Primo Piano

Festival della Migrazione: domani ospite il Presidente di Migrantes, mons. Gian Carlo Perego

5 Novembre 2021 - Mons. Gian Carlo Perego, Presidente di Fondazione Migrantes e Arcivescovo di Ferrara-Comacchio, sarà ospite dell’ultima giornata del Festival della Migrazione. Mons. Perego parlerà alle ore 11.30 a Palazzo Europa a Modena e in diretta streaming su www.festivalmigrazione.it, sul tema ‘Fedeli tutti. La partecipazione attiva e corresponsabile dei migranti nella Chiesa locale’. L’ultima giornata sarà aperta alle 10 da una sessione online sulle seconde generazioni (con, tra gli altri, la giornalista Paula Baudet Vivanco, Simohamed Kaabour del Conngi, Omar Neffati del movimento italiani senza cittadinanza, Ayoub Saidi di Next Generation Italy, Josef Yemane Tewelde di Black Lives Matter Roma e dell’onorevole Angela Schirò). Dopo l’intervento di mons. Perego, alle 14.30 online, le testimonianze di comunità migranti coordinate da Irma Romero di Tefa Colombia. Alle 16 un momento particolarmente significativo: il flash mob in piazza Torre e via Emilia Centro a Modena, con le associazioni giovanili che si occupano del tema, e alle 17, ancora a palazzo Europa oltre che online, la conclusione con l’incontro tra gli onorevoli Delrio, Ascari e Ungaro sull’agenda politica proposta dal comitato scientifico del Festival. Alle 18 il professor Maurizio Ambrosini traccerà le conclusioni, mentre alle 21 nella parrocchia di San Lazzaro l’incontro con gli autori della mostra Panta Rei, Anna Clementi e Diego Saccora. La mostra resterà aperta fino a domenica 7 novembre. Il Festival della Migrazione è promosso da Fondazione Migrantes della Cei, da Porta Aperta come capofila di una cinquantina di organizzazioni, dall’Università di Modena e Reggio Emilia e il Centro di Ricerca Interdipartimentale su Discriminazioni e Vulnerabilità e da Integriamo, con il patrocinio e il sostegno di Regione Emilia-Romagna, Comune di Modena, Comune di Carpi, Acri (Associazione di Fondazioni e Casse di Risparmio) e diversi altri enti locali, gode inoltre del sostegno del Csv Terre Estensi e di Fondazione di Modena e del contributo di Bper Banca, Fondazione Sias e Menù.

Scuola: in arrivo le nuove linee guida del Ministero per l’integrazione nella scuola degli studenti stranieri

5 Novembre 2021 -

Modena - Saranno presto disponibili le nuove linee guida sull’integrazione degli alunni stranieri con un aggiornamento di quelle datate 2014. La notizia è stata resa nota dai dirigenti del Ministero dell’Istruzione nel corso del seminario ‘Costruttori di ponti – Di generazione in generazione’ al Festival della Migrazione di Modena in corso fino a domani. Il Ministro Patrizio Bianchi ha dettato chiaramente la linea: “Il concetto di integrazione prevede che cambiamo tutti e due, non solo uno dei due. La nostra idea è che si è cittadini perchè lo era il mio babbo, o per una procedura burocratica: invece si è cittadini se accettiamo valori comuni e allora dobbiamo trovare i valori comuni di un Paese, di una nazione, di una comunità. E per trovare questi valori abbiamo una guida che non invecchia mai, la nostra Costituzione. Questa dice che i diritti individuali nel nostro Paese si devono sposare col dovere della solidarietà. Dobbiamo ribadire i valori fondanti della nostra Repubblica e qui si innesta il diritto di cittadinanza e questo non riguarda solo chi giunge da fuori, ma anche quelle che sono dentro: tutti dobbiamo chiederci se siamo a pieno titolo cittadini di questo Paese, se condividiamo gli stessi valori”. Maurizio Certini, direttore del centro studi Giorgio La Pira e membro della Consulta Nazionale per le Migrazioni della Fondazione Migrantes, ha ricordato l’importanza dello scambio interculturale e intergenerazionale: “Oggi comprendiamo che i muri non servono, servono ponti di unità e di dialogo. Il mondo o si unisce o perisce”. Albertina Soliani, presidente della Fondazione Cervi, ha fissato l’obiettivo: “La coesione, l’essere comunità, vogliamo continuare a lavorare per questo. La scuola e la società cosa stanno diventando e cosa pensano delle migrazioni? La scuola è competente sulle dinamiche culturali e sull’integrazione? Forse devono cambiare alcuni parametri culturali, la scuola deve essere competente e pensare a una nuova educazione civica. Noi abbiamo ragazzi aperti al mondo, che studiano e che viaggiano e a cui dobbiamo dare risposte”. Tra gli ospiti del seminario alcune esperienze delle seconde generazioni. Il rapper italo egiziano Amir Issaa, ad esempio, ha spiegato: “Durante l'infanzia e l'adolescenza mia madre mi ha fatto cambiare nome in ‘Massimo’ per rendere le cose più facili agli altri, e intorno al nome italiano in contrasto a quello straniero si costruisce un'identità. Noi italiani di seconda generazione abbiamo tutti storie diverse, quello che dico ai ragazzi è di non vergognarsi della propria identità. Quando vado all’estero, ad esempio a New York dove mi reco spesso per lavoro, tutti mi considerano un artista italiano: purtroppo in Italia c’è una legge che non è ancora adeguata". Marwa Mahmoud, del centro culturale Mondinsieme, ha confermato: “Tanti ragazze e ragazzi si sentono e sono italiani senza aver riconosciuto questo diritto: non dobbiamo dimenticare che essere o meno cittadini fa molta differenza. La scuola è il luogo privilegiato per coltivare la costruzione continua di ponti, è il luogo dove si crea il senso di appartenenza e cittadinanza”. E’ intervenuta anche Yiyun Zhang, una madre di origine cinese: "Durante la pandemia molti problemi hanno colpito l'istruzione, sia per quanto riguarda i bambini stranieri che gli italiani. Tutto questo ha aumentato il peso sulle famiglie e sui bambini", mentre Saadia Parveen ha ricordato che “i migranti di seconda generazione si confrontano con una realtà diversa da quella dei propri genitori e perciò manca loro una guida nelle difficoltà". Simohamed Kaabour ha chiosato: "È importante indagare il rapporto generazionale per evitare conflittualità. Da una parte ci sono i genitori immigrati, dall'altra i figli che crescono in un nuovo Paese".

Papa Francesco visiterà l’isola di Lesbo

5 Novembre 2021 - Città del Vaticano - "Come annunciato, Papa Francesco si recherà a Cipro dal 2 al 4 dicembre prossimi, visitando la città di Nicosia, e in Grecia dal 4 al 6 dicembre, visitando Atene e l’isola di Lesvos". La conferma, questa mattina, del direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Matteo Bruni. Il Papa  si recherà nei Paesi su "invito delle Autorità civili ed ecclesiastiche locali", spiega Bruni.

Un bimbo nasce nella carovana di migranti in Messico

5 Novembre 2021 - Viaggi in bilico tra la vita e la morte, tra speranze e sogni infranti. Sono le tante storie di migranti, di uomini, donne e bambini costretti a sfidare mare e deserti, a percorre chilometri in cerca di futuro. Questa volta, fortunatamente, è arrivato “un fiocco azzurro” nella carovana di migliaia di migranti, per lo più centramericani e haitiani, in marcia da oltre dieci giorni nel sudest del Messico, per chiedere pace, giustizia e libertà dei migranti. Si chiama Kevin Alfred e, secondo le agenzie di stampa, è nato di otto mesi, martedì scorso, in un ospedale di Tonalá, nel Chiapas. Nella carovana migratoria ci sono almeno altre 60 donne in stato di gravidanza. La madre del piccolo, ventisettenne di origine haitiana, ha perso il marito a Panamá e, nonostante la gravidanza, ha deciso di proseguire il suo viaggio verso il Messico, dove si è unita al gruppo composto da circa 4.000 persone. Il folto gruppo si è messo in moto il 23 ottobre scorso, con l’obiettivo di raggiungere Città del Messico e raccogliere risposte sulle richieste di asilo, dopo che le autorità messicane hanno contrastato l’avanzata di quattro carovane di migranti all’inizio di settembre, partite da Tapachula, un comune del Chiapas al confine con il Guatemala. All’epoca, diverse agenzie dell’Onu e ong hanno criticato l’uso della forza nelle operazioni per spezzare le carovane. Intanto, anche da quest’altra parte dell’oceano continua il dramma dei migranti, con centinaia che tentano di attraversare il Canale della Manica. Ieri, almeno 400 persone sono state tratte in salvo nel naufragio di diverse imbarcazioni sovraccariche. Nelle ultime ore, invece, il corpo di un migrante è stato recuperato al largo di Dunkerque, mente un altro risulta disperso. Si presume sia annegato. Si tratta comunque del secondo incidente letale in pochi giorni: la scorsa settimana tre migranti sono probabilmente anche loro annegati al largo della costa di Harwich, nell’Essex. I tentativi di attraversamento del canale tra Francia e Gran Bretagna sono, infatti, ripresi con intensità negli ultimi giorni. Si stima che, ieri, oltre 500 migranti abbiano raggiunto il Regno Unito. Sono, invece, ottocento i migranti a bordo della nave Sea Eye 4 diretti verso Lampedusa, dopo essere stati soccorsi in acque Sar maltesi. «È una vergogna che Malta abbia ignorato le chiamate di aiuto», affermano le ong Sea Eye e Mission Lifeline, che hanno intercettato le due barche di legno sulle quali si trovavano i migranti. Una delle due aveva una falla e stava imbarcando acqua.    

Certini: “occorrono buoni maestri

4 Novembre 2021 -
Modena - “Oggi, sebbene assistiamo drammaticamente all’innalzamento di tanti muri, credendo così di proteggere la nostra integrità, comprendiamo anche che i muri non servono, ma che servono i Ponti. In un mondo che può trovare la propria sicurezza solo nel cammino faticoso dell’unità e del dialogo tra tanti, in un mondo che o si unisce o perisce”. Lo ha detto Maurizio Certini, Membro della Consulta Nazionale per le Migrazioni della Fondazione Migrantes, che oggi ha portato il saluto della Fondazione  alla tavola inaugurale della VI edizione del Festival della Migrazione, “Cittadini tutti” che si è aperto oggi a Modena (fino a sabato). L’intervento di Certini, che ricopre anche la carica di direttore del Centro Internazionale Studenti “Giorgio La Pira” di Firenze, si è inserito all’interno del seminario “Costruttori di ponti: Di generazione in generazione”. Si tratta, ha aggiunto, di “una idea che ci sollecita come scuola che interagisce vantaggiosamente con la società civile, che collabora con il territorio di cui è parte, e che ci spinge a riflettere per elaborare visioni nuove di fronte al mutamento costante della società; oggi una società sempre più oggettivamente multiculturale che vuole costruire ponti relazionali”. “Non muri ma ponti”: a fare di questa metafora il suo “cavallo di battaglia” (battaglia di pace), ha ricordato Certini, fu proprio Giorgio La Pira, proclamato venerabile da Papa Francesco. “Questa stessa idea – ha proseguito – è a fondamento della nostra Carta Costituzionale: il dialogo tra diversi per una meta comune fu la forza dei nostri Costituenti che seppero darci nuovi strumenti di democrazia, di cura di cultura e di saperi. Ed ecco ancora l’educazione e la scuola come diritto di tutti entrare in gioco da protagonista. Occorre conoscere, occorre studiare la realtà e la storia, capire l’interdipendenza in tutti i campi, occorrono buoni maestri, che sappiano credere nel proprio lavoro, e che sappiano interrogarsi di fronte alle cose nuove. Perché la capacità nel costruire Ponti relazionali – ha concluso Certini – non si improvvisa, come non si improvvisa la capacità di dialogare. Occorre farne esperienza, occorre, oltre alla capacità di vedere e di comprendere le tante crisi, il gusto di scoprire e sostenere i fenomeni positivi che abbiamo intorno e che portano il mondo verso la costruzione di ponti”.

Vangelo Migrante: XXXII domenica del Tempo Ordinario (Vangelo Mc 12, 38-44)

4 Novembre 2021 - Il Vangelo ci mostra due figure contrapposte: gli scribi ed una vedova. I primi prendono la vita dal giudizio degli altri. Per timore di non avere una propria vita, fanno derivare quello che sono dalle apparenze: “amano passeggiare il lunghe vesti, ricevere i saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti”. Si tratta di vite miserabili fondate sulla vanagloria e su un’ansia da riconoscimento che derivano dalla paura di svanire nel nulla, di non essere importanti e di non essere proprio. Per cui la vita prende energia dalla paura dell’oblio. È la nostra realtà più vera: noi non abbiamo sostanza per noi stessi; non a caso il Vangelo prosegue descrivendo che per sussistere, essi “divorano le case delle vedove e pregano a lungo per farsi vedere”. Il palco va sostenuto anche dai soprusi. A questi, Gesù contrappone il comportamento di una vedova che nel tesoro del tempio versa tutto quello che ha: due monetine. Anche lei dipende. Non si tratta di una persona poco abbiente; quella donna, dice il Vangelo, è proprio una mendicante: la sua vita dipende da tutto quello che gli arriva. Questa condizione, tuttavia, non le toglie il desiderio di donare a Dio tutto quello che ha. La sua vita è totalmente votata alla dipendenza ultima che è da Dio. E viene vista da Gesù. È questa l’immagine con cui l’evangelista conclude il racconto della vita pubblica di Gesù, una sorta di ultima chiamata per rientrare realmente in rapporto con Dio. Dio non chiede molto o poco: chiede tutto. Ciò che ci fa vivere veramente è la sua provvidenza. Questa pagina ci fa capire che o la nostra anima riposa in Dio o l’alternativa è lo scriba: vivere delle nostre opere e dello sguardo altrui. Finchè non mettiamo a disposizione di Dio tutto quello che abbiamo dipenderemo da quelle cose che esibiamo e difendiamo, ma non da Dio. Non c’è una terra di mezzo. Una vita cristiana a metà, è grottesca. Chi sceglie Dio, avrà sia Dio che il mondo perché vivrà in questo mondo libero e secondo figliolanza. Chi sceglie il mondo, avrà solo il mondo con le sue paure e le sue ansie. Che, ahinoi, si vedono tutte! (p. Gaetano Saracino)  

Una Italia fuori dall’Italia

4 Novembre 2021 - Roma - La presentazione del Rapporto Italiani nel Mondo e un convegno delle Missioni cattoliche Italiane in Europa. Sono le due iniziative promosse dalla Fondazione Migrantes che si svolgeranno dal 9 al 12 novembre prossimo. Il 9 novembre la presentazione, dalle ore 10, presso l’Auditorium V. Bachelet del TH Roma Carpegna Palace (sito via Aurelia), del Rapporto Italiani nel Mondo 2021 della Fondazione Migrantes. Giunto alla XVI edizione, questo progetto ha coinvolto anche quest’anno diversi autori, misurandosi con la crisi pandemica che ha coinvolto anche la mobilità degli italiani e la vita dei nostri connazionali residenti all’estero. Diverse le indagini specifiche, molte le riflessioni tematiche e, nel volume di circa 600 pagine con contributi di 75 autori da ogni parte del mondo - un viaggio in 34 città del mondo dove vivono comunità̀ italiane vivaci e residenti da più o meno tempo. Di queste comunità̀ italiane all'estero vengono raccontate storie, riportati numeri, descritte problematiche, esposti i punti di forza e quelli di debolezza in modo che il lettore possa, alla fine del viaggio, essere a conoscenza di come, in ciascuno dei luoghi considerati, le italiane e gli italiani in mobilità hanno vissuto e stanno vivendo la pandemia globale.  Il volume raccoglie le analisi socio-statistiche delle fonti ufficiali, nazionali e internazionali, più accreditate sulla mobilità dall’Italia e si occupa, contestualmente, del movimento migratorio interno al Paese. L’incontro si terrà in presenza nel rispetto della normativa sanitaria vigente. Sarà comunque possibile seguire la presentazione in diretta streaming, attraverso i canali social della Conferenza Episcopale Italiana. Inoltre dal pomeriggio del 9 novembre (fino al 12 novembre) si terrà il convegno “Gli italiani in Europa e la missione cristiana” che vedrà la partecipazione, tra gli altri, dei cardinali Gualtiero Bassetti e Anders Arborelius, di Mons. Gian Carlo Perego e Mons. Jean Kockerols. Il convegno si aprirà con il saluto dell’arcivescovo, mons. Gian Carlo Perego, Presidente della Commissione CEI per le Migrazioni e della Fondazione Migrantes e di don Giovanni De Robertis, Direttore generale della Fondazione Migrantes. Seguirà una relazione su “Le persone migranti nella prima evangelizzazione dell’Europa” affidata a d. Saverio Xeres della Facoltà Teologica di Milano. La giornata terminerà con la celebrazione eucaristica presieduta dal card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana. In serata il Docufilm: “Non far rumore. La storia nascosta dei bambini clandestini”. Saranno presenti: Mario Maiellaro (regista), Alessandra Rossi (autrice RAI 3) e Toni Ricciardi (storico, Università di Ginevra). Il giorno successivo una relazione su “La mobilità umana: fermento della nuova evangelizzazione dell’Europa” affidata al card. Anders Arborelius, vescovo di Stoccolma e Responsabile della Sezione Migrazioni della Commissione per la Pastorale Sociale del CCEE. Seguirà mons. Perego che si soffermerà su “La mobilità italiana: fermento della nuova evangelizzazione dell’Europa” e la Testimonianza di Lorenzo Mannelli, emigrato in Belgio. Nel pomeriggio lavori di gruppo e celebrazione eucaristica presieduta dal card.  Arborelius. In serata “La profezia di don Tonino Bello e i migranti” affidata a Giancarlo Piccinni, Presidente della Fondazione don Tonino Bello. Giovedì 11 novembre due interventi su “Quali comunità di lingua italiana per la missione cristiana oggi?” affidate a mons. Jean Kockerols, vescovo ausiliare di Bruxelles-Malines e a p. Antonio Grasso, responsabile della Missione Cattolica di lingua italiana di Berna. Al termine la celebrazione eucaristica presieduta da mons. Kockerols. Venerdì 12 novembre la Santa Messa conclusiva presieduta da mons. Perego seguita dalle relazioni dei gruppi di studio e dalla consegna del mandato. (Raffaele Iaria)

Cei: siglato il Protocollo per la realizzazione di corridoi umanitari

4 Novembre 2021 -
Roma - È stato siglato oggi, 4 novembre, al Viminale, il Protocollo di intesa tra il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale - Direzione Generale per gli Italiani all’Estero e Politiche migratorie, il Ministero dell’Interno - Dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione, la Conferenza Episcopale Italiana, la Comunità di Sant’Egidio, la Federazione delle Chiese Evangeliche, la Tavola Valdese, ARCI, INMP, UNHCR per la realizzazione del progetto “Corridoi umanitari/Evacuazioni per l’Afghanistan”.
L’intesa permetterà l’ingresso legale e in sicurezza di 1200 cittadini afghani in evidente bisogno di protezione internazionale nell’arco di due anni, con la possibilità di estendere la durata a 36 mesi. Secondo quanto previsto, il progetto verrà sviluppato in Pakistan e Iran, ed in eventuali altri Paesi di primo asilo/Paesi di transito. Le persone che arriveranno in Italia saranno accolte in diverse diocesi dove, con il supporto delle Caritas locali, saranno sostenute in un percorso di integrazione e inclusione.
“Proseguiamo nella positiva sperimentazione dei corridoi umanitari che, a partire dal 2017, hanno permesso alla Chiesa che è in Italia di farsi prossima a quanti necessitano di protezione internazionale. La  CEI ha già contribuito ad offrire un’alternativa legale a oltre mille persone provenienti dall’Etiopia, dal Niger, dalla Turchia, dalla Giordania”, afferma Mons. Stefano Russo, Segretario Generale della CEI. “I corridoi umanitari – aggiunge – rappresentano una via sicura per coloro che sono costretti a fuggire dalla propria terra e, allo stesso tempo, dimostrano che soggetti istituzionali, governativi e non, della società civile e religiosa possono cooperare fattivamente per trovare soluzioni concrete al dramma delle migrazioni. Per questo auspichiamo che quello dei corridoi umanitari diventi uno strumento strutturale di gestione delle politiche migratorie”.

“Essere cittadino significa condividere i valori della Costituzione”: aperta la VI edizione del Festival della Migrazione

4 Novembre 2021 - Modena - “Essere cittadino significa condividere il valore comune di una nazione, di un Paese, di una comunità e i nostri valori sono chiariti dalla Costituzione”. Il Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, ha detto queste parole intervenendo al seminario ‘Costruttori di ponti’ che ha aperto la sesta edizione del Festival della Migrazione di Modena. Bianchi ha messo al centro il tema della cittadinanza soprattutto a partire dagli studenti e proprio i giovani sono protagonisti di questa edizione del Festival, aperto dal portavoce Edoardo Patriarca: “Cittadini tutti è giustapposto al ‘Fratelli tutti’ di Papa Francesco. Siamo per una fraternità a tutto tondo, con pari diritti. Il tema delle migrazioni deve essere visto come un'opportunità: si tratta di una sfida da affrontare insieme". L’arcivescovo di Modena e vescovo di Carpi, mons. Erio Castellucci, ha spiegato: “Può diventare cittadino chiunque dia un apporto alla convivenza civile. Escludere dalla cittadinanza chi accetta i nostri valori significa venire meno ai diritti fondamentali", mentre il sindaco di Modena, Gian Carlo Muzzarelli e il sottosegretario alla Presidenza della Regione Emilia-Romagna, Davide Baruffi, hanno insistito sul messaggio lanciato da questa iniziativa: “E’ un messaggio di speranza, la cittadinanza prevede diritti e doveri”, ha spiegato il sindaco. “E’ importante - ha sottolineato Baruffi - tenere aperto il nostro territorio per chi viene ad arricchire la nostra comunità”. Il Presidente di Acri, Francesco Profumo, ha sottolineato: “L’approccio emergenziale al tema si è rivelato miope e dobbiamo superarlo. Quello delle migrazioni è un tema da affrontare con rigore, a partire dai numeri e con un approccio fondato sulla solidarietà. Le Fondazioni di origine bancaria ci sono, fanno parte di quel terzo settore che si impegna su questi temi con serietà e valorizzando il i migranti, che non solo beneficiari ma protagonisti del loro riscatto”. Il Presidente della Fondazione di Modena, Paolo Cavicchioli, ha spiegato: “L'inclusione e la partecipazione sono elementi costituenti del nostro sistema democratico. La crescita non può prescindere da un rafforzamento dell'inclusione”, mentre il Rettore dell’Università di Modena e Reggio Emilia, Carlo Adolfo Porro, ha chiuso: “Il tema delle migrazioni richiede una riflessione lontana dai luoghi comuni; è necessario partire dal comune denominatore di appartenenza all'umanità”. Il Festival della Migrazione è promosso da Fondazione Migrantes della Cei, da Porta Aperta come capofila di una cinquantina di organizzazioni, dall’Università di Modena e Reggio Emilia e il Centro di Ricerca Interdipartimentale su Discriminazioni e Vulnerabilità e da Integriamo, con il patrocinio e il sostegno di Regione Emilia-Romagna, Comune di Modena, Comune di Carpi, Acri (Associazione di Fondazioni e Casse di Risparmio) e diversi altri enti locali, gode inoltre del sostegno del Csv Terre Estensi e di Fondazione di Modena e del contributo di Bper Banca, Fondazione Sias e Menù.    

Mons. Perego: le due parole chiave del Festival della Migrazione

4 Novembre 2021 - Modena - Cittadini tutti, sono le due parole chiave, il leit-motiv della sesta edizione del Festival della Migrazione che si svolge in questi giorni. La pandemia ha cambiato la nostra vita, più il virus ha circolato velocemente più ci siamo fermati noi, costringendo economia e società, vita personale e collettiva ad un improvviso reset. Molti commentatori hanno descritto il Covid 19 come un “virus democratico”, perché colpisce tutti indistintamente; non è così: la crisi sanitaria e poi sociale ed economica ha colpito più duramente alcune fasce di popolazione, le più vulnerabili. Il rapporto Istat sulle povertà lo conferma: sono dati già noti a coloro che studiano il fenomeno. La pandemia ha bloccato ogni intervento di accoglienza sia nazionale che europeo: non solo i soccorsi in mare, ma anche ogni intervento o tentativo di organizzazione successivo. Da qui la scelta del titolo: “Cittadini tutti!” per questa edizione del Festival della Migrazione. Oggi la sfida delle migrazioni non riguarda più soltanto l’accoglienza di chi arriva da noi, ma la capacità di costruire un Paese dove le diversità, la presenza di persone di Paesi, culture e religioni diverse, sappiano comporsi in una realtà più ricca, diversa, ma unita. Per troppo tempo abbiamo pensato che fosse sufficiente salvare chi annegava in mare (e purtroppo continua anche oggi ad annegare nell’indifferenza di tanti!) e portarlo in qualche porto italiano. Invece questo è solo il primo passo. La vera sfida è, come ci ha ricordato papa Francesco, proteggere, promuovere, integrare. Senza queste azioni non c’è vera accoglienza, non si costruisce la città. (mons. Gian Carlo Perego, Arcivescovo, Presidente Fondazione Migrantes)    

L’emigrazione nelle opere degli artisti visivi Luis Souza Cortés e Angeles Martinez Pastorino

4 Novembre 2021 - Roma - Osservare il tema dell’emigrazione attraverso il linguaggio estetico e visuale. È questo l’obiettivo dei due artisti uruguaiani Luis Souza Cortés e Angeles Martinez Pastorino che, attraverso le astrazioni, i colori, le linee e le immagini video, intendono entrare in contatto con il pubblico, evocando l’esperienza migratoria non unicamente nel suo significato più̀ profondo, che è quello del viaggio, ma in una prospettiva ben più̀ ampia, che guarda all’emigrazione come condizione dell’esistenza umana. Ed è proprio per approfondire l’importanza di queste riflessioni che venerdì̀ 5 novembre, alle ore 17:30, il Museo Regionale dell’Emigrazione di Frossasco inaugura la mostra d’arte che accoglierà̀ le esposizioni dei due artisti: “Il Viaggio. Allusioni e Metafore” e “I sogni di Dorothée”.  

Voltati, ma nella direzione giusta

4 Novembre 2021 - L’evoluzione tecnologica riserva sempre sorprese con un forte impatto sociale, culturale, politico e anche linguistico. Non sarà infatti sfuggito il termine metaverso, da qualche giorno tornato alla ribalta. Derivato dal greco μετά (= con, dopo, oltre) e dal latino versus (participio passato di vertĕre = volgere), letteralmente significa “volto in altra direzione”. Il vocabolo è stato coniato da Neal Stephenson, nel romanzo cyberpunk Snow crash (1992), per indicare uno spazio tridimensionale all’interno del quale persone fisiche possono muoversi, condividere e interagire attraverso avatar personalizzati. Insomma, una sorta di Second Life, ora riproposta come 2.0, in quanto integrazione tra uomo, realtà virtuale e aumentata e internet. Al di là dei tecnicismi, non deve sfuggire l’impegno alla conoscenza di ciò che avviene. Non sono semplici passaggi o evoluzioni, ma indicano anche un indirizzo preciso di comprensione della realtà. E se quell’oltre sganciasse o contrapponesse a ciò che circonda? Come comunicatori siamo chiamati, più di altri, a volgere lo sguardo nella giusta direzione perché il futuro passa sempre da un orizzonte di senso. (Vincenzo Corrado)  

Migrantes: il 15 novembre la presentazione del Rapporto Immigrazione a Vicenza

4 Novembre 2021 - Vicenza – Sarà presentato lunedì 15 novembre, alle 10,30 al Centro Diocesano " Mons. Onisto" - Sala ex Palestra dall'Ufficio Migrantes della diocesi di Vicenza l'edizione trentennale del Rapporto Immigrazione Caritas Italiana e Fondazione Migrantes. L'incontro è promosso dall''Ambito prossimità' con Migrantes Vicenza, Pastorale della Salute, Missio Vicenza, Caritas diocesana. Il rapporto rappresenta un appuntamento- aggiornamento, ogni anno puntuale e preciso, con i numeri, i contorni e le dimensioni del fenomeno migratorio. A presentarlo don Giovanni De Robertis, Direttore generale della Fondazione Migrantes insieme al Direttore de “La Voce dei Berici”, Lauro Paoletto.    

Festival della Migrazione: domani l’apertura con il seminario “Costruttori di ponti”

3 Novembre 2021 - Modena - La VI edizione del festival della Migrazione si aprirà, domani mattina, con il seminario “Di generazione in generazione” promosso dalla Fondazione Migrantes insieme al Ministero dell'Istruzione e all’Istituto Alcide Cervi presso l’Aula Magna del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Modena. Nel corso del seminario si cercherà di rispondere a molti interrogativi quanto mai attuali: come sono oggi i “ponti” tra anziani e giovani, tra genitori e figli? Qual è il loro stato di salute? Che tipo di trasmissione, di passaggi, di consegne, di eredità ci sono tra le generazioni nella nostra società? E che relazioni, ostacoli, distanze ci sono tra le generazioni dell’immigrazione? Le nuove generazioni dell’immigrazione sono “digitali”, come le nostre, ma forse sono più cosmopolite e più interculturali e proiettate verso la cultura del paese in cui vivono, ma questo crea anche distanza, incomprensioni, lacerazioni, a volte drammatiche, con le famiglie d’origine. Non ci sono, quasi, i nonni e gli anziani nelle vite delle nuove generazioni dell’immigrazione: al contrario, da noi, paese di anziani, sono invece molto presenti. Ma in che modo sono presenti? C’è, per questa stessa ragione, più trasmissione intergenerazionale? Uno sguardo e un confronto dedicato alla difficoltà di costruire ponti e di fare manutenzione, tra le generazioni in generale, italiane e non. Che materiali servono? Che pratiche ci sono? Che relazione c’è con il tema della cittadinanza?  

Afghanistan: domani la firma del protocollo per i corridoi umanitari verso l’Italia

3 Novembre 2021 - Roma - La Conferenza Episcopale Italiana firmerà domani alle 13 al Viminale, insieme a FCEI, Comunità di Sant'Egidio, Tavola Valdese, IOM, INMP, ARCI e UNHCR, il protocollo che permetterà – grazie ad un accordo con il Ministero dell’Interno (sarà presente la Ministra Luciana Lamorgese) e il Ministero degli Esteri - l’arrivo di un contingente di profughi afghani, rifugiati nei paesi limitrofi, a causa della crisi che si è prodotta dallo scorso agosto.  

Torna lo spot CEI sul sostegno alla missione dei preti diocesani

3 Novembre 2021 - Roma - Un grazie per il dono dei sacerdoti in mezzo a noi, questo il significato profondo delle offerte deducibili. I nostri preti infatti sono ogni giorno al nostro fianco ma anche noi possiamo far sentire loro la nostra vicinanza. Una partecipazione che ci rende “Uniti nel dono”: questo il messaggio al centro della nuova campagna #DONAREVALEQUANTOFARE della Conferenza Episcopale Italiana che intende sensibilizzare i fedeli alla corresponsabilità economica verso la missione dei sacerdoti e si sofferma sul valore della donazione, un gesto concreto nei confronti della propria comunità. “Ogni offerta destinata al sostentamento dei sacerdoti è il segno tangibile della vicinanza dei fedeli, un mezzo per raggiungere tutti i sacerdoti, dal più lontano al nostro - sottolinea il responsabile del Servizio Promozione per il sostegno economico alla Chiesa cattolica, Massimo Monzio Compagnoni – Anche nel pieno dell’emergenza dell’ultimo anno i preti diocesani hanno fatto la differenza. La Chiesa, grazie anche all’impegno dei nostri preti e delle comunità, ha aiutato nei giorni più bui tante famiglie a rialzarsi.” Ideata e prodotta da Casta Diva Group la campagna, on air da novembre, si snoda tra spot tv, radio e video online oltre alla campagna stampa con lo scopo di approfondire storie di diverse comunità attraverso video interviste e contenuti dedicati. Un viaggio in giro per l’Italia, tra città metropolitane e centri piccoli, a volte piccolissimi. Un percorso che permette di toccare con mano la bellezza che nasce dall'unione delle vocazioni: quelle dei sacerdoti e quelle dei laici che collaborano con loro. In particolare lo spot ci conduce dentro una parrocchia, quella di Sant’Antonio Maria Zaccaria guidata da Don Davide Milanesi in un quartiere popolare nella periferia meridionale di Milano. Nel suo oratorio, luogo capace di coinvolgere sia gli adulti che gli adolescenti, frequentato da circa 400 ragazzi, in una zona dove convivono persone di nazionalità ed età diverse. Ci porta nella comunità, vera e propria protagonista, motore delle numerose attività rese possibili grazie all’impegno dei volontari, coesi intorno al proprio parroco, visti e intravisti fino alla scena finale, tutta dedicata a loro. In questo luogo, Don Davide, infaticabile promotore di iniziative, sempre sorridente, anche nei mesi più difficili della pandemia, è considerato dai parrocchiani un amico cui rivolgersi nel momento del bisogno e con cui condividere i momenti importanti della propria vita. Nei 4 filmati di approfondimento, oltre a quella di Don Davide, si racconta attraverso delle interviste ai collaboratori laici, anche l’opera di altri sacerdoti come Don Massimo Cabua, che in Sardegna, a San Gavino Monreale, è in prima linea nell’organizzazione di iniziative tra cui la “Spesa Sospesa” a sostegno di una collettività stremata dall’emergenza coronavirus e Don Fabio 2 Fasciani, guida della parrocchia dei Santi Fabiano e Venanzio, nel quartiere Tuscolano a Roma, che dall’inizio della pandemia ha fatto un vero e proprio salto di qualità nell’assistenza alle povertà, prendendosi cura delle persone in difficoltà. Nei filmati è presente anche Don Luigi Lodesani, parroco, tra le altre comunità, anche di Borzano di Albinea, in provincia di Reggio Emilia, dove un paese intero collabora ad un progetto educativo per le nuove generazioni. Non solo video ma anche carta stampata. “Ci sono posti che esistono perché sei tu a farli insieme ai sacerdoti” o “Ci sono posti che non appartengono a nessuno perché sono di tutti” sono alcuni dei messaggi incisivi al centro della campagna stampa, pianificata su testate cattoliche e generaliste, che ricorda nuovamente i valori dell’unione e della condivisione. Sono posti dove si cerca un aiuto, un sorriso, una mano, un’opportunità, o, semplicemente un amico. “Sono i posti dove ci sentiamo parte di una comunità”. “I nostri sacerdoti hanno bisogno della vicinanza e dell’affetto dei fedeli. – conclude Monzio Compagnoni - Oggi più che mai ci spingono a vivere il Vangelo affrontando le difficoltà con fede e generosità, rispondendo all’emergenza con la dedizione”. A supporto della nuova campagna anche la pagina www.unitineldono.it/donarevalequantofare collegata al nuovo sito in cui oltre alle informazioni pratiche sulle donazioni, si possono scoprire le esperienze di numerose comunità che, da nord a sud, fanno la differenza per tanti. L’opera dei sacerdoti è infatti resa possibile anche grazie alle Offerte per i sacerdoti, diverse da tutte le altre forme di contributo a favore della Chiesa cattolica, perché espressamente destinate al sostentamento dei preti diocesani. Dal proprio parroco al più lontano. Ogni fedele è chiamato a parteciparvi. L’Offerta è nata come strumento per dare alle comunità più piccole gli stessi mezzi di quelle più popolose, nel quadro della ‘Chiesa-comunione’ delineata dal Concilio Vaticano II. Le donazioni vanno ad integrare la quota destinata alla remunerazione del parroco proveniente dalla raccolta dell’obolo in chiesa. Ogni curato infatti può trattenere dalla cassa parrocchiale una piccola cifra (quota capitaria) per il suo sostentamento, pari a circa 7 centesimi al mese per abitante. In questo modo, nella maggior parte delle parrocchie italiane, che contano meno di 5 mila abitanti, ai parroci mancherebbe il necessario. Le offerte raggiungono circa 33.000 sacerdoti al servizio delle 227 diocesi italiane e, tra questi, anche 300 sacerdoti diocesani impegnati in missioni nei Paesi del Terzo Mondo e 3.000 sacerdoti, ormai anziani o malati, dopo una vita spesa al servizio agli altri e del Vangelo. L’importo complessivo delle offerte nel 2020 si è attestato sopra gli 8,7 milioni di euro rispetto ai 7,8 milioni del 2019. È una cifra ancora lontana dal fabbisogno complessivo annuo necessario a garantire a tutti i sacerdoti una remunerazione pari a circa mille euro mensili per 12 mesi  

Cattolici latino americani: Gruppo nutrito nella diocesi di Ferrara-Comacchio

3 Novembre 2021 - Ferrara - Almeno una cinquantina, sono studenti, operai, professori e casalinghe. Provengono da Repubblica Dominicana, Cuba, Colombia, Venezuela, Panamá, Perù Ecuador, Argentina e Cile. Il gruppo, fondato da don Zappaterra, attualmente è guidato da don German Diaz Guerra intergenerazionali e interclassisti, provenienti da diversi Paesi dell’America Latina, di passaggio o ormai integrati nella nostra città. Sono i “Católicos latinoamericanos de Ferrara” del gruppo San Martín de Porres (la cui festa si celebra oggi, ndr), i cattolici di lingua spagnola appartenenti alla diocesi di Ferrara-Comacchio. Il gruppo è attualmente formato da almeno una cinquantina di persone, oltre a molte altre che partecipano solo sporadicamente alle attività e ai momenti di incontro e preghiera. Responsabile del gruppo è don German Diaz Guerra, cubano d’origine (è nato a L’Avana nel 1966), ordinato sacerdote a Comacchio il 21 settembre 2019 e attualmente in servizio nella parrocchia di Sant’Agostino a Ferrara, dopo essere stato, nel periodo da seminarista, nella parrocchia di Masi San Giacomo e poi diacono e sacerdote nella parrocchia cittadina della Sacra Famiglia. La nutrità comunità ferrarese dei latinos comprende persone provenienti da Repubblica Dominicana, Cuba, Colombia, Venezuela, Panamá, Perù Ecuador, Argentina e Cile, oltre a una piccola minoranza di lingua portoghese, fra cui brasiliani e africani. Alcuni sono studenti universitari, molti di loro lavoratori impiegati in vari ambiti, dai più semplici, come operai, fino a docenti universitari, passando ad esempio per alcuni attivi nello sport. Il gruppo diocesano, fondato e guidato per anni da don Emanuele Zappaterra, ormai prossimo a iniziare la sua esperienza missionaria in Argentina, attualmente non ha una sede fissa, ma per diverso tempo è stato ospitato nella parrocchia di Malborghetto di Boara proprio quando don Emanuele ne era parroco. I latinos ferraresi si incontrano due volte al mese, una volta per la celebrazione della Santa Messa, un’altra per un momento di catechesi. L’ultimo incontro in ordine di tempo è stato domenica 31 ottobre al Santuario della Madonna del Poggetto da don Giuseppe Cervesi, in passato missionario in Messico. E a proposito di venerazione mariana, simbolo del gruppo non poteva che essere la Vergine di Guadalupe, Nuestra Señora de Guadalupe. Il gruppo, però, come detto, porta il nome di San Martín de Porres (1579-1639), peruviano mulatto di Lima, religioso dominicano figlio di un aristocratico spagnolo e di un’ex schiava nera, per una vita al servizio dei poveri, dei malati, dei bambini indigenti. Un esempio di integrazione importante per questi cattolici che, pur mantenendo la propria identità latinoamericana, vivono in modo attivo e con forte convinzione la propria appartenenza alla Chiesa di Ferrara-Comacchio e alla città dove hanno scelto di vivere.  (Andrea Musacci - La Voce)

In Famiglia: la moglie di Giobbe

3 Novembre 2021 - Ancora nei libri “Sapienziali” di cui fa parte il Cantico dei Cantici visitato la volta scorsa, è presente un testo che ha fatto parlare di sé molta letteratura ad esso successiva: il libro di Giobbe. La storia di un uomo giusto, ricchissimo e felice che vive onorando il Signore e che Satana chiede a Dio di mettere alla prova per dimostrare che la sua fede è solo in virtù dei suoi beni. Il dramma di quest’uomo è noto: egli perde tutto, ogni sua ricchezza, i suoi sette figli e tre figlie, infine è colpito da una malattia che lo rende pelle ed ossa. Eppure in tutto questo egli urla il suo dolore o si chiude nel silenzio, ma non bestemmia Dio e soprattutto non ne nega mai l’esistenza. Ecco la differenza fra la fede ebraico-cristiana e quella greca che non contempla l’interesse della divinità per l’uomo, pensiamo al verso di Eschilo: “Infinito è il respiro di dolore che dalla terra risale verso il cielo, ci sarà mai un dio che lo raccoglie?” Quattro amici cercano di consolare Giobbe, ma sono sapienti e teologi molesti che parlano per formule astratte (“sentenze di cenere”, “baluardi di argilla”) e che non fanno altro che attribuire a Giobbe stesso la responsabilità dei suoi mali o comunque ad un giudizio insindacabile dell’Altissimo. Giobbe, in coscienza, si ribella e chiama in causa, come in un processo, Dio stesso per chiedergli conto della sua condizione. E Dio risponde: aiuta la sua creatura a rileggere tutto il progetto della creazione con gli occhi di Lui che l’ha voluta e così ogni mistero in essa contenuto, compresa la sofferenza umana. Al termine di questo appassionante viaggio della fede, Giobbe potrà dire: “Io ti conoscevo solo per sentito dire, ma ora i miei occhi ti hanno veduto. Perciò mi ricredo e mi pento sopra polvere e cenere” (Gb 42, 5-6). La sua fede coraggiosa, il suo desiderio di avere risposta lo hanno salvato. Egli non è ancora guarito ma ha una visione nuova e ad essa seguirà un “lieto fine” grandioso con il ripristino di tutte le sue ricchezze e di tanti altri figli (42, 10-17). In tutto questo percorso, fin dall’inizio il testo fa riferimento, senza neppure nominarla, alla moglie di Giobbe. Vedendo il marito, seduto nella cenere, che si gratta con un coccio per la piaga maligna che lo ha colpito, gli dice con astio: “Rimani ancora saldo nella tua integrità? Maledici Dio e muori!” (Gb 2,9). Abbiamo già visto un comportamento simile nella moglie di Tobi, ma qui la violenza è ancora più forte. Questa donna sta abbandonando il marito al suo dolore, invece di essergli vicino e consolarlo. Spesso il male interviene in questo modo nelle nostre coppie e nelle nostre famiglie. Davvero Satana è “l’avversario” e il diavolo “colui che divide”. Pensiamo a tante separazioni a fronte di un male incurabile di cui l’altro non ha il coraggio di condividere il peso; oppure a quei genitori che non riescono ad accettare la malattia di un figlio e lasciano solo il partner ad occuparsene. “Nella salute e nella malattia” recita la formula matrimoniale, ma chi siamo noi per giudicare la reazione al dolore che ogni uomo e donna può provare? Giobbe cerca di richiamare a sé la donna: “Tu parli come parlerebbe una stolta! Se da Dio accettiamo il bene, perché non dovremmo accettare il male?" (Gb 2,10)”. C’è nelle parole di quest’uomo un estremo sforzo di amore perché non le dice che è stolta, ma è come se lo fosse: può, dunque, recuperare un senno perduto. Eppure di questa donna nel racconto non si parla più se non per dire che Giobbe è talmente solo e disgraziato che il suo fiato puzzolente ripugna alla moglie stessa (Gb 19,17). Ci siamo mai chiesti cosa faremmo noi in una situazione del genere? La consorte di Giobbe ha perso tutti i beni e tutti i figli che ha perso lui, vive la medesima tragedia, ma forse non ha gli strumenti per affrontare la prova come vede fare dal marito. È difficile incolparla e infatti Dio non lo fa, mentre il testo sacro avrebbe potuto imputarle la sua mancanza di pietà. Al termine del racconto, infatti, si dice che l’ira di Dio si è accesa contro i suoi amici perché non hanno detto “cose rette” (Gb 42,7), ma non una parola è riservata alla moglie che, invece, fino a prova contraria può essere considerata la destinataria, insieme, al marito, di tutto il ripristino di benevolenza che il racconto prevede nel finale, non ultimo, il dono di molti altri figli. Possiamo allora permetterci di immaginare che la moglie di Giobbe non sia “sparita” dalla sua vita, non lo abbia davvero abbandonato, ma sia riuscita in qualche modo a condividerne la tragedia e, magari senza capire, magari nel silenzio o senza avere le parole per fare i suoi ragionamenti, si sia affidata alla loro promessa e per questo venga ricompensata. Viene da benedire il Signore per tutti quei mariti e quelle mogli che, per Grazia di Dio, hanno fondato la loro casa sulla roccia e reggono anche alle piogge torrenziali e allo straripamento dei fiumi (Mt 7, 24-27): essi sono per tutti testimoni credibili che l’amore di Dio ha già vinto la morte una volta per tutte. (Giovanni M. Capetta)    

Migranti: in 464 soccorsi da tre navi Ong

3 Novembre 2021 - Roma - Nel corso di cinque interventi ieri gli equipaggi delle navi umanitarie Sea Eye 4 di Sea Eye e Rise Above di Mission Lifeline hanno soccorso 325 migranti che si trovavano su imbarcazioni in difficoltà al largo della Libia. Tra i salvati – fanno sapere le due organizzazioni tedesche – 153 sono minorenni. «Siamo stati informati da Alarm Phone – raccontano – e nello stesso momento abbiamo avvisato anche le autorità responsabili, senza alcuna risposta». Anche la nave Ocean Viking di Sos Mediterranee ha effettuato due salvataggi in poche ore: l’ultimo, ieri mattina, sono stati presi a bordo 94 migranti che si trovavano su un gommone sgonfio e sovraffollato. Ora a bordo della nave ci sono 139 persone.  

Migrantes: dal 9 al 12 novembre il convegno europeo delle Missioni Cattoliche Italiane

2 Novembre 2021 - Roma – “Gli italiani in Europa e la missione cristiana. Radici che non si spezzano ma che si allungano ad abbracciare ciò che incontrano”: è questo il tema del convegno  delle Missioni Cattoliche Italiane in Europa, promosso dalla Fondazione Migrantes, che si svolgerà a Roma - TH Carpegna Palace, Via Aurelia 481 Roma – e che vedrà la partecipazione, tra gli altri, dei cardinali Gualtiero Bassetti e Anders Arborelius, di mons. Gian Carlo Perego e mons. Jean Kockerols oltre a testimonianze da diversi Paesi d'Europa. Il convegno si aprirà il 9 pomeriggio con il saluto di mons. Perego, Presidente della Commissione CEI per le Migrazioni e della Fondazione Migrantes e di don Giovanni De Robertis, Direttore generale della Fondazione Migrantes. Seguirà una relazione su “Le persone migranti nella prima evangelizzazione dell’Europa” affidata a d. Saverio Xeres della Facoltà Teologica di Milano. La giornata terminerà con la celebrazione eucaristica presieduta dal card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana. In serata il Docufilm: “Non far rumore. La storia nascosta dei bambini clandestini”. Saranno presenti: Mario Maiellaro (regista), Alessandra Rossi (autrice RAI 3) e Toni Ricciardi (storico, Università di Ginevra). Il giorno successivo una relazione su “La mobilità umana: fermento della nuova evangelizzazione dell’Europa” affidata al card. Anders Arborelius, vescovo di Stoccolma e Responsabile della Sezione Migrazioni della Commissione per la Pastorale Sociale del CCEE. Seguirà mons. Perego che si soffermerà su “La mobilità italiana: fermento della nuova evangelizzazione dell’Europa” e la Testimonianza di Lorenzo Mannelli, emigrato in Belgio. Nel pomeriggio lavori di gruppo e celebrazione eucaristica presieduta dal card.  Arborelius. In serata “La profezia di don Tonino Bello e i migranti” affidata a Giancarlo Piccinni, Presidente della Fondazione don Tonino Bello. Giovedì 11 novembre due interventi su “Quali comunità di lingua italiana per la missione cristiana oggi?” affidate a mons. Jean Kockerols, vescovo ausiliare di Bruxelles-Malines e a p. Antonio Grasso, responsabile della Missione Cattolica di lingua italiana di Berna. Al termine la celebrazione eucaristica presieduta da mons. Kockerols. Venerdì 12 novembre la Santa Messa conclusiva presieduta da mons. Perego seguita dalle relazioni dei gruppi di studio e dalla consegna del mandato. (Raffaele Iaria)