Primo Piano

Migrantes Rieti: GMMR in piazza

26 Settembre 2021 - Rieti -  Il servizio diocesano Migrantes di Rieti, il servizio rifugiati gestito da “Il Samaritano” (“costola” della Caritas diocesana), il Sistema Accoglienza Integrazione della Prefettura, l’assessorato ai Servizi sociali del Comune capoluogo insieme per l’iniziativa in programma nel pomeriggio di oggi a Rieti, in occasione della giornata dedicata alle migrazioni dalla Chiesa cattolica (ma volentieri condivisa anche dalle altre espressioni religiose e dalle realtà laiche). All’insegna del tema indicato dal Papa per l’odierna Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, “Verso un noi sempre più grande”, in piazza Mariano Vittori, di fronte alla Cattedrale, stand informativi e laboratori per ragazzi, per poi svolgere insieme una preghiera inter religiosa. Inoltre, in questi giorni, una campagna di sensibilizzazione nelle scuole reatine proiettando film sull’Afghanistan

Il noi che siamo e che saremo

26 Settembre 2021 -

La Giornata mondiale del migrante e del rifugiato che si celebra oggi è la 107°: un dato eloquente, che parla di un impegno della Chiesa cattolica lungo tutto il Novecento, smentendo chi ripete che la sollecitudine per gli stranieri e gli esiliati è un’invenzione di papa Francesco.

Nello stesso tempo, il tema indicato dal Papa nel suo messaggio di quest’anno suona drammaticamente attuale e persino provocatorio: "Verso un noi sempre più grande". La pandemia ha dimostrato che i destini di tutti sono intrecciati fra loro in modo inestricabile, eppure la tentazione di «nuove forme di auto-protezione egoistica» è sempre incombente. Parlare di immigrati e rifugiati, in effetti, è parlare di noi: delle nostre idee di comunità, di confini, di solidarietà, di sicurezza. Le nazioni moderne, e anche il Welfare State, grande invenzione del secondo Novecento, si sono costruite attorno a una visione molto netta della coincidenza tra territorio, popolazione, cittadinanza. Il noi nazionale era ben distinto dagli altri, ossia dai cittadini di altre nazioni, e a volte contrapposto. Solo ai propri cittadini lo Stato prometteva protezione, diritti, partecipazione alle decisioni politiche. L’immigrazione straniera ha scombussolato il quadro: stranieri, provenienti da Paesi più deboli, s’insediano nello spazio nazionale, inizialmente come lavoratori, poi come famiglie. Contribuiscono al benessere, e ottengono l’accesso a un pacchetto di diritti sociali: sanità, pensioni, scuola per i figli, servizi pubblici. Tra resistenze di vario genere, il noi nazionale è chiamato ad allargarsi. Se pensiamo ai matrimoni misti, alle seconde e terze generazioni, le distinzioni tra cittadini e residenti stranieri sono diventate via via più labili. Dopo l’immane tragedia della seconda guerra mondiale, nasce l’Onu, si concorda e proclama la Dichiarazione universale dei diritti umani, viene firmata la convenzione di Ginevra a tutela dei rifugiati. Altri stranieri ottengono dei diritti, indipendentemente dal contributo fornito all’economia dei Paesi ospitanti: in quanto perseguitati, o semplicemente perché esseri umani rivestiti di diritti inalienabili. Pensiamo per esempio alla libertà di culto. Anche da questo versante, il noi si è allargato. Questo ampliamento del noi ha subito tuttavia negli ultimi decenni diverse battute d’arresto. Basti considerare come il tema della sicurezza ha intaccato l’immagine degli immigrati e la disponibilità all’accoglienza dei rifugiati. O alla contrapposizione tra la protezione dovuta ai cittadini nazionali in difficoltà e quella richiesta da chi bussa alla porta dei confini. Il mondo sviluppato vive oggi profonde tensioni, tra espansione e restrizione del noi. Due eventi recenti lo testimoniano: sul versante positivo, l’accoglienza ottenuta dai primi flussi di profughi afghani. Pochi hanno posto in dubbio l’obbligo morale dell’Occidente di proteggerli, anche se resta incerta la portata di quest’obbligo: solo i collaboratori delle potenze occidentali, o anche altri perseguitati, per esempio le donne che hanno perso il lavoro o non potranno studiare? E coloro che non possono professare la propria fede? Sull’altro piatto della bilancia troviamo invece le scene viste al confine tra Texas e Messico, come pure le gesta di Frontex ai confini orientali dell’Unione Europea, o i trattamenti dei richiedenti asilo al confine con la Bosnia o, ancora, nei centri di detenzione libici. Il Papa non dice che occorre accogliere tutti, e nemmeno esistono del resto i fantomatici "tutti" che vorrebbero venire in Europa: gli immigrati internazionali dopo tutto sono il 3,6% della popolazione mondiale, e i rifugiati all’estero circa un decimo di questi. Ma il messaggio di Francesco ancora una volta spinge a elaborare regimi di mobilità meno sperequati a svantaggio della parte più debole dell’umanità: a concepire un quadro di regole e di canali per migrazioni «sicure, ordinate e regolari», come auspica il Global Compact dell’Onu. Che l’Italia non ha ancora firmato. (Maurizio Ambrosini - Avvenire)

Migrantes Pistoia: in diocesi la celebrazione il prossimo 7 novembre

25 Settembre 2021 - Pistoia - Domani  la Chiesa celebra la 107° Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, che ha per tema quest’anno Verso un noi sempre più grande. «Un’occasione in cui il Papa — spiega don Elia Matija, direttore del Servizio Migrantes  della diocesi di Pistoia — ci porta a riflettere sul “noi”, invitando le comunità cristiane a riscoprire il progetto originario di Dio. In Diocesi la Giornata Migrantes sarà celebrata il prossimo 7 novembre alle 18 in Cattedrale. Questa domenica 26 settembre però, le offerte raccolte durante le messe sono destinate al servizio Migrantes.

Migrantes Messina: la celebrazione eucaristica per la GMMR domani nella Basilica Cattedrale e la cresima di 25 ragazzi srilankesi

25 Settembre 2021 - Messina - Domenica 26 settembre, alle ore 16.00, nella Basilica Cattedrale di Messina, mons. Cesare Di Pietro, Vescovo ausiliare di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela, presiederà la celebrazione eucaristica in occasione della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, animata dalle cappellanie cattoliche e dai volontari dellʼUfficio diocesano Migrantes, durante la quale 25 giovani srilankesi riceveranno il sacramento della Confermazione. Il tema della Giornata “Verso un ΄noi΄ sempre più grande” richiama "al bisogno di pensare e ragionare al plurale, nella consapevolezza che abbiamo tutti bisogno degli altri, che nessuno si salva da solo", sottolinela la Migrantes diocesana: per "la nostra Chiesa locale, la Giornata è lʼoccasione per evidenziare ancora una volta quanto sia necessario adoperarsi perché i migranti, forzati e non, siano riconosciuti come portatori di doni e opportunità oltre che di diritti e dignità. Una sfida educativa che interpella la comunità ecclesiale e la società civile a fare fronte comune perché il nostro territorio, nella ricchezza della pluralità, diventi sempre più un luogo di accoglienza, di riconoscimento e di protagonismo per i migranti. Per aiutare a superare paure e pregiudizi, promuovendo conoscenza, dialogo e collaborazione.

Migrantes Acireale: messa e testimonianza per la GMMR

25 Settembre 2021 - Acireale - In occasione della 107ª Giornata mondiale del migrante e del rifugiato che si celebra domani l’ufficio per la pastorale dei Migranti (Migrantes) della diocesi di Acireale, guidato dal direttore don Lucio Cannavò, organizza un incontro-testimonianza con suor Eleia Scariot della Congregazione delle Suore Missionarie di San Carlo Borromeo, nella basilica cattedrale di Acireale, a conclusione della Messa delle ore 19.30. Per questa ricorrenza Papa Francesco ha scritto un messaggio dal titolo “Verso un noi sempre più grande” dove, dichiara don Cannavò, “rivolge un appello a tutti gli uomini e le donne del mondo perché imparino a vivere insieme in armonia ed in pace, ad abbattere muri e a costruire ponti per fare delle frontiere luoghi privilegiati di incontro e non di separazione. Ma tutto questo potrà avvenire solo se siamo capaci di sognare un futuro a colori per le nostre società. Il futuro delle nostre società è un futuro a colori, arricchito dalla diversità e dalla relazione interculturale”.

GMMR: le preghiere dei fedeli

24 Settembre 2021 - Roma -Proponiamo una preghiera dei fedeli per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato Il Signore ci accoglie come figli in questa Eucaristia perché possiamo riconoscerci come fratelli e sorelle. Affidiamo a Lui la nostra umanità chiedendo insieme: ASCOLTACI o SIGNORE!
  1. Signore Gesù, donaci la grazia di accoglierci gli uni gli altri nel tuo nome, riconoscendo e valorizzando i doni di ciascuno, vagliando con prudenza il bene e il male, preghiamo.
  2. Signore Gesù, guida e illumina Papa Francesco, il nostro vescovo, tutti i sacerdoti, i consacrati, i catechisti, gli insegnanti e tutti coloro che svolgono un compito educativo verso i giovani e i piccoli, preghiamo.
  3. Signore Gesù, sostieni quanti, a causa di guerre e calamità, sono costretti a lasciare la propria terra e, come rifugiati, domandano accoglienza e rispetto, preghiamo.
  4. Signore Gesù, ti affidiamo i cristiani perseguitati nel mondo, le loro famiglie e i bambini. Accompagna le nostre comunità nella ricerca della verità, fraternità e pace, preghiamo.
  5. Signore di tutti gli uomini e le donne della terra, ascolta il grido dei tuoi figli perseguitati, sfruttati, oppressi in tante parti del mondo e piega i nostri poveri cuori alla pietà e giustizia nei confronti di chi ha perso tutto nella vita, anche la dignità di essere persona. Preghiamo.
Accogli e purifica la nostra preghiera o Signore, per condurci a compiere la tua santa volontà. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen  

Papa Francesco: “non aver paura di sognare insieme come un’unica umanità”

24 Settembre 2021 - Città del Vaticano - “Non aver paura di sognare e sognare insieme come un’unica umanità”. È l’invito di Papa Francesco, nell’ultimo video messo a disposizione dalla sezione Migranti e Rifugiati del Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale, in preparazione della Giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato (GMMR), in programma domenica prossima, 26 settembre, sul tema: “Verso un ‘noi’ sempre più grande”. Protagoniste del video: due migranti venezuelane che raccontano come l’integrazione ha permesso loro di realizzarsi e sognare un futuro migliore.  

Migrantes Cassano allo Jonio: le celebrazioni per la GMMR

24 Settembre 2021 - Cassano allo Ionio - In sintonia con la Chiesa Mondiale anche la Diocesi di Cassano All'Ionio, guidata dal Vescovo Mons. Francesco Savino, intende riunirsi per riflettere su tema della migrazioni nella Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato che si celebrerà domenica 26 settembre. Il tema scelto da Papa Francesco per le celebrazioni di quest’anno è Verso un “noi” sempre più grande e fa eco al suo appello a far sì che «alla fine non ci siano più “gli altri”, ma solo un “noi”. L'incontro si terrà presso la Parrocchia della Sacra Famiglia in Villapiana guidata da don Nicola De Luca. Il direttore dell'Ufficio Migrantes della Diocesi, Leonardo Cirigliano ha definito questo consueto appuntamento come "un momento utile per guardare, veramente, l'altro come se fosse Cristo e non come fosse un nemico". L'Ufficio Migrantes della Diocesi ha appena concluso il primo corso di alfabetizzazione per extracomunitari e a tal proposito ha dichiarato Cirigliano: "le persone costrette a fuggire dalle loro case spesso lottano per ricostruire un futuro in dignità. Noi siamo al loro fianco tutti i giorni, con il nostro operato, in sordina così come siamo abituati cerchiamo di sostenerli in questo sforzo". All'incontro anche il vescovo che, proprio in conclusione dell'Assemblea Diocesana ha sottolineato che "non bisogna ricordarsi dei fratelli Immigrati solo un giorno l'anno, ma bisogna fare esperienza ogni giorno per essere al loro fianco e tendere loro la mano". Nel messaggio di quest'anno Papa Francesco ha voluto “indicare un chiaro orizzonte per il nostro comune cammino in questo mondo”. Si legge nel testo: nel tempo presente questo noi “è rotto e frammentato, ferito e sfigurato. E questo si verifica specialmente nei momenti di maggiore crisi, come ora per la pandemia. E il prezzo più alto lo pagano coloro che più facilmente possono diventare gli altri: gli stranieri, i migranti, gli emarginati, che abitano le periferie esistenziali. In realtà, siamo tutti sulla stessa barca e siamo chiamati a impegnarci perché non ci siano più muri che ci separano, non ci siano più gli altri, ma solo un noi, grande come l'intera umanità”.  

Migrantes: domenica la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato

24 Settembre 2021 - Domenica 26 settembre la Chiesa celebra la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. Tema scelto da Papa Francesco per questa Giornata “Verso un ‘Noi’ sempre più grande”. In Italia le celebrazioni ufficiali della Giornata si svolgeranno quest’anno nelle Marche. L’iniziativa è della Commissione Cei per le Migrazioni e della Fondazione Migrantes che proprio in questa regione ha promosso, dal 23 al 27 agosto, a Loreto il Corso di Alta Formazione sul tema “Costruire e custodire la casa comune” con la partecipazione di vescovi, direttori Migrantes, operatori di diverse diocesi italiane. Un santuario, quello di Loreto, che ogni anno accoglie il pellegrinaggio regionale dei migranti. Per la celebrazione eucaristica nazionale, che si svolgerà domenica 26 settembre, Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, è stata scelta la Basilica Pontificia di Loreto. La celebrazione, in diretta su Rai Uno, sarà presieduta da Mons. Pietro Coccia, Presidente della Conferenza Episcopale delle Marche. Ma tutta la regione Marche è stata interessata alla preparazione per questo importante appuntamento. Macerata, Pesaro, Fano, San Benedetto del Tronto: in queste città come in molte parrocchie tante le iniziative organizzate a sostegno della GMMR. A Roma circa un migliaio saranno i migranti presenti in piazza San Pietro domenica insieme ai cappellani delle 47 comunità e 150 centri pastorali. L’invito arriva dall’Ufficio Migrantes della diocesi di Roma guidato da mons. Pierpaolo Felicolo e dal Centro Astalli, presieduto da p. Camillo Ripamonti.  “Sarà una giornata di festa e ci stiamo mobilitando per stringerci intorno al Papa che non perde occasione per dimostrare vicinanza e sostegno verso tutta la realtà del mondo migrante”, dice mons. Felicolo che settimanalmente visita le diverse comunità etniche presenti nell’intera diocesi con molte iniziative di integrazione “per consolidare il cammino d’integrazione e di conoscenza reciproca”. Una integrazione che parte dall’apertura delle porte all’accoglienza che deve “necessariamente riguardare tutti” perché non possiamo lasciare in “condizioni precarie” coloro che arrivano, con mezzi di fortuna e rischiando la vita nei nostri territori fuggendo da violenze, guerre e miseria”. (Raffaele Iaria)      

Migrantes Piemonte: le diocesi piemontesi si ritroveranno nella cattedrale di Asti per una Messa insieme nella GMMR

24 Settembre 2021 - Alba - Come scrive papa Francesco, gli sfollati e i rifugiati, specialmente in questo ultimo decennio, costituiscono un metro per valutare le sofferenze così profonde e le tante perdite di vite umane nei tentativi di attraversare il “Mare nostrum”: «Abbiamo aperto il nostro cuore per fare nostre le loro tristezze!». C’è anche da chiedersi se gli abbandoni in mare di tanti fratelli, sorelle, adulti e minori in fuga da campi e carceri libici, e ora anche dall’Afghanistan, smuovono noi “credenti” a quel passo che va oltre nel rendere meno ardui i cammini di tutela e protezione internazionale, in particolare, per i rifugiati e i richiedenti asilo. La GMMR2021 – Giornata mondiale del migrante e del rifugiato – intitolata “Verso un noi sempre più grande”, – apre orizzonti che possono arricchire la famiglia umana e renderla più inclusiva. Nell’indire tale Giornata, Papa Francesco esorta tutte le Chiese a raccogliere con coraggio l’invito a far sì che in ciascuna diocesi, le parrocchie, le istituzioni, le comunità, i volontari e gli operatori si incontrino per coordinare pastoralmente le attività, a cominciare dai “corridoi umanitari” che dovrebbero essere fortemente aiutati nella loro attenzione ai più deboli, ai fragili e ai senza voce! Monsignor Gian Carlo Perego, Presidente CEMi (Conferenza Episcopale Emigrazione italiana) e Fondazione Migrantes, a fine agosto ha scritto: «Uno scatto di umanità e di solidarietà sarebbe un segno di un’Europa che riparte e si rinnova dopo la pandemia proprio a partire dalla tutela dei rifugiati e dei richiedenti asilo». In sede locale la diocesi di Alba in raccordo con le diocesi italiane e in particolare con la diocesi di Asti che ha il compito del coordinamento regionale piemontese invita a venire venerdì 24 alle 17 al centro Migrantes Bakhita di via Pola 12/1, per una iniziativa in cantiere favorevolmente accolta dal nostro vescovo Marco: quella di dedicare la cappella del centro Bakhita ai “Nuovi martiri del Mediterraneo”. Dopo la “preghiera per la vita di tutti i migranti”, alle 18 il vescovo Marco celebrerà la Messa cui seguirà la dedicazione. La Giornata mondiale del migrante cade domenica 26 settembre 2021. In tale domenica le diocesi del Piemonte sono invitate a muoversi in sinergia per rispondere al grande tema proposto dalla Fratelli tutti di Papa Francesco: “Per un noi sempre più grande!” La giornata del 26 settembre vedrà ad Asti l’incaricato della Conferenza episcopale piemontese, monsignor Marco Prastaro, celebrare la santa Messa in cattedrale per tutti gli amici e addetti ai lavori. (don Paolo Rocca, direttore diocesano Migrantes Alba)  

Teologia della mobilità umana nel XXI secolo: un convegno svoltosi a Roma

24 Settembre 2021 -

Roma - “Migranti e pellegrini come tutti i nostri padri” (1 Cr 29, 15). Teologia della mobilità umana nel XXI secolo". È il tema di un convegno svoltosi nei giorni scorsi su iniziativa da UISG, USG e SIMI. Ad aprire i lavori il card. ard. Braz de Aviz che, dopo aver recitato la preghiera per la Giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato, ha ricordato come «coniugare la riflessione biblica teologica e pastorale con l’azione dei consacrati in favore dei migranti» sia «una testimonianza concreta che indica uno stile da seguire».  Non solo è uno stile da seguire, ma prendersi cura delle nostre sorelle e dei nostri fratelli costretti a fuggire «è una responsabilità inevitabile. Poiché siamo tutti migranti e la terra appartiene a Dio ricorda» il card. Silvano Maria Tomasi. 

Tra le autorità che hanno aperto i lavori anche P. Fabio Baggio, sottosegretario della Sezione Migranti e Rifugiati del Dicastero per la Promozione dello Sviluppo Umano Integrale e P. Leonir Chiarello, Superiore Generale dei Missionari Scalabriniani.  «Per fare teologia pastorale oggi bisogna saper piantare la tenda tra il popolo di Dio. In particolare, come ricorda Papa Francesco, bisogna saper piantare la tenda tra gli abitanti delle periferie esistenziali; questo ci permette di ascoltare il popolo di Dio, leggere insieme i segni dei tempi e soprattutto di apprendere il senso della fede dei fedeli» - ha affermato P. Fabio Baggio.

Questo percorso va accompagnato da un «approfondimento sistematico» data «la complessità e la rapidità dei cambiamenti non ché l’ampiezza degli attori che il fenomeno migratorio coinvolge, che sono i migranti, i rifugiati, gli sfollati, i marittimi, e tutti coloro che in un modo o nell’altro vivono una forma di sradicamento» ha sottolineato P. Chiarello.

L'evento prevedeva sessioni di lavori in gruppo, alle quali  hanno partecipato  più di 250 partecipanti registrati appartenenti a circa 70 congregazioni ed operanti in tutto il mondo. L’obiettivo di queste tre giornate è stato proprio quello di affrontare insieme alle Chiese locali dei paesi di partenza, di transito e di accoglienza le sfide poste dalle migrazioni. I relatori, accademici, studiosi, teologi e teologhe internazionali, e operatori e operatrici pastorali hanno presentato e discusso lo stato delle loro ricerche, tese a rispondere alla realtà degli attuali movimenti migratori attraverso una riflessione aperta all’azione. Molte le condivisioni di buone pratiche a livello locale che hanno approfondito tanto la realtà del percorso migratorio - spesso forzato e dovuto a conflitti, persecuzioni, gravi squilibri economici e di sviluppo, ai cambiamenti climatici in atto - quanto l'impegno nel processo di guarigione fisica, psicologica, e spirituale di questa «grande comunità di migranti, tra i quali c’è il gruppo più vulnerabile dei rifugiati, degli accampati nei grandi campi di profughi, delle vittime di tratta, di bambini e adulti; che sono il nostro dolore e una ferita che abbiamo come umanità» e sulla quale dobbiamo «riflettere per nutrire e illuminare le nostre coscienze e le coscienze nelle nostre comunità, della Chiesa e della società»  ha detto Sr. Jolanta Kafka, Presidente della UISG nel suo intervento di chiusura dei lavori. 

«Non dimentichiamo - afferma P. John Larsen, rappresentate delegato della USG - che è nel nostro DNA di “gente del Libro” avere una passione per il ministero dei migranti».

Quelle emerse in questi giorni di riflessione e di dialogo sono «quattro piste di azione», conclude P. Aldo Skoda, Direttore del SIMI: «oggi più che mai le migrazioni sono un fenomeno sfidante la società e la chiesa; Ed è opportuno tenere presente, oltre ai numeri e alle statistiche, il volto umano di quanti, bambini, uomini e donne, hanno lasciato tutto alle loro spalle; In questo la chiesa si si è sempre fatta carico del peso di sofferenza ma anche delle speranze degli uomini e donne di diverse epoche e culture; Un riferimento importante rimane certamente l’azione e il magistero di Papa Francesco in quanto «la sfida non è solo quale azione pastorale per e con i migranti vogliamo realizzare, ma anche quale volto di società e di chiesa vogliamo costruire insieme,  per un “noi” sempre più grande che è anche il messaggio della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato che celebreremo domenica prossima».

Vangelo Migrante: XXVI domenica del Tempo Ordinario – B (Vangelo Mc 9,38-43.45.47-48)

24 Settembre 2021 - Gesù nel vangelo e Mosè nella prima lettura sono concordi nel contrastare ogni interpretazione del mistero e della partecipazione alla salvezza come esclusività riservate ad una casta. A Giovanni che dice: “Maestro, abbiamo visto uno che scacciava i demoni in tuo nome e volevamo impedirglielo perché non ci seguiva”, Gesù risponde: “non glielo impedite (…), chi non è contro di noi è per noi”. Un certo ordine, una appartenenza a delle istituzioni, a volte inevitabile, nulla tolgono alla libertà divina di dare lo Spirito a chiunque ma soprattutto non sono lo strumento per la ‘gelosia’ tra quanti sono consapevoli dei doni ricevuti. Lo scandalo per Gesù non è essere sprovvisti di un permesso di appartenenza ufficiale ma il rischio è quello di essere di inciampo a quei piccoli che credono e che talora credono alla maniera dei piccoli ma che non per questo sono animati da fede piccola e supponente come, invece, rischia di essere quella di Giosuè, nella prima lettura e di Giovanni nel Vangelo. Nel messaggio per la 107a Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato che si celebra in questa domenica, ‘Verso un “noi” sempre più grande’, papa Francesco chiede a noi, a quanti ci diciamo discepoli di Gesù, di essere veramente cattolici, ovverosia ‘universali’, di superare quei sentimenti di gelosia e di chiusura che rischiano di fare delle nostre comunità dei ghetti; di saper riconoscere la presenza dello Spirito che ‘soffia dove vuole’, ben oltre i nostri schemi e le nostre istituzioni: “il suo Spirito ci rende capaci di abbracciare tutti per fare comunione nella diversità, armonizzando le differenze senza mai imporre una universalità che spersonalizza. Nell’incontro con la diversità degli stranieri, dei migranti, dei rifugiati, e nel dialogo interculturale che ne può scaturire, ci è data l’opportunità di crescere come Chiesa, di arricchirci mutuamente”. (p. Gaetano Saracino)  

Migrantes Locri-Gerace: le iniziative della GMMR

24 Settembre 2021 - Locri - L'ufficio Migrantes e quello di Caritas della diocesi di Locri-Gerace "vista la situazione pandemica in corso e le difficoltà di relazione vissute in questo periodo" propongono, in questa giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato di "riappropriarci di questo 'noi' come comunità ecclesiale e come testimoni di carità. Siamo consapevoli - scrive il direttore  Don Rigobert Elangui - delle numerose sollecitazioni che arrivano dal nostro territorio, dalle difficoltà di inclusione a quelle legate all’immigrazione ed emigrazione di intere famiglie che cercano semplicemente migliori condizioni di esistenza" Da qui la richiesta di "prestare un’attenzione particolare a questa giornata nella celebrazione delle Messe e nei gesti concreti verso le persone in mobilità che abitano le nostre comunità e che vivono situazioni di difficoltà". Inoltre, in una lettera a tutti i parroci e operatori pastorali don Don Elangui ricorda che la colletta della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato è tra quelle obbligatorie. Pertanto "la raccolta deve pervenire all’economato diocesano entro e non oltre venerdì 1° ottobre". Nella diocesi nei giorni precedenti alla giornata sono stati molti i gesti concreti come la consegna del messaggio di Papa Francesco ai sindaci della Locride, la visita ai centri e famiglie migrante e rifugiate, distribuzione di materiale scolastico ai bambini. Domani celebrazione in tutte le parrocchie della diocesi e la staffetta del Migrante itineranti nelle tre vicarie diocesane.  

A Lecce il cinema diventa un laboratorio di inclusione sociale con gli ospiti della Casa della Carità

23 Settembre 2021 - Lecce - Il cinema è spazio di aggregazione e di comunità, veicolo potente di riflessione, crescita, cambiamento. Proprio da un festival di cinema, Vive le cinéma di Lecce, dedicato alle produzioni francesi, ha preso corpo il percorso formativo dell’Accademia della Carità, progetto di reinserimento sociale della Fondazione Casa della carità di Lecce che partirà regolarmente a ottobre e comprenderà diverse materie, dalla storia dell’arte al diritto costituzionale. Dal 14 al 18 settembre scorsi Vive le cinéma è stato il primo “laboratorio di idee” dell’Accademia della Carità. Oltre venti ospiti della Casa della Carità, persone senza fissa dimora e richiedenti asilo, hanno potuto assistere alle proiezioni dei film in concorso e ne hanno discusso in incontri ad hoc con il direttore dell’Accademia, lo sceneggiatore e regista Alessandro Valenti, che è anche uno dei tre direttori artistici di Vive le cinéma con il produttore Angelo Laudisa e la storica dell’arte Brizia Minerva. Uno degli incontri ha visto come protagonista Aïssa Maïga, attrice e regista, ospite della sesta edizione del festival, vincitrice della menzione speciale con il suo documentario “Marcher sur l’eau” (già selezionato a Cannes) per la pregnanza del tema scelto e per la profondità con la quale la regista ha saputo declinare il racconto, allo stesso tempo personale e collettivo, della drammatica questione dell’accesso all’acqua in Africa. «È stato un incontro denso e toccante – ha commentato Alessandro Valenti – pieno di contenuti, perché le persone coinvolte in questo progetto hanno lunghe e importanti storie alle spalle e certamente comprendono i temi delicati affrontati nei film selezionati . Ad Aissa hanno detto si essersi sentiti meno soli, dopo aver visto un film come il suo, che parla delle estreme difficoltà di comunità costrette alla ricerca quotidiana di un bene di primissima necessità come l’acqua. Hanno riflettuto sul fatto che il dolore non è qualcosa di esclusivo, e che proprio per questo si può e si deve condividere, in un percorso comune di riscatto. Riflessioni come queste, nate dalla visione di un film, a mio parere sono il motivo per cui il cinema non morirà mai». Sempre nell’ottica dell’inclusione e della partecipazione attiva, la consueta giuria del festival composta da personalità del mondo del cinema ha ceduto il posto, quest’anno, a due giurie di studenti: la prima, del corso di laurea in Dams dell’Università del Salento, l’altra, del Liceo Palmieri di Lecce. Le giurie hanno assegnato il Premio come miglior cortometraggio a “Bruit Blanc” di Thomas Soulignac, il Premio come miglior lungometraggio è andato ex aequo a due film, entrambi selezionati al Festival di Cannes: “Si le vent tombe” di Nora Martirosyan, ambientato in Nagorno-Karabakh, e “Slalom” di Charlène Favier, che tratta lo scottante tema degli abusi nel mondo dello sport professionale. “Marcher sul l’eau” ha ricevuto anche il premio come miglior documentario.  

Migrantes Tivoli: le celebrazioni per la GMMR

23 Settembre 2021 - Tivoli - Questa domenica 26 settembre 2021 si celebra la 107° giornata mondiale del migrante e del rifugiato. Una ricorrenza annuale di preghiera e di riflessione su questa realtà che caratterizza la società odierna e che la interroga sul senso umano della vita,  ma ancora di più interpella la coscienza del cristiano. La Chiesa infatti non ha mai mancato di manifestare la propria premura per i migranti e i rifugiati. Anche quest’anno, mentre viviamo ancora questi tempi così particolare, l’ufficio pastorale Migrantes di Tivoli,  per celebrare quest’evento promuove,  presso la parrocchia Santa Maria Goretti di Villalba di Guidonia, un momento culturale di riflessione e la celebrazione eucaristica alfine di sensibilizzare le nostre comunità ecclesiali alla realtà migratoria. Pertanto domenica 26 settembre p.v. alle ore 15, dopo un momento di accoglienza cordiale e fraterna dei convenuti , ci sarà la lettura del messaggio che Papa Francesco ha  indirizzato alla Chiesa Universale e a tutta la società per questa giornata. Il messaggio del Santo Padre “ Verso un Noi sempre più grande” sarà seguito dall’ascolto in video del commento dello stesso pontefice; infine, una condivisione di riflessioni e testimonianze. Al termine di questo momento culturale ci sarà quindi la Santa Messa animata da Laudate onmes gentes, coro internazionale Migrantes-Missio di Tivoli con canti in varie lingue dei migranti presenti nelle nostre comunità. In questo modo semplice si vuole dare un segno che sia un invito a metterci anche noi in cammino per una società e una Chiesa sempre più capaci di accoglienza reciproca nella diversità; essendo capaci di costruire percorsi in cui ciascuno può dare al meglio la ricchezza che Dio ha messo in ogni persona e in ogni popolo. Questa convinzione è senz’altro il fondamento dell’esortazione che il Papa rivolge a tutti nel concludere il suo messaggio di questa giornata.  “Siamo chiamati a sognare insieme. Non dobbiamo aver paura di sognare e di farlo insieme come un’unica umanità, come compagni dello stesso viaggio, come figli e figlie di questa stessa terra che è la nostra Casa comune, tutti sorelle e fratelli". (don Denis Kibangu Malonda - Direttore Migrantes Tivoli).

Migrantes Padova: le celebrazioni per la GMMR

23 Settembre 2021 - Padova - Domenica 26 settembre 2021 la Chiesa celebra la 107a Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, che quest’anno ha come tema “Verso uno noi sempre più grande”, titolo del messaggio di papa Francesco per questa giornata. Anche la Chiesa di Padova sottolinea l’attenzione, la sensibilizzazione e la preghiera nelle comunità cristiane e l’impegno con alcune iniziative di sensibilizzazione e di approfondimento tra cui un webinar promosso dall’Ufficio diocesano Migrantes, in programma mercoledì 29 settembre, alle ore 18.30, sul canale You Tube della Diocesi di Padova, dal titolo Migrazioni: focus e strategie d’intervento. Incontro che sarà introdotto da don Gianromano Gnesotto, direttore dell’Ufficio diocesano  e che vede gli interventi di Paola Scevi, direttrice del Master di diritto delle migrazioni dell’Università di Bergamo (Tratta degli esseri umani e flussi di richiedenti asilo: connessioni, strumenti, normative e nuove strategie di intervento) e Marco Cocco, tutor del Master di diritto delle migrazioni dell’Università di Bergamo (Il fenomeno del “caporalato”). Ma è il vescovo stesso, mons. Claudio Cipolla  a scrivere un messaggio rivolto «a tutte le persone di buona volontà, non solo ai cristiani e ai fedeli cattolici», in cui ricorda che non si può rimanere indifferenti rispetto ai tanti drammi collegati alle crisi umanitarie e a quanti cercano accoglienza e aiuto, perché «i migranti, i profughi, i rifugiati, sui quali oggi in particolar modo si sofferma la nostra attenzione, mettono a verifica la nostra umanità e il grado della nostra appartenenza religiosa».

I migranti misurano la nostra umanità: la rifessione per la GMMR del vescovo di Padova

23 Settembre 2021 - Padova - Mi rivolgo a tutte le persone di buona volontà, non solo ai cristiani e ai fedeli cattolici, in occasione della 107a Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, che la Chiesa celebra domenica 26 settembre. Viviamo un tempo complesso e spesso contraddittorio, ma carico di attese, perché lascia intravedere soluzioni nuove, punti fermi a cui non avevamo prestato la giusta attenzione, e ci sentiamo convocati a mettere insieme le forze migliori per giungere non solo a delle soluzioni, ma a un ulteriore sviluppo positivo. Papa Francesco già nella lettera enciclica sulla fraternità e l’amicizia sociale, con il titolo Fratelli tutti, indica in modo molto convincente un punto fermo: la «dimensione comunitaria dell’esistenza», così spiegata in modo molto comprensibile: «Nessuno può affrontare la vita isolato. C’è bisogno di una comunità che ci sostenga, che ci aiuti e nella quale ci aiutiamo a vicenda a guardare avanti». In altro modo aveva espresso la medesima idea all’inizio della pandemia con l’espressione «siamo tutti sulla stessa barca e nessuno si salva da solo». Questa stessa considerazione decisiva viene ripresa dal papa nel Messaggio per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, quando scrive che «in realtà siamo tutti sulla stessa barca e siamo chiamati a impegnarci perché non ci siano più muri che ci separano, non ci siano più gli altri, ma solo un noi, grande come l’intera umanità». Da qui il titolo programmatico del Messaggio: “Verso un noi sempre più grande”. È evidenziato il valore dello stare insieme, di cui abbiamo sentito la nostalgia e la mancanza con il distanziamento indotto dalla pandemia; si rimarca il valore della comunità, della solidarietà, del bene comune, della dignità di ogni persona, del «rendersi conto di quanto vale un essere umano, quanto vale una persona, sempre e in qualunque circostanza». L’individualismo, l’egoismo personale, sociale, nazionale, che induce a scartare persone considerate “altri” da noi, estranee a noi, è un virus subdolo di cui è necessario prestare attenzione. L’antidoto, cui ciascuno può attingere, si trova dentro la parte migliore del proprio cuore. Trova conferma e forza nel rapporto con Dio, Padre di tutti. È ratificato da norme di diritto sia internazionale – prima tra tutte la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo – sia nazionale. I migranti, i profughi, i rifugiati, sui quali oggi in particolar modo si sofferma la nostra attenzione, mettono a verifica la nostra umanità e il grado della nostra appartenenza religiosa. Veniamo interpellati da crisi umanitarie: quella dell’Afghanistan, la più recente. Non possiamo restare indifferenti, quando intere famiglie che cercano accoglienza trovano invece la morte nel Mediterraneo, il “più grande cimitero d’Europa”. Fanno parte di noi intere comunità etniche, per le quali è chiesto un maggiore impegno all’inclusione sia sociale sia ecclesiale, nella consapevolezza che la partecipazione, il dialogo interculturale e le diverse modalità di espressione della fede sono una ricchezza e una benedizione per tutti. Impegniamoci, facciamo in modo che questi valori trovino sempre più spazio per “un noi sempre più grande”. (Mons. Claudio Cipolla - Vescovo di Padova - La Difesa del Popolo)

GMMR: il messaggio del vescovo mons. Regattieri

23 Settembre 2021 - Cesena - Nell’approssimarsi della 107 ª Giornata mondiale del migrante e del rifugiato (domenica 26 settembre una Messa in Cattedrale a Cesena sarà celebrata alle 15,30), desidero rivolgere alla comunità diocesana un appello che si faccia eco del messaggio che il santo Padre ha scritto per questa circostanza. Papa Francesco, partendo da un passaggio dell’enciclica “Fratelli tutti” esprime il desiderio che non ci siano più “gli altri”, ma solo “un noi” (cfr Ft, 35). L’appello è rivolto sia ai cristiani che al mondo intero. La Chiesa anzitutto deve diventare “sempre più inclusiva dando seguito alla missione affidata da Gesù Cristo agli Apostoli: strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demoni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date” (Mt 10,7-8). È necessario quindi che i cristiani escano per le strade delle periferie esistenziali e lì incontrino tutti i fratelli e tutte le sorelle. “L’incontro con i migranti e i rifugiati di altre confessioni e religioni è un terreno fecondo per lo sviluppo di un dialogo ecumenico e interreligioso sincero e arricchente” (papa Francesco). Il mondo intero è pure esso coinvolto in questo appello a formare “un noi più grande”. Per questo bisogna “abbattere i muri che separano e costruire ponti che favoriscano la cultura dell’incontro (papa Francesco). La pandemia che sta colpendo il mondo intero seminando ovunque paura e morte e innescando una crisi sociale dalle dimensioni mondiali, ci ha costretti a prendere coscienza che non ci si salva da soli e che, essendo tutti sulla stessa barca, dobbiamo lavorare insieme, pensare insieme, programmare insieme, perché tutta l’umanità possa uscirne migliorata. La Giornata mondiale del migrante e del rifugiato sia celebrata in tutte le comunità con impegno. I sussidi e le attività proposte dall’Ufficio Migrantes – che ringrazio per la solerzia e l’impegno profuso in questo delicato settore della pastorale – aiutino tutti ad allargare lo sguardo a questi nostri fratelli e sorelle e ad aiutarli a superare le loro difficoltà integrandoli nel nostro territorio diocesano, nel rispetto della loro specifica peculiarità sociale, culturale e religiosa. La vergine Maria, che invochiamo come “soccorso dei migranti” ci protegga e ci benedica. (mons. Douglas Regattieri, vescovo Cesena-Sarsina)

Migrantes Cosenza: a Donnici le celebrazioni della GMMR

23 Settembre 2021 - Cosenza - Sarà la parrocchia di San Michele Arcangelo a Donnici Superiore  ad ospitare le celebrazioni per la Giornata Mondiale del Migrante di Rifugiato nella diocesi di Cosenza-Bisignano. Nel pomeriggio del 26 settembre il programma prevede una celebrazione  eucaristica,  il meeting "Comunità accoglienti. Liberi dalla paura" e alle 19:30 l’accoglienza dell’icona della Madonna del Pilerio, padrona della città di Cosenza e della diocesi di Cosenza-Bisignano.  

Corridoi umanitari universitari: in Puglia anche la Migrantes

23 Settembre 2021 - Andria - Sono arrivati a Bari i tre studenti rifugiati in Etiopia e originari dell’Eritrea che grazie al Corridoio Universitario con UNHCR potranno beneficiare delle borse di studio finanziate dall’Università degli Studi di Bari Aldo Moro (due dall’Ateneo e una dal Dipartimento di Scienze della Formazione, Psicologia, Comunicazione) nell’ambito del progetto UNICORE 3.0 - University Corridors for Refugees. Gli studenti durante il periodo di quarantena potranno partecipare da remoto ad attività promosse dai loro colleghi del Comitato Mentorship di Uniba e alle iniziative promosse da tutti i partners locali (la Caritas Bari-Bitonto, l’Assessorato al Welfare del Comune di Bari, la Comunità Migrantesliberi, in collaborazione con l’Ufficio Migrantes di Andria) per poi iniziare il loro percorso universitario frequentando le lezioni dei corsi di laurea specialistica in Computer Science e in Fisics. Il Corridoio Universitario, attivato dal Centro per l’Apprendimento permanente dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, ha coinvolto a livello locale l’Assessorato al Welfare del Comune di Bari, la Caritas Bari Bitonto e la Comunità Migrantesliberi di Andria. La Caritas di Bari–Bitonto, assieme alla comunità parrocchiale di San Luca, ha già predisposto tutta l’accoglienza residenziale e si occuperà dell’accompagnamento e dell’inserimento sociale oltre che del sostegno all’integrazione degli studenti. L’Assessorato al Welfare del Comune di Bari si occuperà di favorire il percorso di inclusione sociale attraverso incontri con i mediatori interculturali dell’Ufficio migrazioni cittadino e la conoscenza dei servizi territoriali anche attraverso un APP dedicata di servizi territoriali, l’individuazione di una rete di famiglie e comunità per favorire momenti di conoscenza e dialogo interculturale, la programmazione di un calendario di incontri e di sensibilizzazione con la cittadinanza, la rete di accoglienza cittadina, le associazioni, i centri educativi e la rete delle biblioteche popolari interculturali anche nell’ambito della rete Bari Social Book. La Comunità Migrantesliberi e l'ufficio Migranytes di Andria favorirà il processo di integrazione sociale con il coinvolgimento dei tre studenti alle iniziative di convivialità realizzate da anni sul territorio locale a favore di migranti, quali il ristorante sociale, la sartoria la teranga, l’orto ubuntu, oltre che mettendo a disposizione delle gift card per l’acquisto di materiali di studio. L’accoglienza degli studenti nella comunità accademica e cittadina è speranza di un futuro finalmente possibile e diverso dallo scenario di guerra, violenza e distruzione cui oggi milioni di rifugiati sono costretti a vivere nei propri Paesi, un futuro che sia architrave di pace per l’umanità.