Primo Piano

Migrantes Roma: sabato la conclusione del corso di formazione missionaria e migratoria

Roma – Si svolgerà sabato prossimo, 6 aprile, a Roma, presso il Vicariato, il nuovo appuntamento di formazione missionaria/migrantes promosso dagli uffici Migrantes e della Cooperazione missionaria della diocesi di Roma. Ambrogio Bongiovanni (docente di pedagogia del dialogo interreligioso) e Shahrzad Houshmand (docente di studi islamici) tratteranno il tema: “La diversità religiosa come fattore della migrazione. La sfida dell’evangelizzazione e una sua rilettura alla luce del rispetto delle diversità”. A moderare l’incontro Stefania Falasca, giornalista del quotidiano Avvenire.

La Missione Cattolica Italiana di Vienna cambia sede

Vienna – Cambia la sede della Missione Cattolica Italiana di  Vienna. Recentemente la diocesi austriaca ha deciso di trasferire la comunità italiana e la sua cura pastorale degli italiani dalla sede storica (Minoritenkirche) ad un'altra chiesa in Alser Straße 17,  A- 1080 Wien, informa il missionario p. Thomas Manalil. Il sabato resta inviariato la recita del Rosario alle 16,30  e la celebrazione eucaristica prefestiva alle 17 mentre domenica la celebrazione, in italiano, è anticipata alle ore 10,30. Intanto per maggiori informazioni la MCI ha aperto un sito internet all’indirizzo www.mcivienna.org. “Negli ultimi anni, il Signore ha favorito una significativa crescita della nostra Comunità. Diversi gruppi la compongono e assicurano la sua animazione”, scrive il missionario ricordando le diverse attività promosse e portate avanti dalla Missione Cattolica Italiana. “Tutto questo – aggiunge - deve essere motivo di grande gioia per tutti noi e di lode al Signore per la sua benevolenza. Infatti, quanto ricevuto non è merito nostro, ma un puro dono, una grazia da parte di Dio a noi”. Per tutti questi anni, la Congregazione Italiana “Madonna della Neve” “ci ha accompagnato, mettendoci a disposizione la propria chiesa (la Minoritenkirche) e gli ambienti. Ha così mirabilmente contribuito alla crescita e al bene della nostra Comunità. Colgo quest'occasione per esprimere, da parte di tutti i fedeli e anche dei cappellani predecessori, la nostra profonda gratitudine nei riguardi della Congregazione Italiana ‘Madonna della Neve’ per il suo appoggio e contributo. È molto appropriato usare in questo caso l'espressione austriaca: Vergelt's Gott! Allo stesso tempo – aggiunge p. Thomas Manalil - la crescita della comunità rende necessaria la disponibilità di spazi e tempi adeguati. Questo ha portato l’Arcidiocesi di Vienna, che tanto ha a cuore la nostra Comunità e la sua crescita spirituale, a darci la possibilità di utilizzare la chiesa e gli spazi della parrocchia di Alser Straße. È un dono che cercheremo di far fruttare al meglio. Insieme, vogliamo continuare il nostro percorso di fede e di comunione fraterna. Insieme, vogliamo camminare verso Dio e consolidare i rapporti tra i membri della comunità”.

Messina: domani la presentazione del “Rapporto Immigrazione”

Messina – Domani pomeriggio, giovedì 4 aprile, alle ore 18.00, a Messina, presso il “Salone delle Bandiere” di Palazzo Zanca, verrà presentato il  XXVII “Rapporto Immigrazione” redatto da Caritas Italiana e Fondazione Migrantes. L’edizione di quest’anno, dal titolo "Un linguaggio nuovo per le migrazioni", è incentrata sul valore e l’importanza di comunicare l’immigrazione con un linguaggio nuovo e aderente alla realtà. Dopo i saluti iniziali, introdurrà i lavori Santino Tornesi, direttore dell’Ufficio Migrantes della diocesi di Messina-Santa Lucia del Mela. Presenterà il Rapporto Simone Varisco della Fondazione Migrantes. Seguirà una relazione affidata a Antonella Cava, docente di Sociologia della Comunicazione dell’Ateneo messinese, dal titolo: “Informazione, media e percezione dell’immigrazione”. Le conclusioni saranno affidate al gesuita  p. Felice Scalia. L’appuntamento di domani è il primo di tre eventi di un percorso in cui, attraverso i volumi prodotti dalla Chiesa italiana, verrà affrontato il fenomeno della mobilità umana. Il progetto nasce dalla Piccola comunità Nuovi Orizzonti in collaborazione tra l’Università di Messina (Dipartimento di Scienze cognitive, psicologiche, pedagogiche e degli studi culturali - COSPECS; Dipartimento di Scienze politiche e giuridiche - SCIPOG), gli organismi pastorali diocesani della Migrantes e della Caritas, l’Associazione di volontariato “Piccola Comunità Nuovi Orizzonti”. L’appuntamento aperto alla Città sarà preceduto, alle ore 15 (Aulario di via Pietro Castelli - Gravitelli), dalla presentazione del Rapporto ai docenti e agli studenti universitari, agli iscritti all’Ordine degli assistenti sociali e a quanti, a motivo del loro lavoro, sono interessati al fenomeno migratorio.

Padova: incontri per conoscere e capire cosa cambia con il “Decreto Sicurezza”

Padova - Terzo e ultimo incontro domani, 4 aprile, alle ore 20.30, nella sala polivalente Diego Valeri (in via Diego Valeri 17 a Padova) con “Decreto Sicurezza”: appuntamenti nel territorio organizzati da Caritas diocesana di Padova, Sportello Avvocati di Strada Padova e Migrantes di Padova per conoscere le novità e i cambiamenti introdotti dal “Decreto Sicurezza” convertito in Legge 132/2018 lo scorso novembre. L’incontro, a cui sono particolarmente invitati proprio i migranti ed è aperto alla cittadinanza, si propone – spiega la diocesi - di capire quali sono le novità introdotte dalla legge e le sue conseguenze, dal momento che la normativa cambia in “maniera sostanziale le procedure legate all’accoglienza dei migranti, incidendo profondamente sui singoli percorsi di integrazione”. In questa occasione interviene l’avv. Lucia Carraro.

Centro Astalli: “50 dispersi in mare e nessuno li cerca”

Roma - Il Centro Astalli “apprende con allarme che da lunedì sera non si hanno più notizie di un’imbarcazione con circa 50 migranti a bordo, tra cui donne e bambini, da cui era partita una richiesta di soccorso. L’ultimo contatto risale alle 22 di lunedì 1° aprile”. È quanto si legge in una nota del Centro Astalli rispetto a quanto segnalato da Alarm phone, il sito che i naufraghi hanno contattato e che dichiara di aver provato a chiamare i numeri della guardia costiera libica per dare le coordinate dell’imbarcazione ma nessuno ha mai risposto. “Ha poi segnalato la barca in difficoltà alla sala operativa di Roma – prosegue la nota – che si è limitata a fornire un altro numero in Libia cui nessuno ha mai risposto”. Per il Centro Astalli si tratta di “una notizia gravissima che si aggiunge a quella dei 41 dispersi in mare dalla scorsa settimana e che nessuno cerca più”. “Diventa sistematica la violazioni di leggi, convenzioni e norme cogenti per cui non si possono lasciar morire in mare uomini e donne”, denuncia il Centro Astalli, sottolineando che “chi rischia la vita deve essere salvato sempre indipendentemente dalla storia personale, dall’etnia o dai motivi per cui si trova in pericolo. Si logora altrimenti lo stato di diritto, la civiltà democratica e si mina seriamente un futuro di pace nel nostro continente”. “Chi ricopre ruoli istituzionali – ammonisce il Centro Astalli – non può derogare alla sua precisa responsabilità di tutelare la vita, la dignità e i diritti di ogni essere umano”. Il Centro Astalli “chiede canali umanitari, programmi di reinsediamento, quote e visti di ingresso in Europa strutturali e a lungo termine. Nell’immediato chiede il ripristino di azioni di ricerca e soccorso di quanti rischiano la vita in mare, in mancanza di alternative legali”. (sir)

Cinema: dal 4 aprile la commedia multiculturale “Il viaggio di Yao”

Roma - L’attore francese Omar Sy, noto al grande pubblico per “Quasi amici” e per altri titoli hollywoodiani come “Jurassic World” e “Inferno”, è protagonista al cinema, dal 4 aprile, della commedia multiculturale “Il viaggio di Yao” (“Yao”). Seydou è un attore di origini senegalesi affermato in Francia e sull’onda del suo successo decide di ritorno nel suo Paese di origine, in Africa, dove al suo arrivo si imbatterà nel bambino Yao (Lionel Louis Basse), preadolescente che si è avventurato da solo lungo il territorio africano pur di conoscere il suo mito cinematografico. Sarà l’inizio di un viaggio on the road per ricondurre a casa il ragazzo; un cammino fisico ed esistenziale. Alla regia c’è Philippe Godeau, produttore della commedia “Benvenuti… ma non troppo”.

Neuchâtel: una serata per parlare di accoglienza

Neuchâtel – Domani sera , alle 18,30, presso la Maison des Associations, a Neuchâtel, il Comites e l'Associazione MoDC organizzano un incontro di accoglienza ed informazione per gli italiani nuovi arrivati e non. Si parlerà di prima accoglienza, previdenza, scuola, fiscalità e altri temi che interessano chi è appena arrivato a Neuchâtel o chi vi risiede da più tempo. L'iniziativa di domani si inquadra nel progetto "Benvenuti a Neuchâtel", finanziato dal MAECI e grazie al quale sono stati proposti anche corsi di francese e attivati 3 punti di informazione a Neuchâtel e al La Chaux des Fonds. Altra iniziativa prevista, venerdì 5 aprile, presso la Casa d'Italia a Berna:  l'Unite, in collaborazione con il Comites, presenta "Gli organismi di rappresentanza degli italiani all'estero: il Comites ed il CGIE".

Laphidil: ci deve essere una vicinanza tra Chiesa ‘adulta’ e Chiesa ‘giovane’

Città del Vaticano – A presentare questa mattina l’Esortazione apostolica “Cristo Vive” di Papa Francesco dopo il Sinodo sui giovani dello scorso anno, anche Laphidil Opping Twumasi, 25 anni, responsabile del gruppo dei giovani della comunità ghanese della diocesi di Vicenza. Studentessa del corso magistrale di Ingegneria Biomedica all’Università di Bologna Laphidil ha partecipato alla Riunione Presinodale dei Giovani a Roma e ha seguito il percorso del Sinodo fino all’emissione del Documento Finale. L’Esortazione presentatata questa mattina nella Sala Stampa della Santa Sede ha suscitato nella giovane ghanese “un’emozione indescrivibile, perché leggendolo mi è sembrato di parlare con una persona vicina, come un padre che mi offre consigli e suggerimenti. È un Documento che, alla luce della relazione con Cristo, illumina le diverse realtà della vita dei giovani. È facile da capire e – ha detto - non si perde in arcaismi, anzi, ho trovato termini come tutorial, zapping ed influencer che direi sono termini giovanili. È stata una scoperta piacevole scorgere tali termini in un Documento Ufficiale della Chiesa”. Da qui l’invito di Laphidil ai giovani a leggerlo “con calma, con i nostri tempi, perché sono certa che ognuno di noi ci troverà qualcosa che lo riguarda”. “Per me – ha aggiunto - è stato emozionante anche trovare citazioni testuali e anche interi paragrafi presi dal nostro Documento Presinodale, ed avendo fatto parte del gruppo di redazione a suo tempo, sento che quelle notti dove siamo rimasti svegli a mettere insieme quel Documento non sono trascorse invano. Devo dire che c’è stato uno sforzo e la volontà di sentire il nostro grido, di ascoltarci veramente”. L’Esortazione ha spiegato la giovane non è un “manuale di sola dottrina ed insegnamenti, ma per me sembra una guida e un insieme di suggerimenti, qualcosa alla quale fare riferimento quando ci sentiamo un po’ persi. Non ha risposte preconfezionate alle nostre domande perché sarebbe anche fisicamente impossibile inglobare e fare un tutt’uno della vastità e diversità di problematiche che abbiamo noi giovani e la Chiesa in generale nel mondo, perché appunto siamo diversi. Sta a noi adesso come giovani nella Chiesa, inseriti nella pastorale giovanile, nelle parrocchie, nelle varie aggregazioni ecclesiali, nelle unità pastorali in generale, alzarci e darci da fare. Dobbiamo prendere in mano il Documento finale del Sinodo e questa Esortazione Apostolica, estrapolare i temi e le realtà a noi più vicine ed adattarle alle nostre esigenze, altrimenti tutto il lavoro fatto in questi due anni diventerebbe fine a se stesso”. Laphidil evidenzia, concludendo il suo intervento, che c’è “un bisogno reciproco, ci deve essere una vicinanza tra Chiesa ‘adulta’ e Chiesa ‘giovane’, perché noi giovani abbiamo forza, entusiasmo, carisma, ma abbiamo bisogno dell’esperienza e della conoscenza degli adulti che ci mostrino la strada e ci aiutino ad incanalare i nostri doni. Devono camminare insieme a noi per aiutarci a realizzare le nostre idee ed i nostri sogni”. (R.I.)

Forum europeo: “Dalla governance globale a quella locale: come assicurare vie sicure e regolari per raggiungere l’Ue”

Bruxelles -  Quinto appuntamento per il “Forum europeo per la migrazione”, a Bruxelles il 3-4 aprile. Organizzato dalla Commissione europea e dal Comitato economico sociale europeo (Cese), la piattaforma è uno spazio di confronto tra la società civile e le istituzioni Ue. Il tema di questo incontro sarà “Dalla governance globale a quella locale: come assicurare vie sicure e regolari per raggiungere l’Ue”. Si discuterà anche di “come implementare i Global compact sulle migrazioni e i rifugiati”, spiegano gli organizzatori, “e del ruolo delle organizzazioni della società civile e degli attori locali nell’interazione tra piano internazionale e locale”. I lavori saranno aperti domani pomeriggio dal commissario per le migrazioni Dimitris Avramopoulos e dal presidente Cese Luca Jahier; il confronto si snoderà poi in 5 workshop: dalla governance globale a quella locale della migrazione: il ruolo delle autorità locali nella gestione della migrazione; qual è il futuro della politica di migrazione legale dell’Ue?; il ruolo delle organizzazioni della società civile nello sviluppo e nel miglioramento di vie sicure; il ruolo della società civile e di altri attori non pubblici nel rafforzare la cooperazione con i Paesi terzi nella gestione della migrazione; empowerment dei migranti per migliori politiche di integrazione. Gli esiti saranno presentati in una tavola rotonda conclusiva con esponenti della Commissione, Parlamento, presidenza rumena dell’Ue e Comitato delle regioni.

Pasqua

Roma- “Il Calvario è un cammino di sofferenza e solitudine che continua ai nostri giorni”. Papa Francesco ha voluto ricordarlo in occasione della GMG, quando al termine della Via Crucis celebrata a Panama ha domandato: “Come reagiamo di fronte a Gesù che soffre, cammina, emigra nel volto di tanti nostri amici, di tanti sconosciuti che abbiamo imparato a rendere invisibili? Consoliamo e accompagniamo il Signore, indifeso e sofferente, nei più piccoli e abbandonati? Lo aiutiamo a portare il peso della croce, come il Cireneo, facendoci operatori di pace, creatori di alleanze, fermenti di fraternità? Abbiamo il coraggio di rimanere ai piedi della croce come Maria?”. Interrogativi profondi, forti, dirompenti. Mentre percorriamo questo ultimo tratto della Quaresima che ci conduce alla Settimana Santa e alla Pasqua, abbiamo deciso di soffermarci sull’attualità del messaggio della Risurrezione, che può aiutarci a guardare in modo diverso i crocifissi di oggi, in qualunque luogo si trovino. Augurandoci, con le parole di Bergoglio, di “immedesimarci col buon ladrone che ha guardato il Figlio di Dio con occhi pieni di vergogna, di pentimento e di speranza e che, con gli occhi della fede, ha visto nella sua apparente sconfitta la divina vittoria e così si è inginocchiato dinanzi alla sua misericordia e con onestà ha derubato il paradiso”.(don Leonardo Di Mauro, don Francesco Soddu, don Giuseppe Pizzoli, don Giovanni De Robertis e don Bruno Bignami)

Esortazione Apostolica: migrazioni “fenomeno strutturale” e “non un’emergenza transitoria”

Città del Vaticano - I tanti giovani direttamente coinvolti nelle migrazioni rappresentano a livello mondiale “un fenomeno strutturale e non un’emergenza transitoria. A scriverlo è papa Francesco nell’esortazione Apostolica “Christus vivit”, “Cristo vive” presentata questa mattina nella Sala Stampa della Santa Sede. Per il pontefice le migrazioni possono avvenire all’interno dello stesso Paese oppure tra Paesi diversi. La “preoccupazione” della Chiesa riguarda in particolare coloro che “fuggono dalla guerra, dalla violenza, dalla persecuzione politica o religiosa, dai disastri naturali dovuti anche ai cambiamenti climatici e dalla povertà estrema: molti di loro sono giovani. In genere sono alla ricerca di opportunità per sé e per la propria famiglia. Sognano un futuro migliore e desiderano creare le condizioni perché si realizzi”. I migranti, scrive ancora il papa citando la Lettera agli Ebrei, “ci ricordano la condizione originaria della fede, ovvero quella di essere ‘stranieri e pellegrini sulla terra’”.  92. Altri migranti sono “attirati dalla cultura occidentale, nutrendo talvolta aspettative irrealistiche che li espongono a pesanti delusioni. Trafficanti senza scrupolo, spesso legati ai cartelli della droga e delle armi, sfruttano la debolezza dei migranti, che lungo il loro percorso troppo spesso incontrano la violenza, la tratta, l’abuso psicologico e anche fisico, e sofferenze indicibili”. Il papa segnala quindi “la particolare vulnerabilità dei migranti minori non accompagnati, e la situazione di coloro che sono costretti a passare molti anni nei campi profughi o che rimangono bloccati a lungo nei Paesi di transito, senza poter proseguire il corso di studi né esprimere i propri talenti. In alcuni Paesi di arrivo, i fenomeni migratori suscitano allarme e paure, spesso fomentate e sfruttate a fini politici. Si diffonde così una mentalità xenofoba, di chiusura e di ripiegamento su se stessi, a cui occorre reagire con decisione”, si legge nel testo di nove capitoli divisi in 299 paragrafi.  Per il papa i giovani che migrano “sperimentano la separazione dal proprio contesto di origine e spesso anche uno sradicamento culturale e religioso. La frattura riguarda anche le comunità di origine, che perdono gli elementi più vigorosi e intraprendenti, e le famiglie, in particolare quando migra uno o entrambi i genitori, lasciando i figli nel Paese di origine”. In questa la Chiesa ha un “ruolo importante come riferimento per i giovani di queste famiglie spezzate. Ma quelle dei migranti sono anche storie di incontro tra persone e tra culture: per le comunità e le società in cui arrivano – si legge nel paragrafo dedicato ai migranti “paradigma del nostro tempo” -  una opportunità di arricchimento e di sviluppo umano integrale di tutti. Le iniziative di accoglienza che fanno riferimento alla Chiesa hanno un ruolo importante da questo punto di vista, e possono rivitalizzare le comunità capaci di realizzarle”. “Grazie alla diversa provenienza dei Padri, rispetto al tema dei migranti il Sinodo ha visto l’incontro di molte prospettive, in particolare tra Paesi di partenza e Paesi di arrivo. Inoltre è risuonato il grido di allarme di quelle Chiese i cui membri sono costretti a scappare dalla guerra e dalla persecuzione e che vedono in queste migrazioni forzate una minaccia per la loro stessa esistenza. Proprio il fatto di includere al suo interno tutte queste diverse prospettive mette la Chiesa in condizione di esercitare un ruolo profetico nei confronti della società sul tema delle migrazioni”. Da qui la richiesta particolare ai giovani di “non cadere nelle reti di coloro che vogliono metterli contro altri giovani che arrivano nei loro Paesi, descrivendoli come soggetti pericolosi e come se non avessero la stessa inalienabile dignità di ogni essere umano”. (R.Iaria)

Esortazione Apostolica: “Migranti paradigma del nostro tempo”

Città del Vaticano - “Migranti come paradigma del nostro tempo”. Così Papa Francesco presenta i migranti nell’Esortazione Apostolica post sinodale “Christus vivit”, “Cristo vive”, dedicata ai giovani e resa nota oggi. Il pontefice nel documento indirizzato “ai giovani e a tutto il popolo di Dio” ricorda i tanti giovani coinvolti nelle migrazioni. “La preoccupazione della Chiesa – scrive - riguarda in particolare coloro che fuggono dalla guerra, dalla violenza, dalla persecuzione politica o religiosa, dai disastri naturali dovuti anche ai cambiamenti climatici e dalla povertà estrema”: sono alla ricerca di un’opportunità, sognano un futuro migliore. Altri migranti sono “attirati dalla cultura occidentale, nutrendo talvolta aspettative irrealistiche che li espongono a pesanti delusioni. Trafficanti senza scrupolo, spesso legati ai cartelli della droga e delle armi, sfruttano la debolezza dei migranti”. Papa Francesco segnala la “particolare vulnerabilità dei migranti minori non accompagnati”: in alcuni Paesi di arrivo  - scrive -  i fenomeni migratori suscitano “allarme e paure, spesso fomentate e sfruttate a fini politici. Si diffonde così una mentalità xenofoba, di chiusura e di ripiegamento su se stessi, a cui occorre reagire con decisione”. I giovani migranti spesso sperimentano anche uno sradicamento culturale e religioso. Il Papa chiede “in particolare ai giovani di non cadere nelle reti di coloro che vogliono metterli contro altri giovani che arrivano nei loro Paesi, descrivendoli come soggetti pericolosi”. (R.I.)

Palermo: domani la presentazione dei Rapporti Immigrazione e Diritto d’Asilo

Palermo – Saranno presentati domani a Palermo, presso la Sala delle Capriate del Palazzo Steri, il Rapporto Immigrazione di Caritas Italiana e Fondazione Migrantes e il Rapporto sul Diritto d’Asilo della Fondazione Migrantes. Il lavoro, la scuola, la cittadinanza, la salute, la devianza, la richiesta di asilo sono i principali temi oggetto della giornata. I rapporti presentano una sezione internazionale che si focalizza sulle dinamiche a livello globale ed europeo, ed una parte nazionale che si concentra sulla presenza nel nostro Paese di oltre 5 milioni di cittadini stranieri. “È evidente – scrivono don Francesco Soddu e don Giovanni De Robertis, rispettivamente Direttore di Caritas Italiana e Direttore generale della Fondazione Migrantes - che ci troviamo di fronte ad una “emergenza culturale” che richiede un intervento strutturato e di lungo periodo. È necessario mettere in campo tutte le risorse educative capaci di stimolare, da un lato, il necessario approfondimento rispetto a temi che sono ormai cruciali, e dall’altro lato di accompagnare le nostre comunità verso l’acquisizione di una nuova ‘grammatica della comunicazione’ che sia innanzitutto aderente ai fatti e rispettosa delle persone”. I due organismi pastorali della CEI – spiega il direttore regionale Migrantes della Sicilia, Mario Affronti -  ribadiscono l’impegno della Chiesa in Italia per le persone più fragili e, fra queste, le donne e i minori che raggiungono l’Europa lasciando “contesti difficili dove ogni idea di futuro è compromessa da conflitti e povertà diffusa”.

Card. Bassetti: promuovere una cultura del dialogo e della pace

1 Aprile 2019 - Roma - Un’assise “unica nel suo genere” tra i Vescovi cattolici dei Paesi che si affacciano sul Mare Nostrum”. Così il Card. Gualtiero Bassetti, Presidente della CEI, parla dell’Incontro di riflessione e spiritualità per la pace nel Mediterraneo che si svolgerà a Bari nel febbraio prossimo su iniziativa della Chiesa italiana. Il porporato ha aperto, questo pomeriggio  il Consiglio Episcopale Permanente della CEI che all’ordine del giorno una riflessione in vista dell’Assemblea Generale ordinaria (Roma, 20-23 maggio), che sarà dedicata a Modalità e strumenti per una nuova presenza missionaria e quindi un confronto sugli Orientamenti pastorali della Chiesa in Italia. Per il card. l’incontro di Bari sarà  basato “sull’ascolto e sul discernimento comunitario, che, valorizzando la sinodalità, si prefigge di compiere un passo verso la promozione di una cultura del dialogo e della pace, per un futuro dell’Italia, dell’Europa, dell’intero bacino mediterraneo. Nella sua introduzione il Card. Bassetti si è soffermato sul tema della sinodalità che – ha detto, “non è un vestito esteriore”: “sorge dal basso”, “inizia dall’ascolto, dove ciascuno ha qualcosa da imparare dall’altro, nella volontà di mettersi in sintonia, di accogliersi reciprocamente. Traspare nel linguaggio e nel comportamento, nelle relazioni, nelle scelte, nel modo ordinario di vivere. È generativa la sinodalità. Avvicina – ha aggiunto -  la realtà nella disponibilità ad apprendere e coinvolgersi”. La sinodalità – ha quindi detto - è “una proposta che sentiamo di poter e dover fare anche alla società, a una società slabbrata come la nostra. Non è certo sinodale la modalità con cui la comunicazione viene spesso usata per accendere gli animi, screditare e far prevalere le paure, arrivando a identificare nell’altro non un fratello, ma un nemico. Quanta distanza dal dialogo che abbiamo visto in atto in questi giorni con la visita del Santo Padre in Marocco…”. Purtroppo – è ancora il cardinale a parlare -  “quando manca questo sguardo, riusciamo a dividerci su tutto, a contrapporre le piazze”. (R.Iaria)

Rom: ha preso avvio il progetto “Cresciamo insieme”

Pescara – Nei giorni scorsi ha preso avvio, presso l'istituto superiore “Tito Acerbo” di Pescara, il progetto “Avas bare a tekane” “Cresciamo insieme”  ideato dall' associazione Amici di Zefferino in collaborazione con il gruppo Intesa San Paolo . Il progetto prevede una serie di incontri che di volta in volta guiderà gli studenti nella scoperta del popolo millenario ed ancora sconosciuto dei rom. Tale progetto ha l’intento di creare conoscenza per facilitare integrazione senza assimilazione, abbattere i muri del pregiudizio e degli stereotipi.

Viminale: da inizio 2019 sbarcate sulle coste italiane 524 persone

Roma - Sono finora 524 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane da inizio 2019, l’91,68% in meno rispetto alle 6.296 che erano arrivate in Italia via mare nello stesso periodo del 2018 e il 97,84% in meno rispetto alle 24.292 arrivate in Italia tra il 1° gennaio e il 1° aprile 2017. Il dato è stato diffuso dal ministero degli Interni, considerati gli sbarchi rilevati entro le 8 di questa mattina. Dei 524 migranti sbarcati in Italia nei primi tre mesi del 2019, 202 sono quelli arrivati a gennaio, 60 a febbraio e 262 nel mese di marzo. La nazionalità dei migranti – sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco – sono Tunisia (137, 26%), Algeria (78, 15%), Iraq (62, 12%), Bangladesh (57, 11%), Guinea (36, 7%), Senegal (33, 6%), Somalia (25, 5%), Iran (22, 4%), Eritrea (11, 2%) e Nigeria (11, 2%), a cui si aggiungono 52 persone (10%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione. Secondo i dati, sono in calo anche i minori stranieri non accompagnati sbarcati sulle coste italiane, passati dai 25.846 dell’intero 2016 ai 15.779 del 2017 ai 3.536 del 2018 agli 83 giunti finora in Italia nei primi tre mesi del 2019.

La scuola racconta le migrazioni: una giornata di studio a Roma il 4 aprile

1 Aprile 2019 - Roma - “La scuola racconta le migrazioni”. E’ questo il tema scelto per il quinto appuntamento di “Costruttori di ponti” che si svolgerà giovedì 4 aprile a Roma presso il polo didattico di viale di Principe Amedeo a Roma. Il seminario, giunto alla quinta edizione, è promosso dal 2015 dal Miur con l’Istituto Alcide Cervi di Gattico (Reggio Emilia) e quest’anno si svolge con la collaborazione dell’Università di Roma Tre – dipartimento di Scienze della formazione, di Fondazione Migrantes e della Rete scuole migranti. Il tema vedrà protagoniste le scuole e le associazioni quotidianamente impegnate nel costruire e ricostruire il racconto delle migrazioni, troppo spesso schiacciato dalla narrazione – non sempre aderente alla realtà – che viene fatta sui vari circuiti mediatici. Il seminario punta a sollecitare la scuola ed usare i tanti diversi linguaggi ed esercitare la propria “autonomia narrativa”. Dopo i saluti istituzionali, e le relazioni dello scrittore e insegnante Eraldo Affinati e di Alessandro Portelli (Università La Sapienza) saranno avviate sei sessioni tematiche parallele dedicate ai linguaggi dell’arte (musica, cinema, danza, teatro e arti figurative), della letteratura e della scrittura, con focus sull’emigrazione italiana (cpn la presentazione di alcune pubblicazioni della Migrantes) e sui minori stranieri non accompagnati e rifugiati, sul razzismo e sulla migrazione raccontata dai media. Nel pomeriggio, dopo la conclusione delle varie sessioni, una tavola rotonda.

Prato: al via la III edizione del festival dedicato al Mediterraneo

Prato - Ospiti internazionali, mostre fotografiche, talk show, libri, cinema e musica. Torna a Prato dal 5 al 7 aprile 2019 “Mediterraneo Downtown”, il festival italiano sul Mediterraneo contemporaneo,  promosso da COSPE onlus, Comune di Prato e Regione Toscana in collaborazione con Libera, associazioni, nomi e numeri contro le mafie, Amnesty International e Legambiente Italia. Giunto alla sua terza edizione il Festival ripropone nel centro di Prato il dialogo tra le due sponde del Mediterraneo grazie a incontri ed eventi che porteranno al centro della scena artisti, intellettuali, economisti, imprenditori, musicisti e scrittori che si snoderanno tra il Museo del Tessuto, il Teatro Metastasio, la Biblioteca Lazzerini, il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato. Dieci i principali talk show del Festival: vero cuore dell’iniziativa, gli incontri sono pensati per testimoniare esperienze e aprire dibattiti su alcuni dei temi caldi dell’attualità: dall’economia all’informazione libera, dalle filiere del cibo all’attivismo femminile, dall’arte all’urbanistica.

Papa Francesco: costruire ponti e non muri

Città del Vaticano – E’ rientrato ieri sera in Vaticano Papa Francesco dopo due giorni in Marocco, a Rabat, 28esimo viaggio apostolico. Prima di partire, sabato mattina, a Santa Marta, ha incontrato un gruppo di migranti marocchini ospitati in Italia. Si tratta, come spiegava la Sala Stampa della Santa Sede, di “due famiglie, ognuna delle quali con due  bambini, due giovani donne ed un ragazzo”. Ad accompagnarli l’Elemosiniere apostolico, card. Konrad Krajewski. Anche a Rabat il pontefice ha voluto incontrare un gruppo di migranti. Davanti a loro ha illustrato il senso dei quattro verbi - accogliere, proteggere, promuovere e integrare - da lui posti a base di ogni politica migratoria nel messaggio per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato dello scorso anno. Per papa Francesco accogliere significa “innanzitutto offrire a migranti e rifugiati possibilità  più ampie di ingresso sicuro e legale nei paesi di destinazione”. “L’ampliamento dei canali migratori regolari è  di fatto uno degli obiettivi principali del Patto mondiale” ha spiegato aggiungendo che “questo impegno comune è necessario per non accordare nuovi spazi ai ‘mercanti di carne umana’ che speculano sui sogni e sui bisogni dei migranti”. Proteggere vuol dire assicurare la difesa “dei diritti e della dignità dei migranti e dei rifugiati, indipendentemente dal loro status migratorio”, ha spiegato ancora il papa sottolineando che “la protezione va assicurata anzitutto lungo le vie migratorie, che sono spesso, purtroppo, teatri di violenza, sfruttamento e abusi di ogni genere”. Il pontefice ha quindi chiesto anche “una particolare attenzione ai migranti in situazione di grande vulnerabilità, ai numerosi minori non accompagnati e alle donne”. Parlando poi del terzo verbo, promuovere, papa Francesco ha spiegato che “promuovere significa assicurare a tutti, migranti e locali, la possibilità di trovare un ambiente sicuro dove realizzarsi integralmente”. E la “promozione comincia col riconoscimento che nessuno è uno scarto umano, ma è portatore di una ricchezza personale, culturale e professionale che può recare molto valore là dove si trova”. Per il papa la promozione umana dei migranti e delle loro famiglie “inizia anche dalle comunità di origine, là dove dev’essere garantito, insieme al diritto di emigrare, anche quello di non essere costretti a emigrare, cioè il diritto di trovare in patria condizioni che permettano una vita degna”. E poi integrare che vuol dire “impegnarsi in un processo che valorizzi al tempo stesso il patrimonio culturale della comunità che accoglie e quello dei migranti, costruendo così una società interculturale e aperta”. “Sappiamo – ha detto - che non è per nulla facile entrare in una cultura che ci è estranea – tanto per chi arriva, quanto per chi accoglie –, metterci nei panni di persone tanto diverse da noi, comprendere i loro pensieri e le loro esperienze. Così, spesso, rinunciamo all’incontro con l’altro e innalziamo barriere per difenderci”. Integrare, invece, “richiede di non lasciarsi condizionare dalle paure e dall’ignoranza”. “Cari amici migranti, la Chiesa – ha quindi aggiunto il papa - riconosce le sofferenze che segnano il vostro cammino e ne soffre con voi”: “raggiungendovi nelle vostre situazioni così diverse, essa tiene a ricordare che Dio vuole fare di tutti noi dei viventi. Essa desidera stare al vostro fianco per costruire con voi ciò che è il meglio per la vostra vita. Perché ogni uomo ha diritto alla vita, ogni uomo ha il diritto di avere dei sogni e di poter trovare il suo giusto posto nella nostra casa comune! Ogni persona ha diritto al futuro”. Il tema migranti è stato toccato dal pontefice anche sul volo di ritorno rispondendo alle domande dei giornalisti. “Sentiamo dolore quando vediamo le persone che preferiscono costruire dei muri. Perché coloro che costruiscono i muri finiranno prigionieri dei muri che hanno costruito. Invece quelli che costruiscono ponti, andranno tanto avanti”. Per il papa costruire ponti è “una cosa che va quasi oltre l’umano, ci vuole uno sforzo molto grande. Mi ha sempre toccato tanto una frase del romanzo di Ivo Andric, ‘Il ponte sulla Drina’: dice che il ponte è fatto da Dio con le ali degli angeli perché gli uomini comunichino”. I ponti, per Papa Francesco, comunicano mentre i muri  “sono contro la comunicazione, sono per l’isolamento e quelli che li costruiscono diventeranno prigionieri”. (Raffaele Iaria)

Simi: si apre oggi a Roma una conferenza sulle migrazioni in Europa

Roma - Si apre oggi a Roma (fino a mercoledì), presso la Pontificia Università Urbaniana, una conferenza Internazionale sul ruolo delle chiese cristiane in Europa rispetto alla tematica migratoria. A promuovere l’iniziativa lo Scalabrini International Migration Institute (Simi), l’Università di Oslo (progetto di ricerca Nordhost) e l’Istituto Norvegese in Roma. La tre giorni affronterà il tema del populismo, le crescenti politiche identitarie e restrittive in Europa e le tensioni da esse generate: da un lato la tendenza a proteggere i propri confini e le proprie identità per conservare il proprio regime di welfare e stabilità politica; dall'altro le pratiche e le posizioni concentrare più sull’accoglienza e l'inclusione. La conferenza focalizzerà il discorso sulla figura di chi è “altro” nell’incontro con la sfaccettata cultura europea, se esista un approccio diverso tra Nord e Sud Europa, quali frutti stanno portando le visioni attuali e le normative ad esse collegate. L’incontro terminerà mercoledì 3 aprile con l’ultima sessione di lavori presso il Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani.