Tag: Pastorale etnica

Roma, la solidarietà della parrocchia di S. Timoteo per lo Sri Lanka

27 Gennaio 2026 - Domenica 25 gennaio si è svolta la festa parrocchiale di San Timoteo a Casal Palocco nel settore sud della Capitale che quest’anno ha visto un gesto di solidarietà verso la popolazione dello Sri Lanka che lo scorso novembre è stata colpita dal ciclone “Ditwah” che ha portato frane, alluvioni e distruzione su tutto il territorio. La Santa messa solenne è stata presieduta da S. Em. il card. Malcolm Ranith, arcivescovo metropolita di Colombo, e concelebrata da don Angelo Compagnoni, parroco di San Timoteo, mons. Neville Perera, cappellano per la comunità dello Sri Lanka a Roma e molti altri sacerdoti. Durante l’omelia il cardinale ha ricordato che non solo gli apostoli sono stati chiamati a servirlo ma anche noi come popolo di Dio. “Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini”; ricordando questo passo del vangelo il cardinale ha sottolineato il fatto che è il Signore che farà (degli apostoli) pescatori di uomini e simil modo farà di noi cosa egli vuole, se noi lo accettiamo nella nostra vita. “Abbandonatevi a Cristo, abbiate fede in lui cosi da poter vivere questa esistenza come esperienza felice e gioiosa!” ha detto il card. Ranjith. Al termine della messa don Angelo ha consegnato al card. Ranjith una busta contenente una donazione all’arcidiocesi di Colombo che ha visto più di 18.000 famiglie perdere la propria casa. Il ciclone ha infatti causato circa 1.600 morti e danni ad oltre un milione di persone su tutto il territorio. La festa di San Timoteo al Casal Palocco è continuata con un aperitivo comunitario che ha visto la partecipazione di molte persone della zona. (Riccardo Nelumdeniya)   Festa per Sri Lanka a Roma 2026  

La Settimana dell’Evangelizzazione della comunità cattolica cinese di Napoli

8 Gennaio 2026 - In occasione della conclusione dell’Anno Giubilare, la comunità cattolica cinese di Napoli, dal 27 dicembre al 4 gennaio, ha svolto la Settimana di Evangelizzazione. Abbiamo invitato circa 20 sacerdoti, religiosi e religiose attualmente impegnati nello studio a Roma a partecipare a questa opera di evangelizzazione, offrendo la testimonianza della loro vita e la condivisione della fede, per trasmettere insieme l’amore del Signore a un numero sempre maggiore di persone. Nel corso di questi giorni abbiamo avuto la grazia di entrare in contatto diretto con molti fratelli e sorelle cinesi che vivono e lavorano a Napoli. Molti di loro ci hanno accolto: talvolta per cortesia, talvolta per semplice educazione; tuttavia, attraverso l’ascolto e il dialogo, è emerso con chiarezza un profondo bisogno spirituale. Molti sono completamente assorbiti dal lavoro e dalla ricerca del guadagno: tempo, energie e pensieri sono concentrati quasi esclusivamente sull’attività lavorativa e sulla sicurezza economica, mentre la cura del corpo e, soprattutto, della vita interiore e spirituale risulta trascurata. Alcuni ci hanno persino incoraggiato a “pensare a guadagnare di più” e a lasciare perdere una vita di fede, come se la fede fosse un ostacolo e non una ricchezza. Altri si definiscono cristiani non cattolici o buddhisti solo di nome: non hanno una reale esperienza di fede, né una conoscenza profonda di ciò che professano. Eppure, al di là delle apparenze, abbiamo colto un bisogno profondo e spesso inesprimibile: il bisogno di senso, di speranza, di una vita spirituale capace di dare orientamento e pienezza all’esistenza. Nella cultura cinese la fiducia si costruisce lentamente, attraverso il tempo, la presenza costante e relazioni autentiche. Poco alla volta, dopo una conoscenza reciproca costruita sulla fiducia, si potrebbe arrivare a condividere anche la vita della Chiesa e il messaggio del Vangelo. Approfittando del tempo a disposizione, abbiamo visitato anche cinque famiglie di fedeli. Siamo entrati nelle loro case portando una semplice presenza, la benedizione di Dio e parole di conforto e vicinanza. L’accoglienza è stata profondamente toccante. Questa esperienza ci ha confermato quanto sia importante la visita, l’ascolto e la vicinanza concreta alle famiglie cattoliche, soprattutto in questo tempo. (Chiesa della Sacra Famiglia dei Cinesi, Napoli)  

La celebrazione del Simbang Gabi a Roma

22 Dicembre 2025 - Domenica 21 dicembre migliaia di persone della comunità filippina di Roma, tra le quali tantissimi giovani, si sono riunite nella Basilica di San Pietro per celebrare il Simbang Gabi, con una liturgia presieduta da S. Em. il cardinale Luis Antonio Tagle, pro-prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione, e concelebrata anche dal direttore generale della Fondazione Migrantes, mons. Pierpaolo Felicolo. Il Simbang Gabi è una tradizione filippina plurisecolare. Si tratta di una novena, dal 15 al 23 dicembre, in preparazione al Santo Natale, che ormai da decenni ha superato i confini nazionali ed è approdata in tanti altri Paesi. Proprio di recente, dal 16 al 18 dicembre, il cardinal Tagle ha visitato il vicariato apostolico dell’Arabia del Sud e, al centro della sua visita, c'è stata proprio la partecipazione alle celebrazioni del Simbang Gabi, presiedendo le messe a Dubai e Abu Dhabi, alle quali hanno partecipato rispettivamente più di 30.000 e 18.000 fedeli. "Sono molto contento di avere partecipato - ha detto mons. Felicolo, per anni direttore dell'Ufficio Migrantes della Diocesi di Roma - perché è una testimonianza forte della vita di fede di una delle comunità cristiane di immigrazione in Italia, in questo caso quella filippina. Di recente, sempre a Roma, il 7 dicembre, ho vissuto anche la festa di san Francesco Saverio della comunità indiana di rito latino, presso la basilica di San Giovanni Battista dei Fiorentini, presieduta - ed è stato un bel segno - dal cardinale George Jacob Koovakad, siro-malabarese, prefetto del Dicastero per il Dialogo interreligioso; per l'Immacolata, poi, presso la Basilica di San Vitale, quella dei romeni di rito latino; e l'11 gennaio, presso la basilica di Sant'Anastasia, ci sarà la festa della comunità indiana di rito siro-malabarico. Sono tutti momenti di fede molto forti che incidono nella città e testimoniano la fede di chi viene da fuori con intensità e devozione".

A Salerno un “presepe srilankese” per il primo Natale della comunità

16 Dicembre 2025 - Per la prima volta, quest’anno, la comunità srilankese cristiana cattolica di Salerno realizza un presepe che sarà ospitato negli spazi della Chiesa dell’Immacolata in Piazza San Francesco. Un’iniziativa che racconta un cammino di fede, sacrificio e dialogo tra culture diverse. Domenica 21 dicembre, alle ore 17.30, nel cortile della Chiesa si terrà la presentazione e la benedizione del presepe. Alla celebrazione saranno presenti S.E. mons. Bellandi, arcivescovo di Salerno-Campagna-Acerno, e Antonio Bonifacio, direttore dell'Ufficio Migrantes dell'Arcidiocesi, a testimonianza dell’attenzione della Chiesa locale verso le comunità cattoliche di diversa provenienza e del valore dell’incontro tra culture nella comune esperienza della fede. La comunità srilankese dal mese di ottobre è accompagnata da don Mathew, cappellano etnico, ed è da sempre sostenuta e valorizzata dall’Arcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno. La realizzazione del presepe è avvenuta durante le ore libere dal lavoro, spesso la sera e fino a tarda notte, grazie all’impegno di famiglie, giovani e adulti della comunità. Un lavoro paziente e condiviso, reso ancora più significativo dalla collaborazione di alcuni amici buddisti srilankesi, segno concreto di dialogo interreligioso e di fraternità vissuta. La comunità cristiana cattolica srilankese, inoltre, dal mese di novembre si riunisce con costanza per momenti di formazione spirituale e di preghiera presso la Rettoria di Sant’Anna, nel centro storico di Salerno, grazie alla disponibilità della comunità e del rettore don Pasquale. Attraverso questo primo presepe, la comunità srilankese desidera offrire alla città di Salerno un segno di gratitudine e di appartenenza, vivendo il Natale come tempo di incontro, pace e speranza. Un piccolo ma significativo gesto che diventa ponte tra popoli, fedi e culture, nel segno del Vangelo dell’accoglienza. [caption id="attachment_69173" align="aligncenter" width="1024"] Il Presepe "in costruzione".[/caption]

A Roma, presso il Pontificio collegio lituano, il periodico incontro dei coordinatori etnici nazionali

21 Novembre 2025 - Lunedì 24 novembre 2025, presso il Pontificio Collegio Lituano "San Casimiro" a Roma (Via Casalmonferrato, 20) si è tenuto il periodico incontro dei coordinatori nazionali della pastorale etnica. Dopo una presentazione storica del Collegio e alcune comunicazioni da parte del direttore generale della Fondazione Migrantes, mons. Pierpaolo Felicolo, i coordinatori si sono confrontati soprattutto sull'esperienza del Giubileo dei migranti. "Si è trattato di un momento fraterno, familiare - ha detto mons. Felicolo - dove si è riflettuto assieme sul cammino delle comunità etniche in Italia. La bellezza di quest'incontro è la familiarità che cresce tra di noi e il sostegno reciproco nel cammino nella pastorale dei migranti. Conoscere i luoghi di vita di ognuno - in questo caso il Collegio Lituano - aiuta ancor di più in questo cammino". Incontro coordinatori etnici

L’intervento di mons. Felicolo all’incontro di formazione dei cappellani filippini

13 Novembre 2025 - Dal 10 al 14 novembre 20 cappellani filippini, che accompagnano le comunità cattoliche di connazionali in Italia, in Europa e negli Stati Uniti, si sono riuniti a Roma presso il Pontificio Collegio Filippino per un incontro di formazione promosso e organizzato da d. Gregory Ramon Dacer Gaston, coordinatore nazionale dei cappellani filippini. Nella sessione del 13 novembre è intervenuto anche il direttore generale della Fondazione Migrantes, mons. Pierpaolo Felicolo. Nel suo intervento mons. Felicolo ha riflettuto su alcuni passaggi del recente Messaggio di papa Leone XIV per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato. Pensando all'uditorio ha sottolineato come "particolarmente toccante" l'idea proposta dal Papa che "i migranti cattolici possono diventare missionari nei Paesi che li accolgono, contribuendo a ravvivare comunità ecclesiali affaticate e avviando nuovi percorsi di evangelizzazione e di dialogo ecumenico e interreligioso". Una "vera benedizione divina" come ha scritto il Pontefice. Pensando poi alla comunità filippina in Italia, che è tra le più numerose e radicate, mons. Felicolo ha voluto ricordare, oltre ai numeri, "la ricchezza dei valori che i migranti filippini portano con sé: La centralità della famiglia, la profonda fede religiosa, il rispetto per il lavoro e lo spirito di comunità", valori che "arricchiscono le famiglie italiane".   Programma Convegno Cappellani filippini

Salerno ha accolto il nuovo cappellano della comunità cattolica srilankese

23 Ottobre 2025 - La comunità cattolica srilankese di Salerno ha accolto ufficialmente il proprio nuovo cappellano, don Anthony Samy Mathew, durante una Santa Messa che si è tenuta domenica 19 ottobre presso la Chiesa dell’Immacolata, in Piazza San Francesco a Salerno. Si è trattato di un pomeriggio di festa e di viva partecipazione per la comunità srilankese. La celebrazione religiosa, seguita da un momento conviviale, si è svolta in un clima di gioia e gratitudine. La presenza del cappellano rappresenta un punto di riferimento per una comunità migrante, sostenendone la vita spirituale, favorendone la coesione, consentendo di partecipare ai riti nella propria lingua d’origine, conservando tradizioni culturali e religiose. Offre inoltre un accompagnamento nella catechesi, aiutando grandi e piccoli a crescere nella fede e a sentirsi parte viva della Chiesa locale. L’iniziativa, promossa dall’Ufficio Diocesano Migrantes dell’Arcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno, ha rappresentato un momento di profonda comunione e di incontro tra le diverse comunità cattoliche presenti sul territorio. In un tempo in cui le migrazioni interpellano la coscienza di tutti, la Chiesa rinnova il suo “sì” alla missione di essere Chiesa di tutti i popoli: una casa aperta, dove le diversità diventano ricchezza e dove ogni lingua e cultura trovano spazio per lodare Dio in un’unica fede. Nel medesimo spirito, la comunità cristiana si impegna a camminare nel dialogo e nel rispetto anche con le altre religioni, riconoscendo che la ricerca sincera di Dio e il desiderio di pace uniscono gli uomini oltre ogni confine. Il cammino condiviso con le comunità migranti è parte viva del volto missionario della Chiesa, chiamata a camminare insieme – nella sinodalità e nella carità – per testimoniare al mondo la bellezza dell’incontro e della fraternità universale. Nuovo cappellano srilankesi Salerno

A Salerno la comunità cattolica srilankese accoglie ufficialmente il proprio nuovo cappellano

15 Ottobre 2025 -
15 Ottobre 2025 - La comunità cattolica srilankese di Salerno accoglierà ufficialmente il proprio nuovo cappellano, don Anthony Samy Mathew, durante una Santa Messa che si terrà domenica 19 ottobre alle ore 16 presso la Chiesa dell’Immacolata, in Piazza San Francesco a Salerno. L’evento, promosso dall’Ufficio Diocesano Migrantes dell’Arcidiocesi Salerno - Campagna - Acerno, rappresenta un momento significativo di incontro e integrazione tra le diverse comunità cattoliche presenti nel territorio. La celebrazione sarà occasione per rinnovare l’impegno della Chiesa di Salerno nell’accompagnare spiritualmente i fedeli di origine straniera, promuovendo la convivenza e la fraternità tra culture e popoli. ❗ Santa Messa e presentazione di don Anthony Samy Mathew. 📅 Domenica 19 ottobre 2025 – Ore 16. 🎯 Chiesa dell’Immacolata, Piazza San Francesco – Salerno.

Mons. Baturi ha inaugurato a Selargius (Ca) una nuova comunità africana di lingua inglese nel nome di S. Agostino

4 Settembre 2025 - Domenica 31 agosto 2025 è stata una giornata gioiosa a Selargius (Ca): è nata una nuova comunità cattolica africana di lingua inglese, inaugurata ufficialmente dall'arcivescovo di Cagliari, mons. Giuseppe Baturi. Dopo una solenne processione presso la parrocchia SS. Salvatore, durante la Santa Messa mons. Baturi nella sua omelia ha esortato tutti i presenti a vivere una vita umile incentrata sull'amore. Ha anche incoraggiato i nuovi membri della comunità a costruire la loro fede in Dio con umiltà e a non lasciarsi distrarre da nulla. L'arcivescovo ha poi presentato ufficialmente p. Raymond C. Ihenetu come cappellano della nuova comunità e ha dato alla cappellania il nome di un santo della Chiesa africana, particolarmente caro al Pontefice, Agostino d'Ippona. Infine, ha benedetto e incaricato i nuovi responsabili della comunità. Nel suo discorso di ringraziamento, il nuovo cappellano ha ringraziato Dio per le sue grazie e per il dono della Chiesa; l'arcivescovo Baturi per la sua costante cura e attenzione verso la comunità e l'intera arcidiocesi; il parroco, don Vittorio, che ospita la comunità e anche il direttore dell'ufficio Migrantes, il diacono Enrico, per la loro costante presenza e il loro incoraggiamento. Ha inoltre espresso la sua gratitudine a tutti coloro che sono venuti ad assistere all'inaugurazione. P. Raymond Chidiebere Ihenetu è stato ordinato sacerdote nella diocesi di Orlu nel 2017. Ha studiato filosofia e teologia al seminario maggiore Seat of Wisdom di Owerri, nello Stato di Imo, in Nigeria. È arrivato a Roma il 1° maggio 2025.   Baturi Selargius

“Conosci la tua patria, l’Ungheria”. Il campo scuola per i bambini ungheresi residenti in Italia

19 Luglio 2025 - Tra il 5 e il 12 luglio 2025 si è tenuta a Roma presso la Casa di Santo Stefano il secondo campo scuola per i bambini della diaspora ungherese residenti in Italia, con il tema “Conosci la tua patria, l'Ungheria”. Il campo è stato reso possibile dall'Associazione degli Scout Ungheresi all'estero, con il sostegno del Ministero ungherese della Presidenza del Primo Ministro ungherese e del Servizio pastorale ungherese all'estero della Conferenza episcopale cattolica ungherese. Don András Törő, il coordinatore nazionale degli ungheresi in Italia, ha supervisionato ogni momento del campo. In questa seconda edizione hanno partecipato al campo 27 bambini di età compresa tra i 6 e i 14 anni, che hanno lavorato in tre gruppi con tre insegnanti qualificati per un'ora e mezza due volte al giorno. Il tema di quest'anno ha offerto una ricca varietà di opportunità: i bambini hanno imparato a conoscere la geografia, la storia, la letteratura, le belle arti e le tradizioni dell'Ungheria e a leggere e scrivere in ungherese. Ogni giorno, in programma, anche tante attività ludiche, animate da due scout provenienti dall'Ungheria e dalla Transilvania. [caption id="attachment_61806" align="aligncenter" width="1024"]Campo Scuola bambini ungheresi (foto: Fondazione Santo Stefano d’Ungheria)[/caption]

Mons. Felicolo nella Basilica di S. Sofia a Roma: “La presenza migratoria è una benedizione”

25 Giugno 2025 - 25 Giugno 2025 - Il direttore generale della Fondazione Migrantes, mons. Pierpaolo Felicolo, ha partecipato oggi nella Basilica Minore di S. Sofia - chiesa nazionale degli ucraini a Roma - a una celebrazione solenne, presieduta dal card. Mykola Bychok, con i tanti sacerdoti greco-cattolici ucraini accorsi nella Capitale per il Giubileo dei Sacerdoti. Il cardinale Bychok, vescovo dell’Eparchia dei Santi Pietro e Paolo di Melbourne per i cattolici ucraini in Australia, ha presso possesso della Basilica di Santa Sofia solo pochi giorni fa. Alla fine della celebrazione, è stato chiesto a mons. Felicolo di intervenire, sul tema "Servire i migranti e i rifugiati come stile di vita e comunione con Cristo", anche in considerazione del sostegno costante della Chiesa italiana, attraverso la Fondazione Migrantes, alla Chiesa ucraina "in diaspora" in Italia. Una Chiesa fatta di volti e non numeri, di "storie sacre" delle "tante sorelle e tanti fratelli che cercano riparo dalla guerra": "Non possiamo dimenticare, ha sottolineato mons. Felicolo, — anzi, dobbiamo affermarlo con forza — che questa comunità è già parte di noi. Non si tratta solo di accogliere rifugiati. Si tratta di riconoscere cittadini, vicini, amici, fratelli e sorelle nella fede". Mons. Felicolo ha voluto sottolineare anche la sua personale "la mia vicinanza affettuosa al popolo ucraino. Una vicinanza che si fa preghiera accorata e incessante, perché la pace — una pace vera, giusta e duratura — possa finalmente prevalere sulla violenza delle armi. Perché la speranza non si spenga mai nei cuori di chi soffre, in patria e in qualunque Paese abbia trovato rifugio in questi tempi drammatici". Infine, il direttore della Fondazione Migrantes ha concluso il suo intervento consegnando ai presenti due pensieri. Innanzi tutto, ribadendo che la presenza migratoria, anche nelle sue forme più complesse e dolorose, è una benedizione: "Sì, una benedizione. Non è uno slogan, ma una verità di fede. Lo ricorda la Lettera agli Ebrei quando ci invita a non dimenticare l’ospitalità, perché 'alcuni, praticandola, senza saperlo, hanno accolto degli angeli' (Eb 13,2). È un’affermazione che risuona potente anche oggi".

Il secondo pensiero ha toccato l'identità della Chiesa: "Vivere la cattolicità significa vivere la comunione nella diversità. Non si tratta solo di una caratteristica dottrinale, ma di una realtà concreta e incarnata. La cattolicità si manifesta quando siamo capaci di accogliere le differenze come dono, quando celebriamo la fede in forme plurali ma unite, quando impariamo gli uni dagli altri, riconoscendo che ogni cultura, ogni lingua, ogni esperienza ecclesiale porta un frammento di verità e di bellezza che arricchisce il tutto".

A Messina la Giornata Onu del Rifugiato è stata animata dalla comunità filippina e srilankese

24 Giugno 2025 - Nel terzo venerdì del mese, il 20 giugno, la comunità filippina e la comunità srilankese hanno animato un evento organizzato dall’Ufficio Migrantes di Messina per "la giornata mondiale del rifugiato" presso la Chiesa di Sant’ Elia. Prima della Santa messa, ha avuto luogo un momento di riflessione dove sono intervenute Elena De Pasquale (operatrice legale nel sistema di accoglienza, giornalista e volontaria dell’ufficio diocesano Migrantes) ed Elena Girasella (Università di Messina), con la testimonianza di Sekou, che dopo varie peripezie è ormai dipendente a tempo indeterminato nel settore sanitario. Gli interventi hanno messo in luce l’importanza di riconoscere nel prossimo, straniero e non, un’opportunità di migliorare sé stessi e i luoghi in cui viviamo, aiutandoci l’un con l’altro, senza aver paura e pregiudizi. La celebrazione della Santa messa è stata presieduta da p. Filippo tor, della comunità srilankese, insieme a p. Ferico Duque rcj, della comunità filippina. Nell'omelia di quest’ ultimo, l'invito a riflettere sulla frase di Gesù: “Ero forestiero e mi avete accolto.” (Mt 25,35). (Catherina Gonda) Giornata del rifugiato Messina 2025

Tra Firenze e Fiesole l’annuale incontro nazionale dei coordinatori etnici

19 Giugno 2025 - Sono riuniti oggi tra Firenze e Fiesole per la giornata annuale di incontro e condivisione, i coordinatori nazionali della pastorale "etnica", guidati dal direttore generale della Fondazione Migrantes, don Pierpaolo Felicolo. La giornata è un'occasione di reciproca maggiore conoscenza tra i vari coordinatori nazionali, ma è anche tradizionalmente dedicata ad approfondire le sfide e le peculiarità di una città e una chiesa particolare, in questo caso quella di Firenze. Negli anni recenti l'incontro è stato ospitato a Salerno, Napoli e Bologna. Il gruppo ha iniziato la sua giornata ospite del Centro internazionale studenti “Giorgio La Pira”, guidato da Maurizio Certini, già direttore del Centro. "Abbiamo scelto di cominciare questa giornata in un luogo di pace, che è molto caro alla Fondazione - ha spiegato don Felicolo - perché anche in questo tempo vogliamo dire che la pace è sempre possibile". Dopo la visita alla Cattedrale di Santa Maria Novella, Duomo di Firenze, il programma prevede lo spostamento alla Pieve di San Cresci a Macioli, Pratolino, nel comune di Vaglia, che è anche la parrocchia di don Anton Kodrari, il coordinatore nazionale dei cattolici albanesi in Italia. Lì sarà celebrata la Santa Messa, presieduta del vescovo di Fiesole, S.E. mons. Stefano Manetti. Nel pomeriggio l'incontro continua con alcuni aggiornamenti sul prossimo Giubileo dei Migranti (4/5 ottobre 2025). E poi con una visita a Fiesole: alla Cattedrale di San Romolo, Duomo di Fiesole, e poi al Convento S. Francesco, al Belvedere e al museo etnico.   Coordinatori etnici a Firenze e Fiesole 2025

La decima edizione del Pellegrinaggio dei popoli a Saluzzo (CN)

17 Giugno 2025 - Dopo l’edizione del 2024 ad Asti, anche nel 2025 si è svolto il «Pellegrinaggio dei Popoli», giunto ormai alla sua decima edizione. Si tratta di un incontro annuale che, in una sede sempre diversa, raduna, in un momento di festa e di preghiera, pellegrini provenienti da diverse comunità etniche. È organizzato dal Coordinamento regionale Migrantes del Piemonte e della Valle d’Aosta, che è l’espressione locale della Fondazione Migrantes nazionale. Quest’anno il «Pellegrinaggio dei Popoli» è stato ospitato domenica 15 giugno dalla Diocesi di Saluzzo e, nell’Anno Santo della Speranza, è stato anche occasione per celebrare il «Giubileo regionale dei Migranti e delle Confraternite», in quanto molte comunità, particolarmente quelle latino-americane, sono ricche di confraternite che affondano le loro radici in antiche e nuove tradizioni. Al mattino ci sono stati i gruppi di catechesi, quindi sono seguiti il pranzo al sacco con i cibi preparati dalle diverse comunità e il momento di festa. Erano presenti il vescovo di Saluzzo, mons. Cristiano Bodo; mons. Marco Prastaro, vescovo di Asti e incaricato Migrantes per Piemonte e Valle d'Aosta; e mons. Alessandro Giraudo, vescovo ausiliare di Torino.

(fonte: Diocesi di Torino)

[caption id="attachment_60793" align="aligncenter" width="1024"]Pellegrinaggio dei popoli Saluzzo 2025 (foto: Mihai Bursuc/La Voce e il Tempo)[/caption]

A Saluzzo il “Pellegrinaggio dei Popoli” di Piemonte e Valle d’Aosta

7 Giugno 2025 - Dopo l’edizione del 2024, che si è svolta ad Asti, anche quest’anno, domenica 15 giugno a Saluzzo, torna il “Pellegrinaggio dei Popoli”, giunto ormai alla sua decima edizione. Si tratta di un incontro annuale che, in una sede sempre diversa, raduna, in un momento di festa e di preghiera, pellegrini provenienti da diverse comunità etniche. È organizzato dal Coordinamento regionale Migrantes del Piemonte e della Valle d’Aosta, che è l’espressione locale della Fondazione Migrantes nazionale, l'organismo costituito dalla Conferenza Episcopale Italiana per accompagnare e sostenere le Chiese particolari nella conoscenza, nell'opera di evangelizzazione e nella cura pastorale dei migranti, italiani e stranieri. Tra i suoi scopi vi sono quelli di promuovere, nelle comunità cristiane, atteggiamenti e opere di fraterna accoglienza nei loro riguardi, anche per stimolare, nella società civile, la comprensione e la valorizzazione della loro identità in un clima di pacifica convivenza, con l'attenzione alla tutela dei diritti della persona e della famiglia migrante e alla promozione della cittadinanza responsabile dei migranti stessi. Quest’anno il “Pellegrinaggio dei Popoli” sarà ospitato dalla Diocesi di Saluzzo e, nell’Anno Santo della Speranza, sarà anche l’occasione di celebrare insieme il “Giubileo regionale dei Migranti e delle Confraternite”, in quanto molte comunità, particolarmente quelle latino-americane, sono ricche di confraternite che affondano le loro radici in antiche e nuove tradizioni. Dopo le catechesi del mattino e il momento di festa che seguirà al pranzo condiviso, la giornata convergerà nel pellegrinaggio giubilare verso la Cattedrale di Saluzzo, chiesa giubilare della Diocesi. Il “Pellegrinaggio dei Popoli” non è dedicato ai soli stranieri, ma vuole rivolgersi a tutti i fedeli che desiderano condividere un importante momento di fraternità senza confini, per celebrare insieme il nostro essere tutti: “Popolo di Dio in cammino”. Da Torino sarà organizzato un pullman. Per informazioni e iscrizioni ci si può rivolgere alle diverse Cappellanie etniche o alla Pastorale Migranti: segreteria@upmtorino.it

(Stefano Passaggio)

Pellegrinaggio dei popoli Piemonte VDA

Napoli, la devozione mariana della comunità singalese

3 Giugno 2025 - Napoli è una città ricca di storia e cultura, ma anche una casa accogliente per tutte le comunità di origine straniera, specialmente per quella singalese dello Sri Lanka. Questa comunità, fortemente devota alla Madonna, mantiene vive le proprie tradizioni religiose, specialmente durante il mese di maggio, dedicato a Maria. Ogni anno, in questo periodo, le famiglie singalesi si riuniscono nelle case per pregare insieme, portando in processione una statua della Madonna da un’abitazione all’altra. Questo gesto di fede, semplice ma profondo, culmina in una grande festa all’inizio di giugno, che quest'anno ha preso il via con la Santa Messa festiva di domenica 1° giugno, celebrata da don Sangiwa Mendis presso la Chiesa di Santa Maria dei Vergini. L'iniziativa è stata organizzata grazie a don Prashan Gomez, cappellano della comunità singalese a Napoli. Un momento importante di unione spirituale e culturale, che testimonia la profonda fede e la ricchezza della presenza singalese nel cuore di Napoli. Napoli Srilankesi

Bologna, il Rosario nelle lingue di migranti e missionari

29 Maggio 2025 - Si è rinnovata la visita tradizionale dell’Immagine della Madonna di San Luca, alla città di Bologna, nella settimana che precede l’Ascensione, un periodo molto intenso di devozione popolare nella città emiliana, che vede la partecipazione attiva anche di numerosi fedeli immigrati cattolici e anche ortodossi. La serata di mercoledì 28 maggio è stata chiusa in cattedrale con la consueta recita del Santo Rosario in una forma decisamente inconsueta: sono state utilizzate per la preghiera le lingue di numerose comunità di immigrati che abitano nel nostro territorio. Erano presenti infatti rappresentanti delle comunità Migrantes e anche alcune delle religiose di origine straniera che operano come missionarie nelle comunità della nostra diocesi. Mentre tutti rispondevano in italiano, la prima parte dell’Ave Maria è stata recitata in ucraino, arabo, cinese, inglese, polacco, Tagalog, bengalese, swahili, cingalese, tigrigna, tamil, malayalam e brasiliano. Si è pregato particolarmente per la pace in Ucraina e in Terra Santa, ma sono state nominate molte zone del mondo segnate dalla guerra, e sono stati ricordati anche i famigliari lontani dei migranti, i profughi, gli esiliati, i rifugiati, i cristiani perseguitati per la fede, così come gli oltre 51mila bolognesi emigrati all’estero. Al termine, le comunità hanno offerto un canto della loro tradizione alla Vergine Maria invocando la sua protezione. (mons. Juan Andres Caniato - Ufficio Migrantes Bologna)

I cattolici siro-malabaresi di Roma insieme per celebrare san Kuriakose (Ciriaco) Elias Chavara

23 Maggio 2025 - Domenica 25 maggio le otto comunità di cattolici siro-malabaresi di Roma hanno celebrato la festa di san Kuriakose (Ciriaco) Elias Chavara presso la Chiesa parrocchiale del Santo Volto di Gesù alla Magliana. Ha presieduto la celebrazione eucaristica mons. Stephan Chirappanath, visitatore apostolico per i fedeli siro-malabaresi in Europa.

(aggiornato il 26 maggio 2025)

 

Srilankesi in Italia: la festa di Nostra Signora di Madhu a Roma

23 Maggio 2025 - Come ogni anno, l’ultima domenica del mese di maggio ha visto la comunità cattolica dello Sri Lanka di Roma celebrare la festa dedicata a Nostra Signora di Madhu presso la parrocchia di Santa Maria dei Pellegrini all’Infernetto (Roma). La solenne celebrazione eucaristica che si è svolta domenica 25 maggio è stata presieduta dal cardinal Malcolm Ranjith, arcivescovo metropolita di Colombo. Insieme a lui, don Sanjeewa Mendis, coordinatore nazionale per gli immigrati cattolici dello Sri Lanka in Italia, mons. Neville Perera, cappellano per la comunità srilankese di Roma e numerosi sacerdoti srilankesi che vivono e studiano in vari atenei pontifici a Roma. La festa della comunità srilankese di Roma è stata arricchita quest’anno da 42 tra prime comunioni e cresime. Durante l’omelia il card. Ranjith ha invitato i giovani che hanno ricevuto per la prima volta il sacramento dell’Eucarestia a ricevere, comprendere e accettare la trasformazione d’amore che Gesù chiede e porta a ognuno di noi con questo straordinario sacramento. Il messaggio principale dato ai cresimandi è stato: «Fissando lo sguardo a Gesù crocifisso accettate i sacrifici che dovrete fare in nome della vostra fede e siate testimoni del Vangelo». «Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi; questo invito del Signore che abbiamo letto nel vangelo di Giovanni non deve sfuggirci mai di mente, specialmente ai giorni d’oggi dove la società soffre a causa dell’egoismo umano» ha concluso il prelato rivolgendosi ai numerosi fedeli presenti. Augurando a tutti una buona festa, mons. Neville ha ringraziato l’arcivescovo per la sua presenza e disponibilità a rendere unica la festa. Un ringraziamento speciale anche a don Sanjeewa Mendis, coordinatore nazionale e vice-cappellano della comunità Srilankese a Roma, che con i tanti volontari ha organizzato la celebrazione eucaristica e la festa. Dopo la Santa Messa i festeggiamenti sono continuati con il pranzo comunitario e un momento di musica e svago. Numerosi sono stati anche i cari amici italiani che hanno partecipato all’evento. (Riccardo Nelumdeniya)

(aggiornato il 26 maggio 2025)

A Genazzano (RM), la Festa della Madre del Buon Consiglio, patrona degli albanesi

22 Maggio 2025 - Il 25 maggio a Genazzano (RM), il Coordinamento nazionale della pastorale dei cattolici albanesi in Italia, guidato da don Anton Kodrari, con l'ausilio della Fondazione Migrantes  e in collaborazione con la Conferenza episcopale albanese, organizza la Festa della Madre del Buon Consiglio, patrona del popolo albanese. Il programma, con inizio dalle ore 10, oltre ai saluti istituzionali, prevede una serie di testimonianze e riflessioni. Verrà data lettura del messaggio paterno inviato dall'archimandrita Donato Oliverio, vescovo eparchiale di Lungro degli italo-albanesi . Alle ore 11,30 è prevista la processione nelle strade di Genazzano, con la statua della "Madre del Buon Consiglio" caricata sulle spalle di ragazzi albanesi in costumi nazionali e accompagnata da petali di rose, gettati dalle finestre dei genazzanesi. Al termine la celebrazione eucaristica, presieduta dal presidente della Conferenza episcopale albanese, S.E. mons. Gjergj Meta. Dopo un pranzo condiviso, il pomeriggio sarà animato da un programma artistico nel Parco degli Elcini. Il direttore generale della Fondazione Migrantes, mons. Pierpaolo Felicolo, ha inviato a don Kodrari un messaggio di ringraziamento per il suo lavoro e di saluto grato a tutta la comunità albanese e a S.E. mons. Kulli: "Una delle letture del tempo pasquale presa dagli Atti degli Apostoli ci parla di una comunità dei discepoli perseverante nella preghiera e in piena comunione tra loro. Questo è il mio augurio per voi nella Festa della Madonna del Buon Consiglio, quello che possiate diventare sempre più comunità cattoliche albanesi che pregano, si sostengono, testimoniano con coraggio la propria fede volendo bene a tutti (poveri, profughi, anziani soli, ecc.). Grazie per quello che siete e per quello che fate".

Info: Koordinimi Kombëtar i Pastoralit të Katolikëve Shqiptarë në Itali. (aggiornata il 26 maggio 2025)

Programma Festa Madonna Buon Consiglio albanesi