Primo Piano

I rifugiati iraniani in Italia: accendiamo una candela per ricordare Mahsa

30 Settembre 2022 - Roma -  Ricordare Mahsa Amini e «le altre 300 Mahsa uccise in questi 14 giorni di rivolta». È questo l’obiettivo dell’iniziativa “Una candela per Mahsa Amini”, promossa dall’Associazione rifugiati politici iraniani residenti in Italia per mostrare solidarietà ai manifestanti che protestano contro le rigide norme sul velo imposte dalla Repubblica islamica. L’invito è quello di accendere una candela sui balconi, o anche in modo “virtuale” sui social, domenica 2 ottobre alle ore 20 per «non lasciare sola la coraggiosa ribellione delle donne iraniane»

La Chiesa a servizio dello sviluppo umano: dall’ ascolto all’ impegno

30 Settembre 2022 - ​Roma - Tre sezioni principali: ascolto e dialogo, ricerca e riflessione, e comunicazione e restituzione. E dal punto di vista delle materie «tutte le questioni sociali, compresa la questione della nostra casa comune». Questi in sintesi il nuovo assetto e la nuova articolazione interna del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, così come si sono venuti a configurare in base alla Praedicate evangelium di papa Francesco, che riforma la Curia Romana, e come sono stati presentati ieri ai giornalisti dal cardinale prefetto, Michael Czerny, e da suor Alessandra Smerilli, che dello stesso Dicastero è la segretaria. «Servire e aiutare le Chiese locali a promuovere lo sviluppo umano integrale», ha detto il porporato, sarà la bussola principale. E la religiosa ha aggiunto che «il punto di partenza è l' ascolto, per comprendere le sfide e i bisogni dell' ampio spettro che la nuova Costituzione voluta da papa Francesco ci assegna». Oltre alle questioni sociali e di salvaguardia del Creato, come già detto, suor Smerilli ha citato le «questioni specifiche che non rientrano nelle caselline, e sono legate agli "eccetera"». Tra queste, ha fatto notare ancora la religiosa, l' esigenza di «accogliere subito le emergenze e dare ad esse una risposta», come è accaduto con l' istituzione della Commissione Covid-19. Il discorso si è poi concentrato sulle tre sezioni principali. La prima, ascolto e dialogo, «è un ponte con le Chiese locali e con i vari ministri che all' interno di essere promuovono lo sviluppo», ha spiegato la segretaria del Dicastero. Tutto ciò che passa in questa sezione confluisce nella seconda, ricerca e riflessione, «che cerca risposte alle sfide facendo ricorso alle discipline scientifiche correlate ad esse e alla Dottrina sociale della Chiesa». Infine, c' è la terza sezione, denominata comunicazione e restituzione, che si propone come obiettivo quello di «far diventare la ricerca e la riflessione proposte concrete, documenti da restituire alle comunità e da condividere attraverso una comunicazione fatta di ascolto». Infine, a supporto delle tre sezioni, un' area amministrativa e una segreteria, cui si affianca un gruppo di valutazione e di progettazione, «per dare dinamicità al flusso continuo che emerge dal lavoro delle tre sezioni, affinché non rimangano solo parole». Durante l' incontro con i giornalisti, ieri nella Sala Stampa della Santa Sede, non sono mancate le domande. Una ha riguardato anche l' eventuale preoccupazione per la vittoria elettorale del centrodestra date le posizioni più volte espresse in materia di migrazioni. Il cardinale Czerny ha rimandato la questione all' Italia. «Sono abbastanza sicuro che la vera risposta la debba dare la Chiesa italiana - ha esordito -. È una Chiesa che ha fatto molto per accompagnare i migranti e i rifugiati e ha sostenuto iniziative molto importanti anche nel Mediterraneo». Del resto, ha aggiunto in riferimento ai diritti dei migranti e dei rifugiati, «si tratta di diritti che hanno migliaia di anni. Quando qualcuno si trova in difficoltà in mare, si è obbligati moralmente e umanamente ad aiutarlo, e non a rendere le cose più difficili». ( M.Mu.- Avvenire)

Caritas e Migrantes: il 7 ottobre la presentazione del Rapporto Immigrazione

30 Settembre 2022 - Roma - Sarà presentato a Roma, il prossimo 7 ottobre, in via Aurelia 796, la nuova edizione del Rapporto Immigrazione redatto da Caritas Italiana e Fondazione Migrantes. Tema di quest’anno “Costruire il futuro con i migranti”. I lavori saranno aperti dal presidente della Caritas Italiana, mons. Carlo Roberto Maria Redaelli, arcivescovo di Gorizia. A presentare i dati due dei curatori del Rapporto Immigrazione, Manuela De Marco di Caritas Italiana (principali dati del Rapporto Immigrazione) e Simone M. Varisco della Fondazione Migrantes su  "L’immigrazione fra comunicazione e pastorale". Seguirà l’intervento del Ministro Patrizio Bianchi (in attesa di conferma) su “Orientamenti e prospettive dell’istruzione in tema di immigrazione” e mons. Giuseppe Baturi, arcivescovo di Cagliari e segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana su “I migranti dentro il cammino sinodale della Chiesa in Italia”. Seguirà la giornalista e scrittrice italo-siriana Asmae Dachan su “Italiani madrelingua. Il polmone verde della cultura italiana" mentre le conclusioni sono affidate a mons. Gian Carlo Perego, Presidente della Commissione Cei per le Migrazioni e della Fondazione e arcivescovo di Ferrara-Comacchio. Modererà Oliviero Forti di Caritas Italiana. ​  

Vangelo Migrante: XXVII Domenica del Tempo Ordinario- | Vangelo (Lc 17,5-10)

29 Settembre 2022 -

La prima lettura di questa domenica, ci consegna una frase molto bella per mezzo della quale, ci accostiamo alla meditazione del vangelo: il giusto vivrà per la sua fede. Iniziamo la nostra riflessione, chiedendoci se siamo pienamente consapevoli del significato della fede. Nel vivere la dimensione spirituale, si riscontra una certa confusione tra religione e fede, in quanto alcuni ritengono che le due cose siano uguali: la persona religiosa è anche un uomo e una donna di fede? Essere delle persone religiose, significa esser nati all’interno di un contesto culturale, caratterizzato da usanze e tradizioni. Sin dalla nascita ci sono stati trasmessi degli insegnamenti riguardanti anche la sfera religiosa: il segno di croce prima di andare a dormire, la domenica a Messa, per certi versi anche i sacramenti dell’iniziazione cristiana più che una maturazione di fede, per alcuni scandiscono i processi della crescita umana. Anche il vivere in società risente dell’aspetto religioso: la festa del santo patrono, le caratteristiche processioni, le pietanze che si preparano in occasione di una solennità. La religione dunque, richiama una credenza vaga, non definita, che non indica un cammino di maturazione, ma semplicemente un’educazione sociale o famigliare che è stata inculcata. Si può essere religiosi senza conoscere per bene Dio, la Sua parola e la Sua logica. La fede è tutt’altra cosa, essa pur nascendo dal contesto religioso, pretende qualcosa di più: il desiderio di conoscere Dio, istruire un rapporto personale con Lui, orientarsi continuamente a Lui, porlo alla base della nostra esistenza, nelle scelte che siamo chiamati a compiere. Entrato in questo processo prendo consapevolezza in modo progressivo di quanto sono amato, del fatto che Dio non ama in modo generale la gente o il popolo, ma si manifesta nella sua misericordia in modo specifico per ogni uomo e ogni donna: il mondo è amato poiché lo è ciascuno di noi. La fede non ha una misura quantitativa, non consiste nel dire ne ho tanta o poca, essa è semplicemente un seme, il più piccolo, che decide di farsi fecondare dal terreno misericordioso di Dio, entrando così in un processo di crescita dinamica.

Farsi fecondare per mezzo della fede aiuta ad affrontare due aspetti della vita molto importanti, che sono riportati all’interno del Vangelo di questa domenica. La fede è potente, mi aiuta a estirpare anche l’impossibile: l’albero di gelso possiede delle radici poderose, molto probabilmente ai tempi di Gesù era impossibile sradicarlo, così nella nostra vita, riteniamo irrealizzabile il liberarsi da alcuni aspetti, come un vizio o degli episodi spiacevoli, la fede è capace di estirpare tutto questo. In secondo luogo l’essere immerso nella misericordia di Dio, mi introduce nel servizio amorevole (senza utile), eliminando ogni forma di mercificazione del bene in favore del prossimo, tutto ciò si apprende dall’amore gratuito e personale di Dio. (Luca De Santis)

Card. Czerny: “l’aiuto ai migranti è un obbligo morale”

29 Settembre 2022 -
Città del Vaticano - “Quando qualcuno si trova in difficoltà in mare, si è obbligati moralmente e umanamente ad aiutarlo, e non a rendere le cose più difficili”. Così il card. Michael Czerny, prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, ha risposto alle domande dei giornalisti su una eventuale preoccupazione per la vittoria elettorale, in Italia, di una coalizione che, almeno nel programma, non fa cenno alla protezione dei migranti. “Sono abbastanza sicuro che la vera risposta la debba dare la Chiesa italiana – ha esordito il cardinale, durante una conferenza stampa in Sala stampa vaticana sul nuovo assetto del citato Dicastero alla luce della ‘Praedicate evangelium’ – che ha fatto molto per accompagnare i migranti e i rifugiati e ha sostenuto iniziative molto importanti anche nel Mediterraneo”. “Si tratta di diritti che hanno migliaia di anni”, ha ricordato Czerny a proposito dei diritti dei migranti e rifugiati. “Quando qualcuno si trova in difficoltà in mare, si è obbligati moralmente e umanamente ad aiutarlo, e non a rendere le cose più difficili”.

Comunicazioni Sociali: “Parlare col cuore: Veritatem facientes in caritate (Ef 4,15)” il tema della prossima Giornata

29 Settembre 2022 - Città del Vaticano - "Parlare col cuore: Veritatem facientes in caritate (Ef 4,15)". Questo il tema della prossima Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali che si celebrerà nel 2023. Il tema si collega idealmente a quello del 2022, “Ascoltare con l’orecchio del cuore”, e vuole - spiega una nota della sala Stampa della Santa Sede - inserirsi in particolare nel cammino che condurrà tutta la Chiesa alla celebrazione del Sinodo di ottobre 2023. Parlare con il cuore significa “rendere ragione della speranza che è in noi” (cfr 1Pt 3,14- 17) e farlo con mitezza, utilizzando il dono della comunicazione come un ponte e non come un muro. "In un tempo contraddistinto – anche nella vita ecclesiale – da polarizzazioni e dibattiti esasperati che esacerbano gli animi, siamo invitati ad andare controcorrente. Non dobbiamo - si legge nella nota - temere di affermare la verità, a volte scomoda, che trova il suo fondamento nel Vangelo ma non dobbiamo disgiungere questo annuncio da uno stile di misericordia, di sincera partecipazione alle gioie e alle sofferenze dell’uomo del nostro tempo, come ci insegna in modo sublime la pagina evangelica che narra il dialogo tra il misterioso Viandante e i discepoli di Emmaus. Oggi, nel drammatico contesto di conflitto globale che stiamo vivendo, è quanto mai necessario l’affermarsi di una comunicazione non ostile. Una comunicazione aperta al dialogo con l’altro, che favorisca un 'disarmo integrale', che si adoperi a smontare 'la psicosi bellica' che si annida nei nostri cuori, come profeticamente esortava San Giovanni XXIII, 60 anni fa nella Pacem in Terris. È uno sforzo che è richiesto a tutti, ma in particolare agli operatori della comunicazione chiamati a svolgere la propria professione come una missione per costruire un futuro più giusto, più fraterno, più umano". (R.I.)

Mci Olanda: per San Francesco celebrazione con il vescovo di Rotterdam

29 Settembre 2022 - Roma - La Missione Cattolica Italiana in Olanda festeggerà San Francesco d'Assisi, Patrono d'Italia, il prossimo 9 ottobre con una celebrazione eucaristica presso la chiesa di San Mattias, Herenweg 78 a Warmond, presieduta da mons. Van den Hende, vescovo di Rotterdam. Durante la celebrazione  19 ragazzi e ragazze della Comunità italiana riceveranno il sacramento della Cresima. Al termine della celebrazione saranno benedetti anche i catechisti che quest'anno saranno responsabili della catechesi dei giovani.

Papa Francesco: scuola e università “spazi privilegiati” di incontro e integrazione

29 Settembre 2022 - Città del Vaticano – “La scuola e l’università sono spazi privilegiati non solo di insegnamento, ma anche di incontro e integrazione”. Lo ha detto papa Francesco ricevendo in udienza i partecipanti all'Incontro sui rifugiati e i migranti promosso dalla Pontifica Università Gregoriana. “Per rispondere adeguatamente alle nuove sfide migratorie, occorre – ha detto il pontefice -  formare in modo specifico e professionale gli operatori e gli insegnanti che lavorano con i migranti e i rifugiati. Gli atenei cattolici sono chiamati a educare i propri studenti, che domani saranno amministratori, imprenditori e artefici di cultura, a una lettura attenta del fenomeno migratorio, in una prospettiva di giustizia e corresponsabilità globale e di comunione nella diversità. Vanno promossi incontri significativi con i protagonisti, in modo che docenti e studenti abbiamo l’opportunità di conoscere le storie di uomini e donne migranti, rifugiati, sfollati o delle vittime di tratta”.  Le diversità – ha detto ancora - che portano i migranti sono "una ricchezza" e il loro contributo nelle società in cui sono accolte ha "un potenziale enorme". "L'ambito della promozione sociale vede l'università come un'istituzione che interagisce con il contesto sociale in cui si trova a operare. Essa può contribuire - ha sottolineato il Papa - a identificare e indicare le basi per costruire una società interculturale, dove le diversità etniche, linguistiche e religiose siano considerate una ricchezza e non un ostacolo per il futuro comune". Il Pontefice ha ricordato che "la storia ci insegna che il contributo dei migranti e dei rifugiati è stato fondamentale per la crescita sociale ed economica delle nostre società. E lo è anche oggi. Il loro lavoro, la loro capacità di sacrificio, la loro giovinezza e il loro entusiasmo arricchiscono le comunità che li accolgono. Ma questo contributo potrebbe essere assai più grande se valorizzato e sostenuto attraverso programmi mirati. Si tratta di un potenziale enorme, pronto ad esprimersi, se solo gliene viene offerta la possibilità". Papa Bergoglio, parlando della ricerca accademica ha detto di ritenere “opportuno portare avanti ulteriori studi sul cosiddetto 'diritto a non dover emigrare'. È importante riflettere sulle cause dei flussi migratori e sulle forme di violenza che spingono a partire verso altri paesi. Mi riferisco naturalmente ai conflitti che devastano tante regioni del mondo". "Il pianeta è indebolito dall'eccessivo sfruttamento delle sue risorse e logorato da decenni di inquinamento. A causa di questo, sempre più persone sono costrette a lasciare le proprie terre, divenute inabitabili. Il mondo accademico, in particolare quello cattolico, è chiamato ad esercitare un ruolo di primo piano nel fornire risposte alle sfide ecologiche. Sulla base di dati scientifici, potete contribuire a illuminare e indirizzare le scelte dei governanti verso una cura efficace della casa comune", ha concluso. (Raffaele Iaria)

Ismu: dal 2014 quasi 25mila i migranti morti nel Mediterraneo

29 Settembre 2022 -
Milano - In occasione del prossimo 3 ottobre, Giornata della memoria e dell’accoglienza, in cui si ricorda il naufragio al largo di Lampedusa durante il quale persero la vita 368 migranti, ISMU calcola che dal 2014 al 25 settembre 2022 sono stati quasi 25mila i migranti morti e dispersi nelle acque del Mar Mediterraneo nel tentativo di raggiungere l’Europa. Il viaggio verso l’Italia si conferma il più pericoloso: è sulla rotta del Mediterraneo centrale che si registra da sempre il più elevato numero di morti e dispersi, pari a 1.088 dal 1° gennaio al 25 settembre 2022 su un totale di 1.473 su tutte le rotte del Mediterraneo, tra questi 60 erano bambini. A quasi dieci anni da quella tragedia, la Sicilia - sottolinea l'Istituto di ricerca - è ancora il principale approdo dei migranti che fuggono verso l’Europa e l’isola continua a registrare incessantemente numerosi arrivi: al 25 settembre se ne contano oltre 51mila su un totale di 69mila in Italia. In particolare l’isola di Lampedusa, da sempre località simbolo delle migrazioni, continua ad affrontare situazioni difficili con un numero di migranti accolti nell’hotspot ben oltre la capienza consentita: in alcuni giorni di luglio - quando gli sbarchi erano particolarmente consistenti - risultavano presenti 1.600 ospiti su 350 posti disponibili. Ma come ricordano i dati IOM (International Organization for Migration), i migranti morti e dispersi sono numerosi anche sulle altre rotte dell’immigrazione: a livello globale dal 1° gennaio al 25 settembre 2022 sono stati registrati 3.469 eventi fatali. Come anticipato la rotta del Mediterraneo resta la più mortale, con il 43% di tutti i migranti morti e dispersi nel mondo nei primi nove mesi del 2022. A livello globale gli eventi fatali registrano una significativa crescita nel continente americano (nel 2022 rappresentano un quarto di tutti gli eventi mondiali) e una diminuzione nel continente africano (16% nel 2022 contro il 30% nel 2020). Si segnala inoltre che, a causa principalmente della guerra in Ucraina, è in crescita la percentuale di migranti morti e dispersi sul territorio europeo (3,7% del totale nel 2022 contro il 2% nel 2020).

Italiani nel Mondo: da oggi la Consulta dei Veneti nel mondo e il Meeting dei giovani

29 Settembre 2022 -
Venezia - Il Veneto si prepara ad accogliere i lavori della Consulta dei Veneti nel mondo e il contestuale Meeting del Coordinamento dei giovani veneti e giovani oriundi veneti residenti all’estero, riuniti per la prima volta in presenza, dopo due anni di pandemia. La Consulta e il Meeting dei giovani, si svolgeranno a Treviso da oggi al al 1° ottobre 2022, con il fine di consentire l’incontro tra generazioni e contribuire a favorire il dialogo intergenerazionale, rendendo l’evento un’occasione di confronto e scambio tra i Veneti e i Veneti nel mondo. Verranno proposte, definite e valutate politiche a favore dei Veneti nel mondo. La Consulta regionale dei Veneti nel mondo è composta da ventuno persone di cui dieci arrivano da: Sud Africa, Svizzera. Argentina, Brasile, Uruguay, Canada, Venezuela e Australia, ai quali si aggiungono undici veneti che sono rappresentanti del Consiglio regionale, delle Associazioni venete di emigrazione, delle Università del Veneto, dell’Anci Veneto, delle Camere di commercio e dei rappresentanti dei Comitati delle Federazioni e delle Associazioni venete operanti a favore dei nostri corregionali all’estero. In concomitanza si svolgerà la riunione del Meeting del coordinamento giovani veneti e giovani oriundi veneti. Sono giovani che hanno un’età fra i 18 e i 39 anni ed è composta da undici rappresentanti di cui quattro veneti e sette provenienti da: Argentina, Brasile, Canada, Venezuela e Australia. La sede dei lavori della Consulta e del Meeting dei giovani è la Città di Treviso. Il programma di massima prevede per oggi l’apertura dei lavori con il saluto delle Autorità e l’intervento dell’assessore regionale alla Cultura, Identità Veneta  e Veneti nel Mondo, Cristiano Corazzari, Alla sera alle ore 21.00, la delegazione sarà ospite al concerto di benvenuto, “La mia Terra”, presso la Chiesa di San Francesco, con la Ritmico Sinfonica Young Orchestra, diretta dal Maestro Diego Basso. Il concerto è aperto alla cittadinanza. Venerdì 30 settembre la delegazione sarà a Venezia dove verrà ricevuta dal Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia a Palazzo Balbi e a seguire a Palazzo Ferro Fini sede del Consiglio regionale del Veneto. La giornata terminerà a San Pietro di Feletto (Tv) con lo spettacolo teatrale “Era tutta campagna” di Jgor Barbazza e Davide Stefanato. Sabato 1 ottobre a Treviso è prevista la chiusura dei lavori con la redazione di un documento ufficiale dei Consultori e dei Giovani partecipanti al Meeting.  Domenica 2 ottobre la delegazione sarà ospite a Verona per partecipare alla “Giornata dei Veneti nel Mondo“, nella sala Verde per conferenze della Biblioteca Capitolare di Verona.  Nel programma della Giornata è previsto, tra l’altro, il convegno “Un ponte tra culture: ricco di innovazione e solidarietà” e la consegna del Premio Eccellenze venete, riconoscimento che da alcuni anni la Regione del Veneto attribuisce ad alcuni veneti che si siano distinti nel corso dell’anno per peculiari meriti nell’ambito della cultura, della ricerca, del lavoro, o per l’impegno a favore dell’emigrazione.

Unhcr: Filippo Grandi riconfermato alla guida dell’ Agenzia Onu per i rifugiati

28 Settembre 2022 - Roma - Filippo Grandi è stato riconfermato alla guida dell' Unhcr, l' Agenzia Onu per i rifugiati. La decisione è stata presa dall' Assemblea generale dell' Onu su raccomandazione del segretario generale, previa consultazione con gli Stati membri. Grandi rimarrà in carica altri due anni e mezzo a partire dal 1° luglio 2023 e terminando il 31 dicembre 2025. Il segretario generale aveva intenzione di chiedere all' Assemblea generale di eleggere Grandi per un secondo mandato di cinque anni ma per motivi personali è stato accordato un termine più breve. Prima di diventare Alto commissario per i rifugiati, Grandi è stato impegnato nella cooperazione internazionale per oltre 30 anni, concentrandosi sui rifugiati e sul lavoro umanitario. È stato commissario generale dell' Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (Unrwa) dal 2010 al 2014 e vice commissario generale dell' organizzazione dal 2005. In precedenza era stato vice rappresentante speciale del segretario delle Nazioni Unite in Afghanistan, dopo una lunga carriera prima presso le Ong e poi presso l' Unhcr in Africa, Asia, Medio Oriente e presso la sede dell' Onu a Ginevra.

Diocesi Siena: al via accoglienza immigrati pakistani che stazionavano in città

28 Settembre 2022 -

Siena -Ha preso il via ieri sera l’accoglienza degli immigrati di nazionalità pakistana. L’iniziativa si è resa possibile grazie al protocollo d’intesa siglato dall’arcidiocesi di Siena-Colle di Val d’Elsa-Montalcino, il Comune di Siena, la Società della Salute senese e l’Arciconfraternita di Misericordia di Siena. La durata del protocollo è fissata – ad experimentum – fino al 31 ottobre 2022. Dalle 20 della sera alle 8 del mattino sono circa 20 i posti letto messi a disposizione per consentire lo stazionamento notturno dei cittadini migranti o richiedenti asilo che finora, soprattutto nelle ore notturne, si sono adattati in alcune zone della città. Agli ospiti è stato consegnato anche kit igienico sanitario con lenzuola usa e getta e biancheria. È garantita anche la presenza di medici volontari, disponibili per uno screening sanitario all’ingresso della struttura. La ricerca di una soluzione più strutturata si era resa necessaria per il registrarsi, nei mesi scorsi, di un costante afflusso in città di migranti, in particolare pakistani, che giungono a Siena per ottenere i documenti necessari dai locali uffici della Questura. E che usualmente permanevano in città in condizioni precarie, all’addiaccio, solo per pochi giorni, il tempo necessario per il disbrigo delle pratiche legate all’asilo. “Questo protocollo – spiega il card. Augusto Paolo Lojudice, arcivescovo di Siena-Colle di Val d’Elsa-Montalcino – dimostra che fare rete significa risolvere i problemi. Da soli non si va da nessuna parte e per questo credo che l’accordo siglato con il Comune, l’Arciconfraternita di Misericordia e la società della salute senesi sia un modello replicabile anche per eventuali e nuove emergenze sociali”. “Siena – commenta il sindaco Luigi De Mossi – è una città accogliente e solidale. Ma è anche una città ordinata e attenta alle ragioni del decoro urbano e più in generale della tranquillità, fattori che contribuiscono a farne uno dei territori in Italia con la più alta qualità della vita. La situazione precedente non era accettabile per la città e non era decorosa per i migranti. Con molta buona volontà e grazie a un proficuo e collaborativo dialogo, Comune, diocesi e soggetti del terzo settore hanno trovato una soluzione che rappresenta un netto e concreto miglioramento per tutti”.

Minori stranieri non accompagnati: Garlatti(Garante infanzia), “sbloccato 1 milione per rimborsi a tutori volontari”

28 Settembre 2022 -
Roma - I rimborsi per i tutori volontari di minori stranieri non accompagnati (Msna) sono realtà. Dopo la firma dei ministri dell’Interno e dell’Economia e delle finanze il decreto che li regolamenta è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale (n. 219 del 19 settembre 2022). “Finalmente, dopo le mie sollecitazioni e il lavoro svolto dal tavolo interministeriale a cui ha partecipato anche l’Autorità garante, viene sbloccato il milione di euro annuo che il Bilancio di previsione dello Stato ha previsto annualmente a sostegno di chi fa da tutore di minori stranieri senza adulti di riferimento nel nostro Paese”, commenta l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza Carla Garlatti. Il decreto regolamenta la concessione dei rimborsi ai datori di lavoro del 50% del costo dei permessi (tetto massimo 60 ore) accordati ai dipendenti per lo svolgimento di interventi o prestazioni a favore dei minori avallati dal tribunale per i minorenni. Disciplinato anche il rimborso a favore dei tutori delle spese di viaggio sostenute per adempimenti connessi con l’ufficio della tutela volontaria. Normata, infine, la possibilità di riconoscere – in circostanze straordinarie e su decisione dei tribunali per i minorenni – un’equa indennità fino a 900 euro al tutore volontario al termine di una tutela particolarmente onerosa e complessa (purché non sia iniziata nei tre mesi precedenti la maggiore età del minore). I fondi saranno erogati dalle prefetture, ai quali uffici andranno indirizzate le richieste. “I tutori – spiega la Garante – sono persone che svolgono una funzione fondamentale: sono punto di riferimento per ragazzi soli e fanno da raccordo con servizi sociali, centri di accoglienza, uffici scolastici regionali e scuole, tribunali e procure minorili. A questo impegno civico dedicano il loro tempo libero e del loro apporto, specie in questo periodo, c’è particolarmente bisogno. Non era giusto – conclude – che i tutori volontari dovessero anche sostenere, senza alcuna possibilità di rimborso, le spese legate all’esercizio di tali compiti”.

Card. Zuppi: flussi migratori, bisogno di più solidarietà europea

28 Settembre 2022 - Roma - "L’Europa è una straordinaria possibilità. Abbiamo bisogno di più Europa, di un’Europa che funzioni di più. Per esempio per ciò che riguarda i flussi immigratori. L’Europa qui non ha funzionato, ha lasciato sola l’Italia in questo campo e perciò c’è bisogno di più solidarietà europea". Lo ha detto il card. matteo Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana in una intervista pubblicata oggi dal quotidiano "Avvenire" .

Mattarella: mai perdere il legame con la lingua e cultura italiana

28 Settembre 2022 - Roma - Nell'Anno Europeo dei Giovani "si apre per voi un nuovo inizio e, grazie a questa giornata di condivisione, possiamo sentirci più vicini e uniti, parte di una stessa comunità, che attraversa Paesi, lingue e culture, nella consapevolezza che l'istruzione ci riguarda tutti, nessuno escluso. Quale che sia il futuro a cui guardate, il mio augurio è di realizzarlo senza mai perdere il legame con la lingua e cultura italiana, che state costruendo ora, a scuola, arricchendo il nostro Paese e il luogo in cui vivete di creatività e fantasia, mentre costruite il mondo di domani secondo le vostre aspirazioni e i vostri ideali". E' quanto si legge in un messaggio del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione dell'inaugurazione dell'anno scolastico delle scuole italiane all'estero. "Con grande piacere rivolgo alle studentesse e agli studenti il più intenso saluto, in occasione di questa prima cerimonia di inaugurazione dell'anno scolastico delle scuole italiane all'estero, che avvia le attività didattiche nelle 37 scuole italiane che operano nel mondo secondo il calendario boreale. Un momento d'incontro la cui portata è ampia, com'è ampia la rete che queste scuole formano in tanti luoghi del pianeta. Un augurio particolare all'Istituto Italiano Statale Comprensivo di Barcellona, che ospita l'evento odierno e che oggi inaugura, insieme al nuovo anno scolastico, la nuova sede". Per Mattarella è "un'emozione trovare raccolti virtualmente insieme studenti e studentesse di così tanti Paesi che, insieme alle loro famiglie, danno forma al loro futuro scegliendo il Sistema della Formazione Italiana nel Mondo. Dialogo, ricerca della ricchezza che si trova nella diversità, cultura quale elemento essenziale dell'identità italiana, incontro come origine di sviluppo e crescita: queste le basi - ha concluso - che orientano la vostra formazione, a confronto con il mondo contemporaneo, grazie a un modello pedagogico ed educativo inclusivo, ispirato ai valori della Costituzione". (Raffaele Iaria)

Dopo il voto, il cardinale Zuppi ad Avvenire: ora servono tante idee e poca ideologia

28 Settembre 2022 -
Roma - Cardinale Matteo Zuppi, dopo il voto esultano i vincitori, ma c’è anche chi ha detto che - visto il risultato elettorale - il 25 settembre è stato un brutto giorno per l’Italia. Qual è il suo pensiero al riguardo? «Quando gli italiani scelgono il loro futuro non è mai un brutto giorno. È sempre l’esercizio della democrazia. E noi dobbiamo credere alla forza e alla bellezza della democrazia e ascoltare le domande che questo voto contiene, in un momento così importante per tutti». È pronta la risposta dell’arcivescovo di Bologna e presidente della Cei. Senza esitazioni. Intorno c’è la "sua" Trastevere. Qui il porporato è stato prima viceparroco e poi parroco per quasi trent’anni. E qui dà appuntamento ad Avvenire, per la prima intervista dopo le elezioni. Il clima è informale, come è nel suo stile, seduto al tavolino di un caffè, mentre la gente del quartiere passa, lo riconosce e lo saluta: "Bentornato, don Matteo. È sempre un piacere vederti qui". Ma il dialogo è a 360 gradi, su tutti i temi dell’attualità. Dunque, eminenza, nessun allarmismo preventivo, pare di comprendere...Gli italiani hanno esercitato il loro diritto e il loro dovere. Quindi ci si interroghi su che cosa l’espressione del voto chiede - ed è una domanda che dobbiamo farci tutti, anche la Chiesa - e si guardi con responsabilità al nostro futuro, come del resto è scritto nella nota pubblicata oggi (ieri per chi legge, ndr). Servono tante idee e poca ideologia. Nella nota si afferma tra l’altro che la Chiesa «continuerà a indicare, con severità se occorre, il bene comune e non l’interesse personale, la difesa dei diritti inviolabili della persona e della comunità». Ma certe posizioni della coalizione vincitrice non sempre sono in linea con la Dottrina sociale. Come si immagina il dialogo con queste forze politiche? Come sempre. Sarà un dialogo che avrà sempre al centro la bellissima Dottrina sociale della Chiesa, che ha tanto da dire oggi nelle sfide cui dobbiamo far fronte. E ciò significa la difesa della persona, la difesa dei diritti individuali e dei diritti della comunità, come è scritto nella nota. Lei conosce personalmente Giorgia Meloni? Sì, la conosco. E che cosa si sente di dire alla presidente di Fdi che potrebbe diventare il primo premier donna d’Italia? Che ha una grande responsabilità e tante attese. E che deve dare - come chiunque sia chiamato a rivestire quel ruolo - dignità alla politica e quindi saper affrontare nella maniera più alta le grandi sfide che ci attendono, nella difesa dell’interesse nazionale ed europeo, che è poi la vera domanda dell’elettorato. Forse anche l’astensionismo, sintomo di un disagio che non può essere archiviato con superficialità e che deve invece essere ascoltato, alla fine è una richiesta, sia pure in negativo, di una politica che torni a essere attraente e sappia trovare le risposte. È un momento difficile, ma anche straordinariamente importante per mantenere le radici del nostro Paese, della Costituzione, e per guardare avanti con una visione non piccola e miope, ma lungimirante. A proposito di Costituzione, lei che alla Carta fondamentale ha dedicato un libro, che cosa pensa dell’ipotesi di cambiarla, come è scritto nel programma della nuova maggioranza parlamentare? Sappiamo che ci sono i meccanismi per cambiare la lettera della Costituzione. Ma ciò che non dobbiamo cambiare è lo spirito e la visione che animarono i padri costituenti, spirito alto di grande idealità e di grande convergenza comune, nato dall’esperienza della mancanza di libertà del fascismo e degli anni terribili della guerra. Ma in uno scenario politico in cui, in fin dei conti, tutte le forze politiche sono minoranza (anche quelle che per effetto della legge elettorale sono maggioranza in Parlamento), che cosa può unire gli italiani? Le sfide. Come disse il premier Draghi al Meeting di Rimini, l’Italia è stata grande quando non si è pensata da sola. Abbiamo l’Europa, con i suoi limiti ma anche con la straordinaria eredità che rappresenta. Dunque dobbiamo cercare di radicarci sempre più in Europa e guardare con responsabilità al nostro futuro. Prima del voto, si è parlato molto di un’agenda Draghi per affrontare i problemi più urgenti del Paese. Nella nota post elettorale lei, a nome dei vescovi, li ha elencati. Possiamo dunque parlare di un’agenda della Chiesa italiana? No, ma la Chiesa fa sue le sofferenze e le aspirazioni della popolazione. E non soltanto dei nostri fedeli. Cerchiamo di avere sempre un orizzonte largo. La vera agenda è questa. E l’altra agenda è l’amore politico. La Fratelli tutti di papa Francesco contiene una visione alta, che il documento consegna a tutti e anche alla politica italiana. L’amore politico ci libera dalla distorsione delle ideologie e ci restituisce il valore più nobile che è quello di cercare ciò che unisce e di risolvere quello che divide. All’estero i primi commenti ai risultati elettorali non sono stati entusiastici. Il rapporto con l’Ue e la politica estera saranno fra i banchi di prova del prossimo governo? Di questo come di ogni governo. L’Italia ha un dovere che viene dalla geografia. È la radice dell’Europa e del Mediterraneo. E quindi non può non avere una politica europea e mediterranea. L’Europa inoltre è una straordinaria possibilità. Abbiamo bisogno di più Europa, di un’Europa che funzioni di più. Per esempio per ciò che riguarda i flussi immigratori. L’Europa qui non ha funzionato, ha lasciato sola l’Italia in questo campo e perciò c’è bisogno di più solidarietà europea. E per la guerra in Ucraina quale deve essere il ruolo del nostro Paese, dato il nostro inserimento nella Nato? La nostra è la storia di un Paese che ha saputo essere cerniera tra i diversi mondi. Non dobbiamo dimenticare questo ruolo. E questo richiede tanta identità italiana e anche tanta capacità di dialogo. È il ruolo naturale dell’Italia e dell’Ue, ma credo che per la pace tutti dobbiamo fare molto di più. La guerra è un abominio e non dobbiamo mai abituarci all’intossicazione di odio da cui è prodotta e che produce. Non dobbiamo aspettare l’atomica per muoverci. Ecco perché dicevo che serve un’Europa più forte, anche con aspetti come il fisco, la politica estera comune e un esercito europeo. La rappresentanza dei cattolici in Parlamento sembra essersi ulteriormente assottigliata. Dopo la fine del partito unico, questa presenza è avviata verso l’irrilevanza? Spero proprio di no. Soprattutto il vero banco di prova saranno i problemi del Paese, da affrontare con quel surplus di consapevolezza e di amore che viene dalla Dottrina sociale della Chiesa. E poi c’è anche il ruolo del Terzo settore, per tradurre in cultura politica, quindi in visione e capacità di comprendere i problemi, la vicinanza al prossimo. Certamente dobbiamo fare di più. Ma i vescovi hanno una loro strategia al riguardo o tutto è demandato all’iniziativa dei laici? Certamente è demandato all’iniziativa dei laici. Ma i vescovi, insieme ai laici (questo fa parte anche del cammino sinodale in atto), cercheranno di capire le domande e di tradurre in cultura e in scelte concrete la grande solidarietà laica cristiana, che è uno dei tesori maggiori della nostra realtà, per combattere il grande e pericoloso virus dell’individualismo. Lei è reduce dal Congresso Eucaristico di Matera, dove ha detto che si è pregato anche per il bene del Paese. Che cosa ha da offrire una "Chiesa eucaristica", secondo la definizione del Papa, al futuro dell’Italia? Tanta speranza e tanta attenzione ai più fragili. La fragilità che diventa forza come abbiamo constatato durante il Covid, quando abbiamo capito che non possiamo salvarci da soli, ma che abbiamo bisogno della vera forza che è l’amore. Anche in politica. Questo vale anche per il rapporto tra maggioranza e opposizione? Anche. La dialettica sia severa e forte, ma esca dalle derive ideologiche che paralizzano, che complicano inutilmente le cose semplici e che risultano anche incomprensibili alla gente, generando l’astensionismo. L’appello dei vescovi è a evitare queste dinamiche deleterie e a essere tutti protagonisti del futuro. Non ci si può accontentare di risolvere i problemi della pancia, ma bisogna saper guardare oltre, perché senza questo sguardo non si risolvono neanche i problemi della pancia. Lei a Matera ha ringraziato il Papa per la sua presenza e l’ha definita «una grazia». Eppure, per alcuni, quasi dieci anni di pontificato non sarebbero bastati alla Chiesa italiana per trovare una sintonia piena con il Pontefice. Come risponde? La sintonia è profonda. Il Papa riesce ad arrivare a tantissime persone, tocca il cuore, riscalda, fa sentire amati, fa sentire la Chiesa vicina alla gente, una Chiesa che ti ascolta, che si appassiona al tuo problema. Il Papa ha una grande visione pastorale e annuncia nella lingua e con le categorie di oggi le verità di sempre. Oltre tutto ci aiuta a capire che il sociale e lo spirituale sono intimamente uniti. E guai a dividerli. Il Congresso ha segnato una tappa del cammino sinodale. Che tipo di tappa è stata? Fondamentale. Perché il cammino sinodale vuol dire andare dietro a Gesù. Siamo sinodali non perché troviamo i meccanismi e le formule rappresentative. Siamo sinodali se siamo dietro a Gesù. La prima sinodalità è ascoltare e seguire il suo invito. E in questo modo troveremo anche le risposte necessarie e attese dai preti, dalle comunità e dai laici per affrontare e risolvere i problemi che oggettivamente aspettano una risposta. Se invece pieghiamo il cammino sinodale all’esame dei problemi interni, esso rischia di diventare sterile. Fra i problemi, molto si è parlato nei mesi scorsi della questione degli abusi. A che punto è il lavoro degli organismi preposti alla protezione dei minori? Stiamo continuando con rigore la lotta contro gli abusi. E saremo attenti a rispettare gli impegni presi. Ma in definitiva, qual è lo stato di salute della Chiesa italiana? Una Chiesa ancora viva, con tanta riserva di gratuità, con ancora tanta voglia di comunità. Non dobbiamo perdere questa opportunità del Sinodo, che giunge a sessant’anni dal Concilio. Dobbiamo rivivere, come disse Benedetto XVI al cinquantesimo anniversario, quella sobria ebbrezza del Vaticano II, soprattutto costruendo comunità. (Mimmo Muolo)
Il cardinale Zuppi, presidente della CeiFoto Ansa

Treviso: oggi il report ‘Presenze necessarie’ sui cittadini stranieri in provincia

28 Settembre 2022 - Treviso - Verrà presentato nella serata di oggi, 28 settembre, 'Presenze necessarie. 18° report sui cittadini stranieri in provincia di Treviso'. La ricerca sarà illustrata dagli estensori della ricerca e dagli enti promotori nel corso di un incontro (ore 20.30, sala auditorium della scuola media Stefanini di Treviso) organizzato da Caritas Tarvisina, Cisl Belluno-Treviso, Cooperativa La esse scs, Una casa per l' uomo - società cooperativa sociale, Ufficio pastorale diocesano Migrazioni-Migrantes Treviso. Interverranno Giorgio Santini, presidente dell' Associazione veneta per lo sviluppo sostenibile (Asvess), Marco Berdusco della coop. Una casa per l' uomo e redattore del report, Laura Mulas di Veneto Lavoro e redattrice del report, don Bruno Baratto, direttore di Migrantes Treviso, membro del comitato promotore e redattore del report. Previsti il dibattito in sala e il collegamento streaming (su 2022.festivalsvilupposostenibile.it ). 'Il report - si legge in una nota - è strumento riconosciuto a livello locale (l' unico in Provincia) circa l' aggiornamento annuale sulla presenza di cittadini stranieri. Si compone di varie parti: demografia, inserimento scolastico, acquisizione di cittadinanza, dinamiche occupazionali, richiedenti asilo e rifugiati. I promotori contribuiscono con un commento proprio che indichi gli appelli emergenti dal territorio su tali tematiche'. 'Le finalità', viene sottolineato, sono quelli di 'rendere consapevole il pubblico delle dimensioni reali del fenomeno e articolarne alcune dinamiche a livello territoriale, situandole nel contesto attuale' oltre a 'contestualizzare la realtà della migrazione, anche a livello locale, nel più ampio quadro di uno sviluppo sostenibile'.

Migrantes Salerno-Campagna-Acerno: oggi la presentazione della Festa dei Popoli

28 Settembre 2022 - Salerno - Questa mattina alle 10,30 presso la sala della giunta del Comune di Salerno si terrà la presentazione della 𝐗𝐈𝐈𝐈 𝐞𝐝𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐅𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐢 𝐏𝐨𝐩𝐨𝐥𝐢 𝟐𝟎𝟐𝟐 che si terrà 𝐃𝐨𝐦𝐞𝐧𝐢𝐜𝐚 𝟐 𝐨𝐭𝐭𝐨𝐛𝐫𝐞, 𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐢𝐫𝐞 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐨𝐫𝐞 𝟏𝟔:𝟎𝟎 𝐚 𝐒𝐚𝐥𝐞𝐫𝐧𝐨 𝐢𝐧 𝐏𝐢𝐚𝐳𝐳𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐂𝐨𝐧𝐜𝐨𝐫𝐝𝐢𝐚. La manifestazione è promossa dalla diocesi 𝒅𝒊 𝑺𝒂𝒍𝒆𝒓𝒏𝒐 – 𝑪𝒂𝒎𝒑𝒂𝒈𝒏𝒂 – 𝑨𝒄𝒆𝒓𝒏𝒐, attraverso gli uffici diocesani Migrantes, Centro Missionario e Caritas, in collaborazione con i Missionari Saveriani, e patrocinata dal Comune di Salerno in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche Sociale ed all’Istruzione, e che vede impegnati nell’organizzazione rappresentanti delle comunità straniere presenti nel territorio di Salerno e provincia: dall’Europa, 𝑮𝒆𝒐𝒓𝒈𝒊𝒂, 𝑰𝒕𝒂𝒍𝒊𝒂, 𝑷𝒐𝒍𝒐𝒏𝒊𝒂, 𝑹𝒐𝒎𝒂𝒏𝒊𝒂 𝒆 𝑼𝒄𝒓𝒂𝒊𝒏𝒂; dall’Africa, 𝑴𝒂𝒓𝒐𝒄𝒄𝒐, 𝑬𝒈𝒊𝒕𝒕𝒐, 𝑵𝒊𝒈𝒆𝒓𝒊𝒂, 𝑻𝒖𝒏𝒊𝒔𝒊𝒂, 𝑪𝒐𝒔𝒕𝒂 𝑫’𝑨𝒗𝒐𝒓𝒊𝒐, 𝑪𝒂𝒎𝒆𝒓𝒖𝒏; dall’Asia 𝑭𝒊𝒍𝒊𝒑𝒑𝒊𝒏𝒆, 𝑰𝒏𝒅𝒊𝒂, 𝑻𝒉𝒂𝒊𝒍𝒂𝒏𝒅𝒊𝒂, 𝑰𝒏𝒅𝒐𝒏𝒆𝒔𝒊𝒂; dall’America Latina, 𝑷𝒆𝒓𝒖̀, 𝑬𝒍 𝑺𝒂𝒍𝒗𝒂𝒅𝒐𝒓 𝒆 𝑽𝒆𝒏𝒆𝒛𝒖𝒆𝒍𝒂 𝒆 𝑩𝒓𝒂𝒔𝒊𝒍𝒆 tutte pronte a presentare le proprie tradizioni culturali.  

Cei: eletti siano al servizio di tutti, specie degli ultimi

27 Settembre 2022 -
Roma - Pubblichiamo il testo della dichiarazione del Cardinale Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della CEI, dopo le elezioni politiche di domenica 25 settembre 2022:
“L’Italia ha bisogno dell’impegno di ciascuno, di responsabilità e di partecipazione”. Nell’appello del Consiglio Episcopale Permanente, diffuso alla vigilia delle elezioni, abbiamo sottolineato quanto sia importante essere partecipi del futuro del Paese. Purtroppo, dobbiamo registrare con preoccupazione il crescente astensionismo, che ha caratterizzato questa tornata elettorale, raggiungendo livelli mai visti in passato. È il sintomo di un disagio che non può essere archiviato con superficialità e che deve invece essere ascoltato. Per questo, rinnoviamo con ancora maggiore convinzione l’invito a “essere protagonisti del futuro”, nella consapevolezza che sia necessario ricostruire un tessuto di relazioni umane, di cui anche la politica non può fare a meno. Agli eletti chiediamo di svolgere il loro mandato come “un’alta responsabilità”, al servizio di tutti, a cominciare dai più deboli e meno garantiti. Come abbiamo ricordato nell’appello, “l’agenda dei problemi del nostro Paese è fitta: le povertà in aumento costante e preoccupante, l’inverno demografico, la protezione degli anziani, i divari tra i territori, la transizione ecologica e la crisi energetica, la difesa dei posti di lavoro, soprattutto per i giovani, l’accoglienza, la tutela, la promozione e l’integrazione dei migranti, il superamento delle lungaggini burocratiche, le riforme dell’espressione democratica dello Stato e della legge elettorale”. Sono alcune delle sfide che il Paese è chiamato ad affrontare fin da subito. Senza dimenticare che la guerra in corso e le sue pesanti conseguenze richiedono un impegno di tutti e in piena sintonia con l’Europa. La Chiesa, come già ribadito, “continuerà a indicare, con severità se occorre, il bene comune e non l’interesse personale, la difesa dei diritti inviolabili della persona e della comunità”. Da parte sua, nel rispetto delle dinamiche democratiche e nella distinzione dei ruoli, non farà mancare il proprio contributo per la promozione di una società più giusta e inclusiva.