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Nuove morti nel Mediterraneo: urgente operazione europea Mare nostrum

26 Febbraio 2023 - Roma - Mentre i rami del Parlamento approvano un urgente e straordinario decreto per regolare i flussi migratori, che di urgente e straordinario ha solo l’ennesima operazione ideologica, indebolendo in realtà le azioni di salvataggio in mare delle navi ONG, un barcone spezzato dalla burrasca della notte, che portava almeno 150 migranti, si è inabissato nel Mediterraneo, al largo delle coste calabre crotonesi. Sono 33 (fino al questo momento) i morti accertati, tra cui un neonato, almeno 100 i dispersi, che vanno ad aumentare le migliaia di morti e di tombe anonime nel cimitero del Mediterraneo. Un nuovo drammatico segnale sulla disperazione di chi si mette in fuga da situazioni disumane di sfruttamento, violenza, miseria e di chi è indifferente politicamente a questo dramma. Un nuovo drammatico segnale che indebolisce la Democrazia, perché indebolisce la tutela dei diritti umani: dal diritto alla vita al diritto di migrare, al diritto di protezione internazionale. Mentre queste morti non possono che generare vergogna, chiedono un impegno europeo per un’operazione Mare nostrum, che metta strettamente in collaborazione le istituzioni europee, i Paesi europei, la società civile europea rappresentata dalle ONG. La collaborazione con i Paesi del Nord Africa non può limitarsi a interessi energetici o a sostegni per impedire i viaggi della speranza, ma deve portare a un canale umanitario permanente e controllato nel Mediterraneo verso l’Europa. Chi arrivando in Europa avrà diritto a una protezione vedrà salvaguardato tale diritto; chi non ne avrà diritto sarà rimpatriato. È chiaro che questo esame, solo nella terra europea, dovrà essere agile, organizzato, alla presenza di diverse figure – dai mediatori, dalle forze di polizia, dagli operatori internazionali, da osservatori dell’UNHCR, da operatori sociali … - perché il minore non accompagnato sia tutelato come la vittima di tratta, o chi viene da una drammatica situazione sanitaria o da una guerra o disastro ambientale. Le risorse vanno investite nella tutela della vita, nell’accompagnamento delle persone non in muri o campi disumani. La vita e il futuro dell’Europa dipendono da come si accoglie, tutela, promuove e integra le persone in cammino.

Mons. Gian Carlo Perego Arcivescovo di Ferrara-Comacchio Presidente Cemi e Fondazione Migrantes

Card. Zuppi: fare dell’accoglienza la vera risorsa

24 Febbraio 2023 - Roma - “Chi si fa migrante tra i migranti è aiutato a stringere relazioni e stabilire tante alleanze, collaborazioni per portare a soluzione vicende spesso difficili e purtroppo prolungate nel tempo e che tante volte diventano delle vere e proprie patologie”. Lo ha detto ieri pomeriggio il card. Matteo Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, aprendo il corso di Formazione Giuridica sul tema della migrazione promosso dalla Fondazione Migrantes. Il porporato si è congratulato per l’iniziativa ed ha ricordato il cammino sinodale: “le persone con le quali voi – ha detto rivolgendosi ai direttori e collaboratori degli uffici Migrantes delle diocesi italiane – vi siate messi in cammino ci aiutano a camminare e arricchiscono le nostre chiese e ci spingono a farci un po' migranti”. C’è bisogno di formazione anche giuridica: “tante volte ci sono novità normative  peggiorative e che non affrontano i veri problemi e spesso limitanti rispetto all’evidenza delle situazioni che voi tutti i giorni vivete”, ha detto il presidente della Cei. Dobbiamo avere un’altra visione - ha aggiunto - che è quella di sollecitare le istituzioni a rispondere ai veri bisogni e necessità in modo adeguato e che guarda al futuro. Bisogna uscire da una visione di sicurezza e provare invece  a fare dell’accoglienza la vera risorsa”. Parlando poi delle vittime di tratta il card. Zuppi ha detto che è un fenomeno che “non dobbiamo assolutamente dimenticare”. Il corso, dopo un saluto del direttore generale, mons. Pierpaolo Felicolo, è proseguito con l’intervento di Paola Scevi, Direttrice del Master in Diritto delle Migrazioni presso l’Università degli Studi di Bergamo che si è soffermata sulle disposizioni legislative circa l’ingresso legale e il soggiorno in Italia. Il prossimo incontro – previsto per il 14 marzo, sarà dedicato alla protezione delle vittime di Tratta: sarà introdotto da mons. Pierpaolo Felicolo mentre le conclusioni saranno affidate all’arcivescovo di Ferrara-Comacchio e presidente della Migrantes, Gian Carlo Perego. (Raffaele Iaria

24 febbraio 2022- 24 febbraio 2023: una riflessione ad un anno dalla guerra in Ucraina

24 Febbraio 2023 - Roma Il 24 febbraio 2022, la guerra tra Ucraina e Russia iniziata nel 2014 nel disinteresse di tutti, subiva un’accelerazione con l’invasione del Donbass da parte delle truppe russe. Da quella data la guerra è diventata mondiale, ha coinvolto tutti sul piano economico, sociale, politico e militare. Sul piano economico la guerra ha innescato una crisi a partire dal costo del gas, ma anche dal blocco del grano. Sul piano sociale è iniziato un esodo di 7 milioni di persone, di cui 3 milioni e mezzo hanno preso la strada dell’Europa, 170 mila hanno raggiunto l’Italia, generando un nuovo mondo di richiedenti asilo e protezione internazionale. Sul piano politico abbiamo assistito alla creazione di fatto di due blocchi - Stati Uniti ed Europa, Russia e Cina – e al fallimento di ogni tentativo diplomatico di pace. Sul piano militare è ripresa la corsa agli armamenti, anche nucleari e è iniziato l’invio di armi dai Paesi europei verso l’Ucraina. A distanza di un anno ogni giorno conosciamo le armi che vengono inviate in Ucraina, ma non sappiamo il numero dei morti dall’una e dall’altra parte: 100.000? 200.000? 400.000?. L’invio delle armi ha preso il sopravvento sui morti civili e militari, di giovani e adulti, di neonati e anziani. Dalle città europee le mamme e i bambini giunti tra noi in fuga dalla guerra ogni giorno, da mesi, vivono il dramma della lontananza da casa, dal proprio Paese, dai mariti, dai fratelli e genitori. Cosa fare a un anno di distanza? Anzitutto accogliere e tutelare le persone in fuga che sono arrivati tra noi, farli sentire a casa, superando i tempi lunghi della burocrazia, garantendo un minimo vitale, sostenendo i traumi nascosti, curando i malati. Il diritto d’asilo ha avuto con gli ucraini di riabilitare dopo 20 anni la protezione temporanea, ma senza le gambe di una cura, un’assistenza che in altri Paesi è stata più veloce, più vicina, più capace di valorizzare il patrimonio umano di persone, donne e bambini soprattutto. E’ importante, però, non dimenticare che anche questa guerra, come tutte le altre non è ‘giusta’, non può essere accettata: per rispetto ai morti, alle persone in fuga, a chi ha perso tutto. Purtroppo, è più facile sentire parlare di guerra, di invio di armi e carri armati. Di guerra sentiamo parlare in politica, nelle aule parlamentari del nostro Paese e dell’Europa, nei circoli, nei dibattiti televisivi, al bar e nelle nostre comunità. La pace è considerata un gesto di ingenuità, al massimo profetico, dando a questo aggettivo un significato futuristico più che di segno, ‘segno dei tempi’, per trasformare la realtà. Un cristiano non può che esigere la pace. La pace è una nostra ostinazione. Dobbiamo ripetere ancora con ostinazione ‘Tu non uccidere’. Uccidere è l’esito della guerra, di ogni guerra, anche di questa guerra in corso in Ucraina: una nuova guerra ingiusta, irrazionale, frutto di nuovi nazionalismi e di capitalismi, che spinge al riarmo. E di fronte a questa nuova “sciagura”, al nuovo “flagello” per l’umanità ritorna il valore della scelta dell’obiezione di coscienza alle armi. Le veglie di preghiera, le marce di questi giorni hanno un valore politico, perché impegnano a cercare la pace, a costruirla ogni giorno, senza armi. Preghiamo, marciamo, costruiamo la pace per regalare futuro all’Ucraina e all’Europa, ricordando il monito di S. Giovanni XXIII, sessant’anni fa, nell’enciclica Pacem in terris: “Non c’è pace senza disarmo. Non c’è disarmo se non tacciono i cannoni, se non si smontano, oltre alle rampe missilistiche, anche gli spiriti. La pace non si regge sull’equilibrio degli armamenti, ma solo sulla vicendevole fiducia, sul disarmo dei cuori (P.T. 113).

S.E. Mons. Gian Carlo Perego

Arcivescovo di Ferrara-Comacchio

Presidente Cemi e Fondazione Migrantes

 

Mci: martedì la nuova puntata “Gli italiani nel mondo. E la Chiesa con loro”

23 Febbraio 2023 -

Milano - Martedì 28 febbraio 2023 - su Radio Mater, dalle 18.50 alle 19.30 - la rubrica «Gli italiani nel mondo. E la Chiesa con loro» ospita padre Sante Cervellin. Il religioso svolge il proprio ministero, da decenni, tra gli italiani in America Latina. Si collegherà da Buenos Aires, dove scrive per la “Voce d'Italia”, testata degli scalabriniani edita in Argentina. Il giornale è tra i più longevi del settore, con i suoi 65 anni di vita appena compiuti.

Tra una manciata di giorni, poi, ricorrerà il 10° anniversario della elezione di papa Francesco, l’italo-discendente più noto. La scelta di intervistare p. Cervellin non è casuale. Egli è stato nominato “parroco dei migranti”, a Buenos Aires, proprio dal card. Bergoglio e con lui ha collaborato presso la Conferenza Episcopale Argentina. Anche di questo si farà cenno nel colloquio radiofonico.

Ideata e condotta da Massimo Pavanello, sacerdote della diocesi di Milano, la trasmissione - con la consulenza della Fondazione Migrantes - presenta la realtà delle Missioni cattoliche italiane e va in onda l’ultimo martedì di ogni mese.

Rapporto Italiani nel mondo: domani la presentazione a Castelfranco Veneto

23 Febbraio 2023 - Castelfranco Veneto - Domani, venerdì 24 febbraio 2023 alle ore 20,30, presso l'aula magna del Liceo Giorgione di Castelfranco Veneto, il convegno "Cervelli in fuga. Presentazione del rapporto Migrantes". Interverranno Franco Conte, Presidente dell'Associazione Trevisani nel Mondo e e Delfina Licata curatrice del Rapporto Italkiani nel Mondo della Fondazione Migrantes.

Diritto d’asilo: a Mestre la presentenzazione del Rapporto Migrantes

23 Febbraio 2023 - Mestre - Sabato 25 febbraio alle ore 10.00 la sesta edizione del Rapporto "Diritto d'Asilo" della Fondazione Migrantes,  dedicato al mondo dei richiedenti asilo e dei rifugiati, sarà presentato in M9Lab di Mestre dall’associazione "La Casa di Amadou" e dalla rete Tavolo Comunità Accoglienti di Venezia. Interverranno Cristina Molfetta della Fondazione Migrantes e Gianfranco Schiavone, Presidente di ICS – Consorzio Italiano di Solidarietà e co-autore del volume.

Migrantes: il card. Zuppi apre il corso di formazione giuridica

23 Febbraio 2023 - Roma - Inizierà oggi - 23 febbraio - un percorso di Formazione Giuridica sul tema della migrazione promosso dalla Fondazione Migrantes, affidato a Paola Scevi, Direttrice del Master in Diritto delle Migrazioni presso l’Università degli Studi di Bergamo. Ad introdurre i lavori sarà il cardinale Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza Episcopale Italiana. «L’idea sorgiva è di gettare un iniziale, piccolo seme di opportuna formazione, con due incontri tematici, utilizzando la modalità a distanza per facilitare tutti alla partecipazione», spiega il direttore generale dell’Organismo pastorale della Cei, mons. Pierpaolo Felicolo. Il corso è rivolto ai direttori diocesani Migrantes, ai loro collaboratori e agli operatori impegnati nella pastorale della mobilità umana. «È un piccolo seme, gettato però in maniera decisa», aggiunge mons. Felicolo. Oggi si parlerà di Disposizioni sull’ingresso, il soggiorno e l’allontanamento dal territorio dello Stato mentre il prossimo incontro, previsto per il 14 marzo, sarà dedicato alla protezione delle vittime di Tratta: sarà introdotto da mons.Pierpaolo Felicolo mentre le conclusioni saranno affidate all’arcivescovo di Ferrara-Comacchio e presidente della Migrantes, Gian Carlo Perego.

Migrantes: da domani un corso di formazione giuridica

22 Febbraio 2023 - Roma - Sarà il Cardinale Matteo Maria Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana ad introdurre, domani, il corso di Formazione Giuridica, promosso dalla Fondazione Migrantes, sul tema delle migrazioni e affidato a Paola Scevi, Direttrice del Master in Diritto delle Migrazioni presso l’Università degli Studi di Bergamo. “L’idea sorgiva è di gettare un iniziale, piccolo seme di opportuna formazione, con due incontri tematici, utilizzando la modalità a distanza per facilitare tutti alla partecipazione”, spiega il direttore generale dell’Organismo pastorale della Cei, mons. Pierpaolo Felicolo. Il corso è rivolto ai Direttori diocesani Migrantes, ai loro collaboratori e agli operatori impegnati nella pastorale della mobilità umana. “È un piccolo seme, gettato però in maniera decisa”, spiega mons. Felicolo. Al corso interverranno, nel prossimo incontro previsto il 14 marzo, l’Arcivescovo mons. Gian Carlo Perego, presidente della Fondazione Migrantes e mons. Felicolo. A moderare gli incontri sarà don Gianromano Gnesotto, Direttore della Migrantes della diocesi di Padova. (R.Iaria)   Roma, 22 Febbraio 2023

Mons. Perego: ritirare il decreto disposizioni urgenti in materia di transito e sosta nelle acque territoriali delle navi ONG impegnate nelle operazioni di soccorso in mare”

22 Febbraio 2023 - Roma – Il testo del decreto “non risponde a ciò che è indicato nel titolo: ‘Disposizioni urgenti sulla gestione dei flussi migratori’. L’urgenza oggi non è rendere più difficile il lavoro prezioso di salvataggio dei migranti da parte delle ONG nel Mediterraneo, ma semmai nuove norme per la tutela e la protezione o il rimpatrio dei migranti salvati nel Mediterraneo, come anche norme più rigide sui respingimenti in mare – 100.000 dal 2017 –; un’attenzione agli arrivi via terra dai Balcani, che sono stati il doppio rispetto a quelli via Mediterraneo; un rinnovato impegno nel costituire un sistema unico d’accoglienza; attenzione alla realtà di Lampedusa, primo luogo d’approdo di metà di tutti i migranti che prendono la strada del Mediterraneo; nuovi accordi con i paesi di partenza; nuovo impegno per la solidarietà europea nell’accoglienza; un’attenzione particolare alla tutela dei minori non accompagnati, che sono in crescita”. Lo dice il presidente della Fondazione Migrantes, l’arcivescovo mons. Gian Carlo Perego in una intervista pubblicata dal quindicinale “Il Regno”, parlando del decreto-legge del 2 gennaio 2023 recante “disposizioni urgenti in materia di transito e sosta nelle acque territoriali delle navi non governative impegnate nelle operazioni di soccorso in mare”. Per mons. Perego una nave deve “rispondere alle regole delle convenzioni internazionali e alle linee guida sul trattamento del soccorso in mare; illustri giuristi e costituzionalisti hanno già individuato nel decreto elementi d’anticostituzionalità; la commissaria per la tutela dei diritti umani del Consiglio d’Europa ha già chiesto il ritiro del decreto: sono tutti elementi che giustificano una disobbedienza civile. Mi auguro però che il Parlamento arrivi a decidere il ritiro e non, come sembra da alcune proposte, un suo ulteriore aggravamento”. Il presidente di Migrantes si dice convinto che una prima azione dell’Europa è “l’impegno per la pace e la democrazia nei paesi in guerra. Sono 34 le guerre in corso, che muovono almeno 20 milioni di persone. Un secondo impegno è per la crescita democratica nei paesi dell’Africa del Nord e del Centro, senza la quale anche la tutela delle persone è a rischio. Un terzo impegno è per lo sviluppo dei paesi poveri: rimane aperta la questione del debito estero, di progetti di sviluppo nel campo sanitario e scolastico”. Questi tre impegni – spiega mons. Perego – “potrebbero essere supportati anche da accordi per i rimpatri assistiti. Certamente, sarebbe importante una nuova operazione come Mare nostrum, ma questa volta europea, sostenuta da tutti, che porti alla chiusura dell’accordo con la Libia, che veda la solidarietà nell’accoglienza da parte di tutti gli stati d’Europa, che preveda da subito la collocazione nei diversi paesi dei richiedenti asilo”. (Raffaele Iaria)

Migrantes Messina-Lipari-S. Lucia del Mela: domani incontro sulle migrazioni forzate

15 Febbraio 2023 - Messina - Domani, giovedì 16 febbraio 2023 alle ore 19.00, presso il salone “san Francesco” della parrocchia S. Maria dell’Arco (viale della Libertà, 129 - Messina), si terrà un incontro sul tema “Migrazioni forzate e protezione. Riflessioni sul diritto d’asilo”. Interverrà Mariacristina Molfetta, antropologa culturale e ricercatrice della Fondazione Migrantes. Su invito del parroco, mons. Letterio Gulletta "abbiamo pensato - spiega a www.migrantesonline.it il direttore della Migrantes della diocesi di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela, Santino Tornesi -  ad un momento di confronto e riflessione su un tema così sensibile che interpella la società civile e le nostre comunità parrocchiali". Perché, come affermano i vescovi italiani: "L’approccio educativo al fenomeno dell’immigrazione può essere la chiave che spalanca la porta a un futuro ricco di risorse e spiritualmente fecondo” (EVBV, 14). L’incontro, pensato per i giovani e gli operatori pastorali della parrocchia, è aperto a quanti sono sensibili a questa tematica e sono impegnati nel mondo della mobilità umana. Introdurrà l’incontro Santino Tornesi  mentre la moderazione sarà a cura del giornalista  Fortunato Marino. (R.Iaria)

Diocesi Forlì-Bertinoro: alla scuola di formazione all’impegno politico si parlerà di Migrazioni

15 Febbraio 2023 -

Forlì - Si svolgerà il prossimo 7 marzo - dalle ore 20,45 -  nell’ambito della Scuola Diocesana di Formazione all’Impegno Sociale e Politico della Diocesi di Forlì-Bertinoro, l’incontro online “Migranti e integrazione nell’Italia di oggi”. Interverranno per la Fondazione Migrantes l'arcivescovo mons. Gian Carlo Perego, Presidente della Commissione Episcopale per le Migrazioni dellòa Cei e della Fondazione  Migrantes, e Simone Varisco, co-curatore del Rapporto Immigrazione Caritas Italiana e Fondazione Migrantes. Agli interventi seguiranno riflessioni con riferimento alla situazione del territorio forlivese. Per informazioni: pastlav@forli.chiesacattolica.it

MCI Berna: il 16 febbraio la presentazione del Rapporto Italiani nel Mondo

13 Febbraio 2023 - Berna - Sarà presentato, il 16 ottobre prossimo, presso la Missione cattolica di lingua italiana di Berna il Rapporto Italiani nel Mondo 2022. Ospite dell’incontro, patrocinato dal Comites di Berna, sarà Delfina Licata, curatrice del Rapporto della Fondazione Migrantes, che dialogherà con Rosita Fibbi, sociologa all’Università di Neuchatel. Sarà l'occasione per riflettere e confrontarsi sugli arrivi degli italiani in Svizzera e sul loro inserimento. (R.I.)

Mons. Perego: la pastorale interculturale ha al “centro l’unità dell’annuncio del Vangelo”

9 Febbraio 2023 - Capiago - Secondo un documento della Chiesa Svizzera il 40% dei cattolici residenti nel paese elvetico proviene da un contesto migratorio. Questo contesto dice “l’urgenza di una pastorale interculturale” e porta anche a “valutare esperienze di vita presbiterale comunitarie diverse da quelle dei religiosi, come già in alcuni periodi della storia, una valorizzazione dei diversi ministeri (lettorato, accolitato, catechista), che assume anche il ruolo di ‘referente pastorale’, costruendo una sola programmazione e formazione pastorale che in Svizzera, diversamente dall’Italia, distingue la parte economica – gestita da un organismo sinodale – dalla parte pastorale”. Lo ha detto ieri il presidente della Fondazione Migrantes, l’arcivescovo mons. Gian Carlo Perego, intervenendo al seminario di aggiornamento delle Missioni Cattoliche di Lingua Italiana in Svizzera in corso, fino ad oggi, a Capiago. Per mons. Perego in questo modello è “facilitato anche il passaggio da un ascolto e annuncio della fede in una lingua a un’ altra lingua, a seconda delle persone:  per un bambino  questo passaggio potrebbe avvenire più velocemente, anche grazie alla scuola, per un adulto, con il lavoro, per un anziano più difficilmente o non avverrà mai, senza alcun dramma. L’importante è che le persone rimangano al centro dell’annuncio cristiano, della nuova evangelizzazione”. Nel suo intervento il presidente di Migrantes ha evidenziato che la pastorale interculturale ha al “centro l’unità dell’annuncio del Vangelo” e la Chiesa è “la garante di questa unità dell’annuncio del Vangelo”. Ecco perché occorre lavorare per “mettere in comune in un territorio, decanale o cantonale, una comunità pastorale che traduca le note dell’unità – unica programmazione – della cattolicità – un solo Vangelo annunciato e celebrato in lingue diverse, nell’unica o nelle diverse chiese di una comunità pastorale – della santità – che valorizzi la ministerialità, gli stili di vita di sacerdoti, laici e religiosi di lingue diverse – e dell’apostolicità – in comunione con il Papa e i Vescovi”. (Raffaele Iaria)

Migrantes: parte un percorso di formazione giuridica sul tema della migrazione

7 Febbraio 2023 - Roma – Partirà il prossimo 23 febbraio un percorso di Formazione Giuridica sul tema della migrazione promosso dalla Fondazione Migrantes e  affidato Paola Scevi, Direttrice del Master in Diritto delle Migrazioni presso l’Università degli Studi di Bergamo. “L’idea sorgiva è di gettare un iniziale, piccolo seme di opportuna formazione, con due incontri tematici, utilizzando la modalità a distanza per facilitare tutti alla partecipazione”, spiega il direttore generale dell’Organismo pastorale della Cei, mons. Pierpaolo Felicolo. Il corso è rivolto ai Direttori diocesani Migrantes, ai loro collaboratori e agli operatori impegnati nella pastorale della mobilità umana. “È un piccolo seme, gettato però in maniera decisa”, spiega mons. Felicolo. Al corso interverranno il presidente della Cei, il card. Matteo Zuppi, l’arcivescovo mons. Giancarlo Perego, presidente della Fondazione Migrantes e mons. Felicolo. A moderare gli incontri sarà don Gianromano Gnesotto, Direttore della Migrantes della diocesi di Padova. (R.Iaria)

Francofoni in Italia: a Bologna l’incontro nazionale con il card. Zuppi. “Migrantes è una grande, importantissima pastorale della Chiesa italiana”

6 Febbraio 2023 - Bologna - I sacerdoti impegnati nella cura pastorale delle comunità africane francofone in Italia, si sono incontrati sabato a Bologna, insieme ad alcuni rappresentanti delle comunità. L’incontro che ha avuto il suo culmine con la Messa presieduta dall'arcivescovo e presidente della Cei, il card. Metteo Zuppi è stata anche l’occasione per ufficializzare la nomina di don Louis Gabriel Tsamba, come coordinatore nazionale delle comunità africane francofone in Italia, succedendo in questo incarico a don Mathieu Malick Faye. Originario del Gabon, don Louis Gabriel è attualmente cappellano della comunità francofona di Bologna, che ha sede presso la Parrocchia di Sant’Antonio di Savena. Don Mathieu Malick è originario del Senegal e ha svolto questo servizio dal 2014. Attualmente è direttore della Migrantes diocesana di Rimini. Era presente alla celebrazione anche l’ambasciatore del Gabon presso la Santa Sede. «Coordinare - dice don Gabriel - significa incoraggiare, significa prima di tutto amare, significa visitare come Maria: parlare quando si deve parlare, rimproverare quando necessario, ma lavorare nella vigna del Signore». Sono numerosi in Italia i sacerdoti impegnati nella pastorale migratoria, per accompagnare e sostenere il cammino di fede degli immigrati cattolici, per le 18 nazionalità attualmente presenti in Italia e organizzate nel territorio. Spesso i sacerdoti sono incaricati di seguire spiritualmente fedeli in più diocesi di una stessa regione. Il coordinatore nazionale, nominato dalla Presidenza della CEI su proposta dei vescovi di origine, ha il compito di favorire la comunione dei sacerdoti e delle comunità immigrate tra di loro, con le Chiese di origine e con le diocesi italiane delle quali ora fanno parte. In alcuni casi sono anche sacerdoti italiani, soprattutto tra quelli che sono rientrati dopo un servizio missionario all’estero, a occuparsi della pastorale dei migranti. «È un grande lavoro - dice il car. Zuppi - perché è il lavoro di farci sentire “fratelli tutti”, di farci vivere anche questa esperienza di comunione. È una comunione tra le comunità francofone, ma anche tra le comunità francofone e le Chiese in Italia». La sfida è quella di aiutare gli immigrati a mantenere viva la loro fede anche nel paese che li accoglie, ma anche quella reciproca di arricchire le Chiese locali italiane con la ricchezza culturale e spirituale di queste comunità. È anche attraverso le lingue, i riti e le culture di questi gruppi che le nostre chiese locali oggi possono mostrare visibilmente il volto del loro essere “cattoliche”. Le soluzioni pastorali per l’accompagnamento spirituale degli immigrati sono molto diversificate: in alcuni casi i gruppi di immigrati sono ospitati in parrocchie territoriali delle diocesi; in altri casi - soprattutto dove sono più numerosi - costituiscono vere e proprie comunità. Più raramente formano vere e proprie parrocchie, soprattutto nel caso dei fedeli cattolici di rito orientale. In ogni caso è importante che, tra i tanti problemi che le famiglie immigrate incontrano nella loro vita, sia agevolato il loro cammino di fede. «Migrantes è una grande, importantissima pastorale della Chiesa italiana - ha detto il card. Zuppi -  anche in questo cammino sinodale, ci ha aiutato e continuerà ad aiutarci tanto perché la presenza di nostri fratelli che vengono da tante parti del mondo - oggi parliamo di quelli africani - è una grande ricchezza, ci fa sentire non solo l’accoglienza, ma qualcosa di più: il pensarci insieme. È il nostro futuro.». (don Andrea Caniato)

Mons. Perego: “far risplendere la luce della vita” anche nelle periferie e nelle frontiere

6 Febbraio 2023 - Ferrara – “La nostra vita e non solo le nostre parole possono dare il gusto per la vita e illuminare le strade familiari, sociali e politiche, per alimentare ‘un dibattito profondo volto al rinnovamento delle normative e al riconoscimento della preziosità di ogni vita’: dei bambini non nati, degli anziani o malati gravi lasciati morire, delle donne e dei bambini vittime di violenza, dei migranti e rifugiati respinti e abbandonati”. Lo ha detto ieri l’arcivescovo di Ferrara-Comacchio e presidente della Fondazione Migrantes, mons. Gian Carlo Perego nell’omelia della liturgia in occasione della Giornata nazionale per la Vita promossa dalla Conferenza Episcopale Italiana. Per il presule “siamo chiamati a far risplendere la luce della vita nel buio di alcuni ospedali, di alcune case per anziani, in alcune famiglie, nelle periferie e nelle frontiere, dappertutto e per tutti”. La Giornata della vita, giunta alla 45ma edizione, “ci aiuta – ha detto mons. Perego - a ricordare “i drammi della vita: dall’aborto, all’eutanasia, al suicidio assistito, ma anche da chi muore solo in casa o in fondo al mare. La vita è sempre da accogliere e da tutelare, da soccorrere e da promuovere. Come cattolici siamo chiamati a smascherare la cultura della morte per riaffermare e promuovere concretamente la cultura della vita”. Per questo, “la morte non è mai una soluzione” è il titolo del Messaggio indirizzato dai Vescovi italiani in occasione di questa Giornata. (R.Iaria)

Dal Friuli al Mondo: un convegno all’università di Udine

1 Febbraio 2023 - Udine – “Dal Friuli al mondo. I valori identitari nello spazio linguistico globale”: questo il tema di un convegno che si svolgerà il 2 e il 3 febbraio presso l’Università di Udine prmosso dai linguisti del Laboratorio di Comunicazione e Linguistica del DIUM e verterà sulle comunità italiane all’estero in situazione minoritaria, così come sulle realtà minoritarie presenti nel territorio italiano. Ad aprire i lavori i saluti del sindaco di Udine, Pietro Fontanini, del presidente dell’Ente Friuli nel Mondo, Loris Basso, della direttrice del Dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale (Dium),Linda Borean, del delegato del rettore alla Promozione della lingua e cultura friulana, Enrico Peterlunger che farà il punto sulle politiche dell’ateneo per il friulano, di due corsisti che hanno frequentato il corso Valori identitari e imprenditorialità negli anni passati, M. A. Dean (presidente del Centro Friulanos de Avellaneda) e Karla Ribeiro (presidente del Circolo Friulano de Santa Caterina – Urussanga). Seguiranno gli interventi di Massimo Vedovelli (già rettore dell’Università per Stranieri di Siena e membro della Commissione Scientifica del rapporto Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes), Joseph Brincat (University of Malta), Raffaella Sgubin (Direttrice del Servizio ricerca, musei e archivi storici-Gorizia), Carmela Perta (Università di Chieti-Pescara), Delfina Licata (curatrice del RapportoItaliani nel Mondodella Fondazione Migrantes), Simone Pisano (Università per Stranieri di Siena), Hermann W. Haller (City University of New York), Raffaella Bombi (Università di Udine). Il convegno proseguirà il 3 febbraio con gli interventi Matej Šekli (Univerza v Ljubljani), Sandra Tamaro (Sveučilište Jura Dobrile u Puli), Vincenzo Orioles (Università di Udine). La relazione di Velia Plozner, vicepresidente del “Comitato unitario delle isole linguistiche germaniche storiche in Italia” sul ruolo del Comitato unitario per la valorizzazione delle minoranze, apre la sezione conclusiva con le relazioni di Francesco Costantini, Diego Sidraschi, sui saurano, di Francesco Zuin sul timavese (dell’Università di Udine) e di Marco Caria sul sappadino (Università di Sassari).  

Costruttori di Ponti: dedicato ad Omar Neffati l’incontro di oggi. La proposta di mons. Perego

30 Gennaio 2023 - Ferrara - Focus del Seminario “Costruttori di Ponti 7” di oggi pomeriggio a Ferrara sono i giovani e il diritto alla cittadinanza, in un quadro di inclusione e di uguaglianza che deve attuarsi a partire dalla scuola, primo luogo dove i ragazzi crescono e si confrontano. Questi principi sono stati ribaditi nel testo “Orientamenti interculturali. Idee e proposte per l’integrazione di alunni e alunne provenienti da contesti migratori”, pubblicato nel marzo del 2022 dal Ministero dell’Istruzione. E proprio ad un giovane l’arcivescovo di Ferrara-Comacchio e presidente della Fondazione Migrantes, ha voluto dedicare questo incontro: Omar Neffati, portavoce del Movimento “Italiani senza cittadinanza” scomparso tragicamente nelle settimane scorse. Tutta la vita di Omar – ha detto mons. Perego – è stato “un impegno per i giovani nella causa di acquisizione di cittadinanza, perché nati e cresciuti in questo Paese o arrivati in tenera età”. Omar era arrivato in Italia dalla Tunisia a soli 6 mesi. Omar ha “testimoniato l’amore per l’Italia, un affetto a senso unico, mai ricambiato. Né l’Italia – ha detto ancora mons. Perego – ha ascoltato la sua voce che ha portava in se quella di oltre un milione di altri bambini, ragazzi e giovani che frequentano le nostre scuole, le università, i territori, incrociando le nostre esistenze. Omar è morto da straniero, dopo aver atteso la cittadinanza per vent’anni, lui che è stato più italiano di tanti altri per impegno, dedizione, cultura”. Il presidente della Migrantes ha voluto che proposto che questo incontro fosse dedicato a Omar “accompagnandolo con il nostro impegno, affinchè il suo ‘sogno’ di una Italia più giusta si realizzi per vivere in un Paese migliore per ciascuno di noi”. Dopo una breve apertura musicale, a cura della musicista e insegnante ucraina Liubov Kardash, il programma del seminario ha visto i saluti introduttivi di Evelina Lamma, Prorettrice Vicaria Università di Ferrara; Bruno Di Palma, Vicedirettore Ufficio Scolastico Regionale per l'Emilia-Romagna e Serena Forlati, Direttrice Dipartimento di Giurisprudenza, Università di Ferrara; Tamara Zappaterra, Prorettrice alla Diversità, Equità e Inclusione, Università di Ferrara e Albertina Soliani, Presidente Istituto Alcide Cervi. A seguire, gli interventi del seminario, a cura di Laura Lepore, coordinatrice Ufficio alunni stranieri, Comune di Ferrara, con Hafsa Boumhi, volontaria del Servizio civile regionale e Aseel Al-Kharabsheh, mentore; Cinzia Conti, ISTAT; Italo Fiorin, Università Lumsa di Roma, Osservatorio intercultura, Ministero dell’Istruzione e del Merito; Alessandra Annoni, docente di diritto internazionale, Università di Ferrara; Anna Bazzanini, dirigente Istituto Comprensivo “C. Govoni”, Ferrara e Lia Bazzanini, dirigente Liceo "G. Carducci", Ferrara; Elisabetta Fontanesi e Anna Ciotta, docenti, con la studentessa Ecaterina Tentiuc dell’Istituto Professionale “Filippo Re”, Reggio Emilia; Giulia Martini, Carlotta Mancini, Servizio Immigrazione, Comune di Prato con Umar Iqbal Muhammad, studente. ConcludeRà Edoardo Patriarca Del Festival della Migrazione. Il seminario è moderato da Clelia Caiazza, dirigente Direzione generale per lo studente del Ministero dell’Istruzione e del Merito, e da Vinicio Ongini, Ministero dell’Istruzione e del Merito.(Raffaele Iaria)

Mons. Perego: il vero cambiamento è nel costruire l’Italia del domani con le nuove generazioni di 190 Paesi

30 Gennaio 2023 - Ferrara – Il vero cambiamento oggi per il nostro Paese si gioca nell’ambiente educativo, nel “costruire” l’Italia del domani “con nuove generazioni, di 190 Paesi diversi, che si incontrano a scuola, crescono, attrici di una cittadinanza pienamente vissuta e consapevoli, noi e loro, di quanto lavoro vi sia da fare nel dialogo tra generazioni, oggi reso più complesso dall’interculturalità all’interno della quale siamo totalmente calati”. Lo ha detto oggi pomeriggio il presidente della Fondazione Migrantes, mons. Gian Carlo Perego, intervenendo al Seminario Nazionale “Costruttori di ponti 7, dedicato quest’anno al tema “Educazione civica, cittadinanza e nuove generazioni. Esercitare i diritti e rispettare i doveri della società di cui si fa parte”. Per mons,. Perego molte volte “non ce accorgiamo e abbiamo bisogno di altre lenti per osservare ciò che ci circonda e riconoscerlo, lenti capaci di orientare il nostro sguardo e professionalità capaci di farcelo interpretare”. Per questo – ha detto mons. Perego – c’è un grande lavoro che attende il mondo dell’insegnamento e della formazione: “costruttori di ponti appunto,  costruttori di cittadinanza vera, abitata, esercitata”. Il Seminario, in corso presso l’Università di Ferrara, è organizzato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, dalla Fondazione Migrantes e dall’Istituto Alcide Cervi, in collaborazione con il Festival della Migrazione e con l’Università degli Studi di Ferrara e si inserisce nelle iniziative post Festival della Migrazione. (Raffaele Iaria)

Migrantes: Decreto flussi, “un segnale positivo ma ancora insufficiente”

28 Gennaio 2023 - Il Decreto flussi 2023 approvato recentemente dal Governo Italiano –  e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 26 gennaio u.s. -  fissa una quota massima di 82.705 lavoratori non comunitari che nei prossimi mesi potranno fare ingresso legalmente in Italia per lavorare. Si tratta di un segnale positivo, ma ancora non sufficiente. Da più parti, infatti, e soprattutto fra le associazioni di categoria e le organizzazioni professionali, da tempo si domanda di incrementare le quote di ingresso legali riservate ai lavoratori non comunitari. Si tratta di confrontarsi realisticamente con la grave mancanza di addetti in alcuni settori specifici, in particolare nell’agricoltura, nel turismo e nell'industria. Già il Decreto flussi 2022 prevedeva una quota massima di 69.700 lavoratori non comunitari subordinati, stagionali e non stagionali, e di lavoratori autonomi. Una cifra ben più significativa rispetto alle poche migliaia degli anni precedenti. In questa occasione si impone, però, un'ulteriore riflessione. Mentre da un lato si continuano a limitare oltre il necessario le opportunità di ingresso legali in Italia, dall’altro, in base al memorandum Italia-Libia, sono state respinte 100mila persone dal 2017 ad oggi. Oltre all'evidente tragedia umana, si tratta di risorse umane preziose che rischiano di essere sprecate, che, unitamente alle decine di migliaia di lavoratori immigrati irregolari presenti sul territorio nazionale, con opportune misure di regolarizzazione (protezione sociale, incontro fra domanda e offerta, sanatoria…) crediamo potrebbero essere più e meglio valorizzate per costruire insieme il futuro sociale ed economico del Paese.  

Mons. Pierpaolo Felicolo

Direttore Generale Fondazione Migrantes