Primo Piano
Una medaglia vaticana per i fondi ai profughi
Città del Vaticano - Una medaglia: sul dritto è raffigurata una colomba ad ali spiegate che nel becco tiene un ramo d’ulivo; sul rovescio una famiglia di sole donne in fuga dalla guerra, con i palazzi distrutti dai bombardamenti e il terreno pieno di macerie. «È la prima volta che la Zecca Vaticana conia una medaglia per raccogliere fondi da destinare ad un’iniziativa benefica», spiega il responsabile Mauro Olivieri. Il costo è di 50 euro, destinati ai profughi. Stampata in 3mila esemplari è quasi esaurita. Previsto un lotto di altri 2mila pezzi.
Papa Francesco: “famiglie continuino ad aprire le porte per accogliere milioni di profughi”
Migrantes Albenga: le attività della scuola dell’ufficio diocesano
Albenga - Le attività della Scuola Migrantes della diocesi di Albenga-Imperia sono state al centro dell' incontro organizzato dalla Biblioteca Diocesana il 10 giugno alle ore 17 presso il seminario vescovile. L' evento è stato strutturato nella forma di un' intervista rivolta a Gian Maria Zavattaro, insegnante volontario. Un percorso interessante, quello di Zavattaro, che - dopo una lunga esperienza nella scuola, prima come docente di filosofia, poi in qualità di dirigente scolastico - ha deciso di proseguire la sua vocazione professionale dedicando tempo ed energie all' insegnamento della lingua italiana ai migranti. La Scuola opera nella Diocesi dal 2018 ed è sostenuta dall' opera di volontari nelle due sedi di Albenga e S. Fedele. Consapevoli che - come recita il titolo dell' incontro - possedere la parola è appartenere alla comunità, la Migrantes, attraverso le competenze linguistiche fornite, offre alle persone validi punti di riferimenti per orientarsi nella società italiana e fondamentali strumenti per divenire membri attivi della comunità. L' incontro ha illustrato dunque gli obiettivi e la realtà di questa fondamentale realtà scolastica diocesana: non un programma assistenziale calato dall' alto, ma un percorso comune di accoglienza e di crescita. (V. M. -PonenteSette)
In 14mila in marcia per farsi sentire al Summit delle Americhe
(Foto ANSA/SIR)Mons. Perego: passo positivo primo accordo per la ridistribuzione (volontaria) dei migranti che arrivano via mare
Congolesi in Italia: il 3 luglio celebrazione con papa Francesco
Città del Vaticano - Papa Francesco, per i dolori al ginocchio, ha dovuto rinunciare al viaggio Congo e Sud Sudan. Ricevendo, questa mattina, nel palazzo Apostolico, i Missionari d'Africa, noti come Padri Bianchi, si è detto dispiaciuto per questo: "Purtroppo, con grande dispiacere, ho dovuto rinviare il viaggio in Congo e in Sud Sudan. In effetti, alla mia età non è così semplice partire in missione! Ma le vostre preghiere e il vostro esempio mi danno coraggio, e sono fiducioso di poter visitare questi popoli, che porto nel cuore" ha detto annunciando che il 3 luglio "cercherò di celebrare la Messa con la comunità congolese romana....Porteremo Kinshasa a San Pietro. E lì celebreremo con tutti i congolesi romani, che sono tanti eh!".Nel suo discorso papa Francesco ha ricordato l’esortazione del loro fondatore, il cardinale Charles-Martial Allemand Lavigerie: “Siate apostoli, nient’altro che apostoli”: E "l’apostolo di Gesù Cristo non è uno che fa proselitismo, non è un manager, non è un dotto conferenziere, non è un 'mago' dell’informatica, l’apostolo è testimone. Questo vale sempre e dappertutto nella Chiesa, ma vale specialmente per chi, come voi, è chiamato spesso a vivere la missione in contesti di prima evangelizzazione o di prevalente religione islamica". (Raffaele Iaria)
Centro Astalli: domani Colloquio sulle Migrazioni
Perugia: il ringraziamento di mons. Salvi alla comunità locale per la generosità dimostrata nell’emergenza profughi ucraini
Perugia - «Anche la comunità diocesana di Perugia-Città della Pieve, attraverso parrocchie, famiglie religiose e con il coinvolgimento della locale comunità ucraina di rito greco-cattolico, non ha fatto mancare il suo sostegno spirituale e materiale a quanti sono fuggiti dall’Ucraina per sottrarsi alla guerra e ad una violenza inaudita contro la persona e i suoi affetti più cari». A sottolinearlo è il vescovo e amministratore diocesano di Perugia-Città della Pieve, mons. Marco Salvi, nel rendere noti i ‘frutti’ della “Raccolta fondi per l’Ucraina”. Una raccolta diocesana avviata subito dopo l’inizio delle ostilità, per finanziare le iniziative messe in campo per assistere dignitosamente più di 200 nuclei familiari composti in gran parte da donne e minori. Significativo anche il dato delle 98 famiglie perugine che hanno messo a disposizione una loro abitazione e quello di coloro che hanno accolto in casa profughi ucraini riservandogli una camera (attualmente sono 14).
«Desidero ringraziarvi tutti di cuore – scrive mons. Salvi in un messaggio rivolto alla comunità diocesana – per la generosità dimostrata in occasione della “Raccolta fondi per l’Ucraina” e dei diversi altri gesti di solidarietà concreta promossi dalla nostra Archidiocesi: un segnale di grande attenzione verso il prossimo che ci fa sentire interpreti veri della carità evangelica».
Brasile: “Migrazione e conoscenza” è il tema della 37ª Settimana dei Migranti
Con i fatti, prima che con le parole
Mci Moers: concluso il concorso per giovani
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Migrantes Bergamo: da oggi la mostra “Costellazioni Migratorie”
La parte dimenticata del mondo: una crisi umanitaria senza fine in Africa
Presentato il rapporto annuale Sai 2022
Roma - Sono stati presentati ieri a Roma i dati del rapporto annuale Sai 2022 per il ventennale del sistema Sprar. Nel 2021 sono stati accolti oltre 42mila profughi e di questi in 9.877 casi si è trattato di minori non accompagnati (+39% rispetto al 2020). Sono stati 851 i progetti finanziati dal Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo della rete Sai: complessivamente 34.744 posti di accoglienza, divisi in quasi 1800 Comuni e 722 enti locali titolari di progetto. Nel 2021 è cresciuta anche la disponibilità di posti Sai dedicati all’accoglienza di minori stranieri soli arrivando a 239 progetti per un totale di 6.683 posti. «Quest’anno ricorre il ventennale del Sistema Sprar-Sai e, non a caso, abbiamo scelto di presentare le iniziative per ripercorrere questo percorso alla vigilia della Giornata mondiale del Rifugiato del 20 giugno» ha sottolineato il delegato dell’Anci all’immigrazione e sindaco di Prato, Matteo Biffoni. Oggi il sistema Sai, che si occupa dei progetti di accoglienza diffusa sul territorio grazie alla rete tra Comuni e Terzo settore, «è diventato a tutti gli effetti una politica di welfare nazionale. Coinvolge ormai quasi un quarto di tutti i Comuni italiani anche quelli più piccoli: più della metà hanno meno di cinque mila abitanti», ha sottolineato il segretario generale dell’Anci, Veronica Nicotra. Il sistema di accoglienza dei Comuni ha aperto le porte anche a chi è scappato dalla guerra in Ucraina. Sono stati 740 i profughi ucraini accolti dal Sistema di accoglienza e integrazione (Sai). Si tratta per il 71% di donne. In prima linea c’è l’Emilia Romagna, dove sono presenti il 22% degli ucraini accolti, seguita da Lazio e Campania.