Primo Piano

Viminale: da inizio anno sbarcate 4.263 persone sulle coste italiane

16 Febbraio 2022 -
Roma - Sono 4.263 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane da inizio anno. Di questi 1.186 sono di nazionalità bengalese (28%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Egitto (755, 18%), Tunisia (596, 14%), Costa d’Avorio (236, 5%), Eritrea (194, 5%), Guinea (138, 3%), Pakistan (102, 2%), Sudan (93, 2%), Afghanistan (91, 2%), Camerun (76, 2%) a cui si aggiungono 796 persone (19%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione.I l dato è stato diffuso dal ministero degli Interni, considerati gli sbarchi rilevati entro le 8 di questa mattina.

Papa Francesco: “custodire ogni persona che ha fame e sete, ogni straniero, ogni migrante, ogni malato, ogni carcerato”

16 Febbraio 2022 -

Città del Vaticano - ”Ogni persona che ha fame e sete, ogni straniero, ogni migrante, ogni persona senza vestiti, ogni malato, ogni carcerato è il Bambino che Giuseppe custodisce. E noi siamo invitati a custodire questa gente, questi fratelli e sorelle nostre, come ha fatto Gesù”. Lo ha spiegato il Papa, nella catechesi dell’udienza di oggi, l’ultima del ciclo su San Giuseppe, pronunciata in Aula Paolo VI e dedicata a S. Giuseppe patrono della Chiesa universale. “Per questo, egli è invocato come protettore di tutti i bisognosi, degli esuli, degli afflitti, e anche dei moribondi”, ha osservato Francesco facendo riferimento alla catechesi di mercoledì scorso. “E anche noi dobbiamo imparare da Giuseppe a custodire questi beni”, l’imperativo del Papa: “amare il Bambino e sua madre; amare i sacramenti e il popolo di Dio; amare i poveri e la nostra parrocchia. Ognuna di queste realtà è sempre il Bambino e sua madre. Noi dobbiamo custodire, perché con questo custodiamo Gesù, come ha fatto Giuseppe”

Conferenza sul futuro dell’Europa: dai cittadini sì al patto per le migrazioni, superare il sistema di Dublino

15 Febbraio 2022 -
Roma - I cittadini europei che si sono confrontati a Maastricht sul tema delle migrazioni nel contesto della Conferenza sul futuro dell’Europa chiedono un “sistema per la migrazione lavorativa basata sui bisogni reali del mercato di lavoro Ue” e un’attenzione ai migranti qualificati; utile sarebbe un’agenzia per l’immigrazione che selezioni nei Paesi d’origine i migranti in base alle qualifiche professionali. Ma ai confini dell’Europa devono valere ovunque le stesse politiche e modalità di accoglienza, nel rispetto dei diritti umani; serve più potere, indipendenza e trasparenza per Frontex. Va però anche intensificato lo sforzo per sostenere lo sviluppo dei Paesi di partenza dei migranti. A livello europeo le condizioni lavorative siano armonizzate per evitare la migrazione lavorativa interna. Una politica migratoria collettiva deve basarsi sul “principio della solidarietà” con procedure comuni e standard minimi per l’accoglienza dei richiedenti asilo e rifugiati, e con uno sforzo educativo e di sensibilizzazione ai temi della migrazione e integrazione. Bene il nuovo patto per le migrazioni, ma dovrebbe diventare legge Ue, superando definitivamente il sistema di Dublino, e incaricando l’agenzia europea per l’asilo di valutare le richieste, ricollocare le persone nei diversi Paesi Ue, secondo un criterio di equità e di bisogni. Regole uniformi, sostegno ai Paesi di approdo, centri per i minori non accompagnati tra le richieste. Non è stata invece approvata la proposta di estendere la definizione di richiedenti asilo alle persone colpite dai cambiamenti climatici, né quella della definizione di vie legali di migrazione.

Ucraina: il card. Parolin ha espresso il sostegno al popolo ucraino

15 Febbraio 2022 - Roma - Il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato della Santa Sede  ha telefonato a Sua Beatitudine Sviatoslav Schevchuk, arcivescovo Maggiore di Kyiv-Halych, per esprimere la vicinanza della Santa Sede alla Chiesa cattolica in Ucraina e la solidarietà alla popolazione del Paese, “in questo difficile momento di escalation del conflitto intorno all’Ucraina”. Sua Beatitudine Sviatoslav ha informato il card. Parolin del servizio che la Chiesa greco-cattolica ucraina svolge nelle attuali condizioni di minaccia di invasione russa su vasta scala e ha ringraziato la Santa Sede per la costante attenzione alla situazione.  Il Capo della Chiesa greco-cattolica ucraina ha, in particolare, espresso gratitudine per “il nuovo appello, fatto da Papa Francesco, a pregare per la pace in Ucraina e a scongiurare la minaccia della guerra”.  “Il popolo ucraino sente la particolare sollecitudine del Santo Padre per la pace in Ucraina e apprezza gli sforzi diplomatici della Santa Sede intesi a superare l’attuale crisi internazionale”. “In questo momento travagliato, desidero esprimere a Lei, Beatitudine, all’Episcopato, ai sacerdoti e ai fedeli della Chiesa che Lei guida e a tutto il popolo ucraino il sostegno della Santa Sede, manifestare la sua solidarietà ed assicurare la preghiera per tutti”, ha concluso il Parolin.    

Ucraina, vescovo di Kiev: “Non siamo soli. Sentiamo il Papa e l’Europa vicini”

15 Febbraio 2022 - Roma -  “Papa Francesco ci è molto d’aiuto, lo ringraziamo per il sostegno e la preghiera. Non soltanto noi cattolici ma anche tutti gli ucraini sentono il sostegno e la preghiera di Papa Francesco per il nostro Paese. Questo conferma che l’Ucraina e la situazione del nostro Paese sta a cuore all’Europa. In questo momento non ci sentiamo soli”. Lo ha detto il vescovo di Kiev-Zhytomyr, mons. Vitalii Kryvytskyi, ospite del programma ‘Il diario di Papa Francesco’ su Tv2000. “I nostri fedeli ma anche le persone che non sono cattoliche – ha aggiunto il vescovo di Kiev a Tv2000 - hanno bisogno delle nostre parole. È molto difficile trovare parole giuste in questo momento perché soltanto Dio sa cosa accadrà domani. Oggi la gente ha bisogno di essere sostenuta ma anche di ricevere parole di conforto”.  

Le ucraine in Italia:”Esercito può richiamarci”

15 Febbraio 2022 - Roma - Sono ore di angoscia per molte delle donne ucraine residenti in Italia e ormai oltre i 50 anni di età. Il motivo? La paura di essere richiamate dall’esercito della madre patria: "Ho 59 anni, ho fatto il servizio militare e so che le donne fino a 60 anni possono essere chiamate alle armi – dice Svetlana, intercettata in una chiesa ortodossa di Milano –. Risponderei? No, mi chiedo cosa può fare una donna della mia età in guerra e poi vivo e lavoro da 13 anni ad Arese, faccio l’operatrice sociosanitaria, mi piace aiutare gli altri. Ho la mia vita qui e sto bene". Stessi timori per Olga che ha una preoccupazione in più: "Non ho ancora i documenti, ho un appuntamento tra quattro giorni e temo davvero che l’Esercito mi chiami".  

Don Marco Jaroslav Semehen: una preghiera continua ed incessante degli ucraini in Italia

14 Febbraio 2022 - Roma - “Oggi la situazione è abbastanza delicata. Le tensioni aumentano in Ucraina e anche la preoccupazione dell’intera popolazione che vive nel paese. Preoccupazione anche tra gli ucraini che vivono all’estero”. A parlare è don Marco Jaroslav Semehen, rettore della basilica di Santa Sofia a Roma e direttore Migrantes dell’Esarcato apostolico degli Ucraini in Italia. “Noi contnuiamo a pregare, una preghiera continua ed incessante” quella  degli ucraini che vivono nel nostro Paese. Ieri, domenica, in tutte le comunità si è pregato per la pace in Ucraina “che il Buon Dio doni la Pace a questo paese e dall’altro lato per coloro che stanno trattando e stanno decidendo affinchè non ci sia guerra. La guerra – ha aggiunto sarebbe incomprensibile soprattutto tra due popoli cristiani”. “Stiamo pregando molto ma stiamo anche vicino alla gente, alla nostra gente, la incoraggiamo in questo periodo  difficile sia per loro che vivono in Italia o in altri paesi e per i loro familiari in Ucraina” Una preoccupazione – conclude don Marco – che “fa crescere la fede e la speranza, affidando nelle mani del buon Dio quello che sta succedendo e che potrà succedere". In Italia vivono circa 250mila ucraini mentre gli italiani presenti nel Paese sono circa 2000.

CEMi: la pace in Ucraina e la tragedia del Mediterraneo

14 Febbraio 2022 - Roma - La CEMi (Commissione Episcopale per le Migrazioni) al termine dell’incontro tenutosi presso la Fondazione Migrantes, oggi  14 febbraio 2022,  si è unita all’appello rivolto da Papa Francesco e dalla Presidenza della Cei per la pacce in Ucraina. Le parole preoccupate del Santo Padre e della Presidenza della Cei – sottolineano i Vescovi della CEMi - sono particolarmente importanti in queste ore in cui le tensioni si sono intensificate. La CEMi è anche vicina agli oltre 2000 italiani che vivono e lavorano in Ucraina e ai circa 250mila migranti ucraini presenti nel nostro Paese sia cattolici di rito orientale che ortodossi: una presenza importante nella vita delle nostre Chiese, per il dialogo ecumenico ma anche per la vita sociale ed economica del nostro Paese. Nell’incontro i Vescovi della Cemi si sono soffermati con preoccupazione alla situazione del Mediterraneo, a cui sarà dedicato il prossimo incontro dei Vescovi a Firenze. Continuano, infatti, i “viaggi della speranza” purtroppo abbandonati a se stessi, nel disinteresse dell’Europa e assistititi solo dalle navi della Civil flot,  e che lo scorso anno hanno generato la tragedia di quasi 1500 vittime.    

Migrantes Rossano-Cariati: una preghiera contro la tratta degli esseri umani

14 Febbraio 2022 - Rossano - Si è tenuta ieri, domenica 13 febbraio,  nella Parrocchia di Cristo Re a Cariati la giornata Mondiale di preghiera e riflessione contro tutte forme di schiavitù  meglio conosciuta come giornata contro la tratta degli esseri umani. Il bellissimo momento di preghiera accolto dal parroco don George Veiee è stato presieduto dall'arcivescovo di Rossano-Cariati mons. Maurizio Aloise ed organizzata dalla commissione Migrantes della diocesi. Durante la preghiera coordinata da sr. Antonia Dal Mas, Missionaria dell’Immacolata del PIME e dalla dottoressa Carmelina Sciarrotta entrambe componenti della commissione Migrantes della diocesi, ha visto la presenza di numerosi fedeli sensibili alla tematica. Durante l’iniziativa, nella quale è stata introdotta la vita di santa Giuseppina Bakita, c’è stata la partecipazione di alcune ragazze vittime di tratta. “Come arcidiocesi di Rossano-Cariati siamo da sempre impegnati ad abbattere ogni forma di ingiustizia e sfruttamento, in particolare per quanto riguarda la tratta degli esseri umani presente nelle nostre zone, sotto l’evidente forma della prostituzione e dello sfruttamento lavorativo” ha dichiarato Giovanni Fortino direttore della pastorale Migrantes diocesana, “ come non ricordare, ha proseguito, l’iniziativa della fiaccolata vissuta qualche anno fa che fece scalpore per le tante forze politiche assenti e contrarie a tale iniziativa, ma noi come diocesi volevamo andare oltre l’opinione pubblica e la politica perchè ritenevamo opportuno arrivare ai cuori dei cittadini onesti per sensibilizzarli contro questo fenomeno che affligge ancora oggi la nostra terra, richiamando la necessità del sostegno di tutti affinché venga rispettata la dignità dell’essere umano contro ogni forma di sfruttamento grazie anche alla volontà dell’allora vescovo mons. Santo Marcianò”. L’iniziativa,  inserita in un più ampio movimento di preghiera voluto da Papa Francesco di portata mondiale con il tema 2022 “La Forza della Cura” trova la sua massima espressione ed intensità nella giornata dedicata alla memoria liturgica di Santa Bakita che si celebra l’8 febbraio. Santa Bakita suora canossiana che venne ridotta in schiavitù in africa e arrivata in italia divenne libera e suora patendo con il suo corpo  le tante  punizioni corporali che gli venivano inflitte dai suoi carnefici tanto che ad un certo punto arrivo a dimenticare persino il suo nome di origine. Un brutta storia di traffico di esseri umani che nel caso di Santa Bakita, salita agli Onori degli altari della Chiesa Cattolica ha avuto dei risvolti positivi di libertà. La bellissima e significativa omelia di Mons. Maurizio Aloise ha concluso il momento di preghiera rifacendosi al tema e alle parole di Papa Francesco richiamando il passo del Vangelo del buon Samaritano e chiedendosi “ Chi è il mio prossimo? : il tuo prossimo non è colui che tu fai entrare nell’orizzonte delle tue attenzioni, ma prossimo sei tu quando ti prendi cura di un uomo; non tu chi ami, ma tu quando ami. (Migrantes Rossano-Cariati)    

Ucraina: Migrantes Salerno, ucraini vivono “tra speranza e paura”

14 Febbraio 2022 - Salerno - In questi giorni gli ucraini “vivono la condizione di chi è sospeso tra la paura della guerra e la speranza che si possa ancora dare un'altra possibilità alla pace”. Lo dice oggi Antonio Bonifacio, direttore Migrantes nella diocesi di Salerno-Campagna-Acerno.  Vivono – dice Bonifacio - “la tensione a distanza e questo crea ansie ancora più profonde. C'è il desiderio di rimanere costantemente aggiornati, di avere notizie dei propri familiari. Pensiamo a coloro che, lavorando in Italia, riescono a inviare in patria il danaro per far crescere i propri figli nella loro terra o per provvedere alle proprie famiglie. C'è il serio pericolo che tutti questi sacrifici siano annullati dalla guerra, che potrebbe costringere molti a emigrare. È poi evidente che, già solo questa situazione di stasi e di pericolo incombente, generi una crisi economica, anzi peggiori quella già creata dalla pandemia. È una situazione complessa per varie ragioni. Anche al suo interno il Paese è diviso tra filorussi e indipendentisti e questo accresce l'incertezza e i timori per il futuro, sentiti anche dalle popolazioni dei territori confinanti”. Gli ucraini – aggiunge -  hanno parenti e amici lì, hanno paura: “loro stessi si chiedono come aiutarli o magari se possano accoglierli qui in Italia. L'impegno della comunità cristiana, intanto, è di pregare per la pace. L'Ucraina è un Paese grande per la sua estensione, per la sua storia, la sua cultura, la sua tradizione”. Oggi c'è una minaccia non solo di guerra “ma anche di violazione della pace in Europa e nel mondo.  Ecco perché noi, come cristiani, ucraini in Italia, preoccupati per la difficile situazione odierna, ci uniamo all'appello di Papa Francesco e del nostro Patriarca Sviatoslav a pregare con fervore per la conservazione della pace e della tranquillità in Ucraina e nel mondo. Chiediamo a tutti coloro che possono, e in particolare alla Repubblica Italiana, di unirsi alla pacifica soluzione di questa difficile situazione.  Crediamo e speriamo che tutto andrà bene”, aggiunge il cappellano degli ucraini di Salerno, don Ivan Boryn che si trova in Ucraina in questi giorni.

Ucraina: missionari orionini, “situazione di grande tensione”

14 Febbraio 2022 - Roma - Le notizie provenienti dall’Ucraina circa un possibile imminente scoppio di un conflitto sono sempre più preoccupanti. L’Opera Don Orione è presente in Ucraina da tanti anni, e proprio attraverso la voce di uno dei missionari orionini a Kiev, don Moreno Cattelan, arrivano informazioni sulla situazione che si sta vivendo nel paese: “Le notizie – scrive don Cattelan – che arrivano dai mass-media sono allarmanti e creano un clima di allerta e preoccupazione. La Farnesina ha chiesto agli italiani di lasciare in Paese, in via precauzionale. Il Presidente e il governo ucraino hanno chiesto più volte in questi giorni di mantenere la calma e di evitare il panico. Si sta creando un clima di terrore che non aiuta di certo la popolazione. Al momento è cruciale restare calmi, uniti all’interno del Paese, evitare azioni destabilizzanti che creino panico e divisione”. “Qui a Kiev – continua – la vita trascorre come tutti gli altri giorni, normale. Lavoro, scuola, anche se alcune classi sono ridotte o chiuse per Covid. Si sta organizzando qualche manifestazione in piazza. Aleggia certo la minaccia della guerra… ma noi per il momento siamo determinati a restare. Non ha senso abbandonare la nostra gente proprio ora. Siamo qui per creare con il popolo ucraino un clima di speranza e fiducia nel futuro”. “In queste ultime ore – conclude don Cattelan – la tensione è alle stelle. Noi cerchiamo di stare calmi e ragionevoli, certo pronti a qualsiasi scenario. Ci sostiene la ragionevolezza e la speranza della pace! Vi invitiamo tutti alla preghiera. A tenere accesa la fiaccola della speranza. Quando la via diplomatica sembra difficile, o addirittura impossibile, noi cristiani sappiamo che la storia è guidata da Dio. E sarà Dio a toccare i cuori dei potenti, dei capi dei governi, di chi ha potere decisionale perché anche questo conflitto possa essere risolto per il bene di tutti. Grazie a tutti per l’attenzione, la condivisa preoccupazione e la preghiera».

Cei: presentato l’incontro del Mediterraneo

14 Febbraio 2022 - Roma - Si svolgerà nel segno del Sindaco Santo, Giorgio La Pira, l’Incontro dei Vescovi e Sindaci del Mediterraneo in programma a Firenze, dal 23 al 27 febbraio. L’evento – che si concluderà con la visita di Papa Francesco, vedrà la partecipazione del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella (il 27 febbraio) e del Presidente del Consiglio, Mario Draghi (il 23 febbraio). “L’intuizione di ritrovarsi dopo la prima esperienza di Bari nel 2020, è maturata proprio a partire da La Pira che, in piena guerra fredda, avviò un percorso politico per favorire l’incontro tra gli uomini e promuovere la pace. Anche oggi c’è un bene comune del Mediterraneo costruendo il quale si pone un tassello imprescindibile per l’intera famiglia umana. I Vescovi e i Sindaci matureranno insieme proposte di vita e di serenità spirituale per tutti”, ha sottolineato il card. Gualtiero Bassetti, presidente della Cei. “Nell’orizzonte del Cammino sinodale, l’Incontro dei Vescovi, che ha per tema le città e la cittadinanza mediterranee, vuole tradurre l’idea comunionale consegnataci dal Concilio Vaticano II per attivare la partecipazione dei battezzati a discernere e attuare le soluzioni alle problematiche presenti. Saranno presenti circa 60 delegati provenienti da 20 Paesi bagnati dal Mediterraneo. L’obiettivo è elaborare, nella seduta congiunta con i Sindaci, una Carta d’intenti comune da consegnare a Papa Francesco”, ha aggiunto mons. Antonino Raspanti, Vice Presidente della CEI. “L’intento dell’Arcidiocesi è quello di preparare un’accoglienza che sia essa stessa un messaggio. La scelta del Convento di Santa Maria Novella quale sede dei lavori dei Vescovi, ad esempio, non è casuale: è stato infatti il primo insediamento dei Domenicani, come pure la cornice del Concilio di Firenze. Anche le realtà ecclesiali e religiose fiorentine saranno pienamente coinvolte, in particolare nella serata di giovedì quando sono previsti quattro appuntamenti diversi nelle principali Basiliche della città”, ha spiegato il card. Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze. “Con questo doppio appuntamento si completa il disegno lapiriano, sublimato dalla visita del Santo Padre. Sono grato alla Chiesa che è in Italia per aver scelto Firenze, al Presidente Mattarella e al Premier Draghi la cui presenza renderà ancora più memorabile la settimana fiorentina. Mai come oggi il Mediterraneo, che è culla delle nostre civiltà, viene raccontato attraverso le tragedie che vi si consumano: l’incontro dei Vescovi e dei Sindaci, che non ha precedenti, è invece un segno di speranza e di forza. Da qui partirà un appello molto forte all’Europa ad occuparsi del Mediterraneo”, ha evidenziato il Sindaco della città Nardella.

Coldiretti: 235mila ucraini in Italia

14 Febbraio 2022 -   In Italia sono presenti 235mila cittadini ucraini dei quali oltre 5mila lavorano in agricoltura che sono con il fiato sospeso per le tensioni al confine ed il rischio di invasione da parte della Russia. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti divulgata in riferimento alla situazione di allarme nell’Europa dell’Est. La comunità ucraina in Italia - sottolinea la Coldiretti -  si classifica  al terzo posto tra le più numerose e si caratterizza per la forte integrazione con le famiglie italiane. La collaborazione domestica e l’assistenza agli anziani sono tra le attività più diffuse con la netta prevalenza della componente femminile (80%) anche se - continua la Coldiretti -  non mancano quanti sono impiegati in altri settori come l'edilizia o l' agricoltura. L' Ucraina - conclude la Coldiretti - è infatti considerata il granaio d' Europa con grandi produzioni di grano, mais e orzo ma anche di semi oleosi oltre che di carne e latte.  

CEI: appello per la pace in Ucraina

14 Febbraio 2022 - Roma  - Quanto sta accadendo al confine tra Ucraina e Russia preoccupa il mondo intero. Il rischio concreto di una guerra – o anche solo l’ipotesi che si possa scatenare un conflitto – "turba gli animi, scuote le coscienze, aggiunge preoccupazioni alle tante che l’umanità sta già vivendo per la pandemia e per le altre 'pandemie' che attraversano il pianeta: povertà, malattie, mancanza di istruzione, conflitti locali e regionali… È responsabilità di tutti, a cominciare dalle sedi politiche nazionali e internazionali, non solo scongiurare il ricorso alle armi, ma anche evitare ogni discorso di odio, ogni riferimento alla violenza, ogni forma di nazionalismo che porti al conflitto". Lo scrive questa mattina, in un comunicato, la presidenza della Cei aggiungendo che "non c’è più posto per le armi nella storia dell’umanità! È la convinzione che ci muove alla vigilia dell’Incontro dei Vescovi e dei Sindaci del Mediterraneo che si terrà a Firenze dal 23 al 27 febbraio". "La cooperazione e il dialogo, accompagnati dalla diplomazia - sottolinea la presidenza della Conferenza Episcopale Italiana -  siano regola e stile delle relazioni internazionali. E nel giorno in cui ricordiamo i santi Cirillo e Metodio, compatroni d’Europa, facciamo appello alle comuni radici nella fede cristiana, che è messaggio di pace, affinché nel Vecchio Continente ci sia sempre convivenza rispettosa, collaborazione sul piano economico, rispetto e dialogo duraturi. La pace è un bene prezioso al quale l’umanità non può e non deve mai rinunciare. Invochiamo il Signore nostro Gesù Cristo, principe della pace, e la Vergine Santissima, particolarmente venerata in Ucraina nella Basilica della Madre di Dio di Zarvanytsia, perché sia risparmiato un terribile flagello. Invitiamo tutte le Chiese d’Italia ad unirsi a questa intenzione di preghiera".

Tratta: un incontro di Migrantes, Missio e Caritas

14 Febbraio 2022 - Roma -  “Tratta, la forza della cura. Donne, economia, tratta di persone”. Questo il tema di un incontro che si svolgerà a Roma alla presenza di sr. Gabriella Bottani della rete danti tratta “Talitha Kum”, che sarà affiancata dal sociologo Stefano Volpicelli. L’incontro fa parte del ciclo di formazione organizzato e proposto da Caritas Diocesana, Centro Missionario Diocesano e Ufficio Migrantes di Roma. Questi incontri – spiega il direttore Migrantes di Roma, mons. Pierpaolo Felicolo - fanno parte del cammino di formazione essenziale per il servizio che volgiamo a favore dei migranti.  

Ucraina: nuovo appello alla pace di papa Francesco

14 Febbraio 2022 - Città del Vaticano - "Le notizie che giungono dall’Ucraina sono molto preoccupanti. Affido all’intercessione della Vergine Maria e alla coscienza dei responsabili politici ogni sforzo per la pace. Preghiamo in silenzio". Ancora una volta papa Francesco invita alla preghiuera per la pace in Ucraina.  E lo ha fatto ieri dopo la recita dell’Angelus in piazza San Pietro. Il Pontefice, lo scorso 26 gannaio aveva invitato a pregare pe rla pace con una Giornata di Preghiera e di riflessione. Un appello prontamente raccolto dalle comunità di ucraini in Italia. Tante le iniziative di preghiera in molte diocesi promosse dagli Uffici Migrantes diocesani.

Con la gioia nel cuore

14 Febbraio 2022 - Città del Vaticano - Somiglianze e differenze tra due evangelisti. Luca, nella pagina del Vangelo di domenica, ci fa riflettere sul discorso che Gesù propone ai suoi discepoli, più che alla folla, giunta da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Siro e di Sidone: è il discorso della pianura, discorso di benedizioni e minacce. Discorso parallelo a quello della montagna, o discorso sul monte, che troviamo in Matteo, il primo dei cinque grandi discorsi sul Regno: le nove beatitudini. In Matteo Gesù si rivolge ai presenti dall’alto di un monte. Anzi “del monte”: non luogo generico, dunque, ma una altura che evoca il Sinai. Nella Bibbia sono molte le ‘vette di Dio’, non solo il Sinai, ma anche il Nebo, dove Mosè vede la terra promessa, senza però raggiungerla. E poi l’Ararat, dove si sarebbe fermata l’arca di Noe; il Moira, il monte della prova di Abramo; il Tabor, l’altura della trasfigurazione, e gli Ulivi. Luca, invece, fa parlare Gesù “in un luogo pianeggiante”, dopo essere salito sul monte e aver pregato in solitudine tutta la notte; è sul monte che chiama i discepoli e ne sceglie dodici “ai quali diede anche il nome di apostoli”. Dodici come le tribù di Israele. Li sceglie, dunque, e con essi scende per fermarsi “in un luogo pianeggiante”. Papa Francesco, all’Angelus, fa notare che Gesù, pur essendo attorniato da una grande folla, parla rivolgendosi ai suoi discepoli. Le beatitudini, infatti, “definiscono l’identità del discepolo” e “possono suonare strane, quasi incomprensibili” a chi non lo è. Fermandosi a riflettere sulla prima – “beati voi, poveri, perché vostro è il regno di Dio” – il vescovo di Roma afferma che “sono beati perché poveri”, nel senso che “il discepolo di Gesù non trova la sua gioia nel denaro, nel potere o in altri beni materiali, ma nei doni che riceve ogni giorno da Dio: la vita, il creato, i fratelli e le sorelle”. Anche i beni che possiede “è contento di condividerli, perché vive nella logica di Dio”. Luca sembra dirci che Gesù scendendo nella pianura in realtà scende, anzi raggiunge ogni uomo; è a lui vicino per consolarlo nei molti luoghi delle nostre povertà, mancanze, afflizioni. In Luca, le beatitudini privilegiano l’interesse per i poveri e gli afflitti. E quello scendere in un luogo pianeggiante è un andare verso l’uomo che, affermava Benedetto XVI, “non ha soltanto bisogno di essere nutrito materialmente o aiutato a superare i momenti di difficoltà, ma ha anche la necessità di sapere chi egli sia e di conoscere la verità su sé stesso, sulla sua dignità”. I Vangeli ci ricordano che la logica del Signore non è quella dell’uomo, e Luca, afferma il Papa, ci dice che la logica di Dio è la gratuità: “il discepolo ha imparato a vivere nella gratuità. Questa povertà è anche un atteggiamento verso il senso della vita, perché il discepolo di Gesù non pensa di possederlo, di sapere già tutto, ma sa di dover imparare ogni giorno”; di più “è una persona umile, aperta, aliena dai pregiudizi e dalle rigidità”. Pietro, è il Vangelo di domenica scorsa, “lascia la barca e tutti i suoi beni per seguire il Signore”, si dimostra docile, “e così diventa discepolo. Invece, chi è troppo attaccato alle proprie idee, alle proprie sicurezze, difficilmente segue davvero Gesù”. Lo segue solo “nelle cose in cui è d’accordo con lui e lui è d’accordo con me”. Ma non è un discepolo, è una persona “triste perché i conti non gli tornano, perché la realtà sfugge ai suoi schemi mentali e si trova insoddisfatto. Il discepolo, invece, sa mettersi in discussione, sa cercare Dio umilmente ogni giorno”. Il discepolo “accetta il paradosso delle Beatitudini”. La logica umana porta a pensare in un altro modo: “è felice chi è ricco, chi è sazio di beni, chi riceve applausi ed è invidiato da molti, chi ha tutte le sicurezze”. È un “pensiero mondano”, dice Francesco: “non è Dio a dover entrare nelle nostre logiche, ma noi nelle sue”. Il discepolo di Gesù “è gioioso” perché “il Signore, liberandoci dalla schiavitù dell’egocentrismo, scardina le nostre chiusure, scioglie la nostra durezza, e ci dischiude la felicità vera, che spesso si trova dove noi non pensiamo”. Lasciamoci “scardinare dentro dal paradosso delle beatitudini” per “uscire dal perimetro delle nostre idee”, ci chiede il Papa, che aggiunge: “il tratto saliente del discepolo è la gioia del cuore”. (Fabio Zavattaro - SIR)

Mci Berna: da domenica un ciclo di conferenze

11 Febbraio 2022 - Berna - Avrà inizio domenica 13 febbraio un ciclo di conferenze organizzato dalla Missione Cattolica di lingua italiana di Berna. A conclusione dell’Anno della Famiglia e dell’Amoris Laeitia ed in pieno spirito sinodale, desideriamo metterci in ascolto di testimonianze ed esperienze di vita familiare che troppo spesso implicano una mancanza di dialogo tra Chiesa e società civile. La prima conferenza, prevista per domenica, tratterà l’argomento dei separati, divorziati e risposati. Relatori ed ospiti saranno Don Paolo Tassinari, diacono permanente e responsabile del percorso “Anello Perduto” per divorziati e risposati della diocesi di Fossano, che ci porterà due testimoni, ci presenterà il magistero della Chiesa e il cammino che propone nella sua diocesi. (Luca Panarese)

Accoglienza: la fondazione “Città della Pace” nomina presidente il Premio Nobel Jody Williams

11 Febbraio 2022 - Potenza - La Fondazione "Città della Pace per i Bambini Basilicata", impegnata nell'accoglienza di migranti e rifugiati,  ha come presidente il Premio Nobel per la Pace 1997, Jody Williams. Il premio Nobel - informa oggi la Fondazione - "ha accettato l'invito di assumere la presidenza della Fondazione Città della Pace per i Bambini Basilicata" che dal 2012 ad oggi ha accolto oltre 800 rifugiati e richiedenti asilo nei progetti realizzati insieme ai suoi partner" e che "ha svolto attività di sensibilizzazione per oltre mille studenti in tutta Italia, dalle scuole primarie fino alle Università". Jody Williams che ha voluto fortemente la fondazione - che succede alla fondatrice morta nel marzo 2020 - ha sottolineato che mettersi "nei panni Betty Williams come presidente della Fondazione Città della Pace non sarà facile. Ma so che con il sostegno di tutti, saremo in grado di lavorare insieme per continuare a portare avanti il progetto e continuare ad accogliere in modo compassionevole i bambini e le loro famiglie. Non vedo l'ora di farlo. Parafrasando le parole di Betty: la compassione senza l'azione è irrilevante". Appena possibile, in base alla situazione del Covid-19, Jody Williams sarà in Basilicata per insediarsi nella sua carica di Presidente ed inaugurare l'Abitazione per la Pace, un progetto ideato da Betty Williams che attualmente già accoglie i rifugiati provenienti dal Corridoio umanitario Caritas e realizzato su disegno dell'archistar Mario Cucinella grazie al supporto finanziario di due imprenditori illuminati: Pasquale Natuzzi e Nicola Benedetto".

Giubileo 2025: poveri, profughi e creato al centro

11 Febbraio 2022 -
Città del Vaticano - “Il prossimo Giubileo potrà favorire molto la ricomposizione di un clima di speranza e di fiducia, come segno di una rinnovata rinascita di cui tutti sentiamo l’urgenza”. Ne è convinto il Papa, che nella lettera indirizzata a mons. Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, annuncia il motto del Giubileo del 2025: “Pellegrini di speranza”. “Tutto ciò però sarà possibile se saremo capaci di recuperare il senso di fraternità universale, se non chiuderemo gli occhi davanti al dramma della povertà dilagante che impedisce a milioni di uomini, donne, giovani e bambini di vivere in maniera degna di esseri umani”, il monito di Francesco: “Penso specialmente ai tanti profughi costretti ad abbandonare le loro terre”. “Le voci dei poveri siano ascoltate in questo tempo di preparazione al Giubileo che, secondo il comando biblico, restituisce a ciascuno l’accesso ai frutti della terra”, la raccomandazione del Papa: “la dimensione spirituale del Giubileo, che invita alla conversione, si coniughi con questi aspetti fondamentali del vivere sociale, per costituire un’unità coerente”. “Sentendoci tutti pellegrini sulla terra in cui il Signore ci ha posto perché la coltiviamo e la custodiamo, non trascuriamo, lungo il cammino, di contemplare la bellezza del creato e di prenderci cura della nostra casa comune”, l’altra attenzione privilegiata segnalata da Francesco: “Auspico che il prossimo Anno giubilare sia celebrato e vissuto anche con questa intenzione”, partendo dalla consapevolezza che “un numero sempre crescente di persone, tra cui molti giovani e giovanissimi, riconosce che la cura per il creato è espressione essenziale della fede in Dio e dell’obbedienza alla sua volontà”. “Il Dicastero che promuove la nuova evangelizzazione saprà fare di questo momento di grazia una tappa significativa per la pastorale delle Chiese particolari, latine ed orientali, che in questi anni sono chiamate a intensificare l’impegno sinodale”, l’omaggio del Papa: “In tale prospettiva, il pellegrinaggio verso il Giubileo potrà rafforzare ed esprimere il comune cammino che la Chiesa è chiamata a compiere per essere sempre più e sempre meglio segno e strumento di unità nell’armonia delle diversità”. “Sarà importante aiutare a riscoprire le esigenze della chiamata universale alla partecipazione responsabile, nella valorizzazione dei carismi e dei ministeri che lo Spirito Santo non cessa mai di elargire per la costruzione dell’unica Chiesa”, il suggerimento di Francesco: “Le quattro Costituzioni del Concilio Ecumenico Vaticano II, unitamente al magistero di questi decenni, continueranno ad orientare e guidare il popolo santo di Dio, affinché progredisca nella missione di portare a tutti il gioioso annuncio del Vangelo”.