Primo Piano
Rapporto Immigrazione Caritas Italiana e Fondazione Migrantes: effetto pandemia sociale sui migranti
Vangelo Migrante: XXIX domenica del Tempo Ordinario (Vangelo Mc 10, 35-45)
Mons. Perego: “calo stranieri significa che Italia ha perso capacità attrattive”
Sottosegretario Sileri: “più del green pass mi interessa la vaccinazione di chi non so dove sia”
Card. Bassetti: “no a dinamiche che ci rendono estranei gli uni agli altri”
Rapporto Immigrazione: la presenza-assenza dei migranti dai media durante la pandemia
Rapporto Immigrazione Caritas Italiana e Fondazione Migrantes: la tutela della salute dei cittadini stranieri durante la pandemia
Rapporto Immigrazione: gli alunni stranieri nella scuola italiana
Rapporto Immigrazione: i cittadini stranieri e la fruizione dei bonus governativi: un primo bilancio
Rapporto Immigrazione: gli effetti economici e sociali della pandemia sulla popolazione straniera
Rapporto Immigrazione: l’impatto della pandemia sulle condizioni lavorative dei cittadini stranieri
Rapporto Immigrazione: il quadro in Italia fra calo della popolazione e limitazioni alla mobilità
Rapporto Immigrazione: dedicato alla pandemia la XXX edizione
Il cammino è anche digitale
Viminale: al via la procedura per ulteriori 3mila posti nella rete Sai per ospitare nuclei familiari afghani
Viminale: da inizio anno sbarcate 48.987 persone migranti sulle coste italiane
Mons. Gintaras Linas Grušas: nostra responsabilità è aiutare coloro che arrivano alle nostre porte e provvedere ai loro bisogni umani fondamentali.
Migrantes: aperto l’incontro della Consulta nazionale per le Migrazioni
Mediterraneo 15 i corpi recuperati dal naufragio
Milano - Nuova tragedia dell’immigrazione al largo della Libia. L’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) ha dato notizia di 15 morti tra i quasi 200 migranti che si trovavano a bordo di due imbarcazioni salpate da Zuara e Al-Khoms. I corpi sono stati trasferiti alla Base navale di Tripoli, dove sono stati assistiti i 177 sopravvissuti, si legge in un tweet. «Avevamo più volte segnalato la barca in difficoltà con 105 persone. Però le autorità libiche ci hanno messo dieci ore per raggiungerla vicino alla costa.
Almeno 15 persone sono morte. Siamo tristi e arrabbiati», afferma Alarm Phone.
Ma da Tripoli la Marina reagisce sostenendo di essere intervenuta tempestivamente.
Nella capitale la tensione resta alta. L’uso della forza «non necessario e sproporzionato» da parte della sicurezza libica contro i migranti africani, alcuni dei quali sono stati uccisi mentre cercavano di fuggire dai centri di detenzione, è stato denunciato dall’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani, che ha chiesto un’indagine sulle violenze. Durante le operazioni, ha spiegato la portavoce delle Nazioni Unite, Marta Hurtado, durante una conferenza stampa a Ginevra, ci sono stati «omicidi e lesioni gravi», sottolineando inoltre «un aumento delle detenzioni in condizioni spaventose, nonché l’espulsione di individui verso Paesi dell’Africa subsahariana senza un giusto processo». L’1 ottobre, uomini del ministero dell’Interno libico hanno fatto irruzione in un insediamenti di migranti e richiedenti asilo, arrestando, sparando e picchiando coloro che opponevano resistenza.