Primo Piano

CEI: oggi firma protocollo corridoi umanitari

3 Maggio 2019 - Roma - Verrà firmato oggi pomeriggio  al Viminale un nuovo protocollo per l’arrivo, in due anni, di 600 richiedenti asilo da Etiopia, Niger e Giordania. Si tratta di persone vulnerabili (famiglie con bambini, malati, donne a rischio di tratta), che vivono attualmente in campi profughi e altre sistemazioni precarie, appartenenti per lo più a nazionalità del Corno d’Africa, dell’Africa sub sahariana e anche della Siria. A siglare il protocollo saranno la Conferenza Episcopale Italiana (che agirà attraverso la Caritas Italiana e la Fondazione Migrantes), con il Segretario generale, Mons. Stefano Russo, e la Comunità di Sant’Egidio, con il suo presidente Marco Impagliazzo, come promotori, insieme a rappresentanti dei ministeri dell’Interno e degli Esteri. Dopo il loro arrivo, che avverrà in modo legale e sicuro, i richiedenti asilo verranno accolti in diverse regioni italiane e sarà avviata la loro integrazione, a partire dall’apprendimento della lingua e della scolarizzazione dei minori, secondo un progetto totalmente autofinanziato grazie all’8xmille della Chiesa Cattolica e a una raccolta fondi della Comunità di Sant’Egidio. Grazie agli stessi promotori, un precedente protocollo per richiedenti asilo provenienti sempre dall’Etiopia, ha già permesso l’ingresso e la progressiva integrazione di 498 profughi, in un centinaio di comuni di 18 regioni italiane, con l’impegno e il coinvolgimento di numerose Diocesi.  

Siracusa: incontro in città su accoglienza e migrazioni

3 Maggio 2019 - Siracusa - “Ero forestiero e mi avete accolto”: con queste parole di Gesù raccontate dall'Evangelista Matteo, è stato avviato a Siracusa un ciclo di incontri sul tema della “Cultura dell’Accoglienza”. Il prossimo appuntamento è per domani, 4 maggio, nell'aula magna del seminario vescovile di Noto (dalle 16.30 alle 18.30). A prendere la parola sono padre Sergio Natoli della Migrantes diocesana con un intervento sul magistero della Chiesa e suor Etra Modica, scalabriniana, con gli elementi per una pastorale dei migranti. L’iniziativa è realizzata dalla Missione Scalabriniana della città siciliana insieme all'Ufficio pastorale della cultura della Diocesi di Siracusa e della Caritas diocesana di Noto. L’evento è svolto in collaborazione con il Ciao, il Centro interculturale di aiuto e orientamento dei Fratelli Maristi di Siracusa, l’Ufficio Migrantes della stessa città e la Diocesi di Noto, la Caritas diocesana di Siracusa, la Fondazione Synaxis e lo Studio teologico San Paolo di Catania.

Istat: 5milioni gli stranieri in Italia

3 Maggio 2019 - Roma - Al 1° gennaio 2018 risiedono in Italia 5,1 milioni di cittadini stranieri, l’8,5% del totale dei residenti. Rispetto ad un anno prima aumentano di 97 mila unità (+1,9%). Lo rivela il Rapporto “Noi Italia” di Istat secondo il quale diminuiscono le nascite di bimbi stranieri (68 mila). Aumentano le iscrizioni dall’estero (301 mila) mentre restano pressoché stabili le cancellazioni per l’estero (41 mila). Nel 2017 147 mila cittadini stranieri hanno acquisito la cittadinanza italiana (-37,5% rispetto al 2016). Nello stesso anno, si registrano 262.770 nuovi ingressi di cittadini non comunitari  nel nostro Paese (+15,8%), che riprendono, riferisce l’istituto di statistica italiano, ad aumentare dopo il trend decrescente osservato negli anni tra il 2010 e il 2016. I permessi di soggiorno, sostanzialmente stabili rispetto al 2017, sono rilasciati soprattutto per motivi di lavoro e per motivi di famiglia. Il grado di istruzione degli stranieri è ancora inferiore a quello degli italiani: tra gli stranieri di 15-64 anni, oltre la metà ha conseguito al massimo la licenza media (circa 4 su 10 gli italiani), il 34,7% ha un diploma di scuola superiore e l’11,0% una laurea (mentre sono laureati il 17,8% degli italiani di 15-64 anni). Sempre secondo il Rapporto Istat nel mercato del lavoro permangono i divari tra italiani e stranieri: nel 2018 il tasso di occupazione (20-64 anni) degli stranieri è il 64,4% contro il 62,8% degli italiani. Il tasso di disoccupazione diminuisce in maniera meno intensa tra gli stranieri, che continuano a presentare una disoccupazione più elevata; il tasso di inattività è invece più basso per gli stranieri (28,8%) rispetto agli italiani (35,0%), con differenze più forti nel Mezzogiorno.

Carta d’Assisi: oggi presentazione manifesto contro muri mediatici

3 Maggio 2019 - Roma - Sarà presentato oggi a Roma il   primo manifesto internazionale contro i muri mediatici e l’uso delle parole come pietre.  La presentazione alle ore 16 nella sede della FNSI  (Federazione Nazionale Stampa Italiana). Si tratta della “Carta di Assisi” che vede coinvolti giornalisti, associazioni, religiosi, intellettuali e semplici cittadini, a salvaguardia della buona informazione e del linguaggio improntato al rispetto, alla veridicità e alla responsabilità. Interverranno l’Imam della Grande Moschea di Roma, Saleh Ramadan Elsayed, la presidente della Comunità Ebraica di Roma, Ruth Dureghello, e il Custode del Sacro Convento di Assisi, padre Mauro Gambetti. L’incontro sarà moderato da Roberto Natale, coordinatore del Comitato scientifico di Articolo 21. Presenti tra gli altri il prefetto del Dicastero per la comunicazione della Santa Sede, Paolo Ruffini, il direttore di Civiltà Cattolica, padre Antonio Spadaro, il direttore della Sala Stampa della Basilica di San Francesco d’Assisi, Padre Enzo Fortunato, il responsabile comunicazione della Federazione delle chiese evangeliche in Italia, Gian Mario Gillio, il presidente della Fnsi  Giuseppe Giulietti, il segretario generale della Società San Paolo, Don Stefano Stimamiglio, e il direttore di Articolo 21, Paolo Borrometi. “Per la prima volta nella storia del nostro Paese i rappresentanti delle tre fedi monoteiste sottoscriveranno questo protocollo deontologico – ha dichiarato padre Enzo Fortunato -. Un decalogo di principi teso a contrastare il pericoloso diffondersi dei discorsi d’odio nella comunicazione. Dire no all’imbarbarimento del dibattito pubblico e mettere in rete fra loro tutte le voci che vogliono fermare questa spirale di violenza”. Sarà presentato anche il volume “Carta di Assisi. Le parole non sono pietre”, edizione San Paolo, con il decalogo e il commento di autorevoli esponenti del mondo dell’informazione. “La carta di Assisi unisce le differenze – ha dichiarato il Presidente della FNSI, Giuseppe Giulietti -. È un documento che coinvolge, non solo i giornalisti, ma uomini e donne della società civile che non intende assistere all’inquinamento delle coscienze. Un’azione quotidiana contro l’innalzamento dei muri”.  

Prato: domenica preghiera per i morti degli attentati in Sri Lanka

3 Maggio 2019 - Prato - In preghiera con i cristiani dello Sri Lanka colpiti dai terribili attentati di Pasqua. Domenica 5 maggio alle ore 16 nella cattedrale di Prato i cattolici cingalesi residenti in città si riuniranno per celebrare una messa in ricordo delle vittime che hanno perso la vita lo scorso 21 aprile a causa della loro fede. La funzione sarà concelebrata da mons. Santino Brunetti, Vicario Episcopale per i migranti, e da don Saman Maximus, cappellano dei fedeli di nazionalità cingalese di Prato, Firenze e Lucca. Quelli presenti sul territorio pratese sono circa un centinaio, di questi i cattolici sono una ventina. L’iniziativa è nata in modo spontaneo – spiegano i promotori - dopo l’ondata di terrore che ha sconvolto lo Sri Lanka proprio nella domenica di Resurrezione, quando sei esplosioni simultanee nella mattinata, e altre due più tardi, hanno colpito chiese e hotel di lusso causando la morte di 253 persone e il ferimento di altre 500. Attacchi kamikaze che hanno lasciato sbigottiti anche i cingalesi che abitano a Prato. “Vogliamo unirci con la preghiera ai fratelli e sorelle cattolici cingalesi, che, ancora una volta e come in tante parti del mondo, pagano un prezzo molto alto, solo per restare fedeli ad un messaggio di pace e di fratellanza che il Vangelo viene a riproporre loro e ad indicare a tutto il mondo”, scrisse il Vescovo di Prato Mons. Franco Agostinelli all’indomani degli attentati. L’invito della Diocesi è quello di partecipare alla celebrazione di domenica e di pregare per la pace.

Srilankesi in Italia: migliaia a Padova il 1 maggio

3 Maggio 2019 - Padova - La Chiesa cattolica nel corso del suo momento più oscuro di persecuzioni nello Sri Lanka è determinata  ad essere sempre ferma nel mandato missionario dato da nostro Signore e a credere nella Sua promessa : 'Io sarò con voi fino alla fine dei secoli '', ha detto il 1 maggio Mons. Harold Anthony, Vescovo di Kurunegala e Presidente della Commissione Episcopale per i migranti nella solenne messa festiva nella Basilica di Sant'Antonio a Padova.  La cerimonia, al suo ventiduesimo anniversario, ha coinciso con la  solenne conferma sacerdotale di Mons. Neville Joe Perera, coordinatore nazionale dei migranti dello Sri Lanka in Italia. Questo pellegrinaggio a Padova  è diventato un significativo "evento nazionale" della Comunità degli Srilankesi in Italia che si riuniscono come di consueto il 1° maggio come nazione, indipendentemente dal credo, per celebrare la loro solidarietà reciproca e soprattutto per ricevere le benedizioni del loro Santo più amato, Sant’ Antonio da Padova. Considerando i tragici attacchi terroristici avvenuti nello Sri Lanka nel giorno della Pasqua, la celebrazione è stata dedicata a suffragio delle anime dei defunti e delle loro famiglie. Migliaia di persone si sono radunate per la Messa malgrado la paura e preoccupazione. Il presule srilankese  ha sottolineato la necessità di una solenne preghiera di intercessione per la Comunità cristiana perseguitata nello Sri Lanka e per le Messe interrotte nell'isola.  Ha inoltre apprezzato la coraggiosa gestione del cardinale Malcolm Ranjith, Arcivescovo di Colombo durante questa grave situazione. Mons. Neville Joe Perera ha espresso le sue condoglianze agli afflitti dello Sri Lanka e ha assicurato il pieno appoggio degli italiani nella ricostruzione della Comunità cristiana nel Paese sia spiritualmente che materialmente. Inoltre, ha informato i fedeli che il Rettore e la Comunità Sacerdotale presso il Sacro Santuario di Sant'Antonio a Padova hanno espresso la volontà di ricostruire con un generoso contributo il Santuario di Sant'Antonio a Kochchikade. E ha insistito affinché non si raccolgano offerte di denaro private per tali progetti di ristrutturazione, ma di creare un fondo comune, in attesa di direttive da parte dell’arcivescovo di Colombo aggiungendo che il  fondo oltre a concentrarsi  sulla ricostruzione delle Chiese danneggiate, sarà devoluto principalmente a sostegno delle famiglie delle vittime della tragedia. Alla cerimonia ha partecipato una grande comunità di migranti Srilankesi residenti in Italia confortati anche dalla presenza di Daya Palpola, Ambasciatore dello Sri Lanka in Italia, che ha voluto unirsi per l'occasione. Il momento saliente della celebrazione della giornata, oltre alla processione, è stato il privilegio concesso ai pellegrini  di venerare la Reliquia di Sant'Antonio da Padova. Questo evento visto dal punto di vista della fede si è rivelato essere  una meravigliosa opportunità per i cattolici che vivono in Italia per recitare una profonda preghiera di intercessione per la Chiesa colpita nello Sri Lanka. (P. Anton Dinesh -Vice Cappellano - Comunità dell'Infernetto - Roma)

Salesiani Gran Bretagna: “Valdocco project” per giovani rifugiati e richiedenti asilo

2 Maggio 2019 - Londra - La Pastorale giovanile salesiana dell’Ispettoria della Gran Bretagna sta sviluppando un nuovo progetto per offrire l’opportunità di una vacanza ai giovani rifugiati e richiedenti asilo di età compresa tra i 14 e i 17 anni. Il “Valdocco Project”, questo il nome del progetto, si ispira al carisma salesiano e prende il nome dal luogo in cui Don Bosco iniziò a dare speranza e gioia ai giovani emarginati. Secondo quanto riferisce l’agenzia salesiana Ans, “il progetto intende dare risposta agli appelli di Papa Francesco alla compassione verso i rifugiati e richiedenti asilo e rispondere anche agli inviti del rettor maggiore alla Famiglia Salesiana in Europa a cercare modalità pratiche per offrire assistenza in merito alla crisi dei rifugiati, prestando particolare attenzione ai minori non accompagnati e ai giovani”. “L’esclusione, l’incertezza e, purtroppo, l’ostilità, – si legge sull’Ans – hanno gravi ripercussioni soprattutto sui giovani rifugiati e richiedenti asilo, che possono rimanere intrappolati nelle nuove società e con limitate possibilità per ricostruirsi una vita. Una vacanza, da parte sua, può offrire un senso di libertà e di normalità, cioè quello che i giovani rifugiati e richiedenti asilo raramente provano”. L’équipe di Pastorale giovanile salesiana della Gran Bretagna si è riunita a novembre per iniziare a pianificare e sviluppare tale progetto, che si prevede avrà luogo effettivamente dal 3 al 10 agosto 2019 a Liverpool. Danny Sweeney, uno dei membri dell’équipe, ha dichiarato: “Per questo programma pilota abbiamo pensato a Liverpool perché è una delle aree del Regno Unito in cui i richiedenti asilo spesso restano dispersi dopo aver presentato inizialmente la loro domanda di accoglienza. Essendo questa una nuova area per la nostra Pastorale giovanile salesiana, quest’esperienza ci permetterà di radicarci in una comunità locale, e anche, speriamo, di incoraggiare il contatto con le famiglie, oltre che con i giovani che parteciperanno”.

Migrantes: il 9 maggio incontro con il popolo rom e sinto

2 Maggio 2019 - Roma - Giovedì 9 maggio dalle ore 15.30 alle ore 18.00 a Roma, presso l’Auditorium del Divino Amore (Via del Santuario, 10), la Fondazione Migrantes ha organizzato un incontro, aperto alla cittadinanza, per conoscere il popolo rom e sinto che vive in Italia condividendo con loro un momento di arricchimento culturale, di festa, di arte e di musica. In mattinata circa 500 rom e sinti, insieme agli operatori pastorali, pregheranno con Papa Francesco in Vaticano. Saranno accompagnati dal Presidente della CEI, il card. Gualtiero Bassetti. Saranno presenti anche il Prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, il card. Peter Kodwo Appiah Turkson, il Vicario del Papa per la Diocesi di Roma, il card. Angelo De Donatis, il Presidente della Commissione Cei per le Migrazioni e della Fondazione Migrantes, il vescovo mons. Guerino Di Tora, il vescovo ausiliare di Roma e segretario della Commissione Cei per le Migrazioni, mons. Paolo Lojudice e il vescovo di Avezzano, mons. Pietro Santoro.

Papa Francesco: la Chiesa osserva con “preoccupazione” il riemergere di correnti aggressive verso gli stranieri

2 Maggio 2019 - Città del Vaticano - “La Chiesa osserva con preoccupazione il riemergere, un po’ dovunque nel mondo, di correnti aggressive verso gli stranieri, specie gli immigrati, come pure quel crescente nazionalismo che tralascia il bene comune”. Papa Francesco lo ha ribadito questa mattina durante l’udienza concessa alla plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali guidata da Stefano Zamagni. Tema della plenaria che si concluderà domani, è “Nazione, Stato e Stato-Nazione”. Per il pontefice “si rischia di compromettere forme già consolidate di cooperazione internazionale, si insidiano gli scopi delle Organizzazioni internazionali come spazio di dialogo e di incontro per tutti i Paesi su un piano di reciproco rispetto, e si ostacola il conseguimento degli Obiettivi dello sviluppo sostenibile approvati all’unanimità dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 25 settembre 2015”. Per Papa Francesco “il modo in cui una nazione accoglie i migranti rivela la sua visione della dignità umana e del suo rapporto con l’umanità”. Ogni persona umana è “membro dell’umanità e ha la stessa dignità”, aggiungendo che quando una persona o una famiglia “costretta a lasciare la propria terra va accolta con umanità”. Il pontefice ha quindi ricordato che “i nostri obblighi verso i migranti si articolano attorno a quattro verbi delineati anche nel messaggio per la Giornata Mondiale della Pace 2018, accogliere, proteggere, promuovere e integrare. Il migrante, ha quindi aggiunto - “non è una minaccia alla cultura, ai costumi e ai valori della nazione che accoglie. Anche lui ha un dovere, quello di integrarsi nella nazione che lo riceve”. “Integrare, ha quindi spiegato, non vuol dire assimilare, ma condividere il genere di vita della sua nuova patria, pur rimanendo sé stesso come persona, portatore di una propria vicenda biografica”. In questo modo, il migrante “potrà presentarsi ed essere riconosciuto come un’opportunità per arricchire il popolo che lo integra”. In quest’ottica “è compito dell’autorità pubblica proteggere i migranti e regolare con la virtù della prudenza i flussi migratori, come pure promuovere l’accoglienza in modo che le popolazioni locali siano formate e incoraggiate a partecipare consapevolmente al processo integrativo dei migranti che vengono accolti”. “Anche la questione migratoria, che è un dato permanente della storia umana, ravviva la riflessione sulla natura dello Stato nazionale”, ha quindi detto papa Francesco, secondo il quale “tutte le nazioni sono frutto dell’integrazione di ondate successive di persone o di gruppi di migranti e tendono ad essere immagini della diversità dell’umanità pur essendo unite da valori, risorse culturali comuni e sani costumi”. “Lo Stato nazionale non può essere considerato come un assoluto, come un’isola rispetto al contesto circostante”: “nell’attuale situazione di globalizzazione non solo dell’economia ma anche degli scambi tecnologici e culturali, lo Stato nazionale non è più in grado di procurare da solo il bene comune alle sue popolazioni. Il bene comune è diventato mondiale e le nazioni devono associarsi per il proprio beneficio. Quando un bene comune sopranazionale è chiaramente identificato, occorre un’apposita autorità legalmente e concordemente costituita capace di agevolare la sua attuazione. Pensiamo alle grandi sfide contemporanee del cambiamento climatico, delle nuove schiavitù e della pace”. “Mentre, secondo il principio di sussidiarietà, alle singole nazioni dev’essere riconosciuta la facoltà di operare per quanto esse possono raggiungere – ha spiegato Francesco – d’altra parte, gruppi di nazioni vicine – come è già il caso – possono rafforzare la propria cooperazione attribuendo l’esercizio di alcune funzioni e servizi ad istituzioni intergovernative che gestiscano i loro interessi comuni”. Di qui l’auspicio che “non si perda in Europa la consapevolezza dei benefici apportati da questo cammino di avvicinamento e concordia tra i popoli intrapreso nel secondo dopoguerra”. (R.Iaria)

Profughi: il 3 maggio al Viminale la firma per il rinnovo dei corridoi umanitari dall’Etiopia

2 Maggio 2019 - Roma - Venerdì 3 maggio, alle 17.30, verrà firmato al Viminale un nuovo protocollo per l’arrivo, in due anni, di 600 richiedenti asilo da Etiopia, Niger e Giordania. Si tratta di persone vulnerabili (famiglie con bambini, malati, donne a rischio di tratta), che vivono attualmente in campi profughi e altre sistemazioni precarie, appartenenti per lo più a nazionalità del Corno d’Africa, dell’Africa sub sahariana e anche della Siria. A siglare il protocollo saranno la Conferenza Episcopale Italiana (che agirà attraverso la Caritas Italiana e la Fondazione Migrantes), con il Segretario generale, Mons. Stefano Russo, e la Comunità di Sant’Egidio, con il suo presidente Marco Impagliazzo, come promotori, insieme a rappresentanti dei Ministeri dell’Interno e degli Esteri. Dopo il loro arrivo, che avverrà in modo legale e sicuro, i richiedenti asilo verranno accolti in diverse regioni italiane e sarà avviata la loro integrazione, a partire dall’apprendimento della lingua e della scolarizzazione dei minori, secondo un progetto totalmente autofinanziato grazie all’8xmille della Chiesa Cattolica e a una raccolta fondi della Comunità di Sant’Egidio. Grazie agli stessi promotori, un precedente protocollo per richiedenti asilo provenienti sempre dall’Etiopia, ha già permesso l’ingresso e la progressiva integrazione di 498 profughi, in un centinaio di comuni di 18 regioni italiane, con l’impegno e il coinvolgimento di numerose Diocesi.  

Catania: comunità cingalese in processione per ricordare le vittime dell’attentato nello Sri Lanka

2 Maggio 2019 - Catania - La comunità cingalese di Catania, con una processione che ha attraversato il centro storico, ha voluto stringersi intorno al dolore per la scomparsa di Haysinth Rupasingha, la donna di 55 anni residente a Catania dagli anni Novanta, che ha perso la vita nei terribili attentati nello Sri Lanka il giorno di Pasqua. Grande è stata la partecipazione della comunità e di numerosi concittadini che si sono radunati nella Chiesa di Santa Maria dell'Ogninella, punto di riferimento della comunità cattolica srilankese di Catania, per poi animare la processione insieme a bambini e donne vestiti in abiti tradizionali. La processione è stata promossa dall'Ufficio Pastorale Migrantes della Diocesi di Catania, diretto dal diacono Giuseppe Cannizzo in collaborazione con le associazioni cingalesi etnee.    

Card. Bassetti (CEI): “le paure e i fantasmi fanno innalzare muri”

2 Maggio 2019 - Palermo -  “Stiamo rischiando: rischiamo di diventare una società di acchiappa fantasmi”. Parlando agli oltre 800 rappresentati di tutte le diocesi d’Italia che in Sicilia stanno partecipando al 16° convegno nazionale di Pastorale giovanile dedicato alle “parole coraggiose del Sinodo dei giovani”, il Card. Gualtiero Bassetti si è detto preoccupato, “come pastore e come Presidente dei vescovi italiani”, per quanto avviene nella società. “Facciamo degli altri spesso soltanto degli stranieri – ha detto, presiedendo la veglia di preghiera al Duomo di Monreale -, li trattiamo come fantasmi che ci fanno paura. Questo è terribile! Abbiamo sempre bisogno di fantasmi per alimentare i fanatismi e rassicurare la nostra identità. Le paure e i fantasmi – ha aggiunto – fanno chiudere i porti, fanno innalzare muri e steccati”. Partendo dalla paura di Pietro quando voleva raggiungere Gesù che camminava sulle acque, ha detto dei rischi che corre che si lascia sopraffare dal timore. “La paura toglie fiato a possibili sogni di fraternità, avvelena i pozzi della fiducia nella propria vita e rende tutti più decisamente individualistici – ha detto – perché obbliga alla concentrazione sui propri esclusivi bisogni, acceca, non fa più vedere il mondo e non ti fa più vedere gli altri, figurarsi se ti fa poi vedere gli ultimi”. Pregando “come Gesù” con i giovani e con chi di loro si occupa per conto della Chiesa, il Card. Bassetti li ha invitati a non fermare “il grande lavoro della ricerca interiore e dell’intimità con Dio”. “Io prego con voi e per voi – ha detto -, prego per il vostro lavoro di educatori perché in Gesù possiate trovare la forza di sollevare prima voi stesi e poi i ragazzi e i giovani che vi sono affidati, perché li sappiate liberare dalle loro paure e dalle loro fragilità. E voi pregate tanto soprattutto per il Santo Padre che ha il compito di guidarci tutti, pregate per me e per i vescovi della Chiesa cattolica”. Per terminare, ha consegnato simbolicamente loro la parte finale dell’esortazione post sinodale di Papa Francesco ai giovani, “che – ha detto – mi colpisce e mi incoraggia”. Ha così letto la conclusione del documento nel quale il pontefice si dice felice nel vedere correre i giovani più velocemente di chi è lento e timoroso, “attratti da quel volto tanto amato che adoriamo nella Santissima Eucaristia e riconosciamo nella carne del fratello sofferente”. “Abbiamo bisogno di voi – ha detto il Cardinale –, ne abbiamo tuti bisogno! Andate, dunque, e non dimenticate l’invito del Papa: quanto arriverete dove noi non siamo ancora giunti abbiate la cura e la pazienza di aspettarci”.  

MCI Germania e Scandinavia: dal 14 al 16 giugno il Meeting dei giovani

1 Maggio 2019 - Francoforte – Si svolgerà dal 14 al 16 giugno 2019 ad Aschaffenburg, presso la Fraternità Francescana di Betania il Meeting dei giovani delle Missioni Cattoliche Italiane di Germania e Scandinavia. Le iscrizioni, fa sapere la delegazione nazionale,  per i giovani dai 18 ai 30 anni, scadono il 12 maggio 2019 e vanno fatte al seguente link goo.gl/up9fDq .  Per ulteriori informazioni scrivere a: mci.giovani@gmail.com.

Srilankesi in Italia: domani il pellegrinaggio al Santuario di Sant’Antonio a Padova

30 Aprile 2019 - Padova - Per il 22°anno consecutivo i migranti cattolici srilankesi che vivono in Italia si ritroveranno domani nel Santuario di Sant’Antonio di Padova per la celebrazione eucaristica seguita dalla processione e dalla benedizione del popolo con la sacra reliquia di Sant’Antonio da Padova. L’evento è promosso dai migranti cattolici srilankesi in Italia in collaborazione con i cappellani e il coordinatore nazionale Mons. Neville Joe Perera. Con loro domani il vescovo di Kurunegala, Mons. Harald Anthony Perera, Presidente della Commissione per le Migrazioni della Conferenza Episcopale dello Sri Lanka e il Vescovo di Padova, Mons. Claudio Cipolla. La celebrazione eucaristica sarà in suffragio per le vittime degli attentati nello Sri Lanka avvenuti nel giorno di Pasqua e che hanno causato centinaia di morti. A Padova sono attesi circa 10mila fedeli srilankesi residenti in Italia e anche tanti cattolici italiani in solidarietà con la Comunità dello Sri Lanka. La celebrazione sarà presieduta da Mons Harald Anthony insieme a Mons. Perera. Al pellegrinaggio sarà presente anche l’ambasciatore srilankese, l’onorevole Daya Palpola. La celebrazione, che sarà in lingua cingalese e tamil, verrà trasmessa in diretta streaming web sul sito www.santantonio.org e in diretta via satellite sui media srilankesi. In tutte le celebrazioni verrà ricordata la raccolta fondi attivata dai frati della Basilica, con Caritas Sant’Antonio Onlus e Messaggero di Sant’Antonio Editrice per ricostruire il Santuario di Sant’Antonio a Colombo e la vicina mensa per i poveri, con i quali la comunità conventuale di Padova ha “un profondo legame affettivo”. L’annuale pellegrinaggio in Basilica di Sant’Antonio da parte degli Srilankesi immigrati è, fin da quando è stato istituito, un appuntamento molto sentito e partecipato, che porta a Padova il calore e la tradizione della devozione di questo popolo asiatico. La celebrazione, che si prolunga di molto rispetto alle nostre, risente delle consuetudini tipiche di questo popolo. In particolare, all'offertorio una lunghissima processione sfila davanti all'altare per lasciare soprattutto l’omaggio dei fiori, caratteristica tipica dei popoli asiatici. (R.I.)

“Non ho l’età”: in dvd il documentario “Non ho l’età”, l’emigrazione italiana in Svizzera

30 Aprile 2019 - Roma - Il film documentario “Non ho l’età: il ritornello che ha commosso una generazione di emigranti” del regista Olmo Cerri il prossimo maggio uscirà in dvd. Presentato al Festival Visions du Réel di Nyon, prodotto da Amka Films e Radiotelevisione Svizzera, con la coproduzione di Rec, il documentario, riferisce l’agenzia Inform  racconta quattro storie di migrazione italiana in Svizzera che si incrociano sulle note di una delle canzoni più popolari dell’epoca “Non ho l’età”, di Gigliola Cinquetti. Storie che raccontano di speranze, sogni, solidarietà, ma anche di xenofobia e sfruttamento. Nel documentario sono inserite alcune rare interviste d’archivio alla cantante veronese.

Papa Francesco: lo Spirito Santo sia il protagonista della nostra vita

30 Aprile 2019 - Città del Vaticano - Possiamo rinascere “da quel poco che siamo”, dalla “nostra esistenza peccatrice” solamente con “l’aiuto della stessa forza che ha fatto risorgere il Signore: con la forza di Dio” e per questo “il Signore ci ha inviato lo Spirito Santo”. Da soli non ce la possiamo fare. Lo ha ricordato, come riferisce VaticanNews, questa mattina Papa Francesco nell'omelia della Messa a Casa Santa Marta, tutta incentrata sulla risposta di Gesù a Nicodemo - proposta dal Vangelo di oggi (Gv 3,7-15) - che domandava come questo potesse accadere. Una domanda che anche noi facciamo. Gesù parla di “rinascere dall'alto” e il Papa traccia questo legame fra la Pasqua e il messaggio di rinascere. Il messaggio della Risurrezione del Signore è “questo dono dello Spirito Santo”, ricorda, e, infatti, nella prima apparizione di Gesù agli apostoli, la stessa domenica della Risurrezione, dice loro: “Ricevete lo Spirito Santo”. “Questa è la forza! Noi non possiamo nulla senza lo Spirito”, spiega il Papa ricordando che la vita cristiana non è soltanto comportarsi bene, fare questo, non fare quell'altro. “Noi possiamo fare questo”, possiamo anche scrivere la nostra vita con “calligrafia inglese”, ma la vita cristiana rinasce dallo Spirito e quindi bisogna fargli posto: “È lo Spirito che ci fa risorgere dai nostri limiti, dalle nostre morti, perché noi abbiamo tante, tante necrosi nella nostra vita, nell'anima. Il messaggio della risurrezione è questo di Gesù a Nicodemo: bisogna rinascere. Ma come mai lascia posto allo Spirito? Una vita cristiana, che si dice cristiana, che non lascia posto allo Spirito e non si lascia portare avanti dallo Spirito è una vita pagana, travestita da cristiana. Lo Spirito è il protagonista della vita cristiana, lo Spirito - lo Spirito Santo - che è con noi, ci accompagna, ci trasforma, vince con noi. Nessuno è mai salito al cielo, se non Colui che è disceso dal cielo, cioè Gesù. Lui è disceso dal cielo. E Lui, nel momento della risurrezione, ci dice: ‘Ricevete lo Spirito Santo’, sarà il compagno di vita, di vita cristiana”. Non può, dunque, esserci una vita cristiana senza lo Spirito Santo, che è “il compagno di ogni giorno”, dono del Padre, dono di Gesù: “Chiediamo al Signore che ci dia questa consapevolezza che non si può essere cristiani senza camminare con lo Spirito Santo, senza agire con lo Spirito Santo, senza lasciare che lo Spirito Santo sia il protagonista della nostra vita”. Bisogna, quindi domandarsi quale sia il suo posto nella nostra vita, “perché – ribadisce – tu non puoi camminare in una vita cristiana senza lo Spirito Santo”. Bisogna chiedere al Signore la grazia di capire questo messaggio: “il nostro compagno di cammino è lo Spirito Santo”.

Libia: arrivati in Italia 147 migranti con i “corridoi umanitari”

30 Aprile 2019 - Roma - Il piccolo Daimon ha 7 mesi ed è nato in un carcere libico, dove sua madre era trattenuta. Ora sorride, in braccio a mamma Ghenet, mentre scende la scaletta dell’aereo appena atterrato sulla pista della base militare di Pratica di Mare, prima tappa del suo viaggio verso una nuova vita, lontano dagli stenti e dalle angherie dei centri di detenzione e dalle violenze del conflitto in Libia. Dopo di loro, altre coppie con neonati in braccio e un nugolo di bambini e ragazzini, 68 in tutto fra cui 46 "non accompagnati", come si dice in burocratese, ossia senza genitori o parenti ad accudirli. Sono 147 i profughi dal velivolo, accompagnati da personale dell’ACNUR e accolti dal sottosegretario all’Interno Stefano Candiani. “Si tratta di un’evacuazione umanitaria – puntualizza Candiani –, arriva per via aerea chi necessita di protezione, dopo le verifiche dell’ACNUR. Ci sono anche 5 neonati”. Accanto a lui, c’è Roland Schilling, vice-rappresentante regionale dell’ACNUR per il Sud Europa: “Siamo fieri di aver contribuito a rialimentare la speranza di queste persone”. È il terzo volo organizzato negli ultimi mesi dal Viminale insieme all’ACNUR, dopo le 51 e le 103 persone arrivate in due occasioni in autunno, rispettivamente dal Niger e dalla Libia. Stavolta, il gruppo è composto da 87 maschi e 60 femmine: 69 vengono dall’Eritrea, 62 dalla Somalia, 6 dal Sudan, 5 dall’Etiopia e altrettanti dalla Siria. Oltre ai 68 minori – spiega una nota del Viminale – ci sono 12 adulti, 23 coppie e 16 fra “nuclei familiari e monoparentali”. I mediatori culturali li salutano in inglese e in arabo e li portano in un hangar per le visite mediche. Vengono da sofferenze tremende. Mohammed Abdul Aziz è somalo e ha 15 anni, dal gennaio 2017 è stato in Libia, racconta di esser stato venduto più volte. Accanto a lui c’è Kufa: dopo aver pagato per partire, è stato rivenduto dai trafficanti ad un’altra banda che voleva altri soldi. Non è riuscito a procurarseli e gli hanno infilato un coltello in un occhio. Gli adulti verranno ospitati nel Lazio, in strutture individuate dalle prefetture di Roma (a Rocca di Papa, nella comunità "Un mondo migliore" della cooperativa Auxilium , 41 persone), Viterbo (altre 48) e Rieti (12). I minori non accompagnati saranno alloggiati in case di prima accoglienza: 18 a Bojano (Campobasso) e Pesco Lanciano (Isernia); altri 28 nelle strutture della rete "Siproimi" a Bologna, Chieti, Avellino, Pescara. Potranno avanzare richiesta di protezione. Sono stati individuati nei centri libici in base al «criterio della vulnerabilità », spiega Federico Fossi dell’ACNUR.

Aversa: Festa dei Popoli il 2 e l’11 Maggio

30 Aprile 2019 - Aversa - Le sfide dell’accoglienza nel mondo di oggi e l’incontro come contaminazione e ricchezza: la diocesi di Aversa si prepara a vivere la “Festa dei Popoli”, che rappresenta la terza tappa centrale, in ordine cronologico, dell’anno pastorale 2018-2019. L’evento, giunto quest’anno all’ottava edizione, si svilupperà in due giornate. La prima, riservata al confronto e alla riflessione, si terrà giovedì 2 maggio alle ore 18:30 presso la Caritas di Aversa, che ospiterà il convegno sul tema “Le sfide dell’accoglienza oggi”. Relatore sarà don Gianni De Robertis, Direttore Generale della Fondazione Migrantes. “Siamo consapevoli di quanto sia essenziale promuovere l’accoglienza e l’interazione con l’altro: senza questo atteggiamento di apertura, risulterà sempre più arduo far comprendere alle persone le reali motivazioni alla base delle Migrazioni dei Popoli”, afferma don Evaristo Rutino, direttore diocesano dell’Ufficio Migrantes. “La parola chiave è sicuramente ‘Incontro’, che permette uno scambio, una contaminazione che non può che arricchirci come cristiani e come persone”. Sabato 11 maggio, a partire dalle 18:00, Casal di Principe accoglierà i “Popoli in festa”. Dopo il ritrovo presso la Parrocchia San Nicola, la “Passeggiata della Fratellanza” condurrà alunni e genitori verso Piazza Vittorio Emanuele, accompagnati da musiche e coreografie etniche. Qui ci sarà l’apertura del “Villaggio della Fratellanza e dell'Interculturalità”, con esposizioni artistiche, artigianali e gastronomiche. Alle 19.30 si terrà la tradizionale Preghiera Interconfessionale con la presenza dei rappresentanti delle varie religioni; a seguire, il Laboratorio “Ritmi e passi del mondo” con le scuole del territorio che si esibiranno in canti e balli dal mondo. Musica e folklore chiuderanno la giornata con le performance del gruppo etnico “Gunà Percussion” e del gruppo musicale della Parrocchia San Pietro Apostolo in Caivano. “La scelta di Casal di Principe è stata simbolica e doverosa, visto che quest’anno ricordiamo il 25esimo dell’uccisione di don Peppe Diana per mano della camorra”, spiega don Giuseppe Esposito, direttore dell’Ufficio Ecumenismo della diocesi di Aversa. “D’altro canto, il percorso annuale della Festa dei Popoli è stato inaugurato lo scorso 15 dicembre nella Chiesa Cattedrale di Aversa proprio con la celebrazione della “Preghiera a colori” in memoria di don Peppe Diana, il quale molto si è speso per educare alla convivenza fra diverse culture e religioni. Concordo con quanto ha detto don Evaristo, l’incontro è imprescindibile: conoscere l’altro rappresenta la testimonianza viva della nostra fede cristiana. Ringrazio don Gianni De Robertis, che sarà nostro ospite il 2 maggio e che di recente ha spronato anche noi sacerdoti, chiamati ad essere pastori di tutti quelli che abitano il nostro territorio. Sì, anche degli stranieri”.

Un popolo per tutti. Riscoprirsi Fratelli nella città

30 Aprile 2019 - Roma - Si svolgerà a Chianciano Terme (SI) dal 3 al 5 maggio, presso il Grand Hotel Excelsior, il prossimo Convegno nazionale delle Presidenze diocesane di Azione cattolica dal titolo “Un popolo per tutti. Riscoprirsi fratelli nella città”. Parteciperanno oltre 600 quadri dirigenti dell’Azione Cattolica, espressione della fitta e popolare rete che vede l’Ac presente in oltre 5400 parrocchie di 219 diocesi italiane. L’appuntamento aprirà di fatto i lavori dell’anno associativo che porterà alla XVII Assemblea nazionale in programma dal 30 aprile/3 maggio 2020. L’impegno politico nei territori, la costruzione di alleanze per il bene comune, il futuro dell’Europa… sono alcune tracce intorno alle quali sarà declinato il tema “Popolo”, nella prospettiva della “Fraternità” intesa come categoria unificante, attraverso la quale l’Azione cattolica vuole continuare ad essere protagonista nel paese, contro la globalizzazione dell’indifferenza e per la costruzione di legami di speranza e di futuro. Interverranno al Convegno, tra gli altri, Mons. Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna, Claudia Fiaschi, portavoce del Forum del Terzo Settore, Giuseppina Paterniti, direttrice del TG3- Rai, Matteo Truffelli, presidente nazionale Ac, Mons. Gualtiero Sigismondi, assistente generale Ac e vescovo di Foligno, Mons. Stefano Manetti, vescovo di Montepulciano-Chiusi-Chianciano, Carlo Fornari, responsabile relazioni Fond. Telethon, Massimo Pallotino, campagna “Chiudiamo la forbice”, Nunzia De Capite, Alleanza contro la povertà, don Armando Zappolini, campagna “Mettiamoci in gioco”, Laila Simoncelli, campagna “Ministero della Pace”. Convinta che il nostro sia un tempo che ha molto bisogno di recuperare il valore e il significato del “sentirsi popolo” e del “prendersi cura” dei problemi e delle sfide che attraversano le nostre comunità, per “servire” e non per “servirsi” del popolo, l’Azione cattolica con il Convegno di Chianciano intende ribadire il suo sì al magistero della Chiesa e alla costruzione di una “città dell’uomo” globale e connessa, che non dimentica le sue radici e il valore della memoria, multiculturale (con la sua pluralità di lingue, culture e fedi), dove nessuno è «scartato» e il grido dei poveri trova ascolto. Nel programma del Convegno, il ricordo di Antonio Megalizzi, il giovane giornalista di «Europhonica» morto in seguito alle ferite riportate nell’attentato di Strasburgo dell’11 dicembre 2018. So(g)no l’Europa… è il titolo della tavola rotonda a lui dedicata. A Chianciano Terme anche l’avvio di un nuovo cammino, che vedrà insieme Azione cattolica e Fondazione Telethon.

“Non cacciate il nostro Taiwo”: gli alunni scrivono al Ministero

30 Aprile 2019 - Asti - È rimasto orfano, ha attraversato il deserto, è stato picchiato nei centri di detenzione in Libia, ha affrontato i pericoli del mare per arrivare in Italia e adesso rischia di essere espulso e riportato là, da dove è fuggito tre anni fa. Taiwo, nigeriano di 21 anni, ha segnato in rosso la data del 7 maggio. Quel giorno dovrà presentarsi davanti alla Commissione rifugiati della Prefettura di Asti, che sarà chiamata a decidere se concedergli il permesso di soggiorno o rispedirlo in Africa con il primo aereo. Taiwo ha paura, ma quel giorno non sarà solo. Ad accompagnarlo ci saranno le “referenze” degli scolari di prima e seconda elementare di Serravalle, piccola frazione di Asti, che si sono mobilitati, con lettere, disegni e video girati a scuola, per convincere la Commissione della necessità che Taiwo resti in Italia. Sul sito Internet del quotidiano Avvenire, www.avvenire.it, sono pubblicati i filmati con l’appello degli scolari. Taiwo è stato tra i primi migranti, ospitati nel Centro di accoglienza gestito dalla società Agathon, a partecipare alle iniziative del progetto “Bimbisvegli”. Così, i ragazzi nigeriani sono entrati a scuola come “tutor” durante le lezioni di inglese, ma hanno anche partecipato a una rappresentazione teatrale, salendo sul palco insieme ai bambini. La scorsa estate, migranti e scolari, hanno ridipinto la scuola, rendendo ancora più bello un luogo dove accoglienza e integrazione sono vita vera. Ora, tutto questo può finire, se il Ministero non darà il permesso di soggiorno a Taiwo. “Avremmo potuto portare i bambini a manifestare sotto le finestre della Prefettura – spiega il maestro Giampiero Monaca, che insegna ai ‘Bimbisvegli’ con le colleghe Maria Molino e Mariagrazia Audenino – ma la cosa sarebbe finita lì. Invece, abbiamo scelto di coinvolgere gli scolari nella produzione di materiale che potesse, per certi versi, ‘integrare’ la domanda di Taiwo. Noi siamo testimoni di una grande esperienza umana che, attraverso i lavori dei bambini, vogliamo far conoscere alla Commissione, alla quale chiediamo di ascoltare anche la voce di questi cittadini di sette e otto anni”. A far ben sperare i “Bimbisvegli” di Serravalle, c’è il precedente di Paul e Lamine, altri due ragazzi del Centro di accoglienza ai quali la Commissione ha concesso una proroga del visto, proprio dopo aver ricevuto una lettera degli scolari lo scorso Natale. “Un primo, piccolo segno di ascolto c’è stato – aggiunge il maestro Giampiero –. Ora speriamo che la stessa attenzione sia riservata anche al caso di Taiwo”. E, tra poco, toccherà ad Hagie, un altro amico degli scolari di Serravalle, presentarsi in Commissione. “Quando scriviamo la lettera anche per lui?”. I “Bimbisvegli” sono già pronti. (Paolo Ferrario)