Primo Piano

Chiesa di Sicilia: oggi e domani incontro su “Accoglienza, dialogo, annuncio nella forma della carità in una chiesa sinodale”

22 Novembre 2019 - Enna - “Accoglienza, dialogo, annuncio nella forma della Carità in una Chiesa sinodale”: attorno a questo tema si riuniranno oggi e domani gli Uffici regionali per l’Ecumenismo e il Dialogo interreligioso, quello per la Carità, quello per le Migrazioni (Migrantes) e l’Ufficio regionale per la Cooperazione missionaria tra le Chiese. “Saranno due giornate di studio e di riflessione per riappropriarci del significato di parole di cui forse abbiamo smarrito il senso. La declinazione attuale di termini fondamentali per la vitacristiana, come accoglienza, dialogo, annuncio, carità e sinodalità, dice tutto ed il contrario di tuttoe ci abbandona in un mondo caotico, senza più una bussola che ci orienti nella navigazione. Purtroppo – dice Mario Affronti, direttore dell’Ufficio regionale Migrantes– dobbiamo constatare che anche nel nostro mondo, quello dei cattolici praticanti, nel rispetto delle posizioni di tutti, c’è una buona parte che dice di no all’accoglienza, vanificando nei fatti gli altri momenti dell’agire cristiano. Evidentemente qualcosa non ha funzionato nel nostro percorso di evangelizzazione. Prima di naufragare ed annegare in queste alluvioni di parole diventate vuote – aggiunge Affronti -, abbiamo bisogno di capire e di conoscere per poter agire alla luce della parola bella e vera. Gli illustri relatori ci aiuteranno a trovare le radici teologiche ed ecclesiologiche oltre che profondamente umane di queste parole che, così purificate, avranno una vibrazione diversa da tutte le altre in quanto parole di verità e di vita. Come va declinata la sinodalità della Chiesa? Come la Chiesa siciliana ha vissuto l’accoglienza? Come agire in questa mare in tempesta? Come vivere queste parole?”. A guidare la riflessione saranno mons. Rino La Delfa, che interverrà sulla sinodalità della Chiesa, don Massimo Naro, chiamato a dare lettura e interpretazione sul vissuto della Chiesa in materia di accoglienza, e don Cosimo Scordato, il quale terra una relazione sul “Declinare la sinodalità”. Previsto anche un momento di confronto e di dialogo con i vescovi delegati per i diversi settori coinvolti: mons. Antonio Staglianò, vescovo di Noto, per la Migrantes; mons. Domenico Mogavero, vescovo di Mazara del Vallo, per l’Ecumenismo; mons. Rosario Gisana, vescovo di Piazza Armerina, per le Missioni; mons. Giovanni Accolla, arcivescovo di Messina, per la Carità. L’accoglienza, il dialogo e l’annuncio, nel titolo del convegno, devono infatti avere la “forma della Carità”. Ma qual è questa forma? “La nostra Chiesa locale è pure chiamata, in un momento storico impregnato di ‘sovranismo territoriale e culturale’ ad ‘andare in controtendenza ed investire le energie ad extra’. Ciascuno di noi è una missione nel mondo. Non si tratta solo di partire fisicamente per il mondo, si tratta di avere a cuore tutto il mondo“. A parlare è Giuseppe Paruzzo, direttore dell’Ufficio regionale per la Carità. “Don Tonino Bello avrebbe detto: ‘La Carità non ammette di essere raccontata. Deve essere vissuta. Anzi, l’unico linguaggio che sopporta è quello delle opere. Le parole che la descrivono sono solo sbavature’. Questa è la forma della Carità – aggiunge Paruzzo -, non quella che si ferma alle parole, ma quella che agisce con le opere-segno, che sono segno della presenza di Dio in questa terra. La presenza dei fratelli migranti non può essere vista come un problema, ma come un’occasione che abbiamo per vivere accanto a loro. Un occasione che abbiamo per servire. I migranti sono un dono che Dio sta facendo a noi credenti. Quando non penseremo più a loro come un problema da risolvere ma come un dono – conclude -, solo allora saremo accoglienti“.   Per Mario Affronti, “l’appuntamento rappresenta una tappa di un cammino pastorale avviato il 19 ottobre 2018. In quella occasione, a partire dalla specificità dei quattro uffici coinvolti nel progetto – Caritas che è cuore di ogni azione pastorale, Ecumenismo che è dialogo, Missio per annuncio e Migrantes per l’accoglienza -, e dalla constatazione del mutamento profondo della realtà della società e della necessità di una pastorale integrata, che renda più efficace ed incisiva un’attività nelle frontiere dell’annuncio del Vangelo, si è giunti alla decisione di iniziare un cammino sinodale, mediante l’organizzazione di una giornata di studio che avesse le migrazioni come elemento comune con auspicabili ricadute a livello regionale e diocesano”.

Corrado: “non temete d’imboccare strade nuove o percorsi innovativi”

22 Novembre 2019 - Roma -  “Il seme è stato gettato negli anni, ma come per le piante ha bisogno di cure costanti. E, soprattutto, di quella premura amorevole che porta frutti. Non temete, quindi, d’imboccare strade nuove o percorsi innovativi. Non temete di lasciarvi interrogare e di cogliere le sfide che il tempo presente pone. Molto spesso si è portati a indossare il cambiamento come un vestito – come è accaduto tante volte nella storia – ma restando poi sempre fondamentalmente uguali a sé stessi, restando cioè ciò che si era in partenza”. Lo ha detto Vincenzo Corrado, direttore dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della CEI, nella seconda giornata dei lavori della XIX Assemblea nazionale elettiva della Federazione italiana settimanali cattolici, in programma a Roma fino a domani. Alla Federazione, ha osservato, “il compito di assaporare la bellezza e la fatica dello stupore. È l’unica medicina al virus dell’autoreferenzialità. Lo stupore riconnette con il territorio, valore umano, sociale e culturale dentro il quale il settimanale diocesano ‘si costruisce e costruisce’. Non delimitato dall’ombra del campanile, il settimanale è il luogo in cui la concretezza della vita misura ogni giorno i concetti e le teorie nel confronto con la fatica e la speranza della gente. Per questo, la cultura del territorio, che ispira e sostiene l’esperienza dei settimanali, non ha avuto timore di confrontarsi con la globalizzazione, le diversità, le nuove tecnologie. Come altre, ha avuto momenti difficili, ma questa cultura è uscita rafforzata dalla prova perché è nutrita dalla saggezza della gente. La fiducia del lettore nel settimanale non è fine a sé stessa, ma offre indicazioni utili a costruire comunità”. Perché riflettere oggi, dopo oltre quarant’anni, sulla libertà? Perché è il campo su cui si gioca la credibilità del pluralismo informativo e, di conseguenza, della democrazia. I settimanali, “ ‘presidi’ dislocati sul territorio nazionale, sono un esempio autentico di libertà, perché incarnano quell’umanità che accomuna tutto il Paese. I giornali – ha sottolineato il direttore dell’Ufficio Cei per le Comunicazioni Sociali -  condividono esperienze ecclesiali e civili nella linea della libertà e della partecipazione, mettendole a confronto tra loro, ‘leggendole’ alla luce di ulteriori interrogativi e proposte. Non solo, sono anche le sentinelle della società, ogni volta in cui cercano di mettere in evidenza dove libertà e partecipazione non ci sono; dove sono poste in crisi; dove possono essere potenziate”. In gioco, ha spiegato Corrado, “c’è il racconto del cosiddetto ‘Paese reale’ che si esprime su queste testate e che non è assolutamente marginale: è il Paese dei poveri, degli esclusi, degli emarginati, degli scartati… È il Paese che, con la sua cultura e i suoi costumi particolari, ha i tratti della difesa della persona reale con le sue situazioni, i suoi problemi, le sue attese e la rivendicazione d’istituzioni a servizio di questa persona e delle sue aspirazioni. È, anche per questo, che oggi parliamo di ‘libertà di stampa e presidi di libertà’. Insomma, di opinione pubblica!”. Infine, Corrado ha elencato i punti che contraddistinguono i settimanali cattolici: “umanità, qualità, semplicità di linguaggio e memoria da vivere nella laicità delle testate”. “La comunicazione è il campo, forse, più fertile in cui vivere la comunione della nostra identità di credenti. E, viceversa, è proprio questa identità a caratterizzare la nostra comunicazione”, ha concluso. (Fonte Sir)    

Flick: “dare attuazione all’articolo 21, attenzione agli algoritmi”

22 Novembre 2019 - Roma - “Una informazione drogata e viziata alimenta ogni giorno antisemitismo, femminicidi e discriminazione del migrante”. Lo ha detto Giovanni Maria Flick, Presidente emerito della Corte costituzionale, ieri in apertura dell’assemblea nazionale elettiva della Federazione italiana settimanali cattolici, in programma a Roma fino a domani. “Occorre dare attuazione all’articolo 21 della Costituzione – ha aggiunto -. La libertà di informare e di essere informati, riconosciuta dalla Costituzione, rappresenta due momenti cruciali: la democrazia basata sul dialogo e la pari dignità sociale”. Nelle sue parole, la convinzione che “la libertà di informazione è lo strumento attraverso cui esercitare tutte le altre libertà, di pensiero, di coscienza”. Ricordando “negli ultimi anni alcuni tentativi, da sinistra e da destra di cambiare la Costituzione”, Flick ha affermato che “adesso la si disapplica, in tutto o in parte”. “La Corte costituzionale ha percorso alcune tappe per dare concreta attuazione all’articolo 21, dall’affissione dei manifesti all’esplosione della televisione”, ambito per il quale “la Corte raccomandò il pluralismo interno al pubblico ed esterno tra pubblico e privato”. Infine, il timore per la “campagna di odio sui social”. “Sono strutture sovranazionali che richiedono disciplina sovranazionale”. “La rete diventata uno strumento per gestire attraverso la pubblicità la produzione. Attraverso l’algoritmo controlliamo politica e medicina, formule matematiche che non sappiamo come vengono impostate. Abbiamo messo in piedi qualcosa di preoccupante”. (Sir)

A “L’Italia con Voi” su Rai Italia gli italiani in Usa e in Sud Africa

22 Novembre 2019 - Roma - Due giovani stiliste, Alma Rinaldelli e Cinzia Cerri, con alcune loro creazioni, introdotte da Stefano Dominella, sono le prime ospiti di Monica Marangoni e Stefano Palatresi. Si cambia pagina con il Senatore Ricardo Merlo, sottosegretario al Ministero Affari Esteri, che torna a “L’Italia con Voi” per annunciare le novità che riguardano i consolati italiani nel mondo e il loro impegno per la tutela e l’aiuto dei nostri connazionali all’estero. Con Ian Carnelli, responsabile del progetto “Hera” dell'Agenzia Spaziale Europea e Luca De Dominicis, fondatore dell'Accademia Italiana Videogiochi approfondiamo il mondo misterioso degli asteroidi. Si parla poi di nuove cure, come quella che permette di tornare a vedere anche alle persone che hanno perso la vista dopo incidenti gravissimi, con il Prof. Augusto Pocobelli, direttore della “Banca degli occhi” dell’Ospedale San Giovanni dell’Addolorata di Roma, accompagnato da Maurizio De Luca, un suo paziente che, dopo 50 anni, ha ricominciato a vedere con l’occhio che aveva perso da bambino. Per Storie dal Mondo si tornerà a Washington, per vedere il secondo dei servizi dedicato al gala annuale della NIAF, la Fondazione degli italo-americani negli Stati Uniti. Poi si va a Johannesburg, per incontrare Dario Dosio, uno dei giudici più importanti nella Capitale.

Card. Bassetti: i giornali Fisc danno un “contributo essenziale alla promozione e all’inclusione nella storia di questo nostro Paese”

22 Novembre 2019 - Roma –  I settimanali diocesani danno un “contributo essenziale alla promozione e all’inclusione nella storia di questo nostro Paese”. Ne è convinto il Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, il Card. Gualtiero Bassetti che questa mattina ha celebrato una liturgia eucaristica con i partecipanti all’Assemblea della Fisc, la Federazione Italiana Settimanali Cattolici, sottolineando i che “la nostra casa non può che essere costruita attraverso un linguaggio puro e purificato, che sa farsi accoglienza e incontro”. Il Card. Bassetti ha evidenziato che “attualmente, i riferimenti più diffusi, anche nei media, sono l’apparire, il consumare, l’acquistare”. “La stessa informazione viene spesso vista solo come un prodotto da vendere. La conseguenza peggiore di tale mentalità è il progressivo svuotamento di significato di molte parole appartenenti al vocabolario della vita, della fede, della Chiesa”. Nell’omelia del cardinale, anche la constatazione che “le parole, quando sono appesantite da chi ama più raccontare il proprio ‘ego’ che raccontare l’’altro’, rendono difficile la comprensione del messaggio, non consentono la formazione di una corretta opinione pubblica e, nell’informazione religiosa, non riescono a comunicare appieno la vita ecclesiale e civile delle nostre comunità”. Per il presidente della CEI“l’antidoto sta nella ricerca di un linguaggio che consenta al messaggio di essere comprensibile e di ‘insegnare’”. Per il Presidente della Federazione, don Adriano Bianchi nelle “nostre comunità continua l’attenzione per i giornali diocesani, giornali di popolo, del territorio, della Chiesa e della gente che hanno ancora la forza di far crescere le coscienze e alimentare lo sguardo di un Paese reale, attraverso la vicinanza alle persone e alla loro vita”. Per don Bianchi la trasformazione dal cartaceo al digitale “non sempre è facile”, ha detto il sacerdote al Sir auspicando che “il sostegno da parte delle comunità, della Chiesa e dello Stato non venga meno”. I giornali della Fisc “sono il termometro delle comunità per il loro giornalismo di vicinanza. Quello che ci permette di capire cosa pensano davvero le persone e ci aiuta a superare alcuni luoghi comuni, come nel caso del tema dei migranti. Poter raccontare storie di relazione con queste persone è peculiare del nostro modo di fare giornalismo”. Ieri sera alla prima giornata dell’Assemblea Fisc sono intervenuti anche Carlo Verna, Presidente nazionale dell’Ordine dei giornalisti che ha evidenziato che oggi “si sta cominciando a invertire una tendenza: non abbiamo bisogno di tagli ma di una nuova legislazione per il giornalismo”, ha detto. “La legge di bilancio ha portato alla sospensione del taglio diretto ai contributi per l’editoria. È solo il primo intervento per i giornali diocesani, che sono i principali beneficiari dei contributi pubblici all’editoria. Seguirà un organico piano di riorganizzazione dei fondi nella prossima riforma della legge per l’editoria”, ha quindi detto il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’informazione e all’editoria, Andrea Martella, evidenziando che nel sistema dell’informazione italiana “i settimanali cattolici sono una realtà significativa. Credo – ha detto - che i giornali diocesani rappresentino e siano la testimonianza di un’editoria di prossimità che possa farsi strumento di sussidiarietà orizzontale, quando riesce a farsi voce delle istanze di solidarietà e dell’associazionismo”.

Don De Robertis: “far nascere e sostenere gli uffici delle diocesi presenti nelle regioni italiane”

22 Novembre 2019 - Roma – Un compito “prioritario” dei Direttori regionali Migrantes è “far nascere e sostenere gli uffici delle diocesi presenti nelle regioni italiane”. Lo ha detto ieri pomeriggio il Direttore generale della Fondazione Migrantes aprendo i lavori della Consulta Nazionale per le Migrazioni della Migrantes che si chiuderà questa mattina. L’obiettivo è quello di aiutare i nostri uffici ad essere vicini  pastoralmente a quei i cattolici immigrati nel nostro  Paese – oltre un milione – che rischierebbero altrimenti o l’emarginazione dalla vita ecclesiale. L’attenzione- ha quindi aggiunto don De Robertis – è “spesso concentrata  solo sull’accoglienza, dimenticando gli altri tre verbi indicati da Papa Francesco e gli altri settori della mobilità umana” come per esempio l’emigrazione di tanti giovani, e non solo, che è “è una vera emergenza”. Il direttore generale si è poi detto disponibile a confrontarsi con i vescovi italiani all’interno delle conferenze regionali. Don De Robertis ha presentato alcuni appuntamenti per il prossimo anno e ha dato informazione sulla prossima Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato che si celebrerà il prossimo 27 settembre. Il lavoro della Consulta è stato introdotto dal Presidente della Commissione Cei per le Migrazioni e della Fondazione Migrantes il vescovo mons. Guerino Di Tora. Questa mattina saranno presentati ai membri della Consulta gli strumenti formativi e gli studi portati avanti dalla Fondazione.

Altri naufragi nel Mediterraneo: più di 70 i migranti morti

21 Novembre 2019 - Roma - Una tragedia che sembra non finire mai. Le partenze dalla Libia si susseguono senza sosta. Sei diverse imbarcazioni nelle ultime 24 ore sono partite, stracolme di profughi, alla ricerca di un approdo sicuro in Europa. Ma più di 200 persone, che viaggiavano su due gommoni, sarebbero state riportate indietro dalla guardia costiera di Tripoli e da quella tunisina, come ha confermato ad Avvenire l'attivista per i diritti umani Giulia Tranchina. Sarebbero più di 70, invece, i morti durante i naufragi avvenuti nella notte e all'alba di oggi nel Mediterraneo in tempesta. La Open Arms, nave della Ong spagnola, ne ha salvati 73, tra cui 24 minori (due sono bambini di 2 e 4 anni), da una barca che stava affondando a 50 miglia a nord di Al Zawiya. Alcuni tra i sopravvissuti mostravano ferite d'arma da fuoco non curate, altri hanno rischiato l'ipotermia e sono in stato di choc e diisidratazione. Ci sono anche quattro donne. Una barca in legno è approdata questa mattina, verso le 6, a Lampedusa con 74 migranti. Il natante è entrato a Cala Pisana. I migranti sono scesi a terra e subito sono stati accompagnati dai carabinieri nel centro di accoglienza. Sembra siano tutti provenienti dal Bangladesh. I volontari della Ocean Viking, hanno portato a bordo 125 profughi. "Abbiamo ricevuto una settantina di chiamate per salvataggi nelle ultime ore e non sappiamo più cosa fare..." hanno riferito gli operatori di "Medici senza frontiere" e "Sos Mediterranée" presenti sulla nave della flotta norvegese. Tra i migranti soccorsi, 42 sono bambini sotto i 18 anni, la maggior parte dei quali viaggia da solo, senza un parente o un tutore che lo accompagni. Ieri, poco dopo le 17, un gruppo di pescatori ha trovato un gommone sgonfio al largo di Tripoli e diverse persone finite in mare che rischiavano di affogare. Sono riusciti a salvarne 30 ma 67 sarebbero annegate, stando alla telefonata ricevuta da Alarm Phone. "Ci hanno detto di aver contatto la guardia costiera libica ma invano", ha riferito il comandante del peschereccio.

Mons. Russo: i giornali cattolici “portatori di una ricchezza propria”

21 Novembre 2019 - Roma - “Presidi non contrapposti ai media nazionali, ma portatori di una ricchezza propria che qualifica e impreziosisce l’informazione di tutto ciò che, purtroppo, il più delle volte rimane ai margini”. Questo i sono oggi i settimanali cattolici secondo il segretario generale della Cei, mons. Stefano Russo che ha portato il suo saluto ai partecipanti alla XIX assemblea elettiva della Federazione dei Settimanali Cattolici a Roma oggi pomeriggio sul tema “Libertà di stampa e presidi di libertà”. Per mons. Russo anche il giornalismo, come ripete Papa Francesco, contribuisce alla “cultura dello scarto”. Quanto è “prezioso contro queste logiche dominanti il contributo di quella stampa che, a torto, viene considerata minore! Nella ricchezza di significati del termine ‘presidio’ – ha quindi spiegato - c’è proprio quello di ausilio in una terapia o nell’assistenza di un paziente. Piace pensare che la vostra informazione – la nostra informazione – possa contribuire a curare le ‘malattie’, spesso infettive, che alle volte privano di quei tratti indispensabili di libertà. È questione di democrazia!”. Gli “approfondimenti tematici, l’attenzione alle periferie geografiche ed esistenziali, la professionalità, la qualità dell’informazione, la vicinanza alla gente, sono gli ingredienti che rendono ciascuna testata unica, perché portatrice di una originalità propria”, ha evidenziato mons. Russo sottolineando che Non si tratta “di semplici fogli o bollettini, ma di giornali veri e propri, chiamati a integrare alla funzione informativa anche quella formativa. Queste testate hanno una prospettiva propria e originale attraverso cui assolvere la missione di organo informativo. Ciò non significa che, in quanto strumento di comunicazione, non abbiano obiettivi comuni e caratteristiche analoghe a tutti gli altri media; vuol dire piuttosto che si distinguono da essi per lo «spirito» che le anima”. Mons. Russo ha quindi parlato dei problemi e delle difficoltà che oggi vivono queste testate: “a rischio c’è la sopravvivenza dell’esperienza come per altre realtà editoriali; inutile negare una certa fatica nel trovare ricette utili. E, d’altronde, questi presidi territoriali stanno diminuendo sempre più. Non si tratta di un dato ascrivibile alle sole nostre realtà. C’è un elemento, però, che non va trascurato: l’informazione è innovazione. I settimanali, in sé e per sé, sono innovazione. E la storia ne è testimone. Ma non bisogna fermarsi al passato. Avremo futuro se saremo innovativi dentro! Anche nell’ambiente comunicativo vale il principio educativo: il soggetto è colui che dev’essere formato e insieme il più grande formatore di se stesso. La storia insegna e apre vie al futuro. La vita, anche per i media cattolici, è fatta di stagioni che sono unite dal filo rosso della speranza. Alcune si sono chiuse, altre si stanno aprendo. E certamente, nonostante le difficoltà del momento presente, non si può rinunciare alle caratteristiche essenziali del vostro essere: passione, perseveranza, professionalità, qualità”. La passione, per “continuare a ricomporre in unità ciò che è diverso, riconoscendo ad ogni diversità un suo valore che non va annullato”; la “perseveranza, perché c’è ancora un compito da svolgere e non dovranno essere le difficoltà, anche ‘interne’, a spegnere entusiasmi, idee, progetti e iniziative”; la professionalità, “patrimonio prezioso che i giornali cattolici hanno seminato, in oltre un secolo, accogliendo migliaia di giovani, preti e laici, e facendone dei giornalisti e la qualità, “per proporre un contributo serio e specifico alla completezza dell’informazione. La strada della qualità è stata da sempre segnalata da due indicazioni principali: essenzialità e fondatezza di ciò che si scrive. Quella della qualità non è una pagina già scritta, ma un impegno che continua quotidianamente!”. Verso queste testate l’attenzione della Cei è stata “costante”, “portata avanti anche nel dialogo con le Istituzioni. I Vescovi italiani non possono non sostenere e supportare la voce di coloro che, con la FISC, chiedono che venga mantenuto il sostegno a favore di questi presidi. È in gioco il pluralismo dell’informazione!”. Mons. Russo ha quindi sottolineato che l’obiettivo, come ricordava ieri il Presidente Matterella ricevendo al Quirinale il Consiglio nazionale della Federazione, è “contribuire a mantenere la formazione di coscienze libere e consapevoli di cittadini che abbiano spirito critico e capacità di valutazione, offrendo loro fatti e parametri per interpretarli in maniera tale che siano consapevolmente partecipi della vita democratica. Questo è il vero presidio della democrazia, questo è il fondamento e l’obiettivo dell’art. 21”. Parole queste che – ha detto il segretario generale della cei “non possiamo non fare nostre” e “rilanciarle con fermezza”. Da qui l’invito a “continuare a lavorare insieme per la comunità, raccontando il bene, valorizzando le opportunità offerte da questo nostro tempo, in condivisione di valori e di esperienze” non e l’esortazione ad “andare avanti con fiducia con il passo di una Chiesa in uscita che testimonia la sua bellezza e la sua passione per l’umanità”. (Raffaele Iaria)

Università italiane per il Sahel

21 Novembre 2019 - Roma - La Vice Ministra degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Emanuela Del Re, ha presieduto alla Farnesina i lavori della seconda riunione della Rete Università per il Corno d’Africa. L’iniziativa, fortemente voluta dalla Vice Ministra, è stata lanciata lo scorso gennaio e vi partecipano 40 tra enti universitari, uffici istituzionali, centri per gli studi sulle relazioni internazionali e organizzazioni, italiani e africani. Durante l’incontro sono stati discussi e individuati i settori prioritari sui quali concentrare le attività della Rete, in particolare quello sanitario, ambientale, dell’agro-industria, le nuove tecnologie. Del Re ha ribadito l’impegno dell’Italia verso la regione del Corno d’Africa e ha preannunciato la nascita della rete delle università italiane per il Sahel, per cui a breve convocherà una prima riunione con le università e i centri di ricerca presenti nell’area. Tra gli ospiti della seconda riunione della Rete Università per il Corno d’Africa, il Rettore dell’Università Nazionale Somala, Prof. Mohamed Ahmed Jimale, al quale l’assemblea ha delegato il compito di coordinatore onorario della rete, affiancato da un ateneo italiano da identificare.

Fisc: valorizzare la delegazione dei giornali in lingua italiana editi all’estero

21 Novembre 2019 - Roma - “Cruciale” per la Fisc è “valorizzare la delegazione estera”. Lo scrivono oggi alcuni componenti del Consiglio Nazionale della Federazione sul quotidiano “Avvenire”. I giornali italiani radicati in altri Paesi, per lo più in Europa – si legge nel giorno in cui la Fisc apre la XIX assemblea elettiva a Roma - sono “la frontiera, non solo geografica, della Federazione. Garantiscono la possibilità di sperimentare forme comunicative diocesane in contesti in cui il grado di secolarizzazione è più avanzato rispetto a quello italiano. Va dato un orizzonte europeo e a tal proposito è fondamentale che la Fisc inizi a partecipare ai bandi di euro-progettazione”. Alla Federazione aderiscono sette periodici: tra questi due settimanali editi  in Svizzera e Romania, un mensile in Germania-Scandinavia e uno in Lussemburgo,  un giornale online,  un trimestrale che copre l’area Francia-Belgio-Lussemburgo  e il mensile della Fondazione Migrantes.  Anche questi sono “presidi di libertà”  a servizio dell’Italia che vive all’estero, dice il loro delegato nella Federazione Raffaele Iaria:  un impegno questo che sarà ribadito in Assemblea a per sottolineare che anche quest giornali , insieme a tutte i 183 che aderiscono alla Federazione, "raccontano la vita di tanti italiani che per varie ragioni risiedono fuori dai nostri confini nazionali". Lo scorso anno hanno registrato la loro residenza fuori dei confini nazionali per espatrio 128.583 italiani, ha detto lo scorso mese di ottobre la Fondazione Migrantes nel Rapporto Italiani nel Mondo.

MCI: nel 2020 il convegno europeo

21 Novembre 2019 - Roma - “Gli italiani in Europa e la missione cristiana”: questo il tema del convegno delle Missioni Cattoliche Italiane che si svolgerà, su iniziativa della Fondazione Migrantes, a Roma dal 20° al 23 ottobre 2020. Nei giorni scorsi a Roma, i delegati MCI hanno preparato una prima bozza di programma che si aprirà con la mattina del 20 ottobre con la presentazione della XV edizione del Rapporto Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes. Il convegno terminerà venerdì mattina 23 ottobre con la Messa nella Basilica di San Pietro in Vaticano. Nelle prossime settimane il programma definitivo.

L’Italia con voi”: la programmazione di oggi sugli italiani nel mondo

21 Novembre 2019 - Roma - Nella puntata di oggi di “L’Italia con voi”- su Rai Italia - Monica Marangoni e il maestro Palatresi accolgono il giornalista esperto di calcio, Jacopo Volpi, vicedirettore di Rai Sport, per parlare della Nazionale di calcio italiana. Con la rubrica “A Spasso con l’Arte”, andiamo a visitare, Palazzo Colonna, uno dei tesori di Roma. Si torna in studio per celebrare la Settimana della Cucina Italiana nel Mondo con Salvatore Avallone, chef che fa parte dell’Associazione Ambasciatori del Gusto e la musicista Clara Graziano, del gruppo “La Banda della Ricetta”, che celebra le nostre eccellenze gastronomiche a suon di musica. Si continua  a parlare di ricette e di gastronomia italiana anche nella piccola lezione d’italiano con Vincenzo D’Angelo, della “Società Dante Alighieri”, preceduto dalle divertenti incursioni nella modernità di un redivivo Dante Alighieri, alias Gianni Ippoliti. Con Piero Bassetti, presidente della Globus et Locus, in collegamento dalla sede Rai di Milano, si approfondirà come l’Italia conquista il mondo anche grazie alla musica. In chiusura, la rubrica “Il Lato C della Musica” ci porta a curiosare tra i 10 semifinalisti di “Sanremo Giovani”. Con le Storie dal Mondo la puntata andrà a scoprire il nuovo negozio Eataly a Toronto, il quarantesimo della catena nel mondo, che il fondatore Oscar Farinetti  mostra in anteprima. Poi a Boston, per il concerto evento nell’ambito del programma del Ministero degli Esteri “Vivere all’Italiana”.

Mattarella ai giornali Fisc: “stimolare nei nostri concittadini la capacità critica degli avvenimenti e il senso di comunità”

20 Novembre 2019 -

Roma - Oggi pomeriggio il Consiglio Nazionale della Federazione Italiana Settimanali Cattolici è stata ricevuta al Quirinale dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, guidata dal presidente uscente don Adriano Bianchi alla vigilia dell’Assemblea elettiva che inizierà domani. Dopo il saluto di don Bianchi il Capo dello Stato ha evidenziato come “i giornali locali sono quelli che hanno i lettori più esigenti” perché “parlano di realtà che i lettori sovente conoscono direttamente”. “L’antidoto alle fake news è molto più forte, c’è una maggiore attendibilità nelle testate locali per l’informazione che viene fornita”, ha evidenziato Mattarella. Le 183 testate aderenti “dimostrano che c’è una forte resilienza, malgrado le difficoltà che periodicamente affiorano e anche qualche assalto che ogni tanto involontariamente viene rivolto alla stampa locale o generalmente ai mezzi di comunicazione”. Il Capo dello Stato  ha fatto riferimento alle “esigenze di carattere normativo cui si è attenti, che sono importanti e che vanno seguite anche da questo Palazzo” ed ha invitato a  “stimolare nei nostri concittadini la capacità critica degli avvenimenti e il senso di comunità, senza il quale un Paese non è più tale”.

“Ancora oggi siamo capaci di fornire un prodotto giornalistico professionale e degno di un’informazione la più completa possibile a volte anche con pochi mezzi, confidando spesso sul volontariato generoso di tanti operatori e sull’illuminato sostegno da un lato delle nostre diocesi, che hanno capito che questo può essere un modo concreto e intelligente di esercitare la virtù della carità, e dall’altro, per molti, ma non tutti, dello Stato che fin ad ora ha riconosciuto nel nostro lavoro un servizio concreto alla libertà, al pluralismo, alla democrazia e alla coesione sociale del nostro Paese”, ha etto nel suo saluto al Capo dello Stato don Bianchi: “di questo sostegno abbiamo ancora bisogno”. Il presidente Fisc ha presentato la realtà che oggi vede coinvolte 183 testate locali in Italia e alcune all’estero: “giornali del popolo perché giornali della Chiesa, giornali presidi di libertà, giornali del territorio”. Relativamente alle “trasformazioni che il mondo dell’editoria sta vivendo attraverso l’innovazione tecnologica”, il presidente della Fisc ha spiegato che “siamo convinti che, nonostante le nuove modalità di informazione diretta che i cittadini hanno a disposizione attraverso le piattaforme digitali, il ruolo della stampa e del lavoro giornalistico siano ancora insostituibili nel loro compito di mediazione, di un racconto professionalmente calibrato per garantire un corretto sviluppo del dibattito pubblico nei territori e nel Paese”. (R.Iaria)

Migrantes: da domani la Consulta Nazionale per le Migrazioni

20 Novembre 2019 - Roma - Si aprirà, domani pomeriggio – fino a venerdì -  a Roma, con il saluto del Presidente della Commissione CEI per le Migrazioni e della Fondazione Migrantes, il vescovo Mons. Guerino Di Tora, la Consulta Nazionale per le Migrazioni convocata dall’organismo pastorale della CEI. Tra i temi all’ordine del giorno la visita che alle Conferenze Episcopali Regionali, la  Condivisione delle attività previste per il prossimo anno, il punto sui tre Rapporti Istituzionali (Rapporto Italiani nel Mondo 2019; Rapporto Immigrazione Caritas e Migrantes 2018-2019; Il Diritto d’Asilo 2019) e le esigenze formative degli uffici diocesani Migrantes.  

“Family First”: un progetto per il ricongiungimento familiare dei rifugiati in Italia

20 Novembre 2019 - Roma - L'UNHCR, l'Agenzia Onu per i Rifugiati, insieme a Caritas Italiana e Consorzio Communitas presentano oggi il rapporto “Family First: In Italia insieme alla tua famiglia”, frutto di una ricerca sul ricongiungimento familiare dei rifugiati in Italia. Il ricongiungimento  - spiegano in una nota congiunta - è “spesso l'unico modo per garantire il rispetto del diritto all'unità familiare delle persone costrette a fuggire da persecuzioni e guerra, le quali troppo spesso sono costrette a fare la difficile scelta di lasciare la propria famiglia per cercare protezione in un altro paese, senza sapere se i propri cari sono al sicuro”. La separazione forzata dei membri della famiglia può avere “conseguenze devastanti sul benessere delle persone e sulla loro capacità di ricostruire la propria vita”. Nella Dichiarazione di New York sui Rifugiati e i Migranti del 2016, gli Stati si sono impegnati ad ampliare le possibilità di protezione e tutela per i rifugiati, incluso il riconoscimento del ricongiungimento familiare come mezzo per facilitare una migrazione sicura e regolare. È in quest’ottica che UNHCR, Caritas Italiana e Consorzio Communitas hanno lanciato il progetto Family First, volto a migliorare e facilitare le procedure e i meccanismi di ricongiungimento familiare in Italia per i beneficiari di protezione internazionale, e che nella sua fase iniziale ha prodotto la ricerca presentata oggi a Roma.  In Italia la normativa prevede diverse misure favorevoli che dovrebbero accelerare il ricongiungimento familiare dei rifugiati; tuttavia nella prassi, mancanza di informazione, lunghi tempi di attesa e numerosi ostacoli burocratici, rischiano di “compromettere questo diritto”. Per questo motivo, il report contiene alcune raccomandazioni alle autorità italiane per poter rendere realmente efficiente la procedura e far sì che il ricongiungimento possa costituire un’alternativa sicura e credibile ai viaggi organizzati dai trafficanti. Verrà inoltre lanciata la campagna informativa rivolta a rifugiati ed operatori che attraverso materiali multimediali mira a fornire informazioni corrette sulla procedura di ricongiungimento familiare.

Numeri, volti, proposte: torna il Festival della Migrazione a Modena

20 Novembre 2019 - Modena- Numeri, volti, proposte: parte a Modena la quarta edizione del Festival della Migrazione da giovedì 28 a sabato 30 novembre. Come negli anni scorsi nei tre giorni del Festival si susseguiranno incontri, seminari, spettacoli, mostre, film, libri. Torna, dopo il successo 2018, il ‘pranzo dei popoli’, mentre venerdì 29 tutta la giornata sarà dedicata alla presentazione, in anteprima nazionale, del Rapporto sul Diritto d’Asilo promosso da Fondazione Migrantes. Tra gli ospiti non mancheranno nomi prestigiosi: lo scrittore Tahar Ben Jelloun giovedì 28, ma anche il Presidente della Fondazione Migrantes e della Commissione CEI per le Migrazioni, il vescovo Mons. Guerino Di Tora, il vescovo di Modena-Nonantola e l’arcivescovo di Ferrara- Comacchio, Mons. Erio Castellucci e Mons. Gian Carlo Perego, giornalisti testimoni del fenomeno migratorio come Brahim Maarad, Valentina Furlanetto e Nello Scavo, gli esperti e Gianfranco Schiavone e Maurizio Veglio, imprenditori stranieri come Kapche Pango Lyle Ruben. Il Festival della Migrazione sarà aperto da un videomessaggio del Presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli, che non potendo partecipare direttamente ha voluto comunque farsi presente all’iniziativa. Don Giovanni De Robertis, Direttore Generale della Fondazione Migrantes della CEI, spiega: “La sfida delle migrazioni oggi non riguarda tanto l’accoglienza ma la capacità di costruire un paese dove le diversità, la presenza di persone di paesi, culture e religioni diverse, sappiano comporsi in una realtà più ricca. Per troppo tempo forse abbiamo pensato che era sufficiente salvare chi annegava (e purtroppo continua anche oggi ad annegare nell’indifferenza di tanti!) in mare e portarlo in qualche porto italiano. Invece questo è solo il primo passo. La vera sfida è, come ci ha ricordato papa Francesco, proteggere, promuovere, integrare. Senza queste azioni – conclude il direttore Migrantes - non c’è vera accoglienza, anzi questa può essere addirittura controproducente”. Luca Barbari, presidente di Porta Aperta, associazione promotrice insieme a Fondazione Migrantes, Dipartimento di Giurisprudenza di Unimore e IntegriaMo, fa eco alle sue parole: “Il Festival della Migrazione cresce e vuole diventare grande con un’idea molto definita: quella di superare la fase emergenziale e puntare sull’inclusione delle persone che hanno trovato accoglienza e prospettive nel nostro Paese. Per questo nella quarta edizione ci concentriamo su ‘Numeri, volti, proposte’: i numeri, perché è sempre importante partire da una base condivisa e oggettiva, allontanando le fake news; volti perché è solo dalla conoscenza che passa l’interazione tra le persone; proposte, perché è importante far cogliere anche al mondo della politica la voce di chi si impegna in prima persona”. Tra le tante proposte anche mostre e kermesse teatrali, come ‘Un mondo a parte: l’infermo di Moria – La vita in un campo profughi’, esposizione fotografica di Salvatore Cavalli o come il viaggio sensoriale all’origine della migrazione ‘Alle radici’ dedicata agli studenti delle scuole superiori. Inoltre verrà ricordato Simone Ramilli, membro del comitato scientifico fin dal primo momento, scomparso lo scorso luglio. Una frase di Simone ‘Non posso intimamente gioire se altri soffrono’ è una sorta di filo rosso che accompagna la tre giorni. Infine, nel corso della manifestazione, verrà promosso e pubblicizzato il ‘Manifesto’ del Festival della Migrazione, frutto del lavoro di questi anni di attività.   Il Festival della Migrazione è promosso da Porta Aperta, Fondazione Migrantes, Crid del Dipartimento di Giurisprudenza di Unimore e IntegriaMo, con il patrocinio di Università di Modena e Reggio Emilia, Regione Emilia-Romagna e Comune di Modena e il sostegno di Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, Fondazione Unipolis, Bper Banca, Conad, Menù e Coop Alleanza 3.0. Sono ben 50 gli aderenti, tra enti locali, mondo accademico e sindacale, realtà ecclesiali e religiose, associazioni.    

Asilo in Europa: oltre mezzo milione di domande nei primi nove mesi del 2019

20 Novembre 2019 - Bruxelles -  Più di mezzo milione (515.825) di domande d’asilo sono state presentate nell’Ue nei primi nove mesi del 2019, con un aumento del 10% rispetto allo stesso periodo di un anno fa. Lo attesta una ricerca dell’Easo, Agenzia europea per il sostegno all’asilo. La percentuale di domande che hanno ricevuto una decisione positiva (nota come “tasso di riconoscimento”) finora quest’anno è stata del 34%, rispetto al 33% nei primi nove mesi del 2018, attesta Easo. “La maggior parte delle domande sono state presentate da cittadini di Siria, Afghanistan e Venezuela. Queste tre cittadinanze hanno continuato a rappresentare un quarto di tutte le domande di asilo nell’Unione”. L’agenzia rileva inoltre che a settembre erano 507mila le richieste di asilo in attesa di essere trattate e 381mila attendono una decisione in appello.

Mode nel mondo: a Parma i vestiti raccontano la vita dei popoli

20 Novembre 2019 - Parma - In principio era la seta. E con la seta nacquero il lusso e la moda. Spetta dunque all’abbigliamento cinese il posto d’onore nella mostra “La moda nel mondo: i vestiti raccontano la vita dei popoli”, che si terrà a Parma, Capitale Italiana della Cultura 2020, dal 26 gennaio al 31 dicembre al Museo d’Arte Cinese ed Etnografico della città ducale. Le sale del modernissimo museo diventeranno un vero e proprio atlante dell’abbigliamento con riallestimenti nel corso dell’anno. Ci saranno, dalla Cina, abiti di ogni genere provenienti da diversi paesi del Mondo. Grazie all’abbigliamento e agli ornamenti è facile intuire, in qualsiasi popolo, l’appartenenza a una tribù, uno stato sociale, un’etnia. L’abbigliamento è una vera e propria forma di comunicazione codificata e facilmente interpretabile a livello sociale. E al Museo d’Arte Cinese di Parma sarà possibile leggere tante storie.

Le suore di frontiera di Ventimiglia: tra i respinti, con sorrisi e fede

20 Novembre 2019 - Ventimiglia - “Portare ai migranti il sorriso della patria e il conforto della fede. Questo era il mandato che il beato Giovanni Battista Scalabrini dava ai religiosi e alle religiose inviati a prestare assistenza alle migliaia di migranti, in quegli anni italiani, che a cavallo tra Otto e Novecento partivano per l’Europa e le Americhe. Ed è lo stesso mandato che noi oggi sentiamo di dover vivere qui, a Ventimiglia, tra i respinti alla frontiera francese”. Suor Lina Guzzo ha il sorriso acceso e vispo di chi, nonostante oltre cinquant’anni di missione, continua a vivere con gioia e entusiasmo la propria vocazione. L’abbiamo incontrata a Ventimiglia dove, dal 24 settembre scorso, partecipa al nuovo progetto del Servizio itinerante delle suore missionarie scalabriniane: un gruppo di pronto intervento inviato nelle frontiere più ‘calde’ del mondo per fornire aiuto a chi si trova costretto a emigrare. La scelta di Ventimiglia è maturata da un viaggio alla frontiera italo-francese di padre Fabio Baggio, anche lui scalabriniano, sottosegretario del Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale. “Su sollecitazione di Papa Francesco – racconta al Sir suor Lina – padre Baggio ha fatto visita al parco Roja, il grande centro gestito dalla Croce Rossa dove sono accolti i migranti che arrivano in città, e n’è rimasto profondamente colpito. Da lì la richiesta al ramo femminile della congregazione per un impegno pastorale da vivere in città”. Suor Lina è così arrivata a Ventimiglia insieme a due consorelle: suor Zenaide Guarnieri, brasiliana, e suor Antoniette Jabao, filippina. Insieme a loro ha preso dimora a “Casa Carmela Moroni” un edificio nel cuore della cittadina, recentemente ristrutturato grazie ai fondi 8 per mille messi a disposizione dalla Conferenza episcopale italiana. “L’edificio donato anni fa alla diocesi – precisa al Sir il direttore della Caritas diocesana di Ventimiglia-Sanremo, Maurizio Marmo – è stato, per volontà del vescovo Antonio Suetta, destinato alla Caritas con l’obiettivo di trasformarlo in un condominio solidale. Qui trovano spazio nove appartamenti che ospiteranno famiglie in condizioni di fragilità, persone con disagio psichico e, in una prima fase, anche alcuni richiedenti asilo”. Per la missionaria scalabriniana, l’impegno tra i migranti a Ventimiglia appare in stretta continuità con l’esperienza vissuta per tre anni a Reggio Calabria nel pieno dell’emergenza sbarchi. “Non potrò mai dimenticare – racconta suor Lina – i volti delle persone che scendevano dalle navi dei soccorritori: le facce stanche e gli occhi svuotati, le ustioni alla pelle per il carburante, le ferite. Per non parlare dei bambini…”. Volti simili a quelli che le tre suore incontrano tutti i giorni nei luoghi dove prestano servizio. “Qui a Ventimiglia, nonostante non se ne parli più, il flusso di persone dirette verso la Francia è continuo, così come proseguono i respingimenti da parte delle guardie di frontiera francesi. Si incontrano molti giovani, alcuni giovanissimi, ma ci sono anche donne con bambini piccoli o in gravidanza costrette a tornare a piedi dal valico fino alla città”, racconta la religiosa. I giovani attivisti del gruppo “Kesha Niya”, che in lingua curda significa “nessun problema”, provano a censire quotidianamente i respingimenti alla frontiera e parlano di 1.855 casi registrati al valico di Mentone nel solo mese di ottobre (in molti casi può trattarsi della stessa persone respinta più volte). “Non è facile avere dati precisi sulle presenze a Ventimiglia – ci spiega il direttore Marmo – sicuramente sono numeri più contenuti rispetto ai picchi del 2016 o 2017, ma nelle ultime settimane abbiamo registrato un lieve aumento. Nel mese di ottobre sono state 104 le nuove persone che si sono rivolte allo sportello legale, mentre sono circa 300 i migranti attualmente al parco Roja”. Ad aumentare sono soprattutto i migranti provenienti dalla rotta balcanica – afghani, pakistani e iracheni – insieme ai migranti, da tempo in Italia, che sono usciti dal sistema di accoglienza e cercano la via del nord Europa. “Il nostro – conclude la missionaria – è soprattutto un compito di accompagnamento non solo dei migranti, ma anche degli operatori che spesso vivono la fatica di doversi fare carico di situazioni sempre più complesse.  Una testimonianza di fede che cerchiamo di portare anche qui, tra questi uomini respinti alla frontiera”. (Michele Luppi - Sir)

Rai Italia: a “L’Italia con Voi” gli italiani in Australia e Argentina

20 Novembre 2019 - Roma - La puntata di oggi di “L’Italia con Voi” su rai Italia dedicata agli italiani residenti all’estero, si apre con la musica di Roy Paci e il suo contrabbassista, Riccardo Di Vinci, accompagnati al pianoforte dal maestro Stefano Palatresi. Poi, Monica Marangoni, accoglie Mario Tozzi, geologo, divulgatore scientifico, autore e volto noto della TV che parlerà dei suoi nuovi progetti. Si prosegue con Alessandro Boschi di “Hollywood Party”-Rai Radio 3, che ricorda in prossimità dell’anniversario della scomparsa, Maurizio Arena, personaggio importante per la storia del cinema italiano. Quindi, con Marco Nieri, ecodesigner, giardiniere bioetico e bioresercher, si parlerà degli effetti benefici della bellezza della natura sull’uomo. Con Carlo Gargiulo, medico di famiglia, si torna parlare di assistenza sanitaria all’estero. Si chiude la puntata con la rubrica “I had a dream”, di Donatella Scipioni, che ha incontrato Marilisa Allegrini, conosciuta nel mondo per l’Amarone di qualità che produce in Valpolicella. Per le Storie dal Mondo si va a Perth, Australia, per conoscere Paola Magni, biologa forense. Poi a Necochea , in Argentina, per incontrare Ariadna Otero, insegnante di italiano.