Primo Piano

Naufragio in Calabria: Tavolo Asilo, manifestazione sabato dalla spiaggia di Cutro

8 Marzo 2023 - Roma - «Fermare la strage, subito! La strage di Cutro non è stato un incidente imprevedibile. È solo l'ultima di una lunghissima serie di tragedie che si dovevano e si potevano evitare». Si apre così l'appello sottoscritto da Tavolo Asilo e Immigrazione, da Rete 26 Febbraio, dalle Ong impegnate in operazioni di ricerca e soccorso e dalle tante organizzazioni locali e nazionali che hanno deciso di promuovere una manifestazione sulla spiaggia di Cutro il prossimo 11 marzo, per esprimere indignazione per quanto accaduto e solidarietà con le famiglie delle vittime. La manifestazione, che comincerà alle 14.30 sul lungomare di Cutro, è «il primo importante appuntamento nazionale di un percorso di iniziative e mobilitazioni che le reti intendono organizzare». «La drammatica assenza di canali sicuri e legali di accesso al territorio europeo viene spiegato in una nota - obbliga chi fugge da guerre, persecuzioni e povertà a rischiare la vita: l'obiettivo di organizzazioni e associazioni è sollecitare un'inversione di rotta delle politiche migratorie in Italia e nell'Unione europea. A chi non potrà essere presente a Steccato di Cutro le associazioni chiedono di mobilitarsi online scattandosi una foto con la fascia bianca al braccio e pubblicarlo sui social con l'hashtag #fermarelastrage. Finora hanno aderito all'iniziativa, fra le altre, anche Acli, Caritas Italiana, Centro Astalli, Comunità Papa Giovanni XXIII, Comunità di S.Egidio, e Fondazione Migrantes.

Fermiamo la strage subito! Manifestazione nazionale a Cutro

7 Marzo 2023 -
La strage di #Cutro non è stato un incidente imprevedibile. È solo l’ultima di una lunghissima serie di tragedie che si dovevano e si potevano evitare. Le persone che partono dalla Turchia, dalla Libia o dalla Tunisia sono obbligate a farlo rischiando la vita a causa dell’assenza di canali sicuri e legali di accesso al territorio europeo. I governi hanno concentrato i loro sforzi solo sull’obiettivo di impedire le partenze, obbligando chi fugge da guerre, persecuzioni e povertà a rivolgersi ai trafficanti. Se le persone morte nel mare davanti a Cutro avessero potuto chiedere e ottenere un visto umanitario non avrebbero rischiato la vita. Se ci fosse stato un programma di ricerca e salvataggio europeo o italiano, quel terribile naufragio si sarebbe potuto evitare. Sulle responsabilità delle autorità competenti indagherà la magistratura. Ma chi ha responsabilità politiche, in primo luogo il governo, non può ribaltare la realtà e scaricare sulle vittime il peso di una strage che ha visto la perdita di 70 esseri umani che si potevano e si dovevano salvare.
È arrivato il momento di dire basta e di fermare le stragi. • Chiediamo un’indagine seria che faccia chiarezza su quanto è successo. • Chiediamo di istituire una Commissione parlamentare di inchiesta sulle stragi di frontiera. • Chiediamo di realizzare immediatamente un programma europeo di ricerca e salvataggio in tutto il Mediterraneo, e sollecitiamo il governo italiano a chiedere agli altri Stati membri di implementare questo programma. • Chiediamo di attivare i visti umanitari previsti dal Regolamento Europeo dei Visti, consentendo così alle persone in fuga da guerre e violenze l’attraversamento delle frontiere europee in sicurezza e legalità. • Chiediamo di attivare ogni via d’accesso complementare, a partire dai reinsediamenti, dai corridoi e da altre forme di sponsorship e di ampliare i canali regolari di ingresso, senza usare questi strumenti per giustificare politiche di chiusura e respingimenti delegati a governi non UE. • Chiediamo di fermare ogni iniziativa e programma di esternalizzazione delle frontiere e di promuovere accordi bilaterali condizionati dal rispetto dei diritti umani e non dal controllo dei flussi migratori.
È il momento di dire basta ad ogni forma di strumentalizzazione politica e di fermare le stragi.
Lo faremo andando sulla spiaggia di Cutro il prossimo 11 marzo alle 14.30 per esprimere la nostra indignazione e la solidarietà con le vittime e le loro famiglie con una marcia silenziosa.
La manifestazione di Cutro è il primo importante appuntamento nazionale di un percorso di iniziative e mobilitazioni che le reti che la promuovono intendono organizzare affinché queste politiche “invertano rotta”.
A chi non potrà essere a Steccato di Cutro chiediamo di mobilitarsi online scattandosi una foto con la fascia bianca al braccio e pubblicarla sui social con l’hashtag #fermarelastrage .
Per adesioni: fermarelastragesubito@gmail.com
Rete 26 febbraio A Buon Diritto ACAT ACLI ActionAid Amnesty International Italia ANPI AOI ARCI ASGI Auser Nazionale Avvocato di Strada Baobab Experience Caritas Italiana Casa dei Diritti Sociali Centro Astalli Centro di Accoglienza "Ernesto Balducci" di Zugliano (UD) CGIL CIES CIR CivicoZero Onlus CNCA COCIS Comunità Papa Giovanni XXIII Comunità di S.Egidio Defence for Children Emergency Ero Straniero Europasilo Fondazione Migrantes Forum per Cambiare l’Ordine delle Cose I.C.S. (Consorzio Italiano di Solidarietà) - Ufficio Rifugiati International Rescue Committee Italia Intersos Legambiente Lunaria Medici del Mondo Medici per i Diritti Umani Medici Senza Frontiere Mediterranea Saving Humans Missionari Comboniani Commissioni Migranti e CPIC Provincia Italiana MorEqual - Associazione Cosenza MoVI Movimento Italiani Senza Cittadinanza Open Arms Oxfam Italia Refugees Welcome Italia ReteDASI (Diritti, Accoglienza, Solidarietà Internazionale) San Pancrazio - Cosenza Save the Children Italia Sea Watch Senza Confine SIMM SOS Villaggi dei Bambini Onlus Strade di Casa - Soc. Coop. Soc.- Cosenza UIL Un Ponte Per UNIRE (Unione nazionale italiana dei rifugiati ed esuli) V.I.M. VOLONTARI ITALIANI PER IL MADAGASCAR onlus
 

Naufragio in Calabria: sale a 72 il numero dei morti accertati, 17 i minori

7 Marzo 2023 -
Roma - Sale a 72 il numero accertato di vittime del naufragio di migranti del 26 febbraio davanti alla spiaggia di Steccato di Cutro, nel Crotonese: 17 sono minori. Questa mattina il corpicino di una bambina dell'apparente età di 3 o 4 anni è stato avvistato in mare da alcuni cittadini che hanno avvisato la Guardia Costiera la quale ha provveduto al recupero. La piccola salma è stata portata in obitorio. Poco dopo è stato recuperato anche il cadavere di una donna. I sedici minori trovati morti in precedenza sono stati tutti identificati grazie al lavoro della Polizia scientifica di Crotone. Tre dei minori sopravvissuti sono ancora ricoverati nel reparto di pediatria dell'ospedale di Crotone. Le ricerche proseguono senza sosta con mezzi aerei, navali, sommozzatori, droni e personale di presidio a terra di Guardia Costiera, Questura, Carabinieri, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco e Protezione Civile regionale. Intanto c'è la convocazione del Consiglio dei ministri a Cutro per giovedì.

Mons. Baturi in rientro dalla Siria: vicinanza a un popolo stremato

7 Marzo 2023 - Cagliari -  "E' stato un viaggio che ci ha consentito di incontrare e di ascoltare persone che vivono questo dramma: fatto di povertà, morte, malattia. Siamo andati per conoscere, ma anche per manifestare la nostra vicinanza fraterna, di cristiani della Chiesa italiana, e di quella cagliaritana, per dire a quelle persone 'non siete sole, siamo con voi'. La popolazione è davvero stremata da una guerra sanguinosa che ha prodotto più di mezzo milione di vittime in Siria, tra le quali circa 26.000 bambini. Una condizione di estremo disagio che ha costretto tanti a fuggire". Lo ha detto questa mattina il segretario generale della Cei e arcivescovo di Cagliari, mons. Giuseppe, nel corso di un incontro con la stampa cagliaritana dopo la visita della settimana scorsa in Siria e per condivisione l’esperienza maturata. Nalla situaizone giù precaria in questo Paese si è inserita l’emergenza del coronavirus, del colera e poi della crisi finanziaria, soprattutto a seguito del blocco commerciale in Libano. E a infierire ulteriormente sulla già precaria situazione, è giunto il recente sisma che ha colpito zone già provate dalla distruzione della guerra e dalla povertà. "Abbiamo potuto constatare – ha sottolineato mons. Baturi – scenari che ancora conservavano i segni della paura. Tra i vari incontri, succedutisi nel corso dei giorni, ricordo quello con i bambini accolti dai salesiani e dai francescani nelle scuole, sostenuti dall'associazione Pro terra sancta e dalla Caritas locale e italiana. Impressiona la condizione delle comunità cristiane, sempre più ridotte a causa dell'immigrazione. A loro abbiamo detto che non devono sentirsi sole, e che la 'condivisione della fede' deve poter diventare 'condivisione della carità' e aiuto a percorrere il loro cammino. In questo senso è stata un'esperienza confortante. Nel contesto di una situazione di sofferenze e di guerra, la fede è diventata ragione di vita, motivo di carità e di accoglienza per tutti". La Chiesa italiana partecipa a questa avventura anche attraverso i fondi dell'8xMille, una parte dei quali sono destinati a interventi caritativi nel Terzo mondo e nei Paesi in via di sviluppo. L’arcivescovo ha affermato che "erano già avviati dei piani di intervento nella zona di Damasco dove, in questi vent'anni, sono stati investiti più di tre milioni e mezzo di euro, e altrettanto abbiamo fatto negli ultimi quindici anni nella zona di Aleppo". Tra le iniziative promosse quella degli “ospedali aperti”, che consente ai più poveri di accedere al ricovero. Tutti questi progetti hanno risentito della crisi prodotta dal terremoto, che ha "determinato non solo la morte ma anche lo sfollamento e la crisi abitativa. E noi come Chiesa italiana abbiamo subito stanziato dei fondi". "L’iniziativa – ha aggiunto il segretario generale della Cei – è stata pensata anzitutto per sottolineare l'importanza per noi credenti di sentire parte della nostra vita, quella dei nostri fratelli che stanno nel Medio Oriente, in Turchia, in Siria, in Libano. Questa dilatazione del cuore, fa percepire nostri i Paesi degli altri, nostre le speranze altrui. Sarà l'occasione per ripensare la propria apertura al mondo in una comunione delle anime che si realizza in Cristo". (R.Iaria)

Corridoi umanitari: Sant’Egidio, nuovi arrivi oggi a Fiumicino

7 Marzo 2023 - Roma - Nuovo arrivo, oggi a Fiumicino, con un volo provenienti da Atene, di 11 richiedenti asilo originari di paesi in cui persistono conflitti e condizioni di violenza diffusa come Iraq, Congo e Camerun. Molti hanno trascorso lunghissimi periodi di permanenza - fino a 5 anni - nei campi profughi delle isole greche, tra cui quello di Moria, a Lesbo.  Il loro ingresso in Italia è reso possibile da un protocollo d’intesa tra la Comunità di Sant’Egidio e il ministero dell’Interno che prevede l’arrivo dalla Grecia nel nostro paese, in modo legale e sicuro, di richiedenti asilo, con particolare attenzione ai soggetti più vulnerabili, come nuclei familiari numerosi e minori non accompagnati. I rifugiati – tra cui una donna sola con i figli disabili – saranno accolti a Roma, nelle Marche e in Lombardia e subito avviati verso l’integrazione: per i minori attraverso l’iscrizione a scuola, per gli adulti con l’apprendimento della lingua italiana e, una volta ottenuto lo status di rifugiato, con l’inserimento nel mondo lavorativo. Complessivamente, con il sistema dei corridoi umanitari, realizzati grazie a una rete di accoglienza diffusa, sono giunti in Europa più di 6mila rifugiati, di cui 5250 in Italia.

Forlì: oggi incontro su “Migranti e integrazione nell’Italia di oggi” con mons. Perego

7 Marzo 2023 - Forlì - Si svolgerà, queste sera,  nell’ambito della Scuola diocesana di Formazione all’Impegno Sociale e Politico della diocesi di Forlì-Bertinoro l’incontro “Migranti e integrazione nell’Italia di oggi”. Interverranno per la Fondazione Migrantes mons. Gian Carlo Perego, arcivescovo di Ferrara-Comacchio e Presidente CEMi e Fondazione Migrantes. Agli interventi seguiranno riflessioni con riferimento alla situazione del territorio forlivese.

Migrantes: a Ferrara la presentazione del rapporto Diritto d’Asilo

7 Marzo 2023 - Ferrara - Il prossimo 13 marzo nella sede del Dipartimento di Giurisprudenza a Ferrara è in programma un incontro di presentazione del Rapporto 2022 della Fondazione Migrantes sul diritto d’asilo. Il Seminario è organizzato nell’ambito dei corsi di Cliniche Legali, Diritto europeo dell’immigrazione, Sociologia del diritto. Appuntamento alle ore 15 nella Sala Consiliare del Dipartimento. Dopo i saluti istituzionali di Serena Forlati (Direttrice del Dipartimento di Giurisprudenza, Università di Ferrara), Rinaldo Argentieri (Prefetto di Ferrara) ed Elisabetta Balsamo (Dirigente Ufficio Immigrazione della Questura di Ferrara), vi sarà l'introduzione da parte dell'arcivescovo di Ferrara-Comacchio e presidente della Fondazione Migrantes, mons. Gian Carlo Perego. L'incontro, coordinato da Orsetta Giolo (Università Ferrara), vedrà poi gli interventi di Cristina Molfetta della Fondazione Migrantes, Gianfranco Schiavone dell'Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione e Alessandra Annoni dell'Università di Ferrara.

Naufragio in Calabria: da Nord a Sud fascia bianca al braccio in segno di lutto

7 Marzo 2023 -

Milano - Fascia bianca ieri in consiglio comunale, a Torino, e in molte scuole italiane, da nord a sud, in segno di lutto per i morti del naufragio di Cutro. A Torino l’hanno indossata il sindaco Stefano Lo Russo e i consiglieri di maggioranza, oltre che del M5s e “Torino Bellissima”, aderendo a un’iniziativa lanciata dalla scrittrice Elena Stancanelli che ha coinvolto anche numerose scuole. «È un messaggio simbolico - hanno spiegato i consiglieri - per far sì che le coscienze non si addormentino e per dire che le politiche devono basarsi sul fatto che accoglienza e solidarietà sono l’unica dimensione possibile che ci rappresenta come popolo». «La mia proposta è: dichiariamolo, il nostro lutto. Un lutto al quale ci ribelliamo: mettiamo al braccio una fascia bianca. Andateci a scuola, lunedì. Fatevi vedere, mostratevi sui vostri social, gridate la vostra estraneità a questo abominio. Rimanete innocenti, dichiarando pubblicamente la vostra distanza. Se non grideremo abbastanza, se non faremo capire in tutti i modi quanto ci fa schifo quello che è stato fatto domenica, quello che continua ad accadere nel nostro mare, ne porteremo addosso il dolore anche noi. La mia voce è piccola, ma la nostra tutti insieme è potente», aveva scritto Stancanelli. E 3 studenti su 10 si sono detti disposti a portare ieri la fascia a scuola o condividerla sui social. Tra gli oltre 1.200 giovanissimi di età compresa tra gli 11 e i 19 anni intervistati dal portale Skuola.net per La Stampa - infatti, ben 3 su 10 hanno detto di essere della partita, indipendentemente dalle proprie idee sull'argomento immigrazione e sulla politica in generale.

Naufragio in Calabria: Mattarella, “il cordoglio deve tradursi in scelte concrete, operative, da parte di tutti”

6 Marzo 2023 - Potenza – “A non molta distanza da qui, sulle coste di Calabria, giorni fa si è verificato un evento tragico che ha, come tutti ben sappiamo, coinvolto interamente la commozione del nostro Paese. I profughi afgani hanno fatto tornare anzitutto in mente quanto, quasi due anni fa, il nostro Paese ha fatto nel momento in cui i talebani occupavano Kabul per portare in Italia non soltanto i nostri militari in missione lì, ma per portare in Italia tutti i cittadini afgani che avevano collaborato con la nostra missione. Non ne abbiamo lasciato nessuno, li abbiamo tutti accolti qui in Italia”. Lo ha detto questa mattina il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo a Potenza in occasione del 40° anniversario dell’Università degli studi della Basilicata, nel 40° dalla sua fondazione. I fatti di Cutro ci fa tornare alla mente “le immagini televisive della grande folla di afgani all’aeroporto di Kabul che imploravano un passaggio in aereo per recarsi altrove. Ci fa – ha detto Mattarella -  quindi comprendere il perché intere famiglie, persone che non vedono futuro, cercano di lasciare, con sofferenza - come sempre avviene - la propria terra per cercare un avvenire altrove, per avere possibilità di un futuro altrove”. Per il Capo dello Stato di fronte all’evento “drammatico che si è consumato, ma ancor più a ciò che questo raffigura di condizioni drammatiche, in quello come in altri Paesi, il cordoglio deve tradursi in scelte concrete, operative, da parte di tutti. Dell’Italia, per la sua parte, dell’Unione europea, di tutti i Paesi che ne fanno parte. Perché questa è la risposta vera da dare a quello che è avvenuto, a queste condizioni che – ripeto - con violazione dei diritti umani e della libertà, colpiscono tutti, in qualunque parte del mondo”.    

Papa Francesco: “presenza di tanti fratelli e sorelle migranti è un’opportunità di crescita umana”

6 Marzo 2023 -
Sacrofano - Tramite il card. Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, papa Francesco ha voluto inviare un messaggio ai partecipanti alla prima edizione del percorso formativo “Cattedra dell’accoglienza” esprimento “vivo apprezzamento per l’opera dei volontari coinvolti nella cura degli immigrati”. Il Pontefice auspica che “il significativo evento susciti un rinnovato impegno nel favorire lo spirito dell’accoglienza e della solidarietà, promuovendo così la pace e la fraternità tra i popoli” e incoraggia  a “considerare la presenza di tanti fratelli e sorelle migranti un’opportunità di crescita umana, di incontro e di dialogo tra culture e religioni”.

Naufragio in Calabria: card. Parolin, “monito alle nostre coscienze e non può lasciarci né indifferenti né bloccati dalla paura”.

6 Marzo 2023 - Sacrofano -  “Le scelte concrete da compiere nel quotidiano e le sfide che la società odierna deve affrontare ci suggeriscono di scorgere nella fraternità universale il fondamento profondo dell’accoglienza, oggi come non mai indispensabile per costruire un mondo rappacificato, nel quale il diritto ad una vita libera e dignitosa venga assicurato ad ogni essere umano, in qualunque parte del mondo si trovi, specialmente se nel suo Paese questo non è possibile o se vi è perseguitato”.  Lo ha detto oggi il card. Pietro Parolin  intervenendo alla prima edizione della “Cattedra dell’Accoglienza che si aperta oggi a Sacrofano. Per il porporato anche “la condivisione dei beni e delle risorse può certamente favorire un atteggiamento accogliente da parte dei popoli che vivono nel cosiddetto mondo sviluppato. La cura di ogni essere umano favorirà poi quel dialogo tra i popoli di cui oggi si sente urgente bisogno”. Oggi – ha aggiunto il card. Parolin - “c’è un grande nemico dell’accoglienza: la paura! E l’opinione pubblica sembra trovare motivi sempre validi per alimentare questa paura, che arriva a condizionare le scelte politiche di Governi e istituzioni. È di queste ore il dibattito, non sempre costruttivo e proficuo, che si è generato a partire dalla tragedia consumatasi al largo di Cutro, dove il 26 febbraio scorso è terminato il viaggio di 180 migranti, con un bilancio gravissimo e tristissimo di vittime e dispersi, molti dei quali sono bambini. Quella disgrazia è un monito alle nostre coscienze e non può lasciarci né indifferenti né bloccati dalla paura”. Il Segretario di Stato Vaticano ha auspicato che questa “Cattedra dell’accoglienza” aiuti a “smontare il sentimento della paura, mettendone in luce i gravi rischi se non viene superata da nuovo impegno e nuova responsabilità nel trovare vie concrete di disponibilità, e attivi meccanismi di informazione e formazione capaci di forgiare nuove tendenze all’interno dell’opinione pubblica. La Cattedra – ha quindi aggiunto - non pretende certo di sostituirsi alla necessaria educazione del cuore, per la quale la Chiesa è impegnata in prima linea; al contrario, si propone di contribuire a strutturare cammini formativi capaci di rispondere all’urgente bisogno di cura e di sensibilità verso l’altro, trovando nella fede e nella preghiera un privilegiato campo d’azione”. L’incontro – che si concluderà venerdì 10 vedrà la presenza, tra gli interventi, di mons. Gian Carlo Perego, presidente della Fondazione Migrantes.  L’iniziativa, partita nel marzo scorso a Sacrofano proprio alla presenza del card. Parolin, intende essere a cadenza annuale per “ribadire a noi stessi la necessità e l’urgenza della formazione, oltre che della condivisione delle esperienze e delle buone pratiche”, è stato spiegato. (Raffaele Iaria)

Naufragio in Calabria: una giornata di preghiera e riflessione venerdì 10 marzo

6 Marzo 2023 - Rossano - "La tragedia di Cutro non può e non deve lasciarci indifferenti. Le vite spezzate in un mare in tempesta interrogano ognuno di noi dal profondo. In questo triste e tragico momento di dolore irrompe con urgenza la necessità di fermarsi a riflettere e pregare". Così una nota della diocesi di Rossano Cariati invita tutte le comunità cristiane a manifestare con la preghiera e la solidarietà "una concreta vicinanza alle vittime". Un momento di preghiera e di riflessione si svolgerà venerdì prossimo, 10 marzo, a Pietrapaola su iniziativa dell’Ufficio diocesano per l’Apostolato del Mare diretto da don Giuseppe Ruffo, dall'Ufficio Migrantes  diretto da Giovanni Fortino, dalla parrocchia di Santa Maria delle Grazie di Pietrapaola guidata da don Umberto Sapia e dall'Istituto comprensivo di Mandatoriccio diretto dalla dirigente scolastica Mirella Pacifico. L’appuntamento prevede due momenti. Prima il momento di preghiera nella parrocchia di S. Maria delle Grazie che sarà presieduto dall'arcivescovo mons. Maurizio Aloise. Saranno proprio gli alunni dell'istituto comprensivo di Mandatoriccio (plesso di Pietrapaola) ad animarlo con poesie, cartelloni e riflessioni suscitate nei loro cuori dalle terribili immagini della spiaggia di Steccato di Cutro. A conclusione del momento di raccoglimento si andrà verso la spiaggia dove verrà lanciata nel mare una corona di fiori in ricordo delle vittime del naufragio. (R.Iaria)  

Naufragio in Calabria: migliaia alla Via Crucis sul luogo della tragedia

6 Marzo 2023 - Crotone – Erano migliaia le persone che ieri si sono ritrovate sulla spiaggia di Steccato di Cutro per una Via Crucis in ricordo dei 70 migranti morti nel naufragio di domenica scorsa. “Con Cristo tra i migranti dinanzi all’indifferenza dei potenti”, il tema scelto dagli uffici Migrantes e Liturgico della diocesi di Crotone-Santa Severina che nanno promosso l'iniziativa. Con il legno di quel barcone affondato a pochi metri dalla spiaggia  è stata costruita una Croce con gli stessi bulloni e gli stessi chiodi realizzata con l'aiuto di un artista  locale e che sarà custodita nella parrocchia di Le Castella, ha spiegato il parroco don Francesco Loprete. A portare quella croce i fedeli della varie parrocchie del circondario di Cutro, nella diocesi di Crotone- Santa Severina. Con loro l’arcivescovo mons. Angelo Panzetta e l’imam della Moschea di Cutro, Mustafa Achik. “Non ci aspettavamo questa grande partecipazione”, dicono dall'Ufficio Migrantes della diocesi crotonese. Al termine del rito, al quale hanno partecipato anche l’arcivescovo di Cosenza-Bisignano e membro della Commissione Migrantes della Cei, mons. Giovanni Checchinato e  il vescovo di Lamezia Terme, mons. Serafino Parisi, la recita di un Eterno riposo e la corona di fiori bianchi gettata in mare dall’imam insieme ad un sacerdote.  Un’altra “Via Crucis”, all’interno delle comunità parrocchiali, si era svolta venerdì, sempre per le vittime sinora accertare del disastro, cui aggiungere, sottolinea la direttrice di Migrantes suor Loredana Pisani, le altre custodite nel cuore del mare. “Mancano da trenta a cinquanta persone, gran parte bambini”, dice: “la situazione migratoria è difficile da fronteggiare ed è vero che bisogna evitare gli sbarchi, ma non è possibile evitare che i migranti cerchino vie di fuga". Sr. Pisani ricorda che ciascun migrante ha pagato da 8 a 10mila euro per il viaggio poi terminato con il naufragio di Cutro, quindi se ci fossero dei canali legali li seguirebbero volentieri. (R.Iaria)

Istat: più di un matrimonio su 10 con almeno uno sposo straniero

6 Marzo 2023 - Roma - Nel 2021 sono state celebrate 24.380 nozze con almeno uno sposo straniero, in aumento del 29,5% rispetto all’anno precedente. Lo sottolinea l’Istat nel Report Matrimoni, Unioni Civili, Separazioni e Divorzi. I matrimoni misti (in cui uno sposo è italiano e l’altro straniero) ammontano a oltre 18mila e continuano a rappresentare – sottolinea l’Istituto di Statistica - la parte più consistente dei matrimoni con almeno uno sposo straniero (75,1%). Quasi i tre quarti dei matrimoni misti riguardano coppie con sposo italiano e sposa straniera (13.703, pari al 7,6% delle celebrazioni a livello nazionale nel 2021). Le donne italiane che hanno scelto un partner straniero sono 4.595, il 2,5% del totale delle spose. Le combinazioni di cittadinanza dei matrimoni misti sono molto diverse a seconda del genere degli sposi. Nel 2021, gli uomini italiani hanno sposato una cittadina rumena nel 19,2% dei casi, ucraina nel 13,2% e russa nel 7,1%. Le donne italiane che hanno contratto matrimonio con un cittadino straniero hanno invece più frequentemente uno sposo di cittadinanza marocchina (12,1%) o albanese (9,7%). L’Istat evidenzia anche che tra i matrimoni misti, oltre uno su 10 coinvolge uno sposo italiano per acquisizione; se consideriamo i matrimoni misti tra sposa italiana e sposo straniero, in uno su quattro la sposa italiana è di origine straniera. Questa quota – evidenzia Istat – era molto più contenuta, circa il 6%, nel 2012. “Il consistente aumento della presenza di italiani per acquisizione al momento del matrimonio è dovuto a molteplici fattori. Innanzitutto – spiega la nota -  negli anni recenti l’acquisizione è diventata più consistente, in linea con un più avanzato processo di integrazione dei cittadini stranieri, ma, allo stesso tempo, si assiste a una progressiva diminuzione della quota di acquisizioni per matrimonio. La tipologia di matrimonio misto, quindi, sta cambiando nel tempo, includendo una quota crescente di neo-cittadini italiani che alla nascita avevano la stessa cittadinanza del partner straniero”. (R.I.)

Naufragio in Calabria: mons. Panzetta, “non vogliamo un’Europa con il filo spinato” dove “è difficile trovare accoglienza”

6 Marzo 2023 - Crotone - “Non vogliamo un’Europa con il filo spinato e laddove è difficile trovare accoglienza. Le persone che hanno perso la vita in questo mare sono la carne di Gesù”. Lo ha detto ieri mons. Angelo Raffaele Panzetta, arcivescovo di Crotone-Santa Severina, al termine della Via Crucis che si è tenuta sulla spiaggia dello Steccato di Cutro, animata dalle parrocchie del territorio e promossa dall'Ufficio Migrantes della diocesi. Alla Via Crucis anche mons. Giovanni Checchinato, arcivescovo di Cosenza-Bisignano e membro della Commissione Cei per le Migrazioni, e mons. Serafino Parisi, vescovo di Lamezia Terme. Mons. Panzetta ha evidenziato che “Gesù è il cuore accogliente e ospitale di Dio nei confronti dell’umanità. Se siamo cristiani non possiamo non essere accoglienti, dobbiamo avere il cuore aperto come il Signore” e “sappiamo che Dio, oceano di pace, ha accolto questi fratelli con cuore di Padre”. Per il presule crotonese, “abbiamo la necessità di generare intorno a noi un clima di accoglienza, di fraternità, di amicizia, non permettiamo alla paura di farci diventare comunità dal cuore gelido, atterrito di fronte alle diversità, perché noi vogliamo una convivialità delle differenze”.  

Liberaci dal male

6 Marzo 2023 - Roma - Era l’8 luglio del 2013 quando papa Francesco, da Lampedusa, denunciava la “globalizzazione dell’indifferenza” causata dal benessere. "Ci siamo abituati alla sofferenza dell’altro, non ci riguarda, non ci interessa, non è affare nostro!", aveva detto il Pontefice. Di lì a tre mesi il mare sarebbe tornato a inghiottire altre vite, altre speranze, che cercavano solo un approdo di salvezza. Sono trascorsi 10 anni e, da Lampedusa a Cutro, nulla è cambiato. Non si riesce a fare a meno di pensare a quelle vite - ai bambini, alle donne, agli uomini, ciascuno con un nome, una storia, dei familiari che li piangono - travolte dalla nostra indifferenza, inghiottite dal nostro egoismo. All’inarrestabile fremito di speranza, all’innato istinto di sopravvivenza che le aveva spinte a cercare vita, più vita, affidandosi alla forza ignota del mare, alle mani crudeli di dispensatori di morte. Con il trascorrere dei giorni, poi, aumentano i dubbi su ciò che avrebbe potuto essere fatto, si tirano in ballo “regole di ingaggio”, si pronunciano parole dure come le pietre, affilate come lame: “Non dovevate partire”, che è come dire: “È colpa vostra”. E aumentano la rabbia e il dolore. Nella Sacra Scrittura il mare rappresenta il male. È ad esso che Gesù si rivolge, intimandogli di calmarsi, minacciandolo, riconsegnando così le acque e i discepoli a un’insperata quiete (Mt 8,23-27). Il Principe della Pace compie in questo modo un esorcismo sulle forze malefiche che si annidavano tra le onde. Oggi quel male non abita le profondità degli abissi, ma il nostro cuore indurito, che ha riempito quegli abissi di morti innocenti. Ed è il nostro cuore che oggi Gesù deve liberare. No, non si riesce a non pensare a quest’ultima strage, a tutte le stragi, anche a quelle che si consumate lontano dai nostri occhi, dalle nostre coste. Continueranno i viaggi, non si fermeranno le traversate. Fino a quando ci saranno sperequazioni e sfruttamento, fino a quando saccheggeremo e faremo violenza sulle terre dei poveri, i poveri verranno a chiederci conto delle nostre azioni. Signore, liberarci dal male. Solo Tu puoi farlo. Liberaci, Signore. E sarà di nuovo bonaccia nella nostra vita, nelle nostre relazioni, nell'umanità che Tu ci hai affidato. (Luca Insalaco)  

La bellezza luminosa dell’amore

6 Marzo 2023 - Città del Vaticano - Dio chiama un nomade e lo invita a lasciare la propria terra e il proprio gruppo per intraprendere un cammino verso un luogo che il Signore stesso gli indicherà. Abramo obbedisce e Dio, è la prima lettura tratta dal libro della Genesi, gli dice: “farò di te una grande nazione e ti benedirò, renderò grande il tuo nome”. Matteo scrive che Pietro, Giacomo e Giovanni seguirono Gesù sul monte della Trasfigurazione, forse il Tabor, e lì, avvolti in una nube, videro conversare Mosè e Elia – ovvero la legge e i profeti, come dire l’Antico Testamento – e ascoltarono la voce del Padre che li invita a seguire il Figlio “l’amato” in cui ha posto “il suo compiacimento”. Come Abramo, anche i tre discepoli non sanno ancora quale strada li attende, ma conoscono la meta che li porterà là dove vedranno il Figlio dell’uomo risorgere dai morti. Antico e Nuovo Testamento che quasi si fondano per farci capire il mistero di Gesù. Queste pagine ci dicono che alla base c’è un cammino da percorrere – e la Quaresima è un cammino, di conversione, di speranza – c’è un volto e c’è una parola, una voce che chiama. Il volto e la voce sono l’espressione di una vera comunicazione: senza l’incontro con il volto dell’altro, senza l’ascolto della parola facciamo fatica a accogliere il messaggio; e il racconto della trasfigurazione è forse l’immagine perfetta del comunicare. E quel volto, che i tre discepoli vedono, diventa sorpresa: “avevano avuto sotto gli occhi per tanto tempo il volto dell’amore, e non si erano mai accorti di quanto fosse bello. Solo adesso se ne rendono conto, con immensa gioia”. Ma ci sono altri volti che Papa Francesco vuole ricordare all’Angelus, i volti di chi ha perso la vita, soprattutto giovani, nell’incidente ferroviario in Grecia; quelli delle numerose vittime del naufragio nelle acque di Cutro sulla costa di Crotone, i volti dei loro familiari, dei sopravvissuti per i quali chiede preghiere; e poi i volti della popolazione locale, delle istituzioni che ringrazia per la solidarietà e l’accoglienza verso questi fratelli e sorelle. Preghiera ma anche appello perché “non si ripetano simili tragedie”; perché “siano fermati” i trafficanti di esseri umani; perché “i viaggi della speranza non si trasformino mai più in viaggi della morte”, e le acque del Mediterraneo “non siano più insanguinate da tali drammatici incidenti. Che il Signore ci dia la forza di capire e di piangere”. Parole che ricordano quelle pronunciate dieci anni fa a Lampedusa, primo viaggio del Pontificato, quando disse che “la globalizzazione dell’indifferenza ci ha tolto la capacità di piangere”. Sul monte della Trasfigurazione i tre discepoli hanno conosciuto la bellezza di un volto. Francesco dice: “impariamo a riconoscere, sul suo volto, la bellezza luminosa dell’amore, che si dona anche quando porta i segni della croce”. Ancora impariamo a cogliere la stessa bellezza nei volti di familiari, amici, colleghi, di quanti camminano accanto a noi ogni giorno: “quanti volti luminosi, quanti sorrisi, quante rughe, quante lacrime e cicatrici parlano d’amore attorno a noi. Impariamo a riconoscerli e a riempircene il cuore”. Pietro, dopo aver vissuto il momento della Trasfigurazione “vorrebbe fermare il tempo e mettere la scena in ‘pausa’”; vorrebbe, in sostanza, prolungare l’esperienza meravigliosa, “ma Gesù non lo permette. La sua luce, infatti, non si può ridurre a un momento magico. Così diventerebbe una cosa finta, artificiale, che si dissolve nella nebbia dei sentimenti passeggeri”. Francesco allora chiede, all’Angelus, di non restare con le mani in mano, ma di “portare anche agli altri la luce che abbiamo ricevuto, con le opere concrete dell’amore, tuffandoci con più generosità nelle occupazioni quotidiane, amando, servendo e perdonando con più slancio e disponibilità”. In questo cammino della Quaresima, il vescovo di Roma ci lascia un messaggio legato alla nostra vita quotidiana: “è importante stare con Gesù, anche quando non è facile capire tutto quello che dice e che fa per noi. È stando con lui, infatti, che impariamo a riconoscere, sul suo volto, la bellezza luminosa dell’amore che si dona, anche quando porta i segni della croce”. (Fabio Zavattaro - Sir)

Naufragio in Calabria: Papa Francesco, “non si ripetano simili tragedie”

6 Marzo 2023 - Città del vaticano - "Esprimo il mio dolore per la tragedia avvenuta nelle acque di Cutro, presso Crotone. Prego per le numerose vittime del naufragio, per i loro familiari e per quanti sono sopravvissuti. Manifesto il mio apprezzamento e la mia gratitudine alla popolazione locale e alle istituzioni per la solidarietà e l’accoglienza verso questi nostri fratelli e sorelle e rinnovo a tutti il mio appello affinché non si ripetano simili tragedie. I trafficanti di esseri umani siano fermati, non continuino a disporre della vita di tanti innocenti! I viaggi della speranza non si trasformino mai più in viaggi della morte! Le limpide acque del Mediterraneo non siano più insanguinate da tali drammatici incidenti! Che il Signore ci dia la forza di capire e di piangere". Lo ha detto ieri mattina papa Francesco al termine della preghiera mariana dell'Angelus. (R.I.)

Una Croce con i legni del barcone di Cutro

4 Marzo 2023 -
Cutro - “Quando, recatomi sul posto della tragedia, ho visto il barcone che andava sempre più spappolandosi, ho pensato che il mare avrebbe presto spazzato il ricordo. Bisognava salvare qualcosa per preservare il ricordo e perché la strage non si ripeta”. Così ha spiegato al Sir  don Francesco Loprete, sacerdote della diocesi di Crotone-Santa Severina, che – con l’aiuto di un artista ha realizzato una particolare croce con i resti del barcone in cui si trovavano i migranti che hanno perso la vita a Cutro domenica scorsa. “Nella quaresima meditiamo sulla Passione di Gesù. La croce che ho realizzato vuole ricordare il legno crudo su cui è stato posto un innocente, e anche qui si tratta del legno di un barcone di innocenti che pagano per un crimine che non hanno commesso”. Don Loprete spiega anche che sulla Croce è presente un pezzo di pezzo di legno che “richiama il braccio di Gesù appeso”.
(FOTO SIR)
La Croce è stata benedetta e ora si trova nella parrocchia di Castella. Domenica verrà portata sul luogo della tragedia per la via Crucis e poi custodita nella parrocchia di Steccato di Cutro dopo una peregrinatio in Cattedrale e nelle parrocchie che ne hanno fatto richiesta. Una Croce con i legni del barcone di Cutro(FOTO SIR)

Migrantes Reggio Calabria-Bova: oggi Via Crucis per le vittime del naufragio

3 Marzo 2023 - Reggio Calabria - Dolore, ma anche preghiera. “La Chiesa di Reggio Calabria – Bova affiderà al Signore le anime delle vittime innocenti del drammatico naufragio avvenuto a Cutro domenica scorsa”. Lo farà durante una Via Crucis dal titolo "Da un abisso di indifferenza ad un cuore di umanità" che sarà celebrata questa sera 3 marzo, alle 19, nella Basilica Cattedrale di Reggio Calabria. A presiederla l’arcivescovo mons. Fortunato Morrone. Durante la Via Crucis - promossa dalla Migrantes diocesana -  si pregherà per tutte le vittime innocenti del naufragio di Cutro. Ma anche per tutte le altre vittime dei “viaggi della speranza”. La via della Croce di Gesù, continua ad intrecciarsi con le vie dolorose di chi fugge da guerre e persecuzioni. L'iniziativa di questa sera - spiega la dioceis - si propone anche come momento, non solo per pregare, ma anche per riflettere insieme dinnanzi a così tanto dolore. Perché finalmente da "un abisso di indifferenza, si possa giungere ad un mare di umanità".