Primo Piano

Migrantes Modena-Nonantola: il servizio delle comunità cattoliche straniere e l’aiuto ai rom del territorio

25 Marzo 2020 - Modena - Tutti i cappellani della diocesi di Modena-Nonantola seguono le loro comunità facendo in modo che le persone restino in casa per evitare il propagarsi del contagio, ci dice Giorgio Bonini dell’Ufficio Migrantes diocesano. Allo stesso tempo “si cerca di tenere i contatti, seppure a distanza, per continuare a garantire l'assistenza spirituale”. Alcune famiglie della comunità polacca condividono (a distanza) la parola del giorno,  recitano la Coroncina alla Divina Misericordia alle ore 15 di ogni giorno con don Fraczek. Don Celestin sottolinea che per la comunità Cattolica Anglofona di San Barnaba di Modena è “un momento difficile come per gli altri ma una cosa chiara è che tutti  noi restiamo a casa  seguendo l'ordine del governo per salvare la vita”. Per la messa domenicale e per i contannti con i fedeli della comunità utilizza WhatsApp, preparando tutto e le famiglie fanno il resto a casa. Ascoltano la messa dell'arcivescovo, mons. Erio Castellucci in TV. Ultimi fra gli ultimi, Migrantes cerca di portare aiuto ad alcune famiglie nomadi già 'normalmente' in difficoltà e ora “sono ancora più emarginati”.

Quaresima e Coronavirus: pregare in famiglia

25 Marzo 2020 - La forzata (e doverosa) reclusione di questi giorni sta significando per molti la riscoperta (o la scoperta) di molti aspetti che nella vita familiare nella sua versione ideale e oleografica dovrebbero essere ovvi, ma da tempo ormai non lo sono affatto: tra questi, c’è senz’altro la preghiera in famiglia. Sia chiaro, se di base la fede, o almeno la religione, è un elemento del tutto assente in una casa, non sarà certo l’attuale crisi a farla spuntare dal nulla; laddove però almeno qualche scintilla di spiritualità, di senso religioso, covava sotto le ceneri della più grigia ferialità, questi giorni strani e incerti stanno riuscendo a sprigionare qualcosa di nuovo. Tanti elementi concorrono: la quarantena, la preoccupazione del domani, la comprensione di quanto è essenziale rispetto a una possibile sofferenza… fatto sta che in non poche famiglie si sta riscoprendo la preghiera. Magari in modo cauto e un po’ imbarazzato, magari accompagnando questi momenti con un “Perché no?” – ma il fatto rimane: gli italiani si stanno scoprendo capaci di pregare insieme ai loro cari. Da qui si spiega il successo della proposta della Cei del 19 marzo, seguito da oltre 4.200.000 italiani, che riecheggia nell’appello fatto dal Papa per pregare insieme oggi il Padre Nostro e nell’iniziativa proposta dai media della Cei di unirsi di nuovo per recitare tutti insieme il Rosario questa sera. “Cos’è una preghiera se non il desiderio che gli eventi della propria vita si raccolgano a dare forma a una storia, qualcosa che dia un senso a eventi che si sa che possiedono un significato?”. Scriveva Douglas Coupland in Generazione A. Forse alle famiglie serve questo, oggi: poter dare forma positiva e salvifica a un momento di grande incertezza, e questa forma luminosa, fatta di richiesta di aiuto, di speranza, e di partecipazione a un’esperienza di popolo, di Corpo, la dà la preghiera condivisa. Nulla può fare sentire uniti come pregare insieme. Inutile dire che gran parte del merito è dei bambini: “con la bocca di bambini e di lattanti”, come ci ricorda il Salmo 8. I bambini che, privati del catechismo, mettono i propri genitori nella necessità di seguire con loro catechesi online, momenti di preghiera in streaming, e tutto quello che le parrocchie si stanno inventando pur di non perdere un contatto. Da quando il culto pubblico è impedito, la domenica alle 11.30 organizzo una breve catechesi per i bambini del catechismo delle Comunioni, seguita da un momento di adorazione, in cui espongo il Santissimo perché almeno la Sua immagine, il Suo candore, raggiunga quanti purtroppo per ora non possono riceverlo materialmente. È commovente sentire le vocine dei bambini che dalle casse del computer riempiono la chiesa vuota – ma sentire le voci dei papà e delle mamme che si uniscono a loro, papà e mamme che magari prima lasciavano i figli a catechismo come li avrebbero lasciati a danza o a calcetto, è ancor più commovente. Sarebbe bello se in queste famiglie, una volta assaggiato il sapore buono di questi momenti, che porta la condivisione a un livello nobile e mai banale, la preghiera rimanesse anche a pandemia finita, e la preghiera di richiesta lasciasse il posto a quella di ringraziamento. Concludo con un aneddoto condiviso ieri da un amico che attualmente vive in Turchia: “Nel XIX secolo il Califfo musulmano Al-Hakim decretò la chiusura di tutte le chiese in Egitto per nove anni. Era un periodo di grande angoscia per tutti i cristiani. Un giorno, il Califfo stava camminando per le strade dove risiedevano i cristiani e ha sentito le loro voci lodare e pregare in ogni casa. Al che disse: ‘Aprite le loro chiese e che preghino come vogliono. Volevo chiudere una chiesa in ogni strada. Ma oggi ho scoperto che da quando ho emanato questo decreto, una chiesa è stata aperta in ogni casa’”. (Alessandro Di Medio - Sir)

Papa Francesco: la recita del Padre Nostro e stasera il Santo Rosario

25 Marzo 2020 - Città del Vaticano – “Oggi ci siamo dati appuntamento, tutti i cristiani del mondo, per pregare insieme il Padre Nostro, la preghiera che Gesù ci ha insegnato. Come figli fiduciosi ci rivolgiamo al Padre. Lo facciamo tutti i giorni, più volte al giorno; ma in questo momento vogliamo implorare misericordia per l’umanità duramente provata dalla pandemia di coronavirus. E lo facciamo insieme, cristiani di ogni Chiesa e Comunità, da ogni età, lingua e nazione”. Così’ Papa Francesco ha introdotto la preghiera del Padre Nostro recitato oggi alle 12,00. Il Papa ha pregato per “i malati e le loro famiglie; per gli operatori sanitari e quanti li aiutano; per le autorità, le forze dell’ordine e i volontari; per i ministri delle nostre comunità. Oggi – ha quindi aggiunto - molti di noi celebrano l’Incarnazione del Verbo nel seno della Vergine Maria, quando nel suo ‘Eccomi’, umile e totale, si rispecchiò l’ ‘Eccomi’ del Figlio di Dio. Anche noi ci affidiamo con piena fiducia alle mani di Dio e con un cuore solo e un’anima sola preghiamo”. E poi la recita del Padre Nostro. Questa sera i media cattolici, in sintonia con la Segreteria generale della Cei invitano i fedeli, le famiglie e le comunità religiose a ritrovarsi stasera alle 21 per recitare insieme il Rosario che verrà trasmesso da TV2000 e InBluradio. La preghiera mariana sarà guidata dal vescovo di Brescia, Pierantonio Tremolada, nel Santuario bresciano della Madonna delle Grazie e sarà conclusa da una supplica a san Paolo VI, che proprio in questo Santuario celebrò da prete novello la sua prima Messa. (R.I.)  

Papa Francesco: unire le nostre voci di supplica al Signore in questi giorni di sofferenza

25 Marzo 2020 - Città del Vaticano – “Tra poco, a mezzogiorno, noi Pastori delle varie Comunità cristiane, insieme ai fedeli delle diverse confessioni, ci riuniremo spiritualmente per invocare Dio con la preghiera del Padre Nostro”. Lo ha detto Papa Francesco a conclusione dell’Udienza Generale dalla Biblioteca del Palazzo Apostolico in diretta streaming. Il Papa ha invitato ad “unire le nostre voci di supplica al Signore in questi giorni di sofferenza, mentre il mondo è duramente provato dalla pandemia. Voglia il Padre, buono e misericordioso, esaudire la preghiera concorde dei suoi figli che con fiduciosa speranza si rivolgono alla sua onnipotenza”. “Rinnovo a tutti anche l’invito a partecipare spiritualmente, attraverso i mezzi di comunicazione, al momento di preghiera che presiederò dopodomani, venerdì, alle ore 18, sul sagrato della Basilica di San Pietro. All’ascolto della Parola di Dio e all’adorazione del Santissimo Sacramento, seguirà la Benedizione Urbi et Orbi, con annessa l’indulgenza plenaria” è stato l’invito del Papa. Nei saluti in lingua italiana il Papa ha incoraggiato “ad essere sempre fiduciosi nella misericordia di Dio e generosi con il prossimo, specialmente in questi tempi di incertezza”. (R.Iaria)

Migrantes Marche: il servizio in questi giorni accanto al mondo della mobilità

25 Marzo 2020 - Loreto – Nelle Marche, in diocesi dove vi  sono strutture di accoglienza  per migranti, come ad esempio nella diocesi di Fano, si continua tale attività, seguendo le direttive date, e semmai, in tali frangenti,  si interviene ad accompagnare e seguire casi di necessità particolari. In quella di Pesaro si affida alla Protezione civile l’impegno di distribuzione di pasti a migranti o ad altri, per non avere assembramenti nei locali della Caritas o semmai si consegnano buoni-pasto settimanali. Don Sergio della Migrantes di Ancona, missionario per anni in America latina,  prende in mano il telefono ed è la sua precisa attività pastorale del momento:  incoraggiare, sostenere, dare speranza a migranti, ad ammalati, ad anziani della parrocchia. P.Mihajlo, responsabile delle comunità ucraine delle Marche si premura di dare ad ognuno ogni informazione sulle celebrazioni del vescovo Dionisio a Roma, trasmesse attraverso i social o direttamente trasmesse dalla capitale Kiev, sede metropolitana della Chiesa greco-cattolica ucraina. P. Giorgio, parroco a Loreto, ogni venerdì fa in solitario la Via Crucis per piazze e strade, in particolare abitate da famiglie di migranti, mentre tutti intensamente seguono dalle finestre il sacro rito, che si rivela di stringente attualità. Non ultimo il caso di tre gruppi di giostrai seriamente bloccati in tre diocesi, da Pesaro a S. Benedetto del Tronto. Allertata da una Migrantes fuori regione, la Migrantes Marche ha potuto intervenire segnalando alle Migrantes delle differenti diocesi e con la collaborazione di Caritas si sono risolti i casi. Una rete di segnalazione e di collaborazione tra Migrantes e Caritas, risultata senz’altro preziosa e positiva.    

Papa Francesco: l’invocazione alla Vergine

25 Marzo 2020 -

Città del Vaticano - "Tutti insieme preghiamo per gli ammalati, per le persone che soffrono. Sotto la Tua protezione cerchiamo rifugio, Santa Madre di Dio. Non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova, e liberaci da ogni pericolo, o Vergine gloriosa e benedetta. Ringrazio tutti i cristiani, tutti gli uomini e le donne di buona volontà che pregano per questo momento, tutti uniti, qualsiasi sia la tradizione religiosa alla quale appartengono".

È questa la preghiera che Papa Francesco ha rivolto all’interno del suo messaggio per l’iniziativa della Rete mondiale di preghiera, a cui il Pontefice affidata ogni mese un tema di riflessione e di preghiera. Stavolta non poteva che essere quello della lotta alla pandemia da coronavirus. Il Papa, nel videomessaggio diffuso sul sito di Vatican News, ribadisce la sua vicinanza a quanti stanno soffrendo per questa malattia, e il ringraziamento a quanti – medici, infermieri, volontari, forze dell’ordine – stanno in prima linea nella battaglia per sconfiggere questo virus e bloccarne la diffusione. Due domeniche fa papa Francesco si era recato in pellegrinaggio per pregare davanti all’immagine della Madonna Salus Populi Romani nella Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma. Una preghiera perché si fermi questa pandemia, che papa Francesco ha rinnovato anche davanti al crocifisso portato in processione per le vie di Roma durante la peste del 1522 e che è custodito nella chiesa di San Marcello al Corso nella capitale.

Papa: oggi la preghiera del Padre Nostro in diretta streaming

25 Marzo 2020 - Città del Vaticano - La preghiera del Padre Nostro recitata dal Papa nella Biblioteca del Palazzo Apostolico sarà trasmessa da Vatican Media e in diretta streaming sul sito di Vatican News e sarà seguita dall’Angelus e dal Rosario recitato dal card.  Comastri nella Basilica di San Pietro. Lo comunica oggi la Sala Stampa della Santa Sede.

Papa Francesco prega per le suore impegnate a fianco degli ammalati

25 Marzo 2020 - Città del Vaticano – Papa Francesco questa mattina ha invitato a pregare per le suore che lavorano a fianco dei malati e anche delle suore Figlie della Carità di San Vincenzo de Paoli,  che oggi, nella festa dell' Incarnazione del Signore, rinnovano i voti. Le suore vincenziane sono presenti in Vaticano da 98 anni e gestiscono un dispensario per i poveri.  “Oggi, festa dell’Incarnazione del Signore – ha detto il papa introducendo la celebrazione di questa mattina a Casa Santa Marta -  le suore Figlie della carità di San Vincenzo de’ Paoli, che dirigono, prestano servizio nel dispensario di Santa Marta da 98 anni, sono qui a Messa, rinnovano i voti insieme con le loro consorelle in ogni parte del mondo. Vorrei offrire la Messa oggi per loro, per la Congregazione che lavora sempre con gli ammalati, i più poveri, come qui da 98 anni, e per tutte le suore che stanno lavorando in questo momento accudendo gli ammalati e anche rischiando la vita e dando la vita”. Commentando la il Vangelo dell’Annunciazione il Papa ha parlato di mistero ed ha poi invitato a rileggere il passo raccontato dall'evangelista Luca. "L'evangelista – ha detto il pontefice - poteva conoscere questo avvenimento soltanto dal racconto della Madonna”. (R.Iaria)

Media cattolici riuniti domani per la recita del Rosario e del Padre Nostro

24 Marzo 2020 - Roma – Avvenire, Tv2000, InBluradio, Sir e Federazione Italiana dei Settimanali Cattolici, d’intesa con la Segreteria generale della CEI, invitano i fedeli, le famiglie e le comunità religiose ad unirsi al Papa nella recita del Padre Nostro mercoledì prossimo alle ore 12 e a ritrovarsi, lo stesso giorno, alle 21 per recitare insieme il Rosario che verrà trasmesso da TV2000 e InBluradio.

Il valore della stampa locale nella grande emergenza: intervista al sottosegretario Martella

24 Marzo 2020 - Roma - In questi giorni difficili anche per il settore dell’editoria e dell’informazione locale e nazionale, dove prevale con facilità il rifugio all’informazione fragile e talvolta liquida dei social, la Fisc attraverso la vice presidente Chiara Genisio ha raggiunto il sottosegretario Andrea Martella. Sottosegretario Andrea Martella, a fine 2019, come titolare della delega governativa all’Editoria, ha partecipato a Roma al congresso dei settimanali cattolici italiani (Fisc), in quell’occasione li ha definiti "una realtà significativa" che "rappresentano o sono la testimonianza di un’editoria di prossimità". Vale ancora oggi questo giudizio? Ricordo perfettamente e, oggi più che mai, vedo conferme della straordinaria funzione di testimonianza dei giornali cattolici. In questa emergenza sta emergendo con forza una domanda di buona informazione da parte dei cittadini e la vostra realtà costituisce un segmento prezioso di quella rete informativa che sta accompagnando gli italiani in questi giorni difficili con il valore della prossimità e la ricchezza del pluralismo. Voci importanti che fanno sentire tante persone meno sole. L’emergenza ha invaso anche le redazioni dei settimanali diocesani, l’impegno è massimo per garantire un servizio puntuale, sia con i giornali di carta che con le edizioni online e via social.  Ma per arrivare ai lettori e agli abbonati serve che la filiera dalla tipografia, alle edicole e alla consegna postale possa funzionare.  Si riuscirà a mantenere attivo tutto questo? È stato un impegno assunto dal governo con convinzione, fin dall’inizio dell’emergenza. In tutti i Dpcm che si sono susseguiti, le attività della filiera dell'informazione sono state preservate dalle restrizioni. La stampa è sempre un bene pubblico essenziale, a maggior ragione in circostanze emergenziali. Mentre per necessità si restringono gli spazi di movimento dei cittadini, è la stampa ad offrire margini di vera libertà. Numerose testate diocesane stanno offrendo gratuitamente l’edizione digitale, come valuta questa scelta? Sono scelte molto apprezzabili che denotano attenzione verso i cittadini, proprio per le ragioni prima richiamate. Vedo che tantissime testate stanno adottando iniziative per avvicinare i lettori, anche con politiche di forte scontistica. È cresciuta la domanda di informazione ed è bene che i prodotti editoriali rispondano con professionalità e qualità a questa sfida. Noto con piacere che questo sta accadendo ed è un aspetto importante anche per il contrasto alle fake news. L’informazione oggi più che mai  e un bene pubblico, lo ha  ribadito più volte. Che cosa sta mettendo in campo il governo per salvaguardare questo <bene>? Ci sono interventi diretti per la stampa locale come i settimanali diocesani? Prima di questa emergenza, con la legge di bilancio abbiamo messo in sicurezza il settore fino al 2022, sterilizzando i tagli previsti in passato; abbiamo stanziato 20 mln di euro per la promozione della lettura nelle scuole di ogni ordine e grado, comprese le paritarie; abbiamo prorogato le agevolazioni postali per la spedizione dei giornali; abbiamo dato sostegno alle edicole. Anche con il DL Cura Italia abbiamo dato un segnale di attenzione al settore con il raddoppio del credito di imposta per le edicole e l’estensione del beneficio anche ai distributori che raggiungono i piccoli comuni. Stiamo lavorando per migliorare ulteriormente le misure a sostegno dell’intera filiera. Prima del coronavirus lei era impegnato in una riforma completa del settore informativo, una riforma 5.0 L’esperienza che stiamo vivendo in questo periodo cambierà i programmi di rinnovamento del settore? Non vi è dubbio che questa emergenza provocherà dei cambiamenti. Lo sta già facendo. Però le ragioni di una riforma che io ho chiamato Editoria 5.0 rimangono tutte e nonostante l’oggettivo rallentamento imposto dall’emergenza stiamo continuando lavorarci. Quando questa emergenza finirà dovremo farci trovare pronti a rilanciare questo settore che è strategico per la qualità stessa della nostra democrazia. Da tanti viene ribadito il ruolo indispensabile dei giornalisti delle grandi testate, si parla meno del lavoro prezioso di chi opera nelle realtà locali. Lo rileva anche lei? Come si può intervenire? Il lavoro della e nella informazione è preziosissimo ovunque. Io vedo che il professionista dell’informazione anche a livello locale esprime un valore aggiunto ed è punto di riferimento per i lettori e le comunità a cui si rivolge con il proprio lavoro. Il recupero della autorevolezza della stampa che sta accompagnando questa emergenza sarà indubbiamente utile anche per valorizzare questo segmento della filiera ad emergenza finita.

Comitato Europeo Diritti sociali: preoccupazione per i diritto sociali dei migranti e delle condizioni abitative dei rom

24 Marzo 2020 - Comitato Europeo Diritti sociali: preoccupazione per i diritto sociali dei migranti e delle condizioni abitative dei rom Strasburgo - I diritti sociali dei migranti “sono in pericolo in Europa”, secondo le ultime conclusioni annuali del Comitato europeo dei diritti sociali ( ECSR ). Il Comitato è sempre “più preoccupato per il trattamento dei minori migranti in situazione irregolare, accompagnati o meno, e dei minori richiedenti asilo, e in particolare del loro accesso a un alloggio adeguato e sicuro”. Per quanto riguarda il diritto all'abitazione, il Comitato è particolarmente preoccupato per “le indegne condizioni abitative di rom e viaggiatori in molti paesi”. Inoltre il Comitato sottolinea il problema del crescente numero di bambini apolidi in Europa che hanno “un accesso limitato” a diritti e servizi essenziali come la salute e l'istruzione. Il Comitato ha chiesto agli Stati parti di fornire ulteriori informazioni durante il prossimo ciclo di rendicontazione sulle misure per ridurre i casi di apolidia.  

Migrantes Porto Santa Rufina: iniziative web per le comunità migranti

24 Marzo 2020 - Porto Santa Rufina – “Sono in contatto con tutte le comunità etniche della diocesi che si sono attivate per essere vicino ai fedeli”. Così il direttore Migrantes della diocesi di Porto Santa Rufina spiegando le iniziative con il mondo migrante presente in diocesi. I vari cappellani si sono attivati sul web con pagine personali su facebook o di gruppi e trasmettono quotidianamente la Santa Messa, il Rosario , la Via Crucis o altro “affinché le Comunità siano in comunione, in questo momento che non ci possiamo riunire per il coronavirus”.

Migrantes Sicilia: a servizio del mondo della mobilità con servizi a chi ha più bisogno

24 Marzo 2020 - Palermo - Qui a Palermo collaboriamo con la Caritas (anche tramite un progetto PON inclusione colla città metropolitana) a fare avere buoni pasti ai Rom che da qualche mese hanno abbandonato il campo della Favorita e vivono in appartamenti concessi dal Comune. Si  trovano in grande difficoltà perché non possono chiedere l'elemosina, unico loro sostentamento, dice il direttore dell’Ufficio Migrantes della diocesi di Palermo e della Sicilia, Mario Affronti aggiungendo che un altro aspetto su cui “siamo intervenuti è quello sanitario. La maggior parte di loro – spiega - non hanno il medico di medicina generale e possono accedere agli ambulatori dedicati dell'ASP (in numero di 2 a Palermo) che per fortuna sono rimasti aperti e lavorano sia pur in modo ridotto ma in sicurezza. Quelli che non possono accedere agli ambulatori hanno ricevuto a domicilio le ricette per i farmaci”. L’Ufficio Migrantes è in contatto, per gli aspetti sanitari, con quasi tutte le famiglie Rom e “diamo costantemente notizie sulla situazione dell'epidemia e sui comportamenti da adottare. Ciò vale pure per i migranti delle altre etnie che si trovano in situazione di irregolarità”. Affronti ci informa anche dell’attività della Migrantes diocesana a fianco delle badanti: “anche qui si danno informazioni sui comportamenti per telefono. Penso che in questo modo tutte queste persone si sentano meno sole e ringrazio gli operatori tutti dei servizi sanitari di questi ambulatori per quello che stanno facendo e naturalmente la Caritas ed il Comune”. Per l'accompagnamento spirituale delle comunità di immigrati e non solo: “so di distribuzione viveri da Arcobaleno dei popoli ed anche da parte della Parrocchia di San Nicolò da Tolentino con la quale la Migrantes ha un progetto si sta prodigando don Sergio Natoli con varie iniziative”. Per i circhi “siamo in contatto con don Rosario Cavallo di Ragusa e che per la Migrantes regionale segue questo settore che ha fatto avere i viveri, sempre tramite la Caritas, anche a questi nostri fratelli in difficoltà in varie parti dell'isola”.    

Cei: a fianco delle strutture sanitarie. Stanziati 3 milioni di euro e aperta una raccolta fondi

24 Marzo 2020 - Roma - “In questo momento è tutto emergenza, ogni piccolo contributo è benedetto”. “Molti dei nostri ospiti sono a totale nostro carico”. “Stiamo aprendo un altro reparto Covid perché la Regione non ce la fa più”. “Siamo una delle poche mense per i poveri rimaste aperte”. Queste alcune tra le voci che si elevano dalle strutture sanitarie e socio-sanitarie cattoliche in Italia e fotografano il dramma in cui versa il Paese, ma anche la fiducia e l’impegno con cui stanno operando. In risposta ad alcune delle tante situazioni di necessità, la Conferenza Episcopale Italiana – raccogliendo il suggerimento della Commissione Episcopale per la Carità e la Salute – ha stanziato 3 milioni di euro provenienti dall’otto per mille, che i cittadini destinano alla Chiesa cattolica. Il contributo raggiungerà la Piccola Casa della Divina Provvidenza - Cottolengo di Torino, l’Azienda ospedaliera “Cardinale Giovanni Panico” di Tricase, l’Associazione Oasi Maria Santissima di Troina e, soprattutto, l’Istituto Ospedaliero Poliambulanza di Brescia, che - in meno di un mese – ha mutato radicalmente l’organizzazione dell’Ospedale: gli interventi chirurgici, i ricoveri e tutte le attività ambulatoriali procrastinabili sono sospesi, come tutte le attività private. In questo modo, si sono liberate risorse umane, posti letto e attrezzature destinate completamente all’emergenza Coronavirus. Si tratta di 435 posti letto, di cui 68 di terapia intensiva e 70 di Osservazione Breve Intensiva in Pronto Soccorso. Prima dell’emergenza i posti letto di terapia intensiva erano 16. “La cronaca ci riporta la professionalità di medici, infermieri, sanitari e curanti che con un esemplare impegno testimoniano un amore e una dedizione verso tutti i bisognosi di cure – afferma don Massimo Angelelli, direttore dell’Ufficio Nazionale per la pastorale della salute della CEI -: oggi costoro rappresentano quell’attenzione che ebbe, come racconta una delle parabole evangeliche più provocanti, un Samaritano, mosso dalla compassione per la cura di un ferito che era stato da altri ignorato”. “Le nostre Caritas sono impegnate in prima linea nel rispondere ai bisogni di tanta gente”, sottolinea Mons. Carlo Roberto Maria Redaelli, Arcivescovo di Gorizia e Presidente della Commissione Episcopale per la Carità e la Salute. “Questo stanziamento - aggiunge - vuol essere un segno concreto di vicinanza, perché non manchino strumenti e supporti per assicurare a tutti la possibilità di cura”. Per sostenere le strutture sanitarie viene aperta una raccolta fondi. Chi intende contribuire può destinare la sua offerta - che sarà puntualmente rendicontata - al conto corrente bancario: IBAN: IT 11 A 02008 09431 00000 1646515 - intestato a: CEI - causale: SOSTEGNO SANITÀ  

Quaresima e Coronavirus: i dettagli dei figli

24 Marzo 2020 - Da ieri stiamo provando a vedere che cosa sta succedendo, che cosa può succedere di bello nelle famiglie in questo periodo di coabitazione costante forzata. “Fare di necessità virtù” è un po’ riduttivo: c’è qui, piuttosto, la possibilità di riscattare una situazione molto pesante facendone il principio di un modo nuovo di stare insieme, e di guardare alla vita. Vorrei partire da quanto una giovane madre mi diceva proprio l’altro giorno, parlandomi della quarantena del suo nucleo familiare. Lei e il marito sono genitori di una bimba nata pochi mesi fa, ed entrambi lavorano nell’esercito. La routine implacabile dei turni di servizio è sospesa, e lei si ritrova a svolgere da casa il lavoro che prima faceva in ufficio; mi ha confidato sorpresa come ora le sia possibile vedere la figlia “nel dettaglio” (ha usato proprio questa espressione): i dettagli della sua crescita, del suo progressivo affacciarsi al mondo; i dettagli di come mangia, e di come dorme, e di come man mano prende coscienza del mondo. Non che prima non fosse attenta o non la osservasse, si capisce, ma ora le è data la possibilità di una continuità ininterrotta dell’esperienza di maternità, in cui accompagnare senza interruzione questa nuova piccola vita mentre sboccia e si evolve. Mi fa strano scrivere queste parole… l’esperienza ovvia, quasi automatica, che in epoche precedenti toccava in sorte a ogni madre, oggi va riconquistata mediante accadimenti che costringono i genitori a ridestarsi dall’automatismo del tram tram, e aprono loro un mondo: il mondo dei dettagli dei loro figli. Il ricordo passa da questa giovane madre sorpresa a un padre di mezza età. Faceva parte di un gruppo di adulti che guidai in un ritiro sui novissimi (morte, giudizio, inferno e paradiso), e quest’uomo, buono e serio, quando ciascuno fu chiamato a condividere con gli altri che forma, che metafora profonda, immaginava per sé della Vita eterna, scoppiando a piangere disse: “Io immagino me che potrò vedere tutte le recite dei miei figli che ho perso a causa del lavoro, mentre crescevano”. La vita è l’insieme degli atti che la compongono, come una costellazione: troppe cose di essa si spengono nel buco nero di un dovere che, visto da vicino, non sempre significa granché, se progressivamente ci sgancia dalle relazioni per cui vale la pena vivere – e non è un caso che uno dei cinque rimpianti più comuni a tutti i moribondi, a detta di Bronnie Ware, un’infermiera dedita alle cure palliative che li ha raccolti negli anni del suo servizio, sia quello di avere lavorato troppo, perdendosi ampi capitoli della propria storia familiare, della vita dei propri affetti. Questa pandemia che ci ha fermati e rinchiusi ci sta dando lezioni severe e importanti sul valore che dobbiamo riscoprire nella frequentazione dei nostri cari, troppo spesso incrociati di sfuggita nella vita ordinaria: la lezione di un figlio che ora puoi vedere nel dettaglio della sua giornata di bambino, anziché delegarlo alle agenzie suppletive di sempre (scuola, sport, parrocchia, ecc.); la lezione di un anziano che muore senza che tu possa nemmeno salutarlo, e che magari non passavi a salutare troppo spesso quando potevi. Lezioni sull’inizio e sulla fine, per non parlare di quelle che riguardano tutto ciò che ci passa in mezzo. Speriamo di imparare qualcosa. (Alessandro Di Medio - Sir)

L’Osservatore Romano sospende la stampa

24 Marzo 2020 -

Città del Vaticano - "Una decisione sofferta ma necessaria". Il direttore de “L’Osservatore Romano”, Andrea Monda, ha commentato così con l’AdnKronos la decisione di sospendere, a partire da giovedì prossimo, l’edizione cartacea del quotidiano della Santa Sede.

La misura è stata adottata del Dicastero per la comunicazione a causa dell’emergenza coronavirus, che rende difficili anche le normali vie di diffusione. La pubblicazione continuerà però sul web e via email con l’obiettivo di tornare alla normalità non appena l’emergenza sarà rientrata.

"Il giornale cartaceo tornerà, speriamo al più presto – ha aggiunto Monda –, perché l’Osservatore Romano e la carta hanno un filo intrecciato, che non finirà mai".

Migrantes Udine: “momento di comunione con tutti”

24 Marzo 2020 - Udine – L’Ufficio Migrantes della diocesi di Udine è “in questo momento in comunione con tutti” a “prescindere da dove proveniamo.  Per di più,  siamo in comunione fraterna e solidale, oltre che tra di noi, principalmente con il Santo Padre e il nostro Arcivescovo”. Lo si legge in una lettera inviata alle comunità immigrate cattoliche della diocesi di Udine dall’Ufficio Migrantes diocesano: “Come possiamo intuire, questa triste e rischiosa situazione che stiamo vivendo, ci deve far sentire ancora più fratelli, nella solidarietà e nella preghiera, poiché il virus tremendo che ha colpito prima la Cina, poi l’Italia, sta ora interessando vaste aree del Mondo, poiché purtroppo  il contagio  - in una società in continuo movimento - non si ferma di fronte a nessun confine e colpisce tanta gente, soprattutto quella anziana se affetta da altre patologie. Non ci rimane, quindi – scrive la Migrantes di Udine in una lettera firmata dal direttore Don Charles Maanu e dal collaboratore dell’ufficio Luigi Papais - che rispettare le norme che la comunità scientifica sta suggerendo e che le autorità di Governo vanno insistentemente richiedendo: uscire di casa il meno possibile e assumere tutte le precauzioni del caso”. Ciò ha comportato pure la sospensione delle Sante Messe e delle altre cerimonie religiose, al fine di evitare ulteriori contagi. Questo fatto, “doloroso e inedito provoca “sofferenza soprattutto per le nostre Comunità Cattoliche Immigrate, che con i loro festosi incontri domenicali vivevano un motivo non soltanto di fede, ma anche di solidarietà e di fraterna amicizia tra i numerosi componenti delle rispettive diaspore migratorie”. Poiché le Messe vengono celebrate ugualmente dai nostri Sacerdoti, ma “senza presenza di fedeli, sarà utile – si legge nella missiva - partecipare spiritualmente a quelle che l’Arcivescovo celebra ogni sera alle 19,30  e la domenica alle 10, alla Basilica della Beata Vergine delle Grazie, a Udine, e trasmesse da Tele Friuli, da Radio Spazio 103 e dal sito web diocesano”. Anche TV 2000 trasmette vari momenti di preghiera nel corso di tutte le giornate: sono “strumenti utili per alimentare la nostra preghiera e sentirci comunità, nonostante tutte le difficoltà che incontriamo in questo delicato frangente”. La Migrantes chiede, quindi, di segnalare eventuali “situazioni di disagio” per poter quindi essere di aiuto.

Papa Francesco prega per i medici, infermieri e sacerdoti che hanno perso la vita per essere vicino ai malati

24 Marzo 2020 - Città del Vaticano – Negli ultimi giorni sono tanti i medici, sacerdoti e personale sanitario che è morto a causa del Covid19. “Ho avuto la notizia che in questi giorni sono venuti a mancare alcuni medici, sacerdoti, non so se qualche infermiere, ma si sono contagiati, hanno preso il male perché erano al servizio degli ammalati. Preghiamo per loro, per le loro famiglie, e ringrazio Dio per l’esempio di eroicità che ci danno nel curare gli ammalati”, ha detto papa Francesco introducendo la celebrazione mattutina a Casa Santa Marta e diffusa attraverso i media vaticani. Commentando le letture del giorno il Papa ha invitato a riflettere sull’acqua, “l’acqua come simbolo di salvezza, perché è un mezzo di salvezza, ma l’acqua è anche un mezzo di distruzione: pensiamo al Diluvio … Ma in queste letture, l’acqua è per la salvezza”. L’acqua per risanarsi e guarire. E a Gerusalemme, proprio vicino ad una piscina considerata miracolosa, sostavano molti malati “per risanarsi, perché si diceva che ogni tanto si muovessero le acque, come fosse un fiume, perché un angelo scendeva dal cielo a muoverle, e il primo, o i primi, che si buttavano nell’acqua erano guariti”. E lì un uomo sostava da 38 anni. Gesù gli chiede “Vuoi guarire?”. E la risposta è “interessante: non dice di sì, si lamenta. Della malattia? No”, dice il Papa. “’Signore, non ho nessuno che mi immerga nella piscina quando l’acqua si agita. Mentre infatti sto per andarvi – sto per prendere la decisione di andare – un altro scende prima di me’. Un uomo che sempre arriva in ritardo. Gesù gli dice: ‘Alzati, prendi la barella e cammina’. All’istante quell’uomo guarì”. Quell’uomo – dice ancora il Papa - "era malato al cuore, era malato nell'anima, era malato di pessimismo, era malato di tristezza, di accidia: si lamenta degli altri e non faceva nulla per guarire". E questo “mi fa pensare a tanti di noi, tanti cristiani che vivono questo stato di accidia, incapaci di fare qualcosa ma lamentandosi di tutto e l'accidia è un veleno, una nebbia che circonda l'anima e non la fa vivere”, dice il Papa. Una “droga perché se tu l’assaggi spesso, piace. E tu finisci un ‘triste-dipendente’, un ‘accidia-dipendente’ … È come l’aria. E questo è un peccato abbastanza abituale tra noi: la tristezza, l’accidia”. Il papa invita quindi a pensare all’acqua, a “quell’acqua che è simbolo della nostra forza, della nostra vita, l’acqua che Gesù ha usato per rigenerarci, il battesimo. E pensiamo anche a noi, se qualcuno di noi ha il pericolo di scivolare su questa accidia, su questo peccato neutrale: il peccato del neutro è questo, né bianco né nero, non si sa cosa sia. E questo è un peccato che il diavolo può usare per annientare la nostra vita spirituale e anche la nostra vita di persone. Che il Signore ci aiuti a capire quanto brutto e quanto maligno è questo peccato”. (R.Iaria)

Ass.: “chiudere i Centri straordinari di accoglienza”

23 Marzo 2020 - Roma - Chiudere i Centri straordinari di accoglienza, riorganizzando il sistema secondo il modello della “accoglienza diffusa” in piccoli appartamenti e distribuiti nei territori, “essendo impossibile nei contesti attuali il rispetto delle misure legali vigenti, a partire dalla distanza tra le persone e al divieto di assembramenti”. Lo chiede un centinaio di associazioni (tra queste la Fondazione Migrantes) in un documento, segnalato dall’Asgi, alla luce della pandemia da Coronavirus. Il documento chiede, altresì, che venga consentito l’accesso alla nuova Rete del sistema di protezione internazionale e per minori stranieri non accompagnati (Siproimi) anche per coloro che ne sono stati esclusi dal decreto sicurezza (titolari di permesso umanitario, richiedenti asilo) e che le persone senza fissa dimora o che vivono negli insediamenti informali rurali (cioè che lavorano per l’agricoltura per fornire i prodotti per la vita quotidiana) siano accolte in strutture adeguate, con dotazione di acqua e servizi igienici. “Analoghe richieste chiediamo per i Cpr e gli Hot-Spot, evidenziando, quanto ai primi, la necessità di impedire nuovi ingressi e per le persone già trattenute di disporre le misure alternative al trattenimento, stante l’impossibilità attuale di eseguire ogni rimpatrio nei Paesi di origine”.    

Papa Francesco: continuano le celebrazioni in streaming

23 Marzo 2020 - Città del Vaticano - Fino a nuova comunicazione, la Santa Messa, celebrata a Santa Marta alle ore 7:00 ogni mattina, la preghiera dell’Angelus e le Udienze Generali di papa Francesco saranno trasmesse in diretta televisiva da Vatican Media e in streaming sul sito Vatican News e le immagini degli eventi saranno distribuite da Vatican Media ai media che ne faranno richiesta, in modo da raggiungere i fedeli di tutto il mondo. Lo si legge in una nota della Sala Stampa della Santa Sede diffusa oggi