Primo Piano
Papa Francesco: prima della partenza per Bahrein ha incontrato tre famiglie di rifugiati dall’Ucraina
Migrantes: martedì 8 novembre la presentazione del Rapporto Italiani nel Mondo
Mar Egeo: sale a 21 morti il bilancio dei due naufragi
Roma - È di 21 morti il bilancio provvisorio dei due naufragi avvenuti in Grecia nelle ultime 48 ore. Lo annuncia la Guardia costiera greca, impegnata nelle ricerche di salvataggio dei migranti naufragati a largo delle isole di Evia e di Samos. Venti corpi sono stati rinvenuti ieri dalle motovedette della Guardia costiera greca al largo di Evia, dove martedì all’alba una barca a vela si è ribaltata a causa del maltempo. In base al racconto di dodici uomini sopravvissuti al naufragio, soccorsi dalle autorità greche, a bordo dell’imbarcazione viaggiavano circa 68 persone. Il bilancio provvisorio di un altro naufragio, avvenuto lunedì pomeriggio a largo dell’isola di Samos, è invece di un morto e sette dispersi. Continuano intanto le ricerche degli altri migranti dispersi dopo i due naufragi. Secondo i dati dell’Organizzazione Internazionale per le migrazioni, dall’inizio del 2022 ad oggi risultano morte o disperse nel Mediterraneo orientale 299 persone. Sono invece 1.765 le persone disperse o morte lungo la rotta del Mediterraneo centrale.
Navi ferme con migranti a bordo
Milano - Si consuma sul mare il primo scontro Italia-Germania. Al centro della querelle la nave Ong Humanity 1 con 179 persone a bordo e battente bandiera tedesca. Si tratta di una delle tre navi Ong “fermate” otto giorni fa dalla direttiva del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. «Abbiamo chiesto al governo italiano di prestare velocemente soccorso» : così il governo tedesco ha risposto alle autorità di Roma che si rifiutano di far sbarcare i migranti naufraghi soccorsi da “Humanity 1” perché si considera la nave sotto la competenza della Germania. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi nei giorni scorsi ha accusato le Ong di «violare lo spirito delle norme» sul salvataggio in mare e lo sbarco a terra dei profughi, chiamando i governi che hanno concesso la bandiera alle navi di provvedere al recupero dei migranti. Le organizzazioni umanitarie hanno chiesto un porto di sbarco ai due Paesi “sicuri” più vicini: Italia e Malta. Ancora una volta, nessuna risposta. Con una nota divulgata da “ Il Cavallo e la Torre”, la trasmissione di Rai3 condotta da Marco Damilano, l’ambasciata tedesca a Roma è stata categorica, rivelando di avere reagito immediatamente alle richieste di Roma. «Il governo federale si legge - ha risposto per iscritto alla nota verbale del governo italiano esponendo la propria interpretazione del diritto». Per la Germania, che ribadisce una posizione già espressa in passato e convalidata anche dagli interventi della Corte europea per i diritti dell’uomo e da ripetuti pronunciamenti delle Nazioni Unite, «le organizzazioni civili impegnate nel salvataggio di migranti forniscono un importante contributo al salvataggio di vite umane nel Mediterraneo. Salvare persone in pericolo di vita è la cosa più importante ». Berlino si è messa direttamente in contatto con l’equipaggio e «secondo le informazioni fornite da Sos Humanity sulla nave “Humanity 1”, battente bandiera tedesca, attualmente ci sono 104 minori non accompagnati, molti di loro hanno bisogno di cure mediche. Abbiamo chiesto al governo italiano di prestare velocemente soccorso». In serata la replica di Roma: la Farnesina fa sapere di aver chiesto per iscritto all’Ambasciata di Berlino, d’intesa col Ministero dell’Interno, un quadro della situazione sulla nave in vista di eventuali decisioni: in particolare il governo italiano chiede di avere informazioni dettagliate sulle persone a bordo, le zone marine in cui la nave ha operato, la presenza di soggetti vulnerabili ed eventuali richieste di protezione internazionale, assicurando l’assistenza che si dovesse rendere necessaria.
«Qui dobbiamo ricordare che cos’è il diritto del mare, tante volte invocato a sproposito - sono le parole della premier Meloni diffuse ieri con le anticipazioni del nuovo libro di Bruno Vespa -. Se tu incontri per caso in mare una barca in difficoltà, sei tenuto a salvare chi è a bordo. Ma se fai la spola tra le coste africane e l’Italia per traghettare migranti, violi apertamente il diritto del mare e la legislazione internazionale. Se poi una nave Ong batte bandiera, poniamo, tedesca, i casi sono due: o la Germania la riconosce e se ne fa carico o quella diventa una nave pirata». Per la premier «occorre il ripristino dell’operazione Sophia nata nel 2015, che nella terza fase, mai attuata, prevedeva di estirpare alla radice il sistema organizzativo del contrabbando di esseri umani, cioè quello che noi abbiamo sempre definito “blocco navale”».
Intanto continuano a tenersi alla larga dalle acque italiane tre navi umanitarie: la Humanity 1 sotto bandiera tedesca, Ocean Viking e Geo Barents (entrambe norvegesi), a bordo complessivamente 985 migranti soccorsi in mare. «Ci sono tanti bambini e c’è chi ha bisogno di cure immediate», premono le Ong. Tra nuovi soccorsi e arrivi sull’isola di Lampedusa (anche un neonato con problemi respiratori e quattro donne ustionate) c’è l’ennesimo allarme che arriva dal mare: secondo Alarm Phone un’imbarcazione con circa 300 persone a bordo è da oltre quattro giorni in mare e si trova in zona Sar italiana. A bordo, tra gli altri, persone disidratate e bambini. « Nel corso del nostro ultimo contatto – scrive la Ong abbiamo visto che sono in Sar italiana. Abbiamo condiviso con le autorità le nostre informazioni ». (Daniela Fassini - Avvenire)
Torna lo spot Cei sul sostegno alla missione dei preti diocesani
Papa Francesco: “a inizio febbraio andrò in Congo e Sud Sudan
Naufragio nell’ Egeo: decine di dispersi
Viminale: 85.041 persone migranti sbarcate da inizio anno in Italia
Rom e Sinti: a Milano preghiera in memoria dei morti degli ultimi anni
Milano - Una preghiera in memoria delle "nostre sorelle e dei nostri fratelli" rom e sinti morti negli ultimi anni a Milano. Promossa dalla Comunità di sant'Egidio e dal servizio della pastorale tra i rom sinti della diocesi ambrosiana si svolgerà domani, 1 novembre, alle ore 19,00, nella Chiesa di San Bernardino alle monache. Tra le tante storie che si ascolteranno alla preghiera, alcune colpiscono in maniera particolare. Saban, morta mentre cercava vestiti in un cassonetto; oppure Costel, ucciso dal fuoco nel tentativo di scaldarsi. Ancora la piccola Elena, affogata nella roggia dietro Chiaravalle, ed Emil, bruciato nel giorno del suo tredicesimo compleanno nel rogo della baracchina. Mariana, Liliana, Sunita e Cristian, portati via dalle malattie proprio mentre i loro figli, finalmente in casa e non più nei campi, iniziavano le scuole superiori. Durante la preghiera, i bambini depositeranno dei lumini all’altare mentre si ascolteranno i ricordi dei defunti, si leggerà un brano del Vangelo e il Padre Nostro sarà recitato in italiano e in lingua romanès. Tante delle morti di questi anni sono ingiuste e conseguenza della povertà. Spesso sono storie di bambini. Come Florentina, fulminata a 5 anni per la scarica elettrica ricevuta da un palo della luce. O Maria, neonata morta di freddo a Legnano. Eppure da alcune di queste tragedie sono nati grandi legami di affetto.
Le Feste di Santi e Morti e la guerra
Questione di sguardo
Città del Vaticano - Due sguardi che si cercano: da una parte Zaccheo che cerca il rabbi di Galilea; dall’altra Gesù che cerca il volto di quell’uomo su un albero di sicomoro. Non uno stinco di santo, il pubblicano Zaccheo di Gerico, capo dei pubblicani, degli esattori dei tributi che i giudei dovevano pagare ai romani; non godeva di buona fama nella sua città, tutti lo conoscevano e tutti ne avevano timore. I pubblicani spesso approfittavano della loro posizione per estorcere denaro alla gente e per questo erano considerati pubblici peccatori. Zaccheo si faceva vedere raramente in giro, ma quel giorno non poteva non uscire. La gente di Gerico – città antichissima con i suoi 8 o forse 9 mila anni di storia – si accalcava sulle strade per vedere Gesù, e lui voleva essere tra i primi a incontrarlo. Lui che con i soldi aveva sempre comperato tutto, quel giorno non riesce a conquistare la prima fila. Allora sale su un albero. Si sistema bene tra i rami e guarda, cerca il rabbi di Galilea che tutti vogliono toccare. Ha un posto privilegiato, ancora una volta. Lui vuole vedere, cercare quel volto, ma è Cristo che lo cerca, lo vede e gli dice: “Zaccheo scendi subito perché oggi devo fermarmi a casa tua”.
Se Dio è bontà e misericordia infinita, come può esistere l’inferno, una condanna senza fine?
Migrantes Siena-Colle Val s’Elsa-Montalcino: per la “Notte dei Santi” concerto del Kantiere Kairòs e messa con il card. Lojudice

Migrantes Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela: domani Giornata del Dialogo Cristiano-Islamico
Nuovo naufragio a Lampedusa
Milamo -L’orrore si ripete. I naufragi, i cadaveri che galleggiano in acqua, le richieste d’aiuto inascoltate. L’abisso del Mediterraneo, tra le coste delle Libia e quelle dell’Italia, torna a pullulare di tragedie, proprio nei giorni in cui il governo italiano imbocca una nuova linea nella gestione dei soccorsi e degli sbarchi. E Lampedusa, come al solito, è l’epicentro dell’emergenza: davanti all’isola, dove ieri mattina sono stati ripescati due cadaveri (di un uomo e di una donna), ieri s’è ribaltato un altro barcone. In 31, fra cui 9 donne e un minore, sono stati tratti in salvo: erano partiti da Sfax, in Tunisia, il 21 ottobre. Lì erano arrivati da Guinea, Costa d’Avorio, Mali e Camerun. La Guardia costiera ha recuperato il cadavere di una donna, mentre risulta disperso un ivoriano. La salma, insieme ai sopravvissuti, è stata trasportata sul molo Favarolo: da lì l’ennesimo trasferimento verso la camera mortuaria dell'isola. Dove le bare – 11 in una manciata di giorni, tra qui quelle di 4 bambini – ora non ci stanno più. Intanto continuano anche gli sbarchi: 245 i migranti arrivati nelle ultime 24 ore in sei approdi. La Prefettura di Agrigento ha predisposto un massiccio piano di trasferimenti che riguarda 560 persone dall'hotspot dove sono stipati in 1.139, oltre il triplo della capienza massima prevista di 350. E dove i superstiti dei naufragi continuano a raccontare l’orrore che si è consumato sotto i loro occhi ai volontari di Medici senza frontiere, che tentano di supportarli psicologicamente: «Continuo a vederli mentre annaspano in acqua, tento di aiutarli, provo ad afferrarli prima di vederli scomparire tra le onde. Ma è tutto inutile...» è la ricostruzione della tragedia avvenuta appena quattro giorni fa giorni fa al largo delle coste di Lampedusa che ha fatto un ragazzo di 22 anni, originario della Costa d'Avorio. Era su un barchino partito dalle coste tunisine con 26 migranti, solo in 22 sono riusciti a raggiungere l’isola: gli altri quattro, tre uomini e una donna, sono affogati davanti ai suoi occhi. Una scena che adesso lo perseguita. Ed è la stessa che potrebbe ripetersi già nelle prossime ore. Anche in mare, infatti, la situazione è pesantissima: Alarm Phone ieri ha segnalato di nuovo la presenza di un’imbarcazione alla deriva nelle zone Sar di Malta e Italia con 50 persone a bordo, stremate da un viaggio di ormai 7 giorni. Mentre ci sono anche un bambino e oltre 100 minori, quasi tutti non accompagnati, tra i 180 migranti soccorsi in acque internazionali in tre diverse operazioni dall'Humanity1: «Cinque persone hanno segni di violenza fisica, comprese ferite da arma da fuoco e dolore da percosse» spiegano dall’Ong. Alcuni dei naufraghi hanno raccontato ai soccorritori che la notte prima del soccorso sei persone sono annegate. Già quattro, dal 23 al 27 ottobre, le richieste per l’assegnazione di un porto sicuro di sbarco «a tutte le autorità competenti, compresi i centri di coordinamento dei soccorsi a Malta e in Italia». Tutte rimaste al momento senza esito. (V. D. - Avvenire)
Vangelo Migrante: XXXI Domenica del Tempo Ordinario | Vangelo (Lc 19,1-10)
Migrantes: l’8 novembre la XVII edizione del Rapporto Italiani nel Mondo
27 Ottobre 2022 - Roma - Sarà presentato a Roma, il prossimo 8 Novembre 2022, in via Aurelia 481, alle ore 10,00, la nuova edizione del Rapporto Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes. Il Rapporto giunge, quest’anno, alla diciassettesima edizione e si avvale di autori e autrici che, dall’Italia e dall’estero, hanno lavorato a diversi saggi. Il volume raccoglie analisi socio-statistiche delle fonti ufficiali, nazionali e internazionali, più accreditate sulla mobilità dall’Italia. La trattazione di questi temi procede a livello statistico, di riflessione teorica e di azione empirica attraverso indagini quali-quantitative.
Nei prossimi giorni il programma dettagliato