per conoscenza, all’Unar e alla Camera di commercio di Milano.

Rosario per l’Italia: oggi da Subiaco con mons. Meacci

2 Giugno 2021 -  Subiaco - Nuovo appuntamento per “’Prega con noi”. Tv2000 e radioInBlu2000 invitano i fedeli, le famiglie e le comunità religiose a ritrovarsi, stasera alle 20.50, per recitare insieme il Rosario che verrà trasmesso su Tv2000 (canale 28 e 157 Sky), InBlu2000, e su Facebook. La recita della preghiera mariana sarà guidata da dom Mauro Meacci abate ordinario di Subiaco (Roma) dalla Cattedrale di Santa Scolastica.

Acli: Festa della Repubblica sia festa di tutti, anche di chi non ha ancora la cittadinanza italiana

2 Giugno 2021 -

Roma - In occasione della Festa della Repubblica che si celebra oggi, le Acli hanno lanciato lo slogan “Cittadino italiano è anche chi sogna di esserlo”, con un esplicito richiamo al Parlamento affinché riprenda la discussione sulla riforma della cittadinanza che, complice anche la crisi dovuta alla pandemia, è rimasta su "un binario morto".

Sono ormai quasi 30 anni dalla legge 91 del 1992 ed è "chiaro - si legge in una nota - a tutti che la mobilità delle persone durante questi decenni si è profondamente trasformata e ha cambiato anche il volto del nostro paese". Le Acli chiedono con "forza che la norma che regola il diritto di cittadinanza, ancora legata allo ius sanguinis, vale a dire ad un impianto legislativo che risale addirittura al 1912, venga modificata e si arrivi presto ad uno ius soli".

Le migrazioni a Radio in Blu

1 Giugno 2021 - Milano - A “Chiesa e comunità”, rubrica radiofonica di Radio in Blu curata da Alessandra Giacomucci, un approfondimento sul tema delle migrazioni con l’intervento di mons. Gian Carlo Perego, vescovo di Ferrara-Comacchio e neo eletto alla Presidenza della Fondazione Migrantes e della Commissione CEI per le Migrazioni. Alla domanda come ha accolto questa elezione, il presule ha risposto “come un segno di stima da parte dei confratelli vescovi ma anche come un segno di preoccupazione in questo momento della situazione dei migranti e dei richiedenti asilo in particolar modo anche di tutto il mondo della mobilità”. Ponendo l’accento su quanto la pandemia abbia influito negativamente sul tema ha detto “la pandemia ha dato una ragione in più tante volte per lasciare non entrare i migranti che erano in mare, ha dato una ragione in più al mondo dello spettacolo viaggiante di chiudere e di rimanere senza lavoro, ha dato una ragione in più ai nostri migranti che sono all’estero di non poter rientrare in Patria. In questo senso il tema delle migrazioni attraversa non solo la vita delle città ma anche la vita delle comunità cristiane. Credo che ritornare a occuparmi di questo tema sia una sfida in questo momento e al tempo stesso di raccogliere la preoccupazione di tutti i vescovi italiani”. Proseguendo nell’intervista, curata da Giorgia Bresciani, analizzando i numeri degli arrivi in calo, le morti recenti nel Mediterraneo, le condizioni dei migranti che attraversano la rotta balcanica interessando anche il territorio italiano, è stato chiesto come far fronte a queste esigenze.  Il presule ha sottolineato che occorre innanzitutto “fare verità sulle migrazioni, il nostro Paese sta tornando ad essere un Paese di emigrazione più che di immigrazione. I numeri di 60-70 mila persone come differenza migratoria la fanno ritornare indietro di vent’anni. E al tempo stesso i numeri dell’emigrazione stanno crescendo in continuazione per i giovani universitari che trovano lavoro all’estero, per i lavoratori che preferiscono cercare di fare impresa all’estero, e da situazioni anche di incapacità da parte del mondo dei migranti di poter legalmente entrare nel nostro Paese”. Per il neo Presidente della Migrantes oggi le emigrazioni pongono una duplice sfida “da una parte la sfida della legalità, da una revisione della legge Bossi-Fini, in modo tale che ci sia un incontro fra domanda e offerta di lavoro, dall’altra parte però c’è il piccolo mondo che sta sbarcando sulle nostre coste del Mediterraneo che ci ricorda il grande mondo dei rifugiati, che chiedono attenzione da parte dei Paesi più ricchi, da parte dell’Europa”. L’Italia ha un ruolo importante, perché è ai confini dell’Europa, sottolinea mons. Perego: “attraverso l’accoglienza stimolare l’Europa a rivedere l’accordo di Dublino e a far in modo che i richiedenti asilo possano essere effettivamente e realmente tutelati attraverso la distribuzione su tutti i Paesi europei e attraverso anche un cammino che venga accompagnato e non lasciato semplicemente ai trafficanti”. Passando dall’immigrazione al problema dell’emigrazione che è una questione al centro dell’attività della Fondazione di cui il vescovo per diversi anni ne è stato il direttore, alla domanda di qual è la realtà che la Migrantes ha davanti e come la Chiesa italiana accompagna le persone che lasciano il nostro Paese e vivono all’estero, Perego ha detto che l’’impegno della Chiesa italiana a favore degli emigranti è stato “l’impegno più importante soprattutto dal dopoguerra e continua ad essere oggi importante perché il cammino dei giovani emigranti italiani possa avere da una parte delle comunità cristiane di riferimento nei Paesi di arrivo che facciano un po’ da accompagnamento alla vita della Chiesa dei diversi Paesi, penso alla Germania, alla Svizzera, all’Inghilterra, ma anche ad altri  paesi che stanno vedendo una crescita dell’emigrazione come la Cina, la Russia, come le grandi città del mondo che cominciano a vedere delle comunità significative di migranti”. Non bisogna lasciare sole queste persone, ma l’attenzione della Chiesa per il Vescovo significa anche che non siano sfruttate, quindi dice “sta ritornando il tema dell’accompagnamento anche ai diritti, anche in collaborazione con il grande mondo dell’associazionismo italiano all’estero, penso ad esempio alle Acli con cui sempre c’è stata una collaborazione, perché i diritti che noi affermiamo anche in Italia, non siano negati anche agli italiani che partono per Paesi esteri”. (NDB-RI)    

Il Salento ricorda il vescovo dell’accoglienza

3 Giugno 2021 - Roma - Nel decennale della morte, la Chiesa di Lecce fa memoria di Cosmo Francesco Ruppi, arcivescovo metropolita dal 1988 al 2009. Oggi la commemorazione nella cattedrale di Lecce (in diretta su Portalecce e Telerama): alle 17 la presentazione del libro «Il Vangelo naturale dell’accoglienza. Siamo chiamati a riconoscere fratelli tutti gli uomini viventi sulla terra», raccolta di scritti che ripercorre il pensiero e l’impegno di Ruppi sul fronte della solidarietà. Interverranno il cardinale Salvatore De Giorgi, l’editore Giuseppe Goffredo, Marko Jakov e l’ex ministro Adriana Poli Bortone. Con loro il fratello Gino Ruppi e l’attuale arcivescovo di Lecce, Michele Seccia, che alle 18 presiederà la Messa in suffragio del predecessore. Ruppi fu pastore negli anni in cui l’Adriatico e le coste salentine diventarono luoghi di un cambiamento epocale con l’approdo di migliaia di migranti. (Matteo Caione)  

Viminale-Regione Campania: protocollo per l’integrazione dei migranti

1 Giugno 2021 - Roma - Legalità, sicurezza e inclusione sociale, questi i temi del protocollo d'intesa siglato oggi, al Viminale, dal vice direttore generale del dipartimento della Pubblica Sicurezza Maria Teresa Sempreviva e dall'assessore della regione Campania alla Legalità, Sicurezza e Immigrazione Mario Morcone. L'intesa, nel recepire i contenuti della decisione della Commissione europea del 9 gennaio 2018, ha come obiettivo l'attuazione del programma operativo nazionale (PON) e complementare (POC) attraverso l'utilizzo di ulteriori risorse economiche - stanziate dal Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) e dal Fondo sociale europeo (FSE) del 2014-2020 - per migliorare  il sistema di accoglienza e integrazione dei migranti, i servizi di assistenza socio-sanitaria e prevenire le forme di sfruttamento e di caporalato. Tra i punti previsti dall'intesa, il miglioramento dei percorsi di assistenza per rifugiati, richiedenti asilo e apolidi e un nuovo metodo di accoglienza come quello previsto dal progetto "One Stop Shop".  

Viminale: da inizio anno sbarcate 14.768 persone migranti sulle coste italiane

1 Giugno 2021 - Roma - Sono 14.768 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane in questo 2021. Di questi 2.531 sono di nazionalità bengalese (17%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Tunisia (2.013, 14%), Costa d’Avorio (1.379, 9%), Eritrea (969, 7%), Guinea (914, 6%), Egitto (914, 6%), Sudan (878, 6%), Marocco (572, 4%), Mali (557, 4%), Algeria (427, 3%) a cui si aggiungono 3.614 persone (24%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione. Il dato è stato diffuso dal Ministero degli Interni, considerati gli sbarchi rilevati entro le 8 di questa mattina. Secondo i dati del Viminale, aggiornati a ieri, sono stati 2.660 i minori stranieri non accompagnati ad aver raggiunto il nostro Paese via mare in questo 2021.  

Scalabriniane: oggi la festa di Scalabrini, Apostolo dei migranti

1 Giugno 2021 - Roma - Oggi, primo giugno, è la festa del Beato Giovanni Battista Scalabrini, già vescovo di Piacenza e fondatore delle Suore Missionarie e dei Missionari Scalabriniani, nonché ispiratore dell'Istituto delle Missionarie Secolari Scalabriniane. Quest’anno la celebrazione riveste una caratteristica tutta particolare perché ricorre il 125esimo della Fondazione delle Suore Missionarie Scalabriniane. Un giubileo congregazionale che ricade in un momento storico importante: la pandemia di Covid, le questioni legate alle migrazioni, una nuova riflessione sul ruolo dell’umanità ancora flagellata da guerre e conflitti che spingono le persone a migrare. «Scalabrini ha camminato umilmente, con uno sguardo lungimirante, lasciandosi interpellare e interrogare dall’umanità migrante perché era convinto che Dio agisce nella storia con loro e attraverso loro – spiega suor Neusa de Fatima Mariano, superiora generale delle Suore Missionarie di San Carlo Borromeo/Scalabriniane – Anche oggi, grazie a questo modello di Scalabrini, noi suore siamo chiamate nuovamente a far fiorire la creatività scalabriniana, insieme ai migranti e ai rifugiati. Scalabrini ci ispira su come continuare a servire i migranti, facendoci tutto a tutti». Il fondatore della Congregazione è definito non a caso “Apostolo dei migranti” - evidenzia una nota- proprio per il suo impegno a sostegno di chi partiva per le Americhe per cercare fortuna dall’Italia, tra la seconda metà dell’Ottocento e i primi anni del Novecento. Per suor Neusa, «è sempre più necessario accogliere con rinnovato ardore l’appello di Papa Francesco espresso nel suo messaggio per la giornata mondiale del migrante e del rifugiato di quest’anno, quando disse ‘a tutti gli uomini e donne del mondo chiedo di camminare sempre più uniti verso un noi sempre più grande, per ricomporre la famiglia umana, affinché costruiamo insieme il nostro futuro di giustizia e di pace, dalla cui cura nessuno deve essere escluso’, per questo la nostra missione resta quella di essere anelli di una vita religiosa interconnessa».  

Migrantes: in distribuzione il numero di giugno della rivista “Migranti-Press”

1 Giugno 2021 - Roma - “Verso il mondo che vorrei” è il titolo della copertina del nuovo numero del mensile “Migranti Press” della Fondazione Migrantes. All’interno alcuni articoli su progetti realizzati grazie a fondi del’8Xmille come “Tutti in Campo” della diocesi di Isernia-Venafro o “Educare senza confini”, un progetto educativo promosso da Sophia Impresa Sociale all’interno della campagna CEI “Liberi di partire, Liberi di restare”. E ancora l’educazione all’interculturalità con un articolo sugli alunni di origine araba nella scuola italiana. Nel ricco numero anche un articolo sul neo vescovo ausiliare di Roma, mons. Ambarus che ha la delega alla Pastorale della Carità, dei Migranti (in particolar rom e sinti) e dell’Ufficio Missionario; una intervista al presidente del Centro Astalli, p. Camillo Ripamonti su Diritti, emarginazione e migranti ai tempi della pandemia. Come sempre spazio agli studenti internazionali con una intervista al direttore Migrantes di Torino, Sergio Durando e sulla sua esperienza con questo mondo nel capoluogo piemontese. Si parla poi degli “italiani che…” con la figura d Cristina da Pizzano, una scrittrice italiana del Trecento alla corte del re di Francia, di iniziative pastorali con i rom come quella della Pasqua ortodossa a Latina con i volontari Migrantes e dell’impegno di alcune parrocchie a fianco degli amici del circo fermi a causa della pandemia nel territorio di Ascoli Piceno.

 

Minsk: mostra fotografica per 75 anni Repubblica Italiana

1 Giugno 2021 - Minsk - L’Ambasciata d’Italia a Minsk inaugura domani, 2 giugno, in occasione dei 75 anni della Repubblica italiana, una grande mostra fotografica ‘Italiae: dagli Alinari ai maestri della fotografia contemporanea’ accolta presso la sede della Biblioteca nazionale.  “Italiae”, volutamente declinato al plurale spiega l’Ambasciata - sta a sottolineare i tanti volti del nostro Paese. Paesaggi, creatività, arte, volti creano una galleria di memorie e testimoniano una ricchezza artistica e culturale unica al mondo. “Sono felice di presentare al pubblico bielorusso questa Mostra - ha detto l’Ambasciatore italiano a Minsk, Mario Baldi - e sono orgoglioso di farlo in concomitanza con le celebrazioni della Festa della Repubblica Italiana’’. L’esposizione si compone di tre sezioni: Paesi, Opere e Volti, 126 immagini ed oltre 75 fotografi a testimoniare la crescita di un Paese variegato e complesso, antico e moderno, tradizionale ed innovatore, con una forte identità regionale, da nord a sud. La mostra resterà aperta a Minsk fino al 27 giugno per poi essere trasferita a San Pietroburgo. Il direttore generale della Biblioteca Nazionale Bielorussa Raman Matulski ha sottolineato che “ogni progetto della Repubblica Italiana si distingue per un alto livello estetico e artistico e suscita grande interesse nel pubblico bielorusso. Oggi attendiamo con la curiosità di un viaggiatore una nuova conoscenza di questo paese pieno di sole, attraverso il prisma di fotografie storiche e moderne”.  

Argentina: Ambasciata italiana a porte aperte per il 2 giugno

1 Giugno 2021 - Buenos Aires - “Da sempre italiani e argentini celebrano insieme i loro momenti più importanti”. Lo dice l’Ambasciatore d’Italia in Argentina Giuseppe Manzo: in una fase difficile “vogliamo offrire un momento per stare insieme, anche se a distanza, nel nome dell’amicizia tra i due Paesi”.  L’appuntamento è per il 2 giugno, ore 20, con accesso libero e gratuito sul canale Youtube dell’Ambasciata e del Teatro Coliseo. Padrone di casa sarà appunto l’Ambasciatore Manzo che accoglierà e guiderà gli ospiti.  Si parte da Palacio Alvear, la storica sede dell’Ambasciata, per un percorso di storie, immagini e iniziative virtuali, che raccontano l'Italia di oggi e le sue eccellenze in Argentina: dai progetti sull’acqua potabile alle reti satellitari comuni; dai più famosi oggetti di design italiano alle iniziative per promuovere la microimprenditorialità femminile. Dopo gli inni nazionali, la celebrazione si concluderà con lo speciale concerto da Genova di Gino Paoli e Danilo Rea organizzato dal Consolato Generale d’Italia a Buenos Aires.  

In famiglia: una dimensione relazionale

1 Giugno 2021 - La famiglia è un'istituzione intermedia tra l'individuo e la società, e niente può supplirla totalmente. Essa stessa si fonda soprattutto su una profonda relazione interpersonale tra il marito e la moglie, sostenuta dall'affetto e dalla mutua comprensione. Per ciò riceve l'abbondante aiuto di Dio nel sacramento del matrimonio che comporta una vera vocazione alla santità. Possano i figli sperimentare più i momenti di armonia e di affetto dei genitori che non quelli di discordia o indifferenza, perché l'amore tra il padre e la madre offre ai figli una grande sicurezza ed insegna loro la bellezza dell'amore fedele e duraturo. (Benedetto XVI, Discorso durante il V^ Incontro Mondiale delle Famiglie a Valencia, 8 luglio 2006) Il Quinto Incontro Mondiale delle Famiglie a Valencia, verteva sul tema della trasmissione della fede nella famiglia. A questo proposito il Papa ha evidente la volontà di riprendere il dettato conciliare e del suo predecessore e chiama la famiglia “chiesa e santuario della vita”. È chiaro come da questa definizione derivi il ribadimento che è proprio nella famiglia che si radica quella consuetudine, diremmo quasi, quell’allenamento alla preghiera che la rende una dimensione dialogica costante nel rapporto con il Signore. Ma quello che in questo discorso Benedetto XVI vuole anche mettere fortemente in evidenza è la dimensione relazionale della famiglia che la rende – come dice – una istituzione intermedia insostituibile fra individuo e società. Questa verità antropologica trova le sue ricadute sia sul piano ecclesiale, sia su quello sociale. La “profonda relazione interpersonale” fra i genitori è la brace che alimenta la vita di preghiera dei cristiani, ma anche la vita sociale di tutte le famiglie anche quelle non credenti e così il rapporto con i figli si nutre del rapporto dei genitori fra loro e beneficia di tutte le occasioni in cui si manifestano atti di reciprocità e di dedizione oblativa. In sostanza la famiglia si caratterizza non solo come il luogo della relazione per eccellenza, ma anche il luogo della gratuità. I rapporti non sono, o meglio non dovrebbero essere rapporti di forza, ma ispirati ad una dimensione di amore, per quanto sempre perfettibile. Dove se non in famiglia si può essere accolti nelle proprie fragilità? Dove si può trovare il sicuro approdo di fronte ad un fallimento? Dove il rigenerante abbraccio del perdono? Tutto questo può avvenire perché in famiglia non si vive per se stessi, ma si vive per e con gli altri. Quel sì che viene pronunciato il giorno delle nozze, quel consenso che viene scambiato in ambito istituzionale sono entrambe volontà che convergono verso una direzione che è quella dell’ essere per dell’essere in relazione. Questo è ciò che umanizza il cammino dell’uomo e della donna, a fronte di un pensiero dominante che tenderebbe a riconoscere in modo assolutistico il valore dell’individuo. Che questa sia la preoccupazione precipua del Pontefice lo si desume anche dalle parole da lui espresse nell’omelia tenuta il giorno successivo, sempre a Valencia, in occasione delle stesse giornate dell’incontro mondiale delle famiglie: “Nella cultura attuale si esalta molto spesso la libertà dell'individuo inteso come soggetto autonomo, come se egli si facesse da solo e bastasse a sé stesso, al di fuori della sua relazione con gli altri come anche della sua responsabilità nei confronti degli altri. Si cerca di organizzare la vita sociale solo a partire da desideri soggettivi e mutevoli, senza riferimento alcuno ad una verità oggettiva previa come sono la dignità di ogni essere umano e i suoi doveri e diritti inalienabili al cui servizio deve mettersi ogni gruppo sociale”. Questo è il pericolo a cui tutte le famiglie, nessuna esclusa, sono esposte, ma questa è la tendenza che si può e si deve contrastare. All’interno del nucleo famigliare non sono più solo individuo maschio o individuo femmina, sono piuttosto marito o moglie, padre o madre, ovvero sempre in relazione all’altro e pensato per l’altro. Se questo è valido per tutte le famiglie del mondo, trova nelle famiglie cristiane un fondamento nella dimensione relazionale dell’amore fra il Padre, il Figlio e lo Spirito ed è proprio quest’ultimo che possiamo accogliere come grazia sempre nuovamente elargita ai nostri propositi di unità e convergenza. Siamo un popolo di “salvati” e anche le famiglie possono vivere in questa certezza quanto più si aprono alla speranza di un Dio che ci vuole fratelli gli uni per gli altri. (Giovanni M. Capetta  Sir)    

Vescovi Europei: appello all’Europa per il Libano

31 Maggio 2021 - Roma - Accogliendo l’invito di Papa Francesco a pregare per il Libano, la Presidenza del CCEE, il Consiglio delle Conferenze Episcopali Europee, a nome dei vescovi del Continente, si unisce “ai fratelli e alle sorelle di fede e di umanità che vivono in Libano” e invoca “il dono della pace e della stabilità” insieme a un rinnovato impegno a sostegno del Paese dei Cedri. Facendo proprie “le istanze dell’Assemblea dei Patriarchi e dei Vescovi Cattolici di quel martoriato e nobile paese”, i vescovi d’Europa si appellano “alla coscienza delle Nazioni e dei Responsabili” perché “il mondo non dimentichi la tragedia in atto e non sia sordo al grido dei poveri e dei sofferenti. Affinché si ristabilisca la giustizia – si legge nell’appello diffuso oggi all’indomani dell’appello di papa Francesco - si riconosca l’identità individuale, collettiva e nazionale, si rispettino i valori religiosi e civili della loro Tradizione, si sostenga la ripresa dell’economia e la ricostruzione di un tessuto sociale fatto di dialogo e di collaborativa coesistenza delle diversità religiose, culturali e sociali. Tutto questo senza condizionamenti esterni”.

Papa Francesco: una giornata di riflessione sulla “preoccupante” situazione del Libano

31 Maggio 2021 - Città del Vaticano – Il Libano tra le preoccupazioni di Papa Francesco. Ieri, al termine della preghiera dell’Angelus ha annunciato una giornata di riflessione sulla “preoccupante” situazione del Paese. “Il prossimo 1° luglio – ha detto - mi incontrerò in Vaticano con i principali responsabili delle Comunità cristiane presenti in Libano, per una giornata di riflessione sulla preoccupante situazione del Paese e per pregare insieme per il dono della pace e della stabilità”. Il pontefice ha affidato questa intenzione all’intercessione della Madre Dio, “tanto venerata al santuario di Harissa” ed ha chiesto di “accompagnare la preparazione di questo evento con la preghiera solidale, invocando per quell’amato Paese un futuro più sereno”. (R. Iaria)

Birmania: un mosaico di culture, 8 tribù, 135 sotto-tribù e 100 lingue

31 Maggio 2021 - Bangkok - Sulla stampa italiana è raro ormai trovare delle notizie della Birmania (Myanmar). I colpi di stato e le rivoluzioni hanno spazio per breve tempo sui giornali e nei nostri cuori, poi, bombardati come siamo di notizie, gli avvenimenti sono dimenticati velocemente. Sono altre, le preoccupazioni. Ma in Birmania, lontano dalle luci dei media, (anche perché internet funziona a singhiozzo, i media indipendenti sono impossibilitati a operare e i giornalisti vengono arrestati [1]), la vita della nazione continua a essere in tumulto. Non ci sono più le grandi dimostrazioni di massa, visto che finiscono sempre nel sangue (837 i morti ammazzati documentati finora fra cui 73 bambini [2]), ma le dimostrazioni di piccoli gruppi, spesso all’alba o al tramonto, in modo da minimizzare la possibilità che i militari possano arrivare e uccidere e arrestare. Il movimento di disobbedienza civile continua ad avere tantissimi adepti, ma le conseguenze sono dure a vivere con i mesi che continuano a scorrere: medici e infermiere vengono licenziati se non si presentano al lavoro, come anche insegnanti [3] e ferrovieri, personale amministrativo, banchieri. E senza stipendio la vita è molto precaria. Dall’estero parenti e amici mandano sostegno: ma il sistema bancario è al collasso e prelevare soldi dai bancomat è molto difficile. Il prezzo del carburante e del riso sale, la gente non sa più come mangiare. La solidarietà è immensa, chi ha dà a chi non ha niente, gruppi di aiuto sorgono spontanei, le chiese aiutano come possono. Le uccisioni sono quotidiane, continuano gli arresti e sequestri di leader politici, professionisti, artisti, giovani attivisti: le persone spariscono nelle prigioni dello stato dove non esiste un iter giudiziario, ma dove la gente viene spesso picchiata, torturata, uccisa [4],[5]. Migliaia di persone lasciano le loro case e si portano verso le frontiere, per trovare da mangiare e essere protette dalle milizie delle etnie, che combattono da decenni per poter esistere come popolo. Nelle aree Chin, Kachin, Karenni e Karen, aree le cui popolazioni fin dal lontano 1948 hanno continuamente subito abusi e oppressione, ormai gli scontri sono quotidiani e ci sono decine di migliaia di sfollati interni, che vivono nella foresta o in campi messi sù alla meglio. Fuggono dai bombardamenti e attacchi dell’esercito birmano.[6],[7]. Chi li nutrirà? Migliaia di Karen, il cui territorio confina con la Thailandia, hanno passato il fiume di confine, ma sono stati rinviati indietro dai militari thailandesi.[8] È la stagione della preparazione dei campi di riso: se la semina non sarà possibile, come sopravviveranno tutte queste persone senza il raccolto, senza il loro principale nutrimento? Nelle scorse settimane due città sono state bombardate pesantemente: Mindat in territorio Chin, bellissima cittadina di 5000 abitanti sulla cresta di montagne, verso l’India “dove finisce la strada asfaltata: da lì in poi, solo sentieri percorribili a piedi o con moto da enduro. Gli abitanti di Mindat, essendo isolati dal mondo, hanno cercato di impedire ai militari di entrare in città. Questi hanno arrestato 7 ragazzi. Per impedire che venissero trasportati altrove, l’intera comunità si è schierata a loro difesa. Sono seguiti due giorni di scontri con armi da fuoco e morti da ambo le parti. Allora sono intervenuti tre elicotteri da combattimento appoggiati con truppe da terra. Ne è nata una carneficina di cui nessuno darà mai conto. Chi mai fra voi ha sentito parlare di Mindat? Esito: oltre 100 morti in una cittadina che avrà 5mila abitanti.”[9] E Loikaw, in territorio Karenni: “militari birmani hanno colpito con proiettili di mortaio l’area di Loikaw, capitale dello Stato, prendendo di mira tre villaggi, senza risparmiare la chiesa cattolica del Sacro Cuore di Gesù, piena di sfollati che vi avevano trovato rifugio. Il bombardamento ha fatto quattro vittime e diversi feriti, danneggiando pesantemente l’edificio sacro… Vi sono oltre cinquemila sfollati interni nello stato, fuggiti nei boschi o venuti a cercare protezione. In questo scenario la gente, allo stremo delle forze e provata dalla violenza, ha avviato come ultima ratio la resistenza anche con le armi, con l’intento precipuo di proteggere donne, bambini e anziani.” [10]. Ma cosa potranno fare contro carri armati, elicotteri e jet militari? Il cardinal Bo supplica la cessazione degli scontri armati: “Ci sono molti bambini e anziani tra gli sfollati, obbligati alla fame e senza aiuto medico. È una immensa tragedia umanitaria. Non dimentichiamoci che il sangue versato non è sangue di un nemico: coloro che muoiono e coloro che sono feriti, sono tutti cittadini di questo Paese. Non erano armati; erano dentro una chiesa per proteggere la loro famiglia. Ogni cuore in questo Paese piange la morte di persone innocenti. Vi supplichiamo: fermate la guerra”.[11] Sempre di più ci sono notizie di posti di polizia attaccati con bombe rudimentali, di militari feriti o uccisi.[12] Di giovani che vanno nei territori delle etnie per farsi istruire nell’arte della guerra. La guerra civile incombe.[13] [14] A Yangon, il cardinal Bo implora a tutti di non prendere le armi, ma di cercare il dialogo, e nell’omelia di Pentecoste ha detto: “Anche noi come individui abbiamo il dono delle lingue che ogni uomo può capire. È il dono dell’Amore infuso in noi dallo Spirito Santo. L’Amore unisce, l’Amore è un linguaggio comune, per mezzo dell’Amore possiamo parlare a tutte le nazioni. Parliamo il linguaggio dell’Unità in Myanmar, non quello della divisione di Babele, ma dell’unità della Pentecoste. Quando vogliamo costruire la democrazia tutti abbiamo bisogno di parlare lo stesso linguaggio. La democrazia non può nascere dalla violenza, ma solo dalla pace. Come nazione, siamo un mosaico di culture: 8 tribù e 135 sotto-tribù. Parliamo più di 100 lingue. Con così tante lingue dobbiamo avere una visione comune e un linguaggio comune di speranza e amore. Possiamo vincere. Perché il linguaggio dell’amore non muore.”[15].  (Claudio Pacion)   [1] https://www.articolo21.org/2021/05/myanmar-88-giornalisti-imprigionati-dal-colpo-di-stato-del-1-febbraio/ [2] https://www.irrawaddy.com/news/burma/73-children-killed-by-myanmar-junta-forces-since-coup.html [3] https://www.ilpost.it/2021/05/23/myanmar-insegnanti-sospesi-golpe/ [4] https://www.irrawaddy.com/news/burma/another-nld-member-killed-and-poet-burned-to-death.html [5] https://www.frontiermyanmar.net/en/freed-japanese-journalist-tells-of-prisoner-abuse-in-insein/ [6] https://www.rfa.org/english/news/myanmar/refugees-05172021174331.html [7] https://www.aljazeera.com/news/2021/5/18/a-humanitarian-disaster-in-the-making-in-myanmars-chin-state [8] https://www.fortifyrights.org/tha-inv-2021-05-12/ [9] https://www.ilsussidiario.net/news/dal-myanmar-una-messa-con-il-papa-dove-il-contante-e-finito-e-si-muore-per-strada/2174199/ [10] https://www.osservatoreromano.va/it/news/2021-05/quo-116/myanmar-un-paese-lacerato.html [11] https://www.americamagazine.org/faith/2021/05/25/myanmar-cardinal-bo-attack-church-240747 [12] https://www.irrawaddy.com/news/burma/myanmar-junta-forces-temporary-base-attacked-in-yangon.html [13] https://sicurezzainternazionale.luiss.it/2021/05/26/onu-myanmar-rischia-la-guerra-civile/ [14] https://www.repubblica.it/esteri/2021/05/26/news/birmania_myanmar_forze_di_difesa_del_popolo_violenze_guerriglia_uccisioni_esercito_poliziotti_aung_san_suu_kyi-302903322/?rss [15]  https://www.exaudi.org/cardinal-bo-presents-homily-for-pentecost/