Primo Piano

GMMR, Migrantes Faenza: domenica Messa dei Popoli

23 Settembre 2022 - Faenza - La Chiesa celebra la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato dal 1914 e ogni anno la celebra l' ultima domenica di settembre. È sempre stata un' occasione per dimostrare la preoccupazione per le diverse categorie di persone vulnerabili in movimento, per pregare per loro mentre affrontano molte sfide, e per aumentare la consapevolezza sulle opportunità offerte dalla migrazione. Il titolo scelto dal Papa per il suo messaggio annuale è Costruire il futuro con i migranti e i rifugiati. Quindi, domenica 25 settembre alle ore 11 sarà celebrata la S. Messa dei Popoli nella chiesa di San Marco, curata dalla Pastorale Migranti diocesana, preceduta dalle prove dei canti alle 9.45.

Congresso Eucaristico: il programma di oggi

23 Settembre 2022 - Matera - La seconda giornata del Congresso eucaristico, in corso a Matera, si aprirà con la celebrazione della Messa alle 9.30 nelle parrocchie protagoniste dell’evento nazionale, che sono la Basilica Cattedrale, Maria Madre della Chiesa, San Pio X, San Paolo, San Giacomo, Immacolata, San Giuseppe Artigiano, Addolorata, Sant’Agnese, Santa Famiglia, Cristo Re. Alle 10.45 nella Basilica Cattedrale di Matera il vescovo di Mantova, mons. Gianmarco Busca svolgerà la sua relazione dal titolo “Il gusto buono del nostro Pane. L’incontro verrà trasmesso in streaming in tutte le parrocchie sedi del Congresso eucaristico. E in tutte le sedi dell’evento ecclesiale alle 11.30 ci saranno delle testimonianze e un confronto tra i delegati. Nel pomeriggio alle 15.30 nella chiese del centro (San Giovanni Battista, San Francesco da Paola, Santa Chiara, San Francesco d’Assisi) si svolgerà una liturgia penitenziale, con la possibilità di accostarsi al Sacramento della Riconciliazione. In piazza San Pietro Caveoso alle 17.30 è in programma la Via Lucis Eucaristica. Sempre nelle chiese del centro di Matera alle 21 è prevista l’Adorazione eucaristica, nella cui animazione sono coinvolti movimento laicali e associazioni presenti in arcidiocesi: a San Francesco d’Assisi animerà il Cammino neocatecumenale; a San Giovanni Battista sarà l’Azione cattolica); a San Francesco da Paola l’incarico è affidato al Rinnovamento dello Spirito; e a Santa Chiara sarà impegnato il Movimento dei Focolari.

Naufragio al largo della Siria: 34 morti

23 Settembre 2022 - Roma - Un’altra tragedia in mare. L’ennesima, dimenticata da chi preferisce guardare altrove. Un gommone con più di 100 migranti è affondato di fronte alle coste siriane. Le autorità hanno recuperato i corpi di 34 persone annegate al largo della città di Tartus. «Il numero di persone trovate annegate è salito a 34 e 20 persone stanno ricevendo cure all’ospedale» ha riferito ieri sera l’agenzia governativa siriana Sana. Il ritrovamento è avvenuto nei pressi della città costiera mediterranea, a poche decine di chilometri dal confine con il Libano. Da 72 ore, secondo i media libanesi, erano dati per dispersi più di 50 migranti.

Migrantes: don Kurian nuovo Coordinatore della pastorale dei cattolici Siro-Malankaresi in Italia

22 Settembre 2022 - Roma - Don Benedict Kurian è il Coordinatore nazionale della pastorale dei cattolici Siro-Malankaresi in Italia. La nomina da parte del Consiglo Permanente della Conferenza Episcopale Italiana che si è riunito a Matera dal 20 al 22 settembre, alla vigilia del Congresso Eucaristico Nazionale che si apre oggi.  Don Kurian proviene dall'Eparchia di Mavelikara della Chiesa Siro-Malankarese. Al neo coordinatore gli auguri di un proficuo lavoro.

Cei: i lavori del Consiglio Permanente

22 Settembre 2022 - Roma - Lo sguardo sui territori e sulle loro problematiche, in un momento storico difficile, ha accompagnato i lavori del Consiglio Episcopale Permanente che, sotto la guida del card.  Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e Presidente della CEI, si è svolto dal 20 al 22 settembre a Matera. Qui dal pomeriggio di giovedì 22 a domenica 25 settembre è in programma il Congresso Eucaristico Nazionale sul tema: “Torniamo al gusto del pane. Per una Chiesa eucaristica e sinodale”. La riflessione del card. Zuppo sugli “inverni” che l’Italia si trova ad affrontare ha avviato un confronto franco e articolato sulle sfide attuali, che ha portato all’elaborazione dell’Appello alle donne e agli uomini del nostro Paese, dal titolo “Osare la speranza”. Alla vigilia delle elezioni, i Vescovi hanno infatti sottolineato l’importanza del voto, un diritto e un dovere da esercitare con consapevolezza, per costruire il bene comune e una società più giusta, solidale e attenta agli ultimi. Di qui l’invito a un impegno corale, rivolto agli elettori, ai giovani, a chi ha perso fiducia nelle Istituzioni e agli stessi rappresentanti che saranno eletti al Parlamento. Nella certezza che il Cammino sinodale possa rappresentare un’opportunità per far progredire processi di corresponsabilità, i Vescovi si sono concentrati sul percorso che le Chiese in Italia hanno compiuto finora e che proseguirà nel secondo anno della “fase narrativa” con la proposta dei “cantieri sinodali”. Proprio in questa prospettiva si svilupperà anche il lavoro delle Commissioni Episcopali, che dovrà puntare alla valorizzazione dell’apporto di esperti, del confronto con le realtà extra-ecclesiali e della sinergia con le altre Commissioni. Il Consiglio Permanente ha poi rinnovato l’impegno nella tutela dei minori e delle persone vulnerabili, rilanciando le cinque linee di azione assunte dall’Assemblea Generale nel maggio scorso attraverso la promozione di iniziative di sensibilizzazione nelle diocesi, tra cui la 2a Giornata nazionale di preghiera per le vittime e i sopravvissuti agli abusi (18 novembre) sul tema: “‘Il Signore risana i cuori affranti e fascia le loro ferite’ (Sal 147,3). Dal dolore alla consolazione”. Distinte comunicazioni sono state offerte sui Tribunali ecclesiastici in materia di nullità matrimoniale, sull’avanzamento dei lavori per la stesura della Ratio nationalis per la formazione nei seminari d’Italia. Il Consiglio Permanente ha deliberato la costituzione di un Fondo di solidarietà a favore delle diocesi per contrastare l’aumento dei costi dell’energia e ha approvato la pubblicazione dei Messaggi per la 34a Giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei e per la 45a Giornata per la vita. Ha provveduto infine ad alcune nomine. Tra queste quella del nuovo direttore generale della Fondazione Migrantes, mons. Pierpaolo Felicolo.    

Migrantes: mons. Pierpaolo Felicolo nuovo direttore generale

22 Settembre 2022 - Roma - E' mons. Pierpaolo Felicolo il nuovo Direttore generale della Fondazione Migrantes. La nomina è arrivata oggi dal Consiglio Permanente della CEI che si è riunito a Matera dal 20 al 22 Settembre. Mons. Felicolo sostituisce don Gianni De Robertis che ha guidato l’organismo pastorale della Cei dal 2017 ad oggi. Mons. Felicolo, della diocesi di Roma, è nato il 15 gennaio 1961 ed è stato ordinato sacerdote nel 1992. Molti gli incarichi ricoperti durante il suo ministero: dai gruppi giovanili, agli Scout, ai gruppi di catechismo per fanciulli e adulti, alla scuola della Parola con gli anziani. Dal 1998 è impegnato nella pastorale Migrantes della diocesi di Roma che, dal 2010, guida come direttore e dal 2011 anche come Incaricato della Commissione regionale Migrantes della Conferenza Episcopale Laziale. Dal 2013 fa parte del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Migrantes e negli ultimi anni è stato assistente di Api-Colf della provincia di Roma. Negli anni ha lavorato nella pastorale dei campi Rom della diocesi di Roma organizzando doposcuola per bambini, assistenza e sostegno a numerosi nuclei familiari. “Ringrazio i Vescovi italiani per la fiducia accordatami”, sono state le sue prime parole: “mi auguro di continuare ad essere vicino a tutto il mondo della mobilità contribuendo in prima persona alla costruzione di un futuro diverso per e con i migranti. Veniamo da anni difficili. La pandemia e la guerra ancora in corso a un passo da casa, insieme ai tanti conflitti che ci sono ancora nel mondo, hanno provocato grandi cambiamenti e profonde fragilità. Ci attende un grande lavoro a cui oggi guardo con impegno contando sulla collaborazione di tutti gli organismi istituzionali e pastorali e della grande famiglia Migrantes in Italia e all’estero”. A don De Robertis va il ringraziamento della Migrantes per il lavoro svolto.  Al nuovo Direttore generale vanno le felicitazioni del presidente, S.E. Mons. Perego e di tutta la Fondazione Migrantes con l’augurio di proseguire e sviluppare il lavoro fecondo di chi l’ha preceduto e con l’assicurazione che da quanti, a vario titolo, sono impegnati nella Migrantes, avrà la più ampia collaborazione. ​  

Vangelo Migrante: XXVI Domenica del Tempo Ordinario | Vangelo (Lc 16,19-31)

22 Settembre 2022 - I farisei, amici della ricchezza e inclini a considerarla come un segno della benedizione di Dio sopra il giusto (solo i farisei?) non a caso deridevano Gesù per i suoi inviti a distaccarsi dai beni materiali. L’attaccamento al denaro, ieri come oggi, è frequente e la ricchezza molto apprezzata. Gli uomini ricchi sono ammirati e facilmente s’illudono di essere uomini grandi per il semplice fatto di essere ricchi. La celebre parabola del ricco epulone e del povero Lazzaro smaschera i grandi pericoli che corrono gli uomini ricchi. La parabola mette in evidente contrapposizione un ricco anonimo che vive nel fasto e un povero di nome Lazzaro, che in ebraico significa ‘Dio viene in aiuto’. Il fatto che sia riportato il nome del povero e non quello del ricco fa subito intendere il diverso modo di ragionare di Dio rispetto agli uomini: non sono i ricchi ma i poveri a stargli particolarmente a cuore! L’uomo ricco, vestito di porpora e di bisso che vive nel lusso, non è crudele nei confronti del povero Lazzaro, semplicemente non si accorge di lui e non si occupa minimamente dei suoi problemi. Egli vede solo sé stesso. La ricchezza ha lo stesso effetto di un panno nero dietro a un vetro: da trasparente, diventa specchio. Così nella vita degli uomini: con la ricchezza non ci si accorge più degli altri e dei loro problemi, anche quando sono vicinissimi, e si pensa solo a se stessi. La morte li raggiunge entrambi e produce un radicale rovesciamento della situazione. Lazzaro è portato dagli angeli accanto ad Abramo in un posto di grande onore. Il ricco si ritrova negli inferi, luogo tradizionale di tormenti per gli uomini, condannato a causa delle sue colpe. Il ricco non è condannato perché violento e oppressore, ma semplicemente perché ha vissuto ignorando completamente il povero. Appurato che non è più possibile fare nulla a suo favore, il ricco vorrebbe fare qualcosa per i suoi fratelli perché non seguano la sua sorte. La risposta di Abramo è chiara: le ricchezze, assieme allo sguardo ricurvo su se stessi procurano anche un intontimento che preclude qualsiasi altro sguardo o messaggio. Creano un abisso tra noi e la verità delle cose! Come la verità dello sguardo e della Parola di Dio, decisivi per la salvezza. I piaceri e gli agi di cui ci circondiamo, e di cui andiamo sempre di più alla ricerca, non ammettono altro. Nient’altro. … E la parabola non ammette mezze misure: non si può essere cristiani e superficiali allo stesso tempo, incuranti, evasivi o in fuga da ciò che ci circonda. Gesù annuncia l’unica cosa che conta e che resta veramente: la salvezza del Padre, per tutti. E ci dice come ottenerla. Sarà utile farci qualche domanda: chi è il mio Lazzaro? Qual è la mia occasione di salvezza? Chi c’è da mare? Chi c’è da curare? (p. Gaetano Seracino)

Viminale: da inizio anno sbarcate 68.686 persone migranti sulle nostre coste

22 Settembre 2022 -
Roma - Sono 68.686 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane da inizio anno, secondo i dati del Ministero degli Interni aggiornati a questa mattina. Di questi 14.343 sono di nazionalità tunisina (21%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Egitto (13.230, 19%), Bangladesh (10.213, 15%), Afghanistan (5.320, 8%), Siria (4.328, 6%), Costa d’Avorio (2.149, 3%), Eritrea (1.662, 3%), Guinea (1.596, 2%), Iran (1.513, 2%), Pakistan (1.493, 2%) a cui si aggiungono 12.839 persone (19%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione.

GMMR, Migrantes Padova: migranti, sfida e risorsa

22 Settembre 2022 - Padova - “La presenza di migranti e rifugiati rappresenta una grande sfida ma anche un’opportunità di crescita culturale e spirituale per tutti”. Potrebbe essere questo il centro del Messaggio che Papa Francesco ha scritto in occasione della 108ª Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. C’è una sfida che richiede energie e preparazione, come nelle grandi imprese. Una sfida che da tanto tempo è stata affrontata positivamente da molte realtà associative e istituzionali nella nostra Diocesi. Una sfida non facile, non scontata, non priva di contraddizioni. Non evitabile. E’ la storia dell’umanità che fa testo, perché si è evoluta in cultura e civiltà grazie alle migrazioni. E’ la storia di tutte le nazioni europee, e dell’Italia in prima fila, che fin dalla fine dell’800 ha prodotto la “grande migrazione”, con milioni e milioni di persone che attraversavano l’Oceano per necessità e per “sercar fortuna in Merica”. La 108^ edizione della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato ha quindi avuto inizio quando i migranti eravamo solo noi. E a nostro favore, come si fa per le attuali migrazioni, si è cercato di condurre i pensieri e i discorsi a livello di coscienza civile e cristiana, per il rispetto e la dignità che ogni persona merita. Allora si capisce che è descritta parte della nostra storia passata e presente, quando il Papa scrive che “la storia ci insegna che il contributo dei migranti e dei rifugiati è stato fondamentale per la crescita sociale ed economica delle nostre società. E lo è anche oggi. Il loro lavoro, la loro capacità di sacrificio, la loro giovinezza e il loro entusiasmo arricchiscono le comunità che li accolgono”. Qui ci sono i bisnonni, i progenitori, i familiari di tanti di noi, partiti per terre lontane; qui ci sono i migranti partiti da terre lontane e giunti nelle nostre terre. Una componente che non deve sfuggire nella realtà italiana e nella nostra diocesi padovana è che il 60% dei migranti è di religione cristiana. Se San Paolo scrivesse, come ha fatto con gli Efesini e i Corinti, ci ricorderebbe che c’è un solo battesimo, una sola fede, un solo Dio, Padre di tutti. E’ bene ricordare spesso da dove veniamo, e dove andiamo, per non cadere nelle divisioni, assecondare pregiudizi, cedere ai nazionalismi. L’esistenza cristiana sa attingere ad un ricco serbatoio di valori per vincere diffidenza, ostilità e ipocrisia. Il Messaggio sottolinea che “L’arrivo di migranti e rifugiati cattolici offre energia nuova alla vita ecclesiale delle comunità che li accolgono. Essi sono spesso portatori di dinamiche rivitalizzanti e animatori di celebrazioni vibranti”. E’ sufficiente partecipare a qualche celebrazione di cristiani che provengono dall’Africa, dalle Americhe, dall’Est Europa, dall’Oriente, per rendersene conto. Ed ancora: “La condivisione di espressioni di fede e devozioni diverse rappresenta un’occasione privilegiata per vivere più pienamente la cattolicità del Popolo di Dio”. Quando le comunità parrocchiali favoriscono questa condivisione, almeno in alcune occasioni dell’anno liturgico, allora diventano segno di unità, senza annullare la ricchezza propria di ogni espressione di fede. In tale prospettiva alcune parrocchie, che ospitano comunità etniche con propria lingua e culto, sono segno di mediazione per la società, luoghi in cui il pluralismo non è visto come un male, e per questo scartato con un processo di “assimilazione”. Nell’Evangelii Gaudium il Papa scrive che “il cristianesimo non dispone di un unico modello culturale, ma porta il volto di tante culture e di tanti popoli. Nei diversi popoli che sperimentano il dono di Dio secondo la propria cultura, la Chiesa esprime la sua autentica cattolicità e mostra la bellezza di questo volto pluriforme”. Costruire il futuro con i migranti e i rifugiati significa per la Chiesa e per la società rendere percorribile il cammino dell’integrazione, reso in maniera corretta con cammino d’interazione, dove c’ è vero scambio e ascolto dell’altro, dove le identità si confrontano senza mescolarsi e soprattutto senza la volontà e l’intenzione di cambiare l’altro, di trasformarlo in qualcosa che assomigli sempre di più a noi. Questo atteggiamento ha alla base la “cultura dell’incontro”, il senso del “camminare insieme” come incoraggia il Sinodo che stiamo vivendo. Si diventa allora maggiormente significativi anche per la società di cui la Chiesa fa parte. (don Gianromano Gnesotto - Direttore Migrantes Padova)  

GMMR, Migrantes Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela: domenica celebrazione in Cattedrale

22 Settembre 2022 - Messina - Sarà mons. Giuseppe La Speme, delegato arcivescovile per la Cattedrale a presiedere, domenica 25 settembre, alle ore 18.00, nella Basilica Cattedrale di Messina, la Celebrazione eucaristica in occasione della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, animata dalle cappellanie cattoliche e dai volontari dell’Ufficio diocesano Migrantes, durante la quale 23 giovani filippini riceveranno il sacramento della Confermazione. L’Ufficio diocesano Migrantes raccoglie l’invito di Papa Francesco per un "rinnovato impegno, perché le nostre comunità siano sempre più un luogo di accoglienza, di riconoscimento e di protagonismo per i migranti". Si tratta di "una sfida educativa che ci vuole protagonisti nella fedeltà al Vangelo, per questo l’équipe formativa dell’Ufficio si mette a disposizione delle comunità parrocchiali per preparare, insieme agli operatori pastorali, incontri di conoscenza e riflessione sui temi che riguardano il mondo delle migrazioni e le storie delle persone che ne sono coinvolte", sottolinea la Migrantes diocesana.  

Ucraina: Migrantes Vittorio Veneto, questa sera a Conegliano incontro con padre Hren sulla guerra e la conseguente migrazione

22 Settembre 2022 - Vittorio Veneto - Si svolgerà questa sera alle 20.30 nella sala verde della Casa Toniolo a Conegliano, l’incontro con padre Teodosio Roman Hren, vicario generale dell’esarcato apostolico per i fedeli cattolici ucraini di rito bizantino residenti in Italia. Sarà l’occasione per dialogare sulla guerra in Ucraina e sul conseguente fenomeno migratorio, che ha coinvolto non solo i Paesi confinanti ma anche diversi Paesi europei, compresa l’Italia. L’appuntamento è organizzato dall’Ufficio Migrantes della diocesi. Lo scopo primario dell’Ufficio e anche dell’incontro di questa sera – ci dice il direttore Migrantes don Mirko Dalla Torre – è quello di avvicinare gli immigrati cattolici per aiutarli a vivere e praticare la loro fede e favorire l'accoglienza e l'integrazione di tutti gli immigrati che sono presenti nel nostro territorio. Vogliamo continuare ad essere vicini ai gruppi di immigrati cattolici già costituiti, in questo caso agli immigrati ucraini, ma anche offrire delle opportunità di confronto per comprendere il fenomeno migratorio ai nostri giorni. Ci auguriamo che l’incontro possa essere utile anche per questo fine”. La chiesa ucraina di rito bizantino conta nel nostro Paese circa 161 comunità, con 150 mila fedeli e una settantina di sacerdoti. Dallo scoppio della guerra, essa è attivissima a vario livello, soprattutto umanitario e spirituale, per portare soccorso ai profughi ucraini arrivati in Italia. Nella diocesi di Vittorio Veneto  il referente per la comunità ucraina è don Yuriy Khodan, che celebra l’eucaristia secondo il rito bizantino la prima, seconda e terza domenica e il secondo e quarto sabato del mese, alle 14, presso la Cappella della Consolata, a Vittorio Veneto.

Cei: al via il XXVII Congresso Eucaristico Nazionale

22 Settembre 2022 -

Matera - Si apre oggi, 22 settembre, a Matera il XXVII Congresso Eucaristico Nazionale che si concluderà domenica 25 con la visita di Papa Francesco. Nella “Città dei Sassi” si ritroveranno circa 800 delegati arrivati da 166 diocesi italiane per condividere, insieme a una ottantina di Vescovi, quattro giorni di preghiera, riflessione e confronto sulla centralità dell’Eucaristia nella vita del cristiano e della comunità. “Torniamo al gusto del pane. Per una Chiesa eucaristica e sinodale” è il tema dell’appuntamento promosso dalla CEI – in collaborazione con l’arcidiocesi di Matera-Irsina – che rappresenta una tappa del Cammino sinodale delle Chiese in Italia.

La cerimonia inaugurale in piazza Vittorio Veneto dalle ore 17.30 anche in streaming sul sito ufficiale www.congressoeucaristico.it. Momento significativo sarà la processione di cinque gruppi di persone che avanzeranno verso il centro del palco con gli elementi necessari alla preparazione del pane, a memoria dei frutti della terra e del lavoro dell’uomo: i bambini presenteranno i chicchi di grano, alcuni immigrati insieme a russi e ucraini i covoni; seguiranno alcune coppie di sposi e consacrati con l’acqua, il lievito e il sale; gli anziani, gli ammalati e i medici offriranno il pane, mentre alcuni giovani porteranno una Croce.
Il Congresso Eucaristico Nazionale prevede un programma diffuso in tutta la città. Oltre alla Basilica Cattedrale, altre dieci parrocchie accoglieranno i partecipanti per l’ascolto delle meditazioni che saranno tenute, venerdì 23 e sabato 24 settembre (ore 10.45), da Mons. Gianmarco Busca, Vescovo di Mantova e Presidente della Commissione Episcopale per la liturgia, e da Giuseppina De Simone, docente alla Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale. Il presule approfondirà il tema “Il gusto buono del nostro Pane: dall’altare alle tavole della vita”, mentre la professoressa si soffermerà su “Chiesa, sinodalità, Eucaristia”. Le meditazioni si svolgeranno nella Basilica Cattedrale, ma saranno trasmesse in streaming in tutte le parrocchie collegate: Maria Madre della Chiesa, San Pio X, San Paolo, San Giacomo, Immacolata, San Giuseppe Artigiano, Addolorata, Sant’Agnese, Santa Famiglia, Cristo Re. Dopo la catechesi sono previste una testimonianza e poi un tempo di riflessione personale e comunitaria sulle suggestioni ricevute.
Nel pomeriggio di venerdì 23 settembre, alle 15.30, è prevista la Liturgia penitenziale nelle chiese del centro (San Giovanni Battista, San Francesco da Paola, Santa Chiara e San Francesco d’Assisi). Alle 17.30 si svolgerà la Via Lucis eucaristica che dalla Chiesa della Madonna de Idris arriverà alla piazza San Pietro Caveoso, dove sosteranno i delegati e i fedeli e dove sarà collocato il Crocifisso ligneo del ‘600, restaurato per iniziativa della Cooperativa “Oltre l’Arte” grazie anche ad una sottoscrizione popolare. Le meditazioni delle otto stazioni sono state curate dall’Arcivescovo di Matera-Irsina, Mons. Antonio Giuseppe Caiazzo. Il rito sarà in streaming sul sito ufficiale. Alle 21.00 infine le chiese del centro apriranno le loro porte per l’adorazione eucaristica animata da associazioni e movimenti laicali presenti in diocesi.
Sabato 24 settembre, alle 17.00, si terrà invece la Processione Eucaristica che dalla parrocchia di San Pio X, attraverso le vie della città, giungerà alla piazza San Francesco d’Assisi. Alle 21, in piazza Vittorio Veneto, è in programma “Il gusto del pane”, serata evento, prodotta dalla CEI in collaborazione con Tv2000, dedicata all’Eucaristia nell’arte e nella musica con la partecipazione dei musicisti Simone Cristicchi e Amara, Giovanni Baglioni e Mario Incudine, degli attori Isabel Russinova e Sebastiano Somma (che leggeranno brani di Carlo Levi, Grazia Deledda, Giovanni Paolo II e Antonietta Gnerre), Dario D’Ambrosi e Beatrice Fazi, dello scrittore Francesco Musolino e della ballerina Anastasia Kuzmina. Previste la partecipazione di Donatella Bianchi, conduttrice televisiva, e un’intervista alla direttrice dei Musei Vaticani, Barbara Jatta. Scritta da Fabrizio Silvestri, Mimmo Muolo e Donatella Gimigliano, con la collaborazione ai testi di Cristina Monaco, la trasmissione andrà in onda su Tv2000 (canale 28 e 157 Sky), per la regia di Alessandro Tresa e con le musiche originali di Ciro Vinci.
Il Congresso Eucaristico Nazionale si concluderà il 25 settembre, nello Stadio “XXI Settembre – Franco Salerno”, con la Santa Messa presieduta dal Santo Padre, a cui seguirà la recita dell’Angelus.

GMMR, Migrantes Porto Santa Rufina e Civitavecchia Tarquinia, le iniziative

22 Settembre 2022 - Porto Santa Rufina - La Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato nelle nostre Diocesi di Porto-Santa Rufina /Civitavecchia Tarquinia si celebrerà a Ladispoli il 2 ottobre nella Parrocchia del Sacro Cuore di Gesù con un intenso programma che partirà dalle 16 alle 18 nella sala teatrale parrocchiale con canti in lingua con i costumi tradizionali delle Comunità etniche Romene, Polacche, Nigeriane,  Sud Americane, Filippine, Srilankesi. Ucraine e Slovacche, presenti nel nostro vasto territorio; alle 18,30 insieme con la Comunità italiana, la Celebrazione Eucaristica multilingue presieduta dal nostro Vescovo, moons. Gianrico Ruzza. Al termine della Celebrazione nella sala si condividerà un agape fraterna con i prodotti tipici di tutte le nazionalità compresa quella italiana.  La domenica 25 settembre a Cesano d'accordo con il parroco padre José, sensibile all'integrazione e alla pastorale con i migranti, è stata preparata  la celebrazione Eucaristica delle 11,30 con le cinque lingue (Spagnolo, Francese, Inglese, Romeno e Italiano) come segno della costruzione della Comunità futura. (Enzo Crialesi, diacono, Direttore Migrantes Porto Santa Rufina)

GMMR, Migrantes Caltanissetta: le iniziative per la Giornata Mondiale del Migrantes e del Rifugiato

22 Settembre 2022 - Caltanissetta -  Domenica 25 settembre la Chiesa celebra la 108ma Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. Nella diocesi di Caltanissetta l'Ufficio Migrantes diocesano, per questa occasione, propone una serie di iniziative a partore da sabato 24 settembe alle ore 18.30 nella Parrocchia Regina Pacis (Caltanissetta) con una celebrazione eucaristica. Dal 26 al 30 settembre l'apertura dello stand Migrantes on the road e la mostra "Oltre i muri" in Piazza Garibaldi. Nel pomeriggio di mercoledì 28 settembre le comunità etniche subsahariane e di lingua araba provvederanno a Musica, sapori e tradizioni. Il giorno successivo, presso la cattedrale Santa Maria La Nova si curerà la realizzazione di un tappeto di sale colorato in occasione della festa del Santo Patrono della città, san Michele arcangelo. Sabato 1° ottobre, sempre nel pomeriggio, sarà la volta delle comunità etniche del Sud-Est asiatico e dell’Ucraina intrattenere con sapori e tradizioni. Domenica 2 ottobre giochi di strada e lunedì 3 ottobre, dalle 10.30, presso il Cimitero degli Angeli di Caltanissetta preghiera interreligiosa di commemorazione per le vittime dei naufragi in occasione della Giornata della Memoria e dell'Accoglienza.

GMMR, Migrantes Andria: le iniziative

21 Settembre 2022 - Andria - Domenica 25 settembre la Chiesa celebra la 108ma Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato occasione favorevole per riflettere sul fenomeno che nel nostro Paese e nella nostra Comunità continua ad essere divisivo e affrontato genericamente. Con il tema “Costruire il futuro con i migranti e i rifugiati”  il Santo Padre vuole farci conoscere la visione profetica di Isaia, nella quale gli stranieri non appaiono come nemici e devastatori, ma come lavoratori infaticabili che riedificano le mura della nuova Gerusalemme, la Gerusalemme spalancata a tutte le genti (cfr Is 60,10-11). Nella medesima profezia l’arrivo degli stranieri è presentato come fonte di arricchimento: «Le ricchezze del mare si riverseranno su di te, verranno a te i beni dei popoli» (Is 60,5). Infatti il testo di Papa Francesco scritto per l’occasione invita i cristiani a guardare cosa ci insegna la storia e “il contributo dei migranti e dei rifugiati che è stato fondamentale per la crescita sociale ed economica delle nostre società. E conclude: “questo contributo potrebbe essere assai più grande se valorizzato e sostenuto attraverso programmi mirati. Si tratta di un potenziale enorme, pronto ad esprimersi, se solo gliene viene offerta la possibilità”. Il Profeta Isaia ci racconta che le porte della nuova Gerusalemme «Saranno sempre aperte, non si chiuderanno né di giorno né di notte, per lasciar introdurre da te le ricchezze dei popoli» (60,11). L’Ufficio Migrantes, la Casa di Accoglienza “S. Maria Goretti” della Diocesi di Andria e la Comunità Migrantesliberi da sempre al fianco dei migranti ribadiscono le parole di Papa Francesco che “la presenza dei rifugiati rappresenta una grande sfida ma anche un’opportunità di crescita culturale e spirituale per tutti”. Perché è proprio grazie ai migranti che “abbiamo la possibilità di conoscere meglio il mondo e la bellezza della sua diversità e costruire insieme un 'noi' più grande”. (Don Geremia Acri - Migrantes Andria) GLI EVENTI Venerdì 23 settembre 2022 ore 21:00 “La Téranga” cena multietnica progetto di ristorazione sociale curato da operatori e ospiti della Comunità “Migrantesliberi” con lo spettacolo “A cena con delitto” a cura di RicreaApulia in collaborazione con l’Associazione il Nocciolo c/o Casa Accoglienza “S. Maria Goretti”. Esposizione dei manufatti realizzati dalla nostra sartoria sociale (progetto sostenuto dall’8xmille della Chiesa Cattolica per il tramite della Fondazione Migrantes della Conferenza Episcopale Italiana).  Domenica 25 settembre 2022 Insieme con Papa Francesco celebriamo in tutte le parrocchie della Diocesi la 108esima Giornata Mondiale del Migrante e Rifugiato  Martedì 27 settembre 2022 Ore 18:30 In occasione della memoria liturgica di S. Vincenzo dè Paoli, fondatore delle suore Figlie della Carità, celebrazione dell’Eucarestia e a seguire incontro con i volontari.

Gmmr: Migrantes Forlì-Bertinoro, colletta in tutte le parrocchie

21 Settembre 2022 - Forlì - In occasione della Giornata Mondiale del Migrante e del rifugiato di domenica 25 settembre, le singole comunità parrocchiali, di Unità pastorale o di Vicariato, sono invitate a formulare intenzioni di preghiera durante la messa e a porre gesti di accoglienza. In tutte le chiese è prevista anche una colletta a favore delle iniziative del Servizio Migrantes nazionale e diocesano. (Migrantes Forlì-Bertinoro)

Osare la speranza: il messaggio del Consiglio Episcopale Permanente

21 Settembre 2022 -

Matera - Il Consiglio Episcopale permanente della Cei , riunita a Matera, ha approvato il messaggio di cui qui di seguito riportiamo il testo, alla vigilia delle elezioni politiche di domenica 25 settembre.

Osare la sepenza: appello alle donne e agli uomini del nostro Paese

Dipende da noi: impegniamoci. È questo il messaggio che sentiamo di rivolgere a noi stessi, alle nostre comunità, a tutte le donne e gli uomini d’Italia. Stiamo attraversando una fase particolarmente delicata e complicata della storia: le nostre parole non sono un incoraggiamento ad andare avanti nonostante tutto, ma un invito a osare con speranza. Non semplice ottimismo, ma speranza e realismo cristiano. La guerra, la pandemia, la crisi ambientale e quella delle imprese, l’aumento generalizzato dei costi, il caro bollette… sono tutte questioni che ci addolorano terribilmente e ci preoccupano. Non possiamo mai abituarci a vedere la vita calpestata. Il nostro appello è motivato prima di tutto dalla nostra fede e dalla certezza che il Vangelo di Gesù continua ad essere una Buona Notizia per tutti. Ci sta a cuore il futuro di ogni persona umana. “Io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza” (Gv 10,10). Siamo fratelli e sorelle. “Impegniamoci”, tutti insieme, per non cedere al pessimismo e alla rabbia. Vogliamo essere spettatori o protagonisti del futuro? L’Italia ha bisogno dell’impegno di ciascuno, di responsabilità e di partecipazione. Vicini e solidali con chi soffre ed è in cerca di risposte ai tanti problemi quotidiani, rivolgiamo un appello agli elettori, ai giovani, a chi ha perso fiducia nelle Istituzioni e agli stessi rappresentanti che saranno eletti al Parlamento.

Agli elettori

Il voto è un diritto e un dovere da esercitare con consapevolezza. Siamo chiamati a fare discernimento fra le diverse proposte politiche alla luce del bene comune, liberi da qualsiasi tornaconto personale e attenti solo alla costruzione di una società più giusta, che riparte dagli “ultimi” e, per questo, possibile per tutti, e ospitale. Solo così può entrare il futuro! C’è un bisogno diffuso di comunità, da costruire e ricostruire sui territori in Italia e in Europa, con lo sguardo aperto al mondo, senza lasciare indietro nessuno. C’è urgenza di visioni ampie; di uno slancio culturale che sappia aprire orizzonti nuovi e nutrire un’educazione al bello, al vero e al giusto. Il voto è una espressione qualificata della vita democratica di un Paese, ma è opportuno continuare a sentirsene partecipi attraverso tutti gli strumenti che la società civile ha a disposizione.

Ai giovani

Ai giovani, che per la prima volta si recano a un seggio elettorale, diciamo di avere fiducia! Con il vostro voto lanciate a tutta l’Italia un forte messaggio di partecipazione alla costruzione del bene comune, nel rispetto della persona, di tutte le persone in ogni fase della vita. Questo è il vero criterio per orientarsi nelle scelte. Il vostro impegno per la cura del Creato è un esempio per tutti. Vedere che i giovani si pongono dalla parte di chi vuole affrontare e risolvere i problemi è un segno che fa ben sperare. E impegna, allo stesso tempo, noi adulti a non tradire i vostri sogni.

Ai disillusi

A chi, dopo molti anni, è tentato di pensare che nulla cambierà anche stavolta, ricordiamo che il contributo di tutti è molto prezioso. Comprendiamo la vostra preoccupazione: sarà possibile mettere da parte le divisioni e guardare al bene del Paese? Vi invitiamo, però, a non far prevalere la delusione: impegniamoci! La partecipazione democratica è amore per il nostro Paese. Invitiamo chi si trova ad affrontare gravi problemi e si sente ai margini della società a non scoraggiarsi e a dare il proprio irrinunciabile contributo.

Agli eletti

Chiediamo ai futuri eletti di non dimenticare mai l’alta responsabilità di cui sono investiti. Il loro servizio è per tutti, in particolare per chi è più fragile e per chi non ha modo di far sentire la sua voce. L’agenda dei problemi del nostro Paese è fitta: le povertà in aumento costante e preoccupante, l’inverno demografico, la protezione degli anziani, i divari tra i territori, la transizione ecologica e la crisi energetica, la difesa dei posti di lavoro, soprattutto per i giovani, l’accoglienza, la tutela, la promozione e l’integrazione dei migranti, il superamento delle lungaggini burocratiche, le riforme dell’espressione democratica dello Stato e della legge elettorale… È il tempo di scelte coraggiose e organiche. Non opportunismi, ma visioni. Vi invitiamo a vivere la responsabilità politica come “la forma più alta di carità”.

Prospettive

Ripartiamo dai luoghi di vita: qui abbiamo ritrovato il senso della prossimità durante la pandemia. Il Cammino sinodale che le Chiese in Italia stanno vivendo può costituire davvero un’opportunità per far progredire processi di corresponsabilità. È sempre nei luoghi di vita che abbiamo appreso l’arte del dialogo e dell’ascolto, ingredienti indispensabili per ricostruire le condizioni della partecipazione e del confronto. Riscopriamo e riproponiamo i principi della dottrina sociale della Chiesa: dignità delle persone, bene comune, solidarietà e sussidiarietà. Amiamo il nostro Paese. La Chiesa ricorderà sempre questo a tutti e continuerà a indicare, con severità se occorre, il bene comune e non l’interesse personale, la difesa dei diritti inviolabili della persona e della comunità. (Il Consiglio Permanente della Conferenza Episcopale Italiana)

Elezioni: Tavolo Asilo e immigrazione, sette proposte ai partiti per “misure urgenti e necessarie”

21 Settembre 2022 - Roma - Sette proposte ai partiti riguardo alle politiche sull’immigrazione e il diritto d’asilo per “misure urgenti e necessarie” da attuare nella prossima legislatura sono contenute in un Documento proposte Tavolo Asilo e Immigrazione elezioni 25 settembre 2022 stilato dal Tavolo Asilo e immigrazione, la principale coalizione nazionale che riunisce le organizzazioni del Terzo settore impegnate in quest’ambito in Italia. “Le politiche sull’immigrazione e il diritto d’asilo sono state, almeno negli ultimi venti anni, frutto di numerosi interventi, volti quasi tutti a ridurre lo spazio dei diritti delle persone di origine straniera – osservano –. Questa tendenza, con poche eccezioni, ha accentuato la condizione di precarietà degli stranieri e la loro riscattabilità, fino a determinare pesanti forme di discriminazione. Dal 2011 ad oggi il discorso pubblico sull’immigrazione si è sempre più polarizzato, sviluppandosi principalmente intorno al binomio ‘migrazione-sicurezza’ e adottando un approccio emergenziale anziché strutturale, progressivamente concentrato sull’accesso al diritto d’asilo e sull’accoglienza dei richiedenti asilo e rifugiati”. Sette i temi in cui si articola il documento: Rapporto tra persone straniere e pubblica amministrazione; Canali di ingresso legali e presenza regolare sul territorio; Cittadinanza e diritto di voto; Accesso alla procedura di protezione internazionale e gestione delle frontiere esterne e interne all’Unione europea; Riforma del sistema di accoglienza; Detenzione amministrativa ed espulsione; Ufficio nazionale anti discriminazioni razziali. Fanno parte del Tavolo Asilo e immigrazione: A Buon Diritto, Acat Italia, Acli, ActionAid, Arci, Asgi, Centro Astalli, Cies, Cgil, Cnca, Comunità Papa Giovanni XXIII, CoNNgi, Emergency, Europasilo, Focus Casa dei diritti sociali, Medici del mondo Italia, Movimento Italiani senza cittadinanza, Medici senza frontiere, Oxfam, Refugees Welcome Italia, Senzaconfine, Simm, Uil, Unire.  

Ecco i dimenticati del Mediterraneo

21 Settembre 2022 -

Milano - Mentre è ancora aperta la ferita per la morte di tre bambini per sete e fame in attesa dei soccorsi in mare, non si fermano gli allarmi che arrivano dal Mediterraneo. Dalla rotta centrale, quella che unisce il Nord Africa – da Libia e Tunisia – all’Italia ma anche quella orientale, fra Grecia e Turchia. «Settanta vite a rischio vicino alla Libia» lancia l’sos Alarm Phone, contattato dal parente di uno dei migranti a bordo. Secondo le prime informazioni la barca partita da Sabrata la scorsa notte si sarebbe capovolta ieri mattina. Altre 53 persone (tra cui 5 bambini) hanno bisogno di aiuto in zona Sar di Creta e sono ancora in attesa di soccorso. L’ultimo contatto era avvenuto lunedì pomeriggio.

Il racconto dei naufraghi sbarcati a Pozzallo che hanno visto morire di fame e sete sei persone (fra cui 3 bambini) in attesa dei soccorsi lo scorso 12 settembre è drammatico. Sono partiti dalla Turchia il 28 agosto e sono rimasti in balia delle onde per 15 giorni a causa di un guasto al motore. Sono morti tre bambini, tra cui un undicenne in viaggio senza genitori, e tre adulti. «A bordo con noi c’era un signore con due bambini molto piccoli, che erano sul punto di morire per la fame. Così ho offerto loro il mio cibo per farli rimanere in vita» ha raccontato uno dei superstiti al team di Medici Senza Frontiere che ha fornito in questi giorni supporto psicologico. «Nonostante il cibo, i bambini non ce l’hanno fatta». «Per la disperazione abbiamo iniziato a bere acqua di mare, provando a filtrarla con i vestiti – racconta un ragazzo siriano sopravissuto – Ero consapevole che sarei potuto morire bevendo quell’acqua, ma non avevamo altra scelta». Non si è salvata Nour, invece, una signora anziana che soffriva di ipertensione. La terapia non ha fatto effetto o probabilmente non è riuscita a deglutire le sue medicine. Il suo aspetto ha iniziato a cambiare lentamente, finché non è morta.

«Dopo tre o quattro ore i corpi delle persone che non ce l’hanno fatta iniziavano a emanare un cattivo odore a causa del sole e del caldo. Abbiamo pregato, abbiamo lavato i loro corpi con l’acqua di mare, cercando di coprirli con quello che avevamo per seguire la tradizione e li abbiamo lasciati andare in mare» racconta un sopravvissuto.

«Dall’inizio di quest’anno, oltre 1.000 persone sono morte o risultano disperse nel Mediterraneo e più di 15.000 persone sono state intercettate e respinte arbitrariamente in Libia, anche se probabilmente i numeri sono molto più alti – spiegano dalla Ong Medici senza frontiere – Questa non è solo l’ennesima tragedia che si consuma alle porte dell’Europa ma è la conseguenza concreta di decisioni politiche europee che proteggono i confini piuttosto che gli esseri umani».

Si chiamava invece Wegihu e aveva 20 anni, il giovane eritreo trovato morto tre giorni fa nella barca con 59 migranti soccorsa dalla nave Open Arms Uno. Alcuni dei migranti hanno raccontato come nel momento in cui stavano per salire a bordo, in Libia il trafficante ha colpito il ventenne così violentemente che ha perso la vita e ha costretto gli altri a portare con loro il suo corpo. Sono in tutto 402 in attesa di un porto sicuro, mentre i 398 sulla Humanity 1 sono stati assegnati a Taranto. «Al gioioso sollievo – spiega la ong Sos Humanity – è seguita la delusione: 42 ore di viaggio tra la posizione della nave al momento della conferma e il porto di Taranto. La situazione è precaria, le scorte di acqua e cibo sono state pesantemente razionate e il tempo dovrebbe peggiorare di nuovo ». Fra le persone a bordo ci sono 55 minori di età inferiore ai 13 anni e, complessivamente, 110 minori non accompagnati.

«Open Arms ha trovato un cadavere su una barca con 59 persone a bordo. I migranti hanno raccontato che il loro compagno è stato ucciso di botte dai trafficanti sulla spiaggia. I racconti degli orrori della Libia continuano da anni, in un silenzio generale che fa sempre più rumore» accusa Flavio Di Giacomo, portavoce Mediterraneo di Oim. (Daniela Fassini - Avvenire)

Migrantes Torino, Festival dell’accoglienza, “Le guerre dimenticate” questa sera all’Auditorium Reale Group

21 Settembre 2022 - Torino - Nell'ambito del "Festival dell'accoglienza" organizzato dall'Ufficio Migrantes della diocesi di Torino questa sera -ore 17.30, Auditorium Reale Group (via Bertola 48/c) - l’incontro sul tema “Le guerre dimenticate”. Nel mondo si contano a tutt’oggi una sessantina di guerre che, ogni giorno, sono causa di fame, sofferenza e morte per le popolazioni di quei Paesi teatro dei conflitti. Sono le tante tragedie umanitarie che spesso passano inosservate e di cui si sente parlare poco perché tormentano luoghi del pianeta geograficamente lontani, non destano forti interessi economici e politici e poche volte compaiono sulle prime pagine dei giornali. Sul tema  parleranno e si confronteranno il giornalista Domenico Quirico e il politico Pietro Marcenaro e porteranno la loro testimonianza la giornalista afghana Krishma Khaliq e l’operatore sociale sudanese Alhadi Ali Mohammad.