Primo Piano

Ucraina: Comunità S.Egidio, il 21 maggio concerto per la pace a Roma

4 Maggio 2022 -
Roma - Sabato 21 maggio, in Piazza del Popolo a Roma, si terrà il concerto per la pace, promosso dalla Comunità di Sant’Egidio e dai Giovani per la pace, per dire no alla guerra: “Play music stop violence”. Un evento a ingresso gratuito per diffondere, con la musica, un forte messaggio di pace e sostenere il lavoro della Comunità di Sant’Egidio nell’accoglienza ai profughi dall’Ucraina. La serata si aprirà con artisti e band emergenti da tutta Italia, finalisti del contest per la pace, e proseguirà con una maratona musicale che vedrà avvicendarsi sul palco artisti che uniranno la loro voce “per chiedere la fine della guerra in Ucraina e di ogni guerra, nella convinzione che l’unico futuro possibile ponga le sue fondamenta sulla pace. La musica ha una grande forza ed è stata decisiva, insieme alla solidarietà, in momenti difficili della storia. Oggi lo può essere ancora”. L’accesso all’area del concerto sarà possibile dalle 17:30. L’iniziativa, patrocinata dal Comune di Roma, dalla Regione Lazio, dal Ministero della Cultura, dall’Agenzia nazionale giovani e dalla Siae, ha come radio ufficiale Rai Radio2 che racconterà l’evento attraverso collegamenti in diretta e con contenuti extra sui social del canale e curiosità dal backstage. Il concerto sarà presentato da Carolina Di Domenico e Pier Ferrantini, mentre la “Social band” accompagnerà nelle loro performance gli artisti sul palco. Un evento non solo dedicato alla musica, ma anche alla solidarietà: saranno raccolti infatti fondi per sostenere gli aiuti che la Comunità di Sant’Egidio da Leopoli sta facendo pervenire in tutte le zone colpite dal conflitto in Ucraina e l’accoglienza ai profughi nei Paesi limitrofi e in Italia.

Ucraina: finora oltre 106mila profughi hanno raggiunto l’Italia

3 Maggio 2022 -
Roma - Sono 106.597 le persone in fuga dal conflitto in Ucraina giunte fino a oggi in Italia, 101.530 delle quali alla frontiera e 5.067 controllate dal compartimento Polizia ferroviaria del Friuli Venezia Giulia. Ne dà notizia il Viminale precisando che “sul totale, 55.261 sono donne, 13.908 uomini e 37.428 minori”. “L’incremento, rispetto a ieri, è di 638 ingressi nel territorio nazionale”. Milano, Roma, Napoli e Bologna continuano ad essere le principali città di destinazione dichiarate all’ingresso in Italia.

Draghi: superare la logica del Trattato di Dublino

3 Maggio 2022 - Strasburgo - “La solidarietà mostrata verso i rifugiati ucraini deve poi spingerci verso una gestione davvero europea anche dei migranti che arrivano da altri contesti di guerra e sfruttamento": lo ha detto il premier italiano Mario Draghi, intervenendo oggi al Parlamento europeo. Più in generale - ha aggiunto il premoer italiano -  è "necessario definire un meccanismo europeo efficace di gestione dei flussi migratori, che superi la logica del Trattato di Dublino”. In particolare, “dobbiamo prestare maggiore attenzione al Mediterraneo, vista la sua collocazione strategica come ponte verso l’Africa e il Medio Oriente. Non possiamo guardare al Mediterraneo soltanto come un’area di confine, su cui ergere barriere. Sul Mediterraneo si affacciano molti Paesi giovani, pronti a infondere il proprio entusiasmo nel rapporto con l’Europa. Con essi, l’Unione europea deve costruire un reale partenariato non solo economico, ma anche politico e sociale. Il Mediterraneo deve essere un polo di pace, di prosperità, di progresso”.

Migrantes Savona-Noli: attivati due corsi supplementari di italiano per gli ucraini

3 Maggio 2022 - Savona - In risposta alle richieste avanzate dagli ucraini recentemente accolti la scuola di italiano Migrantes ha attivato due corsi supplementari della lingua. In aprile un gruppo di volontarie di Valleggia e due ragazze che stanno terminando l’anno di Servizio Civile Universale con le ACLI hanno dato infatti avvio a lezioni di alfabetizzazione nei Centri di Accoglienza Straordinaria di Valleggia e del Seminario Vescovile. Nel primo caso sono a disposizione ore di lingua e cultura italiana in classe, attività sportive, corsi di cucina e uscite sul territorio. In Seminario le due giovani volontarie offrono invece due lezioni a settimana per circa 15 ospiti adulti, numero che potrebbe facilmente innalzarsi nei prossimi mesi. Per rispondere al meglio alle necessità linguistiche e integrative dei beneficiari ucraini la scuola Migrantes sta lavorando in sinergia con il Centro Provinciale Istruzioni Adulti - Scuola Pubblica di Savona. Attraverso una stretta collaborazione queste due realtà si stanno impegnando ad implementare le attività di formazione e coordinando per consentire ai cittadini stranieri di essere inseriti quanto prima nei corsi di italiano. Intanto prosegue il progetto "La scuola che sogniAMO". Durante l'estate volontari e volontarie continueranno il lavoro di supporto alla lingua, alternandolo con attività ludico ricreative organizzate in collaborazione con alcuni enti. "Attraverso tali attività, svolte principalmente a Savona e Celle Ligure, la nostra scuola auspica di potenziare il coinvolgimento e l’orientamento delle famiglie straniere all’interno della comunità, al fine di rendere più solide le reti sociorelazionali di questa fetta della popolazione, atte a migliorare la qualità di inserimento socioculturale delle stesse", affermano i responsabili. Nel frattempo le lezioni in via Alfonso Mistrangelo continuano ad accogliere nuovi studenti dai progetti di accoglienza e da comunità che l'Ifficio Missionario e Migrantes accompagnano nella cura pastorale. Per maggio i volontari e le volontarie attendono l’arrivo di due nuovi giovani che presteranno servizio civile universale presso la sede della Migrantes. Questi ultimi offriranno, previa formazione, lezioni di lingua e cultura italiana a livello individuale o piccoli gruppi. L'Ufficio Missioni e Migrantes  è operante anche su altri ambiti. Il 3 aprile a Finale Ligure ha incontrato la comunità paraguaiana del ponente ligure, i cui membri sono riuniti in un'associazione di 109 aderenti. La maggioranza delle persone è occupata nel lavoro domestico (badanti e lavoratori stagionali), tanti lavorano la domenica. Alcuni paraguaiani sono residenti in Italia da quindici o vent'anni, altri sono giunti recentemente. A Finale Ligure frequentano la Parrocchia San Giovanni Battista.  Con la comunità si è ragionato su diversi temi: dal Sinodo diocesano alla preparazione della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato del 25 settembre insieme alle altre comunità cattoliche (ucraini, indiani, ecuadoriani, etc.). L'Ufficio Missioni e Migrazioni si è detto disponibile ad aiutare la comunità a superare le difficoltà che possono presentarsi e a fare orientamento sul territorio e l'ha invitata a partecipare ai momenti della vita diocesana, anche inserendosi nelle realtà di volontariato.  

Ucraina: oltre 20mila i profughi ucraini nelle scuole italiane

3 Maggio 2022 - Roma - «Abbiamo accolto nelle scuole più di 20mila ragazzi ucraini e di questi quasi 19mila sono stati 'validati', cioè abbiamo dato loro la continuità rispetto al loro percorso scolastico». Lo ha detto il ministro dell'Istruzione, Patrizio Bianchi, dicendo di essere «in contatto continuo con la viceministra e il ministro dell’Istruzione ucraino. Abbiamo chiaro che stiamo facendo un’accoglienza che deve avere anche un segnale: permettere ai ragazzi di tornare in Ucraina, quando finalmente questa follia sarà finita». A chi gli chiedeva se saranno necessarie nuove risorse, il ministro ha risposto: «Stiamo mettendo tutte quelle necessarie».

Migrantes Porto Santa Rufina: Pasqua nella Chiesa greco-cattolica

3 Maggio 2022 - Roma - Come per tutti i cristiani che seguono il calendario giuliano, le comunità greco-cattoliche presenti a Porto-Santa Rufina hanno celebrato la Pasqua domenica scorsa con la veglia nel sabato precedente. In diocesi le comunità greco-cattoliche romene e ucraine si sono incontrate a Cesano e a Ladispoli. Nella chiesa di San Sebastiano (parrocchia di San Giovanni Battista), padre Valentin Marcu ha celebrato la Messa per i fedeli romeni assieme a don Isidor Mirt, responsabile della pastorale dei fedeli cattolici romeni di rito latino. L’animazione della liturgia è stata invece affidata al cantore, studente teologo, Ion Manu, del Pontificio Collegio Pio Romeno di Roma. Un centinaio di ucraini invece hanno partecipato per la prima volta alla liturgia pasquale nell’auditorium della parrocchia del Sacro Cuore di Gesù a Ladispoli. Durante la funzione religiosa, secondo il rito greco-cattolico, padre Yevhen Andrukhiv ha benedetto i cibi per la Pasqua, portati dalla Comunità. Le famiglie fuggite dalla guerra in Ucraina, che al momento vivono nel litorale diocesano, si ritroveranno per la Messa domenicale nella parrocchia ladispolana. Padre Marcu e padre Andrukhiv hanno espresso la loro gratitudine al vescovo, mons.  Gianrico Ruzza e ai rispettivi parroci, padre José Torres Origel e Mons. Giovanni Righetti del Sacro Cuore per l’accoglienza delle comunità romena e ucraina nelle loro parrocchie. A Cesano la comunità romena celebra la Messa ogni domenica alle 19.15, a Ladispoli invece la celebrazione della comunità ucraina è fissata sempre di domenica alle 11. Inoltre dal 22 aprile dalle ore 18,30 nella Parrocchia del sacro Cuore di Gesù si terranno corsi di lingua italiana per gli Ucraini. (Diacono Enzo Crialesi, direttore Ufficio Migrantes Porto Santa Rufina).

La presenza e la promozione della lingua italiana nella società globalizzata: un convegno a a Roma

2 Maggio 2022 - Roma - “La presenza e la promozione della lingua italiana nella società globalizzata e le strategie di rilancio del suo spazio linguistico, culturale e simbolico nel mondo”: questi in sintesi i contenuti del Convegno che si terrà alla Camera dei Deputati mercoledì 4 maggio dalle ore 15. L’evento rappresenterà l’occasione per presentare i risultati dell’indagine pubblicati nel volume “Italiano2020: lingua nel mondo globale. Le rose che non colsi...”. Uno studio sulla condizione reale della lingua italiana nel mondo, condotta per conto dell’Istituto di Studi Politici San Pio V di Roma, da Benedetto Coccia, Massimo Vedovelli, Monica Barni, Francesco De Renzo, Silvana Ferreri, Andrea Villarini, che ne sono stati i curatori.  La ricerca presenta un approccio nuovo rispetto a precedenti indagini. E’ stata data voce, infatti, a centinaia di professionisti dell’italiano, a coloro che ogni giorno devono affrontare e cercare di risolvere i problemi della sua diffusione e del suo insegnamento, spiegano i promotori. Interverranno, tra gli altri, il Presidente dell’Istituto di Studi Politici S. Pio V, Paolo De Nardis, Monica Barni, Massimo Vedovelli, Luca Serianni, Alessandro Masi, Fabrizio Ferragni oltre ai rappresentanti delle istituzioni parlamentari, parlamentari eletti in Italia e all’estero, dirigenti ministeriali responsabili della promozione culturale e linguistica all’estero, rappresentanti del Cgie), di organizzazioni sindacali e di enti promotori, da diversi paesi del mondo.  

Ucraina: Onu, oltre 5,4 milioni di rifugiati

2 Maggio 2022 - Roma -  Sono 5,4 milioni i rifugiati ucraini fuggiti dal loro paese a seguito dell'invasione delle truppe russe iniziata lo scorso 24 febbraio. Lo dicono i dati dell'Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr). Il flusso dei rifugiati ha subito un rallentamento molto marcato da fine marzo, anche se negli ultimi giorni è leggermente aumentato. Donne e bambini rappresentano il 90% di questi rifugiati, mentre quasi due terzi dei bambini ucraini hanno dovuto abbandonare le proprie case, compresi quelli che si trovano ancora nel Paese. Quasi sei rifugiati ucraini su dieci (2.992.575 al 28 aprile) sono fuggiti in Polonia, che ospita di gran lunga il maggior numero tra i paesi europei.

Cei: al via la nuova campagna 8xmille

2 Maggio 2022 - Roma - Non è mai solo una firma. È di più, molto di più. Questo il claim della nuova campagna di comunicazione 8xmille della Conferenza Episcopale Italiana, che mette in evidenza il significato profondo della firma: un semplice gesto che vale migliaia di opere. La campagna, on air dal prossimo 8 maggio, racconta come la Chiesa cattolica, grazie alle firme dei contribuenti riesca ad offrire aiuto, conforto e sostegno ai più fragili con il supporto di centinaia di volontari, sacerdoti, religiosi e religiose. Così un dormitorio, un condominio solidale, un orto sociale diventano molto di più e si traducono luoghi di ascolto e condivisione, in mani tese verso altre mani, in occasioni di riscatto. Gli spot mettono al centro il valore della firma: un segno che si trasforma in progetti che fanno la differenza per tanti. Dal dormitorio “Galgario” che, nel centro storico di Bergamo, offre ospitalità e conforto ai più fragili, alla “Locanda San Francesco”, un condominio solidale nel cuore di Reggio Emilia per persone in difficoltà abitativa; dalla “Casa d’Accoglienza Madre Teresa di Calcutta”, un approdo sicuro, a Foggia, per donne vittime di violenza a “Casa Wanda” che a Roma dà assistenza e supporto ai malati di Alzheimer e ai loro familiari, passando per la “mensa San Carlo” di Palermo, a pieno regime anche durante la pandemia per aiutare antiche e nuove povertà. Farsi prossimi con l’agricoltura solidale è, invece, la scommessa di “Terra Condivisa”, orto solidale di Faenza, che coltiva speranza e inclusione sociale. L’8xmille consente anche di valorizzare il patrimonio artistico nazionale con preziose opere di restauro come è accaduto a Grottazzolina dove la Chiesa del SS. Sacramento e Rosario, da tempo inagibile, è stata restituita alla cittadinanza continuando a tramandare arte e fede alle generazioni future. “L’obiettivo della campagna 2022 – afferma il responsabile del Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa Cattolica, Massimo Monzio Compagnoni – è dare ancora una volta voce alla Chiesa in uscita motivata da valori che sono quelli del Vangelo: amore, conforto, speranza, accoglienza, annuncio, fede. Gli spot ruotano intorno al ‘valore della firma’ e ai progetti realizzati grazie ad essa. Chi firma è protagonista di un cambiamento, offre sostegno a chi è in difficoltà ed è autore di una scelta solidale, frutto di una decisione consapevole, da rinnovare ogni anno. Dietro ogni progetto le risorse economiche sono state messe a frutto da sacerdoti, suore, operatori e dai tantissimi volontari, spesso il vero motore dei progetti realizzati”. La campagna, ideata per l’agenzia Another Place da Stefano Maria Palombi che firma anche la regia, sarà pianificata su tv, con spot da 30” e 15”, web, radio, stampa e affissione. Le foto sono di Francesco Zizola. Sul web e sui social sono previste campagne “ad hoc” per raccontare una Chiesa in prima linea, sempre al servizio del Paese, che si prende cura degli anziani soli, dei giovani in difficoltà, delle famiglie colpite dalla pandemia e dalla crisi economica a cui è necessario restituire speranza e risorse per ripartire. Su www.8xmille.it sono disponibili anche i filmati di approfondimento sulle singole opere mentre un’intera sezione è dedicata al rendiconto storico della ripartizione 8xmille a livello nazionale e diocesano. Nell’area “Firmo perché” sono raccolte le testimonianze dei contribuenti sul perché di una scelta consapevole. Non manca la Mappa 8xmille che geolocalizza e documenta con trasparenza quasi 20mila interventi già realizzati. Sono oltre 8.000 i progetti che, ogni anno, si concretizzano in Italia e nei Paesi più poveri del mondo, secondo tre direttrici fondamentali di spesa: culto e pastorale, sostentamento dei sacerdoti diocesani, carità in Italia e nel Terzo mondo. La Chiesa chiede ai fedeli ed ai contribuenti italiani di "riconfermare con la destinazione dell’8xmille la fiducia e il sostegno alla sua missione per continuare ad assicurare conforto, assistenza e carità grazie ad una firma che si traduce in servizio al prossimo".  

Ucraina: contributi alle famiglie

2 Maggio 2022 - Roma - Trecento euro a persona al mese per adulto e 150 euro, sempre al mese, per ciascun minore di 18 anni al seguito. È attiva da ieri e raggiungibile dal sito del Dipartimento della Protezione civile la piattaforma che consente ai profughi provenienti dall’Ucraina di richiedere un contributo di sostentamento. Fino a qualche giorno fa, secondo i dati diffusi dal Viminale, erano arrivate in Italia 103.954 persone in fuga dal conflitto in Ucraina, di cui 36.915 minori. Il contributo è destinato a coloro che hanno presentato domanda di permesso di soggiorno per protezione temporanea rilasciata dalla Questura i quali si trovino, o siano stati, in condizione di autonoma sistemazione, vale a dire presso parenti, amici o famiglie ospitanti per almeno dieci giorni nell’arco di un mese. Non possono chiedere il contributo coloro i quali siano alloggiati presso strutture messe a disposizione dallo Stato italiano (Cas-Centri di assistenza straordinaria, Sai- Sistema di accoglienza e integrazione, strutture per l’accoglienza diffusa, alberghi). Il sostegno può essere richiesto entro il 30 settembre e viene riconosciuto per un massimo di tre mesi dalla data riportata sulla ricevuta di presentazione della domanda di permesso di soggiorno; in base al periodo trascorso tra la domanda e la richiesta di contributo, può essere riconosciuto per una quota mensile, per due o per l’intero ammontare. Per accedere alla piattaforma è necessario disporre del codice fiscale (rilasciato anche quello con la domanda di soggiorno).

Mi ami?

2 Maggio 2022 - Città del Vaticano - Primo Maggio, Festa dei Lavoratori, ma anche momento per ricordare che ancora oggi ci sono operai che muoiono mentre lavorano, “una tragedia molto diffusa, forse troppo”. Chiede, il Papa, un rinnovato impegno “perché dovunque e per tutti il lavoro sia dignitoso”; e, inoltre, “che dal mondo del lavoro venga la volontà di far crescere un’economia di pace”. Primo Maggio, inizio del mese dedicato a Maria, e il pensiero del vescovo di Roma va subito alla città ucraina di Mariupol, la ‘città di Maria’, barbaramente bombardata e distrutta, e rinnova “la richiesta che siano predisposti corridoi umanitari sicuri per le persone intrappolate nell’acciaieria di quella città. Soffro e piango, pensando alle sofferenze della popolazione ucraina e in particolare ai più deboli, agli anziani e ai bambini. Giungono persino notizie terribili di bambini espulsi e deportati”. Per Francesco “si assiste a un macabro regresso di umanità”, e chiede, insieme a tante persone angosciate, “se si stia veramente ricercando la pace; se ci sia la volontà di evitare una continua escalation militare e verbale; se si stia facendo tutto il possibile perché le armi tacciano”. Quello che sembra mancare in questo conflitto è proprio la volontà di mettersi attorno a un tavolo per trovare una soluzione: “non ci si arrenda alla logica della violenza, alla perversa spirale delle armi. Si imbocchi la via del dialogo e della pace”. Terza domenica di Pasqua, domenica in cui il Vangelo di Giovanni ci narra la terza manifestazione del Signore dopo la resurrezione, presso il lago di Tiberiade. Il lago, la barca, i discepoli soli e il Signore che è presente sulla riva, che si manifesta nella ferialità della vita, in quelle occupazioni quotidiane che scandiscono il tempo e gli impegni di ogni donna e uomo. Tempo e luoghi di ogni giorno in cui è importante annunciare che il Signore si manifesta sempre, anzi è presente nella vita della chiesa e della comunità cristiana. Ecco come si presenta la scena nel racconto di Giovanni: Simon Pietro, è sfiduciato, il Signore non è con loro, e allora esce per pescare, seguito dai suoi amici Tommaso, Natanaele, i figli di Zebedeo, e da altri due. Chi sono? Giovanni non lo dice, quasi interrogativo che lascia ai lettori. Escono nel mare di Galilea, il luogo della chiamata dei primi discepoli: Pietro e Andrea, Giacomo e Giovanni, ma tornano con le reti vuote. Escono nella notte e il Signore li aspetta, seduto sulla riva; è ancora lui a cercarli. Le reti sono vuote, un po’ come la loro esperienza con Gesù: lo avevano conosciuto, lasciando tutto per seguirlo, pieni di speranza… e adesso? Una voce domanda loro “figlioli, non avete nulla da mangiare?”, e li invita a “gettate la rete dalla parte destra della barca”. Si fidano dell’uomo seduto sulla riva e prendono il largo: infruttuosa la pesca della notte, ma all’alba del nuovo giorno le reti trattengono una grande quantità di pesci. Allora riconoscono Gesù. “Può succedere anche a noi – commenta il Papa - per stanchezza, delusione, magari per pigrizia, di scordarci del Signore e di trascurare le grandi scelte che abbiamo fatto, per accontentarci di qualcos’altro. Ad esempio, non si dedica tempo a parlarsi in famiglia, preferendo i passatempi personali; si dimentica la preghiera, lasciandosi prendere dai propri bisogni; si trascura la carità, con la scusa delle urgenze quotidiane. Ma, così facendo – ha aggiunto - ci si ritrova delusi, con le reti vuote”. Quando ci muoviamo con i nostri falsi idoli siamo un po’ come la barca nel buio del lago; quando riconosciamo la voce che ci chiama dalla riva, come Pietro non avremo paura di gettarci in acqua. Come Pietro “anche noi abbiamo bisogno di una scossa”, dice il Papa. Abbiamo bisogno di uno “slancio nuovo”, di “tuffarci nel bene senza la paura di perdere qualcosa, senza calcolare troppo, senza aspettare che comincino gli altri. Perché per andare incontro a Gesù bisogna sbilanciarsi”. Francesco chiede: siamo capaci di “scatti di generosità, oppure freno gli slanci del cuore e mi chiudo nell’abitudine, nella paura?” E alla fine del racconto Giovanni ricorda la domanda di Gesù, ripetuta tre volte, a Pietro. Mi ami? “Il Risorto lo chiede anche a noi oggi”, dice il Papa, “perché a Pasqua Gesù vuole che anche il nostro cuore risorga; perché la fede non è questione di sapere, ma di amore”. (Fabio Zavattaro - SIR)

Ucraina: 104mila i profughi in Italia

29 Aprile 2022 -

Roma - Sono 103.954 le persone in fuga dal conflitto in Ucraina giunte fino a oggi in Italia, 99.061 delle quali alla frontiera e 4.893 controllate dal compartimento Polizia ferroviaria del Friuli Venezia Giulia. Ne dà notizia il Viminale precisando che “sul totale, 53.792 sono donne, 13.247 uomini e 36.915 minori”. “L’incremento, rispetto a ieri, è di 1.300 ingressi nel territorio nazionale”. Milano, Roma, Napoli e Bologna si confermano come principali città di destinazione.

Ucraina: a Tor Vergata” corsi di lingua italiana per i profughi

29 Aprile 2022 -  Roma - Parte il progetto “Tor Vergata” per l’Ucraina: corsi di lingua italiana per i profughi ucraini”. È questa la nuova iniziativa promossa dal CLICI - Centro di Lingua e cultura italiana dell’Università di Roma “Tor Vergata” in collaborazione con la sezione di slavistica della Macroarea di Lettere e Filosofia, che è stata presentata questa mattina nel corso dell’evento “Prepararsi all’accoglienza” . La giornata è promossa dal Corso di Laurea Magistrale in Lingua e Cultura italiana a stranieri per l’accoglienza e l’internazionalizzazione - LICUS dell’università degli Studi di Roma “Tor Vergata” e realizzata in collaborazione con il CLICI. All'iniziativa presenti i rappresentanti di Unicef Italia, Caritas Roma, ANPAS, FCEI e Fondazione Migrantes che porteranno le testimonianze del lavoro sul campo. Infine, il corpo docente LICUS presenterà le prospettive attraverso le quali si guarda alla formazione delle studentesse e degli studenti che saranno i futuri operatori dell’accoglienza mediante la specificità dell’insegnamento della lingua e cultura italiana a stranieri.        

Giovani immigrati: workshops formativi in materia di lavoro

29 Aprile 2022 - Firenze - In partenza la seconda edizione dell'Iniziativa GROW - 4 Workshops di formazione rivolti a giovani immigrati di prima e seconda generazione sulla materia del lavoro, nel contesto italiano ed europeo. L'iniziativa è promossa dal Centro Studenti Internazionale "Giorgio La Pira" di Firenze  su iniziativa di Good World Citizen e con il supporto dell'ufficio EUROPE DIRECT Firenze. L'obiettivo è quello di fornire agli immigrati residenti in Italia una conoscenza pratica del mondo del lavoro, per conoscere i propri diritti/doveri e saper valutare autonomamente le proprie condizioni lavorative. Le iscrizioni sono aperte fino al 5 maggio 2022! Per maggiori informazioni  https://centrointernazionalelapira.org/iniziativa-grow-2022/

Vangelo Migrante: III domenica di Pasqua | Vangelo (Gv 21, 1-19)

28 Aprile 2022 - La pagina in cui per la terza volta Gesù si manifesta ai discepoli dopo la resurrezione è densa di avvenimenti e insegnamenti. Il Vangelo di Giovanni racconta che alcuni discepoli con Pietro, sono presso il mare di Tiberiade. La notte interiore per il peso insopportabile della tragedia del Golgota, e per le paure che ne derivano, si prolunga in una notte di pesca che riserva una cocente delusione professionale ed esistenziale: “quella notte non presero nulla”. Ma l’alba arriva sempre, puntuale, qualunque sia la notte che ci è capitata o nella quale abbiamo deciso di entrare: “quando già era l’alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: Figlioli, non avete nulla da mangiare? Gli risposero: No”. La presenza di Gesù risorto non è astratta ed estranea alle circostanze in cui si rivela (siano esse una battuta di pesca o un dubbio come quello di Tommaso domenica scorsa); essa è pienezza a cui le circostanze rimandano: soddisfa la domanda con un risultato che va oltre l’inimmaginabile, a significare la completezza risolutiva a cui la Sua presenza invia. Nella domanda ai discepoli, chiede all’umanità se, dopo tutti gli sforzi compiuti ogni giorno per vivere, ha raggiunto anche solo un po’ di tutto ciò di cui ha bisogno per vivere, serena, felice, in pace, al sicuro, prospera e nel benessere. La risposta dell’umanità è secca ed inequivocabile: “no”. E Gesù risorto, a partire da quel fatto, offre il suo intervento perché l’umanità riceva tutto ciò di cui ha bisogno: “gettate le reti dalla parte destra della barca e troverete!” Invita a cambiare modo di fare e di pensare (le reti non si gettano da destra ma da sinistra) e il risultato è sorprendente: centocinquantatré grossi pesci, ovverosia il numero totale delle specie di pesci conosciute allora. Quella pesca fruttò tutto il pesce possibile. Tornati a riva, Gesù ha già un fuoco di brace con del pesce sopra e del pane; e chiede: “portate un po’ del pesce che avete preso ora”. Gesù basta a se stesso ma la vita con il risorto, d’ora in poi, sarà sempre un intreccio amoroso, sorprendente, luminoso e intelligente di energie divine e umane da cui non può che scaturire la festa della vita, nel gioioso banchetto dell’Eucarestia. In quella gioia parte il dialogo con Pietro: “mi ami?”  Gesù non chiede se ha capito il suo annuncio o il senso di quello che sta accadendo, ma lascia tutto all’amore. Per tre volte modifica la domanda adattando le sue attese alle possibilità di Pietro: mi ami più di costoro? Mi ami? Mi vuoi almeno bene?  Si pone a livello della sua creatura: l’amore vero si mette ai piedi dell’amato. Pietro sente il pianto salirgli in gola: dinanzi ad un fuoco lo aveva rinnegato, dinanzi ad un fuoco Gesù gli offre l’opportunità di ri-amarlo come può. Gesù interroga Pietro e interroga me. Non cerca la perfezione ma l’autenticità. Nulla a che vedere con l’impeto di Pietro, quella volta prima della passione. L’amore di cui parla Gesù, non nasce da noi, nasce da Lui. Solo se lo accogli, potrai seguirlo! (p. Gaetano Saracino)  

Ucraina: 102mila i profughi arrivati in Italia

28 Aprile 2022 -
Roma -  Sono 102.654 le persone in fuga dal conflitto in Ucraina giunte fino a oggi in Italia, 97.826 delle quali alla frontiera e 4.828 controllate dal compartimento Polizia ferroviaria del Friuli Venezia Giulia. Ne dà notizia il Viminale precisando che sul totale, 53.132 sono donne, 12.958 uomini e 36.564 minori. L’incremento, rispetto a ieri, è di 882 ingressi nel territorio nazionale. Le principali città di destinazione sono sempre Milano, Roma, Napoli e Bologna.

Migrantes Savona-Noli: sostegno allo studio dell’Italiano

28 Aprile 2022 - Savona - Il progetto di sostegno allo studio dell’italiano ‘La scuola che sogniAMO’ all’improvviso è stato costretto a misurarsi con la più stretta e drammatica attualità, provocata dal consistente arrivo, anche a Savona, dei profughi ucraini. Così si è provato a rispondere alle più urgenti necessità sul fronte della comprensione linguistica dei ragazzi in età scolare e dei loro familiari, perché possano calarsi con meno difficoltà e più rapidamente nella nuova realtà. L’iniziativa ‘La scuola che sogniAMO’, dopo la necessaria fase di programmazione, era arrivata nelle scuole, con il coinvolgimento di circa 40 alunne e alunni, iscritti all’Istituto comprensivo Savona III, nei plessi De Amicis, Astengo e Guidobono, e di studenti del Ferraris-Pancaldo. Accompagnati dalle indicazioni degli insegnanti di italiano, i volontari stavano svolgendo gli interventi di supporto nei locali delle scuole. Ma i programmi hanno dovuto essere modificati in tutta fretta. La crisi umanitaria generatasi a fronte dello scoppio del conflitto in Ucraina e il conseguente arrivo di un ingente numero di famiglie anche sul territorio savonese richiede una sostanziale implementazione dei progetti della scuola Migrantes. Per questo motivo è stato previsto un ampliamento degli interventi linguistici che risponda specificamente ai bisogni dei minori e degli adulti (principalmente donne) recentemente arrivati. A favore delle donne ucraine è prevista l’attivazione di nuovi corsi di alfabetizzazione; per i minori inseriti nella scuola pubblica, invece, si prevede un vero e proprio inserimento all’interno del progetto ‘La scuola che sogniAMO’. Alcuni bambini sono già entrati a far parte dei gruppi di supporto precostituiti, altri lo saranno quanto prima. “Grazie alla mobilitazione di educatori e logopedisti, che hanno fornito la scuola di tabelle di comunicazione bilingue, la prima accoglienza linguistica di questi bambini è stata facilitata. Benché la situazione si presenti mutevole, la scuola Migrantes prevede, per il periodo estivo, di coinvolgere tutte le famiglie ucraine che decideranno di restare anche nelle attività ludico laboratoriali previste dal progetto”, spiega il direttore dell’Ufficio diocesano Migrantes di Savona-Noli, Davide Carnemolla.

Migrantes-Transiti: la sicurezza sanitaria e la fiducia  durante il Covid-19

28 Aprile 2022 - Roma - In questi anni, un tema ricorrente nei colloqui clinici con i pazienti di Transiti ha riguardato la dissonanza cognitiva derivante dalle differenze tra le regole sanitarie del paese in cui l’expat vive e le regole adottate in Italia per fronteggiare la pandemia. Laddove vi è stata una grande discrepanza, soprattutto nel corso della prima ondata pandemica, le persone sono state attraversate da un forte disorientamento rispetto a quali, tra le istituzioni sanitarie del paese d’origine e quelle del paese di residenza, nutrire fiducia. Abbiamo approfondito questi aspetti nel corso dell’indagine sulla salute psicologica in pandemia degli italiani nel mondo per il Rapporto Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes, in cui è stato esplorato anche il tema della sicurezza sanitaria. Abbiamo chiesto al nostro campione di expat italiani di esprimere quanto percepissero sicuro, nell'affrontare la pandemia, il paese di residenza, e quanta fiducia avessero nel sistema sanitario locale. Gli intervistati complessivamente sono adeguatamente sicuri di come i paesi ospitanti hanno affrontato la pandemia. Ritengono, comunque, di vivere in un paese più sicuro dell’Italia, in termini di gestione della pandemia, per il 45% del campione. Questa sicurezza è distribuita in maniera fortemente differenziata rispetto alle aree del mondo in cui vivono. Spiccano i dati dell’Oceania (97%), dell’Oriente (75%) e del Medio Oriente (63%), dove la maggioranza degli expat italiani ritiene che il sistema sanitario, nell’affrontare il Covid-19, sia “più sicuro” dell’Italia. Il 21% del campione ritiene di essere in un luogo meno attento e quindi insicuro, in cui il sistema-paese ha affrontato male la pandemia. Questa mancanza di sicurezza è fortemente percepita in America del Sud (58%), dove supera la media, attestandosi invece in Africa al (28%). I dati raccolti hanno permesso di inferire il grado di fiducia nei confronti del sistema sanitario del paese estero di residenza. E’ stata registrata, in generale, una buona fiducia nella sanità del paese ospitante (56%), con percentuali molto al di sopra della media in Oceania (79%), in Oriente (70%) e in America del Nord (63%). Una grande diffidenza rispetto ai sistemi sanitari, invece, si è registrata in America del Sud (78%), in Africa (56%) e nel Medio Oriente (53%). Un dato interessante riguarda il Medio Oriente: a fronte di un sistema sanitario che generalmente non rassicura, sembra che le modalità di gestione della crisi pandemica abbiano suscitato la fiducia degli italiani residenti in quest’area. Attingendo dalla clinica, possiamo avanzare qualche ipotesi per spiegare queste tendenze. Dai racconti dei pazienti residenti in paesi con una governance più autoritaria, emerge che le persone si sono sentite più protette: le regole, anche se stringenti, erano chiare. Inoltre, il monitoraggio e l’ordine hanno contenuto maggiormente, almeno in una prima fase, la paura e la rabbia, emozioni primarie che si sperimentano in situazioni di grande incertezza e pericolo. Queste emozioni potenti e filogeneticamente “salvavita” esigono un sollievo immediato per ripristinare il senso di sicurezza. Questo aspetto sembra essere meglio assolto dalle strutture più gerarchicamente organizzate, con una comunicazione up-bottom a una via, in cui le regole vengono comunicate dall’alto. Tra le numerose questioni che si trova ad affrontare un expat figura anche quella della lingua in cui sono erogati i servizi di cura e, di riflesso, della lingua in cui si desidera riceverli. La malattia fa sentire fragili, insicuri, impotenti. Poter parlare di questioni complesse nella propria lingua madre con il personale sanitario è per molte persone rassicurante, tanto da programmare visite, interventi e cure durante i periodi di rientro per le vacanze nel paese d’origine. La pandemia ha spezzato la routine di questo “rientro sanitario” generando un’altra area di insicurezza negli expat italiani. ( Anna Pisterzi, Presidente di Transiti Psicologia d'Espatrio)   Trovate questo articolo pubblicato anche nella sezione Articoli del sito di Transiti - Psicologia d’espatrio.

Lingua e cultura italiana nelle scuole: accordo tra Ministero e Società Alighieri

28 Aprile 2022 -
Roma - Il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, e il presidente della Società Dante Alighieri, Andrea Riccardi, hanno sottoscritto un protocollo d’intesa per la divulgazione e diffusione della lingua e della cultura italiana nelle scuole. L’intesa ha l’obiettivo di promuovere e sviluppare iniziative di collaborazione e consultazione permanente per promuovere e divulgare la lingua e la cultura italiane in ogni ordine scolastico. “Il rinnovo di questo protocollo consente di mettere a disposizione delle nostre scuole esperti e strumenti di alto livello offrendo nuovi stimoli per potenziare le competenze linguistiche delle studentesse e degli studenti, alimentando, anche nei ragazzi provenienti da altri Paesi, l’amore per lingua e civiltà italiana. Dante è stato il primo a credere nell’italiano e con la sua straordinaria opera ha cambiato per sempre il destino dell’Italia lasciandoci la più affascinante e preziosa delle eredità, la nostra lingua”, sottolinea Bianchi. “Questo accordo con il ministero dell’Istruzione – dichiara Riccardi – è importante perché valorizza l’insegnamento della lingua italiana in tutte le realtà dove operano i docenti, in connessione con le specificità degli studenti di diversa lingua e cultura di origine e attraverso strumenti didattici e culturali innovativi. La nostra piattaforma Dante Global, tecnologicamente all’avanguardia, dedica due sezioni alla lingua e alla formazione dei docenti, oltre a quella per la promozione culturale; si rivolge alle nuove generazioni rispondendo alle rinnovate esigenze di rilancio sottese al Pnrr con l’obiettivo di garantire la cultura della qualità nell’insegnamento e nella certificazione dell’italiano”.

Ue: domande asilo gestite online

28 Aprile 2022 - Bruxelles -  Un visto digitale per l'ingresso nell'area Schengen con la possibilità di presentare domanda attraverso la piattaforma europea per i visti online. E' la proposta lanciata  dalla Commissione europea per snellire le procedure "riducendo i costi e gli oneri per gli Stati membri e per i richiedenti asilo". "Oggi stiamo portando la politica dell'Ue in materia di visti nell'era digitale", ha annunciato il vicepresidente Ue Margaritis Schinas, spiegando che "alcuni Stati membri stanno già passando al digitale" ma "è fondamentale che l'area Schengen vada avanti all'unisono". Il nuovo Patto sulla migrazione e l'asilo ha fissato l'obiettivo di digitalizzare completamente le procedure di visto entro il 2025. La piattaforma determinerà automaticamente quale Paese Schengen è responsabile dell'esame di una domanda, in particolare quando il richiedente intende recarsi in diversi Paesi. La piattaforma fornirà inoltre ai richiedenti informazioni aggiornate sui requisiti e le procedure (come documenti giustificativi, tassa per il visto o necessità di un appuntamento per raccogliere i dati biometrici) necessarie.