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Educazione, inclusione, sviluppo: 90 progetti CEI

14 Febbraio 2020 - Roma - Sono stati resi noti i dati relativi alla riunione del Comitato per gli interventi caritativi a favore del Terzo Mondo tenutasi nei giorni scorsi. Sono stati approvati 90 progetti, per i quali saranno stanziati € 14.103.799 così suddivisi: € 9.791.064 per 38 progetti in Africa, € 2.468.868 per 37 progetti in America Latina; € 1.425.520 per 13 progetti in Asia; € 418.347 per 2 progetto in Medio Oriente. Tra i progetti più significativi tre sono in Africa. Uno in Tanzania, presso il villaggio di Makazi, dove verrà costruito un dormitorio per 250 ragazze di scuola secondaria, attraverso il quale la diocesi intende contrastare il fenomeno dell’abbandono scolastico, causato dalla distanza della scuola dalle abitazioni delle alunne e dalle loro precarie condizioni economiche. In Benin, nella diocesi di Dassa, è stato finanziato il rimboschimento di 300 ettari di terreni agricoli attraverso la pianta di Acacia Auricuformis, una pianta a forte potere fertilizzante che viene usata anche come mangime e come carbone. L’obiettivo è quello di contribuire alla riduzione della povertà e insicurezza alimentare dando la possibilità alla popolazione di attivare le attività agricole a sostegno delle loro famiglie. In Togo, invece, verrà effettuato l’ampliamento (ambulatori, alloggi, amministrazione) dell’ospedale pediatrico St. Joseph di Bogou, che offre servizi sanitari a 2000 madri e 2500 bambini l’anno. Tra i progetti latino-americani menzioniamo quello in Brasile. Sarà realizzato un centro di formazione professionale dove si svolgeranno attività con 800 giovani, adolescenti e donne. Il centro ospiterà corsi di pittura, cucina, taglio e cucito, artigianato, lingua, informatica. Segnaliamo infine altri tre progetti che saranno realizzati in Asia. Uno in India, per assicurare il sostentamento alle donne povere e ai bambini con disabilità di Nilgiri, e una serie di attività (soprattutto campagne di sensibilizzazione e training) volti a favorirne l’integrazione. Il secondo nelle Filippine, per strappare dalla marginalità e dalla devianza i giovani (16-24 anni) di Tondo. Verrà potenziato il Centro Polivalente della Parrocchia di san Jose Manggagawa, con spazi di ascolto e di aggregazione, corsi di alfabetizzazione di base, di igiene e di salute, laboratori di informatica e sartoria, attività ricreative e sostegno psicologico. L’ultimo sarà realizzato in Iran, a sostegno della comunità assiro-caldea che nel Paese rappresenta una minoranza spesso perseguitata o limitata nell’accesso al mondo del lavoro e dei servizi di istruzione e sanitari di base. Il Comitato ha reso noti anche i dati riepilogativi dell’anno 2019. Sono stati finanziati complessivamente 524 progetti, per un totale di €. 93.873.845. Tra questi, 235 progetti sono stati finanziati in Africa (€. 45.817.607), 159 in America Latina (€. 22.808.635), 111 in Asia (€. 17.674.270), 5 in Est Europa (€. 947.905), 13 in Medio Oriente (€. 6.280.086) e uno in Oceania (€. 345.342).    

CEI: a Bari la presentazione di “Mediterraneo frontiera di pace”

14 Febbraio 2020 - Bari - “Mediterraneo frontiera di pace” è il titolo dell’incontro di riflessione e spiritualità tra i vescovi cattolici dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo. L’assemblea si svolgerà a Bari dal 19 al 23 febbraio e sarà conclusa da Papa Francesco con la celebrazione della Messa, domenica 23, in Corso Vittorio Emanuele II. “È molto importante – afferma il Card. Gualtiero Bassetti, Presidente della CEI – sottolineare le peculiarità di questo incontro: non ci troviamo di fronte a un convegno scientifico-culturale e non è neanche una conferenza in cui si sperimentano nuove forme di dialogo interreligioso. Si tratta, invece, di qualcosa di diverso e speciale, per molti aspetti unico, che rimanda, soprattutto, al nostro modo più autentico di vivere e di essere Chiesa che dà voce alle difficoltà e alle attese dei popoli che si affacciano sul Mediterraneo. Sono pronto ad accogliere tutto quanto lo Spirito Santo saprà suscitare in un confronto e in una discussione che, sono sicuro, avverrà con franchezza e spirito fraterno”. A Bari, presso la Sala priorale della Basilica di San Nicola, si terrà una Conferenza Stampa di presentazione dell’evento alle ore 12 di domani, sabato 15 febbraio. Interverranno Mons. Stefano Russo, Segretario Generale della CEI, e Mons. Francesco Cacucci, Arcivescovo di Bari – Bitonto. Con loro, il Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, e il Sindaco di Bari, Antonio Decaro. A moderare la conferenza stampa il Direttore dell’Ufficio Comunicazioni Sociali della CEI, Vincenzo Corrado.  

I profili social della CEI

13 Febbraio 2020 - Roma - La Conferenza Episcopale Italiana apre i propri canali social istituzionali. In occasione dell’incontro di riflessione e spiritualità “Mediterraneo, frontiera di pace” (Bari, 19 -23 febbraio), la CEI sceglie di ampliare la propria comunicazione nel contesto digitale e di “abitare” con una presenza attiva le principali piattaforme: facebook (https://www.facebook.com/conferenzaepiscopaleitaliana), twitter (https://twitter.com/ucscei), Instagram (https://www.instagram.com/conferenza_episcopale_italiana/). Di fronte a un mondo che è ormai profondamente cambiato nella fruizione dell’informazione e nelle modalità relazionali, la Chiesa Italiana accetta la sfida di raggiungere quei milioni di persone che trascorrono almeno due ore al giorno sui social per cercare momenti di svago, ma anche per raccogliere notizie utili alla formazione della propria opinione sui temi sociali e politici più importanti. La comunicazione social della CEI si rivolgerà a tutti: sia ai fedeli che vogliono restare aggiornati sulla vita della Chiesa Italiana e sul magistero del Santo Padre, sia a coloro che sono interessati ad ascoltare la voce ecclesiale in ordine al dibattito sociale e culturale. Al centro vi è la volontà di creare e rafforzare il senso di comunità anche sulla Rete. (Vincenzo Corrado)

Card. Bassetti: il sogno di La Pira, una sfida per noi

12 Febbraio 2020 - Roma - Fare memoria del passato per affrontare le sfide odierne e costruire un futuro di pace. È questo il senso di “Mediterraneo, frontiera di pace”, l’evento di riflessione e spiritualità che si terrà a Bari dal 19 al 23 febbraio (l’iniziativa sarà presentata oggi in una conferenza stampa)  e sarà concluso da Papa Francesco. “Questo incontro nasce da un progetto di Giorgio La Pira che negli anni 60 disse che il Mediterraneo deve essere oggi quello che fu nel passato”, spiega il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e Presidente della CEI. Il Mediterraneo, continua, “è sempre stato il mare in mezzo alle terre e ai continenti: comprende infatti l’Europa, l’Africa, l’Asia. Attorno ad esso si sono sviluppate nel passato circa 20 civiltà che sono tra le più importanti del mondo”. Non solo, osserva il card. Bassetti, “è la patria di Abramo e delle tre religioni monoteistiche; è il mare di Gesù, che è della Galilea, degli apostoli ed è anche il luogo dove è nata la prima evangelizzazione”. Ecco allora che, sottolinea il Presidente della CEI, “se il Mediterraneo ha la vocazione di essere quello che fu, come disse La Pira, è chiaro che di fronte ai problemi della pace, delle migrazioni, delle differenze sociali e della povertà, noi dobbiamo confrontarci concretamente partendo da quello che ci hanno ispirato i nostri Padri”.  

Cei: con l’evento di Bari arriva sui social

10 Febbraio 2020 - Roma - La Conferenza Episcopale Italiana apre i propri canali social istituzionali. In occasione dell’incontro di riflessione e spiritualità “Mediterraneo, frontiera di pace” (Bari, 19 -23 febbraio), la CEI sceglie di ampliare la propria comunicazione nel contesto digitale e di "abitare" con una presenza attiva le principali piattaforme attraverso tre nuovi profili social Facebook (https://www.facebook.com/conferenzaepiscopaleitaliana), Twitter (https://twitter.com/ucscei) e Instagram (https://www.instagram.com/conferenza_episcopale_italiana/). “Di fronte a un mondo che è ormai profondamente cambiato nella fruizione dell’informazione e nelle modalità relazionali, la Chiesa Italiana accetta la sfida di raggiungere quei milioni di persone che trascorrono almeno due ore al giorno sui social per cercare momenti di svago, ma anche per raccogliere notizie utili alla formazione della propria opinione sui temi sociali e politici più importanti”, spiega Vincenzo Corrado, direttore dell’Ufficio Nazionale per le comunicazioni sociali CEI. La comunicazione social della CEI si rivolgerà a tutti: sia ai fedeli che vogliono restare aggiornati sulla vita della Chiesa Italiana e sul magistero del Santo Padre, sia a coloro che sono interessati ad ascoltare la voce ecclesiale in ordine al dibattito sociale e culturale. Al centro vi è la volontà di creare e rafforzare il senso di comunità anche sulla Rete, nel solco di quanto scritto da Papa Francesco nel Messaggio per la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali 2020: “Abbiamo bisogno di pazienza e discernimento per riscoprire storie che ci aiutino a non perdere il filo tra le tante lacerazioni dell’oggi; storie che riportino alla luce la verità di quel che siamo, anche nell’eroicità ignorata del quotidiano”.    

CEI: parte la campagna “TuttixTutti”

31 Gennaio 2020 - Roma - TuttixTutti taglia il traguardo della decima edizione. Torna il concorso per le parrocchie promosso dalla CEI a livello nazionale, che prende il via il 1° febbraio. Ogni parrocchia potrà parteciparvi iscrivendosi online su www.tuttixtutti.it, creando un gruppo di lavoro, ideando un progetto di solidarietà e organizzando un incontro formativo per promuovere il sostegno economico alla Chiesa cattolica. Le iscrizioni saranno aperte dal 1° febbraio e il concorso si concluderà il 31 maggio 2020 mentre la proclamazione dei vincitori avverrà il 30 giugno. Dieci i premi, compresi tra mille e 15mila euro, attribuiti dalla giuria composta dai membri del Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica, che selezionerà i 10 progetti di solidarietà considerati più meritevoli. Le parrocchie, grazie ai contributi economici in palio, hanno la possibilità di realizzare iniziative solidali per le comunità con ricadute in termini di accoglienza, assistenza, formazione e opportunità di inserimento professionale. “TuttixTutti è un concorso atteso e apprezzato dalle parrocchie che premia quelle idee che nascono da un’intera comunità parrocchiale, desiderosa di aiutare chi ha più bisogno. È una gara di solidarietà che ha sostenuto, in nove anni di storia – afferma Matteo Calabresi, responsabile del Servizio CEI -, la realizzazione di moltissime proposte che offrono risposte concrete ai bisogni delle famiglie, dei giovani e degli anziani. Si può trattare di un orto sociale, di un doposcuola di qualità, di una mensa per senza fissa dimora o di un piano di formazione-lavoro in un’azienda agricola. Tutte iniziative che intendono offrire risposte tangibili alle esigenze della collettività”.  

Cei: in campo i progetti di solidarietà delle parrocchie per il concorso “TuttixTutti”

29 Gennaio 2020 -
Roma - TuttixTutti taglia il traguardo della decima edizione. Torna il concorso per le parrocchie promosso dalla Cei a livello nazionale, che prende il via il 1° febbraio. Ogni parrocchia potrà parteciparvi iscrivendosi online su www.tuttixtutti.it, creando un gruppo di lavoro, ideando un progetto di solidarietà e organizzando un incontro formativo per promuovere il sostegno economico alla Chiesa cattolica. Le iscrizioni saranno aperte dal 1° febbraio e il concorso si concluderà il 31 maggio 2020 mentre la proclamazione dei vincitori avverrà il 30 giugno. Dieci i premi, compresi tra mille e 15mila euro, attribuiti dalla giuria composta dai membri del Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica, che selezionerà i 10 progetti di solidarietà considerati più meritevoli. Le parrocchie, grazie ai contributi economici in palio, hanno la possibilità di realizzare iniziative solidali per le comunità con ricadute in termini di accoglienza, assistenza, formazione e opportunità di inserimento professionale. “TuttixTutti è un concorso atteso e apprezzato dalle parrocchie che premia quelle idee che nascono da un’intera comunità parrocchiale, desiderosa di aiutare chi ha più bisogno. È una gara di solidarietà che ha sostenuto, in nove anni di storia – afferma Matteo Calabresi, responsabile del Servizio Cei -, la realizzazione di moltissime proposte che offrono risposte concrete ai bisogni delle famiglie, dei giovani e degli anziani. Si può trattare di un orto sociale, di un doposcuola di qualità, di una mensa per senza fissa dimora o di un piano di formazione-lavoro in un’azienda agricola. Tutte iniziative che intendono offrire risposte tangibili alle esigenze della collettività”.  

Card. Bassetti: riconoscere in ogni persona le capacità e i talenti di cui è portatrice

22 Gennaio 2020 -

Roma - I quattro verbi - accogliere, proteggere, promuovere, integrare - utilizzati da Papa Francesco in occasione della Giornata mondiale del migrante e del rifugiato del 2018 “declinati” tutti insieme costituiscono “un programma sociale completo”. Lo ha detto oggi pomeriggio il card. Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, intervenendo al Senato all’incontro sul tema “Promuovere ed integrare”. Un programma - ha spiegato il porporato - che c’interpella nel “profondo” e “rappresenta un mandato inderogabile per noi come Chiesa, e per chi, come noi, ambisce non solo a stare vicino a chi è momentaneamente in una situazione di fragilità o disagio, ma vuole comunque riconoscere in ogni persona le capacità e i talenti di cui è portatrice. A ciò si lega - ha spiegato il porporato - il desiderio di mantenere una società e una comunità umane e accoglienti, dove le differenze possano costituire un reciproco arricchimento, e le difficoltà essere una sfida per riuscire a farcela assieme”.

I quattro verbi - ha detto il card. Bassetti - “non rivestono un’importanza solo per i migranti e i rifugiati, ma costituiscono un atteggiamento e una capacità che dovremmo avere per chiunque abbiamo di fronte - e indipendentemente dal luogo in cui sia nato -, nel momento in cui lo riconosciamo semplicemente come una persona in difficoltà e nostro prossimo. A volte pare che in questo Paese, specie negli ultimi anni, si sia rimasti un po’ fermi. A volte non riusciamo neanche a dare compimento ai primi due verbi indicati dal Papa: accogliere e proteggere”. Per il presidente dei vescovi italiani, occorre “non avere timore di ribadire che ogni vita è sacra e, se in pericolo, va salvata sempre, ‘senza se e senza ma’”. Per questo è “doveroso realizzare una condivisione delle responsabilità tra tutti i Paesi europei, che faccia sì che i compiti non ricadano solo sui Paesi di primo arrivo: questo obiettivo va perseguito in sede politica, e mai può portare al rifiuto del soccorso e della prima accoglienza di chi è in pericolo”. Tuttavia - ha detto ancora il card. Bassetti - “fermarsi a questi due verbi - accogliere e proteggere - senza portare avanti in contemporanea e da subito anche gli altri due, ovvero promuovere e integrare, non ci porta lontano. Perché la tutela immediata della vita è cosa ben diversa da dare la possibilità di ricostruirsi una nuova vita nel Paese di asilo”. Per questo la contrapposizione “porti chiusi - porti aperti” è - ha detto ancora - “un falso dilemma: si tratta piuttosto di capire cosa accade a queste persone una volta arrivate in Italia. È, infatti, proprio il dare seguito al promuovere e all’integrare che rende possibile realizzare il contributo più significativo alla costruzione di un Paese capace di riconoscere e valorizzare le differenze, affermando pari diritti e pari dignità. Prima che giuridica o economica, la questione migratoria è una questione di verità, rispetto e dignità. Occorre - ha quindi proseguito - riallargare lo sguardo e aiutare tutti a capire perché tanta gente sia costretta a fuggire in condizioni così tragiche, e cosa accade loro una volta arrivati in Europa”. Secondo il card. Bassetti il “vero” problema oggi non è il numero dei migranti, che negli ultimi anni non cresce più, ma la “cattiva accoglienza”, che fornisce “sì un tetto e del cibo, ma solo quelli, senza favorire l’incontro con il territorio e senza prevedere almeno una qualche forma d’integrazione, come ad esempio corsi di lingua, corsi professionali ecc”. In tal modo, all’uscita da questa accoglienza “povera”, i migranti, “privi di strumenti per orientarsi nella società, vengono di fatto sospinti verso la marginalità e l’irregolarità, che alimentano la paura e l’ostilità da parte di molti cittadini italiani”.

Per il presidente della Cei il vero problema è “la grande quantità di persone presenti nel nostro Paese senza titolo di soggiorno (si stima siano fra le 600mila e le 700mila), o con un titolo di soggiorno che però non possono più rinnovare anche se hanno, nel frattempo, trovato un lavoro. Persone che non sanno dove andare e cosa fare, diventando così facile preda dello sfruttamento e della criminalità. E, purtroppo, gli ultimi interventi legislativi non sembrano sufficienti a ridurre tale cifra”. D’aquila l’auspicio che si possa trovare “presto una soluzione più appropriata e più equa, tenendo conto delle convenzioni internazionali, del rispetto dei diritti umani e delle chiare indicazioni date dal Presidente della Repubblica. Ma, soprattutto, crediamo nella necessità di ridare al nostro Paese un sistema di accoglienza integrato e diffuso, adeguato alle sfide che abbiamo davanti: non devono esistere parcheggi o ghetti”. Il card. Bassetti auspica anche “percorsi più agevoli di accesso alla cittadinanza, soprattutto per quei minori nati da genitori stranieri in Italia, che frequentano le nostre scuole e abitano le nostre città, già italiani di fatto ma ancora privi degli stessi diritti e doveri dei loro coetanei”. L’incontro di oggi al Senato diventa “segno”:  una na giornata in cui - Stato e Chiesa, insieme - “proviamo a inquadrare due aspetti sostanziali: da un lato, sottolineiamo la ricchezza culturale e religiosa che contraddistingue il nostro Paese; dall’altro, proviamo ad ascoltare e a dare risalto alle esperienze positive che hanno saputo accompagnare i migranti in una maniera non assistenziale, così da metterli in grado di dare il loro contributo alla crescita della società dove vivono”. Da qui l’augurio per “un lungo percorso di scambio e confronto in cui lo Stato e la Chiesa, nel reciproco rispetto di diritti, doveri e competenze, possano sempre più accompagnarsi e stimolarsi a vicenda”. (R.Iaria)

Microcredito: domani convegno al Senato con il card. Bassetti e il ministro Lamorgese 

21 Gennaio 2020 - Roma - Si svolgerà nella Sala Koch di Palazzo Madama, domani, 22 gennaio, a partire alle ore 17, il Convegno promosso dall’Ente Nazionale per il Microcredito dal titolo “Promuovere e Integrare”. Durante l’evento verranno presentati il progetto F.A.S.I. ovvero “Formazione, Autoimprenditoria e Start-up per Immigrati regolari” curato dall’Ente Nazionale per il Microcredito e la ricerca dal titolo “Migranti e appartenenza religiosa” curata dall’Università Cattolica del Sacro Cuore. Interverranno il card. Gualtiero Bassetti, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana e Luciana Lamorgese, Ministro dell’Interno. Seguiranno gli interventi di Mario Baccini, Presidente dell’Ente Nazionale per il Microcredito, e del Magnifico Rettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, Franco Anelli. L’evento sarà moderato dal giornalista Piero Schiavazzi, coordinatore degli eventi del progetto Fasi.

La vicinanza a don Ivan Maffeis per la scomparsa della mamma

21 Gennaio 2020 - Roma – Ieri è venuta a mancare Licia Binelli, la mamma di don Ivan Maffeis, direttore responsabile di questa testata e portavoce della Cei. La redazione di migrantesonline.it insieme alla direzione e al personale della Fondazione Migrantes si stringe nel cordoglio e nella preghiera, con grande affetto, intorno a don Ivan e alla sua famiglia.

Card. Bassetti: convocati dalla Parola sarà più facile avvicinare e riconoscere pure i tanti immigrati che vivono accanto a noi

20 Gennaio 2020 - Roma - Riscoprirne la centralità della Parola di Dio è “condizione per dirsi e diventare cristiani: occorre tornare a un incontro personale e comunitario con la Parola”. Alla Parola “sentiamo di appartenere: è all’origine del cammino interiore, risveglia il senso di Dio, l’apertura e la tensione verso il mistero. Della Parola vive ogni discepolo; per la Parola crede; sulla Parola poggia la pietà, la catechesi e la fede vissuta; dalla Parola si riversano sugli altri i gesti della carità e si genera e rigenera la comunità”. A dirlo oggi pomeriggio il card. Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, aprendo i lavori del Consiglio Permanente che si concluderà mercoledì. Attorno alla Parola ci si “ritrova fratelli”, per cui essa è il “luogo” principale in cui vivere anche questa Settimana per l’unità dei cristiani. “Sentiamoci convocati dalla Parola: sarà più facile avvicinare e riconoscere pure i tanti immigrati, che vivono accanto a noi, la maggior parte dei quali è di fede cristiana; la loro presenza porta con sé una serie di implicazioni pastorali che devono trovarci attenti e disponibili. Quando si permette alla Parola di liberare la sua carica profetica, diventano visibili i segni dello Spirito anche in mezzo alle ambiguità e alle contraddizioni del presente. Si diventa, allora, capaci di cogliere ciò che nella vita è vero, giusto, conforme al Vangelo e ciò che non lo è, per discernere e comportarsi di conseguenza”. I lavori del Consiglio Permanente della cei prevedono la scelta del tema principale dell’Assemblea Generale di maggio e l’esame della bozza degli Orientamenti pastorali della Chiesa italiana per il quinquennio 2020-2025. All’ordine del giorno del Consiglio, poi, un aggiornamento circa le attività del Servizio Nazionale per la tutela dei minori, le indicazioni per l’elaborazione delle relazioni quinquennali sull’attività delle Commissioni Episcopali e sul rinnovo dei loro Presidenti e i criteri di aggiornamento delle Convenzioni per fidei donum e sacerdoti stranieri in Italia. Il Consiglio si soffermerà, infine, sull’Incontro di riflessione e spiritualità Mediterraneo, frontiera di pace (Bari, 19-23 febbraio 2020): verranno illustrati i contenuti e si farà un punto sulla preparazione e sull’organizzazione dell’evento, che verrà chiuso domenica 23 febbraio dalla celebrazione eucaristica presieduta da Papa Francesco. L’incontro di Bari, ha detto il card. Bassetti, “vuol essere l’occasione per dare risonanza, dalle diverse sponde del Mare, a quanto accade e poter avviare un processo di visioni condivise e collaborazioni fattive. L’incontro cade – ha aggiunto - in un momento di crisi, particolarmente drammatico: alcune compagini statali – dalla Libia, alla Siria all’Iraq – sono in frantumi, altre sono attraversate da tensioni fortissime. La guerra, in più punti del Mediterraneo, è l’esito di scelte miopi e interessate, dalle quali non sono estranee nuove logiche coloniali, avanzate dalle grandi potenze. Come Chiese – ha concluso - intendiamo offrire una testimonianza di comunione, che non si rassegna a situazioni violente e a strutture sociali ingiuste”.        

Cei: da lunedì 20 il Consiglio Permanente

16 Gennaio 2020 - Roma - Da lunedì 20 a mercoledì 22 gennaio si svolgerà a Roma la sessione invernale del Consiglio Episcopale Permanente. Dopo l’Introduzione del card. Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, i lavori prevedono la scelta del tema principale dell’Assemblea Generale di maggio e l’esame della bozza degli Orientamenti pastorali della Chiesa italiana per il quinquennio 2020-2025. All’ordine del giorno del Consiglio, poi, un aggiornamento circa le attività del Servizio Nazionale per la tutela dei minori, le indicazioni per l’elaborazione delle relazioni quinquennali sull’attività delle Commissioni Episcopali e sul rinnovo dei loro Presidenti e i criteri di aggiornamento delle Convenzioni per fidei donum e sacerdoti stranieri in Italia. Il Consiglio si soffermerà, infine, sull’Incontro di riflessione e spiritualità Mediterraneo, frontiera di pace (Bari, 19-23 febbraio 2020): verranno illustrati i contenuti e si farà un punto sulla preparazione e sull’organizzazione dell’evento, che verrà chiuso domenica 23 febbraio dalla celebrazione eucaristica presieduta da Papa Francesco.  

Pace

8 Gennaio 2020 - Roma - “So guardare col cuore? So guardare col cuore le persone?”. Sono alcune delle domande che Papa Francesco ha rivolto il primo gennaio, nell’omelia della messa per la 53ma Giornata mondiale della Pace. “Solo se la vita ci sta a cuore sapremo prendercene cura e superare l’indifferenza che ci avvolge”, ha ricordato Bergoglio che ha chiesto “la grazia” di vivere il nuovo anno “col desiderio di prendere a cuore gli altri, di prenderci cura degli altri”. Perché è così che si comincia a pensare all’altro come un fratello e non come ad un nemico; a sentirsi parte di un’unica famiglia; a scorgere, oltre la paura, mani da stringere, sguardi da incrociare, persone da abbracciare. In altre parole, a seminare la pace e a promuovere la dignità di ciascuno. E allora, auguri sinceri: che sia un anno fecondo e fraterno, per tutti! (don Leonardo Di Mauro, don Francesco Soddu, don Giuseppe Pizzoli, don Gianni De Robertis e don Bruno Bignami)  

“Mediterraneo, frontiera di pace”:  online il sito e il logo dell’incontro

8 Gennaio 2020 - Roma - È da oggi online  http://www.mediterraneodipace.it/, il sito dell’evento “Mediterraneo, frontiera di pace” in programma a Bari dal 19 al 23 febbraio; organizzato dalla Conferenza Episcopale Italiana, si concluderà, domenica 23, con l’incontro e la S. Messa presieduti da Papa Francesco. Una grafica semplice ed immediata caratterizza il portale che contiene tutte le informazioni, le notizie e gli approfondimenti riguardanti l’incontro di riflessione e spiritualità che vedrà riuniti, nel capoluogo pugliese, i vescovi cattolici dei Paesi affacciati sul Mare Nostrum per confrontarsi sui problemi e il futuro dell’area mediterranea, ma anche per rafforzare un processo organico di scambio e aiuto tra le Chiese. “La gravità delle crisi che stanno colpendo il bacino del Mare Nostrum è sotto gli occhi di tutti; come Chiesa abbiamo il dovere non solo di non chiudere gli occhi, ma di comprenderla e denunciarla con forza”, afferma il Cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e Presidente della Cei. Con l’iniziativa di Bari, dunque, “la Chiesa italiana ha deciso di non unirsi al coro dei profeti di sventura, per riconoscere invece che qualcosa di nuovo può e deve nascere anche nell’area mediterranea”. Nel sito è visibile anche il logo dell’evento, la cui forma semicircolare richiama l’idea dell’arcobaleno, segno di perdono e riconciliazione. Il colore dominante è l’azzurro del mare che intende rappresentare, oltre alle acque, l’insoddisfazione verso la condizione attuale e il desiderio di ricerca di una situazione nuova. La scritta MediTERRAneo, evidenziando la parola “terra”, esprime proprio questo anelito. Le mani che si protendono l’una verso l’altra simboleggiano l’incontro e incarnano, allo stesso tempo, la ricchezza e la storia di ogni territorio che si affaccia sul bacino del Mare Nostrum. La figura stilizzata è immagine dello slancio che i Vescovi e i popoli del Mediterraneo vogliono compiere per la promozione di una cultura del dialogo e per la costruzione della pace. L’appuntamento di Bari vuole essere - si legge in una nota -  un laboratorio di sinodalità, intesa come stile da far trasparire nella stima vicendevole, nella gratitudine, nella cura delle relazioni. La Chiesa mediterranea, ricca di tradizioni liturgiche, spirituali ed ecclesiologiche, infatti, è presente e operosa, desiderosa di rafforzare le strutture di comunione esistenti e forse anche d’inventarne di nuove.

Il vero volto dell’umano: una riflessione del card. Bassetti

24 Dicembre 2019 - Natale. Davanti al mistero di questa notte santa, avverto tutta la responsabilità di rivolgermi a voi, lettori, con una parola che possa raggiungervi personalmente e – se possibile – accompagnarvi per un tratto del vostro cammino. Un cammino spesso non facile. Ho davanti agli occhi le stanchezze e le disillusioni, le incertezze e l’ansietà di tanta gente, provata dalla preoccupazione per il venir meno di un modello di lavoro e di sviluppo e, a un livello ancor più profondo, per la difficoltà a riconoscersi con una propria identità, nell’appartenenza a una famiglia e a una comunità. Ne sono segno la caduta delle nascite, l’invecchiamento demografico del Paese, e la stessa emigrazione di tanti giovani verso l’estero. In un simile contesto, forse anche la voce della Chiesa troppe volte si è fatta flebile, nella fatica a interpretare questa stagione alla luce dell’esperienza e della speranza cristiana. «Siamo un popolo di stressati, perché non abbiamo un traguardo, una prospettiva – riconosceva qualche giorno fa Giuseppe De Rita, a margine della presentazione del Rapporto del Censis –. Ci manca il futuro e per questo il presente diventa faticoso, fastidioso». Alla mancanza di prospettive, si aggiunge spesso l’incapacità di un rapporto di fiducia con gli altri. A ben vedere, si tratta di due facce della stessa medaglia, che dice di uno sfilacciamento personale e sociale: lo sguardo miope sulla realtà rende ciascuno attento e sensibile solamente a quelle che sono avvertite come le proprie urgenze personali, che diventano così il principale – se non l’unico – criterio di valutazione e di scelta. In realtà, come osserva Sergio Belardinelli, sappiamo che «la forza di una cultura sta invece nella capacità di relazionarsi continuamente con ciò che è "altro", senza perdere la consapevolezza della propria identità; nella capacità di tendersi il più possibile verso l’altro, senza spezzare i legami che si hanno con se stessi, con la propria storia e la propria tradizione». Identità, cultura, relazioni, appartenenza. Per non fermarci alla retorica e dare contenuto e orizzonte a queste parole, torniamo a Betlemme, riprendiamo i sentieri che conducono alla Natività. Al nostro cuore inquieto, il Bambino Gesù offre come risposta la sua persona, la relazione con Lui, da cui nasce il volto umano di ciò che siamo, la possibilità di vivere l’esistenza quotidiana in modo nuovo. Davanti all’umiltà del presepe cadono violenza e inganno, odi e calunnie; si avverte la ricchezza di conoscersi meglio per arrivare a guardarsi in modo diverso e tendere a formare comunità. La storia del Natale di Gesù ci insegna a conservare, anche nei momenti più difficili, la fiducia e il coraggio. Fiducia e coraggio con cui guardare la storia dalla parte di chi la soffre davvero; a farlo – come suggeriva papa Francesco nell’omelia natalizia di un paio d’anni fa – con gli occhi di Maria e di Giuseppe: «Il Figlio di Dio dovette nascere in una stalla perché i suoi non avevano spazio per Lui. … In mezzo all’oscurità di una città che non ha spazio né posto per il forestiero che viene da lontano, in mezzo all’oscurità di una città in pieno movimento e che in questo caso sembrerebbe volersi costruire voltando le spalle agli altri, proprio lì si accende la scintilla rivoluzionaria della tenerezza di Dio». Pensiamoci. Le chiusure e le contrapposizioni, oltre che sterili, finiscono per togliere l’aria a tutti. Il subbuglio del mondo non è una tragedia, ma qualche cosa che mormora dentro, che cerca di richiamare la nostra attenzione, la reclama. Non disertiamo le responsabilità che la vita ci ha affidato; torniamo a fare con passione e competenza la nostra parte, sapendo che ricostruire un tessuto identitario e comunitario non è opera che s’improvvisa. La vera felicità – ci insegna il presepe – sta nello spogliarsi di pretese di autosufficienza, nella grandezza di chi sa inginocchiarsi davanti al Mistero e rialzarsi con uno sguardo più attento a capire la realtà e a spendersi con generosità per renderla migliore per tutti. Buon Natale a ciascuno di voi. (Gualtiero Card. Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Conferenza episcopale Italiana)    

50° anniversario di sacerdozio di Papa Francesco: gli auguri della Chiesa Italiana

13 Dicembre 2019 - Roma - Pubblichiamo il messaggio di auguri del Card. Gualtiero Bassetti, Presidente della CEI, per il 50° anniversario di ordinazione sacerdotale di Papa Francesco.   Beatissimo Padre, nello scorrere dei giorni, ci sono date che non scandiscono solo il passare del tempo, ma acquistano un sapore particolare e diventano preziosa opportunità di gratitudine a una persona amata. Così, in occasione del 50° anniversario della Sua ordinazione sacerdotale, la Chiesa che è in Italia partecipa con la sua preghiera di lode e di ringraziamento al Signore. La Sua testimonianza, i Suoi insegnamenti, le parole e i gesti che ci dona, sono storia che si fa vita. La ringraziamo, Santità, perché non smette di ricordarci l’importanza di vivere «la missione come un servizio a Dio e al suo popolo», nonostante tutte le difficoltà del cammino. È un percorso impegnativo ed entusiasmante che c’impegniamo a seguire con semplicità, umiltà e vigore. Grazie, Padre Santo, perché – in un mondo investito dal vento dell’indifferenza – ripropone la bellezza e la fatica di un «sì», che è adesione e affidamento totale. Quel «sì», maturato nel seno della comunità cristiana, s’incarna nella fede semplice e pura del Santo Popolo di Dio che motiva e sostiene il dare tutto per il Signore e il suo Regno. Grazie, perché con il Suo sguardo attento e amorevole ridona alla Chiesa la gioia del Vangelo. Ci assicura che la chiamata è un dono prezioso da custodire e da far fruttare in una vita piena; è lo sguardo sulla realtà, fondato su un ascolto maturo, che consente di incrociare le sofferenze dell’umanità - fino a sentirle nostre - con la misericordia del Padre. Grazie, perché con parresia ci mette in guardia da un rischio diffuso: l’incapacità di contemplare e ringraziare. Canta il salmista: «Sono certo di contemplare la bontà del Signore nella terra dei viventi. Spera nel Signore, sii forte, si rinsaldi il tuo cuore e spera nel Signore» (Sal 27,13-14). La contemplazione è comprensione del ministero come dono, mai come funzione. Grazie, per la Sua paternità spirituale: non si stanca, Lei per primo, di «prendere l’iniziativa, coinvolgersi, accompagnare, fruttificare e festeggiare». È Pastore di una Chiesa che accorcia le distanze, è vicina alle vicende delle persone, s’incarna nella loro storia, s’inginocchia, fascia e cura le ferite. E sa anche farsi curare nelle sue imperfezioni umane. Grazie, perché dopo cinquant’anni non ha perso la gioia di sentirsi chiamato ogni giorno e, con essa, ci sprona ad andare avanti con umiltà e coraggio; soprattutto, conservando una fiducia sconfinata nella misericordia di Dio e dedicandoci, a nostra volta, con generosità al ministero affidatoci. Padre Santo, nell’assicurarLe la preghiera di tutte le nostre Comunità, Le rinnoviamo l’impegno a vivere con gratitudine e speranza il Suo insegnamento e la Sua testimonianza di vita. (Gualtiero Card. Bassetti - Presidente della CEI) ​  

Card. Bassetti: il dialogo e l’incontro sono la chiave fondamentale per evitare equivoci e conflitti

13 Dicembre 2019 - Messina - “Incontro agli uomini. Il futuro del Mediterraneo” è il titolo della prolusione che il Cardinale Gualtiero Bassetti, Arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, terrà oggi pomeriggio alle 16 nell’aula magna dell’Istituto teologico “S. Tommaso” di Messina, in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico. La CEI dal 19 al 23 febbraio 2020 promuove a Bari un incontro di riflessione e spiritualità sul tema “Mediterraneo, frontiera di pace”, al quale parteciperà anche Papa Francesco insieme a vescovi e patriarchi cattolici dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo. “Il mare è, prima di tutto, un luogo di incontro, di comunicazione e non un confine. Il Mediterraneo, nonostante una storia segnata da conflitti, è anche questo: è il mare della ‘triplice famiglia di Abramo’. È un mare che ha generato cultura e commerci, attraverso il quale si è trasmesso il cristianesimo, che pertanto unisce e non divide. Questa è la sfida dell’incontro di Bari”, ha detto il porporato in una intervista pubblicata oggi da Gazzetta del Sud. Rispondendo ad una domanda il card. Bassetto ha sottolineato che “tutti i poveri, quelli che vivono accanto a noi e quelli forestieri di cui non sappiamo nulla, appartengono alla Chiesa ‘per diritto evangelico’, come disse Paolo VI al Concilio Vaticano II. Oggi siamo invitati a guardare nella direzione indicata dalla Laudato si’ nella quale il Papa afferma che ‘la terra ci precede e ci è stata data’, noi siamo solo i custodi di un dono in cui ‘Egli è presente nel più intimo di ogni cosa”. Per questo alla volontà di potenza occorre sostituire la vocazione del custodire; alla pretesa di dominio sul mondo e sugli uomini, occorre sostituire la vocazione al dialogo, alla pace e alla giustizia”. Parlando poi del tema religioni e immigrazione ha sottolineato che “a causa delle migrazioni il dialogo con le altre religioni è ancora più urgente e doveroso. Il dialogo e l’incontro sono la chiave fondamentale per evitare equivoci e conflitti, e anche per capire le necessità e le urgenze dei migranti” (R.I.)  

Cei: 84 nuovi progetti per giovani, malati, comunità indigene

4 Dicembre 2019 - Roma - Sono stati resi noti i dati relativi alla riunione del Comitato per gli interventi caritativi a favore del Terzo Mondo tenutasi nei giorni scorsi a Roma. Sono stati approvati 84 progetti, per i quali saranno stanziati € 15.652.092 così suddivisi: € 7.321.260 per 38 progetti in Africa, € 4.405.272 per 25 progetti in America Latina; € 3.345.542 per 20 progetti in Asia; € 580.018 per 1 progetto in Medio Oriente. Tra i progetti più significativi tre sono in Africa. Uno in Etiopia, ad Hawassa, per la costruzione di nuove strutture edilizie e l’acquisto di apparecchiature mediche all’avanguardia per il centro medico specialistico Bushulo Mother and Child, che da più di 40 anni assiste i poveri delle locali comunità rurali. In Madagascar è stata finanziata la realizzazione di un centro di formazione agricolo-pastorizia per giovani che, non avendo accesso agli studi universitari, possano avvalersi di una formazione professionale. In Mali, invece, è stata approvato l’allestimento di un centro di formazione permanente per insegnanti, per migliorarne gli standard qualitativi, attualmente non sufficienti. Ne beneficeranno 1588 insegnanti, e di conseguenza i loro oltre 45.000 allievi. Tra i progetti latino-americani menzioniamo quello in Bolivia, per la promozione dello sviluppo socio-culturale delle comunità indigene e l’offerta di opportunità di inclusione ai giovani indigeni Guaranì nella società boliviana. Nello specifico saranno accresciute le competenze professionali di 10 docenti e ne saranno formati altri 6 nuovi nel settore della musica e delle arti visive. In Perù, invece, sarà finanziato l’ammodernamento di un Centro culturale e di sostegno sociale alle comunità indigene Nomatschigenga e Ashanynka. Tra le attività promosse dal centro l’apprendimento di lavori di artigianato e arti tradizionali, incontri culturali, l’assistenza di un avvocato e di uno psicologo per le donne indigene e lo studio della lingua spagnola. Segnaliamo infine un progetto che sarà realizzato in India dove, nella diocesi di Mangalore, sarà completata la costruzione di una casa di cura per 40 pazienti anziani affetti da Alzheimer e demenza senile, patologia purtroppo in costante crescita.  

Perugia: il card. Bassetti in visita alla comunità cattolica romena di rito greco bizantino

2 Dicembre 2019 - Perugia -     L’Avvento, la Festa nazionale della Romania e il primo anniversario della costituzione della comunità cattolica di rito greco o bizantino dell’Umbria, sono stati i motivi per i quali il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve -  ha fatto visita, nella mattinata di ieri a questa comunità di fedeli (in tutta la regione conta più di 500 famiglie), che si ritrova settimanalmente nella chiesa della Valle, situata tra i centri abitati di Ferro di Cavallo e Olmo del capoluogo umbro, messa a sua disposizione dalla diocesi nell’autunno scorso. Il cardinale Bassetti è stato accolto dal parroco padre Lucian Gheoge Cordis e dal decano di Toscana e Umbria padre Valer Sician, parroco della comunità greca romena di Firenze, e a rappresentare il Clero diocesano don Marco Briziarelli, parroco solidale della vicina Unità pastorale di San Sisto-Lacugnano-Sant’Andrea delle Fratte. Il porporato ha salutato i numerosi presenti soffermandosi sui “tantissimi riti nella nostra Chiesa, che sono un segno della sua ricchezza nel rispetto delle sue tradizioni e delle sue diversità”, ha evidenziato Bassetti: Il ‘denominatore” è unico: “noi siamo della Chiesa cattolica e sentiamo tutti la gioia di appartenere a questa Chiesa nell’obbedienza e nella comunione con il Santo Padre Francesco. La diversità dei riti liturgici con cui noi tutti esprimiamo la nostra lode a Dio viene da Lui ricambiata con il suo dono della salvezza. Dice il Papa: La Chiesa non è un cristallo con una sola facciata; la Chiesa è un poliedro che comunica e trasmette la Luce e il messaggio di salvezza attraverso tante sfaccettature che sono delle ricchezze”. “L’Avvento – ha proseguito il cardinale – ci esorta a riflettere sul mistero dell’incarnazione del Figlio di Dio e questo0 diventa motivo di speranza anche se abbiamo tanti motivi di preoccupazione che ci accomunano. Basti pensare a chi non ha lavoro, ha chi ha problemi di salute, a chi è lontano dal Paese d’origine, come voi, e anche questa è una sofferenza provata dagli stessi italiani migranti nel mondo, perché l’immigrazione è un fenomeno umano che riguarda tutti i popoli. Vorrei aiutarvi come Chiesa a farvi sentire pienamente inseriti nella nostra comunità e soprattutto nella Chiesa cattolica che è la vostra madre. Vivete con intensità l’Avvento andando incontro al Signore con fede, speranza, gioia e con tanto amore”. Il card. Bassetti si è soffermato anche sul secondo e sul terzo motivo della sua visita: la Festa nazionale della Romania e il primo anniversario della costituzione della comunità cattolica romena con sede nella chiesa della Valle di Perugia. “Anche la Nazione, come la Chiesa – ha evidenziato –, ci è madre e io mi auguro che per nessun popolo della terra una nazione sia matrigna”. Poi, nel ricordare il primo anniversario di questa comunità di fedeli, ha annunciato un suo dono. “A completamento dell’arredo liturgico di questa chiesa – ha detto Bassetti – io vi donerò l’iconostasi, perché voglio che la liturgia la compiate nel rispetto di tutte quelle che sono le norme liturgiche del vostro rito. Questo dono è anche un segno della vicinanza e dell’affetto della Chiesa perugino-pievese che vi è madre come la vostra Chiesa di Romania”. (R.L.)  

CEI: mezzo milione per i terremotati albanesi

29 Novembre 2019 - Roma - La Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana ha destinato € 500.000, provenienti dai fondi dell’8xmille, alle vittime del devastante terremoto che il 26 novembre ha colpito l’Albania, con epicentro tra Shijak e Durazzo. Questa iniziativa, volta a rispondere alle urgenze più stringenti, sarà finalizzata a reperire in modo mirato aiuti alimentari e beni di prima necessità come vestiario, sacchi a pelo, coperte, kit per l’igiene e per i neonati, spiega una nota della Cei spiegando che lo stanziamento avverrà tramite Caritas Italiana. I danni del sisma sono ingenti e sono moltissime le persone che non potranno rientrare nelle proprie case. Saranno predisposte strutture di accoglienza, servizi igienici, cucine da campo, alloggi adeguati per le categorie più vulnerabili. Le città più colpite sono Durazzo (la seconda del paese) e Thumanë, 40 km a nord di Tirana. Critica la situazione anche in molti altri centri, tra cui Kruje, Lezhe, Lac, Lushnje, Fier e la stessa Tirana. La stima delle vittime, purtroppo in continuo aggiornamento, registra per ora diverse decine di morti e dispersi e almeno 750 feriti. Caritas Italiana è presente in Albania già in questa fase e sta lavorando a fianco degli operatori di Caritas Albania per sostenerla. Iniziative anche in Italiana. La comunità dell’Eparchia di Lungro, in Calabria – di origine albanese – si è subito attivata. L’Eparca, mons. Donato Oliverio, ha espresso – in una lettera al presidente albanese Ilir Meta - “la partecipazione spirituale mia, del presbiterio diocesano e di tutti i fedeli dell’eparchia di Lungro al lutto nazionale dell’Albania per le vittime del sisma. Ci uniamo spiritualmente alla preghiera dei nostri fratelli e sorelle albanesi, che stanno attraversando questo difficile e doloroso momento” auspicando “una pronta e decisa ripresa economica e sociale a beneficio dell’amata Terra dei nostri antenati e del loro fiero e indomito popolo al quale esprimiamo la nostra fraterna vicinanza affettiva”. Il presule ha anche attivato subito la Caritas diocesana perché “solleciti l’amore dei nostri fedeli alla realizzazione di un progetto di aiuto concreto a beneficio dei nostri fratelli e sorelle dell’amata Albania”. (Raffaele Iaria)