Primo Piano

Cortile di San Francesco: domani un incontro sulle migrazioni

17 Settembre 2021 - Assisi - Anche una sessione dedicata alle migrazioni nell’ambito del “Cortile di San Francesco” che si aprirà oggi ad Assisi.  Alla sessione, che si svolgerà domani, sabato 18 settembre, nella Sala Stampa del Sacro Convento, interverranno mons. Gian Carlo Perego, presidente della Commissione Cei per le Migrazioni e della Fondazione Migrantes, Angelo Chiorazzo, Fondatore della Cooperativa Auxilium; Walid Hassanzada e Samir Khuja, mediatori culturali e Claudio Sebastiani, responsabile della sede regionale Ansa dell’Umbria. All’intera manifestazione interverranno personalità della società civile, del mondo della religione e del giornalismo che si confronteranno – fino a domenica 19 - sul tema dell’edizione 2021 “Speranza”. Tema scelto per l'urgenza che ha il mondo di vedere davanti a sé un orizzonte di conforto e fiducia per guardare “Oltre i confini”, tema della scorsa edizione. 70 i relatori delle varie sessioni,  due i concerti e 22 tra conferenze, dibattiti e lectio magistralis. Ma non manca ciò che sta più a cuore al mondo francescano: le testimonianze dei poveri che da questa speranza vengono trafitti.

Vangelo Migrante: XXV domenica del Tempo Ordinario – B (Vangelo Mc 9,30-37)

16 Settembre 2021 - La pericope del Vangelo di questa domenica è un atto di insegnamento privato di Gesù ai suoi discepoli. L’evangelista annota che è proprio intenzione di Gesù attraversare la Galilea senza che alcuno lo sapesse. L’insegnamento ha un contenuto ed è il nucleo di tutto il suo messaggio: l’annuncio della sua passione, morte e Resurrezione. La vera vita non è evitare i problemi, anche terribili, ma è incontrare Dio nei problemi, incontrare la vita piena proprio lì dove sembra che la vita venga tolta. Il cuore che accoglie questo insegnamento, attiva tutta un’altra maniera di intendere e costruire la vita: oltre la morte, oltre il dolore. I discepoli non capiscono. E non fanno domande. Va delusa l’aspettativa secondo la quale l’allievo che non capisce ponga una qualche domanda al maestro. Niente. Parlano d’altro. Un atteggiamento molto comune anche alla nostra condizione: per le questioni di fede, spesso si preferisce rimanere sulla soglia, superficiali, senza approfondire. Si preferisce pattinare sulla superficie delle cose, ponendole su forme di devozione immature e trascinandole, mentre il nodo fondamentale della vita resta: la morte, il dolore … I discepoli non vogliono interrogarlo perché hanno paura di varcare quella soglia. Una fede immatura e non adulta impoverisce anche la coscienza. E allora è Gesù che li interroga: di che cosa stavate discutendo per la strada? Non interrogare lui, vuol dire entrare nella logica umana e appiattirsi. Nell’appiattimento umano parte il gioco che gli uomini sanno fare meglio: competere. Chi è il più grande? È qui che Gesù prende un bambino, lo pone nel mezzo e, abbracciandolo, dice: “chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome accoglie me; e chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato”. Ci martella il verbo accogliere. Accogliere è la chiave della fede molto più dell’intraprendenza e della capacità di farsi valere. Molto più anche delle forme di creatività messe a servizio della pastorale o di grandi progetti. Nelle nostre comunità, possiamo fare di tutto ma senza l’accoglienza ogni agire sarà vuoto o inutile perché privo di prospettiva escatologica e di fede! Per un bambino accogliere è vitale, è linfa. Lui sa dipendere perché, al netto dei capricci e di tutti i limiti che può avere, avverte che è essenziale per crescere. Gesù attraverso le sue braccia aperte che sanno accogliere, ci indica la chiave della vita nuova. (p. Gaetano Saracino)    

GMMR: le celebrazioni a Brescia

16 Settembre 2021 - Brescia - Domenica 26 settembre si festeggia la 107ª Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, giornata di riflessione e preghiera sulla realtà della mobilità umana. A Brescia, in cattedrale, alle 10, la Messa con le comunità cattoliche migranti è presieduta dal vescovo Tremolada. La Giornata è preceduta, lunedì 20 settembre alle 20.30, dalla presentazione online da parte di p. Gabriele Bentoglio del messaggio del Papa; in questa occasione, in diretta sui canali social (Facebook e YouTube) di “Kiremba - Area per la mondialità”, padre Gabriele presenta anche il suo libro “Sbarchi in Calabria”. Venerdì 24 settembre alle 17.30 nella Sala della comunità di Sant’Afra viene proiettato il documentario “Origines”, realizzato dagli studenti del corso Dams dell’Università Cattolica con le interviste realizzate ai giovani di seconda generazione. Alle 20.45, invece, c’è, in collaborazione con “AfroBrix”, la prima visione del film “Rocks” di Sarah Gavron.  

Migrantes Torino: una giornata per parlare di prossimità

16 Settembre 2021 - Torino - Si intitola “Il volontariato oggi: ridurre le distanze” l’incontro che si svolgerà sabato 9 ottobre presso il Centro Congressi del Santo Volto a Torino.  Una giornata riservata ad operatori e volontari Migrantes e dell’Associazione Camminare Insieme, organizzata nell’ambito del progetto ProXimo, realizzato con il contributo del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e in collaborazione con Regione Piemonte. che servirà a riflettere e a rifocalizzarci. “In questo tempo così difficile e complesso, infatti, le nostre due organizzazioni non si sono mai fermate. L’emergenza sanitaria si è svelata sempre di più nella sua natura di emergenza sociale, che continua a colpire soprattutto chi vive in situazioni di difficoltà o di fragilità, creando nuove situazioni di povertà”, spiegano alla Migrantes di Torino: “con molto impegno e creatività siamo riusciti a sviluppare nuove modalità di relazione per rimanere prossimi nonostante il distanziamento fisico. Oggi riteniamo importante per tutti noi condividere le esperienze e riflettere sulle nostre prassi ripartendo dalle nostre mission. Con questo intento abbiamo costruito per tutti i volontari e gli operatori delle nostre realtà questa giornata, prima tappa di un percorso formativo che ha lo scopo di sviluppare idee concrete e piste per il futuro”.  

GMMR: Le iniziative Migrantes a Catania

16 Settembre 2021 - Catania - Domenica 26 settembre 2021 la Chiesa celebrerà la 107a Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. In pari data alle ore 18,00 presso la Basilica Cattedrale di Catania avrà luogo la celebrazione eucaristica, che sarà presieduta dall’arcivescovo mons. Salvatore Gristina. Il tema scelto da Papa Francesco per il Messaggio di quest’anno è “Verso un noi sempre più grande”. Si tratta di una sollecitazione come spiega il pontefice a far sì che «alla fine non ci siano più “gli altri”, ma solo un “noi”» (Lettera Enciclica Fratelli tutti, 35). In primo luogo è all’interno della Chiesa che questo “noi” universale deve diventare concretezza, e in quanto tale la Chiesa è chiamata alla comunione nell’armonia della diversità. Le sei sezioni principali comprendenti il Messaggio, sono tutte associate al noi che siamo chiamati a realizzare. La prima sezione riguarda la dimensione del noi, che deve essere grande come l’umanità, totalmente in relazione con il progetto creativo e salvifico di Dio. La seconda sezione riguarda un’applicazione del noi alla Chiesa, chiamata ad essere Cattolica, universale, un’unica famiglia per ogni battezzato e un’unica casa. La terza sezione è un appello alla “Chiesa in uscita”, molto cara al Papa, chiamata a uscire per le strade delle periferie esistenziali «per curare chi è ferito e cercare chi è smarrito, [...], pronta ad allargare la sua tenda per accogliere tutti.» La quarta sezione rilegge il futuro delle nostre società che sarà un futuro colorato di armonia e pace solo se impariamo a vivere insieme. La quinta sezione concerne la Casa comune, per la cui cura è necessario assicurare un noi che prenda sul serio le sue responsabilità. L’ultima sezione è un invito a sognare insieme, «come un’unica umanità, come compagni dello stesso viaggio, come figli e figlie di questa stessa terra». (Giuseppe Cannizzo – Direttore Migrantes Catania)

Roma: la parrocchia di Sant’Eligio propone la prima Festa dei Popoli

16 Settembre 2021 -

Roma - Incontro, dialogo e condivisione tra culture e fedi diverse. Con queste finalità nasce la prima Festa dei Popoli della parrocchia di Sant’Eligio, nelle periferie est di Roma, che si terrà nel week-end del 18 e 19 settembre. «Un’occasione ideale per fare un’esperienza di interculturalità, per vivere a stretto contatto con popoli diversi, dove la musica, il dibattito e la convivialità faranno da collante», racconta Errico Valeriano, rappresentante della Caritas parrocchiale e tra gli organizzatori. L’idea nasce dall’enciclica “Fratelli Tutti” di Papa Francesco e «dalle sue parole – spiega Valeriano - che ci invitano a creare una comunità che si sostenga e dove ci si aiuti a vicenda a guardare avanti, soprattutto in questo periodo». Nel quartiere di Villaggio Prenestino, dove sorge la parrocchia, «ci sono molte famiglie di immigrati, soprattutto africani, che vivono qui anche da 25 anni – racconta – e ci siamo resi conto della necessità di fare un salto di qualità nell’accoglienza». Già da due anni ogni domenica viene garantita una Messa in inglese «e abbiamo notato essere molto apprezzata, creando unione e condivisione, dunque l’idea di fare ancora di più». Protagonisti saranno i residenti del quartiere e le persone provenienti dai due centri per migranti presenti in zona. «In tutto – spiegano gli organizzatori – si tratta potenzialmente di 400 persone alle quali si aggiungeranno dai quartieri vicini dove si è sparsa la voce dell’evento. In più – sottolinea Valeriano – molte persone che hanno vissuto qui sono rimaste legate, anche per l’aiuto che siamo riusciti a dare loro nel cercare un lavoro o una sistemazione». Non solo dialogo e confronto, ma anche divertimento e nuove conoscenze. «Il progetto – spiega non è solo quello di continuare negli anni, ma anche di proseguire con campagne di sensibilizzazione e magari arrivare nelle scuole». Durante il weekend, inoltre, l’atmosfera di scambio reciproco e fratellanza «permetterà a tutti di compiere un viaggio ideale tra i tanti Paesi della Terra» e di riscoprire «la solidarietà, la fratellanza e l’umanità che rende possibile trasformare le differenze in ricchezze e vivere come un’unica grande famiglia». Nella due giorni sono infatti molti gli eventi in programma. Si parte sabato 19 con un momento di dialogo tra Chiese e religioni diverse, al quale parteciperanno monsignor Marco Gnavi, incaricato dell’Ufficio diocesano per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso; l’Imam Abdellah Redouane, segretario generale del Centro Islamico di Roma; padre Gheorghe Militaru, rappresentante degli Evangelici rumeni; padre Giuseppe Wang e padre Joseph Akkashima, rispettivamente cappellani cattolici della comunità cinese e di quella nigeriana a Roma. Si parlerà inoltre del tema dei migranti con monsignor Pierpaolo Felicolo, direttore dell’Ufficio Migrantes della diocesi di Roma. Domenica, invece, spazio alla scoperta tra culture, con gli stand degli oggetti tipici artigianali dei paesi di provenienza e celebrazione eucaristica presieduta dal vicegerente monsignor Gianpiero Palmieri. Messa che sarà animata dalle comunità cattoliche di diversa etnia, ognuna con i propri canti. Nel pomeriggio, sempre nel rispetto delle norme anti-Covid, sarà la volta dei piatti tipici, nonché di danze e costumi folkloristici grazie alla presenza di giovani e adulti dei centri migranti. (Salvatore Tropea – Romasette)

Migrantes Triveneto: riunita la Commissione regionale in vista della GMMR

16 Settembre 2021 - Venezia- Presieduta dall’arcivescovo emerito di Trento, mons. Luigi Bressan, vescovo delegato Migrantes della Conferenza Episcopale del Triveneto si è svolta ieri, presso la sede della CET, l’incontro della consulta Migrantes regionale. Dopo i lunghi mesi di lockdown, i responsabili degli Uffici Migrantes delle 12 diocesi del Nord-Est hanno potuto incontrarsi in presenza per programmare il prossimo anno pastorale. Nel momento di preghiera iniziale, l’arcivescovo ha richiamato al “…Noi sempre più grande che Papa Francesco, nell’Enciclica Fratelli tutti invita a vivere nelle nostre comunità”. La mattinata è proseguita con un breve ma significativo scambio di informazione sulla preparazione alla prossima 107^ Gionata Mondiale per il migrante e rifugiato che si celebrerà nelle diocesi italiane domenica 26 settembre. L’assemblea, alla luce della ripresa della pastorale nelle nostre comunità, ha concretizzato l’idea di una giornata di studio per gli operatori pastorali impegnati nel mondo della mobilità umana. L’incontro, fissato per il prossimo mercoledì 17 novembre nella sede della CET, leggerà la situazione migratoria triveneta e proverà a dare delle indicazioni concrete per la ripresa del cammino delle comunità cristiane. Il convegno di novembre, sarà frutto di un lavoro di laboratorio che in questi giorni verrà proposto alle diocesi trivenete. Lo sguardo alla crisi afgana ha concluso la mattinata. Questa crisi umanitaria interpella anche la Chiesa, la quale non deve dimenticare le altre situazioni di disagio e di difficoltà che vivono i fratelli migranti in altre parti del mondo.  

Viminale: da inizio anno sbarcate 42.186 persone migranti sulle coste italiane

15 Settembre 2021 - Roma - Sono 42.186 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane da inizio anno. Di questi 12.511 sono di nazionalità tunisina (30%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Bangladesh (5.342, 13%), Egitto (3.754, 9%), Costa d’Avorio (2.791, 7%), Iran (1.978, 5%), Guinea (1.688, 4%), Eritrea (1.557, 4%), Marocco (1.464, 3%), Sudan (1.459, 3%), Iraq (1.447, 3%) a cui si aggiungono 8.195 persone (19%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione. Il dato è stato diffuso dal Viminale ed è aggiornato alle 8 di questa mattina. Per quanto riguarda la presenza di migranti in accoglienza, i dati parlano di 79.653 persone su tutto il territorio nazionale di cui 891 negli hot spot della Sicilia, 52.889 nei centri di accoglienza e 25.873 nei centri Sai. La Regione con la più alta percentuale di migranti accolti è la Lombardia (13%, in totale 10.081 persone), seguita da Emilia Romagna (10%), Sicilia, Piemonte e Lazio (9%), Campania (7%), Toscana, Calabria e Puglia (6%).

Rosario per l’Italia: oggi con mons. Orofino

15 Settembre 2021 - Roma - Questa sera alle 20.50 si rinnova l’appuntamento di preghiera mariana promossa dai media cattolici Tv2000 e radio InBlu2000. Entrambe le emittenti manderanno in onda la recita del Rosario che questa settimana sarà recitato nel Santuario di Maria Santissima del Pollino a San Severino Lucano (Potenza). A guidare la preghiera sarà mons. Vincenzo Orofino, vescovo di Tursi-Lagonegro.  

CISOM: uno stand a Genova per raccontare i soccorsi in mare

15 Settembre 2021 - Genova - Con un Posto Medico Avanzato e un Ambulatorio mobile attrezzato, quest’anno saranno due le postazioni di primo soccorso allestite dal CISOM, chiamato a supportare il servizio sanitario del 61° Salone Nautico di Genova, il più grande del Mediterraneo. Per tutta la durata dell’evento – che si svolgerà dal 16 al 21 settembre, squadre di medici, infermieri e soccorritori del Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta, presteranno immediata assistenza al numeroso pubblico di visitatori che affollerà la prestigiosa manifestazione, che anche quest’anno accoglierà tutto il mondo della nautica da diporto e non solo. Vista l’importanza dell’evento il Raggruppamento CISOM della Liguria - si legge in una nota - ha richiesto il supporto e la collaborazione anche di Raggruppamenti limitrofi, organizzando ulteriori squadre a piedi di volontari soccorritori e team di sanitari a bordo delle nuove e-bike di pronto intervento. Il Salone Nautico, sarà infatti l’occasione per presentare "l’innovativo servizio sanitario del CISOM: biciclette a pedalata assistita equipaggiate con un defibrillatore semiautomatico e uno zaino di primo soccorso, agili e veloci, pronte ad intervenire immediatamente in caso di emergenza. Le e-bike, rappresentano senza dubbio una risorsa efficace, permettono infatti ai sanitari di raggiungere in tempi brevi tutte quelle zone inaccessibili ai normali mezzi di soccorso, intervenendo tempestivamente ed efficacemente in caso di necessità". Uno stand dedicato al CISOM permetterà di raccontare ed illustrare le molteplici attività di soccorso svolte in oltre cinquant’anni di operatività durante le maxi emergenze nazionali, focalizzandosi in maniera particolare sull’impegno del Corpo nella primissima assistenza in mare. Proprio per ricordare le tante persone tratte in salvo nelle diverse operazioni, il CISOM presenterà al Salone una suggestiva installazione, costituita da un parallelepipedo con 130 giubbotti di salvataggio, simbolo di tutte le vite salvate in oltre dieci anni di interventi nel Mar Mediterraneo a bordo delle unità navali della Guardia Costiera e Guardia di finanza.    

ISMU: in crescita le acquisizioni di cittadinanza italiana

15 Settembre 2021 - Milano - L’ultimo bilancio demografico Istat della popolazione straniera residente in Italia rileva che nel 2020 le acquisizioni di cittadinanza italiana sono state 132.736 (+4,5% rispetto al 2019, anno in cui se ne registravano 127.001. Il tasso annuo d’acquisizione di cittadinanza italiana sul totale degli stranieri residenti è passato dal 2,5% nel 2019 al 2,6% nel 2020. Prendendo in considerazione il periodo che va dal 1998 al 2020, l'ISMU calcola che i nuovi italiani abbiano raggiunto in totale quota 1.625.549. Ipotizzando che il numero dei nuovi italiani residenti in Italia al 1° gennaio 2021 sia pari al numero di quelli acquisiti durante questi ultimi 23 anni, è possibile ritenere che, delle 59.257.566 persone iscritte in anagrafe al 1° gennaio 2021, l’8,5% è costituito da stranieri residenti, il 2,7% da ex stranieri acquisiti alla cittadinanza italiana (per un totale dell’11,2% tra stranieri residenti e nuovi italiani), e l’88,8% da cittadini italiani fin dalla nascita. Nel 2019 (ultimi dati disponibili) il collettivo nazionale con il maggior numero di acquisizioni di cittadinanza italiana è quello albanese (26.033, pari al 20,5% del totale fra tutte le nazionalità), seguito da quelli marocchino (15.814, pari al 12,5% del totale), brasiliano (10.762, pari all’ 8,5%) e rumeno (10.201, pari all’8,0%).  

Migrantes Torino: il primo appuntamento delle NarrAzioni di ordinaria accoglienza

15 Settembre 2021 - Torino - Si intitola Per una comunità Accogliente e si terrà oggi nella sala conferenze della Migrantes di Torino: un incontro per guardare insieme alla capacità delle comunità civili ed ecclesiali di essere accoglienti e inclusivi interrogando attori e testimoni di accoglienza. Durante la mattinata le testimonianze di alcuni rappresentanti della rete delle parrocchie accoglienti, del progetto della Città di Torino Rifugio Diffuso – Accoglienza in famiglia, delle Famiglie Accoglienti e di Casa Aylan. Reagiranno alle sollecitazioni: Elena Piastra, sindaca del Comune di Settimo Torinese, Marzia Sica, Responsabile Obiettivo Persone di Compagnia di San Paolo e Roberta del Bosco, Area Welfare e Territorio FONDAZIONE CRT. Modererà la mattinata Sergio Durando, Direttore della Migrantes torinese.  

Migrantes Sardegna: domani un incontro in vista della GMMR

15 Settembre 2021 - Cagliari - “Verso un noi sempre più grande”: questo il tema della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato che si celebrerà domenica 26 settembre. In vista della Giornata domani, 16 settembre, dalle 16.00 alle 17.00 si svolgerà online un incontro sul tema della Giornata promosso dalla Migrantes Sardegna e dalla delegazione regionale Caritas. Tra gli interventi quello di mons. Giovanni Paolo Zedda, vescovo delegato della Conferenza Episcopale Sarda per il Servizio della carità e per le migrazioni, Simone Varisco della Fondazione Migrantes) Manuela De Marco di Caritas Italiana e dei due responsabili regionali di Migrantes e Caritas p. Stefano Messina  e Raffaele Callia  

Papa Francesco: la via per una convivenza pacifica è l’integrazione. Ieri l’incontro con la comunità Rom

15 Settembre 2021 - Città del Vaticano - “Voi nella Chiesa non siete ai margini…Voi siete nel cuore della Chiesa”. Papa Francesco ha incontrato, ieri sera, a Kosice, la più grande comunità rom in Slovacchia e ha ricordato le parole del suo predecessore, Papa Paolo VI, pronunciate nel settembre 1965 a Pomezia, invitando ad andare “oltre le paure, oltre le ferite del passato, con fiducia, passo dopo passo: nel lavoro onesto, nella dignità di guadagnare il pane quotidiano, nell’alimentare la fiducia reciproca”. Il Papa ha ringraziato “chi porta avanti questo lavoro di integrazione che, oltre a comportare non poche fatiche, a volte riceve pure incomprensione e ingratitudine, magari persino nella Chiesa”. “Cari sacerdoti, religiosi e laici, cari amici che dedicate il vostro tempo per offrire uno sviluppo integrale ai vostri fratelli e sorelle, grazie!. Grazie per tutto il lavoro con chi è ai margini", ha detto il Papa che ha rivolto un pensiero anche ai rifugiati e ai detenuti: “a questi, in particolare, e a tutto il mondo carcerario esprimo la mia vicinanza". E l’invito a non avere paura di “uscire incontro a chi è emarginato. Vi accorgerete di uscire incontro a Gesù”. E l’incoraggiamento, la benedizione e “l’abbraccio di tutta la Chiesa". Troppe volte “siete stati oggetto di preconcetti e di giudizi impietosi, di stereotipi discriminatori, di parole e gesti diffamatori. Con ciò – ha detto il pontefice - tutti siamo divenuti più poveri, poveri di umanità. Quello che ci serve per recuperare dignità è passare dai pregiudizi al dialogo, dalle chiusure all’integrazione perché “ghettizzare le persone non risolve nulla. Quando si alimenta la chiusura prima o poi divampa la rabbia. La via per una convivenza pacifica è l’integrazione”. È “un processo organico, un processo lento e vitale, che inizia con la conoscenza reciproca, va avanti con pazienza e guarda al futuro”. Essi “vogliono crescere insieme agli altri, senza ostacoli, senza preclusioni. Meritano una vita integrata, una vita libera. Sono loro a motivare scelte lungimiranti, che non ricercano il consenso immediato, ma guardano all’avvenire di tutti. Per i figli vanno fatte scelte coraggiose: per la loro dignità, per la loro educazione, perché crescano ben radicati nelle loro origini ma al tempo stesso senza vedere preclusa ogni possibilità”.  (Raffaele Iaria)  

GMMR: a Loreto la messa nazionale con mons. Coccia

14 Settembre 2021 - Roma - Domenica 26 settembre si celebra la 107ma Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato – GMMR. Tema di quest’anno “Verso un NOI sempre più grande”, pensato da Papa Francesco che, dopo la passata crisi sanitaria, vuole indicare “un chiaro orizzonte per il nostro comune cammino in questo mondo”. In Italia è stata scelta la Basilica Pontificia di Loreto come sede principale per la Santa Messa (teletrasmessa dalla RAI alle ore 11) che sarà presieduta da Mons. Pietro Coccia, Presidente de vescovi marchigiani Ma tutta la regione Marche è stata interessata alla preparazione per questo importante appuntamento. Macerata, Pesaro, Fano, San Benedetto del Tronto: in queste città come in molte parrocchie tante le iniziative organizzate a sostegno della GMMR. A Fano, per esempio, lo scorso 3 settembre presso il Centro parrocchiale, la giornalista e scrittrice Maria Pia Bonanate ha presentato il libro “Io sono Joy. Un grido di libertà dalla schiavitù della tratta”. Pesaro ha ospitato la Festa dei Popoli in collaborazione con la Caritas. Anche San Benedetto del Tronto, venerdì 17 settembre, ospita in piazza Nardone la Festa dei Popoli. A Fano, sabato 18 settembre alle ore 19 presso la Tensostruttura del Lido, è stato organizzato lo spettacolo teatrale “Nelle scarpe di Giufà”. Per sensibilizzare anche i bambini su questo tema, dalle 16,30 per loro è stato organizzato un laboratorio teatrale. A Loreto, sabato 25 settembre, giornata che precede la GMMR, alle ore 17 un incontro con mons. Franco Giulio Brambilla sul tema “La Santa Casa, la casa del Noi”. Ma a Loreto le luci sul tema del ‘NOI’ non si spegneranno il 26 settembre con la celebrazione della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. La cittadina marchigiana sarà ancora protagonista il 12 ottobre ospitando presso la Tensostruttura di Villamusone un incontro interreligioso “Maria, donna del NOI, nel Vangelo e nel Corano” con la teologa Viviana De Marco e la giornalista Asmae Dachan. (Nicoletta Di Benedetto)    

Roma: riapre in presenza la mensa di via Dandolo

14 Settembre 2021 - Roma - Da domani, mercoledì 15 settembre, la mensa dei poveri della Comunità di Sant’Egidio a Roma, in via Dandolo 10, a partire dalle 16.30, permetterà nuovamente ai senza fissa dimora e a tutti gli ospiti, molti stranieri, che normalmente la frequentano di sedersi a tavola. Negli ultimi mesi infatti, in questo centro – che non ha mai chiuso neanche durante il lockdown – i pasti venivano soltanto distribuiti e consumati altrove, per il rispetto delle misure dettate dalla pandemia. La svolta è stata permessa grazie all’apertura – il martedì e il giovedì pomeriggio - dell’hub vaccinale di Sant’Egidio che, dall’inizio di luglio, ha già realizzato la vaccinazione di alcune migliaia di persone che, per motivi ambientali e burocratici, sarebbero rimaste “invisibili” al sistema sanitario. Da domani, a questi ultimi, “oltre al vantaggio dell'importante protezione per la loro salute e per quella di tutta la popolazione, sarà restituita anche la dignità di poter sedere a tavola, grazie ai certificati vaccinali mentre chi non ha ancora non li possiede sarà comunque accolto, come sempre, e avrà la possibilità di ricevere un pasto da asporto, come è accaduto nei mesi passati”, spiega la comunità.  

Card. Bassetti: Mediterraneo “caleidoscopio delle crisi del mondo”

14 Settembre 2021 - Bologna - “Oggi, siamo ad un punto della storia umana in cui non possiamo più permettere che si affermino quelle dinamiche che ci rendono uno straniero all’altro, perché le sfide che abbiamo davanti richiedono di essere affrontate insieme e non da una parte a scapito dell’altra”. È un invito ad “invertire la rotta” e ad agire con “grande responsabilità ecclesiale e politica” quello lanciato oggi dal card. Gualtiero Bassetti, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, intervenendo alla sessione sul “Mar Mediterraneo: frontiera di pace” che si è svolta questa mattina a Bologna nell’ambito del “G20 Interfaith Forum”. L’arcivescovo ha richiamato la vocazione del Mediterraneo ad essere “laboratorio religioso, culturale e scientifico”, “luogo di incontro tra culture, religioni e popoli diversi”. “Altrimenti – argomenta il cardinale – si moltiplicano le tensioni e queste tensioni si ripercuotono ovunque: pensiamo, per esempio, ai movimenti migratori, alla questione dell’acqua, oppure alle questioni energetiche e, infine, anche alle questioni bioetiche”. “Mai come oggi, il Mediterraneo non è più soltanto un bacino marittimo che bagna tre continenti, spesso in conflitto tra loro”, ma “un angolo visuale fondamentale da cui guardare il mondo intero”. In questo mare, osserva Bassetti, “si affacciano e convivono tre tradizioni religiose che hanno contribuito a plasmare nei secoli” il “mondo mediterraneo”; è “un bacino solcato da navi mercantili che per motivi economici viaggiano in tutte le direzioni”; è “un mare drammaticamente percorso da un grande flusso di migranti – uomini, donne e bambini – che provengono dal Nord Africa, dall’Africa subsahariana, dal Corno d’Africa e dal Medioriente”. A questo proposito, il cardinale ha ricordato le parole di dolore pronunciate dal Papa il 13 giugno scorso quando ha detto che “il Mediterraneo è diventato il cimitero più grande d’Europa”. “Da questo punto di vista, purtroppo – sintetizza Bassetti -, il Mediterraneo è una sorta di caleidoscopio in cui si concentrano le crisi del mondo. Occorre invertire la rotta. È assolutamente necessario cambiare il passo di marcia. Con coraggio, carità e responsabilità!”. Per questi motivi, dopo l’incontro a Bari nel febbraio 2020, la Conferenza episcopale italiana richiama di nuovo i vescovi ad incontrarsi a Firenze nel 2022.  Negli stessi giorni, per iniziativa del sindaco di Firenze, Dario Nardella, anche i sindaci del Mediterraneo si incontreranno a Firenze. “Mentre la comunità internazionale fatica a trovare prospettive di soluzione ai drammi del Mediterraneo”, queste due iniziative – dice Bassetti – sono “davvero” un segno di “una grande responsabilità ecclesiale e politica”.

“Uomo a mare… autori di nuovi pezzi sul Mediterraneo”: a Mazara del Vallo il seminario Fisc

14 Settembre 2021 - Mazara del Vallo – Da giovedì 16 settembre a sabato 18 si terrà a Mazara del Vallo il seminario di formazione “Monsignor Alfio Inserra”, organizzato dal giornale diocesano “Condividere”, dalla Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici) e dalla Uila. Tema dell’edizione di quest’anno è “Uomo a mare! Autori di nuovi pezzi sul Mediterraneo”: «L’incipit è la frase di rito che viene pronunciata quando ci si trova nella peggiore emergenza d’affrontare e, cioè, quando qualcuno cade in mare mentre si naviga – spiega il direttore di “Condividere” Max Firreri – in un contesto più allargato, come tema del seminario, quella frase d’allarme vuole rappresentare una situazione grave che si registra nel Mediterraneo: non solo migranti ma anche l’ambito dei pescatori dei quali si parla solamente quando succedono fatti di cronaca. Ma c’è di più: l’allarme per lo stato di salute del Mediterraneo, la questione ecologica e mondo della pesca (al quale Mazara del Vallo è legato da un filo inossidabile), fatto di uomini e di economia». Il seminario, oltre che della Diocesi e del Comune di Mazara del Vallo, è patrocinato dal Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale. «L’idea del tema di questa nuova edizione, la prima in presenza dopo il periodo di pandemia, ruota attorno al Mediterraneo, visto da prospettive diverse e non solo da quella più dibattuta/comune delle migrazioni – spiega il vescovo, mons. Domenico Mogavero – da qui la sfida che lancia il seminario ai giornalisti: diventare autori di nuovi pezzi su questo mare. Spiegarlo attraverso i racconti e i volti degli uomini».

Papa Francesco: oggi incontro con i rom in Slovacchia

14 Settembre 2021 - Città del Vaticano - Oggi il Papa vivrà la seconda giornata interamente slovacca del viaggio iniziato domenica scorsa in Ungheria per la conclusione del 52° Congresso eucaristico. Tra gli appuntamenti, alle 15.45, a Kosice, per la precisione nel distretto Lunik IX dove si registra la più alta densità di popolazione rom dell’intero Paese. Lunik IX è uno dei 22 distretti della città diventato un "ghetto", il più grande d’Europa. Una zona abitata da oltre 4.300 persone che presenta notevoli problemi alle infrastrutture: le abitazioni sono prive di gas e acqua corrente, disponibile solo per poche ore al giorno, e manca un vero e proprio sistema di riscaldamento.  

In Famiglia: Giuseppe e i suoi fratelli

14 Settembre 2021 - La storia di Giuseppe è un racconto a sé stante all’interno della Genesi e occupa un ampio numero di capitoli, dal 37 al 50, con la fine del libro stesso. La vicenda è molto articolata, ha dei tratti avventurosi ed altri tesi alla riflessione e non ci è dato di percorrerla in tutti i suoi dettagli. Vi sono, però degli elementi ricorrenti nelle narrazioni bibliche che abbiamo già affrontato e degli aspetti peculiari che si possono mettere in evidenza sempre con lo scopo di illuminare le dinamiche famigliari che la Scrittura offre ai suoi lettori. In primo luogo Giuseppe si presenta come “il favorito”, il figlio che Giacobbe ha avuto in età avanzata dall’amata Rachele e a cui è legato più che ad ogni altro figlio. Un atteggiamento che di per sé non è pedagogicamente corretto, che oggi facilmente giudichiamo negativo per l’equilibrio famigliare, ma che la Bibbia non ha timore di mettere in campo. Anche i patriarchi, come tutti i padri, sbagliano, fanno preferenze e Giacobbe, così, si rende responsabile dell’invidia e dell’astio dei fratelli maggiori nei confronti di questo enfant prodige. Giuseppe stesso, talentuoso e arguto, sembra non rendersi neanche conto di quanta “distanza” sta mettendo fra i suoi fratelli. L’interpretazione dei sogni che ha come talento innato non la tiene come dote per sé, ma la ostenta suscitando l’ira di coloro che lui stesso indica come a lui in qualche modo inferiori. Non ci meraviglia, quindi, che scatti ancora l’impeto della violenza fraterna. Il complotto per assassinarlo, la mediazione del fratello maggiore Ruben che non vuole ricada su di loro il suo sangue, il compromesso della vendita ai mercanti diretti in Egitto (Gn 37). Per Giuseppe la vita cambia in modo radicale, è sbalestrato in un altro mondo, eppure – ci viene da pensare – egli rimane persona integra e che non si ripiega su se stessa. Questo gli permette di rendersi prezioso agli occhi di Potifar, il saggio padrone egiziano e di resistere alla lussuria della moglie di lui, a costo della disgrazia e della prigione per la menzogna vendicativa di lei (Gn 39). Ma anche in carcere Giuseppe mantiene la sua rettitudine e, mettendo a frutto il suo talento interpretativo dei sogni e la sua saggezza, si trova nuovamente in una condizione di favore nei confronti questa volta del faraone stesso che lo rende amministratore unico di tutti i beni d’Egitto e “capo del sistema di emergenza” in vista della carestia (Gn 40-41). È a questo punto che nella vita di Giuseppe interviene un elemento nuovo: la possibilità di perdonare chi gli ha fatto del male. Fino a questo punto il Signore lo ha assistito e sostenuto ed egli non ha mai perso la fede, ora ha l’occasione di dimostrare ai suoi fratelli che nel suo cuore non c’è rancore, non c’è risentimento. Il racconto si dilunga in tanti passaggi, è come se Giuseppe volesse mettere alla prova i fratelli, vedere fino a che punto sono legati a loro padre Giacobbe, all’amato fratello Beniamino, ma al termine di queste trattative che vedono i dieci figli di Giacobbe ignari di tutto, c’è il pianto di commozione di Giuseppe (Gn 42,24), l’amore che prevale sull’odio. Giuseppe trattiene Simeone e chiede di portare Beniamino, i fratelli convincono a fatica l’anziano padre Giacobbe, ma tutto è finalizzato alla riconciliazione: Giuseppe si fa riconoscere e abbraccia i fratelli piangendo di gioia. Si tratta di una grande lezione sul perdono che porta frutti perché il popolo di Giacobbe, sulla scorta di questa pace ristabilita può trasferirsi in Egitto e l’anziano padre può stringere al collo il figlio che credeva morto da molti anni (Gn 46,29-30). Il perdono è fecondo, fa superare la carestia, riunisce una grande famiglia fatta di tanti figli che il testo ama nominare uno a uno e contare con numeri che hanno valore simbolico (Gn 46, 1-26), che indicano la benedizione di Dio sulla libertà di un uomo che ha saputo andare oltre la logica del “dente per dente”. Giacobbe anziano può morire sereno benedicendo tutti i suoi figli e chiedendo di essere sepolto nella terra affidatagli da Dio, insieme ai suoi avi (Gn 47,27- 50,14). Ma anche adesso i fratelli non devono temere Giuseppe perché lui non si mette al posto di Dio e anzi riconosce come da un male è scaturito un bene (Gn 50, 15-21). Anche Giuseppe sazio di giorni, lascerà i suoi cari non prima di aver chiesto di conservare le sue ossa (Gn 50,22-26). La storia continua: una famiglia ha saputo superare errori e traversie e ricomporsi e da qui prosegue il lungo cammino del popolo di Israele verso la terra che il Signore ha promesso. (Giovanni M. Capetta – Sir)