Roma - È stato firmato questa mattina, a Palazzo Chigi, il Protocollo che permetterà la ripresa delle celebrazioni con il popolo.
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Card. Bassetti (Cei) su appello Papa: “indicare le vie per una regolarizzazione” dei migranti
Card. Bassetti: avanti, senza abbassare la guardia
Card. Bassetti: Maria, nelle tue mani la fatica e la speranza di tutta la comunità
Roma - In questo nostro tempo nel quale purtroppo la pandemia continua ad espandersi, diventa necessario, come ci ha vivamente raccomandato il Santo Padre, intensificare la preghiera della comunità cristiana, in particolare con l’Adorazione Eucaristica. Forse stiamo intravedendo un bagliore di luce in fondo al tunnel, ma il cammino da fare resta certamente lungo. E noi pastori dobbiamo fare di tutto perché la fede dei piccoli, dei poveri, in una parola, del tutto popolo di Dio, non vacilli.
Abbiamo già sfiorato la tragedia, anche in Italia, con decine di migliaia di morti, fra cui tantissimi anziani, medici, infermieri, operatori sanitari, suore, sacerdoti: tutti di animo grande. Papa Francesco li ha definiti 'i Santi della porta accanto'. Troviamo inoltre famiglie preoccupate e disorientate per la grave crisi economica. Tutti questi motivi e moltissime lettere e telefonate ricevute mi hanno spinto a promuovere con la Presidenza della Cei un atto di affidamento a Maria presso il Santuario di Caravaggio, in Lombardia, la regione d’Italia più colpita dal coronavirus.
La presenza silenziosa della madre è più eloquente di mille parole. Essa ci fa capire che vuol stare con noi, particolarmente con tutti i suoi figli crocifissi. Stabat Mater. Sta nel nostro smarrimento e ci rischiara la strada. Ci orienta, ci scalda il cuore e riaccende in noi la speranza di una vita nuova. Particolarmente in questa nostra condizione ci chiede di sostare con Lei e di guardare le cose in una prospettiva nuova. Chi più di Lei può chiedere a ogni cuore trafitto di non fermarsi al buio del Venerdì Santo? Chi più di Lei, che ha allattato con premura il Figlio di Dio infante, lo ha protetto dalle insidie di Erode, lo ha aiutato a crescere «in età, sapienza e grazia », può additarci la luce del Risorto e può asciugare ogni nostra lacrima? L’atto di affidamento avviene non solo all’inizio di maggio, il mese dedicato alla Madre di Dio e scandito dal Rosario, ma anche nel giorno in cui la Chiesa fa memoria di san Giuseppe lavoratore, sposo della Vergine. Già nelle passate settimane abbiamo compreso che l’emergenza sanitaria porta con sè una nuova emergenza economica. E saranno in tanti, troppi a pagare un alto prezzo: giovani, donne, padri di famiglia che sono già senza lavoro o rischiano di perderlo; imprenditori che potrebbero dover chiudere le loro aziende; negozianti, artigiani, liberi professionisti che vedono bloccate le attività. Nella figura silente e fedele di san Giuseppe si riconosce la dignità del lavoro umano. Sul suo esempio facciamoci testimoni di carità concreta, soccorrendo coloro che saranno toccati dalla piaga della disoccupazione e chiedendo a chi ha ruoli di responsabilità sociale e politica di permettere che sia sempre assicurato il pane alla povera gente, come diceva Giorgio La Pira.Invochiamo l’intercessione della Vergine di fronte al difficile tempo che ci attende. Maria, per quanto la notte possa sembrare oscura, non ci smarriremo affidandoci a Te, e Tu ci orienterai a tenere accesa la lampada della nostra fede e della nostra speranza perché tu, madre di Dio, hai portato nel tuo grembo la speranza e la salvezza di tutto il mondo: Gesù Cristo.
Card. Gualtiero Bassetti
Presidente della Conferenza episcopale italiana
Mons. Russo: il domani chiama in causa la responsabilità di ciascuno
Cei: domani l’ Atto di Affidamento dell’Italia alla Madre di Dio dal Santuario di Caravaggio
Roma - La Conferenza Episcopale Italiana affida l’intero Paese alla protezione della Madre di Dio come segno di salvezza e di speranza. Il momento di preghiera con l'Atto di Affidamento è trasmesso da Tv2000 e InBlu Radio, venerdì 1 maggio ore 21, dalla basilica di Santa Maria del Fonte presso Caravaggio.
La scelta della data e del luogo è estremamente simbolica. Maggio è, infatti, il mese tradizionalmente dedicato alla Madonna, tempo scandito dalla preghiera del Rosario, dai pellegrinaggi ai santuari, dal bisogno di rivolgersi con preghiere speciali all’intercessione della Vergine. Iniziare questo mese con l’Atto di Affidamento alla Madre di Dio, nella situazione attuale, acquista un significato molto particolare per tutta l’Italia.
Il luogo, Caravaggio, situato nella diocesi di Cremona e provincia di Bergamo, racchiude in sé la sofferenza e il dolore vissuti in una terra duramente provata dall’emergenza sanitaria. Alla Madonna la Chiesa affida i malati, gli operatori sanitari e i medici, le famiglie, i defunti.
Nella festa di San Giuseppe lavoratore, sposo di Maria Vergine, affida, in particolare, i lavoratori, consapevole delle preoccupazioni e dei timori con cui tanti guardano al futuro.
Morgante (Tv2000): “no privilegi per la Chiesa ma parità di trattamento”
DPCM: la posizione della CEI
Cei: il 1° maggio Atto di Affidamento dell’Italia a Maria
Cei: altri 2 milioni e 400mila euro dell’8X1000 per le strutture sanitarie
Don Maffeis: essere segno e strumento della misericordia del Padre
Don Maffeis: ricordiamoci degli anziani, anche nel post-emergenza
Cei: il comunicato finale del Consiglio Permanente
- Direttore dell’Ufficio Liturgico Nazionale (dal 1° settembre 2020): Don Mario Castellano della diocesi di Bari-Bitonto;
- Responsabile del Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa Cattolica: Dott. Massimo Monzio Compagnoni;
- Assistente ecclesiastico centrale del settore giovani dell’Azione Cattolica Italiana: Don Gianluca Zurra della diocesi di Alba.
Cei: ringraziamento agli operatori sanitari, alle famiglie, ai sacerdoti, molti dei quali hanno offerto la propria vita, e la vicinanza agli anziani e ai poveri
Don Maffeis: in questo tempo sofferente c’è bisogno di operatori di pace
Cei: Humanlines, il portale che racconta i Corridoi umanitari
Roma - C’è Danait, giovane eritrea che parla un perfetto italiano e ha lavorato per l’Unhcr. Poi ci sono Awet, dodicenne, sordo, arrivato dall’Eritrea a Cossato, in provincia di Biella, dove può frequentare una delle migliori scuole di lingua dei segni, e Omar, un adolescente che diventa amico di Fabio, il proprietario di una pasticceria in un piccolo paese del profondo nord.
Sono solo alcuni dei protagonisti delle storie, piene di verità e di sofferenza, raccolte da “Humanlines”, un portale di informazione e web documentario in continuo divenire, promosso dall’Università di Notre Dame (USA), per raccontare il progetto dei Corridoi Umanitari finanziato dalla Conferenza Episcopale Italiana che ha permesso a centinaia di rifugiati eritrei, somali e sud-sudanesi di arrivare in Italia in modo legale e sicuro.