Primo Piano

Migrantes Roma: un incontro sulla “missio ad gentes”

13 Gennaio 2020 - Roma - La “missio ad gentes” come paradigma dell’evangelizzazione. Se ne parlerà sabato 25 gennaio al secondo incontro di formazione dell’anno promosso dal Centro missionario diocesano e dall’Ufficio Migrantes del Vicariato di Roma. Al centro della riflessione, il libro intervista di Papa Francesco “Senza di Lui non possiamo far nulla. Essere missionari oggi nel mondo. Una conversazione con Gianni Valente”. Ne discuteranno con l’autore del volume, giornalista dell’Agenzia Fides, la teologa Stella Morra, docente alla Pontificia Università Gregoriana, e suor Enza Carini, segretaria generale delle Missionarie Comboniane. L’incontro è previsto per sabato 25 gennaio a partire dalle 10 nel Palazzo del Vicariato (Sala Cardinale Poletti, al piano terra), in piazza San Giovanni in Laterano. Per informazioni: cmdroma@diocesidiroma.it oppure pastorale.migrantes@diocesidiroma.it.  

Card. Bassetti:  la crisi del Mediterraneo è “la crisi dei migranti che si consuma nel silenzio assordante delle acque del mare”

13 Gennaio 2020 - Roma -  “La crisi del Mediterraneo è poi la crisi dei migranti che si consuma nel silenzio assordante delle acque del mare”. Così il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, ha definito una delle crisi in atto nel Mediterraneo, che faranno da sfondo all’incontro convocato dalla Cei a Bari dal 19 al 23 febbraio. “Anche se diminuiscono le morti in mare, il rischio delle traversate rimane altissimo”, ha fatto notare il cardinale nell’incontro preparatorio all’evento svoltosi a Campobasso nei giorni scorsi: “Nel 2019 i migranti, arrivati in Europa via mare, sono stati più di 110mila e per il sesto anno consecutivo la cifra supera quota centomila. I migranti morti ufficialmente, ma il conteggio rischia di essere ben più alto, è di 1.283. Questa crisi migratoria diventa poi una crisi dei diritti umani: in particolar modo, nei campi e nelle prigioni, in Libia, nei campi profughi di Turchia, nelle isole greche come Lesbo. Anche per questo la situazione migratoria non può essere letta solo alla luce della mancanza di sviluppo e della instabilità ma deve essere inserita, invece, in un processo epocale che va governato con carità e responsabilità. Un processo alla cui base si colloca la difesa dell’incalpestabile dignità della persona umana. Come cristiani non possiamo tacere quando una vita, foss’anche una sola vita, viene uccisa o rischia di essere cancellata”. “Senza dubbio, fra i Paesi del Mediterraneo le contraddizioni emergono con forza”, ha commentato il cardinale: “Perché in questa regione, oggi è ancora ben visibile la frontiera fra il mondo dell’opulenza e quello della miseria, tra quello dell’esclusione e quello dell’inclusione, tra i produttori e gli scarti”. I cristiani, in questo contesto, “possono essere un seme di profondo cambiamento delle prospettive storiche”: “Come cristiani che abitano con fiducia i cammini ecumenici siamo chiamati a contribuire a costruire l’unità nelle differenze e ad essere un vaccino contro ogni tentazione di scontro di civiltà o di utilizzo ideologico dell’identità religiosa per dividere o alzare muri”, la proposta del presidente della Cei.  

Card. Bassetti: “non ci potrà mai essere un’Europa stabilmente in pace, senza pace nel Mediterraneo”

13 Gennaio 2020 -

Roma - “Non c’è Europa senza Mediterraneo e non c’è Mediterraneo senza Europa. Non ci potrà mai essere un’Europa stabilmente in pace, senza pace nel Mediterraneo”. Parola del card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, che nell’incontro svoltosi a Campobasso in preparazione all’incontro di Bari (19-23 febbraio), che si concluderà con la messa del Papa, ha fatto notare che “il Mediterraneo unisce e divide i popoli rivieraschi, unisce e divide il mondo. La storia dell’Europa moderna ci dice che quando il Mediterraneo è usato per dividere, i poveri – a qualsiasi riva appartengano – finiscono per soffrirne. È un inganno demagogico e pericoloso far credere che la divisione offra garanzie: l’interdipendenza dei popoli, infatti, non è una scelta ideologica ‘buonista’, è un dato di realtà che va gestito”. “Mai come oggi c’è un enorme bisogno di pace”, la tesi del presidente della Cei: “Pace nei nostri cuori, indubbiamente, ma anche pace per tutti quegli uomini, donne e bambini che trovano la morte nei conflitti del Mediterraneo e pace per tutte quelle famiglie che in questi Paesi, in particolar modo, in Siria hanno perso tutto: gli affetti, la casa, la vita”. L’incontro di Bari, ha spiegato il cardinale, “vuole essere proprio questo: il cantiere di un sentiero di pace. Il luogo di costruzione concreta di un cammino di coesione sociale, di incontro tra le persone e di dialogo tra uomini e donne. Una pace concreta, vera, autentica che parta da quella visione dell’uomo che la tradizione abramitica ci ha lasciato in eredità. ‘Chi è l’uomo e perché te ne curi?’ si chiede il salmista. Ecco questo non è solo un interrogativo ma è un orizzonte di fede che si trasforma in un imperativo di vita che deve prendere forma quotidianamente nel nostro vissuto” e che “non può essere derubricata soltanto a parola affettuosa o a concetto emozionale”. (Sir)

Strage di bambini nell’Egeo

13 Gennaio 2020 - Milano - Ennesima tragedia dei migranti: nel Mar Egeo il naufragio di un'imbarcazione ha causato la morte di almeno 11 migranti, tra cui otto bambini; i superstiti, salvati dalla Guardia costiera, sarebbero 21. A renderlo noto la Guardia costiera greca; le operazioni di salvataggio vanno avanti a sud-est dell'isola greca di Paxos anche con l'aiuto di un elicottero, sono tuttavia pochissime le speranze di ritrovare in vita i dispersi, poiché si ritiene che a bordo dell'imbarcazione vi fossero una cinquantina di migranti. Sconosciuta ancora la nazionalità dei morti, probabilmente alcuni sono afghani.Venerdì scorso invece la nave delle ong Open Arms ha soccorso 74 persone, tra cui donne, anche incinte, bambini e neonati. Si è trattato - riferisce la Ong spagnola - di un soccorso "molto complesso", anche per la presenza di "una motovedetta libica con atteggiamento ostile. Due dei naufraghi, presi da loro a bordo, si sono lanciati in acqua e li abbiamo soccorsi". I migranti si aggiungono ad altri 44 salvati in precedenza e alla deriva da due giorni; tutti erano in stato di grave ipotermia. In tutto quindi le persone a bordo sono 118. Sempre venerdì c'è stato il primo approdo dell'anno a Lampedusa, 97 migranti stipati su un barcone avvistato in mattinata a due miglia dall'isola.  

Migrantes Acireale: l’accoglienza rappresentata nel presepe

10 Gennaio 2020 - Acireale - La festa del Natale si esprime con celebrazioni e feste che glorificano gli eventi dell’Incarnazione del Figlio di Dio ed il presepe è l’espressione dell’uomo che custodisce e ricorda la nascita di Gesù. L‘Ufficio pastorale diocesano Migrantes di Acireale anche quest’anno ha allestito il Presepe del Rifugiato. E ‘una struttura itinerante in legno, che dopo il successo dell’anno scorso avuto a Giarre, è stata collocata per le festività natalizie dell’anno corrente davanti la chiesa di San Rocco in Acireale. “L’accoglienza e l’ospitalità dello straniero – afferma don Lucio Cannavò, responsabile dell’ufficio Migrantes – è il messaggio che si desidera mandare con vigore. L’immigrato – continua don L. Cannavò – è un uomo vero, uomo tra gli uomini e membro di una famiglia umana così come lo è Gesù, che rappresentato nel barcone, è componente della Sacra Famiglia di Nazareth”. Il presepe collocato nel pieno centro storico della città barocca acese, anche se leggermente danneggiato dal forte vento che ha caratterizzato l’inizio del nuovo anno: Il Natale dona un “volto” ai dimenticati, è “sguardo” rivolto agli ultimi ed è “dimora” della grande ed unica famiglia dell’umanità.

MCI Germania-Scandinavia: on line il nuovo sito

10 Gennaio 2020 - Francoforte –  E’ attivo dal alcune settimane il nuovo sito della Delegazione delle Missioni Cattoliche Italiane in Germania e Scandinavia. È ancora in fase di allestimento, ma le informazioni più attuali ora sono presenti. L’indirizzo del sito non è cambiato – www.delegazione-mci.de -, neanche gran parte del contenuto, ma la presentazione sì, e in modo radicale, spiega il deleganto, p. Tobia Bassanelli: “è molto più bella, moderna, con più colore, con la presenza delle foto. Non verrà dato spazio solo alle nostre iniziative ed alle attività della Delegazione (Circolari del Delegato, Esercizi Spirituali, Convegno dei Laici, Meeting Giovani, Convegni di Zona, ecc.), ma anche alle attività delle singole Missioni”. Da qui l’invito a collaborare inviando cronache o interventi sul lavoro pastorale, che troverà spazio sia sul giornale cartaceo, il “Corriere d’Italia”, come del resto da sempre avviene, sia su Internet, nel sito della Delegazione. “Particolarmente interessante può essere per le Missioni che non hanno una propria pagina Web: qui possono attivarla e aggiornarla”, spiega p. Bassanelli.

Francesco: è bugiardo chi dice di amare Dio e non ama il fratello

10 Gennaio 2020 - Città del Vaticano - La prima Lettura di oggi, tratta dalla Prima lettera di San Giovanni apostolo, gira tutta intorno all’argomento dell’amore ed è su questo tema che Papa Francesco, come riferisce Vatican News, invita alla riflessione nella sua omelia alla Messa mattutina a Casa Santa Marta. L’apostolo, afferma, ha capito cos’è l'amore, lo ha sperimentato, e entrando nel cuore di Gesù, ha capito come si è manifestato. Nella sua Lettera ci dice, dunque, come si ama e come siamo stati amati. Due le sue affermazioni che il Papa definisce “chiare”. La prima è il fondamento dell'amore: “Noi amiamo Dio perché Egli ci ha amato per primo”. L'inizio dell'amore viene da Lui. “Io incomincio ad amare, o posso incominciare ad amare - dice il Papa - perché so che Lui mi ha amato per primo”. E continua: “Se lui non ci avesse amato certamente noi non potremmo amare”. Francesco fa poi un esempio: “Se un bambino appena nato, di pochi giorni, potesse parlare, certamente spiegherebbe questa realtà: ‘Mi sento amato dai genitori’. E questo che fanno i genitori con il bambino è quello che Dio ha fatto con noi: ci ha amati per primo. E questo fa nascere e fa crescere la nostra capacità di amare. Questa è una definizione chiara dell’amore: noi possiamo amare Dio perché Lui ci ha amati per primo”. La seconda cosa che l’apostolo dice, “senza mezze parole”, è questa: “Se uno dice: ‘Io amo Dio’ e odia suo fratello, è un bugiardo”. Il Papa fa notare che Giovanni non dice che è un “maleducato”, o “uno che sbaglia”, dice “bugiardo” e anche noi dobbiamo imparare questa cosa: “Io amo Dio, prego, entro in estasi … e poi scarto gli altri, odio gli altri o non li amo, semplicemente, o sono indifferente agli altri … Non dice: ‘hai sbagliato’, dice ‘sei bugiardo’. E questa parola nella Bibbia è chiara, perché essere bugiardo è proprio il modo di essere del diavolo: è il Grande Bugiardo, ci dice il Nuovo Testamento, è il padre della menzogna. Questa è la definizione di Satana che ci dà la Bibbia. E se tu dici di amare Dio e odi il tuo fratello, sei dall’altra parte: sei un bugiardo. In questo non ci sono concessioni”. Molti possono trovare delle giustificazioni per non amare, qualcuno può dire “Io non odio, Padre, ma c’è tanta gente che mi fa del male o che io non posso accettare perché è maleducata o è rozza”. E il Papa commenta sottolineando la concretezza dell’amore indicata da Giovanni quando scrive: ‘Chi infatti non ama il proprio fratello che vede non può amare Dio, che non vede’ e afferma: “Se tu non sei capace di amare la gente, dai più vicini ai più lontani che tu stai vivendo, non puoi dirci che tu ami Dio: sei un bugiardo”. Ma non c’è solo il sentimento di odio, può esserci la volontà di non “immischiarsi” nelle cose degli altri. Ma questo non va bene, perché l’amore “si esprime facendo il bene”: “Se una persona dice: ‘Io, per essere ben pulito, bevo soltanto l’acqua distillata’: morirai!, perché questo non serve alla vita. Il vero amore non è acqua distillata: è l’acqua di tutti i giorni, con i problemi, con gli affetti, con gli amori e con gli odi, ma è questo. Amare la concretezza, l’amore concreto: non è un amore di laboratorio. Questo ci insegna, con queste definizioni così chiare, l’Apostolo. Ma c’è un modo di non amare Dio e di non amare il prossimo un po’ nascosto, che è l’indifferenza. ‘No, io non voglio questo: io voglio l’acqua distillata. Io non mi immischio con il problema degli altri’. Tu devi, per aiutare, per pregare”. Papa Francesco cita quindi un’espressione di Sant’Alberto Hurtado che diceva: “Non fare del male va bene; ma non fare del bene, va male”. L’amore vero “deve portare a fare del bene (…), a sporcarti le mani nelle opere d’amore”. Non è facile, ma attraverso la strada della fede c’è la possibilità di vincere il mondo, la mentalità del mondo “che ci impedisce di amare”. Questa è la strada, afferma ancora il Papa, “qui non entrano gli indifferenti, quelli che si lavano le mani dai problemi, quelli che non vogliono immischiarsi nei problemi per aiutare, per fare del bene; non entrano i falsi mistici, quelli dal cuore distillato come l’acqua, che dicono di amare Dio ma prescindono dall’amare il prossimo” e conclude: “Che il Signore ci insegni queste verità: la sicurezza di essere stato amato per primo e il coraggio di amare i fratelli”.  

Brescia: a teatro uno spettacolo che racconta l’immigrazione

10 Gennaio 2020 - Brescia - È in programma domenica 12 gennaio alle 21 presso il teatro Der Mast, in via Carducci a Brescia, l’8° appuntamento della stagione “Contaminazioni Teatrali”, promosso dall’associazione ContaminAzioni. In scena lo spettacolo “Ingannati”, monologo di Nicola Pannelli tratto da “Uomini sotto il sole” di Ghassan Kanafani, che affronta l’attualissimo tema dell’immigrazione. Lo spettacolo, infatti, racconta la storia – si legge sul settimanale diocesano di Brescia “La Voce del Popolo” - di tre emigranti palestinesi clandestini che, chiusi dentro un’autocisterna, cercano di attraversare il deserto per raggiungere il Kuwait e con esso una nuova vita. Un testo per chi vuole conoscere quell’umanità e comprenderne a fondo le ragioni, per chi vuole sentir battere il cuore pulsante, poetico e tragico del popolo palestinese. Lo spettacolo sarà preceduto, alle 19.30, da un momento artistico a sorpresa nel foyer del teatro. Al termine della rappresentazione il pubblico potrà incontrare l’interprete.

Festival cinematografico integrazione interculturale: aperte le iscrizione

10 Gennaio 2020 - Bergamo - Sono aperte le iscrizioni all'edizione 2020 di IFF - Integrazione Film Festival, il festival cinematografico dedicato al tema dell'integrazione interculturale che si svolgerà a Bergamo e Sarnico dal 16 al 19 aprile. Il Festival, alla 14esima edizione, promosso da Cooperativa Ruah di Bergamo e organizzato in collaborazione con Lab 80 film, comprende due sezioni: il Concorso internazionale per film documentari e il Concorso internazionale per cortometraggi di finzione. Documentari e corti di fiction, dunque, che raccontino esperienze di integrazione possibile tra persone di diversa appartenenza culturale o provenienza nazionale, che affrontino i temi di inclusione, identità e intercultura come elementi chiave dell'integrazione. Nel 2019 sono stati più di 150 i registi, italiani e stranieri, che hanno proposto i loro lavori a IFF, a dimostrazione dell'interesse crescente che Integrazione Film Festival sa generare in chi fa cinema, oltre che nel pubblico, che ha risposto con più di 2mila presenze in sole tre giornate di proiezioni. Per partecipare alla selezione è necessario registrarsi sulle piattaforme di iscrizione FilmFreeway e Movibeta, dove si trovano tutte le informazioni e i dettagli necessari. I registi hanno tempo fino al 15 febbraio per proporre i propri lavori: la durata massima dei documentari è di 52 minuti, quella dei cortometraggi di 20 minuti. Alla selezione sono ammessi i film la cui realizzazione sia terminata dopo l'1 gennaio 2018, che possono essere già stati selezionati in altri festival, sia italiani che stranieri (mentre non possono partecipare lavori che siano già stati in concorso nelle precedenti edizioni di IFF). I selezionatori si riservano di valutare comunque l'ammissibilità di opere realizzate prima della data indicata ma che presentino particolare attinenza o spiccata qualità, da inserire fuori concorso nel programma del Festival. Informazioni per registi e pubblico www.iff-filmfestival.com, info@iff-filmfestival.com

Viminale: da inizio anno 228 persone sbarcate sulle coste italiane

10 Gennaio 2020 - Roma - Sono finora 228 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane da inizio anno, di cui 96 nella sola giornata del 3 gennaio e 63 nell’ultima settimana. Il dato è stato diffuso oggi dal Ministero degli Interni, considerati gli sbarchi rilevati entro le 8 di questa mattina. Degli oltre 200 migranti sbarcati in Italia nel 2020, 94 sono di nazionalità algerina (41%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Iraq (45, 20%), Iran (42, 18%), Tunisia (15, 7%), Ucraina (3, 1%), a cui si aggiungono 29 persone (13%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione. Fino ad oggi non ci sono ancora stati minori stranieri non accompagnati ad aver raggiunto il nostro Paese via mare.  

Soccorsi e respingimenti in mare

10 Gennaio 2020 - Milano - Sono oltre 250 le persone intercettate nel Mediterraneo, intente a fare la pericolosa traversata verso l’Europa, nella sola giornata di ieri. Fra queste, 150, informa l’OIM, che erano a bordo di due gommoni, sono stati riportate in Libia dalla cosiddetta guardia costiera libica. Per altre 60 il destino è stato più fortunato: i migranti sono stati soccorsi dalla Ong Sea Watch e ora si trovano al sicuro a bordo della nave. C’è invece preoccupazione per un gommone in avaria con a bordo 41 persone che ha lanciato l’Sos in acque maltesi, ieri pomeriggio. “Circa 150 migranti saranno riportati in Libia dalla guardia costiera. Mentre un team dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni è sul terreno pronto a fornire assistenza, sottolineando che la Libia non è un porto sicuro – scrive l’Organizzazione in un tweet – I migranti intercettati o salvati in mare non dovrebbero essere riportati in un’area di conflitto in corso”. Dopo giorni di maltempo e la guerra civile libica che si fa sempre più drammatica, ripartono quindi i viaggi della speranza nel Mediterraneo. Per chi riesce a fuggire dai centri di detenzione e cerca un futuro migliore in Europa. Sono soprattutto uomini giovani, ma anche donne e bambini. Come quelli salvati ieri al largo delle coste libiche dalla Ong Sea Watch che è anche riuscita a documentare il 'respingimento' dei due gommoni, riportati poi a Tripoli. Le imbarcazioni erano state segnalate dall’aereo di avvistamento dell’organizzazione, Moonbird. «Abbiamo documentato la cattura senza poter intervenire – scrive la Ong su twitter – Fino a quando lasceremo che persone in fuga vengano imprigionate in un Paese in mano ai signori della guerra?». Il soccorso della Sea Watch, unica nave Ong in mare (anche se ieri, dal porto di Siracusa è partita la nave dell’organizzazione non governativa spagnola, Open Arms) è avvenuto in acque internazionali, a più di 24 miglia nautiche da Sabrata. Fra i migranti soccorsi anche donne e bambini. Nuove partenze e arrivi anche in Puglia. Trenta migranti sono sbarcati nelle scorse ore nel porto di Santa Maria di Leuca (Lecce), dopo che l’imbarcazione sulla quale si trovavano, uno yacht di 14 metri, è stata intercettata al largo delle coste salentine da un pattugliatore della Guardia di finanza. L’intero gruppo, composto da iraniani, iracheni, afgani, turchi, siriani e da un ucraino, una volta a terra, è stato soccorso dai volontari della Croce rossa italiana. A bordo dell’imbarcazione, posta sotto sequestro, vi erano due nuclei familiari, una donna e un minorenne accompagnato. È il terzo approdo avvenuto sulle coste del Salento dall’inizio dell’anno. Intanto, il Viminale ha diffuso ieri i dati sulle nuove cittadinanze e le richieste d’asilo relative al 2019. Sono 68.351 (43.405 acquisite per residenza e 24.946 per matrimonio) i procedimenti di cittadinanza conclusi favorevolmente, con un aumento del 9,22% rispetto al 2018. I procedimenti conclusi negativamente sono invece cresciuti del 39,5% tra il 2017 e il 2018. Le comunità straniere per le quali si registra il maggior numero di procedimenti conclusi favorevolmente sono: Albania (15.252), Marocco (9.294), Romania (5.418), India (3.209), Moldavia (2.530), Ucraina (2.412). Gli stranieri che hanno ottenuto la cittadinanza italiana nel 2018 sono in possesso, per la maggior parte, di licenza media superiore (36%) e di licenza media (35%); non mancano i laureati (9.757), pari al 14% del totale. (Daniela Fassini – Avvenire)    

Mons. Camisasca: culture e tradizioni diverse possono diventare una ricchezza

9 Gennaio 2020 -
Reggio Emilia - “E’ per me sempre motivo di gioia celebrare la Santa Messa nel giorno dell’Epifania del Signore insieme a tanti fedeli originari di diverse Nazioni del mondo che oggi abitano e lavorano nella nostra terra reggiana!”. Con queste parole il vescovo di Reggio Emilia-Guastalla, mons. Massimo Camisasca -  ha iniziato la sua omelia in occasione della Festa dei Popoli, il 6 gennaio scorso, promossa dalla Migrantes diocesana  nella Cattedrale di Reggio Emilia.  Diverse sono le ragioni che spingono le persone ad abbandonare temporaneamente o definitivamente la propria Patria: “a volte - ha spiegato il vescovo -  si tratta di motivazioni drammatiche, talaltra prospettive di lavoro, altre volte ancora il desiderio di una vita migliore e più pacifica. Tante sono le povertà e le difficoltà che attraversano il nostro mondo oggi, così come è sempre accaduto in ogni epoca della storia. Ma la fede in Cristo ci assicura che il nostro cammino in questo mondo, per quanto incerto e faticoso possa essere, è un pellegrinaggio luminoso verso la Patria definitiva che sta in Cielo, dove ci attende Dio”. Per mons. Camisasca la solennità dell’Epifania mostra “con grande forza e chiarezza come la Chiesa sia per sua natura formata da tanti popoli diversi. Tutti i popoli del mondo, rappresentati dai Re Magi, sono chiamati ad entrare a far parte della Chiesa di Cristo, perché Gesù Cristo è il salvatore di tutti. Per questa ragione dobbiamo guardare con grande speranza e fiducia alla Chiesa, nostra Madre, che tutti accoglie e nessuno rifiuta, offrendo il perdono di Dio e la presenza viva di Cristo”. “Cari fratelli e sorelle, noi oggi - ha detto ancora mons. Camisasca - siamo qui insieme, pur provenendo da storie e da luoghi diversi, perché riconosciamo in Gesù Cristo la gioia della vita e colui che ci unisce in un Popolo solo, il suo Popolo. Certamente siamo anche figli di culture e tradizioni diverse, le quali possono diventare una ricchezza nella misura in cui si lasciano abbracciare e purificare da Gesù Cristo. Egli infatti è la luce, che sa valorizzare quanto di buono ci è stato tramandato dai nostri padri e che sa correggere tutto ciò che in noi è ancora imperfetto e opaco”. (R.I.)  

Fisc: Mauro Ungaro nuovo presidente. Il contributo dei giornali italiani all’Estero

9 Gennaio 2020 - Roma- Dopo l’assemblea elettiva di novembre la Fisc, il Consiglio Nazionale della Federazione Italiana dei settimanali cattolici - in rappresentanza di 186 testate, 6 in lingua italiana ma editi all’estero o prevalentemente diffusi fuori dai confini del nostro Paese -  ha eletto questa mattina il nuovo presidente e l’esecutivo.  Mauro Ungaro, direttore del settimanale diocesano di Gorizia “Voce Isontina”, è stato chiamato alla presidenza. Vice presidente vicario don Oronzo Marraffa, del settimanale “Adesso” di Castellaneta, mentre il vice presidente  è Chiara Genisio, direttrice di Agd di Torino. A completare l’esecutivo, il segretario generale, don Enzo Gabrieli, di “Parola di vita” della diocesi di Cosenza - Bisignano e il tesoriere, Simone Incicco, de “L’Ancora online” di San Benedetto del Tronto. La durata del mandato del nuovo esecutivo è di quattro anni. Un consiglio - dice il delegato dei giornali in lingua italiana al servizio dei connazionali residenti all’estero, Raffaele Iaria Del mensile “MigrantiPress - che ha espresso un nuovo esecutivo dopo l’assemblea elettiva di novembre e che dovrà oggi “lavorare, insieme al Consiglio Nazionale, per una Federazione unitaria per dare un volto nuovo ai giornali di ispirazione cattolica che rappresenta avendo al centro il lettore che ha bisogno di una informazione obiettiva ed onesta”. Iaria, nel suo intervento in Consiglio nazionale, ha sottolineato il ruolo dei giornali italiani all’estero che hanno bisogno oggi di  “una maggiore collaborazione con i giornali aderenti alla Fisc in termini di articoli  ma anche di sostegno per non essere marginali visto il ruolo che ricoprono: sono giornali che raccontano la vita di un ‘territorio’ che è quello dove vivono avendo in tasca un documento che attesta la cittadinanza italiana”. Giornali che “sono disponibili anche a raccontare la vita di questi nostri concittadini in territorio estero e il loro positivo contributo nei Paesi e nelle città dove hanno deciso di vivere”. “Questo mandato inizierà da due parole: camminare insieme – spiega il neo presidente Ungaro -. L’obiettivo primario è quello di essere fedeli nella tradizione guardando però all’innovazione, al nostro essere giornali di Chiesa e giornali del territorio, ricordando che per noi il territorio non è solo un luogo geografico ma un luogo teologico dove siamo chiamati a portare quotidianamente le testimonianze delle nostre Chiese”. Dal presidente un’indicazione anche sulle strategie per contrastare la crisi dell’editoria: “Fare sinergia, lavorare insieme, camminando assieme alle nostre Chiese e nelle nostre Chiese”. “Sentire vicino le nostre comunità ecclesiali ci potrà aiutare ad affrontare la crisi, ricordando che l’essere federazione è fare attenzione gli uni agli altri”. Infine, i temi al centro dell’impegno per i prossimi quattro anni, uno di questi l’innovazione tecnologica. “Oggi è necessaria la multimedialità”. E poi, “i rapporti con le nostre Chiese, con la Conferenza episcopale, il fare attenzione a quelle realtà dove il volontariato è molto importante e presente”. Al nuovo presidente e all’intero esecutivo gli auguri di un proficuo lavoro.

Migrantes Marche: a Loreto i Re Magi con proverbi da tutto il mondo

9 Gennaio 2020 -

Loreto - “I miracoli sono sempre compiuti dagli uomini uniti”. “Il giovane cammina più veloce dell'anziano, ma l'anziano conosce la strada”.  “ Quando soffia il vento del cambiamento alcuni costruiscono dei ripari, altri costruiscono dei mulini a vento”. Solo alcuni, dei millecento proverbi africani, cinesi, indiani, latinoamericani… distribuiti nel giorno dell’Epifania dai Re Magi a Loreto. Questi, come in un blitz apparivano da chissà dove nel Corso principale, poi, varie volte in piazza della Madonna, poi nel santuario, e poi spuntavano - una vera sorpresa per tutti - nel bel mezzo di tutte le celebrazioni della parrocchia di Villa Musone.  Armati di turibolo fumante di incenso, di oro, di tanti altri doni preziosi e di biglietti di augurio e accompagnati da un piccolo seguito, hanno zigzagato la città lauretana in lungo e largo. La sorpresa più bella, tuttavia, è stata a una celebre pasticceria locale, affollatissima al mattino, un’eccellenza delle Marche, per augurare ad ognuno un buon anno di salute, di serenità, di santità : le tre esse per la città del Giubileo e i suoi pellegrini. Ad ognuno che si incontrava durante tutta la giornata, consegnavano un proverbio del mondo, frutto della saggezza antica, degna di uomini venuti d’Oriente, dai nomi mitici come Gasparre, Baldassarre, Melchiorre. Il proverbio più gradito, forse, un breve koangiapponese : “Alcune volte vinci, tutte le altre volte impari!”. Simpatiche, preziose pillole di saggezza per l’anno nuovo che inizia. Non dimenticando che "lo straniero é un fratello che non hai mai incontrato". (P. Renato Zilio)

Migrantes Trieste: domenica 12 la Festa dei Popoli

9 Gennaio 2020 -

Trieste - Domenica 12 gennaio la diocesi di Trieste  celebrerà la Festa dei popoli. E’ stato un desiderio del Vescovo, Mons.  Giampaolo Crepaldi in continuità con la tradizione degli scorsi anni, di vivere lo stesso questo appuntamento a metà gennaio anche se il Papa Francesco ha spostato la Giornata del Migrante all’ultima domenica di settembre. 

Ci troveremo quindi domenica 12 gennaio alle ore 12 a celebrare l’Eucarestia nella Parrocchia di Santa Caterina da Siena (Via dei Mille, 18) presieduta dal presule. Si è scelto di fare la messa dei popoli in una messa di orario della parrocchia, perché sia valorizzata non solo dai gruppi etnici e linguistici, ma anche della partecipazione e dalla presenza della comunità italiana e slovena. 

A seguire, presso il salone attiguo alla chiesa, vi sarà un momento di pranzo condiviso e l’occasione di un incontro di approfondimento e scambio culturale fra le diverse comunità etniche presenti a Trieste. La giornata terminerà con un concerto di musica barocca alle ore 18 presso la Basilica di Muggia vecchia.  Si tratta di un’iniziativa che ha lo scopo di riunire per un momento di preghiera e di condivisione le ormai tante presenze straniere della nostra città. L’occasione del Santo Natale appena celebrato ce ne dà l’opportunità, essendo questa una festa molto sentita in ogni parte del mondo. (don Francesco Bigatti - Direttore Migrantes Trieste)

Migrantes: il 26 gennaio presentazione del Rapporto Italiani nel Mondo a Monaco di Baviera

9 Gennaio 2020 -

Monaco di Baviera- Il Rapporto Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes sarà presentato in Germania, a Monaco di Baviera, il prossimo 26 gennaio su iniziativa del Comites locale. Alla presentazione interverranno la curatrice del Rapporto, Delfina Licata e lo storico dell’emigrazione italiana Toni Ricciardi. A moderare sarà  Luciana Mella.

Papa Francesco: il mar Mediterraneo rimane un “grande cimitero”

9 Gennaio 2020 - Città del Vaticano - “Occorre rilevare che nel mondo vi sono  diverse migliaia di persone, con legittime richieste di asilo e  bisogni umanitari e di protezione verificabili, che non  vengono adeguatamente identificati. Molti rischiano la vita  in viaggi pericolosi per terra e soprattutto per mare”. Lo ha detto questa mattina Papa Francesco ricevendo in  Vaticano il Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa  Sede. Il papa ha sottolineato con “dolore” che “si continua a  constatare come il Mare Mediterraneo rimanga un grande  cimitero. È sempre più urgente, dunque - ha detto Papa  Francesco - che tutti gli Stati si facciano carico della  responsabilità di trovare soluzioni durature”. IL Pontefice ha assicurato che da parte sua “la Santa Sede  guarda con grande speranza agli sforzi compiuti da  numerosi Paesi per condividere il peso del reinsediamento e  fornire agli sfollati, in particolare a causa di emergenze  umanitarie, un posto sicuro in cui vivere, un’educazione,  nonché la possibilità di lavorare e di ricongiungersi con le  proprie famiglie”. Tra le crisi umanitarie in atto, il Papa ha  citato quella dello Yemen, “che vive una delle più gravi crisi  umanitarie della storia recente, in un clima di generale  indifferenza della comunità internazionale”, e della Libia,  “che da molti anni attraversa una situazione conflittuale,  aggravata dalle incursioni di gruppi estremisti e da  un ulteriore acuirsi di violenza nel corso degli ultimi giorni”. “Tale contesto è fertile terreno per la piaga dello  sfruttamento e del traffico di essere umani, alimentato da  persone senza scrupoli che sfruttano la povertà e la  sofferenza di quanti fuggono da situazioni di conflitto o di  povertà estrema”, il grido d’allarme di Francesco: “Tra  questi, molti finiscono preda di vere e proprie mafie che li detengono in condizioni disumane e degradanti e ne fanno  oggetto di torture, violenze sessuali, estorsioni”. (R.I.)    

Fronte: nel 2019 -41% di arrivi in Ue via mare

9 Gennaio 2020 - Roma - Mai numeri così bassi dal 2013. Nel 2019 gli ingressi irregolari nell’Unione europea hanno toccato il livello più basso degli ultimi sette anni. Secondo le prime cifre raccolte da Frontex, gli arrivi sono stati «poco più di 139mila», il 6% meno del 2018 e «il 92% in meno del record raggiunto nel 2015». Nell’anno che si è appena concluso sono stati individuati 14mila ingressi irregolari di migranti in Ue lungo la rotta del Mediterraneo centrale (da Libia verso Italia) il 41% in meno rispetto al 2018. Si tratta perlopiù di cittadini provenienti da Tunisia e Sudan: sono infatti questi i Paesi di provenienza del maggior numero di migranti sbarcati irregolarmente sulle coste europee. Lungo la rotta del Mediterraneo occidentale, dal Nordafrica alla Spagna, invece, gli ingressi in Ue sono stati 24mila, circa il 58% in meno rispetto al 2018. Un aumento della pressione migratoria si è invece verificata sulle frontiere orientali dell’Unione. In tutto il 2019, oltre 82mila migranti sono stati individuati lungo questa rotta, pari a circa il 46% in più rispetto all’anno precedente. Il picco degli arrivi è stato raggiunto nel mese di settembre.

P. Magnin: dramma umano quello del bimbo morto nel carrello di aereo che solleva problemi di sicurezza

9 Gennaio 2020 -

Parigi - Un’ondata di commozione ha travolto la Francia dopo il ritrovamento di un bambino privo di vita all’interno del carrello di atterraggio di un velivolo Air France operante tra Parigi e Abidjan (Costa d’Avorio). Anche i vescovi e i cattolici di Francia – dice padre Thierry Magnin, Segretario generale della Conferenza Episcopale Francese, raggiunto telefonicamente dall’agenzia Sir – sono rimasti molto toccati” dalla scoperta.  Non si conosce ancora il nome e l’età precisa del bimbo né il motivo che lo ha spinto a prendere una decisione così estrema, sicuramente dettata dal sogno di raggiungere l’Europa. Il volo AF 703 era partito martedì sera da Abidjan ed è atterrato ieri poco dopo le 6 del mattino a Parigi. La procura di Bobigny, che non conosce l’identità della vittima, ha aperto “un’indagine per trovare le cause della morte” e capire come sia potuto accadere una simile tragedia. A tal proposito padre Thierry Magnin osserva: “Questo dramma umano solleva problemi di sicurezza su più livelli, che sono in corso di analisi. Mette comunque in evidenza fino a che punto le persone sono pronte a commettere azioni disperate di fronte alle tragiche difficoltà che affrontano, in cui i bambini sono spesso le prime vittime in tutto il mondo”. A nome dei vescovi e dei cattolici di Francia, il Segretario generale della CEF assicura preghiere e solidarietà. “La nostra preghiera si unisce alle famiglie colpite da questi drammi, nel silenzio della fraternità universale che chiama il nostro senso di solidarietà con tutti coloro che soffrono”. È la prima volta che un bambino così piccolo viene scoperto in queste circostanze. Esistono purtroppo casi precedenti: negli ultimi anni, diversi migranti clandestini, in maggioranza adolescenti africani, sono stati trovati morti per il freddo nei carrelli di atterraggio degli aerei o in stiva. Le temperature possono infatti scendere a -50 °C tra 9.000 e 10.000 metri, altitudine alla quale volano gli aerei di linea, e gli alloggiamenti del carrello di atterraggio non sono né riscaldati né pressurizzati.  L’ultimo caso in Francia risale all’aprile 2013. Il cadavere di un ragazzo, probabilmente minore, era stato trovato sempre a Roissy nel carrello di atterraggio di un aereo proveniente dal Camerun.

Mons. Nosiglia celebra la festa dei popoli nella diocesi di Susa

9 Gennaio 2020 - Susa - Prima “festa dei popoli” per la diocesi di Susa. Si è celebrata il giorno dell’Epifania nella parrocchia Santa Maria Assunta di Bussoleno; la Messa è stata presieduta da monsignor Cesare Nosiglia, arcivescovo di Torino e vescovo di Susa. Insieme con lui il parroco don Luigi Chiampo. Alla festa hanno partecipato numerosi immigrati delle etnie presenti nella diocesi segusina. «La missione a tutte le genti che una volta definiva si rivolgeva ai paesi di Africa Asia o America latina – ha detto Nosiglia – oggi è una frontiera anche delle nostre città e paesi. Cari amici immigrati, desidero rivolgervi con tutto il cuore il mio saluto ed augurio in questa celebrazione, che esprime l’unità e la comunione profonda, che legano la vostra persona, famiglia e comunità con la diocesi e la società di Susa e del suo territorio». La diocesi di Susa ha una lunga tradizione di accoglienza: in passato sono salite qui le famiglie dal Sud Italia e dalla Sardegna, oggi sono presenti forti comunità romene, albanesi, africane. Terra di confine, la Valsusa affronta anche i problemi legati alla presenza dei migranti che cercano di attraversare il confine per raggiungere la Francia. Punti di accoglienza e integrazione sono stati realizzati a Oulx e Bardonecchia, oltre che a Clavière e in altri centri della Valle. (Marco Bonatti)