Primo Piano

Mons. Fontana: nella Chiesa nessuno è straniero

13 Febbraio 2020 - Arezzo – “Nella Chiesa nessuno è straniero”. Il monito è arrivato dal vescovo di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, l’arcivescovo Riccardo Fontana, che nella Cattedrale di Arezzo ha radunato tutte le comunità cattoliche “non italiane” presenti in diocesi. «Fratelli nella fede di molte nazionalità», li ha definiti il presule che per loro ha presieduto una Messa in preparazione alla più sentita festa religiosa locale: quella della Madonna del Conforto che viene celebrata sabato. Una liturgia nel segno dell’incontro fra le culture dei partecipanti che nelle loro lingue d’origine hanno condotto letture, intenzioni di preghiera, canti. Nell’omelia Fontana ha spiegato che «la carità si esprime anche attraverso gesti concreti di solidarietà e di accoglienza nei confronti di chi, costretto da situazioni di grave disagio, lascia il proprio Paese e si presenta nudo di ogni cosa sperando con l’aiuto altrui di migliorare la propria vita». (Sévère Boukaka)

I profili social della CEI

13 Febbraio 2020 - Roma - La Conferenza Episcopale Italiana apre i propri canali social istituzionali. In occasione dell’incontro di riflessione e spiritualità “Mediterraneo, frontiera di pace” (Bari, 19 -23 febbraio), la CEI sceglie di ampliare la propria comunicazione nel contesto digitale e di “abitare” con una presenza attiva le principali piattaforme: facebook (https://www.facebook.com/conferenzaepiscopaleitaliana), twitter (https://twitter.com/ucscei), Instagram (https://www.instagram.com/conferenza_episcopale_italiana/). Di fronte a un mondo che è ormai profondamente cambiato nella fruizione dell’informazione e nelle modalità relazionali, la Chiesa Italiana accetta la sfida di raggiungere quei milioni di persone che trascorrono almeno due ore al giorno sui social per cercare momenti di svago, ma anche per raccogliere notizie utili alla formazione della propria opinione sui temi sociali e politici più importanti. La comunicazione social della CEI si rivolgerà a tutti: sia ai fedeli che vogliono restare aggiornati sulla vita della Chiesa Italiana e sul magistero del Santo Padre, sia a coloro che sono interessati ad ascoltare la voce ecclesiale in ordine al dibattito sociale e culturale. Al centro vi è la volontà di creare e rafforzare il senso di comunità anche sulla Rete. (Vincenzo Corrado)

Campagna “Io Accolgo”: a Roma la prima assemblea nazionale

12 Febbraio 2020 - Roma - Lavori in corso, a Roma, per la prima assemblea della campagna del non profit e della società civile italiana “Io Accolgo” si tratterà di una due giorni dal titolo “Accoglienza, sfide pratiche e proposte” . Venerdì 28 febbraio, dalle 16 alle 19, spiegano i promotori, “ci ritroveremo presso la CGIL nazionale in Corso d’Italia e affronteremo, con importanti esponenti del mondo dell’accoglienza e della politica, la situazione attuale, le difficoltà che il nostro mondo sta vivendo e porteremo le nostre proposte di modifica alle leggi in vigore che mettono in difficoltà centinaia di migliaia di cittadini migranti in tutta Italia”. Sabato 29 dalle 10 alle 16, invece, l’appuntamento sarà alla Comunità di Sant’Egidio in via Gallicano: “Sarà il momento di fare il punto della situazione sulla nostra campagna e delineare le prossime mosse confrontandoci direttamente con i territori che hanno aderito alla campagna”. Ad oggi, a “Io Accolgo” hanno già aderito oltre 15.600 persone singole e oltre 500 fra enti e associazioni. Il programma completo della due giorni del 28-29 febbraio è ancora in preparazione. Ma tutti coloro che sono interessati a partecipare possono già iscriversi servendosi di questo form on line.

Liberi dalla paura: ad un anno dal convegno di Sacrofano

12 Febbraio 2020 - Roma - Esattamente un anno fa, dal 15 al 17 febbraio 2019, si è svolto a Sacrofano (Roma) il meeting delle realtà di accoglienza nate a seguito dell’appello di Papa Francesco del settembre 2015, dal titolo: Liberi dalla paura, promosso dalla Fondazione Migrantes, da Caritas Italiana e dal Centro Astalli. Per me i giorni più belli e più difficili da quando ho assunto il servizio di Direttore generale della Migrantes, in cui mi è sembrato di rivivere la pagina evangelica che avevamo scelto come icona dell’incontro (Mt.14,22-33): Simon Pietro che accogliendo l’invito di Gesù scende dalla barca e comincia a camminare sulle acque, ma poi, impauritosi, comincia ad affondare, e grida al Signore. “E subito Gesù stese la mano, lo afferrò e gli disse: ‘Uomo di poca fede perché hai dubitato?’ Appena salito sulla barca il vento cessò”. Sono stati 570 i partecipanti di cui un centinaio di giovani accolti di 28 paesi. Da quando Papa Francesco ha dato inizio al meeting con la celebrazione eucaristica, ci siamo sentiti veramente liberi da ogni paura, abbiamo sentito la presenza del Risorto in mezzo a noi. È quello che hanno raccontato anche le famiglie e le comunità che hanno partecipato; i dubbi e i timori che hanno accompagnato la loro scelta di accogliere un rifugiato, che si sono poi trasformati, pur in mezzo a qualche difficoltà, in una grande pace e gioia. L’idea di organizzare il meeting è nata anzitutto per dire grazie a quanti oggi “contribuiscono a tenere vivo quello spirito di fraterna solidarietà che ha lungamente contraddistinto l’Italia” (papa Francesco). In un momento in  cui è più facile che incontrino la diffidenza o l’ostilità di chi li circonda piuttosto che la gratitudine. In secondo luogo per dare loro voce e coraggio, perché l’isolamento scoraggia e rende deboli: c’è ancora in Italia un popolo numeroso che non ha piegato le ginocchia davanti agli idoli, come rivela il Signore al profeta Elia in un momento di profondo scoraggiamento (1Re 19,18s). Infine perché siamo convinti che l’appello del Papa non vada archiviato, non ha dato ancora tutti i suoi frutti, come ha ricordato recentemente il suo elemosiniere il Cardinal Kraiewski tornando da Lesbo, dove sono accampati in condizioni disperate migliaia di profughi di cui la metà sono bambini: “Se ogni monastero, ogni casa religiosa, ogni parrocchia, si aprisse almeno per una persona, almeno per una famiglia, a Lesbo non troveremmo nessuno”. Un appello che voleva non solo richiamare l’attenzione al dramma purtroppo ancora attuale dei profughi e delle tante vittime che hanno trasformato il Mar Mediterraneo in un grande cimitero, ma offrire l’occasione a tante parrocchie e comunità religiose diventate vecchie e sterili, di tornare ad essere feconde, come Abramo dopo che accolse alle Querce di Mamre i tre forestieri. Perché allora non provare a replicare nella vostra Diocesi o regione l’evento di Sacrofano invitando le tante realtà di accoglienza, a volte piccole e sconosciute, presenti sul territorio? Perché non provare a ridare voce all’appello del Papa senza cedere alle paure che ci assalgono? Concludo con le parole con cui Papa Francesco si è congedato da noi a Sacrofano al termine della messa: “Prima di congedarmi vorrei ringraziare ognuno di voi per tutto quello che fate: il piccolo passo … Ma il piccolo passo fa il grande cammino della storia. Avanti! Non abbiate paura, abbiate coraggio! Che il Signore vi benedica. Grazie”. (D. Gianni De Robertis)  

MCI Svizzera: è morto don Ennio Fiorati

12 Febbraio 2020 - Pistoia -  Apprendiamo solo oggi della morte di don Ennio Fiorati nella sua casa di Pistoia all’età di 89 anni. Il decesso è avvenuto lo scorso 25 gennaio. Don Ennio è stato per tanti anni il parroco degli emigrati, punto di riferimento degli italiani all’estero, in particolare per quanti si erano trasferiti in Svizzera in cerca di fortuna, si legge sul sito della diocesi. Era nato a Pistoia il 23 novembre 1931: qui ha frequentato il seminario diocesano ed è stato ordinato sacerdote il 29 giugno 1955. Dopo un breve periodo a Montale come cappellano prestò servizio in montagna a San Marcello pistoiese accanto al parroco don Luigi Capecchi, finché nel 1957 gli fu affidata la parrocchia di Limestre. Fu il primo parroco del paese, dove era stata appena edificata una nuova chiesa intitolata alla Madonna della Neve. La parrocchia, allora costituita dal vescovo Mons. Longo Dorni, era stata eretta a servizio dei numerosi operai della SMI e collocata nei pressi di villa Margherita, già colonia estiva del seminario diocesano. Don Ennio rimase a Limestre fino al 1967 svolgendo anche il compito di docente di religione nelle scuole. Dopo un breve periodo di formazione per le “missioni” presso gli italiani all’estero don Ennio si trasferì in Svizzera, dove operò ininterrottamente dal 1968 al 1998. Per diciassette anni visse a Kreuzlingen lavorando presso la missione cattolica di lingua italiana poi, dal 1985 al 1998, esercitò il proprio ministero a Lucerna. Accanto agli emigrati don Ennio svolse il ruolo di pastore, occupandosi anche di molte questioni pratiche della sua gente. Tra le tante cose realizzate la costruzione di un asilo per i bambini dei migranti italiani. Nel 1998 il rientro in Italia e l’impegno come parroco della Basilica della Madonna dell’Umiltà. “Nel suo itinerario di vita sacerdotale don Ennio è stato immagine del Buon Pastore. Credo che nella sua vita di prete abbia sperimentato la bontà di Dio e l’abbia trasmessa alla gente che il Signore gli ha mandato; sicuramente ha comunicato la misericordia di Dio tra gli emigrati come tra i penitenti in Cattedrale, senz’altro lo ha fatto presso la basilica della Madonna dell’Umiltà: tante persone si sono rivolte a lui e hanno trovato il sostegno necessario per la loro vita”, ha detto ai funerali il vicario generale della diocesi di Pistoia Mons. Patrizio Fabbri riassumendo brevemente l’impegno sacerdotale e la personalità di don Ennio. La Migrantes esprime il suo cordoglio e si associa nella preghiera ai familiari e alla diocesi di Pistoia.

Papa Francesco: la Chiesa diventa “strumento di carità nella misura in cui le comunità urbane sono non solo missionarie”, ma anche “accoglienti”

12 Febbraio 2020 - Città del Vaticano - La Chiesa diventa “strumento di carità nella misura in cui le comunità urbane sono non solo missionarie nel loro ambiente, ma anche accoglienti verso i poveri che arrivano dall’interno spinti dalla miseria. E ugualmente lo è nella misura in cui le comunità sono vicine ai giovani migranti per aiutarli a integrarsi nella città senza cadere nelle sue reti di degrado”. Lo scrive Papa Francesco nell’Esortazione Apostolica post snodale “Querida Amazonia” diffusa oggi. Per il Papa tali azioni ecclesiali, che “nascono dall’amore, sono percorsi preziosi all’interno di un processo di inculturazione”. L’inculturazione “eleva e conferisce pienezza. Certamente va apprezzato lo spirito indigeno dell’interconnessione e dell’interdipendenza di tutto il creato, spirito di gratuità che   ama la vita come dono, spirito di sacra ammirazione davanti alla natura che ci oltrepassa con tanta vita. Tuttavia – scrive Papa Francesco -  si tratta anche di far sì che questa relazione con Dio presente nel cosmo diventi sempre più la relazione personale con un Tu che sostiene la propria realtà e vuole darle un senso”. “L’amata Amazzonia – scrive aprendo il documento Papa Bergoglio - si mostra di fronte al mondo con tutto il suo splendore, il suo dramma, il suo mistero”. Il Pontefice, nei primi punti spiega “il senso di questa Esortazione” ricca di riferimenti a documenti delle Conferenze Episcopali dei Paesi amazzonici ma anche a poesie di autori legati all’Amazzonia. Sottolinea che desidera “esprimere le risonanze” che il Sinodo ha provocato in lui. E precisa che non intende né sostituire né ripetere il Documento finale che invita a leggere “integralmente”, auspicando che tutta la Chiesa si lasci “arricchire e interpellare” da esso e che la Chiesa dell’Amazzonia si impegni “nella sua applicazione”. Papa Francesco condivide i suoi “Sogni per l’Amazzonia”  la cui sorte deve preoccupare tutti perché questa terra è anche “nostra”. Formula cosi “quattro grandi sogni”: che l’Amazzonia “lotti per i diritti dei più poveri”, “che difenda la ricchezza culturale”, che “custodisca gelosamente l’irresistibile bellezza naturale”, che infine le comunità cristiane siano “capaci di impegnarsi e di incarnarsi in Amazzonia”. (R.I.)

Papa Francesco: appello per la “martoriata e amata Siria

12 Febbraio 2020 - Città del Vaticano - “Vorrei che tutti pregassimo per l’amata e martoriata Siria”. E’ ‘appello rivolto questa mattina da Papa Francesco al termine dell’Udienza Generale nell’Aula paolo VI in Vaticano. “Tante famiglie, tanti bambini devono fuggire dalla guerra. La Siria sanguina da anni. Preghiamo per la Siria”, ha detto il pontefice che ha anche rivolto un appello per la Cina chiedendo una preghiera “per i nostri fratelli cinesi, che soffrono per questa malattia così crudele”, riferendosi al coronavirus che continua a mietere vittime: “Che trovino la strada della guarigione il più presto possibile”, ha detto il Papa. (R.I.)  

Card. Bassetti: il sogno di La Pira, una sfida per noi

12 Febbraio 2020 - Roma - Fare memoria del passato per affrontare le sfide odierne e costruire un futuro di pace. È questo il senso di “Mediterraneo, frontiera di pace”, l’evento di riflessione e spiritualità che si terrà a Bari dal 19 al 23 febbraio (l’iniziativa sarà presentata oggi in una conferenza stampa)  e sarà concluso da Papa Francesco. “Questo incontro nasce da un progetto di Giorgio La Pira che negli anni 60 disse che il Mediterraneo deve essere oggi quello che fu nel passato”, spiega il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e Presidente della CEI. Il Mediterraneo, continua, “è sempre stato il mare in mezzo alle terre e ai continenti: comprende infatti l’Europa, l’Africa, l’Asia. Attorno ad esso si sono sviluppate nel passato circa 20 civiltà che sono tra le più importanti del mondo”. Non solo, osserva il card. Bassetti, “è la patria di Abramo e delle tre religioni monoteistiche; è il mare di Gesù, che è della Galilea, degli apostoli ed è anche il luogo dove è nata la prima evangelizzazione”. Ecco allora che, sottolinea il Presidente della CEI, “se il Mediterraneo ha la vocazione di essere quello che fu, come disse La Pira, è chiaro che di fronte ai problemi della pace, delle migrazioni, delle differenze sociali e della povertà, noi dobbiamo confrontarci concretamente partendo da quello che ci hanno ispirato i nostri Padri”.  

Benvenuti a Berlino: partono gli incontri “Benvenuti a Berlino”

11 Febbraio 2020 - Berlino -  “Benvenuti a Berlino”. Questo il tema degli incontri promossi dall’Ambasciata d’Italia a Berlino, dal “Il Mitte” (  Quotidiano di Berlino per italofoni) e il Comites Berlino  e destinati agli italiani arrivati da poco nella capitale tedesca, al fine di dare loro informazioni sui primi passi da compiere per integrarsi all’interno del sistema tedesco. Gli incontri sono rivolti anche ai connazionali che già risiedono in città e vogliano approfondire alcuni temi di loro interesse. Gli incontri, moderati da Lucia Conti, direttore de “Il Mitte - Quotidiano per italofoni a Berlino”, si pongono lo scopo di fornire nella prima parte una serie di informazioni generali anche con il supporto di esperti in base al focus specifico della serata, mentre nella seconda metà dell'incontro viene dato ampio spazio alle domande da parte dei connazionali. Dalle domande relative allo stato civile, all’individuazione degli uffici tedeschi di competenza per le questioni amministrative, dai servizi erogati gratuitamente dalla rete diplomatico-consolare alle scadenze e obblighi fiscali, dai diritti del lavoro dipendente a come avviare una attività in proprio, dal sistema scolastico a quello sanitario. Tutti gli incontri si terranno presso l'Ambasciata d'Italia in orario 18.00 - 20.00 con cadenza bimestrale, ed avranno ognuno un focus specifico. Il primo incontro è previsto il 27 febbraio ed avrà come tema “Lavoro: orientarsi e conoscere i propri diritti”.  

Viminale: 1.771 le persone sbarcate sulle coste italiane nel 2010

11 Febbraio 2020 - Roma - 1.771: questo il numero dei  migranti che sono sbarcate sulle coste italiane nel 2020. Il dato, diffuso dal Ministero dell’Interno, è aggiornato a questa mattina  da inizio anno. Nei primi 1o giorni di febbraio sono stati 429 le persone migranti arrivate. La maggioranza il 2 febbraio che ha registrato l’arrivo di 394 persone. Dei quasi 1.800 migranti arrivati 250 sono di nazionalità algerina (14%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Sudan (238, 14%), Costa d’Avorio (218, 12%), Bangladesh (217, 12%), Guinea (105, 6%), Somalia (86, 5%), Tunisia (84, 5%), Marocco (75, 4%), Iraq (62, 4%), Mali (57, 3%) a cui si aggiungono 379 persone (21%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione. Fino ad oggi sono stati 320 i minori stranieri non accompagnati ad aver raggiunto il nostro Paese via mare.

Migrantes Marche: il Card. Cristobal Lopez Romero ad Ancona il 18 febbraio

11 Febbraio 2020 - Ancona – Nel settembre scorso una delegazione Migrantes  e Missio delle Marche ha incontrato in Marocco il Card. Cristobal Lopez Romero, arcivescovo di Rabat. Il porporato ricambierà la visita il prossimo 18 febbraio: sarà infatti ad Ancona dove presiederà una celebrazione eucaristica e terrà un incontro con la tutta Diocesi di Ancona-Osimo ricordando gli 800 anni dalla partenza di Francesco dal porto per un celebre e sorprendente  incontro con il sultano  al- Malik al-Kamil a Damietta (Egitto). Il giorno seguente celebrerà una solenne celebrazione eucarestia nella Santa Casa di Loreto per poi recarsi a Bari per il Convegno “Mediterraneo frontiera di pace” dove interverrà. “Ancora oggi sui passi del Santo di Assisi si rivela  profetico ‘avanzare in acque profonde’ del dialogo e della cooperazione, nel costruire ponti e non muri per il domani dell’umanità”, dice il Direttore Migrantes delle Marche, p. Renato Zilio.  

Istat: 5,4 milioni gli stranieri in Italia

11 Febbraio 2020 - Roma - Al 1° gennaio 2020 gli stranieri residenti in Italia ammontano a 5 milioni 382mila, in crescita di 123mila unità (+2,3%) rispetto a un anno prima. Nel conteggio concorrono 220mila unità in più per effetto delle migrazioni con l’estero, 55mila unità in più per effetto della dinamica naturale (63mila nati stranieri contro appena 8mila decessi), 46mila unità in meno per effetto delle revisioni anagrafiche e, infine, 109mila unità in meno per acquisizioni della cittadinanza italiana. I dati sono contenuti nel Report “Indicatori Demografici” dell’Istat diffusi questa mattina. La popolazione residente straniera costituisce dunque l’8,9% del totale (era l’8,7% un anno prima). Le regioni dove più forte è l’incidenza della popolazione straniera sul totale dei residenti sono l’Emilia- Romagna (12,6%), la Lombardia (12,1%) e il Lazio (11,7%). Il peso percentuale della popolazione straniera risulta relativamente più basso nel Mezzogiorno (4,4% contro l’11% del Centro-nord); il minimo è in Puglia e Sardegna (3,5%). Peraltro, fatto pari a 100 il numero di residenti stranieri sul territorio nazionale, 58 risiedono nel Nord (di cui 23 nella sola Lombardia), 25 nel Centro e appena 17 nel Mezzogiorno. Il ricambio demografico debole – scrive l’Istituto di Statistica Italiano  - determina effetti soprattutto sulla popolazione di cittadinanza italiana, il cui ammontare continua a decrescere di anno in anno. In complesso gli italiani residenti ammontano a 54 milioni 935mila al 1° gennaio 2020, con una riduzione di circa 240mila unità (-4,3 per mille) sull’anno precedente. Per i cittadini italiani risultano ampiamente negative le principali poste demografiche: il saldo naturale (-267mila unità), il saldo migratorio netto con l’estero (-77mila) e il saldo per gli aggiustamenti di carattere anagrafico (-2mila). Parziale compensazione di tali diminuzioni deriva dalle sole acquisizioni della cittadinanza italiana (+109mila).

Centro Astalli: “I diritti umani non possono rimanere solo sulla carta di fronte alla morte di innocenti

11 Febbraio 2020 - Roma - 91 persone sono alla deriva nel Mediterraneo: “le speranze di soccorrerli da vivi, si affievoliscono sempre più. Continua l’azione instancabile delle navi di Ong che cercano di arrivare in tempo ogni qual volta un’imbarcazione in difficoltà lancia l’allarme. Un’azione tanto meritoria quanto insufficiente di fronte alla insostenibile situazione che stanno vivendo migliaia di migranti che cercano legittimamente di fuggire dalla Libia in cerca di protezione in Europa”. Lo afferma in una nota il Centro Astalli che tramite il presidente, p. Camillo Ripamonti sottolinea come: “In queste ore di angoscia e apprensione per la sorte di decine di migranti che si trovano in serio pericolo di vita nell’indifferenza dei governi europei, il richiamo al rispetto dei diritti umani e delle convenzioni internazionali nella nota emessa dalla Farnesina per la revisione del memorandum con la Libia, sembra essere una stridente contraddizione”. Per il Centro Astalli è “urgente ripristinare un’azione europea di ricerca e soccorso in mare per i migranti in difficoltà, aprire canali umanitari sicuri che evitino la morte di migliaia di innocenti, vittime del traffico di esseri umani, e realizzare un’azione volta alla costruzione e al mantenimento della pace in Libia, un paese nel caos in cui i migranti vengono sottoposti quotidianamente a torture e abusi”. P. Ripamonti ribadisce infine che: “I diritti umani non possono rimanere solo sulla carta di fronte alla morte di innocenti. È un paradosso inaccettabile, che vìola i diritti e la dignità dei migranti e anche i nostri. Non lasciamo morire in mare nessuno, farlo è inaccettabile resa di fronte alla barbarie”.

Insulti razzisti, poi i pugni: eppure Boubakar ha già vinto

11 Febbraio 2020 - Palermo - «Io mi trovo bene qui a Palermo e ci rimarrò per sempre. È una città bella, antirazzista, accogliente. È la mia città preferita». Boubakar Kande parla con calma, racconta l’aggressione violenta e assurda di cui è stato vittima nella notte tra sabato e domenica, in un luogo centralissimo del capoluogo siciliano, in via Cavour, tra il teatro Massimo e la Banca d’Italia, ma offre anche una lezione a chi è portato a fare sempre di tutta l’erba un fascio. Quella di questo giovane ventenne originario del Senegal è una storia di stupida violenza e di solidarietà, i due volti di una città complessa e multiculturale. Una storia venuta fuori attraverso i social, dopo un lungo post di un uomo, Ignazio Penna, che decide di raccontare un’aggressione a cui hanno assistito due amici del figlio, i quali sono intervenuti in difesa del giovane africano, a differenza delle decine di persone che si sono fermate a guardare impassibili il pestaggio in piena notte. La testimonianza di un cittadino indignato, che è stata commentata sempre su Facebook proprio dal diretto interessato, che ha avuto il coraggio di venire allo scoperto, di ringraziare i suoi soccorritori e la città e di denunciare tutto alla polizia. Adesso sono in corso le indagini per individuare gli autori dell’aggressione, un contributo potrebbero darlo le immagini delle numerose telecamere di videosorveglianza nella zona, ma è anche il momento della pioggia di reazioni di solidarietà da parte di ogni parte politica, della società civile, dei sindacati, della gente comune. Boubakar, poco dopo mezzanotte, sarebbe stato colpito da tre adolescenti in pieno centro, mentre tornava a casa dopo il lavoro con la sua bicicletta. «Negro di m...» lo avrebbero appellato, mentre la vittima rispondeva: «Non ti permetto di parlarmi così». Inutile il tentativo di rimettersi in sella e cambiare strada. Il gruppetto di aggressori lo avrebbe atteso poco distante e lì, in via Cavour, sarebbe cominciato il pestaggio, il ragazzo senegalese sarebbe stato colpito con calci e pugni, con i caschi dello scooter, avrebbe provato a difendersi con la catena della sua bici, ma sarebbe rimasto a terra, mentre tantissime persone sarebbero rimaste ferme a guardare, senza alzare un dito. Finché non sono arrivati due ragazzi che lo hanno soccorso. «I due amici di mio figlio si sono messi al fianco del ragazzo aggredito, mentre uno dei due chiamava la polizia» ha raccontato il cittadino su Facebook, versione poi confermata dal giovane africano. «Appena visto che la vittima non era più sola, i ragazzi aggressori sono fuggiti, lasciando la povera vittima pieno di lividi e con la faccia sanguinante». Boubakar ha rimediato qualche ferita al volto, è stato trasportato all’ospedale Civico di Palermo e dimesso con una prognosi di 10 giorni, ma ieri ha voluto uscire allo scoperto e ringraziare: «Sono io il ragazzo aggredito. E urlo con voce alta che Palermo è una bellissima città accogliente antirazzista, a Palermo ci sono tante belle persone, io mi trovo veramente benissimo. Sono pochi quegli str… . Gli consiglio di girare un po’ il mondo e vedere come funzionano le cose…a Palermo i razzisti ci sono, ma sono pochissimi». E il sindaco Leoluca Orlando commenta: «Vi sono palermitani di ogni colore che ogni giorno danno motivo di essere orgogliosi della nostra città. Fra questi certamente il ragazzo aggredito per motivi razziali e che nonostante questo conferma il suo amore per Palermo. Fra questi certamente quei giovani palermitani che sono intervenuti a sua difesa, evitando forse ben più gravi conseguenze». (Alessandra Turrisi – Avvenire)  

Ravenna Partecipa: seconda serata di confronto con i cittadini su Immigrazione e Intercultura

11 Febbraio 2020 - Ravenna - Proseguono gli eventi di Ravenna Partecipa, il percorso partecipativo per la costituzione di una nuova Rete interculturale sui temi dell’immigrazione, con la seconda serata di confronto con i cittadini. L’appuntamento è per domani, mercoledì 12 febbraio alle 20 nella sala del consiglio territoriale di Castiglione di Ravenna ed è dedicato ai cittadini delle aree territoriali di Castiglione di Ravenna, Roncalceci e San Pietro in Vincoli. Il laboratorio sarà anticipato da un momento conviviale organizzato dall’associazione Romania Mare che offrirà un aperitivo della tradizione rumena, accompagnato da musiche e balli popolari. Gli incontri, a cui possono partecipare tutti hanno lo scopo di raccogliere contributi, idee e buone pratiche per migliorare la qualità della convivenza, dell'integrazione e della partecipazione civica delle persone. Al termine del percorso partecipativo sarà redatto il Regolamento della Rete interculturale sui temi dell’immigrazione (Riti). Il percorso Ravenna Partecipa è un progetto co-finanziato dall’assessorato all’Immigrazione e alla Partecipazione e dalla legge regionale 15/2018. Attraverso l’incontro, la conoscenza reciproca, lo scambio e il dialogo tra cittadini e cittadine di diversa provenienza - si legge in una nota - sarà ideata e creata la Rete interculturale sui temi dell’immigrazione – Riti, nuovo strumento con cui i ravennati (di nascita o acquisiti che siano) potranno confrontarsi direttamente con l’Amministrazione comunale e agire in prima linea attraverso una modalità condivisa e inclusiva.

Papa Francesco: il 31 maggio a Malta

10 Febbraio 2020 - Città del Vaticano - Papa Francesco compirà un viaggio apostolico a Malta, nel cuore del Mediterraneo. L'annuncio è arrivato stamani dalla Santa Sede. “Accogliendo l'invito del Presidente della Repubblica di Malta, delle Autorità e della Chiesa Cattolica del Paese, Sua Santità Papa Francesco compirà un Viaggio Apostolico a Malta e a Gozo il 31 maggio 2020. Il programma del viaggio sarà pubblicato a suo tempo”, ha detto il direttore della Sala stampa della Santa Sede, Matteo Bruni. Motto della visita sarà “They showed us unusal kindness” (Essi mostrarono un'insolita gentilezza). Nel logo si vedono delle mani che si indirizzano verso la Croce, provenienti da una nave in balìa delle onde. Le mani rappresentano un segno di accoglienza verso il prossimo e di assistenza a coloro che sono in difficoltà, abbandonati al loro destino. La barca ricorda il drammatico racconto del naufragio dell'apostolo Paolo sull'isola di Malta e l'accoglienza riservata dai maltesi all'apostolo e ai naufraghi.

Italiani nel Mondo: al 31 dicembre 2019 erano circa 5.500.000

10 Febbraio 2020 - Roma - Al 31 dicembre 2019 gli italiani residenti all’estero erano 5.486.081, 197.800 in più rispetto al 2018. Il dato è del Ministero dell’Interno che, di concerto con la Farnesina, ogni anno pubblica il numero dei cittadini italiani residenti all’estero, sulla base dei dati dell’elenco aggiornato (AIRE), riferiti al 31 dicembre dell’anno precedente ed è pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. La maggior parte degli italiani residenti all’estero risiede in Europa: 2.986.906 quelli nell’elenco aggiornato (erano 2.874.225 l’anno scorso); segue l’America meridionale con 1.711.245 (erano 1.651.278); quindi l’America settentrionale e centrale, dove risiedono 486.847 connazionali (erano 470.697) e, infine, la ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide con 301.083 (erano 292.081). Confrontando i dati con quelli del decreto dello scorso anno l’incremento maggiore rimane quello in Europa, con 112.681 italiani in più; 59. 967 i connazionali che nel 2019 hanno scelto il Sud America. In controtendenza il Nord America, dove sono arrivati 16.150 connazionali (erano 19.511 i nuovi arrivati nel 2018), e l’Africa Asia e Oceania con 9.002 nuovi arrivi: l’anno scorso sono stati 13.990  

Cei: con l’evento di Bari arriva sui social

10 Febbraio 2020 - Roma - La Conferenza Episcopale Italiana apre i propri canali social istituzionali. In occasione dell’incontro di riflessione e spiritualità “Mediterraneo, frontiera di pace” (Bari, 19 -23 febbraio), la CEI sceglie di ampliare la propria comunicazione nel contesto digitale e di "abitare" con una presenza attiva le principali piattaforme attraverso tre nuovi profili social Facebook (https://www.facebook.com/conferenzaepiscopaleitaliana), Twitter (https://twitter.com/ucscei) e Instagram (https://www.instagram.com/conferenza_episcopale_italiana/). “Di fronte a un mondo che è ormai profondamente cambiato nella fruizione dell’informazione e nelle modalità relazionali, la Chiesa Italiana accetta la sfida di raggiungere quei milioni di persone che trascorrono almeno due ore al giorno sui social per cercare momenti di svago, ma anche per raccogliere notizie utili alla formazione della propria opinione sui temi sociali e politici più importanti”, spiega Vincenzo Corrado, direttore dell’Ufficio Nazionale per le comunicazioni sociali CEI. La comunicazione social della CEI si rivolgerà a tutti: sia ai fedeli che vogliono restare aggiornati sulla vita della Chiesa Italiana e sul magistero del Santo Padre, sia a coloro che sono interessati ad ascoltare la voce ecclesiale in ordine al dibattito sociale e culturale. Al centro vi è la volontà di creare e rafforzare il senso di comunità anche sulla Rete, nel solco di quanto scritto da Papa Francesco nel Messaggio per la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali 2020: “Abbiamo bisogno di pazienza e discernimento per riscoprire storie che ci aiutino a non perdere il filo tra le tante lacerazioni dell’oggi; storie che riportino alla luce la verità di quel che siamo, anche nell’eroicità ignorata del quotidiano”.    

Palermo: Cittadinanza onoraria a 3 equipaggi che salvarono vite in mare

10 Febbraio 2020 -  Palermo -  Cittadinanza onoraria di Palermo per gli equipaggi del motopesca di Sciacca “Accursio Giarratano”, che nel luglio dello scorso anno salvò una cinquantina di migranti nel Mediterraneo. Stesso riconoscimento anche per gli equipaggi delle navi “Mare Jonio” e “Sea Watch”, impegnati nelle attività di monitoraggio e nel salvataggio di migranti e naufraghi. Le cittadinanze onorarie saranno assegnate questo pomeriggio, alle 16, dal sindaco del capoluogo siciliano, Leoluca Orlando, a Palazzo delle Aquile. (Dire)