Primo Piano

Cir: incontro su “Migrazioni più umane” con il card. Zuppi

28 Febbraio 2023 -

Roma  - Il Consiglio italiano per i rifugiati (Cir) organizza stasera a Roma l’incontro “Fratelli tutti – Migrazioni più umane”, con la partecipazione del card. Matteo Zuppi, Presidente della Conferenza espiscopale italiana. L’appuntamento è alle 19 presso l’Auditorium Due Pini di Roma. Parteciperanno al dibattito anche il prof. Massimo Livi Bacci, il direttore di Avvenire Marco Tarquinio e l’editorialista del Fatto quotidiano Antonio Padellaro, intervistati dalla giornalista Micaela Palmieri. Un’occasione importante per riflettere ancora una volta sul fenomeno migratorio verso l’Italia e l’Europa, a poche ore dalla tragedia che ha funestato il mare della Calabria.

I medici: obbligo di soccorso e assistenza per legge

28 Febbraio 2023 -

Roma - I medici chiedono al governo italiano, all’Europa e alle Nazioni unite di assicurare, per legge, la ricerca, il soccorso e l’assistenza dei migranti. «Come medici, che hanno giurato di perseguire la difesa della vita, la tutela della salute fisica e psichica, il trattamento del dolore e il sollievo dalla sofferenza nel rispetto della dignità e libertà della persona, non possiamo rimanere indifferenti di fronte alla strage di esseri umani che si è consumata ieri lungo le coste calabre. Come esponenti di un Ente sussidiario dello Stato, che agisce in nome e per conto dello Stato stesso quando si parla di tutela della Salute, non possiamo rimanere in silenzio. Bisogna indignarsi di fronte a simili tragedie: la vera sconfitta sta nell’assuefazione e nella “durezza di cuore», ossia nel far diventare abitudine quello che dovrebbe essere eccezionale e intollerabile». Così il presidente della Fnomceo, la Federazione nazionale degli ordini dei medici, Filippo Anelli, interviene sul naufragio del caicco carico di migranti avvenuto domenica sulla spiaggia di Steccato di Cutro. «Per questo – aggiunge – condividiamo il monito del Vicepresidente della Cei, Monsignor Francesco Savino: é l’ora di politiche “alte e altre”, nazionali e sovranazionali. È l’ora di invitare tutti coloro che hanno responsabilità politiche a rivedere certe decisioni rispetto ai fenomeni migratori.

È in gioco, come ricorda Savino, la civiltà, la democrazia reale, la democrazia matura. Sono in gioco, aggiungiamo noi, la tutela della salute, il rispetto dei principi di umanità e di dignità che spettano di diritto a ogni individuo. È in gioco la realizzazione di quella democrazia del bene che è il fine ultimo, sanitario, sociale e civile della Professione medica». «Questa mattina (ieri, ndr)– conclude Anelli – pregando davanti alle bare, Savino ha affermato: io incontro oggi come credente Gesù crocifisso, Gesù abbandonato, Gesù negato, Gesù profugo non accolto che muore in mare. Oggi Dio muore con questi nostri fratelli. Noi, come medici, sentiamo come nostra la sofferenza di questi fragili, di questi ultimi, di queste persone; sentiamo come un nostro fallimento, come un fallimento dei principi scritti nel nostro Codice deontologico, nella nostra Costituzione, nella Dichiarazione universale dei diritti umani il non averli saputi proteggere. Chiediamo al Governo italiano, all’Europa, alle Nazioni Unite di fare di più e di fare meglio, istituendo percorsi sicuri e legali per migranti e rifugiati e programmando e assicurando, per legge, ricerca, soccorso e assistenza medica».

 

Naufragio Calabria: mons. Savino, “diventiamo tutti Caino nella misura in cui non ci sentiamo custodi e responsabili di questi nostri fratelli immigrati”

27 Febbraio 2023 - Crotone - "Dinnanzi a queste bare mi permetto di dire che l’umanità è sconfitta": queste le parole commosse, che celano le lacrime, a stento trattenute, di mons. Francesco Savino, Vicepresidente della Cei per il Mezzogiorno e vescovo delegato Migrantes della Conferenza Episcopale Calabra che si è recato al Palamilone di Crotone dove sono state ricomposte le salme che il mare ha restituito dopo la tragedia che su è consumata ieri a Cutro, nel crotonese. "Mi chiedo perché tutto questo? Non potevano, forse, essere aiutati ed accolti per un processo di integrazione nei nostri territori?".  Questi gli interrogativi del presule che continua: "diciamolo chiaramente: Crotone, la Calabria tutta sta dimostrando di essere una regione solidale, accogliente, ospitale. Ma ci sono, evidentemente pregiudizi che vengono da altri luoghi. Ci sono pregiudizi ideologici che non ci consentono, molto spesso, di accompagnare questi fratelli in un processo di integrazione fattibile. Il fenomeno migratorio di italiani che vanno al Nord è quantitativamente molto più numeroso del fenomeno immigratorio. Allora penso che bisogna fare verità nei numeri. Qui sono a rappresentare tutti i confratelli vescovi, tutta la Chiesa. Vengo qui a nome della Conferenza Episcopale Italiana, del Consiglio di Presidenza, del cardinale Matteo Zuppi, del segretario della Cei monsignor Giuseppe  Baturi, di mons.  Erio Castellucci, vice presidentte Cei per il Nord. Sono qui a nome di tutti i Vescovi calabresi con cui abbiamo definito questa tragedia 'il naufragio dell’umanità'. Lasciatemi ringraziare, tutti i soccorritori che sempre con generosità non vengono mai meno a questa pratica di accoglienza". «Sono qui – ha concluso il presule – a dare la mia prossimità a nome della Chiesa italiana ai sopravvissuti che in questo momento vanno accompagnati seriamente e responsabilmente. Penso alle mamme che non hanno più i loro bambini accanto che stanno vivendo questo tremendo dolore. Facendo mia una domanda che proviene dalla Bibbia mi chiedo: 'Caino dov’è tuo fratello?'. Diventiamo tutti Caino nella misura in cui non ci sentiamo custodi e responsabili di questi nostri fratelli immigrati".

Ucraini: ieri una celebrazione e una mostra ad un anno dalla guerra

27 Febbraio 2023 - Roma - “Ma chi toglie il pane della bocca della gente, condanna la gente a morte crudele! Questo anno trascorre il 90 anniversario della grande carestia che fu provocata da Stalin sul territorio dell'Ucraina negli anni di 1932 e 1933. E che purtroppo si ripete adesso con la guerra in Ucraina”. Lo ha detto ieri nella Basilica di Santa Sofia l’Esarca apostolico per gli Ucraini mons.  Dionisio Lachovicz, durante una celebrazione per ricordar i morti della guerra che continua da un anno e che ha causato morti e feriti oltre a migliaia di sfollati. “Padre Nostro, gridiamo con tutta le forza. Liberaci dal maligno! E la pace finalmente ci sarà…”, ha aggiunto. Dalla Basilica romana di Santa Sofia,  uno dei luoghi di preghiera degli ucraini nella Capitale, sono oltre cento i Tir carichi di aiuti umanitari partiti per l’Ucraina dallo scoppio della guerra. La Basilica è diventata centro di solidarietà e di raccolta per dare aiuto a chi è fuggito e ai tanti che sono anche arrivati in Italia. Per ricordare quest’anno drammatico per la popolazione ucraina ieri la Divina Liturgia presieduta dall’Esarca Apostolico e cincelebrata, fra gli altri, dal direttore generale della Fondazione Migrante, mons. Pierpaolo Felicolo. E’ stato un momento di preghiera per la pace ma anche per ricordare le tante vittime di questa «orrenda guerra», dice don Marco Yaroslav Semehen, Rettore della Basilica e direttore Migrantes dell’Esarcato che in questi mesi è stato molto attivo nell’accogliere e nell’indirizzare i tanti che si sono rivolti a lui per ricevere un consiglio, un aiuto, un indirizzo. «Questa guerra è tragica per lo sradicamento delle persone – spiega ancora don Semehen  - e il suo prolungarsi porta sul tavolo grandi problemi». Oltre agli aiuti inviati nel paese o donati agli ucraini arrivati in Italia anche corsi intensivi di italiano per tanti profughi grazie all’aiuto ricevuto dalla Fondazione Migrantes. «Un gesto che abbiamo voluto - dice mons. Pierpaolo Felicolo, direttore generale della Fondazione Migrantes - perché chi arriva in un paese ha bisogno di accoglienza ma anche di un supprto linguistico per vivere al meglio la loro situazione». Sono soprattutto donne e bambini perché i loro mariti sono rimasti in Ucraina a combattere. «Siamo grati al popolo italiano per quanto ha fatto e alla Migrantes», dice il sacerdote ucraino: «grazie a loro abbiamo spedito aiuti, rispondendo alla prima emergenza. E abbiamo accolto bambini e persone fragili. Abbiamo imparato molto da voi. Il nostro secondo impegno è stata l’accoglienza. Abbiamo dovuto affrontare anche situazioni difficili». Don Semehen ricorda anche un progetto della Migrantes che ha coivolto le 150 comunità cattoliche ucraine nel nostro Paese, assistite da oltre 60 sacerdoti. Attraverso questo progetto sono stati accolti oltre un migliaio di rifugiati ucraini grazie alla Fondazione Migrantes  e alle fondazioni bancarie di Acri in 18 diocesi italiane, alcuni con disabilità gravi. A distanza di un anno ogni giorno – spiega il presidente della Migrantes, l’arcivescovo Gian Carlo Perego -   «conosciamo le armi che vengono inviate in Ucraina, ma non sappiamo il numero dei morti dall’una e dall’altra parte»: «l’invio delle armi ha preso il sopravvento sui morti civili e militari, di giovani e adulti, di neonati e anziani”. Cosa fare a un anno di distanza?: «accogliere e tutelare le persone in fuga che sono arrivati tra noi, farli sentire a casa, superando i tempi lunghi della burocrazia, garantendo un minimo vitale, sostenendo i traumi nascosti, curando i malati». Oltre alla celebrazione l’inaugurazione della mostra “Graffiti del tempo di Guerra” dello scultore Capri Otti che attraverso questi lavori ha voluto esprimere solidarietà e vicinanza alla popolazione ucraina e dire no alla guerra. (Raffaele Iaria)

Naufragio in Calabria: Scalabriniane, ennesima tragedia nel Mediterraneo, servono carità e cooperazione

27 Febbraio 2023 -
Roma - "Nella notte della prima domenica di Quaresima, l'ennesima tragedia di migranti morti, vittime non del mare in burrasca ma dell'avidità di trafficanti di vite umane, sfruttatori di uomini e donne in cerca di una speranza per la vita propria e dei loro figli. Più di cento persone provenienti da Iraq, Afghanistan, Siria e Iran, fra le quali anche bambini e neonati, sono annegati al lago di Crotone. Siamo solidali e vicine con la preghiera alle vittime di questa tragedia e a tutti coloro che si stanno prodigando per accogliere i sopravvissuti". Lo ha detto suor Neusa de Fatima Mariano, superiora generale delle Suore Missionarie di San Carlo Borromeo, congregazione che dalla sua fondazione è al servizio dei migranti. “Sono donne e uomini che fuggono dalla guerra, dalla miseria. Affrontare un viaggio come quello che è terminato così drammaticamente sulle coste della Calabria è una scelta disperata - ha aggiunto - Che questa disperazione sia sfruttata senza alcuna considerazione per la vita di queste vittime è intollerabile. Le istituzioni non possono voltarsi. Devono aiutare le persone, prima che i popoli, a vivere una vita serena. Servono carità, cooperazione internazionale, rispetto per la vita umana".
 

Viminale: da inizio anno sbarcate 14.437 migranti sulle coste in Italia

27 Febbraio 2023 -
Roma - Sono 14.437 le persone migranti sbarcate sulle coste da inizio anno. Di questi 2.042 sono di nazionalità guineana (14%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Costa d’Avorio (2.009, 14%), Tunisia (1.118, 8%), Pakistan (1.107, 8%), Bangladesh (1.066, 7%), Egitto (621, 4%), Camerun (501, 4%), Mali (492, 3%), Eritrea (462, 3%), Burkina Faso (444, 3%) a cui si aggiungono 4.575 persone (32%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione. Fino ad oggi sono stati 1.712 i minori stranieri non accompagnati ad aver raggiunto il nostro Paese via mare. Il dato è aggiornato a oggi, 27 febbraio seco ndo i dati del Ministero dell'Interno.

Naufragio in Calabria: Scalabriniani, no a “lacrime di facciata e argomentazioni strumentali della politica”

27 Febbraio 2023 -
Roma Dopo il drammatico naufragio di ieri nel crotonese i missionari Scalabriniani contestano le “lacrime di facciata, le argomentazioni strumentali sui migranti” e tutta “una ridda di dichiarazioni ideologiche e fuorvianti” che si rincorrono in queste ore. “In fondo, dei morti, di questi e dei 25 mila che li hanno preceduti nel ‘cimitero Mediterraneo’ – fanno notare –, non interessa a nessuno: chi sono, chi lasciano, cosa cercano, cosa portano con sé: quali sogni, speranze, aspirazioni…, perché scelgono di mettere a rischio la loro vita e quella dei loro cari… queste domande sono come fastidiose punture di insetti ai facili versatori di lacrime che dinanzi alla durezza dei fatti continuano imperterriti a ripetere meccanicamente i loro assurdi ritornelli argomentativi”. “Che fare allora?”, si chiedono. “Se i politici e la politica proprio non riescono a vedere al di là dei miseri interessi di parte – osservano –, tocca alla società civile prendersi la responsabilità di rimettere al centro dell’attenzione la dignità della persona umana, la dignità dei migranti, la dignità dei cittadini che non vogliono negare le realtà, la durezza e la complessità delle migrazioni odierne, che non sono dissimili dal passato”. “Costruiamo nuove politiche capaci di garantire”, come ripeteva san Giovanni Battista Scalabrini, “libertà di migrare sì, ma non libertà di far emigrare”, con la consapevolezza che “migliaia di migranti continuano e continueranno (quando non periscono lungo il percorso ad ostacoli da noi approntato) ad arrivare nelle nostre città e nei nostri Paesi in cerca di dignità, rispetto e accoglienza che non possiamo negare loro”.

Naufragio in Calabria: mons. Battaglia, “porti siano aperti per chi cerca speranza e futuro”

27 Febbraio 2023 -
Paola - “Non bisogna fermare le Ong ma essere disponibili affinché i porti possano essere aperti, perché questa è gente che cerca speranza e futuro”. Lo ha detto mons. Domenico Battaglia, arcivescovo di Napoli, a proposito del naufragio di migranti a Cutro (Kr). Il presule è intervenuto a Paola (CS) alla Marcia della pace “IncontrAmiamoci”, organizzata su impulso dei Frati minimi. “Bisogna davvero pregare, ma alla preghiera devono seguire le azioni. Non si può rimanere indifferenti di fronte a ciò che è successo”. Infatti, ha aggiunto l’arcivescovo di Napoli, “queste persone sono volti e sono cuori, storie, e possono continuare a essere anche speranza. Dobbiamo essere capaci di aprire il nostro cuore e poter accogliere tutti”. “Non possiamo voltarci dall’altra parte – ha concluso il presule – perché questa è qualcosa che ci riguarda, e per questo l’impegno deve essere quello dell’accoglienza e della giustizia”.

Uomo dov’è tuo fratello ?

27 Febbraio 2023 -
Crotone - Terrore, paura, buio e morte nel Mediterraneo. Una nuova tragedia! Naufraga ancora la nostra umanità! Nello specchio di mare di Cutro una carretta del mare, partita forse dalla Turchia, si spezza tra i flutti e il mare ingoia altre sessanta vittime, molte delle quali bambini e minori. Ci sommergono flutti di morte, come torrenti impetuosi la morte appaga la sua fame, apre le fauci a uomini e donne in cerca la speranza, ai quali questo inalienabile diritto tante volte è negato. Sui tg si consuma nuovamente il teatrino: fumi di parole, vesti strappate e capi cosparsi di cenere, dopo un silenzio lungo su questo grande dramma, durato mesi, su una vicenda che interroga e chiede ancora una volta: dov’è tuo fratello? Si tratta di un cainismo, forse indiretto, ma che tante volte fa girare il volto dall’altra parte per non vedere un fenomeno che prosegue silenzioso anche se non ne parliamo sui giornali o in tv. Poi irrompe la cronaca e via con i pellegrinaggi, le promesse, gli impegni e gli appelli. Cose che sembrano quasi inutili, forse doverose, all’occhio del cronista ma soprattutto di chi è rimasto in vita, dopo aver visto morire amici e familiari a cento metri dalla riva. Qualche mese fa il professor Sgarbi, in una lectio su “Europa e Mediterraneo” tenuta nell’abbazia florense di San Giovanni in Fiore ha presentato un dipinto. Si trattava del “quarto stato” di Giovanni Iudice nel quale l’artista rappresenta il doloroso destino degli emigranti africani approdati sulle coste siciliane. Il critico d’arte ha fatto cogliere ai presenti come quella umanità rassegnata, “incapace di decidere il proprio destino” porta su di sè il fallimento della speranza. “Il cammino percorso da quel popolo si è interrotto proprie sulle nostre coste”, affoga in quel mare Mediterrano rappresentato in passato nella sua luminosità, e che oggi si trasforma in un mare di morte. Il mare della speranza, del sogno, della fraternità che diventa terribile mostro, nemico da affrontare. E i viaggi della speranza si rivelano, per i disperati, battaglie con la morte, pellegrinaggi verso il nulla di una vita che si incaglia o è ingoiata da una crescente indifferenza. Quanto ne parleranno le cronache, di questo ennesimo naufragio? quanto saremo coinvolti emotivamente questa volta? Rischiamo di macinare anche questo evento tra i tanti accadimenti. E forse non sentiremo che il Creatore ci chiede ancora conto della vita, del diritto alla speranza di questi fratelli. Il teatro istituzionale continuerà per un pò, fino alla prossima distrazione, con il rimbalzo delle responsabilità. L’Europa sarà sempre più lontana. E il continente del mare nostrum diventerà la terra del mare mostrum. (Enzo Gabrieli - Dir. Parola di Vita)

Migrantes: il cordoglio per le morti in mare in Calabria

27 Febbraio 2023 - Roma - Cordoglio e preghiera per le vittime, vicinanza ai superstiti ma anche sconcerto per l’ennesimo naufragio avvenuto all’alba di ieri mattina sulle coste di Cutro, in Calabria. Gli immigrati morti in mare sono “come una spina nel cuore” ha detto papa Francesco durante il suo primo viaggio del Pontificato avvenuto a Lampedusa. 62 i morti finora accertati: tra loro anche bambini. Uomini, donne e bambini di cui non conosceremo forse mai i nomi, ma che si aggiungono alla lista dei tanti morti nel Mediterraneo diventato un vero e proprio cimitero. Non possiamo più vedere immagini strazianti come quelle viste dai soccorritori ieri in Calabria. Mentre sulle spiagge di Steccato di Cutro si procedeva a raccogliere ciò che resta di un uomo, di una donna, di un bambino senza vita, all'ospedale sono stati accolti i superstiti, quelli, racconta la direttrice Migrantes della diocesi di Crotone-Santa Severina, sr. Loredana Pisani - nel disastro hanno riportato ferite, anche gravi. Tra queste persone “la disperazione di una donna, molto provata e ferita, che incessantemente chiama la figlia morta che non ha potuto salvare...Dal reparto di pediatria le urla sono di una piccola bambina, anche lei ferita, anche lei piange e si dispera perchè cerca una mamma che non può più rispondere. Intere famiglie sono morte in quest'orrore, tutte accomunate dal desiderio di una vita migliore”. Storie che chiedono un rinnovato impegno di solidarietà e di responsabilità, perché sia vinta l’indifferenza che fa dimenticare queste tragedie, perché sia finalmente superato un disimpegno per una nuova stagione umanitaria che accompagna e non abbandona persone in fuga da primavere e inverni umani. Sono nostri figli e fratelli. E difendere la loro vita è sacro. La “profonda tristezza” e “acuto dolore” che attraversano il Paese dopo questo ennesimo naufragio, come ha detto il card. Matteo Zuppi, chiedono un supplemento di umanità. Come Fondazione Migrantes ci uniamo all’appello della Chiesa Italiana e alla preghiera di papa Francesco che ancora una volta ieri ha fatto sentire la sua voce pregando “per ognuno di loro, per i dispersi e per gli altri migranti sopravvissuti” e ringraziando quanti hanno portato soccorso e stanno dando accoglienza.    

Mons. Pierpaolo Felicolo

Direttore Generale Fondazione Migrantes

        Roma, 27 Febbraio 2023

Naufragio in Calabria: mons. Panzetta, “nel cuore una certa indignazione”

27 Febbraio 2023 - Crotone - Ancora una volta il nostro mare è diventato una tomba, di vite e di speranze. Ancora una volta una tragedia immane si consuma davanti ai nostri occhi. Si mette in moto la macchina dei soccorsi, fatta di operatori che sanno esprimere grande professionalità, di volontari instancabili, di gente che accorre spontaneamente per offrire quel che serve. Questo però non basta, non più. Non è più tollerabile che giovani vite siano inghiottite dalle onde e dalla nostra incapacità di mettere in atto, come comunità sociale, risposte strutturali, durature, di ampio respiro, perché non si debba più assistere al naufragio dell’umanità. “Sono appena tornato dal luogo della tragedia – ha detto l’arcivescovo di Crotone - Santa Severina, mons. Angelo Panzetta, che si è recato ieri pomeriggio a Steccato di Cutro – e ho nel cuore una certa indignazione. Vedere quasi sessanta buste piene di esseri umani che avrebbero potuto essere accolti diversamente ci dà da pensare e riempie il cuore di tristezza”. “Nella tradizione cristiana la persona umana è il diritto sussistente, poi vengono tutte le altre normative umane”, ha continuato il Vescovo. Questo ci fa avvertire tutto il senso di responsabilità per la vita di queste persone, nostri fratelli in umanità, che sono semplicemente alla ricerca di condizioni di vita migliori. Esercitano un diritto fondamentale, che viene loro negato perché non si è scelto ancora di mettere in atto misure efficaci, che garantiscano loro un viaggio sicuro e un’accoglienza dignitosa. Questo è un dovere morale fondamentale. Ogni ordinamento umano degno di questo nome, non può che rispettare questo valore imprescindibile. (Francesco Gentile)

Migrantes Crotone-Santa Severina: il naufragio dei disperati del terzo millennio sotto gli occhi indifferenti dell’Europa

27 Febbraio 2023 - Crotone - Non ci sono parole sufficienti a descrivere l'orrore e la paura che si sperimenta tentando di leggere negli occhi dei sopravvissuti il dramma accaduto. Sì, accaduto, ancora una volta, tra l'indifferenza di molti, quell'indifferenza non tanto diversa dalle storiche indifferenze che hanno generato i più grandi orrori di disumanità. Mentre sulle spiagge di Steccato di Cutro si procede a raccogliere ciò che resta di uomo, di una donna, di un bambino senza vita, all'ospedale sono stati accolti i superstiti, quelli che nel disastro hanno riportato ferite, anche gravi. Tra queste persone si erge immediatamente la disperazione di una donna, molto provata e ferita, che incessantemente chiama la figlia morta che non ha potuto salvare...Dal reparto di pediatria le urla sono di una piccola bambina, anche lei ferita, anche lei piange e si dispera perchè cerca una mamma che non può più rispondere. Intere famiglie sono morte in quest'orrore, tutte accomunate dal desiderio di una vita migliore. Sì, perchè chi parte, fugge dalla disperazione della guerra, dalle situazioni di grave instabilità politica, dalla povertà, dalla fame, dalle calamità. Nessuno rischia una traversata in mare senza portarsi dietro quel dramma che rende la propria vita impossibile di essere vissuta nella propria terra. Si parte nutrendo una speranza, sempre! Questa loro speranza stanotte si è infranta dinanzi a chi ha gettato in mare tante persone, perché, scambiando le luci dei pescherecci con le navi motovedette, hanno affrettato "le operazioni di approdo" alleggerendo il peso di una specie di imbarcazione. Il pianto degli innocenti, dei piccoli non li ha commossi: quei pianti ora non suonano all'orecchio di nessuno più, perché non sono più. La loro speranza ha incontrato anche la contrarietà del mare, della secca nella quale il barcone si è arenato, ripiegato; a quel punto la speranza è rimasta viva ma silente, molto silente solo in quelle persone, poche, che sono riuscite a sopravvivere, ma nessuno è felice, su nessun volto si accenna un sorriso, in tutti le lacrime si fermano negli occhi arrossati e spenti perchè, tormentandosi, si chiedono dove sono gli altri, perchè io sono vivo e gli altri no. Quella flebile speranza è confusa, è silente. Dinanzi a tutto ciò non si può stare zitti, non si può difendersi nell'oblio del "non poter far nulla". Non esiste una persona che ha dignità e un'altra che non ce l'ha. Non esistono guerre di serie A e guerre di serie B, e quindi, profughi da accogliere ed altri da lasciar morire in mare. Perchè la vera domanda che tutti noi dobbiamo farci è: "come mai in 4 giorni di navigazione nessuno li ha visti?". A tutti noi spetta rispondere. Queste persone, questi piccoli, soprattutto quelli che non sono più, meritano una risposta. Io, tu, dobbiamo dare una risposta!  (Sr. Loredana Pisani, direttrice Migrantes Crotone-Santa Severina)  

Naufragio in Calabria: bandiere a mezz’asta sulla facciata del Consiglio regione in segno di lutto

27 Febbraio 2023 - Reggio Calabria - Il presidente del Consiglio regionale della Calabria, Filippo Mancuso, ha disposto di far abbassare a mezz'asta le bandiere sulla facciata di Palazzo Campanella, in segno di lutto per l’ennesima tragedia dei migranti nel Mediterraneo, tra i quali donne e bambini. “Nell’esprimere il cordoglio del Consiglio regionale per le vittime e nel ringraziare i soccorritori per l’impegno solerte che hanno immediatamente dispiegato, auspico - sottolinea il presidente Mancuso - che l’Unione Europea e la comunità internazionale assumano finalmente la responsabilità di governare i flussi epocali di migranti, perché tragedie come quella davanti le coste crotonesi non abbiano più a ripetersi”.

Conferenza Episcopale Calabra: “Naufragio di umanità”

26 Febbraio 2023 -

Catanzaro - "Come Vescovi delle diocesi della Calabria esprimiamo il profondo dolore e lo sconcerto per l’ennesima tragedia che si è consumata nel mare della nostra regione e invitiamo tutte le comunità cristiane a manifestare con la preghiera e la solidarietà, una concreta vicinanza alle vittime". E' quanto si legge in una nota della Conferenza Episcopale Calabra dopo il naufragio sulle coste di Cutro. "Di fronte alla dolorosa cronaca di queste ore, nessuno può rimanere indifferente di fronte a tanti fratelli e sorelle fra cui bambini, che hanno perso la vita in questo dramma, ultimo di tanti, troppi che hanno funestato le coste della nostra Calabria", sottolineano i presuli della regione. Domani, lunedì 27 febbraio, il vescovo di Cassano allo Jonio, vice presidente della Cei e delegato Migrantes della Conferenza episcopale Calabrese mons. Francesco Savino, si recherà sul luogo della tragedia in rappresentanza della Conferenza episcopale italiana per un momento di preghiera e per esprimere la prossimità e la vicinanza di tutta la Chiesa italiana. "In questo momento come Vescovi della Calabria - si legge nella nota -  ci sentiamo di elevare un invito accorato rivolto a tutti, a non rimanere inerti, a immaginare nuove strade solidali che possano permettere al nostro Mediterraneo di non essere più uno scenario di morte. È il momento del dolore, ma anche del risveglio: tutti facciano la loro parte, tutti facciano di più, con rinnovata responsabilità: l’Europa deve fare di più, l’Italia deve fare di più, le nostre Comunità cristiane devono fare di più… sentendosi tutti sulla stessa barca, su quella stessa barca che non deve naufragare perché sarebbe il naufragio della civiltà. Per salvarci da questo tragico naufragio, con Papa Francesco invitiamo tutti a comportarsi con più umanità, 'Guardando le persone non come dei numeri, ma per quello che sono, cioè dei volti, delle storie, semplicemente uomini e donne, fratelli e sorelle'", come ha detto il Pontefice. (Raffaele Iaria)

Naufragio migranti: il cordoglio del Centro Astalli

26 Febbraio 2023 - Roma - Il Centro Astalli esprime "profondo cordoglio" per le decine di vittime del naufragio al largo della Calabria. "Dolore e sgomento nell’apprendere che su una vecchia barca di legno sono state stipate 250 persone in fuga da Iran, Afghanistan e Pakistan. Si tratta di Paesi senza libertà, democrazia e pace", evidenzia il Centro Astalli: "le istituzioni nazionali e sovranazionali non rimangano ferme davanti a questa tragedia", si legge in una nota nella quale si chiede "un’operazione ampia, strutturata di ricerca e soccorso in mare che metta in salvo vite umane; l’attivazione immediata di canali umanitari dalle principali aree di crisi" e "l’apertura stabile e proporzionata di vie di ingresso legali come visti per lavoro e nuovi criteri che amplino i ricongiungimenti familiari". Per p. Camillo Ripamonti, presidente del Centro Astalli “lasciar morire in mare è inaccettabile. La politica, di qualunque orientamento, non può non agire per salvare vite umane. Purtroppo - sottolinea p. Ripamonti - le politiche di chiusura ed esternalizzazione delle frontiere europee degli ultimi anni hanno ampiamente dimostrato di essere fallimentari, inutili e di favorire il traffico e la tratta di esseri umani. Le migrazioni non si possono fermare ma si devono gestire. In questo il diritto internazionale e la nostra Costituzione indicano l’unica strada percorribile: accoglienza, protezione e tutela dei diritti umani per ogni essere umano”. (R.Iaria)

Mattarella su naufragio: “nessuno può rimanere indifferente”

26 Febbraio 2023 -
Roma - Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha espresso il proprio "dolore per il naufragio avanti alle coste crotonesi, nella quale hanno perso la vita decine persone e tra queste alcuni bambini. Molti tra questi migranti provenivano dall’Afghanistan e dall’Iran, fuggendo da condizioni di grande difficoltà. È una ennesima tragedia del Mediterraneo che non può lasciare nessuno indifferente", ha detto il Capo dello Stato. Nell’esprimere il cordoglio per le vittime, la vicinanza ai naufraghi – cui va assicurata un’adeguata accoglienza - e il ringraziamento ai soccorritori, il Presidente della Repubblica sollecita "un forte impegno della comunità internazionale per rimuovere le cause alla base dei flussi di migranti; guerre, persecuzioni, terrorismo, povertà, territori resi inospitali dal cambiamento climatico. È altrettanto indispensabile che l’Unione Europea assuma finalmente in concreto la responsabilità di governare il fenomeno migratorio per sottrarlo ai trafficanti di esseri umani, impegnandosi direttamente nelle politiche migratorie, nel sostegno alla cooperazione per lo sviluppo dei paesi da cui i giovani sono costretti ad allontanarsi per mancanza di prospettive", si legge in una nota del Quirinale.
 

Card. Zuppi: “la questione dei migranti e dei rifugiati va affrontata con responsabilità e umanità”

26 Febbraio 2023 -
Roma - "Una profonda tristezza e un acuto dolore attraversano il Paese per l’ennesimo naufragio avvenuto sulle nostre coste". Lo dice il card. Matteo Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana in una nota dopo il naufragio avvenuto oggi, 26 febbraio, davanti alle coste di Cutro (Crotone). "Le vittime sono di tutti e le sentiamo nostre", evidenza il porporato: "il bilancio è drammatico e sale di ora in ora: sono stati già recuperati 40 corpi, tra cui molti bambini. Ci uniamo alla preghiera del Santo Padre per ognuno di loro, per quanti sono ancora dispersi e per i sopravvissuti. Li affidiamo a Dio con un pensiero per le loro famiglie".
Questa ennesima tragedia, nella "sua drammaticità, ricorda - sottolinea ancora il presidente dei vescovi italiani - che la questione dei migranti e dei rifugiati va affrontata con responsabilità e umanità. Non possiamo ripetere parole che abbiamo sprecato in eventi tragici simili a questo, che hanno reso il Mediterraneo in venti anni un grande cimitero. Occorrono scelte e politiche, nazionali ed europee, con una determinazione nuova e con la consapevolezza che non farle permette il ripetersi di situazioni analoghe. L’orologio della storia non può essere portato indietro e segna l’ora di una presa di coscienza europea e internazionale. Che sia una nuova operazione Mare Nostrum o Sophia o Irini, ciò che conta è che sia una risposta strutturale, condivisa e solidale tra le Istituzioni e i Paesi. Perché - conclude il card. Zuppi - nessuno sia lasciato solo e l’Europa sia all’altezza delle tradizioni di difesa della persona e di accoglienza". (Raffaele Iaria)

Papa Francesco prega per i migranti vittime del naufragio di questa mattina

26 Febbraio 2023 - Città del Vaticano - "Stamattina ho saputo con dolore del naufragio avvenuto sulla costa calabrese, presso Crotone. Già sono stati recuperati quaranta morti, tra cui molti bambini. Prego per ognuno di loro, per i dispersi e per gli altri migranti sopravvissuti". Lo ha detto papa Francesco al termine della preghiera dell'Angelus ricordando il naufragio di questa mattina che ha causato, finora, oltre 40 morti. "Ringrazio quanti hanno portato soccorso e coloro che stanno dando accoglienza", ha detto il Pontefice: "la Madonna sostenga questi nostri fratelli e sorelle. E non dimentichiamo la tragedia della guerra in Ucraina, già un anno è stato fatto di guerra. E non dimentichiamo il dolore del popolo siriano e di quello turco per il terremoto". (R.Iaria)

Migrantes e Caritas Ugento-Santa Maria di Leuca: oggi l’accoglienza di un ragazzo afghano

26 Febbraio 2023 - Roma - La Caritas e l’Ufficio Migrantes della diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca informano che questo pomeriggio, presso la Parrocchia Madonna delle Grazie di Tutino di Tricase (LE), durante la celebrazione della Santa Messa delle ore 17.30, il vescovo, mons. Vito Angiuli, il sindaco, Antonio De Donno e la comunità parrocchiale daranno il benvenuto a Zawal Fayaz, un ragazzo afghano di 27 anni, giunto in Italia il 23 febbraio, in aereo a Roma, insieme ad altri 96 cittadini afghani, grazie ai Corridoi Umanitari della Cei. Fayaz sarà accolto dalla Chiesa di Ugento – S. Maria di Leuca presso l’Oratorio parrocchiale di Tutino per un anno. Durante quest’anno la comunità sarà coinvolta in un cammino di accoglienza, protezione, promozione e integrazione. La storia di Zawal Fayaz è comune a molti altri suoi concittadini. Ha lavorato per la Nato e per il Governo afgano, nato dopo la sconfitta dei talebani, ma con il ritorno dei talebani, nell’agosto del 2021, la vita per lui è diventata difficilissima come per moltissimi suoi connazionali. L’unica soluzione è stata quella di fuggire via, di lasciare il proprio Paese dove per un breve periodo, durante l’assenza dei talebani, ha avuto la speranza di poter restare e costruirsi un futuro.

Nuove morti nel Mediterraneo: urgente operazione europea Mare nostrum

26 Febbraio 2023 - Roma - Mentre i rami del Parlamento approvano un urgente e straordinario decreto per regolare i flussi migratori, che di urgente e straordinario ha solo l’ennesima operazione ideologica, indebolendo in realtà le azioni di salvataggio in mare delle navi ONG, un barcone spezzato dalla burrasca della notte, che portava almeno 150 migranti, si è inabissato nel Mediterraneo, al largo delle coste calabre crotonesi. Sono 33 (fino al questo momento) i morti accertati, tra cui un neonato, almeno 100 i dispersi, che vanno ad aumentare le migliaia di morti e di tombe anonime nel cimitero del Mediterraneo. Un nuovo drammatico segnale sulla disperazione di chi si mette in fuga da situazioni disumane di sfruttamento, violenza, miseria e di chi è indifferente politicamente a questo dramma. Un nuovo drammatico segnale che indebolisce la Democrazia, perché indebolisce la tutela dei diritti umani: dal diritto alla vita al diritto di migrare, al diritto di protezione internazionale. Mentre queste morti non possono che generare vergogna, chiedono un impegno europeo per un’operazione Mare nostrum, che metta strettamente in collaborazione le istituzioni europee, i Paesi europei, la società civile europea rappresentata dalle ONG. La collaborazione con i Paesi del Nord Africa non può limitarsi a interessi energetici o a sostegni per impedire i viaggi della speranza, ma deve portare a un canale umanitario permanente e controllato nel Mediterraneo verso l’Europa. Chi arrivando in Europa avrà diritto a una protezione vedrà salvaguardato tale diritto; chi non ne avrà diritto sarà rimpatriato. È chiaro che questo esame, solo nella terra europea, dovrà essere agile, organizzato, alla presenza di diverse figure – dai mediatori, dalle forze di polizia, dagli operatori internazionali, da osservatori dell’UNHCR, da operatori sociali … - perché il minore non accompagnato sia tutelato come la vittima di tratta, o chi viene da una drammatica situazione sanitaria o da una guerra o disastro ambientale. Le risorse vanno investite nella tutela della vita, nell’accompagnamento delle persone non in muri o campi disumani. La vita e il futuro dell’Europa dipendono da come si accoglie, tutela, promuove e integra le persone in cammino.

Mons. Gian Carlo Perego Arcivescovo di Ferrara-Comacchio Presidente Cemi e Fondazione Migrantes