Primo Piano

Migrantes: gioia per la canonizzazione del Vescovo Scalabrini

27 Agosto 2022 -    La Fondazione Migrantes si unisce alla gioia degli Scalabriniani e delle Scalabriniane, delle Diocesi di Como e Piacenza-Bobbio e di tutta la Chiesa Italiana per la canonizzazione di Mons. Giovanni Battista Scalabrini, che sarà a Roma il 9 ottobre. Il Vescovo Scalabrini, oltre che Pastore della propria Chiesa di Piacenza per oltre trent’anni, è stato un Pastore dei migranti nelle Americhe, che raggiungerà in due viaggi. Insieme all’amico Vescovo di Cremona, Mons. Geremia Bonomelli, saranno i primi a considerare l’importanza del camminare della Chiesa con i migranti: Scalabrini realizzando una Congregazione di religiosi per le Americhe e un gruppo di sacerdoti diocesani e Bonomelli per l’Europa e l’Asia minore. In una Conferenza al Convegno dell’Opera dei Congressi di Ferrara, nel 1899 il Vescovo Scalabrini affermava: “Emigrano i semi sulle ali dei venti, emigrano le piante da continente a continente portate dalle correnti delle acque, emigrano gli uccelli e gli animali, e, più di tutti emigra l’uomo, ora in forma collettiva, ora in forma isolata, ma sempre strumento di quella Provvidenza che presiede agli umani destini e li guida, anche attraverso le catastrofi, verso la meta ultima, che è il perfezionamento dell’uomo sulla terra e la gloria di Dio ne’ cieli” (L’emigrazione degli operai italiani, Ferrara, 1899). L’emigrazione è una costante nella storia e nella vita dell’uomo di ieri e di oggi. Il Vescovo Scalabrini vede poi nella dispersione geografica degli individui e dei popoli il lento cammino della storia umana verso l’unità di una sola famiglia: “si va maturando quaggiù un’opera ben più vasta, ben più nobile, ben più sublime: l’unione in Dio per Gesù Cristo di tutti gli uomini di buon volere…” (Discorso al Catholic Club di New York, 15.10.1901. Una sola famiglia umana, un mondo fraterno è il cammino che ci indica oggi il Magistero della Chiesa, in particolare l’enciclica Fratelli tutti di papa Francesco. Se la Santa Cabrini è stata proclamata la Madre degli emigranti, Scalabrini Santo può essere considerato il Padre degli emigranti: una madre e un padre che accompagnano anche il cammino dei migranti di oggi. (Mons. Gian Carlo Perego - Presidente Fondazione Migrantes)  

Papa Francesco: Mons. Scalabrini sarà proclamato Santo il prossimo 9 ottobre

27 Agosto 2022 - Città del Vaticano - Sarà proclamato Santo il prossimo 9 ottobre mons. Giovanni Battista Scalabrini, Vescovo di Piacenza. Nato a Fino Mornasco (Como, Italia) l’8 luglio 1839 ed entrato in seminario nel 1857, ricevette l’ordinazione sacerdotale il 30 maggio 1863. Dopo aver svolto gli incarichi di rettore e docente nel seminario minore di Como, nel 1870 venne nominato parroco di San Bartolomeo nella stessa città. All’età di 36 anni, il 12 dicembre 1875, riceve la nomina di vescovo di Piacenza, e il 30 gennaio 1876, venne consacrato a Roma, nella cappella di Propaganda Fide. Per 29 anni svolse un intenso apostolato nella diocesi piacentina: compì cinque visite pastorali, indisse e celebrò tre sinodi diocesani, incrementò e rinnovò la formazione e gli studi nei tre seminari della sua diocesi, esercitò con gran frutto il ministero della parola e l’insegnamento del catechismo, curò in modo particolare la liturgia e il canto liturgico, promosse il culto eucaristico e la devozione mariana. Rientrano tra le sue preoccupazioni l’apostolato della buona stampa con la fondazione di un giornale diocesano, l’assistenza ai poveri e agli anziani, senza trascurare categorie socialmente svantaggiate, come le sordomute e le mondariso. Impressionato, già nel periodo in cui era parroco di San Bartolomeo a Como, delle drammatiche condizioni delle prime migrazioni di massa verso le Americhe, soprattutto Stati Uniti e Brasile, il Beato s’impegnò a renderne consapevoli le autorità ecclesiastiche e statali e a sensibilizzare l’opinione pubblica. Proprio per assistere e proteggere i migranti fondò nel 1887 la Congregazione dei Missionari di San Carlo Borromeo. Sempre a favore dei migranti svolse un’intensa attività con conferenze e pubblicazioni e, nel 1905, dalla Congregazione delle Missionarie di San Carlo Borromeo. Sempre a favore dei migranti svolse un’intensa attività con conferenze e pubblicazioni e, nel 1901, vide accolte alcune sue proposte nella nuova legge sull’emigrazione approvata dallo Stato italiano. Negli ultimi anni della sua vita visitò personalmente gli emigrati e i suoi missionari negli Stati Uniti e in Brasile. Tornato in Italia, stremato di forze, si spense a Piacenza (Italia) il 1° giugno 1905. Fu proclamato Beato da San Giovanni Paolo II, in Piazza San Pietro, il 9 novembre 1997.

Quando i profughi sono ragazzi

26 Agosto 2022 - Roma - Tra i profughi accolti sull'isola di Cipro, molti sono ragazzi soli, tra i 15 e i 17 anni, partiti ancora più piccoli dall'Afghanistan, dalla Somalia, o da altri paesi segnati da guerre o regimi violenti. Alle spalle, storie difficili e dolorose: qualcuno ha perso i genitori, altri sono stati mandati lontano dalle stesse famiglie perchè si salvassero dalla violenza che affligge i paesi di origine. I minori non accompagnati sono oltre 750 in tutta l'isola, accolti in diverse strutture: circa 200 sono nel campo profughi di Pournara, in un'area denominata "Safe Zone", ovvero una zona protetta, destinata soltanto a loro. Altri sono in alcune strutture di accoglienza a Nicosia, o in hotel adibiti a "shelters" nelle città di Paphos e Larnaca. Sono stati loro i destinatari di molte delle attività dell'estate di solidarietà con i migranti a Cipro promosse dalle Scuole per la Pace della Comunità di Sant'Egidio: Scuola di Lingua, a Nicosia e a Pournara, dove alcuni di loro si sono affiancati ai volontari per aiutare nel servizio ai tavoli alla Tenda dell'Amicizia oppure nella cura dei più piccoli alla Scuola della Pace; gite culturali e ricreative con i ragazzi degli shelters di Larnaca e Paphos. Spesso considerati "difficili", sono ragazzi che hanno bisogno di ritrovare l'infanzia, perduta nei lunghi viaggi o nell'incontro precoce con l'orrore della guerra e delle persecuzioni. Colpisce - spiegano i promotori - in loro il senso di solitudine: all'euforia del viaggio e della scoperta di novità, si è presto sostituita la preoccupazione per il futuro, il sentirsi soli con poche risorse. Alcuni di loro sono in attesa di essere trasferiti in altri paesi europei dove potranno ricongiungersi ai familiari, ma per altri questa possibilità non c'è e aspettano la maggiore età sull'isola senza grandi speranze. Con i volontari di Sant'Egidio che quest'estate si sono alternati a Cipro da tutta l'Europa i ragazzi hanno potuto respirare un'aria nuova, che ha rotto la monotonia di giornate sempre uguali. Grazie anche alla collaborazione degli operatori del Ministero del Welfare cipriota che li hanno in affidamento, è stato infatti possibile coinvolgere quasi tutti loro. Nella quotidianità degli incontri "abbiamo cominciato a conoscerci, ad ascoltare le loro storie, a consolare le loro sofferenze. Nell'essere insieme i ragazzi hanno potuto esprimere tutto il loro desiderio di vita, e trovato amici a cui confidare i loro sogni". [caption id="attachment_29017" align="alignnone" width="300"] Foto Comunità Sant'Egidio[/caption]

Viminale: 52mila le persone migranti sbarcate sulle nostre coste dall’inizio dell’anno

26 Agosto 2022 -

Roma - Il cruscotto quotidiano del Viminale, che fotografa il numero dei migranti sbarcati a decorrere dal 1° gennaio 2022 (fino al 25 agosto) dice che, nell’anno in corso, sono state ufficialmente 52.632 le persone giunte nel nostro Paese, contro le 37.262 del 2021 e le 17.500 del 2020. Il picco di arrivi durante il mese di agosto si è verificato il giorno 13, con l’approdo sul territorio italiano di 1.439 profughi in sole ventiquattr’ore.

Morte sul tir e arrivi via mare: le due facce dell’odissea

26 Agosto 2022 -

Roma - È di un minore, probabilmente di origine siriana, il corpo trovato dentro un container ad Agnadello, in provincia di Cremona, da un autista proveniente dalla Turchia. La macabra scoperta è avvenuta mentre l’uomo si era fermato per caricare della merce. Il ragazzo sarebbe morto per soffocamento a causa del caldo che aveva invaso il suo stretto nascondiglio. La giovane età è stata ricostruita dalle lastre, la nazionalità dalle etichette dei pantaloni che fanno ipotizzare appunto la provenienza dalla Siria. L’ultima tragedia dell’immigrazione arriva dunque sulle strade del nord Italia, nella rotta via terra che dalla Turchia porta alla nostra penisola. Ci si nasconde a bordo, spesso tra una sosta e l’altra, dentro rimorchi di fortuna, a rischio della vita.

Anche la via del mare resta piena di pericoli per i profughi. Se due giorni fa, 1.200 persone sono sbarcate in Sicilia, Calabria e Puglia (in quest’ultimo caso, l’approdo a Taranto ha riguardato 106 persone salvate dalla Geo Barents) l’allarme resta alto per le imbarcazioni senza una destinazione ferme nel Mediterraneo. Da nove giorni a bordo della «Open Arms Uno», ad esempio, si trovano 99 persone salvate nel Mediterraneo centrale. «Hanno il diritto di sbarcare in un porto sicuro, lo impone la legge. L’umanità e la dignità ci rendono esseri umani. Basta», è stato l’appello della Ong spagnola. Tra loro c’è Mohammed, 17 anni: «Viene da uno dei paesi più colpiti dalla povertà e dalla violenza, il Chad. Da nove giorni è sul ponte della Open Arms Uno. Ha urgentemente bisogno di un porto sicuro dove sbarcare e dove tornare a vivere in pace». Nel frattempo, dopo settimane di sbarchi, ieri c’è stato il primo ricollocamento di migranti. Si tratta di 38 richiedenti asilo partiti per la Francia nell’ambito del nuovo Meccanismo volontario di solidarietà. L’intesa raggiunta il 10 giugno in Lussemburgo dal Consiglio Europeo Affari interni prevede il ricollocamento annuo di circa 10mila migranti, individuati principalmente tra le persone salvate in mare nel Mediterraneo centrale e lungo la rotta atlantica occidentale e poi sbarcate negli Stati membri di primo ingresso dell’Unione. Francia e Germania hanno messo a disposizione le maggiori quote, 3.500 e 3.000 persone, tra i 21 Paesi che hanno condiviso la Dichiarazione politica. A curare il trasferimento è stato il Viminale in raccordo con la Commissione europea, l’Agenzia dell’Unione europea per l’asilo (Euaa) e l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim).

L’operazione è stata preceduta, così come prevedono le modalità operative approvate dalla Commissione europea e dagli Stati interessati, dalle attività di pre-identificazione, foto-segnalamento e controlli sanitari da parte delle autorità italiane per determinare i potenziali beneficiari, dalla registrazione delle domande di protezione e dalla proposta di ridistribuzione dei richiedenti protezione internazionale da parte dell’agenzia Euaa, dall’analisi dei dossier individuali e dalle interviste da parte della delegazione francese. Per l’organizzazione dei trasferimenti verso la Francia, con il sostegno finanziario della Commissione Europea, l’Italia si è avvalsa del supporto logistico dell’Oim, nell’ambito di progetti europei dedicati. Proprio per verificare la composizione del primo gruppo di migranti, dal 28 luglio al 2 agosto funzionari francesi sono stati in missione al Cara di Bari. Entro la fine di agosto è previsto l’arrivo in Italia di una delegazione di funzionari tedeschi che verificheranno la composizione di un secondo gruppo di migranti destinati ad essere ricollocati in Germania. (Giulio Isola - Avvenire) 

Vangelo Migrante: XXII Domenica del Tempo Ordinario | Vangelo (Lc 14, 1.7-14)

25 Agosto 2022 - “Chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato”, dice Gesù nel Vangelo di questa domenica. I maestri di vita spirituale, suggeriscono che è meglio non darsi subito come obiettivo l’umiltà perché c’è il rischio di scivolare verso una ‘sottile sufficienza’ o innescare una eccessiva considerazione di se stessi. L’umiltà, infatti, è essenzialmente volgere il proprio sguardo al di fuori di se stessi e lasciarsi condurre. Gesù la suscita in reazione ad una scena che gli capita innanzi. “Notando come sceglievano i primi posti” oppone ‘a quel segno del potere, il potere dei segni’: “Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più degno di te, e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: “Cèdigli il posto!” (…) Invece, quando sei invitato, va’ a metterti all’ultimo posto, perché quando viene colui che ti ha invitato ti dica: “Amico, vieni più avanti!” A Gesù non interessa stigmatizzare un comportamento sociale e piazzarlo tra le cose da fare o non fare nel traffico delle relazioni umane. L’umiltà che Lui indica, non è ‘bon ton’, svalutazione personale fine a se stessa o ‘escamotage’ per evitare brutte figure, ma apertura a Dio e ai fratelli. Tutti abbiamo un nervo scoperto che corrisponde all’ansia del primo posto, all’incessante sottolineatura del proprio ego. Una fatica angosciante che mai smettiamo di inseguire! Sembra che non ne possiamo fare a meno. E, invece, Gesù fa capire che ce ne possiamo liberare solo dinanzi alla consapevolezza che c’è Qualcuno che assegna il posto giusto a ciascuno. Vivere nella convinzione che il posto lo assegna Dio oltre che a vivere felici, genera anche la vera inversione di rotta nella storia e apre il sentiero per un tutt’altro modo di abitare la terra. Si tratta di una consapevolezza che ci permette di valorizzare il reale: quanti notabili e personaggi in vista sono stati respinti nella storia! E quanti perseguitati e testimoni, invece, vivendo dove Dio li ha posti…, anche in posti scomodi, si sono lasciati condurre da Lui e hanno illuminato di quella luce interi corsi della storia! Come il padrone di casa della parabola, che invita i commensali ad avanzare, così Dio si occupa di noi e ci conduce. Una vita dove il posto che abbiamo lo abbiamo ricevuto in dono, non sarà più il luogo del contraccambio ma il luogo del dono: “non invitare i tuoi amici né i tuoi fratelli né i tuoi parenti né i ricchi vicini, perché a loro volta non ti invitino anch’essi e tu abbia il contraccambio”; quando si vive in funzione di un amore che non cerca il contraccambio, si trasforma tutto in condivisione. Vivere condividendo, vuol dire fare memoria di qualcuno che ha condiviso con noi quel che era suo. E questi è innanzitutto Dio che ha mandato il Figlio … senza chiederci niente in cambio insegnandoci che la vita si scambia non si commercia. Alla fin fine, umiltà significa esistere in funzione della vera ricompensa del Signore. Dice il libro della Sapienza: “gli empi sono coloro che non sperano salario dalla santità”. Il nostro rischio è che si viva senza sperare che il Signore ricompensi la condivisione e l’amore, credendo che fidarsi di Dio non paghi e non sia una realtà vantaggiosa. E, invece, è proprio questo il segreto delle beatitudini: Dio regala gioia a chi produce amore. (p. Gaetano Saracino)
  1. Gaetano SARACINO

Mons. Scalabrini, “uomo di grande carisma”

25 Agosto 2022 - Città del Vaticano - Sabato 27 agosto alle 16 nella basilica di San Pietro papa Francesco terrà il Concistoro ordinario pubblico per la creazione di nuovi cardinali, per l’imposizione della berretta, la consegna dell’anello e l’assegnazione del Titolo o Diaconia e per la canonizzazione dei beati Giovanni Battista Scalabrini, vescovo di Piacenza, fondatore della Congregazione dei Missionari di San
Carlo e della Congregazione delle Suore Missionarie di San Carlo Borromeo, e Artemide Zatti, laico professo della Società Salesiana di San Giovanni Bosco (Salesiani). "La vicenda del vescovo
Scalabrini, uomo di grande carisma, si intreccia - dice oggi il presidenbte della Fondazione Migrantes, mons. Gian Carlo Perego, al settimanale "Il Nuovo Giornale" della diocesi si Piacenza-Bobbio - con la vita dell’allora vescovo di Cremona mons. Geremia Bonomelli, vissuto nello stesso periodo, con cui stabilisce una forte amicizia e una comunione di intenti che lega le due diocesi vicine.
Essendo io originario della diocesi di Cremona, ho approfondito - aggiunge mons. Perego - questo legame che si evidenzia attorno al dramma dei migranti". Alla fine dell’800 un milione di persone all’anno emigrava dall’Italia verso le Americhe e l’Europa. Sia Scalabrini che Bonomelli "vanno di persona a visitare i migranti. Bonomelli in Europa e nel Medio Oriente, Scalabrini nelle due Americhe: una vicinanza in maniera diretta che anticipa i viaggi che realizzeranno i Papi a partire da Paolo VI. Questi vescovi, figure affascinanti, hanno segnato la storia della Chiesa". (R.I.)

Fonte d’Ismaele: giornate al mare per i profughi ucraini

25 Agosto 2022 -

Roma - Le donne e i bambini provenienti dall’Ucraina e attualmente ospiti presso il Centro Fonte d’Ismaele trascorreranno alcuni di questi giorni di fine estate al mare, grazie a un accordo tra l’associazione, Atac e il Dopolavoro dell'Azienda. Oggi il primo appuntamento presso lo stabilimento balneare di Ostia del Dopolavoro, poi l’esperienza verrà ripetuta martedì 30 agosto, giovedì 1 settembre e da martedì 6 fino a venerdì 9 settembre.

 

“Fin dallo scoppio di questa atroce guerra, ormai sei mesi fa, - spiega Lucia Ercoli, coordinatrice di Fonte d’Ismaele - ci siamo attivati per un’accoglienza di tipo familiare per le persone costrette a fuggire dall’Ucraina. Per un po’ abbiamo sperato che prevalesse la logica del buon senso e la guerra potesse terminare presto, ma non è andata così e le persone che sono arrivate qui in Italia sono sempre più smarrite e disperate”.

 

“Per questo - prosegue - ringraziamo sentitamente il Dopolavoro Atac Cotral,  con il quale abbiamo già condiviso questa esperienza a luglio, che mettendo nuovamente a disposizione il proprio stabilimento balneare permette alle donne e ai bambini che ospitiamo di trascorrere qualche giorno di spensieratezza, nonostante il loro pensiero sia sempre ai figli, ai mariti e ai padri che sono rimasti in Ucraina a combattere e alle preoccupazioni per un futuro tutto da decifrare”. 

 

“In particolare, - conclude - queste giornate speriamo possano essere importanti per i più piccoli, vittime innocenti della pazzia della guerra come le ha definite anche Papa Francesco, coloro i quali rischiano di subire i danni maggiori, sia sul piano fisico che sul piano emotivo e psicologico”.

 

GMMR: Papa Francesco, “migranti e rifugiati rivitalizzano comunità ecclesiali che li accolgono”

25 Agosto 2022 -
Città del Vaticano - “La diversità di espressioni di fede e di devozioni è occasione per crescere in cattolicità”. È il messaggio di Papa Francesco nel quinto video della campagna comunicativa promossa dalla Sezione Migranti e Rifugiati (M&R) in vista della 108ª Giornata mondiale del migrante e del rifugiato (Gmmr) che ricorre il prossimo 25 settembre sul tema, scelto dal Papa,  “Costruire il futuro con i migranti e i rifugiati”. Il Pontefice evidenzia nel video come la presenza di migranti e rifugiati stia rivitalizzando le comunità ecclesiali in cui vengono accolti. La parrocchia Saint Mary of the Lake and Our Lady of Lourdes di Chicago ne è un esempio: ricca di varie nazionalità di migranti, celebra la diversità multiculturale anche nei sacramenti. Nel video, i parrocchiani testimoniano come la presenza di varie tradizioni e culture religiose permette di promuovere l’unità e arricchisce la fede di ognuno.

Giovani per la Pace: da domani 1000 giovani ad Amsterdam da 15 paesi europei

25 Agosto 2022 - Roma - “A Global Friendship for a Global Peace”. Torna, finalmente in presenza, dopo due anni di stop a causa della pandemia, l’incontro internazionale dei Giovani per la Pace europei. Non più e non solo online. In un tempo segnato dalla terribile guerra in Ucraina – il più grave conflitto sul suolo europeo dalla fine della seconda guerra mondiale – Amsterdam ospiterà dal 26 al 28 agosto un grande evento per la pace, promosso da questo movimento legato alla Comunità di Sant’Egidio, che si è mobilitato nei mesi scorsi in numerose città europee contro la guerra ed è impegnato, ogni giorno, nelle periferie con i bambini in difficoltà, i senza dimora, gli anziani soli e i rifugiati. Attesi nella capitale olandese 1000 giovani da 15 Paesi europei, tra cui l’Ucraina: una delegazione di 35 giovani, provenienti da Kiev, Kharkiv, Leopoli, Ivano-Frankivsk e Donetsk. Si confronteranno su diversi temi - migrazioni, povertà, ecologia - e daranno voce alle speranze di pace della loro generazione, per diffondere una cultura della solidarietà e dell’integrazione. Sabato mattina i partecipanti, studenti universitari e delle scuole superiori, si recheranno alla casa di Anna Frank, per ricordare l’orrore della Shoah e rinnovare il loro impegno a contrastare ogni forma di violenza e razzismo.

Unhcr: oltre mille migranti morti nel Mediterraneo

25 Agosto 2022 - Roma -  Oltre mille migranti morti nel Mediterraneo nel 2022. Il dato aggiornato in questi giorni dall' Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr) è di 1.004 migranti morti dall' inizio del 2022 nel tentativo di attraversare il Mediterraneo per raggiungere l' Europa. Una strage di enormi proporzioni che prosegue, spesso nell' indifferenza collettiva, e che parla del dramma di persone in fuga dal proprio Paese in cerca di un futuro migliore. Secondo l' Unhcr, un totale di 73.928 rifugiati e migranti sono giunti via mare dall' inizio dell' anno in Italia, Grecia, Spagna, Cipro e Malta. La maggioranza di questi, oltre 50.000, sono arrivati in Italia. Quella dei migranti morti nelle traversate del Mediterraneo è purtroppo una costante degli ultimi anni: un recente rapporto dell' agenzia dell' Onu per i rifugiati ha indicato che, tra il 2014 e il 2021, oltre 24.400 persone hanno perso la vita o sono scomparse nel tentativo di raggiungere l' Europa via mare. In queste ore si attendono intanto nuovi sbarchi di migranti in Italia: sono attese a Porto Empedocle, in provincia di Agrigento, 500 persone soccorse ieri dalla nave della Marina militare Diciotti, mentre a Pozzallo arriverà un' altra imbarcazione con a bordo circa 250 migranti soccorsi. Nel porto di Taranto è attesa invece la nave Geo Barents dell' Ong Medici senza frontiere, con a bordo 106 migranti soccorsi tre giorni fa. Ma il fenomeno delle traversate in mare non preoccupa solo i Paesi del Mediterraneo. Nel Regno Unito è stato raggiunto ieri il nuovo record nel numero di persone che attraversa in piccole imbarcazioni il canale della Manica dal nord della Francia. Il ministero della Difesa di Londra ha riferito di 1.295 migranti arrivati in 24 ore sulle coste britanniche, ovvero una cifra che batte il precedente record di 1.185 arrivi registrato lo scorso novembre. Complessivamente, nel 2022 ci sono stati fino ad ora 22.670 attraversamenti del Canale della Manica per raggiungere il Regno Unito, quasi il doppio rispetto allo stesso periodo del 2021.  

Gelsomina e la strada dal circo al grande schermo

24 Agosto 2022 - Roma - Il primo grande attore a portare il fascino del circo al cinema usando la maschera del clown è stato Ridolini al tempo del muto, quel Larry Semon che si infarinava la faccia e indossava pantaloni ascellari (un Fantozzi ante litteram?) compiendo davanti alla cinepresa piroette e acrobazie che lasciavano lo spettatore col fiato sospeso. Goffo, ridicolo e pasticcione come un anarchico “Augusto” dal naso adunco e dallo sguardo stralunato, il personaggio di Ridolini non era, però, né il romantico “Tramp” di Charlot nè l’eroe funambolesco e surreale impersonato da Buster Keaton. Se c’è invece una figura entrata nell’immaginario collettivo come l’espressione cinematografica più sublime e pura della clownerie, anzi evocativa del circo tout court, è la Gelsomina de La strada di Giulietta Masina e Federico Fellini: una Cenerentola scanzonata e ribelle che impara il mestiere del saltimbanco seguendo quell’energumeno di Zampanò e facendosi ammaliare dal funambolo detto “Il Matto” il quale le insegna però, soprattutto, la grazia dello stare al mondo. Una “farfalla” triste che cerca amore e sprizza umanità, un tenero pagliaccio quasi asessuato, col viso imbiancato e un punto rosso sul naso, la maglietta a righe sotto a un cappottaccio e la parrucca bionda (in realtà erano i capelli suoi, resi ispidi e impiastricciati da borotalco e sapone da barba). Uno scricciolo che fa smorfie e zompa buffamente al ritmo del trombone e della grancassa. A Hollywood, dopo l’Oscar, anche la critica la osannò: «The female Charlot». Lo stesso Chaplin ne rimase colpito: «La Masina è l’attrice che ammiro di più». Gelsomina è un’anima candida e sprovveduta che porta con sè il Mistero. Semplice e profonda. Per questo ha segnato la storia del cinema. Ma quel modo di recitare della Masina – molto di più di un’attrice sagomata dal despota Federico, marito e regista –, i saltelli, gli ammiccamenti e le tenere moine ispireranno altre grandi del cinema e del varietà, come Leslie Caron, per esempio, nel musical Gigi di Vincente Minnelli. E, poi, a pensarci bene, cos’è lo Sbirulino televisivo della Mondaini se non una versione spensierata e colorata della Gelsomina di Zampanò senza più il velo della malinconia del povero che cerca riscatto e considerazione? Un’altra analogia da tubo catodico che ci viene in mente è quella dello Scaramacai di Pinuccia Nava, nato nel 1955 dalle fertili penne di Umberto Simonetta e Guglielmo Zucconi: «Mi sun un pagliaccetto senza casa e senza tetto» era il suo tormentone. Non solo “Tv dei ragazzi”, molto di più. Non c’era ancora Zelig e il circo piaceva a tutti. Ma il mito rimane pur sempre lei, la Gelsomina del film preferito da Papa Francesco. «Mi piace perché La strada tratta del sacro, di quel bisogno primitivo e specifico dell’uomo che ci spinge ad andare oltre», confidò il Pontefice in un’intervista a Civiltà Cattolica. È lei, la Masina-Gelsomina, a incarnare l’essenza del circo e dei clown sul grande schermo. E sarà per sempre così. Perché è la voce, l’anima, il corpo stesso, fragile e minuto, degli oppressi che riescono a sorridere e a far sorridere anche di fronte a un destino avverso e che sono capaci di guardare con stupore dove gli altri dal cuore indurito non guardano più. Ci fa ingobbire di malinconia, Gelsomina. Ma ci lascia pure una viva speranza dentro. Perché, come le dice il Matto: «Tu non ci crederai ma tutto quello che c’è a questo mondo serve a qualcosa. Ecco, prendi quel sasso lì per esempio... Non so cosa serve questo sasso io, ma a qualche cosa deve servire. Perché se questo è inutile, allora è inutile tutto, anche le stelle. E anche tu, anche tu servi a qualcosa, con la tu’ testa di carciofo». Meraviglia del cinema, e del genio di chi lo sa fare. Giulietta e Federico. Tutti e due “clown”, con Gelsomina e Cabiria, personaggi ritagliati sulle angosce di una povera bambina emiliana “adottata” dalla ricca zia di Roma e sui sogni-desideri del più grande direttore di circo di tutti i tempi, quel regista che col megafono e la vocina rotta sapeva spiegare agli attori sul set come si trasforma l’inizio di una lacrima in una risata sommessa. Come la voleva lui. Amara e dolce insieme. (Fulvio Fulvi - Avvenire)

La preghiera incessante del Papa di fronte al «pericolo di autodistruggersi»

24 Agosto 2022 -

Città del Vaticano - In sei mesi di conflitto in Ucraina, come ricorda un ampio servizio curato da Vatican News, sono stati incessanti gli appelli di papa Francesco per la pace. Ne citiamo solo alcuni: «Ogni guerra rappresenta una sconfitta per tutti» (Angelus 27 marzo), esortando a rovesciare la prospettiva e quindi «a sconfiggere la guerra» (Udienza generale 23 marzo). «Di fronte al pericolo di autodistruggersi, l’umanità comprenda che è giunto il momento di abolirla», ripudiarla, «cancellarla dalla storia dell’uomo prima che sia lei a cancellare l’uomo dalla storia».

«Dio è solo Dio della pace, non della guerra» e «sta con gli operatori di pace» (Angelus 27 febbraio). Con il pensiero rivolto oltre l’Europa, ai conflitti dimenticati in Siria, Yemen o Myanmar, per citare alcuni tasselli della «terza guerra mondiale a pezzi», il Pontefice ha più volte richiamato a non considerare mai nessun conflitto armato come inevitabile. Occorre contrastare con ogni forza il rischio di abituarsi, o addirittura dimenticare la «tragica realtà» di quanto accade in Ucraina, o altrove. La guerra richiama «lo spirito di Caino» che uccise il fratello Abele. Il Mercoledì delle Ceneri del 2 marzo il Pontefice ha aperto la Quaresima nel segno del digiuno e della preghiera per la pace in Ucraina. Al Cuore Immacolato di Maria, il 25 marzo, nel giorno dell’Annunciazione, ha consacrato l’umanità, in special modo la Russia e l’Ucraina: «Liberaci dalla guerra, preserva il mondo dalla minaccia nucleare ». «Continuiamo, per favore, a pregare ogni giorno il Rosario per la pace». (Regina Coeli - 8 maggio).

Il Papa ha esortato i leader politici ad un «serio esame di coscienza al cospetto di Dio: non portate l’umanità alla rovina per favore!». Da qui il monito: «Si mettano in atto vere e concrete trattative per un cessate il fuoco e per una soluzione sostenibile. Si ascolti il grido disperato della gente che soffre, si fermi la macabra distruzione di città e villaggi». Costanti il richiamo a favorire corridoi umanitari sicuri e a mettere in campo azioni di aiuto nei confronti della popolazione martoriata dalle bombe. Con la stessa premura Francesco non ha mai mancato di ringraziare uomini e donne di buona volontà che hanno aperto le porte ai profughi nei quali, ha ricordato, è presente Cristo: «Non stanchiamoci di accogliere con generosità, come si sta facendo: non solo ora, nell’emergenza, ma anche nelle settimane e nei mesi che verranno». «Pensiamo a queste donne, a questi bambini che con il tempo, senza lavoro, separate dai loro mariti, saranno cercate dagli 'avvoltoi' della società. Proteggiamoli, per favore».

Francesco ha fatto visita all’ambasciatore russo a Roma; ha avuto colloqui telefonici con il presidente ucraino Zelensky; ha ringraziato più volte i giornalisti che mettono a rischio la propria vita; ha incoraggiato e salutato con favore come segno di speranza la partenza dai porti ucraini delle prime navi cariche di cereali. Una sollecitudine che si è esplicitata nell’impegno fattivo della Santa Sede ad adoperarsi senza riserva per mettersi al servizio della pace, con l’invio in Ucraina dei cardinali Krajewski e Czerny, rispettivamente Elemosiniere e prefetto del dicastero per lo Sviluppo umano integrale e, a maggio, di monsignor Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati. Il Papa non lo ha mai nascosto: nell’intimo coltiva il desiderio di «aprire una porta», di recarsi nelle zone coinvolte dal conflitto prima a Mosca e poi a Kiev: «È sul tavolo », «vorrei andarci». «Per servire la causa della pace».

Mediterraneo: a Fondi un incontro con il card. Montenegro

24 Agosto 2022 - Roma - «Mediterraneo» sarà la parola che farà da filo rosso alla serata di domani che si svolgerà dalle 21 a Fondi (arcidiocesi di Gaeta e provincia di Latina) al monastero di San Magno. Ospite della serata sarà l’arcivescovo emerito di Agrigento, il cardinale Francesco Montenegro, già presidente della Fondazione Migrantes. A introdurre l’evento sarà l’arcivescovo di Gaeta, mons.  Luigi Vari. La serata continuerà con lo spettacolo “Una traccia di non assuefazione” con Luca Maceri per la regia di Laura Fantini. La piéce è tratta da “Aiutarli a casa nostra. Per un’Europa della compassione” di Vincenzo Sorrentino.

Papa Francesco: il pensiero e la preghiera per i bambini e i rifugiati ucraini

24 Agosto 2022 - Città del Vaticano - Papa Francesco alla fine dell'udienza generale di questa mattina ha pregato per l'Ucraina, per i "tanti innocenti che stanno pagando la pazzia, la pazzia di tutte le parti, perché la guerra è una pazzia".  "Penso - ha aggiunto - ai bambini: tanti morti, poi tanti rifugiati, qui ce ne sono tanti. Tanti feriti. Tanti bambini ucraini e bambini russi sono diventati orfani: l'orfanità non ha nazionalità, hanno perso il papà e la mamma, sia russi sia ucraini". (R.I.)

Villa Literno: oggi la memoria di Jerry Masslo e di tutte le vittime dell’intolleranza e del razzismo

24 Agosto 2022 -

Roma - Oggi, a 33 anni dalla sua morte, la Comunità di Sant’Egidio invita tutti a ricordare Jerry Essan Masslo, il profugo sudafricano, amico e ospite della Comunità alla fine degli anni Ottanta, che fu ucciso per rapina nella povera baracca dove viveva insieme ai suoi compagni per la raccolta dei pomodori. Il suo omicidio commosse l’Italia provocando la prima grande manifestazione antirazzista dell’ottobre 1989 e suggerendo i primi provvedimenti legislativi nei confronti degli immigrati.

In un tempo difficile, che ha visto registrare nuovi atti di razzismo e il gravissimo omicidio di Alika, nigeriano, a Civitanova Marche - dice oggi una nota di Sant'Egidio - "non vogliamo dimenticare il dramma dei braccianti stranieri sfruttati nelle campagne e costretti a vivere in alloggi più che precari. Di fronte a sentimenti di intolleranza e alla predicazione dell’odio, che corre troppo spesso sui social, occorre invece costruire, per tutti, un futuro di pace, di giustizia e di integrazione". L'appuntamento è per oggi alle 17.30 al cimitero di Villa Literno, per la memoria di Jerry Essan Masslo e dei tanti migranti morti, in diverse circostanze, mentre erano in Italia al lavoro nei campi.

Unesco: ad Angela Merkel il Félix Houphouët-Boigny Peace Prize 2022 per il suo impegno nell’accoglienza dei rifugiati

24 Agosto 2022 -
Roma - E’ stato assegnato ad Angela Merkel, ex cancelliera federale tedesca, il Félix Houphouët-Boigny Peace Prize dell’Unesco 2022 “in riconoscimento dei suoi sforzi per accogliere i rifugiati”. “Tutti i membri della giuria sono stati toccati dalla sua coraggiosa decisione nel 2015 di accogliere più di 1,2 milioni di rifugiati, in particolare provenienti da Siria, Iraq, Afghanistan ed Eritrea. Questa è l’eredità che lascia”, ha affermato il presidente della giuria, il premio Nobel per la pace 2018 Denis Mukwege. “La sofferenza è universale, ecco perché anche le soluzioni fornite alla sofferenza devono essere universali. Costruire la pace significa aprire le porte a coloro che soffrono. La decisione della giuria ci ha ricordato che il modo in cui trattiamo migranti e rifugiati è una questione critica”, ha sottolineato Audrey Azoulay, direttore generale Unesco.
La giuria - riferisce l'agenzia Sir - ha inoltre assegnato una menzione d’onore a Julienne Lusenge per il suo impegno nei confronti delle donne vittime di violenze sessuali. Nota per il suo lavoro nel Nord Kivu nella Repubblica democratica del Congo, Lusenge ha denunciato l’uso dello stupro come “arma di guerra” ed è una strenua paladina dei diritti delle donne. A breve verranno annunciati data e luogo della cerimonia di consegna. Creato nel 1989, questo Premio annuale onora un individuo, un’istituzione o un ente pubblico o privato che ha contribuito in modo significativo alla promozione, ricerca, salvaguardia o mantenimento della pace, in conformità con la Carta delle Nazioni unite e la Costituzione dell’Unesco. Lo hanno ricevuto personalità di fama mondiale, tra cui Nelson Mandela e Frederik W. De Klerk.

Ordine di Malta: aiuti umanitari in 65 località ucraine

24 Agosto 2022 -
Roma - “Ogni notte abbiamo paura quando scatta l’allarme bomba. Da sei mesi l’intero Paese sta vivendo la crudeltà di questa guerra. La paura è diventata una costante compagna della gente. Ma finché sarà possibile, continueremo il nostro lavoro umanitario e ci prenderemo cura dei feriti, dei malati e dei rifugiati che hanno bisogno di aiuto”, afferma Pavlo Titko, responsabile del Malteser Ucraina (l’organizzazione dell’Ordine di Malta in Ucraina) da Leopoli. Lo riferisce un comunicato dell’Ordine. Dall’inizio della guerra, il 24 febbraio 2022, il Malteser Ucraina sostiene i rifugiati. Più di 365mila pasti caldi sono stati distribuiti nelle stazioni ferroviarie, ai valichi di frontiera e nelle città, e due rifugi collettivi sono stati allestiti immediatamente. I rifornimenti sono stati consegnati da Leopoli a circa 65 città e paesi del sud e dell’est dell’Ucraina. Il programma di sostegno psicosociale, già in atto dal 2015, è stato esteso a tutta l’Ucraina e dall’inizio della guerra sono state effettuate 13mila sessioni di consulenza psicosociale per gli sfollati interni. I bambini sfollati hanno potuto frequentare un campo estivo. È inoltre in corso di realizzazione un ampio progetto finanziato dal ministero degli Esteri tedesco, in collaborazione con un ospedale di Leopoli, per la fornitura di protesi ai pazienti che hanno subito l’amputazione di arti. Intanto, gli operatori umanitari si stanno già preparando per la stagione invernale. “La fine della guerra non è ancora in vista e le infrastrutture nei territori orientali dell’Ucraina sono gravemente danneggiate. Per questo motivo nelle prossime settimane distribuiremo alle persone particolarmente bisognose importanti generi di soccorso specifici per l’inverno, come coperte e batterie solari”. Circa 900mila persone vivono attualmente in rifugi di emergenza e migliaia in villaggi difficilmente accessibili o in case danneggiate. “Prevediamo che durante l’inverno arriveranno ancora più persone nell’Ucraina occidentale. Nell’est del Paese, le temperature possono scendere a meno 20 gradi in quel periodo dell’anno. Senza elettricità e riscaldamento, le persone morirebbero di freddo”, avverte Titko. Un rifugio collettivo a ovest di Leopoli è in fase di ristrutturazione per renderlo a prova di inverno e per creare spazio vitale per un massimo di 120 persone. Fin dall’inizio della guerra, l’Ordine di Malta tedesco ha consegnato oltre 5.500 tonnellate di beni all’Ucraina e ai paesi limitrofi. Forniture mediche, ambulanze, medicinali, tende, letti da campo, coperte, cibo e cucine da campo sono stati inviati in Ucraina da molte associazioni dell’Ordine di Malta in Europa: Polonia, Ungheria, Romania, Francia, Italia e molte altre. Importante anche lo sforzo profuso dai Gran Priorati dell’Ordine. “Tutti gli europei devono continuare a contribuire ad alleviare le sofferenze dell’Ucraina”, l’appello del presidente del Malteser International Europe, Douglas Graf von Saurma-Jeltsch: “La guerra sta peggiorando e sempre più persone saranno ferite sia mentalmente che fisicamente. Chiunque possa donare denaro o impegno a donne, bambini e uomini, è pregato di farlo, perché molte persone in difficoltà dipendono ancora dagli aiuti umanitari”.

Migrantes Taranto: domani incontro di preghiera per la pace in Ucraina

23 Agosto 2022 -
Taranto - Domani a Taranto un incontro di preghiera per la pace in Ucraina. L'iniziativa è dell'Ufficio Migrantes della diocesi tarantini insieme all' Associazione Italo /Ucraina “Sylni Rasom” (Forti insieme) e alla Parrocchia Concattedrale. All'incontro - che si svolgerà alle 20,00 sul sagrato della  della cattedrale - sarà presente la Comunità Ucraina che vibe nella città insieme ai profughi presenti nella Provincia. "Si ricorderà il 31° anniversario di indipendenza dell'Ucraina ed i sei mesi dell’inizio della guerra", dice la direttrice dell'ufficio Migrantes,Marisa Metrangolo.

Cei: online la Sintesi nazionale della fase diocesana del Sinodo

23 Agosto 2022 - Roma – Online sui siti https://camminosinodale.chiesacattolica.it e https://www.chiesacattolica.it la Sintesi nazionale della fase diocesana del Sinodo 2021-2023 “Per una Chiesa sinodale: Comunione, partecipazione e missione” che la Presidenza della Cei ha consegnato il 15 agosto alla Segreteria generale del Sinodo dei vescovi. Il Sinodo è inteso come un processo sinodale e culminerà nel 2023 con la fase universale, preceduta da quella continentale. “Il documento, disponibile online, dà sinteticamente conto del percorso compiuto nell’anno pastorale 2021-2022, dedicato all’ascolto e alla consultazione capillare del popolo di Dio”, spiega una nota dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della Cei. Questo primo “step”, viene spiegato nella nota, “è stato armonizzato, per volere dei vescovi, con il Cammino sinodale delle Chiese che sono in Italia, che sta interessando sempre di più i diversi territori con proposte e progetti”. La Sintesi, dunque, offre “una panoramica del primo anno di Cammino sinodale, che fino al 2025 sarà strutturato in tre momenti: fase narrativa (2021-2022 e 2022-2023); fase sapienziale (2023-2024); fase profetica (2025)”. “Il coinvolgimento – viene riportato nella Sintesi – è stato ampio ed eterogeneo: dalle Chiese locali nelle loro articolazioni (diocesi, parrocchie, zone pastorali o foranie…) e in tutte le loro componenti, con lo sforzo di raggiungere anche i mondi della politica, delle professioni, della scuola e dell’università, fino ai luoghi della sofferenza e della cura, alle situazioni di solitudine e di emarginazione”. Nonostante “incertezze e perplessità”, soprattutto nella fase iniziale, “le Chiese in Italia hanno cercato di superare individualismi, scetticismi e steccati, e si sono messe in cammino: è stato costituito un Gruppo di coordinamento nazionale, si sono formati circa 50.000 gruppi sinodali, con i loro facilitatori, per una partecipazione complessiva di mezzo milione di persone. Più di 400 referenti diocesani hanno coordinato il lavoro, insieme alle loro équipe. Sono 200 le sintesi diocesane e 19 quelle elaborate da altri gruppi – per un totale di più di 1.500 pagine – pervenute alla Segreteria generale della Cei a fine giugno”. I diversi contributi giunti non vengono citati nominalmente, ma sono assorbiti all’interno del testo nella loro ricchezza e pluriformità. “Non si è semplicemente parlato di sinodalità, ma la si è vissuta, facendo i conti anche con le inevitabili fatiche: nel lavoro dell’équipe diocesana – presbiteri, diaconi, laici, religiosi e religiose insieme, giovani e adulti, e con la presenza partecipe del vescovo –, nell’accompagnamento discreto e sollecito delle parrocchie e delle realtà coinvolte, nella creatività pastorale messa in moto, nella capacità di progettare, verificare, raccogliere, restituire alla comunità”, rileva la Sintesi evidenziando che “l’esperienza fatta è stata entusiasmante e generativa per chi ha accettato di correre il rischio di impegnarvisi: in molti contesti ha contribuito a rivitalizzare gli organismi di partecipazione ecclesiale, ha aiutato a riscoprire la corresponsabilità che viene dalla dignità battesimale e ha lasciato emergere la possibilità di superare una visione di Chiesa costruita intorno al ministero ordinato per andare verso una Chiesa ‘tutta ministeriale’, che è comunione di carismi e ministeri diversi”. Nella parte centrale, il documento presenta i dieci “nuclei” attorno a cui sono state organizzate le riflessioni emerse dalle sintesi diocesane: ascoltare, accogliere, relazioni, celebrare, comunicazione, condividere, dialogo, casa, passaggi di vita e metodo. “La loro pluralità – viene precisato – non rappresenta un limite da superare, attraverso un’operazione di omogeneizzazione o di gerarchizzazione, ma contribuisce a custodire il fondamentale pluralismo dell’esperienza delle Chiese in Italia, con tutta la varietà di accenti e sensibilità da cui sono attraversate e di cui sono portatrici”. Il discernimento sulle sintesi diocesane e l’elaborazione dei dieci nuclei hanno permesso di individuare alcune “priorità” che, con l’obiettivo di alimentare e sostenere il Cammino sinodale delle Chiese in Italia in comunione con il processo in corso a livello universale, si è scelto di raggruppare lungo tre assi, definiti “cantieri sinodali”: quello “della strada e del villaggio (l’ascolto dei mondi vitali)”, quello “dell’ospitalità e della casa (la qualità delle relazioni e le strutture ecclesiali)” e quello “delle diaconie e della formazione spirituale”. Questi cantieri potranno essere adattati liberamente e ogni Chiesa locale potrà aggiungerne un quarto che valorizzi una priorità risultante dal percorso compiuto lungo il primo anno. “Quella del cantiere – ricorda la Sintesi – è un’immagine che indica la necessità di un lavoro che duri nel tempo, che non si limiti all’organizzazione di eventi, ma punti alla realizzazione di percorsi di ascolto e di esperienze di sinodalità vissuta, la cui rilettura sia punto di partenza per le successive fasi del Cammino sinodale nazionale”. (G.Alfaro.)