Primo Piano
Papa Francesco: Mons. Scalabrini sarà proclamato Santo il prossimo 9 ottobre
Quando i profughi sono ragazzi
Foto Comunità Sant'Egidio[/caption] Viminale: 52mila le persone migranti sbarcate sulle nostre coste dall’inizio dell’anno
Roma - Il cruscotto quotidiano del Viminale, che fotografa il numero dei migranti sbarcati a decorrere dal 1° gennaio 2022 (fino al 25 agosto) dice che, nell’anno in corso, sono state ufficialmente 52.632 le persone giunte nel nostro Paese, contro le 37.262 del 2021 e le 17.500 del 2020. Il picco di arrivi durante il mese di agosto si è verificato il giorno 13, con l’approdo sul territorio italiano di 1.439 profughi in sole ventiquattr’ore.
Morte sul tir e arrivi via mare: le due facce dell’odissea
Roma - È di un minore, probabilmente di origine siriana, il corpo trovato dentro un container ad Agnadello, in provincia di Cremona, da un autista proveniente dalla Turchia. La macabra scoperta è avvenuta mentre l’uomo si era fermato per caricare della merce. Il ragazzo sarebbe morto per soffocamento a causa del caldo che aveva invaso il suo stretto nascondiglio. La giovane età è stata ricostruita dalle lastre, la nazionalità dalle etichette dei pantaloni che fanno ipotizzare appunto la provenienza dalla Siria. L’ultima tragedia dell’immigrazione arriva dunque sulle strade del nord Italia, nella rotta via terra che dalla Turchia porta alla nostra penisola. Ci si nasconde a bordo, spesso tra una sosta e l’altra, dentro rimorchi di fortuna, a rischio della vita.
Anche la via del mare resta piena di pericoli per i profughi. Se due giorni fa, 1.200 persone sono sbarcate in Sicilia, Calabria e Puglia (in quest’ultimo caso, l’approdo a Taranto ha riguardato 106 persone salvate dalla Geo Barents) l’allarme resta alto per le imbarcazioni senza una destinazione ferme nel Mediterraneo. Da nove giorni a bordo della «Open Arms Uno», ad esempio, si trovano 99 persone salvate nel Mediterraneo centrale. «Hanno il diritto di sbarcare in un porto sicuro, lo impone la legge. L’umanità e la dignità ci rendono esseri umani. Basta», è stato l’appello della Ong spagnola. Tra loro c’è Mohammed, 17 anni: «Viene da uno dei paesi più colpiti dalla povertà e dalla violenza, il Chad. Da nove giorni è sul ponte della Open Arms Uno. Ha urgentemente bisogno di un porto sicuro dove sbarcare e dove tornare a vivere in pace». Nel frattempo, dopo settimane di sbarchi, ieri c’è stato il primo ricollocamento di migranti. Si tratta di 38 richiedenti asilo partiti per la Francia nell’ambito del nuovo Meccanismo volontario di solidarietà. L’intesa raggiunta il 10 giugno in Lussemburgo dal Consiglio Europeo Affari interni prevede il ricollocamento annuo di circa 10mila migranti, individuati principalmente tra le persone salvate in mare nel Mediterraneo centrale e lungo la rotta atlantica occidentale e poi sbarcate negli Stati membri di primo ingresso dell’Unione. Francia e Germania hanno messo a disposizione le maggiori quote, 3.500 e 3.000 persone, tra i 21 Paesi che hanno condiviso la Dichiarazione politica. A curare il trasferimento è stato il Viminale in raccordo con la Commissione europea, l’Agenzia dell’Unione europea per l’asilo (Euaa) e l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim).
L’operazione è stata preceduta, così come prevedono le modalità operative approvate dalla Commissione europea e dagli Stati interessati, dalle attività di pre-identificazione, foto-segnalamento e controlli sanitari da parte delle autorità italiane per determinare i potenziali beneficiari, dalla registrazione delle domande di protezione e dalla proposta di ridistribuzione dei richiedenti protezione internazionale da parte dell’agenzia Euaa, dall’analisi dei dossier individuali e dalle interviste da parte della delegazione francese. Per l’organizzazione dei trasferimenti verso la Francia, con il sostegno finanziario della Commissione Europea, l’Italia si è avvalsa del supporto logistico dell’Oim, nell’ambito di progetti europei dedicati. Proprio per verificare la composizione del primo gruppo di migranti, dal 28 luglio al 2 agosto funzionari francesi sono stati in missione al Cara di Bari. Entro la fine di agosto è previsto l’arrivo in Italia di una delegazione di funzionari tedeschi che verificheranno la composizione di un secondo gruppo di migranti destinati ad essere ricollocati in Germania. (Giulio Isola - Avvenire)
Vangelo Migrante: XXII Domenica del Tempo Ordinario | Vangelo (Lc 14, 1.7-14)
- Gaetano SARACINO
Mons. Scalabrini, “uomo di grande carisma”
Carlo e della Congregazione delle Suore Missionarie di San Carlo Borromeo, e Artemide Zatti, laico professo della Società Salesiana di San Giovanni Bosco (Salesiani). "La vicenda del vescovo
Scalabrini, uomo di grande carisma, si intreccia - dice oggi il presidenbte della Fondazione Migrantes, mons. Gian Carlo Perego, al settimanale "Il Nuovo Giornale" della diocesi si Piacenza-Bobbio - con la vita dell’allora vescovo di Cremona mons. Geremia Bonomelli, vissuto nello stesso periodo, con cui stabilisce una forte amicizia e una comunione di intenti che lega le due diocesi vicine.
Essendo io originario della diocesi di Cremona, ho approfondito - aggiunge mons. Perego - questo legame che si evidenzia attorno al dramma dei migranti". Alla fine dell’800 un milione di persone all’anno emigrava dall’Italia verso le Americhe e l’Europa. Sia Scalabrini che Bonomelli "vanno di persona a visitare i migranti. Bonomelli in Europa e nel Medio Oriente, Scalabrini nelle due Americhe: una vicinanza in maniera diretta che anticipa i viaggi che realizzeranno i Papi a partire da Paolo VI. Questi vescovi, figure affascinanti, hanno segnato la storia della Chiesa". (R.I.)
Fonte d’Ismaele: giornate al mare per i profughi ucraini
Roma - Le donne e i bambini provenienti dall’Ucraina e attualmente ospiti presso il Centro Fonte d’Ismaele trascorreranno alcuni di questi giorni di fine estate al mare, grazie a un accordo tra l’associazione, Atac e il Dopolavoro dell'Azienda. Oggi il primo appuntamento presso lo stabilimento balneare di Ostia del Dopolavoro, poi l’esperienza verrà ripetuta martedì 30 agosto, giovedì 1 settembre e da martedì 6 fino a venerdì 9 settembre.
“Fin dallo scoppio di questa atroce guerra, ormai sei mesi fa, - spiega Lucia Ercoli, coordinatrice di Fonte d’Ismaele - ci siamo attivati per un’accoglienza di tipo familiare per le persone costrette a fuggire dall’Ucraina. Per un po’ abbiamo sperato che prevalesse la logica del buon senso e la guerra potesse terminare presto, ma non è andata così e le persone che sono arrivate qui in Italia sono sempre più smarrite e disperate”.
“Per questo - prosegue - ringraziamo sentitamente il Dopolavoro Atac Cotral, con il quale abbiamo già condiviso questa esperienza a luglio, che mettendo nuovamente a disposizione il proprio stabilimento balneare permette alle donne e ai bambini che ospitiamo di trascorrere qualche giorno di spensieratezza, nonostante il loro pensiero sia sempre ai figli, ai mariti e ai padri che sono rimasti in Ucraina a combattere e alle preoccupazioni per un futuro tutto da decifrare”.
“In particolare, - conclude - queste giornate speriamo possano essere importanti per i più piccoli, vittime innocenti della pazzia della guerra come le ha definite anche Papa Francesco, coloro i quali rischiano di subire i danni maggiori, sia sul piano fisico che sul piano emotivo e psicologico”.
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La preghiera incessante del Papa di fronte al «pericolo di autodistruggersi»
Città del Vaticano - In sei mesi di conflitto in Ucraina, come ricorda un ampio servizio curato da Vatican News, sono stati incessanti gli appelli di papa Francesco per la pace. Ne citiamo solo alcuni: «Ogni guerra rappresenta una sconfitta per tutti» (Angelus 27 marzo), esortando a rovesciare la prospettiva e quindi «a sconfiggere la guerra» (Udienza generale 23 marzo). «Di fronte al pericolo di autodistruggersi, l’umanità comprenda che è giunto il momento di abolirla», ripudiarla, «cancellarla dalla storia dell’uomo prima che sia lei a cancellare l’uomo dalla storia».
«Dio è solo Dio della pace, non della guerra» e «sta con gli operatori di pace» (Angelus 27 febbraio). Con il pensiero rivolto oltre l’Europa, ai conflitti dimenticati in Siria, Yemen o Myanmar, per citare alcuni tasselli della «terza guerra mondiale a pezzi», il Pontefice ha più volte richiamato a non considerare mai nessun conflitto armato come inevitabile. Occorre contrastare con ogni forza il rischio di abituarsi, o addirittura dimenticare la «tragica realtà» di quanto accade in Ucraina, o altrove. La guerra richiama «lo spirito di Caino» che uccise il fratello Abele. Il Mercoledì delle Ceneri del 2 marzo il Pontefice ha aperto la Quaresima nel segno del digiuno e della preghiera per la pace in Ucraina. Al Cuore Immacolato di Maria, il 25 marzo, nel giorno dell’Annunciazione, ha consacrato l’umanità, in special modo la Russia e l’Ucraina: «Liberaci dalla guerra, preserva il mondo dalla minaccia nucleare ». «Continuiamo, per favore, a pregare ogni giorno il Rosario per la pace». (Regina Coeli - 8 maggio).
Il Papa ha esortato i leader politici ad un «serio esame di coscienza al cospetto di Dio: non portate l’umanità alla rovina per favore!». Da qui il monito: «Si mettano in atto vere e concrete trattative per un cessate il fuoco e per una soluzione sostenibile. Si ascolti il grido disperato della gente che soffre, si fermi la macabra distruzione di città e villaggi». Costanti il richiamo a favorire corridoi umanitari sicuri e a mettere in campo azioni di aiuto nei confronti della popolazione martoriata dalle bombe. Con la stessa premura Francesco non ha mai mancato di ringraziare uomini e donne di buona volontà che hanno aperto le porte ai profughi nei quali, ha ricordato, è presente Cristo: «Non stanchiamoci di accogliere con generosità, come si sta facendo: non solo ora, nell’emergenza, ma anche nelle settimane e nei mesi che verranno». «Pensiamo a queste donne, a questi bambini che con il tempo, senza lavoro, separate dai loro mariti, saranno cercate dagli 'avvoltoi' della società. Proteggiamoli, per favore».
Francesco ha fatto visita all’ambasciatore russo a Roma; ha avuto colloqui telefonici con il presidente ucraino Zelensky; ha ringraziato più volte i giornalisti che mettono a rischio la propria vita; ha incoraggiato e salutato con favore come segno di speranza la partenza dai porti ucraini delle prime navi cariche di cereali. Una sollecitudine che si è esplicitata nell’impegno fattivo della Santa Sede ad adoperarsi senza riserva per mettersi al servizio della pace, con l’invio in Ucraina dei cardinali Krajewski e Czerny, rispettivamente Elemosiniere e prefetto del dicastero per lo Sviluppo umano integrale e, a maggio, di monsignor Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati. Il Papa non lo ha mai nascosto: nell’intimo coltiva il desiderio di «aprire una porta», di recarsi nelle zone coinvolte dal conflitto prima a Mosca e poi a Kiev: «È sul tavolo », «vorrei andarci». «Per servire la causa della pace».
Mediterraneo: a Fondi un incontro con il card. Montenegro
Papa Francesco: il pensiero e la preghiera per i bambini e i rifugiati ucraini
Villa Literno: oggi la memoria di Jerry Masslo e di tutte le vittime dell’intolleranza e del razzismo
Roma - Oggi, a 33 anni dalla sua morte, la Comunità di Sant’Egidio invita tutti a ricordare Jerry Essan Masslo, il profugo sudafricano, amico e ospite della Comunità alla fine degli anni Ottanta, che fu ucciso per rapina nella povera baracca dove viveva insieme ai suoi compagni per la raccolta dei pomodori. Il suo omicidio commosse l’Italia provocando la prima grande manifestazione antirazzista dell’ottobre 1989 e suggerendo i primi provvedimenti legislativi nei confronti degli immigrati.
In un tempo difficile, che ha visto registrare nuovi atti di razzismo e il gravissimo omicidio di Alika, nigeriano, a Civitanova Marche - dice oggi una nota di Sant'Egidio - "non vogliamo dimenticare il dramma dei braccianti stranieri sfruttati nelle campagne e costretti a vivere in alloggi più che precari. Di fronte a sentimenti di intolleranza e alla predicazione dell’odio, che corre troppo spesso sui social, occorre invece costruire, per tutti, un futuro di pace, di giustizia e di integrazione". L'appuntamento è per oggi alle 17.30 al cimitero di Villa Literno, per la memoria di Jerry Essan Masslo e dei tanti migranti morti, in diverse circostanze, mentre erano in Italia al lavoro nei campi.
Unesco: ad Angela Merkel il Félix Houphouët-Boigny Peace Prize 2022 per il suo impegno nell’accoglienza dei rifugiati
Ordine di Malta: aiuti umanitari in 65 località ucraine
Migrantes Taranto: domani incontro di preghiera per la pace in Ucraina
Cei: online la Sintesi nazionale della fase diocesana del Sinodo
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