Primo Piano

Scalabriniane: confermata la superiora generale

11 Novembre 2019 - Rocca di Papa : “Con il cuore pieno di gioia, oggi, 10 novembre 2019, dopo il discernimento e la preghiera per l’elezione della Superiora Generale, invocando la guida dello Spirito Santo con Maria per restare aperti alla volontà di Dio, Sr. Neusa de Fátima Mariano è stata rieletta superiora generale, della Congregazione delle Suore Missionarie di San Carlo Borromeo – Scalabriniane, dalle Suore capitolari presenti al XIV Capitolo Generale, per il sessennio 2019 – 2025”. Così le suore Scalabriniane annunciano, con una nota sul proprio sito, la riconferma di sr. Neusa de Fatima Mariano a superiora generale. Nata il 6 agosto 1963, figlia di José Vicente Mariano e Maria Aparecida de Souza Mariano, licenziata in pedagogia, presso l’università Senador Flaquer, Santo André, San Paolo (Brasile). “Supplichiamo la Santissima Trinità che- si legge sul sito- le conceda continue benedizioni e l’assista per un fruttuoso servizio di animazione della vita religiosa consacrata missionaria dell’Istituto, affinché sia nella Chiesa un segno dell’amore di Dio e una testimonianza di speranza e profezia del Regno”. Oggi l’elezione del Consiglio.

Card. Bassetti: “tanti ritengono sensata la costruzione di nuovi muri ma non c’è altra soluzione che il cercare di conoscersi tutti meglio”

11 Novembre 2019 -

Perugia -  “In questo tempo così difficile, nel quale, pur ricordandosi il trentesimo anniversario dell’abbattimento del doloroso muro di Berlino, tanti ipotizzano come sensata la costruzione di nuovi muri, non vi è altra soluzione che il cercare di conoscersi tutti meglio, il più possibile, nella verità e nella fraternità. Conoscere linguaggi e culture di altri popoli apre la mente e il cuore, permette di accogliere e di amare – in piccolo – la ricchezza e la preziosa alterità che differenzia, in grande, le persone e le nazioni”. Lo ha affermato questa mattina il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, nell’omelia pronunciata in occasione della celebrazione per l’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università per gli stranieri. “Questa storica e sempre nuova istituzione non rappresenta solo un contenitore di nozioni e uno strumento di apprendimento linguistico destinato a stranieri, ma è una struttura di eccellenza nella sua elaborazione di cultura – ha rilevato Bassetti – sempre con l’impronta originale del suo carisma interculturale. È quanto il magistero ecclesiale attuale, in primis Papa Francesco, raccomandano e appoggiano con tutto il cuore”. Il cardinale ha poi aggiunto con l’“ateneo che già nella sua intestazione si presenta come rivolto agli stranieri, è un formidabile ponte, non solo per far apprezzare la nostra bellissima lingua e cultura italiana nel mondo, ma per contribuire alla formazione umana delle tante migliaia di giovani e adulti che hanno l’occasione di frequentare le vostre aule”. Commentando le letture bibliche, in particolare l’inizio del libro della Sapienza, l’arcivescovo ha evidenziato come “la ‘sapienza’ è connessa inestricabilmente con quell’esercizio di giustizia che è il perdono, la misericordia, l’amore fraterno”. “Nulla – ha ammonito – si può costruire senza queste solide fondamenta: non muri, ma le mura di un unico edificio, l’umanità, talmente esteso da poter accogliere tutti. Sono le uniche possibili difese contro il male, che non va estirpato nell’altro, ma, prima di tutto, dentro di noi”.

La fiducia di un impegno: Online il Rendiconto 2018 dell’8xmille

11 Novembre 2019 - Roma - È da oggi disponibile on line all’indirizzo rendiconto8xmille.chiesacattolica.it “Benvenuto nel Paese dei Progetti Realizzati”, il “Rendiconto 2018 dell’8xmille alla Chiesa cattolica”. Si tratta di un sito in cui è possibile consultare in maniera accessibile - anche da mobile - e organica il quadro complessivo delle destinazioni dell’8xmille a favore della Chiesa Cattolica. “Non che finora fosse mancato lo sforzo di rendere conto delle risorse che i cittadini destinano alla nostra Chiesa”, spiega il Segretario Generale della CEI, Mons. Stefano Russo. Questo rinnovato sforzo va proprio nella direzione, ribadita all’unanimità dall’Assemblea Generale dei Vescovi italiani anche nel 2016, di “ordinare in modo più preciso e maggiormente efficace ai fini della trasparenza amministrativa la procedura da seguire per la ripartizione nell’ambito diocesano delle somme provenienti annualmente dall’8xmille”. Alla gestione onesta e proficua garantita dai ministri ordinati e dai laici che li affiancano, devono sempre più corrispondere – prosegue Mons. Russo – “l’attenzione per una comunicazione trasparente e da tutti verificabile: quando ciò avviene la Chiesa ne guadagna in credibilità e partecipazione”. Nel Rendiconto on line, afferma l’economo della CEI, Mauro Salvatore, che ha curato la pubblicazione, “si trovano innanzitutto i numeri, in relazione alle tre fondamentali finalità per cui viene speso l’8xmille: le esigenze del culto e della pastorale, il sostentamento del clero e i molteplici interventi caritativi nelle diocesi, a livello nazionale e nel mondo intero”. Quello della trasparenza, rimarca Salvatore, è “un dovere, sia a livello nazionale che a livello diocesano. I cittadini italiani che firmano per la Chiesa cattolica hanno l’esigenza di capire come questi fondo vengono impiegati e noi intendiamo farlo nel modo più trasparente, fino all’ultimo centesimo”.    

Migrantes Caltanissetta: domani un incontro su “Io sono l’altro”

11 Novembre 2019 - Caltanissetta - “Io sono l’Altro”: questo il tema di un incontro di formazione che si svolgerà domani, 12 novembre, a Caltanissetta su iniziativa dell’ufficio diocesano Migrantes. All’incontro, che si svolgerà presso la sala del Museo Diocesano di Caltanissetta "Mons. Giovanni Speciale", interverranno il Direttore generale della Fondazione Migrantes, don Giovanni De Robertis e M. Cristina Molfetta dell’ufficio ricerche dell’organismo pastorale della CEI. L'incontro, in collaborazione con l’ufficio diocesano per l’insegnamento della religione cattolica,  è aperto a tutti coloro che intendono conoscere le tematiche dell’immigrazione, il funzionamento nel nostro sistema e delle possibili soluzioni di integrazione. Nel contesto dell'incontro sarà anche esposto il progetto fotografico "Mio fratello che guardi il mondo" del fotografo nisseno Giovanni Ruvolo.  

Papa Francesco prega per la Bolivia

11 Novembre 2019 - Città del Vaticano - Papa Francesco prega per la Bolivia. Lo fa nel dopo Angelus in Piazza San Pietro. "Desidero affidare alle vostre preghiere anche la situazione dell’amata Bolivia. Invito tutti i boliviani ha detto il pontefice -  in particolare gli attori politici e sociali, ad attendere con spirito costruttivo, in un clima di pace e serenità, i risultati del processo di revisione delle elezioni, che è attualmente in corso".  

Diocesi Trento: Mons. Lauro celebra oggi una liturgia per tutte le vittime migranti

8 Novembre 2019 - Trento - Una liturgia eucaristica per ricordare le vittime migranti si svolgerà questa sera a Trento nella chiesa del seminario diocesano. A presiederla l’arcivescovo di Trento Mons. Lauro Tisi che ha voluto fortemente questo momento di preghiera, pensando non solo ai troppi morti in mare, ma a tutti coloro che hanno perso la vita nel tentativo di trovare un approdo di speranza, fuggendo spesso da guerra e fame. Prima della S. Messa, Monsignor Tisi sarà alla libreria Ancora alla presentazione del libro di Mario Marazziti «Porte aperte. Viaggio nell’ Italia che non ha paura» (Editore Piemme), dedicato all’esperienza dei corridoi umanitari che in questi ultimi anni ha visto realizzarsi un canale preferenziale pure con il Trentino. Questo anche grazie all’apertura della Diocesi che ha messo a disposizione gratuitamente fin da subito le proprie strutture, in particolare a San Nicolò sulla collina del capoluogo, per ospitare alcune famiglie di profughi siriani.  

Agrigento: inaugurato lo “Sportello socio-legale per migranti”

8 Novembre 2019 - Agrigento - Nella chiesetta di S. Giorgio, piccolo gioiello dell’architettura normanna e chiaramontana incastonato nel cuore di Agrigento, si è tenuta, è stato inaugurato ieri il “Progetto Solima”, progetto sperimentale a servizio dei migranti presenti nel territorio di Agrigento e provincia. Abbiamo chiesto a Mariella Guidotti, Responsabile del Servizio Migrantes della diocesi di Agrigento di spiegarci cos’è il “Progetto Solima” “L’iniziativa dello ‘Sportello legale e sociale per migranti – dice - è a cura del Servizio Migrantes, in partenariato con le Missionarie Secolari Scalabriniane (dott.ssa Gabriella Zancani), con l’avv. Roberto Majorini del Foro di Agrigento, esperto in diritto dell’immigrazione, con l’Università degli Studi di Palermo, corso di laurea in Servizio sociale (prof.ssa Roberta Di Rosa) e con l’Ass. Assistenti Sociali Senza Frontiere (dott.ssa Gabriella Argento). Il team di Solima è composto da una decina di professionisti, operatori e studenti afferenti alle due discipline: si tratta di un gruppo di lavoro e ricerca che gratuitamente presta la propria opera a servizio degli immigrati. Non è quindi uno sportello d’ascolto che si aggiunga ad altri già perfettamente funzionanti. Solima intende inserirsi in un segmento specifico: quello della popolazione immigrata alle prese con problemi di documenti e con difficoltà di accesso ai pubblici servizi. Non sarà quindi una risorsa utile alla ricerca di lavoro o della casa, ma piuttosto luogo di informazione, orientamento e consulenza”. Il servizio - continua Mariella Guidotti –  è accessibile mediante un numero telefonico (3791235317) attivo due pomeriggi la settimana, il martedì e il giovedì dalle 15:00 alle 17:00. Il giovedì inoltre, negli stessi orari, la sede posta nell’Istituto Gioeni (Via Recinto Oblati 100) si apre per il ricevimento degli utenti. Solima “ – aggiunge - nasce come iniziativa a favore dell’integrazione e della difesa del diritto per gli immigrati, spesso penalizzati dalle recenti disposizioni legislative in materia, e da una sempre maggiore diffusione di sentimenti xenofobi. Il nome Solima, oltre che richiamare assonanze sillabiche del servizio socio-legale che intende svolgere, è ricco di ulteriori suggestioni. Solima infatti è abbreviazione poetica del greco Hierosolima, Gerusalemme, e come tale è citata nella celebre aria verdiana del Nabucco ‘Va’ pensiero’, nostalgia struggente della patria lontana degli ebrei esuli a Babilonia. Gerusalemme inoltre è simbolo della città futura evocata nel libro dell’Apocalisse (cfr. Ap. 21, 9-14), descritta come città dalle solide fondamenta, cinta da un grande e alto muro nel quale si aprono dodici porte rivolte ai quattro punti cardinali. Il simbolismo biblico parla della città, dove la convivenza è regolata da leggi e istituzioni, non quindi lasciata alla violenza e all’arbitrio: per questo è protetta, cioè cinta da alte mura, nelle quali però si aprono dodici porte (dodici è il numero della totalità) rivolte ai quattro punti cardinali (universalità). Traducendo il concetto, se ne ricava – conclude Mariella Guidotti –  un messaggio per il nostro oggi: il migrante potrà essere accolto e integrato solo in una società a sua volta integrata e coesa, dove cioè diritto e giustizia siano un bene per tutti e rispettato da tutti”. (Carmelo Petrone)  

Papa Francesco: serve “rivoluzione culturale” per combattere “mali sociali” come tratta e xenofobia

8 Novembre 2019 - Città del Vaticano - Serve una vera e propria “rivoluzione culturale” per combattere “mali sociali” come la tratta degli esseri umani e la xenofobia. Ne è convinto papa Francesco, che, ricevendo ieri in udienza i partecipanti all’incontro del Segretariato per la giustizia sociale e l’ecologia della Compagnia di Gesù, ha esortato i suoi confratelli ad “annunciare la fede e promuovere la giustizia”, dedicandosi in primo luogo al servizio dei poveri e degli emarginati. “Costruire ponti affinché l’incontro umano permetta a ciascuno di noi di scoprire negli ultimi il volto bello del fratello nel quale noi ci riconosciamo e la cui presenza, anche senza parole, reclama per le sue necessità la nostra attenzione e solidarietà”, ha detto il papa evidenziando che tra le “situazioni di ingiustizia e di dolore umano che tutti conosciamo”, c’è “la tratta di persone, le espressioni di xenofobia e la ricerca egoistica dell’interesse nazionale, la disuguaglianza tra i Paesi e all’interno di uno stesso Paese”.  

Francofoni in Italia: oggi l’incontro dei cappellani a Roma

8 Novembre 2019 - Roma – Si svolgerà oggi a Roma, presso la sede della Fondazione Migrantes, l’incontro dei cappellani delle comunità cattoliche africane di lingua francofona. Il tema dell’incontro – al quale parteciperanno sacerdoti provenienti da tutta Italia – avrà al centro "La migrazione degli africani: quale situazione pastorale e sociale  oggi in Italia?”. Dopo l'intervento del coordinatore nazionale, don Mathieu Malick Faye, porteranno il loro contributo tutti i cappellani presenti. Seguirà l’intervento di don Gianni De Robertis, Direttore generale della Fondazione Migrantes.

Migrantes e Caritas Forlì: incontri itineranti multietnici nel centro storico

7 Novembre 2019 -

 Forlì - Il quartiere San Pietro, nel centro storico di Forlì, sabato prossimo, 9 novembre, sarà animato dagli “incontri itineranti” che si svilupperanno attraverso un percorso a tappe, che andrà a scoprire i diversi luoghi del quartiere. Incontri itineranti e multietnici nei quali protagonisti saranno i giovani. “Si tratta di una narrazione itinerante, che ci porta a conoscere progetti, cammini, speranze, proposte di partecipazione e pratiche di cittadinanza vissuta dai giovani forlivesi – spiega Roberto Ravaioli del servizio diocesano Migrantes –, cittadini di un mondo senza barriere etniche nelle realtà del territori”. L’evento itinerante nasce dalla voglia di condividere la ricerca: “Lo sguardo dei giovani sulla città: pensare e vivere una comunità”, realizzata da un equipe di ricerca dell’Università di Bologna, Campus di Forlì, promossa dagli Uffici Migrante e Caritas della  diocesi di Forlì- Bertinoro che verrà presentata alle ore 15,00, nella piazzetta delle operaie (ex fabbrica Battistini), in via Fossato vecchio 2d, nella sede di Forlì Città aperta.

La ricerca ha indagato quattro tematiche prioritarie per i giovani (Scuola e Formazione, Lavoro, Vita quotidiana e partecipazione e Migrazioni), attraverso un’analisi qualitativa. Se ne presenteranno i punti salienti a cui seguiranno interventi narrativi e musicali a cura di Messaggeri del Mondo. Continua Roberto Ravaioli: “Il nostro desiderio è mostrare la bellezza dei luoghi, delle idealità, dei progetti, delle esperienze e del metodo operativo quotidiano che si svolge nello spicchio cittadino del quartiere San Pietro, soprattutto dopo l’attuazione del progetto di rigenerazione urbana dell’area dell’ex fabbrica Battistini- Mettiti nelle mie scarpe- di Spazi indecisi che ha visto un sempre maggior coinvolgimento dei cittadini e un fermento vivo che ha dato spazio a molti eventi sociali e culturali”.

Alle ore 16,30 la mostra “Nuove generazioni: I volti giovani dell’Italia multietnica”. La mostra, con l’ausilio di pannelli e sette video ricchi di testimonianze raccolte in tutte Italia, propone un viaggio dentro gli ambienti in cui vivono questi giovani: scuola, famiglia, luoghi di aggregazione. E affronta argomenti di attualità come la questione della cittadinanza.La mostra sarà visitabile dal 4 novembre al 9 novembre previa prenotazione.

 

“Cabby – Telefono Viaggiatore”: nelle scuole la cabina dove ascoltare i racconti di chi ha raggiunto l’Italia

7 Novembre 2019 - Roma - “Cabby – Telefono Viaggiatore” è la cabina telefonica multimediale che l’Ong salesiana “Vis – Volontariato internazionale per lo sviluppo” ha realizzato per portare un messaggio itinerante di solidarietà e di sensibilizzazione ai problemi dei migranti. Basta entrare dentro la cabina e alzare la cornetta per ascoltare le voci e le storie di chi ha viaggiato dal proprio Paese d’origine fino in Italia. “Cabby”, dopo la prima uscita pubblica alla manifestazione “Territori diVini” dello scorso luglio, inizia ora un tour nelle scuole italiane. In questi giorni di inizio novembre si trova all’Università Pontificia Salesiana (Ups) di Roma dove resterà fino a mercoledì 13 novembre. “Cabby” è nata nell’ambito del progetto Vis “Humanitarian Corridors” (Corridoi umanitari) finanziato dal fondo europeo Amif (Asylum, Migration and Integration Fund) con capofila la Comunità Papa Giovanni XXIII, e il cui scopo è far sì che le persone migranti da Libano ed Etiopia che hanno bisogno di protezione umanitaria possano pienamente godere del diritto di asilo. Gli studenti, tramite Cabby, potranno interagire con i contenuti multimediali, giocare al quiz, consultare il kit didattico e vedere i video con situazioni precedentemente affrontate da alcuni migranti, il tutto accompagnato dalla loro voce alla cornetta.

Vescovi Comece: “Costruire muri tra i popoli non è mai la soluzione”

7 Novembre 2019 - Roma -  “La caduta del muro di Berlino non è solo un evento del passato da celebrare, ma contiene anche una dimensione profetica. Ci ha insegnato che costruire muri tra i popoli non è mai la soluzione, ed è un appello a lavorare per un’Europa migliore e più integrata”. È uno sguardo rivolto al futuro per un’Europa più bella, chiamata anche oggi ad essere la casa di tutti, la Dichiarazione che i vescovi della Commissione degli episcopati dell’Unione europea (Comece) hanno scritto in occasione del 30° anniversario della caduta del muro di Berlino. Il testo è stato adottato e sottoscritto da tutti i vescovi delegati delle Conferenze episcopali dell’Ue nel corso dell’Assemblea plenaria della Comece che si è tenuta dal 23 al 25 ottobre a Bruxelles sotto la presidenza del cardinale Jean-Claude Hollerich. “In tempi di nazionalismo rafforzato – afferma mons. Franz-Josef Overbeck, vicepresidente della Comece – la caduta del muro di Berlino ci ricorda vividamente, e non solo ai tedeschi, il valore della libertà e il significato dell’Ue come progetto di pace”. Quella notte di 30 anni fa rimane scolpita nella memoria di tanti: scorrono le immagini riprese dalle tv di tutto il mondo dei ragazzi che si arrampicano sul Muro tirandosi su a vicenda; delle picconate al muro, e ancora gli abbracci, la gioia, l’emozione fino alle lacrime, lo stordimento per quanto stava accadendo. “La caduta del muro di Berlino il 9 novembre 1989 – scrivono i vescovi – è stato uno degli eventi più importanti della storia europea degli ultimi decenni”. Era la fine di un lunghissimo e doloroso capitolo della storia che aveva forzatamente tenuto separate per ventotto anni intere famiglie. Era però anche il simbolo del crollo di un regime, la distruzione definitiva di una cortina di ferro che aveva diviso il mondo in due blocchi. L’abbattimento del muro di Berlino fu l’esito di una serie di eventi che consentirono il ritorno della libertà dopo più di 40 anni di regimi oppressivi nei Paesi dell’Europa centrale e orientali. I vescovi ricordano i cambiamenti avvenuti in Ungheria all’inizio del 1989 e le prime elezioni in Polonia a giugno di quell’anno. Ricordano gli sforzi compiuti da tanti europei che hanno “costantemente e pacificamente” lavorato per un cambiamento politico. E fanno riferimento anche all’importante ruolo svolto da San Giovanni Paolo II e al suo incoraggiamento, “l’Europa ha bisogno di respirare con due polmoni!”. In questi ultimi tre decenni, l’euforia si è trasformata in realismo, oggi forse in delusione. I vescovi nella Dichiarazione elencano una serie di  problematiche aperte. “Non tutte le aspettative suscitate dalla caduta del muro” sono state “soddisfatte”. “Le ideologie, un tempo alla base della costruzione del muro, non sono del tutto scomparse in Europa e sono ancora oggi presenti, seppur in forme diverse”. Il processo di guarigione e riconciliazione è “tutt’altro che concluso”. Per queste ragioni, la Dichiarazione della Comece si conclude con un appello: “Invitiamo tutti gli europei a lavorare insieme per un’Europa libera e unita, tramite un rinnovato processo di dialogo che trascenda mentalità e culture, rispettando le nostre diverse esperienze storiche e condividendo le nostre speranze e aspettative per un futuro comune di pace”. I vescovi indicano come via maestra da seguire la “cultura dell’incontro”. E concludono: “Invitiamo tutti a pregare Dio, il Signore della Storia, perché ci aiuti a dedicarci ad un’Europa guidata dallo Spirito Santo, che è l’origine e il fondamento della speranza, fonte e forza di un nuovo impegno per i valori su cui si fonda l’Europa: giustizia, libertà e pace”. (M.Chiara Biagioni – Sir)  

Migrantes Calabria: domani presentazione Rapporto Immigrazione a Cosenza e Lamezia

7 Novembre 2019 - Lamezia - Si svolgeranno venerdì 8 novembre in Calabria due incontri in tema di migrazioni a partire dalla nuova edizione del Rapporto Immigrazione redatto da Caritas Italiana e Fondazione Migrantes, organizzati dall'Ufficio Migrantes regionale. Il primo, dalle 11.00 alle 13.00, si svolgerà presso l'Università della Calabria a Rende con interventi di Sabina Licursi e Giorgio Marcello, docenti dell’Università della Calabria; di don Giacomo Tuoto, vicario episcopale della diocesi di Cosenza-Bisignano; Simone Varisco, della Fondazione Migrantes moderati da Pino Fabiano, direttore dell'Ufficio Migrantes regionale della Calabria. Nel pomeriggio incontro a Lamezia Terme con interventi del vescovo Mons. Giuseppe Schillace e di Varisco seguiti da alcune esperienze di integrazione sociale e lavorativa in Calabria. Conclude don Nino Pangallo, delegato Caritas Calabria.

Incontrare la diversità

6 Novembre 2019 - Roma - Vogliono costruire un mondo senza muri, dove le diversità sono una ricchezza. Sono i protagonisti della prossima puntata di “Sulla via di Damasco”, che andrà in onda  domenica 10 novembre alle 8.45, su Rai Due. Con l'ospite Francesca Oliva (cooperante Avsi), le storie di chi non gira lo sguardo davanti al dolore e alle richieste di amore. Da Lesbo e Lampedusa, le voci di chi vive quotidianamente per la fraternità universale.  

Papa Francesco: intenzione di preghiera novembre per “dialogo, incontro e riconciliazione in Medio Oriente”

6 Novembre 2019 - Città del Vaticano -  “Preghiamo perché in Medio Oriente nasca uno spirito di dialogo, di incontro e di riconciliazione”. È l’invito che il Papa rivolge ai cristiani nel videomessaggio di novembre, realizzato dalla Rete mondiale di preghiera del Papa per diffondere le sue intenzioni di preghiera, mese per mese. “In Medio Oriente la convivenza e il dialogo tra le tre religioni monoteiste si basano su legami spirituali e storici”, ricorda il pontefice, Francesco, sottolineando che “oggi molte comunità cristiane, insieme e ad altre ebree e musulmane, lavorano qui per la pace, la riconciliazione e il perdono”. “Questo mese Papa Francesco ci invita ad aprire il cuore e la preghiera al Medio Oriente”, commenta padre Frédéric Fornos, direttore internazionale della Rete mondiale di preghiera del Papa, sottolineando come questa sia la terra in cui sono nate le tre grandi religioni monoteiste, la terra di Abramo, Isacco e Giacobbe, la terra dei profeti, la terra di Gesù. E come la Chiesa stessa sia nata lì e dove i cristiani, da allora, sono presenti.

Peruviani in Italia: domani l’incontro dei cappellani a Roma

6 Novembre 2019 - Roma - Si svolgerà domani a Roma, presso la sede della Fondazione Migrantes, l’incontro dei cappellani  latino americani e peruviani  che seguono le comunità in Italia. Sono circa una trentina dal Nord al Sud. Un popolo quello latino americano presente ormai in Italia da diversi anni e che “porta la sua fede, la sua devozione a Cristo, Maria e i Santi. Questo popolo di Dio non esiste in astratto ma è incarnato nei diversi popoli della terra”, dice p. Emerson Campos Aguilar, coordinatore per la comunità peruviana in Italia sottolineando l’impegno della chiesa italiana nella pastorale. In questi anni sono stati sei gli incontri nazionali dei cattolici peruviani in Italia oltre a incontri formativi e di preghiera. Il sacerdote, presentando l’incontro di domani alla presenza anche del direttore generale della Fondazione Migrantes, don Gianni De Robertis, sottolinea l’importanza del coordinatore che “considero fondamentale”, “ponte insostituibile nel dialogo con le comunità e con i cappellani. Attualmente in Italia vivono 110mila cittadini peruviani.  

Il card. Bassetti in visita alle famiglie dei giostrai

6 Novembre 2019 - Perugia - «Spero di ritrovare anche in Cielo un luna park, poi la forma con cui lo ritroveremo la deciderà il Signore». E’ l’auspicio con cui il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ha salutato le famiglie dei giostrai del Luna Park di Perugia, visitate ieri nel loro luogo di lavoro, come avviene ogni anno da quando è vescovo, esattamente da 25 anni, prima nella diocesi Massa Marittima, poi ad Arezzo e a Perugia. Nel dire che «anche in Cielo avremo un luna park», il cardinale si è ispirato, come lui ha sottolineato, «a un bellissimo pensiero di Giorgio La Pira quando era sindaco di Firenze, che, in piazza del Duomo, disse: “Sicuramente in Paradiso ritroveremo il campanile di Giotto e la Nona sinfonia di Beethoven”; quindi l’arte e la musica ma anche l’aspetto ludico della vita, perché dicono le Sacre scritture che Dio ama giocare con gli angeli». Alla celebrazione eucaristica presieduta dal porporato, come è tradizione sulla pista di un autoscontro, hanno partecipato alcuni ospiti della “Casa Sereni-Don Guanella”, amici del Luna Park. Ad animare la liturgia è stato il coro di San Giovanni Battista di Ferro di Cavallo, la parrocchia nel cui territorio (Pian di Massiano) viene allestito il Luna Park un mese prima la festività di Ognissanti, il cui parroco don Francesco Medori è l’incaricato diocesano per i fieranti e i circensi della Pastorale dei migranti e degli itineranti. «E’ da 25 anni che sono vescovo anche se gli ultimi sono per me molto movimentati – ha esordito con queste parole il cardinale all’inizio dalla messa –, ma una delle realtà che è rimasta legata alla mia vita è la vostra. Di alcuni di voi conosco le vicende personali e familiari, le sofferenze, i lutti, ma anche le gioie. La vita è fatta di tanti appuntamenti anche per i lavoratori itineranti come voi. Ricordo il nostro primo incontro a Massa Marittima con i sacerdoti don Nando e don Emanuele, che mi dissero: “Venga a dir messa al luna park perché non è un luogo di solo divertimento, ci sono soprattutto le persone, le famiglie, i credenti”. La Provvidenza ci ha fatto rincontrare in altre città grazie anche a dei sacerdoti esemplari: ad Arezzo, con don Carlo e don Angelo, che morì molto giovane, e a Perugia, con il nostro don Francesco che mi dice sempre che il luna park “è la mia parrocchia in movimento”. Con l’aiuto di Dio e di questi sacerdoti siate sempre famiglia, camminate insieme sulla stessa strada, perché la Chiesa è il popolo di Dio che cammina verso la Casa del Padre. Per questo mi chiedo: ma che luna park ci deve essere in Paradiso mentre siamo intenti a camminare su questa strada, verso l’eternità, verso Gesù che ci aspetta. Però attenzione, perché si può camminare sulla stessa strada, essere uniti con le gambe, perché si fanno gli stessi passi, ma non essere uniti con il cuore e con la testa. Non basta camminare insieme, è necessario essere in pace con gli altri nel volergli bene e nel sacrificarci per i fratelli più fragili, che hanno bisogno del nostro sostegno. Camminare insieme uniti nel cuore e nell’anima, perché spesso le distanze più grandi sono quelle fra la testa e il cuore. Se riusciamo a mettere insieme la testa e il cuore daremo il meglio di noi stessi e metteremo a frutto tutti i doni che Dio ci ha fatto». Nell’omelia, soffermandosi ancora sul Paradiso, il cardinale ha detto: «La Vita eterna non è fatta di grandi gesti, come anche il Vangelo che è fatto di piccoli gesti. Un bicchier d’acqua dato a uno che ne ha bisogno diventa meritevole di Vita eterna, come anche una carezza, una parola buona, un sorriso in un mondo oggi così avaro di sorrisi, questa è la vita cristiana in maniera molto semplice come l’ha vissuta Gesù». Al termine della celebrazione è intervenuto il portavoce delle famiglie dei giostrai, Enzo La Scala, rivolgendo al cardinale Bassetti queste parole: «La nostra è una comunità che crea “problemi”, che li vive in ogni città, però è anche una comunità che porta sorriso e soddisfazione. Quello che a noi fa piacere è vedere la gente quando arriva spensierata, ospite delle nostre attività e del nostro divertimento. Oggi, essendo 25 anni dal nostro primo incontro con lei, eminenza, è nostro ospite a pranzo perché tutti noi ci meritiamo la sua presenza, ma prima vogliamo consegnargli un piccolo pensiero come segno del nostro incontro». Si tratta di una targa-ricordo con i simboli del luna park e una dedica che sintetizza il lungo rapporto con il presule: “Per i 25 anni di amicizia che ci legano e ci guidano a Sua Eminenza Cardinale Gualtiero Bassetti, gli operatori del Luna Park di Perugia, 5 novembre 2019”.

Ponte di dialoghi alla prima edizione di Virtual Reality Experience

6 Novembre 2019 - Roma – Da ieri al 9 novembre  l’ex Caserma Guido Reni di Roma ospita la prima edizione di Virtual Reality Experience (VRE), un evento internazionale ideato dall’Associazione Culturale Iconialab e interamente dedicato a Virtual Reality, Augmented Reality e Cross Reality, il linguaggio immersivo che sta cambiando il futuro. Tra i progetti presentati c’è anche Ponte di Dialoghi, iniziativa promossa dalla Fondazione Centro Studi Emigrazione di Roma - CSER, Société de la Chapelle, ASCS - Agenzia Scalabriniana per la Cooperazione allo Sviluppo e ScalaMusic per promuovere la cultura dell’accoglienza, diminuire le forme di discriminazione e sensibilizzare i giovani all’accoglienza. Ventidue le opere in concorso, dalla scienza all’arte, dalla medicina alla musica e al cinema, dalla comunicazione al mondo aziendale. Ampio spazio sarà offerto alle experience, simulazioni virtuali in cui all’utente è chiesto di interagire, immaginare, sperimentare e giocare. Tra queste c’è appunto Ponte di Dialoghi che, grazie a video a 360 gradi e all’utilizzo di visori e app, permette di calarsi nei panni di un migrante volontario o forzato. Tra i membri del comitato scientifico del VRE 2019 ci sarà anche padre Lorenzo Prencipe, missionario scalabriniano e presidente CSER. Il progetto Ponte di Dialoghi verrà presentato domani, giovedì 7 novembre 2019 dalle 17,00 alle 19,00, nel talk dedicato alla narrazione in realtà virtuale. A presentarlo sarà padre Gabriele Beltrami, direttore dell’Ufficio Comunicazione Scalabriniani (UCoS), intervenuto anche mercoledì 30 ottobre 2019 alla conferenza stampa di presentazione dell'iniziativa.

Vescovi Svizzera: “aiutare un bisognoso non è un reato!”

5 Novembre 2019 - Zurigo -  “Aiutare un bisognoso non è un reato!”, “fa parte dei compiti fondamentali delle Chiese”. Lo ribadisce in una nota la Conferenza episcopale elvetica, ripresa dal Sir, riferendosi al fatto che “ancora recentemente sono state punite persone che hanno fornito protezione e sostegno a persone in difficoltà senza tener conto del loro permesso legale di soggiorno”. Nella nota, la Conferenza dei vescovi svizzeri osserva “con inquietudine la crescente messa in atto di misure legali contro persone che ne aiutano altre nel bisogno”: di qui anche il sostegno all’iniziativa parlamentare “Basta con il reato di solidarietà”, che passerà tra breve all’esame delle Camere federali. Secondo i vescovi, “la prassi dell’asilo, inasprita negli ultimi anni, spinge un numero crescente di richiedenti asilo e rifugiati verso il soccorso d’urgenza”. In tale “stato d’emergenza”, le Chiese costituiscono “un appiglio importante, perché offrono alle persone nel bisogno una protezione conseguente, accompagnandole nel loro difficile percorso di vita. Anche le parrocchie e i singoli cercano di sostenere queste persone nel limite delle loro possibilità. In tale atteggiamento non contano le considerazioni sul permesso legale di soggiorno. L’agire della Chiesa – spiegano i vescovi – si posiziona sulla concreta situazione di bisogno, in cui versano queste persone, e non sul permesso legale di dimora”. Secondo l’articolo 116 della legge federale sugli stranieri e la loro integrazione (LStrl), è punibile chiunque faciliti il soggiorno illegale di uno straniero o di una straniera. Proprio di recente si è visto che basta l’offerta di protezione o alloggio per incorrere nel reato. Nel comunicato, i vescovo spiegano che “tra il diritto e la legge, da una parte, e la giustizia, dall’altra, intercorre da sempre una tensione irrisolvibile” e in questo confine agisce da secoli la Chiesa. “Il suo compito, infatti, non si esaurisce nell’osservanza delle leggi. È suo compito anche affiancare i poveri, i fuggiaschi, gli emarginati, dare una casa ai senzatetto indipendentemente, ripetiamo, dal loro permesso legale di dimora”. Per questi motivi, la Conferenza dei vescovi svizzeri sostiene l’iniziativa parlamentare “Basta con il reato di solidarietà”, perché “chiunque presti aiuto per motivi degni di rispetto non sia passibile di reato. Dobbiamo tutelare e salvaguardare la solidarietà nei riguardi di coloro che sono nel bisogno”.

Papa Francesco: rifiutare la gratuità del Signore è il peccato di tutti noi

5 Novembre 2019 - Città del Vaticano – L’evangelista Luca, nel brano del Vangelo proposto oggi dalla liturgia, racconta di un uomo che vuole dare una grande festa, ma gli invitati con diverse scuse non accettano il suo invito. Allora manda i servi a chiamare i poveri e gli storpi perché riempiano la sua casa e gustino la cena. Papa Francesco nell’omelia alla messa mattutina a Casa santa Marta, riferisce VaticanNews, dice che questo racconto può dirsi un riassunto della storia della salvezza e anche la descrizione del comportamento di tanti cristiani. “La cena, la festa, è figura del cielo, dell’eternità con il Signore”, spiega papa Francesco e dice che ad una festa non si sa mai chi si incontra, si conoscono persone nuove, si trovano anche persone che non si vorrebbero vedere, ma il clima della festa è la gioia e la gratuità. Perché, dice, una vera festa deve essere gratuita: “E in questo il nostro Dio ci invita sempre così, non ci fa pagare l’entrata. Nelle vere feste, non si paga l’entrata: paga il padrone, paga quello che invita”. Ma c’è chi anche davanti alla gratuità mette al primo posto i propri interessi: “Davanti a quella gratuità, a quella universalità della festa, c’è quell’atteggiamento che rinchiude il cuore: ‘Io non ci vado. Preferisco stare da solo, con la gente che piace a me, chiuso’. E questo è il peccato; il peccato del popolo di Israele, il peccato di tutti noi. La chiusura. ‘No, per me è più importante questo che questo. No, il mio’. Sempre il mio”. Questo rifiuto, prosegue il pontefice, è anche disprezzo verso chi invita, è dire al Signore: “Non disturbarmi con la tua festa”. E’ chiudersi “a quello che il Signore ci offre: la gioia dell’incontro con Lui”: “E nel cammino della vita tante volte saremo davanti a questa scelta, a questa opzione: o la gratuità del Signore, andare a trovare il Signore, incontrarmi con il Signore o chiudermi nelle mie cose, nel mio interesse. Per questo il Signore, parlando di una delle chiusure, diceva che è molto difficile che un ricco entri nel regno dei cieli. Ma ci sono ricchi bravi, santi, che non sono attaccati alla ricchezza. Ma la maggioranza è attaccata alla ricchezza, chiusi. E per questo non possono capire cosa è la festa. Ma hanno la sicurezza delle cose che possono toccare”. La reazione del Signore davanti al nostro rifiuto è decisa: vuole che alla festa venga chiamata ogni sorta di persone, condotti, addirittura costretti, cattivi e buoni. “Tutti sono invitati. Tutti, nessuno può dire: ‘Io sono cattivo, non posso … ‘. No. Il Signore perché tu sei cattivo ti aspetta in un modo speciale”.  E il Papa ricorda l’atteggiamento del padre con il figliol prodigo che ritorna a casa: il figlio aveva cominciato un discorso, ma lui non lo lascia parlare e lo abbraccia. “Il Signore – dice - è così. È la gratuità”. Riferendosi poi alla Prima Lettura dove l’apostolo Paolo mette in guardia dall’ipocrisia, Papa Francesco afferma che ai Giudei, che rifiutavano Gesù perché si credevano giusti, il Signore una volta disse: “Ma Io vi dico che le prostitute e i pubblicani vi precederanno nel regno dei cieli”. Il Signore, prosegue il Papa, ama i più disprezzati, ma chiama noi. Di fronte però alla nostra chiusura si allontana e si adira come dice il Vangelo appena letto. E conclude: “Pensiamo a questa parabola che ci dà il Signore oggi. Come va la nostra vita? Cosa preferisco io? Accettare sempre l’invito del Signore o chiudermi nelle mie cose, nelle mie piccolezze? E chiediamo al Signore la grazia di accettare sempre di andare alla Sua festa che è gratuita”.