Primo Piano

Migrantes: gli auguri delle Scalabriniane al nuovo direttore generale

27 Settembre 2022 - Roma - “I nostri migliori auguri di buona missione a monsignor Pierpaolo Felicolo, nuovo direttore generale della Fondazione Migrantes. E un grande ringraziamento all'opera del direttore uscente, don  Gianni De Robertis. Il loro lavoro in continuità confermerà in Italia il ruolo essenziale della fondazione a tutela dei migranti nei diversi aspetti, tra cui la cura pastorale”. A dirlo è suor Neusa de Fatima Mariano, superiora generale delle Suore Missionarie di San Carlo Borromeo/Scalabriniane, in riferimento alla nuova nomina di monsignor Pierpaolo Felicolo a direttore generale della Fondazione. “Il suo impegno nell'ufficio diocesano Migrantes del Vicariato di Roma è la testimonianza della particolare sensibilità di monsignor Felicolo – prosegue suor Neusa – A lui e a don De Robertis va il nostro riconoscente grazie. Siamo tutte consapevoli come oggi sia essenziale il loro impegno per concentrare l'attenzione sul tema della mobilità umana. In un mondo così devastato da conflitti, crisi, cambiamenti climatici, emerge più che mai d'attualità”.

Migrantes Torino: Festival dell’accoglienza, venerdì sera in Duomo … testimonianze, letture e musica

27 Settembre 2022 - Torino - Venerdì 30 settembre il programma del Festival dell’accoglienza, l’iniziativa curata dall’Ufficio Migrantes di Torino, propone alle ore 20.45, nella cattedrale di San Giovanni Battista (piazza San Giovanni), l’appuntamento con “Beati coloro che indicano una strada”. Una serata con testimonianze rivelatrici di cammini che si intrecciano con la preghiera, accompagnate da letture tratte da testi sacri buddhisti, cristiani, induisti, mussulmani e narrate sulle note del “violino del mare”, uno strumento musicale con una storia molto particolare. Il legno con cui è stato fabbricato viene dall’Africa e, dopo essere stato per anni gozzo di pescatori, era diventato uno quei barconi che, carichi di migranti, facevano la spola tra le coste africane e la Sicilia. Poi, dopo il sequestro, grazie un’iniziativa della fondazione Casa dello Spirito e con il lavoro svolto da detenuti nel laboratorio di falegnameria e liuteria del carcere milanese di Opera, dal fasciame di quell’imbarcazione è nato il “violino del mare”. Accoglienza, coordinamento e letture a cura di Laura Curino in collaborazione con il Comitato Interfedi di Torino e Torino spiritualità, le testimonianze su vite di preghiera in terra straniera sono portate dall’insegnante Rasheed Gil e dall’operatrice sanitaria Therese Monte Manyombe, Arnoldo Mosca Mondadori (presidente della fondazione Casa dello Spirito) racconta il progetto “orchestra del mare” e al violino è Estefany Maria Mezza Caputti. Per partecipare è necessario iscriversi via web, al link https://www.upmtorino.it/festival-dellaccoglienza/il-programma/  Cliccando sulla sezione FEDE e poi sul titolo dell’appuntamento, compare il modulo d'iscrizione.  Una volta compilato e inviato, si riceve la conferma via mail.

Un nuovo naufragio

27 Settembre 2022 -

Roma - Nuovo naufragio al largo della Tunisia. L’ennesima barca fantasma di cui non si hanno notizie e che potrebbe essere affondata nel tentativo di raggiungere l’Europa e l’Italia. Secondo Alarm Phone, che ha raccolto la testimonianza di alcuni sopravvissuti, venerdì al largo di Sfax una barca si è ribaltata: 7 le persone soccorse, circa 20 quelle disperse. «Nei giorni scorsi i parenti preoccupati ci hanno contattato. Alarm Phone non è mai stato in contatto diretto con questa barca», spiega l’organizzazione. «Siamo vicini alle famiglie delle vittime: morti causate dalla politica di chiusura delle frontiere» sottolinea in un tweet la Ong Mediterranea Saving Humans.

Intanto è salito a oltre 100 morti, molti dei quali donne e bambini, il bilancio del naufragio di una barca di migranti al largo delle coste siriane e proveniente dal Libano. Lo riferisce l’agenzia governativa siriana Sana, che cita il conteggio del direttore del porto di Banias, Nawfaq Ibrahim. Il nuovo bilancio del naufragio, avvenuto giovedì sera e indicato come il più grave degli ultimi decenni tra Siria e Libano, è stato aggiornato dopo il ritrovamento in mare nelle ultime 24 ore di altri sei corpi senza vita. L’imbarcazione era partita dal nord del Libano ed era diretta in Italia. Era stipata di almeno 170 persone, per lo più famiglie composte da donne, bambini e adolescenti. Le vittime, in larga parte donne e bambini, sono siriane, libanesi e palestinesi. Secondo la Mezza luna rossa siriana, le ricerche continuano perché all’appello mancano ancora 17 dispersi. La gravissima crisi economica nella quale è precipitato il Libano ha portato sempre più cittadini del Paese dei cedri a tentare di raggiungere il territorio dell’Unione Europea con mezzi di fortuna.

Dopo il fermo amministrativo della Sea Watch 3, la nave Ong bloccata a Reggio Calabria, una nuova imbarcazione si appresta a varcare il Mediterraneo nel tentativo di salvare vite umane e soccorrere i migranti che decidono di sfidare la rotta più pericolosa al mondo. «La nuova nave di salvataggio Sea-Watch 5 sfida le elezioni di estrema destra in Italia – scrive in una nota la Ong tedesca annunciando la nuova missione – I recenti avvenimenti in Italia dipingono un quadro distopico per il soccorso civile in mare: a pochi giorni dal blocco politico della nave di salvataggio Sea-Watch 3, l’Italia vota per un turno parlamentare di estrema destra. Invece di scoraggiarsi, Sea-Watch, insieme ad attori solidali, invia una nuova nave di soccorso nel Mediterraneo centrale. Più veloce, più grande e più efficiente di qualsiasi suo successore». La Ong tedesca rilancia dopo il fermo amministrativo dei giorni scorsi della Sea Watch 3 nel porto di Reggio Calabria. «Siamo pronti a salvare ancora più vite – sottolinea l’organizzazione umanitaria – Il governo italiano continua la sua politica di deterrenza e blocchi amministrativi. La nostra risposta? Tra qualche mese salperà Sea Watch 5, una nuova nave più veloce, più grande, più efficiente».

Intanto tornano gli sbarchi a Lampedusa, dove nelle ultime 24 ore, sono approdati 12 tunisini. A bordo anche una donna, un minore e un disabile approdati direttamente sull’isola. Ad avvistare e soccorrere il barchino di 6 metri sul quale viaggiavano, a poco meno di 2 miglia da Capo Ponente, è stata la Guardia costiera. Il mezzo era partito da Zarzis, in Tunisia, quattro giorni fa, il 22 settembre.

Salgono così a 69.894 i migranti arrivati sulle coste italiane via mare, da inizio anno. Un numero in aumento rispetto allo stesso persiodi di un anno fa quando si registrarono 44.763 arrivi. Sono invece salite a quasi 1.500 i migranti annegati o dispersi lungo la rotta del Mediterraneo centrale, da gennaio. E sempre quest’anno, sono stati più di 16.500 i migranti riportati indietro mentre cercavano di lasciare la Libia su barconi alla volta dell’Europa a fronte dei 32.425 dell’intero 2021 secondo dati diffusi dall'Oim, l'Organizzazione internazionale per le migrazioni. (Daniela Fassini - Avvenire)

GMMR, Mci Barcellona, celebrazione alla Sagrada Familia

26 Settembre 2022 - Barcellona - Partecipare alla Messa alla Sagrada Familia è sempre una speciale esperienza di vita spirituale, per la tanta luce e bellezza che invitano ad elevarsi verso il Signore. Mercoledi 21 settembre lo è stato anche di più. Le comunità cattoliche di tutti i continenti e presenti a Barcellona, si sono incontrate per celebrare la giornata mondiale del migrante e del rifugiato. Un evento organizzato dall'associazione 'Caminem junts en la diversidad' a cui alcuni rappresentanti della nostra comunità hanno partecipato.  Un'esperienza di chiesa davvero cattolica.  Una intensa preghiera comune per la pace che è stata invocata per l'Ucraina e per i tanti paesi che vivono questo flagello. La Messa è stata seguita da un concerto di cori ucrainici che hanno commosso con i loro malinconici e orgogliosi canti. (Mci Barcellona)  

Festa San Francesco: Cei e francescani lanciano iniziativa per defunti Covid

26 Settembre 2022 - Assisi - Il 4 ottobre, festa di San Francesco, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a nome di tutti gli italiani accenderà ad Assisi la Lampada votiva dei comuni d’Italia. Un gesto per ringraziare coloro che hanno aiutato a superare la pandemia e per ricordare chi è venuto a mancare a causa del Covid. Proprio per questo i frati di Assisi e la CEI hanno deciso di lanciare l’iniziativa online "Prega per il mio caro” dove sarà possibile, tramite il sito 4ottobre.sanfrancesco.org, lasciare il nome del proprio defunto per Covid per affidarlo a san Francesco. Il 4 ottobre, infatti, i frati deporranno davanti alla tomba del Santo i nomi ricevuti. Un’iniziativa fortemente voluta dal Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, il card. Matteo Zuppi, che ha sottolineato come «troppe persone si sono congedate da noi, a causa del Covid, in qualche maniera nell’anonimato. Eppure, si trattava di persone in carne e ossa: padri, madri, figli, fratelli e sorelle nostri che, tutti insieme, desideriamo affidare al cuore e alla cura dell'Onnipotente buon Signore che Francesco tanto ha amato e che ci ha fatto conoscere con la sua vita e la sua testimonianza. Ho affidato pertanto ai frati della Basilica di San Francesco d’Assisi il compito di raccogliere i nomi dei defunti e di contattare coloro che desiderano ricordare un proprio caro per questa speciale commemorazione. Sarà un modo concreto - ha dichiarato il porporato  - per raggiungere nella fede e nella vicinanza dell’amicizia tutti coloro che oggi ancora soffrono per non aver potuto dare l’ultimo saluto ai familiari e alle persone care». «Abbiamo subito colto come una missione la richiesta del cardinale Zuppi – ha dichiarato fra Marco Moroni, Custode del Sacro Convento di Assisi – e ci siamo messi all’opera per attivare questa raccolta online dei nomi dei defunti di Covid, affinché vengano personalmente affidati al Signore per la preghiera e l’intercessione di San Francesco. Il suo abbraccio e quello di tutti noi, fratelli e sorelle, e di tutti gli italiani, possano raggiungere nel Signore coloro che sono stati così duramente colpiti in questo tempo difficile. Un unico abbraccio di fraternità, preghiera e solidarietà. Il 4 ottobre – ha concluso fra Marco – al termine della prima messa del mattino, come comunità francescana, deporremo i biglietti con i nomi di tutte le persone decedute, davanti alla tomba di san Francesco».  

Viminale: da inizio anno sbarcate 69.894 persone migranti sulle nostre coste

26 Settembre 2022 - Roma - Sono 69.894 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane da inizio anno secondo il dato diffuso questa mattina dal ministero degli Interni. Di questi 14.496 sono di nazionalità tunisina (21%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Egitto (13.536, 19%), Bangladesh (10.315, 15%), Afghanistan (5.320, 8%), Siria (4.560, 7%), Costa d’Avorio (2.206, 3%), Eritrea (1.663, 2%), Guinea (1.652, 2%), Iran (1.513, 2%), Pakistan (1.504, 2%) a cui si aggiungono 13.129 persone (19%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione.  

GMMR, Mons. Maffeis: “la Parola del Signore ci aiuta nella ricerca della vera patria”

26 Settembre 2022 - (foto diocesi Perugia-Città della Pieve) Perugia - In una gremita chiesa parrocchiale di San Donato all’Elce di Perugia, domenica 25 settembre, l’arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, mons. Ivan Maffeis, ha presieduto la celebrazione eucaristica della Giornata mondiale del migrante e del rifugiato promossa a livello diocesano dall’Ufficio Migrantes in collaborazione con le cappellanie delle comunità afro anglofona e francofona, latinoamericana, romena e ucraina. «Cara gente, il Vangelo non intende spaventarci, ma scuoterci, inquietarci, provocarci a riconoscere che, come scrive il Papa nel Messaggio per la Giornata del Migrante e del Rifugiato, “il senso ultimo del nostro viaggio in questo mondo è la ricerca della vera patria”» ha detto nell'omelia mons. Maffeis - sottolineando che «in questa ricerca è luce la parola del Signore che parla nelle Sacre Scritture, nella Chiesa, negli eventi, nei fratelli, a partire dai tanti Lazzaro che stanno alla nostra porta: poveri, migranti, sfollati, rifugiati, vittime della tratta, della miseria, dello sfruttamento, della guerra. La giustizia domanda ogni sforzo per includerli, riconoscendo e valorizzando quanto ciascuno di loro può portare alla crescita sociale, economica ed ecclesiale della nostra società. Riflettiamo, pensiamo, confrontiamoci; ma non fermiamoci alle parole: “Nei momenti cruciali della storia, chi ha saputo lasciare una buona impronta lo ha fatto perché ha tradotto gli ideali, i desideri, i valori in opere concrete”, ha detto ieri (24 settembre, n.d.r.) Papa Francesco intervenendo ad Assisi». Terminata la celebrazione si è tenuto un incontro, nel salone parrocchiale, introdotto da Liana Paci, direttrice dell’Ufficio Migrantes , coordinato da Andrea Morante, giovane operatore del Centro internazionale di accoglienza “Don Elio Bromuri”. Paci ha ricordato il valore umano e cristiano dell’accoglienza-integrazione non soltanto dal punto di vista sociale, ma anche spirituale di quanti lasciano il proprio Paese di origine e arrivano in Italia. Al riguardo ha auspicato un maggiore coinvolgimento delle parrocchie anche attraverso il supporto di un referente dei migranti, volontario e motivato, in ciascun consiglio pastorale parrocchiale. Mons. Maffeis è intervenuto dopo aver ascoltato alcune testimonianze: dal giovane egiziano cristiano coopto, accolto dal progetto diocesano per richiedenti protezione internazionale, alla donna ucraina e le sue figlie fuggite dalla guerra, aiutate da connazionali e dalla Caritas, dalla badante che ha perduto il lavoro a seguito della pandemia alla donna del Camerun accolta fin dal suo arrivo da una famiglia perugina, all’operatrice di una realtà laica impegnata nell’accoglienza di stranieri in gravi difficoltà. L’arcivescovo Maffeis ha ringraziato per le «tante testimonianze sofferte, perché – ha commentato – ci hanno ricordato le non poche responsabilità che ricopriamo come singoli e come istituzioni. Preghiamo il Signore affinché dia a ciascuno fiducia, perché non si senta mai abbandonato ed abbia sempre il coraggio di alzarsi, di chiedere e di dare il suo contributo». (Foto Diocesi Perugia-Città della Pieve)  

GMMR, Migrantes Crema: ieri messa internazionale presieduta da mons. Gianotti

26 Settembre 2022 -
Crema - “La presenza dei immigrati e rifugiati rappresenta non solo una grande sfida, ma anche soprattutto un’opportunità di crescita culturale e spirituale per tutti”. Con queste parole riferite al Messaggio di Papa Francesco, Enrico Fantoni (Ufficio Migrantes della diocesi di Crema) ha introdotto la messa internazionale in cattedrale ieri sera, domenica 25 settembre alle 18.30, presieduta dal vescovo  Daniele Gianotti. Presenti molti immigrati di varie nazioni, alcuni in costumi tipici, tra cui anche padre Viorel, della comunità cattolica di liturgia bizantina. “Costruire il futuro con i migranti e i rifugiati – ha continuato Fantoni – significa per la Chiesa e per la società rendere percorribile il cammino dell’integrazione, che diventa cammino di interazione, dove c’è vero scambio e ascolto dell’altro, dove le identità si confrontano” e ci si arricchisce a vicenda. La liturgia è stata accompagnata dal coro multietnico che ha eseguito canti in lingua Lingala della Repubblica democratica del Congo. Nella sua omelia mons. Gianotti s’è rifatto al messaggio del Papa per la 108ª Giornata mondiale del migrante e del rifugiato: “Un messaggio che guarda al futuro. Guarda al futuro – ha continuato – anche la parabola del ricco epulone e Lazzaro. Il ricco e Abramo possono parlarsi, ma la distanza tra loro è un abisso insuperabile. Questa distanza insuperabile rappresenta ciò che Dio non vuole. Egli vuole la salvezza di tutti. Per questo ha dato suo Figlio e dona sempre lo spirito Santo. Questo futuro lo prepariamo oggi, costruendo un’umanità fraterna”. “Il male più grave del ricco – ha continuato mons. Gianotti – è l’insensibilità. Il rischio è anche nostro: di fronte ai drammi rischiamo di chiudere occhi e cuore. Corriamo il rischio di approfondire sempre più l’abisso. E invece il Vangelo ci invita a quella terra nuova dov’è nessuno deve essere escluso. La presenza dei migranti – ha concluso – rappresenta una opportunità di crescita culturale e spirituale per tutti e per costruire un mondo migliore. Noi credenti lavoriamo ogni giorno per superare questo abisso che ancora ci separa”. La celebrazione è proseguita con la preghiera dei fedeli: s’è pregato in francese per il lavoro, in inglese per i giovani, in spagnolo per la famiglia, in ucraino per la pace, in portoghese per l’ecumenismo, in italiano per la Chiesa locale.

GMMR, mons. Erbì: i migranti “non sono i destinatari della nostra carità ma hanno un contributo importante da dare alla nostra società e alla Chiesa”

26 Settembre 2022 - Iglesias – “Il cuore del messaggio di papa Francesco per questa Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato sta in quella preposizione che si trova al centro del titolo del messaggio: ‘Costruire il futuro con i migranti e i rifugiati’. Il Papa ci invita così a un cambio di prospettiva: dal ‘per’ al ‘con’. Purtroppo, anche fra molte persone di buon cuore, è ancora il ‘per’ che domina, come se i migranti e i rifugiati fossero incapaci di qualunque contributo”. Lo ha detto mons. Walter Erbì, Nunzio Apostolico in Liberia, presiedendo, nella cattedrale di Iglesias, la celebrazione nazionale per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato promossa dalla Fondazione Migrantes in Sardegna. Con mons. Erbì il direttore Migrantes della Sardegna, padre Stefano Messina.  Migranti e rifugiati – ha detto il presule – “non sono i destinatari della nostra carità, non vengono a mani vuote, ma hanno anch’essi un contributo importante da dare alla nostra società e alla Chiesa…”. Passare dal “per” al “con” significa – ha aggiunto – “smettere di considerare i migranti e i rifugiati come elementi passivi e iniziare invece a valorizzarli come protagonisti, in contemporanea, della loro e della nostra storia.  I migranti e i rifugiati non sono corpi senza nome, che hanno bisogno di una ìstruttura’ che assegni loro un ‘QRcode’ per dare loro un’identità. Sono persone, ciascuno di loro ha già un’identità, ha già un nome, porta già con sé una ricchezza da condividere e da mettere a frutto insieme a noi…”. Costruire il futuro con i migranti e i rifugiati “non è un impegno del futuro, è l’impegno di oggi! Non aspettiamo domani! Non aspettiamo anche noi, come l’uomo ricco del Vangelo, che sia troppo tardi! Questa Giornata che il Santo Padre Francesco ha voluto per la Chiesa intera sia, per ciascuno di noi, con i nostri fratelli e le nostre sorelle che hanno sperimentato l’essere migranti o rifugiati, un’occasione propizia per iniziare a costruire, insieme, il nostro futuro comune”. Mons. Erbì ha detto, nella sua omelia, che in Sardegna “abbiamo un testimone e un Patrono che ci aiuta in questo nostro cammino, col suo esempio e la sua intercessione: è S. Antioco. Rifugiato dei primi secoli, arrivato in questa terra di Sardegna a causa della persecuzione. Da lui è iniziata nel nostro territorio la diffusione del Vangelo. Con la sua sofferenza e la sua coerenza ci ha dato la possibilità di conoscere il Crocifisso Risorto e di diventare, nella carità, Popolo di Dio. Ha condiviso con i nostri padri la fede in Cristo e resta per la nostra Chiesa un punto di riferimento per la testimonianza evangelica e per l’impegno di fraternità con tutti”.  (Raffaele Iaria)    

Il Pane eucaristico

26 Settembre 2022 - Città del Vaticano - Una porta, quasi semplice velo li separa. Fuori, sulla strada, c’è un uomo che tende la mano per fame, per miseria; che si accontenta di raccogliere le briciole che cadono dal tavolo dell’altro uomo “vestito di porpora e di bisso”. Fuori c’è Lazzaro è un mendicante “coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi … perfino i cani venivano a leccare le sue piaghe”, leggiamo il Luca. Nella casa abita un ricco mercante che l’evangelista indica solo con un aggettivo – “ricco” – perché, afferma il Papa, “ha perduto il suo nome e la sua identità è data solo dai beni che possiede. Com’è triste anche oggi questa realtà, quando confondiamo quello che siamo con quello che abbiamo, quando giudichiamo le persone dalla ricchezza che hanno, dai titoli che esibiscono, dai ruoli che ricoprono o dalla marca del vestito che indossano. È la religione dell’avere e dell’apparire, che spesso domina la scena di questo mondo, ma alla fine ci lascia a mani vuote”. È a Matera, la città del pane, Papa Francesco, chiude il 27° Congresso eucaristico nazionale, e la sua riflessione sul brano di Luca, prende spunto dal Pane eucaristico, che “crea condivisione, rafforza i legami, ha gusto di comunione”. Il ricco della parabola pensa solo al proprio benessere, a soddisfare i suoi bisogni e godersi la vita: “soddisfatto di sé, ubriacato dal denaro, stordito dalla fiera delle vanità, nella sua vita non c’è posto per Dio perché egli adora solo sé stesso”. Non così Lazzaro, il nome significa “Dio aiuta”, il quale “pur nella sua condizione di povertà e di emarginazione, egli può conservare integra la sua dignità perché vive nella relazione con Dio” che è “la speranza incrollabile della sua vita”. Francesco mette in guardia dall’adorare noi stessi, moriremmo “nell’asfissia del nostro piccolo io; se adoriamo le ricchezze di questo mondo, esse si impossessano di noi e ci rendono schiavi; se adoriamo il dio dell’apparenza e ci inebriamo nello spreco, prima o dopo la vita stessa ci chiederà il conto”. Mentre quando adoriamo il Signore Gesù “riceviamo uno sguardo nuovo anche sulla nostra vita”. Il ricco del Vangelo non ascolta il grido silenzioso del povero alla sua porta. Solo alla fine della vita, all’inferno, leggiamo in Luca, vede Lazzaro accanto a Abramo al quale chiede di mandarlo “a intingere nell’acqua la punta del dito per bagnarmi la lingua”. Una goccia d’acqua come le briciole della ricca mensa. Abramo risponde: “tra noi e voi è stato fissato un grande abisso”, un muro invalicabile come la porta che li divideva nella vita. Viene alla mente la notissima poesia di Totò – “a livella” – in cui il nobile marchese di Belluno e Treviso si lamenta perché vicino a lui è stato sepolto l’umile e povero netturbino; Totò fa rispondere il netturbino che dice: le pagliacciate delle differenze, delle distanze le fanno solo i vivi “nuje simmo serie… appartenimmo à morte”. Una parabola – Lazzaro e il ricco epulone – che è ancora storia dei nostri giorni, afferma il vescovo di Roma: “le ingiustizie, le disparità, le risorse della terra distribuite in modo iniquo, i soprusi dei potenti nei confronti dei deboli, l’indifferenza verso il grido dei poveri, l’abisso che ogni giorno scaviamo generando emarginazione, non possono lasciarci indifferenti”. L’Eucaristia “è profezia di un mondo nuovo”, e la presenza di Gesù impegno “perché accada un’effettiva conversione”: dall’indifferenza alla compassione; dallo spreco alla condivisione, dall’egoismo all’amore, dall’individualismo alla fraternità”. Il sogno di Francesco: “una Chiesa eucaristica” capace di essere accanto ai tanti Lazzaro che troviamo lungo le nostre strade, “asciugando le lacrime di chi soffre”. Una chiesa comunità che chiede pace in Ucraina, in Myanmar, da dove è giunto il grido di dolore dei bambini morti in una scuola bombardata – “si vede che è di moda bombardare le scuole oggi”. La guerra, dice il cardinale Matteo Zuppi salutando il Papa, “brucia i campi di grano, toglie il pane e fa morire di fame, trasforma i fratelli in nemici. Quelli che hanno la tavola imbandita e mandano a fare la guerra i poveri”. Una chiesa, afferma ancora Papa Francesco, capace di guardare ai migranti che “vanno accolti, accompagnati, promossi e integrati”. Una chiesa, quella in Italia, alla quale osa chiede “più nascite, più figli”. (Fabio Zavattaro - Sir)

GMMR, Migrantes Frosinone-Veroli-Ferentino: sussidio per la riflessione e la preghiera

25 Settembre 2022 - Frosinone - La Chiesa celebra la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato dal 1914. È sempre stata un' occasione per dimostrare la preoccupazione per le diverse categorie di persone vulnerabili in movimento, per pregare per loro mentre affrontano molte sfide, e per aumentare la consapevolezza sulle opportunità offerte dalla migrazione. Ogni anno questa giornata mondiale viene celebrata l' ultima domenica di settembre; quindi, nella domenica odierna. Il titolo scelto dal Santo Padre per il suo messaggio annuale è "Costruire il futuro con i migranti e i rifugiati" ed evidenzia l' impegno che tutti siamo chiamati a mettere in atto per costruire un futuro che risponda al progetto di Dio senza escludere nessuno. Il Santo Padre ci invita infatti a crescere insieme come Chiesa consapevoli che molti migranti e rifugiati cattolici stanno rivitalizzando le comunità ecclesiali che li accolgono. Come si legge in un passaggio del messaggio di papa Francesco: "Costruire il futuro con i migranti e i rifugiati significa anche riconoscere e valorizzare quanto ciascuno di loro può apportare al processo di costruzione. Mi piace cogliere questo approccio al fenomeno migratorio in una visione profetica di Isaia, nella quale gli stranieri non figurano come invasori e distruttori, ma come lavoratori volenterosi che ricostruiscono le mura della nuova Gerusalemme, la Gerusalemme aperta a tutte le genti (cfr Is 60,10-11)". Il messaggio si conclude con un invito rivolto in particolare ai giovani ma che rappresenta una esortazione per ciascun credente: "Se vogliamo cooperare con il nostro Padre celeste nel costruire il futuro, facciamolo insieme con i nostri fratelli e le nostre sorelle migranti e rifugiati. Costruiamolo oggi! Perché il futuro comincia oggi e comincia da ciascuno di noi. Non possiamo lasciare alle prossime generazioni la responsabilità di decisioni che è necessario prendere adesso, perché il progetto di Dio sul mondo possa realizzarsi e venga il suo Regno di giustizia, di fraternità e di pace". Nella diocesi di Frosinone-Veroli-Ferentino, gli organismi Migrantes e Caritas diocesana hanno preparato e distribuito alle parrocchie un pieghevole per stimolare la riflessione sui temi della Giornata e proponendo alcune intenzioni per la preghiera dei fedeli, al fine di sensibilizzare le comunità parrocchiali durante la celebrazione della Messa.

Papa Francesco: impegniamoci a mettere al centro i rifugiati

25 Settembre 2022 - Città del Vaticano - "Oggi ricorre la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. Rinnoviamo il nostro impegno per l'edificazione di un futuro che metta al centro anche migranti, rifugiati, sfollati e vittime della tratta. Il Regno di Dio si costruisce insieme con loro". E' quanto scrive, un tweet, papa Francesco.

GMMR, mons. Perego, da Matera e dalla tavola eucaristica un messaggio forte per costruire il futuro con i migranti.

25 Settembre 2022 - Matera - Da Matera papa Francesco ha "coniugato la parabola del ricco epulone e di Lazzaro con la mensa dei ricchi da cui sono esclusi i poveri, che sono anche i migranti che fuggono da miseria, sfruttamento e guerra". Lo dice oggi mons. Gian Carlo Perego, arcivescovo di Ferrara-Comacchio e presidente della Fondazione Migrantes dopo le parole del Pontefice pronunciate durante la preghiera mariana dell'Angelus da Matera dove si è svolto il Congresso Eucaristico Nazionale. "Da Matera e dalla tavola eucaristica - ha detto mons. Perego - è venuto un messaggio forte per costruire il futuro con i migranti".

GMMR, Migrantes Acireale: celebrazione a Randazzo

25 Settembre 2022 - Acireale - Anche nella diocesi di Acireale, in comunione con 'tutte le chiese, rettorie e santuari del mondo, oggi la celebrazione della  Giornata mondiale del migrante e del rifugiato. Il tema di quest' anno è 'Costruire il futuro con i migranti e i rifugiati' - si legge in una nota della diocesi - e 'si inserisce bene nel Cammino Sinodale della Chiesa che tutti noi stiamo vivendo'. La giornata si svolgerà, in particolare, nella città di Randazzo. Già lunedì 19 settembre, in preparazione a questa ricorrenza, ha avuto luogo la veglia di preghiera nella parrocchia San Martino. In particolare si è pregato per la pace in Ucraina. Domenica 25 settembre, informa don Lucio Cannavò, direttore dell' Ufficio Migrantes della diocesi, sarà celebrata una Santa Messa, alle ore 18.30 nella parrocchia Sacro Cuore di Gesù.

GMMR, Papa Francesco: i migranti vanno accolti e integrati

25 Settembre 2022 - Matera - "Rinnoviamo l'impegno per edificare il futuro secondo il disegno di Dio: un futuro in cui ogni persona trovi il suo posto e sia rispettata; in cui i migranti, i rifugiati, gli sfollati e le vittime della tratta possano vivere in pace e con dignità. Perché il Regno di Dio si realizza con loro, senza esclusi". Lo ha detto papa Francesco all'Angelus recitato da Matera ricordando che oggi si celebra la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato.  "È anche grazie a questi fratelli e sorelle - ha aggiunto il Pontefice che a Matera ha concluso il Congresso Eucaristico Nazionale - che le comunità possono crescere a livello sociale, economico, culturale e spirituale; e la condivisione di diverse tradizioni arricchisce il Popolo di Dio. Impegniamoci tutti a costruire un futuro più inclusivo e fraterno. I migranti vanno accolti, accompagnati, promossi e integrati". (Raffaele Iaria)

GMMR, Migrantes La Spezia-Sarzana-Brugnato: oggi celebrazione con il vescovo mons. Palletti

25 Settembre 2022 -

La Spezia - «Costruire il futuro con i migranti e con i rifugiati»: è questo il tema dell’odierna giornata mondiale dedicata alle persone migranti ed ai rifugiati, che la Chiesa celebra in ogni parte del mondo. L’intera umanità, del resto, è ormai direttamente interessata a fenomeni anche profondi di migrazioni e di spostamenti di popoli, per le ragioni più diverse. Anche l’Italia lo è, e la provincia della Spezia, in particolare nella sua città capoluogo, è divenuta ormai da anni luogo di accoglienza e di integrazione. Per questo motivo saranno numerose le comunità di origine non italiana che si ritroveranno, oggi pomeriggio alle 17, per la celebrazione diocesana della giornata, fissata quest’anno nella chiesa parrocchiale salesiana di Nostra Signora della Neve, in viale Garibaldi.

L’iniziativa è promossa dall'Ufficio Migrantes della diocesi affidato alla guida di padre Gianluigi Ameglio, superiore del convento francescano di Gaggiola e parroco della parrocchia del porto mercantile, e dalla Caritas, con il suo responsabile don Luca Palei. Alla celebrazione, presieduta dal vescovo Luigi Ernesto Palletti, parteciperanno come concelebranti anche altri sacerdoti, a cominciare da quelli della comunità salesiana, e saranno presenti anche diaconi permanenti. Tra i sacerdoti concelebranti ancora una volta sarà alla Spezia padre Volodymir Lyupak, cappellano della comunità ucraina da tempo presente in città ed ora accresciuta di numero in seguito all’arrivo di vari profughi da un Paese tuttora martoriato dalla guerra. Tra le altre comunità presenti, che animeranno la Messa con canti e preghiere delle loro tradizioni, ci saranno quelle dei dominicani, degli albanesi, dei senegalesi e di altri paesi africani, oltre a migranti che interverranno a titolo personale. (fonte Avvenire)

GMMR, Lamorgese: occorrono “politiche mirate a promuovere l’inclusione dei migranti e dei rifugiati”

25 Settembre 2022 - Roma - “Come ricordato da papa Francesco, siamo chiamati alla costruzione di un nuovo progetto di comunità globale da cui nessuno deve essere escluso, perché tutti possono contribuire alla crescita dell’Umanità. In tale prospettiva occorre definire adeguate strategie di governo del complesso fenomeno della migrazione di popoli in fuga da guerre, persecuzioni, calamità naturali e da condizioni di vita di estrema povertà”. Lo scrive il Ministro  dell’Interno Luciana Lamorgese in un messaggio inviato alla Fondazione Migrantes in occasione della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. Per affrontare questa “sfida epocale – ha aggiunto Lamorgese – è necessario orientare l’azione politica in un’ottica di collaborazione con altri Stati, operando nella cornice delle politiche comunitarie e promuovendo partenariati con i paesi di origine e di transito dei migranti, al fine di sviluppare meccanismi virtuosi in grado di incidere sulle cause delle migrazioni”.  Per Lamorgese occorrono “politiche mirate a promuovere l’inclusione dei migranti e dei rifugiati, favorendone la piena partecipazione alla vita sociale, economica e culturale del Paese. Tale approccio – conclude – riconoscendo la ricchezza della diversità e l’apporto che i migranti e i rifugiati possono assicurare alla crescita del paese, valorizza la migrazione come opportunità e potrà porre le basi per costruire una società coesa e sicura in cui tutti possono vivere in pace e dignità”.

GMMR: una rete di inclusione nelle diocesi italiane attraverso gli uffici Migrantes

25 Settembre 2022 - Roma - Nata nel 1914 come Giornata Nazionale dell’Emigrante in segno di vicinanza e attenzione agli emigranti italiani che cercavano fortuna all’estero oggi questa giornata – che ha preso il nome di Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato - si celebra a livello mondiale e rappresenta una occasione per mettere al centro il tema di coloro che, per varie ragioni, lasciano il loro Paese per un luogo e per una vita più dignitosa fuggendo da guerre che imperversano nel mondo. Si tratta di 280 milioni di persone che si sono messe in cammino. Oggi in Italia sono oltre cinque milioni i migranti presenti. Altrettanti sono gli italiani residenti all’estero. Con loro – ha detto il presidente della Fondazione Migrantes, l’arcivescovo Gian Carlo Perego, «siamo chiamati a rigenerare le città, l’Italia, l’Europa, sempre più stanche, abitate da anziani, spopolate, coniugando i quattro verbi che caratterizzano le tappe del cammino delle persone e le soste: accogliere, tutelare, promuovere, integrare». Alessane ha 16 anni quando decide di lasciare la Libia per partire verso l’Italia. Prima cinque giorni nel deserto del Sahara, poi un mese di prigione. 20 compagni uccisi senza una ragione. Evasi dal carcere, due giorni di cammino per raggiungere Tripoli, ci racconta il direttore Migrantes di Andria, don Geremia Acri. «Non augurerei mai a nessuno quel viaggio, si può solo morire o soffrire. Ho visto uomini sparare nel fianco di altri uomini che volevano solo tenere con sé una borsa, bambini trucidati senza pietà», racconta Alessene, che insieme a Muhammad, originario del Pakistan e Gabriel originario del Niger partito con la sorella morta durante il viaggio, sono oggi ospiti della casa d’accoglienza “S. Maria Goretti” della Migrantes pugliese. «Ho pensato di morire anche io, di dolore e di tormento, mentre mia sorella si spegneva tra le mie braccia. È stata lei a dirmi: Vai e continua il nostro viaggio, il mio finisce qui». «Oltre all’accoglienza la vera integrazione è l’inserimento lavorativo e l’autonomia abitativa» evidenzia don Geremia. Da circa cinque anni grazie anche al contributo dell’8xmille della Chiesa Cattolica attraverso la Fondazione Migrantes è stato possibile avviare i laboratori della “Tèranga”: un ristorante, un orto e una sartoria sociale che supportano il fabbisogno delle case famiglie gestite dalla Migrantes e che accolgono questi giovani. In sartoria sono state realizzate manufatti cuciti a mano, che sono arrivati nelle case di centinaia di persone in tutta Italia da nord a sud. Prodotti apprezzati per regali e occasioni festive. E durante la pandemia la produzione di mascherine commissionate dalla Fondazione Migrantes e distribuite in varie località d’Italia soprattutto ai tanti costretti a vivere per strada. «Il creare opportunità lavorative da parte della comunità ecclesiale diventa uno strumento per ridare dignità e rendere libero l’individuo», spiega il sacerdote evidenziando che il lavorare insieme, all’interno dei laboratori, ha permesso a diversi migranti di ritrovare quella forza e quel coraggio per «riunire quei frammenti di Sé, ripensando e orientando il proprio progetto di autonomia sociale e lavorativa. Il  Covid-19 prima e la guerra in atto ora ci hanno tolto tanto, ma altresì ci hanno messo sotto gli occhi l’essenziale, finora invisibile». A livello nazionale la Giornata si celebrerà, quest’anno, in Sardegna: nella cattedrale di Iglesias questa mattina alle ore 11, la celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo mons. Giovanni Paolo Zedda, delegato Migrantes della Conferenza Episcopale Sarda e concelebrata dal direttore regionale Migrantes p. Stefano Messina che accompagnerà una rappresentanza di migranti che animeranno la liturgia.

Mons. Ambarus: il processo di integrazione richiede il “con”

25 Settembre 2022 - Roma - Celebriamo oggi la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato. Un appuntamento al centro della nostra preghiera e della nostra fraternità di cristiani, in favore di un' umanità tra le più fragili dei nostri tempi. Va evitato un pericolo latente nel celebrare questa Giornata. Non si tratta solo di "categoria" di persone che ha un' esistenza che si caratterizza per una "mano vuota e tesa", per elemosinare. Essi sono molto di più. I migranti e i rifugiati si sono dovuti svuotare della maggior parte del loro bagaglio umano: relazionale, affettivo e materiale. Hanno dovuto lasciare dietro di sé tutti i legami familiari del Paese di origine, strapparsi da amici, spose o sposi, genitori o figli; hanno lasciato quel poco di ricchezza materiale che avevano nel proprio Paese, casa, oggetti ricordo, terre che sono impresse nel loro animo, abitudini culturali. Hanno vissuto un abbandono: la loro valigia, il loro zaino è diventato la loro casa. A noi, dopo un po' di giorni fuori casa, lontano dal nostro habitat, dalla nostra città, ci può capitare di dire: mi mancano le mie cose, la mia stanza, le comodità. Ecco, ai migranti e rifugiati manca tutto, sono vuoti e svuotati da tutto ciò che significa quotidianità. Però i migranti e i rifugiati non sono semplicemente questo. Non sono coloro che noi possiamo definire "i mancanti"; essi sono anche i "sanamente affamati di vita", di relazioni, di affetti. Hanno una grinta e un' energia di vita molto alta che si può intuire meglio quando si fa esperienza di vicinanza con loro. Nella nostra città abita un numero significativo di stranieri, migranti o rifugiati. Sono qui in mezzo a noi e chiedono a tutti noi di non relegarli in "uno stato di minorità", culturale o religiosa. Desiderano e ci chiedono di condividere la vita, prendendo da loro tutta la ricchezza umana, spirituale e culturale di cui sono portatori. Mi raccontava un rifugiato che un giorno è entrato in una chiesa per pregare; alcune persone presenti lo hanno visto e, pensando di fare un atto di gentilezza e accoglienza nei suoi confronti, gli hanno detto: «La Caritas parrocchiale è aperta domani mattina!». E lui, con stupore e una certa tristezza, ha risposto: «Ero venuto solo per pregare un po'». Il messaggio del Papa per la giornata di quest' anno ha come titolo: "Costruire il futuro con i migranti e i rifugiati". Costruire insieme con loro e non soltanto "per" loro; costruire il futuro di tutti noi. Le vulnerabilità delle persone non sono totalizzanti; nessuno di noi accetta di essere definito solo per una parte, un settore della propria vita. I migranti vanno inclusi come protagonisti attivi nelle nostre parrocchie e comunità. Sogno il giorno in cui i gruppi di carità, catechesi, oratorio avranno tra i loro membri persone di varie nazionalità e varie lingue; in cui gli stranieri, i migranti diventeranno soggetti attivi, operando per far cogliere al meglio le differenze culturali, agenti di mediazione linguistica, sentendo come casa le nostre parrocchie e i nostri spazi ecclesiali. Vogliamo accelerare il processo di integrazione? Vogliamo dare gambe di quotidianità alla verità liturgica celebrata che ci dice che l' unico popolo di Dio è formato dai popoli del mondo? Attingiamo dalla ricchezza della loro esperienza, perché abbiamo tanto da imparare per la nostra vita. Superiamo insieme la logica che pensa solo a fare qualcosa per loro. Ecco la grande sfida: abbandonare sempre di più il "per" e passare al "con" loro. Questa prassi, se diventa una prassi di tutti i membri della Chiesa, è l' azione profetica di cui ha bisogno il nostro tempo: tutti i popoli formano il popolo di Dio e tutti insieme siamo i costruttori del Regno di Dio in mezzo a noi! ( mons. Benoni Ambarus, vescovo ausiliare di Roma e vescovo delegato Migrantes della Conferenza Episcopale Laziale).