Tag: Cei

Cei e Ferrovie Stato: convenzione per la presenza dei cappellani nelle stazioni

20 Luglio 2020 -

Roma - Nei giorni scorsi la Conferenza Episcopale Italiana e le Ferrovie dello Stato hanno siglato una convenzione che garantisce la presenza dei cappellani per l’assistenza pastorale del personale ferroviario, delle loro famiglie e dei fedeli che frequentano le chiese nelle stazioni.

La Convenzione, firmata da Gianfranco Battisti, Amministratore Delegato e Direttore Generale del Gruppo FS Italiane, e dal Card. Gualtiero Bassetti, Presidente della CEI, evidenzia l’importanza del servizio religioso, morale e formativo svolto dai cappellani e dai loro collaboratori, chiamati a farsi prossimi a quanti lavorano nel comparto ferroviario e a quanti viaggiano attraverso la presenza nelle chiese delle stazioni, ma anche con ritiri spirituali, pellegrinaggi, cerimonie, incontri di formazione e di confronto su questioni organizzative, metodologiche e pastorali. FS Italiane si impegna ad assicurare la manutenzione delle chiese degli impianti ferroviari, favorire la libera partecipazione dei dipendenti a celebrazioni e manifestazioni religiose, autorizzare l’allestimento del presepio aziendale nella sede centrale e sul territorio. Attualmente sono 36 i luoghi destinati al culto ubicati nelle stazioni. Cappelle più o meno grandi si trovano, infatti, ad Acireale, Agrigento, Alessandria, Ancona, Avellino, Bari, Bologna Centrale, Cagliari, Caltanissetta Centrale, Canicattì, Catania Centrale, Ceprano-Falvaterra, Cosenza, Enna, Firenze, Foggia, Foligno, Formia-Gaeta, Genova, Messina Centrale e Marittima, Milano, Napoli, Palermo Centrale e Palermo Notarbartolo, Reggio Calabria Centrale, Roma Termini e Roma Tiburtina, Taranto, Terni, Torino, Torre Annunziata Centrale, Trieste Centrale, Udine, Verona, Villa Literno, Villa San Giovanni.

R.I.

Cei: Messa per rinascita Italia ed Europa presieduta dal card. Bassetti

10 Luglio 2020 - Roma - In occasione della festa di San Benedetto, patrono d’Europa, il card. Gualtiero Bassetti, presidente della Cei presiederà, domani, sabato 11 luglio, una celebrazione eucaristica nella chiesa di Santa Cecilia in Trastevere a Roma per invocare la rinascita dell’Italia e dell'Europa. La celebrazione sarà trasmessa da Tv2000 (canale 28 dt e 157 Sky) e InBlu Radio alle ore 18.

Cei: “uniti nella preghiera al Papa emerito Benedetto XVI” per la morte del fratello

2 Luglio 2020 - Roma - “La Conferenza episcopale italiana si unisce nella preghiera al Papa emerito Benedetto XVI per la scomparsa del fratello Georg. La passione per la Verità che ora contempla attenua il momentaneo distacco terreno. La speranza in Colui che è la risurrezione e la vita ci aiutino a colmare il vuoto che lascia. Il Dio di Misericordia non farà mancare consolazione a quanti sono nel dolore e nella tristezza. La fede nel Signore risorto non ci lascia nella solitudine e nell’abbandono ma ci assicura la prossimità di tanti fratelli e sorelle che ci sostengono nell’attraversare i passaggi più dolorosi della vita”. Lo scrive la Cei in un post sulla pagina  Facebook.

R.I.

Migrantes: dal 6 al 10 luglio il corsi di pastorale migratoria

30 Giugno 2020 - Roma - Si svolgerà dal 6 al 10 luglio 2020 presso Casa La Salle (Via Aurelia 472, Roma) il Corso di formazione "Linee di pastorale migratoria" 2020. Il Corso di formazione si rivolge anzitutto ai nuovi direttori Migrantes regionali e diocesani e ai loro collaboratori, ai cappellani etnici che svolgono il ministero nelle diocesi italiane e ai missionari per gli italiani all'estero, di nuova nomina. La partecipazione è obbligatoria per la validità della nomina stessa e al termine sarà rilasciato un attestato. Il corso è aperto, però, anche ai religiosi, alle religiose e ai laici impegnati nel volontariato e interessati alle migrazioni, ai seminaristi e alle juniores, nonché a coloro che desiderano aggiornarsi sulle tematiche della mobilità umana.  

Covid: i sacerdoti potranno distribuire l’Eucaristia senza guanti

29 Giugno 2020 - Roma - Al momento della distribuzione della Comunione ai fedeli, il sacerdote non dovrà più indossare i guanti. E gli sposi durante la celebrazione del loro matrimonio non avranno l’obbligo delle mascherine. Lo precisa una nota del ministero dell’Interno in risposta ai quesiti posti dalla segreteria generale della Cei che in proposito chiedeva deroghe a quanto stabilito in precedenza. Più nello specifico alla luce degli attuali indici epidemiologici il Comitato tecnico scientifico (Cts) raccomanda che chi distribuisce la Comunione “proceda a una scrupolosa detersione delle proprie mani con soluzioni idroalcoliche” e che le ostie siano “depositate nelle mani dei fedeli evitando qualsiasi contatto tra le mani dell’officiante e quelle dei fedeli medesimi. In caso di contatto dovrà essere ripetuta la procedura di detersione delle mani dell’officiante”. Quanto ai matrimoni, il Cts osserva che “non potendo certamente essere considerati estranei tra loro i coniugi possano evitare le mascherine”. “Deroga” che può essere estesa anche alle celebrazioni “del matrimonio secondo il rito civile o secondo le liturgie delle altre confessioni religiose”. Resta invece la raccomandazione che l’officiante usi “il dispositivo di protezione delle vie respiratorie e rispetti il distanziamento fisico di almeno un metro”.  

Cei: dal 1° luglio una “Rete che ascolta”

26 Giugno 2020 -
Roma - Un numero di telefono, centinaia di operatori sparsi in tutta Italia, un solo obiettivo: ascoltare i bisogni delle famiglie e supportarle in questa fase delicata della ripartenza, segnata dall’incertezza, dalle difficoltà economiche, da problematiche legate alla disabilità.
Parte mercoledì 1° luglio “Rete che ascolta”, il progetto della Chiesa italiana che collega attualmente 63 Consultori familiari e mette a disposizione le competenze di 309 operatori attraverso il numero 06.81159111 e, per le persone con disabilità, attraverso la mail pastoraledisabili@chiesacattolica.it.
Promossa dall’Ufficio nazionale per la pastorale della famiglia, dal Servizio nazionale per la pastorale delle persone con disabilità e dalla Caritas Italiana, in collaborazione con la Conferenza dei Consultori Familiari di Ispirazione Cristiana e l’Unione Consultori Italiani Prematrimoniali e Matrimoniali, l’iniziativa rappresenta una forma di prossimità alle tante persone che, nella fase 2 e 3 della pandemia, vivono situazioni di disorientamento e disagio, oltre che l’offerta di un servizio reticolare a 360°.
Chi contatterà lo 06.81159111 troverà dal lunedì al venerdì, dalle ore 09.00 alle 13.00 e dalle ore 15.00 alle 19.00, un consulente formato all’ascolto, in particolare a quello telefonico, che potrà offrire un sostegno attraverso tre modalità: individuare una soluzione al problema nell’immediato; indirizzare al Consultorio attivo sul territorio per avviare percorsi specifici; oppure, in caso di problemi afferenti alle sfere della povertà e/o dell’assistenza, reindirizzare allo sportello Caritas o ad un’equipe della pastorale per le persone con disabilità.
Si tratta, spiegano i promotori, di uno spazio di ascolto coordinato a livello nazionale e di un’esperienza di sinergia tra Consultori familiari, Caritas e Servizi per i disabili, che apre a prospettive di promozione della persona e della famiglia, in un’ottica di solidarietà e di condivisione delle risorse.
Grazie alla piattaforma, inoltre, ogni Consultorio che aderirà al progetto avrà a disposizione un numero telefonico dedicato che potrà essere utilizzato in modo personalizzato a livello locale.

Preghiera per l’Italia: da Cosenza il Rosario presieduto dall’arcivescovo Nolè

24 Giugno 2020 - Cosenza - La preghiera mariana per l'Italia questa sera sarà recitata dalla Cappella  della Madonna del Pilerio nella Cattedrale di Cosenza. La recita, trasmessa da Tv2000 e InBlu radio alle 21 , sarà guidata dall'arcivescovo di Cosenza-Bisignano, Francesco Nolè. Saranno meditati i misteri gloriosi, che saranno commentati con brani tratti da santi, beati e servi di Dio legati a questa diocesi e alla Calabria.

R.I.

Cei: una lettura biblico-spirituale dell’esperienza della pandemia

23 Giugno 2020 -
Roma - Si intitola “È risorto il terzo giorno” ed è una traccia di riflessione elaborata dalla Commissione Episcopale per la Dottrina, l’Annuncio e la Catechesi della CEI per accompagnare equipe diocesane, catechisti e quanti sono impegnati sul fronte dell’annuncio e dell’iniziazione cristiana. Si tratta di una “rilettura biblico-spirituale dell’esperienza della pandemia”, destinata a credenti e non credenti, che prende le mosse da un ascolto attento delle paure, dei bisogni e delle attese delle persone che, nel proprio contesto e con i propri strumenti, si sono trovate ad affrontare l’emergenza sanitaria da Covid-19. Ad aprire il testo, infatti, sono le voci di un’impiegata, di uno studente, di un bambino, di un avvocato, di un cappellano, di un medico, di una casalinga, di un adolescente, di un volontario e di una segretaria. Pongono interrogativi sulla sofferenza, sul disorientamento e sulla morte, ma testimoniano anche la capacità di resilienza, la creatività e la riscoperta della dimensione domestica della fede.
Nella traccia, la Commissione Episcopale colloca gli eventi recenti sullo sfondo del mistero pasquale di Gesù: dal Venerdì della morte in croce sino alla Domenica di risurrezione, attraverso il Sabato della deposizione nel sepolcro, evidenziando che “una lettura pasquale dell’esperienza della pandemia non può prospettare il semplice ritorno alla situazione di prima”.
Per la Commissione, infatti, “la croce e il sepolcro possono diventare cattedre che insegnano a tutti a cambiare, a convertirsi, a prestare orecchio e cuore ai drammi causati dall’ingiustizia e dalla violenza, a trovare il coraggio di porre gesti divini nelle relazioni umane: pace, equità, mitezza, carità”. Sono questi “i germi di risurrezione, i lampi della Domenica, che rendono concreto e credibile l’annuncio della vita eterna”. Ecco perché, nell’ascoltare e dare dignità all’umanità ferita, la Commissione Episcopale rilancia l’invito di papa Francesco a raccogliere la sfida dell’audacia e della creatività nel “ripensare gli obiettivi, le strutture, lo stile e i metodi evangelizzatori delle proprie comunità”. Per ripartire “come comunità ecclesiale sui passi dell’uomo del nostro tempo, animati da tenerezza e comprensione, da una speranza che non delude”.
        

Rosario per l’Italia: oggi l’iniziativa dei Media Cei con il car. Bassetti

10 Giugno 2020 - Perugia - Sarà il presidente della Cei e arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, il card. Gualtiero Bassetti, a guidare il Rosario per l’Italia, appuntamento settimanale promosso da Avvenire, Tv2000, InBlu radio, Sir, Fisc e Corallo d’intesa con la segreteria generale della Cei. Ad ospitare l’iniziativa il Santuario della Madonna del Bagno a Casalina, frazione del Comune di Deruta, in provincia di Perugia. La preghiera verrà trasmessa stasera alle 21 da Tv2000 e da InBlu radio. Si tratta della tredicesima e ultima tappa del pellegrinaggio mariano lungo la Penisola che è partito il 19 marzo, quando l’Italia era in mezzo alla fase acuta della pandemia, dalla chiesa di San Giuseppe al Trionfale a Roma con il segretario generale della Cei, mons. Stefano Russo. Il Rosario ha toccato, poi, Brescia, di nuovo Roma, Loreto, Pompei, Bologna, Copertino, Bari, San Vittorino Romano, Cascia, Palermo e Piedimonte Etneo.  

Cei: “la pandemia è anche il segnale di un ‘mondo malato’”

5 Giugno 2020 - Roma - “Cominciamo col guardare al nostro rapporto con l’ambiente; ‘tutto è connesso’ e la pandemia è anche il segnale di un ‘mondo malato’, come segnalava Papa Francesco nella preghiera dello scorso 27 marzo”. Lo hanno scritto la Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace e la Commissione episcopale per l’ecumenismo e il dialogo della Cei nel messaggio per la 15ª Giornata nazionale per la Custodia del Creato, che  si celebrerà il prossimo 1 settembre ed avrà come tema “Vivere in questo mondo con sobrietà, con giustizia e con pietà (Tt 2,12). Per nuovi stili di vita”. Nel testo si parla dell’inquinamento diffuso, delle perturbazioni di tanti ecosistemi, del mutamento climatico. I vescovi auspicano che “le Chiese cristiane sappiano promuovere scelte radicali per la salvaguardia del creato” e chiedono di “ricostruire un sistema sanitario fondato sulla centralità della persona e non sull’interesse economico”. Quest’anno la celebrazione nazionale sarà ospitata dalla diocesi di Ferrara-Comacchio e si svolgerà domenica 6 settembre 2020. Qui il testo integrale del Messaggio

Card. Bassetti: ritorniamo a manifestare il nostro essere comunità

16 Maggio 2020 - Roma - Lunedì 18 maggio inizieranno le celebrazione con "il concorso del popolo" seguendo un protocollo firmato tra la Cei e il governo italiano. Pubblichiamo integralmente il testo di un video del card. Gualtiero Bassetti, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana:
Carissimi confratelli nell’episcopato e nel presbiterato, parroci, consacrati e consacrate, catechisti e fedeli, in particolare le famiglie con i più piccoli e i più grandi, i nostri nonni, con tanta gioia vorrei condividere con voi questo momento in cui ci apprestiamo nuovamente a celebrare l’Eucaristia e a convocare, per questo, il Santo Popolo di Dio.
È un evento importante, è un evento di grazia, è un evento che vorrei che voi coglieste: non si tratta, infatti, semplicemente della riapertura di un luogo sacro, delle nostre chiese che sono sempre rimaste aperte. Si tratta piuttosto di ritornare a manifestare il nostro essere comunità, il nostro essere famiglia. Del resto, è l’Eucaristia che fa di noi una comunità, una famiglia, perché, come dice san Paolo, noi che ci nutriamo di un unico pane siamo chiamati a formare un solo corpo.
Credo di poter dire, anche a nome vostro, quello che il nostro Maestro ebbe a dire un giorno, il Giovedì Santo, ai suoi discepoli: «Ho desiderato ardentemente di mangiare questa Pasqua con voi» (Lc 22,15). È il desiderio che Lui ha e che noi abbiamo di incontrare Lui e di incontrarci nel segno dell’Eucaristia, perché l’Eucaristia è il «pane di vita» (Gv 6,51), è il «farmaco di immortalità» (sant’Ignazio di Antiochia), perché chi mangia di quel pane vive in Lui e ha la vita eterna (Gv 6,54), perché Lui è la nostra «risurrezione e vita» (Gv 11,25). Tutto questo è per noi l’Eucaristia e nell’Eucaristia possiamo fare esperienza di questa forza immensa che ci viene da Lui Risorto, dal Suo Spirito, perché possiamo continuare il nostro cammino.
Il periodo che abbiamo vissuto, certo, non è privo di significato: la nostra sofferenza, il dover restare chiusi a casa, e qui penso in particolare alle famiglie numerose, con tanti bambini. Ma, come ho potuto sperimentare, in tante nostre famiglie non sono mancati la preghiera, l’ascolto attento della Parola di Dio e quel servizio, soprattutto alle persone più anziane, che diventa autentica carità.
Dobbiamo chiedere al Signore la grazia di poter tornare ad essere la grande famiglia di Dio, anche se abbiamo sperimentato il nostro essere Chiesa nella piccola famiglia domestica, dove abbiamo vissuto tanti valori stando gli uni accanto agli altri. Adesso però è il momento di tornare nella grande famiglia.
«L’Eucaristia, sebbene costituisca la pienezza della vita sacramentale, non è un premio per i perfetti ma un generoso rimedio e un alimento per i deboli» (EG 47), come diceva con molta chiarezza già sant’Ambrogio.
Però, per la salute della nostra anima - l’Eucaristia è innanzitutto salvezza dell’anima - ma anche per quella del nostro corpo, dovremo usare tutti quegli accorgimenti che diventano una forma di amore e di rispetto per gli altri.
Le mascherine, i contatti ridotti possono essere letti simbolicamente, come un invito a riscoprire la forza dello sguardo. Se avete notato, durante la Messa delle 7, il Santo Padre non ha mai mancato di dire: «Scambiatevi un segno della pace». Qualcuno gli ha detto che non ci si può scambiare il segno della pace, ma il Papa ha risposto che non ci si può scambiare la pace avvicinandosi e dandosi la mano, ma lo si può fare anche a distanza con un sorriso, uno sguardo dolce e benevolo, che diventano un modo di comunicare pace, gioia e amore. E così, pur restando a debita distanza, cercheremo di scambiarci la pace.
Lodiamo e ringraziamo il Signore perché siamo di fronte ad un evento grande e importante: la prima Domenica che ci ritroveremo insieme, cantiamo – io lo farò e lo propongo a tutti – il Te Deum che diventa il nostro inno, la nostra lode perfetta alla Santissima Trinità perché tutto ci viene dal cuore di Dio. Grazie, buona festa.
Gualtiero Card. Bassetti
Presidente Conferenza Episcopale Italiana
Per scaricare il video: https://we.tl/t-PVJWR6oiBS

Cei: dal 18 maggio celebrazioni con il popolo. Firmato a Palazzo Chigi il Protocollo

7 Maggio 2020 -

Roma - È stato firmato questa mattina, a Palazzo Chigi, il Protocollo che permetterà la ripresa delle celebrazioni con il popolo.

Il testo giunge a conclusione di un percorso che ha visto la collaborazione tra la Conferenza Episcopale Italiana, il Presidente del Consiglio, il Ministro dell’Interno - nello specifico delle articolazioni, il Prefetto del Dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione, Michele di Bari, e il Capo di Gabinetto, Alessandro Goracci - e il Comitato Tecnico-Scientifico. Nel rispetto della normativa sanitaria disposta per il contenimento e la gestione dell’emergenza epidemiologica da SARS-CoV-2, il Protocollo indica alcune misure da ottemperare con cura, concernenti l’accesso ai luoghi di culto in occasione di celebrazioni liturgiche; l’igienizzazione dei luoghi e degli oggetti; le attenzioni da osservare nelle celebrazioni liturgiche e nei sacramenti; la comunicazione da predisporre per i fedeli, nonché alcuni suggerimenti generali. Nel predisporre il testo si è puntato a tenere unite le esigenze di tutela della salute pubblica con indicazioni accessibili e fruibili da ogni comunità ecclesiale. Il Protocollo - firmato dal Presidente della CEI, Cardinale Gualtiero Bassetti, dal Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e dal Ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese - entrerà in vigore da lunedì 18 maggio 2020. “Il Protocollo è frutto di una profonda collaborazione e sinergia fra il Governo, il Comitato Tecnico-Scientifico e la CEI, dove ciascuno ha fatto la sua parte con responsabilità”, ha evidenziato il Cardinale Bassetti, ribadendo l’impegno della Chiesa a contribuire al superamento della crisi in atto. “Le misure di sicurezza previste nel testo – ha sottolineato il Presidente Conte – esprimono i contenuti e le modalità più idonee per assicurare che la ripresa delle celebrazioni liturgiche con il popolo avvenga nella maniera più sicura. Ringrazio la CEI per il sostegno morale e materiale che sta dando all’intera collettività nazionale in questo momento difficile per il Paese”. “Fin dall’inizio abbiamo lavorato per giungere a questo Protocollo - ha concluso il Ministro Lamorgese -: il lavoro fatto insieme ha dato un ottimo risultato. Analogo impegno abbiamo assunto anche con le altre Confessioni religiose”.      

Card. Bassetti (Cei) su appello Papa: “indicare le vie per una regolarizzazione” dei migranti

6 Maggio 2020 - Roma - “È vero che c’è crisi per tutti, ma la dignità delle persone va sempre rispettata. Perciò accolgo l’appello di questi lavoratori e di tutti i lavoratori sfruttati e invito a fare della crisi l’occasione per rimettere al centro la dignità della persona e la dignità del lavoro”. Con queste parole, poste oggi a chiusura dell’udienza del mercoledì (https://www.migrantesonline.it/2020/05/06/papa-francesco-appello-a-favore-del-mondo-del-lavoro-e-in-particolare-dei-lavoratori-sfruttati-tra-cui-immigrati/), Papa Francesco si è fatto voce dei braccianti agricoli, tra cui molti immigrati, che lavorano nelle campagne italiane, spesso a prezzo di un duro sfruttamento. “Non possiamo dimenticare che in questo momento, tra i tanti che sono in grave difficoltà nel nostro Paese e ai quali come Chiesa siamo vicini – osserva al Sir il card. Gualtiero Bassetti, presidente della Cei – ci sono almeno 600mila persone, molte delle quali lavorano nei campi o nei servizi di cura e assistenza ai nostri anziani e alle nostre famiglie, prive di ogni diritto e di ogni sussidio”. Queste persone, continua il cardinale, sono “gravemente esposte non solo allo sfruttamento lavorativo, ma anche per la loro stessa salute, rischiando di diventare, loro malgrado, fonte di contagio per tutti”. “Crediamo davvero, come ci ha ricordato Papa Francesco, che siamo sulla stessa barca – conclude il Cardinale – partecipi delle stesse preoccupazioni e delle stesse attese: ognuno, qualunque sia la sua provenienza, la sua età o condizione, è degno di rispetto ed è amato da Dio in modo unico. Chiediamo dunque a chi ha il compito di promuovere il bene comune di non dimenticare queste persone, questi nostri fratelli e sorelle, e di indicare le vie per una loro regolarizzazione, non solo di quelli che possono esserci ‘utili’, ma di tutti coloro che sono nel nostro Paese, come premessa indispensabile alla tutela della salute di tutti e al ripristino della legalità”.​    

Card. Bassetti: avanti, senza abbassare la guardia

2 Maggio 2020 -
Roma - “Esprimo la soddisfazione mia, dei vescovi e, più in generale, della comunità ecclesiale per essere arrivati a condividere le linee di un accordo, che consentirà - nelle prossime settimane, sulla base dell’evoluzione della curva epidemiologica - di riprendere la celebrazione delle Messe con il popolo”.
Così il Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, Cardinale Gualtiero Bassetti, commenta la definizione di un Protocollo di massima, relativo alla graduale ripresa delle celebrazioni liturgiche.
“Il mio ringraziamento va alla Presidenza del Consiglio dei Ministri - aggiunge - con cui in queste settimane c’è stata un’interlocuzione continua e proficua. Questo clima ha portato un paio di giorni fa a definire le modalità delle celebrazioni delle Esequie, grazie soprattutto alla disponibilità e alla collaborazione del Ministro dell’Interno e del Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione”.
Nel contempo, “un pensiero di sincera gratitudine mi sento in dovere di esprimerlo al Ministro della Salute e all’intero Comitato tecnico-scientifico - prosegue il Cardinale Bassetti-: questa tempesta, inedita e drammatica, ha posto sulle loro spalle un carico enorme in termini di responsabilità”.
“Come Chiesa - riconosce - abbiamo condiviso, certo con sofferenza, le limitazioni imposte a tutela della salute di tutti, senza alcuna volontà di cercare strappi o scorciatoie, né di appoggiare la fuga in avanti di alcuno; ci siamo mossi in un’ottica di responsabilità, a tutela soprattutto dei più esposti. Alla vigilia di quella che ci auguriamo possa essere una rinascita per l’intero Paese, ribadisco l’importanza che non si abbassi la guardia ma, come abbiamo ripetuto in questi mesi, si accolgano le misure sanitarie nell’orizzonte del rispetto della salute di tutti, come pure le indicazioni dei tempi necessari per tutelarla al meglio”.
“Al Paese - conclude il Cardinale Bassetti - voglio assicurare la vicinanza della Chiesa: ne sono segno e testimonianza le innumerevoli opere di carità a cui le nostre Diocesi e Parrocchie hanno saputo dar vita anche in questo difficile periodo; ne è segno pure la preghiera che, anche in forme nuove, si è intensificata a intercessione per tutti: le famiglie, quanti sono preoccupati per il lavoro, gli ammalati e quanti li assistono, i defunti”.

Card. Bassetti: Maria, nelle tue mani la fatica e la speranza di tutta la comunità

1 Maggio 2020 -

Roma - In questo nostro tempo nel quale purtroppo la pandemia continua ad espandersi, diventa necessario, come ci ha vivamente raccomandato il Santo Padre, intensificare la preghiera della comunità cristiana, in particolare con l’Adorazione Eucaristica. Forse stiamo intravedendo un bagliore di luce in fondo al tunnel, ma il cammino da fare resta certamente lungo. E noi pastori dobbiamo fare di tutto perché la fede dei piccoli, dei poveri, in una parola, del tutto popolo di Dio, non vacilli.

Abbiamo già sfiorato la tragedia, anche in Italia, con decine di migliaia di morti, fra cui tantissimi anziani, medici, infermieri, operatori sanitari, suore, sacerdoti: tutti di animo grande. Papa Francesco li ha definiti 'i Santi della porta accanto'. Troviamo inoltre famiglie preoccupate e disorientate per la grave crisi economica. Tutti questi motivi e moltissime lettere e telefonate ricevute mi hanno spinto a promuovere con la Presidenza della Cei un atto di affidamento a Maria presso il Santuario di Caravaggio, in Lombardia, la regione d’Italia più colpita dal coronavirus.

La presenza silenziosa della madre è più eloquente di mille parole. Essa ci fa capire che vuol stare con noi, particolarmente con tutti i suoi figli crocifissi. Stabat Mater. Sta nel nostro smarrimento e ci rischiara la strada. Ci orienta, ci scalda il cuore e riaccende in noi la speranza di una vita nuova. Particolarmente in questa nostra condizione ci chiede di sostare con Lei e di guardare le cose in una prospettiva nuova. Chi più di Lei può chiedere a ogni cuore trafitto di non fermarsi al buio del Venerdì Santo? Chi più di Lei, che ha allattato con premura il Figlio di Dio infante, lo ha protetto dalle insidie di Erode, lo ha aiutato a crescere «in età, sapienza e grazia », può additarci la luce del Risorto e può asciugare ogni nostra lacrima? L’atto di affidamento avviene non solo all’inizio di maggio, il mese dedicato alla Madre di Dio e scandito dal Rosario, ma anche nel giorno in cui la Chiesa fa memoria di san Giuseppe lavoratore, sposo della Vergine. Già nelle passate settimane abbiamo compreso che l’emergenza sanitaria porta con sè una nuova emergenza economica. E saranno in tanti, troppi a pagare un alto prezzo: giovani, donne, padri di famiglia che sono già senza lavoro o rischiano di perderlo; imprenditori che potrebbero dover chiudere le loro aziende; negozianti, artigiani, liberi professionisti che vedono bloccate le attività. Nella figura silente e fedele di san Giuseppe si riconosce la dignità del lavoro umano. Sul suo esempio facciamoci testimoni di carità concreta, soccorrendo coloro che saranno toccati dalla piaga della disoccupazione e chiedendo a chi ha ruoli di responsabilità sociale e politica di permettere che sia sempre assicurato il pane alla povera gente, come diceva Giorgio La Pira.Invochiamo l’intercessione della Vergine di fronte al difficile tempo che ci attende. Maria, per quanto la notte possa sembrare oscura, non ci smarriremo affidandoci a Te, e Tu ci orienterai a tenere accesa la lampada della nostra fede e della nostra speranza perché tu, madre di Dio, hai portato nel tuo grembo la speranza e la salvezza di tutto il mondo: Gesù Cristo.

Card. Gualtiero Bassetti

Presidente della Conferenza episcopale italiana

Mons. Russo: il domani chiama in causa la responsabilità di ciascuno

1 Maggio 2020 - Roma - Nel giorno dell’Atto di affidamento dell’Italia a Maria, mons. Stefano Russo, segretario generale della Cei, riflette sul significato di questo gesto per la comunità ecclesiale e civile. Intervistato per i media della Cei dall’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali, mons. Russo spiega la posizione dei Vescovi italiani riguardo alle disposizioni contenute nell’ultimo Dpcm, alla luce dell’invito del Papa alla prudenza e all’obbedienza, e illustra a che punto è l’interlocuzione con il governo per l’elaborazione del Protocollo per le celebrazioni eucaristiche. Infine, si sofferma sul valore della festa dei lavoratori, in un tempo in cui il mondo del lavoro è messo a dura prova dall’emergenza sanitaria, gettando uno sguardo al domani che chiama in causa la responsabilità di ciascuno. Eccellenza, la Chiesa italiana affida il Paese a Maria. Qual è il significato di questo gesto? È un affido che giunge dopo un periodo doloroso, in cui tante persone hanno vissuto nella preghiera questa fase così complicata e difficile. Maria è colei che si fida e si affida al Signore, crede nonostante tutto all’amore di Dio: vogliamo presentarci a Maria e affidare a lei questo tempo, le nostre passioni, la volontà di camminare con lei e come lei verso il Signore. È l’affido di tutte quelle persone che si sono spese per gli altri - pensiamo agli operatori della sanità -, di tante famiglie che vivono situazioni di sofferenza o hanno visto lutti. È l’affido anche del mondo del lavoro, tra i più colpiti: il 1° maggio è la memoria di San Giuseppe lavoratore, sposo di Maria. È un affido dell’intero nostro Paese. Avverrà nella basilica di Santa Maria del Fonte presso Caravaggio. Perché la scelta è caduta proprio su questo Santuario? La scelta ci è sembrata opportuna per due aspetti significativi: anzitutto perché si trova in Lombardia, Regione colpita dall’epidemia più di altre; poi perché, sorgendo in provincia di Bergamo e nella diocesi di Cremona, unisce due territori flagellati dal virus. Caravaggio, inoltre, è un Santuario riconosciuto da tutti i lombardi come punto di riferimento per la venerazione a Maria. Nei giorni scorsi, papa Francesco ha invitato “alla prudenza e all’obbedienza alle disposizioni, perché la pandemia non torni”. Le sue parole sono state interpretate da alcuni quasi come una presa di distanza rispetto alla posizione espressa dalla Cei nella nota in cui esprimeva il disappunto dei vescovi per il Dpcm. Le parole del Santo Padre sono la cifra essenziale per il cammino da compiere da qui alle prossime settimane. In quelle parole non c’è contrapposizione con la Chiesa italiana: il Papa sostiene da sempre e con paternità il nostro agire. La Chiesa ha un’armonia polifonica, non contrapposta nelle sue voci, ma unita dalla comunione e dall’umanità. Non tenere conto della prudenza e dell’obbedienza alle disposizioni significherebbe essere ciechi e decontestualizzati rispetto al vissuto di tristezza e dolore con cui stiamo ancora facendo i conti. Nascono da questa passione per l’umanità anche le parole dei vescovi italiani. Nessuna fuga in avanti, dunque; né tanto meno irresponsabilità verso le regole o strappo istituzionale. Il confronto e il dialogo con le Istituzioni governative – anche in qualche passaggio dai toni forti – non è mai venuto meno, all’insegna di una reciproca stima. A che punto è l’elaborazione del Protocollo per le celebrazioni eucaristiche? Il dialogo con le Istituzioni governative è quotidiano e all’insegna di una collaborazione leale. Da lunedì avremo la possibilità di celebrare le esequie; stiamo lavorando da un paio di settimane su un Protocollo per le celebrazioni eucaristiche, che minimizzi al massimo il rischio del contagio: preservare la salute di tutti deve essere un interesse primario. Molti fedeli hanno sofferto per la mancanza di accesso ai sacramenti, invocando la ripresa delle celebrazioni con il popolo. Che cosa dice loro? Come Chiesa stiamo condividendo le limitazioni imposte a tutti dall’emergenza sanitaria. Abbiamo cercato di reagire moltiplicando proposte che hanno potuto contare sul supporto decisivo dei media e della rete. Mi auguro che questa sofferta privazione, come ogni digiuno ben motivato, alimenti il desiderio e sostenga anche l’attesa della celebrazione, di quel culto - che per chi crede - è sostegno a ogni forma di libertà. Allo stesso tempo, la Chiesa è presenza viva del Signore, che si incarna in coloro che accogliendo la sua Parola se ne fanno testimoni: le opere di carità e di prossimità in questo tempo si sono moltiplicate in modo straordinario. Il sito https://chiciseparera.chiesacattolica.it dà visibilità a molte di queste, espressione della vivacità delle comunità locali.  Il calo del PIL potrebbe far segnare un -15% nel 2020. Migliaia di posti di lavoro persi e attività commerciali chiuse saranno l’effetto sull’economia di una crisi sanitaria che cambierà la vita di molti italiani. Nella ricorrenza della festa dei lavoratori, che messaggio vuole dare la Chiesa italiana al Paese? È un primo maggio difficile. La crisi sanitaria ha generato una crisi economica che si riverbera drammaticamente sul lavoro. Nulla sarà come prima, hanno scritto i vescovi italiani nel messaggio per il 1° maggio di quest’anno. Ascoltiamo il grido di dolore che si leva da tutto il territorio italiano, da ogni comparto produttivo, dai lavoratori autonomi, dagli stagionali, da coloro che subiscono la duplice vessazione del lavoro in nero e del caporalato. In quanti temono di non riaprire la loro attività, di non trovare più il proprio impiego, di sprofondare nella disoccupazione? Non manca chi si approfitta di questa situazione per imporre salari indecorosi a chi, per necessità, accetta impieghi sfiancanti. Il lavoro è dignità, ricorda anche il Santo Padre. E quando la Chiesa parla del lavoro non descrive un principio astratto, ma parla degli uomini e delle donne che lavorano e lo fa perché è un dovere che le appartiene. Parlando agli operai dell’Ilva di Genova il Papa disse: “Il lavoro è una priorità umana. E pertanto è una priorità cristiana”. La Chiesa e il lavoro, un legame che viene da lontano. La spiritualità benedettina segue il motto “prega e lavora” e i Santi, a ben guardare, sono spesso dei grandi lavoratori. Non a caso ogni professione, ogni mestiere, ogni arte, ha un suo patrono. Non è solo devozione popolare, ma il segno di una prossimità autentica della Chiesa, risalente nel tempo, ai lavoratori tutti: oltre ad intervenire con aiuti materiali, si è anche pensato a un affidamento spirituale, una tutela integrale. E ancora, come non pensare che anche Gesù ha lavorato in bottega con Giuseppe? Avrà piallato e scalpellato; avrà sudato e si sarà ferito. Gesù conosceva la fatica e la preziosità del lavoro e per questo, come sottolinea la dottrina sociale della Chiesa, ne riconosce sempre il valore e l’importanza. Non poche delle sue parabole hanno a che fare con il mondo del lavoro: il seminatore, gli operai e la messe, i vignaioli, i talenti non fatti fruttare. Ai discepoli dice: “Vi farò pescatori di uomini”, così chiarendo che l’evangelizzazione non è automatica, ma è lo sforzo del pescatore di mettere la barca in acqua, l’attesa paziente, la fiducia nella raccolta della rete, il ricominciare ogni giorno. Cosa succederà nei prossimi mesi? Come si risolleverà la società? È nel “dopo” che si vedrà la tenuta della nostra società. Il futuro si fonderà sulla nostra capacità di “fare squadra”, partendo dagli ultimi, sulla solidarietà rispetto all’egoismo. Il dopoguerra in Italia per i nostri genitori fu un momento straordinario di ricostruzione collettiva: uscita dalle devastazioni e dalle privazioni del conflitto, la comunità si trovò coesa, pronta non solo a “fare”, ma a “fare insieme”. Inoltre, i cittadini erano accompagnati da aziende ben radicate sul territorio e dà garanzie reali sul fronte dello stato sociale. Oggi molte delle condizioni che c’erano allora non ci sono più: il lavoro è diventato flessibile, liquido, precario. Il contesto è poi reso instabile da una congiuntura che non ha eguali e che ha colpito forte proprio laddove qualcuno pensava risiedesse il punto di forza del sistema: la globalizzazione. È necessario ripensare le priorità e ridisegnare una nuova economia, rispettosa dell’uomo e del creato, sulle orme della Laudato Si’.

Cei: domani l’ Atto di Affidamento dell’Italia alla Madre di Dio dal Santuario di Caravaggio

30 Aprile 2020 -

Roma - La Conferenza Episcopale Italiana affida l’intero Paese alla protezione della Madre di Dio come segno di salvezza e di speranza. Il momento di preghiera con l'Atto di Affidamento è trasmesso da Tv2000  e InBlu Radio, venerdì 1 maggio ore 21, dalla basilica di Santa Maria del Fonte presso Caravaggio.

La scelta della data e del luogo è estremamente simbolica. Maggio è, infatti, il mese tradizionalmente dedicato alla Madonna, tempo scandito dalla preghiera del Rosario, dai pellegrinaggi ai santuari, dal bisogno di rivolgersi con preghiere speciali all’intercessione della Vergine. Iniziare questo mese con l’Atto di Affidamento alla Madre di Dio, nella situazione attuale, acquista un significato molto particolare per tutta l’Italia.

Il luogo, Caravaggio, situato nella diocesi di Cremona e provincia di Bergamo, racchiude in sé la sofferenza e il dolore vissuti in una terra duramente provata dall’emergenza sanitaria. Alla Madonna la Chiesa affida i malati, gli operatori sanitari e i medici, le famiglie, i defunti.

Nella festa di San Giuseppe lavoratore, sposo di Maria Vergine, affida, in particolare, i lavoratori, consapevole delle preoccupazioni e dei timori con cui tanti guardano al futuro.

Morgante (Tv2000): “no privilegi per la Chiesa ma parità di trattamento”

27 Aprile 2020 - Roma - “Nessuna corsia preferenziale, nessun privilegio per la Chiesa. Ma la rivendicazione di una parità di trattamento per una comunità fatta da cittadini dotati di responsabilità. Responsabili quando salgono sull’autobus per andare al lavoro e far ripartire l’economia, responsabili quando si recano in Chiesa per partecipare alla Messa e ricevere la Comunione”. Così il direttore di Tv2000, Vincenzo Morgante, in un editoriale trasmesso all'interno del Tg2000 questa mattina ha commentato il nuovo Dpcm del governo sulla 'Fase 2' che partirà dal 4 maggio illustrato ieri dal premier Conte. “Sono stati numerosi, e giunti da più parti, - ha proseguito Morgante - gli attestati di apprezzamento per l’impegno della Chiesa durante la pandemia da Coronavirus a servizio dei poveri, degli anziani, dei senzatetto, degli emarginati, degli ultimi. Nei centri di ascolto delle Caritas sul territorio le richieste di aiuto sono più che raddoppiate: cibo, vestiti, pc e tablet per gli studenti bisognosi, alloggi. La Cei ha destinato centinaia di milioni di euro per interventi di sostegno sul territorio, a partire dalle strutture sanitarie in seria difficoltà. Si tratta della stessa Chiesa che oggi, dopo aver rispettato da subito rigorosamente e con non pochi sacrifici le prescrizioni delle pubbliche autorità in materia di tutela sanitaria, chiede di poter tornare a celebrare Messa con il Popolo organizzando, in sicurezza, senza imprudenze o superficialità, la vita delle proprie comunità”. “La cosiddetta fase due – ha sottolineato il direttore di Tv2000, Vincenzo Morgante - prevede già la riapertura di fabbriche, uffici, bar, parrucchieri, giardini ma non la celebrazione delle funzioni religiose al di là, ed era ora, dei funerali. L’esercizio del culto, che riguarda i fedeli di tutte le religioni, nel decreto del governo viene regolamentato nello stesso comma che disciplina le sale bingo. E’ bene ricordare l’importanza della libertà religiosa espressamente tutelata dall’articolo 19 della nostra Costituzione a vantaggio di tutti. Ma, al di là dei profili giuridici, rimane la sostanza della questione”.  

DPCM: la posizione della CEI

26 Aprile 2020 -
"Un’interlocuzione nella quale la Chiesa ha accettato, con sofferenza e senso di responsabilità, le limitazioni governative assunte per far fronte all’emergenza sanitaria. Un’interlocuzione nel corso della quale più volte si è sottolineato in maniera esplicita che – nel momento in cui vengano ridotte le limitazioni assunte per far fronte alla pandemia – la Chiesa esige di poter riprendere la sua azione pastorale" si legge in una nota diffusa pochi minuti fa.
Ora, dopo queste settimane di negoziato che hanno visto la CEI presentare Orientamenti e Protocolli con cui affrontare una fase transitoria nel pieno rispetto di tutte le norme sanitarie, il Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri varato questa sera "esclude arbitrariamente la possibilità di celebrare la Messa con il popolo", si legge nel testo.
Alla Presidenza del Consiglio e al Comitato tecnico-scientifico si "richiama il dovere di distinguere tra la loro responsabilità – dare indicazioni precise di carattere sanitario – e quella della Chiesa, chiamata a organizzare la vita della comunità cristiana, nel rispetto delle misure disposte, ma nella pienezza della propria autonomia".
I Vescovi italiani "non possono accettare di vedere compromesso l’esercizio della libertà di culto. Dovrebbe essere chiaro a tutti che l’impegno al servizio verso i poveri, così significativo in questa emergenza, nasce da una fede che deve potersi nutrire alle sue sorgenti, in particolare la vita sacramentale".

Cei: il 1° maggio Atto di Affidamento dell’Italia a Maria

20 Aprile 2020 -
Roma - Raccogliendo la proposta e la sollecitazione di tanti fedeli, la Conferenza Episcopale Italiana affida l’intero Paese alla protezione della Madre di Dio come segno di salvezza e di speranza. Lo farà venerdì 1° Maggio, alle ore 21, con un momento di preghiera, nella basilica di Santa Maria del Fonte presso Caravaggio (diocesi di Cremona, provincia di Bergamo).
La scelta della data e del luogo è estremamente simbolica. Maggio è, infatti, il mese tradizionalmente dedicato alla Madonna, tempo scandito dalla preghiera del Rosario, dai pellegrinaggi ai santuari, dal bisogno di rivolgersi con preghiere speciali all’intercessione della Vergine. Iniziare questo mese con l’Atto di Affidamento a Maria, nella situazione attuale, acquista un significato molto particolare per tutta l’Italia", spiega in una nota la Cei.
Il luogo, Caravaggio, situato nella diocesi di Cremona e provincia di Bergamo, "racchiude in sé la sofferenza e il dolore vissuti in una terra duramente provata dall’emergenza sanitaria. Alla Madonna la Chiesa affida i malati, gli operatori sanitari e i medici, le famiglie, i defunti.
Nella festa di San Giuseppe lavoratore, sposo di Maria Vergine, affida, in particolare, i lavoratori, consapevole delle preoccupazioni e dei timori con cui tanti guardano al futuro".