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Cei: in campo i progetti di solidarietà delle parrocchie per il concorso “TuttixTutti”

29 Gennaio 2020 -
Roma - TuttixTutti taglia il traguardo della decima edizione. Torna il concorso per le parrocchie promosso dalla Cei a livello nazionale, che prende il via il 1° febbraio. Ogni parrocchia potrà parteciparvi iscrivendosi online su www.tuttixtutti.it, creando un gruppo di lavoro, ideando un progetto di solidarietà e organizzando un incontro formativo per promuovere il sostegno economico alla Chiesa cattolica. Le iscrizioni saranno aperte dal 1° febbraio e il concorso si concluderà il 31 maggio 2020 mentre la proclamazione dei vincitori avverrà il 30 giugno. Dieci i premi, compresi tra mille e 15mila euro, attribuiti dalla giuria composta dai membri del Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica, che selezionerà i 10 progetti di solidarietà considerati più meritevoli. Le parrocchie, grazie ai contributi economici in palio, hanno la possibilità di realizzare iniziative solidali per le comunità con ricadute in termini di accoglienza, assistenza, formazione e opportunità di inserimento professionale. “TuttixTutti è un concorso atteso e apprezzato dalle parrocchie che premia quelle idee che nascono da un’intera comunità parrocchiale, desiderosa di aiutare chi ha più bisogno. È una gara di solidarietà che ha sostenuto, in nove anni di storia – afferma Matteo Calabresi, responsabile del Servizio Cei -, la realizzazione di moltissime proposte che offrono risposte concrete ai bisogni delle famiglie, dei giovani e degli anziani. Si può trattare di un orto sociale, di un doposcuola di qualità, di una mensa per senza fissa dimora o di un piano di formazione-lavoro in un’azienda agricola. Tutte iniziative che intendono offrire risposte tangibili alle esigenze della collettività”.  

Card. Bassetti: riconoscere in ogni persona le capacità e i talenti di cui è portatrice

22 Gennaio 2020 -

Roma - I quattro verbi - accogliere, proteggere, promuovere, integrare - utilizzati da Papa Francesco in occasione della Giornata mondiale del migrante e del rifugiato del 2018 “declinati” tutti insieme costituiscono “un programma sociale completo”. Lo ha detto oggi pomeriggio il card. Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, intervenendo al Senato all’incontro sul tema “Promuovere ed integrare”. Un programma - ha spiegato il porporato - che c’interpella nel “profondo” e “rappresenta un mandato inderogabile per noi come Chiesa, e per chi, come noi, ambisce non solo a stare vicino a chi è momentaneamente in una situazione di fragilità o disagio, ma vuole comunque riconoscere in ogni persona le capacità e i talenti di cui è portatrice. A ciò si lega - ha spiegato il porporato - il desiderio di mantenere una società e una comunità umane e accoglienti, dove le differenze possano costituire un reciproco arricchimento, e le difficoltà essere una sfida per riuscire a farcela assieme”.

I quattro verbi - ha detto il card. Bassetti - “non rivestono un’importanza solo per i migranti e i rifugiati, ma costituiscono un atteggiamento e una capacità che dovremmo avere per chiunque abbiamo di fronte - e indipendentemente dal luogo in cui sia nato -, nel momento in cui lo riconosciamo semplicemente come una persona in difficoltà e nostro prossimo. A volte pare che in questo Paese, specie negli ultimi anni, si sia rimasti un po’ fermi. A volte non riusciamo neanche a dare compimento ai primi due verbi indicati dal Papa: accogliere e proteggere”. Per il presidente dei vescovi italiani, occorre “non avere timore di ribadire che ogni vita è sacra e, se in pericolo, va salvata sempre, ‘senza se e senza ma’”. Per questo è “doveroso realizzare una condivisione delle responsabilità tra tutti i Paesi europei, che faccia sì che i compiti non ricadano solo sui Paesi di primo arrivo: questo obiettivo va perseguito in sede politica, e mai può portare al rifiuto del soccorso e della prima accoglienza di chi è in pericolo”. Tuttavia - ha detto ancora il card. Bassetti - “fermarsi a questi due verbi - accogliere e proteggere - senza portare avanti in contemporanea e da subito anche gli altri due, ovvero promuovere e integrare, non ci porta lontano. Perché la tutela immediata della vita è cosa ben diversa da dare la possibilità di ricostruirsi una nuova vita nel Paese di asilo”. Per questo la contrapposizione “porti chiusi - porti aperti” è - ha detto ancora - “un falso dilemma: si tratta piuttosto di capire cosa accade a queste persone una volta arrivate in Italia. È, infatti, proprio il dare seguito al promuovere e all’integrare che rende possibile realizzare il contributo più significativo alla costruzione di un Paese capace di riconoscere e valorizzare le differenze, affermando pari diritti e pari dignità. Prima che giuridica o economica, la questione migratoria è una questione di verità, rispetto e dignità. Occorre - ha quindi proseguito - riallargare lo sguardo e aiutare tutti a capire perché tanta gente sia costretta a fuggire in condizioni così tragiche, e cosa accade loro una volta arrivati in Europa”. Secondo il card. Bassetti il “vero” problema oggi non è il numero dei migranti, che negli ultimi anni non cresce più, ma la “cattiva accoglienza”, che fornisce “sì un tetto e del cibo, ma solo quelli, senza favorire l’incontro con il territorio e senza prevedere almeno una qualche forma d’integrazione, come ad esempio corsi di lingua, corsi professionali ecc”. In tal modo, all’uscita da questa accoglienza “povera”, i migranti, “privi di strumenti per orientarsi nella società, vengono di fatto sospinti verso la marginalità e l’irregolarità, che alimentano la paura e l’ostilità da parte di molti cittadini italiani”.

Per il presidente della Cei il vero problema è “la grande quantità di persone presenti nel nostro Paese senza titolo di soggiorno (si stima siano fra le 600mila e le 700mila), o con un titolo di soggiorno che però non possono più rinnovare anche se hanno, nel frattempo, trovato un lavoro. Persone che non sanno dove andare e cosa fare, diventando così facile preda dello sfruttamento e della criminalità. E, purtroppo, gli ultimi interventi legislativi non sembrano sufficienti a ridurre tale cifra”. D’aquila l’auspicio che si possa trovare “presto una soluzione più appropriata e più equa, tenendo conto delle convenzioni internazionali, del rispetto dei diritti umani e delle chiare indicazioni date dal Presidente della Repubblica. Ma, soprattutto, crediamo nella necessità di ridare al nostro Paese un sistema di accoglienza integrato e diffuso, adeguato alle sfide che abbiamo davanti: non devono esistere parcheggi o ghetti”. Il card. Bassetti auspica anche “percorsi più agevoli di accesso alla cittadinanza, soprattutto per quei minori nati da genitori stranieri in Italia, che frequentano le nostre scuole e abitano le nostre città, già italiani di fatto ma ancora privi degli stessi diritti e doveri dei loro coetanei”. L’incontro di oggi al Senato diventa “segno”:  una na giornata in cui - Stato e Chiesa, insieme - “proviamo a inquadrare due aspetti sostanziali: da un lato, sottolineiamo la ricchezza culturale e religiosa che contraddistingue il nostro Paese; dall’altro, proviamo ad ascoltare e a dare risalto alle esperienze positive che hanno saputo accompagnare i migranti in una maniera non assistenziale, così da metterli in grado di dare il loro contributo alla crescita della società dove vivono”. Da qui l’augurio per “un lungo percorso di scambio e confronto in cui lo Stato e la Chiesa, nel reciproco rispetto di diritti, doveri e competenze, possano sempre più accompagnarsi e stimolarsi a vicenda”. (R.Iaria)

Microcredito: domani convegno al Senato con il card. Bassetti e il ministro Lamorgese 

21 Gennaio 2020 - Roma - Si svolgerà nella Sala Koch di Palazzo Madama, domani, 22 gennaio, a partire alle ore 17, il Convegno promosso dall’Ente Nazionale per il Microcredito dal titolo “Promuovere e Integrare”. Durante l’evento verranno presentati il progetto F.A.S.I. ovvero “Formazione, Autoimprenditoria e Start-up per Immigrati regolari” curato dall’Ente Nazionale per il Microcredito e la ricerca dal titolo “Migranti e appartenenza religiosa” curata dall’Università Cattolica del Sacro Cuore. Interverranno il card. Gualtiero Bassetti, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana e Luciana Lamorgese, Ministro dell’Interno. Seguiranno gli interventi di Mario Baccini, Presidente dell’Ente Nazionale per il Microcredito, e del Magnifico Rettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, Franco Anelli. L’evento sarà moderato dal giornalista Piero Schiavazzi, coordinatore degli eventi del progetto Fasi.

La vicinanza a don Ivan Maffeis per la scomparsa della mamma

21 Gennaio 2020 - Roma – Ieri è venuta a mancare Licia Binelli, la mamma di don Ivan Maffeis, direttore responsabile di questa testata e portavoce della Cei. La redazione di migrantesonline.it insieme alla direzione e al personale della Fondazione Migrantes si stringe nel cordoglio e nella preghiera, con grande affetto, intorno a don Ivan e alla sua famiglia.

Card. Bassetti: convocati dalla Parola sarà più facile avvicinare e riconoscere pure i tanti immigrati che vivono accanto a noi

20 Gennaio 2020 - Roma - Riscoprirne la centralità della Parola di Dio è “condizione per dirsi e diventare cristiani: occorre tornare a un incontro personale e comunitario con la Parola”. Alla Parola “sentiamo di appartenere: è all’origine del cammino interiore, risveglia il senso di Dio, l’apertura e la tensione verso il mistero. Della Parola vive ogni discepolo; per la Parola crede; sulla Parola poggia la pietà, la catechesi e la fede vissuta; dalla Parola si riversano sugli altri i gesti della carità e si genera e rigenera la comunità”. A dirlo oggi pomeriggio il card. Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, aprendo i lavori del Consiglio Permanente che si concluderà mercoledì. Attorno alla Parola ci si “ritrova fratelli”, per cui essa è il “luogo” principale in cui vivere anche questa Settimana per l’unità dei cristiani. “Sentiamoci convocati dalla Parola: sarà più facile avvicinare e riconoscere pure i tanti immigrati, che vivono accanto a noi, la maggior parte dei quali è di fede cristiana; la loro presenza porta con sé una serie di implicazioni pastorali che devono trovarci attenti e disponibili. Quando si permette alla Parola di liberare la sua carica profetica, diventano visibili i segni dello Spirito anche in mezzo alle ambiguità e alle contraddizioni del presente. Si diventa, allora, capaci di cogliere ciò che nella vita è vero, giusto, conforme al Vangelo e ciò che non lo è, per discernere e comportarsi di conseguenza”. I lavori del Consiglio Permanente della cei prevedono la scelta del tema principale dell’Assemblea Generale di maggio e l’esame della bozza degli Orientamenti pastorali della Chiesa italiana per il quinquennio 2020-2025. All’ordine del giorno del Consiglio, poi, un aggiornamento circa le attività del Servizio Nazionale per la tutela dei minori, le indicazioni per l’elaborazione delle relazioni quinquennali sull’attività delle Commissioni Episcopali e sul rinnovo dei loro Presidenti e i criteri di aggiornamento delle Convenzioni per fidei donum e sacerdoti stranieri in Italia. Il Consiglio si soffermerà, infine, sull’Incontro di riflessione e spiritualità Mediterraneo, frontiera di pace (Bari, 19-23 febbraio 2020): verranno illustrati i contenuti e si farà un punto sulla preparazione e sull’organizzazione dell’evento, che verrà chiuso domenica 23 febbraio dalla celebrazione eucaristica presieduta da Papa Francesco. L’incontro di Bari, ha detto il card. Bassetti, “vuol essere l’occasione per dare risonanza, dalle diverse sponde del Mare, a quanto accade e poter avviare un processo di visioni condivise e collaborazioni fattive. L’incontro cade – ha aggiunto - in un momento di crisi, particolarmente drammatico: alcune compagini statali – dalla Libia, alla Siria all’Iraq – sono in frantumi, altre sono attraversate da tensioni fortissime. La guerra, in più punti del Mediterraneo, è l’esito di scelte miopi e interessate, dalle quali non sono estranee nuove logiche coloniali, avanzate dalle grandi potenze. Come Chiese – ha concluso - intendiamo offrire una testimonianza di comunione, che non si rassegna a situazioni violente e a strutture sociali ingiuste”.        

Cei: da lunedì 20 il Consiglio Permanente

16 Gennaio 2020 - Roma - Da lunedì 20 a mercoledì 22 gennaio si svolgerà a Roma la sessione invernale del Consiglio Episcopale Permanente. Dopo l’Introduzione del card. Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, i lavori prevedono la scelta del tema principale dell’Assemblea Generale di maggio e l’esame della bozza degli Orientamenti pastorali della Chiesa italiana per il quinquennio 2020-2025. All’ordine del giorno del Consiglio, poi, un aggiornamento circa le attività del Servizio Nazionale per la tutela dei minori, le indicazioni per l’elaborazione delle relazioni quinquennali sull’attività delle Commissioni Episcopali e sul rinnovo dei loro Presidenti e i criteri di aggiornamento delle Convenzioni per fidei donum e sacerdoti stranieri in Italia. Il Consiglio si soffermerà, infine, sull’Incontro di riflessione e spiritualità Mediterraneo, frontiera di pace (Bari, 19-23 febbraio 2020): verranno illustrati i contenuti e si farà un punto sulla preparazione e sull’organizzazione dell’evento, che verrà chiuso domenica 23 febbraio dalla celebrazione eucaristica presieduta da Papa Francesco.  

Pace

8 Gennaio 2020 - Roma - “So guardare col cuore? So guardare col cuore le persone?”. Sono alcune delle domande che Papa Francesco ha rivolto il primo gennaio, nell’omelia della messa per la 53ma Giornata mondiale della Pace. “Solo se la vita ci sta a cuore sapremo prendercene cura e superare l’indifferenza che ci avvolge”, ha ricordato Bergoglio che ha chiesto “la grazia” di vivere il nuovo anno “col desiderio di prendere a cuore gli altri, di prenderci cura degli altri”. Perché è così che si comincia a pensare all’altro come un fratello e non come ad un nemico; a sentirsi parte di un’unica famiglia; a scorgere, oltre la paura, mani da stringere, sguardi da incrociare, persone da abbracciare. In altre parole, a seminare la pace e a promuovere la dignità di ciascuno. E allora, auguri sinceri: che sia un anno fecondo e fraterno, per tutti! (don Leonardo Di Mauro, don Francesco Soddu, don Giuseppe Pizzoli, don Gianni De Robertis e don Bruno Bignami)  

“Mediterraneo, frontiera di pace”:  online il sito e il logo dell’incontro

8 Gennaio 2020 - Roma - È da oggi online  http://www.mediterraneodipace.it/, il sito dell’evento “Mediterraneo, frontiera di pace” in programma a Bari dal 19 al 23 febbraio; organizzato dalla Conferenza Episcopale Italiana, si concluderà, domenica 23, con l’incontro e la S. Messa presieduti da Papa Francesco. Una grafica semplice ed immediata caratterizza il portale che contiene tutte le informazioni, le notizie e gli approfondimenti riguardanti l’incontro di riflessione e spiritualità che vedrà riuniti, nel capoluogo pugliese, i vescovi cattolici dei Paesi affacciati sul Mare Nostrum per confrontarsi sui problemi e il futuro dell’area mediterranea, ma anche per rafforzare un processo organico di scambio e aiuto tra le Chiese. “La gravità delle crisi che stanno colpendo il bacino del Mare Nostrum è sotto gli occhi di tutti; come Chiesa abbiamo il dovere non solo di non chiudere gli occhi, ma di comprenderla e denunciarla con forza”, afferma il Cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e Presidente della Cei. Con l’iniziativa di Bari, dunque, “la Chiesa italiana ha deciso di non unirsi al coro dei profeti di sventura, per riconoscere invece che qualcosa di nuovo può e deve nascere anche nell’area mediterranea”. Nel sito è visibile anche il logo dell’evento, la cui forma semicircolare richiama l’idea dell’arcobaleno, segno di perdono e riconciliazione. Il colore dominante è l’azzurro del mare che intende rappresentare, oltre alle acque, l’insoddisfazione verso la condizione attuale e il desiderio di ricerca di una situazione nuova. La scritta MediTERRAneo, evidenziando la parola “terra”, esprime proprio questo anelito. Le mani che si protendono l’una verso l’altra simboleggiano l’incontro e incarnano, allo stesso tempo, la ricchezza e la storia di ogni territorio che si affaccia sul bacino del Mare Nostrum. La figura stilizzata è immagine dello slancio che i Vescovi e i popoli del Mediterraneo vogliono compiere per la promozione di una cultura del dialogo e per la costruzione della pace. L’appuntamento di Bari vuole essere - si legge in una nota -  un laboratorio di sinodalità, intesa come stile da far trasparire nella stima vicendevole, nella gratitudine, nella cura delle relazioni. La Chiesa mediterranea, ricca di tradizioni liturgiche, spirituali ed ecclesiologiche, infatti, è presente e operosa, desiderosa di rafforzare le strutture di comunione esistenti e forse anche d’inventarne di nuove.

Il vero volto dell’umano: una riflessione del card. Bassetti

24 Dicembre 2019 - Natale. Davanti al mistero di questa notte santa, avverto tutta la responsabilità di rivolgermi a voi, lettori, con una parola che possa raggiungervi personalmente e – se possibile – accompagnarvi per un tratto del vostro cammino. Un cammino spesso non facile. Ho davanti agli occhi le stanchezze e le disillusioni, le incertezze e l’ansietà di tanta gente, provata dalla preoccupazione per il venir meno di un modello di lavoro e di sviluppo e, a un livello ancor più profondo, per la difficoltà a riconoscersi con una propria identità, nell’appartenenza a una famiglia e a una comunità. Ne sono segno la caduta delle nascite, l’invecchiamento demografico del Paese, e la stessa emigrazione di tanti giovani verso l’estero. In un simile contesto, forse anche la voce della Chiesa troppe volte si è fatta flebile, nella fatica a interpretare questa stagione alla luce dell’esperienza e della speranza cristiana. «Siamo un popolo di stressati, perché non abbiamo un traguardo, una prospettiva – riconosceva qualche giorno fa Giuseppe De Rita, a margine della presentazione del Rapporto del Censis –. Ci manca il futuro e per questo il presente diventa faticoso, fastidioso». Alla mancanza di prospettive, si aggiunge spesso l’incapacità di un rapporto di fiducia con gli altri. A ben vedere, si tratta di due facce della stessa medaglia, che dice di uno sfilacciamento personale e sociale: lo sguardo miope sulla realtà rende ciascuno attento e sensibile solamente a quelle che sono avvertite come le proprie urgenze personali, che diventano così il principale – se non l’unico – criterio di valutazione e di scelta. In realtà, come osserva Sergio Belardinelli, sappiamo che «la forza di una cultura sta invece nella capacità di relazionarsi continuamente con ciò che è "altro", senza perdere la consapevolezza della propria identità; nella capacità di tendersi il più possibile verso l’altro, senza spezzare i legami che si hanno con se stessi, con la propria storia e la propria tradizione». Identità, cultura, relazioni, appartenenza. Per non fermarci alla retorica e dare contenuto e orizzonte a queste parole, torniamo a Betlemme, riprendiamo i sentieri che conducono alla Natività. Al nostro cuore inquieto, il Bambino Gesù offre come risposta la sua persona, la relazione con Lui, da cui nasce il volto umano di ciò che siamo, la possibilità di vivere l’esistenza quotidiana in modo nuovo. Davanti all’umiltà del presepe cadono violenza e inganno, odi e calunnie; si avverte la ricchezza di conoscersi meglio per arrivare a guardarsi in modo diverso e tendere a formare comunità. La storia del Natale di Gesù ci insegna a conservare, anche nei momenti più difficili, la fiducia e il coraggio. Fiducia e coraggio con cui guardare la storia dalla parte di chi la soffre davvero; a farlo – come suggeriva papa Francesco nell’omelia natalizia di un paio d’anni fa – con gli occhi di Maria e di Giuseppe: «Il Figlio di Dio dovette nascere in una stalla perché i suoi non avevano spazio per Lui. … In mezzo all’oscurità di una città che non ha spazio né posto per il forestiero che viene da lontano, in mezzo all’oscurità di una città in pieno movimento e che in questo caso sembrerebbe volersi costruire voltando le spalle agli altri, proprio lì si accende la scintilla rivoluzionaria della tenerezza di Dio». Pensiamoci. Le chiusure e le contrapposizioni, oltre che sterili, finiscono per togliere l’aria a tutti. Il subbuglio del mondo non è una tragedia, ma qualche cosa che mormora dentro, che cerca di richiamare la nostra attenzione, la reclama. Non disertiamo le responsabilità che la vita ci ha affidato; torniamo a fare con passione e competenza la nostra parte, sapendo che ricostruire un tessuto identitario e comunitario non è opera che s’improvvisa. La vera felicità – ci insegna il presepe – sta nello spogliarsi di pretese di autosufficienza, nella grandezza di chi sa inginocchiarsi davanti al Mistero e rialzarsi con uno sguardo più attento a capire la realtà e a spendersi con generosità per renderla migliore per tutti. Buon Natale a ciascuno di voi. (Gualtiero Card. Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Conferenza episcopale Italiana)    

50° anniversario di sacerdozio di Papa Francesco: gli auguri della Chiesa Italiana

13 Dicembre 2019 - Roma - Pubblichiamo il messaggio di auguri del Card. Gualtiero Bassetti, Presidente della CEI, per il 50° anniversario di ordinazione sacerdotale di Papa Francesco.   Beatissimo Padre, nello scorrere dei giorni, ci sono date che non scandiscono solo il passare del tempo, ma acquistano un sapore particolare e diventano preziosa opportunità di gratitudine a una persona amata. Così, in occasione del 50° anniversario della Sua ordinazione sacerdotale, la Chiesa che è in Italia partecipa con la sua preghiera di lode e di ringraziamento al Signore. La Sua testimonianza, i Suoi insegnamenti, le parole e i gesti che ci dona, sono storia che si fa vita. La ringraziamo, Santità, perché non smette di ricordarci l’importanza di vivere «la missione come un servizio a Dio e al suo popolo», nonostante tutte le difficoltà del cammino. È un percorso impegnativo ed entusiasmante che c’impegniamo a seguire con semplicità, umiltà e vigore. Grazie, Padre Santo, perché – in un mondo investito dal vento dell’indifferenza – ripropone la bellezza e la fatica di un «sì», che è adesione e affidamento totale. Quel «sì», maturato nel seno della comunità cristiana, s’incarna nella fede semplice e pura del Santo Popolo di Dio che motiva e sostiene il dare tutto per il Signore e il suo Regno. Grazie, perché con il Suo sguardo attento e amorevole ridona alla Chiesa la gioia del Vangelo. Ci assicura che la chiamata è un dono prezioso da custodire e da far fruttare in una vita piena; è lo sguardo sulla realtà, fondato su un ascolto maturo, che consente di incrociare le sofferenze dell’umanità - fino a sentirle nostre - con la misericordia del Padre. Grazie, perché con parresia ci mette in guardia da un rischio diffuso: l’incapacità di contemplare e ringraziare. Canta il salmista: «Sono certo di contemplare la bontà del Signore nella terra dei viventi. Spera nel Signore, sii forte, si rinsaldi il tuo cuore e spera nel Signore» (Sal 27,13-14). La contemplazione è comprensione del ministero come dono, mai come funzione. Grazie, per la Sua paternità spirituale: non si stanca, Lei per primo, di «prendere l’iniziativa, coinvolgersi, accompagnare, fruttificare e festeggiare». È Pastore di una Chiesa che accorcia le distanze, è vicina alle vicende delle persone, s’incarna nella loro storia, s’inginocchia, fascia e cura le ferite. E sa anche farsi curare nelle sue imperfezioni umane. Grazie, perché dopo cinquant’anni non ha perso la gioia di sentirsi chiamato ogni giorno e, con essa, ci sprona ad andare avanti con umiltà e coraggio; soprattutto, conservando una fiducia sconfinata nella misericordia di Dio e dedicandoci, a nostra volta, con generosità al ministero affidatoci. Padre Santo, nell’assicurarLe la preghiera di tutte le nostre Comunità, Le rinnoviamo l’impegno a vivere con gratitudine e speranza il Suo insegnamento e la Sua testimonianza di vita. (Gualtiero Card. Bassetti - Presidente della CEI) ​  

Card. Bassetti: il dialogo e l’incontro sono la chiave fondamentale per evitare equivoci e conflitti

13 Dicembre 2019 - Messina - “Incontro agli uomini. Il futuro del Mediterraneo” è il titolo della prolusione che il Cardinale Gualtiero Bassetti, Arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, terrà oggi pomeriggio alle 16 nell’aula magna dell’Istituto teologico “S. Tommaso” di Messina, in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico. La CEI dal 19 al 23 febbraio 2020 promuove a Bari un incontro di riflessione e spiritualità sul tema “Mediterraneo, frontiera di pace”, al quale parteciperà anche Papa Francesco insieme a vescovi e patriarchi cattolici dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo. “Il mare è, prima di tutto, un luogo di incontro, di comunicazione e non un confine. Il Mediterraneo, nonostante una storia segnata da conflitti, è anche questo: è il mare della ‘triplice famiglia di Abramo’. È un mare che ha generato cultura e commerci, attraverso il quale si è trasmesso il cristianesimo, che pertanto unisce e non divide. Questa è la sfida dell’incontro di Bari”, ha detto il porporato in una intervista pubblicata oggi da Gazzetta del Sud. Rispondendo ad una domanda il card. Bassetto ha sottolineato che “tutti i poveri, quelli che vivono accanto a noi e quelli forestieri di cui non sappiamo nulla, appartengono alla Chiesa ‘per diritto evangelico’, come disse Paolo VI al Concilio Vaticano II. Oggi siamo invitati a guardare nella direzione indicata dalla Laudato si’ nella quale il Papa afferma che ‘la terra ci precede e ci è stata data’, noi siamo solo i custodi di un dono in cui ‘Egli è presente nel più intimo di ogni cosa”. Per questo alla volontà di potenza occorre sostituire la vocazione del custodire; alla pretesa di dominio sul mondo e sugli uomini, occorre sostituire la vocazione al dialogo, alla pace e alla giustizia”. Parlando poi del tema religioni e immigrazione ha sottolineato che “a causa delle migrazioni il dialogo con le altre religioni è ancora più urgente e doveroso. Il dialogo e l’incontro sono la chiave fondamentale per evitare equivoci e conflitti, e anche per capire le necessità e le urgenze dei migranti” (R.I.)  

Cei: 84 nuovi progetti per giovani, malati, comunità indigene

4 Dicembre 2019 - Roma - Sono stati resi noti i dati relativi alla riunione del Comitato per gli interventi caritativi a favore del Terzo Mondo tenutasi nei giorni scorsi a Roma. Sono stati approvati 84 progetti, per i quali saranno stanziati € 15.652.092 così suddivisi: € 7.321.260 per 38 progetti in Africa, € 4.405.272 per 25 progetti in America Latina; € 3.345.542 per 20 progetti in Asia; € 580.018 per 1 progetto in Medio Oriente. Tra i progetti più significativi tre sono in Africa. Uno in Etiopia, ad Hawassa, per la costruzione di nuove strutture edilizie e l’acquisto di apparecchiature mediche all’avanguardia per il centro medico specialistico Bushulo Mother and Child, che da più di 40 anni assiste i poveri delle locali comunità rurali. In Madagascar è stata finanziata la realizzazione di un centro di formazione agricolo-pastorizia per giovani che, non avendo accesso agli studi universitari, possano avvalersi di una formazione professionale. In Mali, invece, è stata approvato l’allestimento di un centro di formazione permanente per insegnanti, per migliorarne gli standard qualitativi, attualmente non sufficienti. Ne beneficeranno 1588 insegnanti, e di conseguenza i loro oltre 45.000 allievi. Tra i progetti latino-americani menzioniamo quello in Bolivia, per la promozione dello sviluppo socio-culturale delle comunità indigene e l’offerta di opportunità di inclusione ai giovani indigeni Guaranì nella società boliviana. Nello specifico saranno accresciute le competenze professionali di 10 docenti e ne saranno formati altri 6 nuovi nel settore della musica e delle arti visive. In Perù, invece, sarà finanziato l’ammodernamento di un Centro culturale e di sostegno sociale alle comunità indigene Nomatschigenga e Ashanynka. Tra le attività promosse dal centro l’apprendimento di lavori di artigianato e arti tradizionali, incontri culturali, l’assistenza di un avvocato e di uno psicologo per le donne indigene e lo studio della lingua spagnola. Segnaliamo infine un progetto che sarà realizzato in India dove, nella diocesi di Mangalore, sarà completata la costruzione di una casa di cura per 40 pazienti anziani affetti da Alzheimer e demenza senile, patologia purtroppo in costante crescita.  

Perugia: il card. Bassetti in visita alla comunità cattolica romena di rito greco bizantino

2 Dicembre 2019 - Perugia -     L’Avvento, la Festa nazionale della Romania e il primo anniversario della costituzione della comunità cattolica di rito greco o bizantino dell’Umbria, sono stati i motivi per i quali il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve -  ha fatto visita, nella mattinata di ieri a questa comunità di fedeli (in tutta la regione conta più di 500 famiglie), che si ritrova settimanalmente nella chiesa della Valle, situata tra i centri abitati di Ferro di Cavallo e Olmo del capoluogo umbro, messa a sua disposizione dalla diocesi nell’autunno scorso. Il cardinale Bassetti è stato accolto dal parroco padre Lucian Gheoge Cordis e dal decano di Toscana e Umbria padre Valer Sician, parroco della comunità greca romena di Firenze, e a rappresentare il Clero diocesano don Marco Briziarelli, parroco solidale della vicina Unità pastorale di San Sisto-Lacugnano-Sant’Andrea delle Fratte. Il porporato ha salutato i numerosi presenti soffermandosi sui “tantissimi riti nella nostra Chiesa, che sono un segno della sua ricchezza nel rispetto delle sue tradizioni e delle sue diversità”, ha evidenziato Bassetti: Il ‘denominatore” è unico: “noi siamo della Chiesa cattolica e sentiamo tutti la gioia di appartenere a questa Chiesa nell’obbedienza e nella comunione con il Santo Padre Francesco. La diversità dei riti liturgici con cui noi tutti esprimiamo la nostra lode a Dio viene da Lui ricambiata con il suo dono della salvezza. Dice il Papa: La Chiesa non è un cristallo con una sola facciata; la Chiesa è un poliedro che comunica e trasmette la Luce e il messaggio di salvezza attraverso tante sfaccettature che sono delle ricchezze”. “L’Avvento – ha proseguito il cardinale – ci esorta a riflettere sul mistero dell’incarnazione del Figlio di Dio e questo0 diventa motivo di speranza anche se abbiamo tanti motivi di preoccupazione che ci accomunano. Basti pensare a chi non ha lavoro, ha chi ha problemi di salute, a chi è lontano dal Paese d’origine, come voi, e anche questa è una sofferenza provata dagli stessi italiani migranti nel mondo, perché l’immigrazione è un fenomeno umano che riguarda tutti i popoli. Vorrei aiutarvi come Chiesa a farvi sentire pienamente inseriti nella nostra comunità e soprattutto nella Chiesa cattolica che è la vostra madre. Vivete con intensità l’Avvento andando incontro al Signore con fede, speranza, gioia e con tanto amore”. Il card. Bassetti si è soffermato anche sul secondo e sul terzo motivo della sua visita: la Festa nazionale della Romania e il primo anniversario della costituzione della comunità cattolica romena con sede nella chiesa della Valle di Perugia. “Anche la Nazione, come la Chiesa – ha evidenziato –, ci è madre e io mi auguro che per nessun popolo della terra una nazione sia matrigna”. Poi, nel ricordare il primo anniversario di questa comunità di fedeli, ha annunciato un suo dono. “A completamento dell’arredo liturgico di questa chiesa – ha detto Bassetti – io vi donerò l’iconostasi, perché voglio che la liturgia la compiate nel rispetto di tutte quelle che sono le norme liturgiche del vostro rito. Questo dono è anche un segno della vicinanza e dell’affetto della Chiesa perugino-pievese che vi è madre come la vostra Chiesa di Romania”. (R.L.)  

CEI: mezzo milione per i terremotati albanesi

29 Novembre 2019 - Roma - La Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana ha destinato € 500.000, provenienti dai fondi dell’8xmille, alle vittime del devastante terremoto che il 26 novembre ha colpito l’Albania, con epicentro tra Shijak e Durazzo. Questa iniziativa, volta a rispondere alle urgenze più stringenti, sarà finalizzata a reperire in modo mirato aiuti alimentari e beni di prima necessità come vestiario, sacchi a pelo, coperte, kit per l’igiene e per i neonati, spiega una nota della Cei spiegando che lo stanziamento avverrà tramite Caritas Italiana. I danni del sisma sono ingenti e sono moltissime le persone che non potranno rientrare nelle proprie case. Saranno predisposte strutture di accoglienza, servizi igienici, cucine da campo, alloggi adeguati per le categorie più vulnerabili. Le città più colpite sono Durazzo (la seconda del paese) e Thumanë, 40 km a nord di Tirana. Critica la situazione anche in molti altri centri, tra cui Kruje, Lezhe, Lac, Lushnje, Fier e la stessa Tirana. La stima delle vittime, purtroppo in continuo aggiornamento, registra per ora diverse decine di morti e dispersi e almeno 750 feriti. Caritas Italiana è presente in Albania già in questa fase e sta lavorando a fianco degli operatori di Caritas Albania per sostenerla. Iniziative anche in Italiana. La comunità dell’Eparchia di Lungro, in Calabria – di origine albanese – si è subito attivata. L’Eparca, mons. Donato Oliverio, ha espresso – in una lettera al presidente albanese Ilir Meta - “la partecipazione spirituale mia, del presbiterio diocesano e di tutti i fedeli dell’eparchia di Lungro al lutto nazionale dell’Albania per le vittime del sisma. Ci uniamo spiritualmente alla preghiera dei nostri fratelli e sorelle albanesi, che stanno attraversando questo difficile e doloroso momento” auspicando “una pronta e decisa ripresa economica e sociale a beneficio dell’amata Terra dei nostri antenati e del loro fiero e indomito popolo al quale esprimiamo la nostra fraterna vicinanza affettiva”. Il presule ha anche attivato subito la Caritas diocesana perché “solleciti l’amore dei nostri fedeli alla realizzazione di un progetto di aiuto concreto a beneficio dei nostri fratelli e sorelle dell’amata Albania”. (Raffaele Iaria)

Card. Bassetti: i giornali Fisc danno un “contributo essenziale alla promozione e all’inclusione nella storia di questo nostro Paese”

22 Novembre 2019 - Roma –  I settimanali diocesani danno un “contributo essenziale alla promozione e all’inclusione nella storia di questo nostro Paese”. Ne è convinto il Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, il Card. Gualtiero Bassetti che questa mattina ha celebrato una liturgia eucaristica con i partecipanti all’Assemblea della Fisc, la Federazione Italiana Settimanali Cattolici, sottolineando i che “la nostra casa non può che essere costruita attraverso un linguaggio puro e purificato, che sa farsi accoglienza e incontro”. Il Card. Bassetti ha evidenziato che “attualmente, i riferimenti più diffusi, anche nei media, sono l’apparire, il consumare, l’acquistare”. “La stessa informazione viene spesso vista solo come un prodotto da vendere. La conseguenza peggiore di tale mentalità è il progressivo svuotamento di significato di molte parole appartenenti al vocabolario della vita, della fede, della Chiesa”. Nell’omelia del cardinale, anche la constatazione che “le parole, quando sono appesantite da chi ama più raccontare il proprio ‘ego’ che raccontare l’’altro’, rendono difficile la comprensione del messaggio, non consentono la formazione di una corretta opinione pubblica e, nell’informazione religiosa, non riescono a comunicare appieno la vita ecclesiale e civile delle nostre comunità”. Per il presidente della CEI“l’antidoto sta nella ricerca di un linguaggio che consenta al messaggio di essere comprensibile e di ‘insegnare’”. Per il Presidente della Federazione, don Adriano Bianchi nelle “nostre comunità continua l’attenzione per i giornali diocesani, giornali di popolo, del territorio, della Chiesa e della gente che hanno ancora la forza di far crescere le coscienze e alimentare lo sguardo di un Paese reale, attraverso la vicinanza alle persone e alla loro vita”. Per don Bianchi la trasformazione dal cartaceo al digitale “non sempre è facile”, ha detto il sacerdote al Sir auspicando che “il sostegno da parte delle comunità, della Chiesa e dello Stato non venga meno”. I giornali della Fisc “sono il termometro delle comunità per il loro giornalismo di vicinanza. Quello che ci permette di capire cosa pensano davvero le persone e ci aiuta a superare alcuni luoghi comuni, come nel caso del tema dei migranti. Poter raccontare storie di relazione con queste persone è peculiare del nostro modo di fare giornalismo”. Ieri sera alla prima giornata dell’Assemblea Fisc sono intervenuti anche Carlo Verna, Presidente nazionale dell’Ordine dei giornalisti che ha evidenziato che oggi “si sta cominciando a invertire una tendenza: non abbiamo bisogno di tagli ma di una nuova legislazione per il giornalismo”, ha detto. “La legge di bilancio ha portato alla sospensione del taglio diretto ai contributi per l’editoria. È solo il primo intervento per i giornali diocesani, che sono i principali beneficiari dei contributi pubblici all’editoria. Seguirà un organico piano di riorganizzazione dei fondi nella prossima riforma della legge per l’editoria”, ha quindi detto il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’informazione e all’editoria, Andrea Martella, evidenziando che nel sistema dell’informazione italiana “i settimanali cattolici sono una realtà significativa. Credo – ha detto - che i giornali diocesani rappresentino e siano la testimonianza di un’editoria di prossimità che possa farsi strumento di sussidiarietà orizzontale, quando riesce a farsi voce delle istanze di solidarietà e dell’associazionismo”.

Mons. Russo: “aprirsi alle differenze”

18 Novembre 2019 - Roma - “Migranti e religioni è un tema di grande attualità ma bisogna uscire fuori da una lettura demagogica della realtà. I fatti di questi ultimi tempi chiedono alle Chiese cristiane di rendere ragione del Vangelo e camminare fianco a fianco”. Lo ha detto oggi pomeriggio mons. Stefano Russo, segretario generale della Cei, aprendo a Roma il convegno “Migranti e religioni”, organizzato dall’Ufficio nazionale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso, in corso fino al 20 novembre. “Come Chiesa italiana – ha ricordato – siamo felici di favorire, supportare, sostenere e incoraggiare processi di dialogo con tutti i fratelli e sorelle delle Chiese cristiane e favorendo passi concreti”. Mons. Russo ha citato come esempio di impegno ecumenico sul tema migranti la visita di Papa Francesco e del Patriarca Bartolomeo nei campi profughi nell’isola di Lesbo e l’appello comune del 2018 per aprire vie sicure e regolari di ingresso e corridoi umanitari, un “ecumenismo della carità” riconosciuto di recente con il Premio Nansen. I corridoi umanitari, ha precisato mons. Russo, sono “un modo sicuro per tutti, un progetto di accoglienza  e di integrazione per favorire l’incontro vero tra le persone”. “I migranti – ha detto – ci costringono a tornare alla chiamata di ogni uomo, alla vocazione” perché le “differenze non sono più significative davanti a Dio anzi diventano elemento di ricchezza. Possiamo essere noi stessi ed essere autenticamente ecumenici ed interreligiosi”. “Perpetuare la distinzione tra noi e loro non ha più senso – ha sottolineato -. I migranti sono soprattutto persone ma sono anche la parte più evidente del grande iceberg della cultura dello scarto”. A questo atteggiamento bisogna opporre una “cultura nuova fatta di incontro e lotta condivisa ad ogni emarginazione”. Perciò, bisogna “investire sull’impegno educativo per comprendere le migrazioni secondo umanità” ed evitare la “strumentalizzazione delle migrazioni” oggi evidente.  “Qualsiasi migrante – ha concluso – va considerato persona migrante e quindi va accolto, protetto, promosso e integrato. Le comunità religiose siano aperte alle differenze”.  

Ondata di maltempo: la vicinanza della CEI alle persone colpite

14 Novembre 2019 - Roma - La Conferenza Episcopale Italiana è vicina alle persone e ai territori colpiti dall’ondata di maltempo che sta duramente flagellando alcune zone del Paese. In particolare, esprime “solidarietà e preoccupazione per la situazione di Venezia e di Matera: due preziose testimonianze di arte e di cultura che, in questi giorni, stanno pagando un prezzo altissimo. Sono proprio queste situazioni a richiamare tutti ad un’attenzione supplementare verso la Casa Comune”. La CEI, in una nota cita quanto scrive Papa Francesco nell’Enciclica Laudato si’: non possiamo accontentarci di un’ecologia superficiale o apparente” che ci fa adottare comportamenti evasivi su questi temi. “È il modo - scrive il Papa - in cui l’essere umano si arrangia per alimentare tutti i vizi autodistruttivi: cercando di non vederli, lottando per non riconoscerli, rimandando le decisioni importanti, facendo come se nulla fosse”. La Chiesa italiana ribadisce “il proprio impegno nella salvaguardia del territorio, nella vicinanza solidale alle popolazioni colpite, nella tutela dei beni culturali ecclesiastici ‘feriti’ dai fenomeni naturali”.

Card. Bassetti: “tanti ritengono sensata la costruzione di nuovi muri ma non c’è altra soluzione che il cercare di conoscersi tutti meglio”

11 Novembre 2019 -

Perugia -  “In questo tempo così difficile, nel quale, pur ricordandosi il trentesimo anniversario dell’abbattimento del doloroso muro di Berlino, tanti ipotizzano come sensata la costruzione di nuovi muri, non vi è altra soluzione che il cercare di conoscersi tutti meglio, il più possibile, nella verità e nella fraternità. Conoscere linguaggi e culture di altri popoli apre la mente e il cuore, permette di accogliere e di amare – in piccolo – la ricchezza e la preziosa alterità che differenzia, in grande, le persone e le nazioni”. Lo ha affermato questa mattina il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, nell’omelia pronunciata in occasione della celebrazione per l’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università per gli stranieri. “Questa storica e sempre nuova istituzione non rappresenta solo un contenitore di nozioni e uno strumento di apprendimento linguistico destinato a stranieri, ma è una struttura di eccellenza nella sua elaborazione di cultura – ha rilevato Bassetti – sempre con l’impronta originale del suo carisma interculturale. È quanto il magistero ecclesiale attuale, in primis Papa Francesco, raccomandano e appoggiano con tutto il cuore”. Il cardinale ha poi aggiunto con l’“ateneo che già nella sua intestazione si presenta come rivolto agli stranieri, è un formidabile ponte, non solo per far apprezzare la nostra bellissima lingua e cultura italiana nel mondo, ma per contribuire alla formazione umana delle tante migliaia di giovani e adulti che hanno l’occasione di frequentare le vostre aule”. Commentando le letture bibliche, in particolare l’inizio del libro della Sapienza, l’arcivescovo ha evidenziato come “la ‘sapienza’ è connessa inestricabilmente con quell’esercizio di giustizia che è il perdono, la misericordia, l’amore fraterno”. “Nulla – ha ammonito – si può costruire senza queste solide fondamenta: non muri, ma le mura di un unico edificio, l’umanità, talmente esteso da poter accogliere tutti. Sono le uniche possibili difese contro il male, che non va estirpato nell’altro, ma, prima di tutto, dentro di noi”.

Il card. Bassetti in visita alle famiglie dei giostrai

6 Novembre 2019 - Perugia - «Spero di ritrovare anche in Cielo un luna park, poi la forma con cui lo ritroveremo la deciderà il Signore». E’ l’auspicio con cui il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ha salutato le famiglie dei giostrai del Luna Park di Perugia, visitate ieri nel loro luogo di lavoro, come avviene ogni anno da quando è vescovo, esattamente da 25 anni, prima nella diocesi Massa Marittima, poi ad Arezzo e a Perugia. Nel dire che «anche in Cielo avremo un luna park», il cardinale si è ispirato, come lui ha sottolineato, «a un bellissimo pensiero di Giorgio La Pira quando era sindaco di Firenze, che, in piazza del Duomo, disse: “Sicuramente in Paradiso ritroveremo il campanile di Giotto e la Nona sinfonia di Beethoven”; quindi l’arte e la musica ma anche l’aspetto ludico della vita, perché dicono le Sacre scritture che Dio ama giocare con gli angeli». Alla celebrazione eucaristica presieduta dal porporato, come è tradizione sulla pista di un autoscontro, hanno partecipato alcuni ospiti della “Casa Sereni-Don Guanella”, amici del Luna Park. Ad animare la liturgia è stato il coro di San Giovanni Battista di Ferro di Cavallo, la parrocchia nel cui territorio (Pian di Massiano) viene allestito il Luna Park un mese prima la festività di Ognissanti, il cui parroco don Francesco Medori è l’incaricato diocesano per i fieranti e i circensi della Pastorale dei migranti e degli itineranti. «E’ da 25 anni che sono vescovo anche se gli ultimi sono per me molto movimentati – ha esordito con queste parole il cardinale all’inizio dalla messa –, ma una delle realtà che è rimasta legata alla mia vita è la vostra. Di alcuni di voi conosco le vicende personali e familiari, le sofferenze, i lutti, ma anche le gioie. La vita è fatta di tanti appuntamenti anche per i lavoratori itineranti come voi. Ricordo il nostro primo incontro a Massa Marittima con i sacerdoti don Nando e don Emanuele, che mi dissero: “Venga a dir messa al luna park perché non è un luogo di solo divertimento, ci sono soprattutto le persone, le famiglie, i credenti”. La Provvidenza ci ha fatto rincontrare in altre città grazie anche a dei sacerdoti esemplari: ad Arezzo, con don Carlo e don Angelo, che morì molto giovane, e a Perugia, con il nostro don Francesco che mi dice sempre che il luna park “è la mia parrocchia in movimento”. Con l’aiuto di Dio e di questi sacerdoti siate sempre famiglia, camminate insieme sulla stessa strada, perché la Chiesa è il popolo di Dio che cammina verso la Casa del Padre. Per questo mi chiedo: ma che luna park ci deve essere in Paradiso mentre siamo intenti a camminare su questa strada, verso l’eternità, verso Gesù che ci aspetta. Però attenzione, perché si può camminare sulla stessa strada, essere uniti con le gambe, perché si fanno gli stessi passi, ma non essere uniti con il cuore e con la testa. Non basta camminare insieme, è necessario essere in pace con gli altri nel volergli bene e nel sacrificarci per i fratelli più fragili, che hanno bisogno del nostro sostegno. Camminare insieme uniti nel cuore e nell’anima, perché spesso le distanze più grandi sono quelle fra la testa e il cuore. Se riusciamo a mettere insieme la testa e il cuore daremo il meglio di noi stessi e metteremo a frutto tutti i doni che Dio ci ha fatto». Nell’omelia, soffermandosi ancora sul Paradiso, il cardinale ha detto: «La Vita eterna non è fatta di grandi gesti, come anche il Vangelo che è fatto di piccoli gesti. Un bicchier d’acqua dato a uno che ne ha bisogno diventa meritevole di Vita eterna, come anche una carezza, una parola buona, un sorriso in un mondo oggi così avaro di sorrisi, questa è la vita cristiana in maniera molto semplice come l’ha vissuta Gesù». Al termine della celebrazione è intervenuto il portavoce delle famiglie dei giostrai, Enzo La Scala, rivolgendo al cardinale Bassetti queste parole: «La nostra è una comunità che crea “problemi”, che li vive in ogni città, però è anche una comunità che porta sorriso e soddisfazione. Quello che a noi fa piacere è vedere la gente quando arriva spensierata, ospite delle nostre attività e del nostro divertimento. Oggi, essendo 25 anni dal nostro primo incontro con lei, eminenza, è nostro ospite a pranzo perché tutti noi ci meritiamo la sua presenza, ma prima vogliamo consegnargli un piccolo pensiero come segno del nostro incontro». Si tratta di una targa-ricordo con i simboli del luna park e una dedica che sintetizza il lungo rapporto con il presule: “Per i 25 anni di amicizia che ci legano e ci guidano a Sua Eminenza Cardinale Gualtiero Bassetti, gli operatori del Luna Park di Perugia, 5 novembre 2019”.

Terra Santa: Tv2000-InBlu Radio inaugurano ufficio di corrispondenza alla presenza del Card. Bassetti

22 Ottobre 2019 - Gerusalemme - Tv2000 e InBlu Radio hanno inaugurato ieri a Gerusalemme l’ufficio di corrispondenza in collaborazione con il Christian Media Center della Custodia di Terra Santa. Le due emittenti della Conferenza Episcopale Italiana racconteranno in diretta gli eventi più significativi dal Medio Oriente con approfondimenti e interviste. Una finestra aperta che spazia dalla politica ai conflitti territoriali e internazionali, l’emergenza umanitaria, i grandi appuntamenti religiosi ma anche storie di vita e speranza quotidiana. All’inaugurazione sono intervenuti, tra gli altri, il Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, il Card. Gualtiero Bassetti in pellegrinaggio con la CEI in Terra Santa; il vicario custodiale di Terra Santa, Dobromir Jasztal; il nunzio apostolico in Israele e Cipro e delegato apostolico in Gerusalemme e Palestina, Mons. Leopoldo Girelli; il console generale d’Italia a Gerusalemme, Fabio Sokolowicz; l’amministratore delegato di Tv2000-inBlu Radio, Massimo Porfiri; il direttore di Tv2000-InBlu Radio, Vincenzo Morgante, e la corrispondente di Tv2000, Alessandra Buzzetti. “Sono grato all’editore per averci permesso di aprire un ufficio di corrispondenza da Gerusalemme – ha detto il direttore di Tv2000-InBlu Radio, Vincenzo Morgante -. Proprio nel periodo in cui altre importanti emittenti televisive nazionali chiudono le loro sedi estere Tv2000 rafforza la propria offerta informativa con una presenza stabile in Terra Santa, area così significativa anche in termini geostrategici. L’accordo che abbiamo stipulato con la Custodia di Terra Santa è per noi di rilievo: offre significative e reciproche opportunità di scambio in termini editoriali. Grazie al card. Bassetti per aver voluto rendere solenne con la sua presenza l’inaugurazione ufficiale dell’ufficio di corrispondenza da Israele affidato ad una professionista del calibro di Alessandra Buzzetti”. “Sono venuto per la prima volta in Terra Santa – ha affermato il Presidente della CEI – nel 1969, esattamente 50 anni fa. Sono lieto di poter inaugurare oggi questo ufficio di corrispondenza della nostra Tv2000. Gerusalemme la sentiamo come la casa comune. È il luogo della crocifissione e resurrezione del Signore. Qui c’è l’unica tomba vuota che esiste sulla terra perché Gesù è risorto. Gerusalemme, per noi ma anche per i fratelli di religione ebraica e islamica, è sempre motivo di unità, comunione e grande gioia. Voglio ringraziare con tutto il cuore Tv2000 e InBlu Radio per tutto quello che stanno facendo per la nostra Chiesa”.