Primo Piano

Il circo Rolando Orfei a Bergamo.

2 Settembre 2021 - Bergamo - A pochi passi dall’aeroporto di Bergamo sosta in questo giorni il Circo Rolando Orfei della famiglia Coda Prin. L’occasione della tappa bergamasca è la festa di Sant’Alessandro, patrono della diocesi e della città di Bergamo. Nelle scuderie si trovano cavalli, cavallini poni, capre girgentane, animali da cortile. Non mancano animali esotici, come lama, zebre, dromedari, un bisonte africano, sei leoni e una elefantessa, gioia e allegria dei bambini e adulti che da domenica 29 agosto, giorno del debutto, partecipano agli spettacoli. Sulla pista del Circo Orfei, si esibiscono: giocolieri, clown, contorsionisti e altri numeri della scuola circense italiana. “Uno spettacolo giovane - afferma Athos Adami- preparato con abilità, pazienza e maestria nei mesi di look down. Siamo certi che la città di Bergamo saprà ricompensare le nostre fatiche ed esserci vicini in questo momento di ripartenza”. Davide, il responsabile delle scuderie è molto attento alla salute di Andra, l’elefantessa da qualche giorno è indisposta. “Io e Andra siamo cresciuti insieme - afferma Davide- e vederla soffrire è una angoscia anche per me. In questi giorni ho passato notti intere accanto a lei. Ora sta meglio, non si esibisce in pista, la lasciamo riposare ancora un po’; anche perché sta seguendo ancora la terapia che il veterinario le ha prescritto”. Sotto lo chapiteau, Francesca Rossetti Busa ricorda i tristi gironi del look down, quando il Circo si trovava in tournée nella città di Rieti. “Il Covid è entrato anche nella mia carovana e si è portato via mio marito –ricorda con tristezza Francesca-. Ho ancora impresso il suo volto quando salendo in autoambulanza ci siamo salutati per l’ultima volta. Non potrò mai ringraziare abbastanza il vescovo di Rieti ( mons. Domenico Pompili, ndr) e suor Luisella, che insieme alla Fondazione Migrantes ci sono sempre stati vicini”. Francesca e Athos ringraziano suor Lucia Mazzoleni, incaricata diocesana Migrantes del settore fieranti e circensi, che tra le carovane è di famiglia. Lo spirito di ripartenza delle famiglie del Circo Rolando Orfei è ottimo, ora si spera che il futuro sia di auspicio per una buona riuscita del loro nuovo spettacolo. (M.D.T.)      

Migrantes e Caritas Benevento: domani giornata di preghiera e digiuno per Haiti e Afghanistan

2 Settembre 2021 - Benevento - Una giornata di preghiera e di digiuno per l'Afghanistan e Haiti. La promuivino per domani gli uffici  Migrantes, Caritas e Pastorale Giovanile della diocesi di Benevento.  Un momento di preghiera comunitario si terrà domani sera a San Bartolomeo alle 20,00. I tre uffici evidenziano che la presidenza della CEI "condivide l’angoscia per la gravissima crisi umanitaria" dell'Afghanistan: "le notizie che giungono sono davvero allarmanti. E come sempre avviene in queste situazioni, a pagare il prezzo più alto sono i più deboli: gli anziani, le donne e i bambini. Da qui l’appello all’Italia e alle Istituzioni europee a fare il possibile per promuovere corridoi sanitari e umanitari", si legge in una nota nella quale si ricorda anche il dramma che sta vivendo Haiti dopo il terremoto del 14 agosto, di magnitudo 7.2, che ha devastato il Paese ed ha già provocato circa 2.200 vittime. Ma potrebbero essere ancora di più, visto che i dispersi sono centinaia. "Le condizioni degli abitanti, già precarie, sono peggiorate dopo l’arrivo della tempesta tropicale Grace, che - si sottolinea - ha rallentato i soccorsi, travolgendo le tende allestite in tutta fretta per chi è rimasto senza casa".Per domani ogni parrocchia può organizzare un’ora di Adorazione Eucaristica meditando le stazioni della Via Crucis ed il Santo Rosario. (R.I.)  

Migrantes Bergamo: Messa al Luna Park in occasione della festa di sant’Alessandro

2 Settembre 2021 - Bergamo - La pista dell’autoscontro del Luna Park della città di Bergamo è diventata una vera cattedrale. Nella mattinata di ieri, mercoledì 1 settembre, il direttore diocesano Migrantes di Bergamo, don Sergio Gamberoni, ha presieduto la S. Messa per le famiglie dei lunaparkisti che sostano in città per la storica fiera di Sant’Alessandro, patrono della diocesi e della “città dei mille”. Prova molta felicità don Sergio nel celebrare l’Eucarestia al Luna Park insieme alle tante famiglie che hanno da sempre un legame strettissimo con Bergamo. “Infatti – afferma - è da generazioni che i lunaparchisti piantano le loro attrazioni per la gioia dei bambini, ma anche degli adulti”. Giorni impegnativi per don Sergio e per suor Lucia Mazzoleni, Orsolina di Gandino, responsabile diocesana del settore fieranti e circensi. Da giorni stanno visitando le carovane per salutare le famiglie e portare la benedizione del Signore. Suor Lucia confida che “…salire sulle carovane e vedere le famiglie che ci attendono per stare insieme con loro è una grande gioia. Rivedo i volti di tanti fratelli con i quali abbiamo vissuto, anche se lontani, i lunghi mesi di lookdown per Covid-19 e con i quali abbiamo mantenuto sempre buoni contatti”. All’Eucaristica hanno concelebrato il parroco di Celedina, la Parrocchia del luogo, don Davide Galbiati, i cappellani etnici e don Mirko Dalla Torre, incaricato Triveneto della pastorale del Circo e del Luna Park, che ha portato il saluto della Fondazione Migrantes e del direttore don Gianni De Robertis.

Mons. Palumbo: “l’altro non lo posso sentire come altro da me, ma parte di me”.

 

2 Settembre 2021 - Vastogirardi - “Siamo esortati in questa giornata del creato a riflettere sulla transizione ecologica e raccogliendo l’invito di San Paolo nella lettera ai Romani ‘camminare nella vita nuova dello spirito’ noi fondiamo tutto sulla Resurrezione del Signore, rafforziamo la nostra fede nella Resurrezione del Signore”. Lo ha detto ieri il vescovo  di Trivento, mons. Claudio Palumbo, per la 16° Giornata per la custodia del creato che si è svolta in diocesi nella Riserva Naturale di Montedimezzo, nel Comune di Vastogirardi (Is). Una Riserva MAB (Man and Biosphere), immersa tra i boschi dell’Alto Molise che l’Unesco dal 1977 ha inserito in un programma scientifico sull’uomo e la biosfera. Il presule  ha sottolineato che “rafforzando questa nostra fede in Gesù risorto alimentiamo in noi la speranza e abbiamo quella luce necessaria per poter capire bene di quale transizione debba trattarsi”. Per mons. Palumbo  questo passaggio (transizione) ci deve traghettare da quella mentalità fatta di “esclusivismo e consumismo” ad una visione “dove tutti ci riscopriamo fratelli”. “In questo senso - continua - quando il Santo Padre parla di una ecologia integrale della Laudato sì, dove per integralità al centro c’è la persona umana è chiaro che i problemi dei fratelli, come esseri umani, come chi è in Afghanistan, ad Haiti o sono in altre parti del mondo”. Pensando a quante altre criticità ci sono nel mondo ma non vengono raccontate perché dice “poi l’informazione ci dirotta soltanto solo su alcuni aspetti, su alcuni luoghi, su alcuni drammi” ma ribadisce “ecco io in questa dimensione inclusiva, l’altro non lo posso sentire come altro da me, ma lo devo sentire come parte di me”. Ognuno non deve pensare solo a se stesso ma al bene di tutti “ … e con il mio peccato – conclude - sia esso piccolo sia esso grande, io alimento il potenziale distruttivo di negatività che è male e fa male, in questo senso c’è una mia responsabilità al male altrui, invece devo lavorare per una responsabilità al bene di tutti”. Nella Resurrezione di Cristo ci viene la fede “ed è lì che noi vediamo effettivamente la fioritura, la pienezza ecco dell’essere umano e di ogni cosa”.

Migrantes Torino: al via il Festival dell’accoglienza

2 Settembre 2021 - Migrantes Torino: al via il festival per raccontare l’accoglienza   Torino - Due mesi e quaranta appuntamenti per centrare l’attenzione sull’accoglienza: è l’obiettivo del festival «E mi avete accolto» organizzato dall’Ufficio Pastorale Migranti (Migrantes) della diocesi di Torino. Un ricco calendario di incontri, proiezioni di film, laboratori, conferenze e momenti di spiritualità che si terranno a Torino tra settembre e ottobre. «Sarà un festival per guardare al fenomeno della mobilità umana dalla prospettiva di un’accoglienza possibile: ostacolata, complessa, che richiede coraggio, ma possibile», commenta Marco Lauffa, educatore dell’Ufficio Pastorale Migranti presentando l’iniziativa che prenderà il via in questo mese: «vogliamo dare spazio a storie positive, ad esperienze di integrazione, esperienze in cui la città ha saputo dimostrarsi realmente capace di accogliere. Queste storie esistono. Non fanno rumore, sono forse come piccole isole in un mare di ingiustizie, discriminazioni, corto- circuiti burocratici, ostacoli d’ogni genere, ma esistono». Per raccontare l’accoglienza e promuoverla, l’Ufficio Pastorale Migranti ha riunito in un solo calendario appuntamenti che abbracciano e raccolgono la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato del 26 settembre, la Giornata della Memoria e dell’Accoglienza del 3 ottobre e la Giornata Missionaria Mondiale del 24 ottobre. La rosa degli appuntamenti si susseguirà secondo varie linee, come ripercorre Walter Vergnano, volontario dell’Upm tra gli organizzatori del Festival: «I momenti di fede saranno occasione per conoscere le cappellanie etniche, per pregare per le vittime delle migrazioni, vivere la missione dell’accoglienza e la profezia di una fratellanza universale grazie alla collaborazione della Facoltà Teologica e dell'Ufficio Missionario diocesano. Presentazioni di libri potranno disvelare gli inganni, raccontare la bellezza, nutrire la speranza, orientare il cammino». Le «NarrAzioni di ordinaria accoglienza» metteranno invece al centro esperienze positive di integrazione, mentre il cinema all’aperto proietterà storie di inclusione accessibili a tutti. «‘E mi avete accolto’ sarà l’occasione per soffermarsi sul termine stesso dell’accoglienza», evidenzia Sergio Durando, direttore Migrantes: «rifletteremo su una parola che rischia di diventare lei stessa il paravento di dinamiche relazionali e sociali che si allontanano dal suo vero significato». Il primo appuntamento del festival sarà domenica 5 settembre con la prima puntata della serie «Cappellanie a porte aperte» con cui le comunità etniche della città si racconteranno nella celebrazione domenicale. Ad aprire sarà la comunità rumena nella chiesa Madonna del Carmine in via del Carmine 3 alle 11. A seguire il successivo appuntamento, il 7 settembre, sarà la proiezione di «Qualcosa di meraviglioso», film di Pierre-Francois Martin-Laval presso il giardino dell’Upm in via Cottolengo  22 alle 20.30: la storia di un piccolo talento degli scacchi costretto a fuggire dal Bangladesh a Parigi. Il 10 settembre invece si potrà partecipare alla lettura del messaggio del Papa per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato 2021 accompagnata dalla kora, strumento a corde della tradizione africana: l’appuntamento è alle 18 nei locali dell’Upm in via Cottolengo 22. Il programma dettagliato del festival è disponibile sul sito www.migrantitorino.it, per tutti gli appuntamenti è necessaria la prenotazione. Per informazioni: mail prenotazioni@upmtorino.it. (Simone Garbero - VT)    

Migrantes: ha festeggiato 70 anni di sacerdozio mons. Ridolfi

2 Settembre 2021 - Cesena - Ha celebrato i suoi primi 70 anni di sacerdozio mons. Silvano Ridolfi, per anni impegnato nella pastorale con i migranti ed in particolare con gli emigrati italiani in Germania. Lo scorso 12 agosto, nel cortile della parrocchia di San Giacomo a Cesenatico si è tenuta una solenne celebrazione eucaristica. All’altare il vescovo di Cesena-Sarsina, mons. Douglas Regattieri e mons. Gian Carlo Perego, arcivescovo di Ferrara-Comacchio e presifdente della Fondazione Migrantes. Nell’occasione è stato letto un «breve e grato saluto» da parte dei parrocchiani a «don Silvano, che ha retto questa parrocchia di San Giacomo dal 1990 al 2006». A don Silvano l’Amministrazione comunale di Cesenatico ha conferito, negli anni scorsi, la cittadinanza onoraria. "Oggi nel celebrare il prestigioso e raro traguardo del 70esimo di sacerdozio, siamo grati alla Provvidenza che ce lo ha lasciato ancora attivo e utile alla comunità cristiana. Col cuore pieno di gioia gli diciamo il nostro affettuoso grazie».

Tutelare la stampa per servire la verità

2 Settembre 2021 - Roma - Ai bordi della cronaca ci sono tracce di umanità. La certezza si fonda nei tanti orizzonti aperti da gesti, sguardi e parole che comunicano speranza. Dinanzi alla recrudescenza di odio che sta pervadendo il contesto internazionale, ci sono strade di solidarietà che continuano a essere percorse da tanti samaritani che non volgono lo sguardo altrove. È una testimonianza di vita che interessa anche il mondo della comunicazione. Lo ha ricordato efficacemente la Presidenza della Cei esprimendo vicinanza a tutti i giornalisti minacciati e sotto scorta, soggetti a intimidazioni e attacchi anche sui social. Chissà cosa direbbe oggi Ed Hutcheson (Humphrey Bogart) alla fine del film L’ultima minaccia (1952). Quella famosa formula “È la stampa, bellezza! E tu non puoi farci niente! Niente!”, forse, diventerebbe un invito a prendere coscienza delle tante contraddizioni di questo tempo: facciamo qualcosa perché la stampa sia tutelata per servire la verità. (Vincenzo Corrado)

Massa Carrara: Migrantes e Caritas ospitano una famiglia afghana di 8 persone

1 Settembre 2021 - Massa Carrara- In queste settimane abbiamo tutti seguito le drammatiche vicende e l'evoloversi della situazione in Afghanistan. L'evacuazione dei civile, oltre che dei nostri militari, ha portato in Italia un grosso contingente di intere famiglie, che non hanno avuto altra scelta che abbandonare il loro paese. "Casa Betania", braccio operativo degli uffici Migrantes e Caritas della diocesi di Massa Carrara-Pontremoli - già coinvolta nell'accoglienza dei richiedenti asilo - ha dato immediatamente la propria disponibilità ad aiutare queste famiglie e ad ospitarle in appartamenti e piccole strutture, capaci di garantire privacy e unità familiare, dice la direttrice dell'Ufficio Migrantes, Ivonne Tonarelli. La prima famiglia, arrivata l'altra notte, risiederà proprio in un appartamento in Centro a Massa Carrara, messo a disposizione da Casa Betania. Si tratta di un nucleo di 8 persone: madre, padre e 6 figli di cui 2 maschi e 4 femmine. Tonarelli chiede a chi volesse attivarsi e farsi promotore di iniziative di solidarietà, di contattare gli uffici d Migrantes e Caritas della diocesi. "Ora più che mai - dice - ritengo che sia necessario rafforzare la rete di solidarietà per favorire l'inserimento sociale di nuclei così ampi".

Genova: accolte nel Seminario arcivescovile 3 famiglie afghane

1 Settembre 2021 - Genova - Sono arrivate a Genova nel tardo pomeriggio di ieri, martedì 31 agosto, 3 famiglie afghane accolte presso il Seminario arcivescovile in accordo con la Prefettura. “Come già annunciato nelle scorse settimane – si legge in una nota della diocesi di Genova -, in tutto si tratta di 20 persone, genitori, bimbi piccoli, nonni, che hanno trovato accoglienza in stanze già attrezzate, grazie alla immediata disponibilità del rettorato del Seminario e tramite l’intervento coordinato da Caritas diocesana, che vede coinvolte la Fondazione Auxilium e la cooperativa sociale Il Melograno”. “Come sappiamo, sono famiglie che hanno dovuto abbandonare improvvisamente il proprio Paese – ricorda mons. Andrea Parodi, vicario per la Carità della diocesi e direttore Caritas diocesana – alle quali manca certamente ogni bene materiale ma a cui, ancora di più, manca ogni riferimento alla propria comunità di appartenenza, alla vita consueta, per quanto difficile la si possa immaginare in una situazione di guerra perenne”. Anche l’Ufficio Migrantes ha dato la propria disponibilità ad accogliere mettendo a disposizione, come dice il direttore dell’Ufficio diocesano, mons. Giacomo Martino, sette posti a Camogli,  nel centro della rete Sai, sigla che sta per Sistema accoglienza integrazione: “È bello che ci sia solidarietà verso questi migranti – ha detto il sacerdote - che dovrebbero trovare ospitalità non nei centri di accoglienza straordinaria ma in percorsi Sai, e ottenere rapidamente lo status di rifugiato. Questo dovrebbe farci aprire gli occhi anche sui migranti economici che arrivano dall’Africa: anche loro fuggono da situazioni difficilissime”. (R.I.)  

Afghanistan: Centro Astalli, l’Europa chiude le porte alla disperazione

1 Settembre 2021 - Roma - Il Consiglio Affari Interni dell’UE dedicato alla crisi in Afghanistan si conclude come “l’ennesima occasione mancata di dare priorità a dignità e diritti, di scegliere la via della solidarietà nei confronti di chi scappa da guerra e persecuzione”. E’ il commento del Centro Astalli che con p. Camillo Ripamonti, sottolinea che “in un tragico gioco degli specchi cui siamo costretti ad assistere da anni, l’Europa si continua a definire in pericolo, sotto attacco e in situazione di perenne emergenza, ritenendo di dover proteggere se stessa da uomini e donne disperati in fuga da guerre e crisi umanitarie“. Il Centro Astalli spinto dagli esiti “deludenti” del meeting europeo di ieri non cessa di chiedere “la fine di accordi di esternalizzazione, proposti anche per gestire la crisi afgana: il fallimento degli ultimi anni, il costo in termini di vite umane e la condizione di ricattabilità in cui ci si va a porre li rendono da ogni punto di vista inadeguati e deprecabili”, “l’apertura di vie di ingresso legali per i richiedenti protezione internazionale dall’Afghanistan e dalle aree di crisi del Mediterraneo”; “programmi di accoglienza e integrazione per quote significative di rifugiati da gestire con meccanismi di corresponsabilità e ripartizione tra tutti gli Stati UE”; “un cambio radicale in politica estera che consenta di mettere al centro la pace e la sicurezza da perseguire con tutti gli strumenti della diplomazia e del dialogo”.

Papa Francesco: in Afghanistan “situazione difficile”

1 Settembre 2021 - Città del Vaticano - “Una situazione difficile”. Così Papa Francesco in una intervista concessa a Radio Cope, l’emittente della Conferenza episcopale spagnola, definisce la crisi in Afghanistan. Riguardo all’impegno della Santa Sede, “sono sicuro che sta aiutando o almeno offrendo aiuto”, dice il Pontefice il card. Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, “il miglior diplomatico che abbia mai incontrato”. Per il Papa, la questione più urgente in Afghanistan è “come rinunciare, come negoziare una via d’uscita”.  

Ancora un naufragio alle Canarie: decine di vittime e di scomparsi

1 Settembre 2021 -

Madrid - Il gommone è stato localizzato alle tre di ieri mattina a circa 18 chilometri al largo del Faro de la Entallada, a Forteventura con il suo carico di disperazione e di morte. Trentun superstiti, 15 donne e 16 uomini, sono stati soccorsi e trasportati dalla Guardia costiera al molo del Porto del Rosario, nell’isola di Fuerteventura. Il corpo senza vita di un giovane è stato subito individuato in alto mare e portato via su un elicottero assieme a un’altra persona in crisi ipotermica, che però non ce l’ha fatta ed è morta prima di arrivare in ospedale. Provenienti dall’Africa subsahariana, i migranti si erano imbarcati sul precario gommone a Tan-Tan, al sud del Marocco, cercando di raggiungere l’arcipelago. E almeno una ventina di persone mancherebbe all’appello, secondo le testimonianze di alcuni dei sopravvissuti. «Assicurano che sull’imbarcazione viaggiavano sessanta persone», confermano fonti della prefettura. Altri hanno raccontato ai sanitari che le vittime durante la traversata, fra le quali ci sarebbero due bambini, sarebbero un numero inferiore. E che i loro cadaveri sono stati lanciati in mare dopo la morte. Caminando Fronteras, la Ong che vigila le chiamate di Sos dei migranti e dei familiari dei “desaparecidos” in mare, attribuisce la contraddizione sul numero di dispersi al fatto erano due gli Zodiac salpati dalla costa di Tan-Tan. «Abbiamo ricevuto due allerte per due gommoni, uno con 59 persone a bordo, l’altro con 42, partiti nello stesso giorno, venerdì, dallo stesso luogo», ha spiegato ad Avvenire la portavoce Siham Korriche. «Abbiamo verificato con i familiari che quella soccorsa a Forteventura è la seconda imbarcazione, c’erano 42 migranti a bordo. Mancano in dieci». Significa anche che altre 59 persone ancora vagano perdute nell’Atlantico. Quella di ieri è la seconda strage di migranti in 72 ore sulla letale rotta fra l’Africa occidentale e l’arcipelago, dopo la tragedia nel fine settimana in cui hanno perduto la vita 29 persone, delle quali 7 erano bambini, dopo 12 giorni di agonia alla deriva. La settimana scorsa, altri undici migranti sono stati dati per dispersi dopo il salvataggio di un altro barcone, che trasportava una quarantina di persone sulla stessa rotta della morte. Dietro le cifre e il rosario di morti ormai quotidiane, la tragedia umanitaria senza fine. Vite e storie di intere famiglie che sarebbero semplicemente cancellate, ingoiate dal mare, se non fosse per chi si impegna a lasciarne costanza. Come Caminando Fronteras, anche la Cruz Roja ha avviato un progetto pilota per aiutare i familiari dei “desaparecidos” nei viaggi dalle coste africane alle Canarie a localizzare i propri cari. «L’obiettivo è dare sostegno alle famiglie separate o i cui contatti si sono visti interrotti dal dramma umanitario», segnala Carlos Ocana, responsabile dell’iniziativa pilota. Con gli aiuti del governo spagnolo, il programma per gli scomparsi nei conflitti, sarà allargato ai migranti, i tanti ingoiati dall’Atlantico, ai quali è stato negato anche il diritto a una sepoltura. (Paola Del Vecchio - Avvenire)

Papa Francesco: “preghiamo e operiamo per la casa comune, in questi tempi di grave crisi planetaria”

1 Settembre 2021 - Città del Vaticano - "Insieme con i fratelli e le sorelle delle diverse confessioni cristiane preghiamo e operiamo per la casa comune, in questi tempi di grave crisi planetaria". Papa Francesco ha concluso con questo invito l'udienza generale di oggi svoltasi nell'Aula Paolo VI in Vaticano. “Oggi si celebra la Giornata mondiale per la custodia del creato", ha ricordato il Papa:  "è l’inizio del tempo del creato, che si compirà il 4 ottobre, festa di San Francesco d’Assisi". "Insieme con l’arcivescovo di Canterbury, Justin Welby, abbiamo preparato un messaggio che uscirà nei prossimi giorni", ha poi aggiunto papa Francesco: "Insieme  con i fratelli e le sorelle delle diverse confessioni cristiane preghiamo e operiamo per la casa comune, in questi tempi di grave crisi planetaria".  

Lesbo: finita la missione estiva di Sant’Egidio

1 Settembre 2021 - Roma - Si è conclusa la missione estiva della Comunità di Sant’Egidio con i profughi dell’isola greca di Lesbo. Non finiscono però il sostegno e la vicinanza ai migranti che restano sull’isola e che vedranno nuove missioni di Sant’Egidio nei prossimi mesi. La Comunità ha trascorso alcune giornate insieme a tutti i circa 200 minori non accompagnati che vivono in 7 case famiglia sull’isola di Lesbo. Sono giovani dai 12 ai 17 anni provenienti da Afghanistan, Somalia, Siria, Iraq, Congo e Guinea Conakry. Hanno percorso da soli il pericoloso viaggio verso l’Europa e oggi sognano un futuro migliore nel continente. Nelle gite, nei pranzi insieme alla tenda dell’amicizia, i ragazzi confidavano i loro sogni, non tanto diversi dai loro coetanei nati in Europa: chi vuole fare il calciatore, chi l’ingegnere. Molti hanno raccontato l’angoscia dei respingimenti in mare, l’apprensione per i genitori e fratelli lontani e spesso in pericolo nei paesi d’origine. La Scuola della pace, uno spazio per i giochi, i colori e l’alfabetizzazione, si è conclusa con una festa dopo un’estate di attività.  

“Presenza italiana in Perù”, una mostra di acquerelli

31 Agosto 2021 - Lima - L’Ambasciata d’Italia e l’Istituto Italiano di Cultura a Lima, in Perù, hanno organizzato una mostra di acquerelli dal titolo “Presenza italiana in Perù”. Dieci edifici rappresentativi della presenza italiana nel paese sudamericano sono protagonisti dell’evento culturale, allestito al Parque Tamayo, a San Isidro. Un’iniziativa realizzata, in collaborazione con la Municipalidad de San Isidro, in occasione del Bicentenario dell’Indipendenza del Perù. L'autore delle opere esposte è l'artista italo-peruviano José Luis Vértiz, che ha vissuto oltre 20 anni a Roma ed attualmente risiede in Perù. La mostra - inaugurata lo scorso 13 agosto - rimarrà aperta al pubblico fino al prossimo 12 settembre.

Clamor, “intensificare gli sforzi per proteggere i migranti, tanti quelli scomparsi in Messico”

31 Agosto 2021 -
Roma - La rete continentale dell’America Latina e dei Caraibi Clamor, l’organismo ecclesiale che si occupa di migranti rifugiati e vittime di tratta, in un comunicato, ha espresso la sua solidarietà alle vittime delle sparizioni forzate esortando “gli Stati a intensificare gli sforzi per proteggere la popolazione e garantire i suoi diritti”. Clamor ha indicato, in conformità con la Dichiarazione universale, che una sparizione forzata è definita come “un arresto o trasferimento forzato, contro la propria volontà, di persone che sono private della loro libertà da agenti governativi, gruppi organizzati o da singole persone”. “Vogliano attirare l’attenzione sulle sparizioni di migliaia di migranti nel nostro continente. Ci sono tante rotte e diverse forme di emigrazione irregolare -  prosegue la nota della rete Clamor, firmata dal suo presidente, mons. Gustavo Rodríguez Vega, arcivescovo di Yucatán - tutte piene di rischi e, tra queste, la scomparsa e la morte”. A tal fine, “ricordiamo tutti i migranti scomparsi in Messico. Molti sono stati vittime di stragi, altri, forse, sono tra i resti non identificati e molti di più sono quelli di cui non si sa più nulla”. La rete Clamor chiede ai governanti di tutti i Paesi di ricordare alle loro forze armate militari e a tutte le istituzioni di pubblica sicurezza che "il loro dovere è quello di servire e garantire la sicurezza, non di perseguitare, arrestare, far sparire e uccidere i civili”.

Tanzania: l’ambasciatore Lombardi incontra enti della società civile

31 Agosto 2021 - Roma - L'Ambasciatore d'Italia in Tanzania, Marco Lombardi, ha incontro nei giorni scorsi, i rappresentanti delle organizzazioni della società civile e delle opere missionarie italiane operanti nel Paese. Il primo incontro si è svolto con la Presidente de ‘L’Africa Chiama’, Anita Manti, con la quale ha fatto il punto sull’importante attività svolta nella regione Iringa per quanto riguarda il sostegno ai bambini portatori di handicap e alla loro inclusione nelle comunità locali. Lombardi ha tenuto a sottolineare, come l’Italia, in questo settore, sia all’avanguardia a livello mondiale. Successivamente, l’ambasciatore Lombardi ha ricevuto Giovanna De Meneghi, Partnerships and Advocacy Manager del CUAMM, con la quale ha discusso del sostegno da parte dell’Ambasciata alle iniziative svolte dalla stessa organizzazione in Tanzania in campo sanitario con particolare riferimento al contrasto del Covid-19. L’Ambasciatore ha preso parte alle celebrazioni per i 100 anni dell’Ordine dei Cappuccini in Tanzania. Alla presenza dell'arcivescovo di Dar es Salaam, mons. Ruwa’ichi, anch’egli Cappuccino, Lombardi ha tenuto a ringraziare i missionari italiani il cui apporto allo sviluppo della Tanzania è innegabile e perché, grazie al loro straordinario lavoro, contribuiscono a rendere così rispettata l’Italia in questo Paese. Con tutti i suoi interlocutori informa una nota - l’ambasciatore Lombardi ha sottolineato la necessità di un ulteriore rafforzamento della nostra presenza in questo Paese che, con i suoi robusti tassi di sviluppo, un’età media di 18 anni, un livello di scolarizzazione in costante crescita, è in grado di fornire ottime opportunità al Sistema Italia.

Studenti Internazionali: si allunga la lista degli assenti afghani negli atenei

31 Agosto 2021 -

Roma - «Stiamo censendo dove sono i nostri studenti e in che situazione si trovano. Ne avevamo diversi provenienti dalle aree critiche, abbiamo constatato che alcuni si erano spostati o si trovavano già in Italia. Siamo e restiamo a disposizione per sostenere ogni iniziativa di rimpatrio». Quella della Sapienza non è l’unica situazione critica in queste ore: lo sa bene il presidente della Conferenza dei rettori delle università italiane (Crui), Ferruccio Resta, impegnato in un lavoro febbrile di ricostruzione – città per città, ateneo per ateneo – dei percorsi interrotti degli studenti afghani nel nostro Paese. Il periodo estivo e la didattica a distanza non aiutano: molti studenti internazionali non si trovano in Italia anche per via della pandemia, «ora stiamo cominciando a recuperare i contatti. Stiamo verificando dove sono». Da parte del sistema universitario, d’altronde, c’è la massima disponibilità a dare supporto alle istituzioni nazionali, ha precisato Resta, «crediamo però fondamentale che non si parta in maniera disgiunta». Come dire: le iniziative dei singoli, pur meritevoli, non bastano. Per i corridoi degli studenti, l’iniziativa di cui si parla nelle ultime ore, serve muoversi tutti insieme coordinandosi con il governo e in particolare il ministero degli Esteri.

Sono bloccati in Afghanistan per esempio, la conferma è arrivata nel pomeriggio di ieri, una ventina di studenti e dottorandi dell’Università di Firenze, già iscritti o in corso di iscrizione, coi relativi familiari, per un numero complessivo di circa 80 persone. Il rapporto tra l’ateneo e l’Afghanistan si è sviluppato negli ultimi anni soprattutto attraverso le attività del master in Urban Analysis and Management, e dei progetti per lo sviluppo urbanistico e territoriale sostenuti dal ministero degli Esteri e dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo. L’università di fronte alla crisi del Paese si era da subito attivata per il loro trasferimento in Italia, pronta ad accogliere tutti con procedure di urgenza che permettessero loro di avere lo status di rifugiati e di frequentare corsi di laurea o corsi singoli. L’azione per l’evacuazione degli studenti e dei loro familiari, alla cui preparazione ha collaborato proprio la Crui, non si è però concretizzata per il rapido peggioramento della situazione e i ragazzi sono rimasti a Kabul. Avevano manifestato l’intenzione di iscriversi ai corsi dell’Università di Siena, invece, altri 8 studenti afghani rimasti bloccati nell’inferno dell’aeroporto. «Ci avevano scritto – ha spiegato il rettore dell’ateneo Francesco Frati –, tra l’altro ci hanno fornito i loro dati che abbiamo fatto arrivare ai ministeri competenti perché possa essere trovata una soluzione. Questo degli studenti afghani bloccati nel loro paese è un problema che riguarda molte altre università italiane oltre la Sapienza: si tratta di una situazione di cui devono si devono occupare le autorità nazionali, i tempi potrebbero essere lunghi». Il rettore senese ha aggiunto che all’ateneo sono iscritti quattro studenti provenienti dall’Afghanistan per i quali non ci sono preoccupazioni «perché attualmente sono già in Europa».

Un’altra studentessa di nazionalità afghana, 28 anni, risulta pre-ammessa alla facoltà di Modena e Reggio Emilia (Unimore), ma non si è ancora presentata nell’ateneo emiliano. La giovane era attesa nei giorni scorsi per formalizzare la domanda di ammissione. Per restare in Emilia Romagna, nessun caso simile è stato segnalato dall’università di Ferrara e da quella di Parma. In particolare, anzi, nell’ateneo della città ducale è già iscritto uno studente afghano che si trova a Parma, e un altro che inizierà quest’anno il suo percorso di studi e che era arrivato in Italia prima della crisi. Ancora in corso di monitoraggio la situazione per quanto riguarda l’Università di Bologna. ( V. D. - Avvenire)

Afghanistan: la dignità dei piccoli

31 Agosto 2021 - Roma - “Abbiamo bisogno di mantenere ‘la fiamma della coscienza collettiva, testimoniando alle generazioni successive l’orrore di ciò che accade’, che ‘risveglia e conserva in questo modo la memoria delle vittime, affinché la coscienza umana diventi sempre più forte di fronte a ogni volontà di dominio e di distruzione’”. Aggiunge papa Francesco nella Fratelli tutti: “non mi riferisco solo alla memoria degli orrori ma anche al ricordo di quanti, in mezzo a un contesto avvelenato e corrotto, sono stati capaci di recuperare la dignità e con piccoli e grandi gesti hanno scelto la solidarietà …”. Le parole risuonano nello scorrere della tragedia afghana che si affianca ad innumerevoli altre in terre lontane e ai confini dell’Europa. La memoria ha bisogno di una narrazione leale e reale per non dissolversi con il calare dell’ondata emotiva. Narrare il passato è generare il futuro, è un intreccio di racconti di vita che riescono a “mantenere la fiamma della coscienza collettiva”. Il primo passo è del mondo adulto, almeno di quello che, letti i titoli cubitali, viste le immagini dell’orrore e ascoltate le parole forti, scava nella vita e nella storia di uomini e popoli per conoscere, per capire, per discernere. Accanto ai grandi ci sono altri che nella narrazione hanno un ruolo di primo piano: i bambini. Sia quelli sbarcati dagli aerei partiti da Kabul sia quelli che li incontreranno nelle scuole, nelle case, in tutti quei luoghi che la cultura dell’accoglienza saprà offrire perché possano crescere insieme. Forse è un sogno dopo un incubo ma nella storia, che il più delle volte li ha ignorati, i piccoli hanno compiuto cose grandi. I bambini afghani seduti accanto ai bimbi italiani, e non solo, si racconteranno e si ascolteranno. Non sarà subito perché il dolore e lo strappo sono troppo profondi, ma questo giorno verrà e sarà una stupenda condivisione di dignità. Sapranno gli adulti, i genitori. gli altri educatori e coloro che governano le città, mettersi sulla strada di chi si è opposto e si oppone al male con il bene? La responsabilità dei grandi è immensa, dovranno testimoniare che la cultura dell’accoglienza non separa l’azione dal pensiero, la solidarietà dalla giustizia. I bambini sono attenti: sanno e sapranno riconoscere i racconti veri da quelli falsi. Il loro giudizio sarà severo, anche verso il nostro Paese. Il sentiero della speranza si apre dopo quello del terrore: la direzione del cammino è indicata da quanti hanno creduto e credono nella dignità di ogni uomo e di ogni donna. Di ogni bambino. (Paolo Bustaffa)