Primo Piano

Papa Francesco alla comunità nigeriana di Roma: “no alla chiusura”

25 Marzo 2024 - Città del Vaticano - “State attenti al pericolo della chiusura”, che porta a “non essere universali ma a chiudersi in un isolamento tribale”. E’ quanto ha detto papa Francesco alla comunità nigeriana di Roma ricevuta questa mattina in Vaticano. Un invito quello di papa Francesco che “vale per tutti, ognuno secondo la propria posizione. Universalità – ha spiegato il Papa - non è chiudersi nella propria cultura: è un dono, ma per darlo, per offrirlo, non per chiudersi”. “La diversità di etnie, tradizioni, culture e lingue nella vostra nazione non costituisce un problema, ma è un dono che arricchisce il tessuto della Chiesa come quello dell’intera società, per conservargli i valori della comprensione reciproca e della convivenza”. La comunità nigeriana a Roma – ha quindi aggiunto il Pontefice – “sa accogliere e accompagnare i giovani nigeriani e gli altri credenti” e l’augurio che “assomigli sempre più a una grande famiglia inclusiva, dove tutti possono mettere a frutto i propri talenti diversi che sono frutti dello Spirito Santo, per sostenervi e rafforzarvi a vicenda nei momenti di gioia e dolore, di successo e di difficoltà. In questo modo sarete in grado di seminare amicizia sociale e concordia per le generazioni presenti e future”. Sono molti i paesi che oggi vivono momenti di difficoltà e anche la Nigeria “sta vivendo un periodo di difficoltà”, ha detto papa Francesco esortando a “favorire il dialogo e ad ascoltarvi a vicenda con cuore aperto, senza escludere nessuno a livello politico, sociale ed economico. Integrare, dialogare, universalizzare, sempre, a partire dalla propria identità”. E poi l’invito ad essere “annunciatori della grande misericordia del Signore, operando per la riconciliazione con tutti i vostri fratelli e sorelle e contribuendo ad alleviare il peso dei poveri e dei più bisognosi, facendo vostro lo stile di Dio”. (Raffaele Iaria)

Berlino: Domani la presentazione del Rapporto Italiani nel Mondo

25 Marzo 2024 -
Roma – L’edizione 2023 del Rapporto Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes è dedicata ai temi della mobilità e del ritorno. Attraverso venti diversi saggi sulle altrettante realtà regionali italiane, diversi autori e autrici sono stati chiamati a descrivere quanto e come il tema del ritorno fa parte e si manifesta oggi nella storia e nell’identità delle singole esperienze territoriali. Nel volume si descrive anche il ritorno che si manifesta non come presenza fisica, ma come segni depositati nella quotidianità: innesti linguistici, nuove tradizioni, usi e costumi.  Il volume sarà presentato domani, martedì 26 marzo, a Berlino dalla curatrice Delfina Licata che dialogherà con Edith Pichler. La serata sarà moderata da Anna Bertoglio dell’Ufficio Affari Sociali e Coordinamento Consolare dell’Ambasciata d’Italia in Germania.

Il peso della croce

25 Marzo 2024 -
Città del Vaticano - Domenica delle Palme, Gesù entra a Gerusalemme non su un carro trainato da cavalli, come un potente capo di un esercito, ma appunto su una cavalcatura umile, da re di pace. Ingresso trionfante, tra canti e osanna; ingresso che è anche metafora dell’effimera gloria terrena, di come l’uomo possa esaltare e successivamente condannare senza porsi la domanda sul perché. Gesù entra nelle città di questo nostro mondo mentre la vita degli uomini è segnata da conflitti, violenze, emarginazioni: è il peso della croce. È un tempo difficile e ombre minacciose di guerra, terrorismo, sembrano allungarsi un po’ ovunque in questo nostro tempo. Tantissimi, poi, sono i cristiani perseguitati e uccisi nel mondo. Papa Francesco non legge l’omelia preparata per la cerimonia, all’inizio del rito aveva parlato con voce affaticata. Ma ha voluto pronunciare le parole che accompagnano la preghiera dell’Angelus per assicurare preghiere “per le vittime del vile attentato terroristico compiuto a Mosca: il Signore li accolga nella sua pace e conforti le loro famiglie. E converta i cuori di quanti proteggono, organizzano e attuano queste azioni disumane che offendono Dio”. Non dimentica il Papa la “martoriata Ucraina”, i morti le sofferenze e il “rischio di una catastrofe umanitaria”. E prega per Gaza, per i due operatori di pace uccisi in Colombia. In piazza San Pietro c’erano circa 60 mila fedeli, 400 persone hanno portato palme e ramoscelli d’ulivo. Memoria di quell’ingresso gioioso, degli osanna a Gesù che sono “la voce del figlio perdonato, del lebbroso guarito o il belare della pecora smarrita che risuona forte in questo ingresso. È il canto del pubblicano e dell’impuro; è il grido di quello che viveva ai margini della città”, diceva Papa Francesco nell’omelia della messa della Domenica delle Palme celebrata, sul sagrato della basilica vaticana, il 25 marzo 2018. Osanna che risultano scandalosi e assurdi, affermava sempre il vescovo di Roma, per “quelli che si considerano giusti e ‘fedeli’ alla legge e ai precetti rituali”. Così quel ‘crocifiggilo’ è il grido “di chi non ha scrupoli a cercare i mezzi per rafforzare sé stesso e mettere a tacere le voci dissonanti”; è il “grido fabbricato dagli ‘intrighi’ dell’autosufficienza, dell’orgoglio e della superbia”. Celebrazione che, com’è tradizione, ha fatto rivivere gli ultimi momenti della vita terrena di Gesù, quel salire al Calvario per adempiere alla volontà del Padre perché, ricordava Benedetto XVI nell’omelia del 5 aprile 2009, il regno di Cristo passa attraverso la Croce e “Gesù si dona totalmente, può come Risorto appartenere a tutti e rendersi presente a tutti”. Abbiamo davvero capito cosa significhi che il suo regno non è di questo mondo, si chiedeva Benedetto XVI. Si tratta, nella realtà, non di riconoscere un principio, “ma di vivere la sua verità, la verità della croce e della risurrezione”. Il popolo attendeva un “condottiero trionfante, dispensatore di gloria e di potenza, di ricchezza e felicità”, ricordava Papa Paolo VI nell’omelia dell’11 aprile 1965, e invece quel Cristo “doveva venire nel dolore, nella umiliazione, nella morte. E la misteriosa contraddizione si rinnova e si perpetua. Infatti, ogniqualvolta noi aspettiamo una eredità di elevazione e di prestigio da Cristo, egli ci lascia delusi e ci si mostra ancora con le sue braccia distese, le mani inchiodate e il capo chino del morente e del morto”. Non sembri irriverente se in conclusione ricordo una scena di un film che sicuramente è entrato nell’immaginario collettivo attraverso l’interpretazione di due grandi attori: Fernandel e Gino Cervi. La scena è nel racconto di Giovannino Guareschi il quale propone un don Camillo che attraversa il paese sulle rive del Po, Brescello, portando la croce. E dialoga, come sempre, con Gesù: “potevano farla un po’ più leggera” afferma; e si sente rispondere: “dillo a me che me la sono portata fino al Calvario, e non avevo la forza che hai tu”. La Croce “norma costitutiva della nostra vita” diceva Benedetto XVI: “senza il ‘sì’ alla Croce, senza il camminare in comunione con Cristo giorno per giorno, la vita non può riuscire”. (Fabio Zavattaro)

Migrantes Udine: le comunità immigrate in preghiera con l’arcivescovo

22 Marzo 2024 -
Udine - È davanti all’Eucaristia che ogni persona si riconosce fratello e sorella, a prescindere dalla sua provenienza. Per questo, questa sera, venerdì 22 marzo, nella chiesa di Santa Maria della Neve a Udine si rinnoverà l’incontro di preghiera con Adorazione eucaristica di Quaresima per le comunità cattoliche immigrate della diocesi. L’appuntamento ormai tradizionale con la Veglia ed Adorazione si ripete due volte l’anno – Quaresima e Avvento – presieduto dall’arcivescovo mons. Andrea Bruno Mazzocato. «Il Pastore non ha mai fatto mancare la sua vicinanza alle comunità di immigrati cattolici – evidenzia il segretario dell’Ufficio diocesano Migrantes, Luigi Papais – ed anche per questo la veglia costituirà pure l’occasione per ringraziare mons. Mazzocato, oggi amministratore apostolico, al termine del suo mandato episcopale nell’Arcidiocesi, per la disponibilità ed il sostegno dimostrati alle comunità in più occasioni, partecipando ai loro momenti di festa e dando loro ascolto ogni volta che si sono presentate situazioni particolari». «La scelta della chiesa di via Ronchi ha un valore simbolico – spiega ancora Papais –: essa si trova in prossimità della mensa “Gracie di Diu” nella quale tutti, al loro arrivo in città, e non solo, hanno la possibilità di avere un pasto caldo. Inoltre, l’edificio sacro è custodito dalle Suore Brasiliane dei Sacri Cuori di Gesù e Maria ed è quindi un punto di riferimento per gli immigrati brasiliani e non solo».
Le comunità degli immigrati cattolici in preghiera con l’ArcivescovoVeglia d'Avvento 2023 con l'arcivescovo Mazzocato - Foto La Vita Cattolica

Berlino: martedì la presentazione del Rapporto Italiani nel Mondo

22 Marzo 2024 - Roma - L’edizione 2023 del Rapporto Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes è dedicata ai temi della mobilità e del ritorno. Attraverso venti diversi saggi sulle altrettante realtà regionali italiane, diversi autori e autrici sono stati chiamati a descrivere quanto e come il tema del ritorno fa parte e si manifesta oggi nella storia e nell’identità delle singole esperienze territoriali. Nel volume si descrive anche il ritorno che si manifesta non come presenza fisica, ma come segni depositati nella quotidianità: innesti linguistici, nuove tradizioni, usi e costumi.  Il volume sarà presentato marted' prossimo a Berlino dalla curatrice Delfina Licata che dialogherà con Edith Pichler. La serata sarà moderata da Anna Bertoglio dell’Ufficio Affari Sociali e Coordinamento Consolare dell’Ambasciata d’Italia in Germania.

Cei: in un Dossier l’impegno della Chiesa italiana ad Haiti

22 Marzo 2024 -
Roma - La Chiesa italiana continua a stare accanto alla popolazione di Haiti, come racconta il Dossier curato dal Servizio per gli interventi caritativi per lo sviluppo dei popoli, in collaborazione con l’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della Cei. Dal 2010, anno in cui il Paese è stato colpito da un violentissimo terremoto, sono stati destinati circa 40 milioni di euro – tra fondi dell’8xmille e offerte raccolte con la Colletta straordinaria promossa dalla CEI nel 2010 - per interventi emergenziali, progetti di sviluppo socio-economico in vari ambiti, accompagnamento alle Diocesi locali. Il Dossier, attraverso dati e testimonianze, ripercorre il cammino compiuto ed evidenzia le criticità tuttora esistenti nel Paese che, con circa 10 milioni di abitanti, è il più povero dell’America Latina e Caraibi, il meno sviluppato di tutto l’emisfero settentrionale, con un tasso di povertà pari all’80%. Attualmente alla prese con una spaventosa crisi umanitaria che si innesta su un'emergenza permanente, Haiti rischia di scivolare verso una guerra civile.
“Il tipo di assistenza urgente di cui abbiamo bisogno – spiega il Card. Chibly Langlois, Vescovo di Les Cayes, in un'intervista contenuta nel Dossier – è di ricevere il supporto e i mezzi adeguati per ripristinare la sicurezza, assicurare stabilità, proteggere vite umane e proprietà. Il Paese ha bisogno di ristabilire l'autorità statale attraverso il rafforzamento delle istituzioni democratiche. Occorrerà anche contribuire a creare occupazione e lavoro, affinché gli haitiani possano vivere con dignità grazie ai frutti del loro lavoro. Bisogna considerare che Haiti non si è ancora ripresa dai terremoti del 2010 nell'ovest e del 2021 nel sud del Paese. Adesso arrivano i disastri delle bande armate. Dobbiamo rialzarci e prendere in mano la situazione”. Tra le varie emergenze, una è proprio quella delle gang armate, in cui spesso vengono coinvolti i giovani. “La Chiesa – viene sottolineato nel Dossier - sta dalla parte del Vangelo e ha il compito di farsi compagna di strada, ponendosi accanto all'umanità ferita, accompagnando e coniugando processi di cura, animazione, promozione e riconciliazione, valorizzando i percorsi già in essere e aprendone di nuovi che la ‘fantasia della carità’ saprà ispirare e mettere a frutto”.  

Corridoi Umanitari: arrivati oggi 51 persone dal Libano

22 Marzo 2024 - Roma - Tredici anni di guerra in Siria. E di origine siriana sono quasi tutte le 51 persone arrivate questa mattina, venerdì 22 marzo, all’aeroporto di Roma Fiumicino e accolte in Italia grazie ai corridoi umanitari realizzati dalla Comunità di Sant’Egidio insieme alla Chiese protestanti. 51 persone, di cui 19 minori, provenienti da vari campi profughi del Libano e da diversi centri - Beirut, Homs e altri territori del Paese da dove sono giunti, negli scorsi mesi ed anni, per fuggire dal conflitto in Siria - saranno accolte da Chiese, famiglie, Comunità di Sant’Egidio, Operazione Colomba e dalla Diaconia valdese in varie regioni e città d’Italia, tra le quali Firenze, Torino, Torre Pellice (TO), Campobasso, Padova, Roma. I corridoi umanitari sono un’iniziativa della società civile che coniuga la salvezza dai viaggi in mare con accoglienza e integrazione. UComplessivamente in Europa con i corridoi umanitari sono arrivati oltre 6.800 rifugiati.

Dal barcone al campo, i gol della Rinascita

22 Marzo 2024 - Milano - Il gol più bello contro il razzismo lo segnano ogni domenica i dilettanti della Rinascita Refugees, squadra di intrepidi e combattivi migranti che gioca nel girone B del campionato di Promozione pugliese. Vi fanno parte tanti giovani africani rifugiati e richiedenti asilo politico di diverse nazionalità che, dopo gli innumerevoli viaggi della speranza sui barconi di fortuna in cerca di un futuro migliore, sono approdati in Puglia dove gli operatori e i volontari della Cooperativa Rinascita di Copertino sin dal 1999 hanno avviato e realizzato 11 progetti di accoglienza, compresi quelli destinati ai minori stranieri non accompagnati, ospitati nel Centro di Carmiano. Una formazione tenace, il cui motto assume di questi tempi un forte valore sociale e morale: «diamo un calcio al razzismo». Il rettangolo verde diventa così l'avamposto dell'integrazione e dell'inclusione, perché quel pallone che rotola senza barriere è il simbolo della solidarietà, anche al cospetto di avversari molto determinati in un contesto agonistico pur sempre sentito. Il team granata, attualmente al quinto posto, è partito dalla Terza categoria dopo aver vinto per due volte consecutive il titolo di campione d'Italia "Aics". Dai tornei amatoriali è nata una compagine che potesse essere protagonista anche nei campionati federali della Lega Nazionale Dilettanti. «Molti di questi nostri fratelli che arrivano da ogni parte dell'Africa dimostrano di essere atleti veri, dotati anche sul piano tecnico - sottolinea Vincenzo Nobile, direttore sportivo della società nonché impiegato amministrativo della cooperativa -. Nel 1999 è maturata l'idea di dar vita a questa nuova avventura calcistica. L'obiettivo primario è sempre stato quello di lottare contro ogni forma di razzismo e di discriminazione, partendo proprio dai campi di periferia. Il nostro collettivo è formato da nigeriani, maliani, gambiani, ivoriani, senegalesi e guineani. In questa stagione abbiamo inserito due nostri conterranei, il portiere Gianmarco Strafella e il 18enne difensore Simone Quarta. Lo spirito di condivisione e la cultura di prossimità sono un bene imprescindibile per la convivenza tra i popoli, che va oltre il calcio». Quand'era ragazzino, in seno alla Rinascita Refugees mosse i primi passi anche il guineiano Moustapha Cissè che nel marzo 2022 esordì in Serie A con la maglia dell'Atalanta segnando il gol-vittoria contro il Bologna. Tanti i virgulti che ci mettono passione, carattere, qualità tecniche ma soprattutto voglia di riscatto. Alcuni di loro si sono inseriti nel mondo del lavoro, altri svolgono il prezioso ruolo di mediatore culturale. I migranti vivono in unità abitative ben strutturate per oltre 400 posti letto distribuiti tra le province di Brindisi, Taranto e Lecce. La rosa di 25 calciatori del club presieduto da Antonio Palma con cui collaborano altri volenterosi dirigenti, è allenato dall'esperto senegalese Niang Baye Hassane che sa tenere bene insieme il gruppo. Le gare in casa si disputano al "Comunale" di Leverano. I granata, che hanno un "sacro" rispetto per gli avversari, non battono ciglio se a volte arriva dagli spalti qualche sfottò. «Nelle partite ci può stare - dice il centrocampista senegalese Baba Gueye -. L'importante è non offendere la dignità e la razza sia dei calciatori che delle persone, anche fuori dal terreno di gioco. Siamo stati ricevuti da papa Francesco un mese fa, che ci ha incoraggiato a proseguire in questo nostro cammino. È chiaro che ci teniamo a vincere. Siamo a un passo dalla conquista della Coppa Italia di Promozione. Ma, la vera felicità è far emergere la nostra idea di calcio che unisce, dove siamo tutti uguali senza distinzione per il colore della pelle». (Nicola Lavacca - Avvenire)  

Migrantes e Caritas Lecce: giovani volontari in Albania

21 Marzo 2024 - Lecce - «Dipende da dove poniamo i confini del mondo. Possiamo porli in noi stessi. Possiamo porli nel nostro gruppo (famiglia, partito, razza, paese). Possiamo togliere ogni confine: allora ogni uomo è mio fratello». Questa frase di mons. Giovanni Nervo ci invita a fare a meno di quei confini geografici - e non solo - che delimitano il nostro mondo; ci spinge ad adottare una visione dinamica della realtà, ad allargare lo sguardo verso una comunità sempre più aperta. L’umanità è una sola e sollecita ad uscire verso tutte le periferie, a raggiungere e comprendere tutti, oltre ogni confine. Si rende pertanto sempre più necessario favorire un’attenzione maggiore alla mondialità soprattutto nei giovani, restituendo loro, un protagonismo attivo. A questo fine puntano i quattro uffici diocesani: Area mondialità e pace di Caritas diocesana Lecce, Migrantes, Ufficio missionario diocesano e Associazione Volontari Caritas di Lecce che - grazie ad un lavoro sinodale - propongono ai giovani dai 18 ai 30 anni, dal 1° al 10 agosto prossimi, un'esperienza di volontariato internazionale in Albania. Ospiti della casa famiglia per ragazzi dei Padri Rogazionisti, presteranno il loro servizio agli abitanti della parrocchia di Fushe-Mamuras e ai detenuti del carcere psichiatrico di Shenkoll. Un'azione concreta che porta a vivere la fraternità, stimola la creatività ed educa alla cittadinanza globale. (Gabriella Vantaggiato)

Una comunicazione per la pace

21 Marzo 2024 - Roma - L’ha detto il Card. Matteo Zuppi, lunedì 18 marzo, aprendo i lavori del Consiglio Episcopale Permanente: la pace rappresenta la priorità! L’affermazione prende forma nell’impegno concreto, nelle comunità cristiane e nella società tutta, per ricucire quei tessuti che sono lacerati. In questo senso l’opera educativa rappresenta la strada da percorrere per una rinnovata coscienza civile e sociale. La comunicazione e l’informazione sono chiamate in causa, in modo determinante, per favorire processi di comprensione reciproca e di promozione di un linguaggio disarmato. Alle porte della Settimana Santa, la riflessione trova il proprio paradigma nel trittico incontro-ascolto-parola e nella logica del servizio. Comunicare e informare è sempre un atto di amore che viene compiuto in una dimensione di relazione. È il disegno per incarnare la pace nella propria quotidianità. (Vincenzo Corrado)

Migrantes: ieri a Londra la presentazione del Rapporto Italiani nel Mondo alla presenza di mons. Felicolo

21 Marzo 2024 - Londra - "Londra continua ad essere una città centrale per gli italiani. Oggi abbiamo un numero di iscritti AIRE in crescita costante: siamo passati nell’arco di un anno da 365 mila a 383 mila iscritti, solo nella nostra circoscrizione”. Lo ha detto il console generale d’ Italia a Londra Domenico Bellantone, nel corso della presentazione del Rapporto Italiani nel Mondo 2023 nella sede del Consolato.  Il RIM è tornato nella capitale britannica ieri, 20 marzo, per la prima volta dopo dieci anni, alla presenza del nunzio apostolico in Gran Bretagna Mons. Miguel Maury Buendía e del direttore generale della Fondazione Migrantes mons. Pierpaolo Felicolo: “La nostra missione - ha sottolineato Mons. Felicolo - è farci prossimi, esserci accanto, tessere relazioni. Specie quando, grazie ai dati scientifici, l’Italia scopre che la realtà dell’emigrazione è maggiore di quella dell’immigrazione”. Londra, è emerso nel corso dell’incontro, continua ad essere la prima città italiana fuori dall’Italia, con un ritmo di iscrizioni AIRE di circa 200 al giorno. “Questa città’ e’ un laboratorio essenziale per lo studio dell’Italia di oggi - ha spiegato la coordinatrice del RIM Delfina Licata, che si occupa del Rapporto da diciotto anni: “Se prima della pandemia il termine chiave era meritocrazia, grazie alle possibilità di lavoro e sviluppo personale offerte dal Regno Unito, adesso la parola magica è genitorialità: gli italiani che lasciano la propria casa verso Londra vogliono diventare genitori”. Anche se parte del loro progetto di vita è tornare in Italia. Ecco perché il tema del RIM 2023 è stato quello del Ritorno (i rientri in patria sono stati 6.500). Riuscirà l’Italia a rendersi accogliente per coloro che ritornano?  Al “Turismo delle Radici”, il piano rivolto alle seconde e terze generazioni di Italiani all’estero che visitano il Belpaese, si è incentrato l’intervento del senatore Raffaele Fantetti, coordinatore dell’incontro londinese. D’accordo anche il presidente del Comites Alessandro Gaglione, che ha testimoniato a Londra la presenza  crescente di italiani con doppia cittadinanza, provenienti da Bangladesh, Pakistan, Brasile. Il nostro tricolore sventola anche per studenti (11.320: il numero più alto in assoluto insieme ai francesi), per i lavoratori del Servizio Sanitario Nazionale NHS e per gli Accademici. (Francesca Marchese)   Le foto sono di Salvatore Mancuso Mons. Pierpaolo Felicolo Il Console Generale d’Italia a Londra Domenico Bellantone, il nunzio apostolico in Gran Bretagna Mons. Miguel Maury Buendía, il senatore Raffaele Fantetti, la curatrice del Rapporto Italiani nel Mondo Delfina Licata, il presidente Comites di Londra Alessandro Gaglione e il Direttore Generale della Fondazione Migrantes Mons. Pierpaolo Felicolo. Il Console Generale d’ Italia a Londra Domenico Bellantone, il Direttore Generale della Fondazione Migrantes Mons Pierpaolo Felicolo, il senatore Raffaele Fantetti, la curatrice del Rapporto Italiani nel Mondo Delfina Licata.    

Papa Francesco: “fratelli e sorelle migranti non dimenticate mai la vostra dignità umana”

21 Marzo 2024 - Città del Vaticano - Questa mattina Papa Francesco, in una lettera inviata che il Santo Padre Francesco ha inviata ad un gruppo di migranti riuniti a Lajas Blancas, in Panama, ha ricordayto le sue origini di figlio di migranti "partiti alla ricerca di un futuro migliore". "Ci sono stati momenti in cui - ha aggiunto -  sono rimasti senza nulla, persino affamati; con le mani vuote, ma con il cuore pieno di speranza". Nel messaggio il Pontefice sottolinea che i vescovi e operatori pastorali "sono il volto di una Chiesa madre che marcia con i suoi figli e le sue figlie, nei quali scopre il volto di Cristo e, come la Veronica, con affetto, porta sollievo e speranza . Grazie per esservi impegnati a favore dei nostri fratelli e sorelle migranti, che rappresentano la carne sofferente di Cristo". Ed ha concluso evidenziando che i migranti  sono "costretti a lasciare la loro patria, ad affrontare i rischi e le tribolazioni della migrazione. i rischi e le tribolazioni di un cammino difficile, senza trovare altra via d'uscita. Fratelli e sorelle migranti, non dimenticate mai la vostra dignità umana. Non abbiate paura di guardare gli altri negli occhi". (R.Iaria)  

Viminale: da inizio anno sbarcate 8.629 migranti sulle coste italiane

20 Marzo 2024 -
Roma - Sono finora 8.629 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane da inizio anno secondo il dato diffuso dal ministero degli Interni, considerati gli sbarchi rilevati entro le 8 di questa mattina. Di questi 2.268 sono di nazionalità bengalese (26%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Siria (1.545, 18%), Tunisia (1.145, 13%), Egitto (748, 9%), Pakistan (427, 5%), Guinea (320, 4%), Eritrea (280, 3%), Etiopia (208, 3%), Sudan (194, 2%), Gambia (172, 2%) a cui si aggiungono 1.322 persone (15%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione.

Refugees Welcome Italia: “per le persone migranti e rifugiate affittare casa è ancora un miraggio”

20 Marzo 2024 -

Roma -“La casa è stata già presa”, “Venite un altro giorno, non ho tempo adesso”, “Mi spiace, non dipende da me, ma il proprietario non affitta a persone straniere”. Queste sono solo alcune delle scuse che tante persone straniere alla ricerca di una casa in affitto sentono abitualmente e a causa delle quali è precluso loro l’accesso alla casa. Lo sottolinea Refugees Welcome Italia (Rwi), in occasione della Giornata internazionale contro la discriminazione razziale, che cade domani, 21 marzo. Secondo un recente sondaggio, “circa il 20% delle persone con background migratorio che cercano casa è vittima di episodi di discriminazione. Mentre ci sono più di 10 milioni di case sfitte. La domanda cresce, l’offerta diminuisce. E per chi è percepito come diverso diventa quasi nulla – denuncia Rwi -. Raccogliamo quotidianamente testimonianze di questo tipo di discriminazioni dalle persone che seguiamo nei nostri progetti di accoglienza e mentoring. Un contratto di lavoro a tempo indeterminato e delle ottime referenze non sono sufficienti a convincere proprietari e agenzie immobiliari ad affittare a persone straniere, mentre stereotipi e pregiudizi sbarrano la strada all’accesso alla casa”. “Il problema è strutturale, ma per chi non è italiano è amplificato. Il rischio che si corre è quello di negare, a persone con una certa stabilità economica, di continuare il loro percorso di inclusione, che non è possibile senza una abitazione dignitosa. Le motivazioni con le quali agenzie e proprietari immobiliari giustificano il non voler affittare case a persone con background migratorio sono sempre le stesse: pregiudizi legati alla paura verso ciò che non si conosce. E per questo che cerchiamo, come associazione, di svolgere un ruolo di mediazione con i proprietari degli alloggi. È un problema che va affrontato a livello culturale, sensibilizzando e promuovendo la conoscenza reciproca, e politico, rivedendo le politiche dell’abitare”, afferma Fabiana Musicco, direttrice di Refugees Welcome Italia. Come associazione impegnata a promuovere l’inclusione delle persone migranti e rifugiate, evidenzia Rwi, “proponiamo una serie di azioni: sensibilizzare i proprietari di casa e le agenzie immobiliari circa le discriminazioni multiple verso le persone straniere, monitorare e sanzionare forme di discriminazione rispetto all’abitare, ripensare le politiche abitative e il sistema di garanzie a tutela delle persone in condizioni economiche precarie, promuovere un accompagnamento sociale del conduttore e del locatore, pianificare nuove strategie per la messa a disposizione degli alloggi sfitti”.

Migrantes: domani a Londra la presentazione del Rapporto Italiani nel Mondo

19 Marzo 2024 - Londra - Sarà presentato domani pomeriggio a Londra, nella sede del Consolato Generale d’Italia, il Raporto Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes. A presentarlo Domenico Bellantone - Console Generale; Mons. Pierpaolo Felicolo - Direttore Generale della Fondazione Migrantes, Delfina Licata - Curatrice dello studio, Alessandro Gaglione - Presidente COMITES e Alessandro Belluzzo - Presidente Camera di Commercio coordinati da Raffaele Fantetti.

Migrantes Ferrara-Comacchio: le comunità linguistiche in Seminario

19 Marzo 2024 - Ferrara - Sabato scorso il Seminario di Ferrara ha ospitato la Giornata di fraternità e di ritiro quaresimale delle Comunità linguistiche della diocesi di Ferrra-Comacchio. L'iniziativa, patrocinata dall'Ufficio diocesano Migrantes, è iniziata con l'accoglienza dei partecipanti provenienti dalle comunità latino-americana, anglofona e francofona di Ferrara, accompagnati da diversi cappellani. «Il contatto con la loro straordinaria ricchezza culturale e spirituale - spiega don Akakpo, Direttore dell'Ufficio diocesano Migrantes -, ha condotto ad una profonda riflessione sull’importanza della nozione cristiana di riconciliazione». La Giornata ha visto anche la recita del Santo Rosario meditato in diverse lingue, una meditazione personale e le confessioni con più sacerdoti. Al termine dei lavori è stata celebrata una Santa Messa presieduta da don German, Cappellano della Comunità latino-americana e animata dal coro multietnico diocesano. Il prossimo appuntamento spirituale organizzato dall'Ufficio diocesano Migrantes sarà il pellegrinaggio a piedi dal Santuario del Ss. Crocefisso di San Luca di Ferrara al Santuario del Poggetto sabato 11 maggio. Ulteriori dettagli su: www.migrantesdiocesiferrara.it    

Oim: 95 morti e 228 dispersi da gennaio al 16 marzo

19 Marzo 2024 - Roma - Dall'inizio del 2024 fino al 16 marzo, sono stati 95 i morti e 228 i dispersi nella rotta del Mediterraneo centrale. Lo rende noto l'Organizzazione internazionale delle migrazioni (Oim) in Libia nel suo ultimo aggiornamento su X, precisando che sempre nello stesso intervallo di tempo i migranti intercettati in mare e riportati in Libia sono stati 2.738. (837 solo dal 10 al 16 marzo 2024). «L'Oim considera la Libia come porto non sicuro per i migranti», scrive la stessa Organizzazione nella grafica del post. Sono invece 8.123 i migranti giunti in Italia via mare, da inizio anno, secondo i dati pubblicati sul sito del Viminale.

Ismu: l’Italia è il Paese europeo che ha concesso più cittadinanze

19 Marzo 2024 - Milano - La Fondazione ISMU  evidenzia che, in base agli ultimi dati Eurostat, nel 2022 i cittadini con background migratorio che hanno acquisito la cittadinanza italiana sono in totale 213.716, il 76% in più rispetto al 2021, quando erano diventate italiane 121.457 persone. Nel 2022, è divenuto italiano il 4,3% dei residenti con cittadinanza non italiana (CNI) a fronte di una media del 2,6% per l’intera UE27.  In totale, nel 2022, nell'UE sono 989.940 le persone che hanno acquisito la cittadinanza del Paese in cui vivono, con un aumento di circa il 20% (+163.100) rispetto al 2021. La maggior parte delle nuove cittadinanze (in numero assoluto) è stata concessa dall'Italia (22% del totale dell'UE), seguita dalla Spagna (181.581 cittadinanze, pari al 18% del totale UE) e dalla Germania (166.640 cittadinanze, il 17% del totale UE). In Italia è stato anche registrato il maggiore aumento di cittadinanze concesse ai residenti con CNI nel 2022 rispetto al 2021: +92.200, contro i +37.600 di Spagna e +36.600 di Germania. Le maggiori diminuzioni sono state, invece, osservate in Francia (-15.900), Paesi Bassi (-9.300) e Portogallo (-3.700). Nel 2022 sono diventati cittadini italiani soprattutto persone originarie da Albania (38mila), Marocco (31mila) e Romania (16mila). Questi tre Paesi rappresentano il 40% delle acquisizioni totali. Al quarto posto il Brasile (11mila), seguito da India, Bangladesh e Pakistan, che complessivamente hanno registrato 20mila nuove acquisizioni. In termini relativi, sono stati rilevati - sottolinea l'Ismu - aumenti significativi rispetto al 2021 per argentini, brasiliani, moldavi e ucraini (dove le acquisizioni di cittadinanza sono più che raddoppiate). A livello europeo i principali Paesi di provenienza dei neocittadini UE sono Marocco (112.700 cittadinanze concesse), Siria (90.400) e Albania (50.300). Nel 2022, l'età media delle persone che hanno acquisito la cittadinanza nei Paesi UE è di 31 anni. Lo Stato membro dove è più bassa l'età media dei neocittadini è la Grecia: qui la metà ha meno di 21 anni. Il Paese con l'età media più alta è, invece, Cipro (42 anni). Entrando più nello specifico, l'Ismu evidenzia che il 39% delle persone alle quali è stata concessa la cittadinanza di un paese UE nel 2022 ha meno di 25 anni. Un altro 41% è di età compresa tra 25 e 44 anni, mentre quelli di 45 anni e oltre rappresentano il 20%. Tra coloro che hanno acquisito la cittadinanza di qualsiasi Stato membro dell'UE, il 26% sono bambini di età inferiore ai 15 anni (0-14 anni). Le percentuali più elevate sono state registrate in Francia (34%), Lettonia (33%), Spagna (32%) e Belgio (31%). Tra coloro che hanno acquisito la cittadinanza italiana nel 2022, il 26% sono ragazzi di età tra 0 e 14 anni. Se si considera anche la fascia di età 15-19 anni, si arriva a comprendere il 37% di tutte le acquisizioni. Quanto alla provenienza, i bambini tra 0 e 14 anni diventati italiani nel 2022 sono originari soprattutto di Pakistan (44%), Bangladesh (42%), Egitto (41%) e Marocco (39%). Le percentuali più basse si riscontrano tra i brasiliani (5%), gli argentini (7%) e gli ucraini (10%).  

Colletta del Venerdì Santo: appello a partecipare

19 Marzo 2024 - Roma - «Rinnoviamo l'appello alla partecipazione alla "Colletta per la Terra Santa" che si tiene il Venerdì Santo» (quest'anno il 29 marzo), ha detto il presidente della Cei, cardinale Matteo Zuppi, nell'Introduzione al Consiglio permanente del 18-20 marzo 2024. La "Colletta per la Terra Santa" nasce dalla volontà dei Papi di mantenere forte il legame tra tutti i cristiani del mondo e i Luoghi Santi. La Colletta, tradizionalmente raccolta nella giornata del Venerdì Santo, è la fonte principale per il sostentamento della vita che si svolge intorno ai Luoghi Santi. Le offerte raccolte dalle parrocchie e dai vescovi vengono trasmesse dai Commissari di Terra Santa alla Custodia di Terra Santa e verranno usate per il mantenimento dei Luoghi e per i cristiani di Terra Santa, le pietre vive di Terra Santa. Compito della Custodia è prendersi cura dei Luoghi Santi, dimorarvi, farne luoghi di preghiera, essere accoglienti verso i fedeli locali e verso i pellegrini, e anche mettere in campo opere educative come le scuole, opere sociali come case per anziani ma anche per le giovani famiglie, ambulatori e dispensari, opere di promozione umana attraverso la creazione di posti di lavoro. I territori e i luoghi che beneficiano sotto diverse forme di un sostegno proveniente dalla Colletta sono Gerusalemme, la Palestina, Israele, la Giordania, Cipro, la Siria, il Libano, l'Egitto, l'Etiopia, l'Eritrea, la Turchia, l'Iran e l'Iraq. La Colletta Pro Terra Santa è una delle raccolte obbligatorie, come lo sono l'Obolo di San Pietro del 29 giugno e la Giornata missionaria mondiale.  

Card. Zuppi: “si cresce solo insieme”

19 Marzo 2024 - Roma - È la pace la priorità per la Chiesa universale e quindi anche per la Chiesa in Italia. Lo ribadisce con forza il cardinale presidente della Cei Matteo Zuppi aprendo i lavori per la sessione primaverile del Consiglio permanente. Lo fa rimarcando che «in questo tempo di conflitti, di divisioni, di sentimenti nazionalisti, di odi, di contrapposizioni», il servizio della Chiesa per l'unità «brilla come una luce di speranza». E tale servizio, «che coinvolge i vescovi e tutte le comunità», si fa proprio «partendo dal ministero del Vescovo di Roma, il Papa». Non a caso "pace" è «sicuramente una delle parole chiave del suo pontificato». Per il cardinale Zuppi, ricevuto ieri in udienza da papa Francesco - in questo contesto «l'impegno personale e di tutte le nostre comunità resta quello di essere "artigiani di pace"». Di qui l'esortazione ad essere «operatori di pace», anzitutto nella «preghiera incessante e commossa», ma anche nella solidarietà. Così ad esempio, con l'Ucraina, «mediante la diffusa accoglienza per le vacanze estive ai bambini orfani o vittime». In questa stessa prospettiva Zuppi annuncia che a maggio, durante la prossima Assemblea Generale della Cei, ci sarà una giornata di preghiera, digiuno e solidarietà. Il presidente sottolinea che le parole del Papa sulla pace «sono tutt'altro che ingenuità». Oggi quindi «la storia esige di trovare un quadro nuovo, un paradigma differente, coinvolgendo la comunità internazionale per trovare insieme alle parti in causa una pace giusta e sicura». E proprio su questo versante gli Stati e i popoli europei, le stesse istituzioni dell'Unione europea, «devono riscoprire la loro vocazione originaria, improntando le relazioni internazionali alla cooperazione ». A questo proposito il cardinale Zuppi ricorda che l'Europa vivrà a giugno «una grande occasione di partecipazione popolare per il rinnovo del Parlamento di Strasburgo». E rilancia l'appello dei vescovi europei che invitano a scegliere «responsabilmente i deputati che rappresenteranno i nostri valori e lavoreranno per il bene comune». Per il cardinale Zuppi «l'impegno degli artigiani di pace» significa non rassegnarsi «a un aumento incontrollato delle armi, né tanto meno alla guerra come via per la pace». E aggiunge, citando il dettato costituzionale: «L'Italia - l'Europa no? - "ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali"». Nel quadro del Cammino sinodale in corso il cardinale Zuppi invita la Chiesa italiana a non avere paura del dibattito interno, senza però cadere «in polemiche digitali, sterili, polarizzate, di convenienza». Ma con una avvertenza: superare «la tentazione della nostalgia di una presunta età dell'oro, quella prima del Concilio per taluni, dopo il Vaticano II per altri». Al termine del suo intervento il presidente della Cei indica alcuni segnali che «preoccupano e interrogano» la Chiesa. Per Zuppi - con un riferimento implicito alla cosiddetta autonomia differenziata - «suscita preoccupazione la tenuta del sistema Paese, in particolare di quelle aree che ormai da tempo fanno i conti con la crisi economica e sociale, con lo spopolamento e con la carenza di servizi». Il pensiero del cardinale Zuppi va poi anche ai giovani e agli anziani. Riguardo questi ultimi il cardinale rileva, che specialmente alla luce di quanto accaduto durante la pandemia, «serve un nuovo welfare» e in particolare serve «concretizzare la riforma delineata con la Legge Delega del marzo 2023 e a non tradire le attese di persone, famiglie e operatori». Il presidente infine spiega che la Cei guarda «con apprensione alla tematica del fine vita». Per la Chiesa «le cure palliative, disciplinate da una buona legge ma ancora disattesa, devono essere incrementate e rese nella disponibilità di tutti senza alcuna discrezionalità di approccio su base regionale». Inoltre «la piena applicazione della legge sulle disposizioni anticipate di trattamento» è «ulteriore garanzia di dignità e di alleanza per proteggere la persona nella sua sofferenza e fragilità». (G.C.)