Primo Piano

Porte Aperte: oggi la presentazione del volume che racconta “l’Italia che non ha paura”

14 Novembre 2019 - Roma - Sarà presentato questa sera a Roma il volume di Mario Marazziti “Porte aperte. Viaggio nell'Italia che non ha paura” (Piemme, 2019), che raccoglie le storie di persone che, vincendo la diffidenza, hanno accolto in vario modo persone in fuga dalla guerra, dalle persecuzioni, dalla morte. È la rete dei corridoi umanitari, promossi dalla Comunità di Sant'Egidio, dalla Federazione delle Chiese Evangeliche e dalla Conferenza Episcopale Italiana; un'esperienza che si è allargata ed è diventata il modello concreto e praticabile di una vera integrazione. Alla presentazione  (Sala Benedetto XIII, via di San Gallicano 25a) interverranno oltre all’autore Graziano Delrio, Marcelle Padovani, Andrea Riccardi e Alessandra Trotta.

Migrantes: il Rapporto Italiani nel Mondo a Torino

14 Novembre 2019 - Torino - Il 18 novembre, a Torino, presso la sala conferenze del Centro Altreitalie, si terrà un dibattito sul Rapporto Italiani nel Mondo 2019 della Fondazione Migrantes a cui parteciperà la curatrice del RIM, Delfina Licata. Alla presentazione interverranno Sergio Durando (Delegato regionale Migrantes Piemonte-Valle d’Aosta) Fabio Capocaccia (Cisei), Paola Corti (Università di Torino), Carlotta Colombatto (Museo Regionale dell’Emigrazione dei Piemontesi nel Mondo), Patrizia Audenino (Università di Milano), Alvise Del Pra’ (Centro Altreitalie), Dario Basile (Università di Torino). A coordinare i lavori Maddalena Tirabassi.

Rai Italia: la puntata di oggi di “L’Italia con voi”

14 Novembre 2019 - Roma – Nella puntata di oggi de “L’Italia con voi”, programma dedicato agli italiani nel mondo in onda su Rai Italia  Monica Marangoni e il maestro Palatresi accolgono Maria Teresa Ruta, conduttrice televisiva, attrice di teatro e inarrestabile viaggiatrice, prima ospite di questa puntata. Segue la rubrica “Il Lato C della Musica” con un gruppo amatissimo in Italia e all’estero: Il volo. Poi, Monsignor Hilary Franco, Osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite, aggiorna sulla sua iniziativa di beneficenza contro la povertà, iniziata 10 mesi fa. Quindi, è la volta di Francesca Fialdini, che da settembre conduce il talk-show di Rai Uno “Da noi a Ruota libera”. Si prosegue con la piccola lezione d’italiano con Vincenzo D’Angelo, della “Società Dante Alighieri.  Si parla di IMU, invece, con Nicola Forte, tributarista ed esperto del Sole 24ore. Si chiude la puntata in compagnia dei bellissimi affreschi di Villa Farnesina a Roma, raccontati nella rubrica “A spasso con l’Arte”. Per le Storie dal Mondo si va al TIFF, a Toronto, per incontrare il regista Gregor Bozic, il cui film “Storie dai boschi di castagne” è stato presentato in anteprima mondiale.  

Ondata di maltempo: la vicinanza della CEI alle persone colpite

14 Novembre 2019 - Roma - La Conferenza Episcopale Italiana è vicina alle persone e ai territori colpiti dall’ondata di maltempo che sta duramente flagellando alcune zone del Paese. In particolare, esprime “solidarietà e preoccupazione per la situazione di Venezia e di Matera: due preziose testimonianze di arte e di cultura che, in questi giorni, stanno pagando un prezzo altissimo. Sono proprio queste situazioni a richiamare tutti ad un’attenzione supplementare verso la Casa Comune”. La CEI, in una nota cita quanto scrive Papa Francesco nell’Enciclica Laudato si’: non possiamo accontentarci di un’ecologia superficiale o apparente” che ci fa adottare comportamenti evasivi su questi temi. “È il modo - scrive il Papa - in cui l’essere umano si arrangia per alimentare tutti i vizi autodistruttivi: cercando di non vederli, lottando per non riconoscerli, rimandando le decisioni importanti, facendo come se nulla fosse”. La Chiesa italiana ribadisce “il proprio impegno nella salvaguardia del territorio, nella vicinanza solidale alle popolazioni colpite, nella tutela dei beni culturali ecclesiastici ‘feriti’ dai fenomeni naturali”.

Parlamento Europeo: si parlerà della situazione dei migranti nelle isole greche e in Bosnia

13 Novembre 2019 -
Roma - Con l'avvicinarsi dell'inverno, i deputati europei, durante la sessione di oggi e domani, valuteranno, in un dibattito con Consiglio e Commissione, la situazione degli immigrati  nelle isole greche e in Bosnia. Secondo l'Unhce , nelle isole dell'Egeo vi sono circa 30.000 persone tra migranti e rifugiati. Nonostante il numero notevolmente inferiore di arrivi e gli sforzi delle autorità greche per alleviare la pressione sugli hotspot, campi come quello di Moria (Lesbo) sono permanentemente sovraffollati, si legge in una nota. Molti deputati "temono che le già terribili condizioni dei campi profughi si deterioreranno ulteriormente con il peggioramento del tempo".
Prima di discutere della situazione in Grecia, i deputati chiederanno alla Commissione e al Consiglio cosa intendono fare per la situazione in Bosnia e in particolare nel campo profughi di Bihać, dove migliaia di richiedenti asilo sono "trattenuti in condizioni di sovraffollamento dopo essere stati espulsi o non autorizzati nel territorio UE dalle autorità croate".

Mci Mosca: iniziative nella Giornata mondiale dei Poveri

13 Novembre 2019 - Mosca - Le iniziative della Missione Cattolica Italiana di Mosca, guidata da don Giampiero Caruso,  nei prossimi 15 giorni nel mese di novembre sono collegate tra loro dalla celebrazione della Giornata Mondiale dei poveri che in tutto il mondo cattolico si celebrerà domenica prossima 17 novembre. Un primo appuntamento comunitario è fissato per Sabato 16 novembre dalle 11:00 alle 13:00, presso il centro diurno dei senzatetto Casa “Amici per la strada” gestito a Mosca dalla Comunità di Sant’Egidio. “Prepareremo e condivideremo una buona colazione con gli ospiti presenti nel centro diurno quel giorno”, dice il sacerdote. La seconda iniziativa riguarda una raccolta di viveri e di beni di prima necessità da donare alle suore di Madre Teresa di Calcutta presenti a Mosca come opera di misericordia nei confronti dei “nostri fratelli più bisognosi”. L’appuntamento per la consegna dei pacchi dono con i viveri è fissato per Domenica 1° dicembre 2019 portandoli direttamente nella cappellania nella chiesa di San Luigi dei Francesi di Mosca

 “Migranti di ieri e di oggi: tra presente passato e futuro”: un convegno a Reggio Calabria

13 Novembre 2019 - Reggio Calabria - “Artefici del nostro futuro, sulle orme del Beato Giovanni Battista Scalabrini”. E’ questo il titolo di un progetto  promosso dalla cooperativa sociale Demetra che sarà presentato oggi pomeriggio al Seminario di Reggio Calabria, in occasione del convegno dal titolo “Migranti di ieri e di oggi: tra presente passato e futuro”. Il progetto, finanziato dalla CEI,  vede il coinvolgimento di 20 giovani migranti in percorsi di orientamento, formazione, inserimento lavorativo. Già da diversi anni la cooperativa sociale Demetra, socia del Consorzio Macramè, si occupa della cura e della manutenzione del terreno confiscato sito a Placanica, nel comune di Melito Porto Salvo (RC). Una sfida impegnativa per la cooperativa che non ha mai arrestato il proprio impegno, nonostante le difficoltà,  sposando il modello dell'agricoltura sociale. Oggi, grazie anche al progetto “Artefici del nostro futuro”, sul terreno confiscato di Placanica è sorta una fattoria sociale. Il gruppo di migranti, affiancato dall'equipe della cooperativa ha quotidianamente la possibilità di misurarsi sul campo, formarsi, orientarsi materialmente al lavoro, sperimentando tutta una serie di attività del settore agricolo e zootecnico, scrive il settimanale “L’Avvenire di Calabria”. I ragazzi sono supportati sotto qualsiasi aspetto: dal soddisfacimento dei bisogni primari, come la casa e l'assistenza sanitaria, a percorsi di alfabetizzazione, attività di volontariato, di inclusione e di conoscenza. Un modello, quello portato avanti dalla Demetra, che prevede la presa in carico della persona a trecentosessanta gradi e punta sulla forza delle relazioni e sull'instaurarsi di rapporti di fiducia reciproca. La cooperativa presenterà il progetto anche con la proiezione di un video racconto. Sarà occasione per discutere di buone pratiche di accoglienza, per raccontare i risultati ottenuti sino ad ora e per rinnovare l’impegno nella direzione dell’inclusione sociale e della solidarietà.

Papa Francesco: appello per Burkina Faso

13 Novembre 2019 - Città del Vaticano – Papa Francesco, questa mattina, al termine dell’Udienza generale in Piazza San Pietro ha rivolto prima un appello per il Burkina Faso, “da qualche tempo provato da violenze ricorrenti, e dove recentemente un attentato è costato la vita a quasi centro persone”. “Affido al Signore tutte le vittime, i feriti, i numerosi sfollati e quanti soffrono per questi drammi”, ha detto il pontefice facendo appello perché “non manchi la protezione ai più vulnerabili” e incoraggiando le autorità civili e religiose e quanti “sono animati da buona volontà a moltiplicare gli sforzi, nello spirito del Documento di Abu Dhabi sulla Fratellanza Umana, per promuovere il dialogo interreligioso e la concordia”. Poi l’invito a pregare per il suo imminente viaggio apostolico, che dal 19 al 26 novembre lo porterà in Thailandia e Giappone

Rai Italia: a L’Italia con voi con gli italiani che vivono a Seattle

13 Novembre 2019 - Roma - La puntata di oggi de “L’Italia con voi”, programma dedicato agli italiani nel mondo in onda su Rai Italia si apre con la musica della rock band Zen Circus, con Andrea Appino, Karim Qqru, Massimiliano "Ufo" Schiavelli in studio che ripercorrono le tappe della band e ci parlano dei loro progetti. Poi, Monica Marangoni, con il maestro Palatresi, accoglie la giornalista Maria Cuffàro, inviata di guerra, conduttrice e scrittrice.  Si prosegue con Corrado Pesci, figlio di Virna Lisi, icona del nostro cinema nel mondo, che insieme a Alessandro Boschi di “Hollywood Party” – Rai Radio 3, ricordano l’attrice anche attraverso la quinta edizione del “Premio Virna Lisi”, conferito a Elena Sofia Ricci come migliore attrice italiana dell’anno. Poi, con Piero Bassetti, presidente della Fondazione Globus et Locus, collegato dalla sede Rai di Milano, parliamo del rapporto che c’è tra religione, cristianesimo e italicità. Si chiude la puntata con la rubrica “I had a dream”, che ci fa incontrare Aldo Bonomi per conoscere la la prima azienda italiana di produzione di valvole. Per le Storie dal Mondo si va a Seattle, per scoprire come tanti nostri connazionali che vivono e lavorano lì, hanno mantenuto vivo il legame con la cultura e le tradizioni italiane. Poi, in India, per raccontare come l’imprenditoria italiana ha saputo tenere conto della particolare spiritualità di quel paese.  

Festival del Cinema Africano: a Verona fino a domenica

13 Novembre 2019 -

Verona - Fino a domenica Verona ospiterà la 39ª edizione del Festival di Cinema Africano. Il Festival animerà d’Africa la città con 115 eventi: la mattina, con le proiezioni per le scuole, al Teatro Cinema Stimate e in diverse aule magne di istituti cittadini di vario ordine e grado, e la sera con i film in concorso, proiettati per il pubblico in sala al Cinema Teatro Santa Teresa. 

Unhcr: in Italia 732 apolidi e 15mila invisibili senza scuola né medico

13 Novembre 2019 - Roma - In Italia sono 732 gli apolidi riconosciuti ma la stima delle presenze reali, proprio per la difficoltà di individuarli, oscilla tra le 3.000 e le 15 mila persone, provenienti per lo più dalla ex Jugoslavia e arrivate nel nostro Paese quando erano molto giovani oppure nate qui. Ma soprattutto ci vuole tantissimo tempo per ottenere questo status in Italia: è il caso di Dari, 28 anni, che l’ha avuto dopo ben 13 anni di attesa. È quanto emerge dal nuovo report dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Acnur). Si tratta di una condizione, denuncia l’Acnur, che viola i diritti umani e riguarda almeno 3,9 milioni di apolidi noti nel mondo, ma si stima che il numero reale sia molto più elevato, attorno ai 10 milioni, anche perché le statistiche sull’apolidia sono disponibili solo per un terzo degli Stati a livello globale. Sono persone che non hanno accesso ai diritti fondamentali: non possono andare a scuola, essere visitati da un medico, avere un lavoro, aprire un conto in banca, comprare una casa e nemmeno sposarsi. Questo perché l’apolide non viene considerato cittadino da nessuno Stato e, di conseguenza, non viene riconosciuto il diritto fondamentale alla nazionalità, né assicurato il godimento dei diritti ad essa correlati contribuendo così a rendere invisibili individui e intere comunità e a emarginarli dal resto della società. “Le persone apolidi non chiedono altro che gli stessi diritti di cui godono tutti i cittadini” commenta Roland Schilling, Rappresentante Regionale Unhcr per il Sud Europa che raccomanda all’Italia che le procedure di riconoscimento dello status di apolidia “siano più accessibili, efficaci e rapide” e che le persone apolidi possano essere riconosciute cittadini italiani alla nascita visto che “di fatto la legge italiana già prevede questo diritto” ma nella prassi ciò non accade.  

Le comunità sikh oggi in festa

12 Novembre 2019 - Roma - Le comunità Sikh oggi festeggiano un significativo anniversario: il 550° della nascita del loro fondatore, Guru Nanak. E lo fanno con un pellegrinaggio storico: centinaia di migliaia di Sikh si trovano in questi giorni in Pakistan. Anche in Italia alcune iniziativa promosse da questa comunità presente ormai da tanti anni soprattutto provenienti dalla regione Punjab. In alcune città sono previste delle vere e proprie manifestazioni per le vie principali in cui si sentono suonare i loro inni sacri.​  

Campagna “Ero straniero”: per i cittadini irregolari un provvedimento straordinario di emersione

12 Novembre 2019 - Roma -  “Una scelta di legalità e sicurezza: un provvedimento straordinario di emersione per i cittadini stranieri irregolari e costretti al lavoro nero. Sarebbe una soluzione win-win, con effetti positivi per tutti in breve tempo: a livello economico, con nuove entrate per lo Stato, e a livello sociale, in termini di sicurezza e impatto positivo sui territori”. Questa la proposta avanzata oggi dai promotori di “Ero straniero”, che nel 2017 hanno depositato con 90mila firme alla Camera la proposta di legge di iniziativa popolare per superare la legge Bossi-Fini, ora all’esame della Commissione affari costituzionali. “Ci rivolgiamo – affermano i promotori – a governo e Parlamento, impegnati in queste settimane con la manovra, con un semplice calcolo: con un provvedimento di emersione dal nero e regolarizzazione, entrerebbero almeno un miliardo di euro per lo Stato, ogni anno. Considerando l’emersione per 400mila persone e considerando che il reddito medio mensile di un lavoratore in Italia è di 20mila euro lordi l’anno, si avrebbe a regime un’entrata di 2.232 euro all’anno a persona, che per 400mila persone fa 893 milioni di euro di gettito fiscale. A cui vanno aggiunte le entrate ‘una tantum’ per i costi amministrativi ed eventuali contributi forfettari per l’emersione – è il calcolo dei promotori della campagna. E ancora maggiori i benefici se guardiamo ai contributi previdenziali: oltre 3 miliardi”.  

Papa Francesco: il diavolo distrugge l’uomo perché Dio si è fatto come noi

12 Novembre 2019 - Città del Vaticano - Il diavolo esiste e per la sua invidia per il Figlio di Dio che si è fatto uomo, semina l’odio nel mondo, che provoca morte. Papa Francesco lo ribadisce, come riferisce Vatican News, nell’omelia della Messa del mattino a Casa Santa Marta, che dedica al brano del Libro della Sapienza (Sap 2,23-3,9) proposto dalla liturgia nella Prima lettura. Il Papa analizza il primo versetto, nel quale il profeta ricorda che “Dio ci ha creati a immagine sua, siamo figlio di Dio”, ma subito dopo aggiunge “ma per l’invidia del diavolo la morte è entrata nel mondo”. Papa Francesco spiega che “l’invidia di quell’angelo superbo che non ha voluto accettare l’incarnazione” lo portò “a distruggere l’umanità”. E così nel nostro cuore entra qualcosa: “la gelosia, l’invidia, la concorrenza” elenca il Pontefice, mentre invece “potremmo vivere come fratelli, tutti, in pace”. Così inizia “la lotta e la voglia di distruggere”. Papa Francesco riprende i suoi “dialoghi” con i fedeli: “Ma, padre -  io non distruggo nessuno”. “No? E le chiacchiere che tu fai? Quando tu sparli di un altro? Lo distruggi”. E cita l’apostolo Giacomo: “La lingua è un’arma feroce, uccide”. “Il chiacchiericcio uccide, la calunnia uccide”. “Ma, padre, io sono stato battezzato, sono cristiano praticante, come posso diventare un assassino?”. Perché, ricorda ancora il Papa “dentro di noi abbiamo la guerra”, fin dall’inizio. “Caino e Abele erano fratelli – sottolinea –  ma la gelosia, l’invidia di uno distrusse l’altro”. E’ la realtà, basta guardare un telegiornale: “le guerre, le distruzioni, gente che per le guerre muore anche di malattie". Il Pontefice ricorda la Germania e l’anniversario della caduta del Muro di Berlino, ma anche i nazisti e “le torture contro tutti coloro che non erano di ‘pura razza’”. E altri orrori delle guerre: “Dietro questo c’è qualcuno che ci muove a fare queste cose. E’ quello che noi diciamo la tentazione. Quando noi andiamo a confessarci, diciamo al padre: ‘Padre, io ho avuto questa tentazione, quest’altra, quell’altra...’. Qualcuno che ti tocca il cuore per farti andare sulla strada sbagliata. Qualcuno che semina la distruzione nel nostro cuore, che semina l’odio. E oggi dobbiamo dirlo chiaramente, ci sono tanti seminatori di odio nel mondo, che distruggono”. “Tante volte - commenta ancora Papa Francesco - mi viene da pensare che le notizie sono un racconto di odio per distruggere: attentati, guerre”.  E’ vero che “tanti bambini muoiono di fame, di malattie” perché non hanno acqua, istruzione, educazione sanitaria. “Ma perché i soldi che servirebbero per questo – denuncia - vanno per fabbricare le armi e le armi sono per distruggere”. Questo è quello che succede nel mondo, ma anche “nella mia anima, nella tua, nella tua”. Per il “seme di invidia del diavolo, dell’odio”. “E di cosa ha invidia il diavolo? – si chiede il Papa – Della nostra natura umana”: “E voi sapete perché? Perché il Figlio di Dio si è fatto uno di noi. Questo non può tollerarlo, non riesce a tollerarlo”. E allora distrugge. “Questa –  spiega il Papa –  è la radice dell’invidia del diavolo, è la radice dei nostri mali, delle nostre tentazioni, è la radice delle guerre, della fame, di tutte le calamità nel mondo”. Distruggere e seminare odio, prosegue il pontefice, “non è una cosa abituale, anche nella vita politica”, ma “alcuni lo fanno”. Perché un politico ha spesso “la tentazione di sporcare l’altro, di distruggere l’altro”, sia con bugie, sia con verità e non fa così un confronto politico sano e pulito “per il bene del Paese”. Preferisce l’insulto, per “distruggere l’altro”. “Io sono bravo, ma questo sembra più bravo di me?”, pensa, e allora “lo butto giù, con l’insulto”: “Vorrei che oggi ognuno di noi pensasse questo: perché oggi nel mondo si semina tanto odio? Nelle famiglie, che a volte non possono riconciliarsi, nel quartiere, nel posto di lavoro, nella politica... Il seminatore dell’odio è questo. Per l’invidia del diavolo la morte è entrata nel mondo, alcuni dicono: ma padre, il diavolo non esiste, è il male, un male così etereo... Ma la Parola di Dio è chiara. E il diavolo se l’è presa con Gesù, leggete il Vangelo: che abbiamo fede o che non ne abbiamo, è chiara”. Preghiamo il Signore, è l’invocazione finale di Francesco, “che faccia crescere nel nostro cuore la fede in Gesù Cristo, suo Figlio”, che ha preso la nostra natura umana, “per lottare con la nostra carne e vincere nella nostra carne” il diavolo e il male. E che questa fede “ci dia la forza per non entrare nel gioco di questo grande invidioso, il grande bugiardo, il seminatore di odio”.  

Migrantes Taranto: il 15 novembre il convegno su “Non si tratta solo di migranti”

12 Novembre 2019 - Taranto -  Si svolgerà venerdì 15 novembre presso l’Università degli Studi di Bari – Dipartimento Jonico un convegno sul tema  “Non si tratta solo di migranti: si tratta di liberarci dagli esclusivismi, dall’indifferenza e dalla cultura dello scarto” che tratterà il tema dei migranti che continua ad essere di grande attualità. All’incontro, promosso dall’Ufficio Migrantes diocesano, inerverranno, fra gli altri  - l’arcivescovo di Taranto, mons. Filippo Santoro, il sindaco di Taranto, Rinaldo Meucci, il vicario episcopale per il laicato, mons. Paolo Oliva, i docenti Pamela Martino, Anna Maria Conte e Paolo Stefani, la responsabile dell’Ufficio legale della Migrantes diocesana, Cosima Ilaria Buonocore e Flavia Leopardo dell’Associazione “Noi e Voi”. A concludere i lavori,  moderati dalla direttrice dell’Ufficio Migrantes Marisa Metrangolo, la preside dell’Istituto “Archimede”, Patrizia Capobianco.

Scalabriniane: eletto il nuovo consiglio generale

12 Novembre 2019 - Rocca di Papa – Dopo la rielezioni della Superiora generale, la brasiliana sr. Neusa de Fatima Mariano le suore missionarie scalabriniane, riuniti in questi giorni nel Capitolo generale, hanno eletto ieri anche il loro Consiglio Generale. Ne faranno parte suor Anna Paula Ferreira da Rocha, suor Ana Silvia Zamin, suor Janete Aparecida Ferreira e suor Elizangela Chaves Dias. “Ringrazio le sorelle che hanno partecipato al Capitolo e tutte quelle che, nei diversi luoghi del mondo dove operiamo, ci sono state accanto con la preghiera – ha spiegato suor Neusa de Fatima Mariano – Nei sei anni precedenti abbiamo avviato un profondo percorso di riorganizzazione, in grado di stare al passo con i tempi, con un mondo sempre più globalizzato e con esigenze ed emergenze migratorie profonde e diverse. I quattro verbi di Papa Francesco, accogliere, proteggere, promuovere e integrare, sono per noi i punti cardinali di un cammino a sostegno dei migranti e dei rifugiati, per la loro tutela e la loro inclusione. Nei prossimi sei anni ci saranno grandi sfide da affrontare, tenendo presente che come nel nostro cuore sono presenti le parole e gli insegnamenti di Gesù Cristo che illuminano il mondo di speranza e gioia. Lo abbiamo fatto e lo faremo sempre, con gli esempi di vita cristiana di San Carlo Borromeo, del nostro fondatore il Beato monsignor Giovanni Battista Scalabrini, e dei nostri cofondatori la Beata Madre Assunta Marchetti e del Venerabile Padre Giuseppe Marchetti”.

Reggio Emilia: l’ambasciatore del Ghana in prefettura

12 Novembre 2019 - Reggio Emila - L'ambasciatore straordinario e plenipotenziario in Italia della Repubblica del Ghana, Eudora  Hilda Quartey Koranteng, ha incontrato nei giorni scorsi, il prefetto di Reggio Emilia Maria Grazia Forte, presso la prefettura del capoluogo.​ Nel corso dell'incontro, riferisce il sito del Ministero degli Interni,  sono stati toccati temi legati alla presenza della comunità ghanese nella provincia, che conta su un cospicuo numero di residenti. Sono stati, tra l’altro poste in evidenza le problematiche connesse agli immigrati ghanesi in genere e le opportunità di dialogo con le rappresentanze delle comunità ghanese attive sul territorio provinciale, sulle quali è stata riaffermata la reciproca collaborazione.

Don De Robertis: conoscere una realtà ecclesiale che porta un grande contributo di fede

12 Novembre 2019 - Roma - “Incontri questi che aiutano nella conoscenza di una realtà ecclesiale che porta un grande contributo di fede”. E’ il commento del Direttore generale della Fondazione Migrantes, don Giovanni De Robertis al termine di alcuni incontri avuti alla Fondazione con i cappellani etnici di alcune comunità cattoliche presenti in Italia. Il sacerdote ha partecipato a tutti gli incontri portando il saluto della chiesa italiana ad una “porzione di popolo di Dio che vive nel nostro Paese una grande fede. Conoscere e ascoltare la loro testimonianza  dice oggi - aiuta nell’incontro con queste persone che fanno ormai parte attivamente del nostro tessuto sociale ed ecclesiale”. I cappellani etnici di alcune comunità, infatti, in questi ultimi giorni si sono ritrovati a Roma per incontri pastorali nazionali presso la Fondazione Migrantes. E’ stata l’occasione per un confronto e un esame della situazione presente in Italia a partire dalla loro situazione sociale perché “si sentono stretti nelle città dove vivono; l’integrazione è molto difficile a causa spesso di pregiudizi”, ha detto il coordinatore nazionale degli africani di lingua francofona in Italia, don Mathieu Malick Faye sottolineando anche l’accoglienza positiva che hanno ricevuto e ricevono nelle diocesi italiane dove, spesso viene concessa loro una chiesa e una abitazione per il cappellano. Nonostante le difficoltà  “le comunità camminano, partecipano e danno del loro meglio per contribuire alla vita diocesana, servire, dare della gioia con i canti africani, con la messa africana, con i concerti, con la vita gioiosa e con la speranza perché ‘c’è più gioia nel dare che nel ricevere’”. Nei giorni scorsi anche i cappellani che seguono le comunità africane di lingua anglofona si sono ritrovati a Roma su iniziativa del coordinatore nazionale don Matthew Eze che nell’introdurre i lavori ha evidenziato il lavoro fatto nella diocesi italiane in collaborazione con le pastorali diocesane “impegnandoci nella formazione spirituale e sociale dei nostri connazionali”. Sempre presso la Fondazione Migrantes l’incontro dei cappellani peruviani e latino americani. Un popolo quello latino americano presente ormai in Italia da diversi anni e che “porta la sua fede. Questo popolo di Dio non esiste in astratto ma è incarnato nei diversi popoli della terra”, ha detto p. Emerson Campos Aguilar, coordinatore per la comunità peruviana in Italia sottolineando l’impegno della chiesa italiana nella pastorale. Anche i cappellani che seguono le comunità albanesi nel nostro Paese si sono incontrati recentemente a Roma con il coordinatore nazionale don Elia Matija. (Raffaele Iaria)  

Campagna “Ero Straniero”: oggi la presentazione della proposta di legge di iniziativa popolare

12 Novembre 2019 - Roma- Questa mattina presentazione, alla Camera dei Deputati, di una proposta di legge, promossa dalla campagna “Ero straniero” nell’ambito della discussione sulla manovra economica. Si tratta di un provvedimento in materia di immigrazione, una “operazione legalità” che “comporterebbe benefici evidenti in termini di entrate per lo Stato, contrasto all’evasione e sicurezza nei territori”. Lo scorso mese di aprile è stata avviata in Commissione Affari costituzionali alla Camera dei deputati la discussione della proposta di legge di iniziativa popolare di riforma dell’attuale testo unico sull’immigrazione, per “la promozione del regolare soggiorno e dell’inclusione sociale e lavorativa di cittadini stranieri non comunitari”, sottoscritta da 90.000 cittadini italiani e depositata il 27 ottobre 2017 dal comitato promotore della campagna “Ero straniero”. Il titolo della proposta di legge di iniziativa popolare è “Nuove norme per la promozione del regolare permesso di soggiorno e dell’inclusione sociale e lavorativa di cittadini stranieri non comunitari”. Il testo si compone di 8 articoli che prevedono: l’introduzione di un permesso di soggiorno temporaneo per la ricerca di occupazione e attività di intermediazione tra datori di lavoro italiani e lavoratori stranieri non comunitari; la reintroduzione del sistema dello sponsor; la regolarizzazione su base individuale degli stranieri “radicati”; l’effettiva partecipazione alla vita democratica col voto amministrativo e l’abolizione del reato di clandestinità.  

Fondazione Moressa: 2,5 milioni di lavoratori stranieri producono il 9% del PIL

11 Novembre 2019 - Roma - A partire dal 2008, parallelamente alla crisi economica, si è fatta largo l’idea che il lavoro sia un “bene scarso”, ovvero che l’arrivo di nuovi lavoratori tolga opportunità a quelli già presenti sul mercato. In particolare, gli immigrati vengono percepiti come “una minaccia”, essendo il numero di occupati stranieri (2,5 milioni) simile a quello dei disoccupati italiani (2,4 milioni). In realtà, i due gruppi “hanno caratteristiche molto diverse e non sarebbero affatto sostituibili”. Su questi temi si concentra lo studio della Fondazione Leone Moressa presentato oggi a Roma. Secondo i dati Istat 2018, i lavoratori stranieri sono 2.455.000, pari al 10,6% degli occupati totali. La loro incidenza è cresciuta “sensibilmente” dal 2009 al 2014 (da 7,9% a 10,3%), per poi stabilizzarsi negli ultimi cinque anni.  Nell’ultimo anno sono cresciuti sia gli occupati stranieri (+1,3%) che quelli italiani (+0,8%), mentre il tasso di occupazione è cresciuto dello 0,6% in entrambi i casi, evidenzia lo studio. Nonostante l’impatto mediatico degli sbarchi, negli ultimi dieci anni l’immigrazione in Italia è diminuita: se nel 2010 i nuovi Permessi di Soggiorno sfioravano quota 600 mila, nel 2018 si sono più che dimezzati. In particolare, si sono ridotti drasticamente i Permessi per Lavoro, da 360 mila del 2010 a meno di 14 mila del 2018 (-96%). Negli ultimi anni sono cresciuti gli “altri motivi”, principalmente motivi umanitari, senza comunque mai superare di molto quota 100 mila. I permessi rilasciati per ricongiungimento familiare sono rimasti sostanzialmente costanti, ma a partire dal 2011 sono diventati la prima voce. Gli occupati italiani e quelli stranieri hanno caratteristiche molto diverse tra loro, sottolinea la Fondazione Moressa: gli italiani sono mediamente più anziani e hanno dei titoli di studio più elevati. Negli ultimi nove anni, la quota di stranieri con almeno il titolo secondario superiore si è molto ridotta, mentre non è aumentata la quota di chi ha una laurea.  Di conseguenza, la maggior parte degli occupati stranieri svolge professioni non qualificate (33,3%), mentre il 29,7% trova impiego nelle professioni qualificate e tecniche. Le principali mansioni sono nel lavoro domestico: “personale non qualificato addetto ai servizi domestici” e “professioni qualificate nei servizi alla persona”. Per i ricercatori il calo degli occupati italiani “non è dovuto alla presenza straniera. Anzi, sono stati proprio gli stranieri a risentire maggiormente della crisi economica, visto il massiccio impiego in settori particolarmente esposti, come l’edilizia. Il tasso di occupazione degli stranieri è sceso dal 66,9% del 2004 al 58,3% del 2013, per poi tornare al 61,2% nel 2018”. Sempre secondo il report presentato oggi  il contributo degli immigrati è decisivo per la crescita del PIL. La ricchezza prodotta da questi lavoratori è stimabile in 139 miliardi di euro, ovvero il 9% della ricchezza nazionale. In termini assoluti, la maggior parte del PIL dell’immigrazione è prodotto nel settore dei servizi dove si registra la maggior parte di occupati stranieri (45,1%). Incide maggiormente nel settore degli alberghi e ristoranti (18,6%), nell’agricoltura (17,8%) e nelle costruzioni (17,6%).