Primo Piano

Vangelo Migrante: IV domenica del tempo ordinario | Vangelo (Mt 5,1-12)

26 Gennaio 2023 - Chi non vuol essere felice? Nel Vangelo di questa domenica Gesù ci offre addirittura la beatitudine, un di più di felicità. A prima vista per come è strutturato il testo, l’attenzione può essere rapita da quelle condizioni di vita che umanamente non sono proprio un vantaggio o non sono la condizione accettata dai più: beati quelli che sono poveri in spirito, nel pianto, i miti, quelli che hanno fame e sete della giustizia, i puri di cuore, i misericordiosi, gli operatori di pace, i perseguitati per la giustizia, gli insultati, i perseguitati e i calunniati. Sembra di assistere ad una benedizione delle sventure! Non è così! Il testo annuncia la beatitudine partendo, sì, da una condizione di vita ma si allunga dicendo anche ‘perché’. Il punto di partenza non è tutto; il tutto viene annunciato nello snodo del ‘perché’: perché di essi è il regno dei cieli, perché saranno consolati; perché avranno in eredità la terra; perché saranno saziati; perché troveranno misericordia; perché vedranno Dio; perché saranno chiamati figli di Dio; perché di essi è il regno dei cieli, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Accolte così, le beatitudini diventano una provocazione perché costituiscono una domanda diretta e profonda: ti interessa il regno dei cieli, ti interessa vedere Dio, di essere consolato, di avere quella pienezza e sazietà di vita che solo Dio può dare e nessun altro può togliere? Non è una sfida. È l’offerta più alta che sia mai stata fatta al cuore dell’uomo. Gandhi diceva che queste sono “le parole più alte del pensiero umano”. Chi non ha mai vissuto una di quelle condizioni ‘svantaggiose’? Ne siamo venuti fuori? Può darsi; ma, ahinoi, mai per sempre e mai per tutti. Al posto della lotta continua, comunque faticosa e sempre ìmpari, Gesù offre la pienezza di Dio e del Suo Regno disponibile per tutti gli uomini. Non è utopia o nostalgia di un mondo fatto di bontà, sincerità, giustizia e non violenza ma è un tutt’altro modo di essere uomini. Gesù pronuncia queste parole su una montagna, circondato dalla folla e dai suoi discepoli. In quella circostanza insegnerà anche il Padre nostro. Egli è il nuovo Mosè che promulga la legge della nuova alleanza. Per accoglierla è necessario ‘emigrare’, uscire, salire, per poterlo ascoltare e diventare davvero Suoi discepoli. Nelle Beatitudini c’è un’attrazione perchè si avvertono come difficili eppure suonano amiche e necessarie per il cuore dell’uomo. Amiche perché non stabiliscono nuovi comandamenti, ma propongono la bella notizia che Dio regala vita a chi produce amore, necessarie perché quando uno si fa carico della felicità di qualcuno il Padre si fa carico della sua. (p. Gaetano Saracino)

Buttate le coperte per i rifugiati al porto di Ancona

26 Gennaio 2023 - Ancona - Persone non identificate avrebbero buttato via coperte, vestiti e giacconi a giovani rifugiati politici somali che dormono al porto di Ancona «in mancanza di un posto migliore» e che avevano ricevuto indumenti e altri generi di conforto qualche giorno prima dai cittadini e dalle associazioni di volontariato per affrontare il freddo di queste notti. La denuncia arriva da Roberto Mancini e Paola Petrucci, coordinatori di Dipende da Noi, il movimento di impegno civile marchigiano. Che ora mette nel mirino anche chi, tra i mezzi di informazione, «colpevolizza gli ultimi e i senza dimora additandoli come i responsabili della perdita del decoro urbano». L'episodio sarebbe avvenuto martedì. L'associazione ha chiesto al Comune di mobilitarsi per «attivare efficaci canali di solidarietà» per le persone più bisognose.

Cei: il fenomeno migratorio va compreso e trattato con responsabilità e umanesimo

25 Gennaio 2023 - Roma - "Nel guardare alla situazione del Paese, accanto agli aspetti positivi di alcuni recenti provvedimenti legislativi", i vescovi hanno evidenziato "la persistenza di vecchie e nuove povertà". Riprendendo le parole del card. Matteo Zuppi, presidente della Cei, i presuli dle Consiglio Permanente hanno sottolineato che "il fenomeno migratorio va compreso e trattato con responsabilità e umanesimo perché è una realtà del nostro mondo globale, da non gestire con paura e come un’emergenza, ma come un’opportunità". E' quanto si legge nel comunicato finale dei lavori del Consiglio Permanente della Cei  che si è concluso oggi a Roma. I vescovi, durente i lavori iniziati luned' pomeriggio,  hanno rilevato che occorre rispondere alle istanze del tempo presente con creatività e con un impegno rinnovato di presenza nella società, senza paura di esprimersi, ma mostrando unità e favorendo la discussione sui temi cruciali per la vita delle persone, ispirati unicamente dal Vangelo. In quest’ottica, il Consiglio Permanente - spiega il comunicato - ha puntato l’attenzione su alcune sfide che il Paese è chiamato ad affrontare, a beneficio di tutti: le domande di senso, la sanità, la scuola, il Pnrr, la povertà e il fenomeno migratorio. "Consapevoli della necessità di un maggiore coinvolgimento del popolo di Dio nella Chiesa e nella società" i presuli hanno evidenziato "l’importanza del Cammino sinodale che dal prossimo settembre entrerà nella 'fase sapienziale'", su cui si focalizzerà la 77a Assemblea Generale (Roma, 22-25 maggio 2023). Allo stesso tempo, per favorire il confronto sulle nuove forme di partecipazione e la costruzione di alleanze, il Consiglio Permanente ha scelto di dedicare la 50a Settimana Sociale dei Cattolici in Italia al tema “Al cuore della democrazia”. L’iniziativa si svolgerà dal 3 al 7 luglio 2024 a Trieste. In un’ottica di prossimità alle periferie, i vescovi hanno rinnovato "l’incoraggiamento a promuovere e a sensibilizzare l’attenzione verso il mondo delle carceri e hanno approvato il progetto di rilancio del Progetto Policoro, nato dall’intuizione di don Mario Operti, per accompagnare i giovani ad assumersi responsabilità in campo sociale e lavorativo". (Raffaele Iaria)

Eurostat: domande di asilo in aumento

25 Gennaio 2023 -
Roma - Nell’ottobre 2022 le domande di asilo di chi ne fa richiesta per la prima volta sono aumentate del 10% in Europa. Lo comunica Eurostat in una pubblicazione odierna. Lo scorso ottobre 99.175 richiedenti asilo per la prima volta hanno fatto domanda di protezione internazionale negli Stati membri dell’Ue: 8.630 persone in più rispetto al mese precedente, con un aumento del 10%. Rispetto all’ottobre 2021 (59.870), si è registrato un aumento del 66% del numero totale di richieste, mentre è diminuito il numero totale dei richiedenti successivi (persone che hanno ripresentato domanda di asilo dopo che è già stata presa una decisione su una richiesta precedente). Nell’ottobre 2022, i richiedenti successivi erano 6.380 con una diminuzione del 3% (-185 richiedenti successivi) rispetto a settembre 2022. Confrontando il dato con ottobre 2021, si è registrato un calo del 5%.

La sorgente della comunicazione

25 Gennaio 2023 - Roma - Non si può cogliere il significato pieno del Messaggio di Papa Francesco per la 57ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali prescindendo dai testi che lo hanno preceduto nelle ultime due edizioni. Ciò viene chiarito, sin dalle prime battute, dallo stesso Francesco, quando ricorda i verbi che hanno accompagnato la riflessione nel 2021 (“andare e vedere”) e nel 2022 (“ascoltare”) per arrivare adesso al “parlare”. È il culmine del processo comunicativo in cui ogni singola azione rappresenta una spinta e una motivazione nella circolarità che ne è alla radice. Non basta mettersi in movimento, se non si ha la disponibilità ad ascoltare veramente prima di esprimersi con la parola. Nel “cambiamento di epoca” che stiamo vivendo, favorito anche dai media, la grande sfida sta nel ripartire proprio dalle fondamenta. Ogni azione comunicativa ha in sé una dinamicità propria che si esprime nello spazio e nel tempo, connettendo storie, tessendo trame di comprensione, aumentando conoscenze, rafforzando legami… Il punto di riferimento è sempre la persona che, nella comunicazione, è coinvolta in modo profondo. Per questo, la sorgente non può che essere il cuore. Si comunica in modo pieno solo quando si realizza fino in fondo la donazione di sé nell’amore, “secondo verità nella carità” (Ef 4,15). In questo senso, si passa da una comunicazione statica e formale ad una comunicazione dinamica e di contenuto, intesa cioè come rapporto di comunione e di dono reciproco. Ben consci che ogni forma di manipolazione agisce subdolamente in contraddizione a questi principi. In concreto, la comunicazione può essere strumentalizzata ed essere antitetica alla comunione, tendendo alla chiusura, alla divisione, alla contrapposizione, alla conflittualità. Insomma, una contraddizione in termini. Questa, ricorda il Papa nel messaggio, “è responsabilità di ciascuno”, quasi a sottolineare che nell’ambiente digitale tutti possono e devono essere protagonisti di “una comunicazione aperta e accogliente”. (Vincenzo Corrado)

“Costruttori di ponti 7”: lunedì il Seminario Nazionale dedicato all’educazione civica, alla cittadinanza e alle nuove generazioni

25 Gennaio 2023 - Ferrara - Lunedì 30 gennaio 2023 a Ferrara, nell’Aula Magna del Dipartimento di Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Ferrara, in Corso Ercole I d’Este, 37, dalle ore 14,30 alle ore 18,30, si terrà il Seminario Nazionale Costruttori di ponti 7, dedicato quest’anno a “Educazione civica, cittadinanza e nuove generazioni. Esercitare i diritti e rispettare i doveri della società di cui si fa parte”. Il Seminario è organizzato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, dalla Fondazione Migrantes e dall’Istituto Alcide Cervi, in collaborazione con il Festival della Migrazione e con l’Università degli Studi di Ferrara e si inserisce nelle iniziative. L’iniziativa è aperta a tutti ed è particolarmente rivolta a educatori, docenti e a coloro che lavorano nell’ambito della formazione e del sociale. Il seminario è visibile anche in live streaming sul canale YouTube del Festival della Migrazione. Focus del Seminario sono i giovani e il diritto alla cittadinanza, in un quadro di inclusione e di uguaglianza che deve attuarsi a partire dalla scuola, primo luogo dove i ragazzi crescono e si confrontano. Questi principi sono stati ribaditi nel testo “Orientamenti interculturali. Idee e proposte per l’integrazione di alunni e alunne provenienti da contesti migratori”, pubblicato nel marzo del 2022 dal Ministero dell’Istruzione: «Con il termine “cittadinanza” si vuole indicare infatti non solo lo status formale di cittadino, ma anche la capacità di sentirsi cittadini attivi, in grado di esercitare i diritti e di rispettare i doveri della società di cui si fa parte. La scuola è il primo luogo di cittadinanza appresa e vissuta». Dopo una breve apertura musicale, a cura della musicista e insegnante ucraina Liubov Kardash, il programma del seminario prevede  saluti introduttivi di Evelina Lamma, Prorettrice Vicaria Università di Ferrara; Bruno Di Palma, Vicedirettore Ufficio Scolastico Regionale per l'Emilia-Romagna e Serena Forlati, Direttrice Dipartimento di Giurisprudenza, Università di Ferrara; Tamara Zappaterra, Prorettrice alla Diversità, Equità e Inclusione, Università di Ferrara; Mons. Gian Carlo Perego, arcivescovo di Ferrara-Comacchio e Presidente della Fondazione Migrantes e Albertina Soliani, Presidente Istituto Alcide Cervi. Seguiranno gli interventi di Laura Lepore, coordinatrice Ufficio alunni stranieri, Comune di Ferrara, con Hafsa Boumhi, volontaria del Servizio civile regionale e Aseel Al-Kharabsheh, mentore; Cinzia Conti, ISTAT; Italo Fiorin, Università Lumsa di Roma, Osservatorio intercultura, Ministero dell’Istruzione e del Merito; Alessandra Annoni, docente di diritto internazionale, Università di Ferrara; Anna Bazzanini, dirigente Istituto Comprensivo “C. Govoni”, Ferrara e Lia Bazzanini, dirigente Liceo "G. Carducci", Ferrara; Fabio Pezzi, Istituto Professionale “Filippo Re”, Reggio Emilia; Giulia Martini, Carlotta Mancini, Servizio Immigrazione, Comune di Prato con Umar Iqbal Muhammad, studente. Conclude Edoardo Patriarca, Festival della Migrazione. Il seminario è moderato da Clelia Caiazza, dirigente Direzione generale per lo studente, Ministero dell’Istruzione e del Merito e da Vinicio Ongini, Ministero dell’Istruzione e del Merito.

Mali: Unhcr, violenze e minacce di gruppi armati costringono alla fuga migliaia di civili e rifugiati

25 Gennaio 2023 - rOMA - Nel villaggio di N’Tillit, nel Mali settentrionale, le violenze e le minacce perpetrate da gruppi armati hanno costretto 3.700 rifugiati burkinabé e civili maliani a fuggire in direzione di Gao, la città più vicina, distante 120 km. Ne dà notizia oggi l’Unhcr, l’agenzia Onu per i rifugiati, chiedendo di assicurare maggiore sostegno a tutti gli sfollati all’interno del Paese. Le aggressioni in corso a N’Tillt, dove i rifugiati burkinabé avevano trovato riparo negli ultimi anni dopo essere fuggiti dal Burkina Faso, hanno costretto le persone a fuggire per la seconda o la terza volta, causando loro traumi ancora maggiori. Dal 2018, i rifugiati burkinabé hanno varcato il confine facendo ingresso in Mali, nonostante l’instabilità sul piano della sicurezza in entrambi i Paesi. Al 31 dicembre 2022, il Mali accoglieva più di 60.000 rifugiati, dei quali 25.000 dal Burkina Faso. Attualmente, circa 440.000 maliani restano sfollati all’interno del Paese a causa delle continue violenze e minacce da parte dei gruppi armati. È probabile che il numero di arrivi a Gao continuerà ad aumentare, dal momento che la popolazione rimasta a N’Tillit teme rappresaglie dopo aver ricevuto ultimatum per mano di un gruppo armato. “Per mettersi in salvo, la maggior parte delle persone in fuga – donne e minori – ha camminato per ore senza aver cibo con sé – riferisce l’agenzia Onu -. Sfollati e rifugiati hanno trovato riparo sotto gli alberi o in alloggi di fortuna, con poco cibo o acqua a disposizione. Donne incinte e madri in periodo di allattamento con figli a carico, persone anziane, persone con disabilità, e minori separati hanno urgentemente bisogno di ricevere assistenza medica”. Unhcr e partner stanno assicurando supporto alle autorità locali nelle attività di rilevamento e risposta alle esigenze delle famiglie rifugiate a Gao. L’Agenzia, inoltre, sta coordinando le attività di risposta umanitaria a favore di rifugiati e sfollati interni maliani in tutto il Paese mediante l’erogazione di servizi quali alloggi di emergenza, istruzione, cibo ed approvvigionamento idrico, aiuti in contanti e programmi finalizzati allo sviluppo di competenze in campo economico. Unhcr chiede alla comunità internazionale di mostrare “maggiore solidarietà nei confronti delle persone in fuga in Mali e nei Paesi limitrofi: è necessario erogare con urgenza sostegno finanziario per permettere alle organizzazioni umanitarie di assicurare aiuti salvavita”.  

Migrantes Messina-Lipari-Santa lucia del Mela: per la giunta regionale “governare l’immigrazione è uno spreco”

25 Gennaio 2023 - Messina - Per risparmiare si chiude l’Ufficio Speciale Immigrazione della Regione Siciliana. Lo ha deliberato la Giunta regionale riunita lo scorso venerdì, 20 gennaio, su proposta del governatore Renato Schifani in nome delle “politiche anti-spreco”.
Una decisione che è arrivata nella stessa giornata in cui la dott.ssa Nuccia Albano, assessora alla Famiglia, alle Politiche sociali e al Lavoro, da cui dipende l’Ufficio, con un comunicato stampa aveva annunciato la pubblicazione dell’elenco dei “mediatori culturali”, con la gestione e l’aggiornamento affidato proprio all’Ufficio Speciale Immigrazione (che poche ore più tardi si decide di sopprimere).
Se governare l’immigrazione è ritenuto uno spreco vuole dire privilegiare una visione emergenziale del fenomeno, una narrazione politica che, spesso, si basa su elementi propagandistici e in parte strumentale. Noi riteniamo che lo spreco sarebbe quello di perdere quanto di buono è stato portato avanti dall’Ufficio Speciale Immigrazione nella ricerca, nel confronto, nell’ascolto del territorio, nella progettazione e nella costruzione di una rete tra tutti gli attori coinvolti dal fenomeno della mobilità
umana. (Santino Tornesi - Direttore Migrantes Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela)

Migranti morti a Borgo Mezzanone, mons. Pelvi: “sono lavoratori e vanno riconosciuti come persone”

24 Gennaio 2023 -

Foggia - Dopo la morte, la notte tra domenica e lunedì, di Ibrahim e Queen, una coppia di immigrati da Gambia e Ghana che abitavano nel “ghetto” di Borgo Mezzanone, nel foggiano, dove vivono in condizioni di degrado altri 1500 braccianti, il vescovo di Foggia-Bovino, mons. Enzo Pelvi lancia un appello: “Sono lavoratori, hanno bisogno dell’essenziale e di essere riconosciuti come persone”. E invita le Chiese cristiane “a ritrovarsi uniti nella carità” a partire da queste situazioni, cercando di “essere da stimolo e incoraggiamento alle istituzioni locali, per suggerire loro comportamenti virtuosi, perché le emergenze sono tante”. I due trentenni avevano acceso un braciere nella baracca per cercare di riscaldarsi ma sono morti a causa delle esalazioni di monossido di carbonio. “Ieri sera ci siamo riuniti per un incontro di preghiera con evangelici, battisti e ortodossi e cattolici – racconta al Sir monsignor Pelvi -. Il dolore per la morte di questi due giovani ci ha uniti come Chiesa, invitandoci ad assumere una condotta più coerente e a non voltare le spalle alle persone più fragili”. “Foggia non è solo un territorio con tanti problemi", ha aggiunto il presule: "Ci sono anche tanti sforzi e dedizione nella promozione della carità, si stanno creando delle reti virtuose. La carità a partire da un evento luttuoso può essere una strada verso l’ecumenismo" aggiungendo che come accaduto in passato la Chiesa foggiana si preoccuperà di essere vicina alle vittime. 

Commissione Ue: “contribuire a ridurre la migrazione irregolare e non sicura”

24 Gennaio 2023 -
Bruxelles - La Commissione europea propone una strategia per aumentare i “rimpatri efficaci” e accelerarne le procedure. Lo comunica la Commissione Ue in una nota. La strategia si articola in quattro punti: azioni mirate sulle esigenze immediate, comprese operazioni di rimpatrio congiunte in determinati Paesi terzi; accelerazione del processo di rimpatrio; promozione della consulenza e del reinserimento dei rimpatri; digitalizzazione della gestione dei rimpatri. Oggi la commissaria per gli Affari interni, Ylva Johansson, incontrerà la coordinatrice Ue per i rimpatri, Mari Juritsch. La strategia sarà discussa dal Consiglio informale Giustizia e affari interni che si svolgerà in settimana. Un sistema efficace e comune dell’Ue per i rimpatri è “un pilastro di sistemi di migrazione e asilo credibili e ben funzionanti, nonché dell’approccio globale del Nuovo Patto su migrazione e asilo”, sostiene la Commissione. Questo sistema per i rimpatri “dovrebbe anche servire da deterrente per contribuire a ridurre la migrazione irregolare e non sicura”, ha aggiunto l’Esecutivo Ue.

Due migranti intossicati in una baracca, Francescani secolari: “Nessuno sia considerato materiale di scarto” 

24 Gennaio 2023 - Roma - "È tempo di stare con questi fratelli, perché nessuno sia considerato materiale di scarto". E' l'appello che parte dalla rivista  dell’Ordine Francescano Secolare d’Italia, in seguito alla tragedia di ieri avvenuta nello slum di Borgo Mezzanone, nelle campagne del foggiano, dove due lavoratori immigrati africani hanno perso la vita, intossicati da un braciere. Il messaggio giunge, in particolare, da Roberto Ginese, francescano secolare di Foggia e delegato nazionale OFS presso il Forum delle Associazioni Familiari: "Ancora incendi, ancora morti in luoghi così spettrali, che per definirli è necessario far ricorso ad una terminologia del passato – ghetti, inferni, baraccopoli – eppure ancora tristemente presenti nella nostra terra e vicinissimi alla nostre moderne città del primo mondo. Qualcuno le definisce città fantasma, perché, come i fantasmi, sono realtà invisibili finché, in queste drammatiche circostanze, come colpite da un fascio di luci ad infrarossi, riappaiono all’improvviso e occupano spazi tra le pagine patinate di rotocalchi e nelle scarne note di cronaca; ma anche nei distratti commenti sui social e su qualche nostalgico stato di Whatsapp. Poi quel sapore amarognolo va velocemente dissolvendosi, la curiosità finisce, il ghetto ripiomba nel buio e nel freddo, e per illuminare e riscaldare si riaccendono impianti elettrici improvvisati e pericolosi e bracieri insalubri e mortiferi. E si va avanti così, fino alla prossima disgrazia".

Ginese è tra le persone che hanno sfidato paure, pregiudizi e sospetti e hanno iniziato a dare fiducia, a partire dal primo sconosciuto che chiedeva ospitalità, fino ai tanti, odierni, mendicanti di prossimità agli angoli di periferia. Con un frate francescano e un gruppo di francescani secolari, 36 anni fa ha contribuito a fondare la “Casa d’accoglienza Sant’Elisabetta d’Ungheria” struttura che nel 1986 ha avviato l’esperienza dell’accoglienza dedicata a persone indigenti, senza casa e senza sostentamento. Tra loro, fin dall'inizio vi furono, e vi sono ora, numerosi migranti con le loro famiglie, che vengono accompagnati nell’inserimento nel tessuto sociale, con la conoscenza della lingua, corsi di avviamento al lavoro, laboratori artigianali, tirocini  formativi. Alla rivista "Francesco il Volto Secolare" Ginese racconta cosa significhi la morte dei due immigrati, uomo e donna, nel quadro di una situazione di indifferenza, sfruttamento, emarginazione sociale: "Per chi ha avuto la fortuna, il desiderio, la grazia di essere condotto tra questi fratelli, di entrare nelle loro baracche di condividere un pezzetto della loro vita, la morte di Ibrahim e Queen è una tristezza infinita, una perdita enorme, un dolore senza tempo. Ma, insieme, è la conferma di una sola necessità: non si può rimanere indifferenti, non è umano non lasciarsi smuovere dalla tiepidezza salottiera, non è possibile non sentirsi interpellati da 'questo povero che grida'. È perfino indecente, per un cristiano, non provare a fare qualcosa per chi ci è evangelicamente prossimo. È tempo di usare misericordia, di “stare” con questi fratelli, per conoscere le situazioni, per sensibilizzare le coscienze, per spingere la promozione di norme giuste, per sollecitare interventi politici adeguati per cambiare ciò che non è giusto perché «nessun uomo sia oggi considerato materiale di scarto". Per Ginese è "tempo di uscire dal mondo delle comode abitudini delle nostre fraternità, dei rigidi schemi che intrappolano l’intraprendenza dei desideri e riconducono nei solchi della pigrizia. È davvero il tempo del “tutti fuori”, verso quelle periferie ferite dell’esistenza da riempire di umanità e illuminare di speranza. Non è un sogno, è semplicemente la nostra vocazione". (R.Iaria)

Ismu: domani la presentazione del “Libro Bianco sul governo delle migrazioni economiche”

24 Gennaio 2023 - Roma, 24 gennaio 2023 -  Sarà presentato giovedì a Roma il "Libro Bianco sul governo delle migrazioni economiche" redatto  dal Settore Economia e Lavoro della Fondazione ISMU. All’evento - moderato dall’editorialista del Corriere della Sera Goffredo Buccini e introdotto dalla prof.ssa Laura Zanfrini, Responsabile Settore Economia e Lavoro di Fondazione ISMU - prenderanno parte alcuni autorevoli esponenti dei partiti politici presenti in Parlamento che hanno accolto l'invito. Predisposto grazie a un ampio processo di consultazione degli stakeholder dell’economia e della società, il Libro Bianco sul governo delle migrazioni economiche offre un complesso di indicazioni e proposte utili innanzitutto ai decisori pubblici e quindi a tutti gli attori del mercato del lavoro interessati alla gestione dei processi migratori e di inclusione dei lavoratori immigrati, spiega in una nota la Fondazione Ismu: "gli scenari demografici del Paese, gli squilibri del mercato del lavoro, la necessità di sostenere il riposizionamento competitivo delle imprese nel quadro della digitalizzazione e della transizione ecologica, l’urgenza di offrire risposte al crescente bisogno di cura e assistenza costituiscono altrettante sfide cruciali per il presente e il futuro dell’Italia, tutte strettamente intrecciate con l’immigrazione. Quest’ultima, infatti, può fornire un contributo prezioso alla soluzione dei problemi dell’economia e della società, ma può anche – se non adeguatamente gestita e valorizzata – concorrere ad accentuarli". Il Libro Bianco si configura come "una piattaforma di discussione e confronto tra le forze politiche e sociali, con l’auspicio di contribuire all'approvazione di provvedimenti utili a promuovere una gestione delle migrazioni economiche orientata a criteri di coerenza coi fabbisogni del sistema economico e sociale, tutela dei diritti dei migranti e di tutti gli altri lavoratori, sostenibilità nel medio lungo-periodo dei processi migratori e di integrazione, conciliabilità con le esigenze dei Paesi d’origine e potenziamento della capacità attrattiva nei confronti dell’immigrazione a più elevato valore aggiunto".

Migrantes: venerdì l’incontro al carcere di Bollate

24 Gennaio 2023 -

Milano - Il Direttore generale della Fondazione Migrantes, mons. Pierpaolo Felicolo, venerdì  27 gennaio visiterà il carcere di Milano-Bollate. Sarà l'occasione per incontrare le autorità della struttura, in particolar modo dell'area trattamentale, e i detenuti. Da tempo la Fondazione Migrantes, grazie ai fondi dell'8x1000, finanzia annualmente il progetto “Intercultura 2.0 – La città plurale. Oltre la barriera. Una partita da vincere!” all'interno della casa di reclusione di Bollate. Grazie all'impegno di RERUM – Rete Europea Risorse Umane si punta a costruire storie positive, “best practice”, legami fra persone che vogliono fare del tessuto sociale una rete di condivisione, per uscire da un circuito di sopraffazioni e violenze. Questo si declina in interventi con al centro la persona, il suo presente e il suo futuro, la visione prospettica e l’accadere della quotidianità. L'azione coinvolge discipline che spaziano dalla musica allo sport, dai festival alla discografia, dalla gestione di eventi all’organizzazione di convegni, partendo da una matrice formativa e sociale, che si colloca entro i confini di quella che da più parti viene definita “educazione non formale”, cara a papa Francesco, che raggiunge il suo apice toccando la dimensione spirituale e religiosa.

Card. Zuppi: fenomeno migratorio non va gestito con paura o come un’emergenza, ma come un’opportunità

23 Gennaio 2023 - Roma - Il fenomeno migratorio è un fenomeno che bisogna "comprendere con responsabilità e umanesimo", una "realtà del nostro mondo globale da non gestire con paura e come un’emergenza, ma come un’opportunità". Lo ha detto oggi pomeriggio il card. Matteo Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana aprendo i lavori della sessione invernale del Consiglio Permanente della Cei. Tale problematica richiama - ha aggiunto il card. Zuppi - "la centralità della scuola, spazio decisivo d’integrazione nella cultura e nella lingua italiana, ma anche la necessità di maggiori flussi regolari di ingresso, di corridoi umanitari e ricongiungimenti familiari. Soprattutto è importante come accogliamo: non facciamo vivere umiliazione, tempi lunghi di attesa, viaggi infiniti, anticamere senza senso, marginalizzazione. Siamo consapevoli come queste e tante altre problematiche italiane non possano essere affrontate senza guardare all’Europa". Certamente una cosa ovvia ma va "sempre ricordato. La Chiesa, così radicata nella storia e nella cultura europea", ricorda agli europei che "non possono vivere per sé stessi. L’accoglienza dei migranti lavoratori chiede di essere organizzata su incontro fra domanda e offerta di lavoro". Il card. Zuppi invita a non dimenticare anche i "500.000 persone, anche lavoratori non regolari in Italia". (Raffaele Iaria)

Costruttori di ponti 7: “Educazione civica, cittadinanza e nuove generazioni” il tema del convegno 2023

23 Gennaio 2023 - Ferrara - Educazione civica, cittadinanza e nuove generazioni. Esercitare i diritti e rispettare i doveri della società di cui si fa parte: Questo il tema del convegno che si svolgerà a Ferrara lunedì prossimo,  30 gennaio, nell’Aula Magna del Dipartimento di Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Ferrara, in Corso Ercole I d’Este, 37, dalle ore 14,30 alle ore 18,30Il convegno-seminario è promosso dalla Fondazione Migrantes, Ministero dell’Istruzione e del Merito e dall’Istituto Alcide Cervi, in collaborazione con il Festival della Migrazione e con l’Università degli Studi di Ferrara.

“Ebraismo e cristianesimo a scuola: “Il progetto CEI-UCEI per l’insegnamento della religione cattolica”

23 Gennaio 2023 - Roma - Si terrà a Ferrara il 15 e il 16 marzo l’evento “Ebraismo e Cristianesimo a Scuola. 16 Schede per conoscerci meglio”, promosso congiuntamente dalla Conferenza Episcopale Italiana (CEI) e dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (UCEI). L’annuncio dell’iniziativa è arrivata in una data simbolica, ovvero il 17 gennaio, giorno in cui si è celebrata la 34ª Giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei, che ha proprio l’obiettivo di sensibilizzare i cattolici verso il rispetto, il dialogo e la conoscenza della tradizione ebraica. Al centro del Convegno, che si svolgerà presso il Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah – MEIS, ci sarà infatti la presentazione di alcune schede sull’ebraismo destinate alla redazione dei libri di testo per l’insegnamento della religione cattolica (IRC) nelle scuole, predisposte da un gruppo misto di redattori ebrei e cattolici. In tal modo, CEI e UCEI intendono confermare l’impegno a operare insieme per una corretta conoscenza e trasmissione della tradizione e della storia ebraica alle nuove generazioni. Luogo privilegiato perché ciò avvenga è l’insegnamento scolastico della religione cattolica, all’interno del quale le 16 schede costituiscono un capitale di cultura e di conoscenza che si rivela importante in un contesto storico come l’attuale dove rigurgiti di antisemitismo sembrano mostrare ancora una forte capacità di condizionare e deformare il linguaggio, le azioni, la cultura e la storia. L’evento di Ferrara è articolato in due momenti. Nel pomeriggio del 15 marzo è previsto il momento istituzionale, con gli interventi delle autorità locali e dei rappresentanti della CEI e dell’UCEI. Seguiranno la consegna delle schede agli editori e la visita delle mostre permanenti del MEIS. La sessione del 16 marzo, invece, ospiterà alcuni  laboratori didattici rivolti agli insegnanti dei diversi ordini di scuola su temi quali la storia dell’ebraismo italiano, “Gesù ebreo”, aspetti inerenti la terminologia e il linguaggio. Con la presentazione delle schede giunge a compimento un progetto avviato tre anni fa e condotto, per la Segreteria Generale della CEI, dall’Ufficio Nazionale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso, dall’Ufficio Nazionale per l’educazione, la scuola e l’università e dal Servizio Nazionale per l’insegnamento della religione cattolica. Un percorso che aveva già visto tappe significative nel giugno 2019 e nel dicembre 2021 con un seminario per insegnanti e un incontro presso il Monastero di Camaldoli.

Fai-Cisl: “a Borgo Mezzanone ennesima tragedia, superare la politica dei ghetti”

23 Gennaio 2023 -
Foggia - “Quella consumata stanotte nel ghetto di Borgo Mezzanone, nel foggiano, è l’ennesima tragedia dell’emarginazione: Governo e Regioni si attivino immediatamente per utilizzare in maniera concertata i 200 milioni stanziati tramite Pnrr, finalizzati ad alloggi dignitosi per i lavoratori agricoli, per superare definitivamente la politica delle baraccopoli, dove vivono almeno 10mila braccianti”. Lo scrive sulla pagina Facebook della Fai-Cisl nazionale il segretario generale, Onofrio Rota, commentando la morte di un uomo e una donna, per esalazioni di monossido di carbonio, nel ghetto di Borgo Mezzanone, soprannominato “la pista”. Il sindacalista evidenzia che “non è degno di un Paese civile ghettizzare i lavoratori immigrati e giustificare l’esistenza delle baraccopoli, che tra l’altro dai nostri sopralluoghi riscontriamo essere in costante crescita, lasciando che diventino centri informali di intermediazione per reclutare braccianti, il tutto paradossalmente proprio mentre tante aziende agricole e anche di altri settori lamentano la mancanza di manodopera”: “Possiamo e dobbiamo risolvere queste criticità, a cominciare dalla valorizzazione del ruolo degli enti bilaterali e agevolando l’emersione del lavoro sommerso e delle presenze irregolari sul territorio, ma per farlo serve un concreto dialogo tra parti sociali, governo e regioni, con interventi mirati che rendano operativi tutti gli aspetti preventivi della Legge 199 del 2016 contro il caporalato”. “Esprimiamo profondo cordoglio per queste due ennesime giovani vite spezzate – conclude Rota – e chiediamo alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al ministro Lollobrigida di condividere gli impegni e gli obiettivi della nostra petizione on line ‘Mai più ghetti’ e della relativa mozione parlamentare, per concertare azioni concrete a favore dell’inclusione, dell’integrazione e del lavoro regolare”.

Migrantes Locri-Gerace: “Il Diritto d’Asilo” con i vescovi Savino e Oliva

23 Gennaio 2023 - Locri - Sarà presentato a Roccella Ionica, nella diocesi di Locri-Gerace, il Report 2022 sul Diritto d'asilo redatto dalla Fondazione Migrantes. Dopo i saluti di mons. Franco Oliva, Vescovo di Locri-Gerace, e di Vittorio Zito, Sindaco di Roccella Ionica, seguiranno - moderati dal direttore regionale Migrantes Pino Fabiano -  interventi di Cristina Molfetta, curatrice, per la Fondazione Migrantes, del Raporto  e alcune testimonianze.  I lavori - che si svolgeranno giovedì 26 gennaioalle ore 16,30 presso l'ex Convento dei Minimi di San Francesco da Paola a Roccella Ionica - saranno comclusi dal vescovo di Cassano Ionio e Vicepresidente della Cei, mons. Francesco Savino.

Migrantes Forlì-Bertinoro: due anni dello sportello Ascolto

23 Gennaio 2023 - Forlì - Quali sono le peculiarità dello sportello aperto da Migrantes di Forlì-Bertinoro due anni fa, nel 2020 ? "Al nostro sportello, ubicato presso la Botteghina del Libro in Via G. Regnoli, si rivolgono immigrati,in prevalenza uomini provenienti dall’Africa sub-sahariana, di età compresa fra 18-35 anni, alcuni già conosciuti prima dell’ apertura", risponde il volontario Francesco Romagnoli:  "sono persone arrivate in Italia attraverso un viaggio lungo, complicato e pericoloso: gli africani con il 'barcone' mentre quelli provenienti dall’Asia (Pakistan, Bangladesh e India) hanno percorso la rotta balcanica. Hanno alle spalle esperienze terribili e dolorose, hanno rischiato la vita, subito abusi e violenze e altri eventi che li hanno segnati, meritevoli di un adeguato precoce supporto psicologico. Il peso del 'viaggio' emerge spesso nei loro discorsi ed è motivo di unione con gli altri che hanno condiviso la 'traversata' o la prigione in Libia. Possiamo dire che rappresentano un gruppo di immigrati che condividono caratteristiche e problematiche simili che li distinguono dagli altri africani giunti in Europa in tempi precedenti, quando era più facile entrare per vie regolari. Si presentano allo sportello, di solito attraverso il passaparola, per cercare soluzione ad un problema specifico, chiedere aiuto nel disbrigo di pratiche inerenti il permesso di soggiorno, compilazione della relativa modulistica o delle integrazioni da inviare alla Questura, nella ricerca di lavoro o di un’abitazione o semplicemente per un aiuto a prendere un appuntamento online con i vari uffici. Spesso la soluzione della richiesta è fattibile, in altri casi invece il percorso è più complesso, per cui la persona viene indirizzata ad uno sportello più competente. A tutti si cerca di fornire una risposta coerente e sensata, in modo che si senta rassicurato e capisca che, salvo rari casi, una soluzione si trova o comunque si può intraprendere un percorso che porterà a raggiungerla nei dovuti tempi e modi". Quale consapevolezza della opportunità offerta? Non saprei dire con precisione come i ragazzi vivono e accolgono l’aiuto che viene loro dato gratuitamente. Credo che prima o poi raggiungano una consapevolezza del “perché qui si offre questo aiuto”. Per alcuni, all’inizio, questa domanda non si pone perché troppo forti sono state le esperienze passate, la paura, la diffidenza per cui risolta la pratica se ne vanno. Però capita che ritornino per una nuova necessità e allora si aprono e si conquista fiducia reciproca. Con altri è più facile stabilire una relazione che porta a condividere un qualche episodio della propria esperienza di viaggio o una foto della propria famiglia o anche ad un ringraziamento tangibile. Qualcuno ha piacere di sdebitarsi offrendomi un caffè, un panino, un cioccolatino o portandomi qualcosa per l’ufficio, come una risma di fogli o una scatola di penne. E’ capitato di ricevere in regalo un oggetto portato al ritorno dal loro paese, un involto con del cibo cucinato personalmente, del pane o della frutta. Una volta un ragazzo senegalese mi ha spiegato che facevo male a rifiutare la sua ricompensa “perché una persona deve avere la possibilità di sdebitarsi”. Può succedere che più persone si ritrovino assieme allo sportello e se qualcuno mi vede in difficoltà nello spiegare per motivo di barriera linguistica, ecco che interviene come interprete per aiutare me a spiegare e il connazionale a capire, in un clima di partecipazione e festoso coinvolgimento. Quale coinvolgimento personale? Per lavorare bene bisogna conoscere la condizione della persona immigrata e i suoi problemi, se ha un permesso di soggiorno, se lavora in regola, se ha un posto dove dormire. Diciamo che la persona si confida ed espone le sue verità di vita che per alcuni possono essere viste come un fallimento. Nel nostro sportello nessuno giudica. Una volta un ragazzo, preso dallo sconforto, mi disse che lui nella sua vita non aveva fatto nulla di male e soffriva per il fatto di non avere un permesso di soggiorno e dover lavorare in nero. Sentiva la colpa di una vita da irregolare, provava vergogna nel confidare di avere paura delle forze dell’ordine. Penso che dalla condivisione di questa sofferenza nasca una relazione di fiducia e di aiuto che aiuta a capire chi è l’altro . Considerata l’elevata mole di contatti con gli Uffici Pubblici, cosa hai ricavato da tali relazioni in termini di comprensione ma anche di credibilità , conoscenza affidabile dello Sportello Migrantes ? Nel corso del 2022 i rapporti con gli uffici pubblici si sono intensificati. Sempre più spesso capita di dover interloquire con Questura, Prefettura, Ausl, Ispettorato del Lavoro per porre domande su problematiche  specifiche. Questo mi ha permesso di conoscere gli operatori di questi sportelli, le normative che devono essere rispettate e ricevere il loro aiuto nel risolvere problematiche difficili. Possiamo dire che lo “Sportello Migrantes” è sempre più conosciuto e riconoscibile e in questi due anni ha acquisito una crescente credibilità nei confronti delle Istituzioni e degli uffici a cui ci rivolgiamo. Tra le relazioni “esterne” si è andata consolidando la rete con altri sportelli informativi e di orientamento rivolti ai migranti. Quali tue considerazioni ? Quando abbiamo formalizzato questo Sportello nell’ottobre 2020 con un progetto approvato e finanziato dalla Fondazione Migrantes, intrattenevo già rapporti con lo sportello immigrati dell’Associazione “Forlì Città Aperta” e con l’Ufficio Servizi Integrazione del Comune di Forlì. Più di recente abbiamo avviato una collaborazione con lo sportello migranti della CGIL e con l’Associazione AbiFor costituita da persone originarie della Nigeria, già integrate nella nostra Città. Il crescente scambio di informazioni tra queste realtà ha portato alla formalizzazione di una “Rete sportelli migranti-Forlì”, strumento molto utile per la raccolta di informazioni sui migranti e scambio di consigli sulle pratiche, oltre a presentarsi come interlocutore credibile nei confronti delle Istituzioni. Hai percepito un interesse, una motivata attenzione, un qualche riscontro da parte della comunità forlivese e diocesana in particolare? Lo sportello di Ascolto e Orientamento Migrantes è ospitato all’interno della mia libreria e convive con essa. Da quando è formalmente avviato ho notato molta curiosità da parte dei frequentatori del negozio con richiesta di informazioni sulla presenza di tanti ragazzi africani. Inoltre, dopo la prima presentazione delle attività svolte nel corso del 2021 sul settimanale diocesano "Il Momento", alcune persone sono venute a trovarmi per curiosità e desiderio di conoscenza del lavoro svolto. Alcune hanno espresso la volontà di aiutare e collaborare nel nostro lavoro per cui c’è chi si è reso disponibile all’accompagnamento dei ragazzi nei diversi Uffici amministrativi (prefettura, agenzia delle entrate, ufficio servizi demografici del Comune, ospedale, Cup.), chi ha dato la disponibilità ad accogliere in casa un immigrato fino a che non si fosse liberato un posto letto nella prima accoglienza Caritas, chi ha ospitato per qualche sera un ragazzo nigeriano finito in strada. Ancora, attraverso la nostra piccola rete di volontari e conoscenti siamo riusciti in poco tempo ad arredare casa, con tanto di elettrodomestici, ad un ragazzo che aveva appena affittato. Di recente alcuni volontari di un’associazione diocesana hanno dato la disponibilità di qualche ora alla settimana a presenziare allo sportello ed occuparsi del disbrigo di pratiche burocratiche. Inoltre dal 1°gennaio 2021 è attiva la convenzione con l’Università di Bologna, sede di Forlì, per il tirocinio obbligatorio pre-laurea degli studenti. Direi che abbiamo gettato un seme che in questi due anni ha dato concreti germogli di speranza verso i nostri fratelli immigrati in Forlì ! (Migrantes Forlì-Bertinoro)

Festival del Circo: preghiera ecumenica e incontro sulla pastorale in Europa

23 Gennaio 2023 - Roma - È consuetudine che sotto il tendone del Circo di Montecarlo, durante i giorni del “Festival Internazionale del Circo” – che si è aperto lo scorso 20 gennaio -  le chiese cristiane sostino per un momento di preghiera ecumenica. La celebrazione ecumenica è prevista per oggi, lunedì alle 19,00 sotto lo chapitou dell'Espace Fontvieille, con la partecipazione di artisti premiati al Festival Internazionale del Circo, l'Orchestra dei Carabinieri, della principessa e dei Maestri della Cattedrale di Monaco. Una iniziativa che prevede anche momenti circensi con le esibizioni di artisti internazionali presenti quest’anno alla kermesse. In concomitanza del festival anche – dal 20 al 24 gennaio - l’incontro annuale dell’European Circus Association (ECA), alla quale aderisce, per l’Italia, la Fondazione Migrantes come membro onorario e che sarà rappresentata da Sara Vatteroni, direttore Migrantes della Toscana e membro del Consiglio di Amministrazione dell’Organismo pastorale della Cei. Sarà anche l’occasione di fare il punto sulla pastorale del mondo dello spettacolo viaggiante dopo due anni di pandemia con interventi non solo dei rappresentanti dei paesi europei ma con delegazioni provenienti anche dalle Americhe e dall’Australia. Tanti i  temi trattati nei primi giorni di incontri – ci dice Vatteroni - la formazione dei giovani artisti con la rete delle scuole del Circo, gli indirizzi delle politiche europee per garantire sostegno con progetti che finanzino sia le nuove proposte e spettacoli sia la mobilità e lo scambio degli artisti, ma anche le iniziative per salvaguardare questo mondo dello spettacolo. In contemporanea si svolge anche l’incontro del Forum ecumenico, nato da una intuizione di mons. Piergiorgio Saviola - già direttore dell’ufficio nazionale per la pastorale dei circensi e della Fondazione Migrantes -  che affronta le problematiche legate alla pastorale itinerante come la scolarizzazione per una realtà che esige “la nostra attenzione e che a maggior ragione ha bisogno di comunità che accolgano una presenza temporanea e gioiosa che porta gioia e esige un attenzione per alimentare una fede incentrata sui valori della famiglia itinerante”. (Raffaele Iaria)