Primo Piano
La Chiesa a servizio dello sviluppo umano: dall’ ascolto all’ impegno
Caritas e Migrantes: il 7 ottobre la presentazione del Rapporto Immigrazione
Vangelo Migrante: XXVII Domenica del Tempo Ordinario- | Vangelo (Lc 17,5-10)
La prima lettura di questa domenica, ci consegna una frase molto bella per mezzo della quale, ci accostiamo alla meditazione del vangelo: il giusto vivrà per la sua fede. Iniziamo la nostra riflessione, chiedendoci se siamo pienamente consapevoli del significato della fede. Nel vivere la dimensione spirituale, si riscontra una certa confusione tra religione e fede, in quanto alcuni ritengono che le due cose siano uguali: la persona religiosa è anche un uomo e una donna di fede? Essere delle persone religiose, significa esser nati all’interno di un contesto culturale, caratterizzato da usanze e tradizioni. Sin dalla nascita ci sono stati trasmessi degli insegnamenti riguardanti anche la sfera religiosa: il segno di croce prima di andare a dormire, la domenica a Messa, per certi versi anche i sacramenti dell’iniziazione cristiana più che una maturazione di fede, per alcuni scandiscono i processi della crescita umana. Anche il vivere in società risente dell’aspetto religioso: la festa del santo patrono, le caratteristiche processioni, le pietanze che si preparano in occasione di una solennità. La religione dunque, richiama una credenza vaga, non definita, che non indica un cammino di maturazione, ma semplicemente un’educazione sociale o famigliare che è stata inculcata. Si può essere religiosi senza conoscere per bene Dio, la Sua parola e la Sua logica. La fede è tutt’altra cosa, essa pur nascendo dal contesto religioso, pretende qualcosa di più: il desiderio di conoscere Dio, istruire un rapporto personale con Lui, orientarsi continuamente a Lui, porlo alla base della nostra esistenza, nelle scelte che siamo chiamati a compiere. Entrato in questo processo prendo consapevolezza in modo progressivo di quanto sono amato, del fatto che Dio non ama in modo generale la gente o il popolo, ma si manifesta nella sua misericordia in modo specifico per ogni uomo e ogni donna: il mondo è amato poiché lo è ciascuno di noi. La fede non ha una misura quantitativa, non consiste nel dire ne ho tanta o poca, essa è semplicemente un seme, il più piccolo, che decide di farsi fecondare dal terreno misericordioso di Dio, entrando così in un processo di crescita dinamica.
Card. Czerny: “l’aiuto ai migranti è un obbligo morale”
Comunicazioni Sociali: “Parlare col cuore: Veritatem facientes in caritate (Ef 4,15)” il tema della prossima Giornata
Mci Olanda: per San Francesco celebrazione con il vescovo di Rotterdam
Papa Francesco: scuola e università “spazi privilegiati” di incontro e integrazione
Ismu: dal 2014 quasi 25mila i migranti morti nel Mediterraneo
Italiani nel Mondo: da oggi la Consulta dei Veneti nel mondo e il Meeting dei giovani
Unhcr: Filippo Grandi riconfermato alla guida dell’ Agenzia Onu per i rifugiati
Diocesi Siena: al via accoglienza immigrati pakistani che stazionavano in città
Siena -Ha preso il via ieri sera l’accoglienza degli immigrati di nazionalità pakistana. L’iniziativa si è resa possibile grazie al protocollo d’intesa siglato dall’arcidiocesi di Siena-Colle di Val d’Elsa-Montalcino, il Comune di Siena, la Società della Salute senese e l’Arciconfraternita di Misericordia di Siena. La durata del protocollo è fissata – ad experimentum – fino al 31 ottobre 2022. Dalle 20 della sera alle 8 del mattino sono circa 20 i posti letto messi a disposizione per consentire lo stazionamento notturno dei cittadini migranti o richiedenti asilo che finora, soprattutto nelle ore notturne, si sono adattati in alcune zone della città. Agli ospiti è stato consegnato anche kit igienico sanitario con lenzuola usa e getta e biancheria. È garantita anche la presenza di medici volontari, disponibili per uno screening sanitario all’ingresso della struttura. La ricerca di una soluzione più strutturata si era resa necessaria per il registrarsi, nei mesi scorsi, di un costante afflusso in città di migranti, in particolare pakistani, che giungono a Siena per ottenere i documenti necessari dai locali uffici della Questura. E che usualmente permanevano in città in condizioni precarie, all’addiaccio, solo per pochi giorni, il tempo necessario per il disbrigo delle pratiche legate all’asilo. “Questo protocollo – spiega il card. Augusto Paolo Lojudice, arcivescovo di Siena-Colle di Val d’Elsa-Montalcino – dimostra che fare rete significa risolvere i problemi. Da soli non si va da nessuna parte e per questo credo che l’accordo siglato con il Comune, l’Arciconfraternita di Misericordia e la società della salute senesi sia un modello replicabile anche per eventuali e nuove emergenze sociali”. “Siena – commenta il sindaco Luigi De Mossi – è una città accogliente e solidale. Ma è anche una città ordinata e attenta alle ragioni del decoro urbano e più in generale della tranquillità, fattori che contribuiscono a farne uno dei territori in Italia con la più alta qualità della vita. La situazione precedente non era accettabile per la città e non era decorosa per i migranti. Con molta buona volontà e grazie a un proficuo e collaborativo dialogo, Comune, diocesi e soggetti del terzo settore hanno trovato una soluzione che rappresenta un netto e concreto miglioramento per tutti”.
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Dopo il voto, il cardinale Zuppi ad Avvenire: ora servono tante idee e poca ideologia
Foto Ansa