Primo Piano

Don Maffeis: attraversiamo questa notte di dolore e angoscia affidandoci al Padre

10 Aprile 2020 -
Il nostro pensiero, afferma, “va ai morti di questa pandemia, tante volte invisibili, rapiti come sono stati, sottratti agli affetti, partenze strazianti che aggiungono dolore a dolore nel cuore di chi rimane”, ma anche a “tanti nostri anziani, la cui morte impoverisce le nostre famiglie e le nostre comunità di quel patrimonio di esperienza, di relazioni, di saggezza”. Don Maffeis non dimentica poi “i 100 sacerdoti che il virus si è portato via: vite spese per lo più nel nascondimento e nel servizio, vite che hanno intessuto la storia delle nostre comunità”. “In un tempo di smarrimento e desolazione, sostiamo ai piedi della Croce: ci accorgeremo che non appartiene solo al regno della morte”, assicura il sottosegretario della Cei evidenziando che “la croce è memoria viva di Colui donando che muore donando se stesso, che avvolge le nostre fragilità e i nostri peccati con l’amore di Dio Padre, quel Padre nelle cui mani si abbandona con fiducia”. “Ci sia data la grazia – conclude – di attraversare questa notte del dolore e dell’angoscia affidandoci al Padre fino a trovare in Lui misericordia e pace”.

Vangelo Migrante: Venerdì Santo (Passione del Signore, Vangelo Gv 18, 1-19,42)

10 Aprile 2020 - L’abbandono di Gesù al Padre è totale. È il vertice della fede da cui tutto ha inizio. Drammatico, come si può immaginare, ma necessario. Il Vangelo che viene proposto nella liturgia della celebrazione della Passione e dell’Adorazione della Croce alle ore 15 è quello di Giovanni. Nel giorno più terribile della storia, le tenebre da cui il Figlio di Dio si lascia avvolgere come da un velo, sono luminose e rivelano al mondo il segreto e l’essenza di Dio: “è amore” (1Gv 4,21) ed è crocifisso dalla nostra indifferenza. Attraverso il cuore aperto del Signore crocifisso passa tutto il nostro dolore e da quel cuore ci viene donato ogni brandello della nostra luminosa umanità. L’amore non può morire; la tenerezza dell’abbraccio in cui la madre di Gesù viene accolta è il baluardo ad ogni disumanizzazione possibile e temibile. La morte del Figlio di Dio, e ogni morte, tuttavia, restano un mistero che si può contemplare solo in silenzio. Ma unendo a Quella morte le nostre morti e, in questo tempo in particolare, quelle di tanti fratelli e sorelle che vivono sofferenze personali nel corpo e nello spirito, possiamo chiedere al Padre di riparare le piaghe causate dalla paura e dalla sofferenza della morte versandovi l’acqua dello Spirito che Gesù ha donato morendo per noi.

Papa Francesco: Passione alle 18 e alle 21 la Via Crucis in piazza

10 Aprile 2020 - Roma - Oggi papa Francesco presiederà la celebrazione della Passione del Signore alle ore 18 presso l’Altare della Cattedra nella Basilica di San Pietro. Dopo la processione iniziale Francesco compirà la prostrazione sotto i gradini del presbiterio. Il bacio alla croce sarà limitato al solo celebrante. A tenere l’omelia sarà padre Raniero Cantalamessa, predicatore della casa pontificia. Alle ore 21, sul sagrato della Basilica Vaticana, avrà quindi luogo la Via Crucis. La croce sarà condotta da due gruppi di cinque persone ciascuno, quello della casa di reclusione “Due Palazzi” di Padova e quello della Direzione sanità e igiene del Vaticano. Il percorso avrà inizio nei pressi dell’obelisco, girerà attorno allo stesso poi procederà verso il ventaglio sotto cui sarà collocato il Crocifisso di San Marcello. Le celebrazioni di oggi saranno trasmesse in diretta da Tv2000, che alle 16 manderà in onda anche la Via Crucis da Amatrice con il vescovo di Rieti, Domenico Pompili. Domani su Tv2000, in diretta alle ore 17, la ostensione straordinaria della Sindone accompagnata dalla preghiera dell’arcivescovo di Torino, Cesare Nosiglia.  

Migranti cattolici in Italia: preghiera e sante Messe in streaming

10 Aprile 2020 - Roma - A causa dell'emergenza sanitaria che stiamo vivendo, i riti della Settimana Santa non si svolgeranno con il popolo. Sia la Santa Sede sia la Chiesa italiana si sono organizzate per permettere ai fedeli di partecipare almeno attraverso la televisione, la radio e i mezzi di comunicazione digitale. Qui di seguito alcune iniziative come riportato dal sito istituzionale della Fondazione Migrantes Comunità francofona In diretta su Facebook, YouTube e Zoom Cloud Meetings. Santa Messa ogni domenica alle ore 11.00 trasmessa dalla Parrocchia San Giovanni Battista di Cona, Ferrara. Martedì, Santo Rosario alle ore 17.00 (tramite Zoom Cloud Meetings). Giovedì, Adorazione Eucaristica silenziosa dalle 17.30 alle 18.00. Venerdì 3 aprile e 10 aprile Via Crucis alle ore 18.00. Santa Messa della Domenica delle Palme (5 aprile) alle ore 11.00. Giovedì della lavanda dei piedi alle ore 21.00 Veglia del Sabato Santo con Santa Messa (11 aprile) alle ore 17:00. Santa Messa di Pasqua (12 aprile) alle ore 11:00. Referente: don Rodrigo Akakpo, vicedirettore Ufficio Migrantes di Ferrara e cappellano della comunità francofona in Italia Comunità africane francofone Tramite l'applicazione ZOOM Cloud Meetings. Santo Rosario in francese in diretta ogni giovedì alle ore 17.30. Referente: Don Mathieu Malick Faye, Coordinatore Nazionale Migrantes per le comunità cattoliche affricane di lingua francofone in Italia Comunità anglofone Tramite Facebook. Santa Messa in diretta ogni domenica alle 10.00. Referente: Donatella D'Anna, Ufficio Migrantes di Caltanissetta. Comunità ungherese Tramite Facebook e YouTube in diretta. Santa Messa ogni domenica alle ore 11.00 trasmessa dalla cappella della Casa di Santo Stefano d'Ungheria, Roma. Veglia del Sabato Santo con Santa Messa (11 aprile) alle ore 18:00. Santa Messa di Pasqua (12 aprile) alle ore 18:00. Referente: Padre Németh László, coordinatore nazionale degli ungheresi cattolici in Italia. Comunità srilankese Celebrazioni della Settimana Santa sul canale televisivo srilankese di Napoli, trasmesse in diretta da Roma. Qui il programma completo. Referente: Mons. Neville Joe Perera, coordinatore nazionale degli srilankesi cattolici in Italia. Comunità filippina Tramite YouTube. Sante Messe quotidiane: Lunedì-Sabato ore 7:30 (14:30 Filippine) e Domenica ore 8:00 (15:00 Filippine). Programma completo della Settimana Santa 2020 Comunità greco-cattolica romena Tramite le rispettive pagine Facebook. Celebrazioni trasmesse da Ladispoli e diocesi di Porto Santa Rufina, padre Valentin Marcu: 12 aprile Domenica delle Palme: ore 10,00 - La Divina Liturgia 13 aprile Lunedì Santo: ore 21,00 - La Divina Liturgia dei Doni Presantificati 14 aprile Martedì Santo: ore 21,00 - La Divina Liturgia dei Doni Presantificati 15 aprile Mercoledì Santo: ore 21,00 - La Divina Liturgia dei Doni Presantificati 16 aprile Giovedì Santo: ore 21,00 - La celebrazione della tremenda Passione di Cristo 17 aprile Venerdì Santo: ore 15,00 - Ora Nona – ore 21,00 - L'ufficio della Sepoltura del Signore 18 aprile Sabato Santo: ore 21,00 - Veglia Pasquale 19 aprile Domenica di Pasqua: ore 10,00 - La Divina Liturgia Celebrazioni trasmesse da San Donà di Piave (diocesi di Treviso), padre Lucian Mihut: 12 aprile Domenica delle Palme: ore 10,00 - Divina Liturgia 17 aprile Venerdì Santo: ore 19,00 - Via Crucis e meditazione 18 aprile Sabato Santo: ore 22,00 - Veglia Pasquale alle 19 aprile Domenica della Risurrezione del Signore: ore 10,00 - Divina Liturgia Celebrazioni trasmesse da Rovigo (diocesi di Rovigo), padre Ionut Ursuleac: 16 aprile Giovedì Santo: ore 18,30 - La celebrazione della tremenda Passione di Cristo 17 aprile Venerdì Santo: ore 18,30 - L'ufficio della Sepoltura del Signore 18 aprile Sabato Santo: ore 23,00 - Veglia Pasquale e Divina Liturgia

Pisa: laurea alla Memoria a Christin Kamdem Tadjudje

9 Aprile 2020 - Pisa - Nella notte tra il 21 e il 22 marzo scorsi, dopo aver contratto l'infezione da COVID 19, è venuto a mancare Christin Kamdem Tadjudje: uno studente universitario di trent’anni, iscritto a Scienze Agrarie, che aveva scelto Pisa per prepararsi con lo studio alla vita adulta. Christin era arrivato dal Camerun. Lo si legge in una nota giunta alla nostra redazione, l’Associazione “Sante Malatesta Onlus” di Pisa. “Lo abbiamo conosciuto un paio di anni fa – scrive l’associazione - quando si è rivolto all'Associazione Sante Malatesta dopo aver perso la borsa di studio dell’Agenzia per il Diritto allo Studio Universitario e, con essa, alloggio, mensa e sostegno finanziario. Per statuto la nostra Associazione offre aiuto agli studenti universitari stranieri provenienti da Paesi in difficoltà accompagnandoli nella loro formazione, fino alla laurea”. Christin era orfano di madre ed aveva due fratelli e una sorella. Il padre è malato da tempo e Christin faceva lavori part-time per poter aiutare sia i fratelli che il padre, che aveva frequenti ricoveri ospedalieri. Christin aveva “passione ed interesse per gli studi in Agraria e buoni voti. A giugno 2019, in occasione della cena interculturale dell’Associazione, per premiare il suo buon percorso di studi gli abbiamo assegnato una delle borse di studio che l'Associazione annualmente mette a disposizione dei più meritevoli grazie alla generosità di Soci e Sostenitori. Ci aveva ripagato con gioia e soddisfazione: il 7 Aprile Christin avrebbe dovuto laurearsi, realizzando un sogno partito da lontano.Aveva intenzione di ritornare in Camerun, diventare un imprenditore agricolo e fare squadra – così diceva – con altri colleghi imprenditori agricoli dei paesi vicini”. L'Università di Pisa, con “sensibilità” ed “attenzione”, ha deciso comunque di conferirgli nello stesso giorno la laurea alla memoria, come “segno per non disperdere gli anni di sacrifici e impegno”. “Congratulazioni, Christin: nonostante tutto hai conquistato il tuo sogno”, conclude l’associazione.

Mci Stoccarda: le celebrazione on line in questo tempo di pandemia

9 Aprile 2020 - Stoccarda - Per poter essere più vicini alla comunità in questo periodo di pandemia la Missione Cattolica Italiana di Stoccarda hanno aperto una pagina facebook con notizie e flash religiosi, da cui si possono seguire le Celebrazioni trasmesse in streaming dalla loro cappella privata come la celebrazione quotidiana e festiva, l’Adorazione Eucaristica e la Via Crucis. Per il Triduo Pasquale oggi è prevista la Celebrazione alle ore 20.00; Venerdì Santo Liturgia della Passione alle ore 15.00 mentre Sabato Santo Veglia pasquale ore 21.30 dalla chiesa parrocchiale St. Martin in streaming.  

Mci Colonia: la comunità italiana non è sola

9 Aprile 2020 - Colonia - La Comunità Italiana di Colonia non è “sola in questi tempi difficili”. La Mci è costantemente in contatto con i parrocchiani italiani attravrso il sito della Mci, Facebook, Instagram e i circuiti WhatsApp con i i gruppi parrocchiali. “Cerchiamo – dice a www.migrantesonline.it, padre Adam Nyk - di essere molto attivi sulla nostra pagina Facebook. Pubblichiamo regolarmente video delle celebrazioni fatte da noi sacerdoti in italiano. Non abbiamo uno streaming della Santa Messa perché ci sono abbastanza offerte in italiano e quindi i nostri parrocchiani hanno diverse opzioni per seguire le Sante Messe. Tuttavia abbiamo deciso di mettere sul Facebook sempre domenica mattina un piccolo sermone sul vangelo del giorno che noi padri registriamo e poi appositamente adattiamo”. Si posso trovare video sull'adorazione dei sacerdoti e le preghiere del mattino. La Mci di Colonia invita a seguire sul sito della diocesi di Colonia dove si possono trovare tutte le informazioni principali e le disposizioni della arcidiocesi e tutte le notizie ufficiali, nonché informazioni sulle attività della Chiesa. Le informazioni vengono anche tradotte da una collaboratrice pastorale, in modo che “i nostri parrocchiani, anche quelli più anziani siano sempre aggiornati. Cerchiamo anche di sintetizzare le informazioni pertinenti alla nostra realtà, come i rapporti sulla situazione presente e di tenere informati i nostri parrocchiani”.  

Mons. Palmieri: Roma “non perde l’appuntamento che il Signore  le dà per farsi incontrare nel povero e nell’ammalato”

9 Aprile 2020 - Roma – Da alcuni giorni a Roma è operativo un “Progetto per la fornitura straordinaria di generi di prima necessità per le famiglie dei campi e degli insediamenti rom”. Saranno coinvolti circa 500 famiglie che in questo periodo di pandemia stanno vivendo grossi difficoltà. L’iniziativa è della diocesi di Roma attraverso l’Ufficio Migrantes e Caritas diocesano, alcune parrocchie ed associazioni di volontariato. Ne abbiamo parlato con il vescovo ausiliare di Roma e delegato per la Carità e la pastorale Migrantes, mons. Gianpiero Palmieri. Mons. Palmieri, come legge la situazione che stiamo vivendo? “Viviamo a Roma e nel Lazio  una situazione particolarmente difficile, legata al fatto che molti migranti e rifugiati politici si trovavano già, ancor prima del diffondersi del Coronavirus, nella condizione precaria di non avere un luogo in cui abitare. Le leggi restrittive approvate dal precedente Governo, con le quali si rendeva difficile se non impossibile il rinnovo del permesso di soggiorno, visto il venir meno dei motivi umanitari, hanno spinto molte persone negli alloggi di fortuna o ad ingrossare le fila dei senza fissa dimora. E' ovvio che queste persone più di altre ora si trovano esposte al pericolo del contagio; alla precarietà sanitaria e alloggiativa si aggiunge per di più l'emergenza fame: le mense che abitualmente erano sufficienti per erogare pasti a chi ne aveva bisogno, non riescono più a soddisfare una domanda enormemente cresciuta. Quindi la situazione è critica da ogni punto di vista. E' della cronaca degli ultimi giorni il racconto di due fatti avvenuti a Roma, fatti emblematici del pericolo che può scoppiare in ogni momento negli insediamenti in cui vivono immigrati o rifugiati politici. Il primo a Torre Maura, nella palazzina che ospita il centro di accoglienza per 150 extracomunitari (dove un anno fa si scatenò la protesta anti-rom) mercoledì 1 aprile è stato portato via e trasferito in ospedale un ospite perché affetto da coronavirus: è scattata la chiusura totale dell'edificio, il presidio della Polizia, le grida di paura dei vicini alle finestre e il panico tra gli ospiti, fino al tentativo di suicidio di uno di loro. L'altro episodio è scoppiato nel ‘Selam Palace’ della Romanina, dove dal 2006 vivono 600 rifugiati: una coppia somala contagiata ha provocato la chiusura totale dell'edificio ora presidiato dall'Esercito. In questi due casi l'intervento di screaning sanitario degli abitanti del palazzo è stato immediato; ma ciò che spesso manca in questi grandi luoghi di aggregazione è la prevenzione, la verifica che le indicazioni sanitarie vengano capite ed osservate per il bene di tutti. Direi quindi in conclusione, per rispondere a questa domanda, che l'emergenza coronavirus sta riportando all'attenzione di tutti il problema drammatico di chi è più povero, di chi è costretto a vivere accalcato con altri in strutture non idonee o per strada... Se davvero ‘stiamo sulla stessa barca’ e se possiamo ‘uscirne fuori solo insieme’, evitare il diffondersi del contagio significa ora affrontare un problema troppo a lungo risolto con ‘soluzioni temporanee’ o con nessuna soluzione...”. A causa di questa pandemia si cominciano a “sentire problemi economici”, come ha denunciato Papa Francesco. Come rispondere guardando soprattutto “gli ultimi degli ultimi” come sono i migranti e i rom? “Credo che grande sia stato lo sforzo per intervenire d'urgenza sul problema economico, soprattutto alimentare. Il Governo italiano, la Regione e il Comune di Roma hanno cercato di elaborare in tempi rapidissimi piani di intervento d'emergenza. Anche la Chiesa e le realtà del Terzo Settore stanno dando il loro significativo contributo. Lo scopo è quello di raggiungere tutti, soprattutto chi non è intercettato dai servizi sociali. In questo le Caritas parrocchiali e le diverse realtà ecclesiali hanno un ruolo fondamentale. Sta succedendo un doppio miracolo: non solo la ‘macchina della solidarietà’ nella comunità cristiana e in tutta la società civile si è mossa anche stavolta, ma si sta anche cercando ai vari livelli di collaborare tra tutti, di non fare da soli. A Roma, per venire incontro al problema alimentare nei campi Rom, si sta realizzando una distribuzione massiccia, fatta nei villaggi attrezzati e negli insediamenti informali, mettendo insieme le risorse di viveri e di volontari di tante realtà: Caritas, Comunità di Sant’Egidio, Migrantes, parrocchie e tanti altri soggetti ecclesiali, in collaborazione con il Comune di Roma, la Polizia Municipale, la Croce Rossa, le ACLI e l'Associazione 21 Luglio. Siamo ‘costretti’ a metterci insieme e cosi...scopriamo che non è poi troppo male, anzi: ancora più chiaramente si realizza il regno di Dio  nel segno della comunione”. Per evitare il contagio cosa si sta facendo soprattutto per i profughi, per i migranti senza fissa dimora e per i rom che  vivono nei campi? “Mi piacerebbe essere smentito, ma a me sembra (parlo soprattutto di Roma, che conosco meglio) che ci si stia muovendo solo adesso sull'aspetto sanitario... Francamente mi sembra che sia un po' tardi, ma, come si dice, meglio tardi che mai! Ringrazio in modo particolare l'Ospedale Bambino Gesù per il lavoro volontario di controllo sanitario sui bambini dei grandi campi Rom di Roma: è un servizio che si fa sempre, tutto l'anno a cadenza settimanale, e che quindi si è rivelato particolarmente prezioso in questa situazione Come sta reagendo la città a questa emergenza senza precedenti? "Amo molto questa Roma coraggiosa, solidale, generosa, che emerge con forza in queste situazioni. E' nel cuore di tutti la scena di venerdì scorso, 27 marzo, quando il Papa attraversa la piazza vuota, la città ‘dal silenzio assordante’, ma che mai come in questo momento è compatta con il suo Vescovo e per di più unita, attraverso il segno della malattia del Cardinale Vicario, a tutti i ricoverati negli ospedali... Non so di quanti anni bisogna ritornare indietro per sentire un silenzio nella città così carico e profondo come quello che abbiamo ‘ascoltato’. Come nei giorni del funerale di Giovanni Paolo II, quando gli autisti degli autobus moltiplicavano le corse senza voler aumenti di stipendio, così oggi i tassisti, quando fanno un servizio ad un medico o ad un infermiere che va allo Spallanzani o ad uno degli altri centri ospedalieri per coronavirus , non vogliono essere pagati. Ho ascoltato già qualche volta questo racconto... E' la Roma che ‘non fa la stupida’ ma che non perde il suo appuntamento con la storia, l'appuntamento che il Signore  le dà per farsi incontrare nel povero e nell'ammalato”.

Raffaele Iaria

   

Svizzera: chiese cristiane chiedono “un gesto di umanità” per la situazione dei richiedenti asilo in Grecia

9 Aprile 2020 - Berna - La situazione dei richiedenti asilo nelle isole greche è “catastrofica ed è ulteriormente aggravata dalla pandemia di coronavirus”. Lo scrivono, oggi, la Conferenza Episcopale Svizzera, Chiesa cattolica cristiana della Svizzera e Chiesa evangelica riformata in Svizzera, in un appello sulla situazione dei richiedenti asilo nelle isole greche ulteriormente aggravata dalla pandemia di coronavirus. In un appello le tre Chiese nazionali chiedono che il gruppo di profughi non accompagnati e aventi legami familiari in Svizzera “siano evacuati rapidamente nel nostro Paese. La pandemia che si sta diffondendo non permette di perdere altro tempo prezioso. È necessario agire rapidamente – e a maggior ragione in questo periodo di Pasqua”. “In una prospettiva cristiana, il messaggio pasquale dona speranza e fiducia in questa difficile situazione: la morte non ha l’ultima parola e la Pasqua infonde una nuova dinamica di vita”, dichiara Felix Gmür, presidente della Conferenza dei vescovi svizzeri (CVS). In questo senso e con questo spirito, le Chiese forniscono il proprio aiuto sia con la raccolta di fondi sia tramite le loro organizzazioni umanitarie. Il fatto che l'Europa non abbia ancora trovato una risposta unitaria alla catastrofe dei profughi “non solleva i politici svizzeri dalle loro responsabilità”, si legge nel testo dell’appello: “in virtù dei trattati di Schengen e Dublino, esiste una responsabilità condivisa per la situazione dei rifugiati e della popolazione locale in Grecia. È quindi urgentemente necessario provvedere a evacuare almeno un piccolo numero di persone che hanno legami con la Svizzera”. “Un atto di umanità da parte della Svizzera non costituisce uno sforzo solitario nella politica europea dei rifugiati”, sottolinea Gottfried Locher, presidente della Chiesa evangelica riformata in Svizzera CERS: “La Svizzera può essere un modello per l'Europa in questo periodo di Pasqua in termini di umanità e atteggiamento”. Le tre Chiese nazionali invitano il Consiglio federale e i politici a permettere di riunire rapidamente con le loro famiglie in Svizzera i richiedenti asilo minorenni non accompagnati (RMNA) che si trovano a Lesbo e in altre località della Grecia. Finora sono stati identificati solo una ventina di minorenni non accompagnati con un legame familiare in Svizzera. Tuttavia, il numero reale dei cosiddetti RMNA “è molto più elevato. In questo caso, è necessario un maggiore impegno da parte della Svizzera ufficiale per collaborare con le autorità locali al fine di individuare gli aventi diritto ad entrare nel nostro Paese”. Da qui la richiesta al Consiglio federale di inviare nei prossimi giorni “un chiaro segnale di speranza e accogliere come richiedenti l'asilo in Svizzera queste giovani persone vulnerabili e a rischio che si trovano attualmente nei campi greci» dichiarano le tre Chiese nazionali”. In molti luoghi della Svizzera, le città e i comuni, le comunità parrocchiali, le organizzazioni di aiuto, ecclesiastiche e non, sono in grado di accogliere e assistere queste persone. In passato, il popolo svizzero ha dimostrato più volte la propria disponibilità con molte iniziative e progetti umanitari, spiegano le chiese svizzere che auspicano che il Consiglio federale voglia “sostenere e fare proprio un gesto di generosità a favore dei più deboli”. “La vita – e non la morte – dovrebbe avere l'ultima parola, perché il messaggio di speranza della Pasqua è universale e valido per tutti”, conclude Harald Rein, vescovo della Chiesa cattolica cristiana della Svizzera.  

Il compendio della comunicazione

9 Aprile 2020 -

Roma - I giorni che ci stanno davanti e che ci conducono alla celebrazione della Pasqua costituiscono, nella loro essenza, un compendio della comunicazione.

In questo momento particolare per il Paese e per la vita di ciascuno di noi, vale la pena riprenderne il portato per disegnare uno scenario nuovo, pasquale appunto.

Dal Giovedì Santo apprendiamo il significato del servizio e della comunione: per chi comunica è monito a dare il giusto “valore” al proprio impegno. Dal Venerdì Santo riceviamo il senso del dono: è il tracciato su cui si svolge ogni comunicazione; è apertura di sé, è disponibilità, per costruire ponti di comprensione e non muri.

Dal Sabato Santo la pazienza dell’attesa: ogni processo comunicativo conosce i ritmi del silenzio e dell’ascolto per ricevere, senza interferenze, tutte le parole pronunciate e coglierne il significato.

E, infine, la Domenica di Pasqua: nell'annuncio della gioia della Risorto c’è anche un invito a riscoprire la bellezza della narrazione tra le generazioni.

È l’augurio reciproco che ci scambiamo nella luce del Risorto. (Ufficio Comunicazioni Sociali - CEI)

Vangelo Migrante:Giovedì Santo (Vangelo Gv 13, 1-15)

9 Aprile 2020 - Con la celebrazione del Giovedì Santo, ha inizio il triduo pasquale. La Cena con i discepoli è innanzitutto un desiderio di Gesù che dice “ho tanto desiderato mangiare questa Pasqua con voi prima della mia passione” (Lc 22,15-16). Gesù desidera portare a compimento il disegno di salvezza di Dio: completare l’esodo e arrivare alla terra promessa. La Chiesa ha il mandato di perpetuare questa memoria di Gesù. In questo momento in cui tante persone non possono partecipare alla comunione sacramentalmente, ma solo a quella spirituale, c’è una grande sofferenza. Se di questo ne stiamo facendo tutti esperienza, a casa, su un letto di ospedale o in corsia, è bene ricordare che non sempre il luogo del cenacolo sono le Chiese. Più volte nella storia, e sovente anche ai nostri giorni, ci sono cristiani che vivono la Pasqua non nei luoghi di culto ma in quelli dove si soffre: nei campi, nei deserti, su una nave, in una galera, in terra straniera …, eppure, dalle esperienze che condividiamo con loro, ci sarà capitato di constatare che la celebrano, comunque. Evidentemente non con dei riti ma attraverso la loro tribolazione che li unisce, nel modo più forte che ci potesse essere, al passaggio di Gesù da morte a vita: la passione e la fiducia in una vita migliore per sè e per le loro famiglie.  Nelle chiese locali i pastori insistono perché, con le chiese che dovranno rimanere vuote, le case dei fedeli diventino, giustamente, il luogo della festa cristiana per eccellenza. Nella pagina del Vangelo di Giovanni Gesù ci mostra il modo più adeguato per celebrare “in spirito e verità” e lo fa con il gesto di deporre le vesti e chinarsi ai piedi: l’amore ardente che si dona fino all’ultima stilla, si capisce sempre dopo, eppure il cuore intuisce i gesti necessari per farsi mendicanti dell’amore e per donarlo. L’amore quello vero, che solo il Signore può donarci, è il farmaco più potente del mondo ed il miracolo più grande dell’universo. Un cuore convertito ed uno sguardo purificato, sanno accoglierlo. La Lavanda dei piedi, che noi non potremo fare, è quel gesto. È l’azione del capovolgimento della vita: icona del servizio, della gratuità e dello sporcarsi le mani. Per gli altri.

p. Gaetano Saracino

     

Tavolo Asilo: “con atto amministrativo negati soccorsi a chi rischia la vita in mare”

9 Aprile 2020 - Roma - “Con un atto amministrativo si sospende il diritto internazionale e il dovere di soccorrere chi è in pericolo di vita in mare”: lo affermano le associazioni riunite nel Tavolo Asilo nazionale, preoccupate per il decreto interministeriale emesso lo scorso 7 aprile 2020 n. 150 in cui il ministro delle Infrastrutture e trasporti di concerto con altri ministri, dichiara che per l’intero periodo dell’emergenza sanitaria nazionale i porti italiani non assicurano i necessari requisiti per la classificazione e definizione di Porto sicuro (Place of Safety) solo per le navi soccorritrici battenti bandiera straniera che abbiano soccorso esseri umani fuori dalle nostre acque Sar. “La dichiarazione appare inopportuna e non giustificabile – sostengono – in quanto con un atto amministrativo, di natura secondaria, viene sospeso il diritto internazionale, di grado superiore, sfuggendo così ai propri doveri inderogabili di soccorso nei confronti di chi è in pericolo di vita. Si attacca ancora una volta il concetto internazionale di Porto Sicuro, la cui affermazione ha trovato conferma nelle decisioni della nostra magistratura”. “Pur consapevoli del momento complesso che ci troviamo ad affrontare – dichiarano – è importante garantire il rispetto dei principi di solidarietà e di umano soccorso, che non possono essere negati sulla base di tesi opinabili che riguardano la competenza nei soccorsi in mare ed il luogo in cui vadano condotti esseri umani in pericolo di vita”. Da ricordare che il ministero della Salute attraverso l’Usmaf si è già attrezzato per la quarantena delle navi che hanno soccorso migranti e ha già disposto delle linee guida. Attualmente la Alan Kurdi è al limite delle nostre acque nazionali in attesa che le venga assegnato un Porto sicuro dalle nostre autorità. Le associazioni del Tavolo Asilo nazionale – A Buon Diritto, Acli, ActionAid, Amnesty International Italia, Arci, Caritas Italiana, Centro Astalli, Cir, Cnca, Comunità Papa Giovanni XXIII, Emergency, Europasilo, Fcei, Focus/Casa dei Diritti Sociali, Fondazione Migrantes, Intersos, Médecins du Monde – missione Italia, Oxfam Italia, Save the Children Italia, Società italiana medicina delle migrazioni – chiedono fermamente al governo italiano di “operare senza indugi in tal senso”.

Media italiani all’estero: rimandata la stampa del “Corriere d’Italia”

8 Aprile 2020 - Francoforte - Il numero di aprile del “Corriere d’Italia”, il mensile delle Missioni Cattoliche italiane in Germania e Scandinavia avrebbe dovuto andare in stampa  lunedì 30 marzo 2020 ed essere distribuito in questo fine settimana.   Considerando la chiusura di tutti gli uffici ed i locali italiani in Germania (dai consolati ai patronati, ai Centri Italiani, ai Comites,   associazioni, ristoranti, ecc.), comprese le sedi delle Mci, e   vista l’impossibilità di tanti distributori di uscire di casa per la consegna, “abbiamo pensato di fare slittare la stampa di questo numero   a lunedì 20 aprile, nella speranza che la situazione sia migliorata”, spiega la redazione del giornale. La redazione sta aggiornando il sito ed è raggiungibile sia telefonicamente che per posta elettronica mentre il direttore p. Bassanelli è raggiungibile presso la Mci di Gross Gerau.

Mci Monaco: nella laboriosità e nella creatività

8 Aprile 2020 - Monaco - Alla Missione cattolica italiana di Monaco di Baviera le cose procedono “nella laboriosità  e nella creatività”, dice a www.migrantesonline.it sr. Zaira Dovico: “siamo regolarmente in contatto telefonico o telematico con persone di varia età e condizione sociale che ricorrono a noi o rispondono alla nostra offerta di aiuto soprattutto nella linea di un sostegno spirituale o a volte materiale”. A chi impossibilitato per vari motivi non può fare la spesa o andare in farmacia, alcuni membri della comunità prestano personalmente un “lodevole servizio di assistenza che porta frutti di gioia, di sollievo, di forza nell´avversità e di speranza”. Anche i vari incontri di preghiera tramite Skype, primo fra tutti quello della celebrazione della S. Messa domenicale trasmessa via streaming dalla Cappella della Missione, costituiscono un appuntamento “significativo – ci spiega la religiosa - che lascia lievitare la fede cristiana dei singoli come dei gruppi contribuendo a rinsaldare i legami della carità e dell´amicizia”. Per il triduo pasquale e la Domenica di Pasqua è previsto pure  il collegamento attraverso il link creato dalla Missione:  “lo spirito di comunione ecclesiale assicura così l´unità sia pur a debita distanza!”.

R.I.

Ismu: nel 2019 quasi 613mila le prime richieste di asilo nella UE

8 Aprile 2020 - Milano - In questo momento di emergenza sanitaria dovuta all'epidemia di Covid-19 che sta mettendo a dura prova l'Italia, l'Europa e le nazioni di tutto il mondo, l’Ismu richiama l'attenzione sui richiedenti asilo, presenti nel nostro paese e nel Vecchio Continente, le cui condizioni di vita sono diventate ancora “più fragili” a causa della diffusione dei contagi. L’istituto di ricerca segnala che Eurostat ha da poco pubblicato i dati relativi alle prime richieste di asilo nei paesi membri dell'Unione Europea nell’anno 2019. Dai dati emerge che i richiedenti asilo registrati per la prima volta nella UE sono stati 612.700, in aumento del 12% rispetto al 2018. In termini assoluti, fa sapere Eurostat, quasi 1 su 4 ha chiesto asilo in Germania, seguita da Francia (20% del totale) e Spagna (19%). L’Italia rappresenta il 6% del totale per numero di prime richieste di asilo nella UE. A fronte di un aumento generale, in alcuni paesi però si registrano importanti diminuzioni rispetto al 2018: in particolare – segnala Ismu - proprio in Italia (-34%), Germania (-12%) e Austria (-7%). Secondo i dati Eurostat, le persone in cerca di asilo nella UE provengono soprattutto dalla Siria (74mila), seguita dall'Afghanistan (53mila) e dal Venezuela (45mila). Dei 45mila venezuelani che nel 2019 hanno chiesto protezione d'asilo per la prima volta nella UE, la stragrande maggioranza (90%) ha fatto domanda di asilo in Spagna (40.300). E mentre il numero di richiedenti provenienti dalla Siria è diminuito rispetto al 2018 (-7%), il numero di afgani e di venezuelani è aumentato rispettivamente del 35% e del 102%. Elaborazioni ISMU su dati del Ministero dell'Interno evidenziano che a fronte della rilevante diminuzione del totale delle richieste di asilo registrata (nel 2018 erano 54mila), nel 2019 in Italia il numero totale dei richiedenti asilo è stato di 39mila unità (mentre i dati Eurostat sopracitati si riferiscono solo al sottogruppo di coloro che hanno fatto domanda per la prima volta).  Nel 2019 si è riscontata la crescita del collettivo proveniente dall’America Centrale e Meridionale: oltre 6.700 richiedenti asilo - il 17% del totale - provengono infatti da paesi di quest’area geografica, le cui domande di asilo sono quadruplicate in tre anni. Inoltre questi paesi sono tra quelli con un tasso di riconoscimento di protezione alto.  

Commissione Ue e Consiglio d’Europa sui rom: “protezione diritti umani e accesso ai servizi durante la pandemia”

8 Aprile 2020 - Roma -“I governi devono essere supportati da tutti nella gestione di questa crisi e devono essere liberi di decidere le misure necessarie. Tuttavia, tutte le misure devono rispettare l’attuale quadro europeo dei diritti umani, compresi i principi di uguaglianza e non discriminazione”. A scriverlo oggi è il Consiglio d’Europa e la Commissione europea in occasione della Giornata internazionale dei rom Tra la popolazione Rom in Europa, composta da 10-12 milioni di persone, si contano ancora oggi numerose “vittime di povertà e di esclusione. La presenza di un diffuso antiziganismo rafforza e aggrava il loro disagio economico e sociale. Tali disuguaglianze – si legge nella nota congiunta - persistono malgrado i continui sforzi a livello nazionale, europeo e internazionale per affrontare i pregiudizi, le discriminazioni e i reati contro Rom e Viaggianti”. La Giornata internazionale dei Rom (l’8 aprile) è stata istituita per celebrare la cultura, la storia e la lingua dei Rom e per sensibilizzare sulle difficoltà che i Rom si trovano ancora a dovere affrontare. La Giornata è stata dichiarata ufficialmente nel 1990, in occasione del 4° Congresso dei Rom, per ricordare il primo grande incontro internazionale dei rappresentanti dei Rom, che si è svolto nel Regno Unito, a Orpington, nei pressi di Londra, dal 7 al 12 aprile 1971.          

Cei: “migranti sfruttati in molte aree del Paese”

8 Aprile 2020 - Roma – “Per ridare forza e dignità al lavoro dobbiamo curare la ferita dei nostri profondi divari territoriali. Non esiste una sola Italia del lavoro, ma ‘diverse Italie’, con regioni e zone vicine alla piena occupazione – dove il problema diventa spesso quello di umanizzare il lavoro, vivendo il riposo della festa – e regioni dove il lavoro manca e costringe molti a migrare”. E’ quanto si legge nel messaggio che la Commissione Episcopale per i Problemi sociali e il lavoro della Cei ha rivolto per il prossimo 1 Maggio, festa del Lavoro. Nel messaggio, dal titolo “Il lavoro in una economia sostenibile” si evidenzia che “Costruire un’economia diversa non solo è possibile, ma è l’unica via che abbiamo per salvarci e per essere all’altezza del nostro compito nel mondo. È in gioco la fedeltà al progetto di Dio sull’umanità”. I vescovo invitano ad avere “il coraggio di guardare alla schizofrenia del nostro atteggiamento verso i nostri fratelli migranti: sono sfruttati come forma quasi unica di manovalanza, a condizioni di lavoro non dignitose in molte aree del Paese. Dobbiamo – sottolineano - saper trasformare le reti di protezione contro la povertà – essenziali in un mondo dove creazione e distruzione di posti di lavoro sono sempre più rapidi e frequenti – in strumenti che non tolgano dignità e desiderio di contribuire con il proprio sforzo al benessere del Paese”.

Raffaele Iaria

 

Università di Bergamo: avviato il corso sul diritto delle Migrazioni

8 Aprile 2020 - Bergamo - Nella città più martoriata d’Italia a causa del coronavirus, “un segno di speranza che guarda al futuro” è stato l’avvio della decima edizione del master in Diritto delle Migrazioni presso l’Università degli Studi di Bergamo. Sabato 4 aprile sono iniziate le lezioni con Paola Scevi, direttrice del master, utilizzando la piattaforma messa a disposizione dall’ateneo per consentire la prosecuzione di tutti i corsi a distanza e reagire in tal modo all’emergenza Covid-19. Gli iscritti erano collegati da quasi tutte le regione d’Italia e da diversi Paesi del mondo. “Dal Brasile, a causa del fuso orario, uno studente ha partecipato alla lezione mentre là erano le 3 e mezzo del mattino. Nemmeno la notte – si legge in una nota dell’università orobica – può fermare la speranza, e nemmeno questo master”.

Covid-19: Acnur per i rifugiati in Africa

8 Aprile 2020 -

Roma - L’Agenzia delle Nazioni unite per i rifugiati (Acnur) sta intensificando gli sforzi volti a rafforzare la capacità di prevenire, curare e contenere la potenziale diffusione del Covid-19 tra le comunità di rifugiati presenti nella regione che comprende Africa Orientale, Corno d’Africa e Grandi Laghi e che accoglie una delle popolazioni di rifugiati di più vaste dimensioni su scala mondiale. Date le condizioni di affollamento in cui vivono, senza accesso adeguato ad acqua e servizi igienico-sanitari, e con sicurezza alimentare e mezzi di sostentamento precari, in questa regione i rifugiati sono particolarmente vulnerabili al virus, sia nei campi di accoglienza sia nelle aree urbane.