Roma - Il Consiglio italiano per i rifugiati (Cir) organizza stasera a Roma l’incontro “Fratelli tutti – Migrazioni più umane”, con la partecipazione del card. Matteo Zuppi, Presidente della Conferenza espiscopale italiana. L’appuntamento è alle 19 presso l’Auditorium Due Pini di Roma. Parteciperanno al dibattito anche il prof. Massimo Livi Bacci, il direttore di Avvenire Marco Tarquinio e l’editorialista del Fatto quotidiano Antonio Padellaro, intervistati dalla giornalista Micaela Palmieri. Un’occasione importante per riflettere ancora una volta sul fenomeno migratorio verso l’Italia e l’Europa, a poche ore dalla tragedia che ha funestato il mare della Calabria.
Primo Piano
I medici: obbligo di soccorso e assistenza per legge
Roma - I medici chiedono al governo italiano, all’Europa e alle Nazioni unite di assicurare, per legge, la ricerca, il soccorso e l’assistenza dei migranti. «Come medici, che hanno giurato di perseguire la difesa della vita, la tutela della salute fisica e psichica, il trattamento del dolore e il sollievo dalla sofferenza nel rispetto della dignità e libertà della persona, non possiamo rimanere indifferenti di fronte alla strage di esseri umani che si è consumata ieri lungo le coste calabre. Come esponenti di un Ente sussidiario dello Stato, che agisce in nome e per conto dello Stato stesso quando si parla di tutela della Salute, non possiamo rimanere in silenzio. Bisogna indignarsi di fronte a simili tragedie: la vera sconfitta sta nell’assuefazione e nella “durezza di cuore», ossia nel far diventare abitudine quello che dovrebbe essere eccezionale e intollerabile». Così il presidente della Fnomceo, la Federazione nazionale degli ordini dei medici, Filippo Anelli, interviene sul naufragio del caicco carico di migranti avvenuto domenica sulla spiaggia di Steccato di Cutro. «Per questo – aggiunge – condividiamo il monito del Vicepresidente della Cei, Monsignor Francesco Savino: é l’ora di politiche “alte e altre”, nazionali e sovranazionali. È l’ora di invitare tutti coloro che hanno responsabilità politiche a rivedere certe decisioni rispetto ai fenomeni migratori.
È in gioco, come ricorda Savino, la civiltà, la democrazia reale, la democrazia matura. Sono in gioco, aggiungiamo noi, la tutela della salute, il rispetto dei principi di umanità e di dignità che spettano di diritto a ogni individuo. È in gioco la realizzazione di quella democrazia del bene che è il fine ultimo, sanitario, sociale e civile della Professione medica». «Questa mattina (ieri, ndr)– conclude Anelli – pregando davanti alle bare, Savino ha affermato: io incontro oggi come credente Gesù crocifisso, Gesù abbandonato, Gesù negato, Gesù profugo non accolto che muore in mare. Oggi Dio muore con questi nostri fratelli. Noi, come medici, sentiamo come nostra la sofferenza di questi fragili, di questi ultimi, di queste persone; sentiamo come un nostro fallimento, come un fallimento dei principi scritti nel nostro Codice deontologico, nella nostra Costituzione, nella Dichiarazione universale dei diritti umani il non averli saputi proteggere. Chiediamo al Governo italiano, all’Europa, alle Nazioni Unite di fare di più e di fare meglio, istituendo percorsi sicuri e legali per migranti e rifugiati e programmando e assicurando, per legge, ricerca, soccorso e assistenza medica».
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Mons. Pierpaolo Felicolo
Direttore Generale Fondazione Migrantes
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Conferenza Episcopale Calabra: “Naufragio di umanità”
Catanzaro - "Come Vescovi delle diocesi della Calabria esprimiamo il profondo dolore e lo sconcerto per l’ennesima tragedia che si è consumata nel mare della nostra regione e invitiamo tutte le comunità cristiane a manifestare con la preghiera e la solidarietà, una concreta vicinanza alle vittime". E' quanto si legge in una nota della Conferenza Episcopale Calabra dopo il naufragio sulle coste di Cutro. "Di fronte alla dolorosa cronaca di queste ore, nessuno può rimanere indifferente di fronte a tanti fratelli e sorelle fra cui bambini, che hanno perso la vita in questo dramma, ultimo di tanti, troppi che hanno funestato le coste della nostra Calabria", sottolineano i presuli della regione. Domani, lunedì 27 febbraio, il vescovo di Cassano allo Jonio, vice presidente della Cei e delegato Migrantes della Conferenza episcopale Calabrese mons. Francesco Savino, si recherà sul luogo della tragedia in rappresentanza della Conferenza episcopale italiana per un momento di preghiera e per esprimere la prossimità e la vicinanza di tutta la Chiesa italiana. "In questo momento come Vescovi della Calabria - si legge nella nota - ci sentiamo di elevare un invito accorato rivolto a tutti, a non rimanere inerti, a immaginare nuove strade solidali che possano permettere al nostro Mediterraneo di non essere più uno scenario di morte. È il momento del dolore, ma anche del risveglio: tutti facciano la loro parte, tutti facciano di più, con rinnovata responsabilità: l’Europa deve fare di più, l’Italia deve fare di più, le nostre Comunità cristiane devono fare di più… sentendosi tutti sulla stessa barca, su quella stessa barca che non deve naufragare perché sarebbe il naufragio della civiltà. Per salvarci da questo tragico naufragio, con Papa Francesco invitiamo tutti a comportarsi con più umanità, 'Guardando le persone non come dei numeri, ma per quello che sono, cioè dei volti, delle storie, semplicemente uomini e donne, fratelli e sorelle'", come ha detto il Pontefice. (Raffaele Iaria)
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