Primo Piano

3 ottobre: marcia a Lampedusa in ricordo dei 368 morti naufragio

3 Ottobre 2022 - Lampedusa -  Piazza Castello, l'area di Lampedusa che si affaccia su molo Madonnina, è  invasa da migliaia di studenti provenienti da tutta Europa. E' partita - riferisce Ansa - la marcia alla presenza del presidente della Camera Roberto Fico, indetta per per non dimenticare i 368 morti accertati e i circa 20 dispersi nel naufragio del 3 ottobre del 2013, che porterà al luogo simbolo della memoria: Porta d'Europa. I sopravvissuti furono 155. "A distanza di 9 anni si continua a morire nel Mediterraneo centrale ed orientale, lungo la rotta atlantica e balcanica, nel canale della Manica e lungo i confini tra Polonia e Biellorussia. Dal 2013, oltre 24 mila persone hanno perso la vita solo nel Mediterraneo. I morti delle migrazioni spesso non hanno nome, non hanno volto, non hanno storia. Corpi sepolti senza identità, vittime senza nome, persone a cui è stato negato il futuro. Il comitato 3 ottobre chiede alle istituzioni europee che il 3 ottobre diventi 'Giornata europea della memoria e dell'accoglienza"', afferma il presidente del comitato Tareke Brhane. "Per noi del comitato, il 3 ottobre resta una data che ci ricorda come il salvataggio di vite umane debba sempre restare la priorità numero uno e come questa responsabilità debba essere una responsabilità condivisa da tutti gli stati membri dell'Unione Europea" , aggiunge Brhane . La proposta di legge per l'istituzione del 3 ottobre quale Giornata europea della memoria e dell'accoglienza è stata sottoscritta tra gli altri dal Comune di Lampedusa e Linosa, da Medici senza frontiere Arsing Africans, Festival divercity, Unire.

La domenica del Papa: in nome di Dio, tacciano le armi

3 Ottobre 2022 - Città del Vaticano - 221 giorno del conflitto in Ucraina, per la prima volta Papa Francesco si rivolge direttamente ai presidenti Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky. L’andamento della guerra, dice, “è diventato talmente grave, devastante e minaccioso, da suscitare grande preoccupazione”, e rischia di trascinare il mondo in un conflitto atomico dalle conseguenze devastanti. Angelus diverso, atipico in piazza San Pietro; non commenta il Vangelo di Luca – dialogo con gli apostoli sul tema della fede – ma guarda direttamente al conflitto nel cuore dell’Europa, e manifesta tutta la sua preoccupazione per una crisi che rischia di allargarsi sempre più, per le conseguenze della guerra iniziata da Mosca. Tra un paio di settimane sono 60 anni dalla crisi dei missili di Cuba e, forse, è questo anniversario a spingere il Papa a rivolgersi direttamente ai due leader, come fece Giovanni XXIII con John Kennedy e Nikita Kruscev. Già il primo settembre 2013 Francesco scelse di dedicare alla guerra in Siria la riflessione che precede la preghiera dell’Angelus, per farsi interprete “del grido che sale da ogni parte della terra, da ogni popolo, dal cuore di ognuno, dall’unica grande famiglia che è l’umanità, con angoscia crescente: è il grido della pace”. Così domenica parla di una ferita “terribile e inconcepibile” che “continua a sanguinare sempre più”; di “fiumi di sangue e di lacrime versati in questi mesi”; di migliaia di vittime, di bambini, di distruzioni, di famiglie senza casa minacciate da freddo e fame, di “luoghi di sofferenze e paure indescrivibili”, di assurda minaccia atomica: “certe azioni non possono mai essere giustificate”. Cos’altro deve succedere, si chiede Francesco, “quanto sangue deve ancora scorrere perché capiamo che la guerra non è mai una soluzione, ma solo distruzione? In nome di Dio, e in nome del senso di umanità che alberga in ogni cuore, rinnovo il mio appello affinché si giunga subito al cessate-il-fuoco. Tacciano le armi e si cerchino le condizioni per avviare negoziati capaci di condurre a soluzioni non imposte con la forza, ma concordate, giuste e stabili”. Soluzioni nel rispetto del valore della vita umana, “della sovranità e integrità di ogni paese”, dei diritti delle minoranze. Preoccupa la situazione, le azioni contrarie ai principi del diritto internazionale, e il “rischio di una escalation nucleare, fino a far temere conseguenze incontrollabili e catastrofiche a livello mondiale”. Nel giorno in cui Luca, nel suo Vangelo, scrive di una fede intensa, forte, che sa sperare contro ogni speranza – è la fede incrollabile di Abramo; è l’audacia di Giorgio La Pira che anima i colloqui di pace nel nord Africa, in Medio Oriente, ma anche nell’Est europeo e in Unione Sovietica, dove ai delegati del Soviet Supremo si rivolge dicendo che centinaia di suore di clausura stanno pregando per questa visita e per voi – Papa Francesco supplica il presidente della Federazione Russa “di fermare, anche per amore del suo popolo, questa spirale di violenza e di morte”; e rivolge “un altrettanto fiducioso appello” al presidente ucraino, “addolorato per l’immane sofferenza della popolazione ucraina a seguito dell’aggressione subita”, al quale chiede di “essere aperto a serie proposte di pace”. La sua sembra la voce di uno che grida nel deserto; voce inascoltata. Da Francesco, appello anche ai responsabili delle Nazioni ai quali chiede “con insistenza di fare tutto quello che è nelle loro possibilità per porre fine alla guerra in corso, senza lasciarsi coinvolgere in pericolose escalation, e per promuovere e sostenere iniziative di dialogo”. Facciamo respirare ai giovani dice il Papa “l’aria sana della pace, non quella inquinata della guerra, che è una pazzia”. In questi sette mesi del conflitto, il vescovo di Roma non ha mai fatto mancare la sua voce per chiede la pace, e mettere fine a violenze e morti. Così questa domenica chiede che si faccia ricorso “a tutti gli strumenti diplomatici” per far finire “questa immane tragedia: la guerra in sé stessa è un errore e un orrore”. Preghiera, dunque, confidando “nella misericordia di Dio, che può cambiare i cuori”, e nell’intercessione di Maria Regina della pace, nel giorno in cui, ricorda Francesco, nel Santuario di Pompei si recita la supplica alla Madonna del Rosario. (Fabio Zavattaro - Sir)

Migrantes: il cordoglio per la morte di don Canuto Toso

2 Ottobre 2022 - Roma - Don Canuto Toso “ha lavorato a fianco degli ultimi e si è prodigato con opere di solidarietà e di vicinanza soprattutto agli emigrati italiani”. Così la Fondazione Migrantes, appena appreso la notizia, ricorda la figura di don Toso, morto ieri sera all’età di 91 anni. Tra i tanti impegni pastorali del sacerdote della diocesi di Treviso la direzione, per tanti anni, dell’ufficio diocesano Migrantes. Ha inoltre fondato, nel 1973, l’Associazione “Trevisani nel Mondo” e l’omonima rivista che ancora oggi dirigeva. “Ringraziamo il Signore – scrive la Fondazione Migrantes - per aver donato alla Chiesa che cammina con i migranti un sacerdote come don Canuto. Al vescovo di Treviso, ai confratelli sacerdoti, ai familiari e amici di don Canuto giungano le più sentite condoglianze del Vescovo Presidente, mons. Gian Carlo Perego, del direttore Generale, mons. Pierpaolo Felicolo e degli operatori della Fondazione Migrantes, dei missionari tra gli emigranti italiani nel mondo. Preghiamo affinché la sua testimonianza di vita e di impegno non venga dimenticata”.

Italiani nel mondo: è morto don Toso, fondatore di “Trevisani nel Mondo”

2 Ottobre 2022 - Treviso - Si è spento ieri sera, all’età di 91 anni, don Canuto Toso, sacerdote della diocesi di Treviso sempre a fianco degli emigrati italiani. Originario di San Martino di Lupari, era stato ordinato sacerdote nel  1957. Tra i tanti impegni pastorali la direzione dell’ufficio diocesano Migrantes per molti anni. Ha inoltre fondato, nel 1973, l’Associazione “Trevisani nel Mondo” e l’omonima rivista che ancora oggi dirigeva. “Guidato da un fede incrollabile, aveva una parola di conforto per tutti quelli che si trovavano in difficoltà, compresi tutti i migranti. Ci stringiamo al dolore dei suoi parenti e di tutti quelli che gli volevano bene", evidenzia l’associazione in un post su facebook. “Se ne va una persona che ha scritto non una, ma molte pagine di questa comunità. E’ stato lui a dar vita a un network mondiale dei Trevigiani nel mondo. E’ lui che ha capito che l’identità, la storia le tradizioni, ma soprattutto la cultura e i valori si possono tramandare anche se non si vive direttamente in Veneto. Una grande perdita, di un uomo che ha scritto una pagina di storia della nostra identità e dell’epopea dell’emigrazione veneta all’estero”, ha detto il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia:   don Canuto “resterà sempre nei nostri cuori e resterà la sua opera. Rivolgo il mio profondo cordoglio alla famiglia, a tutta la comunità dei Trevisani nel Mondo, a Sua Eccellenza il Vescovo e a tutti coloro che gli hanno voluto bene”. Alla diocesi, ai familiari e all'Associazione Trevisani nel Mondo le condoglianze della Fondazione Migrantes che ricorda il suo impegno a favore dei migranti. (R.Iaria)

Migrantes Messina: momenti di preghiera per Giornata Nazionale in Memoria delle Vittime dell’Immigrazione

30 Settembre 2022 - Messina - In occasione della Giornata Nazionale in Memoria delle Vittime dell’Immigrazione, che si celebra lunedì prossimo 3 ottobre, l’Ufficio Migrantes della diocesi di Messina-Lipari-S. Lucia del Mela, in collaborazione con il Centro Culturale Islamico di Messina e tante altre realtà del mondo ecclesiale e civile, propone 3 momenti di preghiera e riflessione: per i migranti che hanno perso la vita durante il viaggio della speranza per scappare da situazioni di guerra, da persecuzione e impoverimento; per quanti sono morti perché vittime di tratta e di sfruttamento lavorativo; per quanti pesano sulla coscienza di quei Paesi che, in nome della difesa delle frontiere, hanno respinto chi arrivava in cerca di protezione. Il programma prevedeu un primo momento, ore 10.00 - Cimitero monumentale di Messina (via Catania, 120): preghiera itinerante, guidata dal Vicario foraneo di Messina centro e Messina nord, p. Marco D’arrigo, che si snoderà dalla porta centrale fino alle tombe dei migranti forzati per l’offerta dei fiori. Aprirà e segnerà il cammino la riproduzione del quadro dell’artista messinese Giuseppe Martino “La Madonna di Porto Negato”, icona del dramma dei migranti. L’opera originale, presentata a Papa Francesco da p. Felice Scalia  lo scorso 10 febbraio, e ora nella collezione d’arte Vaticana, denuncia con pietà e durezza insieme, l’urgenza di accogliere chi cerca asilo e spesso viene respinto o trova la morte in mare. Un secondo momento, ore 12.30 - Porto di Milazzo, c/o sede “Stella Maris” (via Marullo, 28): momento di preghiera, guidato da p. Carmelo Russo , delegato diocesano per l’Apostolato del mare, in ricordo delle vittime dei naufragi, e lancio in mare di una corona di fiori. Un terzo momento, ore 19.00 - Chiesa di Sant’Elia (via S. Elia, 49 - Messina): celebrazione eucaristica, animata dal Gruppo del Rinnovamento nello Spirito “Il Resto d’Israele” e presieduta dal Vescovo ausiliare mons. Cesare Di Pietro. Nella processione d’ingresso verrà portata la copia del quadro della “Madonna di Porto Negato”, donata dall’autore Giuseppe Martino, per rimanere poi esposta nella Chiesa di Sant’Elia, Rettoria per la pastorale delle migrazioni. La Giornata è stata istituita con la Legge dello Stato n. 45 del 21 marzo 2016, ricordando la data del 3 ottobre 2013, giorno in cui un'imbarcazione carica di migranti, in maggioranza eritrei, affondò a mezzo miglio dalle coste di Lampedusa. Si trattò del naufragio più grave accertato in termini di perdite di vite umane: 368 morti certi, altri venti presunti, 155 superstiti, di cui 41 bambini. Nei 3 articoli che compongono la Legge, viene evidenziato che essa è stata voluta per conservare e rinnovare la memoria di quanti hanno perso la vita nel tentativo di emigrare verso il nostro Paese per sfuggire alle guerre, alle persecuzioni e alla miseria. La Giornata è momento privilegiato per sensibilizzare l'opinione pubblica e la comunità ecclesiale alla solidarietà civile nei confronti dei migranti, al rispetto della dignità umana e del valore della vita di ciascun individuo, all'integrazione e all'accoglienza.

Migrantes Andria: parte la rassegna “Visioni – dei conflitti dei diritti”

30 Settembre 2022 - Andria - Dopo due anni di stop imposto dalle restrizioni sanitarie dovute alla pandemia, Casa Accoglienza “S. Maria Goretti”, l’Ufficio Migrantes della Diocesi di Andria e la Comunità Migrantesliberi, in collaborazione con l’associazione culturale “il Nocciolo”, danno il via, domani 1 ottobre, alla rassegna teatrale “Visioni – dei conflitti dei diritti”. Giunta alla quarta edizione, la mini rassegna vuole essere propedeutica per affrontare l’acuirsi delle diseguaglianze sociali, con una guerra alle soglie dell’Europa che conta, ma vuole anche uscire allo scoperto per guardare il mondo circostante e le sue derive umane ed educative, spiega il direttore della Migrantes di Andria, don Geremia Acri. “Visioni – dei conflitti dei diritti” si pone l’obiettivo di riuscire a raccontare, attraverso l’arte del teatro, i temi dell’accoglienza e delle povertà, la memoria, la tratta degli esseri umani e le tante ingiustizie. Primo appuntamento, sabato 1 Ottobre  presso Auditorium Baglioni in Via Monte Bianco 30, Andria, con “Non abbiate paura” con Luigi D’Elia, in memoria della Giornata dell’Accoglienza, in virtù della Legge 45/2016 istituita per ricordare e commemorare tutte le vittime dell’immigrazione e promuovere iniziative di sensibilizzazione e solidarietà. “Non abbiate paura” è un racconto per quelli che stavano da questa parte del mare. Per non dimenticare quello che accadde allora. Per una medaglia mai data. Per un incontro inimmaginabile: quello fra i cittadini brindisini e più di ventimila albanesi. Nell’orazione civile di Francesco Niccolini, la cronaca di quei giorni si fonde con lo sguardo e i ricordi di Luigi D’Elia, narratore, autore, nato e cresciuto a Brindisi, formatosi come artista e attivista tra gli interstizi della natura ancora intaccata della sua città e l’ennesimo tradimento di questa come tante terre periferiche. Ma poi un giorno, per caso, accade un miracolo, lontano dagli occhi del potere e della retorica. Un miracolo vero, fatto di migliaia di corpi che all’improvviso si incontrano nell’umanità più nuda che potessero immaginare. Quella dello sbarco del marzo ‘91 è una storia pugliese senza nessuna redenzione dall’alto. Senza l’intervento salvifico del potere centrale, né di alcuna bandiera. È soltanto la storia di un naufragio umano; di ventimila corpi che poteva essere la scintilla di un’apocalisse. E non lo è stato. Viceversa si è tramutata in una delle pagine di dignità e umanità che vale la pena di ricordare, in questo mondo disinfettato e cattivo che siamo riusciti a tirarci addosso.

I rifugiati iraniani in Italia: accendiamo una candela per ricordare Mahsa

30 Settembre 2022 - Roma -  Ricordare Mahsa Amini e «le altre 300 Mahsa uccise in questi 14 giorni di rivolta». È questo l’obiettivo dell’iniziativa “Una candela per Mahsa Amini”, promossa dall’Associazione rifugiati politici iraniani residenti in Italia per mostrare solidarietà ai manifestanti che protestano contro le rigide norme sul velo imposte dalla Repubblica islamica. L’invito è quello di accendere una candela sui balconi, o anche in modo “virtuale” sui social, domenica 2 ottobre alle ore 20 per «non lasciare sola la coraggiosa ribellione delle donne iraniane»

La Chiesa a servizio dello sviluppo umano: dall’ ascolto all’ impegno

30 Settembre 2022 - ​Roma - Tre sezioni principali: ascolto e dialogo, ricerca e riflessione, e comunicazione e restituzione. E dal punto di vista delle materie «tutte le questioni sociali, compresa la questione della nostra casa comune». Questi in sintesi il nuovo assetto e la nuova articolazione interna del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, così come si sono venuti a configurare in base alla Praedicate evangelium di papa Francesco, che riforma la Curia Romana, e come sono stati presentati ieri ai giornalisti dal cardinale prefetto, Michael Czerny, e da suor Alessandra Smerilli, che dello stesso Dicastero è la segretaria. «Servire e aiutare le Chiese locali a promuovere lo sviluppo umano integrale», ha detto il porporato, sarà la bussola principale. E la religiosa ha aggiunto che «il punto di partenza è l' ascolto, per comprendere le sfide e i bisogni dell' ampio spettro che la nuova Costituzione voluta da papa Francesco ci assegna». Oltre alle questioni sociali e di salvaguardia del Creato, come già detto, suor Smerilli ha citato le «questioni specifiche che non rientrano nelle caselline, e sono legate agli "eccetera"». Tra queste, ha fatto notare ancora la religiosa, l' esigenza di «accogliere subito le emergenze e dare ad esse una risposta», come è accaduto con l' istituzione della Commissione Covid-19. Il discorso si è poi concentrato sulle tre sezioni principali. La prima, ascolto e dialogo, «è un ponte con le Chiese locali e con i vari ministri che all' interno di essere promuovono lo sviluppo», ha spiegato la segretaria del Dicastero. Tutto ciò che passa in questa sezione confluisce nella seconda, ricerca e riflessione, «che cerca risposte alle sfide facendo ricorso alle discipline scientifiche correlate ad esse e alla Dottrina sociale della Chiesa». Infine, c' è la terza sezione, denominata comunicazione e restituzione, che si propone come obiettivo quello di «far diventare la ricerca e la riflessione proposte concrete, documenti da restituire alle comunità e da condividere attraverso una comunicazione fatta di ascolto». Infine, a supporto delle tre sezioni, un' area amministrativa e una segreteria, cui si affianca un gruppo di valutazione e di progettazione, «per dare dinamicità al flusso continuo che emerge dal lavoro delle tre sezioni, affinché non rimangano solo parole». Durante l' incontro con i giornalisti, ieri nella Sala Stampa della Santa Sede, non sono mancate le domande. Una ha riguardato anche l' eventuale preoccupazione per la vittoria elettorale del centrodestra date le posizioni più volte espresse in materia di migrazioni. Il cardinale Czerny ha rimandato la questione all' Italia. «Sono abbastanza sicuro che la vera risposta la debba dare la Chiesa italiana - ha esordito -. È una Chiesa che ha fatto molto per accompagnare i migranti e i rifugiati e ha sostenuto iniziative molto importanti anche nel Mediterraneo». Del resto, ha aggiunto in riferimento ai diritti dei migranti e dei rifugiati, «si tratta di diritti che hanno migliaia di anni. Quando qualcuno si trova in difficoltà in mare, si è obbligati moralmente e umanamente ad aiutarlo, e non a rendere le cose più difficili». ( M.Mu.- Avvenire)

Caritas e Migrantes: il 7 ottobre la presentazione del Rapporto Immigrazione

30 Settembre 2022 - Roma - Sarà presentato a Roma, il prossimo 7 ottobre, in via Aurelia 796, la nuova edizione del Rapporto Immigrazione redatto da Caritas Italiana e Fondazione Migrantes. Tema di quest’anno “Costruire il futuro con i migranti”. I lavori saranno aperti dal presidente della Caritas Italiana, mons. Carlo Roberto Maria Redaelli, arcivescovo di Gorizia. A presentare i dati due dei curatori del Rapporto Immigrazione, Manuela De Marco di Caritas Italiana (principali dati del Rapporto Immigrazione) e Simone M. Varisco della Fondazione Migrantes su  "L’immigrazione fra comunicazione e pastorale". Seguirà l’intervento del Ministro Patrizio Bianchi (in attesa di conferma) su “Orientamenti e prospettive dell’istruzione in tema di immigrazione” e mons. Giuseppe Baturi, arcivescovo di Cagliari e segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana su “I migranti dentro il cammino sinodale della Chiesa in Italia”. Seguirà la giornalista e scrittrice italo-siriana Asmae Dachan su “Italiani madrelingua. Il polmone verde della cultura italiana" mentre le conclusioni sono affidate a mons. Gian Carlo Perego, Presidente della Commissione Cei per le Migrazioni e della Fondazione e arcivescovo di Ferrara-Comacchio. Modererà Oliviero Forti di Caritas Italiana. ​  

Vangelo Migrante: XXVII Domenica del Tempo Ordinario- | Vangelo (Lc 17,5-10)

29 Settembre 2022 -

La prima lettura di questa domenica, ci consegna una frase molto bella per mezzo della quale, ci accostiamo alla meditazione del vangelo: il giusto vivrà per la sua fede. Iniziamo la nostra riflessione, chiedendoci se siamo pienamente consapevoli del significato della fede. Nel vivere la dimensione spirituale, si riscontra una certa confusione tra religione e fede, in quanto alcuni ritengono che le due cose siano uguali: la persona religiosa è anche un uomo e una donna di fede? Essere delle persone religiose, significa esser nati all’interno di un contesto culturale, caratterizzato da usanze e tradizioni. Sin dalla nascita ci sono stati trasmessi degli insegnamenti riguardanti anche la sfera religiosa: il segno di croce prima di andare a dormire, la domenica a Messa, per certi versi anche i sacramenti dell’iniziazione cristiana più che una maturazione di fede, per alcuni scandiscono i processi della crescita umana. Anche il vivere in società risente dell’aspetto religioso: la festa del santo patrono, le caratteristiche processioni, le pietanze che si preparano in occasione di una solennità. La religione dunque, richiama una credenza vaga, non definita, che non indica un cammino di maturazione, ma semplicemente un’educazione sociale o famigliare che è stata inculcata. Si può essere religiosi senza conoscere per bene Dio, la Sua parola e la Sua logica. La fede è tutt’altra cosa, essa pur nascendo dal contesto religioso, pretende qualcosa di più: il desiderio di conoscere Dio, istruire un rapporto personale con Lui, orientarsi continuamente a Lui, porlo alla base della nostra esistenza, nelle scelte che siamo chiamati a compiere. Entrato in questo processo prendo consapevolezza in modo progressivo di quanto sono amato, del fatto che Dio non ama in modo generale la gente o il popolo, ma si manifesta nella sua misericordia in modo specifico per ogni uomo e ogni donna: il mondo è amato poiché lo è ciascuno di noi. La fede non ha una misura quantitativa, non consiste nel dire ne ho tanta o poca, essa è semplicemente un seme, il più piccolo, che decide di farsi fecondare dal terreno misericordioso di Dio, entrando così in un processo di crescita dinamica.

Farsi fecondare per mezzo della fede aiuta ad affrontare due aspetti della vita molto importanti, che sono riportati all’interno del Vangelo di questa domenica. La fede è potente, mi aiuta a estirpare anche l’impossibile: l’albero di gelso possiede delle radici poderose, molto probabilmente ai tempi di Gesù era impossibile sradicarlo, così nella nostra vita, riteniamo irrealizzabile il liberarsi da alcuni aspetti, come un vizio o degli episodi spiacevoli, la fede è capace di estirpare tutto questo. In secondo luogo l’essere immerso nella misericordia di Dio, mi introduce nel servizio amorevole (senza utile), eliminando ogni forma di mercificazione del bene in favore del prossimo, tutto ciò si apprende dall’amore gratuito e personale di Dio. (Luca De Santis)

Card. Czerny: “l’aiuto ai migranti è un obbligo morale”

29 Settembre 2022 -
Città del Vaticano - “Quando qualcuno si trova in difficoltà in mare, si è obbligati moralmente e umanamente ad aiutarlo, e non a rendere le cose più difficili”. Così il card. Michael Czerny, prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, ha risposto alle domande dei giornalisti su una eventuale preoccupazione per la vittoria elettorale, in Italia, di una coalizione che, almeno nel programma, non fa cenno alla protezione dei migranti. “Sono abbastanza sicuro che la vera risposta la debba dare la Chiesa italiana – ha esordito il cardinale, durante una conferenza stampa in Sala stampa vaticana sul nuovo assetto del citato Dicastero alla luce della ‘Praedicate evangelium’ – che ha fatto molto per accompagnare i migranti e i rifugiati e ha sostenuto iniziative molto importanti anche nel Mediterraneo”. “Si tratta di diritti che hanno migliaia di anni”, ha ricordato Czerny a proposito dei diritti dei migranti e rifugiati. “Quando qualcuno si trova in difficoltà in mare, si è obbligati moralmente e umanamente ad aiutarlo, e non a rendere le cose più difficili”.

Comunicazioni Sociali: “Parlare col cuore: Veritatem facientes in caritate (Ef 4,15)” il tema della prossima Giornata

29 Settembre 2022 - Città del Vaticano - "Parlare col cuore: Veritatem facientes in caritate (Ef 4,15)". Questo il tema della prossima Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali che si celebrerà nel 2023. Il tema si collega idealmente a quello del 2022, “Ascoltare con l’orecchio del cuore”, e vuole - spiega una nota della sala Stampa della Santa Sede - inserirsi in particolare nel cammino che condurrà tutta la Chiesa alla celebrazione del Sinodo di ottobre 2023. Parlare con il cuore significa “rendere ragione della speranza che è in noi” (cfr 1Pt 3,14- 17) e farlo con mitezza, utilizzando il dono della comunicazione come un ponte e non come un muro. "In un tempo contraddistinto – anche nella vita ecclesiale – da polarizzazioni e dibattiti esasperati che esacerbano gli animi, siamo invitati ad andare controcorrente. Non dobbiamo - si legge nella nota - temere di affermare la verità, a volte scomoda, che trova il suo fondamento nel Vangelo ma non dobbiamo disgiungere questo annuncio da uno stile di misericordia, di sincera partecipazione alle gioie e alle sofferenze dell’uomo del nostro tempo, come ci insegna in modo sublime la pagina evangelica che narra il dialogo tra il misterioso Viandante e i discepoli di Emmaus. Oggi, nel drammatico contesto di conflitto globale che stiamo vivendo, è quanto mai necessario l’affermarsi di una comunicazione non ostile. Una comunicazione aperta al dialogo con l’altro, che favorisca un 'disarmo integrale', che si adoperi a smontare 'la psicosi bellica' che si annida nei nostri cuori, come profeticamente esortava San Giovanni XXIII, 60 anni fa nella Pacem in Terris. È uno sforzo che è richiesto a tutti, ma in particolare agli operatori della comunicazione chiamati a svolgere la propria professione come una missione per costruire un futuro più giusto, più fraterno, più umano". (R.I.)

Mci Olanda: per San Francesco celebrazione con il vescovo di Rotterdam

29 Settembre 2022 - Roma - La Missione Cattolica Italiana in Olanda festeggerà San Francesco d'Assisi, Patrono d'Italia, il prossimo 9 ottobre con una celebrazione eucaristica presso la chiesa di San Mattias, Herenweg 78 a Warmond, presieduta da mons. Van den Hende, vescovo di Rotterdam. Durante la celebrazione  19 ragazzi e ragazze della Comunità italiana riceveranno il sacramento della Cresima. Al termine della celebrazione saranno benedetti anche i catechisti che quest'anno saranno responsabili della catechesi dei giovani.

Papa Francesco: scuola e università “spazi privilegiati” di incontro e integrazione

29 Settembre 2022 - Città del Vaticano – “La scuola e l’università sono spazi privilegiati non solo di insegnamento, ma anche di incontro e integrazione”. Lo ha detto papa Francesco ricevendo in udienza i partecipanti all'Incontro sui rifugiati e i migranti promosso dalla Pontifica Università Gregoriana. “Per rispondere adeguatamente alle nuove sfide migratorie, occorre – ha detto il pontefice -  formare in modo specifico e professionale gli operatori e gli insegnanti che lavorano con i migranti e i rifugiati. Gli atenei cattolici sono chiamati a educare i propri studenti, che domani saranno amministratori, imprenditori e artefici di cultura, a una lettura attenta del fenomeno migratorio, in una prospettiva di giustizia e corresponsabilità globale e di comunione nella diversità. Vanno promossi incontri significativi con i protagonisti, in modo che docenti e studenti abbiamo l’opportunità di conoscere le storie di uomini e donne migranti, rifugiati, sfollati o delle vittime di tratta”.  Le diversità – ha detto ancora - che portano i migranti sono "una ricchezza" e il loro contributo nelle società in cui sono accolte ha "un potenziale enorme". "L'ambito della promozione sociale vede l'università come un'istituzione che interagisce con il contesto sociale in cui si trova a operare. Essa può contribuire - ha sottolineato il Papa - a identificare e indicare le basi per costruire una società interculturale, dove le diversità etniche, linguistiche e religiose siano considerate una ricchezza e non un ostacolo per il futuro comune". Il Pontefice ha ricordato che "la storia ci insegna che il contributo dei migranti e dei rifugiati è stato fondamentale per la crescita sociale ed economica delle nostre società. E lo è anche oggi. Il loro lavoro, la loro capacità di sacrificio, la loro giovinezza e il loro entusiasmo arricchiscono le comunità che li accolgono. Ma questo contributo potrebbe essere assai più grande se valorizzato e sostenuto attraverso programmi mirati. Si tratta di un potenziale enorme, pronto ad esprimersi, se solo gliene viene offerta la possibilità". Papa Bergoglio, parlando della ricerca accademica ha detto di ritenere “opportuno portare avanti ulteriori studi sul cosiddetto 'diritto a non dover emigrare'. È importante riflettere sulle cause dei flussi migratori e sulle forme di violenza che spingono a partire verso altri paesi. Mi riferisco naturalmente ai conflitti che devastano tante regioni del mondo". "Il pianeta è indebolito dall'eccessivo sfruttamento delle sue risorse e logorato da decenni di inquinamento. A causa di questo, sempre più persone sono costrette a lasciare le proprie terre, divenute inabitabili. Il mondo accademico, in particolare quello cattolico, è chiamato ad esercitare un ruolo di primo piano nel fornire risposte alle sfide ecologiche. Sulla base di dati scientifici, potete contribuire a illuminare e indirizzare le scelte dei governanti verso una cura efficace della casa comune", ha concluso. (Raffaele Iaria)

Ismu: dal 2014 quasi 25mila i migranti morti nel Mediterraneo

29 Settembre 2022 -
Milano - In occasione del prossimo 3 ottobre, Giornata della memoria e dell’accoglienza, in cui si ricorda il naufragio al largo di Lampedusa durante il quale persero la vita 368 migranti, ISMU calcola che dal 2014 al 25 settembre 2022 sono stati quasi 25mila i migranti morti e dispersi nelle acque del Mar Mediterraneo nel tentativo di raggiungere l’Europa. Il viaggio verso l’Italia si conferma il più pericoloso: è sulla rotta del Mediterraneo centrale che si registra da sempre il più elevato numero di morti e dispersi, pari a 1.088 dal 1° gennaio al 25 settembre 2022 su un totale di 1.473 su tutte le rotte del Mediterraneo, tra questi 60 erano bambini. A quasi dieci anni da quella tragedia, la Sicilia - sottolinea l'Istituto di ricerca - è ancora il principale approdo dei migranti che fuggono verso l’Europa e l’isola continua a registrare incessantemente numerosi arrivi: al 25 settembre se ne contano oltre 51mila su un totale di 69mila in Italia. In particolare l’isola di Lampedusa, da sempre località simbolo delle migrazioni, continua ad affrontare situazioni difficili con un numero di migranti accolti nell’hotspot ben oltre la capienza consentita: in alcuni giorni di luglio - quando gli sbarchi erano particolarmente consistenti - risultavano presenti 1.600 ospiti su 350 posti disponibili. Ma come ricordano i dati IOM (International Organization for Migration), i migranti morti e dispersi sono numerosi anche sulle altre rotte dell’immigrazione: a livello globale dal 1° gennaio al 25 settembre 2022 sono stati registrati 3.469 eventi fatali. Come anticipato la rotta del Mediterraneo resta la più mortale, con il 43% di tutti i migranti morti e dispersi nel mondo nei primi nove mesi del 2022. A livello globale gli eventi fatali registrano una significativa crescita nel continente americano (nel 2022 rappresentano un quarto di tutti gli eventi mondiali) e una diminuzione nel continente africano (16% nel 2022 contro il 30% nel 2020). Si segnala inoltre che, a causa principalmente della guerra in Ucraina, è in crescita la percentuale di migranti morti e dispersi sul territorio europeo (3,7% del totale nel 2022 contro il 2% nel 2020).

Italiani nel Mondo: da oggi la Consulta dei Veneti nel mondo e il Meeting dei giovani

29 Settembre 2022 -
Venezia - Il Veneto si prepara ad accogliere i lavori della Consulta dei Veneti nel mondo e il contestuale Meeting del Coordinamento dei giovani veneti e giovani oriundi veneti residenti all’estero, riuniti per la prima volta in presenza, dopo due anni di pandemia. La Consulta e il Meeting dei giovani, si svolgeranno a Treviso da oggi al al 1° ottobre 2022, con il fine di consentire l’incontro tra generazioni e contribuire a favorire il dialogo intergenerazionale, rendendo l’evento un’occasione di confronto e scambio tra i Veneti e i Veneti nel mondo. Verranno proposte, definite e valutate politiche a favore dei Veneti nel mondo. La Consulta regionale dei Veneti nel mondo è composta da ventuno persone di cui dieci arrivano da: Sud Africa, Svizzera. Argentina, Brasile, Uruguay, Canada, Venezuela e Australia, ai quali si aggiungono undici veneti che sono rappresentanti del Consiglio regionale, delle Associazioni venete di emigrazione, delle Università del Veneto, dell’Anci Veneto, delle Camere di commercio e dei rappresentanti dei Comitati delle Federazioni e delle Associazioni venete operanti a favore dei nostri corregionali all’estero. In concomitanza si svolgerà la riunione del Meeting del coordinamento giovani veneti e giovani oriundi veneti. Sono giovani che hanno un’età fra i 18 e i 39 anni ed è composta da undici rappresentanti di cui quattro veneti e sette provenienti da: Argentina, Brasile, Canada, Venezuela e Australia. La sede dei lavori della Consulta e del Meeting dei giovani è la Città di Treviso. Il programma di massima prevede per oggi l’apertura dei lavori con il saluto delle Autorità e l’intervento dell’assessore regionale alla Cultura, Identità Veneta  e Veneti nel Mondo, Cristiano Corazzari, Alla sera alle ore 21.00, la delegazione sarà ospite al concerto di benvenuto, “La mia Terra”, presso la Chiesa di San Francesco, con la Ritmico Sinfonica Young Orchestra, diretta dal Maestro Diego Basso. Il concerto è aperto alla cittadinanza. Venerdì 30 settembre la delegazione sarà a Venezia dove verrà ricevuta dal Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia a Palazzo Balbi e a seguire a Palazzo Ferro Fini sede del Consiglio regionale del Veneto. La giornata terminerà a San Pietro di Feletto (Tv) con lo spettacolo teatrale “Era tutta campagna” di Jgor Barbazza e Davide Stefanato. Sabato 1 ottobre a Treviso è prevista la chiusura dei lavori con la redazione di un documento ufficiale dei Consultori e dei Giovani partecipanti al Meeting.  Domenica 2 ottobre la delegazione sarà ospite a Verona per partecipare alla “Giornata dei Veneti nel Mondo“, nella sala Verde per conferenze della Biblioteca Capitolare di Verona.  Nel programma della Giornata è previsto, tra l’altro, il convegno “Un ponte tra culture: ricco di innovazione e solidarietà” e la consegna del Premio Eccellenze venete, riconoscimento che da alcuni anni la Regione del Veneto attribuisce ad alcuni veneti che si siano distinti nel corso dell’anno per peculiari meriti nell’ambito della cultura, della ricerca, del lavoro, o per l’impegno a favore dell’emigrazione.

Unhcr: Filippo Grandi riconfermato alla guida dell’ Agenzia Onu per i rifugiati

28 Settembre 2022 - Roma - Filippo Grandi è stato riconfermato alla guida dell' Unhcr, l' Agenzia Onu per i rifugiati. La decisione è stata presa dall' Assemblea generale dell' Onu su raccomandazione del segretario generale, previa consultazione con gli Stati membri. Grandi rimarrà in carica altri due anni e mezzo a partire dal 1° luglio 2023 e terminando il 31 dicembre 2025. Il segretario generale aveva intenzione di chiedere all' Assemblea generale di eleggere Grandi per un secondo mandato di cinque anni ma per motivi personali è stato accordato un termine più breve. Prima di diventare Alto commissario per i rifugiati, Grandi è stato impegnato nella cooperazione internazionale per oltre 30 anni, concentrandosi sui rifugiati e sul lavoro umanitario. È stato commissario generale dell' Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (Unrwa) dal 2010 al 2014 e vice commissario generale dell' organizzazione dal 2005. In precedenza era stato vice rappresentante speciale del segretario delle Nazioni Unite in Afghanistan, dopo una lunga carriera prima presso le Ong e poi presso l' Unhcr in Africa, Asia, Medio Oriente e presso la sede dell' Onu a Ginevra.

Diocesi Siena: al via accoglienza immigrati pakistani che stazionavano in città

28 Settembre 2022 -

Siena -Ha preso il via ieri sera l’accoglienza degli immigrati di nazionalità pakistana. L’iniziativa si è resa possibile grazie al protocollo d’intesa siglato dall’arcidiocesi di Siena-Colle di Val d’Elsa-Montalcino, il Comune di Siena, la Società della Salute senese e l’Arciconfraternita di Misericordia di Siena. La durata del protocollo è fissata – ad experimentum – fino al 31 ottobre 2022. Dalle 20 della sera alle 8 del mattino sono circa 20 i posti letto messi a disposizione per consentire lo stazionamento notturno dei cittadini migranti o richiedenti asilo che finora, soprattutto nelle ore notturne, si sono adattati in alcune zone della città. Agli ospiti è stato consegnato anche kit igienico sanitario con lenzuola usa e getta e biancheria. È garantita anche la presenza di medici volontari, disponibili per uno screening sanitario all’ingresso della struttura. La ricerca di una soluzione più strutturata si era resa necessaria per il registrarsi, nei mesi scorsi, di un costante afflusso in città di migranti, in particolare pakistani, che giungono a Siena per ottenere i documenti necessari dai locali uffici della Questura. E che usualmente permanevano in città in condizioni precarie, all’addiaccio, solo per pochi giorni, il tempo necessario per il disbrigo delle pratiche legate all’asilo. “Questo protocollo – spiega il card. Augusto Paolo Lojudice, arcivescovo di Siena-Colle di Val d’Elsa-Montalcino – dimostra che fare rete significa risolvere i problemi. Da soli non si va da nessuna parte e per questo credo che l’accordo siglato con il Comune, l’Arciconfraternita di Misericordia e la società della salute senesi sia un modello replicabile anche per eventuali e nuove emergenze sociali”. “Siena – commenta il sindaco Luigi De Mossi – è una città accogliente e solidale. Ma è anche una città ordinata e attenta alle ragioni del decoro urbano e più in generale della tranquillità, fattori che contribuiscono a farne uno dei territori in Italia con la più alta qualità della vita. La situazione precedente non era accettabile per la città e non era decorosa per i migranti. Con molta buona volontà e grazie a un proficuo e collaborativo dialogo, Comune, diocesi e soggetti del terzo settore hanno trovato una soluzione che rappresenta un netto e concreto miglioramento per tutti”.

Minori stranieri non accompagnati: Garlatti(Garante infanzia), “sbloccato 1 milione per rimborsi a tutori volontari”

28 Settembre 2022 -
Roma - I rimborsi per i tutori volontari di minori stranieri non accompagnati (Msna) sono realtà. Dopo la firma dei ministri dell’Interno e dell’Economia e delle finanze il decreto che li regolamenta è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale (n. 219 del 19 settembre 2022). “Finalmente, dopo le mie sollecitazioni e il lavoro svolto dal tavolo interministeriale a cui ha partecipato anche l’Autorità garante, viene sbloccato il milione di euro annuo che il Bilancio di previsione dello Stato ha previsto annualmente a sostegno di chi fa da tutore di minori stranieri senza adulti di riferimento nel nostro Paese”, commenta l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza Carla Garlatti. Il decreto regolamenta la concessione dei rimborsi ai datori di lavoro del 50% del costo dei permessi (tetto massimo 60 ore) accordati ai dipendenti per lo svolgimento di interventi o prestazioni a favore dei minori avallati dal tribunale per i minorenni. Disciplinato anche il rimborso a favore dei tutori delle spese di viaggio sostenute per adempimenti connessi con l’ufficio della tutela volontaria. Normata, infine, la possibilità di riconoscere – in circostanze straordinarie e su decisione dei tribunali per i minorenni – un’equa indennità fino a 900 euro al tutore volontario al termine di una tutela particolarmente onerosa e complessa (purché non sia iniziata nei tre mesi precedenti la maggiore età del minore). I fondi saranno erogati dalle prefetture, ai quali uffici andranno indirizzate le richieste. “I tutori – spiega la Garante – sono persone che svolgono una funzione fondamentale: sono punto di riferimento per ragazzi soli e fanno da raccordo con servizi sociali, centri di accoglienza, uffici scolastici regionali e scuole, tribunali e procure minorili. A questo impegno civico dedicano il loro tempo libero e del loro apporto, specie in questo periodo, c’è particolarmente bisogno. Non era giusto – conclude – che i tutori volontari dovessero anche sostenere, senza alcuna possibilità di rimborso, le spese legate all’esercizio di tali compiti”.

Card. Zuppi: flussi migratori, bisogno di più solidarietà europea

28 Settembre 2022 - Roma - "L’Europa è una straordinaria possibilità. Abbiamo bisogno di più Europa, di un’Europa che funzioni di più. Per esempio per ciò che riguarda i flussi immigratori. L’Europa qui non ha funzionato, ha lasciato sola l’Italia in questo campo e perciò c’è bisogno di più solidarietà europea". Lo ha detto il card. matteo Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana in una intervista pubblicata oggi dal quotidiano "Avvenire" .