Primo Piano

ll Csv racconta l’impegno degli immigrati nel volontariato

16 Maggio 2019 - Roma - Gli immigrati fanno volontariato come gli italiani e con gli italiani, perché si sentono non solo cittadini, ma con-cittadini. Essi non sono un peso per la collettività, ma una risorsa. E questo loro impegno civile merita di essere conosciuto. Con questa finalità il Centro di servizio per il volontariato dedica il 21° convegno nazionale dei centri interculturali al tema “Immigrati con-cittadini. Buone pratiche per la vita comune”. L’appuntamento è per il 24 maggio, dalle 9 alle 18, nell’aula magna dell’Università Roma Tre a Roma. Nel corso della giornata di lavori sarà possibile incontrare i migranti che singolarmente, in gruppi spontanei o nelle associazioni si prendono cura delle città e dei beni comuni, propongono arte, sport, cultura, formazione per adulti e bambini, creando occasioni di dialogo interculturale e arricchendo la comunità di conoscenza e relazioni. Ci saranno di Akpeje Labilè e Biam Combey Tevigan, volontarie in Africa: grazie all’associazione Maison de la femme, nel cuore di Lomé, in Togo, insegnano alle concittadine più povere e analfabete. Soulayman Sangore e Abdo Ageza sono tutor volontari di Sport senza frontiere. Anche Ihab Talaat è un egiziano, ha 35 anni ed è redattore volontario di “Radio web on the move” di Casa Scalabrini 634. Ci sono poi i Bhangra Brothers, sei indiani del Piunjab, che dal 2010 propongono corsi di danza gratuiti. Babakar ha 24 anni e viene dal Senegal. Durante la settimana lavora, ma il sabato fa volontariato, insegnando nel laboratorio “Taglia e cuci in tutte le lingue del Mondo”. C’è poi Monica, messicana, laureata in Italia, volontaria dell’associazione Dialogo di Aprilia, con la quale dallo scorso anno gestisce il sabato un laboratorio di italiano per una decina di bambini di diverse nazionalità. Roberto Ademi ha 28 anni, è nato e cresciuto nel campo del Casilino ‘900, oggi sbaraccato. In due biblioteche del Comune di Roma, a San Basilio e Ponte Galeria, con “Letture ad alta voce” invoglia bambini e genitori a scoprire il valore la lettura dei libri. Con Tariana Diogo, angolana, portano anche i libri nelle case. A portare la sua testimonianza sarà anche Mamadou Diallo, 25 anni, originario della Guinea: fa il servizio civile presso l’associazione Ciao (Centro per l’integrazione, l’accoglienza e l’orientamento) nella periferia di Acilia. Diallo è un informatico e sta lavorando alla pagina web del Ciao, inoltre è animatore della squadra di calcio “Resto del Mondo”.

Talento dʼartista migrante

16 Maggio 2019 - Crotone - Michel Diem è ivoriano e migrante. Ma è soprattutto un artista che ha messo il suo talento nella valigia assieme ai pochi indumenti e oggetti personali che ha potuto portare con sé quando s’è messo in viaggio dall’Africa per raggiungere l’Europa. In Italia è stato accolto dal Centro di accoglienza richiedenti asilo 'Sant’Anna' di Isola Capo Rizzuto, dove l’allora direttore Vittorio Fulciniti ha impiegato poco ad accorgersi delle sue qualità artistiche. Così per Michel è cominciata una terza vita, con un percorso virtuoso avvitato attorno all’arte. Ha iniziato a girare l’Italia, esprimendosi e dando sfogo alla sua passione in varie maniere. A esempio, lo scorso febbraio, realizzando un dipinto a quattro mani assieme alla pittrice Monica Arabia di Cutro, altro paesone del Crotonese. Nei giorni scorsi Michel, su invito della coordinatrice didattica Rosita Timpa, è tornato a incontrare i bambini della scuola paritaria 'Verna' di Isola Capo Rizzuto, aiutando gli alunni della quinta classe della Primaria a realizzare dipinti su tela. Poi l’ivoriano è tornato a 'casa', nel Regional hub di Sant’Anna per ringraziare Vittorio Fulciniti che, oltre ad accoglierlo nel Cara, ha notato il suo talento. «Mi ha dato la possibilità d’esprimermi e di farmi conoscere dal pubblico, facendo sì che la mia arte non restasse sopita», ha commentato. (Domenico Marino)  

Da Nord a Sud l’esplodere dell’intolleranza

15 Maggio 2019 -

Milano - Tanti gli episodi di intolleranza razziale capitati in questi mesi e segnalati nel dossier messo a punto dalla pedagogista Stefania Lorenzini. Solo per limitarci ai più significativi, possiamo ricordare quello del 13 giugno 2018, quando in una scuola primaria del Lazio un bambino viene chiamato da un gruppo di genitori 'negretto'. La scuola si scusa con la mamma e con il papà del piccolo sostenendo si tratti di un epiteto affettuoso.

Il 14 ottobre a Bari un gruppo di ragazzini ricopre di schiuma bianca un bimbo di 8 anni, nato in Italia, figlio di un’italiana e di un ivoriano. Anche a Poggibonsi piccoli razzisti in azione. Il 17 novembre una bambina viene spintonata e insultata a scuola al grido di 'vattene via brutta e sporca negra'. E il triste canovaccio si ripete nel Salento, a Trepuzzi, dove il 21 gennaio un giovane originario della Sierra Leone viene minacciato da un gruppo di ragazzi, mentre si trova nella sua casa. Sconcertanti le parole che accompagnano i gesti: 'Vai via negro… questa non è casa tua… vattene in Africa'.

Qualche giorno dopo altre minacce razziste a Napoli. È il 31 gennaio quando un giovane ivoriano in Italia da 10 anni, viene inseguito e quasi investito da 4 uomini armati di bastoni, spranghe e sassi al grido di 'schifo di uomo, munnezza.

vogliamo ucciderti'. Due gravi episodi anche a Roma. Il 27 febbraio due giovani aggrediscono e tentano di uccidere due addetti alla sicurezza al grido vergognoso di 'siete dei negri di m...'. Mentre il 26 marzo una madre di pelle scura che tiene la figlia per mano e il figlio di pochi mesi sulle spalle viene insultata, aggredita e ferita a colpi sui glutei e al volto sino a farla cadere a terra, da un 44enne romano. Ancora scuola protagonista negativa a Foligno. Il 21 febbraio un bambino di pelle scura viene messo 'all’angolo' da un insegnante che accompagna il gesto con le parole: 'Bambini, guardate quanto è brutto'. L’insegnante afferma poi che voleva trattarsi soltanto di un 'esperimento sociale'.

Il fatto forse più inquietante in febbraio a Melegnano, quando compaiono scritte razziste sul muro della casa dove vive una famiglia che ha adottato un ragazzo senegalese. Per rafforzare la minaccia compare anche una svastica. La popolazione di Melegnano non rimane però indifferente all’episodio. Il giorno successivo 1.500 persone scendono in piazza per manifestare solidarietà alla famiglia di Bakary Dandio, il 21enne oggetto della minaccia. Il sindaco Rodolfo Bertoli afferma: «Ci sentiamo offesi da queste scritte. Qui ci sono tanti immigrati residenti, presenza imponente ma ben integrata».

Scalabriniani: una giornata di solidarietà

15 Maggio 2019 - Roma - Lunedì 20 maggio 2019 a Scalabaret634, una serata di divertimento e solidarietà presentata dal comico Gianpiero Perone con la partecipazione di Antonello Costa, Gennaro Calabrese, Gianfranco Phino, Gianluca Giugliarelli, Giorgia Zaccagni, Gli A4, Laura De Marchi e Marco “BAZ” Bazzoni. Appuntamento alle 20.45 a Roma, al Cineteatro 33, in Via del Gran Paradiso 33. Tutti i fondi raccolti supporteranno le attività di Casa Scalabrini 634, programma dell'Agenzia Scalabriniana per la Cooperazione allo Sviluppo - ASCS, e del Centro Giovanile G.B. Scalabrini.

Roma: La XXVIII Festa dei Popoli con il Card. Parolin

15 Maggio 2019 - Roma - “Nella casa comune un’unica famiglia umana” è il tema scelto per la XXVIII edizione della Festa dei Popoli, la quattordicesima che si svolge a piazza San Giovanni in Laterano. La manifestazione è in programma per domenica 19 maggio a partire dalle 12 ed è promossa dall’Ufficio Migrantes della diocesi di Roma e dalla Caritas di Roma, in collaborazione con le comunità cattoliche etniche, con Impresa Sant’Annibale Onlus e tante realtà che lavorano nel campo delle migrazioni (Centro Astalli, Missionari scalabriniani, Missionari Comboniani, Acli provinciali di Roma, Apicolf e Federcolf). A mezzogiorno, all’interno della cattedrale di Roma, è prevista la celebrazione eucaristica presieduta dal cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato di Sua Santità. Ad animare la liturgia saranno 26 comunità etniche di diverse nazionalità: il “Gloria” verrà intonato dai congolesi, il salmo sarà cantato in tagalog, la preghiera dei fedeli in diverse lingue, l’offertorio affidato alla comunità srilankese, il “Sanctus” in ucraino, i canti di Comunione in rumeno e in malayalam, e il canto conclusivo in lingua polacca. Al termine della Messa, sul sagrato della basilica, dalle 13.30 circa si potranno degustare piatti tipici preparati dalle comunità di 13 Paesi diversi: Eritrea, Togo, Romania, Ghana, Nigeria, Ucraina, Polonia, Bangladesh, Brasile, Capoverde, Congo, Camerun e Siria. Seguirà, alle 15, uno spettacolo multietnico durante il quale si esibiranno una ventina di gruppi con canti e balli folkloristici. Alle 18 il concerto finale, in collaborazione con African Perfect Armony, gruppo musicale di 11 elementi, nato nel 2017 al centro di accoglienza delle Tagliate di Lucca; e Med Free Orkestra, progetto nato nel quartiere di Testaccio nel 2010 che riunisce musicisti provenienti da varie aree del mondo, che si esibirà insieme all'Earth Band guidata da Tony Esposito. Sul palco anche Marco Iachini, vincitore del Sound Spirit Festival 2019.   «La Festa vuole dare un’importante testimonianza di convivenza civile tra popoli diversi – sottolinea monsignor Pierpaolo Felicolo, direttore dell’Ufficio Migrantes della diocesi di Roma –. Con gli anni la città ha imparato la bellezza dello stare insieme e bisogna impegnarsi ancora per abbandonare i luoghi comuni che ci sono sulle migrazioni e far emergere la normalità dell’incontro tra culture differenti. Alimentare la paura dei migranti è il peggiore dei modi per affrontare la dimensione umana del fenomeno della migrazione. La paura ci fa chiudere. Se poi la paura diviene da individuale a collettiva, allora si corre anche il serio rischio di fenomeni di reazione sociale non sempre controllabili. Tutto ciò va evitato. Come? Attraverso la conoscenza dell’altro. La conoscenza è luce, la paura è buio. Dobbiamo perseguire la luce. Dobbiamo, attraverso la conoscenza, sviluppare e far nostro il tema dell’accoglienza».

Uomini e donne in cerca di pace: un convegno Migrantes a Messina

15 Maggio 2019 - Messina - Giovedì 16 maggio, alle ore 18.00, a Messina, presso l’Istituto “Cristo Re” la Migrantes diocesana presenterà il  volume “Il Diritto d’asilo - Report 2018. Accogliere, proteggere, promuovere, integrare” dedicato al mondo dei richiedenti asilo e rifugiati. Dopo i saluti iniziali, introdurrà i lavori Santino Tornesi, , direttore dell’Ufficio diocesano Migrantes. Presenterà il Rapporto Mariacristina Molfetta della Fondazione Migrantes, tra i curatori del volume. A seguire la relazione di Alessandro Morelli, docente di Diritto costituzionale dell’Università degli Studi “Magna Grecia” di Catanzaro, dal titolo: “Il decreto sicurezza: profili di illegittimità costituzionale”. Le conclusioni saranno affidate a Antonino Mantineo volontario della Piccola Comunità Nuovi Orizzonti. A moderare gli interventi Roberto Marino, referente per la comunicazione dell’Ufficio diocesano Migrantes. L’appuntamento è il secondo di tre eventi di un percorso in cui, attraverso i volumi prodotti dalla Chiesa italiana, verrà affrontato il fenomeno della mobilità umana. Il progetto nasce dalla collaborazione tra l’Università di Messina (Dipartimento di Scienze cognitive, psicologiche, pedagogiche e degli studi culturali - COSPECS; Dipartimento di Scienze politiche e giuridiche - SCIPOG), gli organismi pastorali diocesani della Migrantes e della Caritas, l’Associazione di volontariato “Piccola Comunità Nuovi Orizzonti”. L’appuntamento aperto alla Città sarà preceduto, alle ore 15 (aula Accademia Peloritana dei Pericolanti - Rettorato UniMe, piazza Pugliatti n. 1), dalla presentazione del Rapporto ai docenti e agli studenti universitari, agli iscritti all’Ordine degli assistenti sociali e a quanti, a motivo del loro lavoro, sono interessati al fenomeno migratorio.

Papa con bambini “corridoi umanitari”

15 Maggio 2019 -   Città del Vaticano – Papa Francesco, nel passaggio tra i fedeli prima della udienza generale di questa mattina ha fatto salire sulla papamobile 8 bambini arrivati dalla Libia con il corridoio umanitario del 29 aprile scorso e su un barcone alcuni mesi fa. Lo rende noto il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Alessandro Gisotti aggiungendo che questi bambini, di diverse nazionalità - tra cui Siria, Nigeria e Congo - sono attualmente ospitati con le loro famiglie nel Centro “Mondo Migliore” di Rocca di Papa e seguiti dalla Cooperativa “Auxilium”. (R. Iaria)  

Questa civiltà è da difendere

15 Maggio 2019 -

Milano - Uomini in fuga, il mondo ne è pieno. Non attratti da un miraggio, ma spinti da una disperazione. Si fa presto a dire che sarebbe meglio che ognuno restasse a casa sua, in pace e sicurezza. I rifugiati sono uomini (e donne e bambini) che nel loro Paese patiscono persecuzione, o vivono nella paura, per ragioni di razza, religione, nazionalità, appartenenza a un determinato gruppo sociale, opinioni politiche. A loro il mondo ha dedicato una Convenzione nel 1951, impegnando gli Stati, fra l’altro, a non prendere sanzioni penali, a motivo del loro ingresso o del loro soggiorno illegali, a carico di quei rifugiati che giungono direttamente da un territorio in cui la loro vita o la loro libertà erano minacciate. Già in questo originario principio brilla una sorta di gerarchia delle ragioni di giustizia sopra le formule legalistiche: le une e le altre stanno nel cerchio del diritto, simultanee, e però vita e libertà vincono non per violazione di disciplina, ma per giuridica preminenza. Più vicino ai nostri anni, nel 2011, l’Unione Europea ha emanato una Direttiva che impegna gli Stati membri ad assicurare ai rifugiati «il pieno rispetto della dignità umana» e il diritto d’asilo. La parola 'dignità' è pregnante, nel diritto europeo: essa dà titolo al primo capitolo della 'Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione Europea' e compendia una sorta di statuto elementare e insopprimibile degli esseri umani. Il trattamento che ne discende è un corollario coerente.

In Italia, benché se ne parli così poco che par dimenticato (o a bella posta negletto) l’articolo 10 della Costituzione dice che ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni di legge, lo straniero «al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana». Non dunque solo la fuga dalla persecuzione, dalla tortura, dalla guerra; persino la mancanza delle libertà democratiche garantite dalla nostra Costituzione, cioè il ventaglio intero dei diritti umani disegnato dai nostri Padri.

Questo sistema ispirato al soccorso irrinunciabile delle vittime dell’oppressione, così ben scritto, appare oggi contraddetto da una riluttanza che s’è gonfiata in ostilità; ha alzato muri di pietra e di filo spinato, ma non solo: ha costruito maglie fitte di editti e norme e grida e comandi volti a impedire, a ostacolare, a scacciare. Ma ieri la Corte Europea di Giustizia ha dato una sterzata.

C’erano tre rifugiati (un ceceno nella Repubblica Ceca, due africani in Belgio), che avevano commesso reati e subito condanne; per loro c’era il rifiuto o la revoca dell’asilo e della protezione, si profilava l’espulsione e il rimpatrio. Verso un destino pauroso. La risposta di giustizia è stata 'no'. La Corte ha sentenziato che «gli Stati membri non possono allontanare, espellere o estradare uno straniero quando esistono seri e comprovati motivi di ritenere che, nel Paese di destinazione, egli vada incontro a un rischio reale di subire trattamenti proibiti dalla Carta europea», cioè torture o trattamenti inumani o degradanti. La sentenza, emessa dal massimo organo giurisdizionale dell’Unione, ora vincola tutti. Anche il reo, il condannato che espia la pena, non può diventare uno scarto da riconsegnare ai suoi aguzzini. Perderà quel che perderà, ma non il suo essere uomo, e i diritti dell’uomo.

C’è un’ultima pennellata, infatti che ce lo rammenta, e a suo modo sposta di nuovo l’attenzione dal legalismo alla realtà del diritto-giustizia: l’uomo cui è stato revocato lo 'status' (legale) di rifugiato, se in concreto è un fuggiasco per i motivi di persecuzione che abbiamo visto, resta lo stesso un 'rifugiato', e conserva il diritto umano alla 'protezione internazionale' secondo la Carta europea. Prendiamone definitiva nota, difendiamo questa civiltà e siamone all’altezza: è nostra e condivisa col mondo. (Giuseppe Anzani – Avvenire)

Albanesi in Italia: domenica 26 Maggio pellegrinaggio a Genazzano

14 Maggio 2019 - Roma - Sono previste circa un migliaio di persone provenienti dai numerosi gruppi di immigrati albanesi delle varie comunità sparse in Italia e dall'Albania e Kosovo, accompagnati dai loro vescovi e presbiteri, che si uniranno all'appuntamento del 26 maggio p.v. per rendere omaggio alla Madonna del Buon Consiglio a Genazzano. È suggestivo pensare che ogni anno gli albanesi venuti in Italia sentano il bisogno di fare questo pellegrinaggio mariano. La sentono veramente “loro” questa Madonna, perché 50 anni di ateismo e di feroce persecuzione, che ha cancellato ogni traccia esterna di religione dalla loro terra, non è riuscita a cancellare dalla loro memoria, anzi dalla loro più profonda interiorità, questa immagine di Maria. La celebrazione eucaristica con la supplica alla Madonna alle ore 11,00 sarà presieduta dal Presidente della Conferenza Episcopale Albanese Mons. George Frendo e seguita da altre manifestazioni culturali e di svago.  

Bellunesi: la generosità degli emigranti per le comunità colpite da “Vaia”

14 Maggio 2019 - Belluno - Anche gli emigranti bellunesi hanno voluto essere vicini alle loro terre colpite dalla tempesta di fine ottobre chiamata “Vaia”. Seppur fisicamente lontani, con cuore e mente hanno compreso il momento di difficoltà. E non sono rimasti a guardare: dalla Svizzera, Francia, Lussemburgo, Brasile, Stati Uniti, Croazia, Austria, Germania e da varie parti d’Italia sono giunte numerose donazioni al conto corrente aperto dall’Associazione Bellunesi nel Mondo per aiutare i territori colpiti lo scorso anno dal maltempo. E così, dai circoli sparsi per il pianeta (le Famiglie Bellunesi), dai singoli soci e simpatizzanti e da diverse realtà associative anche in giro per il Veneto e per la Penisola, 159 soggetti diversi  hanno voluto dar manforte ai comuni che si sono improvvisamente trovati a far fronte a un’emergenza senza precedenti. In totale sono stati raccolti 40.600 euro, distribuiti ieri in un evento nella sede dell’Associazione Bellunesi nel Mondo a 22 amministrazioni. «Sono quelle che hanno risposto al nostro appello – le parole del presidente dei Bellunesi nel Mondo Oscar De Bona -. Quando a novembre 2018 siamo partiti con la raccolta fondi abbiamo inviato una lettera a tutte le amministrazioni chiedendo che ci indicassero le loro esigenze e ora possiamo portare a termine questa opera resa possibile grazie ai nostri soci. Vorrei menzionare in particolare la nostra Famiglia del Lussemburgo, dalla quale è arrivato il primissimo versamento dall’estero di 3500 euro, e le famiglie in Croazia e Brasile, che ci hanno fatto pervenire complessivamente oltre 1200 euro, una cifra non indifferente considerata la situazione economica che stanno attraversando questi due Paesi. Senza dimenticare i circoli in Svizzera, storici punti di riferimento». «Al di là dell’aspetto materiale – il commento della vicepresidente Abm Patrizia Burigo – questa raccolta rappresenta un forte esempio dell’attaccamento delle nostre comunità al contesto di partenza. Non appena hanno saputo di quanto era successo in tanti si sono messi in contatto con i nostri uffici per sapere qual era la situazione, segnale del fatto che hanno sempre il pensiero rivolto alle loro radici».  

Regina Apostolorum: il 15 maggio riflessioni sul contributo della Chiesa sul Global compact

14 Maggio 2019 - Roma -  Un evento sul Global compact su migranti e rifugiati e sul contributo della Chiesa. Si svolgerà a Roma il 15 maggio, alle 17, all’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, che promuove l’iniziativa. Tra gli interventi previsti, quelli di don Francesco Soddu, Direttore della Caritas Italiana, di don Pierpaolo Felicolo, Direttore dell’Ufficio per la Pastorale delle Migrazioni del Vicariato di Roma, di p. Fabio Baggio del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale. “Le migrazioni non sono un fatto emergenziale, ma epocale – afferma Mons. Guerino d Tora, Presidente della Fondazione Migrantes e della Commissione CEI sulle Migrazioni e ospite del Global compact – che cambierà la geopolitica mondiale. Pertanto si manifesta chiara la necessità e l’opportunità di affrontare queste tematiche dal punto di vista culturale e non solo assistenziale; cosa che si sta già facendo perché tale tema è al centro di iniziative cinematografiche, filosofiche, artistiche; è quindi importante discuterne anche a livello accademico”.  

8X1000: la mappa delle opere

14 Maggio 2019 - Roma - Firmate da tutti, conosciute da pochi, perfino nel territorio dove abitiamo. L’azione di rendicontazione e trasparenza della Chiesa italiana sulle risorse affidatele ogni anno dai fedeli è partita da qui, da questo gap informativo per far scoprire gli interventi 8xmille, dal più vicino a quelli di tutte le 225 diocesi del Paese. La geografia della condivisione fraterna, con oltre 16 mila interventi sottoscritti dai fedeli italiani, è sempre consultabile online sulla Mappa 8xmille (www.8xmille.it). Dà conto in modo ravvicinato dell’uso dei fondi. E là dove è più difficile che i numeri rendano il senso delle speranze e della dignità restituite, segnala storie, foto, video, schede e articoli di stampa. Le voci già geolocalizzate sono ben lontane ancora dal rappresentare la totalità dei contributi erogati, ma la Mappa è in continuo aggiornamento. Il dettaglio è per regione, provincia e comune, in modo da scoprire dov’è arrivato l’aiuto della Chiesa italiana. Sullo sfondo, l’impegno della CEI per una trasparenza che superi gli obblighi di legge sulla pubblicazione del rendiconto annuale (come previsto dall’articolo 44 della legge 222 del 1985), affiancandogli appunto la Mappa. Tre le azioni d’impiego: 356 milioni di euro per il culto e la pastorale nelle 225 diocesi; per il sostentamento dei circa 35 mila sacerdoti diocesani, compresi circa 500 missionari nei Paesi in via di sviluppo, 367 milioni di euro. E infine per i progetti caritativi 275 milioni di euro. La prima voce comprende anche i fondi per le nuove chiese e gli spazi parrocchiali, per la tutela dei beni artistici e per la pastorale giovanile. Così sono diventati realtà rispettivamente ad esempio – lo indica la Mappa – il nuovo centro giovanile della parrocchia S. Pietro in Vincoli a Soliera (Modena), costruito con un contributo 8xmille di 66 mila euro; e fondi per 150 mila euro destinati al restauro e consolidamento della chiesa trecentesca di San Nicola vescovo, a Mel (Belluno). Quindi i fondi per il sostentamento dei sacerdoti, ministri dei sacramenti e annunciatori del Vangelo in Parola e opere, affidati ai fedeli per una remunerazione decorosa (che va da circa 903 euro al mese fino ai 1.404 per un vescovo ai limiti della pensione). Tra gli interventi caritativi, che sono la terza voce di impiego, vanno ricordati anche piani formativo occupazionali nazionali per i giovani come il 'Progetto Policoro', che ha creato in questi anni cooperative con oltre 3 mila posti di lavoro. Ma la Mappa registra anche i fondi per la Caritas, per il microcredito (come i fondi 'Famiglia & lavoro' diffusi in diverse diocesi) e per la ricostruzione post terremoto in Abruzzo (anche con 4 scuole) e in Italia centrale. Un link in fondo alla Mappa rimanda agli aiuti al Terzo Mondo: ospedali, scuole, formazione di medici e insegnanti, promozione della donna. Oltre alle emergenze: dal sostegno alle vittime di guerra in Siria con 2 milioni di euro nel solo 2018, ai corridoi umanitari in Etiopia e Giordania (440 mila euro) fino al soccorso nella crisi venezuelana con 500 mila euro. (Laura Delsere)  

Emiliano-Romagnoli nel mondo: assemblea in corso a Rimini

14 Maggio 2019 - Rimini- Si concluderanno oggi a Rimini tre giorni intensi e ricchi di iniziative che hanno visto protagonista la Consulta degli Emiliano-Romagnoli nel mondo-. Presenti il Presidente e i vicepresidenti, i membri del comitato esecutivo, i consultori residenti in Italia e all’estero, numerosi ospiti dal mondo istituzionale e alcuni protagonisti del fenomeno emigratorio regionale che hanno  presentato prodotti culturali e di approfondimento sul fenomeno della nuova emigrazione. Tra gli obiettivi della riunione s la presentazione del museo virtuale dell’emigrazione emiliano-romagnola – MIGRER – a cura dell’agenzia di comunicazione Intersezione e dei project and creative manager Stefano Ascari e Paola Roveri, la restituzione dell’esperienza del Seminario di Palermo organizzato dal Consiglio generale degli italiani all’estero (CGIE) per la creazione di una rete internazionale di giovani italiani nel mondo da parte di uno dei delegati della regione Emilia-Romagna, Mario Zanatta, la relazione sui bandi dell’ultimo biennio e dei progetti che sono stati finanziati. Ampio spazio agli interventi dei consultori su le storie e le istanze delle comunità emiliano-romagnole nei paesi di provenienza.  

Europa e grandi sfide al convegno della Fisc

14 Maggio 2019 - Roma – “Colori d’Europa. Le sfide del terzo millennio” è il tema del convegno nazionale che la Federazione italiana settimanali cattolici (Fisc) organizza a Faenza e Forlì da giovedì a sabato in onore di due compleanni particolarmente 'rotondi' dei rispettivi periodici ecclesiali: “Il Momento”, che taglia il traguardo del secolo di vita, e “Il Piccolo”, che di anni ne compie ben 120. Le due diocesi romagnole ospitano direttori, giornalisti e operatori della stampa cattolica locale in un periodo significativo per due motivi: le imminenti elezioni europee e la pressione sulla libera stampa cattolica dei territori esercitata dai minacciati tagli ai contributi per l’editoria.  

Maestre di bimbe rom a istituzioni: lo Stato dov’è?

13 Maggio 2019 - Roma - Hanno organizzato una staffetta tra mamme e maestre per difendere una donna rom e i suoi figli, assegnatari di una casa popolare a Torrenova a Roma dalle ostilità degli inquilini. Così un nuovo caso di proteste anti nomadi a Roma sfocia in un’azione di solidarietà. Ora le insegnanti dell’Istituto comprensivo Simonetta Salacone, scuola che frequentano le bambine, hanno scritto una lettera al Presidente della Repubblica Mattarella, al Ministro Salvini, alla Sindaca Raggi e al Presidente della Regione Lazio Zingaretti, per chiedere se sia normale «che delle persone debbano organizzare dei turni per salvaguardare l’incolumità di una di loro. Lo Stato dov’è?».

Salute e solidarietà senza confini: i 25 anni di Camminare insieme

13 Maggio 2019 - Torino – Nei giorni scorsi nella Sala Colonne del Palazzo Civico del Comune di Torino è stato presentato alla stampa il ricco programma di iniziative per festeggiare il 25esimo anno di vita dell’Ambulatorio dell’Associazione Camminare Insieme, con l’obiettivo di fare conoscere le sue attività e di sensibilizzare l’opinione pubblica su problemi sempre più urgenti di disagio che colpisce un numero crescente di persone. L’Associazione promuove, coordina, indirizza e svolge iniziative finalizzate all’assistenza sanitaria e sociale delle persone più indigenti, cittadini italiani e stranieri. “In quest’ultimo anno sono state 14973 le prestazioni gratuite offerte per un valore di oltre un miliardo di euro. 150 le nazionalità delle pazienti, 5000 ogni anno. Le prestazioni più richieste riguardano la medicina di base e la ginecologia”, ha raccontato Sergio Durando, presidente neo eletto dell’Associazione. Oltre all’ambulatorio è attivo il centro Salute mamma-bambino che si occupa di educazione e di cura dei piccoli e accompagna le mamme dal momento del parto fino ai primi mesi del bimbo. Un aiuto fondamentale soprattutto per le donne straniere che affrontano l’esperienza della maternità, da sole, in un Paese straniero. L’Associazione nacque a Torino nell’aprile del 1993 con l’intento, condiviso da un gruppo di persone provenienti sia dalla realtà delle comunità parrocchiali torinesi sia da ambienti laici, di fornire assistenza medica qualificata e gratuita a tutti coloro che non possono usufruire del Servizio Sanitario Nazionale, manifestando in tal modo la propria solidarietà verso i più poveri ed emarginati. Fin dall’inizio, poté contare sull’aiuto concreto di molti volontari e simpatizzanti e dell’Opera Pia Barolo, che mise a disposizione i locali dell’Ospedaletto di Santa Filomena (fatto erigere nel 1834 dalla marchesa Giulia di Barolo per la cura dei più poveri), e dove ancora oggi l’Associazione ha sede. Il presidente dell’Opera Barolo, l’arcivescovo Mons. Cesare Nosiglia, ha ribadito nel suo intervento l’importanza dell’opera della Camminare insieme: “Sono lieto di questa ricorrenza e che si celebri l’evento in Comune, quale segno dell’importanza anche civile che ha la realtà di ‘Camminare insieme’ nella nostra città. Nel mondo della salute e della sanità, l’associazione tiene un suo specifico posto, di grande importanza non solo per quanto fa a favore di tante persone italiane e non, ma per i valori stessi che esprime in sé e testimonia nella nostra Torino”. A ribadire le parole dell’arcivescovo, l’assessora alle politiche sociali del Comune di Torino, Sonia Schellino, che ha ricordato come la Città sia parte di progetti quali l’odontoiatria sociale e la psichiatria sociale, che rispondono a esigenze forti e concrete di una parte della popolazione cittadina che rischia di non accedere alle dovute cure mediche. Così come il direttore dell’Asl di Torino, Valerio Alberti, che ha ribadito nel suo intervento l’impegno del servizio pubblico a sviluppare maggiori connessioni con il privato sociale, rafforzando le reti e attuando all’interno un processo di ottimizzazione del sistema di offerta delle prestazioni mediche. Marzia Sica, responsabile dell’Area sociale della Compagnia di San Paolo, ha espresso la sua gratitudine per il lavoro svolto in questi 25 anni dall’Associazione, sostenuta dalla Fondazione sin dal lontano 1998 in un’ottica di promozione e sviluppo del cosiddetto “secondo welfare”. Nei suoi 25 anni di attività volontaristica l’Associazione ha potuto crescere e sperimentare un diverso approccio al paziente, aspetto sottolineato dall’Arcivescovo Mons. Nosiglia: “Quello che conta molto non sono solo le cure e le medicine, ma che ogni persona debba sentirsi accolta, valorizzata, promossa nelle proprie potenzialità e non solo nell’essere ‘oggetto di cura’… C’è infatti differenza tra il curare e il prendersi cura dell’altro”.

Roma: Festa dei Popoli con il card. Parolin

13 Maggio 2019 - Roma – Sarà il Segretario di Stato, il card. Pietro Parolin, a presiedere la celebrazione eucaristica  - alle ore 12 nella Basilica di San Giovanni in Laterano domenica 19 maggio -  per la ventottesima edizione della Festa dei Popoli organizzata dagli uffici Migrantes e Caritas della diocesi di Roma in collaborazione con i missionari scalabriniani. Una iniziativa, la Festa dei popoli di Roma, che mira a valorizzare le diverse comunità etniche che vivono nella capitale e nei suoi dintorni per superare i pregiudizi, spiega Mons. Pierpaolo Felicolo, direttore dell’Ufficio Migrantes della diocesi di Roma e del Lazio. Dopo la celebrazione eucaristica sul sagrato della Basilica di San Giovanni in Laterano la festa con la partecipazione dei diversi gruppi e comunità etniche presenti nella diocesi.

Don De Robertis: i migranti “non sono dei numeri”

13 Maggio 2019 - Roma – “È una tragedia, un dramma che continua tutti i giorni. Il Papa in Bulgaria ha invitato a non voltare lo sguardo da un’altra parte, a non chiudere gli occhi, il cuore e la mano. E purtroppo, voltare semplicemente lo sguardo da un’altra parte non significa interrompere questo dramma: tanta gente costretta a scappare in condizioni veramente indegne per degli esseri umani, cioè subendo torture, violenze, e tanto spesso la morte”. A parlare è il Direttore generale della Fondazione Migrantes, don Giovanni De Robertis in una intervista a Vatican News dopo la morte in mare di almeno 7° migranti a 40 miglia dalla città di Sfax, in Tunisia. Don de Robertis evidenza che “noi abbiamo bisogno di un Paese che sia coeso, che affronti unito le difficoltà, che sia in grado di valorizzare le capacità e le risorse di tutti”. Occorre – ha quindi aggiunto - che la comunità internazionale e l’Unione Europea “non chiudano gli occhi, trovino le forme per migrazioni legali, sicure. Questo era il tema del Global Compact di Marrakech dello scorso dicembre, che è stato però solo il primo atto, e al quale purtroppo l'Italia ha scelto di non essere presente. Dobbiamo renderci conto che veramente sono uomini, donne, persone che hanno una storia, un volto come noi. Non sono dei numeri queste persone. Solo se abbiamo questa consapevolezza forse ci decideremo a mettere mano, ad affrontare questo dramma”

Lamezia Terme: anche una delegazione di rom lametini giovedì scorso dal Papa

13 Maggio 2019 - Lamezia Terme – “Esperienza unica”, quella vissuta da una delegazione di cinquanta rom residenti nel campo di Scordovillo e nella “Ciampa” di Lamezia Terme che hanno avuto modo di incontrare, giovedì scorso, papa Francesco a Roma durante l’udienza che il Pontefice ha avuto con cinquecento rom e sinti in vaticano su iniziativa della Fondazione Migrantes. La delegazione, guidata da don Giuseppe d’Apa, direttore dell’Ufficio Migrantes della diocesi di Lamezia Terme,  ha così vissuto “una bella ed inaspettata esperienza carica di emozione – ha detto don Giuseppe - . L’incontro con il Papa, infatti, è stato un momento di crescita e di confronto, non solo per i rom presenti”. Subito dopo l’udienza con Papa Francesco, nel pomeriggio, la delegazione lametina ha anche presenziato alla festa-incontro nell’auditorium del Divino Amore a Roma, e conclusosi con danze e balli tipici. La visita a Roma è parte del percorso che l’Ufficio Migrantes diocesano lametino sta portando avanti da anni ponendosi come obiettivo quello dell’integrazione e del dialogo in quanto sempre più convinti che “solo l’incontro fa superare ogni paura ed abbattere ogni muro”.

Migranti: un morto su tre in mare nel 2019

13 Maggio 2019 - Roma – “Nel 2019 una persona ogni tre ha perso la vita nel tentativo di arrivare in Europa lungo la rotta dalla Libia” scrive ACNUR Italia. «È chiaro – aggiunge l’Alto Commissariato Onu per i rifugiati – che questa situazione non può continuare». Mentre il numero di persone che arrivano in Europa via mare infatti è diminuito drasticamente, più di 250 persone sono morte nel Mediterraneo centrale solo quest’anno. ACNUR ribadisce che «la Libia non è un porto sicuro e che nessun ritorno, da acque internazionali, è da ritenersi ammissibile in base al diritto internazionale”. Intanto sono circa sessantamila le persone sfollate in Libia da quando, all’inizio di aprile, è iniziata l’offensiva militare lanciata dal generale Khalifa Hatar su Tripoli. Lo ha annunciato l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), spiegando che Tripoli ha ricevuto oltre 13mila sfollati.