Primo Piano
Card. Bassetti: la crisi del Mediterraneo è “la crisi dei migranti che si consuma nel silenzio assordante delle acque del mare”
Card. Bassetti: “non ci potrà mai essere un’Europa stabilmente in pace, senza pace nel Mediterraneo”
Roma - “Non c’è Europa senza Mediterraneo e non c’è Mediterraneo senza Europa. Non ci potrà mai essere un’Europa stabilmente in pace, senza pace nel Mediterraneo”. Parola del card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, che nell’incontro svoltosi a Campobasso in preparazione all’incontro di Bari (19-23 febbraio), che si concluderà con la messa del Papa, ha fatto notare che “il Mediterraneo unisce e divide i popoli rivieraschi, unisce e divide il mondo. La storia dell’Europa moderna ci dice che quando il Mediterraneo è usato per dividere, i poveri – a qualsiasi riva appartengano – finiscono per soffrirne. È un inganno demagogico e pericoloso far credere che la divisione offra garanzie: l’interdipendenza dei popoli, infatti, non è una scelta ideologica ‘buonista’, è un dato di realtà che va gestito”. “Mai come oggi c’è un enorme bisogno di pace”, la tesi del presidente della Cei: “Pace nei nostri cuori, indubbiamente, ma anche pace per tutti quegli uomini, donne e bambini che trovano la morte nei conflitti del Mediterraneo e pace per tutte quelle famiglie che in questi Paesi, in particolar modo, in Siria hanno perso tutto: gli affetti, la casa, la vita”. L’incontro di Bari, ha spiegato il cardinale, “vuole essere proprio questo: il cantiere di un sentiero di pace. Il luogo di costruzione concreta di un cammino di coesione sociale, di incontro tra le persone e di dialogo tra uomini e donne. Una pace concreta, vera, autentica che parta da quella visione dell’uomo che la tradizione abramitica ci ha lasciato in eredità. ‘Chi è l’uomo e perché te ne curi?’ si chiede il salmista. Ecco questo non è solo un interrogativo ma è un orizzonte di fede che si trasforma in un imperativo di vita che deve prendere forma quotidianamente nel nostro vissuto” e che “non può essere derubricata soltanto a parola affettuosa o a concetto emozionale”. (Sir)
Strage di bambini nell’Egeo
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Soccorsi e respingimenti in mare
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Migrantes Marche: a Loreto i Re Magi con proverbi da tutto il mondo
Loreto - “I miracoli sono sempre compiuti dagli uomini uniti”. “Il giovane cammina più veloce dell'anziano, ma l'anziano conosce la strada”. “ Quando soffia il vento del cambiamento alcuni costruiscono dei ripari, altri costruiscono dei mulini a vento”. Solo alcuni, dei millecento proverbi africani, cinesi, indiani, latinoamericani… distribuiti nel giorno dell’Epifania dai Re Magi a Loreto. Questi, come in un blitz apparivano da chissà dove nel Corso principale, poi, varie volte in piazza della Madonna, poi nel santuario, e poi spuntavano - una vera sorpresa per tutti - nel bel mezzo di tutte le celebrazioni della parrocchia di Villa Musone. Armati di turibolo fumante di incenso, di oro, di tanti altri doni preziosi e di biglietti di augurio e accompagnati da un piccolo seguito, hanno zigzagato la città lauretana in lungo e largo. La sorpresa più bella, tuttavia, è stata a una celebre pasticceria locale, affollatissima al mattino, un’eccellenza delle Marche, per augurare ad ognuno un buon anno di salute, di serenità, di santità : le tre esse per la città del Giubileo e i suoi pellegrini. Ad ognuno che si incontrava durante tutta la giornata, consegnavano un proverbio del mondo, frutto della saggezza antica, degna di uomini venuti d’Oriente, dai nomi mitici come Gasparre, Baldassarre, Melchiorre. Il proverbio più gradito, forse, un breve koangiapponese : “Alcune volte vinci, tutte le altre volte impari!”. Simpatiche, preziose pillole di saggezza per l’anno nuovo che inizia. Non dimenticando che "lo straniero é un fratello che non hai mai incontrato". (P. Renato Zilio)
Migrantes Trieste: domenica 12 la Festa dei Popoli
Trieste - Domenica 12 gennaio la diocesi di Trieste celebrerà la Festa dei popoli. E’ stato un desiderio del Vescovo, Mons. Giampaolo Crepaldi in continuità con la tradizione degli scorsi anni, di vivere lo stesso questo appuntamento a metà gennaio anche se il Papa Francesco ha spostato la Giornata del Migrante all’ultima domenica di settembre.
Ci troveremo quindi domenica 12 gennaio alle ore 12 a celebrare l’Eucarestia nella Parrocchia di Santa Caterina da Siena (Via dei Mille, 18) presieduta dal presule. Si è scelto di fare la messa dei popoli in una messa di orario della parrocchia, perché sia valorizzata non solo dai gruppi etnici e linguistici, ma anche della partecipazione e dalla presenza della comunità italiana e slovena.
A seguire, presso il salone attiguo alla chiesa, vi sarà un momento di pranzo condiviso e l’occasione di un incontro di approfondimento e scambio culturale fra le diverse comunità etniche presenti a Trieste. La giornata terminerà con un concerto di musica barocca alle ore 18 presso la Basilica di Muggia vecchia. Si tratta di un’iniziativa che ha lo scopo di riunire per un momento di preghiera e di condivisione le ormai tante presenze straniere della nostra città. L’occasione del Santo Natale appena celebrato ce ne dà l’opportunità, essendo questa una festa molto sentita in ogni parte del mondo. (don Francesco Bigatti - Direttore Migrantes Trieste)
Migrantes: il 26 gennaio presentazione del Rapporto Italiani nel Mondo a Monaco di Baviera
Monaco di Baviera- Il Rapporto Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes sarà presentato in Germania, a Monaco di Baviera, il prossimo 26 gennaio su iniziativa del Comites locale. Alla presentazione interverranno la curatrice del Rapporto, Delfina Licata e lo storico dell’emigrazione italiana Toni Ricciardi. A moderare sarà Luciana Mella.
Papa Francesco: il mar Mediterraneo rimane un “grande cimitero”
Fronte: nel 2019 -41% di arrivi in Ue via mare
P. Magnin: dramma umano quello del bimbo morto nel carrello di aereo che solleva problemi di sicurezza
Parigi - Un’ondata di commozione ha travolto la Francia dopo il ritrovamento di un bambino privo di vita all’interno del carrello di atterraggio di un velivolo Air France operante tra Parigi e Abidjan (Costa d’Avorio). Anche i vescovi e i cattolici di Francia – dice padre Thierry Magnin, Segretario generale della Conferenza Episcopale Francese, raggiunto telefonicamente dall’agenzia Sir – sono rimasti molto toccati” dalla scoperta. Non si conosce ancora il nome e l’età precisa del bimbo né il motivo che lo ha spinto a prendere una decisione così estrema, sicuramente dettata dal sogno di raggiungere l’Europa. Il volo AF 703 era partito martedì sera da Abidjan ed è atterrato ieri poco dopo le 6 del mattino a Parigi. La procura di Bobigny, che non conosce l’identità della vittima, ha aperto “un’indagine per trovare le cause della morte” e capire come sia potuto accadere una simile tragedia. A tal proposito padre Thierry Magnin osserva: “Questo dramma umano solleva problemi di sicurezza su più livelli, che sono in corso di analisi. Mette comunque in evidenza fino a che punto le persone sono pronte a commettere azioni disperate di fronte alle tragiche difficoltà che affrontano, in cui i bambini sono spesso le prime vittime in tutto il mondo”. A nome dei vescovi e dei cattolici di Francia, il Segretario generale della CEF assicura preghiere e solidarietà. “La nostra preghiera si unisce alle famiglie colpite da questi drammi, nel silenzio della fraternità universale che chiama il nostro senso di solidarietà con tutti coloro che soffrono”. È la prima volta che un bambino così piccolo viene scoperto in queste circostanze. Esistono purtroppo casi precedenti: negli ultimi anni, diversi migranti clandestini, in maggioranza adolescenti africani, sono stati trovati morti per il freddo nei carrelli di atterraggio degli aerei o in stiva. Le temperature possono infatti scendere a -50 °C tra 9.000 e 10.000 metri, altitudine alla quale volano gli aerei di linea, e gli alloggiamenti del carrello di atterraggio non sono né riscaldati né pressurizzati. L’ultimo caso in Francia risale all’aprile 2013. Il cadavere di un ragazzo, probabilmente minore, era stato trovato sempre a Roissy nel carrello di atterraggio di un aereo proveniente dal Camerun.