Primo Piano

Ucraina: domenica celebrazione con l’Esarca per pregare per la pace e ricordare le vittime del conflitto

24 Febbraio 2023 - Roma - Una Divina Liturgia domenica alle ore 10  presso la Basilica di Santa Sofia a Roma per ricordare e pregare ad un anno dallo scoppio della guerra in Ucraina. La celebrazione sarà presieduta dall’Esarca Apostolico per i cattolici ucraini di rito bizantino residenti in Italia, mons. Dionisio Lachovicz. Sarà un momento di preghiera per la pace ma anche per ricordare le tante vittime di questa "orrenda guerra" che ha causato morti, feriti, distruzione e sfollati, ci dice don Marco Yaroslav Semehen, Rettore della Basilica e direttore dell'Ufficio Migrantes dell’Esarcato che in questi mesi è stato molto attivo nell’accogliere e nell’indirizzare i tanti che si sono rivolti a lui per ricevere un consiglio, un aiuto, un indirizzo. Oltre alla celebrazione, alle 12, l’inaugurazione della mostra “Graffiti del tempo di Guerra” dello scultore Capri Otti (Luciano Capriotti)  che attraverso questi lavori ha voluto esprime solidarietà e vicinanza alla popolazione ucraina e dire no alla guerra in corso. (R.I.)

Card. Zuppi: “chi non ha casa va accolto”

24 Febbraio 2023 - Roma - “Non ci dobbiamo abituare alla guerra e alla violenza. Non dobbiamo mai rinunciare alla ricerca della pace. L’abitudine porta alla rassegnazione e si accetta la guerra come unica via possibile. Ma la vera vittoria è sempre la pace. Lo sforzo da compiere è aprire tutti gli spazi possibili per interrompere la logica della guerra, iniziata da un aggressore. Dialogo e giustizia, pace e giustizia devono andare d’accordo. Chi cerca la pace, trova anche la giustizia. Con l’insistenza della povera vedova, bisogna cercare la via della pace. E cercare la pace non è mai complicità con il male o arrendevolezza”. Lo dice il card. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, in un’intervista al Sir (che sarà pubblicata lunedì 27 febbraio) in occasione del primo anniversario della guerra in Ucraina e in vista del decimo anniversario dall’elezione di Papa Francesco. Di fronte ai milioni di profughi che scappano in tutto il mondo dalle guerre, il cardinale ricorda che “l’accoglienza è l’unico messaggio possibile”: “Chi non ha casa, va accolto. Dobbiamo metterci sempre nei panni degli altri. Chi ha perduto tutto e deve scappare, deve trovare accoglienza. Non ci sono alternative. Quello all’emigrazione – spiega – era un diritto garantito per tutti gli uomini, prima che sorgessero muri e nascessero paure. Tanto più per chi scappa da guerra, violenza o fame. Mettere in contrapposizione questo con il nostro futuro, significa non volere il futuro. L’accoglienza apre al futuro, la chiusura fa perdere anche il presente”.

Mons. Damiano: “le migrazioni vanno governate”

24 Febbraio 2023 -
Agrigendo - “Proponiamo di aprire immediatamente canali legali di ingresso in Europa che consentano alle persone di intraprendere viaggi sicuri e legali, come già sperimentato grazie alla prassi dei ‘corridoi umanitari’, ma anche favorendo il rilascio di visti regolari”. Lo ha detto l’arcivescovo di Agrigento, mons. Alessandro Damiano, alla luce degli sbarchi di persone migranti sulle coste dell’isola di Lampedusa e sulla loro accoglienza nell’ hotspot isolano lanciando un appello sul fenomeno migratorio nel Mediterraneo. Reputando “urgente e necessario” porre in essere “scelte politiche coraggiose che possano portare a un definitivo cambio di rotta”, il presule evidenzia inoltre l’esigenza di “limitare unicamente ai soggetti particolarmente vulnerabili l’accoglienza sull’Isola di Lampedusa”; “destinare risorse consistenti alla cooperazione internazionale per favorire lo sviluppo politico, sociale ed economico dei paesi di provenienza e rendere la scelta di migrare realmente libera; sospendere qualsiasi accordo in materia di migrazioni con paesi governati da dittature e/o che non rispettino i diritti umani”. Per il vescovo agrigentino “le nuove ondate di sbarchi di migranti sulle coste lampedusane richiedono con urgenza che le migrazioni, più che essere bloccate, siano governate. Sarebbe ingenuo continuare a considerarle come un fenomeno emergenziale, senza considerare che costituiscono ormai un dato fisiologico e strutturale”. Negli ultimi 20 anni Lampedusa e Linosa, con la loro capacità di accoglienza, hanno garantito “un approdo sicuro a uomini e donne in cerca di salvezza, nonostante politiche spesso ambigue e altalenanti”. “Ma ora non è più così”, ha spiegato monsl Damiano. Soffemandosi   sulla “strategia di allontanare le navi della flotta civile umanitaria dal Mediterraneo” per “non intasare i porti del sud Italia”, l’arcivescovo evidenzia che, “com’era prevedibile, ha costretto Guardia Costiera e Guardia di Finanza a condurre a Lampedusa la quasi totalità dei naufraghi salvati”. Mons. Damiano rileva anche come “i trasferimenti con navi dedicate – che negli ultimi due anni avevano in gran parte garantito ai salvati brevi periodi di permanenza e diminuito notevolmente i periodi di sovraffollamento dell’hotspot – risultano adesso totalmente inadeguati”. E sottolinea anche che, “malgrado sull’isola, da oltre 20 anni, esistano strutture destinate all’accoglienza delle persone migranti, non era mai accaduto che nel giro di soli due mesi ben 3 persone (e tra questi un neonato) morissero al loro interno”. “L’ormai quasi fisiologico sovraffollamento rende inadeguato l’hotspot al suo uso e costringe i suoi ospiti a condizioni di vita disumane, senza considerare che la costrizione in uno spazio angusto lascia presagire la reiterazione di eventi violenti con grave rischio per ospiti e operatori – conclude -. A fronte di questa situazione il sostanziale silenzio delle istituzioni politiche di governo e di opposizione, malgrado l’efficace copertura mediatica dei recenti accadimenti, aumenta notevolmente la preoccupazione che tutto si ripeta secondo lo schema ormai ciclicamente registrato e, quindi, prevedibile”.

Card. Zuppi: fare dell’accoglienza la vera risorsa

24 Febbraio 2023 - Roma - “Chi si fa migrante tra i migranti è aiutato a stringere relazioni e stabilire tante alleanze, collaborazioni per portare a soluzione vicende spesso difficili e purtroppo prolungate nel tempo e che tante volte diventano delle vere e proprie patologie”. Lo ha detto ieri pomeriggio il card. Matteo Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, aprendo il corso di Formazione Giuridica sul tema della migrazione promosso dalla Fondazione Migrantes. Il porporato si è congratulato per l’iniziativa ed ha ricordato il cammino sinodale: “le persone con le quali voi – ha detto rivolgendosi ai direttori e collaboratori degli uffici Migrantes delle diocesi italiane – vi siate messi in cammino ci aiutano a camminare e arricchiscono le nostre chiese e ci spingono a farci un po' migranti”. C’è bisogno di formazione anche giuridica: “tante volte ci sono novità normative  peggiorative e che non affrontano i veri problemi e spesso limitanti rispetto all’evidenza delle situazioni che voi tutti i giorni vivete”, ha detto il presidente della Cei. Dobbiamo avere un’altra visione - ha aggiunto - che è quella di sollecitare le istituzioni a rispondere ai veri bisogni e necessità in modo adeguato e che guarda al futuro. Bisogna uscire da una visione di sicurezza e provare invece  a fare dell’accoglienza la vera risorsa”. Parlando poi delle vittime di tratta il card. Zuppi ha detto che è un fenomeno che “non dobbiamo assolutamente dimenticare”. Il corso, dopo un saluto del direttore generale, mons. Pierpaolo Felicolo, è proseguito con l’intervento di Paola Scevi, Direttrice del Master in Diritto delle Migrazioni presso l’Università degli Studi di Bergamo che si è soffermata sulle disposizioni legislative circa l’ingresso legale e il soggiorno in Italia. Il prossimo incontro – previsto per il 14 marzo, sarà dedicato alla protezione delle vittime di Tratta: sarà introdotto da mons. Pierpaolo Felicolo mentre le conclusioni saranno affidate all’arcivescovo di Ferrara-Comacchio e presidente della Migrantes, Gian Carlo Perego. (Raffaele Iaria

24 febbraio 2022- 24 febbraio 2023: una riflessione ad un anno dalla guerra in Ucraina

24 Febbraio 2023 - Roma Il 24 febbraio 2022, la guerra tra Ucraina e Russia iniziata nel 2014 nel disinteresse di tutti, subiva un’accelerazione con l’invasione del Donbass da parte delle truppe russe. Da quella data la guerra è diventata mondiale, ha coinvolto tutti sul piano economico, sociale, politico e militare. Sul piano economico la guerra ha innescato una crisi a partire dal costo del gas, ma anche dal blocco del grano. Sul piano sociale è iniziato un esodo di 7 milioni di persone, di cui 3 milioni e mezzo hanno preso la strada dell’Europa, 170 mila hanno raggiunto l’Italia, generando un nuovo mondo di richiedenti asilo e protezione internazionale. Sul piano politico abbiamo assistito alla creazione di fatto di due blocchi - Stati Uniti ed Europa, Russia e Cina – e al fallimento di ogni tentativo diplomatico di pace. Sul piano militare è ripresa la corsa agli armamenti, anche nucleari e è iniziato l’invio di armi dai Paesi europei verso l’Ucraina. A distanza di un anno ogni giorno conosciamo le armi che vengono inviate in Ucraina, ma non sappiamo il numero dei morti dall’una e dall’altra parte: 100.000? 200.000? 400.000?. L’invio delle armi ha preso il sopravvento sui morti civili e militari, di giovani e adulti, di neonati e anziani. Dalle città europee le mamme e i bambini giunti tra noi in fuga dalla guerra ogni giorno, da mesi, vivono il dramma della lontananza da casa, dal proprio Paese, dai mariti, dai fratelli e genitori. Cosa fare a un anno di distanza? Anzitutto accogliere e tutelare le persone in fuga che sono arrivati tra noi, farli sentire a casa, superando i tempi lunghi della burocrazia, garantendo un minimo vitale, sostenendo i traumi nascosti, curando i malati. Il diritto d’asilo ha avuto con gli ucraini di riabilitare dopo 20 anni la protezione temporanea, ma senza le gambe di una cura, un’assistenza che in altri Paesi è stata più veloce, più vicina, più capace di valorizzare il patrimonio umano di persone, donne e bambini soprattutto. E’ importante, però, non dimenticare che anche questa guerra, come tutte le altre non è ‘giusta’, non può essere accettata: per rispetto ai morti, alle persone in fuga, a chi ha perso tutto. Purtroppo, è più facile sentire parlare di guerra, di invio di armi e carri armati. Di guerra sentiamo parlare in politica, nelle aule parlamentari del nostro Paese e dell’Europa, nei circoli, nei dibattiti televisivi, al bar e nelle nostre comunità. La pace è considerata un gesto di ingenuità, al massimo profetico, dando a questo aggettivo un significato futuristico più che di segno, ‘segno dei tempi’, per trasformare la realtà. Un cristiano non può che esigere la pace. La pace è una nostra ostinazione. Dobbiamo ripetere ancora con ostinazione ‘Tu non uccidere’. Uccidere è l’esito della guerra, di ogni guerra, anche di questa guerra in corso in Ucraina: una nuova guerra ingiusta, irrazionale, frutto di nuovi nazionalismi e di capitalismi, che spinge al riarmo. E di fronte a questa nuova “sciagura”, al nuovo “flagello” per l’umanità ritorna il valore della scelta dell’obiezione di coscienza alle armi. Le veglie di preghiera, le marce di questi giorni hanno un valore politico, perché impegnano a cercare la pace, a costruirla ogni giorno, senza armi. Preghiamo, marciamo, costruiamo la pace per regalare futuro all’Ucraina e all’Europa, ricordando il monito di S. Giovanni XXIII, sessant’anni fa, nell’enciclica Pacem in terris: “Non c’è pace senza disarmo. Non c’è disarmo se non tacciono i cannoni, se non si smontano, oltre alle rampe missilistiche, anche gli spiriti. La pace non si regge sull’equilibrio degli armamenti, ma solo sulla vicendevole fiducia, sul disarmo dei cuori (P.T. 113).

S.E. Mons. Gian Carlo Perego

Arcivescovo di Ferrara-Comacchio

Presidente Cemi e Fondazione Migrantes

 

Mci: martedì la nuova puntata “Gli italiani nel mondo. E la Chiesa con loro”

23 Febbraio 2023 -

Milano - Martedì 28 febbraio 2023 - su Radio Mater, dalle 18.50 alle 19.30 - la rubrica «Gli italiani nel mondo. E la Chiesa con loro» ospita padre Sante Cervellin. Il religioso svolge il proprio ministero, da decenni, tra gli italiani in America Latina. Si collegherà da Buenos Aires, dove scrive per la “Voce d'Italia”, testata degli scalabriniani edita in Argentina. Il giornale è tra i più longevi del settore, con i suoi 65 anni di vita appena compiuti.

Tra una manciata di giorni, poi, ricorrerà il 10° anniversario della elezione di papa Francesco, l’italo-discendente più noto. La scelta di intervistare p. Cervellin non è casuale. Egli è stato nominato “parroco dei migranti”, a Buenos Aires, proprio dal card. Bergoglio e con lui ha collaborato presso la Conferenza Episcopale Argentina. Anche di questo si farà cenno nel colloquio radiofonico.

Ideata e condotta da Massimo Pavanello, sacerdote della diocesi di Milano, la trasmissione - con la consulenza della Fondazione Migrantes - presenta la realtà delle Missioni cattoliche italiane e va in onda l’ultimo martedì di ogni mese.

Migrantes Toscana: incontro con la commissione Immigrazione edl Comune di Firenze

23 Febbraio 2023 - Firenze - La  Commissione Pari opportunità, pace, diritti umani, relazioni internazionali, immigrazione del comune di Firenze ha ricevuto ieri Sara Vatteroni, Direttrice Commissione Migrantes Toscana, don Giovanni Martini membro della Commissione Toscana e Direttore Migrantes di Firenze e Maurizio Certini, Membro della Commissione Toscana e della Consulta Nazionale per le Migrazioni della Fondazione Migrantes. È stato un incontro importante – sottolinea la presidente della Commissione Donata Bianchi – che ha permesso di approfondire temi legati all’immigrazione con particolare attenzione alla questione dei centri per il rimpatrio, un tema sul quale la Commissione ha avuto modo di soffermarsi anche in passato con altre audizioni ed esprimendo orientamenti anche diversificati tra i membri sia di maggioranza sia di opposizione. È stato importante affrontare con pacatezza e chiarezza problemi che spesso vedono divisi a prescindere dalla conoscenza dei fenomeni e delle situazioni. Ad introdurre - riferisce una nota del Co,une - Maurizio Certini che ha voluto ricordare il ruolo della Migrantes che esiste dall’inizio del Novecento prima come organismo della Chiesa volto a facilitare l’accoglienza dell’emigrazione italiana all’estero e negli ultimi decenni votato anche al lavoro di accoglienza e conoscenza sul fenomeno dell’immigrazione nel nostro Paese. In relazione al CPR ha ricordato il recente documento di Migrantes e Caritas Toscana con il quale si è espresso un parere contrario all’apertura di un CPR anche in regione, in quanto risposta non adeguata e luogo dove si può rimanere detenuti per mesi, in condizioni umilianti e alienanti, pur non avendo commesso nessun crimine o reato. Sara Vatteroni ha richiamato la recente relazione del Garante nazionale delle persone in stato di detenzione o restrizione che ha criticato la scelta dei CPR quali luoghi di compressione dei diritti umani e patogeni per le umilianti condizioni di vita. La direttrice Migrantes della Toscana  ha sollecitato l'attenzione anche sugli alti costi di questo tipo di strutture, sono stati spesi 44 milioni di euro nel periodo 2018 – 2022 solo per la gestione cui si devono aggiungere i costi delle forze di polizia e delle infrastrutture. Risorse che potrebbero essere dedicate all’accoglienza e alla rinnovata promozione di quel modello di accoglienza diffusa che ha caratterizzato a lungo l’esperienza toscana. Ha sottolineato poi anche gli aspetti complessi dell’accoglienza di persone fragili dal punto di vista sanitario o per gravi sofferenze psichiatriche, si tratta di un numero sempre più in aumento come effetto delle drammatiche condizioni di partenza o della lunga permanenza nei lager libici. I CPR sono luoghi dove le persone sono spesso inserite senza che abbiano commesso alcun reato eccetto il fatto di non essere giunte regolarmente in Italia o non avere documenti in regola come conseguenza anche di ritardi nelle procedure burocratiche. In relazione al tema dell’accoglienza e dei CPR don Giovanni Martini ha fatto riferimento alla posizione diplomatica della Santa Sede , espressa anche in sede ONU, contraria ai luoghi di detenzione in quanto la migrazione irregolare non dovrebbe essere trattata come un reato. È questo un orientamento ripreso recentemente anche da Papa Francesco e che si sostanzia in quattro parole: accogliere, proteggere, promuovere e integrare. "Oggi, al centro del confronto – spiega la presidente della Commissione Bianchi – è stato il valore alto della dignità umana e la volontà di confrontarsi, un impegno che speriamo possa essere ripreso, come proposto dai nostri ospiti, con l’organizzazione di un seminario di studio che coinvolga gli amministratori e le amministratrici dell’area fiorentina per un approfondimento non ideologico, ma ancorato al terreno della progettualità alternativa, della possibilità e del rispetto dei diritti umani”.

Corridoi umanitari: arrivati oggi a Roma 97 rifugiati afghani

23 Febbraio 2023 - Roma - Oggi  è arrivato dal Pakistan un gruppo di 97 rifugiati afghani nell’ambito del programma dei Corridoi Umanitari realizzati da Caritas Italiana (per conto della CEI – Conferenza Episcopale Italiana), FCEI (Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia), Tavola valdese e Comunità di Sant’Egidio. Anche questo ultimo arrivo è realizzato sulla base dei protocolli siglati con il governo italiano a novembre 2021, per un totale di 1200 persone fuggite dall’Afghanistan e accolte in Italia dalle chiese e dalla società civile. I cittadini afghani arrivati saranno ospitati in varie diocesi, chiese, comunità, da Nord a Sud, e in particolare in Trentino-Alto Adige, Veneto, Lombardia, Piemonte, Toscana, Lazio, Puglia e Calabria. Si tratta di nuclei familiari e di persone singole, alcune delle quali si ricongiungeranno in Italia con parenti che vivono già da tempo nel nostro paese. Lo strumento dei corridoi umanitari ha garantito la fuoriuscita da contesti di guerra e gravi violazioni dei diritti a richiedenti asilo, rifugiati e persone vulnerabili che altrimenti non avrebbero mai potuto raggiungere il territorio europeo.  

Rapporto Italiani nel mondo: domani la presentazione a Castelfranco Veneto

23 Febbraio 2023 - Castelfranco Veneto - Domani, venerdì 24 febbraio 2023 alle ore 20,30, presso l'aula magna del Liceo Giorgione di Castelfranco Veneto, il convegno "Cervelli in fuga. Presentazione del rapporto Migrantes". Interverranno Franco Conte, Presidente dell'Associazione Trevisani nel Mondo e e Delfina Licata curatrice del Rapporto Italkiani nel Mondo della Fondazione Migrantes.

Diritto d’asilo: a Mestre la presentenzazione del Rapporto Migrantes

23 Febbraio 2023 - Mestre - Sabato 25 febbraio alle ore 10.00 la sesta edizione del Rapporto "Diritto d'Asilo" della Fondazione Migrantes,  dedicato al mondo dei richiedenti asilo e dei rifugiati, sarà presentato in M9Lab di Mestre dall’associazione "La Casa di Amadou" e dalla rete Tavolo Comunità Accoglienti di Venezia. Interverranno Cristina Molfetta della Fondazione Migrantes e Gianfranco Schiavone, Presidente di ICS – Consorzio Italiano di Solidarietà e co-autore del volume.

Ue: è record di richieste d’asilo da 2016

23 Febbraio 2023 - Roma - Nuovo record di richieste di protezione internazionale presentate in Europa nel 2022: 966mila domande di asil, più del 50% rispetto al 2021 e il massimo registrato dal 2016. È quanto emerge dal rapporto annuale dell'Easo, l'Agenzia Ue per l'asilo. "Il 2022 è stato un anno particolarmente complesso per l'asilo in Italia e in Europa: il conflitto in Ucraina che ha provocato circa 8 milioni di profughi e ha spinto a rifugiarsi in Italia 173.589 persone (dati Ministero dell'Interno al 31 dicembre 2022). Uno scenario che ha richiesto il costante impegno e ci ha visti protagonisti di interventi di tutela e integrazione" sottolinea il Consiglio Italiano per i Rifugiati (Cir) presentando il suo consueto rapporto. Nel 2022 in Italia sono state presentate 77.195 richieste di protezione internazionale, a fronte di 217.735 presentate in Germania, 137.505 in Francia e 116.140 in Spagna. Per quanto riguarda il sistema d'asilo italiano, le domande esaminate sono state 52.625: il 53% i dinieghi (27.385), il 12% i riconoscimenti dello status di rifugiato (6.161), il 13% i beneficiari di protezione sussidiaria (6.770), il 21% i beneficiari di protezione speciale (10.865).

Migrantes: il card. Zuppi apre il corso di formazione giuridica

23 Febbraio 2023 - Roma - Inizierà oggi - 23 febbraio - un percorso di Formazione Giuridica sul tema della migrazione promosso dalla Fondazione Migrantes, affidato a Paola Scevi, Direttrice del Master in Diritto delle Migrazioni presso l’Università degli Studi di Bergamo. Ad introdurre i lavori sarà il cardinale Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza Episcopale Italiana. «L’idea sorgiva è di gettare un iniziale, piccolo seme di opportuna formazione, con due incontri tematici, utilizzando la modalità a distanza per facilitare tutti alla partecipazione», spiega il direttore generale dell’Organismo pastorale della Cei, mons. Pierpaolo Felicolo. Il corso è rivolto ai direttori diocesani Migrantes, ai loro collaboratori e agli operatori impegnati nella pastorale della mobilità umana. «È un piccolo seme, gettato però in maniera decisa», aggiunge mons. Felicolo. Oggi si parlerà di Disposizioni sull’ingresso, il soggiorno e l’allontanamento dal territorio dello Stato mentre il prossimo incontro, previsto per il 14 marzo, sarà dedicato alla protezione delle vittime di Tratta: sarà introdotto da mons.Pierpaolo Felicolo mentre le conclusioni saranno affidate all’arcivescovo di Ferrara-Comacchio e presidente della Migrantes, Gian Carlo Perego.

Save the Children: negli ultimi 10 anni arrivati in Italia oltre centomila minori stranieri non accompagnati

22 Febbraio 2023 -
Roma - “La drammatica situazione degli ultimi giorni a Lampedusa riporta in primo piano la necessità di una rete di accoglienza strutturata, soprattutto per i più vulnerabili, come i minori che arrivano sulle nostre coste senza genitori e figure adulte di riferimento. Negli ultimi dieci anni sono arrivati via mare da soli in Italia 103.842 minori stranieri non accompagnati, prevalentemente adolescenti e preadolescenti, ma non di rado anche bambini, con una media di 15mila presenze annue”. Lo riferisce un rapporto di Save the Children, dal titolo “Nascosti in piena vista-Frontiera Sud”, cui si evince che “nonostante i minori non accompagnati siano una presenza regolare nel nostro Paese, non sono mai nati i centri governativi di prima accoglienza previsti dalla legge e anche i Centri di Accoglienza Straordinaria, che dovrebbero rappresentare la soluzione di ultima istanza, contavano al 31 dicembre 2021 soltanto 519 posti”. Guardando al trend relativo ai posti finanziati nei CAS dal 2018 al 2021, appare evidente che “l’intento di distribuire i minorenni sull’intero territorio nazionale al loro arrivo è stato via via disatteso, sino a concentrare in Sicilia e in Calabria la quasi totalità dei CAS minori attivi a fine 2021”. Nel solo 2021 nei Paesi di ingresso Ue – Grecia, Italia (10.053), Bulgaria, Spagna, Cipro e Malta – sono stati registrati in arrivo 17.200 minori non accompagnati, che hanno rappresentato il 71% di tutti i minorenni, compresi quelli arrivati con le famiglie, che hanno fatto ingresso in Europa. Sempre nel 2021 Germania (73.245) e Francia (25.750) hanno registrato il maggior numero di richieste di asilo da parte di minori (anche in famiglia), in Italia le domande di minori sono state 11.569, di cui 3.257 di non accompagnati.

Tv: la storia di Tamina, afghana in fuga

22 Febbraio 2023 - La paura «può bloccarti, come un paletto di legno può bloccare una porta. Bisogna liberarsi di quel paletto». E’ una delle convinzioni di Tamina (Ludovica Porreca), 13enne afghana, talento del calcio, arrivata in Italia con la sua famiglia in fuga dai talebani, protagonista di Crush - La storia di Tamina, nuova serie live action in otto episodi prodotta da Stand By Me con Rai Kids, in anteprima dal 24 febbraio su Rai Play e dal 1 marzo su Rai Gulp. Un racconto sull’accoglienza e l’integrazione dei rifugiati a misura di ragazzi, che rende anche omaggio alle atlete afghane costrette a lasciare il proprio Paese. Fra di loro ci sono la 18 enne Nazira Khair Zad, portiere della nazionale di calcio afghana, ora nella primavera femminile del Milan, e Mahdia Sharifi, atleta della nazionale afghana di Taekwondo che in Italia si allena con la nostra nazionale, ospiti ieri all’anteprima romana insieme a tanti ragazzi delle scuole.

Migrantes: da domani un corso di formazione giuridica

22 Febbraio 2023 - Roma - Sarà il Cardinale Matteo Maria Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana ad introdurre, domani, il corso di Formazione Giuridica, promosso dalla Fondazione Migrantes, sul tema delle migrazioni e affidato a Paola Scevi, Direttrice del Master in Diritto delle Migrazioni presso l’Università degli Studi di Bergamo. “L’idea sorgiva è di gettare un iniziale, piccolo seme di opportuna formazione, con due incontri tematici, utilizzando la modalità a distanza per facilitare tutti alla partecipazione”, spiega il direttore generale dell’Organismo pastorale della Cei, mons. Pierpaolo Felicolo. Il corso è rivolto ai Direttori diocesani Migrantes, ai loro collaboratori e agli operatori impegnati nella pastorale della mobilità umana. “È un piccolo seme, gettato però in maniera decisa”, spiega mons. Felicolo. Al corso interverranno, nel prossimo incontro previsto il 14 marzo, l’Arcivescovo mons. Gian Carlo Perego, presidente della Fondazione Migrantes e mons. Felicolo. A moderare gli incontri sarà don Gianromano Gnesotto, Direttore della Migrantes della diocesi di Padova. (R.Iaria)   Roma, 22 Febbraio 2023

Papa Francesco: in Ucraina una “guerra assurda e crudele”

22 Febbraio 2023 - Città del Vaticano - Il 24 febbraio sarà un anno dallo scoppio della guerra in Ucraina, "guerra assurda e crudele", come ha detto  papa Francesco questa mattina, al termine dell'Udienza Generale: "un triste anniversario! Il bilancio di morti, feriti, profughi e sfollati, distruzioni, danni economici e sociali parla da sé. Potrà il Signore perdonare tanti crimini e tanta violenza? Egli è il Dio della pace". "Restiamo - ha detto il Pontefice - vicini al martoriato popolo ucraino, che continua a soffrire. E chiediamoci: è stato fatto tutto il possibile per fermare la guerra?". Da qui l'appello  a quanti hanno autorità sulle nazioni, perché "si impegnino concretamente per la fine del conflitto, per raggiungere il cessate il fuoco e avviare negoziati di pace. Quella costruita sulle macerie non sarà mai una vera vittoria!". (R.Iaria)

Mons. Perego: ritirare il decreto disposizioni urgenti in materia di transito e sosta nelle acque territoriali delle navi ONG impegnate nelle operazioni di soccorso in mare”

22 Febbraio 2023 - Roma – Il testo del decreto “non risponde a ciò che è indicato nel titolo: ‘Disposizioni urgenti sulla gestione dei flussi migratori’. L’urgenza oggi non è rendere più difficile il lavoro prezioso di salvataggio dei migranti da parte delle ONG nel Mediterraneo, ma semmai nuove norme per la tutela e la protezione o il rimpatrio dei migranti salvati nel Mediterraneo, come anche norme più rigide sui respingimenti in mare – 100.000 dal 2017 –; un’attenzione agli arrivi via terra dai Balcani, che sono stati il doppio rispetto a quelli via Mediterraneo; un rinnovato impegno nel costituire un sistema unico d’accoglienza; attenzione alla realtà di Lampedusa, primo luogo d’approdo di metà di tutti i migranti che prendono la strada del Mediterraneo; nuovi accordi con i paesi di partenza; nuovo impegno per la solidarietà europea nell’accoglienza; un’attenzione particolare alla tutela dei minori non accompagnati, che sono in crescita”. Lo dice il presidente della Fondazione Migrantes, l’arcivescovo mons. Gian Carlo Perego in una intervista pubblicata dal quindicinale “Il Regno”, parlando del decreto-legge del 2 gennaio 2023 recante “disposizioni urgenti in materia di transito e sosta nelle acque territoriali delle navi non governative impegnate nelle operazioni di soccorso in mare”. Per mons. Perego una nave deve “rispondere alle regole delle convenzioni internazionali e alle linee guida sul trattamento del soccorso in mare; illustri giuristi e costituzionalisti hanno già individuato nel decreto elementi d’anticostituzionalità; la commissaria per la tutela dei diritti umani del Consiglio d’Europa ha già chiesto il ritiro del decreto: sono tutti elementi che giustificano una disobbedienza civile. Mi auguro però che il Parlamento arrivi a decidere il ritiro e non, come sembra da alcune proposte, un suo ulteriore aggravamento”. Il presidente di Migrantes si dice convinto che una prima azione dell’Europa è “l’impegno per la pace e la democrazia nei paesi in guerra. Sono 34 le guerre in corso, che muovono almeno 20 milioni di persone. Un secondo impegno è per la crescita democratica nei paesi dell’Africa del Nord e del Centro, senza la quale anche la tutela delle persone è a rischio. Un terzo impegno è per lo sviluppo dei paesi poveri: rimane aperta la questione del debito estero, di progetti di sviluppo nel campo sanitario e scolastico”. Questi tre impegni – spiega mons. Perego – “potrebbero essere supportati anche da accordi per i rimpatri assistiti. Certamente, sarebbe importante una nuova operazione come Mare nostrum, ma questa volta europea, sostenuta da tutti, che porti alla chiusura dell’accordo con la Libia, che veda la solidarietà nell’accoglienza da parte di tutti gli stati d’Europa, che preveda da subito la collocazione nei diversi paesi dei richiedenti asilo”. (Raffaele Iaria)

Campagna “Ero straniero” : servono subito nuove assunzioni e procedure semplificate per chiudere finalmente la regolarizzazione 2020  

22 Febbraio 2023 - Roma Portare “finalmente” a termine la procedura di regolarizzazione 2020 a quasi tre anni dalla sua approvazione”. Lo chiede la campagna “Ero straniero” in una lettera inviata al ministro dell’interno Matteo Piantedosi. Ancora un quarto delle oltre 200.000 richieste è in “attesa di essere finalizzato, come riportato dai dati resi pubblici dalla campagna Ero straniero”, evidenzia la lettera: “decine di migliaia di pratiche inevase presso prefetture e questure che corrispondono a decine di migliaia di lavoratori e lavoratrici che si trovano ancora in un fragile limbo giuridico, senza potersi stabilizzare e poter uscire dalla precarietà lavorativa e sociale. Tali pesanti ritardi hanno dato vita a numerosi ricorsi in sede amministrativa e a una serie di sentenze intervenute nel merito anche delle procedure previste per l’emersione e del funzionamento degli uffici a esse preposti”. La campagna “Ero Straniero” chiede al ministro di intervenire con una circolare che faccia “proprie le decisioni dei giudici, semplifichi i passaggi più contorti della procedura e, finalmente, ponga rimedio alla gravissima ingiustizia cui sono vittime lavoratori e lavoratrici in emersione”. Molte sentenze (tra cui la n.  1811/2022 del TAR per il Veneto) – spiegano -  si sono espresse sulla richiesta di parere dell'ispettorato del lavoro ai fini del buon esito dell’emersione. Nel caso in cui tale parere tardi ad arrivare, come avvenuto sistematicamente nei mesi scorsi rispetto alle domande, la prefettura, secondo i giudici, deve “comunque procedere alla sua finalizzazione perché il ritardo o il silenzio da parte dell’ispettorato del lavoro non possono pregiudicare la finalizzazione della pratica. Tale previsione deve essere adottata a livello nazionale da tutti gli uffici dell’amministrazione dell’interno che ancora sono in attesa del parere dell’ispettorato del lavoro, senza bloccare più  le pratiche”.  Altro punto critico evidenziato nella lettera è “il rifiuto della domanda a causa del reddito insufficiente del datore di lavoro o, più in generale, per motivi esclusivamente ascrivibili al datore di lavoro: in questi casi è indispensabile che al lavoratore venga comunque rilasciato un permesso di soggiorno per attesa occupazione”. La campagna segnala, infine, che, anche quando è stata completata la procedura presso la prefettura ed è stato sottoscritto il contratto di soggiorno, “l’effettivo rilascio del permesso di soggiorno tarda ad arrivare, con l’appuntamento per i rilievi foto-dattiloscopici fissato anche dopo 6 mesi dalla richiesta di rilascio, nonostante la normativa disponga chiaramente un termine massimo di 60 giorni. Tale situazione non può che dipendere dalla cronica mancanza di personale in tali uffici: indispensabile, in tal senso, procedere quanto prima all’espletamento della procedura avviata nei giorni scorsi per individuare una o più agenzie per il lavoro allo scopo di stipulare i contratti di somministrazione per i dipartimenti interessati dalla regolarizzazione, facendo in modo che vengano assunti gli oltre mille interinali già impiegati presso tali amministrazioni negli ultimi due anni e che, quindi, non necessitano di ulteriore formazione. Nonostante non sia presente nel bando un riferimento preciso alla clausola sociale, l'auspicio – scrivono i promotori -  è che venga garantita la continuità lavorativa al personale interinale impiegato a partire dal marzo 2021, senza disperdere le competenze costruite in quasi due anni. Ciò pare doveroso, oltre che urgente, considerando anche che a un anno dall’invasione dell’Ucraina, a inizio marzo dovranno essere rinnovati i permessi per protezione temporanea. Altrimenti, le persone in fuga giunte nel nostro paese nel corso di quest’anno di guerra, rischiano concretamente di rimanere senza titolo di soggiorno”. La campagna chiede al ministro di “adottare quanto prima una circolare che semplifichi parte delle procedure tenendo conto di quanto emerso nelle sentenze citate e di procedere speditamente all’assunzione di nuovo personale in modo da consentire agli uffici di portare a termine in tempi più rapidi la definizione delle troppe pratiche ancora pendenti e di quelle che arriveranno a breve”.

Vangelo Migrante: I domenica di Quaresima | Vangelo (Mt 4, 1-11)

22 Febbraio 2023 - Inizia il tempo forte della Quaresima in preparazione alla Pasqua di Resurrezione. Il suo fine non è la penitenza ma un nuovo inizio: è un tempo di novità, di ri-scoperta di stili di vita semplici, solidali e concreti che fanno ricominciare quello che sembrava perso, finito. Il Vangelo della prima domenica rivela la radice della vera vita nuova. A tre riprese Satana, il più astuto degli spiriti non si presenta a Gesù come un avversario, ma come un amico che vuole aiutarlo a fare meglio il Messia; e tenta Gesù a servirsi del suo potere: fare miracoli, obbligare Dio a fare qualcosa per Lui, sottomettersi a Satana stesso. Gesù non gli dà retta. Resiste. “Beato Lui!” verrebbe da dire. Attenzione: non è gioco-forza, una battaglia di volontà e basta! Fosse questo, sarebbe una vita impossibile, anche per Gesù, perché il tentatore non si arrende ai “no, basta!”. La mossa del tentatore è ben congegnata, è scivolosa. Una tentazione non vale l’altra ma è un piano inclinato dove una volta caduto, non esci più! Ti distacca da Dio. La presenza di Dio in Gesù è la Sua Parola. Gesù è il Suo Verbo. Qualsiasi altra cosa, anche la più buona e innocente, come un pezzo di pane, alimento vitale e buono, può essere usato per sostituirsi a Dio. Le nostre ragioni, il buon senso, i nostri punti di vista … tutto può essere usato per staccare da Dio. Ma Gesù non ha mai cercato il pane a suo vantaggio; anzi, si è fatto pane a vantaggio di tutti. Non ha mai usato il suo potere per sé, ma per moltiplicare il pane per la fame di tutti. E risponde offrendo più vita: “non di solo pane vivrà l’uomo”. Il pane dà vita, ma più vita viene dalla bocca di Dio. Dalla Sua Parola è venuta la luce, il cosmo, la creazione. Gesù vive in questo. Ti fa sfidare Dio. Chiedere il miracolo a Dio può sembrare il massimo della fiducia in Lui e, invece, ne è la caricatura, esclusiva ricerca del proprio vantaggio. Bibbia alla mano, Satana dimostra come un bel miracolo certifica che Dio è con te e diventi anche popolare perchè la gente ama i miracoli ... Da lì a farti pensare male di Dio è un attimo. Questa è la tentazione. E invece Gesù farà miracoli, raccomanderà il silenzio e restituirà alla vita uomini liberi e felici! Ti sottomette a Satana stesso. Senza il Dio di Gesù Cristo, la prostrazione ad altri idoli è la prima e più deleteria conseguenza. E i riti di questa frequentazione sono la presa del potere, i rapporti di forza, la sottomissione degli altri. Ma per Gesù ogni potere è idolatria. Lui non cerca uomini da dominare, vuole figli che diventino liberi e amanti. Pane, spettacoli e un leader. Così si sostituisce Dio. Ma non si rinasce. Diversamente, a chi vive nella Parola di Dio, Lo lascia agire e solo Lui serve, Dio stesso manderà angeli a servirlo e se inciamperà, lo rialzerà. Sì, proprio Dio: il primo servitore degli uomini! (p. Gaetano Saracino)

Rom e sinti: online il sito del Comitato Cattolico Internazionale per gli Zingari

21 Febbraio 2023 - Roma - Un sito per il Comitato Cattolico Internazionale per gli Zingari (CCIT). Da qualche giorno, infatti, è attivo il sito www.ccitsiganes.org, organismo che raduna persone, Rom, Sinti, Camminanti e gadje, sacerdoti, religiosi, laici, di ogni cultura, lingua, religione, ideologia, che sono impegnati o che desiderano impegnarsi insieme, in un comune cammino umano ed evangelico a partire dalla vita degli zingari. Il sito è emanazione della rivista Nevi Yag che inizia la sua pubblicazione sul digitale e smette quella cartacea. “È stata una decisione frutto di un paziente scambio, di vari confronti”, tra i membri dell’equipe di Nevi Yag, ma anche con i partecipanti del CCIT. È stata anche “una scelta sofferta e un po' difficile, memori soprattutto del cammino di Nevi Yag, i suoi inizi e di come pian piano la rivista si è sviluppata, anche grazie ai suoi fondatori, che l’hanno sempre desiderata come un legame tra il cammino del CCIT e questo ‘mondo di mondi’, che sono le vite dei Sinti e Rom. Quindi una rivista sempre con le orecchie aperte, capace di raccontare lo Spirito che anima il CCIT e capace di dialogare con un mondo sempre in cambiamento, nel bene e nel male”. Sul sito è possibile anche leggere, in pdf, l’ultimo numero della rivista “Nevi Yag”.