Primo Piano

Vangelo Migrante: IV domenica di Avvento (Vangelo (Lc 1, 39-45)

16 Dicembre 2021 - Laddove si riesce ancora a guardare il mondo con occhio intriso di umanità, ci si accorge che non c’è immagine più evocativa di quella di una donna in attesa. In lei ciò che è pesante è alleggerito da una vita nuova che arriva e ciò che è impalpabile, ancorato ad una creatura fatta carne.  Il Vangelo di questa domenica ne mette di fronte due: Maria ed Elisabetta, sua cugina. Dio viene mediato dal loro incontro, convocato dai loro abbracci e dai loro affetti, come un familiare. Non esiste infinito quaggiù, lontano dalle relazioni umane. Dio arriva così. L’unica scena del Vangelo in cui sono protagoniste solo donne, èanche l’icona dei passi di Dio in mezzo agli uomini. Il primo passo è riflesso in Maria che entra nella casa e saluta Elisabetta. Entrare, varcare soglie, fare dei passi per andare incontro ad una persona. Non restare al di fuori, ad aspettare che qualcosa accada ma diventare protagonistiavvicinarsi, bussare, ricucire strappi e allontanamenti; presentarsi con un saluto, facendo viaggiare parole di pace: premessa essenziale perché un incontro ed una relazione siano fruttuose. Maria ripete ciò che l’angelo di Dio ha fatto con Lei. Il secondo passo è in Elisabetta che esclamaBenedetta tu fra le donneDire a qualcuno “sei benedetto” significa portare il cielonella sua vita, salutare Dio in lui, vederlo allopera, vedere il bene, la luce, con uno sguardo di stupore, senza rivalità, senza invidia. La felicità passa dal ‘dire bene’. Nel bene è l’immagine di quel Dio che “ha fatto bene ogni cosa!” Il terzo passo diventa un canto: lanima mia magnifica il Signore!”Maria ringrazia. È grata perché è amata. Segno che l’amore, quando accade, ha sempre il senso del miracolo: ha sentito Dio venire come un fremito nel grembo, come un abbraccio con l’anziana cugina, come la danza di gioia di un bimbo di sei mesi, e canta. La certezza della presenza di Dio è la gioia, la prova: il “mormorio di un vento leggero”. Il tempo sta per compiersi. Dio è vicino! Si fa uomo in Gesù. Batterà ancora le strade della relazione, quelle della premura ma anche quelle dell’accoglienza; illuminerà le Opere del Padre perché noi possiamo riconoscerle e ‘dire bene’; spalancherà gli orizzonti della gioia e della gratitudine proprie di un cuore già visitato e amato!

p. Gaetano SARACINO

Viminale: da inizio anno sbarcate 63.246 persone sulle coste italiane

16 Dicembre 2021 - Roma - Sono 63.246 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane da inizio anno. Di questi 15.106 sono di nazionalità tunisina (24%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Egitto (8.109, 13%), Bangladesh (7.567, 12%), Iran (3.848, 6%), Costa d’Avorio (3.634, 6%), Iraq (2.534, 4%), Guinea (2.348, 4%), Siria (2.192, 4%), Eritrea (2.187, 3%), Marocco (2.167, 3%) a cui si aggiungono 13.554 persone (21%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione. Il dato è stato diffuso dal ministero degli Interni, considerati gli sbarchi rilevati entro le 8 di questa mattina.  

Migrantes Asti: sabato convegno su come superare i campi rom

16 Dicembre 2021 - Asti - Nella mattina del 18 dicembre, con inizio alle 9,30, si terrà ad Asti, presso il Circolo “A. Nosenzo” (Via Corridoni, 51), il convegno dal titolo “Oltre il campo”, sul tema del superamento dei campi nomadi organizzato dall’ufficio diocesano per la pastorale migranti di Asti in collaborazione con l’Associazione 21luglio. Punto di partenza sarà la ricerca condotta dall’associazione che da oltre un decennio è impegnata nella tutela e nella promozione dei diritti di gruppi ed individui che nelle città italiane vivono in condizioni di segregazione e discriminazione. Alla presentazione seguirà una tavola rotonda che si concentrerà sulla situazione astigiana. Le conclusioni del convegno sono affidate al Vescovo di Asti, Mons. Marco Prastaro, delegato Migrantes della Conferenza Episcopale del Piemonte e della Valle d'Aosta.  

È Natale, riconnettiamoci con lo stupore

16 Dicembre 2021 - Ci stiamo preparando a celebrare il Natale, la festa per eccellenza dello stupore. È una bellissima lezione per quanti si occupano di comunicazione e informazione. Lo stupore, infatti, permette di assaporare la bellezza ma anche di sopportare il peso della fatica per raggiungerla. Per questo è medicina al virus dell’autoreferenzialità. Lo stupore riconnette con i territori, con le storie, con la memoria, con l’ascolto e le narrazioni: tutte tessere del grande mosaico in cui la comunicazione “si costruisce e costruisce”. Si tocca così con mano la concretezza della vita che misura ogni giorno i concetti e le teorie nel confronto con la fatica e la speranza della gente. Non bisogna avere timore delle nuove tecnologie se le fondamenta sono ben salde. La fiducia riposta in una buona comunicazione e in una corretta informazione non è fine a sé stessa, ma offre indicazioni utili a costruire comunità. È un tracciato affascinante che merita di essere percorso con convinzione. (Vincenzo Corrado)  

COMECE: nuove norme per frontiere

15 Dicembre 2021 - Roma - Rispetto dei diritti fondamentali e della dignità dei migranti e dei rifugiati compreso il diritto di asilo e il principio di non respingimento; impegno a prevenire “ogni tipo di strumentalizzazione” delle persone che giungono alle nostre frontiere; invito a tutti gli Stati Membri ad “esprimere reciproca solidarietà concreta in situazioni di pressione”. Sono i “principi chiave” ribaditi al Sir dal segretario generale della Commissione degli episcopati Ue, padre Manuel Barrios Prieto, a commento della proposta di revisione del Codice Schengen presentata dalla Commissione Ue, in attesa della riforma di Dublino. “Apprezziamo – dice Barrios – l’intenzione della Commissione europea di preservare l’area Schengen e di avere una politica comune per quanto riguarda la chiusura delle frontiere esterne in caso di pandemie o altre circostanze, pur consentendo la libera circolazione dei cittadini dell’Ue. Tuttavia, esortiamo l’Ue e gli Stati membri a rispettare i diritti fondamentali e la dignità dei migranti e dei richiedenti asilo, compreso il diritto di asilo, il principio di non respingimento e l’unità delle famiglie di migranti o rifugiati”. “Ribadiamo inoltre – aggiunge il segretario generale della COMECE – la necessità di prevenire ogni tipo di strumentalizzazione di migranti e rifugiati e invitiamo tutti gli Stati membri dell’Ue ad esprimere reciproca solidarietà concreta in situazioni di pressione indotta alla frontiera esterna dell’Ue. Invitiamo inoltre tutti gli Stati e le società europee ad accogliere, proteggere, promuovere e integrare migranti e rifugiati”. La Commissione europea ha presentato ufficialmente la sua proposta per una riforma dei codici Schengen per gestire in maniera più efficiente le frontiere esterne in caso di crisi sanitaria pubblica, sulla base di quanto appreso dalla pandemia di Covid-19” e per rispondere alle pressioni migratorie in special modo al confine con la Bielorussia.  Di fronte ad emergenze come quella Covid, ad “attacchi ibridi” come quello perpetrato della Bielorussia o a flussi eccezionali di migranti, i Paesi europei potranno operare una stretta sulle proprie frontiere per un periodo massimo di due anni, permettendo a Stati come Germania, Francia o Olanda di sbarrare le porte ai cosiddetti “movimenti secondari”. Una strategia che deve passare al vaglio del Parlamento europeo ed in sede di Consiglio Ue e che potrebbe però penalizzare i Paesi di primo approdo, tra cui l’Italia, se non sarà affiancata da politiche di redistribuzione e solidarietà europea in tema migratorio.

 

Premio Economia e Società: in Senegal per studiare gli effetti dell’educazione sulla voglia di emigrare

15 Dicembre 2021 - Roma - Il 16 dicembre a palazzo della Cancelleria a Roma la Fondazione Centesimus Annus Pro Pontefice celebra i vincitori della quinta edizione del Premio Internazionale “Economia e Società”, imbandito per i giovani ricercatori che vogliono intraprendere progetti ispirati ai principi della Dottrina Sociale della Chiesa: l’inclusione e la sostenibilità. Tra i premiati, il progetto “The effect of information campaigns on students’ intention to migrate: Evidence from Senegal” elaborato da Erminia Florio, ricercatrice dell’HEC di Montréal e socia di Sophia Impresa Sociale. La ricerca ha l’obiettivo di analizzare l’effetto di tre proposte formative diverse rispetto alla percezione del fenomeno migratorio e alle intenzioni di migrare degli studenti: l’esposizione di dati e informazioni sul tema, il racconto di esperienze di migrazione e la formazione del corpo insegnanti. Oggetto dello studio sarà dunque un vero e proprio progetto educativo: “Educare senza Confini”. Il progetto è realizzato da Sophia Impresa Sociale, impegnata da Roma per informare sul tema della migrazione e favorire un processo di integrazione attento alla persona nel suo complesso, e nell’anno scolastico 2021-22 coinvolgerà complessivamente più di 3500 studenti di 10 istituti di istruzione superiore di Dakar, la capitale del Senegal. Educare Senza Confini e la ricerca del quale sarà oggetto, vuole rispondere all’accorato appello espresso da papa Francesco nella enciclica “Fratelli Tutti”: garantire ai migranti la possibilità di decidere in maniera consapevole e libera il proprio futuro, riaffermando anche il diritto a non emigrare, a rimanere nel proprio paese d’origine. Molti giovani dei paesi in via di sviluppo, infatti, vedono nell’immigrazione irregolare il solo modo di ottenere una vita migliore per sé stessi e per le loro famiglie, andando però incontro a pericoli dei quali sono spesso ignari. Il progetto formativo dunque ha lo scopo di accrescere la consapevolezza del fenomeno migratorio fra le popolazioni locali dei paesi del terzo mondo ad alto tasso di emigrazione e sensibilizzarle sui rischi della migrazione irregolare, in rete con le scuole e le principali istituzioni del luogo. Grazie alla ricerca, si potrà valutare il più efficace approccio educativo tra tre: un formatore che ha vissuto l’esperienza della migrazione informa gli studenti con numeri e dati sulla migrazione nel mondo, inclusa quella irregolare verso l’Europa; dopo un periodo di formazione, gli insegnanti trasferiscono ai ragazzi le conoscenze apprese; infine, gli studenti guardano le video-testimonianze di migranti senegalesi che adesso vivono in Europa. In ogni caso, ogni classe concluderà un ciclo formativo sul tema della migrazione.  Quello della formazione dei giovani senegalesi sul tema dell’immigrazione è un problema sottolineato anche dai Vescovi della Provincia Ecclesiastica di Dakar che nella recente Lettera Pastorale Migranti e Rifugiati lo hanno descritto come “un dramma sotto ai nostri occhi”. Alla cerimonia di premiazione sarà presente anche Mor Amar che da gennaio 2022 sarà in Senegal per condurre il progetto Educare Senza Confini del quale verranno pubblicati tutti gli sviluppi sul sito di Sophia (www.sophiacoop.it).    

Migrantes Reggio Emilia-Guastalla: domani la presentazione del progetto “Laboratorio di sartoria”

15 Dicembre 2021 - Reggio Emilia - Con un testo manoscritto in inglese e italiano arriva l’invito per domani giovedì 16 dicembre alle 18 in Polveriera (piazzale Sant’Oscar Romero) a Reggio per la presentazione del progetto finanziato da Fondazione Migrantes e Associazione Rabbunì "Laboratorio di sartoria ZIG ZAG: nuove tessiture di vita e di bellezza". Incontrando sulla strada le persone vittime di tratta e mettendoci in loro ascolto, "abbiamo notato - spiegano alla Migrantes della diocesi di Reggio Emilia-Guastalla - come la richiesta di un lavoro sia stato e sia tra quelle che più frequentemente ci vengono rivolte: da questo è nato il desiderio e si è sentito il bisogno di costruire occasioni di lavoro regolare. L’emergenza Covid ha messo ulteriormente in luce la necessità di avere proposte lavorative per le persone che incontriamo. È quindi nata l'idea di valorizzare le competenze proprie delle culture di provenienza e come associazione abbiamo deciso di misurarci con percorsi di professionalizzazione in ambito sartoriale". La sartoria e la presenza in laboratorio sono il primo passo per accogliere totalmente le potenzialità e i problemi di queste donne, che qui vedono anche l’inizio di un percorso di inserimento più ampio (corso di lingua, incontri di conoscenza del sistema sanitario e dei percorsi di inserimento lavorativo regolari). L’esperienza di questo primo anno di progetto - sottolinea la Migrantes reggiana - "ha messo in evidenza il desiderio delle ragazze di apprendere come confezionare abiti per loro stesse: crediamo sia importante accogliere questa volontà e questo impegno delle ragazze, per aiutarle a riportare l’attenzione su loro stesse e sulla loro vita e per la crescita della loro dignità e considerazione di sé. È questo il motivo per cui, con questo secondo anno di progetto, vorremmo creare 'tessuti di bellezza', realizzando anche modelli e abiti. Abbiamo inoltre deciso che il laboratorio venga inserito in un contesto parrocchiale perché venga favorita l’integrazione tra le ragazze e il territorio diocesano e la sensibilizzazione delle comunità rispetto alle esperienze e alle difficoltà che vivono le ragazze".  

Media e immigrazione: domani la consegna del premio “Giuseppe De Carli”

15 Dicembre 2021 - Roma - Si svolgerà giovedì 16 dicembre, alle ore 15, la cerimonia di premiazione della sesta edizione del Premio "Giuseppe De Carli", ospitata (nell'Aula Álvaro Del Portillo) dalla Pontificia Università della Santa Croce, partner accademico dell'Associazione costituita per ricordare la figura del vaticanista della Rai, scomparso nel 2010. Quest'anno anche una sezione riservata al mondo dell'informazione sui temi migratori. L'annuncio e la premiazione dei vincitori, per le diverse sezioni proposte, saranno anticipati da una tavola rotonda sul tema "Dalla pandemia al cammino sinodale, per una Chiesa dell'ascolto". Dopo i saluti del prof. Daniel Arasa, decano della Facoltà di comunicazione della Pontificia Università della Santa Croce, moderati da Alessandra Ferraro, caporedattore Rai, interverranno sr. Nathalie Becquart, sottosegretaria del Sinodo dei Vescovi; Andrea Gagliarducci, giornalista vaticanista di EWTN/Aci Group; Jaime Manuel Cardenas, docente della Facoltà di comunicazione della Santa Croce. A seguire, l'annuncio dei migliori lavori delle sezioni  "La presenza della Chiesa nelle fasi della pandemia di Covid-19", "Informazione e migranti", "Informazione e tradizioni religiose". Per queste ultime due sezioni l'Associazione "Giuseppe De Carli - Per l'informazione religiosa" ha stretto una collaborazione con il Comitato “Informazione, migranti e rifugiati” (coordinato dalla Facoltà di Comunicazione della Pontificia Università della Santa Croce, dall’Associazione Iscom, da Harambee Africa International, dalla Sezione Migranti e Rifugiati del Dicastero Sviluppo Umano Integrale) e con il Comitato “Giornalismo & Tradizioni religiose” (coordinato dalla Facoltà di Comunicazione della Pontificia Università della Santa Croce, dal Centro Studi sul Medio Oriente - Cemo e dall’Associazione Iscom). I lavori di questa sesta edizione sono stati valutati da tre qualificate giurie composte, per quanto riguarda la prima sezione, da Luca Collodi, caporedattore di Radio Vaticana Italia; Maria Laura Conte, direttrice della comunicazione della Fondazione AVSI; Assunta Corbo, fondatrice di Constructive Network; Carlo Fontana, condirettore della TGR Rai, mentre i lavori partecipanti alle altre due sezioni sono stati giudicati dai rispettivi comitati.

Carta di Roma: oggi la presentazione del Rapporto annuale

15 Dicembre 2021 - Roma - Sarà presentato oggi pomeriggio a Roma, presso la sede della Stampa estera, il IX Rapporto Carta di Roma “Notizie ai margini”. Interverranno Carlo Bartoli, Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti; Giuseppe Giulietti, Presidente della Federazione Nazionale della Stampa Italiana; Daniele Macheda, Segretario USIGRai; Maarten von Aalderen (Presidente Associazione della Stampa Estera in Italia), i ricercatori Giuseppe Milazzo e Chiara Zanchi, Ilvo Diamanti, Professore Università degli Studi di Urbino "Carlo Bo"; Elena Capparelli, Direttrice RaiPlay; Trantafillos Loukarelis, Direttore UNAR; Rahel Saya, Giornalista; Marco Tarquinio, Direttore Avvenire; Trisha Thomas, Giornalista; Andrea Vianello, Direttore Gr e Radio Uno Rai e Giorgio Zanchini, Giornalista e conduttore. A moderare l'incontro Valerio Cataldi (Presidente Carta di Roma) e Paola Barretta (Coordinatrice Carta di Roma).  

I presepi, le fontane e le chiese si illuminano di verde solidarietà

15 Dicembre 2021 - Milano - La lanterna verde appesa e accesa sopra il portone d’ingresso della chiesa, mentre sul sagrato prende vita un presepe a grandezza naturale molto particolare: le figure della Natività sono statue che impersonano migranti. La stalla di Betlemme diventa così una tenda di fortuna, Giuseppe e Maria sono avvolti nelle coperte argentate che di solito si usano per soccorrere e scaldare i migranti; non ci sono il bue e l’asinello, ma per scaldarsi c’è un fuocherello da campo con una pentola rimediata alla bell’e meglio per cucinare. Nessuna pecorella, ma l’immagine di un cane, «perché è più facile che sia questa la scena che si incontra tra i migranti bloccati ai confini», raccontano gli allestitori del particolare presepe. Ovvero, i parrocchiani di San Bartolomeo della Beverara di Bologna. «L’idea è venuta da loro», conferma il parroco, don Maurizio Mattarelli. C’è chi la accende a ore, chi tutte le sere e chi ancora nei luoghi della sofferenza, della cura e del dolore. Negli edifici pubblici e in case private. O ancora, come ha fatto Lerici, all’ingresso del porto, su iniziativa della Società Marittima di Mutuo Soccorso. Si allunga, giorno dopo giorno, l’elenco di chi ha accolto l’appello di Avvenire. Le luci della speranza si sono così accese, oltre che sul portone d’ingresso della chiesa bolognese anche, nei giorni scorsi, nelle vie del centro di San Casciano, nel Fiorentino o a Imola, dove la Cgil, nel ruolo di promotori della campagna 'Io accolgo', invita tutti a fare insieme un gesto simbolico. «Accendiamo alle finestre una lanterna verde, come simbolo di solidarietà e accoglienza per i migranti bloccati a tutte le frontiere d’Europa». Altrettanto ha fatto il Comune di Cascina, nel Pisano, dove, riprendendo anche l’invito del vicepresidente del consiglio regionale Antonio Mazzeo, il sindaco Michelangelo Betti, fra le diverse altre iniziative in occasione della Festa della Toscana ha lanciato il segnale di solidarietà. «Abbiamo deciso di illuminare, oltre al Municipio con i colori della bandiera della Regione, anche il Palazzo Pretorio di verde, come le lanterne che illuminano le case al confine della Polonia per ospitare i profughi in arrivo da oltre confine, dalla Bielorussia. Per lanciare un ulteriore messaggio – ha spiegato Betti – l’illuminazione verde andrà avanti per alcuni giorni, per ricordare che nel mondo c’è bisogno di maggior giustizia e di maggior giustizia sociale». Anche la Cisl Emilia-Romagna aderisce alla campagna promossa da Avvenire: le sue strutture sono chiamate ad esporre una lanterna o luce verde, in un luogo visibile interno e esterno. Invito allargato agli iscritti per le loro case, alle istituzioni, alla comunità politica, economica e sociale. «Mentre continua la campagna Iscos, Cisl e Anolf 'I walk the line. Presidi di solidarietà lungo la rotta balcanica', vogliamo unirci simbolicamente a questa ennesima battaglia per i diritti umani e per la garanzia del diritto d’asilo, con un piccolo ma importante segno che è vicinanza, ma anche responsabilità di tutti noi che non vogliamo essere indifferenti », afferma il segretario Cisl dell’Emilia- Romagna Filippo Pieri. Sui social, anche l’associazione romana Baobab Experience condivide la sua 'lanterna verde'. Dal 2015 in strada come hub informale di prima accoglienza per migranti, 'Baobab Experience è una lanterna verde!' si legge sul tweet postato dall’associazione, mentre la Cooperativa Auxilium «aderisce alla campagna lanciata da Avvenire (e ripresa anche dal settimanale L’Espresso) di accendere una luce verde nei presepi, nelle case, nei luoghi di lavoro, per far sentire che non vogliamo rassegnarci a quello che Papa Francesco ha definito un 'naufragio di civiltà'». Ogni struttura dove opera Auxilium in Italia (Rsa, Case di riposo, ospedali, residenze psichiatriche riabilitative, case famiglia per minori, centri educativi, centri accoglienza, uffici) si sta illuminando del colore della speranza. «Salvare vite, dare protezione e rifugio viene prima di ogni calcolo e di ogni strategia politica. Si tratta di persone e non di numeri» dichiara il fondatore della Cooperativa Auxilium, Angelo Chiorazzo. Anche Reggio Emilia, infine, si accende di verde: da ieri e per tutta la settimana la fontana davanti al Teatro Valli sarà illuminata di verde. Ad oggi, hanno risposto all’appello 65 tra associazioni ed enti, più numerose singole persone e famiglie. «Vogliamo unirci al messaggio internazionale, per dire la città che siamo: capace di costruire ponti e abbattere muri. Vogliamo ribadire che Reggio Emilia è città dei diritti della persona, accogliente e sicura verso nuovi cittadini e parimenti per quei migranti che già sono qui con noi» dice l’assessore a Welfare e Politiche per i Migranti, Daniele Marchi. Ma ci sono anche i tweet di Rosella, di Gigi e di Maurizio che accendono la lanterna verde della speranza e la fanno risplendere in bella vista alla propria finestra e sui social, invitando gli amici a fare altrettanto. (Daniela Fassini)  

 

Ferrara: l’integrazione si fa con ago e filo

15 Dicembre 2021 - Ferrara - Piccola scuola di sartoria” è il nome del progetto nato nel 2013 nella parrocchia di Santa Francesca Romana (via XX Settembre, 47) a Ferrara dall’incontro di alcune parrocchiane con la comunità pakistana residente in città. Un connubio decisamente fruttuoso che nasce, come ci spiegano le volontarie, dal «desiderio di integrazione e di fornire alle donne strumenti per provvedere da sole alle proprie esigenze e a quelle della propria famiglia, e avere uno strumento che consentisse loro anche di trovare un lavoro». Così, nelle stanze della parrocchia si crea «un momento felice di incontro: donne provenienti da diversi Paesi e italiane insieme ad imparare, parlare, scambiarsi ricette, sogni. Tantissimi sogni». Nel 2017 termina il corso tenuto da Sanowar Tanveer, pakistana, e inizia quello guidato da Rita Giberti. Lo spirito è lo stesso, le competenze diverse, dagli abiti orientali si passa a quelli europei. Solo il Covid è riuscito a fermare la forte intraprendenza di queste donne, che lo scorso ottobre hanno deciso di ripartire con corsi di vari livelli, da quelli per le principianti, da come si attaccano i bottoni, a come si usa una macchina da cucire, a fare i modelli, a tagliare i tessuti e confezionarli.

Rosario per l’Italia: oggi dalla diocesi di Isernia-Venafro con mons. Cibotti

15 Dicembre 2021 - Roma - Torna l’appuntamento settimanale di “Prega con noi”. Tv2000 e radio InBlu2000 invitano i fedeli, le famiglie e le comunità religiose a ritrovarsi stasera alle 20.50, per recitare insieme il Rosario trasmesso su Tv2000, InBlu2000, e su Facebook. La preghiera sarà trasmessa dal Santuario Madonna del Bagno in Pesche (IS). A guidarla monsignor Camillo Cibotti, vescovo di Isernia-Venafro. Circa il nome del santuario è riconducibile al fatto che si trova in un luogo che anticamente ospitava una località termale, le cui acque sulfuree sono state perse a causa del terremoto del 1805.  

Dublino: oggi la presentazione del Rapporto Italiani nel Mondo

14 Dicembre 2021 - Dublino - Su iniziativa di Radio Dublino sarà presentato oggi il Rapporto Italiani nel Mondo 2021 della Fondazione Migrantes. Nell'incontro verrà introdotta l’edizione di quest’anno, che si interroga e riflette su come l’epidemia di Covid-19 abbia influenzato la mobilità italiana. Verrà introdotto il rapporto e  discusso il capitolo su Dublino intitolato “Dublino: Una giovane comunità alle prese con un sistema sanitario carente e restrizioni sproporzionate”. Alla presentazione interverranno Delfina Licata, curatrice del Rapporto della Fondazione Migrantes; Maurizio Pittau, Direttore Radio Dublino, curatore del capitolo su Dublino; Donato Scioscioli, Commercial Councillor dell'Ambasciata Italiana, Dublino; Mauro Adamo, Professor of Organic and Medicinal Chemistry, RCSI; Lorena Lampedecchia, Insegnante e Paolo Serpi, Ambasciatore d'Italia a Dublino. Modererà Valentina Settomini, Radio Dublino.

Mons. Perego: rilanciare concretamente la solidarietà tra gli stati per affrontare e non più sottrarsi alla sfida delle migrazioni forzate

14 Dicembre 2021 - Roma - In Europa, nella ‘casa comune’ occorre "riuscire veramente a rilanciare concretamente la solidarietà tra gli stati per affrontare e non più sottrarsi alla sfida delle migrazioni forzate, smettendola di pensare che lasciare fuori le persone che si dovrebbero proteggere e scaricare l’accoglienza sui paesi con meno risorse e meno diritti possa essere la soluzione". Lo ha detto questa mattina mons. Gian Carlo Perego, presidente della Fondazione Migrantes concludendo il Report 2021 "Il Diritto d'Asilo" della Fondazione Migrantes. Per "alleggerire il carico di sofferenza, che comunque non è certo l’Europa - ha detto mons. Perego - ma il resto del mondo più povero al momento a portare (l’85% delle persone in fuga è accolto da pesi non occidentali), servono politiche realistiche che aprano canali di migrazione legale, per togliere finalmente terreno ai trafficanti e riuscire a far diminuire il numero dei morti sia nel mare che via terra. Queste politiche d’ingresso legale ci aiuterebbero a chiudere finalmente i campi di prigionia in Libia e i campi di contenimento lontano dagli occhi e lontani dal cuore che abbiamo ai confini europei. Oltre a canali di immigrazione legale per ricerca lavoro, studio e di tutela per tutti i minori non accompagnati, che ancora troppi numerosi si trovano nei campi ai confini dell’Europa lasciati ancora senza prospettive e senza futuro, dovremmo alimentare i canali di ricollocamento dai campi profughi e dalle situazioni di tensione verso l’Europa (1.400.000 le richieste poco più di 20.000 gli arrivi in tutta Europa). I canali umanitari, che in 5 anni hanno portato circa 4.000 persone in tutta Europa e poco più di 3.000 in Italia, sono un segno importante ma non sufficiente e talora rischiano di risultare un alibi a di fronte alle nostre responsabilità politiche". Per mons. Perego per l'Italia occorre "superare l’idea e l’immagine di essere sempre in emergenza – una sorta di ‘sindrome’ dell’emergenza che caratterizza le politiche migratorie - sia rispetto ai numeri gestibili che abbiamo in accoglienza che rispetto al numero degli arrivi e cominciare a credere davvero e non solo a parole all’accoglienza diffusa superando finalmente i CAS e le limitazioni che si nascondono dietro la preoccupazione della sicurezza. C’è una rete di Comuni, di associazioni, di famiglie che ormai è in grado di accogliere, tutelare, promuovere e integrare, di dare una nuova famiglia, una nuova scuola, un nuovo lavoro una nuova città a migliaia di persone che hanno diritto alla protezione internazionale nel nostro Paese, seguendo la Costituzione. E’ arrivato il momento, anche per valorizzare una risorsa umana presente tra noi, di offrire sempre più spazio in tutti i luoghi di pensiero ed elaborazione delle politiche non solo all’ accoglienza ma all’ integrazione dei rifugiati che nel nostro Paese non solo sono arrivati, ma si sono già formati e sono membri attivi della società civile: il Papa ha parlato a Lesbo di superare “le ghettizzazioni” e di favorire “l’indispensabile integrazione”. E questo chiede attenzione ai passaggi dalla minore alla maggiore età, alla casa, alla scuola, al servizio civile, alla valorizzazione dei titoli, all’ingresso nel mondo del lavoro, ai ricongiungimenti familiari, alla cittadinanza: il Paese cresce anche con i rifugiati". Il presidente Migrantes, richiamando la presenza e la collaborazione nella redazione del Rapporto sul Diritto d’asilo di quest’anno dell’UNIRE (Unione Italia rifugiati ed Esuli), vuole "dimostrare come i rifugiati nel nostro Paese siano una risorsa e come desideriamo camminare insieme, come Chiesa e come società, con uomini e donne tra noi".      
13 Dicembre 2021 -

Migrantes: “Fratelli tutti” migranti

Roma - Una lettura del fenomeno delle migrazioni alla luce della recente enciclica di Francesco Fratelli tutti, per mettere in evidenza gli aspetti qualificanti del pensiero del Papa argentino, da sempre attento alle questioni sociali e al grido dei poveri. Attraverso una lettura sintetica del documento e l’analisi dei numeri che si riferiscono in maniera esplicita al tema delle migrazioni, il contributo pone l’accento sulla continuità dell’insegnamento di Francesco con la tradizione della Chiesa, nella quale si inserisce pienamente, e al tempo stesso sugli aspetti originali che rappresentano il suo personale contributo alla riflessione ecclesiale. E' quanto fa il rapporto sul Diritto d'Asilo della Fondazione Migrantes, presentato oggi a Roma.

Nei giorni in cui viene chiuso questo rapporto (Report 2021 “Il Diritto d’Asilo”)  la tentazione di farsi prendere da un forte sconforto e senso di impotenza è davvero alta. La vecchia Europa - spiega il Report - "sembra sempre più chiusa in se stessa e pochi sono gli spiragli di speranza, sia che si guardi ai singoli Stati, sia che si considerino le politiche dell’Unione. Entrare in Europa sarà sempre più difficile, costoso pericoloso. Il tema della solidarietà rimane quasi solo una questione di principio, sia a livello globale, sia europeo che italiano. Non è però possibile arrendersi supinamente a questo scenario. Si può reagire, a partire dal livello 'locale' italiano, guardando ai pochi ma significativi aspetti positivi che si affacciano timidamente alla ribalta e che hanno bisogno di fiducia e tenacia per poter prosperare: l’introduzione della nuova protezione speciale, le vie sperimentali per l’accesso legale e sicuro nel nostro Paese di minori attraverso i visti per studio, e il protagonismo dei rifugiati che iniziano a prendere pubblicamente parola nel dibattito pubblico e scientifico". Possono forse sembrare piccoli lumi in un panorama fosco e disperante, ma dimostrano anche che il cambiamento è sempre possibile e che va costruito giorno per giorno, mettendo insieme risorse e volontà plurali e trasversali.

Mons. Russo: “gli ostacoli verso un noi sempre più grande” possano essere “superati attraverso il riconoscimento dell’altro e del valore dell’accoglienza”

14 Dicembre 2021 - Roma - Questo Rapporto "entra nel merito della mobilità forzata, cioè quella delle persone che si confrontano sia nel loro Paese di origine sia durante il tragitto con privazioni, torture e violazioni dei diritti. Queste purtroppo sempre più spesso non cessano neanche alle porte o dentro l’Unione Europea. Mai come quest’anno c’è una contraddizione (uno scandalo) stridente e conclamata tra le parole di Papa Francesco e le immagini che ci arrivano dalla diverse frontiere marine e terrestri del nostro Continente: da un lato, l’enciclica Fratelli Tutti, il Messaggio per la Giornata del Migrante e del Rifugiato del 2021 che ispira il rapporto e i discorsi durante il recente pellegrinaggio a Cipro e in Grecia; dall’altro lato, le violenze e le umiliazioni lungo la rotta balcanica, i campi di confinamento, le navi con le persone appena salvate in mare tenute fuori dai porti, i migranti e i rifugiati bloccati al confine tra Bielorussa e Polonia tenuti a distanza con idranti e lacrimogeni". Lo ha detto questa mattina mons. Stefano Russo, segretario generale della Cei in apertura della presentazione del Rapporto "Il Diritto D'Asilo" della Fondazione Migrantes. Il presule ha invitato a "non dimenticare" le numerose crisi internazionali che "generano insicurezza e costringono le persone a fuggire. Sono ancora vive nella nostra memoria le drammatiche immagini dello scorso agosto quando migliaia di cittadini afghani si accalcavano all’ingresso dell’aeroporto di Kabul nella speranza di lasciare il Paese per mettersi in salvo". Papa Francesco "ci  invita con forza a camminare insieme per raggiungere pace e giustizia e individua, proprio nell’abbattimento dei muri e nella capacità di costruire legami e ponti due degli strumenti più efficaci per edificare un futuro che non lasci indietro o nella marginalità sempre più persone e che non condanni la parte che non esclude a un male interiore che non lascia scampo: l’indifferenza" e ricorda inoltre che "proprio i muri e i fili spinati sembrano essere la cifra di questo tempo a cui però non bisogna né abituarsi né rassegnarsi. Occorre invece continuare a denunciare e provare a trovare una strada diversa". Per la Chiesa che è in Italia "stare accanto ai più deboli è una scelta che si rinnova ogni giorno nella verità e nella carità". A questo proposito mons., Russo - ricorda l’impegno nel rispondere alle grandi sfide contemporanee che coinvolgono centinaia di migliaia di rifugiati. Negli ultimi anni la Chiesa che è in Italia ha garantito oltre 700 posti di accoglienza per i profughi giunti da Kabul con i ponti aerei e, recentemente, la CEI firmato un nuovo protocollo con il Governo italiano per l’apertura di un corridoio umanitario da Iran e Pakistan per trasferire in Italia, in modo legale e sicuro, rifugiati afghani. Il segretario della cei ha concluso auspicando che “gli ostacoli verso un noi sempre più grande” possano essere "superati attraverso il riconoscimento dell’altro e del valore dell’accoglienza".  
14 Dicembre 2021 -

Migrantes: Rapporto Asilo 2021, Guardando all’Italia

Roma - Perché il modello dell’accoglienza emancipante, integrata e diffusa non è ancora diventato il sistema di riferimento di una politica nazionale in materia di asilo? A vent’anni dalla nascita del Programma nazionale asilo (PNA), nel 2001, quanto accaduto tra 2020 e 2021 offre nuovi spunti per analizzare le contraddizioni aperte da un cammino parziale e frammentato. Il recente riordino della filiera dell’accoglienza operato dal DL 130/20, il permanere di una differenziazione dei livelli di accoglienza tra richiedenti e titolari di protezione internazionale nel SAI, l’abbandono istituzionale con la conseguente auto-organizzazione dei progetti d’accoglienza durante la pandemia di COVID-19 e, infine, la dinamica seguita alla crisi afghana hanno messo in evidenza alcuni processi generali che si sono innestati su nodi irrisolti: l’istituzionalizzazione dell’emergenza, la burocratizzazione, la privatizzazione, la ghettizzazione e la gerarchizzazione. Questi processi, e le tensioni che essi producono, colpiscono il sistema stressando le relazioni tra i diversi attori e mutando pratiche e riferimenti culturali. Minacciando così seriamente quella dimensione di dialogo e di partecipazione fra le persone accolte, gli operatori, le comunità e la società civile che costituisce l’identità e il metodo dell’accoglienza diffusa e integrata. E' quanto si legge oggi nel Report "Il Diritto d'Asilo" della Fondazione Migrantes.

La protezione speciale dopo il decreto-legge 130/2020: un’innovazione importante

Nel sistema italiano del diritto degli stranieri il permesso di soggiorno per protezione speciale è stato ampliato dalla riforma attuata con il decreto-legge n. 130/2020. Si tratta di uno strumento permanente destinato a tutelare ­‒ in modo flessibile e commisurato alle specificità di ogni situazione ‒ i diritti fondamentali, l’integrazione sociale e la regolarizzazione della condizione di soggiorno irregolare di tanti stranieri che non sono comunque allontanabili dal territorio italiano. È una forma di protezione duratura di cui sono titolari stranieri che si trovano o arrivano nel nostro Paese, anche in situazione di soggiorno irregolare, e che non abbiano tutti i requisiti per ottenere il riconoscimento della protezione internazionale o che non possono ottenere il rilascio di altri titoli di soggiorno, ma la cui condizione giuridica merita protezione per effetto di precisi obblighi internazionali o costituzionali.

Il contributo approfondisce le quattro ipotesi di rilascio del permesso di soggiorno per protezione speciale e la sua interpretazione come strumento di regolarizzazione permanente, descrivendone anche le procedure di rilascio e la condizione giuridica di chi ne è titolare.

Una riflessione a viva voce. La dignità come fondamento dei diritti umani dei rifugiati: retorica o tutela efficace?

Dopo quella di Yagoub Kibeida una riflessione elaborata dall’autrice, Indira Meza, sulla base di riflessioni condivise nell’ambito dell’UNIRE. «Abbiamo volti, non siamo numeri. Abbiamo capacità di resilienza e il potenziale per agire positivamente sul territorio con il nostro capitale umano. Ma le politiche emergenziali vanno superate. Ci sentiamo di proporre i seguenti punti di attenzione: l’efficacia dei meccanismi che garantiscono i diritti umani dei rifugiati; l’importanza dell’interculturalità e dell’integrazione come effettiva tutela dei diritti; la promozione di una cultura del rispetto dei diritti dei rifugiati; una maggiore partecipazione attiva dei rifugiati nella società; programmi mirati che favoriscano l’occupazione e le pari opportunità; centri di formazione per rifugiati che promuovano l’innovazione sociale e l’imprenditorialitàfermare la normalizzazione della violenza sui rifugiati in situazione di vulnerabilità economica e sociale; educazione alla pacecolmare le disuguaglianze».

«Preservare la dignità di un rifugiato ‒ scrive ancora Meza ‒ è rispettare l’umanità, guardare alle generazioni future». Ma anche «salvare il pianeta».

Migrantes: Pagella in tasca, i “canali di studio” per minori rifugiati

14 Dicembre 2021 -

 

Roma - Il 15 ottobre 2021 sono arrivati in Italia i primi cinque minori non accompagnati accolti dal progetto “Pagella in tasca. Canali di studio per minori rifugiati”. Si tratta di un progetto pilota, promosso da InterSOS con un’ampia rete di partner, che mira a sperimentare un nuovo canale di ingresso regolare e sicuro per dare ai minori rifugiati l’opportunità di venire in Italia a studiare senza dover rischiare la vita nel deserto o su un barcone nel Mediterraneo. Saranno coinvolti in totale 35 minori di 16-17 anni, fuggiti dalle violenze in Darfur e rifugiatisi prima in Libia e poi in Niger. Il progetto è particolarmente innovativo 1) perché offre un “canale sicuro” a una categoria di persone (appunto i minori non accompagnati) di solito esclusa dai canali umanitari, 2) perché si basa sul rilascio di un permesso di studio non universitario per 15-17enni finora mai adoperato p er ragazzi rifugiati, e 3) perché si fonda sulla community sponsorship, attraverso il coinvolgimento di famiglie affidatarie, tutori volontari, organizzazioni del privato sociale e Comuni.

La fame di aria: l’inverno della primavera araba nel C.P.R. di Torino

Quello degli stranieri rinchiusi nei Centri di permanenza per i rimpatri italiani è - spiega oggi il Rapporto sul Diritto d'Asilo della Fondazione Migrantes -un microcosmo rimosso dall’attenzione pubblica. Requisizione dei telefoni personali, ostacoli alla comunicazione con l’esterno, divieto di estrarre copia delle cartelle cliniche, facoltà di sospensione dei colloqui senza alcun preavviso, mentre perfino le celle di isolamento sono altrettanti tasselli di un quadro vessatorio e punitivo, a cui fanno eco i quotidiani gesti di autolesionismo. Schiacciati dalla macchina del trattenimento, molti cittadini tunisini – circa metà della popolazione dei C.P.R. – denunciano il fallimento della “rivoluzione dei gelsomini” e la delusione per la nuova oppressione incontrata in Italia. L’attribuzione alla Tunisia della qualifica di “Paese di origine sicuro” e l’accordo siglato tra i due governi nell’estate del 2020 hanno irrigidito le procedure di identificazione e rimpatrio, costringendo i migranti ad azioni ancora più estreme.

Migrantes: Rapporto Asilo 2021, dal mondo con lo sguardo rivolto all’Europa

14 Dicembre 2021 -

Roma - «Le migrazioni contemporanee ci offrono l’opportunità di superare le nostre paure per lasciarci arricchire dalla diversità del dono di ciascuno. Allora, se lo vogliamo, possiamo trasformare le frontiere in luoghi privilegiati di incontro, dove può fiorire il miracolo di un noi sempre più grande». (dal Messaggio di papa Francesco per la GMMR 2021)

Da un lato la capacità di visione di papa Francesco, che ci invita a camminare insieme per raggiungere pace e giustizia e che individua proprio nell’abbattimento dei “muri” e nella capacità di saper costruire legami e ponti due degli strumenti più efficaci per costruire futuro. Dall’altro, le scene d’“attualità” che ci arrivano dalle diverse frontiere di terra e di mare dell’Occidente: le carovane di persone che dal Centro America cercano una speranza di vita negli Stati Uniti; i profughi in fuga da Paesi devastati (Siria, Iraq, Afghanistan) che non riescono a trovare un’accoglienza dignitosa tra le violenze e le umiliazioni della rotta balcanica; le navi con le persone appena salvate in mare tenute fuori dai porti; i rifugiati e i migranti bloccati sulla frontiera tra Bielorussia e Polonia, pedine prigioniere delle tensioni tra Minsk, Varsavia e Bruxelles e tenute a distanza con idranti e lacrimogeni da migliaia di militari...

Si interroga su questa contraddizione  la quinta edizione del rapporto che la Fondazione Migrantes dedica al mondo dei richiedenti asilo, dei rifugiati e delle migrazioni forzate con il titolo Gli ostacoli verso un noi sempre più grande (Tau Editrice 2021, pp. 360), presentato questa mattina a Roma.

Si legge nell’Introduzione, con lo sguardo e il pensiero rivolto in particolare ai confini orientali dell’UE e alle cronache delle ultime settimane: «Come è stato possibile, in così pochi anni, che l’Unione Europea si trasformasse da terra pensatrice e promotrice dei diritti umani a terra che li viola così palesemente, arrivando ad “attaccare” poche migliaia di persone in cerca di protezione e aiuto?».

Il rapporto, scandito in quattro parti, riprende nel titolo il Messaggio di papa Bergoglio per la 107ª Giornata mondiale del migrante e del rifugiato e i suoi 12 contributi sono curati da un’équipe di autori che, oltre ad essere  studiosi di questi temi, nel corso degli anni hanno seguito e continuano a seguire concretamente i richiedenti asilo e i ri­fugiati nei loro percorsi in Italia.

Le prime tre parti sono corredate di altrettante sezioni di dati statistici e schede sulle migrazioni forzate e il diritto d’asilo nel mondo, in Europa e nel nostro Paese.

2020-2021: il COVID-19 non ferma guerre, violenze e disuguaglianze

La pandemia di COVID-19 ha reso ancora più gravoso qualsiasi motivo, qualsiasi spinta a lasciare la propria casa, la propria terra. Dai conflitti alle persecuzioni, alla fame, all’accesso alle cure mediche fino alla possibilità di frequentare una scuola, il COVID-19 ha inasprito il divario fra una parte di mondo che vive in pace, si sta curando, tutelando e sopravvivendo e un’altra che soccombe, schiacciata da una disparità crudele. Ma almeno in tutto il 2020, l’Italia e l’Europa - spiegano i ricercatori -  hanno rappresentato un’eccezione in controtendenza rispetto alla situazione globale: mentre nel mondo il numero delle persone in fuga continuava ad aumentare, fino a una stima di 82,4 milioni, nel nostro continente si sono registrati meno arrivi “irregolari” di rifugiati e migranti (- 12% rispetto al 2019) e meno richiedenti asilo (crollati di ben un terzo).

Diritto d’asilo e gestione delle frontiere interne nella politica dell’UE

L’accordo di Schengen con le sue frontiere aperte è una delle conquiste più preziose dell’Unione Europea. Però negli ultimi anni lo “spazio Schengen” si è via via allontanato da questa visione: alcuni Paesi infatti – tra cui Germania, Francia, Austria, Norvegia, Svezia e Danimarca – hanno reintrodotto in modo permanente (ma anche discutibile sul piano legale) i controlli alle rispettive frontiere interne all’UE. Questo contributo esplora il legame fra area Schengen e le politiche europee sull’asilo, ma anche le conseguenze della reintroduzione dei controlli, in particolare sulla frontiera italo-francese di Ventimiglia.

La proposta di Patto europeo su immigrazione e asilo: la (non) riforma

La Commissione Europea a guida von Der Leyen ha presentato nell’autunno 2020 la sua proposta di riforma del sistema europeo d’asilo. “Approccio globale” e “nuovo meccanismo di solidarietà” sono le parole chiave per comprendere l’impostazione del Patto. Ma scavando appena sotto la superficie si scopre come le sue proposte concrete mescolino e sovrappongano ambiti che dovrebbero rimanere distinti. E, soprattutto, se ne deduce che l’obiettivo principale è quello di gestire con un unico approccio qualsiasi pressione migratoria sugli Stati membri. In questa nuova ottica la nozione di solidarietà assume un significato non più legato a una condivisione delle responsabilità nella gestione di un sistema d’asilo comune regolato da precise normative, ma piuttosto le sembianze di iniziative politiche imprecisate e però ben finalizzate a ostacolare o impedire l’accesso dei rifugiati in Europa. La proposta della Commissione stravolge, ridicolizzandola, la nozione di solidarietà, e dà forza a coloro che non vogliono alcuna effettiva equa ripartizione delle responsabilità. Una non riforma, dunque, non solo inutile ma oltremodo pericolosa.

Le politiche europee e il nuovo Patto sulla migrazione e l’asilo: il punto di vista dei rifugiati

«Nonostante le evidenze mostrino che l’Europa non è sotto invasione, la politica europea continua a essere ostile verso i rifugiati», denuncia Yagoub Kibeida dell’associazione UNIRE (Unione nazionale italiana per rifugiati ed esuli). Questa ostilità si traduce concretamente nei pushback (i respingimenti di richiedenti asilo ai confini), in dinamiche di esclusione e nelle pratiche di esternalizzazione del controllo delle frontiere.

Dopo aver passato in rassegna l’Agenda europea sulla migrazione, le proposte di riforma del Sistema europeo comune di asilo (CEAS) del 2016 e il Patto europeo sulla migrazione e l’asilo, l’autore li pone a confronto con quanto l’UNHCR, sempre nel 2016, aveva proposto nel documento Una protezione migliore per i rifugiati nell’Unione Europea e nel mondo.

Ne emerge che gli obiettivi tratteggiati in quest’ultimo testo rimangono «ad oggi disattesi e ampiamente ignorati. Così come le sperimentazioni italiane di corridoi umanitari e corridoi per studenti rifugiati che – se diffuse su ampia scala – permetterebbero un accesso sicuro dei rifugiati all’Europa. Non ci resta che sperare che la Commissione Europea possa cambiare il suo approccio, anche grazie alla consultazione con gli esperti rifugiati».

Elisa, volto noto degli operatori pastorali Migrantes

14 Dicembre 2021 - Un volto noto tra gli operatori pastorali Migrantes quello di Elisa Tongiani, 49 anni,  morta ieri. Figlia di Ivonne Tonarelli, direttrice Migrantes della diocesi di Massa Carrara-Pontremoli, molto impegnata, anche a livello nazionale con la Fondazione Migrantes, nella pastorale per lo spettacolo viaggiante. Elisa era sempre con la mamma, vicino alle persone più bisognose e vulnerabili. Ha partecipato, recentemente, anche al convegno della Migrantes a Padova sulla pastorale dei circensi e lunaparkisti. I funerali oggi pomeriggio al santuario dei Quercioli a Massa. Il presidente della Fondazione Migrantes, mons. Gian Carlo Perego, il direttore generale don Giovanni De Robertis e tutto il personale sono vicini ad Ivonne e alla sua famiglia in questo momento di dolore. (R.I.)