Primo Piano

Ritrovo della comunità dello SrilLanka in onore della Vergine Maria 

14 Giugno 2022 - Porto Santa Rufina - Ogni anno i nostri fratelli che provengono dallo SriLanka ed hanno trovato stabile dimora nella nostra Diocesi si ritrovano per concludere l’anno sociale celebrando solennemente la Vergine Maria, Madre e guida del loro peregrinare per il mondo. Poi in realtà continueranno in molti ad essere presenti all’appuntamento domenicale della Messa in cingalese, ma i più fortunati prenderanno un tempo di vacanza e riposo con le proprie famiglie. Quest’anno, dopo i due anni di pandemia, la festa è stata particolarmente solenne, con ben sei concelebranti, la presenza alla Celebrazione Eucaristica ed al successivo pranzo dell’ambasciatore dello SriLanka con la sua consorte, e due bambine della comunità – Aisha e Rianna, ambedue frequentanti la IV elementare - che hanno ricevuto per la prima volta Gesù Eucaristia. Tutto è stato preparato con grande cura e stile, ad iniziare del lungo viale di accesso imbandierato di festoni bianco-azzurro, i colori dello Sri Lanka, ed ugualmente i fiori e tutti gli addobbi in chiesa. Solo per ornare la base ove poggiava la statua della Madonna per la Processione finale si è aggiunto anche il giallo: bianco ed azzurro = la nostra Patria, bianco e giallo = la nostra Chiesa Cattolica, i colori del Papa. La Celebrazione è stata un tripudio di colori per gli abiti tipici e sgargianti di donne e bambine, anche le più piccole, ed un coro armonico di suoni con canti ovviamente tutti in Cingalese così come tutto lo svolgersi della Messa. Unica eccezione la pergamena con la benedizione di Papa Francesco consegnata ad Aisha e Rianna era in lingua inglese: italiano quindi a scuola e con i compagni di gioco di altre nazionalità, inglese e cingalese in famiglia e con i connazionali, cingalese soprattutto per le Celebrazioni e con le persone più anziane che mal si adattano alla nuova lingua  di dove ora vivono … questo è realmente crescere nell’intercultura e prepararsi ad un prossimo domani sempre più globalizzato restando tuttavia  collegati con le proprie radici! Insieme alla Pergamena è stato donato loro un cordoncino con i due Cuori di Gesù e di Maria: chissà, forse perché le Suore dove si ritrovano ogni domenica sono una delle tante Congregazioni dedicate al Sacro Cuore, ma  a me piace anche vedervi una “coincidenza”: un richiamo di unione alla nostra Chiesa locale la cui Cattedrale è dedicata ai Sacri Cuori di Gesù e di Maria, questa Chiesa locale nella quale Aisha e Rianna sono chiamate a crescere nella fede e divenire seminatrici di speranza e di gioia nel cuore di chiunque incontreranno. (Sr Maria Grazia Pennisi - Ufficio Pastorale Migrantes)

Una medaglia vaticana per i fondi ai profughi

14 Giugno 2022 -

Città del Vaticano - Una medaglia: sul dritto è raffigurata una colomba ad ali spiegate che nel becco tiene un ramo d’ulivo; sul rovescio una famiglia di sole donne in fuga dalla guerra, con i palazzi distrutti dai bombardamenti e il terreno pieno di macerie. «È la prima volta che la Zecca Vaticana conia una medaglia per raccogliere fondi da destinare ad un’iniziativa benefica», spiega il responsabile Mauro Olivieri. Il costo è di 50 euro, destinati ai profughi. Stampata in 3mila esemplari è quasi esaurita. Previsto un lotto di altri 2mila pezzi.

Papa Francesco: “famiglie continuino ad aprire le porte per accogliere milioni di profughi”

14 Giugno 2022 -

Migrantes Albenga: le attività della scuola dell’ufficio diocesano

14 Giugno 2022 -

Albenga - Le attività della Scuola Migrantes della diocesi di Albenga-Imperia  sono state al centro dell' incontro organizzato dalla Biblioteca Diocesana il 10 giugno alle ore 17 presso il seminario vescovile. L' evento è stato strutturato nella forma di un' intervista rivolta a Gian Maria Zavattaro, insegnante volontario. Un percorso interessante, quello di Zavattaro, che - dopo una lunga esperienza nella scuola, prima come docente di filosofia, poi in qualità di dirigente scolastico - ha deciso di proseguire la sua vocazione professionale dedicando tempo ed energie all' insegnamento della lingua italiana ai migranti. La Scuola opera nella Diocesi dal 2018 ed è sostenuta dall' opera di volontari  nelle due sedi di Albenga e S. Fedele. Consapevoli che - come recita il titolo dell' incontro - possedere la parola è appartenere alla comunità, la Migrantes, attraverso le competenze linguistiche fornite, offre alle persone validi punti di riferimenti per orientarsi nella società italiana e fondamentali strumenti per divenire membri attivi della comunità. L' incontro ha illustrato dunque gli obiettivi e la realtà di questa fondamentale realtà scolastica diocesana: non un programma assistenziale calato dall' alto, ma un percorso comune di accoglienza e di crescita. (V. M. -PonenteSette)

In 14mila in marcia per farsi sentire al Summit delle Americhe

14 Giugno 2022 -
New York - Hanno deciso di partire da Tapachula, nel Chiapas messicano lunedì scorso, proprio poche ore prima che il presidente del Messico Andrés Manuel López Obrador, annunciasse la sua assenza al Summit delle Americhe, che si è concluso venerdì a Los Angeles. Sono partiti in 14.000 per proteggersi reciprocamente ma anche per rendersi visibili sia ai media sia ai leader politici riuniti a Los Angeles per partecipare al Vertice delle Americhe e durante il quale è stato firmata la Dichiarazione di Los Angeles. Un documento che d’ora in poi regolerà una comune politica migratoria delle Americhe e nel quale i leader si impegnano assicurano a “tutelare la sicurezza, la dignità, i diritti umani e le libertà fondamentali di tutti i migranti” riaffermando che la migrazione “non deve essere una necessità, deve essere volontaria e una scelta informata”. Molti di loro, alla partenza, non sapevano i termini di questo accordo, molti di più probabilmente neppure della presenza dei leader politici in California. Ad ignorare tutto sicuramente i 3.000 bambini in marcia con loro verso il confine, rivestiti di poncho di plastica per proteggersi dalla pioggia insistente o avvolti in coperte tra le braccia dei genitori. Secondo Victor Luis García Villagrán, organizzatore della carovana e direttore del Center for human dignification, tra le migliaia di migranti in marcia, ci sono almeno 126 donne incinte e oltre 70 persone con disabilità fisiche. Vengono dal Centro America, Haiti e Cuba, ma la stragrande maggioranza proviene dal Venezuela. Eymar è uno di loro. In Venezuela era un agente della polizia di stato. A gennaio, con la sua famiglia allargata ha iniziato una chat di gruppo dove per tre mesi si sono scambiati notizie sulla scarsità dei prodotti e dei farmaci, sui prezzi elevati del cibo e sui continui blackout elettrici. I messaggi si sono trasformati in un piano per lasciare il Paese e così Eymar ha venduto la sua macchina e altri beni per finanziare l’odissea di due settimane dal Venezuela al Messico, anche attraverso lo straziante percorso attraverso la giungla che separa Colombia e Panama. Quella è stata la parte più difficile per sua moglie, ma lo è stato di più guardare i loro tre figli soffrire, di cui il più piccolo di appena tre anni ha sfidato le insidie del percorso sul suo passeggino.
(Foto ANSA/SIR)
Tutti e 17 i parenti di Eymar sono ora incamminati insieme su questa strada secondaria che li porterà al confine con gli Stati Uniti.Al loro fianco ci sono tutti quegli altri migranti e richiedenti asilo che si sono stancati della strategia di contenimento operata dal governo messicano nella zona sud del Paese, che ha reso la vita di questi miserabili ancor più misera.Tanti di loro hanno contratto debiti per poter affrontare questo viaggio e con le poche opportunità di lavoro nella regione si sentono sopraffatti dalla disperazione. Altrettanto sopraffatti sono gli impiegati dell’agenzia dei richiedenti asilo, poiché le nuove politiche per recarsi nel nord del Paese prevedono l’approvazione di una richiesta ufficiale prima di intraprendere il viaggio, pena essere fermati dagli agenti dell’immigrazione e rimandati nel Paese di origine. Ecco perché farsi sentire al Summit delle Americhe è diventato cruciale, anche attraverso una carovana.I numeri dei migranti fermati alla frontiera negli ultimi due anni hanno assunto cifre a sei zeri, con l’agenzia di protezione delle frontiere Usa che parla di oltre 1,7 milioni di persone da ottobre 2020 a settembre 2021 e altri 1,3 milioni da ottobre 2021 ad aprile. “Nessuna nazione dovrebbe assumersi da sola la responsabilità di gestire una storica ondata migratoria attraverso l’emisfero occidentale”, ha dichiarato venerdì il presidente americano Joe Biden, mentre assieme ad altri 19 leader latinoamericani e caraibici hanno siglato la Dichiarazione: un patto per espandere i percorsi legali di migranti e rifugiati e fornire nuovi finanziamenti per garantire l’ospitalità nei paesi in transito. Tra i firmatari ci sono stati anche Messico, El Salvador, Guatemala e Honduras, i cui presidenti hanno scelto di non partecipare per protestare contro la decisione di non invitare Cuba, Venezuela e Nicaragua. Il patto prevede che il Messico lanci un programma di lavoro temporaneo per 15.000-20.000 lavoratori del Guatemala, da ampliare nel medio termine a Honduras e Salvador.Gli Usa destineranno 314 milioni di dollari in aiuti umanitari, forniranno miliardi di finanziamenti alle banche di sviluppo esistenti e aiuteranno a promuovere nuovi programmi per accogliere migranti e rifugiati in Ecuador e Costa Rica. Inoltre verranno forniti visti per 11.500 cittadini dell’America centro-settentrionale e di Haiti. Anche il Canada ha impegnato 26,9 milioni di dollari per l’anno fiscale 2022-23 per la gestione della migrazione e gli aiuti umanitari, e la Spagna raddoppierà i percorsi di lavoro per gli honduregni. “Tutto ciò che voglio è un futuro per i miei figli”, dichiara Eymar ai microfoni di ABC news e assieme a lui lo vogliono gli altri 14.000 incamminati verso il confine con gli Stati Uniti. (Maddalena Maltese - sir)

Mons. Perego: passo positivo primo accordo per la ridistribuzione (volontaria) dei migranti che arrivano via mare

13 Giugno 2022 - Roma - La Commissione europea e la presidenza francese del Consiglio si riuniscono nei prossimi giorni per mettere a punto la piattaforma di solidarietà approvata venerdì scorso in tema di richiedenti asilo. I ministri dell'Interno dei Paesi UE hanno raggiunto un primo accordo per la ridistribuzione (volontaria) dei migranti che arrivano via mare, con l'obiettivo di alleviare il peso sui Paesi di primo sbarco. La ricollocazione dei richiedenti asilo sarebbe volontaria ma chi si rifiuta di partecipare sarebbe obbligato a offrire un sostegno finanziario diretto ai Paesi di primo arrivo. Di segnale importante parla, alla Radio Vaticana e Vaticannews, mons. Gian Carlo Perego, presidente della Commissione Cei per le Migrazioni e della Fondazione Migrantes. Un "passo avanti significativo" in termini di messaggio offerto dai ministri degli Interni. Il presule sottolinea che servono altre decisioni a livello istituzionale per rendere operativa questa indicazione ma certamente - afferma - si tratta di un primo pronunciamento a nome dei governi importante anche perché chiarisce che i Paesi di primo approdo non possono essere lasciati soli nel gestire un'emergenza. Mons. Perego ricorda che da tempo se ne parla con precedenti di tensione e con tentativi di incoraggiare alla corresponsabilità. Un meccanismo che obbliga all'accoglienza o che impone comunque un contributo economico può aiutare nella sensibilizzazione dei Paesi che si sentono fuori dalle rotte. Peraltro monsignor perego accenna alla questione ucraina come ad un tragico evento che ha aperto nuovi orizzonti di migrazioni per Paesi non toccati dalle rotte sul Mediterraneo".

Congolesi in Italia: il 3 luglio celebrazione con papa Francesco

13 Giugno 2022 -

Città del Vaticano - Papa Francesco, per i dolori al ginocchio, ha dovuto rinunciare al viaggio Congo e Sud Sudan. Ricevendo, questa mattina, nel palazzo Apostolico, i   Missionari d'Africa, noti come Padri Bianchi, si è detto dispiaciuto per questo: "Purtroppo, con grande dispiacere, ho dovuto rinviare il viaggio in Congo e in Sud Sudan. In effetti, alla mia età non è così semplice partire in missione! Ma le vostre preghiere e il vostro esempio mi danno coraggio, e sono fiducioso di poter visitare questi popoli, che porto nel cuore" ha detto annunciando che il 3 luglio "cercherò di celebrare la Messa con la comunità congolese romana....Porteremo Kinshasa a San Pietro. E lì celebreremo con tutti i congolesi romani, che sono tanti eh!".Nel suo discorso papa Francesco ha ricordato l’esortazione del loro fondatore, il cardinale Charles-Martial Allemand Lavigerie: “Siate apostoli, nient’altro che apostoli”: E "l’apostolo di Gesù Cristo non è uno che fa proselitismo, non è un manager, non è un dotto conferenziere, non è un 'mago' dell’informatica, l’apostolo è testimone. Questo vale sempre e dappertutto nella Chiesa, ma vale specialmente per chi, come voi, è chiamato spesso a vivere la missione in contesti di prima evangelizzazione o di prevalente religione islamica". (Raffaele Iaria)

Centro Astalli: domani Colloquio sulle Migrazioni

13 Giugno 2022 - Roma - “Con i rifugiati ai crocevia della Storia”: questo il tema del Colloquio sulle migrazioni, promosso dal Centro Astalli, che si svolgerà domani, martedì 14 giugno, all’Università Gregoriana a Roma, in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato che si celebra il 20 giugno. All’incontro interverranno la politologa Nadia Urbinati e mons. Richard Paul Gallagher, Segretario per i Rapporti con gli Stati della Segreteria di Stato della Santa Sede moderati da Marco Tarquinio, Direttore del quotidiano “Avvenire”. P. Camillo Ripamonti, presidente Centro Astalli, sottolinea la particolare rilevanza che ha in questo momento celebrare la Giornata Mondiale del Rifugiato per tenere alta l’attenzione sul tema dei migranti e sulle loro storie sempre più trascurate da politiche e narrazioni emergenziali. “I rifugiati, vengono ridotti sempre più a flussi migratori, statistiche, numeri senza nome e senza volto, al fine di allontanarli dalla sensibilità e dall’incontro con i cittadini europei. Siamo convinti che l’unico futuro possibile è un futuro comune. Oggi accompagnare i rifugiati ed essere con loro ai crocevia della Storia è il modo più pieno di vivere la nostra cittadinanza”.

Perugia: il ringraziamento di mons. Salvi alla comunità locale per la generosità dimostrata nell’emergenza profughi ucraini

13 Giugno 2022 -

Perugia - «Anche la comunità diocesana di Perugia-Città della Pieve, attraverso parrocchie, famiglie religiose e con il coinvolgimento della locale comunità ucraina di rito greco-cattolico, non ha fatto mancare il suo sostegno spirituale e materiale a quanti sono fuggiti dall’Ucraina per sottrarsi alla guerra e ad una violenza inaudita contro la persona e i suoi affetti più cari». A sottolinearlo è il vescovo e amministratore diocesano di Perugia-Città della Pieve, mons. Marco Salvi, nel rendere noti i ‘frutti’ della “Raccolta fondi per l’Ucraina”. Una raccolta diocesana avviata subito dopo l’inizio delle ostilità, per finanziare le iniziative messe in campo per assistere dignitosamente più di 200 nuclei familiari composti in gran parte da donne e minori. Significativo anche il dato delle 98 famiglie perugine che hanno messo a disposizione una loro abitazione e quello di coloro che hanno accolto in casa profughi ucraini riservandogli una camera (attualmente sono 14).

«Desidero ringraziarvi tutti di cuore – scrive mons. Salvi in un messaggio rivolto alla comunità diocesana – per la generosità dimostrata in occasione della “Raccolta fondi per l’Ucraina” e dei diversi altri gesti di solidarietà concreta promossi dalla nostra Archidiocesi: un segnale di grande attenzione verso il prossimo che ci fa sentire interpreti veri della carità evangelica».

Brasile: “Migrazione e conoscenza” è il tema della 37ª Settimana dei Migranti

13 Giugno 2022 - Brasilia - La Chiesa brasiliana celebra la 37ª Settimana dei Migranti dal 12 al 19 giugno che quest'anno ha per tema "Migrazione e conoscenza" e il motto "Ascolta saggiamente e parla con la pratica". Il Vescovo della diocesi di Pesqueira e Presidente del Servizio Pastorale dei Migranti (SPM), ha sottolineato che il tema e il motto della Settimana sono in sintonia con la Campagna di fraternità di quest'anno e con il processo sinodale che ha riaffermato l'importanza dell'ascolto come metodo pastorale. Tra i sussidi per la preparazione e la celebrazione della Settimana - riferisce l'agenzia Fidest - un testo base approfondisce il tema dell'ascolto come percorso di azione pastorale liberatoria, sottolineando che la saggezza emerge dall'ascolto e che il potere della parola è legittimo solo se accompagnato dalla pratica. "I migranti vanno avanti, nella loro altalena di speranza, partecipanti invisibili al massacro quotidiano che li esclude da una vita di diritti – afferma il testo -. Le loro storie di vita, i loro sogni e le loro lotte ci aiutano a renderci conto che il fenomeno migratorio deriva anche dall'esclusione sociale, dalla mancanza di prospettive, dalla miseria di molti causata dall'accumulazione e dalla ricchezza di pochi". Un altro sussidio offerto dall'organizzazione della Settimana prevede due incontri di condivisione e un incontro celebrativo per riflettere sui temi proposti: 1° incontro – La vita è una scuola – I migranti vanno a combattere!; 2° incontro - Ascoltare saggiamente la madre terra - i migranti si prendono cura della casa comune; 3° incontro - Culture diverse allargano l'orizzonte (celebrazione). Viene anche proposta una celebrazione ecumenica che si ispira all'obiettivo della Settimana, di rafforzare lo scambio di conoscenze, l'interazione e l'incontro di culture per un’esperienza condivisa del bene comune.

Con i fatti, prima che con le parole

13 Giugno 2022 - Città del Vaticano - Il conflitto in Ucraina, il mancato viaggio nella Repubblica del Congo e in Sud Sudan, la piaga del lavoro minorile, nelle parole di Papa Francesco, in questa domenica in cui si celebra la festa della Santissima Trinità, che conclude il tempo pasquale. Per Papa Francesco questa domenica è l’occasione per ricordare la guerra in corso nel cuore dell’Europa, un conflitto che non deve vedere, nonostante il tempo che passa, un raffreddamento “del nostro dolore e della nostra preoccupazione per quella gente martoriata”. Preghiamo e lottiamo per la pace, e “non abituiamoci a questa tragica realtà, abbiamola sempre nel cuore”. Anche il Sud Sudan ha vissuto una guerra civile durata sette anni dopo l’indipendenza ottenuta non senza spargimento di sangue in un lungo conflitto durano cinquant’anni. Era la tappa, insieme alla Repubblica del Congo, del viaggio programmato per i primi di luglio, rimandato per problemi alla gamba: “vi chiedo scusa per questo”, dice il Papa ai popoli dei due paesi. “Preghiamo insieme perché, con l’aiuto di Dio e delle cure mediche, io possa venire tra voi al più presto. Siamo fiduciosi”. Insieme al “no” alla guerra, il vescovo di Roma dice il suo “no” al lavoro minorile: “impegniamoci tutti per eliminare questa piaga, perché nessun bambino o bambina sia privato dei suoi diritti fondamentali e costretto o costretta a lavorare. Quella dei minori sfruttati per il lavoro è una realtà drammatica che ci interpella tutti”. Con questa domenica la liturgia torna al tempo ordinario; abbiamo celebrato la Pentecoste, ci prepariamo a vivere il Corpus Domini, e ci troviamo a mettere in primo piano la festa che celebra la vita di Dio che è comunione nelle tre persone: il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Una festa per cogliere, nella loro totalità, i fatti accaduti a partire dall’ingresso a Gerusalemme, dalla Pasqua fino appunto alla Pentecoste. Una festa “strana”, perché non fa memoria di un evento della vita di Cristo, ma si richiama a una definizione dei concili di Nicea, del 325, e di Costantinopoli, sessanta anni più avanti: la Trinità appunto, o, come fa qualche teologo, la Tri-unità. È festa che rinnoviamo ogni volta che facciamo il segno della croce: siamo “figli di un Padre che si è donato gratuitamente e da cui siamo creati e a cui apparteniamo; fratelli del figlio di Dio, Gesù, mandato dal Padre per salvarci e talmente vicino a noi da essere pane di vita, abitati dall’amore stesso di Dio, lo Spirito Santo, ricevuto nel battesimo, effuso su di noi nella cresima, che assiste e da forza nella difficile nostra vita”, ricordava monsignor Antonio Riboldi. Festeggiare la Santissima Trinità, dice all’Angelus Papa Francesco, “non è tanto un esercizio teologico, ma una rivoluzione del nostro modo di vivere. Dio, nel quale ogni Persona vive per l’altra in continua relazione, in continuo rapporto, non per sé stessa, ci provoca a vivere con gli altri e per gli altri. Aperti” Festa che chiama a riflettere sul “Dio in cui crediamo”. Il Papa chiede: “credo davvero che per vivere ho bisogno degli altri, ho bisogno di donarmi agli altri, ho bisogno di servire gli altri? Lo affermo a parole o lo affermo con la vita?” Ecco la sfida di questa festa, mostrare il Dio uno e trino “con i fatti prima che con le parole. Dio, che è autore della vita, si trasmette meno attraverso i libri e più attraverso la testimonianza di vita”. Non è un Dio spray, diceva Francesco nel 2013, ma è concreto: Dio è amore. Amare vuol dire “non solo volere bene e fare del bene, ma prima ancora, alla radice, accogliere, essere aperto agli altri, fare posto agli altri, dare spazio agli altri. Questo significa amare, alla radice”. Pensiamo alle persone buone, generose e miti che abbiamo incontrato. Pensiamo alle parole che pronunciamo con il segno della croce: “in ciascun nome c’è la presenza dell’altro. Il Padre, ad esempio, non sarebbe tale senza il Figlio, così pure il Figlio non può essere pensato da solo, ma sempre come Figlio del Padre. E lo Spirito Santo, a sua volta, è Spirito del Padre e del Figlio”. La Trinità, ricorda Francesco, “ci insegna che non si può mai stare senza l’altro. Non siamo isole, siamo al mondo per vivere a immagine di Dio: aperti, bisognosi degli altri e bisognosi di aiutare gli altri”. Fabio Zavattaro - Sir)

Mci Moers: concluso il concorso per giovani

10 Giugno 2022 - Francoforte - Si è conclusa, nei giorni scorsi,  la prima edizione del concorso per giovani “Canzone e video 2021” promosso dalla Missione Cattolica Italiana di Moers (diocesi di Münster) in collaborazione con l’Ufficio Udep della Delegazione delle  Missioni Cattoliche Italiane in Germania e Scandinavia. Al centro della serata la presentazione e l’ascolto delle tre composizioni canore e video dei vincitori: Asssunta Garofalo (Colonia), con la canzone “Senza se”, il gruppo della Mci di Monaco di Baviera Xroads con la canzone “Prendici per mano” e Lina D’Adamo con la canzone “Perché soli non si è mai”. Assunta si era iscritta all’ultimo momento, Lina ci lavorava già da qualche anno, gli adolescenti del Xroads si sono "divertiti un mondo, perchè nonostante il covid hanno avuto la possibilità di incontrarsi e stare assieme". Le canzoni, belle testimonianze di fede, sono riascoltabili sul canale youtube UDEPDELEGAZIONE e utilizzabili per i propri cammini religiosi, come nei momenti formativi e liturgici comunitari.

Brexit e diritti degli italiani in UK: il Comites Londra presenta un rapporto

10 Giugno 2022 - Londra - E’ stato presentato il nuovo rapporto redatto dal Comites Londra focalizzato sui diritti degli italiani nel Regno Unito in questa fase di post Brexit. La presentazione si è svolta presso il Consolato Generale d’Italia a Londra, dove a fare gli onori di casa c’era il Console Diego Solinas, oltre alla curatrice Manuela Travaglini che ha supervisionato il progetto, Pietro Molle, presidente del Comites nel periodo dello svolgimento dello stesso, e l’attuale presidente Alessandro Gaglione.  Per motivi personali non era presente l’altro curatore del rapporto, Matteo Scarano, il quale ha esaminato la rispondenza delle norme sulla libera circolazione previste dalla Direttiva 38/2004 e dal Regolamento 883/2004, mettendo in luce le contraddizioni e le incongruenze strutturali che queste norme presentano nel Withdrawal Agreement. Tali contraddittorietà sono state fatte presenti al gruppo dei negoziatori europei, tramite l’Ambasciata italiana a Londra mentre essa stessa seguiva le trattative passo passo. Nella seconda parte dello studio, Manuela Travaglini ( (avvocato, consulente dell’Ambasciata in materia di Brexit e diritti dei cittadini) ha analizzato le implicazioni del Withdrawal Agreement e del Trade and Cooperation Agreement per quanto riguarda le nuove norme in tema di libera circolazione, sicurezza sociale e assistenza sanitaria. La sua analisi permette di capire il peso che queste norme avranno sulla tutela dei diritti non solo dei cittadini comunitari già residenti nel Regno Unito al termine del periodo transitorio e soprattutto nel post Brexit, ma anche sui flussi migratori futuri provenienti dall’Unione Europea. Con questo lavoro, il Comites di Londra - si legge in una nota - esegue uno dei compiti principali assegnati dalla legge istitutiva che è quello di contribuire ad individuare le esigenze di sviluppo sociale, culturale e civile della propria comunità di riferimento, attraverso studi e ricerche.    

Migrantes Bergamo: da oggi la mostra “Costellazioni Migratorie”

10 Giugno 2022 - Bergamo - Da oggi e fino al 19 luglio, presso l’Abbazia di San Paolo d'Argon a Bergamo la mostra “Costellazioni migratorie”. La mostra è il frutto di un laboratorio con persone migranti, in cui rispecchiare il viaggio di ciascuno di noi e alzare lo sguardo al cielo, dice il direttore Migrantes della diocesi di Bergamo, don Sergio Gamberoni. Viaggi della speranza. Storie per riflettere nell’iniziativa promossa all’interno del progetto Fileo della Migrantes di Bergamo, della Caritas e del Centro missionario diocesano. La mostra - spiega don Gamberoni  - nasce da un laboratorio di formazione per operatori della pastorale per i migranti, che si è recentemente concluso e che ha visto la partecipazione di oltre venti persone. Nel laboratorio si è adottata la metodologia della narrazione e la mostra traspone in modo visivo quanto è emerso nel lavoro del gruppo». Sono sette i viaggiatori che hanno ripercorso le proprie storie e le hanno messe a disposizione di tutti: Basma dall' Egitto, Monier dalla Colombia, Amina dal Marocco, Mamadou dal Senegal, Cecilia dalla Spagna, Chris dal Congo, Serge dalla Costa d' Avorio. “Ciò che unisce tutti coloro che hanno intrapreso la via della migrazione - spiega il direttore Migrantes - è il desiderio di una vita migliore o la necessità di lasciare il proprio Paese. Durante il viaggio sono gli amici, gli incontri, i luoghi che diventano casa, a rappresentare dei punti luminosi, stelle che guidano il cammino. L' invito è a guardare con stupore e gratitudine i punti luminosi e dare loro valore. I racconti dei nostri sette testimoni non sono solo fedeli al percorso cronologico e geografico, diventano esistenziali e in essi è possibile riconoscere passaggi di crescita”. Ad inaugurare la mostra don Sergio, i sette viaggiatori-testimoni e don Gianni De Robertis, direttore generale della Fondazione Migrantes. (R.Iaria)

La parte dimenticata del mondo: una crisi umanitaria senza fine in Africa

10 Giugno 2022 -
Andria - Nonostante le potenzialità ci siano e crescano con l’aumentare esponenziale degli strumenti di connettività, l’interesse mostrato nell’interfacciarsi con realtà tanto diseguali dalle nostre è nettamente minore rispetto al necessario. A prova di questo squilibrio notevole e sempre più marcato è stato pubblicato il Report annuale del Consiglio norvegese per i rifugiati, che ogni annata individua un elenco delle dieci crisi di profughi maggiormente trascurate nel panorama internazionale. Questo risultato si basa su tre criteri di mancanza: finanziamenti, attenzione da parte dei media, iniziative politiche e diplomatiche internazionali. La notizia sconvolgente dell’ultima pubblicazione è che tutte le posizioni in classifica sono occupate da paesi africani. In vetta c’è la Repubblica Democratica del Congo, che non è nuova a queste analisi disastrate delle proprie condizioni a livello umanitario e la propria tendenza ad essere trascurata dagli interessi mondiali. Nel 2021 sono state stimate quasi 20 milioni di persone con assoluto bisogno di ricevere assistenza umanitaria, quasi un quarto dell’intera popolazione. Inoltre, in quanto a sostegno economico per aiutare la ripresa del paese, sono stati ricevuti circa 870 milioni, a fronte dei 2 miliardi necessari per una ripartenza che non c’è mai stata. Una nazione dilaniata da continui conflitti interni, che conta più di sei milioni di cittadini tra sfollati interni e rifugiati fuori dai confini. In circostanze che a noi sono quasi sconosciute, crisi vuol dire anche mancanza di cibo, e se un terzo della popolazione congolese soffre la fame l’indifferenza istituzionale e mediatica sta esacerbando un problema che ha già superato il punto di non ritorno. Le medesime situazioni si incontrano in altri stati come Burkina Faso, Camerun, Burundi, Nigeria, Etiopia e così via. Si tratta di luoghi in cui il malessere generale supera di gran lunga ogni comfort, che finisce per essere sconosciuto a latitudini dove il tutto è posseduto da alcuni signori, o gestito da potenze mondiali che nascondono giochi di Risiko con sostegni insufficienti, di pura facciata. Tra le cause di questo abbandono totale c’è, in larga parte, una totale assenza di interesse da parte di chi dovrebbe testimoniare scenari desolanti come quelli riportati in questa classifica. Se da un lato per certi temi si tende a parlare di infodemia, con un’eccessiva quantità di informazioni la cui rapidità di condivisione finisce per far decrescere la qualità, dall’altro si preferisce evitare ogni tipo di discussione su determinate questioni. E se non si parla di qualcosa, quella cosa per molti non esiste. Non ci sono sfollati se non si parla di loro, non c’è alcun problema di fame se non si parla del cibo che manca, non ci sono problemi in Africa se l’Africa non esiste sui giornali. Tutto ciò si discosta dal perbenismo: basti pensare che, dal momento dello scoppio della guerra in Ucraina, sono stati scritti a riguardo circa 85mila articoli ogni giorno, mentre in tutto il 2021 il numero di quelli pubblicati sulla tragica e lungodegente condizione in Africa è stato intorno ai 27mila. Le conseguenze del conflitto europeo stanno gravando su realtà già precarie, e ora che il quadro è completo, è lapalissiano intuire su chi si stia ripercuotendo in maniera più minacciosa. Un paese che dispone di mezzi per aiutare e offrire sostegno non deve farlo per ripulirsi la coscienza di fronte agli occhi di altri paesi, ma con un reale interesse di porre una mano concreta per una ripresa che, ad oggi, non conosce principio. Allo stesso modo, chi si occupa di informare e sensibilizzare ha una potentissima arma a disposizione, la parola, e se non viene usata svanisce il ricordo di un intero continente che soffre. C’è sempre posto per tutti, se le risorse non vengono più fagocitate dal potere. (don Geremia Acri - Direttore Migrantes Andria)

Presentato il rapporto annuale Sai 2022

10 Giugno 2022 -

Roma - Sono stati presentati ieri a Roma i dati del rapporto annuale Sai 2022 per il ventennale del sistema Sprar. Nel 2021 sono stati accolti oltre 42mila profughi e di questi in 9.877 casi si è trattato di minori non accompagnati (+39% rispetto al 2020). Sono stati 851 i progetti finanziati dal Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo della rete Sai: complessivamente 34.744 posti di accoglienza, divisi in quasi 1800 Comuni e 722 enti locali titolari di progetto. Nel 2021 è cresciuta anche la disponibilità di posti Sai dedicati all’accoglienza di minori stranieri soli arrivando a 239 progetti per un totale di 6.683 posti. «Quest’anno ricorre il ventennale del Sistema Sprar-Sai e, non a caso, abbiamo scelto di presentare le iniziative per ripercorrere questo percorso alla vigilia della Giornata mondiale del Rifugiato del 20 giugno» ha sottolineato il delegato dell’Anci all’immigrazione e sindaco di Prato, Matteo Biffoni. Oggi il sistema Sai, che si occupa dei progetti di accoglienza diffusa sul territorio grazie alla rete tra Comuni e Terzo settore, «è diventato a tutti gli effetti una politica di welfare nazionale. Coinvolge ormai quasi un quarto di tutti i Comuni italiani anche quelli più piccoli: più della metà hanno meno di cinque mila abitanti», ha sottolineato il segretario generale dell’Anci, Veronica Nicotra. Il sistema di accoglienza dei Comuni ha aperto le porte anche a chi è scappato dalla guerra in Ucraina. Sono stati 740 i profughi ucraini accolti dal Sistema di accoglienza e integrazione (Sai). Si tratta per il 71% di donne. In prima linea c’è l’Emilia Romagna, dove sono presenti il 22% degli ucraini accolti, seguita da Lazio e Campania.

Vangelo Migrante: Santissima Trinità | Vangelo (Gv 16,12-15)

9 Giugno 2022 - La Pentecoste porta a termine la rivelazione di Dio Padre, Figlio e Spirito santo. Oggi il mistero della Trinità ci dice che quella ‘sequenza’ non è separata ma unita. Una questione, si sa, non di primissima comprensione, forse perché è necessaria un’operazione di astrazione per far coincidere l’uno e il tre … È il Vangelo che, come sempre, ci apre la strada al mistero di Dio. Innanzitutto dice che esiste una verità tutta intera sulla nostra vita e va imparata a partire dalla meta: “lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future”. Quali sono queste cose future? Nella vita, tutti aneliamo alla relazione, allo stare con gli altri ed essere uniti: mi sento veramente uomo quando amo e sono amato, quando accolgo e sono accolto. È la stessa verità della Vita del Padre e del Figlio, consegnata allo Spirito perché la annunci. Il sogno di Dio per l’uomo fatto a sua immagine e somiglianza e la Vita stessa di Dio-Trinità, coincidono. Se guardiamo bene, Adamo non è stato fatto a immagine del Dio che crea, né a immagine del Verbo che era da principio presso Dio; e non fu fatto nemmeno ad immagine dello Spirito che si librava sulle acque. Molto di più, Adamo ed Eva sono stati fatti a immagine della comunione, del legame d’amore e di condivisione del Padre, del Figlio e dello Spirito. C’è un cromosoma divino in noi ed è la nostra identità più profonda: la relazione, un legame oltre ogni solitudine. Se viene meno, la vita pesa e fa paura perché è contro la nostra vera natura. Se Dio è Dio solo in questa comunione, allora anche l’uomo sarà uomo solo in una analoga relazione d’amore. E questa è la verità tutta intera. È intera non perché ci dice solo come stanno le cose ma perché nelle cose ci mette qualcuno. La verità, infatti, non è solo un insieme di cose misurabili o fattuali. Perché sia compresa è necessario entrare in relazione con il reaale a cui essa si riferisce. Un conto è conoscere i dati biometrici di una persona, un conto è entrare in relazione con essa (stringerla, abbracciarla). Per questo lo Spirito non insegna un contenuto ma un modo di essere. Camminare verso un concetto è diverso dal camminare verso qualcuno. Perché? Perché comporta essere qualcuno. Questo scambio di relazioni necessarie per esistere e per comprendere il reale, sono il riflesso della Trinità: non un circuito chiuso, ma un flusso aperto che riversa continuamente amore, verità, intelligenza. Mi disse una volta un monaco: al termine di una giornata puoi anche non aver mai pensato a Dio, mai pronunciato il suo nome. Ma se hai creato legami, se hai procurato gioia a qualcuno, se hai portato il tuo mattone di comunione, tu hai fatto la più bella professione di fede nella Trinità. Se Dio è Trinità, noi ne siamo la copia più autentica. Ci ha fatti così! (p. Gaetano Saracino)

Papa Francesco: verso la GMMR, “Mettere al centro i più vulnerabili”

9 Giugno 2022 - Roma - “Cosa significa mettere al centro i più vulnerabili?”. È la domanda diretta che Papa Francesco rivolge, nel nuovo video della sezione Migranti e Rifugiati del Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale della Santa Sede, in vista della 108ª Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, che si celebra domenica 25 settembre sul tema “Costruire il futuro con i migranti e i rifugiati”. Il Papa esorta a costruire un futuro inclusivo, un futuro per tutti e tutte in cui nessuno deve rimanere escluso, in modo particolare i più vulnerabili tra cui migranti, rifugiati, sfollati e vittime della tratta. Insieme a Papa Francesco, anche la testimonianza di una giovane migrante venezuelana, Ana, che si è ricostruita una nuova vita in Ecuador insieme alla sua famiglia.

Migrantes Piemonte: domenica il pellegrinaggio dei migranti

9 Giugno 2022 - Torino - Partiranno in 700 da tutte le diocesi del Piemonte per invocare il dono della pace al Santuario Regina Pacis di Fontanelle di Boves in provincia di Cuneo. Migranti che hanno vissuto sulla propria pelle il dramma della guerra e migranti che hanno lasciato il proprio paese per sfuggire a fame e persecuzioni, per garantire un futuro migliore ai propri figli e che quest’anno hanno scelto di vivere il loro tradizionale pellegrinaggio annuale organizzato dal Coordinamento regionale Migrantes Piemonte e Valle d’Aosta proprio pregando insieme per la fine di ogni conflitto in ogni parte del mondo. Il pellegrinaggio è rivolto a tutte le Comunità cattoliche Migrantes di tutte le Diocesi piemontesi e ai volontari impegnati nella promozione dell’accoglienza ed è ormai una tradizione ma che aveva subito una interruzione di due anni a causa della pandemia. «Quest’anno», spiega Sergio Durando, direttore della Migrantes  diocesana di Torino e coordinatore regionale, «abbiamo scelto di tornare a Fontanelle di Boves dove si invoca Maria Regina della Pace proprio per affidare alla preghiera il desiderio che si ponga fine ad ogni conflitto in ogni parte del mondo». Da Torino sono in 500 ad aver aderito alla proposta, appartenenti a tutte le cappellanie e fra loro anche una ottantina di Ucraini, tra chi da tempo vive nel territorio  e chi è stato accolto in questi mesi. Il pellegrinaggio intitolato «Insieme per la pace» prevede alle 10 un primo ritrovo nel santuario cuneese per un saluto e una introduzione di mons. Marco Prastaro, incaricato regionale Migrantes, di don Giuseppe Panero, rettore del Regina Pacis, e di Maurizio Paoletti, sindaco di Boves. Prima della preghiera del rosario sono previste tre testimonianze di profughi fuggiti dalle guerre, dall’Ucraina e dall’Afganistan. Alle 11 la preghiera del rosario per la pace con itinerari diversi. Tre le proposte, una prima che prevede la recita nel piazzale antistante il santuario, una che prevede un percorso di 4 km e una terza un percorso più breve, per accompagnare con il cammino la preghiera, altro aspetto che accomuna tanti migranti che hanno percorso centinaia di chilometri invocando la salvezza per se stessi e i familiari. Dopo il pranzo, il tempo della festa con canti e danze proposti dalle diverse cappellanie e a conclusione la Messa concelebrata da mons. Prastaro e da mons. Piero Delbosco, Vescovo di Cuneo e Fossano, le diocesi che animano questa edizione del pellegrinaggio. (VeT)

Calabria: ad Armo un Cimitero per migranti morti. Card. Zuppi, appello alla responsabilità di tutti

9 Giugno 2022 -
Reggio Calabria - Si svolgerà domani (10 giugno), a Reggio Calabria, un momento di preghiera ecumenica nell’area del Cimitero di Armo, ristrutturata e risistemata per dare degna sepoltura ai migranti morti nel Mediterraneo. Era il 2016 quando la città accolse, insieme a donne, uomini e bambini, anche quarantacinque salme di persone che non erano riuscite a sopravvivere alla traversata. Da quel momento, l’area cimiteriale di Armo, frazione collinare del capoluogo calabrese, è diventata il luogo simbolo del dolore per tante vite spezzate dall’indifferenza, ma anche della memoria perché tragedie di questo tipo non accadano più. Sono state realizzate più di 140 tombe, per consentire finalmente una degna sepoltura di migranti e poveri, molti dei quali rimasti sconosciuti.
“È considerata dalla tradizione della Chiesa come un’opera di misericordia, che riguarda il rispetto per il corpo e la vita di una persona. Questo gesto porta con sé anche un messaggio forte: non possiamo abituarci che il Mediterraneo da mare nostrum diventi mare monstrum, mare di nessuno dove si muore per omissione di soccorso. La morte di queste persone è una grande domanda che impone la ricerca condivisa di soluzioni efficaci e umane, compresa l’apertura di corridoi umanitari a tutela dei richiedenti asilo”, afferma il card. Matteo Zuppi, Presidente della CEI. “È un gesto di tanta umanità – aggiunge – frutto di solidarietà della quale ringrazio tanto, ma è anche un appello forte alla responsabilità politica, culturale e sociale di tutti verso il cammino dei migranti”.
Domani sono previsti gli interventi di Mons. Fortunato Morrone, Arcivescovo di Reggio Calabria-Bova, di don Marco Pagniello, direttore di Caritas Italiana, di Maria Angela Ambrogio, direttrice della Caritas diocesana, dei volontari del Coordinamento diocesano sbarchi, di Carmelo Versace e Paolo Brunetti, sindaci facenti funzioni rispettivamente della Città metropolitana e del Comune di Reggio Calabria, e di Massimo Mariani, prefetto di Reggio Calabria.