Primo Piano

Migrantes: ad ottobre il Rapporto Italiani nel Mondo

28 Giugno 2019 - Roma -  Il Rapporto Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes sarà presentato il prossimo 24 ottobre. Il volume presenta annualmente, da quattordiuci annoi la realtà dell'emigrazione italiana nel Mondo con il contributo di oltre 50 studiosi dall'Italia e dal Mondo. Si tratta dell'unico Rapporto interamente dedicato all'Italia e alla sua mobilità nel mondo dati quantitativi (statistici) e qualitativi del fenomeno migratorio degli italiani all'estero. Lo scorso 14 giugno a Roma è stato presentato il Rapporto "Rim Junior 2018/2019" dedicato al racconto dell'emigrazione italiana ai ragazzi.

Papa Francesco: collaborazione con il patriarcato di Costantinopoli sull’accoglienza dei migranti e rifugiati

28 Giugno 2019 - Città del Vaticano - “Ritengo un bel segno la collaborazione tra Chiesa Cattolica e Patriarcato Ecumenico su altre questioni attuali, come la lotta contro le forme moderne di schiavitù, l’accoglienza e l’integrazione di migranti, profughi e rifugiati e la promozione della pace a vari livelli”. Lo ha detto questa mattina Papa Francesco ricevendo in udienza la Delegazione del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli presente a Roma per la Festa dei Santi Pietro e Paolo. “La vostra presenza – ha detto il Papa - manifesta i saldi legami esistenti tra le Chiese di Roma e di Costantinopoli e il comune impegno a camminare verso quella pienezza di comunione a cui aneliamo, in obbedienza alla ferma volontà di Gesù (cfr Gv 17,21). La festa dei Santi Pietro e Paolo, che ricorre nello stesso giorno nei calendari liturgici d’Oriente e d’Occidente, ci invita a rinnovare la carità che genera unità. Ci richiama, al tempo stesso – ha quindi aggiunto - al coraggio apostolico dell’annuncio. Ciò significa anche impegnarsi a rispondere alle nuove sfide del nostro tempo. Pure questa è fedeltà al Vangelo. Mi piace ricordare, a proposito dell’attenzione al contesto odierno, l’impegno del Patriarca Ecumenico per la salvaguardia del creato, che è stato per me fonte di ispirazione. Di fronte alla preoccupante crisi ecologica che stiamo attraversando, promuovere la cura della casa comune per i credenti non è solo un’urgenza non più rimandabile, come per tutti, ma un modo concreto di servire il prossimo, nello spirito del Vangelo. Similmente, ritengo un bel segno la collaborazione tra Chiesa Cattolica e Patriarcato Ecumenico su altre questioni attuali, come la lotta contro le forme moderne di schiavitù, l’accoglienza e l’integrazione di migranti, profughi e rifugiati e la promozione della pace a vari livelli”. (R.I.)

Card. Chávez: “quanto accaduto mette a nudo la modalità sbagliata della politica migratoria degli Usa”

28 Giugno 2019 - Roma - “È un grave errore la modalità con la quale gli Stati Uniti stanno affrontando la politica migratoria e questo fatto così doloroso lo ha messo a nudo”. Lo ha detto ieri, conversando con i giornalisti, il card. Gregorio Rosa Chávez, vescovo ausiliare di San Salvador, in merito alla tragica morte, avvenuta sul Rio Grande, al confine tra Messico e Stati Uniti, di Óscar Alberto Martínez Ramírez e della figlioletta Valeria. Il porporato, riferisce il Sir, facendo cenno alle parole del Papa, ha espresso il suo dolore per l’accaduto. Intanto sono iniziate le operazioni di rimpatrio dei corpi dei due morti, giunti a Monterrey per essere imbarcati su un aereo con destinazione San Salvador, dove si terranno le esequie.

Migrantes Cosenza-Bisignano: conclusi gli appuntamenti per la Giornata Mondiale del Rifugiato

28 Giugno 2019 - Cosenza - “Accogliere. Proteggere. Promuovere. Integrare”. Queste le quattro parole chiave che han- no definito i temi delle attività svoltesi nella settimana che è andata dal 18 al 22 giugno, in occasione della Giornata del Rifugiato, volta a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’argomento. E, in particolare, si è svolto un evento-focus nella chiesa rendese di San Carlo Borromeo, “Lasciati interpellare dall’incontro: esperienze di tutela e protezione MSNA”, che ha arricchito il cuore dei partecipanti grazie alla testimonianza della famiglia Fusca e Carnevale e di quanti hanno accolto nel proprio focolare rifugiati minori in cerca di assistenza, come Teresa Bruno e Antonio Staffa, entrambe tutori MSNA. A relazionare, Giacomo Anastasi del Centro Mediterraneo La Pira. Papa Francesco ci esorta a cambiare le nostre logiche dettate da ‘cuori induriti’, che vanno in direzione contraria ai principi di accoglienza dei rifugiati: “Abbiamo raccontato l’esperienza e la testimonianza di tutori volontari, formati dall’Ufficio Migrantes – ci dice Pino Fabiano direttore dell’Ufficio Migrantes diocesano - che hanno accolto minori stranieri non accompagnati. Però, sono ancora troppo poche le famiglie cristiane che si donano in favore di questa missione. Abbiamo raccontato anche lo scenario affrontato dai minori, alla luce del Decreto Sicurezza, facendo riferimento in particolare a quei ragazzi in fascia d’età critica, che non appena diventano maggiorenni non hanno più la possibilità di passare in strutture per adulti, trovandosi ‘catapultati’ in un contesto sociale nuovo e senza una famiglia che alle spalle che li sostenga. Bisogna costruire comunità accoglienti e solidali, che li supportino”, ricordando che Gesù ancora in fasce e in fuga verso l’Egitto, fu accomunato da sorte medesima a questi neo rifugiati ‘rifiutati’. (Roberta Zappalà – Pdv)

Sea Watch: per Bruxelles “soluzione si trova solo una volta sbarcate le persone”

28 Giugno 2019 - Roma - E’ scontro con l’Olanda. “Come il governo olandese ha affermato da tempo – dice ministro olandese delle migrazioni, Ankie Broekers-Knol – comprendiamo le preoccupazioni dell’Italia e riconosciamo i suoi sforzi nel frenare la migrazione incontrollata verso l’Ue. È anche noto che il governo condivide le preoccupazioni riguardo alle azioni della Sea-Watch 3”, ma mentre i Paesi Bassi si assumono la responsabilità sul fatto che la barca batte bandiera olandese, “ciò non significa che prenderemo anche i migranti”. Da Bruxelles un invito allo sbarco. “La soluzione per le persone a bordo della Sea Watch è possibile solo una volta sbarcate”, dice il commissario europeo Dimitris Avramopoulos, spiegando che Bruxelles “è coinvolta da vicino nel coordinarsi con gli Stati membri per ricollocare i migranti” quando saranno a terra. (Sir)

Palermo : cittadinanza onoraria alla Sea watch

28 Giugno 2019 - Palermo - Nella giornata di ieri, il Sindaco di Palermo, Louluca Orlando ha annunciato il conferimento della cittadinanza onoraria allo staff e all'equipaggio della nave Sea-Watch, impegnata nel salvataggio di naufraghi nel Mediterraneo e, in queste ore, bloccata al largo dell'isola di Lampedusa. La città di Palermo conferirà anche la cittadinanza onoraria al vescovo Heinrich Bedford-Strohm, capo delle chiese evangeliche tedesche. A comunicarlo allo stesso vescovo è stato il sindaco Leoluca Orlando, che ha motivato la decisione con "la condivisione dell'impegno per la salvaguardia dei diritti umani e la tutela delle vite umane. Un impegno che unisce nei valori la città di Palermo con molte comunità della Germania, si legge in una nota del comune diffusa ieri sera. “Dopo la presenza a Palermo del Vescovo Bedford-Strohm e la mia partecipazione al Kirchentag delle chiese evangeliche a Dortmund - ha detto Orlando - oggi si conferma un impegno di Palermo per l'accoglienza ed un percorso internazionale che coinvolge le città, le municipalità, le chiese, la società civile e le organizzazioni non governative nella costruzione di una rete europea di "Porti sicuri-Comunità sicure" per la tutela e la promozione dei diritti, tutti i diritti per tutti e per tutte."

Diocesi Torino: un portale per gli studenti universitari

27 Giugno 2019 - Torino - Un sito essenziale, semplice nella grafica, ma ricco di contenuti utili agli studenti universitari fuori sede. Un progetto innovativo pensato dall’équipe dalla pastorale Universitaria dell’Arcidiocesi di Torino e poi subito condiviso dalle Diocesi lombarde, del Lazio e siciliane. fuorisede.info è uno strumento utile per la vita di ogni giovane che frequenta l’Università lontano da casa, raccoglie informazioni reperite sul web e su altri siti istituzionali. "Il nostro compito come cappellani universitari - spiega don Luca Peyron, direttore della pastorale universitaria del Piemonte - è aiutare i giovani ad inserirsi in una nuova realtà sperimentando la vicinanza della Chiesa locale. Il portale fuorisede.info ci permette di stabilire subito un dialogo a distanza con loro e le loro famiglie in modo che giunti a destinazione qui da noi possano cominciare con il piede giusto il loro percorso di studi. Aiutateci ad aiutarli facendo loro sapere che noi ci siamo, li attendiamo, e vogliamo già loro bene nel Signore!". E’ sufficiente digitare nella homepage la città sede dell’Università che si frequenta (Torino, Milano, Asti, Palermo, Roma, Viterbo…. e tante altre), per entrare in una pagina in cui si possono trovare i riferimenti locali ecclesiali, l’offerta formativa, tutte le indicazioni per il diritto allo studio, svariate possibilità per trovare una soluzione abitativa, e le associazioni presenti in città. "Il portale rappresenta una proposta che risponde ad una necessità – spiega don Marco Cianci, responsabile della pastorale Universitaria della Lombardia. - Desideriamo offrire una risposta ai tanti giovani che ci domandano aiuto. Questo portale vuole dare le risposte immediate e fruibili ai giovani che veloci utilizzano lo smartphone. Dati concreti come trovare un alloggio, casa in affitto, collegi, orari delle cappellanie. Un servizio all’interno del nostro servizio per facilitare la confidenza tra la pastorale Universitaria sia a chi è già inserito in qualche ambito pastorale ma anche a chi arriva sul sito per trovare una sistemazione abitativa e scopre quante cose offre la Chiesa nel luogo in cui studia". Per don Giuseppe Fausciana, direttore della pastorale universitaria della Sicilia, il portale: "contribuisce alla creazione della rete di comunicazione tra e con gli universitari. Personalmente ritengo che sia necessario per i tanti universitari che migrano al Nord e con i quali spesso le nostre Chiese siciliane soffrono la perdita del contatto". Fuorisede.info ha il patrocinio dell’Ufficio nazionale per l’educazione, la scuola e l’università della CEI e l’appoggio come media partner della Federazione Italiana della Stampa Cattolica.

AC: appello al Presidente del Consiglio per lo sbarco dei migranti della Sea Watch

27 Giugno 2019 - Roma - L'Azione Cattolica Italiana rivolge un appello al Presidente del Consiglio Conte affinché si consenta “lo sbarco immediato delle 42 persone a bordo della Sea Watch”. “Chiediamo – si legge in una nota - alle istituzioni il coraggio di rinunciare a una inutile prova di forza, dimostrando un sussulto di umanità che renderebbe orgogliosi gli italiani”.

Morcellini(Agcom): “Una foto simbolo urtante può risvegliare nostra umanità”

27 Giugno 2019 - Roma - “E’ vero che c’è una piccola strumentalizzazione del corpo inerme e indifeso di questi due morti ma è anche vero che, se diventano simboli del nostro tempo, può essere l’inizio di una riscossa”. Così il Commissario dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) Mario Morcellini, studioso e docente di comunicazione, giornalismo e reti digitali della Sapienza Università di Roma, commenta la foto choc di Oscar Alberto Martinez Ramirez e della sua bambina di 23 mesi, Valeria, provenienti da El Salvador, annegati nel fiume Rio Grande nel tentativo di oltrepassare la frontiera tra Messico e Stati Uniti. Una foto che ha fatto indignare gli Stati Uniti e sta facendo il giro del mondo, emblema di tutte le tragedie migratorie in corso nel nostro tempo. Anche Papa Francesco “è profondamente addolorato per la loro morte, prega per loro e per tutti i migranti che hanno perso la vita cercando di sfuggire alla guerra e alla miseria”, ha detto Alessandro Gisotti, direttore “ad interim” della Sala Stampa della Santa Sede. La foto ricorda molto quella di Alan (Aylan) Curdi, il bimbo siriano annegato nel Mediterraneo nel 2015. Grande emozione, poi di nuovo indifferenza e cinismo per il dramma delle morti nel Mediterraneo. Ogni volta dobbiamo arrivare fino a questo punto per scuotere la coscienza civile? La potenza della fotografia, per il modo in cui immobilizza la realtà, singolarmente urtante, soprattutto della nostra coscienza, la dice lunga sul fatto che almeno in profondità noi restiamo umani. Bisognerebbe riflettere sul fatto che basta una fotografia per ripristinare elementi di coscienza ed autocoscienza del nostro tempo. C’è un passaggio, in un romanzo di Graham Greene, in cui l’autore racconta di poliziotti aguzzini ad Haiti che portano gli occhiali scuri per non farsi vedere negli occhi e per non guardare le vittime, per evitare un indebolimento della loro coscienza e quindi provare pietà. Questo significa che negli occhi degli uomini è depositata una grande risorsa, quella di una lettura della realtà che può persino liberarsi dalle mode e dall’eccesso di pressioni politiche che sembrano fondarsi sulla rinuncia alla consapevolezza. La foto immobilizza il nostro sguardo e dimostra che siamo comunque permeabili al dolore del mondo. Come possiamo contrastare il disimpegno etico? Dobbiamo cercare di capire come possa vincere, anche solo congiunturalmente, il disimpegno etico. C’è una frase di uno filosofo francese del ‘900, Paul Ricoeur, che dice: noi conosciamo l’altro attraverso i racconti che lo riguardano.Questa frase, a mio avviso, efficacemente commenta la nostra reazione di fronte alla fotografia: abbiamo bisogno di capire l’altro e, anzitutto, di introiettarlo nella nostra retina visiva. Cosa sta succedendo alla nostra società, modellata anche da un certo modo di fare comunicazione? In qualche modo abbiamo dichiarato guerra al cambiamento, compresi i migranti, come se fossero loro a rappresentare la foto ingiusta del cambiamento. A questo proposito gli studiosi devono cominciare a dire cose molto più dure di quelle che ci siamo scambiati finora: non basta più la parola “populismo”, che è solo la conseguenza. Una parte delle politiche pubbliche, quelle più improntate ad una idea plebiscitaria della politica, sembra invece puntare al disimpegno etico. Ci sono politici che hanno intuito che per vincere devono abbassare la soglia etica e dell’attenzione nei confronti degli altri. È così che vince la gigantesca fake sui migranti. Qui c’è un gioco sconvolgente da parte della comunicazione e c’è da domandarsi quanto la comunicazione abbia esercitato la funzione per cui è nata, che non è solo quella di narrare, ma di farlo con responsabilità sociale. Non accade solo in Italia, anche negli Stati Uniti e in altri Paesi. Sta accadendo anche negli Stati Uniti e non a caso un grande studioso di questo fenomeno è Albert Bandura, grande personaggio della psicologia sociale premiato da Obama, ci spiega come si può essere eticamente disimpegnati restando in pace con sé stessi. Aumentare cioè la nostra soglia di de-sensibilizzazione per poter dormire tranquilli. Nel mondo dell’informazione si affronta spesso questo grande dilemma: fino a che punto è giusto mostrare immagini così dure della morte e della sofferenza? Quella foto riguarda quelle due povere persone, ma dice anche molto del nostro tempo. Sospenderne la pubblicazione sarebbe un dramma e aumenterebbe il nostro disimpegno etico. Mentre non è detto che una foto, come è successo per Aylan, possa smuovere le nostre coscienze e riaccendere l’impegno sociale, etico e civile a cui siamo (o dovremmo sentirci) chiamati a rispondere. Aylan è stato dimenticato visto che le politiche europee non sono cambiate? Non è vero che Aylan è stato dimenticato perché continuiamo ad usare il suo nome. Ed è impressionante il fatto che lui sia rimasto nell’immaginario. Non attaccherei la comunicazione quando si interroga sui limiti di quello che deve fare. Piuttosto, l’attaccherei quando, per anni, ha moltiplicato il numero dei migranti “negli occhi” degli uomini. Non si corre il rischio di attaccarsi ai simboli e non considerare il valore delle vite di persone vere che non hanno occasione di apparire in una foto ad alto impatto? Sono in disaccordo. Perché noi abbiamo bisogno di elementi di simbolizzazione per riconoscere la nostra vita. Contrariamente a quanto pensa la maggioranza degli uomini non possiamo vivere di sola realtà, ma abbiamo bisogno di simboli. E’ vero che c’è una piccola strumentalizzazione del corpo inerme e indifeso di questi due morti, ma è anche vero che se loro diventano simboli del nostro tempo, può essere l’inizio di una riscossa. Quindi possiamo sperare che una foto del genere provochi un sussulto di coscienza anche nella società italiana, rispetto ai temi che ci riguardano? Direi che la fortuna virale di questa foto è la prova che c’è gente disponibile a pensare a ciò che facciamo. (Patrizia Caiffa – Sir)

Sea Watch davanti al porto di Lampedusa

27 Giugno 2019 - Lampedusa - Sfida della Sea Watch che entra in acque italiane e fa rotta verso Lampedusa. La comandante della nave della ong ha annunciato l’intenzione di fare rotta verso Lampedusa viste le condizioni dei migranti a bordo, dunque “non per provocazione ma per necessità”.  La motovedetta della Finanza partita da Lampedusa ha intimato l’alt alla Sea Watch a circa 12 miglia dalla costa. L’imbarcazione dell’Ong non si è fermata e sta continuando a navigare. La Sea Watch è ora davanti al porto di Lampedusa. Sul molo sono schierati i carabinieri.

Migrantes Torino: oggi incontro sull’accoglienza migranti

27 Giugno 2019 - Torino - La Diocesi di Torino, “in risposta all’immobilismo europeo e alla chiusura dei porti” si è resa disponibile ad accogliere i 42 migranti salvati dalla nave Sea Watch, bloccata da 14 giorni al largo di Lampedusa. “È notizia delle ultime ore – si legge sul sito dell’Ufficio Migrantes diocesano - che la comandante Carola Rackete ha deciso di forzare il blocco che impedisce lo sbarco dei migranti, facendo rotta verso l’Italia. La Diocesi ribadisce fortemente la disponibilità all’accoglienza e chiama a raccolta la società civile e le organizzazioni che hanno espresso solidarietà e supporto alla causa in questi giorni”. Oggi pomeriggio nella sede della Migrantes un primo incontro con tutti i volontari disponibili a dare il proprio contributo in termini di tempo, di forze, di idee per gestire l’arrivo, le strutture e l’accoglienza.

Medicina Solidale: domani 78 minori verranno messi in strada

26 Giugno 2019 - Roma - “Domani all’alba assisteremo all’ennesimo sgombero in una città che non sa più accogliere ed integrare. In questo frangente chi pagherà il prezzo più alto saranno i 78 minori che vivono nell’occupazione dell’ex scuola di via Cardinal Capranica, a Primavalle. Nessuno pensa veramente a loro ed è ora che la comunità cittadina, laica e religiosa, dia una risposta concreta e non a parole a questa che definiamo una moderna strage degli innocenti”. Lo dichiara Lucia Ercoli, direttore dell’associazione Medicina Solidale. “È inutile fare proclami contro i più deboli – spiega Ercoli – in una città allo sbando, dove non serve la politica del ‘contro’, ma del ‘per e con’. Non si possono fare annunci a favore della legalità e della giustizia quando si calpestano i diritti dell’infanzia più fragile”. “Lanciamo un appello al sindaco Raggi e al cardinale vicario – conclude Ercoli – affinché, dall’alto del loro ruolo, pongano fine a questa vera e propria persecuzione dei più deboli e dei più piccoli”. (Sir)  

Papa Francesco ai pellegrini messicani: essere accoglienti con i migranti

26 Giugno 2019 - Città del Vaticano – Questa mattina Papa Francesco ha invitato, salutando i pellegrini messicani presenti all’Udienza generale, ad essere "tanto accoglienti con i migranti". Il Papa, a braccio e in spagnolo si rivolgeva ai fedeli provenienti dall'arcidiocesi di Tlalnepantla, guidati da Mons. Josè Antonio Fernandez Hurtado, alla delegazione dello Stato di Tlaxcala, di Saltillo, Città del Messico e alla parrocchia San Antonio de Padue di Guadalajara. Il saluto del Pontefice arriva proprio quando dal Messico, si documenta l'ennesima dolorosa tragedia dei migranti: un padre (cittadino salvadoregno) e sua figlia di 23 mesi morti annegati  nel Rio Grande mentre cercavano di attraversare il confine con gli Stati Uniti,  evitando il muro che si sta costruendo su volere del presidente Trump. La foto dei due corpi, riversi a faccia in giù nell'acqua, sta indignando l'America.

Papa: “immensa tristezza” per l’immagine del papà e della sua bambina morti annegati nel Rio Grande

26 Giugno 2019 - Città del Vaticano - “Il Santo Padre ha visto, con immensa tristezza, l’immagine del papà e della sua bambina morti annegati nel Rio Grande mentre cercavano di passare il confine tra Messico e Stati Uniti. Il Papa è profondamente addolorato per la loro morte, prega per loro e per tutti i migranti che hanno perso la vita cercando di sfuggire alla guerra e alla miseria”. E’ quanto afferma il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Alessandro Gisotti rispondendo alle domande dei giornalisti sulla foto di un papà e una bambina riversi nell'acqua di un canneto sporca di fango, trasportati a riva dalla corrente sulla sponda sud del fiume Rio Grande dove cercavano di passare il confine tra il Messico e gli Usa. La bambina, di 23 mesi, è avvinghiata a lui. Si era infilata dentro la t-shirt del padre e si vede il suo braccio attorno al suo collo. La foto esta stata scattata dalla giornalista Julia Le Duc e pubblicata dal quotidiano messicano La Jornada. Dall'inizio del 2019 quasi 500mila persone migranti sono stati fermate in Messico nel tentativo di attraversare il confine statunitense mentre lo scorso i migranti morti al confine furono 283. Sempre lunedì sono stati trovati anche i corpi di altri tre bambini e di una donna. (R.I.)

Don La Magra: “è appena trascorsa la settima notte e siamo più decisi di sempre”

26 Giugno 2019 - Lampedusa - “È appena trascorsa la settima notte e siamo più decisi di sempre. Grazie a tutti quelli che in tanti luoghi d’Italia iniziano ad unirsi a noi per dare voce a chi non ha voce. Non siamo qui contro nessuno, siamo qui per loro”: così don Carmelo la Magra, parroco di Lampedusa, ribadisce oggi sui social la posizione di chi insieme a lui sta dormendo sul sagrato della parrocchia di San Gerlando per chiedere lo sbarco delle 42 persone a bordo della Sea-Watch3 da oltre due settimane. “Qui si dorme benissimo, con la schiena dritta e la coscienza retta”, precisa il parroco di Lampedusa, il cui esempio è stato seguito da manifestazioni simili in numerose città d’Italia, tra cui Palermo. Ieri sera si è svolto un sit-in della società civile davanti alla cattedrale  “per dire che non ci stiamo, che l’accoglienza è un principio e un valore costitutivo della nostra nazione – dice anche Vincenzo La Carrubba, coordinatore del laboratorio nazionale della formazione dell’Azione cattolica italiana -. I bambini devono imparare dagli adulti la solidarietà del genere umano. Se a fare le spese delle nostre leggi sono i più deboli, le leggi sono ingiuste ed inique”.  

Le storie di migranti nate da una foto

26 Giugno 2019 -

Roma - Nei giorni in cui si torna a parlare (se mai si fosse smesso) di scafisti e di migranti, dimenticando questi ultimi a beneficio della pur giusta lotta ai trafficanti di esseri umani, diventa istruttivo il documentario di National Geographic, Where are you? Dimmi dove sei?, andato in onda il 20 giugno in occasione della Giornata mondiale del rifugiato e riproposto in replica anche lunedì. «Dove sei?» è la domanda più ricorrente, un vero e proprio tormentone delle nostre telefonate quotidiane. In questo caso, però, quell’interrogativo era finalizzato a scoprire dove fossero finiti quegli uomini, quelle donne e quei bambini ritratti nella famosa foto di Massimo Sestini, scattata da un elicottero, che riprende a piombo un barcone carico di centinaia di disperati partiti dalla Libia. Era il 7 giugno 2014.

Quel giorno il noto fotografo stava seguendo le operazioni di soccorso della Marina italiana quando arriva un sos dalle acque internazionali tra Libia e Sicilia. In una quarantina di minuti l’elicottero militare raggiunge il barcone. Dallo scafo i migranti cominciano a urlare e gesticolare verso il velivolo. Sestini, sporgendosi totalmente fuori dall’elicottero riesce a scattare una foto zenitale. Tutti i migranti guardano dritto nell’obiettivo. È l’immagine voluta, cercata, rischi compresi, per dare l’idea della speranza e che puoi realizzare solo se ti chiami Massimo Sestini e viaggi con un pilota capace di passare sopra il barcone in un punto preciso da permettere quello scatto senza mettere a rischio gli occupanti con il vortice che provoca il rotore. Per certi versi, però, quella foto è un pretesto, anche se dimostra la forza dell’immagine, tra l’altro dell’immagine fissa e non di quella in movimento, che i social hanno in qualche modo contribuito a rivalutare. Il documentario vuole soprattutto raccontare la storia di alcuni di quei migranti che videro in quell’elicottero la salvezza e che ora sono in giro per l’Europa senza dimenticare le angherie dei trafficanti e la tragedia vissuta in mezzo al mare. Ma ce l’hanno fatta. Il problema è per le decine di migliaia che nel Mediterraneo hanno trovato la morte. A loro è dedicato il documentario di National Geographic. (Andrea Fagioli- Avvenire)

Corte di Strasburgo: no allo sbarco in Italia ma fornire assistenza alle persone vulnerabili sulla nave

26 Giugno 2019 - Strasburgo -  E’ arrivata ieri dalla Corte europea dei diritti dell’uomo la conferma della notizia circolata in giornata: i giudici di Strasburgo hanno deciso di “non indicare al Governo italiano la misura provvisoria richiesta dalle ricorrenti nel caso ‘Rackete e altri contro Italia’ concernente una richiesta di sbarco in Italia” dei migranti portati in salvo dalla nave Sea-Watch3. La Corte ha inoltre “indicato al governo italiano di continuare a fornire l’assistenza necessaria alle persone in situazione di vulnerabilità a causa dell’età o dello stato di salute che si trovano a bordo della nave”, ferma in mare da 12 giorni. L’articolo 39 del Regolamento della Corte, precisa una nota di Strasburgo, “consente alla Corte di indicare misure provvisorie a qualsiasi Stato che sia parte della Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Queste sono misure di emergenza che, secondo la prassi della Corte, si applicano solo in caso di rischio imminente di danno irreparabile”. I giudici hanno quindi stabilito di respingere il ricorso di Carola Rackete, capitano della nave Sea-Watch3, e di una quarantina di persone, cittadini di Niger, Guinea, Camerun, Mali, Costa d’Avorio, Ghana, Burkina Faso e Guinea Conakry. I ricorrenti avevano presentato domanda il 21 giugno alla stessa Corte europea dei diritti dell’uomo, che ora ha dato ragione alla posizione assunta dal governo italiano, che nel frattempo aveva fatto sbarcare 11 persone: minori, donne incinte e ammalati. In giornata, dai migranti sulla nave è arrivato la richiesta-appello: “Siamo stanchi, siamo esausti. Fateci scendere. Chiediamo aiuto all’umanità”.

Sea-Watch: in un video l’appello dei migranti

25 Giugno 2019 - Lampedusa - “Siamo stanchi, siamo esausti. Fateci scendere. Chiediamo aiuto all’umanità”. È l’appello in video lanciato dai 42 migranti che da oltre 12 giorni si trovano a bordo della Sea-Watch 3 al confine con le acque territoriali italiane, al largo di Lampedusa.  Il video è stato pubblicato sui social dal Forum Lampedusa Solidale, che riunisce diverse realtà, tra cui la parrocchia di San Gerlando a Lampedusa e la Federazione delle Chiese evangeliche. “Immaginate come deve sentirsi una persona che è scappata dalle carceri libiche e che ora si trova costretta in uno spazio ristretto, seduta o sdraiata senza potersi muovere – dice in francese Hermann, a nome di tutti-. È inevitabile rischiare di sentirsi male. Non ce la facciamo più, la barca è piccola e non possiamo muoverci. Non c’è spazio. L’Italia non ci autorizza a sbarcare, chiediamo il vostro aiuto, chiediamo l’aiuto delle persone a terra. Pensateci perché qui non è facile”.

Savona: l’ultimo appuntamento del “Mese del rifugiato”

25 Giugno 2019 - Savona - Il 20 giugno è stata la Giornata mondiale del rifugiato, un’iniziativa internazionale che come sempre ha avuto una sua declinazione anche sul nostro territorio con un calendario di iniziative. A organizzare e promuovere il “Mese del rifugiato 2019”, col patrocinio di Comune e Provincia di Savona, realtà diocesane come Caritas, fondazione ComunitàServizi (ente gestore per la Provincia e il Comune di Savona del progetto di accoglienza richiedenti asilo Sprar) e Migrantes, ma anche quelle impegnate sul medesimo fronte, come Progettocittà e Arci senza dimenticare NuovoFilmstudio. Ultimo appuntamento giovedì prossimo 27 giugno alle 20.30, nella sala del NuovoFilmstudio, proiezione di “Libero” di Michel Toesca: in sala sarà presente il regista e l’autore del libro “Il passo della morte. Storie i immagini lungo la frontiera fra Italia e Francia”.

Migrantes Catania: la partecipazione al “ Refugees Got Talent”

25 Giugno 2019 -
  • Catania - In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato si è svolto a Catania il 21 giugno scorso, lo spettacolo “Refugees Got Talent”, prima edizione italiana del contest dedicato ai sogni e alle speranze di giovani artisti migranti. Unico show del genere in tutta Italia, organizzato dalla Rete del Rifugiato – a cui ha aderito anche la Migrantes diocesana di Catania - col patrocinio dell'UNHCR (Agenzia ONU per i Rifugiati), del Comune di Catania e dell'Arcidiocesi di Catania. La serata di festa e condivisione, che per il secondo anno consecutivo si è svolta a Catania, ha avuto inizio nel segno della considerazione dell'appartenenza di tutti alla “famiglia umana”, come ribadito dai saluti iniziali del Vicario Generale dell'Arcidiocesi di Catania, Mons. Salvatore Genchi, a nome dell'Arcivescovo di Catania, Mons. Salvatore Gristina. A vincere il talent, intervallato dalle testimonianze di operatori e migranti coinvolti nell'accoglienza cittadina, è stata la poetessa Hannah Imordi che ha saputo esprimere, con parole semplici e intense, esaltate da una presenza e da una recitazione di grande impatto emozionale, il senso più profondo e doloroso del viaggio e dell'esperienza in una nuova terra. Sul podio anche il cantante Loveth Oluwatobi e il ballerino Soumah Mamadou che ha ottenuto una borsa di studio dal maestro Lino Privitera per un corso di perfezionamento a “L'Opéra”, centro professionale danza di Catania. Per la Migrantes di Catania ha partecipato al talent, Kavindi Fernando, danzatrice srilankese di tredici anni,  che ha danzato sul palco in costume tradizionale. Fuori concorso, infine, anche la performance del gruppo musicale mauriziano Zenfant de Z'Ile guidato da Kalia Permal, che ha proposto due pezzi in lingua creola. (Giuseppe Cannizzo)