Primo Piano

Ismu: in Italia l’immigrazione è donna

7 Marzo 2020 - Milano -  In occasione della Festa della Donna l’Ismu fornisce alcune dati sulla presenza delle donne tra gli immigrati in Italia. Sulla base dei dati Istat, al 1° gennaio 2020 sono due milioni e 235mila le donne adulte straniere regolarmente residenti in Italia, contro poco più di due milioni e 46mila uomini. Secondo le ultime stime ISMU al 1° gennaio 2020, le donne, quindi, rappresentano il 52,4% degli adulti immigrati. Solo se si analizza invece la popolazione minorenne straniera a prevalere è la componente maschile (51,9% del totale, mentre le femmine, tra i minorenni, rappresentano il 48,1%). È interessante notare che tra il 1984 e il 2005, la popolazione immigrata era per la maggior parte costituita da presenze maschili. Al 1° gennaio 1991, ad esempio, si potevano stimare in Italia 475mila stranieri maschi, contro solamente circa 330mila femmine, in rapporto quasi di tre a due. Poi, a partire da 15 anni fa, la componente femminile ha cominciato ad acquisire un peso sempre maggiore dovuto sia all’aumento dei ricongiungimenti familiari (per lo più femminili), sia all’allargamento ad Est dell’area di libera circolazione europea, che ha comportato l’incremento di nuovi flussi esteuropei (soprattutto, anche se non solo, di assistenti domiciliari e “badanti”). ISMU calcola infatti che dal 1° gennaio 2005 al 1° gennaio 2020 il numero di donne immigrate ha registrato un aumento del 141% (contro un incremento degli uomini del 112%). L’ Ismu stima che al 1° gennaio 2020 le donne immigrate provengano prevalentemente (nell’ordine) da Romania, Albania e Marocco, seguiti da Ucraina, Cina, Filippine, Moldova, India, Polonia, Perù, Sri Lanka, Nigeria, Egitto, Ecuador e Bangladesh. Secondo ISMU, a inizio 2020 il collettivo che presenta la più alta percentuale di presenza femminile è quello ucraino (77,3%), seguito dal polacco (74,1%), moldovo (66,1%) e bulgaro (62,6%). Più sbilanciati al maschile sono invece tutti i gruppi nazionali asiatici o africani formati da srilankesi, marocchini, indiani, nigeriani, tunisini, egiziani e soprattutto pakistani, bangladeshi e senegalesi. Tra questi ultimi tre le incidenze femminili raggiungono solo rispettivamente il 30,4%, il 28,1% e il 25,4%.  

Ue: garantire la protezione e l’assistenza dei bambini migranti non accompagnati

6 Marzo 2020 - Bruxelles - La Commissione Ue “sta lavorando su tutti i fronti per fornire sostegno alla Grecia e alle persone coinvolte” nelle migrazioni “forzate” dalla Turchia, “ed è in costante contatto con il governo greco”. In tale contesto la presidente Ursula von der Leyen ha parlato con il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis “sulla situazione dei minori migranti non accompagnati nelle isole greche. Insieme hanno concordato di mettere in atto un processo per garantire la protezione e l’assistenza di alcune delle persone più vulnerabili d’Europa, i bambini migranti non accompagnati”. Il presidente ha incaricato il commissario per gli Affari interni Ylva Johansson di portare avanti questo processo. Pertanto il commissario Johansson si recherà in Grecia la prossima settimana per incontrare i ministri e le parti interessate. Von der Leyen ha dichiarato: “Migliaia di bambini non accompagnati raggiungono l’Europa ogni anno. La loro protezione è una priorità per la Commissione. Per questo motivo ho chiesto al commissario Johansson di recarsi in Grecia per trovare soluzioni per garantirne la protezione. Il commissario Johansson e io lavoreremo a stretto contatto con gli Stati membri per trovare un posto sicuro per questi bambini”. Attualmente ci sono oltre 42mila persone sulle isole greche, tra queste circa 5.500 minori non accompagnati.

Verso il Global Compact On Education: rinviato il convegno “Percorsi di cittadinanza dall’esclusione all’inclusione

6 Marzo 2020 -

Roma - E’ stato rinviato al prossimo 15 settembre 2020 il convegno sul Global Compact on Education previsto a Roma il 22 marzo 2020. Il convegno è promosso dal gruppo di lavoro che si sta occupando del rilancio della "Città dei ragazzi", del quale fanno parte anche la Fondazione Migrantes e l’Ufficio Migrantes di Roma, insieme alla Sezione Migranti e rifugiati del Dicastero per lo sviluppo umano integrale, alla Congregazione per l’educazione cattolica, all'Opera Nazionale per le Città dei ragazzi, Percorsi di cittadinanza, Caritas Roma, Associazione Centro Astalli, Comunità di Sant’Egidio, ASCS-Casa Scalabrini 634, Suore Scalabriniane e A chance in life.

Il convegno si collocherà ad un mese prima dell’evento mondiale del lancio del Patto edicativo, voluto da Papa Francesco e previsto per il 15 ottobre (l’evento era previsto per il 14 maggio scorso, ndr.)​

 

Honduras: dall’Onu allarme per il rispetto dei migranti

6 Marzo 2020 -

Roma - L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Michelle Bachelet, ha espresso preoccupazione per gli alti livelli di povertà, violenza, insicurezza e sfollamento della popolazione dell’Honduras, sia all’interno del Paese sia nella zona settentrionale. Nel suo recente rapporto sulla situazione dei diritti umani nel mondo, riferisce sul proprio sito Radio Progreso, Bachelet ha fatto ampi riferimenti alla complessa situazione sociale e politica dell’Honduras, chiedendo al Governo, rispetto all’emergenza migranti, di “garantire il reinserimento sostenibile dei rimpatriati, nonché di garantire la protezione dei migranti e degli sfollati”.

L’Alto Commissario, riferisce il Sir,  ha anche espresso preoccupazione per la situazione nelle carceri, in cui 60 detenuti sono stati uccisi nel 2019, di cui 49 nel solo dicembre. ​

 

GMM: “Come Gesù Cristo, costretti a fuggire” il tema della prossima Giornata

6 Marzo 2020 -

Città del Vaticano - “Come Gesù Cristo, costretti a fuggire”. Questo il tema scelto da Papa Francesco per la prossima Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato che si celebrerà domenica 27 settembre. Il Messaggio – informa oggi una nota della Sezione Migranti e Rifugiati del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale pubblicata dalla Sala Stampa della Santa Sede - si concentrerà sulla pastorale degli sfollati interni, che oggi nel mondo sono oltre 41 milioni.

“Come risulta evidente dal titolo – scrive la sezione Migranti e Rifugiati -  la riflessione partirà dall’esperienza di Gesù sfollato e profugo assieme ai suoi genitori, per ribadire l’importanza della ragione cristologica dell’accoglienza cristiana”. Il Messaggio si svilupperà, poi, in sei sotto temi, esplicitati da altrettante coppie di verbi: conoscere per comprendere / farsi prossimi per servire / ascoltare per riconciliarsi / condividere per crescere / coinvolgere per promuovere / collaborare per costruire. Per favorire un’adeguata preparazione alla celebrazione di questa giornata, anche quest’anno la Sezione Migranti e Rifugiati del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale lancerà una campagna di comunicazione. A cadenza mensile verranno proposte riflessioni, materiale informativo e sussidi multimediali, utili ad approfondire il tema scelto dal Papa (R.I.)​

 

Migrantes: rinviato l’incontro annuale degli operatori pastorali dei rom e sinti

6 Marzo 2020 -

Roma - Prendendo atto delle nuove disposizioni ministeriali per arginare la diffusione del Covid-19,  il convegno Migrantes – previsto dal 15 al 17 marzo presso Villa Campitelli a Frascati – è stato rinviato a data da stabilirsi. All’ incontro annuale di formazione degli operatori pastorali “amici” dei rom e sinti era previsto, tra gli altri, l’intervento di padre Claude Dumas, Presidente del CCIT (Comité Catholique international pour les Tsiganes) che avrebbe introdotto l’incontro sul tema “La visione pastorale chez les Rom”.​

Associazioni: il grazie al Papa per aver ricordato la Siria

6 Marzo 2020 - Roma – “Avvertiamo il bisogno civile e umano di ringraziare Papa Francesco, l’unica autorità mondiale che ha ricordato il dramma dei civili di Idlib, nel nord ovest della Siria”. Lo scrivono, in una nota, alcune associazioni (prima firmataria l’Associazione Giornalisti amici di padre Dall’Oglio): tra queste la Fondazione Migrantes, la Caritas Italiana, il Centro Astalli e la Comunità di Sant’Egidio. “Siamo sconvolti dalle rare immagini di quei bambini assiderati, a volte da soli, a volte con i loro genitori o parenti. Da una parte sono costretti a fuggire dalla Siria verso la Turchia – si legge nella nota - da bombardamenti a tappeto che violano le regole più elementari del diritto umanitario internazionale e dall’altra sono impediti a trovare salvezza da un muro invalicabile e a oggi non valicato”. Per le associazioni firmatari della nota non si tratta di “un’emergenza improvvisa” ma di una situazione che dura da alcuni mesi: “si calcola che ormai siano almeno un milione gli esseri umani in fuga ammassati al confine turco, alcune stime parlano di un milione e cinquecentomila, in gran parte bambini. Se non si trovasse una soluzione, urgente, le operazioni militari raddoppieranno gli sfollati, per i quali non ci sono che piccole tendopoli. Per tutti costoro ci sono soltanto due sottili corridoi umanitari aperti all’ONU per portargli qualche genere di prima necessità: questo è inammissibile”. “Avvertiamo dunque l’urgenza di manifestare la nostra gratitudine a Papa Francesco - aggiungono - e dimostrare al mondo che il suo appello per questa umanità  abbandonata e tradita non è caduto nel vuoto. Questi nostri fratelli e queste nostre sorelle non possono essere dimenticati”.  I promotori il prossimo 8 marzo “nel rispetto di ogni misura di sicurezza” che sarà presa  in Piazza San Pietro”, si ritroveranno con uno  con uno striscione, “per i dimenticati di Idlib”.  

Coronavirus: per Mattarella serve unità di intenti

6 Marzo 2020 - Roma - “L’Italia sta attraversando un momento particolarmente impegnativo e lo sta affrontando doverosamente con piena trasparenza e completezza di informazione”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un videomessaggio diffuso ieri sera. “Il governo – ha aggiunto il capo dello Stato – ha stabilito una serie di indicazioni di comportamento quotidiano. Desidero invitare tutti a osservare attentamente queste indicazioni anche se possono modificare qualche abitudine di vita. Supereremo la condizione di questi giorni, anche attraverso la necessaria adozione di misure straordinarie per sostenere l’opera dei sanitari impegnati costantemente da giorni e giorni. Siamo un grande paese moderno, abbiamo un eccellente sistema sanitario nazionale, che sta operando con efficacia e straordinaria abnegazione del suo personale a tutti i livelli”.  

Parlamento Ue: i profughi siriani tra i temi della plenaria

6 Marzo 2020 - Bruxelles – La situazione dei profughi alle frontiere Turchia-Grecia sarà tra i temi principali della prossima plenaria del Parlamento Europeo. I parlamentari – che si riuniranno dal 9 al 12 marzo – discuteranno martedì del coronavirus con la Presidente della Commissione Ursula von der Leyen e giovedì sarà votata una risoluzione. Mercoledì invece in plenaria arriveranno gli sviluppi recenti al confine greco con la Turchia, a seguito della decisione di Ankara di consentire l’ingresso di migranti e rifugiati nel territorio dell’Ue. I lavori del Parlamento si svolgeranno straordinariamente a Bruxelles. Un rapporto del Servizio medico del Parlamento europeo sulla evoluzione del Covid-19 ha infatti sottolineato che “i rischi di salute sono considerati significativamente più alti nel caso in cui la sessione plenaria del Parlamento si svolga a Strasburgo”. Quindi “per causa di forza maggiore –ha detto il residente del Parlamento Europeo, David Sassoli -  ho deciso che non vi sono le condizioni di sicurezza necessarie per il consueto trasferimento del Parlamento europeo a Strasburgo per la sessione plenaria”.  

Coronavirus: per Mons. Russo “serve senso di responsabilità”

6 Marzo 2020 - Roma - L’emergenza coronavirus deve essere affrontata da tutti con “senso di responsabilità”. Lo ha detto il Segretario generale della CEI, Mons. Stefano Russo, in un’intervista al Tg2000, il telegiornale di Tv2000. “Esprimiamo la vicinanza – ha aggiunto Mons. Russo ai microfoni di Tv2000 - verso coloro che sono stati direttamente colpiti da questa emergenza. E ringraziamo anche tutti coloro che si stanno adoperando per farsi prossimi alle tante situazioni che questa emergenza richiede. Penso ai sacerdoti, ai laici impegnati nelle parrocchie ma anche medici, infermieri e operatori sanitari che si stanno spendendo in modo instancabile dando veramente un bel segno a tutti noi”. “Cercheremo anche noi – ha concluso Mons. Russo a Tv2000 - di fare la nostra parte affinché possiamo farci prossimi gli uni agli altri per affrontare questa situazione imprevista ma che ci richiede senso di responsabilità”.    

Scalabriniani: l’Europa istituisca al più presto quanto è necessario per salvare vite umane 

5 Marzo 2020 - Roma - “Non si tratta di sommare tragedia a tragedia ma di spezzare il vortice del dolore che offusca il cuore dell’uomo e nella paura crea ulteriori steccati tra noi e loro. Non si possono tacere morti e condizioni di vita inumane causate dalla mano dell’uomo verso altri uomini”. E’ quanto afferma oggi p. Mauro Lazzarato, superiore regionale degli scalabriniani dell'area Europa e Africa parlando della a tragica situazione dei profughi siriani ai confini dell’Europa orientale che “non può essere spenta e taciuta”. “Feriti” da questi accadimenti gli scalabriniani denunciano, per coloro che hanno voce ma non possono esprimerla, che "una situazione politica internazionale che presiede ad un conflitto innescato per egemonie territoriali sta generando da tempo ondate di spostamenti forzati di persone che né per terra né per mare riescono a trovare un approdo per scampare alla morte certa causata dai bombardamenti. Le tragiche immagini di respingimento di un gommone in mare sono solo l’ultima parte di una lunga serie di accadimenti che vedono altri morti in mare e nel campo profughi di Moria sull’isola di Lesbo per annegamento e denso sovraffollamento”, ha aggiunto p. Lazzarato. Gli Scalabriniani chiedono che l’Europa istituisca al più presto quanto è “necessario per far fronte a questa emergenza per salvare vite umane in mare e in terra, chiuda gli accordi ricattatori con la Turchia e riporti in sede ONU la vicenda della Siria”. “Nello spirito delle beatitudini evangeliche siamo convinti che Dio darà il primo posto a quanti stanno subendo queste ingiustizie; purtroppo su questa terra gli stiamo rubando anche l’ultimo”, ha concluso p. Lazzarato.      

Vescovi svizzeri: bene impegno della Svizzera ad accogliere minori non accompagnati dalla Grecia

5 Marzo 2020 - Ginevra - I vescovi della Svizzera si impegnano a sostenere un progetto della Chiesa cattolica armena in Grecia, finalizzato ad accompagnare gli adolescenti e i giovani adulti tra i 18 e i 30 anni, procurando loro alloggio, cibo e vestiti. Il progetto, che è in corso già da tre anni, grazie all’aiuto della Chiesa cattolica svizzera, potrà essere protratto per un altro anno. Lo si legge nel comunicato finale dei lavori dell’Assemblea della Conferenza Episcopale svizzera che si è conclusa ieri a Ginevra. I vescovi approvano – spiegano - tutti gli sforzi che la Federazione sta facendo a favore dei profughi in Grecia e soprattutto sostengono l’impegno della Svizzera ad aprire corridoi umani per accogliere minori non accompagnati. I presuli elvetici esprimono “profonda preoccupazione” per la situazione dei rifugiati alle frontiere Sud dell’Europa in particolare in Grecia. Prendono però anche atto dell’impegno della Svizzera – promosse da Mario Gattiker, segretario di Stato alle migrazioni, di ritorno da una recente visita ad Atene – di essere “pronta ad accogliere un certo numero di minori non accompagnati e ci ha legami familiari in Svizzera”. Nel comunicato i vescovi dicono di seguire con “profonda preoccupazione” la situazione dei rifugiati alle frontiere Sud dell’Europa in particolare in Grecia. Prendono però anche atto dell’impegno della Svizzera – promosse da Mario Gattiker, segretario di Stato alle migrazioni, di ritorno da una recente visita ad Atene – di essere “pronta ad accogliere un certo numero di minori non accompagnati e ci ha legami familiari in Svizzera”.  

Bologna: otto gli africani anglofoni che saranno battezzati

5 Marzo 2020 - Bologna - Dei 25 adulti che nella diocesi di Bologna hanno chiesto di essere ammessi al battesimo per diventare cattolici, 8 sono stati presentati dalla comunità degli africani anglofoni e sono tutti di origine nigeriana. Quella anglofona è una delle 13 comunità costituite nella diocesi bolognese per sostenere il cammino di fede dei migranti e ha sede presso la Chiesa del Cuore Immacolato di Maria, dove ogni domenica partecipano alla messa festiva in tarda mattinata, guidata da don Alphonse Amundala. Una delle più grandi insidie spirituali per gli immigrati africani, ma non solo, è quella delle sétte di matrice pentecostale, che offrono loro un forte senso di appartenenza e sostegno economico. “La nostra è una comunità missionaria”, dice don Alphonse. “Molti di loro vengono da Nigeria, Camerun, Ghana, ma sono qui da più di dieci anni. È una comunità piccola di numero, ma sono molto fedeli alla  loro fede, nonostante le tribolazioni che vengono loro da più parti, perché ci sono qui comunità evangelicali (sétte) che offrono anche aiuti materiali, ma loro non vogliono rinnegare la loro fede”. Molto spesso gli immigrati vengono associati ai loro problemi economici e materiali che in effetti costituiscono per molti un problema, ma raramente, anche nei nostri ambienti ecclesiali, viene riconosciuto e compreso il loro profondo bisogno spirituale: in questo senso gli otto catecumeni nigeriani, che non cedono alle lusinghe delle sétte, danno a tutti una importante testimonianza di fede. “Se guardi a come vivono”, dice ancora don Alphonse, “ti accorgi che vivono nella precarietà, ma nonostante tutto, ci tengono molto alla loro fede cattolica. Hanno problemi, hanno figli, qualcuno ha perso il lavoro, ma non cedono alle proposte degli evangelicali”. “La tua grazia, dice il salmo, vale più della vita”. A fianco degli immigrati, così come degli italiani all’estero, è compito di Migrantes di sostenere la vita spirituale e l’integrazione ecclesiale dei migranti. Quell’Italia e quell’Europa che nei secoli passati hanno tanto contribuito alla evangelizzazione dell’Africa, oggi rischiano di diventare per molti africani il luogo dove si perde il contatto con la vita ecclesiale. “La Chiesa di Bologna”, sottolinea don Alphonse, “è una chiesa madre che ha generato molte chiese in Africa e oggi vedere questi figli che vengono qui e tengono fede alla loro identità cattolica è una bellezza e questa loro fedeltà mi incoraggia ancor di più nel ministero”. (A.C.)  

Papa Francesco: messaggio GMG 2020, “i fallimenti sono un bene, se fanno crollare gli idoli”

5 Marzo 2020 -

Città del Vaticano -  “Guardo con occhi attenti, oppure come quando sfoglio velocemente le migliaia di foto nel mio cellulare o i profili social? Quante volte oggi ci capita di essere testimoni oculari di tanti eventi, senza però mai viverli in presa diretta!”. Lo scrive Papa Francesco nel messaggio per la Giornata Mondiale della Gioventù 2020, che si celebra a livello diocesano in tutto il mondo il prossimo 5 aprile, Domenica delle Palme, sul tema: “Giovane, dico a te, alzati!” (cfr Lc 7,14), brano che racconta come Gesù, entrando nella cittadina di Nain, in Galilea, s’imbatte in un corteo funebre che accompagna alla sepoltura un giovane, figlio unico di una madre vedova, che poi resusciterà. “A volte la nostra prima reazione è di riprendere la scena col telefonino, magari tralasciando di guardare negli occhi le persone coinvolte”, osserva il Pontefice. La sua attenzione è per “tante situazioni negative” vissute dai giovani. Da una parte, chi si gioca tutto nell’oggi, mettendo in pericolo la propria vita con esperienze estreme, dall’altra  giovani che invece sono “morti” perché “hanno perso la speranza”. “Purtroppo anche tra i giovani si diffonde la depressione, che in alcuni casi può portare persino alla tentazione di togliersi la vita”. Un riferimento alle “situazioni in cui regna l’apatia, in cui ci si perde nell’abisso delle angosce e dei rimorsi”. “Quanti giovani piangono senza che nessuno ascolti il grido della loro anima! Intorno a loro tante volte sguardi distratti, indifferenti, di chi magari si gode le proprie happy hour tenendosi a distanza”. E, ancora, chi “vivacchia nella superficialità, credendosi vivo mentre dentro è morto”. “Ci si può ritrovare a vent’anni a trascinare una vita verso il basso, non all’altezza della propria dignità”. Da Francesco l’allarme per “un diffuso narcisismo digitale, che influenza sia giovani che adulti”. “Alcuni di loro forse hanno respirato intorno a sé il materialismo di chi pensa soltanto a fare soldi e sistemarsi, quasi fossero gli unici scopi della vita. A lungo andare comparirà inevitabilmente un sordo malessere, un’apatia, una noia di vivere, via via sempre più angosciante”. Quindi, l’attenzione ai “ai fallimenti personali”: “La fine di un ‘sogno’ può far sentire morti. Ma – avverte il Papa – i fallimenti fanno parte della vita di ogni essere umano, e a volte possono anche rivelarsi una grazia”, perché “spesso qualcosa che pensavamo ci desse felicità si rivela un’illusione, un idolo”. “Gli idoli pretendono tutto da noi rendendoci schiavi, ma non danno niente in cambio. E alla fine franano, lasciando solo polvere e fumo. In questo senso i fallimenti, se fanno crollare gli idoli, sono un bene, anche se ci fanno soffrire”.

 

Lecce: rinviata la presentazione de “I nuovi salentini”

5 Marzo 2020 -

Lecce - Prendendo atto delle nuove disposizioni ministeriali per arginare la diffusione del Covid-19, la presentazione del "I nuovi salentini. Storie di chi è arrivato nel Tacco d'Italia", il nuovo libro della giornalista Giorgia Salicandro edito da Tau Editrice nella collana Testimonianze e esperienze delle migrazioni a cura della Fondazione Migrantes, prevista per domani, venerdì 6 marzo alle ore 18.30 al museo Sigismondo Castromediano di Lecce) è stata rinviata.

Lontano dalle narrazioni aberranti di un’Italia flagellata da presunte emergenze e “invasioni”, emancipato da un’immagine bidimensionale di mera meta vacanziera, il Salento raccontato in queste pagine attraverso più di cinquanta storie è una comune provincia italiana, in cui salentini di nascita e d’adozione si affiancano senza alcun clamore nel loro vivere quotidiano, si legge in una nota. La prefazione del libro è firmata da Leonardo Palmisano, analista sociale e scrittore, autore di numerose inchieste sui lavoratori migranti in Italia e la postfazione da Igiaba Scego, scrittrice “di origini somale, italiana per vocazione” come lei stessa ama definirsi. Alla presentazione di domani erano previsti, dopo i saluti dell’assessore all’Industria turistica e culturale della Regione Puglia Loredana Capone e, fra gli altri, l’intervento introduttivo del direttore generale della Fondazione Migrantes, don Gianni De Robertis e spazio alle voci del libro con gli interventi di alcuni tra i protagonisti: l’imam di Lecce Saifeddine Maaroufi, Sarah Scott, portavoce del gruppo “Salento interculturale”, Florence Torres, promotrice del fair trade, Somieh Murigu, musicista​

 

Vangelo migrante: il commento alla II domenica di Quaresima (Mt 17, 1-9).

5 Marzo 2020 - Roma - Se l’inganno della tentazione è il boccone attraverso il quale il maligno opera la distruzione e l'annientamento di Quelli che Dio ama, la Trasfigurazione è la gloria, il peso specifico che Dio dà ai Suoi amati, ad iniziare dal Figlio che finirà per farsi cibo nella Pasqua verso la quale siamo in cammino. E questo è il cammino della Gloria: si sale, si vede, si discende. L'ascesa al Tabor è condizione necessaria per vedere altro, per vedere diversamente quel reale che percepiamo con confusione, a causa dell'inganno e dell'idolatria. La vista della Gloria non è tras-formazione di qualcosa in qualcos'altro ma è tras-figurazione, ossia la stessa cosa vista nel suo senso autentico e profondo: oltre la figura, oltre la forma. A cambiare sono gli occhi di un essere umano semplice e non acculturato come Pietro, al quale quella rivelazione risulta accessibile e bella fino a fargli esclamare: "... restiamo qui!" E c'è anche la discesa, perché Dio non è mai autoreferenziale, anche se a volte fa comodo fissarlo in un quadro dottrinale. Il rientro al reale, non di rado esposto alle insidie di questo mondo, è il luogo dove Egli trasfigura e mette ordine ai nostri desideri, ai nostri progetti e ai nostri bisogni. È dura, ma la discesa questa domenica è in mezzo alla fastidiosa polvere del campo di Moria o tra le forcate e gli spari della Guardia Costiera nei respingimenti di profughi dinanzi all'isola greca di Kos al largo di Bodrum. Più che mai avvertiamo il bisogno di una trasfigurazione per collaborare al Suo progetto di salvezza. (p. Gaetano Saracino)  

Coronavirus: la posizione della CEI

5 Marzo 2020 - Roma - È in vigore un nuovo decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri, finalizzato a definire in modo unitario il quadro degli interventi per arginare il rischio del contagio del “coronavirus” (COVID-19) ed evitare il sovraccarico del sistema sanitario. Il testo conferma le misure restrittive emanate lo scorso 1 marzo – e destinate a restare in vigore fino a domenica 8 marzo inclusa – con le quali in tre regioni (Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna) e in alcune province (Savona, Pesaro e Urbino) sono state stabilite limitazioni anche per i luoghi di culto, la cui apertura richiede l’adozione di misure tali da evitare assembramenti di persone. Alla luce del confronto con il Governo, in queste realtà la CEI chiede che, durante la settimana, non ci sia la celebrazione delle Sante Messe. Il nuovo decreto, inoltre, stabilisce – per l’intero territorio nazionale, fino al 3 aprile – la “sospensione delle manifestazioni, degli eventi e degli spettacoli di qualsiasi natura, ivi inclusi quelli cinematografici e teatrali, svolti in ogni luogo, sia pubblico sia privato, che comportano affollamento di persone tale da non consentire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro” (DPCM, art. 1, b). Tra le misure di prevenzione, si evidenzia, in particolare, l’“espressa raccomandazione a tutte le persone anziane o affette da patologie croniche o con multimorbilità ovvero con stati di immunodepressione congenita o acquisita, di evitare di uscire dalla propria abitazione o dimora fuori dai casi di stretta necessità e di evitare comunque luoghi affollati nei quali non sia possibile mantenere la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro” (DPCM, art. 2, b). Nelle aree non a rischio, assicurando il rispetto di tali indicazioni in tutte le attività pastorali e formative, la CEI ribadisce la possibilità di celebrare la Santa Messa, come di promuovere gli appuntamenti di preghiera che caratterizzano il tempo della Quaresima. Le misure adottate – si legge in una nota diffusa questa mattina - mettono “in crisi le abituali dinamiche relazionali e sociali”. La Chiesa che è in Italia “condivide questa situazione di disagio e sofferenza del Paese e assume in maniera corresponsabile iniziative con cui contenere il diffondersi del virus. Attraverso i suoi sacerdoti e laici impegnati continua a tessere con fede, passione e pazienza il tessuto delle comunità. Assicura la vicinanza della preghiera a quanti sono colpiti e ai loro familiari; agli anziani, esposti più di altri alla solitudine; ai medici, agli infermieri e agli operatori sanitari, al loro prezioso ed edificante servizio; a quanti sono preoccupati per le pesanti conseguenze di questa crisi sul piano lavorativo ed economico; a chi ha responsabilità scientifiche e politiche di tutela della salute pubblica”.

“I nuovi salentini”: domani la presentazione di un volume a Lecce

5 Marzo 2020 - Lecce – Domani, venerdì 6 marzo,  alle ore 18.30 il Museo Sigismondo Castromediano di Lecce ospiterà la presentazione del volume “I nuovi salentini. Storie di chi è arrivato nel Tacco d’Italia”, il nuovo libro della giornalista Giorgia Salicandro edito da Tau Editrice nella collana Testimonianze e esperienze delle migrazioni a cura della Fondazione Migrantes. Lontano dalle narrazioni aberranti di un’Italia flagellata da presunte emergenze e “invasioni”, emancipato da un’immagine bidimensionale di mera meta vacanziera, il Salento raccontato in queste pagine attraverso più di cinquanta storie è una comune provincia italiana, in cui salentini di nascita e d’adozione si affiancano senza alcun clamore nel loro vivere quotidiano, si legge in una nota. La prefazione del libro è firmata da Leonardo Palmisano, analista sociale e scrittore, autore di numerose inchieste sui lavoratori migranti in Italia e la postfazione da Igiaba Scego, scrittrice “di origini somale, italiana per vocazione” come lei stessa ama definirsi. Dopo Torno quando voglio. Storie di salentini all’estero, oggi (2016) Giorgia Salicandro torna ad approfondire le storie di chi si mette in viaggio, questa volta dalla prospettiva, uguale e contraria, di coloro che arrivano da fuori. Saranno loro stessi, venerdì 6 marzo, i protagonisti della presentazione pensato come una “Festa de I nuovi salentini”, un’occasione di incontro che riunisce chef e artisti, commercianti e docenti, ex studenti Erasmus e tanti altri che hanno trovato nel Salento una nuova casa per necessità o per scelta. Dopo i saluti dell’assessore all’Industria turistica e culturale della Regione Puglia Loredana Capone e l’intervento introduttivo del Direttore generale della Fondazione Migrantes, don Giovanni De Robertis, dialogherà con l’autrice il Direttore del Polo Bibliomuseale di Lecce Luigi De Luca. Quindi spazio alle voci del libro con gli interventi di alcuni tra i protagonisti: l’imam di Lecce Saifeddine Maaroufi, Sarah Scott, portavoce del gruppo “Salento interculturale”, Florence Torres, promotrice del fair trade, Somieh Murigu, musicista.    

Il calcio in campo in Giordania per i rifugiati siriani

4 Marzo 2020 -
Roma - Cooperazione, calciatori e ONG in campo in Giordania per un'iniziativa a sostegno dei rifugiati siriani e della comunità che li ospita. Si tratta delle prime attività congiunte che fanno seguito al protocollo d'intesa tra il Maeci/Dgcs, l'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo e 'Associazione Italiana Calciatori firmato nei giorni scorsi  presso la Farnesina per promuovere i valori e i principi dello sport, e del calcio in particolare, nelle iniziative finanziate dalla Cooperazione Italiana. Simone Perrotta e Damiano Tommasi hanno partecipato allo stadio di Aqaba al lancio del programma Youth-Led Football che coinvolge l'Ambasciata d'Italia in Giordania, l'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, l'Associazione italiana calciatori e l'Ong Avsi. Scopo del progetto è promuovere l'inclusione e il benessere psicofisico di minori e adulti di questa difficile realtà. ‘’Lo sport rappresenta uno strumento davvero efficace di promozione sociale e educativa’’, ha sottolineato l’Ambasciatore d’Italia in Giordania, Fabio Cassese, a margine dell’evento.

‘’La presenza all’iniziativa di due campioni come Damiano Tommasi e Simone Perrotta – ha aggiunto l’Ambasciatore – testimonia un modello positivi di etica ed impegno civile nello sport, in grado di promuovere una cultura di inclusione, sviluppo e pace’’. Da parte sua Damiano Tommasi, presidente dell’Aic ha sottolineato: "Questo progetto è molto importante perché ci permette di utilizzare lo sport come momento di crescita per tutti noi, adulti e bambini, e soprattutto come strumento che abbatte le barriere".

Giampaolo Silvestri, segretario generale dell'Avsi, ha aggiunto: "in questa regione c'è la possibilità di aiutare sia siriani che la popolazione giordana per uscire dalla morsa della povertà. Le attività che oggi lanciamo ne sono un esempio".

Avsi sta realizzando, infatti, nel paese il progetto “Safe”, con il sostegno della Cooperazione italiana, a tutela delle persone particolarmente vulnerabili. I suoi progetti hanno incrociato quelli dell'Aic che organizza attività sportive in contesti di difficoltà. Il percorso sportivo proposto, anche grazie alla formazione di tecnici del posto, rappresenta non solo un momento di gioco, ma anche di crescita e di apprendimento che consentirà ai ragazzi coinvolti di acquisire competenze utili per il loro futuro.

CEI: “Non ci rassegniamo a isolamento. Grazie a eroismo dei medici”

4 Marzo 2020 - Roma - “Il virus divide, allontana, ci porta ad isolarci. Accettiamolo come provocazione e richiamo perché troppe volte la nostra vita quotidiana si rassegna alle divisioni, alle rotture nelle relazioni e nei rapporti. E appartenere alla Chiesa dice proprio il contrario rispetto all’isolamento”. Lo afferma il Sottosegretario della CEI, don Ivan Maffeis, in un’intervista a Tv2000 trasmessa durante la diretta dello speciale ‘Buonasera dottore’ sull’emergenza coronavirus in onda stasera (mercoledì 4 marzo) ore 21.05. “Noi ci riconosciamo – aggiunge don Maffeis nell’anticipazione diffusa da Tv2000 - siamo le persone che abbiamo incontrato, siamo coloro che hanno disegnato il nostro sguardo sulle cose e sulla vita. L’essere credente e appartenere alla Chiesa è una grazia proprio perché ci permette di avere questo bagaglio, questa tradizione viva nel nostro cuore e nella nostra mente”. “Il pensiero in questi giorni –  conclude don Maffeis a Tv2000 - sicuramente va a chi è stato colpito dal virus e ai famigliari ma anche alle tante persone che con generosità, eroismo e nel silenzio si spendono. Penso soprattutto agli infermieri, agli operatori sanitari, ai medici. A chi è in frontiera e in prima linea. A chi non si rassegna a lasciare le persone né in balìa del virus né della paura. A tutte queste persone dobbiamo essere riconoscenti”.