Primo Piano
Quando l’incontro con l’altro profuma di famiglia
GMMR: il 29 settembre celebrazione con Papa Francesco in piazza San Pietro
Camera Deputati: il 30 settembre un convegno sul “genio italiano nel mondo”
Carta Identità Elettronica: al via la sperimentazione in tre città europee
Istat: “i nuovi italiani sono oltre 1,3 milioni, la maggior parte dei quali donne”
Don De Robertis: l’emigrazione non è un capitolo che appartiene al passato
“Pace senza confini”: appello per dire “no alla frontiere che dividono”
Domande Asilo: aumentano nell’Ue
Svizzera: Valeria Camia nuovo direttore de il “Corriere degli italiani”
Londra: premi alla ricerca italiana nel Regno Unito
Chiese svedesi ai parlamentari: non alzare muri
Naufragio davanti alla coste della Tunisia: otto corpi recuperati
Roma - Nel Mediterraneo, non si fermano le partenze, i soccorsi, ma anche, purtroppo i naufragi. Come quello avvenuto ieri davanti alla Tunisia. Al momento sono otto i corpi recuperati, nove invece i migranti soccorsi dalla Guardia costiera tunisina in seguito al naufragio di un peschereccio al largo delle coste tunisine di El Aouabed, nel governatorato di Sfax. Lo ha reso noto una fonte della sicurezza all’agenzia di stampa Tap precisando che altre tre persone risultano disperse. Secondo la stessa fonte almeno 14 tunisini originari di Sfax e Kebili si trovavano a bordo del peschereccio che ha colpito una boa galleggiante; a 6 miglia da Ellouza. Tre presunti organizzatori della traversata, tutti di Sfax, sono stati arrestati. Unità della Guardia Costiera, con l’ausilio della protezione civile, unità della Marina e un elicottero militare hanno condotto le operazioni di ricerca delle persone scomparse.
P. Solalinde: “nessun uomo è illegale”.
In dieci anni 10 mila bambini morti lungo le frontiere del mondo
Papa Francesco: la compassione è anche il linguaggio di Dio
Don De Robertis: atteggiamento verso i migranti è cartina al tornasole delle nostre società”
Scalabriniani: un gruppo di giovani italiani sulla rotta balcanica per “solidarietà e denuncia”
Roma - Padre Jonas e un gruppo di giovani (Paola, Davide, Martina, Milena, Simone, Barbara, Valentina e Miriam) stanno facendo un viaggio attraverso i confini di terra della rotta balcanica, dalla frontiera tra Siria e Turchia fino all’Italia. Sono partiti il 6 settembre da Gaziantep in Turchia e concluderanno il loro itinerario il 25 settembre a Trieste. L’iniziativa, intitolata “Umanità InInterRotta” vuole essere “un grido di solidarietà nei confronti di quelle vite migranti sospese ai confini e spesso dimenticate dall’Unione europea”, “un racconto di piccole scintille di speranza portate da coloro che, quotidianamente, si impegnano al loro fianco” e “una denuncia di diritti calpestati, di attese infinite e di tacite violenze, da diffondere presso le organizzazioni internazionali, gli enti, le associazioni, le scuole e la società civile europea.